Allarme dei parenti delle vittime. BATTISTI PER LA PRIMA VOLTA AMMETTE I 4 OMICIDI

ansa

DAVANTI AL PM, ‘HO FATTO DEL MALE, CHIEDO SCUSA’ Cesare Battisti, l’ex terrorista dei Pac arrestato a gennaio dopo quasi 40 anni di latitanza, ha ammesso per la prima volta, davanti ai pm di Milano Alberto Nobili, di essere responsabile dei 4 omicidi per cui è stato condannato: ‘Mi rendo conto del male che ho fatto e chiedo scusa ai familiari delle vittime’. In sostanza, tutto quello che è stato ricostruito nelle sentenze definitive sui Pac, ‘i 4 omicidi, i 3 ferimenti e una marea di rapine e furti per autofinanziamento, corrisponde al vero’, dice Nobili, aggiungendo che l’ex terrorista ha parlato solo delle sue responsabilità e non ha voluto fare i nomi di nessun altro. Si apre il dibattito su eventuali benefici che possano derivare dalle ammissioni di Battisti. Allarme dei parenti delle vittime.

STANGATA UE SU NIKE, LIMITA VENDITA MAGLIETTE CALCIO

ansa

MULTA DA 12,5MLN PER VINCOLI SU MERCHANDISING JUVE,INTER,ROMA La Nike ha impedito ai commercianti di vendere, in tutti gli Stati Ue, le magliette di alcune squadre di calcio tra cui Roma, Juventus, Barcellona, Inter, Manchester United, dal 2004 al 2017. I commercianti che avevano la licenza potevano venderle soltanto nel loro Paese, a scapito dei consumatori europei e violando le regole della concorrenza. Per questo l’Antitrust Ue ha imposto all’azienda una multa da 12,5 milioni di euro. (ANSA).

IGOR: IL PM CHIEDE L’ERGASTOLO. KILLER COLLEGATO DALLA SPAGNA

ansa

LE VITTIME CHIEDONO DANNI PER OLTRE 4,5 MILIONI Al termine di una requisitoria di circa un’ora e mezza il pm Marco Forte ha concluso chiedendo il massimo della pena, cioè l’ergastolo, per Norbert Feher alias Igor il russo. Feher, serbo di 38 anni, detenuto in Spagna e collegato in videoconferenza con il tribunale di Bologna, è imputato per gli omicidi di Davide Fabbri e Valerio Verri, l’1 e l’8 aprile 2017 nelle province di Bologna e Ferrara. Le vittime di Igor hanno chiesto risarcimenti danni per circa 4,7 milioni complessivi.

ISTAT: PRODUTTIVITÀ LAVORO ITALIA 2000-16 SOLO +0,4%

ansa

IN GERMANIA +18,3%, IN FRANCIA E SPAGNA OLTRE IL 15% Tra il 2000 e il 2016 la produttività del lavoro in Italia è aumentata dello 0,4% mentre di oltre il 15% in Francia, nel Regno Unito, in Spagna e del 18,3% in Germania. E’ quanto emerge dal settimo rapporto Istat sulla Competitività dei Settori Produttivi, presentato oggi, in cui si sottolinea che questa è ‘la differenza più significativa’ tra l’Italia e gli altri maggiori Paesi della Ue. ‘Sul fronte della competitività ne’ il costo del lavoro ne’ l’evoluzione dei prezzi sembrano avere svolto un ruolo di freno per il Paese’, spiega l’Istat.

LA BASILICATA VA AL CENTRODESTRA, BARDI PRESIDENTE CON 42,2%

ansa
M5S PRIMO PARTITO. SALVINI,’7-0′. DI MAIO, GOVERNO NON CADRA’ Vito Bardi (Centrodestra) è il nuovo Presidente della Regione Basilicata: è stato eletto con 124.716 voti, pari al 42,2%. Al secondo posto Carlo Trerotola (Centrosinistra) con 97.866 voti, pari al 33,11%, poi Antonio Mattia (M5S; con 60.070 voti pari al 20,32) e Valerio Tramutoli (Basilicata possibile; con 12.912 pari al 4,37%). Primo partito il M5S con il 20,27%, seguito da Lega (19,15%) e Forza Italia (9,15%). ‘7 a 0, saluti alla sinistra e ora si cambia l’Europa’, scrive su Facebook Matteo Salvini. ‘In queste ore io non ci sto a questa narrazione che parla di crollo. Antonio Mattia, senza le ammucchiate, sarebbe il presidente della Basilicata. Qua si sta cercando di utilizzare qualsiasi risultato elettorale per dire che deve cadere il governo. Ma questa è la speranza del sistema, e non accadrà’, così in un video su fb Luigi Di Maio. Bardi, abbiamo scritto la storia, premiata l’unità. Trerotola, abbiamo perso dignitosamente. Mattia, vince il peggior c.destra di sempre.

AFGHANISTAN: ATTACCO TALEBANI NEL SUD, 33 MORTI

ansa

VENERDÌ, NELLA PROVINCIA DI HELMAND, FERITI 31 SOLDATI Ventisei soldati e sette poliziotti sono morti in seguito ad un attacco dei talebani avvenuto venerdì scorso nella provincia meridionale di Helmand: lo ha reso noto oggi il presidente della provincia Attahullah Afghan, mentre il governo non ne ha dato notizia. L’attacco, in cui sono rimasti feriti anche 31 soldati, ha avuto luogo nel distretto di Sangin ed è stato rivendicato sabato dai talebani. Il ministero della Difesa afghano si è rifiutato di rendere noto il bilancio delle vittime.

EURO 2020: QUALIFICAZIONI, DOMANI ITALIA OSPITA LIECHTENSTEIN

ansa

CROAZIA KO IN UNGHERIA. OGGI INGHILTERRA,PORTOGALLO E FRANCIA Dopo l’esordio positivo con la Finlandia, l’Italia di Mancini si prepara ad affrontare domani a Parma il Liechtenstein nel secondo match di qualificazione a Euro 2020. Ieri la Croazia vicecampione del mondo ko in Ungheria, mentre la Germania passa in Olanda. Oggi Montenegro-Inghilterra, Portogallo-Serbia e Francia-Islanda. Calcio femminile: ieri in 40mila allo Stadium per Juventus-Fiorentina. Biathlon: Wierer regala la prima Coppa del mondo all’Italia. Sciabola: azzurri e azzurre 3i a Budapest. (ANSA).

ISRAELE, RAZZO DA GAZA COLPISCE CASA VICINO TEL AVIV

ansa

PRIMA VOLTA NELLA ZONA. TRUMP OGGI FIRMA SU ALTURE GOLAN Per la prima volta un razzo sparato da Gaza ha colpito stamattina una casa nella zona di Tel Aviv: ci sono feriti. Trump oggi firmerà alla presenza di Netanyahu il decreto che riconosce la sovranità d’Israele sulle alture del Golan. La Romania rompe intanto il fronte Ue e trasferisce la sua ambasciata a Gerusalemme.

