Papa Leone XIV ha ricevuto questa mattina in Udienza 2 vescovi delle Prelature di ex sacerdoti anglicani accolti nella Chiesa Cattolica con mogli e figli. Ancora tabù i preti sposati della Chiesa Cattolica Romana


I nostri sacerdoti sposati guidati da don Giuseppe Serrone ogni sera alle ore 21 pregheranno per la pace nel mondo


(di Simona Marchetti) È stato un silenzio che ha fatto più rumore di tante parole quello adottato dalle calciatrici della nazionale iraniana nella gara d’esordio della Coppa d’Asia, che ha appena preso il via in Australia. Prima della sfida contro la Corea del Sud, al momento degli inni nazionali, le ragazze allenate da Marziyeh Jafari sono infatti rimaste mute, rifiutandosi di aprire bocca per cantare l’inno di quella Repubblica Islamica che ha massacrato migliaia di persone e che ogni giorno viola i diritti delle donne nel loro paese. (…)
corriere.it

Il Consiglio ecumenico delle Chiese è profondamente peoccupato «per i recenti attacchi militari condotti da Israele contro l’Iran e per la successiva escalation di attacchi di rappresaglia che si stanno rapidamente diffondendo nella regione». Nell’esprimere la più ferma condanna, chiede la cessazione immediate di tute le azioni militari, la protezione dei civili, la ripresa del dialogo, nonché sforzi coordinate per prevenire la pericolosa escalation. Di seguito la nota del 28 febbraio fermata dal rev. Jerry Pillay, segretario generale del CEC (o WCC, World Churches Council).
Il Consiglio ecumenico delle Chiese esprime profonda preoccupazione e condanna per i recenti attacchi militari condotti da Israele contro l’Iran e per la successiva escalation di attacchi di rappresaglia che si stanno rapidamente diffondendo nella regione.
Questa pericolosa spirale di violenza mette a rischio immediato milioni di civili, mina la sicurezza regionale e internazionale e minaccia la già fragile stabilità economica e sociale in tutto il Medio Oriente. L’intensificarsi delle ostilità mette a repentaglio vite umane, interrompe infrastrutture essenziali e accresce la paura e l’incertezza tra popolazioni che hanno già sopportato prolungati periodi di instabilità e conflitti.
Il WCC ribadisce che le controversie tra Stati devono essere risolte attraverso il dialogo, la consultazione e il rispetto del diritto internazionale. Il confronto militare e l’escalation di ritorsioni non possono portare sicurezza o pace sostenibili. Al contrario, moltiplicano la sofferenza e aumentano il rischio di una più ampia conflagrazione regionale con conseguenze globali imprevedibili.
Chiediamo:
Cessazione immediata di tutte le azioni militari.
La protezione delle popolazioni civili e delle infrastrutture critiche nel rispetto del diritto internazionale umanitario.
L’urgente ripresa dell’impegno diplomatico e del dialogo politico attraverso i meccanismi internazionali e regionali consolidati.
Sforzi internazionali coordinati per prevenire un’ulteriore escalation e ripristinare la stabilità.
Il WCC esprime la sua solidarietà e preghiera a tutti i popoli e alle chiese della regione. Esortiamo i leader politici ad agire con moderazione, responsabilità e un rinnovato impegno per la risoluzione pacifica delle controversie.
La strada da seguire deve essere quella della de-escalation, del dialogo e del rispetto della dignità umana. La violenza non garantirà il futuro della regione; solo giustizia, responsabilità e un impegno diplomatico costante possono gettare le basi per una pace duratura
Adista

Avvenire
Per l’Istat il disavanzo “provvisorio” del 2025 è al 3,1%: non basterebbe per uscire dalla procedura Ue. Gli altri dati parlano di una crescita del Pil solo dello 0,5% e di una pressione fiscale al 43,1%. Il ministro Giorgetti: colpa del superbonus. Le opposizioni: solo scuse


di Lucia Capuzzi, inviata a Gerusalemme – in Avvenire
Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Teheran si allarga al Golfo e sfiora la Nato. Trump annuncia una «grande ondata», Londra e Atene rafforzano le difese nel Mediterraneo orientale

