Le ferie secondo Leone XIV: meno sprechi, più Vangelo e attenzione agli ultimi, ecco il decalogo delle vacanze cristiane

Le ferie secondo Leone XIV: meno sprechi, più Vangelo e attenzione agli ultimi, ecco il decalogo delle vacanze cristiane

Come vivere cristianamente le vacanze? La domanda non arriva da un teologo né da un vescovo, ma da Maurizio, un fedele romano che ha deciso di prendere carta e penna per scrivere direttamente a Leone XIV. Non chiede indicazioni su mete di pellegrinaggio o pratiche devozionali, ma un consiglio semplice: come trasformare il tempo del riposo in un’occasione di crescita spirituale, senza ridurlo a una parentesi di evasione.

La risposta del Pontefice, pubblicata sull’ultimo numero della Rivista San Pietro, diretta da padre Enzo Fortunato, traccia una sorta di piccolo decalogo delle ferie cristiane. Nessuna lista di divieti, nessun moralismo, ma alcuni principi che delineano uno stile di vita.

Il primo è la coerenza. «Le vacanze siano coerenti con uno stile cristiano di vita», scrive Leone XIV. Un’indicazione volutamente essenziale, che lascia alla responsabilità personale il compito di tradurre il Vangelo nelle scelte quotidiane, anche quando ci si concede una pausa dal lavoro.

Il secondo richiamo riguarda la sobrietà. Per il Papa il tempo libero non deve trasformarsi in una corsa al consumo o nell’esibizione del benessere. «Utilizziamo anche il tempo dell’estate per vivere il Vangelo della pace e della misericordia. Pensiamo al privilegio che abbiamo quando sosteniamo i poveri e testimoniamo la povertà evangelica. Questo è un servizio che facciamo a Cristo stesso». Da qui l’invito a evitare «gli eccessi e gli sprechi, il materialismo e il consumismo», educandosi alla sobrietà. «Ricordiamoci sempre che l’accumulo dei beni ostacola l’evangelizzazione».

Non è soltanto un’esortazione morale. È una critica, implicita ma chiara, a un modello di vacanza spesso identificato con il lusso, il consumo e la ricerca del superfluo. Per Leone XIV il riposo non perde il suo valore, ma acquista senso quando non interrompe il rapporto con gli altri e con il Vangelo.

C’è poi un passaggio dedicato agli anziani, che riflette una delle costanti del suo magistero. «Alle famiglie dico: non lasciate soli i vostri anziani». Un invito rivolto ai figli e ai nipoti, ma anche ai volontari: «Impegnatevi a portare umanità e speranza ai sofferenti e vedrete frutti di grazia». Le ferie diventano così anche tempo di relazioni ritrovate e di prossimità verso chi rischia maggiormente la solitudine.

Infine il Papa allarga lo sguardo alle tante ferite del mondo. «Pensiamo ai malati, alle persone che hanno perso la fiducia nella vita, a chi è travolto dal dolore per la perdita dei propri cari, alle vittime delle guerre, dell’odio, del terrorismo e della violenza, ai perseguitati a causa della fede e della giustizia, ai detenuti, a chi è rimasto senza lavoro, senza casa, ai migranti umanamente non accolti». Per Leone XIV le vacanze non possono trasformarsi in una sospensione dell’attenzione verso chi soffre. Al contrario, dovrebbero diventare «uno spazio di sospensione dalle occupazioni e dalle preoccupazioni, nel quale poter vivere esperienze autentiche di amicizia».

Ne emerge un’idea precisa del riposo cristiano: non una fuga dalla realtà, ma un tempo per recuperare equilibrio, coltivare relazioni e riscoprire la solidarietà. Una visione che si inserisce nella linea pastorale di Leone XIV, sempre attenta a coniugare spiritualità e responsabilità sociale.

Del resto, lo stesso Pontefice sta vivendo le sue ferie in questa prospettiva. Ospite del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo fino alla fine del mese, alterna momenti di riposo ad appuntamenti di preghiera e pellegrinaggio. Ha ripreso a praticare sport, utilizzando la piscina fatta realizzare da Giovanni Paolo II e i campi da tennis della residenza pontificia, ma ha anche scelto di uscire più volte per visitare alcuni dei principali luoghi della spiritualità italiana: dall’Abbazia di Montecassino ai monasteri di Subiaco, fino al Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra. Un modo concreto per mostrare che, anche durante le vacanze, il riposo può convivere con la preghiera, la contemplazione e l’incontro con le radici della fede.

Il Messaggero

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Pubblicato da Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati

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