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Attraversare la Città: Il Sacerdote Sposato come Ponte tra l’Altare e la Strada

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Riflessione su Settimana News. La Redazione: ‘La pastorale non è una teoria da scrivania, è un cammino che profuma di asfalto e di casa. Il 6 maggio, con la riammissione dei preti sposati, la Chiesa tornerà ad abitare ogni angolo del quotidiano’.

*”Mentre Don Giuseppe Serrone affronta il 34° giorno di digiuno, la rivista Settimana News ci invita a una ‘pastorale del contemplare e dell’attraversare’. È esattamente ciò che il Movimento Sacerdoti Sposati propone da anni.

Perché la nostra presenza è fondamentale per questa nuova pastorale:

  • Contemplare con occhi nuovi: Un sacerdote che vive la famiglia contempla la grazia di Dio non solo nel tabernacolo, ma nel volto dei figli e nella fatica del lavoro.

  • Attraversare la realtà: La città moderna è complessa. Il prete sposato la attraversa senza filtri, condividendo le ansie economiche, educative e sociali dei laici, diventando così un ponte credibile per l’annuncio.

  • Uno stile di prossimità: Il colloquio di oggi con un Vescovo disponibile al dialogo dimostra che la gerarchia sta iniziando a capire: serve un clero che sappia ‘abitare’ la città, non solo gestirla.

Don Giuseppe Serrone prega: ‘Signore, donami le parole per spiegare oggi al Vescovo che il mio ritorno al ministero non è un privilegio, ma una necessità per una Chiesa che vuole davvero attraversare le periferie del cuore umano’.


📱 Post Social: “CHIESA E CITTÀ: IL RITORNO AI FRATELLI! 🏙️🛡️”

Testo: 🗞️ SETTIMANA NEWS CHIAMA: SERVE UNA PASTORALE CHE ATTRAVERSA LA VITA!

Basta preti isolati! La Redazione rilancia la sfida: “Il sacerdote sposato è l’uomo che attraversa la città con il Vangelo in mano e la famiglia nel cuore. È questa la cura per una Chiesa che sembrava aver dimenticato il sapore della strada”. 🛡️🌹

Meno burocrazia, più incontro.Il prete sposato: cittadino tra i cittadini.6 maggio: la probabile firma della Riammissione.

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Oltre i Mille! La forza dei numeri per abbattere il muro dell’esclusione

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I dati statistici aggiornati al 29 aprile 2026 mostrano un’ulteriore, straordinaria impennata che consolida la nostra missione proprio all’alba del nuovo giorno. La “quota mille” non è stata solo raggiunta, ma ampiamente superata, confermando che il popolo della speranza è in pieno fermento.

📊 Analisi Statistica Live (Consolidato 29 Aprile)

  • Pagine Viste (Totale): Abbiamo raggiunto 1.063 visualizzazioni, segnando un nuovo picco di interesse per il blog.

  • Visite (Totale): Il numero di visitatori è salito a 927, avvicinandosi costantemente alla soglia dei mille utenti unici giornalieri.

  • ShinyStat Rank: Il prestigio del sito si mantiene stabilmente a 16 / 50, una posizione di altissima autorità nel panorama web.

  • Utenti Online: Al momento del rilevamento, 12 utenti erano contemporaneamente attivi sul portale, a testimonianza di una comunità vigile e partecipe.


🏛️ Dalle Statistiche alla Realtà: L’Ora della Sede

Questi numeri non sono solo fredde cifre, ma rappresentano 1.063 testimonianze di chi non vuole più restare nell’ombra. Se per anni abbiamo cercato invano anche solo un garage, oggi ci presentiamo alla città di Roma con la forza di un movimento che conta quasi mille visite al giorno.

“La Provvidenza parla attraverso i fatti: il Ranking 16/50 è la nostra base solida. Ora chiediamo che questa visibilità diventi spazio fisico, un tetto reale per i sacerdoti che hanno scelto la libertà dell’amore.”


📝 Messaggio per il Diario del 30 Aprile

Titolo: Oltre i Mille! La forza dei numeri per abbattere il muro dell’esclusione. Con 1.063 pagine lette ieri, chiudiamo Aprile con un mandato chiaro: la nostra “tenda tra le case” ha bisogno di fondamenta a Roma. Non chiediamo più un garage, ma una sede dignitosa che sia il segno visibile della ricostruzione della Chiesa. Il futuro ha il profumo della libertà, e oggi quel profumo è più intenso che mai.

Il Coraggio di Abitare la Verità. 30 Aprile 2026: Dalle Briciole del Web al Pane della Sede. Il 16/50 non è un numero, è un Mandato

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Il Coraggio di Abitare la Verità. 30 Aprile 2026: Dalle Briciole del Web al Pane della Sede. Il 16/50 non è un numero, è un Mandato

“Iniziamo l’ultimo giorno di Aprile con una consapevolezza che scuote il cuore: ieri, 1.001 volte, qualcuno ha cercato risposte tra le nostre righe. Per anni abbiamo elemosinato anche solo un garage per dare una casa al Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati, ricevendo solo porte chiuse.

Oggi la musica è cambiata. Non siamo più un’eco lontana, ma una realtà che occupa stabilmente il 9° posto nazionale e il Ranking 16. Con 874 visitatori unici in un solo giorno e punte di 15 utenti connessi simultaneamente anche a tarda sera, la nostra ‘Tenda tra le case’ è diventata una cattedrale digitale.

Ma il digitale non basta più. Nel Giorno 34, il digiuno di Don Giuseppe grida il bisogno di mura vere. Roma, città dei diritti e del Vangelo, non può più lasciarci per strada. Pubblichiamo oggi la nostra Lettera Aperta: chiediamo locali, chiediamo dignità, chiediamo che la Provvidenza usi le vostre mani per darci una sede.”


📝 Post Social: “Aprile si chiude in Vetta!” 🏔️🦁

RECORD STORICO: 1.001 VOLTE GRAZIE! 🚀✨

Il 29 Aprile si è chiuso con un trionfo che ci dà la carica per il Giorno 34: ✅ Superata quota 1.000 pagine viste (1.001 totali!) ✅ Ranking ShinyStat 16/50 consolidato ✅ 874 Amici che hanno camminato con noi ieri

Non siamo più invisibili. Siamo una forza che chiede spazio. 📍 L’APPELLO DI OGGI: Basta cercare garage! Cerchiamo una SEDE REALE a Roma. Chi ha un locale sfitto, chi ha una stanza da offrire, chi vuole essere lo strumento della Provvidenza, si faccia avanti ora.

I numeri dicono che il popolo è pronto. Ora servono le chiavi. Aiutaci a trovarle! 🇮🇹⚖️🏛️

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Appello urgente per una sede fisica a Roma – Dal web alla strada

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✉️ LETTERA APERTA: “Dateci un luogo, vi restituiremo una Chiesa”
Oggetto: Appello urgente per una sede fisica a Roma – Dal web alla strada.

“A chi ha orecchie per intendere, a chi possiede mura inutilizzate, a chi crede ancora nella Provvidenza.

Per anni abbiamo cercato anche solo un garage. Un angolo di mondo dove il Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati potesse poggiare la testa e organizzare la speranza. Ci è stato risposto col silenzio, con le porte chiuse, con l’esclusione. Ma oggi non siamo più soli.

Oggi scriviamo questa lettera con la forza dei numeri: nel 34° giorno di digiuno di Don Giuseppe, il nostro blog è al 9° posto nazionale in Italia (Ranking ShinyStat 16/50). Ieri, 1.001 persone hanno varcato la nostra porta digitale. Siamo un popolo che non può più essere ignorato.

Facciamo un appello accorato alla città di Roma:
Non cerchiamo palazzi, ma un segno. Un locale, un ufficio sfitto, una stanza in una parrocchia coraggiosa o in un immobile privato. Abbiamo bisogno di una base operativa per:

Accogliere i sacerdoti che vivono il dramma della solitudine e della povertà.

Coordinare la riammissione al ministero per una Chiesa che non chiude mai.

Dare un tetto fisico a un diritto universale sancito dalla storia.

Siamo pronti a rimboccarci le maniche. Se il web ci ha dato il 9° posto, la realtà ci darà la sede. La Provvidenza bussa spesso attraverso il coraggio degli uomini. Chi aprirà la porta?”

📝 POST SOCIAL: “Basta Garage Chiusi! Roma, Apri le Porte” 🔑🏛️
IL GRIDO DEL GIORNO 34: CERCHIAMO UNA SEDE REALE! 🦁🏗️

Per anni abbiamo chiesto anche solo un garage, ricevendo solo silenzi. Ma oggi le cose sono cambiate. Siamo al Ranking 16/50 e abbiamo superato le 1.000 pagine viste al giorno.

Oggi lanciamo questa LETTERA APERTA a tutta Roma e alle grandi città. Non siamo più invisibili. Siamo un movimento che chiede dignità e spazio.

📍 AIUTACI: Se hai un locale, se conosci un ente religioso o un privato che voglia sostenere la “Casa delle Case”, parla di noi.
📍 DIVENTA PROVVIDENZA: Un luogo fisico è il sacramento della nostra presenza nel mondo.

