Liturgia Domenica 1 Novembre 2026 TUTTI I SANTI

Colore Liturgico  Bianco

Gesu

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Festeggiare tutti i santi è guardare coloro che già posseggono l’eredità della gloria eterna. Quelli che hanno voluto vivere della loro grazia di figli adottivi, che hanno lasciato che la misericordia del Padre vivificasse ogni istante della loro vita, ogni fibra del loro cuore.
I santi contemplano il volto di Dio e gioiscono appieno di questa visione. Sono i fratelli maggiori che la Chiesa ci propone come modelli perché, peccatori come ognuno di noi, tutti hanno accettato di lasciarsi incontrare da Gesù, attraverso i loro desideri, le loro debolezze, le loro sofferenze, e anche le loro tristezze.
Questa beatitudine che dà loro il condividere in questo momento la vita stessa della Santa Trinità è un frutto di sovrabbondanza che il sangue di Cristo ha loro acquistato. Nonostante le notti, attraverso le purificazioni costanti che l’amore esige per essere vero amore, e a volte al di là di ogni speranza umana, tutti hanno voluto lasciarsi bruciare dall’amore e scomparire affinché Gesù fosse progressivamente tutto in loro.
È Maria, la Regina di tutti i Santi, che li ha instancabilmente riportati a questa via di povertà, è al suo seguito che essi hanno imparato a ricevere tutto come un dono gratuito del Figlio; è con lei che essi vivono attualmente, nascosti nel segreto del Padre.
Antifona d’ingresso
Rallegriamoci tutti nel Signore,
in questa solennità di tutti i Santi:
con noi si allietano gli angeli
e lodano il Figlio di Dio.

Si dice il Gloria.

Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che ci doni la gioia di celebrare in un’unica festa
i meriti e la gloria di tutti i Santi, concedi al tuo popolo,
per la comune intercessione di tanti nostri fratelli,
l’abbondanza della tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Prima lettura
Ap 7,2-4.9-14
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio».
E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele.
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello».
E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».
Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello».

Parola di Dio
Salmo responsoriale
Sal 23
Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore.

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito.

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
Seconda lettura
1Gv 3,1-3
Vedremo Dio così come egli è.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro.

Parola di Dio
Canto al Vangelo
Mt 11,28

Alleluia, alleluia.
Venite a me,
voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro.
Alleluia.
Vangelo
Mt 5,1-12
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
(Dall’Orazionale CEI 2020)
Dio dona sempre alla sua Chiesa luminosi testimoni che dal cielo ne accompagnano il cammino verso il Regno. Per l’intercessione della festosa corona dei santi, con piena fiducia presentiamo a Dio Padre i nostri desideri di bene e le necessità del mondo.
Preghiamo insieme e diciamo: Santifica la tua Chiesa, Signore.

1. Padre santo, che con il Figlio e lo Spirito Santo sei comunione di amore, concedi alla tua Chiesa di essere sempre fedele alla propria vocazione, perché sia segno e strumento della presenza di Cristo nel mondo. Noi ti preghiamo.
2. Padre amorevole, che all’alba della creazione hai benedetto la famiglia, prima comunità umana, sostieni gli sposi con la grazia del tuo Spirito, perché irradino la gioia operosa e feconda del Vangelo. Noi ti preghiamo.
3. Padre dei poveri, che ti prendi cura del forestiero, dell’orfano e della vedova, suscita in mezzo a noi uomini e donne caritatevoli, perché le speranze dei poveri non restino deluse. Noi ti preghiamo.
4. Padre della luce, che chiami tutti i tuoi figli a essere santi e immacolati nell’amore, rivela il tuo volto a tutti coloro che ancora non credono, perché si aprano alla novità dello Spirito. Noi ti preghiamo.
5. Padre misericordioso, che chiami ciascuno di noi a essere santo nelle vicende della vita quotidiana, rendici capaci di rispondere al tuo appello, perché possiamo un giorno prendere parte alla gloria dei beati nel cielo. Noi ti preghiamo.

Dio fedele, che in Cristo tuo Figlio ci hai dato il maestro e il modello di ogni santità, fa’ che, vivendo nello spirito delle beatitudini, giungiamo a cantare in eterno il cantico nuovo nell’assemblea dei tuoi eletti. Per Cristo nostro Signore.
Preghiera sulle offerte
Ti siano graditi, o Signore,
i doni che ti offriamo in onore di tutti i Santi:
essi, che già godono della tua vita immortale,
ci proteggano nel cammino verso di te.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio
PREFAZIO
La gloria della Gerusalemme del cielo, nostra madre

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Oggi ci dai la gioia di celebrare la città santa,
la Gerusalemme del cielo che è nostra madre,
dove l’assemblea festosa dei nostri fratelli
glorifica in eterno il tuo nome.
Verso la patria comune, noi pellegrini sulla terra,
sorretti dalla fede, affrettiamo il cammino,
lieti per la sorte gloriosa di questi membri eletti della Chiesa,
che nella nostra debolezza
ci doni come sostegno e modello di vita.
Per questo dono del tuo amore,
uniti a loro e all’immensa schiera degli angeli,
cantiamo con esultanza la tua lode: Santo, …
Antifona alla comunione
Beati i puri di cuore: vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace: saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia:
di essi è il regno dei cieli. (Mt 5,8-10)
Preghiera dopo la comunione
O Dio, unica fonte di ogni santità,
mirabile in tutti i tuoi Santi,
fa’ che raggiungiamo anche noi la pienezza del tuo amore,
per passare da questa mensa,
che ci sostiene nel pellegrinaggio terreno,
al festoso banchetto del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

(Si può utilizzare la formula della benedizione solenne)

Dio, gloria e letizia dei santi,
che vi rafforza con la loro incessante preghiera,
vi doni la sua perenne benedizione. R. Amen.

Liberati dai mali presenti
per l’intercessione di tutti i santi,
e istruiti dal loro esempio di vita,
possiate essere trovati sempre fedeli
nel servizio di Dio e dei fratelli. R. Amen.

Possiate godere con tutti i santi
la gioia eterna di quella patria
nella quale la Chiesa esulta in eterno
per la comunione gloriosa di tutti i suoi figli. R. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio e Spirito Santo,
discenda su di voi e con voi rimanga sempre. R. Amen.

