«C’è delusione in Germania per il “no” del Vaticano all’omelia dei laici»

Cammino sinodale tedesco

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Il Dicastero per il Culto Divino ha gelato le speranze di riforma della Chiesa cattolica in Germania. Con una lettera indirizzata al presidente della Conferenza episcopale tedesca, il vescovo Heiner Wilmer, il prefetto Arthur Roche ha ribadito un divieto categorico: i laici non possono tenere l’omelia durante la celebrazione dell’Eucaristia. La decisione porta al fallimento di uno dei progetti di riforma del Cammino Sinodale tedesco, che mirava a una maggiore partecipazione dei fedeli non ordinati alla liturgia. La reazione degli “adetti ai lavori” non si è fatta attendere. Benedikt Kranemann, studioso di liturgia dell’Università di Erfurt, esprimendo profonda delusione, ha definito il provvedimento un «passo indietro».

Secondo Kranemann, la posizione del Vaticano suggerirebbe che la qualità della predicazione e la formazione teologica dei laici passino in secondo piano rispetto al sacramento dell’ordine. Il liturgista solleva inoltre dubbi sulla coerenza della scelta romana: se ai laici è permesso leggere le Scritture e i Salmi, o predicare durante le celebrazioni della Parola, perché l’omelia nella Messa deve restare un’esclusiva di sacerdoti e diaconi? Il liturgista critica inoltre l’approccio del Vaticano come «paternalistico», sottolineando come questo divieto escluda le donne da un ruolo attivo nella proclamazione, nonostante i ripetuti proclami sulla necessità di rafforzarne la posizione all’interno della Chiesa. Per lo studioso, esiste ormai una frattura insanabile tra le norme romane e la prassi consolidata da decenni in molte diocesi tedesche, dove i laici già collaborano attivamente alla predicazione durante le celebrazioni eucaristiche

La questione suscita una domanda di fondo: una Chiesa in crisi può permettersi di dettare legge? Il dibattito odierno – frutto di anni di tensioni – solleva infatti molti dubbi sulla legittimità delle pretese tedesche. Sebbene il vescovo Wilmer giustifichi la richiesta di riforme con la «drammatica carenza di sacerdoti» e la necessità di reagire agli scandali sugli abusi che hanno travolto la nazione, i dati restituiscono l’immagine di una comunità ecclesiale profondamente in affanno da tempo. È importante rilevare che la Chiesa tedesca appare oggi come una delle realtà più in crisi dell’intero panorama cattolico mondiale.

Con un numero di fedeli in costante calo – lo scorso anno ha perso 549.636 fedeli – e seminari quasi vuoti – sempre lo scorso anno ha avuto appena 25 ordinazioni sacerdotali. Per avere un’unità di misura consideriamo che nella pur secolarizzata Italia le ordinazioni sono da anni 300-400 a dimostrazione che il modello proposto dal Cammino Sinodale sembra più un tentativo disperato di sopravvivenza che una guida in grado di riformare la Chiesa universale. Forse dal punto di vista di alcuni si tratta di “passi indietro”, ma va rilevato che di passi in avanti in termini di “risultati” se ne vedono ben pochi. «Dai loro frutti li riconoscerete», e forse in Germania sarebbe ora di mettere mano alle radici dell’albero prima di lucidarne la chioma e continuare a raccogliere frutti acerbi. (Foto: screenshot katholisch1tv/YouTube)

 

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Pubblicato da Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati

Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati per una libera informazione e la riforma della Chiesa, impegnato per la riammissione al ministero dei preti sposati e delle loro famiglie.

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