L’osservatore vaticano all’Onu: nuovo dialogo tra palestinesi e israeliani

L’osservatore permanente della Santa Sede ha detto all’Onu che il sostegno umanitario è vitale nel conflitto mediorientale ma non può sostituire i negoziati

Una veduta di Tel Aviv con un cartellone che rappresenta il leader palestinese Ismail Haniyeh (Ansa)

Una veduta di Tel Aviv con un cartellone che rappresenta il leader palestinese Ismail Haniyeh (Ansa)

Avvenire

Si sente tutta la preoccupazione di papa Francesco per la situazione umanitaria in Siria, ma anche per la questione israelo-palestinese e la difficile situazione in Yemen e Iraq nelle parole pronunciate da monsignorBernadito Auza all’Onu di New York.

“Non possiamo rimanere sordi alle grida di chi non ha cibo, cure mediche e istruzione, o a quelle degli orfani, delle vedove e dei feriti”, ha dettol’osservatore permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite. Il portavoce del Papa è intervenuto nel corso del dibattito aperto del Consiglio di Sicurezza su “Medio Oriente, inclusa la questione palestinese”, auspicando un ritorno ai negoziati tra palestinesi e israeliani, che è indispensabile e non può essere sostituito dagli aiuti umanitari.

Monsignor Auza ha definito “pericolosa” la nuova ondata di violenze a Gaza e in Cisgiordania, messa in luce dal coordinatore speciale per il processo di pace in Medio Oriente, Nickolay Mladenov. Sulla situazione in Siria il portavoce del Papa ha fatto riferimento proprio alle parole usate daFrancesco nella sua missiva al presidente Assad: “Non possiamo rimanere sordi alle grida di chi non ha cibo, cure mediche e istruzione, o a quelle degli orfani, delle vedove e dei feriti”.

Monsignor Auza ha anche invocato la via del dialogo per una cultura della tolleranza e della “convivenza pacifica” in modo da ridurre i problemi economici, sociali, politici e ambientali che pesano su gran parte dell’umanità.

Arata chiedeva al cardinale Burke di raccomandare il figlio e Siri: gli affari della Lega all’ombra della Fondazione Sciacca

Fatto Quotidiano

(Francesco A. Grana) Il cardinale statunitense arcinemico di Papa Francesco è il presidente e nel suo comitato scientifico siedono Matteo Salvini e il suo vice, Giancarlo Giorgetti. Ed è proprio al porporato che Arata decide di sponsorizzare un incarico governativo per il il figlio. Il giovane Federico si vantava di essere il tramite tra il leader del Carroccio e Steve Bannon. Al telefono ricordava a Sua Eminenza, con la deferenza che gli era dovuta per via della porpora, “se può fare quel famoso intervento su Giorgetti“. E l’uomo di Chiesa rispondeva rassicurante: “Sì, sì, quando è il momento giusto sono pronto”.

Mauritius, il paradiso fiscale dell’Oceano Indiano


Rivista Africa 

Dopo i Panama Paperse i Paradise Papers, il consorzio internazionale dei giornalisti investigativi ha pubblicato ieri, martedì 23 luglio, iMauritius Leaks. Si tratta di 200mila documenti, inviati in forma anonima dallo studio legale internazionale Conyers Dill & Pearman, specialista in finanza offshore. Da essi emergono le pratiche delle società che sfruttano la bassa aliquota fiscale delle Mauritius per fuggire alle autorità fiscali dei loro Paesi di origine. 

Ucciso in strada Mark Bloomfield, assistente di Madre Teresa di Calcutta in India


 Il Mattino 

(Simone Pierini) L’assistente di Madre Teresa di Calcutta Mark Bloomfield è stato ucciso in strada. È morto a 54 anni a distanza di oltre un mese dall’attacco subito lo scorso 18 giugno nelle vicinanze di un locale a Swansea, in Galles. La polizia sta indagando sul caso e ha già fermato un uomo di 61 anni che era stato accusato di lesioni colpose. Bloomfield è stato trovato ferito nei pressi del Full Moon Public House. L’uomo in passato è stato assistente in India di Madre Teresa di Calcutta, la missionaria premio Nobel per la pace nel 1979 e proclamata prima “beata” da Papa Giovanni Paolo II nel 2003 e successivamente “santa” da Papa Francesco nel 2016.