Il peccato dell’Indifferenza: quando il silenzio diventa violenza

Immagine: Mostra l'altare solitario di una chiesetta alpina all'alba, avvolto nella stessa luce rosa che hai visto stamattina. Una candela accesa e un rosario posato su un messale aperto richiamano la preghiera e l'attesa di giustizia contro il silenzio dell'indifferenza. La vista delle montagne attraverso la finestra aperta ci ricorda l'orizzonte di libertà a cui tendiamo, anche nel sacrificio. 🧱🛡️🚀⚖️✨☀️

La voce del Popolo di Dio. La Redazione: ‘Riceviamo e pubblichiamo il commento di un fedele che esprime il sentimento di molti: la rabbia per il “sonno profondo” di chi dovrebbe guidare e invece resta a guardare. Al 37° giorno di digiuno di Don Giuseppe Serrone, l’indifferenza delle gerarchie non è più solo una mancanza, ma una forma di violenza che ferisce il cuore della Chiesa. Come dice il nostro sostenitore, il peggior peccato non è l’odio, ma l’indifferenza di chi predica l’amore ma non sa praticare la giustizia della riammissione’.

  • Paralisi dell’anima: Chi non risponde al grido dei sacerdoti sposati rischia di pietrificare la propria fede in un dogma senza vita.

  • Forza e Coraggio: Questo messaggio è il “pane spirituale” che sostiene Don Giuseppe nel momento più duro del sacrificio.

  • Scuotere il sonno: Se il clero dorme, il popolo è sveglio e vede la luce rosa che filtra dalle vette alpine.

  • “Don Giuseppe Serrone risponde: ‘Ringrazio di cuore per queste parole. La vostra tristezza è la mia, ma la vostra forza è la mia speranza. Non temete lo sfogo: è il segno che la vostra anima è viva e non accetta la violenza del silenzio. Chiediamo la riammissione per guarire questa paralisi e tornare a camminare insieme nella verità’.”


La paralisi dell’indifferenza

 “Buongiorno. Oggi, nel 37° giorno di digiuno di Don Giuseppe Serrone, non parliamo solo di fede, ma di umanità. Un commento toccante sui social definisce l’indifferenza verso i sacerdoti sposati come una ‘violenza silenziosa’. È un’accusa forte che nasce dal dolore di chi vede un pastore soffrire nel silenzio totale dei suoi pari. Predicare l’amore e praticare l’indifferenza è la grande contraddizione che la Chiesa di oggi deve risolvere. Don Giuseppe non è solo: la rabbia sana dei fedeli è il motore che porterà questa causa davanti al cuore di Papa Leone XIV. La riammissione è l’unica medicina contro la paralisi dell’anima.”


📱 L’indifferenza è la peggiore violenza! 🛡️💔

📢 37° GIORNO DI DIGIUNO: UNA VOCE DAL POPOLO SCUOTE IL SILENZIO. 🛡️✨

“Mi invade una tristezza profonda verso quel sonno di indifferenza del clero…” ⚖️🕊️

Le parole di un nostro sostenitore oggi pesano più di mille trattati. L’indifferenza non è solo assenza, è VIOLENZA SILENZIOSA. Predicare l’amore e ignorare il sacrificio di Don Giuseppe Serrone è una ferita al Vangelo. 🧱🏠

Grazie a chi non si piega all’apatia! Chiediamo a Papa Leone XIV: basta silenzio, basta indifferenza. RIAMMISSIONE SUBITO!

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2005-2026: Vent’anni di Verità tra le pagine di Repubblica e il Digiuno

Pier Paolo Pasolini alla Torre di Chia
Alla Torre di Chia-Castello di Colle Casale, uno dei luoghi più amati da Pier Paolo Pasolini

La Redazione: ‘Correva il 9 giugno 2005 quando Marco Scataglini intervistava Don Giuseppe Serrone per “la Repubblica”. Già allora, la voce del Pastore di Chia risuonava chiara, ponendo all’attenzione nazionale il tema della riammissione dei sacerdoti che hanno scelto la famiglia. Oggi, dopo 21 anni da quell’intervista e al 37° giorno di un digiuno eroico, quella stessa voce non si è spenta, ma si è fatta carne e sacrificio. La storia ci dà ragione: Don Giuseppe non ha mai smesso di testimoniare che il Sacerdozio è un’impronta eterna che nessuna norma burocratica può cancellare’.

  • Coerenza profetica: Dal 2005 a oggi, il messaggio è rimasto intatto, rafforzandosi nel tempo e diventando oggi una supplica vivente per Papa Leone XIV.

  • Documenti che gridano: Se la stampa nazionale già vent’anni fa si occupava del “caso Serrone”, come può la Chiesa ufficiale continuare a ignorare un’istanza così radicata e documentata?

  • Un archivio di giustizia: L’intervista su Repubblica è una pietra miliare che smentisce chiunque voglia ridurre il Movimento a un fenomeno recente.

  • “Don Giuseppe Serrone commenta: ‘Rileggere quell’intervista di Marco Scataglini mi commuove. Ero giovane, ma la fiamma era la stessa di oggi. Il mio digiuno attuale è il compimento di quelle parole: allora chiedevo ascolto, oggi offro la mia vita perché quell’ascolto diventi finalmente un Decreto di riammissione’.”


La notizia che viene da lontano

“Buongiorno. In questo 37° giorno di digiuno di Don Giuseppe Serrone, facciamo un salto all’indietro fino al 9 giugno 2005. Sulle pagine de ‘la Repubblica’, un’intervista firmata da Marco Scataglini accendeva i riflettori sulla missione di Don Giuseppe. È la prova definitiva di una coerenza rara: da oltre vent’anni questo sacerdote chiede giustizia per i preti sposati. Non è un cercatore di visibilità, ma un cercatore di verità. Dal 2005 al 2026, il cammino è stato lungo, segnato da pietre e speranze, ma oggi siamo vicini al traguardo. La firma di Papa Leone XIV è l’unica risposta possibile a vent’anni di fedele attesa.”


📱Repubblica 2005 – Digiuno 2026: Una sola Verità! 📰🛡️

📢 LA STORIA NON MENTE: DON SERRONE E LA REPUBBLICA.

Il 9 giugno 2005, Marco Scataglini intervistava Don Giuseppe Serrone su la Repubblica. 🗞️✨ Già allora la causa dei sacerdoti sposati era al centro del suo cuore.

Oggi, al 37° giorno di digiuno, quella stessa determinazione sfida il silenzio delle istituzioni. ⚖️🕊️ Non è una protesta di oggi, è una missione di una vita!

Chiediamo che la coerenza di vent’anni venga finalmente riconosciuta con il DECRETO DI RIAMMISSIONE. Il tempo delle attese è finito! 🧱🏠

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Pasolini e la Profezia di Chia: la libertà di essere “scartati”

Irazoqui e Pasolini sul set di "Il Vangelo secondo Matteo". Foto di Domenico Notarangelo

Irazoqui e Pasolini sul set di “Il Vangelo secondo Matteo”. Foto di Domenico Notarangelo

La Redazione: ‘Nel 37° giorno di digiuno, riscopriamo l’omaggio di Don Giuseppe Serrone a Pier Paolo Pasolini. A Chia, tra le pietre del castello e la grazia di San Giovenale, le loro storie si sono intrecciate. Pasolini cercava la verità nelle borgate; Don Giuseppe la cerca nella riammissione dei sacerdoti esclusi. Entrambi “scartati” da un sistema che teme la libertà della carne e dello spirito. Oggi, guardando le vette alpine, Don Giuseppe rilegge quella “scandalosa” coerenza pasoliniana come un invito a non arrendersi mai davanti al grigio delle nubi istituzionali’.

