Martedì 19 Marzo 2019 su Rete 4 in seconda serata dalle 23,33 alle 0,41 Puntata di Confessione Reporter su preti sposati e i figli nascosti dei preti

Stasera in tv, Stella Pende e le storie dolorose dei figli dei preti

Preti sposati con regolare percorso canonico di dispensa e matrimonio religioso protagonisti della puntata realizzata da Stella Pende. La testimonianza di don Giuseppe Serrone.
Roma, (informazione.it – comunicati stampa – varie) “Confessione reporter” su Retequattro, in seconda serata. Un programma di inchieste vere, realizzate da una giornalista di razza, Stella Pende. Si parte con una puntata forte che vedrà trattato anche il tema dei preti sposati con un regolare percorso canonico (come la storia di trasparenza e grande amore tra don Giuseppe Serrone e Albana Ruci), e altre storie di quelle che fanno scalpore: “ “I figli dei preti”. Una realtà che esiste da sempre, che la Chiesa ha sempre tenuto nascosta (ora grazie a papa Francesco c’è maggiore apertura e serenità su questo tema) e che ha provocato tanto dolore.
La prima intervista è quella a Vincent Doyle, 35 anni, brillante psicoterapeuta irlandese, nonché fondatore di Coping international (Coping sta per Children of priests), un’associazione internazionale, riconosciuta dalla Chiesa, nata per offrire supporto psicologico e spirituale ai figli di sacerdoti. Doyle è uno dei pochi fortunati che ha alle spalle una storia non dura, nel senso che il padre prete, seppur come “amico” della mamma e parroco, si è sempre interessato a lui, gli ha fatto sentire la sua vicinanza e ha provveduto a lui economicamente. Vincent ha scoperto la verità solo quando il padre era venuto a mancare. E da quel giorno ha aperto un sito dove ha chiesto a tutti coloro che avessero una storia simile alla sua di scrivergli. Perchè “voglio quantificare il fenomeno”. È stato sommerso dai messaggi e quel che ha scoperto è che l’Italia è tra i Paesi top ten con questa realtà. Stella Pende ha cercato sacerdoti, vescovi, cardinali da intervistare ma tutti hanno detto no. Solo uno ha accettato: il cardinale Cocco Palmerio che è stato sincero e ha detto che i preti che hanno figli devono rinunciare al sacerdozio perchè il bene del bambino e della mamma vengono prima. Un pensiero perlatro già espresso da papa Francesco. Ci sono poi testimonianze più dure come quella di Alessio che preso dai sospetti ha fatto seguire la madre e ha cosí scoperto di essere figlio del prete. Lo vede tutte le domeniche a messa, ma non ha il coraggio di affrontarlo. E da anni vive nel dolore e nella rabbia. Ma c’é anche la storia positiva del prete Rosario Mocciaro che tanti anni fa in un paesino della Sicilia, ha deciso di lasciare il sacerdozio e di formare una famiglia con la donna di cui si era innamorato. Andrea Mocciaro, il figlio di Rosario, intervistato da Stella Pende dice: “I miei genitori sono due fighi, hanno avuto coraggio”. Da segnalare un bellissimo servizio dove si vede Papa Francesco che qualche tempo fa è andato a trovare sei famiglie di preti sposati, allontanati dalla chiesa, e che ora hanno anche problemi economici. Il Pontefice li ha abbracciati ha preso in braccio i bambini e ha trascorso del tempo con loro. Molto intensa anche l’intervista conclusiva a don Rigoldi, cappellano del Beccaria.

Ambiente. Animali a rischio estinzione, qual è la responsabilità dell’uomo?

Non è facile per l’uomo allargare sempre più i confini dei territori dove vive alla ricerca di nuove terre da sfruttare, senza restringere gli spazi per le altre specie che abitano con noi questo pianeta. Un concetto semplice, ma che trova una conferma drammatica in uno studio realizzato da scienziati dell’Università di Yale e pubblicato su Nature Climate Change, il quale dimostra che se la situazione attuale non cambierà direzione, entro il 2070 vi saranno ben 1.700 specie di anfibi, uccelli e mammiferi a rischio di estinzione totale se non già estinti completamente.

A questa conclusione gli ecologi sono giunti dopo aver combinato le informazioni sulle attuali distribuzioni geografiche di circa 19.400 specie in tutto il mondo, ipotizzando varie modifiche ai loro areali – le aree del pianeta dove vivono tali specie-, facendo riferimento a diversi stili di sviluppi futuri della società globale, della demografia e dell’economia. Spiega Walter Jetz , coautore e professore di ecologia e biologia evolutiva e di studi forestali e ambientali a Yale: «Le nostre ricerche hanno collegato gli scenari plausibili futuri dell’espansione umana con le loro implicazioni sulla biodiversità.