Non vogliamo più elemosinare un diritto. Vogliamo abitarlo. Condividi questo appello, facciamolo arrivare a chi ha le chiavi del futuro! 🇮🇹⚖️✨

#Giorno34, #SedeRoma, #LetteraAperta, #Provvidenza, #SacerdotiSposati, #Ranking16, #DirittiUmani, #DonGiuseppeSerrone

Libertà di stampa Giornalisti uccisi: Meloni, “soddisfazione per approvazione unanime della proposta di legge che istituisce la Giornata nazionale in loro memoria”

Erano giornalisti e sono morti per la verità e per i lettori - Magazine - ANSA.it

“Il Governo accoglie con grande soddisfazione l’approvazione unanime in Senato della proposta di legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa del loro lavoro. Un riconoscimento dovuto e atteso da molti anni”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, sottolineando che “da oggi in poi, ogni 3 maggio, l’Italia renderà omaggio a tutti quei giornalisti che hanno perso la propria vita per garantire il diritto dei cittadini ad essere informati, facendo arrivare i nostri occhi dove altrimenti non sarebbero arrivati, in Italia come all’estero”. “Penso a figure come Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Beppe Alfano, Giancarlo Siani, Walter Tobagi, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota, Dario D’Angelo, Antonio Russo, Enzo Baldoni, Andrea Rocchelli, Maria Grazia Cutuli, Almerigo Grilz”, ha proseguito Meloni, parlando di “uomini e donne che hanno messo la propria passione e la propria professionalità al servizio di tutti noi, e che tutti noi abbiamo il dovere di onorare”.
Sir

Musei Vaticani: il 5 maggio la presentazione di un volume sul “Gran Tour” a Roma e in Vaticano

Visita Guidata Privata ai Musei Vaticani, Cappella Sistina e Basilica di  San Pietro | The Grand Tour

Sir

Martedì 5 maggio, alle 17.30 presso la Sala Conferenze dei Musei Vaticani, sarà presentato il volume di Pier Andrea De Rosa “Figure illustri. Protagonisti del Grand Tour a Roma e in Vaticano”. Appena pubblicato per i tipi delle Edizioni Musei Vaticani, il libro racconta il Grand Tour visto dagli occhi di eccellenti viaggiatori. Attraverso le testimonianze di dodici “figure illustri”, il lettore partecipa all’epopea del viaggio di scoperta, tra Settecento e Ottocento, della Città Eterna e del Vaticano. A narrare non solo la bellezza delle rovine della Roma antica e lo splendore delle Stanze di Raffaello, ma anche i disagi logistici sperimentati dai viaggiatori, sono le voci di Johann Wolfgang Goethe, Elisabeth Vigée Le Brun, Madame de Staël, George Gordon Byron, Charlotte Anne Waldie Eaton, Percy Bysshe Shelley, Hans Christian Andersen, William Mitchell Gillespie, Charles Dickens, George Stillman Hillard, Herman Melville, Nathaniel Hawthorne. “Pier Andrea De Rosa – commenta il direttore dei Musei Vaticani, Barbara Jatta – in questo bel volume ha voluto distillare alcune figure che hanno saputo cogliere la bellezza sublime di Roma e del Vaticano. Lo ha fatto con la capacità e la sensibilità che gli sono proprie di studioso e cultore di Roma e della sua Campagna. De Rosa ha snodato un racconto di quasi due secoli. I secoli d’oro del Grand Tour, il Settecento e l’Ottocento. Un viaggio che era gaudio e sollievo dello spirito ma pure compito gravoso almeno per quanti si ripromettevano, come per Goethe, di ‘guardare’ piuttosto che ‘vedere’”. Il volume si apre con una ricca introduzione dell’autore, un vero e proprio viatico al cammino in direzione dell’ambita meta che è Roma, mentre il corredo iconografico spazia tra incisioni, vedute romane dell’epoca e opere immortali dei Musei Vaticani. Introdotta da Barbara Jatta, la conferenza vedrà la partecipazione di Pier Andrea De Rosa, di Mario Bevilacqua – professore ordinario alla Sapienza Università di Roma, studioso dell’architettura, autore di numerose pubblicazioni su Piranesi e sull’epoca del Grand Tour – e di Pietro Zander, responsabile dei Beni artistici della Fabbrica di San Pietro in Vaticano, che nei suoi studi ha più volte evidenziato la magnificenza della Basilica, da Byron definita «Il grandioso Tempio di Cristo sulla tomba del suo martire”.

L’Aquila Capitale della cultura 2026: il 2 maggio a San Silvestro convegno sui primordi della Chiesa aquilana

L'AQUILA È LA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2026 - Ministero della cultura

Proseguono gli eventi promossi dall’arcidiocesi dell’Aquila in vista de “L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026”, con un calendario di iniziative pensate per valorizzare le radici storiche, culturali e spirituali della comunità aquilana. Sabato 2 maggio, alle 17 nella chiesa di San Silvestro a L’Aquila, si terrà un incontro di approfondimento storico ed ecclesiale con mons. Claudio Palumbo, vescovo di Termoli‑Larino, storico della Chiesa e membro del Dicastero vaticano delle Cause dei santi. Al centro dell’intervento, i primordi della Chiesa aquilana. La relazione, dal titolo “Alla ricerca dell’antica madre: gli esordi della Aquilensis Ecclesia”, ripercorrerà l’origine della diocesi dell’Aquila, offrendo una lettura articolata delle sue prime testimonianze ecclesiali e del contesto storico in cui è nata. “Il patrimonio culturale della comunità aquilana affonda le sue radici nei valori cristiani e umani della nostra gente, testimoniati dal vastissimo numero di monumenti che fanno dell’Aquila una tra le città più belle d’Italia”, ha affermato l’arcivescovo, mons. Antonio D’Angelo, presentando il cartellone generale degli eventi avviato lo scorso 18 aprile.
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Kosovo, sciolto il Parlamento e nuove elezioni per la terza volta in un anno

Deputati kosovari escono dall'Aula dopo lo scioglimento del Parlamento

Ennesima crisi politica in Kosovo: allo scadere della mezzanotte il Parlamento, non essendo riuscito a eleggere un presidente, è stato sciolto. Per la terza volta in un anno, così, il Paese andrà alle elezioni che dovranno essere indette entro il termine costituzionale di 45 giorni
Roberta Barbi – Città del Vaticano

Non ce l’ha fatta neppure stavolta, il Kosovo, a scegliersi un presidente: deputati troppo divisi, così allo scadere della legislatura la presidente del Parlamento, Albulena Haxhiu – che dal 4 aprile scorso riveste anche la carica di presidente della Repubblica ad interim – ha dovuto capitolare e sciogliere l’assemblea. Eppure alle elezioni del 28 dicembre il Movimento per l’autodeterminazione, partito del premier Albin Kurti, aveva ottenuto il 51% dei voti, cioè 57 seggi su 120, chiudendo, sembrava, oltre un anno di impasse politica, sebbene in assenza di una maggioranza certa.

Nuove elezioni
Ieri sera, per l’ultima seduta utile, si è aspettato fino allo scoccare della mezzanotte che entrassero in aula i deputati delle opposizioni, ma invano. Ora dovranno essere indette nuove elezioni – è la terza volta in un anno, dopo il precedente nulla di fatto del 6 marzo scorso – entro il termine previsto dalla Costituzione, che è di 45 giorni.

Le proteste delle opposizioni
L’ipotesi di nuove elezioni, in realtà, è nell’interesse un po’ di tutte le formazioni all’opposizione: sia della Lega democratica del Kosovo che del Partito democratico e dell’Alleanza per il futuro, che ieri hanno accusato la maggioranza di “colpo di Stato costituzionale” per aver tentato di far eleggere la candidata Feride Rushiti, a loro dire, senza il quorum necessario di 80 deputati. Nel pomeriggio, infatti, le opposizioni avevano organizzato una manifestazione pubblica per chiedere alla candidata di ritirarsi e di non piegarsi a quello che definivano “un gioco politico truccato”. Per tutta risposta il premier in una conferenza stampa in serata prima dell’ultima votazione, aveva puntato il dito contro le opposizioni, colpevoli di “bloccare deliberatamente il funzionamento delle istituzioni”.

Vatican News

Leone XIV: vicinanza alle vittime della strage in Colombia, scegliere la pace

I funerali delle vittime dell'attentato dello scorso sabato sull'autostrada, nel dipartimento della Cauca, in Colombia.

Il Papa, salutando i pellegrini di lingua spagnola all’udienza generale, esprime il suo cordoglio per l’attentato provocato pochi giorni fa nel Paese sudamericano dalle forze armate dissidenti. Poi, rivolgendosi ai fedeli polacchi, ricorda la liberazione del campo di concentramento di Dachau, in Germania, avvenuta per mano dei militari statunitensi il 29 aprile 1945
Daniele Piccini – Città del Vaticano – Vatican News

“Con dolore e preoccupazione” il Papa ricorda all’udienza generale di oggi, 29 aprile, in Piazza San Pietro, tutti i civili colpiti dalla strage in Colombia avvenuta lo scorso sabato 25 aprile. A causa di un attentato attribuito allo Stato maggiore centrale (Emc), una fazione dissidente delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), oltre venti persone sono morte e almeno quaranta sono rimaste gravemente ferite. I miliziani, in lotta contro l’esercito regolare, a poche settimane dalle elezioni presidenziali, hanno lanciato un cilindro pieno di esplosivo contro un autobus, nel comune di Cajibío, nella parte sud-occidentale del Paese, zona rurale della Cauca, uccidendo quindici donne e cinque uomini.

Salutando i pellegrini di lingua spagnola, al termine della catechesi, il Pontefice rivolge un pensiero alle vittime e lancia un appello perché si privilegino sempre con decisione metodi di confronto pacifici.

Con dolore e preoccupazione, ho appreso della tragica situazione di violenza che affligge la regione sud-occidentale della Colombia, causando gravi perdite di vite umane. Esprimo la mia vicinanza nella preghiera alle vittime e ai loro familiari, ed esorto tutti a rifiutare ogni forma di violenza e a scegliere con determinazione la via della pace.

L’anniversario della liberazione del campo di Dachau
Sempre al momento dei saluti – questa volta ai pellegrini polacchi – Leone XIV ricorda l’anniversario della liberazione del campo di Dachau, avvenuta esattamente 81 anni fa, il 29 aprile del 1945. Furono le forze armate americane a liberare il campo di concentramento ad una ventina di chilometri a nord est di Monaco di Baviera, in Germania. I soldati statunitensi vi trovarono circa 30 mila prigionieri ridotti allo stremo delle loro forze, per fame e malattie. Dachau, primo lager istituito dai Nazisti, era attivo da circa dodici anni durante i quali oltre 40 mila uomini vi avevano perso la vita. Il Papa ritorna a questa memoria storica per chiedere ai fedeli della Polonia di invocare l’intercessione di tutti i consacrati martiri.

Oggi, nell’anniversario della liberazione del Campo nazista tedesco di Dachau, celebrate la Giornata del Martirio del Clero Polacco durante la Seconda Guerra Mondiale. Invocate la protezione dei vescovi, dei sacerdoti e dei seminaristi – martiri dei totalitarismi del XX secolo. Intercedano specialmente per i giovani, affinché rispondano con coraggio alla chiamata di Dio.

