
La celebrazione del Giubileo delle Famiglie, con il richiamo di Papa Leone XIV all’attualità di Amoris Laetitia e al Vangelo della famiglia come missione per il mondo, ha rappresentato un momento di intensa preghiera e festa per la Chiesa universale. Tuttavia, accanto alla gioia per la grande partecipazione dei fedeli, rimane un velo di amarezze per un’assenza significativa: la mancata inclusione dei sacerdoti sposati, che avevano espressamente richiesto alle autorità vaticane di poter partecipare a questo importante appuntamento giubilare.
L’esclusione di famiglie formate da presbiteri regolarmente ordinati rappresenta una contraddizione rispetto allo spirito di accoglienza, integrazione e valorizzazione di ogni realtà familiare promossa dallo stesso Magistero.
Una testimonianza di fede e famiglia che merita ascolto
I sacerdoti che hanno contratto matrimonio dopo l’ordinazione e che custodiscono una solida formazione teologica pontificia non vivono la famiglia come una rottura, ma come un compimento umano e spirituale:
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Testimoni diretti dell’amore familiare: Chi ha vissuto sia la consacrazione presbiterale che la Grazia del Sacramento del Matrimonio incarna in modo unico i valori di Amoris Laetitia, potendo offrire un contributo prezioso alla pastorale familiare delle diocesi.
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Il desiderio di piena comunione: La richiesta di partecipazione al Giubileo non nasceva da intenti rivendicativi o di protesta, ma dal desiderio filiale di pregare insieme al Santo Padre e a tutte le famiglie del mondo, riaffermando l’appartenenza all’unico Corpo della Chiesa.
Realismo Pastorale: superare le marginalizzazioni per il bene della Chiesa
Nonostante questa occasione mancata, la via del dialogo e della testimonianza prosegue con fermezza. La proposta del Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati, coordinato da don Giuseppe Serrone, continua a sollecitare a Papa Leone XIV e ai Vescovi una scelta di realismo pastorale:
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Dal sospetto all’integrazione: Riconoscere la dignità delle famiglie dei sacerdoti sposati e concedere un decreto di riammissibilità canonica al ministero attivo significa arricchire la Chiesa di pastori vicini ai problemi reali della gente.
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Coerenza evangelica: Riaprire le porte a chi ha dedicato la propria vita al Vangelo e oggi vive la bellezza del matrimonio è il miglior modo per testimoniare che la misericordia e la comunione superano ogni rigidità burocratica.
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