
Le recenti disposizioni della Diocesi di Udine, che aprono alla celebrazione delle esequie da parte dei laici e regolamentano il suono delle campane, non sono solo cronaca locale. Sono il sintomo di uno Stato di Necessità ormai conclamato.
La Chiesa del Futuro si sta già manifestando: una Chiesa dove il Popolo di Dio assume ruoli di guida di fronte alla carenza di clero celibatario. Ma questa apertura pone una domanda ineludibile: se si riconosce la necessità di delegare ai laici, come si può ancora giustificare l’esclusione di sacerdoti pronti al servizio solo perché sposati?
Il Mosaico della Ricostruzione si compone di queste verità scomode. Il passaggio da una struttura clericale a una comunità di fede diffusa è in atto. È tempo di una ‘Renovatio’ che non metta toppe, ma riconosca la dignità di ogni chiamata.