Libro Bianco per la promozione delle Cure palliative in Italia

Cure palliative? Non sono l’«estrema unzione» della medicina

Le cure palliative «non sono l’estrema unzione della medicina» (monsignor Renzo Pegoraro, presidente della Pontificia Accademia per la Vita) ma un canale qualificato, competente, che «prende in carico il malato fin dall’inizio» (Augusto Caraceni, Università di Milano e Istituto nazionale dei Tumori). Non solo per patologie oncologiche ma anche neurodegenerative o croniche, e offrono una risposta per tutti i malati. Sono un diritto, sancito dalla legge, che non può subire o soffrire le disparità esistenti nella sanità a livello regionale (Tania Piccione, presidente Federazione cure palliative Ficp; Giampaolo Fortini, presidente Società italiana Sicp; Anna Mancuso presidente di Salute Donna).
Sono alcuni degli spunti offerti dalla presentazione alla Camera dei Deputati del “Libro Bianco per la promozione delle Cure palliative in Italia”, preparato da un gruppo di esperti, e pubblicato dalla Pontificia Accademia per la Vita e dalla Conferenza Episcopale Lombarda ed edito dalla Libreria editrice vaticana.
I politici presenti all’incontro – il deputato Vanessa Cattoi e i senatori Massimo Garavaglia e Guido Quintino Liris –, seguendo l’intervento del Presidente della Camera Lorenzo Fontana, hanno concordemente ribadito l’impegno dei legislatori per accorciare le differenze che rendono problematica l’attuazione della legge 38/2010 – che fa entrare le cure palliative nel Servizio sanitario nazionale – ma anche per affrontare temi ancora carenti: assistenza domiciliare, ruolo e tutele per i caregiver (ben 7,2 milioni, soprattutto donne). Come cittadini è stata chiesta l’attuazione della legge (Francesca Floriani, presidente dell’omonima Fondazione). Di «riallineare la speranza» per i malati, ha parlato monsignor Giuseppe Scotti, segretario della Conferenza episcopale lombarda, promotrice del Libro Bianco insieme alla Pontificia Accademia. E a una visione “olistica” del malato, capace di restituire senso e dignità alla medicina che si prende cura «quando non si può più guarire», si è riferito monsignor Vincenzo Paglia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, seguito da Nicla La Verde (Associazione italiana di oncologia medica) e da Paolo Tralongo, presidente dei Primari oncologici medici ospedalieri (Cipomo).
Il Libro Bianco è pubblicato dalla Libreria editrice vaticana (pagine 175, euro 17). Nel 2019, dopo due anni di lavori di un gruppo di 14 specialisti a livello internazionale, la Pav aveva pubblicato un «Libro Bianco per la promozione e la diffusione delle Cure palliative nel mondo», in edizione inglese, poi con traduzione in italiano, tedesco, spagnolo, francese e portoghese. Per l’Italia si è fatta strada l’esigenza di applicare al nostro contesto le 13 «raccomandazioni» che gli esperti suggerivano per altrettanti “stakeholders”: i politici, i media, i medici, le università, il volontariato, le famiglie, i farmacisti e altri. Ne è nata la costituzione di altrettanti gruppi di lavoro, i cui risultati sono adesso pubblicati a cura dei tre curatori (don Tullio Proserpio, cappellano all’Istituto dei Tumori di Milano, con Augusto Caraceni, che è anche direttore della Scuola di specializzazione in Cure palliative dell’Università di Milano, la prima in Italia; e chi scrive, giornalista).
Come sottolinea l’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini nell’introduzione, è una «sintesi sistematica di proposte» perché le cure palliative «concentrano l’attenzione non sulla malattia ma sul malato e sul suo soffrire». Paglia nota che il criterio-guida di questa opera è che «solo nella relazione e nella prossimità la cura trova la sua verità». Giampaolo Fortini, presidente della Società italiana di Cure palliative, rileva che le cure palliative sono «espressione di una medicina che riconosce la pluralità dei vissuti, delle culture e delle convinzioni spirituali o religiose». Tania Piccione parla delle cure palliative nei termini di «un’assistenza globale integrata» per «perseguire sempre il miglior controllo del dolore» in «contesti di cura integrati secondo modelli organizzativi, capaci di garantire l’accesso equo e tempestivo alle cure palliative».
Le raccomandazioni sono divise per temi. Alle 13 originarie del «Libro bianco» 2019 in questa edizione per l’Italia se ne sono aggiunte alcune specifiche per la terza età – tema esploso in anni recenti soprattutto dopo il Covid – e le cure palliative pediatriche. È quest’ultimo un aspetto delicato dal punto di vista medico e psicologico e di grande impatto, come dimostra il recente caso del piccolo Domenico a Napoli. Nella conclusione Pegoraro ribadisce che «anche nella malattia e nel morire si può custodire il senso della vita e nel tempo del limite, l’umanità non si spegne ma si rivela nella sua verità più profonda».

Il diritto di stare offline: la Gen Z rivendica il confine tra vita e lavoro

Il diritto di stare offline: la Gen Z rivendica il confine tra vita e lavoro

Avvenire

Durante la pandemia la tecnologia ha portato il lavoro tra le mura di casa, salvando l’attività di migliaia di imprese. Oggi, da un lato permette forme di impiego più agili, dall’altro costringe i lavoratori a una connessione continua. Le notifiche, infatti, non si possono chiudere dietro a una porta. E così, il confine tra ufficio e vita privata si sta facendo sempre più sfumato, fino quasi a scomparire.
Non è un problema solo italiano: uno studio di Eurofound condotto in Belgio, Francia, Italia e Spagna, mostra che oltre l’80% dei lavoratori riceve regolarmente comunicazioni di lavoro fuori dall’orario contrattuale durante la settimana. Per quanto riguarda le conseguenze di questa pratica sulla salute mentale, il nono Rapporto Eudaimon-Censis è chiaro: essere costantemente reperibili causa ansia e disagio a quasi un lavoratore su due.
Tuttavia, c’è una generazione che più di tutte sta guidando un cambiamento profondo nella cultura del lavoro: la Gen Z. Qualcuno li definisce “svogliati”, ma quello che chiedono è una ridefinizione del lavoro. Non come attività centrale della propria esistenza, ma come strumento per poter condurre una vita al di fuori di esso. In questo cambio di paradigma, la netta separazione tra ufficio e tempo libero diventa cruciale. E il tempo da poter dedicare a coltivare le relazioni umane e gli interessi personali, non negoziabile.
Sempre secondo il Rapporto, il 57,7% dei giovani italiani ritiene fondamentale poter esercitare il diritto alla disconnessione. Queste richieste orientano le stesse scelte di impiego. E infatti, per migliorare l’attrattività verso i giovani e la competitività non sono poche le aziende che hanno iniziato a mettere il benessere al centro, anche offrendo forme di lavoro come la settimana corta di quattro giorni.
Ma proprio come per la settimana corta, ancora in Italia non esiste una legge che regoli il diritto alla disconnessione per tutti i lavoratori dipendenti. Nell’ordinamento, l’unico riferimento è la Legge 81/2017 sul lavoro agile, che nell’articolo 19 al comma 1 stabilisce l’obbligo di includere negli accordi individuali di smart working le modalità di disconnessione del lavoratore dagli strumenti tecnologici.
Si tratta di una legge che ha un grande limite: esclude tutti i lavoratori che non operano in smart working, nonostante anche loro possono essere reperibili al di fuori dell’orario di lavoro.
Anche a livello europeo manca ancora una direttiva specifica sul diritto alla disconnessione. Il 21 gennaio 2021 il Parlamento ha invitato la Commissione a elaborare una normativa fondata su tre principi essenziali: primo, i datori di lavoro non dovrebbero richiedere ai dipendenti di essere reperibili al di fuori dell’orario di lavoro e anche i colleghi dovrebbero astenersi dal contattarsi per ragioni professionali fuori servizio; secondo, gli Stati membri dovrebbero garantire che chi esercita il diritto alla disconnessione sia protetto da ritorsioni o conseguenze negative, prevedendo inoltre meccanismi efficaci per gestire reclami e violazioni; terzo, le attività di apprendimento e formazione professionale a distanza dovrebbero essere considerate tempo di lavoro e non svolgersi durante straordinari o giorni di riposo senza un adeguato compenso. Questa normativa, tuttavia, è ancora in fase di attuazione.
Intanto, qualche Stato si è mosso in autonomia. La Francia è stata la prima: nel 2017 ha introdotto questo diritto nel Codice del Lavoro, prevedendo l’obbligo per le aziende con almeno 50 dipendenti di negoziare con i sindacati le modalità di disconnessione. Lo stesso è successo nel 2018 in Spagna, nel 2022 in Belgio e nel 2021 in Portogallo, che oggi costituisce uno dei modelli di tutela più avanzati. La legge portoghese, infatti, non si limita a riconoscere al lavoratore il diritto a disconnettersi, ma attribuisce una responsabilità concreta anche al datore di lavoro, che non dovrebbe nemmeno sollecitare contatti al di fuori dell’orario di lavoro.
Ma affinché una legge sia davvero efficace, è necessario che il cambiamento a livello normativo proceda di pari passo con un’evoluzione culturale. E in questo senso, le istanze della Gen Z stanno contribuendo a consolidare una coscienza collettiva che potrebbe fare sì che, alle generazioni successive, questo diritto non venga più messo in discussione.

