Sacerdoti sposati nella Chiesa cattolica: già possibile

“Da exreligioso sposato, non comprendo come Santa Madre Chiesa possa trattare diversamente chi si sposa! Un rito ( che sia Romano o Orientale…) vale l’altro o no? Essere in seno alla chiesa da SACERDOTI SPOSATI È POSSIBILE PER TUTTE LE 23 CHIESE ORIENTALI che restano in COMUNIONE CON LA SANTA SEDE! Come gli Armeni, i Copti, i Caldei ecc… I Vescovi che sono i PADRI SPIRITUALI di questi sacerdoti, non riescono a dare una valida alternativa che quella di ABBANDONARE??? IL DUBBIO CHE CI SIANO ALTRI INTERESSI, CHE QUELLI DELLA FEDE E DELLA VOCAZIONE, AD INDURRE UNA SCIELTA COSÌ DRASTICA, RIMANE SEMPRE!”
Commento tratto da pagina facebook sacerdoti sposati

Lettura e Vangelo del giorno 6 Febbraio 2026

Letture del Giorno
Prima Lettura

Dal libro del Siràcide
Sir 47,2-13 (NV) [gr. 47,2-11]

Come dal sacrificio di comunione si preleva il grasso,
così Davide fu scelto tra i figli d’Israele.
Egli scherzò con leoni come con capretti,
con gli orsi come con agnelli.
Nella sua giovinezza non ha forse ucciso il gigante
e cancellato l’ignominia dal popolo,
alzando la mano con la pietra nella fionda
e abbattendo la tracotanza di Golìa?
Egli aveva invocato il Signore, l’Altissimo,
che concesse alla sua destra la forza
di eliminare un potente guerriero
e innalzare la potenza del suo popolo.
Così lo esaltarono per i suoi diecimila,
lo lodarono nelle benedizioni del Signore
offrendogli un diadema di gloria.
Egli infatti sterminò i nemici all’intorno
e annientò i Filistei, suoi avversari;
distrusse la loro potenza fino ad oggi.
In ogni sua opera celebrò il Santo,
l’Altissimo, con parole di lode;
cantò inni a lui con tutto il suo cuore
e amò colui che lo aveva creato.
Introdusse musici davanti all’altare
e con i loro suoni rese dolci le melodie.
Conferì splendore alle feste,
abbellì i giorni festivi fino alla perfezione,
facendo lodare il nome santo del Signore
ed echeggiare fin dal mattino il santuario.
Il Signore perdonò i suoi peccati,
innalzò la sua potenza per sempre,
gli concesse un’alleanza regale
e un trono di gloria in Israele.

Salmo Responsoriale

Sal 17 (18)

R. Sia esaltato il Dio della mia salvezza

La via di Dio è perfetta,
la parola del Signore è purificata nel fuoco;
egli è scudo per chi in lui si rifugia. R.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Per questo, Signore, ti loderò tra le genti
e canterò inni al tuo nome. R.

Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato,
a Davide e alla sua discendenza per sempre. R.

Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6,14-29

In quel tempo, il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». Altri invece dicevano: «È Elìa». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti». Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!».
Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello».
Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

Sbloccata la Carta docente 2026, importi in arrivo entro febbraio: quanto vale e cosa comprare

Sbloccata la Carta docente 2026, importi in arrivo entro febbraio: quanto vale e cosa comprare

Alla fine l’annuncio è arrivato: la Carta del docente 2026, dopo vari rinvii e ritardi, arriverà entro fine febbraio con un importo di circa 400 euro. Si aspetta solamente il via libera del ministero dell’Economia, che dovrà approvare la misura sul piano tecnico. Una volta confermata ed erogati i fondi, i soldi si potranno usare per comprare software e hardware (ma solo ogni quattro anni), oppure anche libri, mostre, spettacoli.

È quanto hanno confermato a Fanpage.it fonti del ministero dell’Istruzione. A breve è atteso il decreto ministeriale che chiarirà ufficialmente tutti le informazioni anticipate.

