La ‘Piccolezza’ del Papa contro i giganti di gomma della burocrazia

Il Papa con i partecipanti alla 82.ma Assemblea Plenaria della Cei

Il Papa ha parlato chiaro ai Vescovi italiani: la Chiesa non deve cercare la forza nei grandi numeri, nelle strutture protette o nelle garanzie giuridiche del passato. Deve riscoprire la “piccolezza” del granello di senape. Questo discorso illumina dall’interno le suggestioni dell’Enciclica Magnifica Humanitas: una Chiesa piccola è una Chiesa vicina alla carne della gente, alle sue ferite e alle sue relazioni quotidiane.

Mentre molte Curie italiane usano la crisi delle vocazioni celibi per pianificare la ritirata (chiudendo parrocchie e razionando le Messe come a Verona), Papa Leone XIV ribalta la prospettiva. Essere “liberi di annunciare Cristo” significa anche liberarsi dalle catene di un impianto canonico che preferisce l’altare vuoto pur di non accogliere il realismo del ministero sposato. Noi sacerdoti sposati, esclusi dalle cattedre e dai registri parrocchiali, incarniamo esattamente quella “piccolezza” evangelica di cui parla il Pontefice. Non abbiamo palazzi da difendere, a differenza dello scisma autarchico dei tradizionalisti della FSSPX. Abbiamo solo la nostra testimonianza, le nostre famiglie e il nostro digiuno, iniziato tre giorni fa. Se la CEI dichiara di non poter decidere e il Papa chiede di osare nella libertà dello Spirito, il Decreto di Riammissione è l’unico modo per tradurre la “piccolezza” in fecondità pastorale.

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Pubblicato da Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati

Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati per una libera informazione e la riforma della Chiesa, impegnato per la riammissione al ministero dei preti sposati e delle loro famiglie.

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