PADRE DEL BIMBO DI FOLIGNO: ‘RAZZISMO, NON ESPERIMENTO’

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NIENTE SCUOLA A CAUSA DEI NO VAX, INTERVIENE LA REGIONE “È stato un episodio di razzismo e non un esperimento sociale”, afferma il papà dell’alunno di colore ‘deriso’ da un supplente in una scuola elementare del Folignate. Il maestro si scusa parlando di “malinteso” e di “un’attività per l’integrazione”. No vax: la Regione Lazio diffida una scuola in cui un bimbo immunodepresso non può tornare a causa di 5 alunni non vaccinati

SARDEGNA: SALVINI E BERLUSCONI MATTATORI, DOMANI IL VOTO

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DI MAIO FRENA SU ACCORDO CON PASTORI, OGGI IN ASSEMBLEA Domani le elezioni regionali in Sardegna. Salvini e Berlusconi mattatori ieri nell’ultima giornata di campagna elettorale sull’isola. Con la vertenza latte rinviata a dopo il voto, Di Maio a Cagliari frena sull’accordo con i pastori: non si trova un’intesa in 24 ore. Gli allevatori si riuniranno oggi in assemblea nell’Oristanese.

VENEZUELA: SFIDA SU AIUTI, MADURO CHIUDE FRONTIERA COLOMBIA

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GUAIDO’ AL DI LA’ DEL CONFINE: I MILITARI MI HANNO AIUTATO Sfida sugli aiuti umanitari in Venezuela: Guaidò ne annuncia l’ingresso per oggi dal confine con la Colombia, che Maduro si è affrettato a chiudere. Ieri sera il duello è stato invece tra concerti, col leader dell’opposizione a quello in territorio colombiano a Cucuta e il presidente a un altro al di là dello stesso ponte: sono qui grazie all’aiuto dei nostri militari, ha detto Guaidò.

FITCH CONFERMA ALL’ITALIA IL RATING BBB, OUTLOOK NEGATIVO

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ACCORDO PARIGI-BERLINO SU EUROBUDGET: SOLDI SOLO SE RIFORME Fitch conferma il rating dell’Italia a Bbb, con outlook negativo. L’agenzia vede “un aumento delle probabilità di elezioni anticipate”, a causa delle tensioni nel Governo tra Lega e M5s. Accordo intanto Parigi-Berlino sull’Eurobudget: fondi europei solo a chi fa le riforme indicate nel semestre. Draghi bacchetta invece sovranisti: bisogna cooperare senza avere paura. Dazi: Usa e Cina estendono i negoziati.

Papa, Vescovi e cardinali dovrebbero dare tutti le dimissioni. Forse il popolo di Cristo dovrebbe governare la Chiesa con il servizio dei preti sposati

A chiedere le dimissioni dei vertici della Chiesa, il Movimento Internazionale dei sacerdoti sposati.

Ieri sera, durante la preghiera che ha concluso la prima giornata di lavori dell’incontro su “La protezione dei minori in Vaticano”, i 190 partecipanti hanno ascoltato la testimonianza di un giovane proveniente dall’Asia, che ha scelto la forma di una poesia – dal titolo “Il ponte che fece la differenza” – per raccontare, in terza persona, la sua storia di bambino ripetutamente violato, tolto a 5 anni da “un ambiente felice e sano”, la sua famiglia, “per una ragione giusta”: “La ricerca di una buona formazione cattolica”. “A soli cinque anni, in un mondo sconosciuto, entrò pieno di innocenza e paure in classi che gli erano nuove”, ha raccontato il giovane in forma poetica: “Gli mancava casa e qui cercava amici e custodi che gli facessero da genitori. Questa sostituzione gli fu fatale perché per lui che era giovane i loro desideri erano strani. Spogliato della sua innocenza ancora e ancora, abbandonato al proprio destino in questo mondo adulto, non trovò speranza e divenne solitario. Con il passare degli anni lo aveva fatto a pezzi. Ma non poteva dirlo a nessuno, per paura del disonore e della vergogna”. Finché “una volta si mise a riflettere da un ponte, e si chiese: ‘Come cambiare questo percorso in discesa, cambiare l’ordine delle cose’?. Non ci fu mai una risposta. Niente nella sua vita era rimasto intatto. Tutto era macchiato. Dio c’era mai stato? Perché Lui sarebbe l’unico a sapere tutto”. Ma poi, inaspettatamente, quello stesso ponte diventa un’ancora di salvezza: “Il ponte che contemplava gli mostra la strada, una strada che era diversa e questo diede frutti, quando stranamente sentì nel suo cuore rumoroso e tormentato una voce che chiedeva un cambiamento. Un viaggio che iniziò per realizzare quanto la voce gli aveva detto. Un cammino di perdono, un cammino di riconciliazione, un cammino per accettare la vita com’era, piena di ferite, dolore e desolazione”. Dalla sua storia, un appello al mondo: “Chi si assumerà la responsabilità di vite spezzate? Restituite quanto è andato perso! Mostrate che vi importa! Perché tutto ciò che fate riscatterà le molte urla silenziose che attendono il giorno della salvezza”.

Agensir

Vertice Abusi Vaticano: “Solo parole” servono fatti e serve richiamare in servizio i preti sposati

Papa, Vescovi e cardinali dovrebbero dare tutti le dimissioni. Forse il popolo di Cristo dovrebbe governare la Chiesa con il servizio dei preti sposati (ndr)

Roma, 22 feb. (askanews) – “Solo parole”, ora servono i fatti. Il Papa sapeva del cardinale McCarrick, tutti sapevano, ma solamente pochi giorni fa è arrivata la decisione della dimissione allo stato laicale. Peter Saunders, attivista inglese nella lotta contro la pedofilia, vittima di abusi da parte di un sacerdote cattolico, tra i fondatori dell’Associazione Ending Clergy Abuse, passa da una intervista all’altra, a Roma, per denunciare lo stato di insoddisfazione delle vittime di preti pedofili, a margine del summit indetto dal Papa in Vaticano sul tema della tutela dei minori alla presenza di 190 persone.

“Fin qui la maggioranza di noi è delusa perché il Papa ha spiegato chiaramente che questo incontro non è un tentativo serio di affrontare gli incredibili scandali che colpiscono la Chiesa e il Vaticano. Si parla di ‘creare consapevolezza’, di ‘training’, ma queste sono cose in cui non dovrebbe esserci bisogno di training. Lo stupro di bambini, lo stupro e la violenza di qualunque adulto vulnerabile è un atto criminale e orribile. Tutti lo sanno, da dovunque vengano, e se il Papa avesse davvero l’intenzione di proteggere i bambini allora dovrebbe istituire delle leggi tali che qualunque religioso vi contravvenga sia escluso in modo definitivo dalla Chiesa. La stessa cosa dovrebbe applicarsi a chiunque, vescovo o Papa, insabbi questi crimini. Dovrebbero essere esclusi definitivamente e non spostati da una sede all’altra come succede adesso, non finanziati come è successo nel mio paese con somme di denaro per scappare in un altro paese”.
“L’unica cosa che cambia è che quando c’è una pressione insormontabile sul Papa e sulle istituzioni, allora sono costretti a fare qualcosa. Ma fanno il meno possibile. Si sapeva che McCarrick era un violentatore già venti, trent’anni fa. Lo sapevano tutti e sappiamo che il Papa sapeva la sua storia”. “Non credo sia una coincidenza che sia stato espulso dalla Chiesa solo pochi giorni prima di questo cosiddetto summit di Roma”.

Per il fondatore dell’Associazione a tutela delle vittime di abusi commessi da sacerdoti, dunque, se non ci fosse la pressione delle stesse vittime e l’eco mediatica, non ci sarebbero passi in avanti.
“Non sono sicuro che le dimissioni del Papa servirebbero a qualcosa. Se desse le dimissioni sarebbe sostituito da qualcun altro che potrebbe essere anche peggio. Non ho la risposta perfetta ma non sta nelle dimissioni del Papa. Forse dovrebbero dare tutti le dimissioni. Forse il popolo di Cristo dovrebbe governare la Chiesa. Abbiamo bisogno di tutti questi cardinali, di tutti questi vescovi? Non penso, e certamente non sta scritto nella Bibbia”.

FORMIGONI IN CARCERE, LEGALI CHIEDONO I DOMICILIARI

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MA IL PG È PRONTO A DIRE NO. ‘È SERENO’ DICONO GLI OPERATORI All’indomani della condanna a cinque anni e dieci mesi inflitta dalla Cassazione per la vicenda Maugeri, l’ex presidente della Lombardia Formigoni è entrato nel carcere di Bollate (Milano). La difesa ha depositato istanza per la detenzione domiciliare, ma la Procura generale è pronta a un parere negativo: ha più di 70 anni deve poter scontare la pena a casa. Negli uffici giudiziari, però, si fa notare che il reato di corruzione, in base alle norme della ‘spazzacorrotti’, è ‘ostativo’ alle misure alternative. Formigoni è apparso “sereno” e “tranquillo” agli operatori del carcere con i quali ha sostenuto dei colloqui.

Appello ai presidenti delle conferenze episcopali mondiali riuniti a Roma per mettere all’ordine del giorno il tema del celibato preti e riammissione preti sposati

Papa Francesco è impegnato per rendere la Casa Comune un luogo abitabile, più umano e solidale e sembra preoccuparsi per la Chiesa ed i suoi peccati: clericalismo, ipocrisia, pedofilia, abuso di potere.
Ma i preti sposati italiani, riuniti nel Movimento Internazionale dei sacerdoti sposati sono sorpresi e amareggiati per le sue  dichiarazioni sul celibato opzionale, fatte qualche settimana fa sul volo di ritorno a Roma da Panama
Bergoglio ha detto che il celibato è un dono per la Chiesa e che non è “d’accordo nel permettere il celibato opzionale, no”, che è un pensiero personale e che non vuole mettersi davanti a Dio con questa decisione.

Il  sentire e il  modo di pensare al problema del celibato erano qualcosa di diverso, almeno nella sua formulazione, anche dopo la sua elezione a Papa.

Il celibato è un dono, ma quando è libero e non è imposto.
“Pensiamo che il matrimonio e il ministero siano anche doni dello Spirito e che non possano essere dichiarati incompatibili con una legge disciplinare, nella quale vengono anche negati alcuni diritti alla metà della comunità: alle donne.
Pensiamo che il celibato obbligatorio comporti una componente di repressione e produca vittime, soprattutto tra preti, donne e bambini.
Denunciamo il fatto che con una legge non si può vietare o reprimere il godimento di alcuni diritti umani così elementari come innamorarsi, amare e procreare. Crediamo  che il celibato presbiterale predispone a condurre una doppia vita e che è una delle componenti fondamentali della pedofilia. A questo punto della vita della Chiesa non si può pensare o legiferare come nel Medioevo, ma prendendo in considerazione i diritti umani universali.
Noi preti sposati non siamo stati tenuti in nessuna considerazione dalla Chiesa gerarchica, siamo stati resi invisibili, accusati di essere disertori, traditori e altre denominazioni non molto evangeliche.
Perché nel rito latino della nostra Chiesa non risolviamo questo problema disciplinare?
Perché abbiamo tanta paura di affrontarlo come se qualcosa di essenziale possa andare in pezzi?
Nella Chiesa esiste la mancanza di preti e molte comunità rimangono senza Eucaristia, e  l’Eucaristia fa la Chiesa (tratto da una Lettera di Teresa Cortés e Andrés Muñoz  Coppia e membri del MOCEOP)”.

“I vari movimenti di preti sposati del mondo trovino il modo di mettersi in contatto e produrre una lettera comune ai presidenti di tutte le conferenze episcopali mondiali chiedendo che il tema sia posto all’ordine del giorno nel prossimo convegno di Roma e che questo evento segni un momento storico nel percorso del rinnovamento ecclesiale (da webalice.it  Rubrica Celibi per Legge di E. Miragoli)”.

Albania: il Paese delle opportunità e della crescita

Le notizie che sono giunte dall’Albania rischiano di dare una rappresentazione distorta di un Paese storicamente amico dell’Italia e più che mai terra di opportunità per i nostri imprenditori. Al di là delle turbolenze politiche, gli indicatori economici sono fortemente positivi e incoraggianti. Così come, nonostante l’elevato livello di corruzione, è da valutare positivamente il fatto che siamo di fronte a un Paese sostanzialmente privo di fenomeni di microcriminalità, nel quale ci si muove sentendosi sicuri.

Solo pochi anni fa, se avessimo guardato a quel Paese al di là del mare, non avremmo riposto grandi speranze. Oggi, invece, l’Albania viene riconosciuta come uno dei Paesi dalle potenzialità enormi. Il Paese ‘delle opportunità’.

