
La riflessione di Monsignor Derio Olivero sull’opera di Duccio di Buoninsegna ci riporta su quella strada per Emmaus dove il sacro incontra l’ordinario. I due discepoli, affranti e delusi, non riconoscono subito il Maestro che cammina con loro; lo faranno solo “allo spezzare del pane”. Questa immagine artistica e biblica suggerisce che la presenza di Dio non abita solo i luoghi solenni, ma si svela nel gesto della condivisione, nel cammino faticoso della vita e nella concretezza delle relazioni umane.
Per i sacerdoti sposati, la “strada per Emmaus” è una realtà vissuta ogni giorno. La loro testimonianza è quella di chi riconosce Cristo non solo nell’Eucaristia celebrata, ma anche nel pane spezzato a tavola con la propria famiglia. È una fede che cammina, che ascolta e che sa scorgere il divino nelle pieghe della quotidianità. Se la Chiesa vuole essere “sinodale”, deve imparare da questi discepoli a non temere il cammino condiviso, riconoscendo che ogni vocazione autentica, seppur vissuta in forme diverse, concorre a rivelare il volto del Risorto.
L’appello di Monsignor Derio a guardare l’arte per capire la fede ci invita a superare le cecità che spesso impediscono di riconoscere i doni dello Spirito nelle nostre comunità. I sacerdoti sposati che chiedono di servire sono come quei discepoli pronti a tornare a Gerusalemme per annunciare che il Signore è vivo. Valorizzare il loro ministero significa permettere alla Chiesa di essere quel viandante che non cammina da solo, ma che sa integrare ogni esperienza di vita nella grande narrazione della salvezza, rendendo il Vangelo una strada percorribile da ogni uomo e ogni donna del nostro tempo.
Tag: Monsignor Derio Olivero, diocesi Pinerolo, Emmaus, Duccio di Buoninsegna, arte sacra, sacerdoti sposati, cammino sinodale, spiritualità del quotidiano