L’intervista del Corriere a Don Matteo Selmo. La Redazione: ‘Bello il dialogo con la musica, ma un pastore ha bisogno di radici umane, non solo di riflettori’
“Il ‘Prete di Sanremo’ e il limite dello spettacolo: Perché la simpatia non basta a salvare le parrocchie”
*”Don Matteo Selmo, il sacerdote che commenta Sanremo, è oggi il volto della ‘Chiesa simpatica’ sul Corriere della Sera. È un modello che piace, che riempie le testate, ma che noi del Movimento Sacerdoti Sposati guardiamo con una domanda nel cuore: quanto può durare l’entusiasmo di un uomo solo al comando di uno show?
In questo 33° giorno di cammino, analizziamo questo ‘contromodello’:
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L’Eroe Solitario vs La Chiesa Famiglia: Don Matteo usa le canzoni per arrivare ai cuori. È un talento. Ma la Chiesa di Papa Leone XIV non cerca solisti, cerca padri. Il prete sposato non ha bisogno di ‘effetti speciali’ perché la sua stessa vita — fatta di amore coniugale e cura dei figli — è l’omelia più potente e comprensibile per la gente.
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Il rischio dell’Intrattenimento: Se il sacerdozio diventa una performance, il rischio è che quando cala il sipario resti il vuoto. La ‘Strategia della Tenerezza’ propone invece un clero immerso nella realtà familiare, dove la fede si trasmette tra le mura di casa prima che sul palco.
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Oltre l’Apparenza: Apprezziamo lo sforzo di Don Matteo, ma ricordiamo che a Torino (come scritto oggi da TorinoToday) i preti scendono da 700 a 300. Non basteranno le canzoni di Sanremo a riaprire le parrocchie chiuse. Serve la riammissione dei 6.000 sacerdoti sposati italiani.
Don Giuseppe Serrone commenta: ‘C’è chi canta e chi digiuna. Noi oggi digiuniamo perché ogni prete, anche il più popolare, possa un giorno non tornare in una casa vuota, ma nell’abbraccio di una famiglia.
“Oltre le Note”
“Buongiorno. Il Corriere della Sera intervista Don Matteo Selmo, il prete che porta Sanremo in chiesa. Un modello mediatico di successo. Ma la Redazione del Movimento Sacerdoti Sposati oggi solleva una riflessione: la simpatia può sostituire la vita? Don Giuseppe Serrone, nel 33° giorno di digiuno, prega per una Chiesa che non sia solo spettacolo, ma verità quotidiana. Se vogliamo che i giovani tornino in parrocchia, dobbiamo mostrare loro che il prete è un uomo completo, capace di amare ed essere amato in una famiglia. Il 6 maggio la musica cambierà davvero con il Decreto di riammissione. Restate con noi.”
📱 Post Social: “PRETI SHOWMAN O PADRI DI FAMIGLIA? 🎤🦁”
Testo: 🗞️ SUL CORRIERE L’INTERVISTA A DON MATTEO SELMO.
Bello Sanremo, belle le canzoni, ma la Chiesa è un’altra cosa. La Redazione dichiara: “Non servono preti-star, servono pastori che conoscano la vita vera, le fatiche dei genitori e la gioia dei figli. Il sacerdozio uxorato è la risposta concreta alla crisi, non lo spettacolo”. 🛡️🌹
In questo 33° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone guarda oltre le luci della ribalta. Papa Leone XIV sta preparando un futuro dove il prete è finalmente un uomo riabilitato nella sua interezza affettiva. ⚖️✨
✅ Meno riflettori, più calore familiare. ✅ La parrocchia non è un palco, è una casa. ✅ 6 maggio: la riforma della sostanza.
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