Se è vero che il Paese soffre ancora di arretratezze e necessiterebbe di riforme drastiche – quella giudiziaria e quella sui salari minimi, per citarne qualcuna – è anche vero che questa terra sta provando a darsi una possibilità. ‘Il Paese delle Aquile’ sta cercando di stare al passo con gli importanti cambiamenti socio-economici in atto, di andare incontro al progresso anche sotto il profilo intellettuale, partendo dalla sua capitale, Tirana, candidata al titolo di capitale europea della cultura 2024. È un Paese, questo, dove nascono imprese: supermercati, alberghi, ristoranti, calzaturifici, fattorie biologiche, caseifici, call center, aziende di smistamento e recupero dei rifiuti.

Quella albanese è, poi, una realtà che sta cercando di innovarsi anche dal punto di vista ‘strutturale’ con una serie di interventi di riqualificazione di cui il rifacimento di piazza Skanderberg è solo l’esempio più evidente. Il nuovo stadio in costruzione nel cuore di Tirana è un gioiello di architettura e innovazione in grado di coniugare la sua destinazione di centro sportivo con una vocazione fortemente ambientale, nell’ottica di inaugurare una felice stagione sportiva ma anche turistica, culturale, commerciale. Il nuovo e ultramoderno Teatro Nazionale, con il suo grande anfiteatro all’aperto, è evidentemente pensato come un naturale scenario per le interconnessioni urbane.

Anzi, proprio in merito al nuovo teatro la cui struttura sorgerà sulle ceneri di un esempio eccezionale dell’architettura italiana moderna, lo storico Kombetar, la commovente mobilitazione di studiosi, appassionati o semplici cittadini per salvare un edificio unico nel suo genere in Albania mostra la volontà di salvaguardare il proprio passato e la sensibilità maturata dalla popolazione verso ogni forma d’arte. Ancora, la Evergreen Tower, con destinazione commerciale e alberghiera, sarà un piccolo miracolo che declinerà la tradizione albanese all’innovazione a cui il Paese aspira.

Il Sole 24 Ore

Papa Francesco e la contro inchiesta sul prete condannato per pedofilia

La regista francese Martin Boudot ha realizzato un documentario scioccante dal titolo “Abusi sessuali nella Chiesa: il Codice del Silenzio” (guarda qui il documentario completo). Il documentario ipotizza che papa Francesco abbia ordinato una contro-inchiesta per scagionare padre Grassi, attualmente in carcere per il reato di pedofilia. I fatti risalgono al 2010 quando Bergoglio era arcivescovo di Buenos Aires e a commissionare la contro-inchiesta sul caso fu proprio la Conferenza Episcopale argentina. A quell’epoca il presidente di questa Conferenza Episcopale era proprio il Cardinale Bergoglio e il regista Boudot col suo film non si fa problemi a rilanciare questa pesante accusa che sta creando non poco imbarazzo negli ambienti ecclesiastici

Vaticano, l’ombra di Maciel sul vertice anti pedofilia

ilmattino.it

Ieri mattina a ridosso del colonnato, fuori dal cancello di un edificio, Peter Saunders, vittima di un prete pedofilo e attivista nella causa contro gli abusi, protestava garbatamente chiedendo spiegazioni sul perché il Vaticano gli avesse sbattuto ancora una volta la porta in faccia impedendogli l’ingresso. Dentro, una dozzina di vittime precedentemente selezionate con cura, venivano ascoltate dal comitato organizzatore del summit sugli abusi (che si apre stamattina con un discorso del Papa).

Prima o poi qualcuno dovrà chiarire a Saunders i motivi per cui è stato escluso da quel protocollo, proprio lui che aveva fatto parte della Pontificia Commissione sulla protezione dei minori, e che, tre anni fa, aveva dovuto lasciare pagando il suo coraggio nel criticare il cardinale Pell, all’epoca potentissimo, oggi imputato in due processi e condannato in Australia per una vicenda di pedofilia. Saunders disapprovava l’atteggiamento, a suo avviso sfuggente, di tante strutture vaticane accusandole di dimostrarsi forti con i deboli, ma deboli con i forti.

DEMONIO
La stessa sensazione che non abbandona Alberto Athiè, messicano, ex sacerdote, una delle centinaia di vittime di Maciel Marcial Degollado, il fondatore pedofilo dei Legionari di Cristo, paragonato da molti a un demonio. Fu punito solo nel 2006 da Benedetto XVI nonostante le parecchie denunce esistenti, alcune insabbiate da decenni. Per ottenere questa impunità Maciel avrebbe sfruttato amicizie potenti: con San Giovanni Paolo II, il cardinale Stanislao Dziwisz, il cardinale Angelo Sodano che lo avrebbero messo a riparo da ogni possibile inchiesta. Sta di fatto che Ratzinger per aprire una inchiesta su di lui dovette aspettare di diventare Papa e anche in questa veste, per poter prendere provvedimenti contro Maciel, dovette scontrarsi con Sodano e Dziwisz.

Maciel morì in una clinica, in Florida, nel 2008 senza essere ridotto allo stato laicale. Il suo caso resta un tabù. Ancora oggi la Chiesa non ha fatto un pubblico mea culpa per le centinaia di vittime, le violenze psicologiche, gli abusi sui figli naturali, la menzogna elevata a sistema. Il più grande criminale della Chiesa in epoca moderna. Alberto Athiè in questi giorni è a Roma. Non vuole mancare all’appuntamento di un summit che considera storico. La speranza è che la miopia del passato possa fare posto ad una nuova era. Ricorda con dolore che anche Papa Francesco quando andò in Messico, tre anni fa, evitò di ricevere le vittime di Maciel, nonostante avessero insistito per una udienza con lui a risarcimento di un capitolo mostruoso. I dubbi sono tutt’ora intatti, sostiene Athiè, e quello di Maciel resta un capitolo aperto.

Non a caso nei giorni scorsi l’arcivescovo Charles Scicluna il prelato mandato nel 2005 da Ratzinger a raccogliere le testimonianze contro il Fondatore dei Legionari di Cristo con una battuta ha fatto allusione a questo sfasamento. «In genere in Vaticano vengono fatte leggi da applicare altrove». Aggiungendo: «In questa battaglia per la tolleranza zero io non mollerò mai. L’omertà è un meccanismo che va rimosso». Due settimane fa il Papa aveva riferito della battaglia dell’allora cardinale Ratzinger contro una certa mentalità curiale portata ad insabbiare. L’allusione al caso Maciel era inequivocabile. «C’erano tutte le carte, i documenti su una certa organizzazione religiosa che aveva al suo interno corruzione economica e sessuale. Ma c’erano dei filtri per cui doveva arrivare al dunque. Il Papa di allora (Giovanni Paolo II ndr) fece una riunione con la voglia di vedere. Ratzinger andò con le sue carte. Quando tornò indietro disse al suo segretario: metti la cartella in archivio, ha vinto l’altro partito».

Quell’insabbiamento, come si sa, durò fino a che Ratzinger non divenne Papa e spedì Scicluna a raccogliere testimonianze. Ancora oggi quel capitolo rimane materia esplosiva tanto che Dziwisz, grande amico di Maciel, dalla Polonia ha polemizzato direttamente con Bergoglio. «Non penso che Giovanni Paolo II con spensieratezza non credesse alle prove dei reati presentategli. Non era il suo stile. Inoltre non aveva né filtri, né blocco delle informazioni. I problemi della Chiesa il Papa polacco li discuteva con delle persone di competenza e non con i privati segretari». Dziwisz omette però di ricordare che durante l’ultimo periodo della malattia di Giovanni Paolo II il pontefice decideva ormai ben poco. In ogni caso in Vaticano permane ancora una certa indulgenza nel trattare il tema degli abusi. Ieri l’agenzia di Propaganda Fide, intervistando un teologo, filtrava il seguente pensiero: «bisogna essere misericordiosi con i preti pedofili, anche loro sono percorelle smarrite». E gli oppositori del Papa (vedi Burke e Brandmuller) sostengono che il male della Chiesa non sono solo gli abusi: «La piaga dell’agenda omosessuale è diffusa».

VENEZUELA: MADURO BLINDA I CONFINI. GUAIDO’ ORDINA APERTURA

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SALE LA TENSIONE, CHIESTO VIA LIBERA AD AIUTI UMANITARI Nonostante il tentativo di blindare i confini da parte di Maduro, Juan Guaidò, il presidente del Parlamento venezuelano che ha assunto i poteri dell’Esecutivo, ha emesso un decreto nel quale autorizza l’ingresso degli aiuti umanitari nel Paese, ordina l’apertura delle frontiere e assicura “garanzie e benefici” ai membri delle Forze Armate che “adempiano il mandato della Costituzione”.

PINTEREST:DEPOSITA DOCUMENTI IPO, PUNTA A 12 MLD VALUTAZIONE

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WSJ, OBIETTIVO E’ QUOTAZIONE ENTRO FINE GIUGNO Pinterest ha depositato alla Fed, in via riservata, la documentazione per una sua initial public offering, con la quale cerca una valutazione da almeno 12 miliardi di dollari. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali l’obiettivo sarebbe lo sbarco in Borsa alla fine di giugno.

EUROPA LEAGUE: NAPOLI E INTER A VALANGA, SONO AGLI OTTAVI

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OGGI TORNA IN CAMPO LA SERIE A CON L’ANTICIPO MILAN-EMPOLI Tutto facile per Inter e Napoli nel ritorno dei sedicesimi di Europa League. I nerazzurri si sono imposti per 4-0 sul Rapid Vienna, mentre i partenopei hanno battuto lo Zurigo per 2-0. Entrambe le italiane sono agli ottavi di finale, i cui accoppiamenti saranno sorteggiati oggi. E oggi torna in campo anche la serie A, con l’anticipo Milan-Empoli ALLE 20:30.(ANSA).

RAGAZZA 16ENNE SI SUICIDA CON PISTOLA

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TRAGEDIA NEL PAVESE, ERA DA SOLA QUANDO SI E’ SPARATA Una ragazzina di 16 anni si è suicidata ieri sera nella sua abitazione di Tromello, un comune del Pavese. La minorenne si è tolta la vita sparandosi con una pistola presente in casa: l’arma era regolarmente detenuta. Al momento del fatto, la giovane era da sola nell’abitazione.

FORMIGONI, ATTESO PER OGGI L’ORDINE DI CARCERAZIONE

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EX PRESIDENTE LOMBARDIA DOVRA’ SCONTARE 5 ANNI E 10 MESI Già da oggi potrebbero aprirsi le porte del carcere per Roberto Formigoni, dopo la condanna definitiva a 5 anni e 10 mesi comminata ieri dalla Cassazione. E’ atteso per oggi, infatti, l’ordine di esecuzione della pena. Probabile che l’ex presidente della Regione Lombardia si costituisca spontaneamente .

Abusi di preti. Da Spotlight all’Australia e al Cile, coinvolti tutti e 5 i continenti

Una scena del film Spotlight

In principio fu il caso Spotlight, il primo scandalo di abusi sessuali su minori commessi da preti ad assumere una risonanza mondiale e a togliere il coperchio su un crimine che da decenni affliggeva la Chiesa cattolica in tutto il mondo ma di cui si sapeva poco o nulla.

Spotlight era il team di giornalisti del Boston Globe che nel 2002, a partire dalla notizia di un parroco accusato di abusi sessuali su molti giovani, rivelò le violenze su centinaia di minori da parte di circa 80 preti dell’arcidiocesi di Boston e l’insabbiamento dello scandalo da parte delle istituzioni che proteggevano i colpevoli, trasferendoli in altre parrocchie dove continuavano gli abusi su nuove vittime.

Da Boston, lo scandalo pedofilia si allargò a tutti gli Usa: una ricerca censì 7mila casi e oltre 4mila preti e religiosi coinvolti fra il 1950 e il 2002, alcune diocesi dichiararono bancarotta per i giganteschi risarcimenti pagati alle vittime. La magistratura della Pennsylvania lo scorso agosto ha accertato che 300 preti hanno molestato e violentato più di mille bambini dal 1947 ad oggi.

Negli anni successivi lo scandalo varca l’Atlantico ed esplode in Irlanda: la rete delle “Case Magdalene” – le vittime erano soprattutto ragazze da “rieducare”, le carnefici le religiose che gestivano gli istituti – ma anche numerosi casi di pedofilia. Poi il resto d’Europa, con centinaia di episodi in Austria, Germania, Malta, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera, Spagna, Regno Unito, Francia, Italia. E del mondo: l’Africa – dove erano le suore a subire violenze da parte di preti –, l’Australia (dove si attende a breve la sentenza per il cardinale Pell), il sud America con l’ultimo caso, il Cile, inizialmente minimizzato dallo stesso Francesco.

