Appello Internazionale al Papa per riammissione preti sposati al ministero

Appello Internazionale a Papa Leone XIV per la riammissione al Ministero

COMUNICATO STAMPA

Oltre la solitudine: Appello al Papa e ai Vescovi per un Sacerdozio Uxorato e di Comunione

Roma, 10 Marzo 2026 – In risposta alla recente riflessione della Chiesa sulla nuova Ratio fundamentalis per la formazione dei sacerdoti (rilanciata oggi da AgenSIR), un gruppo di fedeli e realtà legate al movimento dei Sacerdoti Sposati ha indirizzato una lettera aperta a Sua Santità Papa Leone XIV e ai Presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo.

L’appello chiede un atto di coraggio profetico: trasformare il celibato ecclesiastico da obbligo giuridico a carisma opzionale, riammettendo al ministero i sacerdoti che hanno scelto il matrimonio e aprendo l’ordinazione ai viri probati.

I Punti Cardine dell’Appello:
La fine della contraddizione: Non si può parlare di “sacerdoti uomini di comunione” e “immersi nella realtà” se si continua a escludere chi vive la forma più alta di comunione umana: la famiglia.

Emergenza Sacramentale: La carenza di clero sta privando intere comunità del diritto all’Eucaristia (Can. 213). I sacerdoti sposati sono una risorsa già pronta, formata e disponibile per rispondere a questa crisi.

Fondamento Teologico: La lettera ricorda che il celibato è una disciplina ecclesiastica e non un dogma di fede, come confermato dal Concilio Vaticano II (Presbyterorum Ordinis, 16).

Trasparenza e Rinnovamento: Si chiede il superamento di un modello clericale spesso segnato da solitudine e doppie vite, in favore di una Chiesa più “circolare” e vicina alle famiglie.

Dichiarazione del Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati fondato nel 2003 da don Giuseppe Serrone
“La nuova Ratio pubblicata oggi parla di preti formati dentro la vita reale. Noi chiediamo: quale vita è più reale di quella di un padre e di un marito? La Chiesa non può più permettersi di disperdere il carisma di migliaia di uomini solo perché hanno scelto l’amore coniugale. Chiediamo che il ministero torni a essere un servizio al Popolo di Dio

Il movimento invita tutte le realtà ecclesiali impegnate nel Cammino Sinodale a sostenere questa istanza di verità e rinnovamento, consultabile integralmente sul blog sacerdotisposati.altervista.org.

Contatti per la stampa:

Redazione

Email:[sacerdotisposati@gmail.com

Telefono: +39 3534552007

Sito Web: https://sacerdotisposati.altervista.org

Chi siamo: Il Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati è una realtà di fedeli e presbiteri impegnata nel dialogo per il rinnovamento della disciplina ecclesiastica. Ispirandosi alle riflessioni del portale sacerdotisposati.altervista.org, il gruppo promuove la piena reintegrazione dei sacerdoti sposati nel ministero e la valorizzazione del sacerdozio uxorato come risorsa pastorale per le sfide del XXI secolo, in fedeltà allo spirito del Concilio Vaticano II e del cammino sinodale.

Per ulteriori approfondimenti, interviste o testimonianze dirette di sacerdoti sposati e delle loro famiglie, siamo a disposizione ai contatti sopra indicati.

Testo dell’Appello

Lettera Aperta al Sommo Pontefice e ai Presidenti delle Conferenze Episcopali

Santità, Eccellenze Reverendissime,

La recente riflessione sulla revisione della Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis, come riportato dalle cronache ecclesiali (cfr. AgenSIR, 10 marzo 2026), pone al centro della missione presbiterale il concetto di “comunione”. Si auspica una formazione che non sia autoreferenziale, ma innestata nel tessuto vivo del Popolo di Dio.

Tuttavia, come membra vive di questo stesso Popolo, avvertiamo l’urgenza di sottoporre alla Vostra paterna attenzione una questione che non può più essere elusa se vogliamo che tale “comunione” sia autentica e non solo procedurale: la rielaborazione del celibato ecclesiastico da obbligo giuridico a carisma opzionale.

