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Vaticano, allo studio la possibilità di incardinare preti nei movimenti

Si è svolta questa mattina una riunione interdicasteriale presieduta dal Papa con tutti i capi dicasteri della Curia romana.

L’argomento trattato riguarda i nuovi movimenti e realtà ecclesiali, e in particolare il tema dei sacerdoti.

Fino a oggi, solo le prelature personali e gli ordinariati- quelli militari, come pure quelli creati per favorire il ritorno degli anglicani – avevano la possibilità di incardinare sacerdoti. Ora si sta studiando la possibilità di incardinare sacerdoti anche da parte di fraternità sacerdotali interne ai movimenti ecclesiali laicali.

Questa possibilità di incardinazione sancita dalla Santa Sede, renderebbe questi sacerdoti non direttamente dipendenti per quanto riguarda l’incardinazione dai vescovi diocesani.

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Albania, i vescovi dal Papa: “La convivenza pacifica tra le fedi è il nostro tesoro”

Una Chiesa «che ha conosciuto la sofferenza della persecuzione e che oggi vediamo risorta ed in cammino». Così descrive la Chiesa albanese l’arcivescovo di Scutari, monsignor Angelo Massafra, presidente dei vescovi del Paese delle Aquile in questi giorni in Vaticano per la visita ad limina apostolorum.

In una intervista alla Radio Vaticana, il presule parla delle sfide da affrontare in una terra che ancora porta i segni dei decenni di dittatura comunista, che Papa Francesco ha visitato il 21 settembre 2014. «Le nostre sfide più intense sono quelle legate ad un’inculturazione del Vangelo che tenga conto della realtà sociale albanese come anche della sua interreligiosità. Una sfida importante è la promozione vocazionale, come la mancanza di clero sufficiente, autoctono e missionario», dice Massafra.

Oltre a questo si registra anche la carenza di mezzi economici sufficienti e di infrastrutture: un problema, quest’ultimo, «molto serio sia per la Chiesa, nel suo servizio alle comunità cristiane che vivono in zone impraticabili soprattutto in inverno, ma anche per lo Stato, per quel che riguarda l’offerta dei servizi assistenziali di base, come pure per la pubblica sicurezza», spiega l’arcivescovo.

Come vescovi, sottolinea, «abbiamo molto a cuore le sorti della società albanese e, perciò, spesso ci rendiamo promotori, anche con i responsabili delle altre fedi, di interventi forti nella speranza di incidere non tanto sulle scelte politiche, che lasciamo a chi di dovere, quanto sul modo di fare politica; che tenga conto, cioè, del bene comune come anche dei problemi reali della gente».

L’Albania, infatti, seppur un «nazione in crescita», è stata toccata dalla crisi economica e dalla mancanza di lavoro che costringono numerose famiglie e giovani ad emigrare, impoverendo il tessuto sociale. «Ingiustizia, corruzione, impossibilità economica per la cura della salute e diritti dei lavoratori ignorati fanno sì che i poveri stanno diventando più poveri», denuncia l’arcivescovo di Scutari. «Il fenomeno migratorio e quello della fuga verso le città sta cambiando molto anche la geografia religiosa del Paese e ci sta stimolando ad intraprendere nuove strategie pastorali».

In particolare la Chiesa è in prima linea nella carità, «non solo per quanto riguarda gli interventi specifici di natura assistenziale, ma anche per quel che concerne l’aspetto della formazione». «Le scuole cattoliche oggi in Albania – evidenzia Massafra – sono il fiore all’occhiello della Chiesa Cattolica, ma anche motivo di trepidazione perché non sempre ci sono le condizioni, politiche ed economiche, che ci permettono di realizzare quell’impatto formativo che intendiamo offrire. In questo campo il lavoro dei consacrati, soprattutto, è veramente determinante».

Da non dimenticare che la Chiesa ha svolto e continua a svolgere «un ruolo essenziale nella risoluzione delle faide familiari conosciute come “vendetta di sangue”. Molte – riferisce l’arcivescovo – sono le riconciliazioni che, grazie all’interessamento dei preti, dei religiosi e di laici molto stimati, come anche di alcune associazioni presenti sul territorio, si riesce a realizzare».

