Il Centuplo nel Deserto verso la Parusia. Amore che accoglie e legge che separa

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“Papa Leone XIV, se nella preghiera di Pietro c’è posto per i sacerdoti sposati con percorso regolare, perché non c’è posto per loro all’Altare? Il mio 15° giorno di digiuno si trasfigura come un piccolo eco di quella preghiera che chiede coerenza tra l’amore che accoglie e la legge che separa.”

📝 IL DIARIO DELLA NOTTE – CONCLUSIONE GIORNO 15

11 Aprile 2026 – L’Ultimo Sguardo verso le Vette

“Si spegne la luce sul quindicesimo giorno. Le polemiche su Anversa, le frecciate dei tradizionalisti e la polvere del Sahara sbiadiscono di fronte alla Verità: la Pasqua è avvenuta, ma noi siamo pretesi verso la Parusia.

Il mio digiuno non è un’attesa passiva, è una corsa verso l’Incontro. Essere ‘pretesi’ significa non avere più paura del presente, perché il futuro è già vinto. La mia vita con Albana, il mio ministero ferito, il mio corpo stanco… tutto è teso verso quella Parusia…

📝 IL POST DELLA SERA – GIORNO 15

11 Aprile 2026 – Il Centuplo nel Deserto

*”Si chiude il quindicesimo giorno. Il cielo di terra si è fatto buio, ma dentro brilla una certezza: il cristianesimo non è facile, ma è felice.

Spesso mi chiedono perché io abbia scelto questa strada così impervia, tra digiuni e silenzi istituzionali. La risposta è in una parola: Pienezza. Gesù non è venuto a semplificarci la vita con regole rassicuranti, ma a complicarcela con la Bellezza.

Ogni giorno, con la Sua Grazia, cerco di non deludere Colui che mi ha chiamato e di onorare la sposa che mi cammina accanto. È una fatica benedetta, perché mi restituisce il centuplo. Non è l’ortodossia linguistica dei codici a salvarmi, ma la verità di un amore che non deve più nascondersi.

Buona notte a chi ha il coraggio di scegliere la felicità difficile.”*

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11 Aprile 2026 – La Roccia e la Tempesta di Polvere

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📝 IL DIARIO DEL POMERIGGIO – GIORNO 15

11 Aprile 2026 – La Roccia e la Tempesta di Polvere

“Mentre il pulviscolo del deserto vela le vette, le ‘frecce’ dei tradizionalisti sibilano nell’aria. Dicono che la Chiesa crolla perché noi, preti con una famiglia, chiediamo di servire. Non capiscono che una casa non crolla se si aprono le finestre per far entrare l’aria; crolla se le fondamenta sono marce di segreti e silenzi.

Ieri sera ‘Spotlight’ ci ha mostrato il vero crollo: quello morale, nato dal tabù e dal potere autoreferenziale. Oggi, unito alla preghiera del Papa per la Pace, rispondo a ‘Fede e Tradizione’: la mia non è ribellione, è fedeltà alla terra e al Vangelo. Come disse Di Cicco, siamo una risorsa, non una minaccia. Percorro sentieri inediti perché quelli vecchi sono interrotti. La mia coscienza è la mia bussola, e oltre ieri c’è una Pasqua di luce, non di polvere.”

SUPPLICA AL PAPA E DIGIUNO PER LA PACE: «LA RIFORMA DELLA CHIESA NON PUÒ PIÙ ATTENDERE»

una ciotola di riso accanto a un ramoscello d'ulivo. Digiuno per riammissione preti sposati al ministero

🔴 FLASH NEWS: DON GIUSEPPE SERRONE – GIORNO 15
SUPPLICA AL PAPA E DIGIUNO PER LA PACE: «LA RIFORMA DELLA CHIESA NON PUÒ PIÙ ATTENDERE»

Roma – Città del Vaticano, 11 APRILE – Nel suo 15° giorno di digiuno dei 40 previsti, Don Giuseppe Serrone (Sacerdoti Sposati) aderisce alla giornata di preghiera per la pace indetta da Papa Leone XIV, ma rilancia con una Supplica pubblica al Pontefice.

I PUNTI CHIAVE:

Adesione alla Pace: Don Giuseppe unisce il suo sacrificio fisico all’appello del Papa per la fine dei conflitti mondiali.
La Supplica: Chiede a Leone XIV di riammettere al ministero attivo i preti sposati  superando l’obbligo del celibato per i preti latini: “Non c’è pace nel mondo senza una Chiesa riconciliata con la verità dei suoi sacerdoti sposati”.
Riferimento Teologico: Cita lo studio di Franco Pignotti sulla “Chiesa a due polmoni” (Rito Orientale e Latino).
DICHIARAZIONE: “Liberi perché veri. Percorro sentieri oltre ieri. La Pasqua che attendiamo è una Chiesa senza maschere.”