RUSSIAGATE, IL REPORT DI MUELLER SCAGIONA TRUMP

ansa

BATOSTA DEM, PRESIDENTE ESULTA:AMERICA MIGLIOR POSTO AL MONDO Il rapporto del procuratore speciale Mueller sul Russiagate scagiona Trump e il suo staff elettorale dall’aver cospirato con Mosca nel voto Usa del 2016. “L’America è il posto migliore del mondo”, esulta il presidente incassando un’importante vittoria che lascia sotto shock i democratici, a cui ora le elezioni 2020 fanno ancora più paura. Thailandia: attesi oggi i risultati del primo voto dal golpe del 2014.

Ma quale è la casa delle famiglie dei preti sposati?

papa congresso famiglia

“Nella delicata situazione del mondo odierno, la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna assume un’importanza e una missione essenziali. È necessario riscoprire il disegno tracciato da Dio per la famiglia, per ribadirne la grandezza e l’insostituibilità a servizio della vita e della società”. Così Papa Francesco nel suo discorso sul sagrato del Santuario di Loreto, rivolgendosi ai fedeli presenti sottolineando come la Santa Casa sia anche “la casa della famiglia”.

“Nella casa di Nazareth – aggiunge -, Maria ha vissuto la molteplicità delle relazioni familiari come figlia, fidanzata, sposa e madre. Per questo ogni famiglia, nelle sue diverse componenti, trova qui accoglienza, ispirazione a vivere la propria identità. L’esperienza domestica della Vergine Santa sta a indicare che famiglia e giovani non possono essere due settori paralleli della pastorale delle nostre comunità, ma devono camminare strettamente uniti, perché molto spesso i giovani sono ciò che una famiglia ha dato loro nel periodo della crescita. Questa prospettiva ricompone in unitarietà una pastorale vocazionale attenta ad esprimere il volto di Gesù nei suoi molteplici aspetti, come sacerdote, come sposo, come pastore”.

Svizzera terapia per i preti accusati di abusi sessuali

Psicoterapia, divieto di accesso a determinati luoghi o pellegrinaggio le sanzioni maggiormente inflitte nel 2017 in Svizzera

Psicoterapia, divieto di accesso a determinati luoghi o pellegrinaggio: sono queste le sanzioni maggiormente inflitte nel 2017 dalla chiesa cattolica svizzera ai preti accusati di presunti abusi. Lo rivela la Sonntags Zeitung.

Il domenicale, riferendosi a una lista della Conferenza episcopale svizzera, precisa nel 2017 sono stati trasmessi alla giustizia civile 65 casi – mai così tanti prima – e che 10 sono stati ritenuti gravi al punto da far intervenire la giustizia.

Attualmente sono condotte discussioni all’interno della chiesa cattolica per valutare se i giudici di diritto canonico in casi di abusi debbano sanzionare con multe invece che con pellegrinaggi.

ticinonews.ch

Pedofilia, salta un altro cardinale per aver coperto abusi: il Papa manda in pensione Ezzati

Cile

Il Messaggero
(Franca Giansoldati) Un altro cardinale (stavolta cileno) finisce nella bufera per avere coperto degli abusi. Si tratta di Ricardo Ezzati, al centro di un processo civile presso la Corte d’Appello a Santiago. La Procura locale ha stabilito che durante tutto il periodo in cui ha retto la diocesi avrebbe nascosto informazioni alla polizia. «Continueremo a indagare su tutto il periodo in cui è stato arcivescovo».

OLTRE 5 MILIONI DI FIRME PER LA REVOCA DELLA BREXIT

ansa

MAY CONVOCA RIUNIONE DI CRISI CON I VERTICI DEI TORY La petizione al Parlamento britannico affinché revochi l’articolo 50, che sancisce il divorzio dall’Ue, ha superato i 5 milioni di firme. Intanto, il giorno dopo la mega manifestazione anti-Brexit a Londra Theresa May ha convocato una ‘riunione di crisi’ mentre circolano voci di crescenti pressioni per una sua uscita di scena. Vi partecipano anche il suo vice ‘di fatto’ David Lidington, e il ministro dell’Ambiente Michael Gove, i cui nomi circolano per una eventuale sostituzione a Downing Street.

SCIOPERO TRASPORTO AEREO. ALITALIA: ‘STOP A 95 VOLI’

ansa

DURERA’ 4 ORE. C’E’ UN PIANO PER RIPROTEGGERE I PASSEGGERI Possibili disagi domani per i passeggeri per lo sciopero di 4 ore del trasporto aereo. Alitalia ha predisposto un piano straordinario che prevede comunque per tutti la riprotezione in giornata. I voli cancellati sono 95 sui 550 previsti. Ad essere cancellati sono soprattutto voli nazionali e internazionali, mentre i voli intercontinentali saranno garantiti.

‘OFFENDONO LE VITTIME’, BASTA FOTO SUI BINARI DI AUSCHWITZ

ansa

L’INVITO DEL MUSEO AI VISITATORI: ‘SIATE RISPETTOSI’ Basta foto “irrispettose” facendo gli equilibristi sui binari di Auschwitz: è l’invito rivolto ai visitatori dal museo del campo di concentramento che sta avendo eco sui media internazionali. “Quando vieni ad Auschwitz – è il messaggio pubblicato su Twitter dal museo – ricorda che sei nel sito dove sono state uccise oltre 1 milione di persone. Rispetta la loro memoria. Ci sono luoghi migliori per imparare a fare l’equilibrista”. Un post corredato da una serie di foto di ragazzi che passeggiano in equilibrio sui binari. Il museo precisa che “le foto non saranno vietate. Chiediamo solo ai visitatori di comportarsi in maniera rispettosa”.

WIERER REGALA LA PRIMA COPPA DEL MONDO A ITALIA DEL BIATHLON

IN 40MILA ALLO STADIUM PER LA JUVE FEMMNILE, E’ UN RECORD Grazie al successo nella mass start nella tappa di Oslo, Dorothea Wierer vince la Coppa del mondo di biathlon e regala all’Italia una magnifica prima volta. Mai nessun atleta della Nazionale, uomo o donna, era mai riuscito in quest’impresa. In 40mila in festa all’Allianz Stadium di Torino per il match Juve-Fiorentina di calcio femminile. E’ record di presenze per una partita di donne. La Juve ipoteca lo scudetto vincendo 1-0. (ANSA).