Fuoco incrociato nel secondo giorno della guerra in Iran, con tutta la regione in fiamme. Usa e Israele continuano a colpire nonostante la morte di Khamenei mentre la reazione di Teheran contro lo Stato ebraico e le basi americane nella regione miete le prime vittime. Trump: “Ho tre ottime scelte per la guida del Paese, il conflitto potrebbe durare quattro settimane”. Il capo della sicurezza iraniana Larijani afferma che l’Iran “non negozierà” con gli Stati Uniti.
Nella notte l’aviazione israeliana colpisce obiettivi nel sud del Libano, in risposta al lancio di razzi e droni verso il nord d’Israele. Almeno 10 morti a Beirut.
L’Iran annuncia la nomina della nuova Guida Suprema della teocrazia ‘in 1-2 giorni’.
Trump: “Tutti uccisi i candidati per il controllo dell’Iran”
Il presidente americano Donald Trump “mi ha detto stasera che gli Usa avevano identificato possibili candidati per prendere il controllo dell’Iran, ma sono stati uccisi nell’attacco iniziale”. Lo riporta Jonathan Karl di Abc News, in un post su X, secondo cui Trump ha detto che “l’attacco ha avuto un tale successo che ha eliminato la maggior parte dei candidati. Non sarà nessuno di quelli a cui avevamo pensato perché sono tutti morti”. Sulla morte di Khamenei e l’ipotesi di complotto contro il tycoon: “L’ho preso prima che lui prendesse me. Ci hanno provato due volte. Beh, l’ho preso prima io”.
Il capo della sicurezza iraniana Larijani afferma che l’Iran “non negozierà” con gli Stati Uniti
Attacchi israeliani a Beirut: ‘almeno dieci morti’
Almeno 10 persone sono state uccise negli attacchi israeliani alla periferia sud di Beirut. Lo afferma una fonte medica citata dalla versione online della Reuters
tg24.sky.it