CONTENUTI DISPONIBILI PER LA REDAZIONE: 📸 Foto dell’ombra del sacerdote sulla roccia (Simbolo del Giorno 15). Podcast disponibili su Spreaker. 📄 Testo integrale della Supplica sul blog ufficiale.

CONTATTI & APPROFONDIMENTI:

Blog https://sacerdotisposati.altervista.org 

 Link Podcast Spreaker

Ufficio Stampa Sacerdoti Sposati

Giorno 15 del “Digiuno della Verità” – Preti sposati lanciano una Supplica a Papa Leone XIV: «La pace nel mondo inizi dalla pace nella Chiesa»

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COMUNICATO STAMPA

OGGETTO: Giorno 15 del “Digiuno della Verità” – Don Giuseppe Serrone lancia una Supplica a Papa Leone XIV: «La pace nel mondo inizi dalla pace nella Chiesa».

ROMA – Città del Vaticano 11 APRILE 2026 – Mentre il conflitto globale continua a scuotere le coscienze, un grido di pace si leva dal Piemonte, dove Don Giuseppe Serrone, fondatore del movimento internazionale dei sacerdoti sposati, è giunto oggi al 15° giorno di un digiuno di 40 giorni.

L’Adesione alla Preghiera per la Pace

In questa giornata di profonda tensione internazionale, Don Giuseppe Serrone ha aderito con fervore all’appello alla preghiera lanciato da Papa Leone XIV. Dalla sua dimora, il sacerdote ha unito il suo digiuno all’intenzione del Pontefice per la cessazione delle ostilità, convinto che il sacrificio personale sia l’unica moneta rimasta per acquistare la pace.

La Supplica: «Papa Leone, apra le porte ai Sacerdoti Sposati»

In concomitanza con questo gesto di comunione, Don Giuseppe rilancia al Santo Padre una Supplica accorata, legando il tema della pace universale a quello della riconciliazione interna alla Chiesa:

«Padre Santo, mentre preghiamo insieme per la pace nel mondo, Le chiedo con umiltà: portiamo la pace anche dentro la nostra Chiesa. Non ci può essere piena profezia di pace se manteniamo ferite aperte tra l’altare e il focolare. Migliaia di sacerdoti vivono oggi in un deserto di marginalizzazione solo per aver scelto di essere padri e sposi. Le chiedo di mettera mano alla normativa canonica restituendo alla Chiesa Latina il respiro dei “due polmoni” che già vivono nel Rito Orientale. Riconoscere i preti sposati  è un ritorno alla Verità Apostolica.»

Il Cammino dei 40 Giorni: Verso una Nuova Pasqua

Il percorso di Don Giuseppe, iniziato lo scorso 28 marzo, sta attirando l’attenzione di fedeli e laici attraverso il blog Sacerdoti Sposati e il podcast Informazione Libera. Il suo è un cammino di spogliamento e verità:

  • Resistenza e Resa: Un digiuno che sfida la burocrazia ecclesiastica per rimettere al centro l’umano.
  • Oltre il Dogma: Il recupero della dignità dei sacerdoti che, come i primi Apostoli, vivono la missione accanto alle loro famiglie.
  • L’Appello alla Trasparenza: Porre fine alla “doppia vita” e al silenzio imposto, per una Chiesa che sia finalmente “casa di vetro”.

Il Messaggio di oggi: “Liberi, Veri, Oltre Ieri”

Nella sua meditazione odierna, Don Giuseppe ha sintetizzato il senso della sua missione: «Liberi perché abbiamo scelto la verità, veri perché abbiamo gettato la maschera. Percorriamo sentieri dove la roccia si fa preghiera, oltre ieri, perché la Pasqua è sempre davanti a noi».

Don Giuseppe Serrone continuerà il suo digiuno fino al raggiungimento dei 40 giorni, 6 Maggio 2026, offrendo ogni sofferenza per la pace nel mondo e per la riforma di una Chiesa che sappia finalmente accogliere tutti i suoi figli.