Israele al voto, tutti i partiti in lizza per le elezioni del 27 ottobre

Manifestazioni a Tel Aviv in vista delle elezioni di martedì prossimo, 24102026

Dall’estrema destra agli arabo-israeliani, dagli ultraortodossi alle ultime novità: 37 i partiti che corrono per le politiche, secondo i sondaggi nessuno schieramento ha la maggioranza di 61 (dei 120) seggi alla Knesset necessari per governare

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Dall’estrema destra fino agli arabo-israeliani, passando per gli ultraortodossi, sono 37 i partiti che partecipano alle elezioni del 27 ottobre in Israele. Un tabellone affollato quello che si presenta agli occhi degli elettori, che trovano insieme i principali protagonisti della vita politica del Paese e qualche novità.

Circa 7,3 milioni gli israeliani chiamati alle urne per eleggere i 120 membri della Knesset, ma di fatto per scegliere tra i sostenitori o gli oppositori del premier Benjamin Netanyahu che ha definito e dominato la scena politica di Israele negli ultimi tre decenni e punta ora a ottenere un settimo mandato.

Le elezioni di martedì sono ritenute tra le più importanti nella storia dello Stato ebraico, dopo l’attacco subito il 7 ottobre 2023 da Hamas, ma si teme che dalle urne non esca un risultato che consenta di dare vita a una coalizione di maggioranza. Stando infatti a tutti i sondaggi realizzati nelle ultime settimane, il cosiddetto ‘blocco del cambiamento’ guidato da Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane oggi presidente del partito Yashar, risulta in testa – seppur di misura – rispetto alla coalizione di partiti guidata da Netanyahu, ma nessuno dei due schieramenti dovrebbe raggiungere la maggioranza di 61 seggi in parlamento.

Oggi Netanyahu guida il governo più a destra nella storia di Israele e per rimanere in carica dovrà fare affidamento sui suoi attuali partner di estrema destra, quali il ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, leader del partito Otzma Yehudit, e il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, del partito Sionismo Religioso, oltre al leader del partito ultraortodosso Shas, Aryeh Deri. Ci sono poi i partiti arabi, in rappresentanza di un quinto della popolazione israeliana di origine araba.

Dal punto di vista giuridico, l’insediamento di un governo non richiede 61 voti favorevoli, bensì una maggioranza al voto di fiducia, e l’astensione di alcuni deputati, come quelli dei partiti arabi, potrebbe consentire a un esecutivo di entrare in carica. Tuttavia alcuni partiti non hanno escluso di allargare la coalizione ai partiti arabi. Tra loro c’è Ra’am (acronimo ebraico di Lista Araba Unita), il partito islamico moderato guidato da Mansour Abbas, che secondo i sondaggi, dovrebbe ottenere tra i 5 e i 7 seggi e che nel 2021 aveva già accettato di unirsi a una coalizione di oppositori a Netanyahu, rendendolo il primo partito arabo a entrare a far parte di un governo israeliano.

Martedì i seggi chiuderanno alle 22, ora locale, poi le principali emittenti televisive israeliane cominceranno a diffondere i primi exit poll. Lo spoglio delle schede proseguirà per tutta la notte e il giorno dopo, e un quadro più chiaro dovrebbe emergere entro 24 ore dalla chiusura dei seggi.

Tuttavia, l’esito finale potrebbe rimanere incerto, specialmente per i partiti che si attestano attorno alla soglia di sbarramento del 3,25%, fino allo scrutinio delle schede arrivate per corrispondenza.

LA LEGGE ISRAELIANA E IL RUOLO DEL PRESIDENTE

La legge israeliana prevede che i risultati ufficiali siano resi noti entro otto giorni dal voto, ossia mercoledì 4 novembre.

Una volta presentati i risultati ufficiali il presidente Isaac Herzog avrà una settimana di tempo per tenere consultazioni con i rappresentanti di ogni partito, nel corso delle quali i leader politici indicheranno un candidato alla carica di premier. Al termine delle consultazioni Herzog affiderà al candidato che ritiene abbia maggiori probabilità di formare un governo un mandato di 28 giorni per negoziare un accordo di coalizione.

Il presidente ha la possibilità anche di concedere una proroga, per un massimo di altri 14 giorni. Se il candidato non riuscisse a formare un governo, Herzog avrà tre giorni di tempo per decidere se offrire a un altro candidato la stessa possibilità. Quest’ultimo avrà poi altri 28 giorni per dare vita a una coalizione, senza alcuna possibilità di proroga. Se anche il secondo candidato non dovesse riuscirci, il presidente può affidare l’incarico a qualsiasi parlamentare che ottenga il sostegno di almeno 61 membri della Knesset. Se anche il terzo candidato non riuscisse a formare un governo entro 14 giorni, la Knesset verrà sciolta e saranno indette nuove elezioni.

Una bandiera della campagna elettorale del Primo Ministro israeliano e capo del partito Likud Benjamin Netanyahu
Una bandiera della campagna elettorale del Primo Ministro israeliano e capo del partito Likud Benjamin Netanyahu (AFP)

I PARTITI AL GOVERNO

LIKUD: E’ il partito del premier Benjamin Netanyahu, che lo guida dal 1993. Fondato nel 1972 da Menachem Begin, è espressione della destra nazionalista, che unisce valori conservatori e ricette liberali. Alle ultime elezioni nel 2022 ha preso 32 seggi.

OTZMA YEHUDIT: Partito di estrema destra guidato da Itamar Ben-Gvir, controverso ministro per la Sicurezza nazionale, noto alle cronache in patria e all’estero per le dichiarazioni e le azioni incendiarie. A partire dal 2004, la formazione ha conosciuto diverse alleanze e unioni nel tempo nel tentativo – mancato più volte – di superare la soglia di sbarramento ed entrare alla Knesset. Obiettivo centrato per la prima volta nell’aprile 2019 (5 seggi) in una lista congiunta di destra, ma che finì in un nulla di fatto a causa della mancata formazione di un governo.
Nel marzo 2021 – sotto pressione di Netanyahu – si unì all’altro partito di estrema destra, Sionismo Religioso di Bezalel Smotrich, e riuscì nell’impresa. Nella successiva tornata elettorale, nel 2022, l’alleanza si allargo’ a Noam, piccola formazione dichiaratamente anti-Lgbt di Avi Maoz, e prese complessivamente 14 seggi, di cui 6 furono assegnati al partito di Ben-Gvir. Oggi siede al governo – tranne una breve parentesi di un paio di mesi all’inizio del 2025 in opposizione all’accordo con Hamas per il ritorno degli ostaggi – con tre ministri.