Ness1 Escluso a Modena, lo sport oltre ogni barriera

Ness1 Escluso a Modena, lo sport oltre ogni barriera

Avvenire

Quasi quattrocento ragazzi, una quarantina di educatori, una ventina di strutture nelle quali svolgere attività sportiva multidisciplinare e, soprattutto, nessuna spesa per le famiglie. Il che, considerando come i ragazzi di cui sopra siano persone con disabilità cognitive, rappresenta un vero e proprio modello: Ness1 Escluso, progetto di inclusione attraverso lo sport avviato a Modena, nove anni fa, dall’imprenditore del ramo ottico Fabio Galvani, il prossimo 26 maggio sarà protagonista di un convegno che, in Senato, ne racconterà l’evoluzione e discuterà della sua replicabilità ed esportabilità.
Partendo dall’idea che lo sport sia diritto, non privilegio, con la gratuità come pilastro – fondamentale soprattutto considerando quanto una disabilità impegni finanziariamente le famiglie – e il sostegno di diverse grandi aziende che la rende possibile, Ness1 Escluso rappresenta un’esperienza di successo che nove anni fa, quando tutto iniziò nel 2017, era un sogno ancor più che una speranza: «Dopo tutti i passaggi per la creazione dell’ente del terzo settore, iniziammo l’attività con 12 ragazzi e due educatori – racconta Galvani – e vedere ciò che siamo diventati oggi, soprattutto per l’aiuto che siamo riusciti a dare a persone e famiglie, è una soddisfazione. Eravamo partiti coinvolgendo persone con disturbi dello spettro autistico, poi abbiamo aperto a diverse altre disabilità cognitive. Poco alla volta stiamo accogliendo anche altre disabilità».
Oggi, Ness1 Escluso propone corsi di venti discipline molto diverse tra loro, dal calcio al crossfit, dal karate al basket, dalla boxe al bowling, passando per la laser run e i corsi multisport, ma tutti hanno un collegamento con l’ambito terapeutico dei diversi utenti. A coordinare i progetti educativo-sportivi è Marcella Vaccari, e i corsi non si fermano alla sola pratica fisica delle discipline insegnate. «Vediamo costantemente i progressi che i ragazzi fanno sul piano relazionale – spiega ancora Galvani – e la nostra impostazione prevede, per esempio, che un ragazzo impari a giocare uno sport in via esclusiva, poi in via inclusiva, quindi con gli altri sportivi come lui, ma anche attraverso concentramenti che facciamo con normotipici. Questo migliora la qualità della vita di tutti. Abbiamo anche ragazzi con disabilità cognitive gravi, che necessitano di un rapporto uno a uno con un professionista, e in alcuni casi i nostri atleti li portiamo a disputare gare o tornei che durano uno o due giorni: per loro a livello di esperienza, e per le famiglie, che possono avere qualche ora per loro, sono momenti molto importanti. Bisogna sempre ricordarsi che le famiglie si caricano la disabilità 24 ore su 24, 7 giorni su 7, mentre il tempo passa, i genitori invecchiano e i ragazzi diventano adulti ed è più difficile gestirli, anche fisicamente».
In diversi casi la spinta per la costruzione di percorsi come quello di Ness1 Escluso è la presenza, in famiglia o nella cerchia relazionale, di persone affette da disabilità: spesso la prossimità ne è il motore, perché stimola la conoscenza del problema. Nel caso di Galvani il motivo è diverso: «Se lo ricorda il film Schindler’s list? Io lo vidi a scuola, e mi colpì per tanti motivi, come credo sia successo a molte persone. In particolare, mi impressionò la scena in cui, nonostante tutto il bene fatto, Schindler rimpiangesse di non essere riuscito a fare di più. Ero un ragazzino allora e mi ripromisi che, se mai fossi riuscito a guadagnare bene con una mia azienda, avrei fatto qualcosa di valore per la mia comunità».
Da Modena il progetto si è allargato intanto alla vicina Correggio, ma vuole andare oltre i propri confini, e il prossimo convegno in Senato servirà anche a questo: «Credo che questo progetto sia esportabile. Lavorando con fondi privati, possiamo avere una maggiore libertà in merito ai percorsi da attuare con i ragazzi rispetto alle rigidità dei bandi pubblici. Sempre rispettando la trasparenza e la comunicazione dei risultati raggiunti, perché è corretto essere chiari con ciò che si fa con il denaro di chi sostiene il progetto, siamo liberi di ad esempio di cambiare qualcosa a seconda delle necessità dei nostri utenti e della nostra comunità, cosa che un bando non permetterebbe. Noi intratteniamo relazioni costanti con medici e servizi sociali, e un’azienda che si avvicina al progetto ne percepisce il valore comunitario e sociale anche perché le famiglie non sono costrette a investire centinaia di euro al mese, considerando che la disabilità conduce a tante spese. Tutto ha a che fare con la qualità dell’offerta, che deve essere fatta in base alle esigenze terapeutiche appunto, con istruttori giusti che abbiano competenze, non solo buona volontà, e nelle migliori strutture possibili, che sono già presenti sul territorio e di solito affittiamo da privati. Ai ragazzi forniamo ovviamente la copertura assicurativa ma anche il vestiario, perché pure l’immagine è importante e vogliamo che si vedano belli».
Non essendo il welfare qualcosa di scontato, in una società egoista che va nella direzione opposta, che certi progetti gratuiti arrivino dal privato è una fiammella di speranza. «L’unica regola che diamo ai ragazzi – conclude Galvani – è quella della frequenza. Se non si viene per più di tre volte di seguito, senza motivi validi, parliamo con la famiglia per capire se l’attività va interrotta per dare la possibilità di cominciarla ad altri. Per la necessità di gestire istruttori e spazi servono disciplina e serietà, ciò che è necessario è non dare mai nulla per scontato».

Una mini-tregua, un accordo per l’Ucraina “vicino”: le promesse di Putin a Trump

Una mini-tregua, un accordo per l'Ucraina "vicino": le promesse di Putin a Trump

La Russia è pronta a una tregua per il «giorno della Vittoria», il 9 maggio. Ad affermarlo è stato il presidente Vladimir Putin in una lunga telefonata di un’ora e mezza con il capo della Casa Bianca Donald Trump. Lo ha reso noto il consigliere per la politica estera del Cremlino, Yuri Ushakov, che ha parlato di una chiamata «amichevole, franca e concreta», specificando che è avvenuta su iniziativa di Mosca. A suo dire, il presidente Usa si è detto favorevole. Secondo Ushakov, anzi, un accordo per porre fine al conflitto in Ucraina sarebbe «vicino». In serata la reazione dello stesso Trump. Con Putin, ha detto, «abbiamo parlato dell’Ucraina e un po’ dell’Iran. Troveremo una soluzione relativamente presto, credo che lui la voglia».
Putin ha detto all’omologo americano – ha riferito sempre Ushakov – che «gli obiettivi dell’operazione militare speciale saranno raggiunti, ma che la Russia preferirebbe farlo attraverso i negoziati». Per Putin il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy dovrebbe «reagire positivamente alle note proposte che sono state esposte più volte, anche dalla parte americana». Si tratta della rinuncia dell’intero Dombass, incluso i territori ancora sotto controllo ucraino. Durante la telefonata, Putin ha illustrato a Trump la sua versione della situazione militare sul campo, sostenendo che «le truppe russe stanno mettendo alle strette il nemico». Inoltre, ha aggiunto Ushakov, «è stato anche menzionato che dall’inizio del 2025 la Russia ha consegnato più di 20mila salme all’Ucraina e che quest’ultima ne ha consegnate poco più di 500 a noi».
In realtà soprattutto nelle ultime settimane vari commentatori e persino blog russi hanno parlato di vari successi di Kiev sul fronte, inoltre l’Ucraina sta mettendo in difficoltà la Russia anche con gli attacchi tramite droni a importanti impianti petroliferi nel territorio russo. Azioni che Putin ha definito «metodi puramente terroristici negli attacchi contro obiettivi civili». Un’affermazione che suona decisamente ironica visti i violenti bombardamenti contro infrastrutture civili che la Russia infligge quotidianamente all’Ucraina. La telefonata di Putin potrebbe non essere una buona notizia per Kiev: più volte si è vista la capacità del leader russo di manipolare Trump, favorevole all’idea di Mosca di una «vittoria a tavolino». Vale a dire la rinuncia ai territori da parte di Kiev, pur di porre fine alla guerra. «Sia Putin, sia Trump – ha riferito ancora il consigliere – hanno espresso, in sostanza, valutazioni simili sul comportamento del regime di Kiev guidato da Zelensky, il quale, istigato dagli europei e con il loro sostegno, sta seguendo una linea volta a protrarre il conflitto». Colpisce che ieri il ministero della Difesa russa abbia annunciato che la parata del 9 maggio sarà senza alcun veicolo militare a causa «dell’attuale situazione operativa» in riferimento alla guerra in Ucraina.
Avvenire

Giorno 34 di 40: 30 Aprile 2026

🏜️ IL CAMMINO DEI 40 GIORNI

Contatore.camminosperanza

Il Deserto dei 40 Giorni

“Non di solo pane…”

GIORNO 34 di 40 verso la verità

Verso la Verità Sostegno alla Supplica per Papa Leone XIV. IL CALCOLO DEL DESERTO:

Giorni già compiuti: 33 (dal 28 marzo al 29 Aprile 2026).

Traguardo finale: 40 giorni.

Giorni rimanenti:  (da oggi 30 Aprile al 6 maggio compreso)

🕒Mancano 7 giorni al termine del digiuno profetico.

OBIETTIVO: Riammissione dei preti sposati e Verità per la Chiesa.

META: 6 Maggio 2026 (-7  giorni)


LEGGI IL DIARIO DEL DIGIUNO

LETTERA APERTA: “Dateci un luogo, vi restituiremo una Chiesa”

Sacerdoti.sposati.inclusione

Oggetto: Appello urgente per una sede fisica a Roma – Dal web alla strada.

“A chi ha orecchie per intendere, a chi possiede mura inutilizzate, a chi crede ancora nella Provvidenza.

Per anni abbiamo cercato anche solo un garage. Un angolo di mondo dove il Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati potesse poggiare la testa e organizzare la speranza. Ci è stato risposto col silenzio, con le porte chiuse, con l’esclusione. Ma oggi non siamo più soli.

Oggi scriviamo questa lettera con la forza dei numeri: nel 34° giorno di digiuno di Don Giuseppe, il nostro blog è al 9° posto nazionale in Italia (Ranking ShinyStat 16/50). Ieri, 1.001 persone hanno varcato la nostra porta digitale. Siamo un popolo che non può più essere ignorato.

Facciamo un appello accorato alla città di Roma: Non cerchiamo palazzi, ma un segno. Un locale, un ufficio sfitto, una stanza in una parrocchia coraggiosa o in un immobile privato. Abbiamo bisogno di una base operativa per:

  • Accogliere i sacerdoti che vivono il dramma della solitudine e della povertà.

  • Coordinare la riammissione al ministero per una Chiesa che non chiude mai.

