Nomine e dietrologie: oltre gli ‘spifferi’ di curia, serve una Chiesa radicata nella realtà

Cupola di San Gaudenzio - Kalatà!

La corsa alle cattedre e il silenzio sui territori: perché il gossip ecclesiale non risolve la crisi pastorale

Le indiscrezioni e le manovre mediatiche attorno alla successione di Mons. Brambilla alla guida della Diocesi di Novara — rilanciate in queste ore dalle colonne dello Spiffero — offrono uno spaccato evidente di un certo modo di raccontare la Chiesa, ridotta a un teatro di correnti, candidati da bruciare o da promuovere e veti incrociati. Dopo i tentativi dei giorni scorsi di colpire figure autorevoli come Mons. Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo, il gossip curiale torna a sparare nel mucchio per confondere le acque e orientare nomine e “zucchetti”.

Come staff di Informazione Libera, crediamo che questo spettacolo di retroscena e geopolitica ecclesiastica sia l’esatta rappresentazione di ciò che allontana la “vita della gente” dalle istituzioni. Mentre i salotti e i blog specialistici si appassionano al toto-nomine, la realtà dei fatti ci presenta una Chiesa sul territorio che affronta sfide epocali e drammatiche, ben lontane dai giochi di potere.

La realtà oltre le poltrone

Nello stesso momento in cui si discute su chi occuperà la cattedra di Novara, Diocesi vicine come quella di Torino (e molte altre in tutta Italia) si vedono costrette a ridisegnare la propria geografia pastorale a causa della spaventosa carenza di clero, arrivando ad affidare quattro o cinque parrocchie a un singolo sacerdote, costretto a una vita da pendolare dell’altare.

Il vero problema che i Vescovi — attuali e futuri — dovranno affrontare non è il posizionamento all’interno delle dinamiche di curia, ma come tenere aperti i tabernacoli, come garantire l’Eucaristia domenicale e come sconfiggere la “pandemia della solitudine” che colpisce sia i laici sia i preti celibi rimasti soli nelle grandi canoniche svuotate.

Il “Vero Digiuno” applicato alla comunicazione

Questa girandola di attacchi mediatici ci conferma la bontà della svolta spirituale e comunicativa intrapresa dal nostro coordinatore don Giuseppe Serrone. Ispirandoci al profeta Isaia e al Vangelo di Matteo, abbiamo capito che il vero digiuno gradito a Dio consiste anche nel rimuovere ogni forma di vessazione, malvagità e linguaggio accusatorio. Ciò che esce dalla bocca — e dalle tastiere di chi cerca di fare politica sulla pelle delle Diocesi — rischia solo di contaminare la comunione ecclesiale.

Il Movimento Sacerdoti Sposati non si fa distrarre da queste schermaglie. Chiunque sarà il nuovo Pastore di Novara, o di qualsiasi altra comunità, troverà sempre da parte nostra la stessa, immutata disponibilità: quella di operai già formati che, nella legalità civile e religiosa, offrono gratuitamente il proprio aiuto per custodire le parrocchie, supportare i confratelli in difficoltà e portare la testimonianza di una fede incarnata nella famiglia e nella società.

È tempo di superare l’immobilismo dei giochi di palazzo per rimettersi a lavorare, con realismo e umiltà, nella vigna del Signore. Lo Spiffero, Novara, Successione Mons Brambilla, Mons Derio Olivero, Diocesi di Novara, Gossip ecclesiale, Sacerdoti Sposati, Movimento Sacerdoti Sposati, Preti Sposati, Informazione Libera, Vero Digiuno, Realismo pastorale, Carenza clero, Mons. Brambilla

Pubblicato da Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati

Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati per una libera informazione e la riforma della Chiesa, impegnato per la riammissione al ministero dei preti sposati e delle loro famiglie.

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