Le nostre analisi ci consentono di affermare che i cambiamenti associati alla copertura del suolo causeranno un calo della gamma di habitat nelle specie di tutto il mondo e conseguentemente il pericolo per la loro sopravvivenza». Lo studio mostra che, anche se lo scenario non sarà quello peggiore, in ogni caso le 1.700 specie più in pericolo subiranno nei prossimi 50 anni marcati aumenti del rischio di estinzione, in quanto perderanno circa il 30-50 per cento delle loro le attuali aree di habitat. Queste specie a rischio comprendono 886 specie di anfibi, 436 specie di uccelli e 376 specie di mammiferi. Tra di loro ci sono specie i cui destini saranno particolarmente disastrosi, come la cross frog, una rana che vive in Indonesia, il lechwe del Nilo, un’antilope che vive nel Sud Sudan, il thripadectes holostictus, un piccolo uccello che vive in America meridionale, i quali subiranno una sicura riduzione del loro numero che si aggirerà attorno al 50-60 per cento nei prossimi cinque decenni. Lo studio sottolinea come non saranno solo i Paesi che subiranno la perdite del maggior numero di specie ad avere la peggio, ma il pianeta intero.

«Le perdite delle specie che vivono lontane dai luoghi dove si sono sviluppate le società più industrializzate potrebbe far pensare che non interessi queste ultime, il realtà le conseguenze riverberano sempre a livello globale andando, prima o poi, a toccare tutti. E va sottolineato il fatto che la causa di tali perdite spesso arrivano proprio dai Paesi più industrializzati con le loro richieste di legni tropicali, olio di palma o soia, rendendoci tutti corresponsabili». A conferma di come spesso anche azioni che sembrerebbero di poco conto possano influenzare la sopravvivenza di specie viventi vi è un altro studio pubblicato su Scientific Reports da un gruppo di ricercatori della Csiro (Commonwealth scientific and industrial research organisation) e dell’Università della Tasmania. Secondo tale ricerca un palloncino di quelli usati nelle feste di vario genere rilasciato nell’aria ha notevoli probabilità di finire nello stomaco di un uccello marino con conseguenze devastanti per la sua vita. I ricercatori hanno scoperto che i palloncini scoppiati o sgonfi sono il tipo di plastica più letale che possano ingoiare uccelli come gli albatri o le berte.

Spiega Lauren Roman della Csiro: «Lo studio ci permette di affermare che, anche se la maggior parte dei palloncini prelevati dallo stomaco di molti uccelli erano degradati, essi provenivano sicuramente da feste di vario genere. In un caso abbiamo trovato un palloncino che aveva ancora il marchio originale e attraverso di esso abbiamo rintracciato la fonte: proveniva da un evento per bambini avutosi a Sunnybank (Brisbane)».

Lo studio ha analizzato più di 1.700 uccelli dell’ordine dei Procellariformi e ha confrontato gli uccelli morti per aver mangiato plastica con quelli deceduti per altre cause e, com’era prevedibile, gli uccelli che non erano morti a causa dell’ingestione di plastica avevano significativamente meno plastica nello stomaco. Ma c’è un elemento che ha colpito particolarmente i ricercatori: il fatto che tra gli uccelli morti per aver mangiato plastica, quelli che avevano inghiottito frammenti di palloncini avevano 32 volte più probabilità di morire rispetto agli uccelli che avevano mangiato solo plastica dura, come, per esempio, piccoli pezzetti di mattoncini di Lego, bastoncini dei lecca-lecca o cannucce.

La plastica è stata trovata nello stomaco di 551 uccelli morti, 13 dei quali erano sicuramente deceduti per l’ultima ingestione fatta. Per gli altri comunque, l’aver mangiato plastica è stata sicuramente una concausa del loro decesso. Spiega Roman: «Il motivo per cui i palloncini e le altre plastiche morbide sono così letali, sta nel fatto che sono in grado di aderire e avvolgersi alle cavità stomacali impedendo loro qualunque azione digestiva. Questo è più difficile che capita se gli uccelli ingeriscono plastica dura. Gli uccelli marini ingoiano la plastica che galleggia sul mare perché la scambiano con i calamari, una delle prede preferite e più comuni degli albatri e degli altri Procellariformi». In questo caso specifico una soluzione potrebbe esserci: sostituire i polimeri plastici con prodotti biodegradabili o, meglio ancora, far capire che si possono fare feste anche senza rilasciare palloncini nel cielo, un’educazione al problema dunque, senza arrivare a quello che già fanno alcuni Stati americani o australiani: proibire il rilascio di palloncini nel cielo.

avvenire

ADDIO A MARIO MARENCO, RE DEL NONSENSE CON RENZO ARBORE

ansa

DA ALTO GRADIMENTO A INDIETRO TUTTA. AVEVA 85 ANNI E’ morto oggi a Roma, all’età di 85 anni, l’attore e umorista Mario Marenco. Nato a Foggia nel 1933, era ricoverato da qualche tempo al Policlinico Gemelli. Volto di personaggi come il colonnello Buttiglione, è stato legato da un lungo sodalizio con Renzo Arbore e Gianni Boncompagni. Marenco raggiunse il successo nel 1970 in radio con Alto Gradimento. In tv fu l’inviato Mr Ramengo dell’Altra Domenica, indimenticabile in Indietro Tutta dove interpretava il personaggio di Riccardino.