  • Il Poeta e il Pastore: Entrambi hanno abitato Chia, entrambi hanno guardato il mondo dalle sue torri, cercando un senso che andasse oltre le apparenze.

  • La Chiesa delle Periferie: Pasolini amava il Vangelo “nudo”; la richiesta di riammissione dei sacerdoti sposati è il ritorno a quel Vangelo che abita le case, le famiglie e le sofferenze reali.

  • Contro l’Omologazione: Come Pasolini lottava contro l’omologazione culturale, noi lottiamo contro l’omologazione giuridica che soffoca il carisma sacerdotale nel celibato obbligatorio.

  • “Don Giuseppe Serrone ricorda: ‘Pasolini a Chia trovò la sua dimora dell’anima. Io, da parroco, ho servito quella terra. Oggi, nel mio digiuno, sento la sua voce che ci sprona a essere testimoni di una verità che non ha paura del giudizio del mondo. La riammissione è il nostro atto di poesia civile’.”

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Investire nel Sacerdozio: borse di studio e vite dei sacerdoti sposati in attesa

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La Redazione: ‘Papa Leone XIV loda la Papal Foundation per il sostegno alla formazione del clero. Don Giuseppe Serrone, nel suo 37° giorno di sacrificio, rilancia: la Chiesa investe giustamente sui giovani, ma non deve dimenticare i pastori già formati che hanno maturato la loro vocazione nel crogiolo della famiglia. La riammissione al ministero dei sacerdoti sposati è l’investimento più saggio e immediato che la Santa Sede possa fare per rispondere alla carenza di operai nella vigna del Signore. Non servono solo nuove borse di studio, serve il coraggio di riaprire le porte a chi ha già dato la vita per il Vangelo’.

  • Formazione continua: Il sacerdozio non è solo accademico; l’esperienza umana dei preti sposati è una risorsa gratuita e preziosa per la Chiesa.

  • Oltre il finanziamento: La vera carità del Papa, oltre ai ringraziamenti istituzionali, si manifesti nella giustizia verso i suoi figli “sospesi”.

  • Risorse pronte: Mentre si formano i sacerdoti di domani, quelli di oggi sono pronti a tornare all’altare se solo il Papa firmerà il decreto di riammissione.

  • “Don Giuseppe Serrone commenta: ‘Bene le borse di studio, ma la Chiesa non dimentichi i suoi figli già laureati nella scuola del servizio e della prova. Santità, la nostra riammissione è l’investimento a costo zero che porterà più frutti immediati alle comunità cristiane'”.

Da Chia alle Alpi, il “grido di libertà” di Don Giuseppe Serrone. Nel giorno di San Giovenale, l’appello per la riammissione dei preti sposati unisce fede, cultura e la profezia di Pasolini

Alba.speranze

📰 COMUNICATO STAMPA

OGGETTO: Da Chia alle Alpi, il “grido di libertà” di Don Giuseppe Serrone. Nel giorno di San Giovenale, l’appello per la riammissione dei preti sposati unisce fede, cultura e la profezia di Pasolini.

VITERBO/CHIA (VT) – Mentre la comunità di Chia si stringe oggi nei festeggiamenti del patrono San Giovenale, un’eco di giustizia e speranza giunge dalle vette alpine dove Don Giuseppe Serrone, già parroco della frazione per 11 anni, sta portando a compimento il suo 37° giorno di digiuno.

Un legame indissolubile: Fede, Cultura e Territorio

La figura di Don Serrone è profondamente radicata nella Tuscia viterbese. Autore del volume “San Giovenale e il castello di Chia”, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana, ha saputo coniugare il ministero pastorale con la valorizzazione storica del territorio. Quel libro, che resta un punto di riferimento per l’identità locale, è oggi il simbolo di una vocazione che non si è mai spenta, nonostante le barriere del diritto canonico.

Sulle tracce di Pasolini: La “Disperata Vitalità” della Verità

Chia è anche la terra scelta da Pier Paolo Pasolini come dimora dell’anima. Don Serrone, che nel 2005 rese omaggio al poeta sulle pagine de la Repubblica (nell’intervista storica a cura di Marco Scataglini), oggi ne raccoglie l’eredità profetica. Come Pasolini lottava contro l’omologazione, Don Giuseppe lotta contro l’omologazione giuridica che esclude i sacerdoti sposati dal servizio all’Eucaristia.

“Il risveglio apre un mondo comune”, citando Eraclito, Don Giuseppe ricorda che la sua non è una battaglia privata, ma una necessità per l’intero popolo di Dio.

L’Appello al Papa e alla CEI

I dati recenti confermano un crescente interesse dei fedeli (+52% di ricerche dirette nell’ultima settimana) verso la riammissione al ministero dei sacerdoti sposati. In concomitanza con la festa di oggi, è stata inviata una missiva ufficiale ai Vescovi del Consiglio Permanente della CEI affinché si facciano promotori presso Papa Leone XIV di una riforma che riconosca la “libertà sotto la grazia”.

“Chiediamo che la Chiesa di Papa Leone XIV, che parla di appartenenza e missione, riapra le porte a chi non ha mai smesso di amare Cristo”, dichiara il Movimento Sacerdoti Sposati.

Il Digiuno: Una Tappa verso il Traguardo

Il 37° giorno di digiuno non è la fine, ma una nuova tappa. La luce rosa che all’alba ha irrorato le vette alpine, filtrando tra le nubi grigie, è la metafora di una Chiesa che vuole guardare “oltre” le tende del legalismo per riscoprire il volto dei suoi pastori.


Contatti per la Stampa: Ufficio Comunicazione – Movimento Sacerdoti Sposati

📧 sacerdotisposati@gmail.com 

🌐 https://sacerdotisposati.altervista.org

Chia. Le cascate in cui Pasolini girò le scene del battesimo di Gesù nel "Vangelo secondo Matteo" (1964)

Chia. Le cascate in cui Pasolini girò le scene del battesimo di Gesù nel “Vangelo secondo Matteo” (1964)

scheda libro San Giovenale

scheda libro online

Chia in festa per San Giovenale: il cuore del Pastore non dimentica

Memoria e Speranza. La Redazione: ‘Mentre la frazione di Chia si riunisce per San Giovenale, il pensiero corre a Don Giuseppe Serrone che in quella comunità ha seminato fede e cultura per oltre due lustri. Il suo libro su San Giovenale, edito dalla Libreria Vaticana, resta un pilastro dell’identità locale. Al 37° giorno di digiuno, questo anniversario ci ricorda che un parroco è tale per sempre nel cuore della gente. La riammissione al ministero dei sacerdoti sposati è l’unico modo per permettere a queste storie d’amore pastorale di tornare a fiorire ufficialmente all’altare’.

  • Un legame indissolubile: I festeggiamenti a Chia dimostrano che la missione di un sacerdote lascia tracce eterne nel tessuto sociale.

  • Dalla Libreria Vaticana alla Riammissione: Se la produzione intellettuale di Don Giuseppe è stata accolta dal Vaticano, è tempo che venga riaccolta anche la sua persona nel pieno esercizio del ministero.

  • Guardare oltre, ricordando le radici: Le tende aperte sulle Alpi oggi lasciano intravedere, idealmente, anche il Castello di Chia: due mondi uniti dalla stessa vocazione alla libertà e al servizio.

