
Con un Motu proprio firmato il 1° settembre e reso pubblico oggi, Leone XIV ha abrogato integralmente la Lettera apostolica in forma di motu proprio “Un futuro sostenibile”, il provvedimento con cui nel marzo 2021 papa Francesco aveva introdotto una serie di misure straordinarie di contenimento della spesa per il personale della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. Nel nuovo testo il Pontefice ricorda che quelle misure erano state adottate in una fase segnata dalle difficoltà economiche e dagli effetti della pandemia di Covid-19, con l’obiettivo di garantire la sostenibilità dei bilanci vaticani e salvaguardare i posti di lavoro. Oggi, spiega, tali interventi possono essere superati, nella convinzione che le istituzioni della Santa Sede e del Governatorato possano perseguire l’equilibrio economico attraverso strumenti diversi.
Il Motu proprio del 2021 aveva disposto una riduzione del 10% delle retribuzioni dei cardinali, dell’8% di quelle dei superiori e dei dirigenti dei dicasteri e del 3% degli stipendi di ecclesiastici e religiosi in servizio presso la Santa Sede. Inoltre aveva sospeso per un periodo determinato la maturazione degli scatti biennali di anzianità per una parte significativa del personale. Una prima modifica era già intervenuta nel giugno 2025 con l’abrogazione dell’articolo 3 del provvedimento, relativo alla riduzione del 3% applicata a sacerdoti e religiosi. Ora Leone XIV dispone la cancellazione dell’intero impianto normativo. L’aspetto più rilevante del nuovo provvedimento riguarda però gli effetti prodotti in questi anni. Il Papa stabilisce infatti che l’abrogazione avvenga «facendo salvi, in via definitiva, gli effetti prodotti nel periodo della sua vigenza». Restano quindi acquisiti tutti gli effetti economici già maturati e, in particolare, quelli derivanti dal blocco degli scatti biennali di anzianità. In termini pratici, il personale non recupererà gli aumenti stipendiali non maturati durante il periodo di sospensione né riceverà restituzioni delle somme non percepite a causa delle riduzioni introdotte nel 2021. La decisione produce effetti esclusivamente per il futuro: vengono meno le misure straordinarie ancora vigenti, ma senza alcuna ricostruzione retroattiva delle retribuzioni.
Il provvedimento assume anche un valore simbolico. Con esso si chiude una stagione di austerità avviata negli anni più difficili della pandemia per i conti della Santa Sede. Allo stesso tempo, il Pontefice conferma la necessità di mantenere l’attenzione alla sostenibilità economica, indicando però una fase nuova, nella quale l’equilibrio dei bilanci non sarà più perseguito attraverso interventi generalizzati con tagli lineari sulle retribuzioni del personale.
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