Violenza sessuale, botte e aborti: il rosario degli abusi dei preti pedofili

L'inizio dei lavori del Sinodo

«Sono stato molestato sessualmente per tanto tempo, e oltre cento volte, e queste molestie sessuali mi hanno provocato traumi e flashback per tutta la vita. Fa fatica vivere la vita, fa fatica stare insieme alla gente, avere rapporti con le persone, anche con la mia famiglia e i miei amici».

Sono le parole di uomo, asiatico, vittima, da quando era bambino, di un prete pedofilo, che irrompono di prima mattina nell’aula nuova del Sinodo, dove sono riuniti i 190 cardinali, vescovi, presidenti delle conferenze episcopali e superiori generali di tutto il mondo partecipanti all’incontro sulla «Protezione dei minori nella Chiesa». «Ogni volta che ho parlato con i provinciali e con i superiori maggiori, questi hanno regolarmente coperto il problema, coperto gli abusatori, e questo a volte mi uccide», prosegue l’uomo, che ora chiede «di produrre azioni severe che realmente rimettano in riga gli abusatori», che li «indichino con nome e cognome», che «li puniscano».

È una delle cinque testimonianze video delle vittime di abusi sessuali – le identità non sono state divulgate all’esterno dell’aula – con cui papa Francesco ha voluto che fosse aperto il summit sulla pedofilia nella Chiesa, immediatamente prima del suo intervento. Parla un altro uomo, dal Cile, dove è esploso l’ultimo scandalo in ordine di tempo, attorno al pedofilo seriale don Fernando Karadima, per anni parroco a Santiago, nel 2011 condannato dalla Santa sede per abusi su minori (ma sono oltre ottanta i preti cileni coinvolti in abusi sessuali su minori dal 2000 ad oggi), e ai vescovi a lui più vicini (ne sono stati rimossi nove): «È difficile parlare dell’abuso sessuale subìto», racconta, ma mi decido e «vado a raccontare tutto a santa madre Chiesa, dove penso che mi ascolteranno e mi rispetteranno. Ma la prima cosa che hanno fatto è stata di trattarmi da bugiardo, voltarmi le spalle e dirmi che io, e altri, eravamo nemici della Chiesa.

Questo è uno schema che non esiste soltanto in Cile: esiste in tutto il mondo, e questo deve finire». E rivolgendosi direttamente ai partecipanti all’incontro: «Voi siete i medici dell’anima e tuttavia, salvo rare eccezioni, vi siete trasformati, in alcuni casi, in assassini dell’anima, in assassini della fede. Vediamo solo la punta dell’iceberg. Nonostante la Chiesa affermi che è tutto finito, continuano a emergere casi: perché? Perché si procede come quando ci si trova di fronte a un tumore: si deve trattare tutto il tumore, non limitarsi a rimuoverlo; quindi serve la chemioterapia, la radioterapia, bisogna fare dei trattamenti. Non serve estirpare il tumore e basta».

Una prassi, quella di ignorare e anzi di aggredire le vittime, confermata anche da un prete abusato quando era adolescente, oggi 53enne, dell’Europa dell’est: «Andavo dal prete perché mi insegnasse come leggere la Scrittura durante la messa, e lui toccava le mie parti intime – racconta –. Ho passato una notte nel suo letto. Dopo molti anni, da adulto, ho parlato dell’accaduto al vescovo, gli ho scritto, ma non mi ha mai risposto», anzi quando «l’ho incontrato, mi ha attaccato senza tentare di comprendermi».

«Dall’età di quindici anni ho avuto relazioni sessuali con un prete, questo è durato tredici anni. Sono rimasta incinta tre volte e tre volte mi ha fatto abortire, molto semplicemente perché egli non voleva usare profilattici o metodi contraccettivi», racconta una donna africana. «Avevo paura di lui – continua – e ogni volta che mi rifiutavo di avere rapporti sessuali con lui, mi picchiava. E siccome ero completamente dipendente da lui economicamente, ho subito tutte le umiliazioni che mi infliggeva. Avevamo questi rapporti sia a casa sua nel villaggio che nel centro di accoglienza diocesano. In questa relazione non avevo il diritto di avere dei ragazzi; ogni volta che ne avevo uno e lui veniva a saperlo, mi picchiava. Era la condizione perché mi aiutasse economicamente… Mi dava tutto quello che volevo, quando accettavo di avere rapporti sessuali; altrimenti mi picchiava. Sento di avere una vita distrutta. Ho subito così tante umiliazioni in questa relazione che non so che cosa mi riservi il futuro».

ilmanifesto.it

Tecnologia. Con l’arrivo delle robocar tempi duri per i ladri d’auto

da Avvenire

La Renault EZ-GO Concept, il veicolo robot del futuro: autonomo, elettrico e sempre connesso

Dagli Stati Uniti arrivano articoli e rapporti di esperti su un cambiamento che dovrebbe accompagnarsi con il debutto dei primi veicoli robot sulle strade delle megalopoli di mezzo mondo: la capacità delle macchine cioè di reagire ai tentativi di effrazione e perfino di inseguire i malintenzionati. Ne ha parlato recentemente anche l’autorevole magazine Forbes, che ha fotografato lo stato dell’arte dell’incredibile sviluppo tecnologico legato al mondo delle robocar. La presenza a bordo dei veicoli autonomi di una quantità ridondante di sensori, compresi laser e telecamere all’infrarosso, potrà servire per monitorare qualsiasi tipo di tentativo d’intrusione e attivare immediate reazioni, compresa la segnalazione alle forze dell’ordine dell’evento, con localizzazione e immagini dei ladri.

Ma la robocar, si legge su Forbes, potrà anche andare oltre: attraverso il riconoscimento facciale del malitenzionato, sarà
in grado di aprire in tempo reale la scheda segnaletica, di valutare il livello di pericolosità della persona e perfino di chiamarla per nome – attraverso diffusori sonori esterni – in modo da avvertire che non solo è scattato l’allarme ma che è avvenuta la sua identificazione. Il magazine statunitense riporta il caso della Starship Technologies, una azienda che lavora attivamente nel settore dei robot veicolari di piccole dimensioni già impiegati per consegne a domicilio, e che ha visto ridursi drasticamente i tentativi di furto o danneggiamento proprio da quando ha attivato il sistema di riconoscimento dei ladri.

 

Un’altra variante dello scenario futuro potrebbe venire anche dalla capacità dei veicoli autonomi di “scappare” in caso di reale pericolo, magari dirigendosi verso la più vicina stazione di polizia o una pattuglia che si trova nelle vicinanze. Tra le opzioni ipotizzabili c’è anche quella di chiudere le porte una volta che il ladro è a bordo e di stordirlo con un segnale sonoro molto forte e con luci accecanti. Forbes segnala inoltre che diverse aziende stanno lavorando, anche per auto non completamente autonome ma comunque con elevati livelli di connessione, a sistemi di allarme di nuova generazione. Dispositivi che saranno accompagnati anche da una rivoluzione delle sirene, ritenute a ragione molto fastidiose e a cui nessuno ormai presta attenzione. Tesla, ad esempio, sta per mettere a disposizione l’aggiornamento Sentry Mode che consente di ampliare le funzionalità delle telecamere di bordo e consente la scelta di diversi temi per l’allarme, tra cui anche brani musicali ad hoc come la celebre Toccata e Fuga di Bach.

Tv. Sfera Ebbasta cacciato da “The Voice”, Freccero ko

Quel che conta è lo share. Ebbasta. Ma stavolta a Carlo Freccero la Sfera magica da guru del mezzo televisivo non è bastata. E il suo piano è saltato, con tanto di polemiche. The Voice rimarrà così “afona” di un giudice, il quarto, della fatidica giuria del talent di Rai 2, che a Freccero piacendo sarebbe stato il trapper Sfera Ebbasta. Per lui però ieri era arrivato l’inaspettato stop da parte dell’ad Rai Fabrizio Salini. E oggi, fatale reazione e presa di posizione, il conseguente forfait di Fremantle, la casa di produzione di format, che si sfila dal progetto. «Ma The Voice si farà comunque e partirà il 23 aprile», si affretta ad assicurare il direttore di Rai 2 Freccero, che nell’edizione rinnovata del talent aveva individuato uno dei punti di forza della primavera della sua rete bisognosa di rilancio. «Troveremo al più presto un sostituto per Sfera Ebbasta», si affretta a spiegare Freccero, che poi ammette: «Pensavo che la Rai fosse pronta a giustificare il politicamente scorretto in musica. Ma non è così».

Il caso è scoppiato ieri, quando si era appreso del ripensamento su Sfera Ebbasta chiesto da Salini, perché il trapper non aveva fornito i richiesti e auspicati chiarimenti ai parenti delle vittime della tragedia nella discoteca di Corinaldo che lo avevano accusato non solo di non mostrare cordoglio, ma anzi di voler andare avanti imperterrito sulla sua strada. A destare perplessità – secondo fonti di Viale Mazzini – anche i testi delle canzoni. Testi accusati di essere volgari, se non addirittura osceni, e profondamente sessisti. Così a sorpresa oggi è arrivata come un fulmine la decisione di Fremantle di sbattere la porta: una scelta legata al fatto che con la rete sarebbe stato raggiunto già in precedenza un accordo sul cast completo, che prevede Simona Ventura alla conduzione e i quattro coach Sfera Ebbasta, Gué Pequeno, Morgan ed Elettra Lamborghini, non a caso tutti convocati proprio stamattina a Milano per il previsto shooting fotografico.

«Sono molto dispiaciuto per l’abbandono di Fremantle, spero di convincerli a restare”, dice ancora Freccero, spiegando che a realizzare The Voice sarà comunque la filiale italiana di TalpaMedia. Poi il direttore di Rai 2 prova a raccontare la genesi del progetto: “La prima scelta è stata Simona Ventura, conduttrice e centro di gravità del programma. Poi, dopo il successo dello speciale di Morgan sui Queen, abbiamo pensato a lui come coach. A Fremantle ho chiesto una giuria in grado di portare quel pubblico giovanile che non guarda più la Rai, che segue Sky o piattaforme tipo Netflix e Amazon. E da osservatore ho capito quanto fosse importante l’operazione fatta da Lorenzo Mieli (figlio di Paolo Mieli, è l’ad di Fremantle, ndr) con “X Factor”, programma dall’esito spettacolare vinto da un rapper, Anastasio. L’idea era dunque cercare una giuria contemporanea ai gusti di questo tipo di pubblico».

Dopo i fatti di Corinaldo, “consapevole che l’alone della strage inevitabilmente pesasse ancora su Sfera, mi sono soltanto chiesto – sottolinea Freccero – se ci fossero pendenze giudiziarie a suo carico. Avendo avuto garanzia che non c’erano problemi legali, ho dato il mio via libera”. In effetti Sfera Ebbasta (alias Gionata Boschetti) non è un pregiudicato, anche se al momento risulta comunque indagato dalla procura di Pescara per istigazione all’uso di droga. Certo, si potrebbe anche sommessamente aggiungere che il servizio pubblico non dovrebbe solo limitarsi a spulciare nel casellario giudiziario prima di decidere se affidare o meno dei ruoli televisivi. A quel punto, visto che la fedina penale non era sporca, il contratto per il reclutamento di Sfera Ebbasta è arrivato sul tavolo di Salini. «L’ad era occupato con Sanremo – spiega ancora Freccero -. E quando è arrivata alla sua attenzione la formalizzazione del contratto, la risposta è stata negativa».

La prossima settimana si deciderà chi prenderà il posto di Sfera Ebbasta. Ma intanto The Voice finisce nel mirino della Lega: il capogruppo in Vigilanza, Paolo Tiramani, parla discelta “imbarazzante per non dire inaccettabile” da parte di Freccero, che «avrebbe aggiunto un altro programma deludente all’interno di un palinsesto che non convince e soprattutto che continua a non superare le prove Auditel». Il consiglio,«quantomeno è di affidare la futura giuria del talent ad un valido cantante italiano e non a giovani concorrenti di reality».