Quando arriva la Carta docente 2026
Dunque, gli ultimi ostacoli saranno superati nelle prossime settimane. Entro il 28 febbraio, i docenti si ritroveranno con l’accredito della somma a cui hanno diritto. Per la prima volta, il bonus andrà anche ai precari con contratti al 30 giugno e a quelli con il contratto al 31 agosto, oltre ovviamente a tutti i docenti di ruolo che rispettano i requisiti.

Quanto vale il bonus
Confermato anche che l’importo sarà più basso degli scorsi anni. È una conseguenza dell’allargamento della platea: con l’inclusione di circa 200mila precari, la coperta dei fondi stanziati per il ministero è diventata troppo corta per garantire i 500 euro previsti a tutti quanti. L’importo della Carta del docente 2026 quindi sarà di circa 400 euro.

Cosa si può comprare
Quest’anno scatta anche un’altra novità. Con i soldi della Carta docente si potranno comprare hardware (come computer o tablet) o software (programmi informatici), oltre a spettacoli, libri, proiezioni al cinema, mostre e così via. Ma l’acquisto di prodotti tecnologici non si potrà ripetere l’anno successivo.

Infatti, una volta comprato un programma o un pc, l’acquisto si potrà effettuare nuovamente solo dopo quattro anni. Non è ancora chiaro se sarà permesso aggiornare i programmi già acquistati, o rinnovare le eventuali licenze annuali dei software, con i soldi del bonus.

Pc e tablet comprati dalle scuole in comodato d’uso agli insengnati
Il ministero ha anche annunciato un altro cambiamento. Che, in parte, mira a ‘compensare’ il più basso importo della Carta del docente 2026. Le scuole avranno in dotazione un fondo da oltre 250 milioni di euro dedicato proprio ad acquistare materiale didattico – libri, ma anche tablet e computer – da fornire in comodato d’uso ai docenti. Oppure anche per finanziare corsi di formazione.

Concretamente, una volta che il sistema sarà a regime, saranno gli insegnanti a poter fare richiesta al proprio istituto. Con procedure ancora tutte da chiarire, si potrà chiedere alla scuola di pagare le spese per sostenere un corso di aggiornamento. O, ancora di acquistare un certo libro, o un apparecchio informatico.

A differenza di quanto avviene con i soldi della Carta docente, naturalmente quel tablet o quel pc non sarà di proprietà dell’insegnante che ha fatto domanda, ma resterà alla scuola. L’istituto lo potrà fornire in comodato d’uso, in modo da aiutare l’attività didattica. Come detto, molto dipenderà da come saranno effettivamente strutturate le procedure e quanto saranno semplici da mettere in atto.

“Come immaginavamo, essendo aumentata la platea dei beneficiari, l’importo del bonus è diminuito ma molti fondi strutturali europei andranno alle scuole per la formazione e per l’acquisto di Pc e Tablet che potranno essere, come noi da tempo richiediamo, affidati in comodato d’uso. I nostri numerosi appelli al governo finalmente sono stati ascoltati”, ha commentato il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana.
Fanpage.it

Lettura e Vangelo del giorno 5 Febbraio 2026

Letture del Giorno
Prima Lettura

Dal primo libro dei Re
1Re 2,1-4.10-12

I giorni di Davide si erano avvicinati alla morte, ed egli ordinò a Salomone, suo figlio: «Io me ne vado per la strada di ogni uomo sulla terra. Tu sii forte e mòstrati uomo. Osserva la legge del Signore, tuo Dio, procedendo nelle sue vie ed eseguendo le sue leggi, i suoi comandi, le sue norme e le sue istruzioni, come sta scritto nella legge di Mosè, perché tu riesca in tutto quello che farai e dovunque ti volgerai, perché il Signore compia la promessa che mi ha fatto dicendo: “Se i tuoi figli nella loro condotta si cureranno di camminare davanti a me con fedeltà, con tutto il loro cuore e con tutta la loro anima, non ti sarà tolto un discendente dal trono d’Israele”».
Davide si addormentò con i suoi padri e fu sepolto nella Città di Davide. La durata del regno di Davide su Israele fu di quarant’anni: a Ebron regnò sette anni e a Gerusalemme regnò trentatré anni.
Salomone sedette sul trono di Davide, suo padre, e il suo regno si consolidò molto.