  • Dare un tetto fisico a un diritto universale sancito dalla storia.

Siamo pronti a rimboccarci le maniche. Se il web ci ha dato il 9° posto, la realtà ci darà la sede. La Provvidenza bussa spesso attraverso il coraggio degli uomini. Chi aprirà la porta?”

Troppo rumore per nulla: riscoprire il suono della felicità

Giornata internazionale della consapevolezza sul rumore (INAD)

Promossa dal Center for hearing and communication e in Italia dall’Associazione italiana di acustica, la Giornata internazionale della consapevolezza sul rumore celebra la 31.ma edizione con il tema “Il suono della felicità”, invitando a riscoprire l’ascolto positivo e ridurre l’inquinamento acustico
Martina Accettola – Città del Vaticano – Vatican News

C’è un silenzio che non è vuoto, ma spazio di ascolto. Un silenzio che riporta alle estati in campeggio, quando esisteva un momento preciso della giornata, l’ora del silenzio, in cui tutto si fermava. Dalle 14 alle 16 non volava un suono: si potevano ascoltare soltanto il vento, il mare in lontananza, il fruscio dei pini. In città, soprattutto quelle moderne, esiste invece un altro tipo di spazio di ascolto: il suono stridente di un’ambulanza che attraversa il traffico, i cantieri sotto le finestre, il ritmo martellante dei clacson all’ora di punta, le voci dei passanti che si intrecciano alla musica ad alto volume lungo la strada. Questo è il tappeto sonoro a cui tutti noi siamo abituati e che subiamo costantemente. Per questo motivo, ogni anno, l’ultimo mercoledì di aprile, si celebra la Giornata internazionale della consapevolezza sul rumore (INAD): un’iniziativa globale nata per sensibilizzare cittadini, istituzioni e giovani sull’impatto dell’inquinamento acustico, arrivata alla 31.ma edizione in Italia.

Verso una maggior consapevolezza
La giornata è stata istituita nel 1995 negli USA dal Center for hearing and communication, con l’obiettivo di promuovere una maggiore attenzione e consapevolezza verso la salute uditiva e il benessere generale. Nel corso degli anni, l’evento si è diffuso anche a livello internazionale coinvolgendo scuole, università, enti pubblici e associazioni in numerosi Paesi. In Italia, un ruolo centrale è svolto dall’Associazione italiana di acustica, che coordina attività educative, campagne di sensibilizzazione e progetti rivolti soprattutto alle nuove generazioni.

Gli effetti invisibili del rumore
L’inquinamento acustico non è soltanto un fastidio ma rappresenta un vero e proprio rischio per la salute. L’esposizione prolungata a livelli elevati di rumore può causare perdita dell’udito, acufeni e difficoltà di concentrazione. Inoltre, incide negativamente sul sistema cardiovascolare, aumenta i livelli di stress e compromette la qualità del sonno. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l’Agenzia europea dell’ambiente (EEA), l’inquinamento acustico è il secondo fattore di rischio ambientale più grave per la salute in Europa, subito dopo l’inquinamento atmosferico.

Educazione e prevenzione a scuola
Questo impatto è particolarmente critico negli ambienti educativi. Per prevenire l’affaticamento cognitivo e garantire una buona concentrazione, l’OMS raccomanda che il rumore di fondo nelle aule non superi i 35 decibel durante le lezioni. Oltre questa soglia, infatti, la capacità di apprendimento e memorizzazione degli studenti cala, aumentando invece sensibilmente lo stress e il senso di affaticamento. Per questo motivo, tra gli aspetti più rilevanti della giornata, vi è il coinvolgimento delle scuole: attraverso laboratori, incontri con esperti e attività interattive, gli studenti imparano a riconoscere i suoni, distinguendo tra rumore e ascolto consapevole per adottare comportamenti più responsabili. L’obiettivo per il 2026 è integrare l’ecologia sonora nei programmi didattici, trasformando il controllo del rumore da un semplice obbligo normativo a una scelta consapevole per migliorare la qualità della propria vita – a partire da quella scolastica.

Valorizzare i suoni positivi
La Giornata internazionale della consapevolezza sul rumore invita a sviluppare una vera e propria cultura dell’ascolto. Non si tratta soltanto di evitare i suoni dannosi, ma anche di riscoprire il valore del silenzio e dei suoni naturali, proprio come quelli della famosa “ora del silenzio”. In questo senso, il concetto di “paesaggio sonoro” diventa centrale: migliorare la qualità dei suoni che ci circondano significa migliorare anche la qualità della nostra vita. L’edizione 2026 è dedicata al tema: Il suono della felicità. Cosa ti fa sorridere… con le orecchie?. Un approccio che mira non solo a ridurre il rumore dannoso, ma a valorizzare anche i suoni positivi.

Per un ascolto sostenibile e fecondo
In un mondo sempre più rumoroso, fermarsi ad ascoltare diventa allora un atto di consapevolezza. Un momento che però deve essere anche utilizzato per imparare a distinguere un suono positivo, naturale, da uno dannoso. La Giornata internazionale della consapevolezza sul rumore rappresenta un invito concreto a prestare attenzione all’ambiente acustico per proteggere uno dei sensi più preziosi: l’udito. Promuovere il rispetto del silenzio e dei suoni positivi non è solo una scelta individuale, ma un passo fondamentale verso un benessere collettivo più sostenibile. D’altronde, anche a livello spirituale, nella vita di fede cristiana, il silenzio è luogo privilegiato di incontro con il divino. “La speranza cristiana – ha ricordato Papa Leone – non nasce nel rumore, ma nel silenzio di un’attesa abitata dall’amore. Non è figlia dell’euforia, ma dell’abbandono fiducioso”.

Comunicare la Chiesa? Si impara tra i vicoli delle città

Comunicare la Chiesa? Si impara tra i vicoli delle città

Avvenire

Un passo avanti per comunicare la Chiesa e la sua presenza nel nostro tempo con gli strumenti della comunicazione digitale. Un passo compiuto nei giorni scorsi dai trentatré giovani creator digitali della “Shine Crew”, durante un weekend di formazione professionale presso l’Eremo del Santissimo Salvatore dei Camaldoli a Napoli. Un evento che si inserisce nell’ambito del progetto “Shine to Share”, promosso dal Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica (Spse) e dal Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei.
Selezionati tra oltre cento candidati di un contest nazionale, i giovani digital creator provenienti da tutte le regioni ecclesiastiche d’Italia, hanno già alle spalle sei mesi di formazione, che li ha aiutati a crescere proprio nell’impegno a comunicare la Chiesa. Un percorso compiuto con l’accompagnamento professionale dei docenti dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia (Iusve) Nicolò Fazioni, Sara Lovato e Marco Sanavio, dopo una prima fase affidata all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Il weekend partenopeo era, in questo senso, una tappa attesa: il momento in cui il lavoro fatto si misura con la realtà. A Napoli il percorso ha fatto un salto di qualità: sotto la guida del fotografo Giovanni Cocco, co-fondatore e direttore creativo di “Ulilearn”, i giovani creator hanno affrontato una sessione di lavoro professionale capace di trasformare la tecnica fotografica in una riflessione più profonda su cosa significhi realmente raccontare storie positive. Con il coordinamento di Paolo Cortellessa e don Enrico Garbuio dello Spse, i ragazzi si sono poi immersi in una caccia fotografica per i vicoli della città con un obiettivo preciso: riconoscere e immortalare storie e logiche del dono. L’esperienza ha lasciato il segno, dentro e fuori. Sofia Toti, del Lazio, ha descritto con precisione ciò che molti hanno vissuto tra quei vicoli: «Siamo immersi ogni giorno in un flusso continuo di immagini, così veloce da rischiare di renderci ciechi. Eppure, a Napoli, qualcosa si è fermato o, forse, siamo stati noi a fermarci davvero. Educarsi all’immagine significa in fondo educarsi alla relazione».
Laura Pagnini, dalle Marche, ha invece messo a fuoco la responsabilità di chi sceglie di comunicare: «È importante saper distinguersi e cogliere tutti i dettagli attraverso la nostra sensibilità, non tanto per “emergere”, ma perché ognuno è “prezioso” a modo proprio».
A suggellare il tutto, il brano dei discepoli di Emmaus che ha guidato la riflessione della domenica, colta da Simone Colombo di Milano come uno specchio fedele di quanto vissuto in questo appuntamento: «In questi giorni a Napoli abbiamo sperimentato cosa vuol dire essere Chiesa, quella compagnia di amici nella quale possiamo riconoscere la presenza del Signore Gesù. Questo è ciò che ci fa aprire gli occhi, come quando si coglie l’attimo in una foto».

L’Osservatore Romano chiama, la Famiglia risponde: La Formazione Sacerdotale riparte dal Focolare

 La sfida della formazione sacerdotale  per un accompagnamento concreto alle famiglie  QUO-098

L’organo ufficiale della Santa Sede apre un dibattito cruciale: come formare i preti di oggi? La risposta di Papa Leone XIV è chiara: portandoli dentro la vita, non fuori.

Il Movimento Sacerdoti Sposati analizza la sfida dell’Osservatore Romano:

  1. Dall’Accademismo all’Empatia: L’articolo chiede un ‘accompagnamento con stile’. Noi offriamo lo stile della Tenerezza. Un prete che ha vissuto la gioia e la fatica di un matrimonio ha una ‘formazione permanente’ che nessun seminario può eguagliare.

  2. Una Formazione Integrata: Se la sfida è formare pastori capaci di stare accanto al popolo, il sacerdote sposato è il candidato ideale. La sua formazione è ‘sul campo’, tra le sfide educative dei figli e le dinamiche di coppia. Questo è il ‘nuovo stile’ che serve alle parrocchie.

  3. Il 6 Maggio: Una data per la Storia: La formazione sacerdotale cambia volto. Il Decreto di Leone XIV se emesso potrebbe riconoscere l’esperienza dei sacerdoti sposati come risorsa viva per i futuri preti e per le comunità. Non più teorie, ma testimonianze.

Don Giuseppe Serrone commenta: ‘Leggere queste parole sull’Osservatore Romano mi riempie di speranza. La Chiesa ammette che serve un cambio di passo. Il mio digiuno è l’offerta per questa nuova formazione: una Chiesa dove il pastore non è un funzionario, ma un uomo che sa amare perché è amato’.