L’ultima battaglia. Siria, gli irriducibili del Daesh non si arrendono

I camion che avrebbero dovuto evacuare i civili dalla pianura di Baghuz (Ansa)

Avvenire

I soldati francesi e britannici non colmeranno il vuoto che lasceranno nella Siria orientale i duemila militari Usa, pronti a ritirarsi nelle prossime settimane secondo il calendario confermato dal Pentagono. L’indiscrezione, riferita dal Washington Post – basata su fonti governative statunitensi e di altri paesi – è una brutta notizia per le forze curdo-siriane, impegnate da giorni nell’offensiva finale contro l’ultimo bastione del Daesh in Siria, ridotto a un accampamento, tra l’Eufrate e il confine iracheno. Dopo l’evacuazione ieri di circa duemila persone, tra cui 180 miliziani, nessuna persona è più uscita dal campo di tende nella pianura di Baghuz dove si sono riparati gli irriducibili jihadisti assieme a numerosi civili. Proprio la presenza di questi scudi umani ha anche impedito alle forze curde di condurre il blitz finale, che pare rimandato almeno di 24 ore. Circa 200 miliziani iracheni del Daesh, arresi alle forze curde, sono stati consegnati all’Iraq dove li attende la pena di morte per impiccagione.
Secondo il Washington Post, la Francia e la Gran Bretagna hanno respinto la richiesta dell’amministrazione Trump di sostituirsi alle forze americane, come chiesto nei giorni scorsi dai dirigenti delle Forze siriane democratiche, la coalizione siriana guidata dall’ala locale del Pkk curdo, ostile alla Turchia. Il giornale Usa afferma che il ministro degli esteri francese Jean-Yves Le Drian ha detto di esser “stato disorientato” dalla
politica di Trump. Mentre il suo collega britannico Jeremy Hunt ha dichiarato che “non c’è alcuna prospettiva di forze britanniche che rimpiazzino gli americani in Siria”. Più che la questione del Daesh, mai veramente sconfitto, il nodo del conflitto latente tra Ankara e i miliziani curdi in Siria sembra essere il motivo all’origine del rifiuto di Parigi e Londra di subentrare alle forze americane. I due alleati europei sono gli unici con truppe sul terreno nella Coalizione internazionale anti Daesh. Secondo le fonti citate dal giornale, Francia e Gran Bretagna sono preoccupate dal fatto che finora gli Usa non sono riusciti a trovare con Ankara un accordo per scongiurare un’operazione militare turca contro il Pkk siriano nel nord del Paese. Una delle principali richieste fatte dall’amministrazione Trump ai suoi alleati europei, compresa la Germania che non ha truppe in Siria, è quella di formare una forza di monitoraggio per pattugliare una zona di sicurezza lungo il confine turco-siriano e profonda una trentina di chilometri dentro il territorio siriano. Nei giorni scorsi, nel mezzo dell’assalto finale alla piana di Baghuz, i leader curdi hanno chiesto ai paesi occidentali di mantenere una forza di 1.500 uomini, sia in funzione anti-turca sia per mantenere stabili le aree “liberate” dal Daesh. Sul campo intanto un attentato dinamitardo, condotto in pieno stile jihadista, ha ucciso una ventina di persone a nord di Baghuz, sulla sponda orientale dell’Eufrate, vicino al campo petrolifero di al Omar, dove le forze curde hanno da giorni allestito un palco da cui annunciare la “vittoria” contro il Deash.

Caso Maugeri. Formigoni condannato in Cassazione, andrà in carcere

Roberto Formigoni, ex governatore della Lombardia (Ansa)

Avvenire

La Corte di Cassazione ha condannato l’ex governatore lombardo Roberto Formigoni a 5 anni e 10 mesi di carcere per la vicenda Maugeri. In appello Formigoni era stato condannato a 7 anni e 6 mesi di carcere. Con la condanna definitiva già da domani potrebbero aprirsi le porte del carcere. Infatti, non appena verrà trasmesso il dispositivo della sentenza della Cassazione, il sostituto pg Antonio Lamanna, titolare del fascicolo, emetterà l’ordine di esecuzione della pena. Ordine che verrà immediatamente eseguito a meno che, come probabile, Formigoni non si costituisca spontaneamente.

I giudici della Suprema Corte hanno ridotto la condanna per il Celeste, rispetto ai 7 anni e 6 mesi inflitti in appello, perché hanno preso atto che i capi di imputazione relativi al San Raffaele sono ormai prescritti. Inoltre hanno anche confermato la condanna per l’ex direttore amministrativo della Maugeri Costantino Passerino (7 anni e 7 mesi in secondo grado) e per l’imprenditore Carlo Farina (3 anni e 4 mesi). Respinto, infine, il ricorso presentato dal l’ex moglie di Daccó, Carla Vites, assolta, che puntava ad avere una diversa formulazione di proscioglimento.

Si conclude così una lunga vicenda giudiziaria che ha fatto molto discutere.

Senza perdere mai un’elezione, Roberto Formigoni è stato il governatore più longevo della Regione Lombardia. Ma anche il più sfregiato dalle inchieste sulla corruzione. Corruzione nel settore della Sanità della quale, in questo caso, hanno beneficiato il San Raffaele e la Fondazione Maugeri, poli di indubbia eccellenza ai quali sarebbe stata assicurata una “protezione globale”.

Luigi Biritteri, pg della Cassazione a Roma, lo ha ricordato con gli stessi toni usati dalla pubblica accusa nei due primi processi a Milano. Di qui la richiesta di confermare il massimo delle pena: “Sette anni e sei mesi, tenuto conto del ruolo e con riferimento all’entità delle corruzione (oltre 200 milioni) che fanno ritenere difficile ipotizzare una vicenda di pari gravità”. Senza una sola attenuante neppure la più ordinaria: “Per chi esercita funzioni di tale prestigio essere incensurati è una precondizione”.

Non ha fatto cenno alla prescrizione, che scatterebbe inevitabilmente a luglio se il processo venisse rinviato a Milano. Ma a questo rischio si riferiva quando ha aggiunto :”Evitiamo che la legge possa essere calpestata con grida manzoniane”.

Neppure per cenni ha ricordato i 6,7 milioni di benefit tra viaggi, vacanze esotiche, barche, aerei, ville e pranzi direttamente andati a Formigoni attraverso i due facilitatori, Antonio Simone e Pierangelo Daccò, che patteggiando proprio alla vigilia della sentenza d’appello avrebbero confermato la colpevolezza del “capo”.
Con una condanna, anche ridotta, Formigoni rischia l’onta del carcere. La legge “spazzacorrotti” che equipara la corruzione ai reati di stampo mafioso elimina da quest’anno la possibilità di “godere” di benefici penitenziari.

Scienza . E’ realtà la mano bionica – artificiale ma con tatto – collegata al cervello

E' realtà la mano bionica - artificiale ma con tatto - collegata al cervello

Avvenire

Prendere una bottiglietta d’acqua da un tavolino, impugnarla dolcemente per versarne il giusto contenuto in un bicchiere, quindi rimetterla a posto sul tavolo senza farla cadere. Gesti quotidiani, semplici se non banali, che ciascuno di noi ha appreso durante l’infanzia, in anni di allenamento. Manovre impossibili da eseguire per chi ha perso una mano e la sensibilità tattile. Anche se portatore di protesi meccaniche. Almeno fino a ieri.

Oggi, Clara, quarantenne della provincia di Palermo cui era stata amputata 30 anni fa una mano per un incidente domestico, può gustare nuovamente sensazioni dimenticate da tempo, tra cui la sensibilità tattile lungo dita e palmo della mano. Un miracolo possibile grazie al lavoro condotto da bioingegneri, ingegneri, medici e tecnici dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e del Centro Protesi Inail (l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) di Vigorso di Budrio (BO).Una squadra formata tra gli altri da Vincenzo Denaro, Vincenzo Di Lazzaro, Giovanni Di Pino, Silvia Sterzi, Loredana Zollo per l’Università Campus Bio-Medico e Simona Castellano, Angelo Davalli, Emanuele Gruppioni, Rinaldo Sacchetti per INAIL.

I risultati sono stati presentati oggi al convegno “Mano bionica” organizzato all’Accademia dei Lincei, in cui sono stati raccontati 10 anni di sperimentazioni in Italia. Insieme ai ricercatori 6 pazienti amputati protagonisti degli studi clinici. È intervenuto il Ministro della Salute, Giulia Grillo. L’occasione del convegno è stata la pubblicazione odierna di due importanti ricerche pubblicate su Science Robotics dai gruppi di ricerca che stanno sviluppando la mano bionica finalizzata all’impianto permanente dell’arto: Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – Università cattolica del Sacro Cuore e Scuola Sant’Anna di Pisa-EPFL, Campus Bio-Medico e Centro Protesi Inail.

Clara ha accettato di essere inserita nel progetto sperimentale ‘Sensibilia’, promosso da Inail e UCBM, l’ultimo passaggio di 15 anni di approfondimento e di sperimentazione avviata dallo storico LifeHand (2008), in cui per la prima volta un paziente è riuscito a muovere un arto bionico attraverso impulsi cerebrali, proseguito nel 2013 con LifeHand2, che ha avviato la ricerca sulla trasmissione di sensibilità tattile. Il tutto con una forte integrazione e interdisciplinarità tra medici e bioingegneri. La collaborazione tra Università Campus Bio-Medico di Roma e INAIL aggiunge un interesse particolare per il trasferimento dei risultati sperimentali dai laboratori ai pazienti amputati.

Per consentire a Clara di essere “connessa” agli arti bionici utilizzati nei test – una mano sperimentale e una commerciale, entrambe poliarticolate e con alte capacità di movimento indipendente delle dita e di restituzione dei feedback tattili, grazie a 6 elettrodi neurali – è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico al Policlinico Universitario Campus Bio-Medico. Una squadra di neurochirurghi e ortopedici, con l’ausilio costante di neurologi e bioingegneri, le ha inserito due elettrodi intraneurali e un “cuff” (elettrodi perineurali, cioè installati intorno ai nervi) per ciascuno dei nervi mediano e ulnare presenti nel braccio sinistro: le interfacce, sottilissime, hanno consentito la restituzione – in tempo reale, attraverso speciali algoritmi – delle sensazioni tattili e di movimento dell’arto bionico al cervello tramite il sistema nervoso periferico. Proprio ciò che accade a tutti noi quando afferriamo, muoviamo, tocchiamo un oggetto con la mano.

Per avvicinarsi a questo livello di accuratezza nel controllo manipolatorio, Clara in 11 lunghe settimane ha prima “reimparato” a produrre nel proprio cervello il movimento dell’arto perduto, stimolando aree corticali inattive da tempo; quindi, ha affinato le proprie capacità di ricezione delle sensazioni tattili, riuscendo a percepirle in ben 13 differenti zone della mano artificiale, sia anteriormente che posteriormente. Al punto da essere in grado – bendata e con la musica al massimo volume nelle orecchie – di riconoscere e padroneggiare consistenze e posizioni degli oggetti nella mano, fino a riuscire a ‘provare’ la sensazione dello scivolamento di essi lungo le dita e il palmo artificiali, così da essere in grado di correggere in corsa eventuali prese maldestre.

«L’obiettivo che ci siamo posti – sottolinea Loredana Zollo, professore associato di Bioingegneria e responsabile ingegneristica del progetto – è stato quello di sviluppare e rendere fruibile in 36 mesi un sistema protesico che avesse una capacità di controllo sensori-motorio basato sulla comunicazione bidirezionale con il sistema nervoso e la sensibilità tattile, tale da consentire il riapprendimento delle abilità manuali fini e la manipolazione degli oggetti, nonché la possibilità di restituire il senso del tatto al paziente. Il risultato finale ci sembra positivo e schiude nuovi scenari nelle prospettive di impianto di arti bionici, anche attraverso nuove tecnologie non invasive, per tanti pazienti del Centro Protesi INAIL come Clara».

«Per raggiungere gli obiettivi del progetto Sensibilia – precisa Rinaldo Sacchetti, direttore tecnico e ricerca del Centro Protesi INAIL – sono stati approfonditi gli avanzamenti scientifici, tecnologici e clinici sui sistemi protesici per l’arto superiore, concentrandosi sullo sviluppo di soluzioni avanzate di interfacciamento e controllo avanzate per rendere tali sistemi più accessibili e migliorare le prestazioni nelle attività della vita quotidiana». Clara poche settimane dopo la conclusione del progetto ha ricevuto una protesi di mano bionica intelligente simile a quelle della sperimentazione, che utilizza quotidianamente attraverso elettrodi miografici di superficie, in grado di percepire i movimenti muscolari dell’arto amputato e decodificare il movimento voluto per riuscire a muoversi con destrezza.