Serie A: Juve ko indolore, Inter vittoria con sorpasso

– La caduta degli dei fa rumore ma è indolore. Dopo la magica impresa contro l’Atletico Madrid, la Juve torna umana e subisce la prima sconfitta della stagione, dopo 24 vittorie e tre pari. Gode il Genoa e l’ex Sturaro che, insieme al vecchio pirata Pandev, creano la sorpresa, che non influirà sulla volata scudetto, ma ritarderà forse l’epilogo. Anche perché, il Napoli ci mette del suo, tornando al successo in casa contro l’Udinese per 4-2. Paura per un mancamento di Ospina, che in precedenza era stato colpito alla testa. L’Udinese fa il suo e, dopo lo 0-2 iniziale, pareggia, prima di arrendersi al poker dei partenopei.

Il derby di Milano, come di consueto, va alla squadra che non gode del favore del pronostico: cioè, l’Inter. Che, fin dalle prime battute, mette sotto i ‘cugini’ rossoneri. Il Derby della Madonnina è accesso, combattuto e offre anche scampoli di bel gioco: alla fine prevalgono i nerazzurri, reduci da un periodo di tracolli gravi e a volte anche inspiegabili. Vecino, poi De Vrij; sembra fatta, ma Bakayoko riaccende le speranze dei rossoneri che subiscono anche il rigore di Lautaro Martinez. Riescono ancora a riemergere con Musacchio, ma non basta. Anche perché, nel finale sprecano il 3-3 e si vedono sorpassare in classifica dai ‘cugini’.

In un turno pieno di gol, la Lazio guadagna posizioni in chiave Europa, approfittando dei ko di Roma e Torino e del pari dell’Atalanta. Troppo facile il trionfo sull’assopito Parma, già con quattro sul groppone dopo il primo tempo. Perde un’occasione d’oro l’Atalanta che si fa imporre il pari dal Chievo. Si infiamma la lotta per la salvezza, perché in tante avanzano: dopo la Spal e il Bologna, anche Genoa e Empoli fanno bottino pieno. I toscani, ringalluzziti dal ritorno del vecchio maestro Andreazzoli, spingono verso la B il Frosinone con un sofferto 2-1.

Paghi del trionfo sull’Atletico, i guerrieri bianconeri tirano il fiato. Ronaldo riposa, l’attacco non incide, il Genoa ha un feeling con le grandi: dopo il successo su Atalanta e Lazio, ecco lo scalpo più prezioso. Prandelli si toglie una grande soddisfazione: prima il Var annulla un rigore al Genoa e un gol alla Juve per fuorigioco. Poi l’affezionato ex Sturaro e l’esperto Pandev confezionano un 2-0 che fa salire il Genoa e riporta sulla terra, ma senza troppi danni, la Juve. E Il Genoa si conferma una bestia nera della Juve: dopo i successi del 2014, 2016 e 2018 e il pari dell’andata, ecco il 2-0 più eclatante e imprevisto.

La Lazio fa un solo boccone del Parma, dimentica il pari di Firenze, si porta a due punti dalla Roma con la partita contro l’Udinese da recuperare. In 22′ i biancazzurri vanno a segno quattro volte. Grande protagonista Luis Alberto che segna due gol (uno su rigore, su ingenuo mani di Iacopino) e fornisce l’assist a Lulic. La partita la sblocca però Marusic con un tiro sul suo palo che Sepe non sa fermare. Grande prova d’orchestra della Lazio contro un Parma incolore che trova il gol della bandiera alla fine con Sprocati. Molto più complicata del previsto la gara dell’Atalanta. Il Chievo, a dispetto dell’ultimo posto, combatte gagliardamente. I bergamaschi attaccano a tavoletta ma con poco lucidita’ e trovano il quarantenne Sorrentino in vena di prodezze. I veneti passano con una prodezza di Meggiorini, poi difendono bene, subiscono il pari di Ilicic ma il bunker resiste e l’Atalanta perde un’occasione Champions importante. Tre punti preziosi per l’Empoli che ritrova Andreazzoli dopo l’esonero di Iachini e attacca con caparbiertà, trovando due gol con Caputo su rigore e con Pajac. Il Frosinone reagisce, riduce le distanze con Valzania e le prova tutte per agguantare gli avversari. Ma il successo rilancia l’Empoli che supera il Bologna. (ANSA).