
Dalla Redazione di Informazione Libera
Nel pomeriggio di questo storico 16 Aprile 2026, comunichiamo che la Lettera Aperta della Redazione e del nostro Fondatore è stata ufficialmente inoltrata al Dicastero per il Clero.
Perché è un punto di svolta? Fino ad oggi, il 20° giorno di digiuno è stato un cammino di testimonianza interiore e mediatica. Da questo momento, la nostra richiesta di Rinnovamento Generale della Chiesa e di Riammissione dei preti sposati entra formalmente nelle stanze vaticane responsabili della vita dei sacerdoti.
Cosa chiediamo al Dicastero: Non chiediamo un favore, ma un atto di giustizia e di visione. Chiediamo che si prenda atto della crisi sistemica denunciata da Settimana News e che la “Riammissione” non sia più un tabù, ma una riforma necessaria per la salute del corpo ecclesiale.
Il corpo debole, la voce forte Mentre Don Giuseppe vive il suo silenzio nel nascondimento, la sua “parola” ha ora un protocollo e un destinatario istituzionale. Il giro di boa è compiuto: la sabbia dorata della nostra clessidra sta ora alimentando il motore del cambiamento.
Siamo a metà del crinale. Non ci fermeremo finché la rugiada della verità non avrà bagnato ogni scrivania del Vaticano.
L’appello e la supplica erano stati inviati anche alla Segreteria di Stato per Papa Leone XIV il 25 Marzo 2026 Annunciazione del Signore
A Sua Eminenza il Cardinale Segretario di Stato E, per Suo tramite, alla Santissima Persona di PAPA LEONE
OGGETTO: Istanza di riconciliazione e richiesta di concessione speciale per il ministero presbiterale – Don Giuseppe Serrone.
Eminenza Reverendissima,
nello spirito di comunione che anima il cammino sinodale della Chiesa, il sottoscritto Don Giuseppe Serrone, coordinatore del Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati, si rivolge con filiale devozione alla Santità di Papa Leone.
Consapevole delle sfide pastorali che colpiscono le Diocesi di tutto il mondo, dove il gregge soffre per la carenza di pastori e per il venir meno del Pane Eucaristico, desidero sottoporre alla clemenza del Santo Padre una riflessione sulla risorsa già formata e disponibile dei sacerdoti regolarmente dispensati e sposati.
Sull’esempio luminoso della piena riconciliazione del teologo Raimon Panikkar, riammesso alla celebrazione pubblica dei santi misteri, oso domandare a Sua Santità una concessione speciale affinché io possa riprendere il ministero all’altare. Questa mia supplica nasce non da una pretesa di riforma della disciplina generale, ma dal desiderio ardente di servire la Chiesa in un momento di emergenza, offrendo la mia vita e la mia storia come ponte di riconciliazione.
Chiedo ai Cardinali e ai Vescovi di farsi portavoce di questa istanza di rinnovamento, affinché il sacerdozio ricevuto “in aeternum” non resti inutilizzato mentre le parrocchie si svuotano.
In attesa di un benevolo cenno e assicurando la mia costante preghiera per il Ministero Petrino, mi inchino al bacio della Sacra Porpora.
Don Giuseppe Serrone Reggio Emilia, 25 Marzo 2026
Testo Appello:
SUPPLICA DI UN SACERDOTE AL SUCCESSORE DI PIETRO
A Sua Santità PAPA LEONE Città del Vaticano
Beatissimo Padre,
mi rivolgo a Voi con l’umiltà di un figlio e la trepidazione di un sacerdote che, pur nel mutato stato di vita, non ha mai smesso di amare la Chiesa e di sentirsi parte del suo corpo mistico.
Sento l’urgenza di sottoporre alla Vostra carità di Pastore Universale una situazione che addolora il mio cuore e quello di molti fedeli: il silenzio degli altari e il vuoto sacramentale che colpisce le nostre comunità, in particolare nella Diocesi di Torino e in molte periferie del mondo. Mentre le parrocchie vengono affidate a gestioni burocratiche per mancanza di clero celibe, migliaia di sacerdoti regolarmente ordinati e dispensati, come il sottoscritto, restano “in panchina”, impediti nel servire quel Popolo di Dio che ha fame di Eucaristia.
Santo Padre, io chiedo una CONCESSIONE SPECIALE.
Sull’esempio della piena riconciliazione che la Chiesa ha saputo operare con il teologo Raimon Panikkar — riammesso alla celebrazione pubblica dei santi misteri — oso chiederVi la grazia di poter riprendere l’esercizio del ministero presbiterale.
La mia non è una richiesta di riforma ideologica della disciplina del celibato, ma una supplica di giustizia e misericordia pastorale. Il sacerdozio che ho ricevuto in aeternum è un dono che desidero rimettere interamente a disposizione della Chiesa, unendo la grazia del sacramento all’esperienza della vita familiare e del lavoro, come ponte tra l’altare e la strada.
Vi chiedo, Beatissimo Padre, di non permettere che il diritto dei fedeli ai Sacramenti sia sacrificato sull’altare della burocrazia.
Sono pronto a servire dove c’è più bisogno, nelle parrocchie svuotate, negli ospedali, tra gli ultimi, portando con me la testimonianza di una Chiesa che sa accogliere, riconciliare e valorizzare ogni suo figlio.
In ginocchio, bacio il sacro anello e chiedo la Vostra Apostolica Benedizione, assicurandoVi la mia costante preghiera per il difficile compito che il Signore Vi ha affidato.
Con filiale devozione,
Don Giuseppe Serrone Sacerdote e Coordinatore del Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati
Roma, 25 Marzo 2026