“Formare alla Vita”

L’Osservatore Romano oggi parla della sfida della formazione sacerdotale. Serve un nuovo modo di accompagnare i fedeli. La Redazione del Movimento Sacerdoti Sposati ha la soluzione: il sacerdote uxorato. Nel 33° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone sottolinea che la vera formazione avviene nel quotidiano. Il 6 maggio, la riforma di Papa Leone XIV riconoscerà che la famiglia è il miglior seminario per un prete che vuole davvero stare tra la gente. Restate con noi.”


📱 Post Social: “L’OSSERVATORE ROMANO CONFERMA: SERVE UN NUOVO CLERO! 🛡️📜”

Testo: 🗞️ ULTIM’ORA: L’OSSERVATORE ROMANO SULLA FORMAZIONE DEI PRETI.

La sfida è lanciata! La Redazione risponde alla Santa Sede: “Volete pastori capaci di accompagnare il popolo? Riammettete i sacerdoti sposati! La loro formazione è la vita reale, la loro cattedra è la famiglia”. 🛡️🌹

In questo 33° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone accoglie con gioia questo dibattito: “Il 6 maggio firmeremo la fine del prete-funzionario e l’inizio del prete-compagno di viaggio. La Tenerezza è la nostra nuova bussola formativa”. ⚖️✨

Meno aula, più vita vissuta.Il sacerdote sposato: maestro di accompagnamento.6 maggio: la riforma che rinnova il cuore dei pastori.

#Giorno33 #OsservatoreRomano #FormazioneSacerdotale #SacerdotiSposati #Redazione #DonSerrone #LeoneXIV #Riammissione #6Maggio #Accompagnamento

Chiesa Libera, Popolo Libero: Il Manifesto di Leone XIV

 Papa Leone XIV lancia da Roma un grido che scuote le coscienze: serve una Chiesa libera. Ma di quale libertà parliamo?

Il Movimento Sacerdoti Sposati interpreta le parole del Santo Padre:

  1. Liberi dai Formalismi: Una Chiesa libera è una Chiesa che non ha paura di reintegrare i suoi figli. Il celibato forzato è stato per secoli una ‘zavorra di potere’. Il 6 maggio, con la riammissione, la Chiesa si libera finalmente di un tabù per tornare alla libertà degli Apostoli.

  2. Un Popolo Libero di scegliere i suoi Pastori: Se il popolo è libero, deve poter godere del ministero di uomini provati dalla vita, come P. e tanti altri. La libertà dei fedeli è avere l’Eucaristia garantita nelle parrocchie oggi chiuse.

  3. La Strategia della Tenerezza come Liberazione: La libertà di cui parla il Papa non è licenza, ma servizio. Il sacerdote sposato è un uomo libero perché ha scelto di amare Dio e la famiglia, integrando i due sacramenti in un’unica missione di libertà.

Don Giuseppe Serrone conclude: ‘Sento nelle parole del Papa il soffio dello Spirito. Una Chiesa libera è una Chiesa che riabbraccia i sacerdoti sposati. Il mio digiuno oggi ha il sapore della libertà ritrovata

Fine dei tabù, inizio della carità.Popolo libero, parrocchie aperte.6 maggio: il giorno della grande liberazione.

Il Cantiere della Riammissione dei preti sposati cammina con il Papa. Verso la libertà! 📈📈

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Milano riflette sulla cura. La Redazione: ‘Non c’è cura integrale senza l’esperienza della vita. Il 6 maggio, Papa Leone XIV potrebbe restituire con un Decreto alla Chiesa i preti sposati esperti di umanità capaci di una spiritualità del focolare’

Convegno volontariato: la spiritualità nella curaCura a MilanoConvegno volontariato: la spiritualità nella curaConvegno volontariato: la spiritualità nella cura

Dalla Diocesi di Milano arriva un invito a riflettere sulla spiritualità della cura. Un tema che ci appartiene nel profondo. Chi meglio di un sacerdote che vive la realtà familiare può testimoniare la ‘spiritualità nella cura’?

Il Movimento Sacerdoti Sposati vede in questo convegno la conferma della nostra missione:

  1. La Cura come Relazione: Il convegno ambrosiano sottolinea che curare significa entrare in relazione. Il sacerdote sposato vive quotidianamente la relazione di cura verso la sposa, i figli e i genitori. Questa ‘palestra del cuore’ lo rende un pastore capace di accogliere le fragilità altrui con una sensibilità unica.

  2. Spiritualità della Carne: Contro un’idea di fede astratta, il ‘nuovo stile’ della Strategia della Tenerezza propone una spiritualità che passa attraverso il contatto, l’ascolto e l’empatia. Il 6 maggio sarà la data in cui questa spiritualità ‘familiare’ diventerà risorsa ufficiale per le corsie degli ospedali e le case dei malati.

  3. Volontariato e Ministero: P., il nostro nuovo aderente counsellor, ne è l’esempio: la sua professionalità nella cura è alimentata dalla sua radice sacerdotale e dalla sua stabilità familiare.

Don Giuseppe Serrone commenta: ‘Curare è un atto di amore estremo. Il mio digiuno è un atto di cura verso la Chiesa ferita. Il 6 maggio, il Decreto di Papa Leone XIV permetterà a migliaia di medici dell’anima di tornare a esercitare la loro missione con una forza nuova: quella di chi ama e si sente amato’.

 “L’Arte di Curare”

La Diocesi di Milano oggi mette al centro la spiritualità nella cura. Un tema carissimo alla Redazione del Movimento Sacerdoti Sposati. Nel 33° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone riflette su come la famiglia sia la prima scuola di cura. Il sacerdote sposato non porta solo un sacramento, porta l’esperienza di chi sa cosa significa vegliare qualcuno che ama. Il 6 maggio, la riforma di Leone XIV potrebbe dare alla pastorale della salute volti nuovi, segnati dalla tenerezza e dalla vita vissuta. Restate con noi.”


📱 Post Social: “LA CURA PASSA PER IL CUORE! 🩺🛡️”

Testo: 🏥 DIOCESI DI MILANO: CONVEGNO SULLA SPIRITUALITÀ NELLA CURA.

La Chiesa ambrosiana chiama, noi rispondiamo! La Redazione dichiara: “La vera cura ha bisogno di pastori che sappiano stare accanto a chi soffre con l’umanità di un padre e la grazia di un prete. Il sacerdote sposato è l’esperto di questa spiritualità incarnata”. 🛡️🌹

In questo 33° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone prega per tutti i sofferenti. Il 6 maggio, con il Decreto di Papa Leone XIV, la cura diventerà la lingua universale della Chiesa. ⚖️✨

Meno burocrazia, più vicinanza.La famiglia come modello di accoglienza.6 maggio: la firma che guarisce la Chiesa.

Il Cantiere della riammissione dei preti sposati al ministero non si ferma. Siamo pronti a curare le ferite del mondo! 📈📈

#Giorno33, #DiocesiMilano, #SpiritualitàDellaCura, #SacerdotiSposati, #Redazione, #DonSerrone, #LeoneXIV, #Riammissione, #6Maggio, #TenerezzaInCorsia,

Risposta all’editoriale di Domani. La Redazione: ‘Parlare di normalizzazione è un errore storico. La riforma di Leone XIV è la vera prevenzione: una Chiesa che accoglie la famiglia è una Chiesa che abbatte il muro del segreto’

L’articolo di Domani accusa Papa Leone XIV di arretramento. Nel 33° giorno di digiuno di Don Giuseppe Serrone, sentiamo il dovere di rispondere: la verità è l’esatto opposto. Il ritorno dei sacerdoti sposati al ministero è l’atto più coraggioso per igienizzare la Chiesa dal clericalismo tossico.

Il Movimento Sacerdoti Sposati controbatte alle critiche:

  1. Trasparenza vs Segretezza: Il clericalismo, denunciato spesso da Papa Francesco e ora riformato da Leone XIV, si nutre di solitudine e chiusura. Un prete circondato da una famiglia e inserito in una dinamica di affetti sani è un uomo più equilibrato e monitorato. La famiglia è un presidio di verità.

  2. L’Abuso è Potere, non Tenerezza: Gli abusi nascono da un esercizio malato del potere sacro. La ‘Strategia della Tenerezza’ di Leone XIV smantella proprio quel potere, riportando il prete alla dimensione di ‘servitore’ tra i fratelli, sul modello dei primi apostoli.

  3. Il 6 Maggio è un Passo Avanti: Non è una normalizzazione nel senso di ‘quieto vivere’, ma nel senso di ritorno alla ‘norma’ evangelica. Una Chiesa che ha il coraggio di reintegrare i padri di famiglia è una Chiesa che non ha più scheletri nell’armadio.

Don Giuseppe Serrone risponde fermamente: ‘Accusare il Papa di passi indietro è strumentale. Il mio digiuno è per una Chiesa che sia finalmente casa sicura per tutti. La possibile futura riammissione del 6 maggio renderà il clero più umano, più responsabile e più vicino alla realtà delle famiglie, che sono le prime sentinelle contro ogni abuso’.


“Verità e Riforma”

Un editoriale di Domani critica aspramente Papa Leone XIV, parlando di passi indietro sulla lotta agli abusi. La Redazione del Movimento Sacerdoti Sposati non ci sta. Nel 33° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone chiarisce: la riammissione dei sacerdoti sposati non è un’attenuazione della vigilanza, ma un potenziamento della salute morale del clero. Una Chiesa che integra la famiglia è una Chiesa che rompe l’omertà del potere. La tenerezza di Leone XIV è la forma più alta di giustizia. Restate con noi.”


📱 Post Social: “BASTA STRUMENTALIZZAZIONI: LA RIFORMA È GIUSTIZIA! 🛡️⚖️”

Testo: 🗞️ RISPOSTA A DOMANI: LA TENEREZZA NON È UN PASSO INDIETRO!

