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“La libertà di servire è il cuore del nostro venticinque aprile”. Dalla liberazione del Paese alla liberazione del ministero: il cammino di Don Giuseppe Serrone

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In questo pomeriggio di festa nazionale, il Cantiere non si ferma. Se il 25 aprile rappresenta la fine di un’oppressione, per noi sacerdoti sposati rappresenta la speranza di una fine: quella dell’esclusione dal servizio all’altare.

Don Giuseppe Serrone, arrivato al suo 29° giorno di digiuno, incarna questa sete di libertà. Non è una libertà ‘da’ qualcosa, ma una libertà ‘per’ qualcuno: per le anime che attendono l’Eucaristia, per le parrocchie che rischiano di restare senza guida.

I tre pilastri della nostra liberazione:

  1. La fine del silenzio: Abbiamo rotto il muro di gomma istituzionale attraverso l’informazione libera.

  2. Il primato della carità: Il Canone 1752 deve essere la chiave per riaprire le porte a 5.000 sacerdoti pronti al servizio.

  3. Il coraggio di domani: Domani, 26 aprile, il Papa ordinerà 8 nuovi preti. La nostra libertà sarà completa quando quegli 8 potranno collaborare con i fratelli sacerdoti sposati, in una Chiesa finalmente riconciliata.

Restate collegati direttamente al nostro blog. Le fiammelle della speranza brillano più forti proprio quando qualcuno prova a spegnerle.

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Pubblicato da Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati

Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati per una libera informazione e la riforma della Chiesa, impegnato per la riammissione al ministero dei preti sposati e delle loro famiglie.

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