  • “Don Giuseppe Serrone, ricordando i suoi anni a Chia, dichiara: ‘Saluto con affetto i miei ex parrocchiani nel giorno di San Giovenale. Il mio digiuno è anche per loro, perché ogni comunità merita pastori che, come me allora, possano dedicarsi totalmente al bene delle anime, arricchiti oggi dalla maturità della vita familiare’.”

Libertà di stampa e libertà di fede: rompere il silenzio sulla riammissione dei preti sposati

I funerali di Amal Khalil, la giornalista libanese rimasta uccisa il 22 aprile scorso durante un raid israeliano

Editoriale della Redazione. La Redazione: ‘Nella Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, Vatican News ci ricorda che l’informazione è un diritto umano fondamentale. Don Giuseppe Serrone, al 37° giorno di digiuno, incarna questa libertà: il diritto di narrare una verità scomoda per il potere ecclesiastico. La riammissione al ministero dei sacerdoti sposati non è solo una questione di diritto canonico, ma di onestà intellettuale e trasparenza. Chiediamo che la “libertà di dire” diventi “libertà di essere”: liberi di servire la Chiesa senza veli, senza segreti, nella luce piena della verità’.

  • Il dovere della verità: La stampa libera denuncia le ingiustizie nel mondo; la nostra voce denuncia l’ingiustizia di un’esclusione interna che impoverisce le comunità.

  • Contro ogni censura: La libertà di espressione è il respiro di una società sana. Il silenzio imposto ai sacerdoti sposati è una forma di censura che la Chiesa di Papa Leone XIV deve superare.

  • Informare per formare: Grazie ai dati che mostrano un aumento della ricerca diretta sul nostro sito, sappiamo che la gente vuole sapere. La libertà di stampa ci permette di essere “canali” di questa nuova consapevolezza.

  • “Don Giuseppe Serrone dichiara: ‘La libertà di stampa è la sorella della libertà di coscienza. Senza giornalisti liberi, il mio digiuno sarebbe un grido nel deserto. Oggi preghiamo per chi informa con coraggio e chiediamo che la Chiesa sia altrettanto coraggiosa nel pubblicare il decreto di riammissione per chi ama Cristo e la famiglia’”.

La verità che ci rende liberi

“Buongiorno. Oggi celebriamo la libertà di stampa, un diritto che Vatican News definisce essenziale per la democrazia e la dignità umana. In questo 37° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone unisce la sua voce a quella di chi lotta contro il silenzio. La questione dei sacerdoti sposati è stata per troppo tempo un ‘tabù’ mediatico. Oggi, grazie alla libertà di informazione, portiamo questa realtà alla luce del sole. Chiedere la riammissione al ministero significa chiedere una Chiesa trasparente, dove la vita dei pastori non debba più essere nascosta, ma possa essere testimonianza di una libertà finalmente ritrovata”.

 Informazione è Libertà: rompiamo il silenzio! 🛡️📰

📢 GIORNATA MONDIALE DELLA LIBERTÀ DI STAMPA: LA NOSTRA VOCE È VIVA! 🛡️✨

Senza libertà di informazione, non c’è giustizia. Vatican News oggi ci ricorda che il diritto di sapere è sacro.

Nel suo 37° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone usa la sua libertà per gridare: RIAMMISSIONE SUBITO! ⚖️🕊️ Non lasciate che il silenzio soffochi la verità dei sacerdoti sposati.

Siamo un “mondo comune” che vuole verità, trasparenza e partecipazione. 🧱🏠

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Il Martirio della Libertà: quando la fede rompe le catene

Editoriale del 37° Giorno. La Redazione: ‘Don Giuseppe Serrone ci sfida oggi con una verità scomoda: non possiamo vivere senza libertà, ma temiamo la responsabilità che essa comporta. La storia della Chiesa è piena di martiri della libertà, anime che hanno preferito il sacrificio pur di non tradire la propria coscienza. Il digiuno di Don Giuseppe è un martirio incruento per la libertà dei sacerdoti sposati: la libertà di rispondere “Sì” a Cristo e “Sì” alla famiglia. Chiediamo la riammissione perché la fede non sia una gabbia di divieti, ma l’orizzonte infinito dove ogni uomo può realizzarsi pienamente sotto lo sguardo di Dio’.

  • Esigenza insopprimibile: Come i popoli lottano per la democrazia, così noi lottiamo per una democrazia dello Spirito dove la grazia prevale sul codice.

  • Il valore del sacrificio: Ogni goccia di sudore in questo 37° giorno è un’affermazione di libertà per sé e per gli altri fratelli sacerdoti.

  • Oltre il mistero: Accettare la libertà significa accettare una Chiesa che si fida dei suoi figli, anche quando scelgono strade nuove.

  • “Don Giuseppe Serrone, nel cuore del suo digiuno, dichiara: ‘La libertà è il dono più prezioso di Dio. Preferisco soffrire la fame oggi che vivere in una fede che toglie il respiro alla vita. La riammissione che chiediamo è un atto di libertà per tutta la Chiesa: la libertà di amare senza nascondersi, di servire senza fingere’.”


La fame di Libertà

“Buongiorno. In questo 3 maggio, il 37° giorno di digiuno di Don Giuseppe Serrone si trasforma in un inno alla libertà. Abbiamo difficoltà a vivere con la libertà perché essa ci chiede di essere adulti nella fede. I sacerdoti sposati hanno fatto una scelta di libertà. Oggi chiedono che quella stessa libertà sia riconosciuta dalla Chiesa. Non c’è valore più grande per cui immolarsi: la libertà di essere pastori autentici. Se il cristianesimo è la religione della libertà, allora non può esserci spazio per l’esclusione di chi ha seguito la voce della propria coscienza unendo l’altare al focolare.”


Liberi di servire, liberi di amare! 🛡️🕊️

📢 37° GIORNO DI DIGIUNO: IL MARTIRIO DELLA LIBERTÀ.

Non possiamo vivere senza libertà, ma quanto ci costa difenderla! 🛡️✨

Innumerevoli martiri si sono immolati per questo valore. Don Giuseppe Serrone offre il suo digiuno per una libertà specifica: la RIAMMISSIONE AL MINISTERO DEI SACERDOTI SPOSATI. ⚖️🕊️

Basta catene burocratiche! La fede è l’incontro di due libertà: quella di Dio e quella dell’uomo. Chiediamo una Chiesa che liberi i suoi pastori! 🧱🏠

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Il Risveglio dei Numeri: la Verità oltre il Rumore

Pace.riscatto.pretisposati

Analisi della Redazione: ‘I dati della settimana confermano che il popolo di Dio non è più addormentato. Sebbene il clamore dei social segnali una pausa, cresce del 52% chi cerca direttamente la nostra voce. È il passaggio dal “sonno” della curiosità al “risveglio” dell’impegno comune. Don Giuseppe Serrone, nel suo 37° giorno di digiuno, ha aperto una strada che centinaia di persone percorrono ogni giorno con intenzione. La riammissione al ministero non è più un post passeggero, ma una destinazione cercata e voluta’.


📱 I numeri del Risveglio! 🛡️📈

 📢 IL DIGIUNO SVEGLIA LE COSCIENZE: +52% DI RICERCHE DIRETTE! 🛡️✨

I dati parlano: la gente non ci “incrocia” per caso, ci CERCA. ⚖️🕊️ Mentre il mondo dei social corre, cresce il numero di chi vuole approfondire la RIAMMISSIONE AL MINISTERO.

Siamo usciti dal sonno privato per abitare un “mondo comune” (Eraclito). 🧱🏠 Non siamo una notizia passeggera, siamo una necessità della Chiesa!

