
Il dibattito mediatico attorno ai volti noti del clero e del post-clero digitale continua a infuriare. L’ultimo scontro, rilanciato anche dalle testate di settore come Everyeye, vede contrapposti il prete-influencer Don Schena e le dinamiche televisive legate ad Alberto Ravagnani, con accuse di «violenza gratuita» e polemiche accese attorno a interviste e botta e risposta televisivi.
Salotti TV, polemiche social, diatribe tra creator in tonaca o ex in cerca di audience: lo spettacolo continua a riempire le pagine dei siti di intrattenimento. Ma in tutto questo bailamme mediatico, dove finiscono i reali problemi della Chiesa? E soprattutto, che fine fa la drammatica e seria causa dei sacerdoti sposati?
Lo spettacolo della visibilità contro la sofferenza reale
Assistere a polemiche digitali e televisive in cui la figura del sacerdote viene piegata alle logiche dello share e del posizionamento social evidenzia un cortocircuito profondo:
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La ricerca esasperata di visibilità: Mentre alcuni preti influencer o ex presbiteri rincorrono i riflettori dei format televisivi e delle polemiche a tesi, l’opinione pubblica viene distolta dai veri drammi ecclesiali, riducendo la vocazione e il ministero a mero fenomeno di costume.
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La strumentalizzazione della Chiesa: Usare i panni sacerdotali o il proprio passato ecclesiale come trampolino per dinamiche di spettacolo o per difendere spazi di protagonismo mediatico svaluta la dignità del Sacramento dell’Ordine.
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Il silenzio sui veri problemi pastorali: Di fronte alla spettacolarizzazione mediatica, a pagare il prezzo più alto è la Chiesa reale: quella delle parrocchie deserte, delle comunità senza Eucaristia e dei sacerdoti che chiedono giustizia.
Realismo Pastorale: basta con i riflettori, spazio alla giustizia e alla riammissione
Il Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati, alza la voce per denunciare questa deriva e contrapporre la forza del realismo pastorale al teatrino dei social:
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Fuori dai salotti, dentro la vita delle comunità: I sacerdoti sposati non cercano la visibilità televisiva o lo scontro da prima pagina. Custodiscono il carattere indelebile dell’Ordine e una solida preparazione teologica pontificia con l’unico desiderio di tornare a servire l’altare.
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Un appello a Papa Leone XIV: Chiediamo che l’attenzione della Chiesa e dei media si sposti dalle polemiche effimere dei preti-influencer alla realtà dei presbiteri coniugati, invocando un decreto canonico di riammissione al ministero attivo per sanare la crisi delle parrocchie.
La Chiesa ha bisogno di pastori autentici e dediti al Vangelo, non di comparse da rotocalco televisivo.