Pedofilia, summit in Vaticano. Don Albanesi: “Io abusato in seminario dai sacerdoti”

ansa

Rivelazione choc di don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, durante lo speciale “Diario di papa Francesco” su Tv 2000, l’emittente della Cei. Don Vinicio ha denunciato pubblicamente gli abusi subìti da ragazzo in seminario da parte di altri sacerdoti.
“Io mi sono salvato con questo pensiero: i vigliacchi erano loro non io. Non mi sono mai sentito vittima perché le persone malevole, subdole e delittuose erano loro, adulti, presunti o veri educatori”, ha aggiunto don Vinicio Albanesi “Erano da mandare al diavolo – ha detto – perché non erano degni. E tutto questo mi è rimasto dentro per 50 anni. Ma non ho avuto sensi di colpa e questo mi ha aiutato invece a guardare al sacerdozio con lo spirito aperto, solare, bello. Il messaggio di Cristo è un messaggio infinitamente propositivo. Sono a volte, non tutti per fortuna, alcuni ad averlo intristito e reso cattivo. Cristo ha difeso i bimbi, la samaritana, i ciechi, gli zoppi. Cristo ha guarito e c’è purtroppo invece chi con le parole provoca ferite e anche la morte”, ha concluso.

In Vaticano incontro su “La Protezione dei Minori nella Chiesa”, nell’Aula nuova del Sinodo, in programma fino al 24 febbraio, presieduto da papa Francesco. Il Pontefice ha chiesto di trasformare “questo male in un’opportunità di consapevolezza e di purificazione”. “Maria ci illumini per cercare di curare le gravi ferite che lo scandalo della pedofilia ha causato sia nei piccoli sia nei credenti“, ha aggiunto il Pontefice, invitando ad “ascoltare il grido dei piccoli che chiedono giustizia“.Francesco ha chiesto dunque ai vescovi ‘concretezza’ nelle decisioni:i fedeli attendono misure concrete ed efficaci da predisporre”.

“Dinanzi alla piaga degli abusi sessuali perpetrati da uomini di Chiesa a danno dei minori, ho pensato di interpellare voi, patriarchi, cardinali, arcivescovi, vescovi, superiori religiosi e responsabili, affinché tutti insieme ci mettiamo in ascolto dello Spirito Santo e con docilità alla Sua guida ascoltiamo il grido dei piccoli che chiedono giustizia”, ha detto papa Francesco. “Grava sul nostro incontro il peso della responsabilità pastorale ed ecclesiale che ci obbliga a discutere insieme, in maniera sinodale, sincera e approfondita su come affrontare questo male che affligge la Chiesa e l’umanità”, ha proseguito. “Il santo Popolo di Dio ci guarda e attende da noi non semplici e scontate condanne, ma misure concrete ed efficaci da predisporre – ha aggiunto -. Iniziamo, dunque, il nostro percorso armati della fede e dello spirito di massima parresia, di coraggio e concretezza. Ci vuole concretezza”. “Come sussidio – ha detto ancora -, mi permetto di condividere con voi alcuni importanti criteri, formulati dalle diverse Commissioni e Conferenze Episcopali. Sono delle linee-guida per aiutare la nostra riflessione che vi verranno consegnate. Sono un semplice punto di partenza”.
Partecipano all’Incontro i presidenti delle Conferenze Episcopali della Chiesa Cattolica, i capi delle Chiese Orientali Cattoliche, i rappresentanti dell’Unione dei Superiori Generali e dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali, membri della Curia Romana e del Consiglio di Cardinali.

 

Papi, Vescovi e preti con figli: “stravedeva per i figli: che male c’è?” . Preti sposati si ma no alla doppia vita

Il Movimento Internazionale dei sacerdoti sposati commenta un articolo de “Il Foglio” di Maurizio Crippa: “Si ai preti sposati, ma no secco ai preti dalla doppia vita”.

Papa Alessandro VI Borgia “stravedeva per i figli: che male c’è?”, scrisse una volta un brillante polemista su un giornale cattolico che non temeva le polemiche. E polemica infatti suscitò, tra i “clericali clericali e i clericali laici” (Péguy), quasi fosse un’eresia. Invece, per prima cosa si trattava di un fatto non così fuori dal mondo, c’è stato qualche altro Papa dotato di prole, oltre a Innocenzo VIII il genovese, e più di un cardinale, e ciò non toglie che Alessandro VI sia stato, se non uno stinco di santo, un discreto capo della chiesa. Ma soprattutto, il brocardo di Papa Borgia aveva centrato il punto. La santità dei papi, ma anche dei vescovi e giù a scendere fino ai preti, non è consustanziale alla sopravvivenza della chiesa, e neppure decisiva per l’essenza della fede. La castità del clero è un problema serio; invece il riflesso pavloviano per cui chiunque oggi veda un prete che s’accompagna per strada a un bambino pensi alla pedofilia, è una parodia indecente. Mettere al mondo un figlio e abbandonarlo al segreto del peccato è un peccato, più raramente un reato; ma non è ciò che giudica il sacerdozio, come insegna il prete ubriacone e con figlia del Potere e la gloria. A meno di non infilarsi da soli nella garrota della pubblica opinione, cosa che la chiesa cattolica adora fare. Si avvicina l’apertura del summit vaticano sulla protezione dei minori e, intervistato da Repubblica, mons. Charles Scicluna, commander in chief contro gli abusi, si appella a “far sì che i leader della chiesa nel mondo si rendano conto della gravità del fenomeno”. Con queste premesse, il summit rischia di trasformarsi nel Rocky Horror Picture Show della vocazione celibataria.

Ma il New York Times, che guida la danza da sempre, per portarsi avanti ha già annunciato il “prossimo scandalo”. Ha rilanciato lunedì la questione dei figli nati da sacerdoti. Faccenda non inedita in realtà, lo psicoterapeuta irlandese Vincent Doyle, intervistato, se ne occupa da anni, da quando scoprì di essere figlio di un sacerdote. Ha una community sul web da 50 mila membri e ha propiziato col suo attivismo la nascita di un’apposita associazione promossa dalla chiesa irlandese, Coping International, che si occupa di apostolato per i figli nati da religiosi. L’inedito è che il Nyt ha ottenuto la conferma dal Vaticano che esistono davvero, e da anni, delle “general guidelines” sul che fare con i preti-padri. Ma sono un documento riservato, interno. Chissà per quanto. La questione è seria, ma che sia il “prossimo scandalo” della chiesa ha in sé qualcosa di paradossale. A parte le linee guida segrete, il problema è affrontato da tempo, Bergoglio ne parlò quando ancora era a Buenos Aires: “Se uno viene da me e mi dice che ha messo incinta una donna… gli faccio capire che il diritto naturale viene prima del suo diritto in quanto prete. Di conseguenza deve lasciare il ministero e farsi carico del figlio”. E più o meno così si comportano i vescovi, in base al diritto canonico, ma in alcuni casi, al riparo dagli scandali, il prete può rimanere tale seppure gli venga chiesto di prendersi cura del figlio. Il fenomeno è grave, ma la facilità con cui la chiesa cattolica si lascia inchiodare alla sua dannazione indiziaria è anche peggio. Il celibato sacerdotale è una tradizione che la chiesa adottò al principio del suo secondo millennio, evidentemente dopo averci pensato a lungo. Dire che mal gliene incolse, è una battuta da volterriani di terz’ordine. Ma restare inchiodati alle trasgressioni del clero, come fosse “il” problema irresolubile, senza dire e sapersi dire che non lo è, è surreale. Meglio rispondere: stravedeva per i figli. Che male c’è?

TAV: TRIA A TV FRANCESE, PENSO SI DEBBA FARE

OGGI ALLA CAMERA MOZIONE CONCORDATA, TREGUA ARMATA M5S-LEGA Proprio nel giorno in cui alla Camera sarà votata la mozione concordata che ha sancito la tregua armata M5S-Lega sulla questione Tav sulla proposta di ridiscutere il progetto, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, si è detto favorevole all’opera. “Tutti i cantieri pubblici già cominciati, quelli che sono stati già oggetto di contratti, di trattati, di accordi internazionali, devono realizzarsi”, ha detto ad un giornalista della tv francese riguardo proprio la Torino-Lione.

ansa

CHAMPIONS: JUVE SCONFITTA A MADRID, ATLETICO VINCE 2-0. LAZIO KO A SIVIGLIA, ELIMINATA DALL’EUROPA LEAGUE

Notte da incubo per la Juventus, impegnata nell’andata degli ottavi di Champions League. I bianconeri tornano da Madrid con la sconfitta per 2-0 contro l’Atletico di Simeone che durante l’esultanza si lascia andare ad un gesto poco elegante indicando il basso ventre. “L’avevo fatto in un Lazio-Bologna da giocatore – ha spiegato -, e oggi da tecnico per far vedere ai nostri che abbiamo gli attributi”. In Europa League eliminata la Lazio, battuta dal Siviglia per 2-0 nel ritorno dei sedicesimi. (ANSA).

CASSAZIONE, 25 ANNI A PADRE GRAZIANO PER MORTE GUERRINA

ansa

RESPINTO IL RICORSO, DEFINITIVA CONDANNA DEL FRATE CONGOLESE La Cassazione ha condannato in via definitiva a 25 anni il frate congolese Gratien Alibi, per la morte di Guerrina Piscaglia, scomparsa da un piccolo paese dell’Aretino il primo maggio 2014. Secondo l’accusa il religioso, conosciuto nella sua comunità come padre Graziano, ha ucciso la donna con cui aveva una relazione e ne ha soppresso il cadavere.

BANGLADESH: MAXI-INCENDIO A DACCA, ALMENO 69 VITTIME

ansa

FIAMME IN UN’AREA PERIFERICA, “SITUAZIONE MOLTO DIFFICILE” Un vasto incendio ha interessato alcuni edifici alla periferia di Dacca, capitale del Bangladesh. Al momento si contano almeno 69 vittime, mentre altre 50 persone hanno riportato ferite. Molte delle persone sono rimaste intrappolate nei palazzi, come riferiscono fonti ufficiali locali che parlando di una “situazione davvero difficile”. L’area in cui si sono sprigionate le fiamme è caratterizzata dalla presenza di numerosi edifici, l’uno accanto all’altro, separati da vicoli stretti.

“Papa Francesco sapeva degli abusi su bambini sordomuti”

da Il Giornale
Un’ennesima bufera rischia di abbattersi sulla “credibilità” della Chiesa cattolica.

Soprattutto perché pure papa Francesco è stato tirato in ballo.

Ad accusare il pontefice, di solito, sono ambienti riconducibili al tradizionalismo. Questa volta, però, a sollevare dubbi sulla condotta, sarebbe meglio dire sulle presunte negligenze dell’argentino, è stato un quotidiano americano. Secondo quanto riportato pure sull’Huffington Post, infatti, un altro giornale, cioè il Washington Post, ha lavorato a un’inchiesta giornalistica che sarebbe in grado di svelare come il Santo Padre abbia avuto contezza di alcuni abusi perpetrati da consacrati ai danni di minori sordomuti. Bergoglio – prendendo sempre per buona la fonte citata – era stato messo al corrente al pari di alte gerarchie ecclesiastiche delle accuse dirette a un istituto religioso, nello specifico l’Antonio Provolo, che era riservato appunto alle persone affette da sordità e mutismo. Ma – viene segnalato – nessuno, compreso il Santo Padre, ha adottato contromisure nei confronti del caso. I presunti abusi interessano due nazioni: il nostro e quello di cui è originario il vertice del Vaticano.

Approfondendo gli episodi in oggetto, apprendiamo come la vicenda riguardi un ente già attenzionato dalla cronache tempo fa, in relazione al quale è possibile citare accuse destinate ad almeno tredici persone. Un altro accusato, da parte sua, si è già dichiarato colpevole di una serie di fattispecie, tra cui la violenza sessuale. Questa storia viene rilanciata proprio in procinto del summit sugli abusi che il vescovo di Roma ha convocato dal 21 al 24 febbraio, con la presenza di tutti gli episcopati mondiali. La Chiesa è chiamata al ripristino della credibilità.