SIONISMO RELIGIOSO: L’altro partito di estrema destra approdato al governo in seguito alle ultime elezioni nel 2022. A guidarlo è Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze e ministro aggiunto alla Difesa. Nato come Tkuma alla fine degli anni ’90, ha fatto parte della coalizione che ha sostenuto i governi di Netanyahu dal 2013 al 2020. Ribattezzato Sionismo Religioso nel 2021, è entrato ufficialmente al governo nel 2022 dopo aver conquistato sette seggi alle elezioni grazie a un’alleanza con Otzma Yehudit e Noam.
Fervente sostenitore dell’espansione degli insediamenti, ‘voce’ dei coloni in Parlamento, punta alla realizzazione del ‘Grande Israele’. Di fronte ai ripetuti sondaggi che lo davano perdente e all’opposizione di Ben-Gvir a ridare vita alla precedente alleanza elettorale, in questa tornata si è unito al partito Zehut di Moshe Feiglin.
Oltre a Smotrich, l’altro esponente di punta è Simcha Rotman, principale promotore – insieme al ministro Yariv Levin – della controversa riforma della giustizia in Israele.

Israele, continuano le proteste contro la riforma della giustizia
Israele, continuano le proteste contro la riforma della giustizia (AFP)

SHAS: E’ il partito ultraortodosso che rappresenta la comunità sefardita, tradizionalmente svantaggiata rispetto a quella ashkenazita. Nato nel 1984 con il proposito di sopperire alla sottorappresentazione dei mizrahim nella politica israeliana, ha avuto come leader spirituale il rabbino Ovadia Yosef, fino alla sua morte nel 2013. Il leader politico è Aryeh Deri, figura centrale nel partito, che negli anni ha ricoperto diversi incarichi ministeriali, tra cui ministro dell’Interno, dell’Economia e della Salute, nonché vice premier.
La sua carriera è stata anche segnata da diversi procedimenti giudiziari e condanne per reati legati alla corruzione e all’evasione fiscale. Nel gennaio 2023, la Corte Suprema ha stabilito che non poteva ricoprire la carica di ministro della Salute a causa di una recente condanna per evasione fiscale e di un accordo di patteggiamento precedente. Resta un alleato chiave di Netanyahu, fondamentale nella sopravvivenza del governo.
UNITED TORAH JUDAISM: Unione di due formazioni ultraortodosse, Agudat Israel e Degel HaTorah, che rappresentano la comunità ashkenazita. La sua azione politica si concentra sulle tematiche sociali e religiose. I leader delle due formazioni sono rispettivamente Yitzhak Goldknopf e Yaakov Asher, fermo restando che le decisioni politiche sono subordinate ai rispettivi consigli rabbinici e ai grandi saggi della Torah.

 

Knesset (Parlamento), Israele
Knesset (Parlamento), Israele (Ansa)

L’OPPOSIZIONE

YASHAR: E’ la novità di queste elezioni, la discesa in campo di Gadi Einsekot con un suo partito. Ex capo di Stato maggiore dal 2015 al 2019, è entrato alla Knesset nel 2022 come deputato di Unità Nazionale, formazione creata da Blu e Bianco di Benny Gantz e New Hope di Gideon Sa’ar. Dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, Eisenkot è stato ministro senza portafoglio nel governo di Netanyahu, allargato in seguito all’emergenza e dal quale ne è uscito con Gantz nel giugno 2024.
Nella guerra a Gaza ha perso un figlio, Gal, e due nipoti. Nei sondaggi è indicato come il favorito, nelle ultime settimane è in testa, seppur di misura, superando il Likud di Netanyahu. Tra le sue promesse elettorali, una commissione d’inchiesta statale sui fallimenti del 7 ottobre e l’arruolamento degli ultraortodossi, gli haredim da sempre contrari al servizio militare e alla guerra.

I DEMOCRATICI: E’ il frutto dell’unione nel 2024 tra lo storico partito Labour e la sinistra radicale di Meretz. Sotto la leadership di Yair Golan, vincitore delle primarie laburiste nel 2024, i Democratici hanno conosciuto una nuova stagione politica, dopo la prova fallimentare alle elezioni del 2022 che hanno visto i laburisti perdere quasi metà dei seggi (da 7 a 4) e Meretz non riuscire a entrare alla Knesset.
Oltre a Golan – ex vice capo di Stato maggiore, osannato come un eroe per essersi recato da solo al sud il 7 ottobre a salvare dei giovani dall’attacco di Hamas – il partito ha attratto esponenti della società civile che si sono distinti negli anni passati per l’opposizione pubblica al governo, prima contro la controversa riforma della giustizia e poi contro la gestione della guerra a Gaza e i negoziati per il ritorno degli ostaggi.
Golan è l’unico nel blocco dell’opposizione che si è pubblicamente espresso a favore dell’alleanza con i partiti arabo-israeliani per battere Netanyahu. Oltre a lui, personaggi di spicco sono Gilad Kariv, il primo rabbino riformista a essere eletto alla Knesset, e Naama Lazimi.

