La sfida a Putin inizia dalle urne: il “no” alla guerra del partito Jabloko

La sfida a Putin inizia dalle urne: il "no" alla guerra del partito Jabloko

«Quelle di settembre non saranno elezioni, bensì un referendum sulla guerra». Ne è convinto Grigorij Javlinskij, fondatore di Jabloko, il partito di opposizione in Russia che chiede la fine del conflitto in Ucraina. Nonostante tutte le difficoltà, Jabloko ha deciso di presentarsi alle legislative del 20 settembre e di candidare molti giovani. Una generazione di uomini e donne nata dopo la fine dell’Unione Sovietica che chiede una Russia libera, democratica, non bellicista. E che guarda al dialogo con Europa, di cui si sente parte integrante. «Bisogna trovare un linguaggio comune», sostiene Javlinskij.
Con quali obiettivi e aspettative Jabloko intende partecipare alle elezioni?
La priorità è quella di fermare la perdita di vite umane, salvare le persone e arrivare prima possibile a un accordo per il cessate il fuoco. Questo è il significato principale del nostro programma elettorale. È composto da appena 43 parole. Queste elezioni non riguardano tasse, tariffe, stipendi o pensioni. Riguardano la vita delle persone, la libertà e il futuro della Russia. Di fatto, si tratterà di un referendum al quale parteciperanno oltre 60 milioni di elettori. Solo Jabloko sostiene un accordo per il cessate il fuoco con l’Ucraina, la libertà e una vita senza paura. Tutti gli altri partiti supportano la linea politica del governo. In realtà, ci saranno due risultati elettorali. Uno sarà quello ufficiale che verrà annunciato. L’altro sarà il risultato reale. Il vero orientamento della volontà popolare sarà noto alle autorità. E sarà questo il principale esito delle elezioni: la massima leadership del Paese vedrà quanti cittadini russi sostengono realmente il cessate il fuoco e l’immagine del futuro della Russia proposta da Jabloko, in linea con le sfide del ventunesimo secolo. Il senso della nostra partecipazione è mostrare ciò che desidera realmente il popolo russo. Da quattro anni non cambiamo la nostra posizione: un accordo immediato per il cessate il fuoco, seguito da negoziati. Le persone vedono ciò che accade. E vedono chi propone una vera via d’uscita.
Negli ultimi mesi Jabloko è stato sottoposto a una pressione senza precedenti. Qual è lo stato d’animo nel partito?
Abbiamo migliaia di membri ufficiali e oltre un milione di sostenitori iscritti, e durante tutto questo periodo nessuno ha lasciato il partito. Questo nonostante otto nostri colleghi siano in carcere per accuse di natura politica, dodici siano sotto procedimenti penali, decine siano stati multati per aver espresso pubblicamente la posizione del partito sul conflitto, e il leader assieme a tutti i deputati in carica sia stato privato del diritto di candidarsi. Eppure, sempre più giovani si iscrivono al partito. Questo dimostra che, nonostante tutte le pressioni, Jabloko ha un futuro.
Perché non ha guidato personalmente la lista elettorale?
Perché bisogna aprire la strada ai giovani in politica. La mia generazione ha fallito, compromettendo completamente le riforme degli anni Novanta. Di conseguenza il Paese è arrivato a una situazione catastrofica. Avevamo un’opportunità storica e non siamo riusciti a coglierla. Ora si sta affacciando una nuova generazione e il nostro compito è sostenerla e aiutarla in ogni modo. Personalmente, sarò al loro fianco e li aiuterò per tutto il tempo necessario. Oggi è molto importante l’immagine del partito, e con essa l’età dei candidati. L’età media della nostra nuova leadership è di 37 anni. Saranno i giovani a costruire il futuro del Paese.
Secondo un sondaggio del canale YouTube di opposizione Živoj Gvozd’, l’84% degli ascoltatori sarebbe pronto a votare per Jabloko. Perché?
C’è anche un altro esempio. In un popolarissimo canale Telegram di notizie è stato condotto un sondaggio al quale hanno partecipato oltre 83 mila persone. Il 29% si è espresso a favore di Jabloko. Aveva una percentuale superiore solo il gruppo di chi non intende votare. Non si tratta solo del fatto che finalmente ci hanno ascoltato. Le persone stanno arrivando alla conclusione che così non si può andare avanti e che noi rappresentiamo la forza politica attraverso la quale possono esprimere il proprio sentire su quanto accade.
E se all’ultimo momento le autorità impedissero al partito di partecipare alle elezioni?
Anche questo potrebbe accadere. Se così fosse, la pressione su di noi diventerebbe ancora più forte. Ma non rinunceremo ai nostri principi, alle nostre convinzioni e al nostro programma. Stiamo facendo tutto ciò che è vitale qui e ora.
In Occidente Jabloko viene spesso criticato per la partecipazione alle elezioni, considerate da alcuni un “gioco” secondo le regole del potere. Qual è la sua risposta?
Chi dice queste cose non comprende la sostanza del problema, oppure ne trae semplicemente vantaggio. Vengano in Russia e poi ne parliamo. La nostra posizione è molto semplice: questo è il nostro Paese e questo è il nostro popolo. Faremo tutto ciò che è necessario affinché le persone non vengano uccise e affinché esista un futuro normale per il nostro Paese, per l’Ucraina e per l’Europa.
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Pubblicato da Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati

Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati per una libera informazione e la riforma della Chiesa, impegnato per la riammissione al ministero dei preti sposati e delle loro famiglie.

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