Ue: “Morte di Khamenei è decisiva, ora si apre strada per un Iran diverso”

Who is Iran’s Supreme Leader Khamenei and why is he a possible target?

“La morte di Ali Khamenei è un momento decisivo nella storia dell’Iran. Ciò che accadrà in seguito è incerto. Ma ora si apre una strada verso un Iran diverso, un Iran che il suo popolo potrebbe plasmare con maggiore libertà”. E’ quanto scrive su X l’Alta Rappresentante Ue, Kaja Kallas. “Sono in contatto con i partner, compresi quelli nella regione che subiscono il peso delle azioni militari iraniane, per individuare misure concrete per la de-escalation”, spiega Kallas.

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Iran, formato il consiglio ad interim: Arafi, Mohseni e Pezeshkian

Arafi affianca ora il religioso conservatore e capo della magistratura Gholam-Hossein Mohseni-Ejei e Masoud Pezeshkian, presidente iraniano considerato un riformista

Dire

ROMA – L’ayatollah Alireza Arafi è stato scelto per completare il consiglio direttivo ad interim di tre persone che, per legge, dovrà governare fino all’eventuale scelta di una nuova guida suprema dell’Iran.
Sessantasette anni, giurista, il religioso fa già parte del Consiglio dei guardiani, l’organo che supervisiona i processi legislativi ed elettorali del Paese.
Arafi affianca ora il religioso conservatore e capo della magistratura Gholam-Hossein Mohseni-Ejei e Masoud Pezeshkian, presidente iraniano considerato un riformista.

Potrebbero svolgere un ruolo importante anche Ali Larijani, segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale, e i “Pasdaran”, come sono noti gli esponenti del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica.
Tra i nomi che ritornano con ricorrenza anche quello di un nipote dell’ayatollah Ruhollah Khomeini, il fondatore della Repubblica islamica: si tratta di Hassan Khomeini, che unisce legittimità dinastica e formazione religiosa di alto livello. Secondo fonti informate, è vicino ai “Pasdaran” sui temi strategici ma si è mostrato aperto su libertà civili e diplomazia.

A eleggere la guida suprema, il successore dell’ayatollah Ali Khamenei assassinato ieri in un raid condotto da Stati Uniti e Israele, dovrebbe comunque essere l’Assemblea degli esperti (Majlis-e Khobregan). Si tratta di un organismo costituzionale composto da 88 giuristi islamici.
Una selezione dovrà essere fatta anche per nominare un nuovo capo dei “Pasdaran“, visto che Mohammad Pakpour, al vertice dallo scorso anno, è tra i dirigenti assassinati nei bombardamenti.
Al momento il nome del successore non è stato annunciato. Canali Telegram vicini ai Pasdaran indicano come possibile candidato il vice-comandante Ahmad Vahidi, nominato due mesi fa all’incarico da Khamenei.

Reza Pahlavi: ‘L’ora della liberazione è vicina’

Siamo molto vicini alla vittoria finale" parla Reza Pahlavi erede al trono  persiano - Nazione Futura Rivista

In un breve post su X, Reza Pahlavi, figlio dello scià iraniano deposto, ha ringraziato Trump per l’operazione militare lanciata contro l’Iran, affermando che “l’ora della liberazione è vicina”. “Il coraggioso popolo iraniano ha pagato un prezzo molto alto per la libertà”, ha aggiunto. Pahlavi, che aspira a guidare l’Iran, ha dichiarato di aver elaborato un piano “per una transizione ordinata e trasparente verso un Iran democratico”.

Ansa

Israele e Stati Uniti attaccano l’Iran, ‘Khamenei è morto’

La residenza della Guida Suprema dell 'Iran Alì Khamenei - RIPRODUZIONE RISERVATA

La tv di Stato iraniana conferma la morte di Ali Khamenei, Guida suprema dell’Iran. “Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto” aveva scritto ieri Donald Trump su Truth.

Media iraniani: ‘Morti figlia, genero e nipote di Khamenei’
Imedia iraniani annunciano la morte della figlia, del genero e della nipote di Khamenei. Lo riferiscono diverse agenzie di stampa tra cui Afp e Tass.

“Dopo aver contattato fonti bene informate all’interno della famiglia della guida suprema, la notizia del martirio della figlia, del genero e della nipote del leader rivoluzionario è stata purtroppo confermata”, ha scritto l’agenzia di stampa Fars, notizia riportata anche da altri media iraniani.