(Adnkronos) – Francia, Germania e Regno Unito sono pronte a difendere i propri interessi e quelli dei propri alleati nel Golfo, se necessario, adottando “azioni difensive” contro l’Iran. L’Europa batte un colpo nella crisi che infiamma il Medio Oriente, a 48 ore dall’attacco portato da Stati Uniti e Israele contro Teheran.
Parigi, Berlino e Londra prendono posizione con una dichiarazione congiunta. I 3 paesi si dicono “sconvolti dagli attacchi missilistici indiscriminati e sproporzionati lanciati dall’Iran contro i Paesi della regione”, in rappresaglia per quelli condotti da Stati Uniti e Israele in Iran.
“Adotteremo misure per difendere i nostri interessi e quelli dei nostri alleati nella regione, potenzialmente consentendo azioni difensive necessarie e proporzionate per distruggere la capacità dell’Iran di lanciare missili e droni alla fonte”, si legge nella dichiarazione congiunta.
La Francia in particolare esprime la sua ”condanna inequivocabile, la piena solidarietà e il totale sostegno” ai ” Paesi del Medio Oriente sono stati presi di mira da attacchi massicci e ingiustificati da parte dell’Iran”, dice il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot in un post su ‘X’
”Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait, Oman e Giordania vengono trascinati in una guerra che non hanno scelto”, aggiunge Barrot dicendo di essere ”in stretto contatto con i rispettivi ministri degli Esteri”.
Il Regno Unito “non si unirà all’offensiva in Iran”, ma ha accettato di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le basi militari britanniche per colpire i siti missilistici iraniani, chiarisce nelle stesse ore il premier britannico Keir Starmer, dando un aggiornamento sulla situazione in Medio Oriente.
Tutti ricordiamo gli errori commessi in Iraq e ne abbiamo imparato qualcosa”, ha osservato il primo ministro britannico in un video pubblicato su X.
“Non siamo stati coinvolti negli attacchi iniziali contro l’Iran e non ci uniremo ad azioni offensive ora”, dice Starmer nel videomessaggio pubblicato sui social, aggiungendo di ritenere che “la strada migliore per la regione e per il mondo sia una soluzione negoziata”. Tuttavia, precisa, la Gran Bretagna sostiene “l’autodifesa collettiva dei nostri alleati e del nostro popolo nella regione” perché “l’Iran sta perseguendo una strategia di terra bruciata”.
L’Unione europea segue “con la massima preoccupazione” gli sviluppi in Iran e in Medio Oriente ed esorta tutte le parti alla de-escalation, chiedendo “massima moderazione, protezione dei civili e pieno rispetto del diritto internazionale”, inclusi i principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto umanitario internazionale, ha affermato l’Alto rappresentante degli Affari esteri Ue, Kaja Kallas, in un comunicato a nome dei 27 membri. Bruxelles sottolinea che “il Medio Oriente rischia di perdere enormemente da una guerra prolungata” e definisce “inaccettabili” gli attacchi iraniani e le violazioni della sovranità di diversi Paesi della regione.
L’Ue ricorda di aver adottato “ampie sanzioni” contro Teheran in risposta alla “brutale repressione e alle violazioni dei diritti umani contro il popolo iraniano”, nonché alle minacce alla sicurezza regionale e internazionale legate ai programmi nucleare e missilistico balistico e al sostegno a gruppi armati. Bruxelles afferma che continuerà a “proteggere la sicurezza e gli interessi dell’Ue, anche attraverso ulteriori sanzioni”, ribadendo l’impegno diplomatico per “impedire all’Iran di acquisire un’arma nucleare” e chiedendo piena cooperazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica.
Dal canto suo la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha avuto un colloquio al telefono con l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani. ”Abbiamo discusso delle conseguenze degli attacchi sconsiderati e indiscriminati dell’Iran contro il Paese. Con la regione in profonda crisi, il Qatar può contare su una forte solidarietà europea”, ha scritto Von der Leyen in un post.
”Il rischio di un’ulteriore escalation è reale. Ecco perché è urgentemente necessaria una transizione credibile in Iran. Una transizione che ripristini la stabilità e apra la strada a una soluzione duratura”, ha aggiunto affermando la necessità di ”interrompere i programmi nucleari e missilistici militari dell’Iran e le azioni destabilizzanti in aria, terra e mare. Soprattutto, si deve e sostenere le aspirazioni democratiche del coraggioso popolo iraniano”.
L’Ue nel frattempo rafforzerà la sua missione navale nel Mar Rosso con ulteriori navi, poiché la rappresaglia dell’Iran agli attacchi Usa-Israele minaccia il traffico marittimo. Due nuove navi francesi si uniranno alla missione Aspides dell’UE, portando a cinque il numero di navi da guerra partecipanti, ha dichiarato un diplomatico europeo all’Afp a condizione di anonimato, dopo che i ministri degli Esteri dei 27 Paesi dell’Unione hanno tenuto colloqui sull’Iran.
”L’Europa farà ascoltare la sua voce, anche dopo che sarà chiusa la fase incandescente, per avviare un dialogo diplomatico a favore della transizione in Iran”, dice il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa alla Farnesina. ”E’ stata confermata la decisione di continuare con le missioni Aspides e Atalanta”, ha aggiunto Tajani al termine di una riunione straordinaria del Consiglio Affari Esteri Ue.
Durante la riunione, spiega Tajani, è stata riconosciuta ”la responsabilità dell’Iran”, è stata espressa ”solidarietà totale ai Paesi del Golfo aggrediti dall’Iran. Sono stati espressi preoccupazione e coinvolgimento comune per tutelare i cittadini europei che vivono o sono di passaggio nell’area” con un ”coordinamento per il loro rientro in Europa”.
Il comandante supremo alleato della Nato in Europa, il generale statunitense Alexus Grynkewich, sta seguendo “da vicino” gli sviluppi in Iran e in Medio Oriente, adeguando le forze alle necessità per difendere l’Alleanza da “potenziali minacce”, spiega la Nato in un post su X.
L’Alleanza “ha adeguato e continuerà ad adeguare la postura di forza della Nato per garantire la sicurezza dei suoi 32 Paesi membri e difendere l’alleanza da potenziali minacce”, citando il rischio rappresentato da “missili balistici o veicoli aerei senza pilota provenienti da questa o altre regioni”.
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