Il ‘Rimando’ di Zuppi: Perché la CEI ammette l’impotenza e guarda a Leone XIV

Chiesacattolica.it – Conferenza Episcopale Italiana

Le parole del Cardinale Zuppi suonano come un onesto bagno di realtà e, al contempo, come un formale scaricabarile istituzionale. Affermando che sui “nodi forti” la competenza è del Vaticano, il Presidente della CEI ha implicitamente riconosciuto che la Conferenza Episcopale Italiana non ha l’autorità giuridica per modificare la normativa canonica universale sul celibato ecclesiastico o per decretare autonomamente la riammissione dei preti sposati. La CEI può snellire la burocrazia, può eleggere mons. Busca alla Vicepresidenza del Nord o mons. Gianotti alla Scuola, ma non può riscrivere il codice di diritto canonico.

Questo rimando ai “piani superiori” spazza via l’ambiguità del “Sinodo permanente” e rafforza clamorosamente la strategia del nostro Movimento. Noi non stiamo digiunando per convincere la CEI a fare un colpo di mano eretico o scismatico (lasciamo le derive illegittime alla Fraternità San Pio X e ai suoi quattro futuri vescovi). Noi offriamo la nostra fame e la nostra preghiera direttamente a Papa Leone XIV. Se il vertice della CEI dichiara che la chiave dei “nodi forti” è a Roma, allora la nostra marcia verso la Sede Apostolica è l’unica via corretta. L’Enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV e le sponde del Cardinale Grech sul valore delle famiglie dei preti dimostrano che il Vaticano si sta già muovendo. La CEI ha ammesso di essere solo un’esecutrice: la partita vera si gioca davanti al Papa, ed è lì che chiederemo il Decreto di Riammissione.

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Pubblicato da Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati

Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati per una libera informazione e la riforma della Chiesa, impegnato per la riammissione al ministero dei preti sposati e delle loro famiglie.

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