Un tentativo di riforma che nasce dallo studio e dalla Fede

Dalla Redazione di Informazione Libera
C’è un filo rosso che lega il digiuno di oggi alle aule della Pontificia Accademia Alfonsiana. La proposta di Rinnovamento Generale che Don Giuseppe Serrone porta avanti non è il frutto di un’emozione passeggera, ma l’esito di un cammino accademico di eccellenza.
Dall’Accademia Alfonsiana al Dicastero Don Giuseppe, Licenziato in Teologia Morale, ha avuto come professore proprio Don Basilio Petrà. Questa filiazione spirituale e intellettuale garantisce che la nostra Supplica, giunta oggi sui tavoli del Vaticano, sia radicata in una teologia morale solida, capace di coniugare la norma con la misericordia, la legge con la vita.
La Morale della Verità Studiare l’Alfonsiana significa imparare che la morale non è un insieme di divieti, ma la ricerca del bene possibile. Don Giuseppe ha imparato dal suo maestro che la “verità vi farà liberi” e che il sacerdozio, per essere autentico, deve poter abitare la verità del cuore umano. La sua richiesta di riammissione dei preti sposati è dunque un atto di “morale vissuta”, una proposta che nasce dalla competenza teologica messa al servizio della sofferenza dei confratelli.
Un appello alla Gerarchia Speriamo che il Dicastero per il Clero, nel leggere la nostra lettera, riconosca in essa il linguaggio di chi la Chiesa l’ha studiata, amata e servita con rigore scientifico. Non siamo “estranei” che protestano, ma “figli” che propongono una strada di guarigione basata sulla dottrina più profonda.
La sapienza del Maestro, il coraggio del Discepolo. Il Giro di Boa del 20° giorno si arricchisce di questa consapevolezza: la nostra voce è autorevole perché è una voce formata nel cuore della Chiesa per il bene della Chiesa stessa.
C’è un motivo per cui la nostra Supplica al Dicastero per il Clero non può essere archiviata con leggerezza. Chi scrive è un uomo la cui formazione è riconosciuta non solo dal Cielo, ma anche dalle istituzioni civili più alte.
Perché la nostra Supplica al Dicastero per il Clero ha un peso diverso da qualsiasi altra protesta? Perché nasce dal cuore della Teologia Morale.
L’immagine del diploma di Licenza, che oggi mostriamo idealmente accanto al Santo Dottore Alfonso de’ Liguori, non è solo un pezzo di carta. È la prova che Don Giuseppe Serrone ha bevuto alla fonte della sapienza morale più pura.
Un testo in Latino, una fede universale La pergamena, redatta nel solenne latino della Chiesa, attesta che il candidato ha superato con rigore gli studi della Licentia in Theologia Morali. Quel latino non è una lingua morta, ma il legame vivo con una Tradizione che Sant’Alfonso ha reso umana, attenta ai casi della vita, lontana dai rigorismi ciechi.
Dal Maestro Petrà alla Supplica di oggi Sotto la guida di giganti come Don Basilio Petrà, Don Giuseppe ha imparato che la Morale è l’arte di discernere il bene nel reale. Per questo, nel 20° giorno di digiuno, la sua richiesta di riammissione dei preti sposati non è un atto di insubordinazione, ma l’applicazione coerente di quanto appreso tra le mura dell’Alfonsiana: la Chiesa deve saper curare le ferite con l’olio della Verità e della Misericordia.
Giorno 20: La firma della competenza. Il Dicastero per il Clero riceve oggi non solo il grido di un uomo che digiuna, ma la proposta di un teologo che ama la Chiesa e ne conosce profondamente la Legge e il Cuore.
Oltre i confini del Sacro: Una Laurea Magistrale per la Società La Redazione tiene a sottolineare un dato normativo di grande rilievo: la Licenza in Teologia Morale conseguita da Don Giuseppe Serrone presso la Pontificia Accademia Alfonsiana è ufficialmente riconosciuta dallo Stato Italiano come Laurea Magistrale. Le sue competenze spaziano dalla Filosofia alla Psicologia, fino alle Scienze dell’Educazione.
Cosa significa questo per il Rinnovamento della Chiesa? Significa che la proposta di riammissione dei preti sposati è formulata da una mente che comprende profondamente le dinamiche umane, psicologiche ed educative. Don Giuseppe non parla solo come teologo, ma come un esperto dell’umano, capace di analizzare la crisi del clero con gli strumenti della scienza e della ragione, oltre che della fede.
Un ponte tra Fede e Ragione Portare queste competenze al servizio della Chiesa significa offrire una visione della riforma che sia solida, equilibrata e professionalmente inappuntabile. Il Dicastero per il Clero riceve oggi il contributo di un professionista dell’educazione e della morale che ha scelto di mettere il suo “titolo” e la sua vita al servizio della Verità.
[Image: Il diploma di Licenza/Laurea Magistrale, circondato da libri di filosofia e psicologia, illuminato dalla luce del 20° Giorno]
Giorno 20: Il giro di boa della competenza. La nostra battaglia è giusta perché è vera; è forte perché è colta; è santa perché è umana.