Gisotti, “non è in programma un incontro del Papa con le vittime” degli abusi

“Non mi risulta che ci sia oggi in programma, né che ci sia stato, un incontro del Papa con le vittime”. A dichiararlo, rispondendo alle domande dei giornalisti, durante il briefing di oggi sul Consiglio dei cardinali, è stato Alessandro Gisotti, direttore “ad interim” della Sala Stampa della Santa Sede, smentendo così le indiscrezioni che circolano alla vigilia dell’incontro in Vaticano su “La protezione dei minori nella Chiesa”, indetto durante la XXVI riunione del Consiglio dei cardinali, tenutosi dal 10 al 12 settembre 2018. Gisotti ha confermato oggi quanto già detto da padre Federico Lombardi, moderatore dell’incontro che comincerà domani, lunedì scorso – durante la conferenza di presentazione presso la Sala Stampa della Santa Sede – a proposito dell’incontro previo con alcune vittime di abusi, a cui parteciperà il Comitato organizzativo. E proprio Lombardi, durante il Consiglio dei cardinali che si è chiuso oggi, è stato ascoltato dai cardinali consiglieri, durante l’audizione di ieri. “È stata fortemente ribadita l’importanza di questo evento nel cammino di impegno per rendere la Chiesa sempre più una casa sicura per i bambini e gli adolescenti”, ha reso noto il direttore “ad interim” della Sala Stampa vaticana.
In merito alla dimissione dallo stato clericale imposta dalla Congregazione per la dottrina della fede all’arcivescovo emerito di Washington, Theodore Mc Carrick, Gisotti ha precisato che “secondo i cardinali consiglieri la decisione irrevocabile della Congregazione per la dottrina della fede, accolta dal Santo Padre, è un passo fondamentale nell’amministrazione della giustizia per tali crimini e peccati commessi. Lavorando in unità con il Papa, i prossimi passi – a partire da domani – vogliono essere un segnale forte al popolo di Dio per rafforzare la volontà della Chiesa di combattere ogni forma di abuso, a partire da quello terribile a danno di minori”.
agensir

Libro per denunciare preti, vescovi e cardinali che vivono una doppia vita

Roma, 20 feb. (askanews) – Il giornalista e scrittore francese Frédéric Martel ha presentato, a Roma alla stampa estera, il suo libro-inchiesta sull’omosessualità in Vaticano, “Sodoma”.Il volume esce nelle librerie di venti Paesi, in otto lingue, il 21 febbraio, nel giorno in cui inizia il summit che il Papa ha convocato chiamando i presidenti vescovi delle conferenze episcopali di tutto il mondo per discutere di tutela dei minori.Un libro in cui l’autore afferma di avere intervistato 1.500 persone in quattro anni per denunciare preti, vescovi e cardinali che vivono una doppia vita.“In tutti i casi che abbiamo esaminato, il vescovo che protegge un sacerdote che abbia maltrattato qualcuno, è egli stesso un omosessuale, non ha abusato di sé stesso, ma protegge il sacerdote. Perché lo fa? Perché ha paura, è terrorizzato, perché se ci fosse un problema, ci sono i media, se ci fosse uno scandalo, se ci fosse un processo, la sua omosessualità verrebbe fuori”.“Questo è un fattore, non il solo, ma uno dei fattori chiave per cui il vescovo protegge il sacerdote. Per questo alla fine c’è un legame. Mi dispiace molto, sono molto triste nel sottolineare questo fatto, perché anche io sono omosessuale, e mi dispiace dire che c’è un collegamento che esiste e la chiesa è molto brava nel dire che non c’è alcuna connessione”.Martel afferma che in Vaticano quattro preti su cinque sarebbero gay. L’autore francese legge le vicende vaticane con questa chiave di lettura: l’omosessualità, definita persino la causa di scrontri al vertice tra le istituzioni ecllesiastiche e scandali come i due Vatileaks.“Questo libro non è una critica della chiesa, questo libro è una critica innanzitutto di una comunità gay un po’ speciale. Io non critico la Chiesa, io critico la mia propria comunità, ed è questa la realtà”.“Non c’è una lobby gay in Vaticano. Una lobby sarebbe un gruppo organizzato di omosessuali all’interno del Vaticano che cerca di difendere una causa, che ha un obiettivo. Invece abbiamo a che fare con l’opposto. Si tratta di numerosi individui isolati”.

Undici casi di abusi nella Chiesa segnalati allo Sportello diocesano di Bolzano

giornaletrentino.it

Nel 2018, si sono rivolte allo Sportello diocesano per i casi di abusi dentro la Chiesa undici persone, di cui sette donne. Lo riferisce la relazione annuale del Servizio specialistico per la prevenzione e per la tutela dei minori da abusi sessuali e altre forme di violenza istituito dalla diocesi di Bolzano Bressanone. Nella maggior parte dei casi, riferisce una nota «si è trattato di abusi sessuali e di esperienze di violenza fisica» che, «ad eccezione di due casi, incentrati sulla violenza psicologica, facevano riferimento a molti anni addietro».

«In sei casi – riferisce ancora la relazione – gli autori erano religiosi, in tre casi sacerdoti diocesani e in due casi gli autori non erano né sacerdoti né appartenenti ad ordini religiosi». In prevalenza, spiega ancora la nota, le persone che si sono rivolte allo sportello «hanno voluto comunicare esperienze personali di abusi, l’osservazione di simili fatti, la richiesta di accompagnamento e sostegno nella denuncia di casi di abusi o la domanda di informazione sulle possibilità di terapie adeguate».

Il tavolo degli esperti, che accompagna sia l’attività di prevenzione che il lavoro della referente dello sportello diocesano, che dal primo gennaio 2018 è la dottoressa Maria Sparber, sta valutando di effettuare uno studio specifico per l’elaborazione dei casi di abusi nella nostra diocesi.

«Per la diocesi – conclude la nota – si tratta di imparare in modo responsabile dalle esperienze di abusi, così da tutelare e garantire la dignità e l’integrità dei minori e parimenti degli adulti contro ogni forma di violenza, conformemente al messaggio del Vangelo e dei valori cristiani. Solo in questo modo la Chiesa potrà riguadagnare affidabilità e credibilità per essere luce e sale della terra al centro del mondo».

Religious leaders gather near N. Korean border to pray for world peace

Yonhap

About 250 religious leaders from home and abroad, as well as historians, held a prayer meeting near the border with North Korea on Wednesday to pray for world peace. The World Peace Prayer Gathering, organized by an association of South Korea’s seven largest religions at Dorasan Station in Paju

What to Watch for During the Catholic Church’s Sex-Abuse Meeting

Vaticano

The Atlantic

(Rachel Donadio) Pope Francis convened 190 bishops and other prelates to discuss the protection of minors in the Church. Are they serious about it? This week, 190 bishops and other prelates from around the world are gathering for a meeting on the protection of minors in the Catholic Church. Called by Pope Francis, the meeting is the first of its kind at the Vatican, and a sign that the pope and the Church hierarchy are finally acknowledging that the sexual-abuse crisis has become a global issue—in recent years, scandals have erupted in Australia, Chile, France, Germany, Ireland, and the United States, and they show no signs of abating.

Preti sposati / Sala stampa vaticana: sul celibato dei preti possibilità di “aperture” in futuro

Lo scoop sui figli dei preti riapre il dibattito sul celibato dei preti da abolire o sulla possibilità di renderlo facoltativo. Il Movimento Internazionale dei Sacerdoti Lavoratori Sposati, fondato nel 2003 da don Giuseppe Serrone, chiarisce che è arrivato il momento che il Papa Francesco si pronunci chiaramente sulla riammissione dei preti sposati nella Chiesa.

Il quotidiano Usa ha intervistato, per il proprio reportage sul tema dei figli di sacerdoti, tal Vincent Doyle, figlio di un prete cattolico irlandese e fondatore di quel Coping International (“Children of Priests”) che già nel 2017 fu oggetto di scoop e interviste per il suo particolare caso all’interno della Chiesa Cattolica d’Irlanda. Di quella associazione fanno parte figli e figlie che nel corso degli anni hanno scoperto di essere direttamente discendenti di sacerdoti e presuli: due anni fa l’assemblea dei vescovi riconobbe con un documento ufficiale dal titolo «Principi di responsabilità per sacerdoti che hanno generato figli durante il loro ministero» alcuni punti fondamentali che di fatto parrebbero rientrare anche in quelle “regole segrete” utilizzate dal Vaticano: «le necessità del bambino devono venire per prime e un sacerdote, come ogni padre, deve far fronte alle proprie responsabilità – personali, morali, legali ed economiche. Per cui il minimo è che, appunto, il sacerdote padre non fugga dalle proprie responsabilità e le autorità ecclesiali agiscano in tal senso, anche se poi «ogni caso va esaminato con attenzione». Lo riportava nel 2017 l’Avvenire e oggi, con il NYT che rilancia l’intervista a Doyle ci sembrava doveroso fare riferimento a quanto già fosse emerso prima degli “scoop” dagli Usa. Doyle intanto ha detto al Nyt di essere venuto a conoscenza di queste linee guida «nell’ottobre del 2017 quando gli sono state mostrate dall’arcivescovo Ivan Jurkovic, l’inviato vaticano all’Onu a Ginevra. Si viene veramente chiamati ‘figli degli ordinati – ha spiegato il figlio del prete irlandese – sono rimasto scioccato per il fatto che abbiano un’espressione per questo».

sussidiario.net

Titoli ecclesiastici: un accordo politico

stato e chiesa

Il 13 febbraio è stato firmato l’accordo fra lo Stato Italiano (Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca) e la Santa Sede (Congregazione per l’Educazione Cattolica) sul riconoscimento dei titoli di studio universitari. Anche se mancano ancora un’Intesa tecnica e una serie di strumenti attuativi, che dovrebbero chiarire anche i termini dell’effettiva spendibilità dei titoli accademici ecclesiastici nel mondo civile del lavoro (si veda l’intervista a mons. Zani), questa firma rappresenta comunque un evento di grande importanza per il mondo italiano dell’istruzione e della cultura.

Dal punto di vista ecclesiale, il documento può sembrare un successo. In effetti, con molta probabilità esso aprirà inedite possibilità professionali a coloro che hanno conseguito un titolo accademico ecclesiastico, e comporterà anche un probabile aumento delle iscrizioni nelle istituzioni abilitate a rilasciarlo, cioè gli Istituti Superiori di Scienze Religiose e le Facoltà teologiche. Pure la collaborazione istituzionale tra queste istituzioni e le università italiane potrebbe finalmente fare un salto di qualità.

Riconoscimento civile, non scientifico

Nello stesso tempo, però, mi sembra che questo accordo porti con sé un’ambiguità strutturale, che esprimerei sinteticamente in questo modo: esso è stato frutto non di meritocrazia, ma di politica. In altri termini, con questo atto il governo non ha valutato in modo oggettivo e quindi dichiarato l’effettivo carattere accademico delle istituzioni teologiche cattoliche italiane, ma si è limitato a riconoscere il valore civile del titolo da esse conferito semplicemente perché attestate come accademiche da parte dello Stato della Città del Vaticano, nel quadro del processo di Bologna.

Se gli Istituti Superiori di Scienze Religiose e le Facoltà teologiche non fossero legate alla Santa Sede, ma fossero semplicemente istituzioni private che devono conquistare un riconoscimento accademico con criteri meritocratici – al pari di quanto ha fatto l’Università Cattolica del Sacro Cuore o la Bocconi –, mi sembra che questo riconoscimento non sarebbe stato neppure concepibile.

A conforto di queste mie impressioni, vorrei tentare di mettere a confronto il modello organizzativo delle Facoltà e degli Istituti Superiori di Scienze Religiose con quello delle università dello Stato italiano, per evidenziare un deficit strutturale delle prime che non è riducibile alla mancanza di fondi.

La necessaria premessa è che il carattere accademico di un’istituzione dipende dal fatto che i docenti che in essa operano non si configurino semplicemente come dei professionisti ben documentati, ma siano fra i tanti protagonisti della loro disciplina per la ricerca originale che hanno alle spalle e che stanno portando avanti attivamente.

stato della teologia

Per una teologia professionale

Nelle università civili si viene assunti come ricercatori attraverso un concorso nel quale contano le pubblicazioni fatte e la loro qualità – salvo ingerenza di logiche clientelari –, mentre nelle Facoltà e negli Istituti ecclesiastici si viene cooptati direttamente dal preside o dal direttore in virtù della conoscenza personale e del titolo accademico conseguito.

Nelle università civili, una volta assunti, ci si dedica alla ricerca – si è, appunto, ricercatori –, e si inizia molto lentamente a fare esami e qualche lezione. Solo un po’ alla volta si arrivano ad insegnare corsi completi sotto la supervisione di un docente ordinario. Nelle Facoltà e negli Istituti ecclesiastici si diventa immediatamente titolari di corsi fondamentali, senza nessuna supervisione da parte di alcuno.

Nelle università civili si diventa docenti di seconda o di prima fascia attraverso numerose pubblicazioni specialistiche (parecchie decine o oltre il centinaio). Nelle Facoltà e negli Istituti ecclesiastici l’accesso a questi gradi richiede molte, molte meno pubblicazioni (alcune unità), e l’insegnamento come incaricati non ne esige nessuna.