Positivi sono pure i rapporti con le altre Chiese e in particolare con la maggioranza musulmana. Papa Francesco aveva lodato l’Albania come modello di dialogo interreligioso. «La convivenza pacifica tra le fedi è un tesoro che va custodito e protetto in Albania», rimarca infatti monsignor Massafra. «Non mancano a volte notizie che fanno temere un certo radicamento di fondamentalismi, ma non ci scoraggiamo e proseguiamo senza indugio nell’affermazione del binomio vincente di “fede e patria”, così caro agli albanesi».

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E adesso Francesco smetti anche con l’azzardo

L’addio al calcio di Totti ha dimostrato una volta di più quanto appeal e seguiti avesse come calciatore. E quindi quanto il suo prestarsi come volto dell’azzardo sia potenzialmente dannoso. Soprattutto alla luce del suo ruolo di ambasciatore Unicef.

Francesco Totti ha detto addio al calcio giocato. Ieri in un post partita carico di emozioni il calcio italiano perde una delle ultime bandiere vecchio stile. Dopo Maldini, Zanetti e Del Piero anche il Capitano della Roma ha appeso gli scarpini al chiodo.

Un momento emozionante per tutti i tifosi, romanisti e non. Rimane però, nella carriera del numero 10 giallorosso, una piccola ombra. Da anni infatti Totti è il volto delle campagne pubblicitarie di Lottomatica e dei prodotti come lotto e affini.

Per questo la Codacons ha voluto fare proprio uno spunto nato tra i banchi di scuola. «Caro Francesco Totti, non fare più pubblicità al gioco del Lotto, lascia stare l’azzardo che fa ammalare le persone e danneggia la società, e metti in gioco il tuo volto, invece, nella campagna No slot». Così scrivevano, con un alettera aperta, gli studenti del liceo Copernico di Prato. Lettera a cui in poche ore hanno aderito più di 26mila studenti di 22 scuole di tutta Italia, grazie all’azione di Simone Feder, coordinatore nazionale del Movimento No Slot.

Ecco che in queste ore quel messaggio è stato ribadito dal Coordinamento delle “Associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e conumatori”.
«Totti, anche dopo l‘addio al calcio, può fare ancora molto per il paese e può utilizzare la propria immagine per sostenere battaglie sociali importanti come quella contro il gioco d’azzardo», ha infatti spiegato il presidente Carlo Rienzi, «Lui che delle società del gioco è stato testimonial in numerosi spot tv, può ora “redimersi” passando dall’altro lato della barricata e sostenere la lotta contro la piaga della dipendenza da gioco, fenomeno in costante crescita in Italia – oltre 3 milioni i giocatori a rischio – con effetti distruttivi su migliaia di famiglie».

Un messaggio unito ad un invito. Il Codacons infatti ha chiesto a Totti di partecipare al convegno sulla ludopatia organizzato dall’associazione per il prossimo 9 giugno a Roma, durante il quale saranno analizzati scientificamente tutti gli spot per il gioco realizzati dal calciatore e gli effetti che gli stessi hanno avuto sui giovani, dando la possibilità al capitano della Roma di spiegare le ragioni della sua incauta condotta.
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Cannes: Palma d’oro a The Square di Ostlund

L’emozione che fa tremare Diane Kruger, quella che paralizza Joaquin Phoenix, quella che fa saltare con esuberanza il 43enne regista svedese Ruben Ostlund Palma d’oro con il grottesco The Square, il pianto tenero della regista opera prima Camera d’or Leonor Serraille e l’appello della madrina Monica Bellucci a fare largo nell’immediato futuro alle cineaste. Sono i momenti da ricordare della cerimonia di chiusura del 70/mo festival di Cannes. Il palmares a Cannes è sempre una grande sorpresa e nulla mai trapela rispetto ai premiati, vengono chiaramente richiamati dal festival poche ore prima, ma senza sapere cosa andranno a vincere (e se andranno a vincere, ci sono casi storici di depistaggio a confermarlo), così ogni anno si ripete qui nell’ultima sera la magia dell’emozione immediata, quella che fa tremare la voce, che fa commuovere o straparlare. La cerimonia per quanto essenziale vive ogni anno di questo.