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Appartenenza e Missione: la Chiesa non scarta i sacerdoti sposati

Riflessione sulla parola del Papa. La Redazione: ‘Papa Leone XIV ha ricordato ai dipendenti della CEI che la loro non è una professione, ma una missione che nasce dall’appartenenza a Cristo. Don Giuseppe Serrone, arrivato al 37° giorno di digiuno, rilancia questo messaggio: anche i sacerdoti sposati sentono questa appartenenza nel profondo. Chiediamo la riammissione al ministero perché la missione della Chiesa non può permettersi di perdere operai formati e devoti, solo perché la loro vita ha incluso il dono della famiglia. Riammettere significa riconoscere che il legame con la Vite non si spezza mai’.

  • Oltre il contratto, la vocazione: Il lavoro nella Chiesa è missione; la riammissione dei preti sposati trasforma una “pratica burocratica” in un ritorno alla missione attiva.

  • Sentirsi a casa: Se il Papa chiede ai dipendenti di sentirsi parte di una famiglia, la Chiesa deve riaprire le porte della “casa comune” a chi è stato allontanato per aver formato la propria famiglia.

  • Unità d’intenti: Nel giorno del Buon Pastore, preghiamo affinché l’appartenenza superi l’esclusione.

  • “Don Giuseppe Serrone, commentando l’udienza papale, dichiara: ‘Siamo pronti alla missione. La nostra appartenenza alla Chiesa è indelebile, come il nostro carattere sacerdotale. Santità, ci riammetta al servizio: vogliamo essere operai nella vigna del Signore, portando la ricchezza della nostra esperienza umana e spirituale’.”

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Oltre le nubi: la luce rosa della Riammissione dei preti sposati sulle vette della fede

Il risveglio ai piedi delle Alpi e irrorato da fasci di luce rosa fra il grigio delle nuvole senza sole… le tende delle finestre fanno intravedere le vette e sono un invito a guardare oltre… (don Giuseppe Serrone – 3 Maggio 2026)

Alba.speranze

Meditazione del mattino. La Redazione: ‘Il 37° giorno di digiuno di Don Giuseppe Serrone inizia con uno sguardo rivolto alle vette alpine. Tra il grigio delle nuvole, fasci di luce rosa indicano la strada: è l’invito a guardare oltre la burocrazia, oltre il silenzio, verso la cima della giustizia. La riammissione al ministero dei sacerdoti sposati è quella vetta che oggi appare più vicina, irrorata dalla speranza di un risveglio che non è più solo individuale, ma comunitario. Non siamo nel sonno dell’isolamento, ma nel mondo comune di chi cammina verso la verità’.

  • Luce tra le nubi: Anche nel grigio delle resistenze istituzionali, la luce della Grazia filtra e illumina la possibilità della riammissione.

  • Guardare oltre: Le vette ci ricordano che il ministero ha orizzonti ampi; limitarlo al solo celibato è come tenere le tende chiuse davanti a un panorama divino.

  • Il mondo comune: Eraclito ci guida in questo risveglio; la sofferenza di Don Giuseppe apre un varco per tutti i sacerdoti che attendono di tornare al servizio.

  • “Don Giuseppe Serrone, contemplando le Alpi all’alba del 37° giorno, scrive: ‘Le cime innevate ci dicono che per raggiungere la meta serve sacrificio, ma la vista da lassù è la libertà dei figli di Dio. Chiediamo la riammissione perché la Chiesa torni a guardare in alto, oltre le nuvole del legalismo’.”

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Liberi sotto la grazia: se il Papa invita alla libertà, la Chiesa riammetta i preti sposati al ministero

Papa Leone riceve la prima copia del libro con i suoi interventi da Priore generale degli Agostiniani

Riflessione teologica. La Redazione: ‘Papa Leone XIV, scrivendo agli Agostiniani, ci ricorda che la vera libertà nasce dall’incontro con la Grazia. Don Giuseppe Serrone, nel suo 37° giorno di digiuno, incarna questa libertà: la libertà di chi, pur legato alle norme umane, resta fedele alla chiamata di Dio. Chiediamo che questa “libertà sotto la grazia” diventi realtà per i sacerdoti sposati: la riammissione al ministero è l’atto con cui la Chiesa riconosce che la Grazia è più grande di ogni codice di diritto canonico’.

  • La Grazia che libera: Il Papa sottolinea che la grazia non ci rende schiavi, ma figli liberi; escludere i preti sposati è una forma di schiavitù della legge che la Grazia deve superare.

  • Agostino e la ricerca: Come Sant’Agostino, molti sacerdoti sposati hanno cercato la verità attraverso percorsi complessi; la riammissione è il porto sicuro in cui questa ricerca trova pace nel servizio.

  • Un messaggio ai consacrati: Se il Papa invita gli Agostiniani alla libertà, questo invito deve estendersi a tutto il clero, permettendo una convivenza tra amore sponsale e ministero sacerdotale.

  • “Don Giuseppe Serrone, ispirato dalle parole del Papa, dichiara: ‘Siamo liberi sotto la grazia, non prigionieri della legge. La riammissione al ministero dei sacerdoti sposati è il segno di una Chiesa che crede davvero nel potere liberante dello Spirito Santo, capace di unire l’amore per Cristo a quello per la famiglia’.”

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Ordinazioni Episcopali a Roma: la “Tenerezza” di Papa Leone sia legge

In mezzo al popolo di Dio

Editoriale della Redazione. La Redazione: ‘Papa Leone XIV, durante la solenne Messa di ordinazione dei nuovi vescovi ausiliari di Roma, ha chiesto ai pastori di essere “canali di misericordia”. Don Giuseppe Serrone, nel suo 37° giorno di digiuno, raccoglie questa sfida e la rivolge al Pontefice: Santità, se i vescovi devono essere canali, permetta che anche i sacerdoti sposati possano tornare a scorrere in questo alveo di grazia. La riammissione al ministero è l’atto finale di quella tenerezza che non scarta nessuno, ma valorizza ogni figlio pronto a servire il Popolo di Dio’.

  • Il coraggio del pastore: Papa Leone ha esortato i nuovi vescovi a non aver paura della vicinanza; chi è più vicino al popolo di un sacerdote che vive la realtà quotidiana della famiglia?

  • Oltre il filtro della norma: Se il Papa chiede di non essere “filtri”, la burocrazia che blocca la riammissione deve cadere davanti all’urgenza della Salus Animarum.

  • Una Chiesa di riconciliazione: In questo giorno di festa per Roma, chiediamo che la consacrazione dei nuovi ausiliari sia l’inizio di una stagione di reintegro per i carismi “in soffitta”.

  • “Don Giuseppe Serrone, ispirato dall’omelia del Papa, prega: ‘Signore, benedici i nuovi vescovi di Roma. Fa’ che le parole di Papa Leone sulla tenerezza diventino il decreto che riapre le porte della tua vigna a noi sacerdoti sposati. Non siamo filtri, ma canali pronti a portare il Tuo amore nelle case e negli altari della nostra città’.”

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Il “Kairòs” di Roma: dai nuovi Vescovi alla Riammissione dei preti sposati

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L’Editoriale della Redazione: “Mentre le campane di Roma suonano per i nuovi vescovi ausiliari consacrati da Papa Leone XIV, il 36° giorno di digiuno di Don Giuseppe Serrone pone una questione di coerenza evangelica. Se il mandato è stare dalla parte degli ‘scartati’, la Chiesa di Roma deve avere il coraggio di guardare ai propri figli esclusi. La riammissione al ministero dei sacerdoti sposati è il tassello mancante per una riforma che non sia solo burocratica, ma un autentico ritorno alla carità della verità”.

