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Fedeldà nella novità. Ma con cambi di leggi utili a vita Chiesa oggi

Vaticanan News pubblica un articolo di Sergio Centofanti (Leggi qui).

La tesi di fondo sembra essere: “fedeltà nella novità”.

Di fatto l’analisi del giornalista affianca testi magisteriali che di fatto non hanno prodotto i risultati auspicati nella vita della Chiesa di oggi.

Assistiamo, per il Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati, a una cisi irreversebile della Chiesa: “Papa Francesco deve mettere mano velocemento alla riforma dellle leggi ecclesiastiche e riaccogliere nella Chiesa i preti sposati con le loro famiglie”.

Gesù ha affermato di non essere venuto ad abolire la Legge, “ma a dare pieno compimento” (Mt 5,17). Ha insegnato a non trasgredire neanche “uno solo di questi precetti, anche minimi” (Mt 5,19). Eppure era accusato di violare le norme mosaiche, come il riposo del sabato o il divieto di frequentazione dei pubblici peccatori. E gli apostoli compiono il grande salto: aboliscono l’obbligo sacro della circoncisione, risalente addirittura ad Abramo e in vigore da 2000 anni, e aprono ai pagani, cosa impensabile a quel tempo. “Ecco – dice il Signore – io faccio nuove tutte le cose” (Ap 21, 5). È il “vino nuovo” dell’amore evangelico che subisce sempre il rischio di essere messo negli “otri vecchi” delle nostre sicurezze religiose, che tante volte mettono a tacere il Dio vivo che non smette di parlarci. È la sapienza del “discepolo del regno dei cieli” che cerca la pienezza della Legge, la giustizia che supera quella degli scribi e dei farisei, estraendo “dal suo tesoro cose nuove e cose antiche” (Mt 13,52). Non solo cose nuove, non solo cose antiche.

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