INSIEME: Formazione nata nel 2026 dall’unione tra Naftali Bennett e Yair Lapid. I due hanno guidato a rotazione il cosiddetto ‘governo del cambiamento’ tra il 2021 e il 2022, durato solo un anno, che ha interrotto brevemente il lungo regno (13 anni) di Netanyahu.
Bennett, ebreo osservante, proviene da Yamina, la ‘nuova destra’, mentre Lapid, ex giornalista e noto conduttore televisivo, nel 2013 ha fondato il partito centrista Yesh Atid, arrivando a conquistare nell’ultima tornata elettorale 24 seggi e diventando leader dell’opposizione. Davanti pero’ a sondaggi in forte calo, nell’aprile 2026 si è unito a Bennett, lasciando a lui la leadership ufficiale della nuova formazione, a fronte della seconda posizione in lista.
YISRAEL BEYTEINU: Partito nazionalista, espressione principalmente dell’elettorato russofono. E’ stato fondato nel 1999 dal ‘falco’ Avigdor Liberman, tuttora alla guida, che combina posizioni fortemente di destra in materia di politica estera e sicurezza con posizioni laiche sulle questioni sociali.

manifestazioni a Tel Aviv, 24102026
manifestazioni a Tel Aviv, 24102026 (AFP)

I PARTITI ARABI 

RA’AM: Acronimo di Lista Araba Unita, è un partito conservatore islamista fondato nel 1996 e oggi guidato da Mansour Abbas. Negli ultimi anni ha via via perso la connotazione religiosa e i legami con il Movimento islamico, impegnandosi in battaglie sociali ed economiche a favore della minoranza araba più che politiche per la questione palestinese. Nel 2021-2022 Ra’am, con i suoi cinque seggi, è stato cruciale per dare vita all’esecutivo del ‘cambiamento’ di Bennett-Lapid. Nonostante cio’, la partecipazione di un partito arabo-israeliano al governo è ancora un tabù per la gran parte dell’elettorato.

Per cercare di superare le ostilità – nella speranza di entrare nell’eventuale coalizione di governo di Eisenkot, che finora pero’ ha respinto tale ipotesi – Abbas di recente ha accolto per la prima volta in lista, in seconda posizione, un deputato ebreo, Yoav Segalovitz. Ex soldato, fondatore della nota unità di polizia contro la criminalità Lahav 433 ed ex comandante della divisione indagini e intelligence, a Segalovitz è stato riconosciuto il merito di aver contribuito a ridurre la criminalità nelle comunità arabe durante il suo mandato come vice ministro della Sicurezza nel precedente esecutivo.
LISTA UNITA: E’ l’unione tra Ta’al (Movimento Arabo per il Rinnovamento), Hadash (partito ebraico-arabo le cui origini risalgono al 1977) e Balad (Alleanza Nazionale Democratica). Si oppone alla guerra a Gaza e all’occupazione israeliana della Cisgiordania. E’ inoltre contraria alla legge sullo Stato-Nazione che definisce il carattere ebraico di Israele. Posizioni che riduce le sue possibilità di entrare a far parte di una qualsiasi coalizione di governo.
La Commissione elettorale centrale, composta da rappresentanti di tutti i partiti secondo il rispettivo peso nella Knesset e pertanto molto politicizzata, il mese scorso ha escluso dal voto del 27 ottobre due partiti arabo-israeliani e il deputato ebreo di Hadash, Ofer Cassif. La decisione tuttavia è stata successivamente annullata dalla Corte Suprema.
Quanto invece al leader di Balad, Sami Abou Shehadeh, anch’egli squalificato dalla Commissione elettorale, ha annunciato lui stesso il suo ritiro dalla corsa elettorale a ottobre dopo che i giudici dell’Alta Corte lo avevano invitato a farlo, prospettandogli l’esclusione dal voto a causa di un suo articolo scritto all’indomani del massacro di Hamas del 7 ottobre 2023 ritenuto favorevole alla lotta armata contro Israele.

Israele, protesta degli ultra ortodossi
Israele, protesta degli ultra ortodossi (AFP)

LE NOVITA’

AMCHA YISRAEL: E’ la seconda novità di rilievo nel panorama politico israeliano. ‘Popolo d’Israele’ è stato creato ad agosto di quest’anno dall’ex generale Ofer Winter, deciso a perseguire una politica di sicurezza intransigente. Si oppone alla creazione di uno Stato palestinese, sostiene la ’emigrazione volontaria’ dei residenti dalla Striscia di Gaza e la controversa riforma della giustizia.
La scesa in campo di una nuova formazione di destra radicale ha suscitato timori nei partiti della coalizione di governo, preoccupati per la frammentazione del blocco. Il partito infatti viene dato dai sondaggi sulla soglia dello sbarramento, rischiando di non entrare alla Knesset, con una conseguente dispersione di voti.

I RISERVISTI-PARTITO ECONOMICO: Inedita formazione annunciata a ridosso delle elezioni, è composta dal nuovo partito di centro-destra I Riservisti, fondato nel 2025 da Yoaz Hendel, e il Nuovo partito economico di Yaron Zelekha creato nel 2020. Insieme puntano a eliminare le esenzioni dal servizio militare per i giovani ultraortodossi e a combattere il caro-vita. Per i sondaggi, è sulla soglia di sbarramento e rischia di non entrare.
Hendel lo ha presentato come un ‘terzo blocco’, sostenendo la formazione di un governo di unità nazionale con Netanyahu ed Eisenkot, che escluda sia i partiti ultraortodossi che quelli arabi.

manifestazioni a Tel Aviv, 24102026
manifestazioni a Tel Aviv, 24102026 (AFP)

HAREDI PUBLIC: Ultima novità, è un partito ultraortodosso fondato pochi mesi fa dal vice sindaco di Beit Shemesh Moti Leitner. Il suo peso, benché numericamente molto contenuto (nei sondaggi viene dato ben al di sotto della soglia di sbarramento del 3,25%, è data dal fatto che per la prima volta c’è una formazione haredi che ha preso le distanze dai due storici partiti ultraortodossi (Shaw e United Torah Judaism), ha una posizione moderata rispetto alla delicata questione della leva militare obbligatoria per tutti, ultraortodossi compresi, e ha addirittura una donna in lista, Nechumi Yaffe. Nonostante le pressioni di Netanyahu e i sondaggi totalmente avversi, Leitner prosegue imperterrito e ha ribadito di non aver intenzione di lasciare la corsa. “La società haredi non puo’ più vivere in parallelo rispetto al resto di Israele. Dobbiamo farne parte e dobbiamo assumervi un ruolo attivo”, ha dichiarato pochi giorni fa, assicurando che si presenterà al voto.