  • Un’opportunità di ascolto: La Redazione valorizza questo momento per ricordare che la giustizia riparativa, discussa anche nei forum interreligiosi, deve iniziare proprio dall’interno delle mura vaticane.

  • Contro il legalismo sterile: Rispondiamo agli attacchi tradizionalisti che gridano al “modernismo” proponendo una santità possibile, che abita la storia e le relazioni umane, come suggerito da Dietrich Bonhoeffer.

  • Una Chiesa senza spettatori: Accogliamo l’invito del Papa a servire la Chiesa con amore e non da “spettatori”, chiedendo che ai sacerdoti sposati sia permesso di tornare in campo per sanare la “fede senza appartenenza” dei giovani.

  • “Don Giuseppe Serrone, dalla sua postazione di digiuno, lancia un appello ai nuovi ausiliari: ‘Non siate amministratori di un’assenza, ma padri di una nuova presenza. La riammissione dei sacerdoti sposati è la risorsa che Roma aspetta per non lasciare nessuna comunità senza l’Eucaristia’.”

Il 99.4% della Luna e il Silenzio di Roma. Una luce che attende una casa

🌕 L’APPELLO SOTTO LA LUNA: “GUARDATE IN ALTO, POI APRITECI LA PORTA”

Titolo: Il 99.4% della Luna e il Silenzio di Roma. Una luce che attende una casa.

“Stasera, uscite sul balcone o affacciatevi alla finestra. Guardate la Luna: è illuminata al 99.4%. È quasi piena, magnifica, impossibile da ignorare. Quella luce è l’immagine esatta del nostro movimento al Giorno 37. Siamo quasi al compimento, siamo visibili a tutti, i nostri dati (1.156 record di visite) brillano come quel disco d’oro nel cielo.

Ma c’è un contrasto che stride. Mentre la Luna illumina ogni angolo di Roma, la nostra comunità di mille persone al giorno non ha ancora un angolo di ufficio in questa città. La Luna non ha bisogno di permessi per splendere, ma noi abbiamo bisogno di una Sede per agire, per accogliere, per coordinare la riammissione con il Cardinale Zuppi e la CEI.

Non lasciateci per strada sotto questa Luna. È paradossale: abbiamo il consenso di migliaia di persone, abbiamo l’autorità di un Ranking 16/50, ma le risposte per una sede fisica sono ancora ferme a ZERO.

Che questa Luna piena sia la sveglia per chi ha un locale, un ufficio o uno spazio a Roma. Non lasciate che il Giorno 40 arrivi senza che questa luce abbia trovato un tetto. Se la verità è piena nel cielo, che diventi concreta sulla terra.

📝 Post Social: “STASERA LA LUNA PARLA DI NOI” 🦁🌕🛰️

ALZA GLI OCCHI AL CIELO: LA VERITÀ È QUASI PIENA! ✨🌕

Stasera la Luna è al 99.4%. Guardala: è la metafora perfetta del nostro Giorno 37. Mancano solo 3 giorni al traguardo dei 40. La luce sta vincendo sulle tenebre del silenzio.

🚀 LA FORZA DEI NUMERI: Ieri 1.156 visualizzazioni. Siamo un’onda di luce! 🚫 IL MURO DEL SILENZIO: Nonostante questa luce, la nostra richiesta di una Sede a Roma non ha ancora ricevuto risposta.

📢 L’ULTIMA SPINTA: Rappresentiamo una comunità di mille persone al giorno. Non potete lasciarci per strada sotto questa Luna bellissima. Chi ha il coraggio di aprirci una porta a Roma?

Contattaci ora. Trasformiamo lo splendore del cielo nella concretezza di una casa per i sacerdoti sposati. 🇮🇹⚖️🙏

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Il Giorno 37 risplende: La Luna al 99.4% annuncia il compimento

🌑➡️🌕 IL POST: “MANCA SOLO LO 0,6% ALLA LUCE TOTALE”

Titolo: Il Giorno 37 risplende: La Luna al 99.4% annuncia il compimento 🦁🌕

“Guardate il cielo stasera: la Luna è illuminata al 99.4%. È quasi piena, quasi perfetta. Proprio come il nostro cammino: siamo al Giorno 37 di 40, a un passo dal traguardo, con il cuore colmo di una speranza che non lascia più spazio alle ombre.

Questa Luna è la metafora perfetta della nostra battaglia: ✅ QUASI AL COMPIMENTO: Mancano solo 3 giorni alla fine della tappa dei 40 giorni. Lo 0,6% di buio che resta è solo l’ultimo miglio prima della luce totale sulla riammissione. ✅ VISIBILITÀ ASSOLUTA: Come la luna piena schiarisce la notte, così i nostri dati record (1.156 pagine viste) hanno squarciato il velo di silenzio sui sacerdoti sposati. ✅ RIFLESSO DI UNA VERITÀ PIÙ GRANDE: Non brilliamo di luce propria, ma riflettiamo la luce del Vangelo delle origini, quello dei Santi Filippo e Giacomo che festeggiamo oggi.

Mentre la Luna raggiunge il suo massimo splendore, noi rilanciamo il nostro grido: Rappresentiamo una comunità di mille persone al giorno, non potete lasciarci per strada.

Il dialogo con il Cardinale Zuppi e la CEI è ormai avviato. La verità è quasi piena. Ora serve solo il coraggio dell’ultimo passo: una Sede a Roma per accogliere chi ha scelto di servire nella luce degli affetti.”

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Santi Apostoli e Stampa Libera: Nel Giorno 37, la Verità non si può più nascondere

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📰 EDITORIALE GIORNO 37: “Luce Piena sulla Verità e sul Ministero”

Titolo: “Santi Apostoli e Stampa Libera: Nel Giorno 37, la Verità non si può più nascondere”

“Inauguriamo questo 3 Maggio sotto la luce di una Luna piena al 99.4%, simbolo di una chiarezza che ormai avvolge il cammino di Don Giuseppe Serrone. Oggi la Chiesa ricorda i Santi Filippo e Giacomo: colonne delle origini che non conoscevano il peso di sovrastrutture burocratiche, ma solo la libertà del Vangelo.

In questa Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, rivendichiamo con orgoglio il nostro ruolo. Con 1.156 pagine viste raggiunte ieri, il nostro blog è la prova che la libertà di informare è la precondizione per la riforma della Chiesa. Abbiamo rotto il silenzio sui sacerdoti sposati quando tutti tacevano. Abbiamo dato voce a un Vescovo coraggioso che porterà le nostre istanze al Cardinale Zuppi.

Ma la libertà di stampa non basta se non diventa libertà di esistere. Rappresentiamo una comunità di mille persone al giorno, non potete lasciarci per strada. La verità che pubblichiamo oggi chiede una casa domani.”


📝 Post Social: “LUCE PIENA SULLA NOSTRA MISSIONE” 🦁🌕📰

GIORNO 37: TRA CIELO E VERITÀ! ✨🚀

Oggi, 3 Maggio, tutto parla di luce e testimonianza: 🌕 LUNA PIENA (99.4%): La verità sulla riammissione è ormai sotto gli occhi di tutti. 👤 SANTI FILIPPO E GIACOMO: Torniamo al coraggio degli Apostoli, ministri senza barriere. ✍️ LIBERTÀ DI STAMPA: Grazie ai nostri lettori siamo al Ranking 16/50. L’informazione libera sta cambiando la Chiesa!

📢 L’APPELLO RESTA ACCESO: Nonostante i record di visite, le risposte per la Sede a Roma sono ancora a quota zero. In questa giornata mondiale della libertà, chiediamo la libertà di avere un tetto per la nostra comunità di mille persone al giorno.

