Avidità, attaccamento al denaro, clericalismo sono i mali di cui soffre la Chiesa: spazio ai preti sposati

La redazione del Movimento Internazionale dei sacerdoti lavoratori sposati commenta le dichiarazioni di Papa Francesco apparse in un articolo di Franca Giansoldati: “un aiuto alla Chiesa potrebbe essere la riammissione dei preti sposati nel ministero” (ndr)

Città del Vaticano – Avidità, attaccamento al denaro, clericalismo sono i mali di cui soffre la Chiesa. La radiografia dello stato di salute del tessuto ecclesiale è stata fatta da Papa Francesco in un colloquio avvenuto qualche tempo fa a porte chiuse davanti allo stato maggiore dei Gesuiti. In quei giorni l’ordine fondato da sant’Ignazio da Loyola era impegnato nella Congregazione Generale e nell’elezione del superiore, il Papa Nero. Lo stenografico del colloquio è stato diffuso da padre Antonio Spadaro, direttore della Civiltà Cattolica. “Il clericalismo, che è uno dei mali più seri nella Chiesa, si discosta dalla povertà. Il clericalismo è ricco. E se non è ricco di denaro, lo è di superbia. Ma è ricco: c’è un attaccamento al possesso. Non si lascia generare dalla madre povertà, non si lascia custodire dal muro povertà”.

Il concetto viene ripetuto anche successivamente, in un altro passaggio. “Il clericalismo è una delle forme di ricchezza più gravi di cui al giorno d’oggi si soffre nella Chiesa. Almeno, in alcuni luoghi della Chiesa. Perfino nelle esperienze più quotidiane. La Chiesa povera per i poveri è quella del Vangelo, quella del Discorso della montagna del Vangelo di Matteo e quella del Discorso della pianura del Vangelo di Luca, come pure il protocollo secondo cui verremo giudicati: Matteo 25. Credo che su questo il Vangelo sia chiarissimo, e bisogna andare in quella direzione. Ma insisterei anche sul fatto che sarebbe bello se la Compagnia potesse aiutare ad approfondire la visione di Ignazio sulla povertà, perché credo sia una visione per tutta la Chiesa. Qualcosa che può aiutarci tutti”.Il denaro definito più volte in passato da Francesco lo sterco del demonio è la fonte di tanti grattacapi. “Quanti scandali, di cui purtroppo devo essere informato, dato il luogo in cui mi trovo, nascono dal denaro”. La sua speranza, ha aggiunto nel colloquio con i gesuiti, è che possa farsi strada la visione di S.Ignazio, secondo il quale la povertà è “madre e muro”, in buona sostanza “genera vita spirituale e vita di santità “, ed è muro perché “difende dal rischio di commettere reati legati all’uso distorto del denaro. Quanti disastri ecclesiali sono cominciati per mancanza di povertà: anche fuori dalla Compagnia, mi riferisco a tutta la Chiesa in generale”.

fonte: http://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/papa_francesco_chiesa_clericalismo_denaro_gesuiti_sant_ignazio_vaticano-2100831.html

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