Basket: Serie A; risultati e classifica

(ANSA) – ROMA, 24 MAR – Risultati e classifica della 23ma giornata di Serie A di basket: Segafredo Virtus Bologna – VL Pesaro 78-70 Umana Reyer Venezia – Sidigas Avellino 76-65 Acqua S.Bernardo Cantù – Alma Trieste 66-88 Fiat Torino – Germani Basket Brescia 89-91 B.Sardegna Sassari – Dolomiti Energia Trentino 88-70 Happy Casa Brindisi – Openjobmetis Varese 81-77 Vanoli Basket Cremona – Armani Exchange Milano 76-72 Oriora Pistoia – Grissin Bon Reggio Emilia 76-80

– CLASSIFICA: Milano 36 punti, Venezia 34, Cremona 30, Avellino
e Brindisi 28, Varese 26, Bologna, Trieste, Cantù, Trento 24, Sassari e Brescia 22, Torino, Pesaro e Reggio Emilia 12, Pistoia 10. (ANSA).

In Italia 5000 circoncisioni l’anno, 25% clandestine

ROMA, 24 MAR – Per motivi culturali, religiosi o igienici tra i 4000 ed i 5000 bambini stranieri ogni anno in Italia vengono circoncisi. Circa il 35% – percentuale scesa in questi primi tre mesi del 2019 al 25% – subisce la pratica clandestinamente, e spesso non realizzata da medici, con il rischio di infezioni ed emorragie che possono diventare letali. Prima del bimbo di cinque mesi morto oggi a Scandiano (Reggio Emilia), l’ultimo decesso dovuto a questo ‘rito’ è avvenuto a Monterotondo alle porte di Roma, lo scorso dicembre. La vittima era un bimbo di due anni figlio di nigeriani, circonciso insieme al fratello gemello che è riuscito a sopravvivere in rianimazione. Nel 2016 morì un bimbo a Torino, altre vittime a Treviso e Bari. Foad Aodi, presidente dell’Associazione Medici di origine straniera in Italia si batte contro le circoncisioni fuori controllo e chiede aiuto al Ministero della Salute. I dati dei bimbi circoncisi raddoppiano, arrivando a 9.000/10.000 bambini l’anno, se si considerano anche quelli che, pur vivendo in Italia, vengono ‘operati’ nei paesi d’origine. In alcune regioni come il Lazio ed il Veneto le famiglie di migranti (per lo più tunisini, egiziani, nigeriani, iracheni, siriani e di tutti i paesi africani e albanesi di origine mussulmana) possono accedere al Servizio sanitario con una spesa che varia dai 250 ai 400 euro. In Toscana invece c’è un regime di convenzione. Costi ancora troppo alti per chi vive in situazioni di indigenza. Ma c’è anche un altro aspetto che favorisce la clandestinità: nel Lazio, ad esempio, alcune strutture pubbliche sottopongono alla circoncisione soltanto i bambini che hanno compiuto i 4 anni, per altre, come il poliambulatorio di Civitavecchia, devono avere almeno 12 anni soprattutto per questioni legate all’anestesia.

“Ma il 99% dei genitori chiede di poterlo fare quando il bambino ha pochi mesi”, spiega Foad Aodi che ha lanciato un appello al Ministero della Salute perchè autorizzi “la circoncisione nelle strutture sanitarie pubbliche e private a livello nazionale con prezzi accessibili” ed anche “per abbassare l’età” di accesso alla pratica. Privatamente i costi raggiungono anche i 2500 euro, con picchi fino 4000 euro. Ad alimentare il mercato clandestino sono anche i molti irregolari che ovviamente non possono rivolgersi a strutture autorizzate. Nei paesi d’origine la circoncisione, che non viene praticata dai medici, costa pochissimo, spesso basta un’offerta. (ANSA).

EURO 2020: QUALIFICAZIONI, ITALIA-FINLANDIA 2-0

ansa

GOL DI BARELLA E KEAN. BENE ANCHE SPAGNA E SVIZZERA Esordio vincente nelle qualificazioni a Euro 2020 per l’Italia di Mancini, che a Udine batte 2-0 la Finlandia con reti di Barella e del giovane Kean. Bene anche la Spagna, 2-1 alla Norvegia. La Svizzera ha vinto 2-0 in Georgia. Oggi tra le altre in campo Olanda-Germania, Cipro-Belgio e Ungheria-Croazia. Amichevoli: Brasile-Panama 1-1 e Messico-Cile 3-1. (ANSA).

Londra. «No alla Brexit»: un milione di persone in piazza a manifestare

Centinaia di migliaia di persone, tra cui il sindaco della città, chiedono al governo britannico di organizzare un nuovo referendum

da Avvenire

C’è una parte della Gran Bretagna che non ha paura di dire «abbiamo cambiato idea». È quella scesa in piazza sabato a Londra per chiedere al governo di fermare la Brexit e convocare un secondo referendum. Alla chiamata di “People’s vote”, movimento che riunisce diverse associazioni europeiste, hanno risposto in centinaia di migliaia. Un milione, dicono gli organizzatori. Nulla a che vedere con i miseri numeri, neppure 200, della manifestazione organizzata una settimana fa a Sunderland da Nigel Farage, il padrino politico di Brexit.

Si sono viste tantissime bandiere dell’UE, e cartelli e immagini satiriche contro la prima ministra Theresa May e il partito Conservatore.

Si sono viste tantissime bandiere dell’UE, e cartelli e immagini satiriche contro la prima ministra Theresa May e il partito Conservatore.

Il lungo serpentone di gente si è snodato lungo la strada che da Park Lane porta a Piccadilly e, da qui, ha svoltato verso il fiume dirigendosi a piazza del Parlamento. Il blu delle centinaia di bandiere europee che sventolavano tra folla si mescolava al rosso dei cartelli con cui i manifestanti, di ogni età, di ogni provenienza, chiedevano: «Un altro voto del popolo». «Amiamo l’Ue», gridavano, «Fermiamo Brexit», «Libertà di movimento per tutti».

Alla manifestazione, guidata dallo slogan “Put It To The People” (“Fate scegliere alla gente”), c’erano anche il sindaco di Londra Sadiq Khan e il leader dei LiberalDemocratici, Vince Cable.

Alla manifestazione, guidata dallo slogan “Put It To The People” (“Fate scegliere alla gente”), c’erano anche il sindaco di Londra Sadiq Khan e il leader dei LiberalDemocratici, Vince Cable.

Il «no» a Brexit arriva al termine di una delle settimane più difficili del processo di separazione della Gran Bretagna dall’Ue, quella in cui la premier Theresa May ha ottenuto da Bruxelles un posticipo del «divorzio» al 12 aprile condizionato all’approvazione dell’accordo da parte di Westminster. La ratifica dell’intesa, tuttavia, potrebbe non arrivare. La premier lo ha detto chiaramente: non ci sarà un terzo sul testo finché non ci sarà una maggioranza necessaria a farlo passare.