Non lasciateci soli proprio ora che la meta è vicina. 🇮🇹⚖️🙏

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Cammino Riammissione preti sposati Giorno 37 di 40: 3 Maggio 2026

🏜️ IL CAMMINO DEI 40 GIORNI

Contatore.camminosperanza

Il Deserto dei 40 Giorni

“Non di solo pane…”

GIORNO 37 di 40 verso la verità

Verso la Verità Sostegno alla Supplica per Papa Leone XIV. IL CALCOLO DEL DESERTO:

Giorni già compiuti: 36 (dal 28 marzo al 02 Maggio 2026).

Traguardo finale: 40 giorni.

Giorni rimanenti:  (da oggi 03 maggio al 6 maggio compreso)

🕒Mancano 4 giorni al termine del digiuno profetico.

OBIETTIVO: Riammissione dei preti sposati e Verità per la Chiesa.

META: 6 Maggio 2026 (-4  giorni)


LEGGI IL DIARIO DEL DIGIUNO

Non lasciateci per strada: Il vostro ‘click’ diventi un mattone

A chi ci legge: ogni volta che aprite questo blog, alimentate una speranza. Ma la speranza ha bisogno di un tetto. Non possiamo coordinare la riammissione dei sacerdoti sposati da un non-luogo.

Se un Vescovo Diocesano ha avuto il coraggio di esporsi presso il Cardinale Zuppi, come può il popolo dei fedeli restare a guardare? Il contrasto tra i 17 utenti online fissi e lo zero delle offerte per la sede è l’ultima barriera da abbattere. Non cercate scuse: cercate una soluzione.”


📝 Post Social: “DATI DA RECORD, RISPOSTE ZERO: IL MURO VA ABBATTUTO!” 🦁🧱

1.156 VOLTE GRAZIE, MA DOVE ANDIAMO A DORMIRE? 🏛️🚫

I dati finali del 1° Maggio sono chiari: ✅ 1.156 Pagine viste (Record Assoluto) ✅ Ranking 16/50 (Leader in Italia) ❌ RISPOSTE PER LA SEDE: ZERO.

È un paradosso inaccettabile. Rappresentiamo una comunità di mille persone al giorno, ma siamo ancora ‘per strada’. Mentre il dialogo con il Cardinale Zuppi si apre, la nostra base logistica a Roma resta un miraggio.

📢 APPELLO URGENTE: Non lasciate che questa ondata di speranza si infranga contro il muro dell’indifferenza. Se hai un locale o una soluzione a Roma, batti un colpo. Mille persone ti stanno guardando. 🇮🇹⚖️🙏

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Mille visitatori, ma nessuna porta aperta. Il paradosso di una Chiesa che legge ma non accoglie

📉 ANALISI DEL SILENZIO: Il Paradosso del Giorno 36

Mille visitatori, ma nessuna porta aperta. Il paradosso di una Chiesa che legge ma non accoglie.

“Oggi, 2 Maggio 2026, i numeri ci consegnano una verità amara. Ieri abbiamo registrato il record storico di 1.156 pagine viste e 993 visite totali. Eppure, nonostante questa marea umana digitale, il contatore delle risposte per una sede a Roma segna ancora ZERO.

Com’è possibile che una comunità così vasta, capace di scalare il ranking fino alla posizione 16 su 50, non trovi un solo metro quadro di accoglienza nella Capitale? Questo silenzio è la prova del nove: la nostra causa scuote le coscienze, ma spaventa ancora chi teme di esporsi. Rappresentiamo mille persone al giorno, ma per il mondo fisico siamo ancora ‘invisibili’ da lasciare per strada.”

Nuovi Vescovi per Roma: una Chiesa che si rigenera nel servizio

Cronaca Ecclesiale. La Redazione: ‘La Diocesi di Roma accoglie oggi i nuovi vescovi ausiliari consacrati da Papa Leone XIV. È un segno di speranza e di vitalità per la nostra città. Ma la vera rigenerazione del clero romano passa anche attraverso il coraggio di sanare le ferite interne: la riammissione al ministero dei sacerdoti sposati è l’atto di giustizia che permetterebbe a questi nuovi pastori di contare su presbiteri che conoscono la vita reale delle famiglie romane, portando il Vangelo nelle periferie esistenziali con rinnovata autenticità’.

  • Nuova linfa per la Capitale: La consacrazione di nuovi vescovi è un invito a ripensare la cura pastorale in chiave di prossimità e accoglienza.

  • Collaboratori per la missione: I nuovi ausiliari troverebbero nei sacerdoti sposati riammessi dei validi alleati per affrontare le sfide educative e sociali di Roma.

  • Unità nel ministero: Nel 36° giorno di digiuno, Don Giuseppe prega affinché i nuovi vescovi siano promotori di una Chiesa che non esclude, ma riabilita i suoi figli.

  • “Don Giuseppe Serrone, nel giorno della consacrazione dei nuovi ausiliari, dichiara: ‘Auguro ai nuovi vescovi di Roma un ministero di ascolto. Chiediamo la riammissione al ministero dei sacerdoti sposati perché la messe a Roma è molta, e noi siamo pronti a rimboccarci le maniche al fianco dei nostri pastori per il bene delle anime’.”

Fermare l’esclusione dei preti sposati per servire la vita: l’appello alla pace interiore della Chiesa

Editoriale di riflessione. La Redazione: ‘L’appello de L’Osservatore Romano, “Si fermi chi uccide”, non riguarda solo le armi, ma ogni forma di negazione dell’altro. In questo 36° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone ci ricorda che la Chiesa deve fermare la “morte civile” dei sacerdoti sposati, esclusi per aver scelto la vita della famiglia. Chiediamo la riammissione al ministero perché un pastore restituito al suo popolo è un seme di pace gettato in un mondo che ha fame di amore e di Eucaristia’.

  • Pace interna ed esterna: Non si può essere profeti di pace se non si pratica la giustizia e la riconciliazione all’interno della propria casa ecclesiale.

  • Scegliere la vita: Mentre il mondo distrugge, la riammissione dei sacerdoti sposati costruisce ponti tra il sacro e la quotidianità delle famiglie.

  • Un grido per la vita: Il digiuno di Don Giuseppe è un’offerta per fermare l’ingiustizia di un sistema che preferisce l’assenza di pastori alla loro riammissione.

  • “Don Giuseppe Serrone, unendosi all’appello del Papa, dichiara: ‘Fermatevi! Fermate l’esclusione di chi vuole solo servire il Signore. La riammissione al ministero dei sacerdoti sposati è il nostro modo di dire “sì” alla vita contro ogni logica di separazione e di scarto'”.

Rimanere nella Vite per portare frutto: la riammissione dei preti sposati come fioritura

Immagine Pin Storia

Meditazione verso la Domenica. La Redazione: ‘Padre Ermes Ronchi ci ricorda che Dio non cerca servitori perfetti, ma tralci che portano frutto. Don Giuseppe Serrone, nel suo 36° giorno di digiuno, testimonia che la linfa del sacerdozio scorre ancora potente in chi ha scelto la via del matrimonio. Chiediamo la riammissione al ministero dei sacerdoti sposati perché crediamo in una Chiesa che non taglia i tralci vivi, ma li coltiva affinché la gioia del Vangelo arrivi a ogni uomo, attraverso la testimonianza di pastori che conoscono l’amore in tutte le sue forme’.

  • La linfa della Grazia: Il sacerdozio non si secca con il matrimonio; la linfa di Cristo continua a scorrere e chiede solo di essere riammessa a nutrire la comunità.