Fare teologia a tempo pieno

Nelle università civili non si può essere richiesti di svolgere altre attività professionali diverse da quelle per cui si è assunti; ci si può quindi dedicare alla propria crescita senza la preoccupazione di poter essere obbligati a fare altro.

Anzi, si è lavoratori a tempo pieno, per cui se si svolgono altre attività professionali senza i relativi permessi degli organismi universitari, si è passibili di denuncia, come è avvenuto qualche tempo fa a carico di alcune centinaia di docenti di università italiane. Nell’ambito ecclesiastico, al contrario, i docenti presbiteri possono essere richiesti di svolgere diversi compiti onerosi, come il parroco o il vicario episcopale di importanti settori della pastorale diocesana.

E così in alcuni casi il mondo accademico ecclesiastico arriva ad assomigliare ad un’immaginaria facoltà di medicina in cui i corsi fondamentali sono tenuti da medici di base con una ulteriore specializzazione ed eventualmente un dottorato, che accanto alla loro attività clinica trovano il tempo per andare all’università a fare lezione e per leggere qualche pubblicazione in modo rapsodico, magari producendo un articoletto all’anno.

Nessuno, evidentemente, vorrebbe trovarsi in una sala operatoria sotto le grinfie di un chirurgo formato in un’istituzione del genere…

Accademia come corporazione autonoma

Più ancora, le università civili sono realtà democratiche autogestite dagli organismi eletti dal personale docente e ricercatore. Non esiste in tutto il mondo, che io sappia, una facoltà o un dipartimento che dipenda dall’autorità civile locale (il sindaco) o regionale (il presidente della regione), ma, al di là degli organismi interni, l’unico referente ultimo è il governo in carica. Questo garantisce che il lavoro accademico possa procedere senza risentire delle scelte delle autorità locali. Nell’ambito ecclesiastico, invece, le Facoltà e gli Istituti sono governate dai vescovi della regione, che sono diversamente sensibili alla loro importanza.

La differenza tra il mondo accademico ecclesiastico italiano e quello civile si farà probabilmente sempre più acuta a causa del drastico calo del numero dei presbiteri che avverrà nei prossimi decenni. L’attuale difficoltà ad investire considerevoli somme di denaro per immettere molti docenti laici nell’insegnamento delle scienze religiose farà sì che in futuro l’attività accademica sarà portata avanti da persone sempre più gravate da impegni pastorali.

 L’Accordo: comunque un bene

Con queste considerazioni non intendo esprimere alcuna valutazione negativa sull’accordo appena stipulato tra lo Stato Italiano e la Santa Sede. Anche se non mi hanno mai convinto gli inviti a non dar troppo peso ai problemi indicati («Eh beh, ormai siamo in questa situazione, dobbiamo pur andare avanti…»), capisco che nell’ambito politico non si può valutare la bontà di un evento a prescindere dalle ricadute positive che esso potrà avere. Insomma, non è solo questione di verità, ma anche di bontà.

In questo senso, non posso che ammettere che il riconoscimento civile dei titoli delle istituzioni ecclesiastiche italiane farà indubbiamente del bene al nostro paese.

Forse, però, questo è avvenuto il 13 febbraio potrebbe rivelare un possibile vulnus nei percorsi di riconoscimento dei titoli conferiti da altri stati. Ci si può chiedere se questo atto non possa costituire un precedente per il riconoscimento di titoli di studio, magari in aree molto delicate come quella sanitaria, che sono dichiarati come accademici, ma che in realtà non sono tali in quanto frutto di percorsi formativi che non sono sostanziati dalla ricerca.

In un mondo sempre più complesso e specializzato, è necessario che il livello della formazione universitaria italiana sia sempre più alto, e che sia tutelato anche sul piano giuridico da norme molto precise e inequivocabili volte a garantire la sua inconfondibile identità e qualità.

settimananews

The Vatican’s Secret Rules for Priests Who Have Children

Vaticano

The New York Times

(Jason Horowitz and Elisabetta Povoledo) Vincent Doyle, a psychotherapist in Ireland, was 28 when he learned from his mother that the Roman Catholic priest he had always known as his godfather was in truth his biological father. The discovery led him to create a global support group to help other children of priests, like him, suffering from the internalized shame that comes with being born from church scandal. When he pressed bishops to acknowledge these children, some church leaders told him that he was the product of the rarest of transgressions.

Sodoma, parla l’autore: “Papa Francesco va difeso dall’estrema destra che vuole chiuderlo in una trappola”

huffingtonpost.it
(Giuseppe Fantasia) Frédéric Martel sul libro già scandalo prima di uscire ad Huffpost: il Vaticano è un mondo di contraddizioni e di schizofrenie, è un mondo di ipocrisie, di doppie vite, di menzogne. Il Vaticano è un grande e prezioso armadio di cui solo in pochi hanno le chiavi e chi le ha, o ne ha una copia, difficilmente riesce o vuole aprirlo per farne uscire un contenuto di ipocrisie, bugie e segreti ben lontani dal credo e dalla spiritualità. Da tempo si sospetta, da tempo si dice e sono in tanti ad aver denunciato – papa Francesco in primis – l’esistenza di “una doppia vita”, sessuale e non, al suo interno

Las reglas secretas que el Vaticano aplica con los curas que tienen 

Infobae

Luego de la ola de curas pederastas que sacudió lo más íntimo de la Iglesia Católica, una segunda ola comienza a gestarse. “Es el próximo escándalo. Hay niños por todos lados”, dice Vincent Doyle, un irlandés víctima del nuevo ocultamiento. Doyle descubrió cuando tenía 28 años que su padre natural era un sacerdote. El mismo que su madre ocultó tras el estatus de padrino. Se sentía solo y tenía razón: un arzobispo le mostró que el Vaticano tenía estrictas -y secretas- reglas para aplicar en los curas que se descarriaban y tenían hijos. Alessandro Gisotti, portavoz vaticano reconoció su existencia: “Puedo confirmar que esa guía existe. Es un documento interno”.

In Francia su 800 preti che muoiono ne entrano solo 60. E’ chiaro che il celibato e la castità hanno fallito. Ora preti sposati

CITTÀ DEL VATICANO Il titolo – Sodoma – sembra lasciare spazio a pochi dubbi sugli orientamenti raccolti dal sociologo Frédéric Martel al di là del Tevere. Quattro anni di lavoro sul campo, 1500 interviste, tra cui 41 cardinali, 52 vescovi, 45 nunzi per una inchiesta pubblicata in otto lingue e finanziata dall’editore inglese che ha sbaragliato il mercato con Harry Potter.

«Rete gay in Vaticano ma il mio libro aiuterà Papa Francesco». Parla l'autore di Sodoma

Chi la ha aiutata ad introdursi così facilmente in Vaticano, un ambiente generalmente diffidente e chiuso?

«Mi ha facilitato una rete gay. Non solo preti gay, ma anche cardinali e vescovi francesi. Questo mi ha consentito di arrivare ovunque, anche alla Cei».
Quindi esiste davvero una lobby gay…
«Non parlo di lobby, quella è una invenzione della destra americana. Per lobby si intende un gruppo di persone che hanno un obiettivo politico. In questo caso è il contrario. Tanti omosessuali in Vaticano ignorano di essere gay l’un l’altro. Una specie di maggioranza silenziosa, un gregge ampio. A mio avviso la Chiesa è divenuta strutturalmente omosessuale con la promessa del celibato che gli eterosessuali hanno compreso come un rifiuto».
Il Vaticano come zona gay friendly?
«Proprio così. Qualcuno dice che l’80 percento sono gay, ma io non la penso così. Del resto come è possibile saperlo? Dovrei esser l’amante di tutti per dirlo…»
Nel suo libro riferisce con certezza delle tendenze dell’ex cardinale McCarrick che il Papa ha spretato per una storia di abusi. Cosa ha raccolto su di lui?
«Che la sua storia era risaputa da molto tempo».
E del nunzio in Francia, monsignor Ventura che ora è al centro di ben tre denunce per molestie che dice?
«Il suo caso fa parte della caricatura e dell’ipocrisia di un intero sistema. Le accuse penso siano vere. E le informazioni interne c’erano».
Il suo libro sembra il frutto di una operazione politica…
«Io faccio il sociologo e il futuro della Chiesa non è un mio problema, non spetta a me riformare la Chiesa».
Il suo lavoro rafforzerà il pontificato in corso o lo indebolirà?
«Nessuno gay friendly e liberal, proveniente dalla sinistra cattolica francese farà un libro più positivo di questo su Francesco. Inizialmente questo Papa non mi stava tanto simpatico. Era argentino, gesuita, peronista, un giorno era gay friendly e il giorno dopo il contrario. Ma lavorando ho capito la trappola nella quale era stato rinchiuso dall’estrema destra americana, vittima di cardinali omofobi, rigidi e spesso con una doppia vita. Ecco che allora ho iniziato ad amare questo Papa».
Alla Congregazione della Fede però è ancora in vigore un documento che vieta il sacerdozio ai gay…
«Forse è un documento sorpassato, visto che in quasi tutti i Paesi è vietato discriminare i gay. Una discriminazione del genere metterebbe la parola fine al sacerdozio. In Francia su 800 preti che muoiono ne entrano solo 60. E’ chiaro che il celibato e la castità hanno fallito. Qualcuno prima o poi ne dovrà prendere atto».

Il Messaggero

 

Figli di preti ovunque. Ora Vaticano ammetta i preti sposati e renda celibato facoltativo

tio.ch
Il Vaticano ha linee guida su cosa fare quando un prete rompe il voto del celibato e dal rapporto sessuale nascono dei figli. «Posso confermare che queste linee esistono», ha detto il portavoce della Santa Sede Alessandro Gisotti in risposta ad una richiesta del New York Times.

La rivelazione arriva alla vigilia del summit in Vaticano sulla crisi della pedofilia nel clero. «E’ il prossimo scandalo. Ci sono figli dappertutto», ha detto al giornale Vincent Doyle, uno psicoterapeuta irlandese che a 28 anni ha scoperto di essere figlio di un sacerdote e che dopo lo shock iniziale ha creato un gruppo di sostegno per persone nelle sue condizioni.

Le linee guida del “documento interno” del 2017 sintetizzano decenni di procedure con «il principio fondamentale la protezione del bambino», ha detto Gisotti al New York Times. Le direttive prevedono che il padre lasci il sacerdozio e assuma le sue responsabilità di genitore dedicandosi esclusivamente al bambino. Un altro esponente vaticano, il sottosegretario della Congregazione per il Clero mons. Andrea Ripa, ha tuttavia detto al giornale che è impossibile imporre il licenziamento di un prete, considerazione avallata da esperti di diritto canonico.

Per alcuni religiosi e cattolici progressisti, casi come quello di Doyle tornano a sollevare la questione se non sia giunto il tempo di rendere il voto del celibato, codificato dalla Chiesa nel 12esimo secolo ma mai necessariamente rispettato anche ai livelli più alti, «una opzione come in altre chiese cristiane».

Doyle, che prima della scoperta pensava che suo padre fosse in realtà il suo padrino, è uno dei protagonisti della nuova crisi che ha investito la Chiesa. Ora è in viaggio verso Roma in vista del vertice che si aprirà giovedì e si chiuderà domenica: con lui, altri figli di preti, vittime di molestie sessuali di religiosi pedofili e suore aggredite sessualmente da sacerdoti.

Non ci sono stime su quanti siano i figli dei preti. Doyle ha detto al Times che il gruppo di sostegno online Coping International da lui creato conta 50 mila iscritti in 175 Paesi. Lo psicoterapeuta ha detto di aver preso visione delle linee guida vaticane per la prima volta nell’ottobre 2017 quando a mostrargliele sarebbe stato l’arcivescovo Ivan Jurkovic, nunzio Vaticano presso l’Onu a Ginevra: «Siete chiamati i ‘figli degli ordinati’», gli avrebbe detto il nunzio: «Fui scioccato dall’apprendere che avevano un termine per definirci».

DICIOTTI, GIUNTA DEL SENATO DICE NO AL PROCESSO PER SALVINI

ansa

GIARRUSSO FA IL GESTO DELLE MANETTE AI SENATORI DEL PD La Giunta per le Immunità del Senato dice no alla richiesta del Tribunale dei ministri di Catania di poter processare il ministro dell’Interno Matteo Salvini con l’accusa di “sequestro di persona aggravato” per non aver fatto sbarcare per 5 giorni 177 migranti dalla nave Diciotti. I voti a favore della proposta del presidente della Giunta Maurizio Gasparri di dire no all’autorizzazione sono stati 16, 6 i contrari. Il senatore del M5S Mario Michele Giarrusso fa il gesto delle “manette” verso i senatori dem che lo contestano dopo avere detto, riferendosi a Renzi: ‘Io non ho i miei genitori agli arresti domiciliari’. Salvini: ‘Avrei accettato qualunque risposta’. La Cassazione si pronuncia sui permessi umanitari: dl Salvini non è retroattivo.