Sosteniamo questa istanza basandoci su solidi presupposti teologici e pastorali:

1. La Distinzione tra Sacerdozio e Celibato
Teologicamente, è necessario ribadire che non sussiste un legame ontologico intrinseco tra il sacramento dell’Ordine e il celibato. Mentre l’Ordine è di istituzione divina, il celibato nella Chiesa Latina è una disciplina ecclesiastica (can. 277 §1 CIC). Come ricordato dal Concilio Vaticano II nel decreto Presbyterorum Ordinis (n. 16), il celibato «non è certamente richiesto dalla natura stessa del sacerdozio, come risulta evidente dalla prassi della Chiesa primitiva e dalla tradizione delle Chiese orientali». Chiediamo che questa distinzione dogmatica diventi prassi pastorale.

2. La Famiglia come “Chiesa Domestica” e il Ministero
La teologia post-conciliare ha riscoperto la famiglia come Ecclesia domestica (Lumen Gentium, n. 11). Se il presbitero è chiamato a essere guida della comunità, l’esperienza del sacramento del Matrimonio non è un ostacolo, ma un’integrazione sacramentale. Un presbiterato uxorato esprimerebbe una sintesi mirabile tra la carità pastorale e la santificazione della vita familiare, offrendo modelli di leadership più vicini alla realtà vissuta dai fedeli.

3. Il Diritto dei Fedeli all’Eucaristia (Can. 213)
Il Codice di Diritto Canonico sancisce il diritto dei fedeli a ricevere i beni spirituali della Chiesa, in primis l’Eucaristia. La persistente carenza di clero, dovuta in parte all’obbligatorietà del celibato, sta portando a una “carestia sacramentale” in intere regioni. La riammissione al ministero dei sacerdoti sposati (cfr. sacerdotisposati.altervista.org) e l’ordinazione di viri probati non sono concessioni alla modernità, ma atti di giustizia verso il Popolo di Dio che soffre per la mancanza di pastori.

4. Per una “Sinfonia dei Carismi”
Un rinnovamento autentico richiede il superamento del clericalismo denunciato da Vostra Santità. Riconoscere il carisma del sacerdozio in uomini sposati significa onorare la libertà dello Spirito, che chiama chi vuole, come vuole. La Chiesa non può permettersi di “disperdere” le vocazioni di chi, pur avendo risposto alla chiamata presbiterale, vive con pienezza e fedeltà la vocazione matrimoniale.

Santità, Fratelli Vescovi, Vi chiediamo di avere il coraggio apostolico di tradurre la “Ratio” in una realtà inclusiva. Il rinnovamento della Chiesa passa per una comunione che non teme l’amore umano, ma lo eleva a segno della presenza di Dio nel mondo.

Con filiale devozione e speranza sinodale,

Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati

Manifesto della Speranza per una Chiesa in Cammino

«Non siamo venuti a demolire, ma a testimoniare. Non siamo venuti a dividere, ma a ricucire. La nostra voce nasce dal desiderio di vedere una Chiesa che non ha paura della propria storia, né della vita reale che scorre nelle case di ogni famiglia. Crediamo in un sacerdozio che non è isolamento, ma dono. Crediamo in un ministero che sa accogliere la grazia del Matrimonio come un’ulteriore lampada accesa sull’altare della Misericordia. Oggi non chiediamo privilegi, ma il diritto di servire. Non chiediamo la fine di un ideale, ma la pienezza di una vocazione che non si è mai spenta nel cuore di chi, per amore, ha scelto la fedeltà alla vita e al Vangelo. La comunione è un abbraccio, non un confine. E noi siamo pronti, ancora una volta, a tendere le mani.»

sacerdotisposati

Pubblicato da Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati

Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati per una libera informazione e la riforma della Chiesa, impegnato per la riammissione al ministero dei preti sposati e delle loro famiglie.

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