Rimanete nel mio amore: la radice del servizio futuro possibile dei sacerdoti sposati

Rimanete nel mio amore, perché la vostra gioia sia piena - Sante Perpetua e  Felicita

Le letture di questa VI Domenica di Pasqua ci portano nel cuore pulsante del Vangelo di Giovanni. Non si parla di norme o di gerarchie, ma di una relazione profonda: “Vi ho chiamato amici”. Questo invito a rimanere nell’amore è il fondamento su cui poggia il nostro progetto. La richiesta di riammissione dei sacerdoti sposati non nasce da una rivendicazione, ma dal desiderio di vivere questo amore in modo totale, integrando la vocazione al ministero con la vocazione familiare.

Papa Leone XIV ci richiama costantemente a una fede che sia presenza concreta. Se il comandamento è amarci gli uni gli altri come Cristo ci ha amati, allora la Chiesa deve saper accogliere con gioia la testimonianza di chi vive l’amore coniugale senza rinunciare al servizio dell’altare. La nostra presenza a Roma e la ricerca di luoghi di culto vogliono essere il segno tangibile di questa amicizia con Cristo che non esclude nessuno, ma che anzi trova nella “convivenza possibile” tra famiglia e sacerdozio una nuova, feconda via di evangelizzazione.

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Pubblicato da Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati

Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati per una libera informazione e la riforma della Chiesa, impegnato per la riammissione al ministero dei preti sposati e delle loro famiglie.

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