LATTE: PASTORI, SI’ A 80 CENTESIMI SUBITO E 1 EURO A REGIME

ansa

APPROVATA PER ALZATA DI MANO LA BOZZA DI ACCORDO SUL PREZZO E’ stata approvata per alzata di mano la bozza di accordo sul prezzo del latte ovino presentata all’assemblea degli allevatori dal Movimento dei pastori sardi. I punti salienti prevedono da subito 80 centesimi al litro e una griglia con garanzie stringenti per arrivare a un euro a fine stagione. Centinaio, c’è ok dell’Europa al nostro piano. Si dimette intanto Salvatore Palitta, presidente del Consorzio di tutela del pecorino romano.

Maturità: Leopardi e Pascoli in simulazione prima prova

(di Valentina Roncati) (ANSA) – ROMA, 19 FEB – La difficile realizzazione dei diritti umani in un brano tratto da “I diritti umani oggi” di Antonio Cassese; la comprensione, ‘analisi e l’interpretazione di un componimento di Giovanni Pascoli, “Patria”; il riassunto e l’analisi di un testo di storia contemporanea di Claudio Pavone. Sono alcune delle tracce della prova di maturità su cui si sono cimentati stamattina dalle ore 8,30 gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori che affronteranno a giugno il nuovo esame di stato.

La riforma della maturità ha preoccupato molto gli studenti e le loro famiglie – tra le novità ci sono la riduzione delle prove da tre a due, la doppia materia nel secondo scritto e il nuovo schema per le tracce della prova d’italiano, l’addio alla tesina e l’ingresso della domanda a sorteggio all’orale -, e il ministero dell’Istruzione – è la prima volta che accade – ha deciso sia di tenere incontri sui territori sia di elaborare esempi per la prima e la seconda prova, tenendo conto delle discipline individuate per il secondo scritto con l’apposito decreto del Ministro pubblicato lo scorso 18 gennaio. Dunque esempi coerenti con quelle che saranno le prove di giugno.

Gli studenti hanno potuto cimentarsi anche con l’interpretazione del testo storico di Elsa Morante “La storia” del 1974, proposta insieme al testo di Pascoli come tipologia di prova di tipo A, o con una prolusione del prof. Carlo Rubbia, “La scienza e l’uomo”, pronunciata in occasione della inaugurazione anno accademico 2000/2001, all’Università degli studi di Bologna. Il tema d’attualità verteva sulla felicità e conteneva una citazione tratta dallo Zibaldone di Leopardi. Ai ragazzi è stata sottoposta anche la riflessione sulla fragilità e la debolezza umana, attraverso la citazione da un passo dello psichiatra Vittorino Andreoli, “L’uomo di vetro. La forza della fragilità”, (la cosiddetta tipologia C).

Secondo i primi sondaggi, il più scelto dagli studenti è stato Pascoli ma in ogni caso la simulazione ha rassicurato i più: solo 1 su 5 si è infatti lamentato delle tracce scelte. Mentre quasi la metà (48%) le ha giudicate molto interessanti e un altro 31% ne ha trovata almeno una di suo gradimento. Ora si replica il 26 marzo, con la seconda simulazione ufficiale dello scritto d’italiano, anticipata, il 28 febbraio, dalla temuta seconda prova.

“Sono tracce coerenti con quelle che saranno date a giugno – ha detto oggi il ministro dell’Istruzione Marco Busetti – la pubblicazione degli esempi di prova è una delle misure che abbiamo predisposto per accompagnare voi maturandi e i vostri docenti nella preparazione dell’Esame di Stato. Faremo una rilevazione a campione per raccogliere le vostre considerazioni. Ringrazio gli insegnanti per il lavoro che stanno facendo per preparare i nostri ragazzi. E agli studenti dico: quello che affronterete sarà un Esame serio, naturalmente, ma molto equilibrato. Che valorizzerà il vostro percorso di studi”.(ANSA).

Oggi La Superluna più brillante del 2019

(ANSA) – ROMA, 19 FEB – La più grande e brillante Luna piena del 2019 è minacciata dalle nuvole, che rischiano di guastare lo spettacolo. Questa Luna piena di febbraio è anche la “Luna della neve”, secondo la tradizione dei nativi americani, che la chiamavano così perché cade nel periodo con le nevicate più abbondanti dell’anno.

Riuscire a osservarla è un’occasione da non perdere per chiunque perché quella di questa sera è la Luna piena più vicina alla Terra dell’anno: alle 10,02 di questa mattina si è trovata a 356.761 chilometri dalla Terra e quando sorgerà, alle 17,39, sarà a poco più di sette ore di distanza dal perigeo. La Superluna del 21 gennaio scorso “si trovava a 357.342 e quella del 19 marzo sarà a 359.377 chilometri”, ha detto all’ANSA Mauro Messerotti, dell’Osservatorio di Trieste dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

“Anche se il termine Superluna non si usa in astronomia, colpisce la fantasia”, ha rilevato Messerotti, e aiuta ad avvicinare a questa disciplina anche i non specialisti: il massimo avvicinamento della luna piena diventa un’occasione per parlare anche di altri aspetti scientifici della luna.

L’attesa per lo spettacolo è tanta, ma c’è la preoccupazione che il brutto tempo possa essere una guastafeste: le nuvole, previste su molte zone della penisola, potrebbero rovinare lo spettacolo. “Il Tirreno sembra essere sfavorito, rispetto all’Adriatico”, ha detto Paolo Volpini, dell’Unione Astrofili Italiani (Uai), ma non bisogna disperare “perchè la Superluna non è un evento limitato: durerà per tutta la notte e probabilmente si riuscirà a trovare dei momenti di sereno per osservare la Luna piena”. (ANSA).

“Abusi su bambini sordomuti. E Papa Francesco sapeva”. Inchiesta del Washington Post su un nuovo caso che attraversa due continenti

Presunti abusi su bambini sordi, coperti dalla Chiesa di Papa Francesco. È una vicenda sollevata da una approfondita inchiesta del Washington Post su uno “dei peggiori scandali” di abusi nella Chiesa che riguarda sacerdoti in Argentina e in Italia. Al centro l’istituto religioso per sordomuti Antonio Provolo e tredici persone accusate, più una quattordicesima che si è dichiarata colpevole di abusi sessuali, compreso lo stupro, ed è stata condannata a dieci anni di reclusione.

A capo della banda, scrive il Washington Post, un sacerdote 80enne italiano dal nome Nicola Corradi, atteso a processo nel mese di marzo.

Corradi era il direttore spirituale della scuola e aveva una carriera decennale che attraversava due continenti. E così il suo arresto alla fine del 2016 sollevò una domanda immediata: la Chiesa cattolica aveva la sensazione che potesse essere un pericolo per i bambini?
Secondo il Washington Post, che ha condotto una inchiesta attraverso revisione di tanti documenti, lettere private e dozzine di interviste sia in Italia sia in Argentina, sia i funzionari della Chiesa, sia Papa Francesco, furono avvertiti ripetutamente sul gruppo che perpetrava abusi nell’istituto. Ma nessuno ha mai preso provvedimenti o assunto azioni nei confronti dei sospetti, né tantomeno di Corradi.

UN ADOLESCENTE SU 3 A 17 ANNI HA GIÀ AVUTO RAPPORTI SESSUALI

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IN OLTRE 80% CASI SI INFORMANO ONLINE, SCUOLA GRANDE ASSENTE Un adolescente su tre a 16-17 anni ha già avuto un rapporto sessuale completo (35% maschi e 28% femmine). Ma su sesso e fertilità in oltre 8 casi su 10 si informano online. Emerge da uno studio promosso dal Ministero della Salute e coordinato dall’Iss sulla salute sessuale e riproduttiva in Italia. I ragazzi credono di saperne più di quanto in realtà non sappiano, e la scuola è la ‘grande assente’. Nella maggior parte (89% i maschi e 84% le femmine) cercano informazioni sul web. Il ministro Grillo: c’è un gap informativo, servono informazioni online certificate e l’insegnamento di queste materie a scuola.

MODA, ADDIO A LAGERFELD, ETERNO STILISTA DI CHANEL E FENDI

ansa

MUORE A 85 ANNI CELEBRE COUTURIER TEDESCO DETTO ‘IL KAISER’ E’ morto all’età di 85 anni Karl Otto Lagerfeld, celebre stilista tedesco dall’immagine inconfondibile: occhiali scuri anche di notte, capelli bianchi raccolti a coda e guanti da aviatore di pelle nera. Per decenni ha diretto due prestigiose maison, Chanel e Fendi, cui ha dato un’impronta inconfondibile. Inamovibile, insostituibile, totalizzante per le griffe che ha disegnato e della cui immagine si è occupato in toto anche curando le campagne pubblicitarie come fotografo e regista. Soprannominato ‘Il Kaiser’, Lagerfeld ha collaborato con varie maison, ha avuto una sua etichetta e nonostante il successo non ha disdegnato collaborazioni con i colossi del low cost.

SERIE A, ROMA SUPERA BOLOGNA 2-1 NEL POSTICIPO CHAMPIONS: OGGI LIVERPOOL-BAYERN E LIONE-BARCA, DOMANI JUVE

Nel posticipo della 24ma giornata della Serie A di calcio la Roma supera 2-1 all’Olimpico il Bologna ed è quinta in classifica. Champions League: stasera gli ottavi di finale Liverpool-Bayern Monaco e Lione-Barcellona; domani la Juventus a Madrid contro l’Atletico e Schalke-Manchester City. L’Antitrust multa Sky per 7 milioni sul pacchetto calcio: ha lasciato intendere che fossero incluse tutte le gare di Serie A. (ANSA).

ARRESTI DOMICILIARI PER I GENITORI DI RENZI

ACCUSA È BANCAROTTA FRAUDOLENTA E FALSE FATTURE Arresti domiciliari per i genitori di Matteo Renzi. Le misure cautelari sono state emesse dal gip di Firenze con l’accusa di bancarotta fraudolenta ed emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti. L’ex premier ha annullato i suoi impegni e convocato per oggi alle 16 una conferenza stampa in Senato.

ansa

Abusi, un altro uomo accusa il nunzio a Parigi: «Mi ha afferrato il sedere»

Abusi, un altro uomo accusa il nunzio a Parigi: «Mi ha afferrato il sedere»

Città del Vaticano – Nell’arco di una decina di giorni il nunzio apostolico, l’arcivescovo Luigi Ventura, uno dei diplomatici di punta della Santa Sede, ha collezionato una seconda denuncia per un altro caso di molestie sessuali. Stavolta il fatto risale a gennaio 2018. Lo riferisce Le Monde, precisando che «una seconda persona, ex dipendente del Comune di Parigi, ha sporto denuncia per fatti simili a quelli contenuti nella prima querela» depositata alla Procura della capitale francese e sulla quale sono in corso indagini.  Il quotidiano francese ha pubblicato uno stralcio della testimonianza del querelante, Benjamin G., che in  mattinata si e’ rivolto all’ufficio competente del Hotel de Ville.

«Ero impegnato a lavorare all’organizzazione di una cerimonia  al Comune di Parigi, mi trovavo a due metri da Anne Hidalgo. Una persona e’ arrivata alla mia sinistra. Ha messo la sua mano sinistra sulla mia spalla e con la destra ha afferrato il mio sedere. Un gesto da esperto, pieno di sicurezza, il tutto accompagnato da un grande sorriso rilassato, come se fosse qualcosa di normale. Sono rimasto stupefatto. La cerimonia era in corso e me ne sono andato. Ho capito solo pochi giorni fa che questi sono gesti usuali per un predatore», ha raccontato il 39enne prima di sporgere formale denuncia.

La sua storia e’ molto simile a quella denunciata il mese scorso da un altro impiegato del comune, che nelle stesse  circostanze – il 17 gennaio 2019 – e’ stato avvicinato e molestato da Ventura, 74 anni, nella capitale francese nel 2009. Un’indagine preliminare del procuratore della Repubblica di Parigi e’ in corso, relativa alla denuncia del primo funzionario e alla segnalazione del Comune dello scorso 23 gennaio. Il Vaticano alla prima denuncia ha reagito con sconcerto. «Attendiamo i risultati delle indagini».

ilmattino.it