NY, proteste per la presenza di Netanyahu
NY, proteste per la presenza di Netanyahu (Afp)
Rai News

Le elezioni a Belgrado. Gli studenti serbi vincono e mandano a casa Vucic

 REUTERS

BELGRADO – «Gli studenti vincono», recitava lo slogan della Lista studentesca che in questa domenica di fine ottobre ha sfidato nelle urne 14 anni di potere di Aleksandar Vucic. E gli studenti hanno vinto. Contro ogni pronostico internazionale, e grazie a un’affluenza record del 70%, la lista nata dalla protesta universitaria cominciata due anni fa stasera incassa il 52% dei voti e scrive la storia. Una maggiroanza schiacciante, oltre ogni possibile contestazione. tanto che l’ex presidente Vucic è costretto a comparire in tv alle 21.30 e ammettere la sconfitta. «Izgubili smo izbore». Abbiamo perso. Il suo Partito Progessista si è fermato al 39,2% dei voti.

ilsole24ore

Lula vince il ballottaggio in Brasile

Elezioni Brasile, risultati: Bolsonaro davanti a Lula, la destra vince  nelle aree più ricche. Per il presidente uscente è già una mezza sconfitta

Il presidente del Tribunale superiore elettorale del Brasile (Tse), Kassio Nunes Marques, ha confermato la vittoria di Luiz Inacio Lula da Silva alle elezioni presidenziali, affermando che sarà il 40° presidente della Repubblica.

“Abbiamo piena sicurezza sull’intero processo elettorale”, ha dichiarato nella serata di domenica, escludendo che la decisione di prorogare l’orario di voto di due ore, disposto dalla Corte Suprema, possa modificare il risultato. La misura, ha spiegato, ha creato difficoltà perché adottata dopo l’orario inizialmente fissato, ma sono state prese le misure necessarie per attuarla. Nunes Marques ha riferito di aver telefonato a entrambi i candidati al termine dello scrutinio. A Lula ha rivolto il riconoscimento della giustizia elettorale per la partecipazione al processo democratico e la vittoria alle urne. Al candidato sconfitto, Flavio Bolsonaro, ha rivolto le congratulazioni per la campagna e per il risultato ottenuto al suo primo tentativo di conquistare la presidenza.

“Oggi devo ringraziare il popolo brasiliano, la sua generosità, la generosità della gioventù brasiliana che si sono battuti a difesa della nostra democrazia. Voglio ringraziare chi ha lavorato attraverso le piattaforme digitali, che vogliamo difendere da interferenze estere, che vogliamo regolare. E’ stata compiuta un’impresa mostruosa con cui abbiamo guadagnato molti voti”. Lo ha detto Lula nel suo primo discorso dopo la vittoria al ballottaggio.

Rai News

Alla Corte penale internazionale il Premio Sacharov 2026

La sede all'Aja della Corte penale internazionale

La decisione della Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo premia i giudici dell’Aja, colpiti nuovamente dalle dure sanzioni dell’amministrazione Trump. Un segnale politico in difesa della giustizia globale che si unisce al Nobel per la Pace a Navi Pillay, già giudice della Cpi. Von der Leyen: “La Corte deve essere libera di perseguire la sua missione, in modo indipendente, senza pressioni o intimidazioni”

Cecilia Seppia – Città del Vaticano – Vatican News

La Corte penale internazionale (Cpi) e i suoi giudici hanno vinto il Premio Sacharov 2026 per la libertà di pensiero. Una notizia di profonda rilevanza geopolitica soprattutto perché arriva dopo le dure sanzioni emesse contro l’organo giuridico con sede all’Aja dal presidente statunitense Donald Trump. La proposta del riconoscimento è arrivata dal gruppo dei Socialisti al Parlamento europeo, riconoscendo la Corte come vero e proprio “simbolo della resistenza contro le guerre dell’amministrazione americana”, poi nella votazione finale, l’organismo ha superato gli altri candidati in lizza, tra cui il difensore dei diritti umani in Tanzania, Tundu Lissu.

Avere una voce
“Accolgo con favore il Premio Sacharov assegnato alla Corte penale internazionale. Per le vittime dei crimini più gravi del mondo, la giustizia significa avere una voce”. Ha scritto sui social la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen commentando l’assegnazione del premio.  “La Corte penale internazionale deve essere libera di perseguire la sua missione, in modo indipendente, senza pressioni o intimidazioni – ha aggiunto von der Leyen -. L’Europa sostiene fermamente la presidente Tomoko Akane, i giudici e i funzionari della Corte, e il loro lavoro vitale per un mondo governato dalle regole”.

Al servizio della giustizia e delle vittime
La presidente Tomoko Akane nel ringraziare il Parlamento europeo per l’assegnazione, ricorda che “questo riconoscimento giunge in un momento in cui la Corte e i suoi funzionari si trovano ad affrontare sfide senza precedenti, tra cui sanzioni volte a ostacolare il mandato giudiziario della Corte. In questo contesto, il Premio Sakharov assume un significato particolare, riaffermando l’importanza delle istituzioni giudiziarie indipendenti e di coloro che si adoperano per la tutela del diritto internazionale”. Il premio, sottolinea la presidente dei giudici de L’Aja “evidenzia l’importanza di una continua cooperazione e di un sostegno internazionale per consentire alla Corte di svolgere il proprio mandato in modo indipendente e imparziale, al servizio della giustizia e delle vittime dei crimini piu’ gravi”.

In difesa della giustizia globale
L’assegnazione del Premio Sacharov non è un evento isolato, ma si inserisce in un quadro globale di fortissimo sostegno alle istituzioni di giustizia internazionale. Solo pochi giorni fa, il 9 ottobre, il Comitato norvegese ha infatti assegnato il Premio Nobel per la Pace 2026 alla giurista sudafricana Navi Pillay, una delle figure storiche e centrali proprio della Corte penale internazionale, dove ha prestato servizio come giudice tra il 2003 e il 2008. Ecco che allora questa doppia incoronazione assume un significato straordinario in un’epoca caratterizzata da guerre globali, rigurgiti nazionalisti e aperti attacchi alla diplomazia, la comunità internazionale ha scelto di fare scudo attorno alla Corte dell’Aja, legittimando il suo ruolo di baluardo universale contro l’impunità e a difesa dei diritti umani.