Salmo Responsoriale

1Cr 29, 10-12

R. Tu, o Signore, dòmini tutto!

Benedetto sei tu, Signore,
Dio d’Israele, nostro padre,
ora e per sempre. R.

Tua, Signore, è la grandezza, la potenza,
lo splendore, la gloria e la maestà:
perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo. R.

Tuo è il regno, Signore:
ti innalzi sovrano sopra ogni cosa.
Da te provengono la ricchezza e la gloria. R.

Tu dòmini tutto;
nella tua mano c’è forza e potenza,
con la tua mano dai a tutti ricchezza e potere. R.

Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6,7-13

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.
E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».
Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano. 

Comunicato stampa preti sposati su don Alberto Ravagnani

Cristina Scuccia Don Alberto Ravagnani

Roma 4 Febbraio 2025 – Comunicato Stampa

Nella Messa vigiliare di sabato 31 gennaio e in quelle festive di domenica 1 febbraio, nella parrocchia di San Gottardo al Corso a Milano, è stata letta una comunicazione del Vicario generale della diocesi di Milano monsignor Agnesi, relativa a don Alberto Ravagnani: “Carissimi, è doveroso condividere con voi che don Alberto Ravagnani ha comunicato all’Arcivescovo la decisione di sospendere il ministero presbiterale. Con oggi non svolge più il compito di Vicario Parrocchiale e di Collaboratore della Pastorale Giovanile diocesana”

La decisione di Don Alberto Ravagnani di lasciare il sacerdozio ha fatto molto discutere, ne hanno parlato moltissimi siti internet, ma anche quotidiani e addirittura programmi tv come La Vita in Diretta, ma questo non sorprende, vista la grande popolarità dell’ex prete. La scelta del 33enne ha toccato in particolar modo Cristina Scuccia, che dopo quasi 15 anni, nel 2022 ha lasciato il convento e in esclusiva a Verissimo ha rivelato i motivi che l’hanno spinta a togliere il velo..

Proprio per la situazione simile a Don Alberto, la suora ha dedicato al sacerdote un pensiero e una preghiera: “Non è facile per me parlare delle ferite ricevute in ambito religioso. Forse perché non te le aspetti e fanno ancora più male! Spesso sono ambienti che faticano a dialogare con ciò che è diverso dal “si è sempre fatto così” e così è più semplice prendere le distanze che cercare quei nuovi orizzonti a cui, credo, la fede stessa ci chiami. Non conosco Don Alberto Ravagnani, ma al di là di tutto voglio estendere un pensiero di affetto e una semplice preghiera”.

Il Movimento Internazionale dei sacerdoti sposati fondato nel 2003 da don Giuseppe Serrone ha commentato la notizia delle dimissioni di don Ravagnani e delle dichiarazioni di Suor Cristina: “Rispettiamo le scelte dei due personaggi pubblici don Ravagnani e Suor Cristina e invitiamo ancora i vertici della Chiesa Cattolica a riammettere nel ministero i preti sposati e i religiosi e le religiose dimesse dagli incarichi pastorali che sono una grande ricchezza nella Chiesa e potrebbero affiancare i preti in servizio con problemi affettivi normali per una persona adulta.

Dietro la scelta di don Ravagnani e di Suor Cristina tanta sofferenza e solitudine… Buon cammino a loro due per le coraggiose scelte di vita”.