Lotta agli abusi. Papa Francesco accetta le dimissioni dell’arcivescovo cileno Ezzati

Il cardinale Ezzati Andrello (Ansa)

Papa Francesco ha accettato sabato le dimissioni del cardinale arcivescovo di Santiago, il salesiano Ricardo Ezzati Andrello, 77 anni. E ha nominato amministratore apostolico “sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis” il cappuccino Celestino Aós Braco, 74 anni, finora vescovo di Copiapó.

Il porporato, italiano naturalizzato cileno, aveva presentato la sua rinuncia nel gennaio 2017 al momento di compiere 75 anni. Nominato vescovo da Giovanni Paolo II nel 1996, nel 2010 era stato nominato arcivescovo di Santiago da Benedetto XVI e nel 2014 Francesco lo aveva creato cardinale. La decisione di papa Bergoglio arriva dopo che la Corte di appello di Santiago venerdì ha respinto la richiesta di archiviazione delle indagini su Ezzati riguardo all’occultamento di abusi su minori da parte di tre preti operanti nella sua diocesi: l’ex cancelliere don Oscar Muñoz Toledo, il marista Jorge Laplagne Aguirre e don Tito Rivera.

Continua quindi la via crucis della Chiesa cilena, tormentata dallo scandalo degli abusi. Ezzati è il settimo vescovo sotto processo in Cile, dove peraltro sono indagate 219 persone legate all’apparato ecclesiastico. Mentre il ministero degli Esteri dichiara di aver ricevuto dal Vaticano un dossier di 200 pagine riguardante parte dei casi di abusi che coinvolgono religiosi e laici legati alla Chiesa cattolica su cui sta indagando la magistratura.
Lo scorso settembre l’opera di purificazione della Chiesa in Cile promossa da papa Francesco aveva colpito una figura chiave della crisi, con la dimissione dallo stato clericale dell’87enne Fernando Karadima, figura carismatica, che nel 2011 è stato condannato dalla Congregazione per la dottrina della fede. Negli anni passati infatti alcune vittime avevano accusato diversi ecclesiastici – e in particolare il vescovo di Osorno, Juan de la Cruz Barros Madrid – di aver coperto gli atti di Karadima, di cui da giovani erano stati allievi. In un primo tempo, e durante il suo viaggio in Cile del gennaio 2018, papa Francesco aveva difeso, anche vigorosamente, Barros ma poi ha voluto studiare meglio la vicenda e nel febbraio successivo ha inviato in Cile l’arcivescovo Charles J. Scicluna. In base alle conclusioni di questa visita il Pontefice, l’8 aprile, ha scritto una prima Lettera ai vescovi cileni. Nella missiva Bergoglio ha riconosciuto «gravi errori di valutazione e percezione», annunciando che avrebbe ricevuto a Roma tre note vittime di Karadima per ascoltarli personalmente e chiedere loro perdono. Quindi il Papa ha convocato l’episcopato cileno a Roma per «dialogare sulle conclusioni» dell’indagine di Scicluna. Riunione che si è tenuta in maggio e culminata nelle dimissioni in blocco dell’episcopato (27 ordinari e 7 ausiliari).

Francesco, dopo aver scritto un’ulteriore Lettera, indirizzata questa volta «al popolo di Dio pellegrino in Cile», è passato all’azione. Accogliendo, finora, le dimissioni di otto vescovi. L’11 giugno 2018 è toccato ai primi tre. A Barros di Osorno, 62 anni, sostituito dall’amministratore apostolico Jorge Enrique Concha Cayuqueo, 60 anni, ausiliare di Santiago. E ad altri altri due presuli che però hanno già superato i 75 anni: Cristián Caro Cordero, arcivescovo di Puerto Montt, dove è subentrato come amministratore apostolico padre Ricardo Basilio Morales Galindo, provinciale dei Mercedari in Cile, e Gonzalo Duarte García de Cortázar, vescovo di Valparaíso, dove è arrivato come amministratore apostolico Pedro Mario Ossandón Buljevic, 61 anni, ausiliare di Santiago.

Il 28 giugno è stata la volta del vescovo di Rancagua Alejandro Goic Karmelic, 78 anni, e dell’ordinario di Talca Horacio del Carmen Valenzuela Abarca, 64 anni, uno dei figli spirituali di Karadima. A Rancagua è stato nominato amministratore apostolico l’ausiliare di Santiago, Luis Fernando Ramos Perez, 59 anni, e a Talca un altro ausiliare della capitale, Galo Fernandez Villaseca, 57 anni. Il 21 settembre poi è toccato a Carlos Eduardo Pellegrín Barrera, verbita, 60 anni, vescovo di San Bartolomé de Chillán, e a Cristián Enrique Contreras Molina, 71 anni, mercedario, ordinario di San Felipe. Hanno preso il loro posto come amministratori apostolici, padre Sergio Hernán Pérez de Arce Arriagada e don Jaime Ortiz de Lazcano Piquer, vicario giudiziale di Santiago del Cile. Su Pellegrín Barrera pende un’indagine per mancata denuncia delle violenze commesse da un sacerdote della sua diocesi, mentre su Contreras Molina un’indagine per presunti abusi da lui stesso commessi.

Sabato è toccato al cardinale arcivescovo della capitale. A metà dello scorso settembre poi è arrivata la notizia della dimissione dallo stato clericale, sempre per abusi su minori, di un altro famoso sacerdote cileno, Cristian Precht, 77 anni. Mentre in ottobre la stessa sorte è toccata a due presuli già “in pensione”: Francisco José Cox Huneeus, 85 anni, dei padri di Schoenstatt, arcivescovo emerito di La Serena, e Marco Antonio Ordenes Fernandez, 54 anni, vescovo emerito di Iquique.

Pallavolo. L’altra Cacciatori: Mamma Italvolley

Maurizia Cacciatori, classe 1973, ai tempi della Nazionale con cui ha giocato 228 gare. «La nostra Nazionale multietnica ha un valore sociale prima che sportivo Il ct Mazzant

 

Avvenire

«Alzare una palla per una compagna è un po’ come costruire un ponte sospeso sopra a un fiume popolato di piranha». In questa massima c’è tutta la vita intensa, complicata, meravigliosa e struggente di Maurizia Cacciatori. La ex baby prodigio della pallavolo italiana, giunta nel mezzo del cammino della sua vita («viaggio verso la cinquantina», dice tranquillamente, la carrarina, classe 1973) si racconta.