Diane Kruger è stata toccante: questa bellissima attrice e modella tedesca, dalla grande carriera internazionale, testimonial di moda e beauty, sulle copertine dei magazine più importanti, sintesi stupenda di come i due mestieri si possano incontrare alla pari e senza pregiudizi, è salita sul palco e intimidita per il premio, la palma per la migliore interpretazione femminile, con la macchina che le ha inquadrato le mani che tremavano, ha ringraziato e ricordato come “tutto sia cominciato qui a Cannes, grazie mille volte” e poi rivolta al regista tedesco di origine turca Fatih Akin che l’ha diretta nel ruolo da premio di In The Fade l’ha definito “mio fratello, colui che mi ha dato la forza”.

Quasi senza parole Joaquin Phoenix, il violento investigatore privato di You were never really here di Lynne Ramsay: quando annunciando la palma per la migliore interpretazione maschile la macchina lo inquadra, lui ha sgranato gli occhi ebete poi è salito sul palco e oltre che ringraziare impacciato si è scusato “per le scarpe da ginnastica” che indossava sotto il completo scuro, “questo premio è per me totalmente inaspettato”. Composto e ispirato (ma forse un po’ deluso visto che fino a pochissimo prima della cerimonia era dato per il primo premio) Robin Campillo, lo sceneggiatore e regista francese nato in Marocco alla sua prima volta nel concorso di Cannes: 120 battements par minute (in sala in Italia con Teodora), vincitore del ‘secondo’ premio il Grand Prix, ringrazia i suoi attori “al servizio di una storia collettiva molto forte” che ripercorre le prime battaglie della comunità omosessuale alla fine degli anni ’70 per le cure all’Aids. Euforico lo svedese Ostlund esuberante per la Palma d’oro a The Square, una storia in pieno gusto del cinema di Almodovar e Sorrentino, ritratto grottesco dell’arte contemporanea e critica feroce dell’era disinvolta della promozione social. Abbracciando i suoi protagonisti Dominic West, Elisabeth Moss e Claes Bang, non ha fatto che saltellare urlando ‘Oh my God”.

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Potente terremoto di 6.6 in Indonesia

(ANSA) – JAKARTA, 29 MAG – Un potente terremoto ha scosso oggi l’isola di Sulawesi, in Indonesia. Secondo lo US Geologiacal Survey, il sisma ha avuto una magnitudo di 6.6, ed è stato localizzato ad una profondità di circa 9 chilometri, nei pressi della città di Paso. Imam Faturrachman, scienziato dell’Agenzia geofisica indonesiana, ha affermato che il sisma non ha raggiunto una potenza tale da generare uno tsunami.
Frattanto, ancora non vengono segnalati danni importanti o vittime, mentre l’emittente radio El Shinta ha riferito che subito dopo la potente scossa gli abitanti del posto sono scesi in strada in preda al panico.

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GDF SEQUESTRA A FINI 2 POLIZZE VITA PER 1 MILIONE DI EURO

INDAGATO PER CONCORSO IN RICICLAGGIO NELL’INCHIESTA CORALLO Sequestro preventivo da parte della GdF, su richiesta della Dda di Roma, di due polizze vita, con un valore di riscatto di 495 mila euro l’una, nei confronti dell’ex presidente della Camera Gianfranco Fini. Secondo il legale dell’uomo politico, sarebbero state invece sequestrate le polizze intestate alle figlie. La misura è relativa all’indagine che ha portato in carcere l’imprenditore Francesco Corallo e nella quale Fini è indagato per concorso in riciclaggio. La vicenda aveva visto anche il sequestro di beni per un valore di sette milioni nei confronti della famiglia Tulliani.

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I santi del 29 Maggio 2017

Santa URSZULA (ORSOLA) LEDOCHOWSKA   Religiosa
17 aprile 1865 – Roma, 29 maggio 1939
Giulia Maria Ledochowska, Orsola in religione, nacque nel 1865 a Loosdorf, in Austria. A 21 anni entrò tra le Orsoline di Cracovia. Spese la sua vita a favore del prossimo p…

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CANNES: PALMA D’ORO ALLO SVEDESE THE SQUARE

IL GRAN PRIX A 120 BATTITI, ATTORI KRUGER, PHOENIX E KIDMAN Il film svedese “The Square”, di Ruben Ostlund, ha vinto ieri la Palma d’oro del 70/mo festival di Cannes. Il Grand Prix è andato invece a “120 battements par minute” di Robin Campillo. Migliore attrice Diane Kruger, miglior attore Joaquin Phoenix e miglior regia Sofia Coppola. A Nicole Kidman il premio speciale. (ANSA).

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