
“Preti Sposati e 8 per mille: la Chiesa che non ‘batte cassa’”
Titolo: Più preti nelle strade, meno lussi nei palazzi: la nostra risposta ai fedeli
Molti utenti, commentando l’articolo de La Verità, dicono: “Sì ai preti sposati, ma basta chiedere soldi”. È un appello alla coerenza che il Movimento Sacerdoti Sposati accoglie con totale favore.
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Il prete della porta accanto: Un sacerdote sposato è, per sua natura, inserito nell’economia reale. Non vive in un “lusso principesco”, ma condivide le fatiche dei fedeli. La sua presenza è un “anticorpo” naturale contro lo spreco e la distanza burocratica.
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La riforma di Leone XIV: Il Papa ci chiama a una Chiesa povera per i poveri. Noi crediamo che la riammissione dei preti sposati sia parte di questa pulizia: meno strutture elefantiache, più presenza capillare sul territorio per annunciare il Vangelo.
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Investire sulle persone, non sulle pietre: Invece di accumulare beni immobili, la Chiesa dovrebbe investire sulle “pietre vive”: i suoi sacerdoti. Riammettere chi è stato allontanato significa valorizzare risorse che la Chiesa ha già formato, riducendo gli sprechi e tornando alla missione essenziale.
Conclusione: Non vogliamo che il tema dei preti sposati sia usato come pretesto per questioni di bilancio. Chiediamo di tornare a servire perché crediamo che una Chiesa con più padri di famiglia sia una Chiesa che sa gestire meglio anche le sue risorse, con la saggezza del buon padre di famiglia.