Lo ha fatto scrivendo la sua autobiografia Senza rete (Roi Edizioni. Pagine 215. Euro 18,00. Primo titolo della collana “Assist”, diretta da un altro campione, del calcio, Demetrio Albertini). Da palleggiatrice anarchica, «sono di quella terra, Marina di Carrara», eletta n.1 al mondo in Giappone (con il “7” dei grandi dello sport stampato sulle spalle) da amante delle biografie, («però non quelle dei campioni che ti raccontano dei cento gol segnati e dei crociati rotti, piuttosto preferisco quelle di donne rivoluzionarie, tipo Golda Meir o la mia amata Frida Kahlo») ha tracciato con profonda leggerezza il profilo di un talento che, dopo aver vissuto per due decenni sulle montagne russe dell’agonismo di altissimo livello («ma quello femminile, ingiustamente, è ancora considerato dilettantismo ») ora può rileggere la sua storia con la maturità della donna, che ha finalmente la sua rete sotto i piedi, e della mamma dei suoi due gioielli: i figli Carlos e Inès avuti con il marito, l’ex cestista Francesco Orsini, detto il “Botta”.

Ma prima di arrivare al finale di partita, c’è da raccontare una bellissima fiaba di provincia, iniziata a Carrara con il primo coach, Giuseppe Giannetti, in un palazzetto popolato di “elfi” come gli adorati custodi, Antignano e Romo-letto, con quest’ultimo che era costretto a stopparla sistematicamente: «Maurizia, basta mangiare pizza». A 16 anni si trasferisce a Perugia e debutta in A1 al PalaEvangelisti con la Sirio. A diciotto, con il frigo di casa sempre pieno e gli angoli di Perugia a disposizione per i suoi attimi di beata solitudine da trascrivere sul diario d’adolescente, alza la palla tre metri sopra al cielo e trova anche il suo primo trofeo, la Coppa Italia. Poi ha vinto tre scudetti con Bergamo, e altrettante Coppe Campioni, la terza in Spagna con il Tenerife con cui ha conquistato anche il 4° titolo nazionale in carriera. Dal ’91 entra in Nazionale e indossa la maglia azzurra 228 volte. Ma questi per lei sono dettagli irrilevanti.

Maurizia Cacciatori,: «La nostra Nazionale multietnica ha un valore sociale prima che sportivo Il ct Mazzant

Maurizia Cacciatori,: «La nostra Nazionale multietnica ha un valore sociale prima che sportivo Il ct Mazzant

Sfumature che appartengono a quella prima vita fatta anche di nomadismo a Sud seguendo le indicazioni di un procuratore saggio, Mauro Reguzzoni. «Ho giocato ad Agrigento e Napoli, luoghi e incontri indimenticabili. Scelte difficili? La mia forza è stata capire presto che i percorsi più facili mi avrebbero ridato indietro assai poco». Quindi, fughe per la vittoria. Fughe per allenare la sua sete di libertà, salendo su treni presi al volo all’alba, da Milano, magari solo per andare a bere un caffè nella Parigi del suo amato poeta Luis Aragon (« Sur le pont Neuf j’ai rencontré, è la mia poesia dell’anima») e tornare trafelata nel primo pomeriggio a Bergamo, in tempo utile per gli allenamenti «perché ero la capitana e dovevo dare l’esempio». Formidabili e luccicanti quegli anni, fatti di fan club adoranti, interviste e apparizioni in tv, di ritagli di giornali con titoli a otto colonne, di copertine dei settimanali, poster alle pareti delle camere dei tifosi di ieri.

«Tutti ricordi che, come certe foto ingiallite, sono finiti in cantina. In casa mia non c’è un trofeo esposto, al punto che i miei figli pensano che la loro mamma menta, non credono che io sia stata una pallavolista e per giunta una delle più forti. Carlos e Inès, che hanno appena vinto due medaglie nelle gare scolastiche di corsa, si sentono più forti e vincenti di me». Se la ride mamma Maurizia che in materia ha imparato tutto e e in fretta, tenendo a mente il monito del “profeta” del volley, il suo ex coach Julio Velasco. «La differenza tra perdenti e vincenti – ci disse – è che i primi cercano alibi, i secondi trovano le soluzioni». Filosofia di vita della migliore pallavolista italica degli anni ’90. La Cacciatori, il modello tecnico studiato nelle scuole-volley, la donna immagine di un movimento che da allora conserva il maggior numero di praticanti dello sport rosa.

«Quanto è cambiato, negli ultimi trent’anni il volley femminile? Tanto e per fortuna in meglio. Oggi nei palazzetti si assiste a degli autentici show. E in campo il livello fisico e tecnico è elevatissimo in gran parte d’Europa. La nostra Nazionale con l’ottimo lavoro svolto delle accademie del Club Italia rappresenta un modello sia dal punto di vista sportivo che sociale. La multietnicità che hanno portato le azzurre, quelle nate in Italia ma figlie di stranieri, è un messaggio importante che va oltre l’argento conquistato agli ultimi Mondiali… La risposta di Mirian Sylla a chi gli chiedeva del razzismo («Ma è come una persona che ti manda a quel paese dalla macchina, è uno stupido e basta») credo sia la “schiacciata” più bella che abbia mai vista e sentita».

E di schiacciate e schiacciatrici se ne intende, lei che ha cominciato con Guendalina Buffon, «la mia Guendy, la sorella del portierone, Gigi, che ho visto tuffarsi tra i pali che era un bambino», passando per la divina californiana Keba Phipps («se ha giocato a pallavolo è stato grazie a un benefattore che le ha pagato la retta di tremila dollari alla scuola superiore ») e chiudendo con Francesca Piccinini, «allora era la “piccina” della Nazionale, adesso è diventata la veterana e punto di riferimento per tutte le ragazze che amano la pallavolo ». La massese Piccinini a 40 anni se la gioca ancora, e «alla grande», con le ragazze di Casalmaggiore. La Cacciatori invece alla 33ª primavera sentì il fischio della sirena di chiusura.

«Ognuno deve fare i conti con se stesso, con la sua mentalità e anche con il proprio fisico perché la carriera di un atleta spesso dipende dalla variabile infortuni. Io ho detto stop perché sentivo che era giunto il tempo di uscire da sotto la luce dei riflettori accecanti e concentrarmi su me stessa, avere una famiglia, fare dei figli. Però rispetto e ammiro tanto quei campioni quarantenni come Roger Federer, Valentino Rossi, la stessa Piccinini e Gigi Buffon che alla loro età trovano ancora gli stimoli per confrontarsi con le nuove generazioni ». Ma di fatto anche Maurizia non ha mai abbandonato il campo, semmai ha solo cambiato “ruolo” e posizione. «Quando smisi dissi a me stessa che non avrei più voluto vedere un pallone da volley. Invece, ogni settimana sono al microfono di Dazn per commentare le partite di campionato e di Coppa. E tutto ciò che questo sport mi ha insegnato lo trasmetto nelle convention in cui vengo chiamata come “speeches” per motivare e sviluppare tematiche di leadership di un team. La comunicazione è innata in una palleggiatrice, è il ruolo che deve farsi sentire di più, dalle schiacciatrici fino all’allenatore».