Contatti per la Stampa: Ufficio Stampa Sacerdoti Sposati Sito Web: https://sacerdotisposati.altervista.org

Email: sacerdotisposati@gmail.com

Podcast: “Informazione Libera” su Spreaker

Il “Polso” della Rete e dei Fedeli sui preti sposati

📊 Il “Polso” della Rete e dei Fedeli nel video de “Il Fatto quotidiano

  • La fine dell’ipocrisia: Molti intervistati sottolineano che il matrimonio dei preti servirebbe a “evitare tutto quello che c’è dietro di nascosto” [00:17] e a porre fine alle relazioni clandestine che molti sacerdoti già vivono [00:31].

  • Sacerdozio come “servizio”, non come “stato”: Emerge l’idea che la messa non si vada ad ascoltare “per il prete”, ma “per Cristo” [00:50]. Pertanto, il fatto che un sacerdote abbia una famiglia non intaccherebbe il valore del sacramento [01:07].

  • La prevenzione degli scandali: Un tema ricorrente è la convinzione che l’apertura al matrimonio possa ridurre i casi di pedofilia e altri scandali legati alla repressione sessuale [01:45], definendo l’astinenza forzata come un rischio che può creare “grandi mostri” [03:15].

  • Umanità vs Dogma: La sessualità viene descritta come “qualcosa di umano” [02:31]. Gli intervistati, anche i cattolici praticanti, vedono il celibato come un ostacolo che “preclude la strada del sacerdozio” a molti uomini validi [02:53].

    • Oltre il nascondimento: la gente comune preferisca un prete “sposato con figli” che vive alla luce del sole [03:03], piuttosto che il sospetto di una doppia vita.

    • La voce dei “non addetti ai lavori”: È interessante notare come anche chi si definisce “anticlericale” [01:32] riconosca che il matrimonio sarebbe una rivoluzione positiva. La tua causa unisce credenti e laici sotto l’insegna della verità.

    La Pasqua che inseguiamo è già nel cuore di queste persone: una Chiesa che non ha paura di essere umana. 🕊️💧🏔️📻

  • Postovuoto.perpretisposati

IL FUTURO DEI PRETI SPOSATI HA UN CUORE ANTICO

Sabato 11 Aprile 2026 – Giorno 15 di Digiuno e Preghiera

Mentre i miei passi si fanno più lenti sulla roccia, la mente si fa più affilata. In questo quindicesimo giorno di deserto, ho meditato su uno studio illuminante di Franco Pignotti (“Il futuro sta nel passato. Preti sposati nella Chiesa Cattolica?”). È una lettura che squarcia il velo di ipocrisia che avvolge il rito latino e che risuona con forza nel mio silenzio.

La Chiesa respira a due polmoni (ma uno è rimasto compresso)

Pignotti ci ricorda una verità che molti preferiscono ignorare: la Chiesa Cattolica ha già preti sposati. Sono i sacerdoti delle 23 Chiese Cattoliche di Rito Orientale. Per loro, il matrimonio e l’ordine sacro non sono nemici, ma alleati.

Il paradosso? Roma riconosce questi sacerdoti come pienamente cattolici, ne loda la spiritualità familiare, ma proibisce ai suoi preti latini la stessa pienezza. Perché questa paura dell’ “Et-Et” (sia celibi che sposati)? Perché questa ostinazione nel voler trasformare una scelta di convenienza storica in una necessità ontologica?

La “Goccia” della Realtà

Lo studio sottolinea come l’immigrazione stia portando preti orientali sposati nelle nostre parrocchie italiane. La realtà sta superando l’ideologia. I fedeli vedono uomini che celebrano l’Eucaristia e poi tornano a casa dalle loro mogli e dai loro figli. E sanno cosa dicono? Dicono che è bello. Che è vero.

La Chiesa Latina sta soffocando se stessa nel tentativo di difendere una “perfezione” che non appartiene alla natura umana né al mandato originario di Cristo. Come scrive Pignotti, stiamo vivendo una “gestione del declino” invece di ricalibrare le forze verso la vita.

Oltre Ieri: Il mio sentiero

Oggi ho scritto questi pochi versi, che sono diventati il battito del mio quindicesimo giorno:

Liberi… veri… percorro sentieri… oltre ieri.

Essere liberi significa smettere di aver paura degli studi storici che confermano la nostra causa. Essere veri significa ammettere che il mio amore per Albana non toglie nulla al mio sacerdozio, ma lo completa, rendendolo “icona” di un Dio che si fa carne.

Il “sentiero” che percorro è quello che Pignotti intravede: un futuro che recupera il passato più autentico. Quello di Pietro, quello degli Apostoli, quello di una Chiesa che non metteva barriere tra l’altare e il focolare.

