È record di “100 e lode” alla Maturità, ma i voti non misurano più le competenze

È record di "100 e lode" alla Maturità, ma i voti non misurano più le competenze

Oltre 14mila studenti hanno meritato la “lode” alla Maturità di quest’anno, quasi il 3% dei diplomati italiani. Si tratta, però, di un certificato di eccellenza sempre più diffuso e meno elitario. Rispetto all’anno scorso sono 266 in più gli scolari ad aver raggiunto il massimo dei voti, ma la tendenza alla lode è di lungo corso: nell’anno scolastico 2006/2007, anno di introduzione della menzione di merito, erano solo 3mila i diplomati ad aver ottenuto il massimo dei voti. Dieci anni dopo, nel 2016, erano 5.133. Nell’ultimo decennio i numeri sono quasi triplicati. È questo il primo risultato dei dati sulla Maturità 2026 pubblicati stamani dal ministero dell’Istruzione e del Merito, che rivelano una concentrazione delle “lodi” al sud Italia.
La prima regione per menzioni speciali è la Campania, che colleziona 3.018 lodi, seguita da Puglia (2.104) e Sicilia (1.928). Dieci anni fa avevano in quelle stesse regioni avevano ottenuto il massimo dei voti rispettivamente 713, 934 e 500 studenti. Più contenuti – ma sempre in costante crescita – i “miglioramenti” degli studenti del Nord: in Lombardia le “lodi” sono passate da 300 a 760 in dieci anni, in Veneto da 276 a 523 e in Emilia-Romagna da 328 a 687. Quasi ovunque sono più che raddoppiate, a fronte però di un calo di competenze pressoché costante a partire dalla pandemia di Covid-19 registrato dai test standardizzati di Invalsi.
In generale, quasi tutti gli studenti ammessi all’esame hanno ottenuto il diploma (99,8%). E pochissimi lo hanno fatto con il minimo dei voti: solo il 4,1% dei maturandi ha preso “60”, contro l’8% di dieci anni fa. La maggior parte – il 56,1% – ha ottenuto un punteggio compreso tra il 61 e l’80. In calo sono i cento senza lode: 5,3% contro il 7,1% dello scorso anno.
Le più grandi differenze tra studenti si muovono lungo due direttrici: l’indirizzo di scuola superiore e la regione di provenienza. I voti più alti si registrano nei licei, mentre le commissioni degli istituti professionali e tecnici tendono a dare punteggi più bassi. Il 4,3% dei liceali ha ottenuto la lode, contro l’1,6% dei tecnici e lo 0,7% dei professionali. A ottenere il minimo dei voti, invece, è il 2,7% degli alunni dei licei contro il 5,8% dei diplomati negli istituti.
Al Sud, poi, le medie tendono a essere ovunque più alte rispetto al Nord. I diplomati con “100” sono il 9,8% dei maturandi in Calabria, l’8% in Sicilia e il 7,9% in Campania. Al contrario, sono il 2,8% in Lombardia, il 3,5% in Veneto e il 3,7% in Piemonte. Agli ottimi risultati dei diplomati del Meridione, però, non corrisponde un progressivo miglioramento delle loro competenze in Italiano e Matematica. A livello territoriale la distribuzione dei voti è inversa rispetto ai risultati delle rilevazioni Invalsi: negli ultimi test standardizzati, infatti, solo il 54% degli alunni del Nord al quinto anno delle superiori ha ottenuto risultati adeguati in Italiano, contro il 47% del Sud. In Matematica il divario è più ampio: 52% al Nord e 45% al Sud. Di anno in anno le differenze si assottigliano, ma sono ancora gli studenti del Settentrione a godere di un vantaggio competitivo rispetto ai colleghi delle regioni meridionali.

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Pubblicato da Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati

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