Dei tanti allenatori avuti ricorda con affetto «il più completo, Angelo Frigoni… La Nazionale ora ha un grande ct: Davide Mazzanti è uno che guida delle ragazze fortissime, a cominciare da sua moglie Serena Ortolani, ma in gara diventano ancora più forti perché le fa sentire libere. Mazzanti è un esempio per tutti gli allenatori di ogni disciplina sportiva». L’anti-Bonitta, il coach che a un certo punto è diventato la sua “bestia nera” come spiega in un capitolo di Senza rete. «Ma averlo trovato nel cammino è stato importante per la mia crescita umana. Nelle convention spesso lo utilizzo per spiegare che c’è un “Bonitta nella vita di ognuno di noi” ma possiamo allenarci e arrivare preparati per liberarci da chi ci vuole sbarrare la strada. Io la penso come lo scrittore Julio Cortazar: “La vera profondità di un uomo è l’uso che fa della propria libertà”».

È sempre stata una donna libera Maurizia Cacciatori, specie adesso che dal tempo delle inquietudini è al time out della maturità. «Quando ripenso alle tante partite giocate mi viene in mente quel Gran Prix in India. A Madras, ho avvertito forte la disuguaglianza tra noi privilegiati, alloggiati in alberghi extralusso e lì ad un passo, sulla strada, i bambini poveri che bevevano l’acqua delle pozzanghere… ». Infanzia abbandonata, quella che mamma Maurizia non vuole più vedere e per cui lotta ogni giorno. «Il mio obiettivo principale oggi è essere una madre sempre presente, un punto di riferimento sicuro. Carlos e Inès non amano la pallavolo, preferiscono il tennis e l’atletica e io sono felice quando si divertono, perché lo sport deve essere prima di tutto un gioco che fa stare bene con se stessi e con gli altri. La mia più grande sconfitta sarebbe non essere vicina ai miei figli. Loro sono la mia forza… L’unico rimpianto che ho, non sono i titoli mancati o le medaglie sfuggite all’ultimo punto, ma non essere diventata mamma quando ero più giovane. Avrei fatto più figli. Quanti? – sorride – Magari quanti una squadra di pallavolo».

La Diocesi sul sacerdote di Sant’Agostino a Reggio Emilia fuggito per amore di una donna

Gazzetta di Reggio

«Venuto a conoscenza di comportamenti incongrui con il suo ministero, il vescovo ha chiesto al sacerdote di lasciare immediatamente il suo compito, affidandolo ai superiori della Fraternità San Carlo, che lo hanno sospeso dal suo ministero. Vive ora un periodo di riflessione in Spagna». Così monsignor Alberto Nicelli, vicario generale della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, rompe finalmente il silenzio in merito alla vicenda che vede come protagonista don Juan Luis Barge, presbitero della Fraternità di San Carlo sparito a pochi mesi dall’assunzione del suo nuovo incarico a Sant’Agostino, rendendosi irreperibile e facendo perdere le proprie tracce.

Un allontanamento considerato spontaneo, legato a questioni di cuore, a seguito dell’inizio di una relazione con una donna conosciuta in città: una vicenda che ha profondamente scosso la Chiesa reggiana, con il sacerdote spagnolo che starebbe ripercorrendo le tappe per rinunciare all’abito talare già percorse nel dicembre del 2017 da Achille Melegari, ex parroco di Cella, che sposò poi Gerardina Bellassai, ex guida dei City Angels a Reggio.

Di fronte alla diffusione della notizia della fuga d’amore – arrivata peraltro in concomitanza con le dichiarazioni dall’Amazzonia di don Paolo Cugini a favore della paternità («Fatico a ringraziare Dio quando penso di non aver avuto figli. E neppure ho potuto amare ed essere amato da una donna») – dalla Diocesi reggiana precisano che «il rispetto per le persone implicate ha imposto in questi mesi il silenzio su questa vicenda».

Sulla vicenda dell’allontanamento di don Barge interviene anche don Stefano Borghi, segretario del Consiglio Presbiterale, che a sua volta intende precisare alcune indiscrezioni riportate dalla stampa. Per don Borghi, «non risponde a verità affermare che negli interventi dei presenti all’ultima riunione del Consiglio Presbiterale sia stata citata la vicenda personale di don Barge, tantomeno come motivazione per condizionare eventuali scelte del vescovo. Il collegamento tra la vicenda di don Barge e la riflessione che il Consiglio Presbiterale sta svolgendo sulla riorganizzazione pastorale del Centro Storico è assolutamente infondato».

Secondo il segretario del Consiglio Presbiterale, infine, «l’ipotesi di affidare una parte di questa realtà alle cure della Fraternità San Carlo è ancora allo studio e rientra all’interno di una valutazione pastorale che riguarda i prossimi decenni di vita della Chiesa nella città di Reggio Emilia». —

Preti sposati, il sogno di una nuova vita nella Chiesa

Preti e amore due casi hanno scosso Reggio Emilia.  Da don Luis Barge fino a don Paolo Cugini. Il primo – sacerdote spagnolo da pochi mesi in forza alla parrocchia Sant’Agostino – che sarebbe stato allontanato dal vescovo della diocesi Massimo Camisasca per una presunta relazione amorosa con una donna; mentre il secondo, fino a settembre scorso sacerdote di Regina Pacis – dove fece scalpore con la sua veglia contro l’omofobia schierandosi al fianco dei cristiani Lgbt, ora missionario in Amazzonia – che nel suo blog ha scritto alcune riflessioni forti («Fatico a ringraziare Dio quando penso di non aver avuto figli. E neppure ho potuto amare ed essere amato da una donna. A volte l’amore del Signore non mi è bastato. Anche noi preti abbiamo un’affettività e una sessualità. Se avessi avuto una famiglia, la mia missione presbiterale sarebbe stata migliore»).

A partire dai due casi si riapre la discussione sul matrimonio per i preti, sessualità, castità e affettività.

A Reggio Emilia nel dicembre 2017 don Achille Melegari, 58 anni, originario di San Prospero Strinati ed ex parroco di Cella, ma anche di Cadè, Gaida, Canali, Baragalla e Coviolo, era stato l’ultimo caso. Un mese dopo si è sposato a Tizzano, in provincia di Parma, con Gerardina Bellassai, 57 anni, ex guida dei City Angels a Reggio.

Don Melegari in un’intervista al Resto del Carlino di Daniele Petrone ha condiviso la riflessione di don Paolo Cugini:
« Per un sarcedote avere una famiglia sarebbe fondamentale perché porterebbe a comprendere meglio i problemi delle coppie. Pensate che i parroci fanno i corsi prematrimoniali, ma non sanno cosa sia un’unione. Il Vangelo inoltre non parla di nozze vietate per i preti, lo dice San Paolo come consiglio, ma non Dio».