Andiamo oltre ieri. Oltre le polemiche dei vaticanisti, oltre i decreti che separano ciò che Dio ha unito. La Pasqua è davanti a noi, e profuma di una libertà che non ha più paura della Verità nuda.

Don Giuseppe Serrone

Liberisentieri

Il Manifesto della Libertà

Manifesto della libertà del cammino di 40 giorni di Don Giuseppe Serrone per riammissione al ministero dei preti sposati nella Chiesa Cattolica

“Liberi… veri… percorro sentieri… oltre ieri”

In questo 15° giorno, queste parole risuonano come un manifesto della nostra scelta. Abbiamo smesso di guardare indietro, di nutrire nostalgia per un passato che non c’è più o rimpianto per scelte non fatte. Il nostro sguardo è puntato avanti, verso quell’orizzonte inesplorato che solo la libertà della verità può svelare.

Liberi… perché abbiamo scelto la verità. La verità ci ha resi liberi di mostrare chi siamo realmente, senza maschere o infingimenti. La verità è il fondamento su cui poggia la nostra vita e il nostro ministero.

Veri… perché abbiamo gettato la maschera. Abbiamo scelto la trasparenza, la coerenza tra ciò che siamo e ciò che facciamo. Non c’è più divisione tra il prete e l’uomo, tra la fede e l’amore.

Percorro sentieri… dove la roccia si fa preghiera. Camminiamo su sentieri impervi, dove la fatica si trasforma in preghiera e la roccia diventa testimone della nostra fede. Ogni passo è un atto di affidamento a Dio.

Oltre ieri… perché la Pasqua è sempre davanti a noi. La Pasqua, mistero di risurrezione e vita nuova, è la nostra bussola. Guardiamo oltre il ieri, oltre la sofferenza e la morte, per accogliere la speranza di un futuro diverso.

In questo Giorno 15, io, Don Giuseppe Serrone, vi invito ad ascoltare la vostra libertà, a lasciarvi guidare dalla verità e a camminare con coraggio verso la Pasqua che ci attende.

“Liberi… veri… percorro sentieri… oltre ieri”

Sentieri liberi il percorso di Don Giuseppe Serrone per la riammissione dei preti sposati al ministero

“Liberi… veri… percorro sentieri… oltre ieri”

È il manifesto di chi ha smesso di guardare lo specchietto retrovisore della nostalgia o del rimpianto per puntare lo sguardo verso l’orizzonte dell’inedito

“Liberi… perché abbiamo scelto la verità.
Veri… perché abbiamo gettato la maschera.
Percorro sentieri… dove la roccia si fa preghiera.
Oltre ieri… perché la Pasqua è sempre davanti a noi.
Giorno 15. Sono Don Giuseppe Serrone. Ascolta la tua libertà.”

IL DISCORSO DI CLAIRE: QUANDO LA VERITÀ ROMPE GLI APPUNTI

Web.radio.informazione.libera

Oggi il deserto mi ha fatto un regalo. Ho ascoltato la storia di Claire, la figlia di un pastore. Una ragazza abbandonata sui gradini di una chiesa e accolta dall’amore nudo e concreto di un uomo che ha scelto di essere padre prima che ministro.

Claire raccontava delle trecce fatte dal padre, dei pranzi preparati, della sua veste da pastore indossata con orgoglio alla laurea, ignorando le risate dei compagni. ‘Signorina Perfetta’, la chiamavano. ‘Sta per farci un sermone’, sussurravano mentre saliva sul podio.

E poi, quel momento. Claire sale, ha il suo discorso perfetto e memorizzato tra le mani. Sente l’ennesimo sussurro schifoso. E qualcosa si rompe. Mette via gli appunti. Mette via la ‘perfezione’ che gli altri si aspettavano o temevano. E parla con la sua verità nuda.

In quel momento, Claire non ha fatto un sermone. Ha mostrato la sua vita. Ha mostrato che l’amore di suo padre, quell’amore ‘diverso’ e ‘non convenzionale’ per la società, era l’unica cosa che contava. E la sala si è sciolta nel silenzio.

Ecco la mia lezione di oggi. Anch’io sono sul podio del mio quattordicesimo giorno. Anch’io ho rinunciato agli ‘appunti’ della gerarchia, alla ‘perfezione’ di un ruolo che mi voleva separato dalla vita. Anch’io porto con me la mia ‘veste’ — il mio sacerdozio — e il mio amore — Albana.

Come Claire, non sono qui per fare sermoni. Sono qui per mostrare la mia vita nuda. E prego che quel silenzio che ha avvolto la sala di laurea di Claire possa avvolgere anche il cuore della mia Chiesa, lasciando che la Verità, finalmente, parli da sola.

