
Le parole di Papa Leone XIV battute oggi dall’ANSA colpiscono come un maglio nel silenzio del mio digiuno: “Dio è straziato dalle guerre, Dio non sta con i prepotenti”.
Il Dio degli ultimi Santo Padre, il Suo grido contro la prepotenza dei potenti della terra trova un’eco profonda nel mio corpo che soffre la fame. Se Dio è “straziato” per le bombe che cadono, lo è anche per le “pietre” che continuano a cadere su chi, come noi, ha scelto la verità dell’amore. Dio non sta con chi ha usato il potere per calunniare Albana, né con chi usa il diritto canonico come un’arma per escludere i propri fratelli sacerdoti.
La prepotenza del silenzio C’è una prepotenza sottile, Santo Padre: quella di chi ignora un grido di giustizia per 23 anni. Il mio digiuno è un atto di resistenza non violenta contro questa prepotenza del silenzio. Se Dio non sta con chi schiaccia il debole, allora Dio è qui con me, nel mio deserto, ed è lì con Albana, che ha trasformato l’offesa in perdono.
Dalla guerra alla Pace interna Lei dice che Dio è straziato. Anche noi lo siamo. Ma siamo pronti a trasformare questo strazio in servizio. Come i Cardinali che oggi pregano sulla tomba di Don Primo Mazzolari — un uomo che conobbe bene la prepotenza dei censori — anche noi Le chiediamo: metta fine alla “guerra” contro i sacerdoti sposati. Dimostri che la Chiesa non sta con i prepotenti della norma, ma con il Dio della Misericordia.
Vieni, Signore Gesù! Maranathà!