
Giorno 17 – 13 Aprile 2026
Mentre il mio digiuno entra nella sua fase più profonda e il corpo si fa leggero sotto il peso della fame, il mondo fuori urla. Le cronache di oggi riportano un attacco senza precedenti: Donald Trump si scaglia contro Papa Leone XIV, arrivando a iconizzarsi come un nuovo “messia” in contrasto con il successore di Pietro.
La risposta del Papa è stata una roccia: “Non ho paura di lui. Continuo contro la guerra”.
Il Papa che non ha paura
Questa fermezza di Leone XIV mi dà speranza. Se il Santo Padre ha il coraggio di sfidare i giganti della terra per fermare il sangue delle guerre, allora ha certamente la forza di guardare dentro le ferite della nostra Chiesa. Se non teme il potere temporale che lo assedia, non deve temere la profezia di una riforma che chiede di riabbracciare i suoi figli sacerdoti.
Santo Padre, la tua battaglia contro la guerra nel mondo è la nostra stessa battaglia: quella per una pace che nasca dalla Verità e non dalla separazione. Non avere paura di noi, non avere paura di abbattere quel muro che da secoli tiene lontani dall’altare uomini che, come me, continuano ad amarti e a servirti nel silenzio.
Il Messia di plastica e la Parusia reale
Vedere un leader politico mostrarsi al mondo come un messia conferma ciò che scrivevo ieri: il bisogno di tornare alla Parusia, quella vera. Nel deserto del mio diciassettesimo giorno, riconosco che il “centuplo” non si trova nel potere che si auto-esalta, ma nella mitezza di chi soffre per amore. Mentre i “messia di plastica” cercano il consenso, noi cerchiamo la giustizia per Albana, per le pietre che ha ricevuto, e per tutti i sacerdoti sposati che attendono ancora una carezza di misericordia dalla propria Madre Chiesa.
La coerenza del sacrificio
La mia Supplica continua. Non è un attacco, ma un sostegno. Un sostegno a un Papa che non ha paura. Se Leone XIV combatte la guerra fuori, io digiuno per fermare la “guerra interna” che lacera il cuore di chi porta il carattere indelebile dell’Ordine ma vive nell’esilio del ministero.
Il mio digiuno è la mia risposta alla violenza del mondo: un atto di pace, di fede e di incrollabile fedeltà.
Don Giuseppe Serrone Sacerdote sposato
Preghiera per la Parusia nel Giorno 17
Signore Gesù Cristo, vero Messia e Figlio di Dio, da questo “deserto” del corpo e dello spirito, eleviamo a Te il nostro grido di speranza e di attesa.
Tu che hai promesso di non lasciarci orfani, guarda alla Tua Chiesa, spesso ferita e divisa, e a questo mondo che, tra guerre e falsi profeti, brancola nel buio e nell’indifferenza.
Signore, ascolta la supplica di un Tuo sacerdote, che porta in sé il Tuo carattere indelebile, ma vive nell’esilio del ministero. Guarda alle cicatrici e al coraggio di Albana, e al sacrificio dei tanti sacerdoti sposati che attendono una giustizia che non sia solo umana.
Noi aneliamo al Tuo Ritorno, Signore! Vieni a diradare le nebbie delle “leggi che separano”. Vieni a svelare la Parola della Verità e a inaugurare il Tempo dell’Amore che accoglie.
Non permettere che la Tua Chiesa si perda nei cavilli dei codici, ma donale la forza della profezia e della misericordia. Vieni a giudicare la terra non con la bilancia del diritto, ma con quella del cuore.
Nell’attesa del Tuo Giorno, concedici la grazia della perseveranza. Fa’ che il nostro digiuno sia la nostra lampada accesa, pronta ad accoglierti quando tornerai.
Non tardare, Signore Gesù! Fa’ che la Tua Chiesa sia una, come Tu sei Uno. Che la nostra offerta sia accetta al Padre e che la Tua Gloria si manifesti presto, perché solo in Te è la nostra Pace.
Vieni, Signore Gesù! Maranathà!
Don Giuseppe Serrone Sacerdote sposato