La veglia di preghiera per la pace presieduta dal Papa si terrà l’11 aprile alle 18

Papa Leone XIV alla veglia di preghiera per la pace dello scorso ottobre

Lo riporta un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, che specifica come il momento di orazione si terrà nella Basilica di San Pietro e sarà aperto alla partecipazione di tutti i fedeli

Vatican News

“Nel corso dell’udienza generale di questa mattina”, 8 aprile, Papa Leone XIV “ha rinnovato a tutti i fedeli l’invito a unirsi a lui in un momento di preghiera per la pace, che si terrà nella Basilica di San Pietro sabato 11 aprile 2026, alle ore 18.00”. Lo riporta un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, che fa seguito all’annuncio fatto dal Pontefice la mattina di Pasqua, nel corso del tradizionale messaggio per l’Urbi et Orbi. +

Il momento di orazione, recita ancora il testo, sarà presieduto dal Papa e sarà aperto “alla partecipazione di tutti i fedeli”. Il rinnovato appello di questa mattina ad unirsi alla veglia di preghiera è avvenuto a seguito della “soddisfazione” e “viva speranza” espressa dal Pontefice per l’annuncio della tregua di due settimane in Medio Oriente.

Pregare sotto il Cielo di Terra del Sahara

Pregare sotto il Cielo di Terra del Sahara. Preghiera di don Giuseppe Serrone per la pace e la riammissione dei preti sposti al ministero
“Il deserto non è più solo dentro di me. Oggi lo Scirocco ha portato il Sahara sulle Alpi. Un cielo marrone e sospeso avvolge il mio 15° giorno di digiuno. In questa atmosfera densa, un raggio di luce buca la polvere: è la nostra preghiera corale per la PACE. Una Pace che unisce i continenti, le terre calde e quelle fredde, la legge e la carne.”

Giorno 15: Pregare sotto il Cielo di Terra del Sahara 🕊️🌬️🏜️🏔️🙏✨

“Quindicesima alba. Il deserto non è più solo dentro di me. Oggi lo Scirocco ha portato il Sahara sulle Alpi. Un cielo marrone e sospeso avvolge il mio 15° giorno di digiuno.

Le Alpi si appannano, il sole si fa opaco, l’aria diventa colore della terra. In questa atmosfera densa, un raggio di luce buca la polvere: è la nostra preghiera corale per la PACE. Una Pace che unisce i continenti, le terre calde e quelle fredde, la legge e la carne.

Non cerco cieli tersi e facili, cerco la Verità che sa abitare anche la tempesta di sabbia. Signore, benedici il coraggio di chi cerca la pace attraverso la verità. Benedici i sacerdoti sposati che attendono di tornare all’altare per essere operai di riconciliazione.”

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La Semina del 15° Giorno  Oltre il confine della consuetudine

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🌅 Mattino: La Semina del 15° Giorno  Oltre il confine della consuetudine

Siamo entrati nella terza settimana. Il corpo ha ormai dimenticato il sapore del cibo solido, eppure non ci siamo mai sentiti così “pieni”. Due settimane fa eravamo un annuncio, oggi siamo una presenza costante. Questo 15° giorno non è solo un numero: è la prova che la determinazione nata dall’amore non conosce sosta. Abbiamo varcato il confine della resistenza fisica per entrare in quella spirituale, dove la stanchezza diventa offerta e il digiuno diventa spazio per l’ascolto.

Mentre molti si preparano alla quiete del fine settimana, qui il cantiere della Riammissione resta aperto e vibrante. Il nostro sabato non è di riposo, ma di vigilanza. Riceviamo messaggi di fedeli che ci dicono: “Ci mancate sull’altare”. Queste parole sono il nostro pane. Sentire che il popolo di Dio non vede lo sposo come un estraneo al sacro, ma come un fratello che ha arricchito la propria umanità, ci conferma che la riforma è già in atto nel cuore della gente. Bisogna solo che le istituzioni abbiano il coraggio di guardare ciò che noi vediamo ogni giorno da questa finestra.

Oggi il corpo è leggero. Ogni gesto è misurato, ogni respiro è consapevole. Giuseppe sente la fragilità della carne, ma Albana ne sostiene la volontà. Questa è la nostra forza: non siamo un eroe solitario che sfida il sistema, ma una coppia che cammina insieme. La nostra salute è custodita dalla pace che regna in questa casa, tra le vette. Siamo pronti per le sfide di questo nuovo ciclo. Verso i 40 giorni, con il sorriso di chi ha già vinto la paura.