Don Melegari ha accennato anche alla doppia vita dei preti e alla responsabilità dei Vescovi: «Purtroppo resto amareggiato del fatto che in generale, i vescovi consiglino di tacere. Quasi di tenersi l’amante, ma in silenzio. Io sono stato coerente e ho fatto il percorso giusto».

A Reggio Emilia ha sperimentato la freddezza del Vescovo diocesano Camisasca dal 29 settembre 2012 vescovo della diocesi.

Recentemente un Prete sposato di Reggio Emilia era stato riammesso con moglie a celebrare Messa con intervento Mons. Camisasca di CL. Il Movimento  dei Sacerdoti Sposati aveva commentato la notizia diffonde  pubblicata da la Gazzetta di Reggio. Accade a GATTATICO. Abbandonò la tonaca per sposarsi ma muore da prete. Il 91enne don Roberto Camellini celebrava messa a Taneto anche se sposato: Papa Francesco lo aveva riammesso.

A Ottobre 2018  su Rai Uno don Serrone aveva lanciato un appello a Papa Francesco per la riammissione alla Celebrazione dei preti sposati. Nel corso della puntata di “ItaliaSi!” Marco Liorni ha affrontato con molta apertura e franchezza la questione dei preti sposati che chiedono di rientrare nella Chiesa e poter continuare ad esercitare il ministero pastorale in servizio alle parrocchie nella Chiesa Cattolica Romana.

Don Giuseppe Serrone ha reclamato, lanciando un appello ai vertici delle Conferenze Episcopali Mondiali di perorare la causa con Papa Francesco, la riammissione in servizio attivo dei preti sposati: “Noi siamo ancora dentro la Chiesa e il nostro sacerdozio è eterno… non può essere cancellato. Diverso il caso dei preti sposati ridotti allo stato laicale che non possono vantare le stesse prerogative dei preti sposati con regolare percorso canonico”.

Il 19 Marzo 2019 Rete4 nella puntata di “Confessione Reporter” di Stella Pende (visibile da qui >>> https://youtu.be/vklkHVeTMAA) don Serrone ha riaperto il dibattito sui preti sposati nella Chiesa.

A Reggio Emilia nel 2012 l’ex Rettore del Seminario don Gabriele Burani aveva dichiarato sui preti sposati: “Celibato? Non è un dogma, ma prassi. E’ una disciplina ecclesiastica. Non c’è nessun obbligo. Un dogma è una verità fondamentale di fede, come affermare che “Gesù vero Dio e vero Uomo”. Il celibato è una norma della Chiesa che ci dice come, per il momento, vengono scelti coloro che la rappresentano, nell’ordine sacro. Ci sono vicende aperte, ad esempio ci sono dei pastori anglicani sposati e con figli che hanno chiesto di entrare nella Chiesa. Poi ci sono preti cattolici di riti orientali. Di fatto, sia pur in numero limitato, ci sono preti sposati… Questo ci dice che la norma viene conservata perché il celibato è un valore bello e grande, ma anche che potrebbe anche essere cambiata in futuro… la Chiesa potrebbe decidere di ordinare presbiteri – e anche vescovi – uomini sposati. Non ci sono complicazioni dogmatiche. Il celibato in sé raccoglie diversi valori molto importanti ma non necessariamente, e non per sempre, la struttura del clero deve essere quella attuale.”.

a cura di sacerdotisposati@alice.it

CINA: AUTO PIOMBA SULLA FOLLA, SEI MORTI E SETTE FERITI

ansa

LA POLIZIA HA UCCISO L’AUTORE DEL GESTO A ZAOYANG Sono sei i morti investiti da un’auto piombata a tutta velocità sulla folla: l’episodio è avvenuto questa mattina intorno alle 6:00 (le 23 di giovedì in Italia) a Zaoyang, città della provincia centrale cinese dell’Hubei, in Cina. La polizia ha ucciso l’autore del gesto, mentre dai primi accertamenti risultano esserci sette persone ferite.

Preti e amore, due casi scuotono Reggio Emilia. Missionario su un blog, ‘con famiglia sarei stato migliore’

Due casi spinosi con al centro due preti scuotono la Chiesa di Reggio Emilia. Il primo riguarda don Luis Barge, sacerdote spagnolo arrivato in città nel 2017, per poi essere assegnato alla parrocchia di Sant’Agostino, in centro. Dopo pochi mesi, è però stato allontanato. Alla base della decisione del vescovo Massimo Camisasca ci sarebbe una presunta relazione amorosa con una donna. Ora starebbe completando l’iter per rinunciare all’abito talare. Il secondo caso arriva dall’Amazzonia dove don Paolo Cugini si trova in missione. Fino a settembre sacerdote di Regina Pacis – dove fece scalpore con la sua veglia contro l’omofobia – ha affidato alcune riflessioni al suo blog personale. “Fatico a ringraziare Dio quando penso di non aver avuto figli. E neppure ho potuto amare ed essere amato da una donna. A volte l’amore del Signore non mi è bastato. Anche noi preti abbiamo un’affettività e una sessualità. Se avessi avuto una famiglia, la mia missione presbiterale sarebbe stata migliore”.

TERRORE SUL BUS: SY A PM, MARE JONIO EPISODIO SCATENANTE

ansa

ARRESTATO AI PM, LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE IL VASO Il caso della nave Mare Jonio è stato “l’episodio scatenante, la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso”. E’ quanto avrebbe detto in sostanza, Ousseynou Sy, l’autista che ieri ha dirottato un bus con 51 studenti e gli ha dato fuoco, nell’interrogatorio davanti al capo del pool dell’antiterrorismo milanese Alberto Nobili e al pm Luca Poniz. L’uomo è accusato di sequestro di persona, strage, incendio e resistenza.

Mons. Camisasca: a Reggio Emilia un suo prete sparisce per amore e un altro prete favorevole ai preti sposati

La notizia pubblicata da “reggionline.com”: dal titolo “Reggio Emilia: uccelli di rovo nella parrocchia di Sant’Agostino. Preti in crisi di castità”.

Mons. Camisasca intransigente con i preti sposati… Non ha esitato a ostacolare e a discriminare in passato nella sua diocesi  le famiglie dei preti sposati. Ora si trova davanti a due casi che lo scuotono profondamente. Un Membro della Fraternità Sacerdotale S. Carlo, da lui fondata, sparisce per amore e un suo parroco missionario dal Brasile si schiera a favore dei preti sposati (ndr).

