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“Canali, non filtri: il sacerdozio della tenerezza secondo Papa Leone” Don Giuseppe Serrone rilancia parole del Papa: ‘Uscite e conoscete i pascoli della vita’

La leadership della tenerezza - Corriere.it

C’è una differenza abissale tra un filtro e un canale. Il filtro seleziona, trattiene, divide ciò che è ‘puro’ da ciò che è ‘mondano’. Il canale, invece, si lascia attraversare dalla corrente. Papa Leone XIV, in una San Pietro vibrante di Spirito, ha chiesto ai nuovi sacerdoti di essere esattamente questo: canali di tenerezza.

Il messaggio è chiaro: non abbiate paura di uscire, di sporcarvi le scarpe, di conoscere i pascoli che la gente percorre ogni giorno. La cultura, la vita, le fatiche delle famiglie — queste sono le ‘parrocchie reali’ dove il Vangelo deve risuonare.

Il cuore della nostra richiesta:

  1. Preti di tutti e per tutti: Un prete che è ‘canale’ non ha confini. Non può escludere qualcuno perché ‘sposato’. La tenerezza di Dio non è riservata solo a chi rispetta una norma celibataria, ma raggiunge ogni uomo.

  2. Conoscere i pascoli: Come può un pastore guidare il gregge se non conosce l’odore, il sapore, le salite e le discese della vita quotidiana? Il sacerdote sposato, che vive la realtà del matrimonio e della paternità, è il pastore che conosce quei pascoli meglio di chiunque altro.

  3. La porta aperta: La Chiesa di Papa Leone è una porta aperta, non un confine recintato. Riammettere i preti sposati significa aprire questa porta anche a chi ha vissuto un ministero totale ma ha scelto di non spegnere il dono dell’amore familiare.

Siamo chiamati a essere preti della tenerezza. Se il Papa ci chiede di uscire, noi rispondiamo: siamo già fuori, nei pascoli, pronti a tornare a servire. Il Canone 1752 non sia più un ostacolo, ma il varco per questa nuova primavera.”

 “Il prete canale”

“Siamo immersi nell’omelia del Papa. Don Giuseppe Serrone è commosso: il Papa chiede ai sacerdoti di essere canali di tenerezza, non filtri che bloccano la grazia. ‘Conoscete i pascoli dove la gente cammina’, ha detto Leone XIV. È un appello radicale. Se il prete deve conoscere la vita, perché escludere chi la vita la conosce profondamente nella vocazione matrimoniale? Siamo di fronte a una Chiesa che vuole superare la burocrazia per tornare alla carne, alla vita. Don Giuseppe, in questo 40° giorno di cammino, vede il traguardo: una Chiesa ‘di tutti e per tutti’ dove non ci sono più filtri, ma solo canali di Dio.”

📱 Post social: “CANALI DI TENEREZZA: IL MANDATO DEL PAPA!”

Testo: 💧 NON FILTRI, MA CANALI!

Il Papa scuote San Pietro: “Il sacerdote deve essere un canale di tenerezza, non un filtro che seleziona la vita”. 🛡️🌹 👉 “Uscite e trovate la gente, conoscete i pascoli che percorrono!”

Questa è la Chiesa del futuro. Una Chiesa che non si chiude, ma che si lascia attraversare dalla vita. E chi meglio di un sacerdote sposato conosce i pascoli della famiglia e della vita quotidiana? ⚖️✊

Oggi, 26 aprile, inizia una nuova era. Chiediamo con forza: Apriamo le porte ai sacerdoti sposati, canali vivi di Dio in mezzo alla gente! Il Canone 1752 è la nostra bussola.

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Pubblicato da Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati

Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati per una libera informazione e la riforma della Chiesa, impegnato per la riammissione al ministero dei preti sposati e delle loro famiglie.

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