Compiti principali della Corte
Fondata nel 2002 sulla base dello Statuto di Roma, la Cpi è il primo tribunale internazionale permanente vincolato a giudicare i singoli individui responsabili dei più gravi crimini che colpiscono la comunità internazionale. A differenza della Corte internazionale di giustizia, che risolve le controversie tra Stati, la Cpi ha compiti ben precisi: indagare, processare e condannare i singoli esecutori e mandanti di crimini di guerra, crimini contro l’umanità, genocidio e crimine di aggressione. La sua giurisdizione interviene in modo complementare alle magistrature nazionali, ovvero solo quando gli Stati non possono o non vogliono procedere.

Le grandi battaglie della Cpi
Negli ultimi anni, la Corte dell’Aja si è trovata al centro delle tempeste geopolitiche violente portando avanti battaglie legali senza precedenti come quando il 21 novembre 2024, ha emesso all’unanimità il mandato di arresto internazionale nei confronti del Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dell’allora ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant per crimini di guerra e contro l’umanità e l’uso della fame come metodo bellico. Lo ha fatto anche contro i vertici di Mosca, a partire dal presidente Putin per la deportazione illegale di bambini ucraini nel 2023. E poi le storiche sentenze sui crimini del Ruanda (in cui la stessa Navi Pillay fu pioniera nel riconoscere lo stupro come strumento di genocidio) fino alle inchieste sui crimini contro i Rohingya in Myanmar.

Le sanzioni di Washington
Il riconoscimento di Strasburgo arriva in seguito a una pressione politica ed economica senza precedenti da parte di Washington. Lo scontro frontale è culminato con la firma dell’Executive Order 14203 da parte di Donald Trump, che ha imposto dure sanzioni contro l’istituzione internazionale per bloccare le inchieste sul personale statunitense e sui Paesi alleati, in primis Israele. Le misure restrittive si sono articolate in due fasi distinte, le prime quelle individuali, a febbraio 2025, hanno colpito 17 figure chiave dell’organo giudiziario, tra cui il procuratore capo Karim Khan e la presidente Tomoko Akane. Per loro è scattato il divieto assoluto di visto negli Stati Uniti e il totale congelamento dei beni, con il blocco di carte di credito e circuiti finanziari globali. La seconda tranche poche ore prima del Nobel a Navi Pillay, quando l’amministrazione Usa ha esteso le sanzioni all’intera Cpi come entità giuridica. Il provvedimento vieta qualsiasi transazione commerciale con la Corte e colpisce i fornitori terzi, minacciando di tagliare fuori il tribunale da software e infrastrutture informatiche vitali, pur concedendo un periodo di tolleranza di 180 giorni per la chiusura delle attività minime.

Papa Leone XIV invita a promuovere la bellezza del matrimonio, ma il tabù sui preti sposati resta una contraddizione da superare

Leone XIV all'udienza con la Jesus Youth

Nell’udienza concessa in Aula Paolo VI ai responsabili e ai giovani del movimento internazionale Jesus Youth, Papa Leone XIV ha ribadito con forza l’importanza di valorizzare il matrimonio come una vera e propria vocazione alla santità, sottolineando come le famiglie e i laici debbano lavorare fianco a fianco con i ministri ordinati per l’annuncio del Vangelo.

Un’esortazione alta e profonda che esalta il valore della vita coniugale all’interno della comunità ecclesiale. Tuttavia, di fronte a un simile incoraggiamento a riscoprire la grandezza della famiglia, emerge con tutta la sua forza una contraddizione che la Chiesa non può più ignorare: perché il matrimonio, se vissuto da chi ha ricevuto il sacramento dell’Ordine, continua a essere trattato come un “tabù” o motivo di esclusione dal ministero attivo?

La contraddizione tra la lode della famiglia e l’esclusione dei presbiteri coniugati
Il magistero sulla bellezza e sulla santità della vita coniugale si scontra ancora oggi con una prassi disciplinare rigida che penalizza i sacerdoti che hanno scelto di contrarre matrimonio:

Il valore fecondo dell’unione: Se il Papa loda le famiglie che collaborano con i ministri per annunciare il Vangelo, la figura del sacerdote sposato rappresenta la sintesi vivente di questa complementarietà, unendo in sé la grazia dell’Ordine e la grazia del Focolare.
Il peso di un tabù anacronistico: Continuare a considerare il matrimonio dei presbiteri come una colpa o un’incompatibilità radicale stona con l’apertura e il realismo pastorale richiesti dai tempi odierni, soprattutto di fronte alla drammatica carenza di sacerdoti che affligge le parrocchie.
Risorse formate lasciate ai margini: I preti sposati possiedono una valida ordinazione e una solida preparazione teologica pontificia. Negare loro l’esercizio del ministero impedisce di fatto a queste famiglie di mettere pienamente i propri talenti al servizio della missione ecclesiale.
Realismo Pastorale: l’appello a Papa Leone XIV per superare il muro del silenzio
Il Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati, accoglie con favore le parole del Santo Padre sulla centralità della famiglia, rilanciando la necessità di un’azione coraggiosa basata sul realismo pastorale:

Cadano i tabù ideologici: La promozione del matrimonio come vocazione voluta da Dio deve valere senza eccezioni o corsie preferenziali di sbarramento. Riconoscere la dignità delle famiglie dei sacerdoti sposati significa coerenza evangelica.
Il decreto di riammissione al ministero attivo: Chiediamo a Papa Leone XIV di tradurre l’invito alla valorizzazione della famiglia in un atto concreto di giustizia canonica, concedendo la riammissione al ministero attivo ai presbiteri coniugati.
Solo superando ogni residuo tabù e aprendo le porte all’azione dello Spirito la Chiesa potrà rispondere con pienezza alla sete di sacramenti e di Vangelo del mondo di oggi.

💒 👨‍👩‍👧‍👦 IL PAPA INVITA A PROMUOVERE IL MATRIMONIO, MA IL TABÙ DEI PRETI SPOSATI RESTA UNA CONTRADDIZIONE

Incontrando il movimento Jesus Youth, Papa Leone XIV ha esortato a promuovere la vocazione alla vita coniugale e la collaborazione tra famiglie e ministri ordinati.