Ansa

Attacco Usa-Israele a Iran. Israele annuncia il ritrovamento del corpo di Khamenei, Trump conferma

L’attacco all’Iran comincia verso le 7 ora locale nel giorno della festività ebraica di Shabbat. Israele e Stati Uniti colpiscono più città iraniane, dove si segnalano esplosioni e colonne di fumo. “Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l’Iran per rimuovere le minacce – che ha definito – esistenziali alla propria sicurezza”. Lo ha annunciato il ministro della Difesa Israel Katz, dichiarando “lo stato di emergenza immediato in tutto il Paese” dove risuonano sirene d’allarme.

A Teheran il quartiere Pasteur dove risiede e lavora la Guida suprema Ali Khamenei viene bersagliato da almeno 7 missili, ma il leader è stato trasferito in un luogo sicuro. In Israele le sirene suonano alle 8 per il timore di una ritorsione iraniana.

“Stiamo aiutando il popolo iraniano a ottenere la libertà contro una minaccia esistenziale”, ha dichiarato Netanyahu, mentre il governo dichiara lo stato di emergenza. Comunica di aver denominato l’operazione “Leone ruggente”, in assonanza con quella del giugno scorso chiamata “Leone rampante”. Trump che si trova nel suo resort di Mar a Lago alle tre di notte, indossa un cappellino da golf bianco, e conferma l’attacco: dice di voler distruggere missili e industria missilistica iraniana, avverte che ci potranno essere vittime americane, ma soprattutto invita il popolo iraniano alla rivolta.

Teheran ha risposto: “Da Usa e Israele nuova aggressione, risponderemo con forza” attivando una massiccia rappresaglia missilistica contro le basi americane del Golfo e su siti israeliani. L’Idf invita la popolazione a raggiungere i rifugi. La Cnn annuncia che Gli Stati Uniti non si fermeranno e che stanno pianificando attacchi per diversi giorni.

La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni convoca riunione con vicepremier e il ministro della Difesa Guido Crosetto, poi la nota di Palazzo Chigi: Italia vicina agli iraniani che chiedono rispetto dei propri diritti. Il ministro degli esteri Antonio Tajani: “Non c’è da essere ottimisti su tempi guerra”.

05:17 01 Marzo

Esplosioni all’aeroporto di Erbil: colpita l’area delle truppe della coalizione USA
Forti esplosioni sono state avvertite nelle prime ore di oggi nei pressi dell’aeroporto internazionale di Erbil, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. L’area colpita ospita le truppe della coalizione internazionale a guida statunitense. Un giornalista dell’agenzia AFP presente sul posto ha riferito di aver visto una densa colonna di fumo nero levarsi dal perimetro aeroportuale subito dopo le deflagrazioni.

Già nella giornata di sabato, le forze di difesa della coalizione avevano intercettato e abbattuto numerosi missili e droni carichi di esplosivo mentre transitavano nello spazio aereo sopra la città, nel tentativo di colpire obiettivi strategici.

Rai News

#sanremo2026 La classifica finale

Sanremo 2026, la serata finale: i top e i flop - FotoLa classifica di Sanremo 2026, dopo la finalissima, è la seguente:

1. Sal Da Vinci – Saremo io e te

2. Sayf – Tu mi piaci

3. Ditonellapiaga – Che fastidio!

4. Arisa – Magica favola

5. Fedez e Masini – Male necessario

6. Nayt – Prima che

7. Fulminacci – Stupida Fortuna

8. Ermal Meta – Stella Stellina

9. Serena Brancale – Qui con me

10. Tommaso Paradiso – I romantici

11. LDA e AKA 7even – Poesie clandestine

12. Luchè – Labirinto

13. Bambole di pezza – Resta con me

14. Levante – Sei tu

15. J-Ax – Italia Starter Pack

16. Tredici Pietro – Uomo che cade

17. Samurai Jay – Ossessione

18. Raf – Ora e per sempre

19. Malika Ayane – Animali notturni

20. Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare

21. Maria Antonietta e Colombre – La felicità e basta

22. Michele Bravi – Prima o poi

23. Francesco Renga – Il meglio di me

24. Patty Pravo – Opera

25. Chiello – Ti penso sempre

26. Elettra Lamborghini – Voilà

27. Dargen D’Amico – AI AI

28. Leo Gassmann – Naturale

29. Mara Sattei – Le cose che non sai di me

30. Eddie Brock – Avvoltoi

La top 5 della classifica definitiva era composta dunque da Sal Da Vinci, Sayf, Ditonellapiaga, Arisa e Fedez e Masini. Sal Da Vinci ha dominato la settimana dall’inizio alla fine. Il suo Sanremo è stato a dir poco perfetto: ha interagito con pubblico, giornalisti e addetti ai lavori. Si è fatto voler bene da tutti. La sua Per sempre sì ha scatenato ogni sera l’Ariston, con il momento cult del ballo improvvisato con Mara Venier in platea durante la finale. Sayf è stata la vera sorpresa del Festival. Il giovane cantante genovese, di origini tunisine, era tra gli outsider della vigilia e ha scalato la classifica serata dopo serata, trascinando con sé anche la mamma – portata sul palco in una delle scene più tenere di tutta la settimana. Un secondo posto che pochi si aspettavano. Ditonellapiaga ha chiuso al terzo posto dopo una settimana da protagonista assoluta, impreziosita dalla vittoria della serata cover in coppia con TonyPitony con The Lady is a Tramp. Le è andato anche il premio per il miglior componimento musicale, votato dai maestri d’orchestra. Arisa ha confermato di essere una delle voci più potenti e amate della musica italiana, portando a casa un quarto posto e una settimana di standing ovation. Il premio della sala stampa Lucio Dalla è andato invece a Serena Brancale che nonostante il nono posto finale ha vinto il cuore del pubblico con Qui con me, cantata in finale con l’abito della madre scomparsa. Fedez e Marco Masini con Male necessario hanno chiuso la top 5 in quinta posizione, portando a casa il premio per il miglior testo – il riconoscimento forse più adatto a un brano nato dall’incontro, sulla carta improbabile, tra un rapper contemporaneo e uno dei cantautori più amati degli anni ’90.
tg24.sky.it

Almeno 200 morti nell’attacco all’Iran. Convocato il Consiglio di sicurezza

Questa mattina all'alba l'attacco congiunto di Usa e Israele su Teheran

Vatican News

La Mezzaluna rossa fornisce un primo bilancio dell’attacco di Israele e degli Usa contro l’Iran: almeno 200 morti e oltre 750 feriti. Colpita anche una scuola elementare. Mistero sulla sorte della guida suprema Khamenei

Vatican News

Da Washington non trapelano informazioni sulla condotta delle operazioni militari contro l’Iran, mentre Israele fa sapere che i bombardamenti sono proseguiti nel tardo pomeriggio e parla delle più grande operazione della storia dell’aeronautica del Paese: 200 gli aerei impiegati e 500 gli obiettivi colpiti. Le autorità iraniane definiscono l’attacco come completamente ingiustificato e denunciano il bombardamento di una scuola elementare a Minab nel centro del Paese, che avrebbe provocato una settantina di vittime e decine di feriti. In totale secondo la Mezzaluna rossa i morti in Iran sarebbero 201 e 747 i feriti.

La reazione iraniana

La risposta iraniana agli attacchi è stata intensa ed è tuttora in corso. Un fitto lancio di missili contro la Giordania e Israele è stato neutralizzato dai sistemi di difesa, provocando tuttavia una novantina di feriti israeliani. Diversa la sorte dei paesi del Golfo: dove sono state prese di mira le basi americane in Bahrain, Kuwait e Qatar. Nel mirino dei Guardiani della Rivoluzione anche Arabia saudita ed Emirati Arabi, a Dubai in fiamme alcune strutture dell’isola artificiale di Palm Jumeirah. Intanto è ancora mistero sulla sorte del leader supremo Ali Khamenei, che Israele dà per deceduto nei raid, mentre l’Iran ha smentito annunciando un suo discorso nella serata di oggi. Intanto, tutte le cancellerie del mondo seguono con apprensione gli sviluppi mediorientali: lunedì si riuniranno i commissari per la sicurezza europea, mentre il premier britannico ha annunciato che anche gli aerei della Raf soni coinvolti nelle operazioni militari.

Preoccupazione da Russia e Cina

I primi messaggi di sostegno a Teheran sono arrivati dalla Russia. Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, nella quale ha condannato l’attacco armato immotivato degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, in violazione dei principi e delle norme del diritto internazionale, con totale disprezzo per le gravi conseguenze per la stabilità e la sicurezza regionale e globale”. Mentre da Pechino arrivano segnali di “profonda preoccupazione” in seguito agli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, la cui “sovranità, sicurezza e integrità territoriale devono essere rispettate”. La Cina ha chiesto inoltre la “cessazione immediata” delle operazioni militari per “mantenere la pace e la stabilita’ in Medio Oriente”.

