Preti Sposati e 8 per mille: la Chiesa che non ‘batte cassa’”

“Preti Sposati e 8 per mille: la Chiesa che non ‘batte cassa’”

Titolo: Più preti nelle strade, meno lussi nei palazzi: la nostra risposta ai fedeli

Molti utenti, commentando l’articolo de La Verità, dicono: “Sì ai preti sposati, ma basta chiedere soldi”. È un appello alla coerenza che il Movimento Sacerdoti Sposati accoglie con totale favore.

  • Il prete della porta accanto: Un sacerdote sposato è, per sua natura, inserito nell’economia reale. Non vive in un “lusso principesco”, ma condivide le fatiche dei fedeli. La sua presenza è un “anticorpo” naturale contro lo spreco e la distanza burocratica.

  • La riforma di Leone XIV: Il Papa ci chiama a una Chiesa povera per i poveri. Noi crediamo che la riammissione dei preti sposati sia parte di questa pulizia: meno strutture elefantiache, più presenza capillare sul territorio per annunciare il Vangelo.

  • Investire sulle persone, non sulle pietre: Invece di accumulare beni immobili, la Chiesa dovrebbe investire sulle “pietre vive”: i suoi sacerdoti. Riammettere chi è stato allontanato significa valorizzare risorse che la Chiesa ha già formato, riducendo gli sprechi e tornando alla missione essenziale.

Conclusione: Non vogliamo che il tema dei preti sposati sia usato come pretesto per questioni di bilancio. Chiediamo di tornare a servire perché crediamo che una Chiesa con più padri di famiglia sia una Chiesa che sa gestire meglio anche le sue risorse, con la saggezza del buon padre di famiglia.

Pubblicato da Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati

Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati per una libera informazione e la riforma della Chiesa, impegnato per la riammissione al ministero dei preti sposati e delle loro famiglie.

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