💡 La coerenza del Realismo Pastorale: Se la famiglia è una chiamata santa e preziosa per la Chiesa, perché i sacerdoti sposati continuano a subire l’esclusione dal ministero? ▪️ Unione feconda: I preti sposati uniscono la grazia dell’Altare a quella del Focolare; ▪️ Competenza e formazione: Presbiteri regolarmente ordinati con solida preparazione teologica pontificia; ▪️ Appello al Papa: Chiediamo a Papa Leone XIV di abbattere ogni tabù canonico concedendo la riammissione al ministero attivo!

La Chiesa della famiglia e della missione non deve escludere nessuno dei suoi operai.

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Tag: Jesus Youth, Papa Leone XIV, Matrimonio, Famiglia, Sacerdoti sposati, Realismo pastorale

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Vangelo e Parola del giorno 25 Ottobre 2026

Letture del Giorno
Prima Lettura

Dal libro dell’Èsodo
Es 22,20-26

Così dice il Signore:
«Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto.
Non maltratterai la vedova o l’orfano. Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l’aiuto, io darò ascolto al suo grido, la mia ira si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani.
Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all’indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse.
Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando griderà verso di me, io l’ascolterò, perché io sono pietoso».

Salmo Responsoriale

Dal Sal 17 (18)

R. Ti amo, Signore, mia forza.

Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore. R.

Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici. R.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato. R.

Seconda Lettura

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési
1Ts 1,5c-10

Fratelli, ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi per il vostro bene.
E voi avete seguito il nostro esempio e quello del Signore, avendo accolto la Parola in mezzo a grandi prove, con la gioia dello Spirito Santo, così da diventare modello per tutti i credenti della Macedònia e dell’Acàia. Infatti per mezzo vostro la parola del Signore risuona non soltanto in Macedonia e in Acaia, ma la vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne.
Sono essi infatti a raccontare come noi siamo venuti in mezzo a voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire il Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall’ira che viene.
Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 22,34-40

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «”Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Liturgia 25 Ottobre 2026 XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Colore Liturgico  Verde

Gesu

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I farisei vivevano per meditare la legge, per capirla, per interpretarla. Alcuni sono riusciti a capire Gesù Cristo che ha detto a uno di loro che non era lontano dal regno dei cieli (Mc 12,34). E un altro fariseo, Paolo di Tarso, riuscì ad essere l’apostolo dei gentili. Ma tanti tra di loro, al contrario, rifiutavano il giovane Rabbi di Nazaret, e lo hanno messo a morte sulla croce… Interpretando la legge, i farisei ottenevano una casistica minuziosa che rendeva il giogo della legge insopportabile.
Ed è per questo che non potevano capire Gesù che, secondo loro, infrangeva il riposo del sabato guarendo i malati il sabato, e anche dicendo che il Figlio dell’uomo era padrone del sabato e che questo giorno, così importante, era stato fatto per l’uomo, e non il contrario… (Mt 12,8; Mc 2,27).
Gesù disfa il repertorio molto complicato dei precetti, e lo riassume nell’amore di Dio e del prossimo sopra tutto. Egli considera che questo è il primo comandamento, da cui tutti gli altri derivano… Di fronte a queste parole non possiamo fare altro che rivedere la nostra condotta, riconoscere i nostri errori e proporci in modo concreto di vivere per amore, di morire per amore.
Antifona d’ingresso
Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto. (Sal 104,3-4)
Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
accresci in noi la fede, la speranza e la carità,
e perché possiamo ottenere ciò che prometti,
fa’ che amiamo ciò che comandi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Oppure (Anno A):
O Padre, che per amore
continuamente crei e rinnovi il mondo,
donaci la gioia di un cuore libero e pacificato,
capace di amare te sopra ogni cosa
e il prossimo come noi stessi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Prima lettura
Es 22,20-26
Se maltratterete la vedova e l’orfano, la mia ira si accenderà contro di voi.
Dal libro dell’Èsodo

Così dice il Signore:
«Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto.
Non maltratterai la vedova o l’orfano. Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l’aiuto, io darò ascolto al suo grido, la mia ira si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani.
Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all’indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse.
Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando griderà verso di me, io l’ascolterò, perché io sono pietoso».

Parola di Dio
Salmo responsoriale
Sal 17
Ti amo, Signore, mia forza.

Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore.

Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato.
Seconda lettura
1Ts 1,5-10
Vi siete convertiti dagli idoli, per servire Dio e attendere il suo Figlio.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Fratelli, ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi per il vostro bene.
E voi avete seguito il nostro esempio e quello del Signore, avendo accolto la Parola in mezzo a grandi prove, con la gioia dello Spirito Santo, così da diventare modello per tutti i credenti della Macedònia e dell’Acàia.
Infatti per mezzo vostro la parola del Signore risuona non soltanto in Macedonia e in Acaia, ma la vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne.
Sono essi infatti a raccontare come noi siamo venuti in mezzo a voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire il Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall’ira che viene.

Parola di Dio
Canto al Vangelo
Gv 14,23

Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.
Vangelo
Mt 22,34-40
Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
(Dall’Orazionale CEI 2020)
Innalziamo unanimi la nostra preghiera al Padre, ricco di misericordia, perché continui a vegliare su di noi con provvidente tenerezza.
Preghiamo insieme e diciamo: Benedici la tua Chiesa, Signore.

1. Per la santa madre Chiesa: nella fedele testimonianza di tutti i battezzati sia nel mondo il segno efficace dell’amore di Dio che salva. Preghiamo.
2. Per i ministri della Chiesa: con instancabile sollecitudine ricerchino i fratelli che si sono smarriti, per offrire loro la gioia del perdono. Preghiamo.
3. Per i popoli della terra: si spengano rivalità e violenze e cresca l’impegno sincero per il bene comune nella giustizia e nella pace. Preghiamo.
4. Per i giovani delusi da false promesse: nasca in loro un ardente desiderio di cercare Gesù Cristo con apertura d’animo e senza pregiudizi. Preghiamo.
5. Per noi qui riuniti: donaci di attendere con perseveranza il ritorno del Cristo glorioso, servendolo sofferente nella carne dei fratelli. Preghiamo.