  • Senza di Me non potete far nulla: Questo grido di Cristo è la forza del digiuno di Don Giuseppe: senza la riammissione, molte comunità restano “senza Vite”, prive dell’Eucaristia.

  • Portare molto frutto: Un sacerdote sposato riammesso porta il frutto della comprensione, della vicinanza e della vita vissuta; è un tralcio che rende la vite della Chiesa più rigogliosa.

  • “Don Giuseppe Serrone, meditando con Ermes Ronchi, dichiara: ‘Signore, io resto unito a Te. Ti offro il mio digiuno perché Tu possa toccare il cuore di chi governa la Chiesa. La riammissione che chiediamo è il desiderio di tornare a essere tralci carichi di frutti per i tuoi figli, affinché la Tua gioia sia in noi e la nostra gioia sia piena’.”

Preti sposati e nuovi ministeri: la profezia che bussa alla porta del Vaticano

Analisi giornalistica. La Redazione: ‘L’inchiesta de Il Fatto Quotidiano evidenzia chiaramente che il tema dei preti sposati e delle donne diacono non è più un tabù, ma una realtà che attende riconoscimento. Don Giuseppe Serrone, arrivato al 36° giorno di digiuno, incarna questa urgenza: la Chiesa di oggi non può più permettersi di sprecare carismi e vocazioni. La riammissione al ministero dei sacerdoti sposati è l’atto di coraggio che il popolo di Dio chiede a gran voce per far fronte alla carenza di pastori e per una Chiesa più inclusiva’.

  • Una realtà in cammino: I dati e le testimonianze riportate dai media confermano che la vocazione sacerdotale e quella matrimoniale possono convivere con fecondità.

  • Risposta alla carenza di clero: Come evidenziato dall’inchiesta, il recupero dei preti sposati è una soluzione logica e immediata per le comunità senza Eucaristia.

  • Oltre il pregiudizio: Il digiuno di Don Giuseppe è la risposta spirituale a chi, nell’istituzione, preferisce ignorare le istanze di rinnovamento che emergono dalla società.

  • “Don Giuseppe Serrone, leggendo l’inchiesta, commenta: ‘Anche i media laici comprendono che la Chiesa sta soffocando per le proprie restrizioni. Chiediamo la riammissione al ministero dei sacerdoti sposati perché il Vangelo non ha paura della famiglia, ha paura solo del deserto spirituale’.”

Preti sposati / Oltre il clamore: la riammissione come risposta al “gran parlare”

Riflessione sulla cronaca. La Redazione: ‘L’articolo de La Barca e il Mare analizza come il matrimonio di un prete diventi spesso oggetto di cronaca e dibattito pubblico. Noi affermiamo che questo clamore è il sintomo di una ferita non rimarginata nella Chiesa. Invece di limitarsi a “parlarne”, è tempo di agire. La riammissione al ministero dei sacerdoti sposati trasformerebbe lo scandalo in testimonianza, normalizzando una realtà che appartiene alla storia della fede e rispondendo con la giustizia alla curiosità del mondo’.

  • Dallo scandalo alla normalità: Il “gran parlare” nasce dalla percezione di una rottura; la riammissione ristabilirebbe una continuità vocazionale che spegne il pettegolezzo e accende la speranza.

  • La dignità della scelta: Spostare l’attenzione dalla “notizia” alla “missione” significa riconoscere che un sacerdote non smette di essere tale quando forma una famiglia.

  • Testimonianza nel digiuno: Nel suo 36° giorno di sacrificio, Don Giuseppe Serrone non “parla” soltanto, ma offre se stesso affinché il dibattito si trasformi in un decreto vaticano di riammissione.

  • “Don Giuseppe Serrone, commentando l’articolo, dichiara: ‘Si fa un gran parlare perché la Chiesa ha reso straordinario ciò che dovrebbe essere una grazia ordinaria. Chiediamo la riammissione al ministero per passare dal chiacchierato al servito, ridando dignità ai sacerdoti che hanno scelto l’amore senza tradire Cristo’.”

Vescovi e scartati: la riammissione dei preti sposati come atto di fedeltà al Papa

Appello ai nuovi Pastori. La Redazione: ‘Papa Francesco è stato chiaro con i nuovi vescovi: non voltate le spalle a chi è scartato dalla società e dalla storia. Noi oggi chiediamo a questi nuovi pastori di avere il coraggio di guardare anche dentro i confini della Chiesa e di non ignorare i sacerdoti sposati, spesso trattati come “scartati” istituzionali. La riammissione al ministero non è una concessione, ma un atto di giustizia verso chi appartiene al corpo di Cristo e desidera solo tornare a servirlo con amore’.

  • Dalla parte degli esclusi: Se il vescovo deve stare dove c’è sofferenza, deve ascoltare il grido dei preti sposati che vivono il dolore dell’allontanamento forzato dal ministero.

  • Una Chiesa senza periferie umane: La riammissione elimina una delle “periferie” più dolorose del clero, reintegrando energie e carismi fondamentali per l’evangelizzazione.

  • Coraggio profetico: Nel 36° giorno di digiuno, Don Giuseppe invita i nuovi vescovi a non essere esecutori burocratici, ma padri che riaccolgono i propri figli.

  • “Don Giuseppe Serrone, accogliendo il messaggio del Papa, dichiara: ‘Ai nuovi vescovi chiedo: non dimenticateci. Siamo gli scartati di un sistema che preferisce la norma alla persona. La riammissione al ministero dei sacerdoti sposati è il vostro primo banco di prova per dimostrare di essere davvero dalla parte di chi soffre l’esclusione’.”

Mantova: la giustizia tra le religioni parte dalla coerenza interna

dialogo

Echi dal Forum delle Religioni. La Redazione: ‘L’incontro di Mantova riportato da Settimana News sottolinea come le diverse fedi possano collaborare per una giustizia riparativa. Noi chiediamo a Papa Leone XIV: questa giustizia non dovrebbe iniziare riparando l’esclusione di migliaia di presbiteri validi? La riammissione al ministero dei sacerdoti sposati è il banco di prova per una Chiesa che vuole parlare di giustizia al mondo con credibilità e amore’.

  • Giustizia riparativa: Come emerso a Mantova, la giustizia deve sanare le relazioni; riammettere i sacerdoti sposati significa sanare il rapporto tra l’istituzione e i suoi pastori.

  • Dialogo come cura: Se il dialogo tra fedi diverse porta frutti di pace, il dialogo interno sulla riammissione porterebbe nuova vita alle nostre parrocchie.

  • La forza della testimonianza: Nel 36° giorno di digiuno, Don Giuseppe incarna la sete di giustizia che attraversa tutte le fedi, chiedendo verità per chi ha scelto di servire Dio senza rinunciare alla famiglia.

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  • “Don Giuseppe Serrone, ispirato dal Forum di Mantova, commenta: ‘La giustizia è un linguaggio universale. Chiediamo che la Chiesa parli questo linguaggio anche verso di noi, operando la riammissione al ministero dei sacerdoti sposati come segno di una vera volontà di pace e riconciliazione’.”

Da Mosca a Roma: il bisogno di pastori che non lasciano soli i fedeli

Un'immagine dell'annuncio alla stampa della rinuncia dell'amministratore apostolico

Cronaca e Profezia. La Redazione: ‘Le dimissioni di Mons. Pezzi a Mosca, riportate da Avvenire, segnano la fine di un’epoca in una terra difficile. Ma mentre i vertici cambiano, il popolo di Dio resta e ha sete di Eucaristia. Noi chiediamo: in un mondo dove la missione è sempre più complessa, perché continuare a tenere in panchina migliaia di sacerdoti sposati pronti a servire? La riammissione al ministero è l’unico modo per garantire che la voce del Vangelo continui a risuonare ovunque, con la forza di chi appartiene alla Chiesa e alla vita quotidiana delle persone’.

