
CITTÀ DEL VATICANO – Sotto un cielo che profuma di primavera, ma oscurato dai “bagliori delle guerre”, Papa Leone XIV ha aperto la sua prima Settimana Santa con un’omelia che scuote le coscienze. Al centro della celebrazione in Piazza San Pietro, un nome che evoca pace e radicalità evangelica: don Tonino Bello. Ma dietro le parole del Pontefice, pulsa un’attualità fatta di carne, rinunce e una battaglia per il diritto al ministero che si sta consumando proprio in queste ore.
Un Legame Storico e un Presente di Sacrificio
Il richiamo del Pontefice a don Tonino Bello non è solo dottrinale. Il pensiero corre a quel 1993, quando don Giuseppe Serrone si recò a Molfetta per un ultimo incontro con il “Vescovo della Pace” poco prima della sua scomparsa. Oggi, quello stesso don Serrone è protagonista di un gesto estremo: è giunto al secondo giorno di digiuno, una protesta documentata passo dopo passo sul suo blog (sacerdotisposati.altervista.org).
L’obiettivo è chiaro e risuona forte proprio nei giorni in cui la Chiesa celebra l’istituzione del sacerdozio: l’appello per la riammissione al ministero dei sacerdoti sposati e la piena celebrazione dei sacramenti da parte di chi, pur avendo formato una famiglia, non ha mai tradito la vocazione originaria.
L’Appello del Papa: “Dio è Amore, Deponete le Armi”
“Dio è amore! Abbiate pietà!”, ha esclamato il Papa, facendo eco all’invocazione di don Tonino. Sebbene il contesto ufficiale fosse quello della pace tra i popoli, le sue parole sembrano estendersi a ogni forma di esclusione interna alla comunità ecclesiale:
“Ricordatevi che siete fratelli! Deponete le armi dell’indifferenza.”
La Profezia di Maria, Donna del Terzo Giorno
Citando il Servo di Dio, Leone XIV ha invocato “Santa Maria, donna del terzo giorno”, colei che attende l’alba oltre il venerdì di dolore. È una preghiera che don Serrone sembra aver fatto propria nel suo digiuno, chiedendo che “le ingiustizie abbiano i giorni contati” anche all’interno delle strutture canoniche.
Le parole di don Tonino, rilette dal Papa, assumono oggi un nuovo significato per la causa dei preti sposati:
Una Chiesa che si Interroga
L’omelia di Papa Leone XIV e il digiuno di don Giuseppe Serrone rappresentano due facce della stessa medaglia: la ricerca di una Chiesa “del grembiule”, che sappia chinarsi sulle ferite dei suoi figli e riconoscere la validità del loro servizio. Mentre il Papa affida il grido dell’umanità a Maria, il blog di don Serrone continua a registrare le ore di un’attesa che non è solo astensione dal cibo, ma fame di giustizia e di piena appartenenza ecclesiale.