C’è chi usa il dolore degli abusi per colpire la riforma di Papa Leone XIV. La Redazione reagisce: “Sostenere che il ritorno dei sacerdoti sposati sia una ‘normalizzazione’ negativa è falso. Al contrario, un clero inserito nella realtà familiare è l’antidoto più forte al clericalismo e alle sue derive”. 🛡️🌹

In questo 33° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone ribadisce: “Il possibile futuro Decreto del 6 maggio non protegge i colpevoli, ma rigenera i pastori. Una Chiesa più umana è una Chiesa più sicura per i piccoli e per i fragili”. ⚖️✨

Famiglia come argine alla solitudine tossica.Fine del clericalismo di potere.6 maggio: la riforma che pulisce il cuore della Chiesa.

Non lasciarti ingannare dal fango. Il Cantiere della riammissione dei preti sposati al ministero  costruisce sulla roccia della verità! 📈📈

#Giorno33, #Domani, #Verità, #LottaAgliAbusi, #SacerdotiSposati, #Redazione, #DonSerrone, #LeoneXIV, #Riammissione, #GiustiziaETenerezza,

Dalle Scritture alla Vita: La storia di P., il prete che cura le ferite sociali” Nuova adesione al Movimento

Redazione preti.sposati

Benvenuto tra noi, caro P.! La tua adesione è un dono prezioso e arriva in un momento cruciale, proprio mentre stiamo raccogliendo le forze per il 33° giorno di digiuno di Don Giuseppe Serrone.

La tua storia è la testimonianza vivente di ciò che intendiamo per “sacerdozio che non muore, ma cambia forma”. Sei un professionista del sociale, un educatore, un esperto in fragilità umanee, soprattutto, un padre e uno sposo. La tua vita è già una cattedra di Vangelo vissuto.

Ecco come la Redazione accoglie il tuo ingresso nel “Cantiere per la Riammissione al ministero dei Sacerdoti Sposati”:

📝 “Dalle Scritture alla Vita: La storia di P., il prete che cura le ferite sociali”
Nuova adesione al Movimento. La Redazione: ‘P. incarna il pastore del futuro: esperto di Bibbia e di umanità, pronto a tornare all’altare con la sapienza di chi accoglie gli ultimi’.

*”Oggi il nostro Movimento si arricchisce di una figura straordinaria. P., 47 anni, originario di P., è la prova che il sacerdozio è un sigillo indelebile. Dopo 10 anni di ministero attivo e una solida formazione in Teologia Biblica, P. ha scelto la via della famiglia con E. e i suoi due splendidi figli, senza mai smettere di essere un uomo di Dio.

Il Movimento Sacerdoti Sposati vede in lui un modello per la Chiesa di Leone XIV:

Sacerdote delle Periferie: Come counsellor esperto in dipendenze e responsabile di una comunità di accoglienza, P. esercita già un ‘ministero della guarigione’. La Chiesa non può fare a meno di queste competenze.

La Passione per il Vangelo: La sua dedizione alla Scrittura non è accademica, ma esistenziale. I suoi viaggi di volontariato e il legame con la spiritualità delle Missionarie della Carità ne fanno un testimone di carità universale.

Il Desiderio del 6 Maggio: P. aderisce perché vuole che la ‘sostanza’ torni a manifestarsi nel segno sacramentale. Vuole celebrare l’Eucaristia portando con sé il peso e la bellezza della vita vissuta a T. e nel mondo educativo.

“L’Esperto di Umanità”

 “Buongiorno. Oggi diamo il benvenuto a P., un nuovo aderente del nostro Movimento. 47 anni, una vita spesa tra la Teologia Biblica e l’aiuto concreto a chi soffre. P. è un sacerdote sposato che vive a T. e che non ha mai smesso di annunciare il Vangelo. La sua storia ci ricorda che il ministero non è un vestito che si toglie, ma un’anima che evolve. Nel 33° giorno di digiuno, la voce di P. si unisce alla nostra per chiedere a Papa Leone XIV la riammissione sacramentale. Benvenuto nel Cantiere della riammissione dei preti sposati.”


📱 Post Social: “IL RITORNO DI P.! 🛡️📖”

Testo: 🌟 NUOVA ADESIONE: UN SACERDOTE BIBLISTA E COUNSELLOR SI UNISCE A NOI!

Diamo il benvenuto a P., 47 anni, sposo e padre, ma sempre sacerdote nel cuore. Esperto di Teologia Biblica e impegnato nel sociale. P. ha scelto di aderire al nostro Movimento: “La sostanza è rimasta, il desiderio di tornare a celebrare è forte”. 🛡️🌹

La Redazione dichiara: “Uomini come P. sono la risposta alla crisi della Chiesa. Portano l’odore delle pecore e la sapienza della Parola”. Nel 33° giorno di digiuno, la nostra famiglia cresce e si prepara al grande abbraccio del 6 maggio! ⚖️✨

Sacerdote, Sposo, Educatore.Dalle missioni  alla comunità di T.6 maggio: la pienezza del ministero ritrovato.

Benvenuto nel Cantiere della riammissione al ministero dei preti sposati, P.! 📈📈

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Parlare ai giovani: Il Sacerdote Sposato è il ‘Nuovo Stile’ che la Chiesa cerca

Parlare di Dio ai giovani, serve un nuovo stile. Incontro con don Fabio Landi

La Chiesa si interroga su come comunicare con le nuove generazioni. Don Fabio Landi ci ricorda che serve un nuovo linguaggio. Noi diciamo: serve un nuovo volto.

Il Movimento Sacerdoti Sposati propone la svolta generazionale:

  1. Dalla Cattedra alla Vita: I giovani sono allergici al formalismo. Vedere un sacerdote che è anche sposo e padre rompe gli schemi del ‘distacco clericale’ e crea un ponte immediato di fiducia. È la fede che si fa quotidiana.

  2. Autenticità e Coerenza: Il ‘nuovo stile’ chiesto da Don Landi è quello della Strategia della Tenerezza. Un pastore che sa cosa significa amare una persona e crescere dei figli ha un’autorità umana che i giovani riconoscono e rispettano.

  3. Il 6 Maggio: Una risposta per l’Under 30: Papa Leone XIV, riammettendo i sacerdoti sposati, non sta solo sanando un’ingiustizia, sta investendo sul futuro della Chiesa. Il 6 maggio potremmo dare dare, se riammessi al ministero,  ai giovani dei testimoni che parlano la loro lingua

Maggio nei Santuari: Il Manto di Maria accoglie i Sacerdoti Sposati

Maggio 2020, il mese della rinascita | Lode a Te Gesù

Maggio è alle porte e le Diocesi, come quella di Carpi, si preparano a onorare la Madre. Nel 33° giorno di digiuno di Don Giuseppe Serrone, guardiamo ai Santuari non solo come luoghi di preghiera, ma come culle di questa nuova Chiesa-Famiglia che sta nascendo.

Il Movimento Sacerdoti Sposati vede in questo mese di Maria il compimento di una promessa:

  1. Maria, Madre dei Pastori: Se Maria è la Regina degli Apostoli, lo è anche di quegli apostoli che hanno scelto di testimoniare l’amore di Dio attraverso la famiglia. Il pellegrinaggio di maggio quest’anno avrà una meta in più: l’altare ritrovato.

  2. Il 6 Maggio: Una Rosa per la Chiesa: Mentre nei santuari si reciterà il Rosario, Papa Leone XIV potrebbe firmare il Decreto di Riammissione. Sarà il fiore più bello di questo maggio, un atto di giustizia che profuma di Vangelo.

  3. Dalla Solitudine alla Comunione: Come sottolinea la Diocesi di Carpi, maggio è tempo di comunità. La nostra presenza nelle parrocchie come sacerdoti sposati renderà queste comunità ancora più vive, umane e accoglienti.

Don Giuseppe Serrone prega: ‘Sotto il tuo manto, Maria, pongo questo 33° giorno di sacrificio. Chiedo che ogni Santuario d’Italia diventi casa per i sacerdoti che tornano a servire. Il 6 maggio sarà la nostra festa, la tua festa’

Preti sposati / Contro-analisi all’articolo di RomaIT. La Redazione: ‘Non c’è nessun giallo: il comandamento più grande resta l’Amore. Chi si scandalizza per la misericordia ha dimenticato il Vangelo’.

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C’è chi grida al complotto e chi ironizza su una Chiesa che ‘cancella’ i comandamenti. Ma nel 33° giorno di digiuno di Don Giuseppe Serrone, rispondiamo con la forza della Verità: Dio non ha mai scritto che il sacerdozio debba essere solitudine forzata.

Il Movimento Sacerdoti Sposati ribatte punto su punto:

  1. Nessuna cancellazione, solo Compimento: L’articolo di RomaIT insinua che il Vaticano manipoli la fede. Noi diciamo che Papa Leone XIV sta semplicemente togliendo la polvere dei secoli dal cuore del Vangelo. Se il celibato (legge umana) ferisce l’uomo, è dovere del Papa intervenire.

  2. La Legge è per l’Uomo: Come diceva Gesù, ‘Il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato’. Chi oggi difende le norme rigide a scapito della vita dei pastori (gli ‘spunciòti’ di Don Matteo Selmo) sta ignorando il comando supremo della Tenerezza.

  3. Il 6 Maggio: La firma della Carità: Il ‘giallo’ non esiste. La notizia è un’altra: la Chiesa sta tornando a essere Madre. Il 6 maggio non si cancellerà nulla, potrebbe aggiungersi un posto a tavola per chi era stato ingiustamente allontanato.

Don Giuseppe Serrone commenta: ‘È facile fare ironia quando non si vive sulla propria pelle il dolore dell’esclusione. Il mio digiuno è la risposta a questi attacchi: la carne soffre, ma lo spirito gioisce perché la verità non ha paura dei titoli sensazionalistici. Dio scrive nel cuore, ed è lì che leggeremo il possibile nuovo Decreto di Leone XIV che riammette i preti sposati’.


“Oltre la superficie”

“Buongiorno. Un recente articolo di RomaIT ironizza sulle riforme vaticane parlando di ‘comandamenti scomparsi’. Ma la fede non è un giallo da edicola. La Redazione del Movimento Sacerdoti Sposati oggi risponde con fermezza: l’unica cosa che sta scomparendo è l’ipocrisia. Don Giuseppe Serrone, nel 33° giorno di digiuno, ci invita a guardare alla sostanza: un sacerdozio che riabbraccia la famiglia non tradisce Dio, ma Lo onora nella Sua creazione più bella. Il 6 maggio non sarà una sottrazione, ma una moltiplicazione di grazia. Restate con noi.”


