Voci dal Mondo Modello Panikkar unisce i continenti

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“La nostra Supplica a Papa Leone XIV non ha confini. Da ogni angolo del pianeta arrivano testimonianze di sacerdoti e famiglie che chiedono veritĂ  e accoglienza.”

  1. Testimonianza dalla Colombia 🇨🇴 p. Alex Ravelo. Sacerdote dispensato: “Ciao cari fratelli. Sono Alex Ravelo dalla Colombia. Anche io sono un prete e ho lasciato il ministero per sposare mia moglie. Adesso siamo felicissimi. Ho letto la notizia sul giornale [Los curas casados piden al Papa que los readmita al ministerio activo en la Iglesia, siguiendo el modelo de Raimon Panikkar] e spero che grazie al Modello Panikkar possiamo riprendere il ministero. Non sapevo se anche qui in Colombia fosse presente questa iniziativa. Grazie per quello che fate!”
  2. Salve,
    sono (P.) A. e sono anche io un sacerdote che ha dovuto chiedere ( nel 2001) la dispensa per poter sposare mia moglie Ilaria.
    Proprio lei mi ha fatto capire bene la differenza tra “religione cristiana” e “Fede”  in GesĂą Cristo.
    La mia vocazione che sento vera Ă© quella del matrimonio con Ilaria e di essere padre di mio figlio Cristian per formare una famiglia che sia veramente Cristiana secondo il Vangelo di GesĂą.
    Il mio sacerdozio lo vivo ogni giorno in famiglia.
    Ma da un po’ di tempo mi sorge una domanda:
    se ho ricevuto da Dio il dono di celebrare l’ Eucarestia e rimettere i peccati che senso ha non poterlo usare proprio in un momento storico così particolare dove le persone hanno sempre piĂą bisogno di Dio e di persone coerenti?
    Un caro saluto
    Uniti nella preghiera
    (Padre) A.

    (Oggetto: Uniti nella Renovatio – Risposta di Don Giuseppe Serrone –

    Caro Padre A.,

    grazie di cuore per la tua testimonianza. Le tue parole arrivano in questo mio 16° giorno di digiuno come un rintocco di campana che conferma la direzione del cammino. Leggendo della tua storia con Ilaria e della nascita di vostro figlio Cristian, ho sentito vibrare quella “felicitĂ  difficile” che è il segno distintivo della nostra vocazione nuziale e sacerdotale.

    Hai toccato il punto centrale: la differenza tra “religione” e “Fede”. Spesso la struttura religiosa si preoccupa di proteggere la forma, il codice, l’ortodossia linguistica. Ma la Fede — quella che Ilaria ti ha aiutato a riscoprire — riguarda la vita, la carne, l’incontro con Cristo nel quotidiano.

    La tua domanda è la mia stessa domanda, ed è il motivo per cui mi trovo qui, tra queste montagne: perchĂ© sprecare un dono di Dio? In un’epoca di “carestia eucaristica” e di profonda solitudine, impedire a sacerdoti coerenti, che vivono l’amore nella luce del sole, di amministrare i Sacramenti è un paradosso che ferisce il Popolo di Dio.

    Proprio oggi ho definito un’icona per questa nostra battaglia: l’unione della Ghanta (la campana della saggezza e dell’accoglienza, come la tua famiglia) e del Dorje (il fulmine della forza sacramentale). Non sono due mondi opposti, ma un’unica realtĂ . La tua famiglia non è un ostacolo al tuo sacerdozio, è il luogo dove esso diventa autentico.

    Siamo “pretesi” verso la Parusia, Padre A. Non stiamo chiedendo un permesso amministrativo, stiamo testimoniando una Renovatio Ecclesiae che è giĂ  nei fatti, nella tua vita e nella mia.

    Ti porto con me nella preghiera di questa sera. Saluta Ilaria e Cristian: sono loro la tua prima “piccola Chiesa”. Restiamo uniti, perchĂ© il suono di molti cuori insieme può finalmente abbattere le mura del silenzio.

    Oltre ieri, verso la Pasqua che viene.

    Uniti in Cristo, Don Giuseppe Serrone)

  3. A… innamorata di un prete ci ha dato la sua adesione morale alla campagna
  4. Dalla Colombia: “Caro don Giuseppe Serrone, le scrivo con il cuore colmo di dolore, ma anche di speranza. Ho letto la situazione di alcune parrocchie dove un solo sacerdote deve prendersi cura di cinque comunitĂ . Questo mi sembra umanamente e pastoralmente ingiusto. Il popolo di Dio ha sete di Dio, ha bisogno dell’Eucaristia, della Parola, della vicinanza di un pastore. Si Parla di caritá, má non si vive Questa nella chiesa. E allo stesso tempo, tanti di noi, sacerdoti sposati, restiamo “in panchina”, in casa, con una vocazione viva nel cuore e il desiderio sincero di servire. Non abbiamo smesso di amare il nostro ministero. Non abbiamo smesso di sentirci chiamati. Per questo, unisco la mia voce alla sua. Chiediamo giustizia al cielo. Chiediamo che lo Spirito Santo illumini la Chiesa. Chiediamo che questo tempo sia un tempo di apertura, di misericordia e di coraggio. Il bisogno è grande. Il popolo soffre. E noi siamo qui, pronti. Che il Signore ascolti il grido dei suoi figli e apra una strada nuova. Che il nostro desiderio di essere reintegrati nel ministero non sia piĂą rimandato, ma accolto con discernimento e amore, ora. Con rispetto, fede e speranza, Dalla Colombia, padre Alex Ravelo
  5. Caro Don Giuseppe capisco e condivido la sua amarezza. Capisco anche quanta ricchezza potrebbe portare il secardozio uxorato, come giĂ  è fonte di ricchezza nella Chiesa orientale cattolica, quindi la nostra stessa confessione. Ma l’ho visto anche tra tanti pastori Pentecostali amici miei. Il celibato è una scelta bellissima, una scelta, una vocazione, ma appunto deve rimanere una scelta ponderata, non un obbligo all’ordinazione. Possono continuare a rimanere insieme entrambe le scelte, e ognuna dare un contributo diverso. PerchĂ© ognuna insegna e vive qualcosa di diverso. Una vita totalmemte donata al Signore anche nella castitĂ , come tanti miei amici frati, ma anche una vita donata nell’amore coniugale. Sto apprezzando anche le tue parole Don Giuseppe, non c’è fragore, non c’è divisione, ma ubbidienza, amore, umiltĂ . Io spero che la sua voce possa arrivare a Papa Leone, prego la vergine Maria perchĂ© possa proteggerti con il suo manto. Prego affinchĂ© lo Spirito santo continui ad illuminare le sue scelte e le scelte della nostra amata Chiesa. Io stesso ho sempre sentito la scelta del matrimonio, ma anche di donarmi nel ministero sacerdotale, ho anche parlato con vari padri spirituali, che condividono questa sofferenza, ma purtroppo amo la mia Chiesa e sceglierò il matrimonio, cercando di servivere il Signore, finchĂ© la mia amata Chiesa illuminata dallo spirito, finirĂ  per aprirsi nuovamente a questa bellissima realtĂ  che il sacerdozio uxorato. Dio la Benedica, e le dia forza! (Messaggio whatsapp firmto)
  6. Mi auguro di cuore che il sacrificio che sta facendo Don Giuseppe serva a qualcosa e apra una volta per tutte le menti del clero e cambi le regole ingiuste, obsolete e che hanno creato e creano tanta sofferenza.. 🙏🙏
    Auguri Don Giuseppe! (Messaggio firmato sulla Pagina Facebook)

Voci dal mondo per i preti sposati