L’amore senza misura: la santità non teme l’umano dei preti sposati

Ringraziamo A.  per averci riportato con il suo commento facebook  al cuore del “mistero”. La sua domanda è la stessa che Gesù rivolse a Pietro: “Mi ami tu più di costoro?”. Angela teme che il sacerdozio sposato possa rendere “mediocre” ciò che è grande e santo. Ma dobbiamo chiederci: la misura dell’amore si misura davvero solo con l’assenza di una famiglia? O non è forse vero che l’amore per una sposa e per dei figli può essere la palestra dove un uomo impara ad amare Dio e il prossimo con una misura ancora più grande, più concreta e più umile?

Papa Leone XIV ci sfida a vedere la santità non come un isolamento dal mondo, ma come un’immersione totale nell’amore. Un sacerdote sposato non sceglie la mediocrità; sceglie di vivere il suo “sì” a Dio dentro la complessità della vita quotidiana. Non c’è nulla di mediocre nel curare le anime mentre si cura la propria famiglia; c’è invece una testimonianza di carità che si fa carne. La grandezza del sacerdozio non sta nella solitudine, ma nella fedeltà a una chiamata che — come dimostrano i primi secoli della Chiesa e l’esempio degli Apostoli — sa abbracciare l’intero mistero dell’uomo.

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Pubblicato da Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati

Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati per una libera informazione e la riforma della Chiesa, impegnato per la riammissione al ministero dei preti sposati e delle loro famiglie.

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