Un sacerdote spagnolo, che operava nella parrocchia di via Reverberi, è sparito improvvisamente perché aveva una storia d’amore con una donna reggiana. Dal Brasile don Paolo Cugini, ex parroco di Regina Pacis, scrive: “Se mi fossi sposato, la mia vita sarebbe stata più vera”. Due storie che stanno scuotendo la diocesi

REGGIO EMILIA – Alcuni casi spinosi stanno scuotendo la Chiesa reggiana. Un prete spagnolo, viceparroco in Sant’Agostino è tornato in Spagna dopo un flirt con una donna conosciuta in città e don Paolo Cugini, ex parroco di Regina Pacis, dal Brasile fa sapere che se avesse avuto una moglie la sua missione sarebbe stata più vera.

***

Parrocchia di Sant’Agostino, in città a due passi dal Seminario e a tre dal Vescovado. Sei mesi fa per aiutare don Guido Mortari, parroco da decenni, arriva un prete spagnolo, don Luis Barge. Fa parte della fraternità san Carlo, la comunità fondata da monsignor Camisasca che ha sacerdoti in tutto il mondo. Don Luis è laureato in filosofia, a Reggio insegna in una scuola superiore ed è brillante e affabile. Intorno a Natale però, da un giorno all’altro, sparisce. E’ successo che lo spirito era forte, la carne debole eppure la carne ha vinto. Il bel sacerdote spagnolo ha ceduto alle grazie di una donna reggiana molto conosciuta in città e il Vescovo è stato irremovibile e l’ha rimandato in Spagna immediatamente. A quel punto, forse anche in conseguenza di questo, l’arrivo di altri preti della fraternità san Carlo in centro storico, è stato stoppato. Il consiglio presbiterale, una sorta di gruppo di sacerdoti che interloquiscono più da vicino col Vescovo, ha chiesto a monsignor Camisasca di non affidare le parrocchie del centro a preti della sua comunità. Meglio dirottarli altrove. E il Vescovo si è detto d’accordo.

Eppure anche tra i preti diocesani, il tema della castità è di moda. Don Paolo Cugini, fino al settembre scorso parroco di Regina Pacis,dall’Amazzonia dove è stato mandato in missione ha scritto: “E’ difficilissimo parlare di sessualità e del bisogno di affetto che ho percepito in alcune occasione della mia vita ministeriale”, e aggiunge “non venitemi a dire che i preti dovrebbero vincere la solitudine vivendo in comunità. Io lo farei se ci fossero anche delle donne. Altrimenti preferisco stare solo”. Infine don Cugini annota: “Faccio fatica a ringraziare Dio quando mi ha tolto la possibilità di essere padre”. Forse mai come ora la Chiesa reggiana si sta interrogando sul celibato dei sacerdoti per smentire un famoso umorista che diceva che la castità è una virtù che i preti si trasmettono di padre in figlio.

.

Rete 4 ore 23.33 di Martedì 19 Marzo 2019 “Confessione Reporter” di Stella Pende preti sposati e figli nascosti di preti, le storie in tv. Don Rigoldi del Beccaria favorevole ai preti sposati

Roma, 19/03/2019 – “Confessione reporter” su Retequattro, in seconda serata. Un programma di inchieste vere, realizzate da una giornalista di razza, Stella Pende. Si parte con una puntata forte che vedrà trattato anche il tema dei preti sposati con un regolare percorso canonico come la storia di trasparenza e grande amore tra don Giuseppe Serrone e Albana Ruci. Giuseppe Serrone è originario di Termini Imerese ed è stato parroco in Provincia di Viterbo per dieci anni a Chia, il borgo reso famoso dalla presenza di Pier Paolo Pasolini. Albana Ruci è albanese originaria di Valona. Altre storie di quelle che fanno scalpore sono legate al tema: “I figli dei preti”. Una realtà che esiste da sempre, che il Vaticano ha sempre tenuto nascosta (ora grazie a papa Francesco c’è maggiore apertura e serenità su questo tema) e che ha provocato tanto dolore.
La prima intervista è quella a Vincent Doyle, 35 anni, brillante psicoterapeuta irlandese, nonché fondatore di Coping international (Coping sta per Children of priests), un’associazione internazionale, riconosciuta dalla Chiesa, nata per offrire supporto psicologico e spirituale ai figli di sacerdoti. Doyle è uno dei pochi fortunati che ha alle spalle una storia non dura, nel senso che il padre prete, seppur come “amico” della mamma e parroco, si è sempre interessato a lui, gli ha fatto sentire la sua vicinanza e ha provveduto a lui economicamente. Vincent ha scoperto la verità solo quando il padre era venuto a mancare. E da quel giorno ha aperto un sito dove ha chiesto a tutti coloro che avessero una storia simile alla sua di scrivergli. Perchè “voglio quantificare il fenomeno”. È stato sommerso dai messaggi e quel che ha scoperto è che l’Italia è tra i Paesi top ten con questa realtà. Stella Pende ha cercato sacerdoti, vescovi, cardinali da intervistare ma tutti hanno detto no. Solo uno ha accettato: il cardinale Cocco Palmerio che è stato sincero e ha detto che i preti che hanno figli devono rinunciare al sacerdozio perchè il bene del bambino e della mamma vengono prima. Un pensiero perlatro già espresso da papa Francesco. Ci sono poi testimonianze più dure come quella di Alessio che preso dai sospetti ha fatto seguire la madre e ha cosí scoperto di essere figlio del prete. Lo vede tutte le domeniche a messa, ma non ha il coraggio di affrontarlo. E da anni vive nel dolore e nella rabbia. Ma c’é anche la storia positiva del prete Rosario Mocciaro che tanti anni fa in un paesino della Sicilia, ha deciso di lasciare il sacerdozio e di formare una famiglia con la donna di cui si era innamorato. Andrea Mocciaro, il figlio di Rosario, intervistato da Stella Pende dice: “I miei genitori sono due fighi, hanno avuto coraggio”. Da segnalare un bellissimo servizio dove si vede Papa Francesco che qualche tempo fa è andato a trovare sei famiglie di preti sposati, allontanati dalla chiesa, e che ora hanno anche problemi economici. Il Pontefice li ha abbracciati ha preso in braccio i bambini e ha trascorso del tempo con loro. Molto intensa anche l’intervista conclusiva a don Rigoldi, cappellano del Beccaria.

FORSE SARÀ SEPOLTO IN SIRIA ORSETTI, ITALIANO UCCISO DA ISIS

FAMIGLIA: ‘SE LO HA CHIESTO, SÌ’. ERA VOLONTARIO CON I CURDI La salma di Lorenzo Orsetti, ucciso in combattimento dall’Isis, potrebbe non tornare più in Italia e venire seppellita in Siria. Il padre spiega che queste sarebbero le ultime volontà del figlio, e la famiglia sarebbe disponibile a rispettarle. Fiorentino, 32 anni, Orsetti combatteva contro gli jihadisti dello Stato islamico con le milizie curde Ypg, al fianco del Siryan democratic Force. Nel suo testamento ha scritto: ‘Non potevo chiedere di meglio’.