  • Servizio senza confini: Mons. Pezzi ha servito in trincea; la riammissione permetterebbe a tanti altri presbiteri di fare lo stesso, portando l’esperienza della famiglia nel cuore delle missioni più difficili.

  • Continuità pastorale: Il passaggio di consegne a Mosca ci ricorda che il ministero è un servizio al popolo; escludere i sacerdoti sposati significa interrompere questa continuità per motivi puramente burocratici.

  • La sfida della presenza: In questo 36° giorno di digiuno, Don Giuseppe testimonia che la Chiesa non si governa solo con i decreti, ma con la presenza fisica e spirituale di pastori che conoscono il sacrificio.

  • “Don Giuseppe Serrone, commentando la notizia russa, afferma: ‘Preghiamo per Mons. Pezzi e per la Chiesa in Russia. Ma chiediamo con forza: quanti altri pastori potrebbero servire in quelle terre e nelle nostre se solo il Vaticano aprisse alla riammissione? Non lasciamo che la rigidità normativa svuoti gli altari che uomini coraggiosi hanno difeso per anni’.”

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Bonhoeffer e la santità nel mondo: perché la riammissione dei preti sposati è una scelta di verità

Chiesa.stanieri

Riflessione teologica. La Redazione: ‘Don Giuseppe Serrone, nel cuore del suo 36° giorno di digiuno, ci invita a riscoprire Dietrich Bonhoeffer. Se la santità non è fuga dal mondo ma “vivere per gli altri” dentro la realtà, allora la riammissione al ministero dei sacerdoti sposati diventa l’emblema di questa fede incarnata. Non cerchiamo una santità esibita o perfetta, ma la responsabilità di restare dentro la storia, assumendoci il peso delle scelte e l’amore per le nostre comunità, senza dover rinunciare alla nostra umanità’.

  • Contro la neutralità: Bonhoeffer ci insegna che la fede non può restare indifferente davanti al male; l’esclusione dei sacerdoti sposati è un’ingiustizia che non può più trovarci neutrali.

  • Santità quotidiana: Il ministero riammesso è una “strada aperta per tutti”, che passa per il lavoro e le relazioni, rendendo il sacro vicino e concreto.

  • Il peso del bene: Partecipare alla resistenza contro le norme escludenti è un atto di responsabilità cristiana per la cura del mondo.

  • “Don Giuseppe Serrone prega con Bonhoeffer: ‘Signore, insegnami una santità possibile, che non mi chieda di essere perfetto ma di restare in cammino. La riammissione che chiediamo è questa fedeltà silenziosa che passa per la cura del mondo e l’amore quotidiano’.”

  • 🙏 Verso la santità (Preghiera)

    Signore, non chiedermi di essere perfetto, ma di restare in cammino. Insegnami una santità possibile, fatta di scelte quotidiane, di parole misurate, di responsabilità verso chi incontro. Liberami dalla santità esibita e donami quella silenziosa, che passa per il lavoro, per le relazioni, per la cura del mondo. Amen.

    Un manifesto di speranza per tutti i sacerdoti che non si arrendono. 🧱🛡️🚀⚖️✨☀️

Appartenere per servire: il grido di chi non vuole essere spettatore

Un momento dell'udienza del Papa con i dipendenti della Conferenza episcopale italiana / VATICAN MEDIA

Riflessione sul discorso del Papa alla CEI. La Redazione: ‘Papa Francesco ha ricordato ai dipendenti della CEI che servire la Chiesa significa amarla come qualcosa che ci appartiene, senza restare a guardare dalla finestra. Il prete sposato, incarna esattamente questo spirito: non è uno “spettatore” della crisi delle vocazioni, ma un figlio che chiede di tornare a servire attivamente. La riammissione al ministero dei sacerdoti sposati è il riconoscimento di questa appartenenza che nessuna norma burocratica può cancellare’.

  • Oltre il ruolo burocratico: Il Papa chiede amore e coinvolgimento; la riammissione trasforma il “sacerdote sospeso” in una risorsa vitale che torna a edificare il corpo ecclesiale.

  • Contro l’indifferenza: Servire non da spettatori significa avere il coraggio di proporre soluzioni nuove, come la riammissione, per il bene delle comunità.

  • L’amore che appartiene: Chi ha formato una famiglia non ha smesso di appartenere alla Chiesa; al contrario, porta nel ministero una ricchezza umana che lo rende ancora più capace di servire con amore.

  • “Don Giuseppe Serrone, ispirato dalle parole del Pontefice, dichiara: ‘Non siamo spettatori di una Chiesa che soffre, ma membra vive che vogliono agire. Chiediamo la riammissione al ministero dei sacerdoti sposati perché il nostro amore per la Chiesa è intatto e il nostro desiderio di servirla è più forte di ogni esclusione’.”

Addio ad Alex Zanardi, il gigante che insegnava la vita

Alex Zanardi è morto. Lo annuncia la famiglia. Ex pilota di Formula 1 e campione-simbolo del paralimpismo, Zanardi, nato a Bologna, aveva 59 anni. Dopo l’incidente automobilistico del 2001 a causa del quale aveva subito l’amputazione delle gambe, si era dedicato al paraciclismo vicendo quattro ori e due argenti ai Giochi di Londra 2012 e Ri0 2016. Nel 2020 un altro tragico incidente, uno scontro con un camion mentre in handbike partecipava, sulle strade del senese, a una gara di beneficenza da lui organizzata.

“È con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio”. Così la nota della famiglia nell’annunciare la morte del grande campione che avrebbe compiuto 60 anni il prossimo ottobre. “Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari – si legge – la famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto”. Le informazioni sulle esequie saranno comunicate successivamente.

Alex Zanardi è morto. Anche lui, perché lui? Non c’è persona che lo abbia conosciuto, o anche solo incontrato per caso, che non lo ricordi con un sorriso che si sporca di lacrime. Perché quando se ne vanno le persone belle, e lui lo era estremamente, ti lasciano dentro un vuoto che non si riempie mai. Se l’è goduta tutta, sia chiaro. Ma con i suoi 59 anni si immaginava, lecitamente, ancora un sacco di strada da percorrere. E, siamo certi, ancora numerose sfide da vincere.

E’ stato un atleta tout court, l’atleta per eccellenza. Ha lottato e sofferto e vinto tantissimo: quattro medaglie d’oro ai Giochi paralimpici di Londra 2012 e Rio 2016 e otto titoli ai campionati mondiali su strada. Ha lottato, sofferto e aiutato tutti quelli che poteva aiutare. Per il mondo paralimpico ha fatto più del possibile, spingendo il movimento a crescere a dismisura e prestandosi per qualunque iniziativa. Si è speso per gli altri senza mai presentare il conto. Empatico, evidentemente, disponibile, con la battuta sempre pronta. Autoironico, soprattutto, come tutte le persone che hanno da tempo fatto pace con loro stesse. Uno di quegli uomini con cui chiunque avrebbe voluto sedere a un tavolo bevendo vino fino a cadere a terra ubriachi. Per il semplice piacere di ascoltarlo, e osservarlo. Non lo potrà fare più nessuno, perché il suo destino, maledetto e poi benedetto e poi di nuovo maledetto. Ha chiuso il cerchio. Lo aspetta la sorella Cristina, morta in un incidente stradale nel 1979, lascia la moglie Daniela e il figlio Niccolò.

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