L’attacco questa mattina all’alba

Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato all’alba di oggi un massiccio attacco militare contro l’Iran. Il presidente Donald Trump ha invitato il popolo iraniano a ribellarsi alla leadership islamica al potere dal 1979, mentre il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l’operazione mira a creare le condizioni per un cambiamento interno in Iran. I bombardamenti hanno colpito obiettivi in tutto il Paese, inclusi siti vicino agli uffici della Guida Suprema Ali Khamenei, anche se non è chiaro se fosse presente al momento dell’attacco. L’operazione, pianificata da mesi, rappresenta una nuova fase dell’intervento militare statunitense contro la Repubblica Islamica.

Le prime notizie sulle operazioni

Nel suo intervento di questa mattina, Trump aveva affermato che l’obiettivo dell’operazione è garantire che «gli americani non siano mai minacciati da un Iran dotato di armi nucleari», ribadendo poi alla popolazione iraniana che «l’ora della vostra libertà è vicina. Quando avremo finito, prendete il controllo del vostro governo, starà a voi farlo». Israele ha dichiarato lo stato di emergenza e imposto restrizioni sul territorio nazionale in vista di possibili ritorsioni. Intanto, nella capitale iraniana, gli attacchi hanno colpito l’area in cui si trovano la residenza del leader supremo, Ali Khamenei, il Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale e l’ufficio presidenziale.  Fonti locali affermano che Khamenei sarebbe stato portato in un luogo sicuro. Preso di mira anche il complesso del ministero dell’Intelligence nel nord-est di Teheran. Ufficiali dell’esercito statunitense hanno affermato che l’attacco all’Iran sarà molto più esteso rispetto a quello dello scorso giugno contro siti del programma nucleare della Repubblica Islamica. Udite numerose e continue esplosioni anche a Qom, Isfahan, Tabriz, Karaj e Kermanshah. Le autorità di Teheran non hanno diffuso un bilancio ufficiale delle vittime o dei danni. Le comunicazioni internet nel Paese risultano parzialmente interrotte, mentre il ministero dell’Istruzione ha annunciato la chiusura delle scuole e il passaggio temporaneo alla didattica a distanza.

Chiuso lo stretto di Hormuz

In serata i pasdaran hanno annunciato l’interdizione alla navigazione nello Stretto di Hormuz, rotta strategica per il trasporto marittimo di petrolio, da sempre utilizzata dall’Iran come merce di scambio nello scacchiere geopolitico, oggetto di ripetute minacce nei momenti di crisi più grave. Lo stretto è un corridoio vitale che collega il Golfo con i mercati in Asia, Europa e Nord America, definito dall’Energy information administration statunitense (Eia), “uno dei più importanti colli di bottiglia petroliferi al mondo”.L’escalation potrebbe avere gravi ripercussioni sui mercati globali e sui fragili equilibri regionali, specialmente se lo Stretto di Hormuz — attraverso cui transita circa un terzo del petrolio mondiale trasportato via mare — diventasse insicuro.

Le trattative sul nucleare

Proprio ieri si erano conclusi gli ennesimi colloqui sul nucleare tra Usa e Iran, mediati dall’Oman, a Ginevra. Secondo le prime ricostruzioni, Washington avrebbe chiesto a Teheran di smantellare i tre principali siti nucleari di Fordow, Isfahan e Natanz, e di spedire all’estero tutto l’uranio arricchito. Secondo quanto riferito ieri dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica, l’Iran sarebbe oggi in possesso di uranio arricchito al 60%, quindi vicino alla soglia necessaria per la fabbricazione di un’arma nucleare. Tuttavia, Teheran avrebbe respinto le richieste. Da qui derivano le prime dichiarazioni di Trump: «Non ho ancora preso una decisione sull’Iran», aveva detto ieri sera ai giornalisti, chiarendo però che «l’Iran non può avere armi nucleari e non sono contento di come stanno negoziando, ma altri colloqui sono previsti. Voglio raggiungere un accordo, mi piacerebbe non usare un’azione militare contro l’Iran ma qualche volta va fatto». Già in settimana, con un evidente segnale diplomatico e strategico, Washington aveva ridotto il proprio staff nelle ambasciate di Gerusalemme e di Baghdad, svuotando poi la base americana di Al-Ubeid, in Qatar.