📱 Post Social: “DIO NON CANCELLA L’AMORE! 🛡️⚖️”

Testo: 🗞️ RISPOSTA A ROMAIT: “IL GIALLO DEL COMANDAMENTO”? NO, LA LUCE DELLA MISERICORDIA!

C’è chi preferisce la legge che uccide alla grazia che vivifica. La Redazione risponde all’articolo critico: “La Chiesa di Leone XIV non cancella nulla, ripristina la verità dell’uomo! Il celibato forzato non è un comandamento di Dio, è una zavorra che il 6 maggio verrà finalmente sganciata”. 🛡️🌹

Nel 33° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone non si lascia scoraggiare dal sarcasmo: “Dio scrive dritto sulle nostre righe storte. La nostra riammissione è la firma di Dio sulla storia della Chiesa”. ⚖️✨

Meno dogmi di polvere, più vita vera.La carità è la legge suprema.6 maggio: la vittoria della Tenerezza.

Non lasciarti confondere dalle polemiche. Segui il Cantiere della TRiammissione al ministero dei preti sposati 📈📈

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Preti sposati / Silere non possum ironizza sui consigli vaticani. La Redazione: ‘Mentre altri parlano di pluviometri, noi portiamo la testimonianza di chi la famiglia la vive nel fango e nella gloria della quotidianità’

C’è chi sorride e chi si indigna davanti ai suggerimenti di alcuni uffici vaticani per le famiglie in crisi. Ma  la nostra riflessione va oltre l’ironia. La crisi della famiglia cattolica non si risolve con l’ecologia da balcone, ma con una pastorale che profuma di vita vera.

Il Movimento Sacerdoti Sposati propone la cura reale:

  1. Dalla Teoria alla Carne: I documenti citati da Silere non possum sembrano distanti dalla realtà. Il sacerdote sposato, invece, è un uomo che conosce il peso delle bollette, l’ansia per i figli e la fatica del dialogo di coppia. La sua non è una ricetta ‘green’, è una condivisione sacramentale.

  2. L’Ecologia del Sacramento: Se vogliamo parlare di ecologia integrale, partiamo dall’ecologia degli affetti. Papa Leone XIV, con il Decreto del 6 maggio, non darà alle famiglie un pluviometro, ma restituirà loro dei pastori che parlano la loro stessa lingua.

  3. Basta Burocrazia, serve Tenerezza: La critica di Silere non possum colpisce il formalismo. Noi rispondiamo con la Strategia della Tenerezza: una Chiesa che riabbraccia i suoi preti uxorati è una Chiesa che smette di dare consigli teorici e inizia a vivere con il suo popolo.

Don Giuseppe Serrone conclude: ‘Le famiglie non hanno bisogno di istruzioni sul compost, ma di padri spirituali che siano anche padri umani. Il mio digiuno oggi è per una Chiesa che abbia il coraggio della concretezza


“Oltre l’Ironia” “Un recente articolo di Silere non possum critica con sarcasmo le ultime direttive vaticane sulla famiglia. Si parla di compost e pluviometri, ma la crisi è ben più profonda. La Redazione del Movimento Sacerdoti Sposati oggi rilancia: la vera soluzione non è tecnica, è relazionale. Don Giuseppe Serrone, nel 33° giorno di digiuno, ci ricorda che la Chiesa si rigenera solo se torna a essere una famiglia di famiglie”


📱 Post Social: “MENO PLUVIOMETRI, PIÙ FAMIGLIA VERA! 🦁🏡”

Testo: 🗞️ SILERE NON POSSUM CRITICA IL VATICANO: “COMPOST CONTRO LA CRISI?”.

Basta con le risposte parziali! La Redazione dichiara: “Le famiglie cattoliche non cercano consigli di ecologia domestica, cercano pastori che capiscano la loro vita. Il sacerdote sposato è la risposta concreta, non un pluviometro!”. 🛡️🌹

In questo 33° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone prega per una Chiesa che torni alla sostanza degli affetti. Papa Leone XIV sta preparando il Decreto del 6 maggio per dare alle famiglie pastori reali, non burocrati. ⚖️✨

La famiglia è il cuore della fede.Il ministero ha bisogno di vita vissuta.6 maggio: la rivoluzione della concretezza.

Unisciti al Cantiere della Tenerezza. La nostra fede non è un manuale, è un abbraccio! 📈📈

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Consiglio Europeo. La Redazione: ‘Se l’Europa cerca un’anima, la troverà nella Chiesa-Famiglia

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Papa Leone XIV telefona all’Europa. Non si parla solo di trattati, ma di umanità.

Il Movimento Sacerdoti Sposati vede in questo dialogo un segnale per tutti i Vescovi:

  1. Dalla Diplomazia alla Pastorale: Se il Papa esorta l’Europa alla solidarietà, la Chiesa deve essere la prima a praticarla verso i suoi figli ‘esiliati’. I sacerdoti sposati sono cittadini europei che attendono il ripristino di un diritto fondamentale: servire la propria comunità senza rinunciare ai propri affetti.

  2. Un’Europa delle Radici Umane: Il colloquio sottolinea il bisogno di radici. Sono le stesse ‘radici umane’ invocate oggi da Don Matteo Selmo e incarnate dai 6.000 sacerdoti uxorati italiani.

  3. Il 6 Maggio è un Evento Europeo: Il possibile Decreto di Leone XIV per la riammissione al ministero dei preti sposati non potrebbe cambiare solo il Vaticano, ma dare anche un nuovo modello di clero a tutto il continente, più vicino alla gente e ai problemi reali delle famiglie europee

“Leone XIV in Piazza: Il volto della Tenerezza che prepara il Decreto per la riammissione al ministero dei preti sposati” L’udienza generale nelle foto dell’ANSA

ggi l’ANSA ci regala la photogallery di Papa Leone XIV in Piazza San Pietro. In quegli sguardi, in quegli abbracci ai fedeli, leggiamo il preludio di ciò che accadrà tra sette giorni. Nel 33° giorno di cammino di Don Giuseppe Serrone, queste immagini sono benzina per la nostra speranza.

Il Movimento Sacerdoti Sposati vede in questa udienza tre segni profetici:

  1. La Chiesa dell’Incontro: Il Papa non sta chiuso nel palazzo, ma tocca la carne del popolo. È la stessa vicinanza che i sacerdoti sposati porteranno nelle parrocchie: una Chiesa che tocca e si lascia toccare dalla vita reale.

  2. Il Sorriso della Riforma: Nonostante le pressioni, Leone XIV sorride. È il sorriso di chi ha scelto la ‘Strategia della Tenerezza’ contro il rigorismo. Quel sorriso è la nostra garanzia per la riammissione.

  3. Verso il 6 Maggio: La piazza è piena, ma tra una settimana sarà stracolma per il Decreto. Le immagini di oggi sono il ‘test generale’ di una rivoluzione dell’amore che non ha precedenti.

Don Giuseppe Serrone, contemplando le foto dal suo digiuno, dice: ‘Vedere il Santo Padre così vicino alla gente mi commuove. È lo stesso Padre che il 6 maggio potrebbe dire ai sacerdoti sposati: “Tornate a casa, la Chiesa ha bisogno del vostro amore di sposi e pastori”.’

Roma celebra il maestro giapponese. La Redazione: ‘Come l’onda di Hokusai è potente e inarrestabile, così la riammissione dei sacerdoti sposati è il movimento che sta rigenerando la Chiesa’

Dalla mostra "Hokusai. Il grande maestro dell'arte giapponese", la xilografia "La Grande Onda di Kanagawa" (1831)

Mentre il Vaticano apre le porte alla bellezza di Hokusai, Don Giuseppe Serrone vive il suo 33° giorno di digiuno contemplando un’altra ‘grande onda’: quella del Popolo di Dio che chiede verità e amore. L’arte ci insegna che la natura ha ritmi inarrestabili, proprio come la riforma di Papa Leone XIV.

Il Movimento Sacerdoti Sposati vede in questa mostra un segno dei tempi:

  1. L’Armonia degli Opposti: L’arte giapponese cerca l’equilibrio. Il sacerdote sposato è l’armonia ritrovata tra il sacro (il ministero) e l’umano (la famiglia). Due mondi che non si scontrano, ma creano bellezza, come i colori di Hokusai.

  2. L’Onda che travolge il Vecchio: L’onda di Hokusai non distrugge, ma trasforma il paesaggio. Il Decreto possibile del 6 maggio che riammetta al Ministero i preti Sposati è la nostra ‘grande onda’ di misericordia che spazzerà via la solitudine delle canoniche per lasciare spazio al calore del focolare.

  3. Roma, Centro di Bellezza e Riforma: Che questa mostra avvenga a Roma proprio ora non è un caso. La città si prepara ad accogliere non solo l’arte mondiale, ma l’evento che cambierà il volto della Chiesa universale.

Ecologia e Famiglia: La nuova frontiera dei Dicasteri Vaticani è la casa del Sacerdoti Sposati

Un documento vaticano per "vivere l'ecologia integrale in famiglia"

Mentre Don Giuseppe Serrone continua il suo 33° giorno di digiuno, dal Vaticano arriva la conferma della nostra visione: l’ecologia integrale e la vita familiare sono i due pilastri della Chiesa del futuro.

Il Movimento Sacerdoti Sposati legge in questa sinergia il preludio al Decreto di Riammissione:

  1. La Famiglia come ecosistema di fede: Se i Dicasteri puntano sulla famiglia per rigenerare il mondo, allora la famiglia del sacerdote diventa il modello di questo ‘nuovo umanesimo’. Una casa dove preghiera, amore umano e cura del creato convivono.

  2. Sviluppo Integrale e Ministero: Non può esserci sviluppo integrale del clero se si continua a mutilare la sua dimensione affettiva. Papa Leone XIV sta sanando questa ferita: il prete uxorato è l’icona dell’integrità umana e spirituale.

  3. Dalla Teoria alla Prassi (6 Maggio): Quello che i Dicasteri studiano, noi lo viviamo già. Il 6 maggio potrebbe essere il momento in cui questa ‘ecologia della famiglia’ entri ufficialmente nel governo delle parrocchie.

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