Per maggiori informazioni:

sacerdotisposati@alice.it

cell.  3534552007

Contatti tra Vaticano e la Fraternità San Pio X per evitare strappi, ma ai preti sposati con regolare percorso canonico chiuso ogni dialogo per un eventuale reinserimento nel ministero

Piazza San Pietro
Rispondendo alle domande dei giornalisti, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha sottolineato che, dopo l’annuncio di alcune ordinazioni episcopali a luglio, i colloqui tra le parti proseguono

“Proseguono i contatti tra la Fraternità San Pio X e la Santa Sede, la volontà è quella di evitare strappi o soluzioni unilaterali rispetto alle problematiche emerse”. Così Matteo Bruni, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, rispondendo alle domande dei giornalisti riguardo l’annuncio di ieri, 2 febbraio, da parte della Fraternità, di prossime consacrazioni episcopali in programma il primo luglio nel Seminario Internazionale San Curato d’Ars a Flavigny-sur-Ozerain, in Francia.

Nel comunicato della Fraternità San Pio X, si fa riferimento ad una lettera inviata alla Santa Sede in cui si esprimeva “la necessità particolare della Fraternità di assicurare la continuità del ministero dei propri vescovi”. La Santa Sede – si legge nel comunicato – ha inviato “una lettera che non risponde in alcun modo alle nostre richieste”, da qui la scelta di procedere sulla strada indicata.

La notizia pubblicata in Vatican News è stata commentata dal Movimento Internazionale dei sacerdoti sposati fondato nel 2003 da don Giuseppe Serrone: “Da anni cerchiamo, inutilmente, il dialogo con le gerarchie vaticane, disponibili e aperte (al contrario dell’atteggiamento verso i preti sposati, verso i lefebvriani.

Lettura e Vangelo del giorno 4 Febbraio 2026


Letture del Giorno
Prima Lettura

Dal secondo libro di Samuèle
2 Sam 24,2.9-17

In quei giorni, il re Davide disse a Ioab, capo dell’esercito a lui affidato: «Percorri tutte le tribù d’Israele, da Dan fino a Bersabea, e fate il censimento del popolo, perché io conosca il numero della popolazione».
Ioab consegnò al re il totale del censimento del popolo: c’erano in Israele ottocentomila uomini abili in grado di maneggiare la spada; in Giuda cinquecentomila.
Ma dopo che ebbe contato il popolo, il cuore di Davide gli fece sentire il rimorso ed egli disse al Signore: «Ho peccato molto per quanto ho fatto; ti prego, Signore, togli la colpa del tuo servo, poiché io ho commesso una grande stoltezza».
Al mattino, quando Davide si alzò, fu rivolta questa parola del Signore al profeta Gad, veggente di Davide: «Va’ a riferire a Davide: Così dice il Signore: “Io ti propongo tre cose: scegline una e quella ti farò”». Gad venne dunque a Davide, gli riferì questo e disse: «Vuoi che vengano sette anni di carestia nella tua terra o tre mesi di fuga davanti al nemico che ti insegue o tre giorni di peste nella tua terra? Ora rifletti e vedi che cosa io debba riferire a chi mi ha mandato». Davide rispose a Gad: «Sono in grande angustia! Ebbene, cadiamo nelle mani del Signore, perché la sua misericordia è grande, ma che io non cada nelle mani degli uomini!».
Così il Signore mandò la peste in Israele, da quella mattina fino al tempo fissato; da Dan a Bersabea morirono tra il popolo settantamila persone. E quando l’angelo ebbe stesa la mano su Gerusalemme per devastarla, il Signore si pentì di quel male e disse all’angelo devastatore del popolo: «Ora basta! Ritira la mano!».
L’angelo del Signore si trovava presso l’aia di Araunà, il Gebuseo. Davide, vedendo l’angelo che colpiva il popolo, disse al Signore: «Io ho peccato, io ho agito male; ma queste pecore che hanno fatto? La tua mano venga contro di me e contro la casa di mio padre!».

Salmo Responsoriale

Dal Sal 31 (32)

R. Togli, Signore, la mia colpa e il mio peccato.

Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno. R.

Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato. R.

Per questo ti prega ogni fedele
nel tempo dell’angoscia;
quando irromperanno grandi acque
non potranno raggiungerlo. R.

Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia,
mi circondi di canti di liberazione.
Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia. R.

Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6,1-6

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.