Forza Nuova presente all’ordinazione dei lefebvriani: l’incontro di l’Écône e l’opposizione al Vaticano

Forza Nuova presente all'ordinazione dei lefebvriani: l'incontro di l'Écône e l'opposizione al Vaticano

Leggo

C’è un legame profondo, teso tra la politica dell’estrema destra italiana e le vette della Svizzera, che sta per unire due mondi apparentemente distanti: il movimento neofascista Forza Nuova e gli ultra-tradizionalisti cattolici che rifiutano le riforme della Chiesa moderna.

I vertici del partito, guidati dal segretario nazionale Roberto Fiore, hanno annunciato che si recheranno a Écône, nel Canton Vallese, per assistere a una delle cerimonie più controverse della galassia cattolica: le ordinazioni della Fraternità Sacerdotale San Pio X, i seguaci dello storico monsignor Marcel Lefebvre.

La notizia, diffusa dal responsabile della segreteria nazionale di FN Adriano Da Pozzo, accende i riflettori su un evento che promette di far discutere sia i palazzi della politica che le sacre stanze del Vaticano.

Il cuore della frattura
Per capire l’importanza della trasferta svizzera, bisogna fare un passo indietro. Écône è il quartier generale dei cosiddetti “lefebvriani”, una comunità di cattolici che dagli anni ’60 si oppone radicalmente al Concilio Vaticano II, l’assemblea di vescovi che modernizzò la Chiesa introducendo, tra le altre cose, la messa nelle lingue nazionali anziché in latino e l’apertura al dialogo con le altre religioni.

I lefebvriani hanno scelto di rimanere ancorati alla tradizione antica. Il problema principale è che a Écône si celebrano ordinazioni di sacerdoti e vescovi “senza mandato pontificio”. In parole semplici: ordinano nuovi pastori della Chiesa senza l’autorizzazione formale del Papa. Nel diritto della Chiesa, questo gesto è un atto di aperta disobbedienza che in passato ha portato a storici scismi e scomuniche.

L’estrema destra
Per Forza Nuova, la partecipazione non è un semplice viaggio di cortesia, ma una precisa scelta di campo ideologica. Da anni il movimento di Roberto Fiore utilizza il cattolicesimo tradizionale e pre-conciliare come un pilastro della propria identità politica, contrapponendolo alla società moderna e globalizzata.

«Molti di noi e il segretario nazionale Roberto Fiore in testa, da sempre in linea con il pensiero di Monsignor Lefebvre e della Fraternità, seguono la vicenda a fianco di chi non ha mai ammainato la bandiera della Tradizione» — ha dichiarato Adriano Da Pozzo. Opposizione al Vaticano
L’aspetto più singolare dell’annuncio risiede però nelle ultime righe della nota diffusa da Forza Nuova. Da Pozzo ha infatti tenuto a precisare che il sostegno ai ribelli di Écône avviene «pur mantenendo un granitico rispetto per Roma e il Santo Padre».

Si tratta di un equilibrismo politico e teologico non da poco: schierarsi fisicamente e ideologicamente al fianco di una comunità che agisce fuori dalle regole del Vaticano, ma riaffermare, nello stesso momento, la propria fedeltà formale al Papa. Un tentativo di salire sulle barricate della tradizione religiosa senza, tuttavia, tagliare i ponti con la casa madre di Roma.

«Paradossalmente, nel contesto odierno, ci sembra proprio di dovere fare tutto il possibile per cucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con un autentico spirito cattolico. Chiedo semplicemente di considerare l’autenticità di questa intenzione prima di prendere una decisione in merito al Fraternità sacerdotale San Pio X. Non è troppo tardi. Lungi da noi l’idea di separarci dalla Chiesa romana; al contrario desideriamo servirla in modo straordinario, come aiutare una madre bisognosa di un aiuto speciale». È la riposta dei lefebvriani all’ultimo appello di Leone prima delle ordinazioni episcopali di domani. E aggiungono: «Le chiediamo gentilmente di darci la benedizione».