O Padre, donaci di camminare sotto la guida del tuo Spirito, e fa’ che ci rallegriamo per i germi di bene che spargi nel cuore di ogni uomo. Per Cristo nostro Signore.
Preghiera sulle offerte
Guarda, o Signore, i doni che ti presentiamo,
perché il nostro servizio sacerdotale
renda gloria al tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Esulteremo per la tua vittoria
e nel nome del nostro Dio alzeremo i vessilli. (Sal 19,6)

Oppure:
Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi,
offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore. (Ef 5,2)

Oppure (Anno A):
Amerai il Signore tuo Dio
con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima
e con tutta la tua mente. (Mt 22,37)
Preghiera dopo la comunione
Si compia in noi, o Signore,
la realtà significata dai tuoi sacramenti,
perché otteniamo in pienezza
ciò che ora celebriamo nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.

Diritto Canonico, giustizia e verità: l’insegnamento di Papa Leone XIV e la via della riammissione per i preti sposati

Il Papa riceve i partecipanti al congresso internazionale promosso dalla Pontificia Università Gregoriana

Nel recente discorso rivolto ai partecipanti al congresso internazionale per il 150.mo anniversario della facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università Gregoriana, Papa Leone XIV ha offerto una profonda riflessione sul senso del diritto nella Chiesa, ricordando che l’ordinamento canonico deve essere sempre al servizio del bene soprannoperaturnale delle persone e guidato da una giustizia che non è mai separata dalla verità e dalla misericordia. Richiamando la celebre formula di Sant’Agostino «Ordinata dilectio est iustitia» (la giustizia è l’amore ordinato), il Santo Padre ha ribadito che il bene della persona e della comunità ecclesiale non possono esistere indipendentemente l’uno dall’altro.

Parole di grande respiro spirituale e giuridico che interpellano direttamente anche le questioni disciplinari aperte nella Chiesa di oggi, prima fra tutte la condizione dei sacerdoti sposati e l’urgenza di una risposta fondata sulla verità e sull’equità canonica.

Giustizia e verità: applicare la misericordia alla vita dei presbiteri coniugati

Se il diritto della Chiesa deve riflettere il Mistero e tendere alla salvezza e alla comunione delle membra, l’attuale esclusione strutturale dei presbiteri che hanno contratto matrimonio merita di essere esaminata alla luce dei principi richiamati da Papa Leone XIV:

  1. Il primato della giustizia unita alla misericordia: La norma canonica non può ridursi a un rigido recinto burocratico, ma deve farsi strumento di riconciliazione e di valorizzazione delle risorse che lo Spirito Santo ha donato alla comunità.

  2. La verità della vocazione e dell’ordinazione: I sacerdoti sposati mantengono intatto il carattere indelebile dell’Ordine sacro e una solida preparazione teologica e pontificia. Negare loro l’esercizio del ministero in un momento di gravissima crisi e carenza di clero rischia di creare una frattura tra la lettera del diritto e la concreta salus animarum.

  3. Il bene della comunità ecclesiale: Come ha sottolineato il Papa, il bene del singolo fedele e quello della comunità sono inscindibili. Permettere il reintegro dei presbiteri coniugati significa restituire pastori formati ed esperti alle parrocchie che soffrono la solitudine e la mancanza dell’Eucaristia.

Realismo Pastorale: un appello al Pontefice per un atto di equità canonica

Il Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati, accoglie l’invito del Santo Padre a coniugare il diritto con la giustizia e la verità, rilanciando la necessità di un’azione concreta fondata sul realismo pastorale:

  • Oltre gli automatismi di sbarramento: Auspichiamo che la riflessione sul diritto canonico promossa in questi giorni a Roma sappia aprire varchi di speranza e di riforma sbloccando le pratiche di riammissione.

  • Il decreto di riammissione al ministero attivo: Chiediamo a Papa Leone XIV di tradurre i principi di giustizia evangelica in un provvedimento canonico che consenta ai sacerdoti sposati di tornare a servire l’altare e le diocesi, offrendo un contributo fondamentale alla missione della Chiesa nel mondo contemporaneo.

Il vero diritto nella Chiesa è quello che, sull’esempio del Maestro, sa accogliere, sanare e rimettere in cammino le sue membra per il bene di tutto il Popolo di Dio.

⚖️ ✝️ DIRITTO CANONICO, GIUSTIZIA E VERITÀ: IL RICHIAMO DI PAPA LEONE XIV E I PRETI SPOSATI

Nel suo discorso alla Pontificia Università Gregoriana, Papa Leone XIV ha ricordato che il diritto canonico deve tendere al bene delle persone guidato da una giustizia mai separata dalla verità e dalla misericordia.

💡 La coerenza del Realismo Pastorale: Applicare questi altissimi principi alla vita concreta della Chiesa significa guardare con coraggio alla situazione dei sacerdoti sposati: ▪️ Valore della persona e della comunità: Il bene dei fedeli e la riapertura delle parrocchie richiedono scelte di giustizia evangelica; ▪️ Carattere indelebile e formazione: Presbiteri regolarmente ordinati con solida preparazione teologica pontificia pronti a servire; ▪️ Appello al Papa: Chiediamo a Papa Leone XIV un atto di equità canonica con il decreto di riammissione al ministero attivo.

La giustizia nella Chiesa è amore ordinato al servizio del Vangelo!

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tag: Diritto Canonico, Papa Leone XIV, Università Gregoriana, Sacerdoti sposati, Realismo pastorale

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Vangelo e Parola del giorno 24 Ottobre 2026

Letture del Giorno
Prima Lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Ef 4,7-16

Fratelli, a ciascuno di noi, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto:
«Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri,
ha distribuito doni agli uomini».
Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose.
Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.
Così non saremo più fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all’errore. Al contrario, agendo secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che è il capo, Cristo. Da lui tutto il corpo, ben compaginato e connesso, con la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro, cresce in modo da edificare se stesso nella carità.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 121 (122)

R. Andremo con gioia alla casa del Signore.

Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore»!
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!  R.

Gerusalemme è costruita
come città unita e compatta.
È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore. R.

Secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide. R.
Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 13,1-9

In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».