“Se questo è politica…”: papa Leone e quei valori del Vangelo incompatibili con l’estrema destra

no_image

di Markus Krienke*

Leone XIV ha voluto chiarire senza ambiguità che l’ideologia dell’estrema destra è incompatibile con il cristianesimo. Questa realtà sta guadagnando campo in Occidente attraverso una politica discriminatoria che fa della «remigrazione» la propria parola d’ordine. Con una breve ma netta affermazione pronunciata durante il volo di rientro dalla Francia il 28 settembre, Leone ha ribadito la sua ferma posizione, espressa già un anno fa: per essere pro-life non basta posizionarsi contro l’aborto se allo stesso tempo si è a favore della pena di morte e si negano i diritti fondamentali ai migranti. Inoltre, il Papa ha confermato la presa di posizione dei vescovi tedeschi del 17 settembre scorso in seguito alle elezioni in Sassonia-Anhalt. In essa si afferma l’incompatibilità tra l’AfD e i valori costituzionali: i vescovi ribadiscono la fermezza nella loro difesa e la loro  coerenza con il Papa.

Per mons. Heiner Wilmer, presidente dell’episcopato tedesco, «l’AfD è palesemente di orientamento nazionalista ed etnonazionalista. Per questa ideologia non c’è posto né dentro, né fuori dai luoghi di culto, né nel cristianesimo, né nell’ebraismo, né nell’islam».

Come anche il Papa, Wilmer rivendica che non si tratta affatto di ledere la separazione tra Stato e Chiesa attraverso un’ingerenza illegittima nella sfera politica, ma di sottolineare l’appropriazione indebita del cristianesimo da parte della destra estrema e di difendere quei riferimenti fondamentali della coesione sociale per i quali la Chiesa si impegna. Se la Chiesa non ha il diritto di intervenire nella sfera politica, certamente ha il dovere di alzare la voce quando la dignità umana viene lesa in modo grave ed evidente. In altre parole, nella difesa della vita e della persona, la Chiesa non può mai valicare la linea della politica. Con un’affermazione tipica del suo stile, riferibile anche a questa posizione, il Papa ironizza: «Se questo è considerato fare politica, allora l’ho fatta».

Leone  ha dato avvio, qualche giorno fa, alla sua catechesi sulla Gaudium et spes, ricordando che «il distacco tra fede professata e vita quotidiana va annoverato tra i più gravi errori del nostro tempo».

In altre parole, ogni cristiano laico è chiamato, proprio per la sua fede, a difendere e sostenere i valori della dignità umana, dei diritti e della democrazia, perché «non può accettare strutture inique». Così egli «investe nella libertà», come il Papa ha ricordato al Partito Popolare Europeo, lo scorso aprile. Proprio per questo i cristiani devono stare all’erta quando i partiti di estrema destra come l’AfD cercano l’alleanza e usano simboli cristiani, trovando nella Chiesa persone disposte a sostenerli. In questo momento storico,

il Papa non teme di far valere pienamente la sua autorità istituzionale per riaffermare l’autentico messaggio biblico: l’universalismo, la misericordia e l’amore dei nemici sono valori del Vangelo inconciliabili con le ideologie di estrema destra, poiché queste ultime limitano la solidarietà a chi appartiene al proprio popolo, operano forme di selezione e discriminazione tra gli esseri umani e parlano di «peccato dell’empatia».

*docente di etica alla Facoltà di teologia di Lugano

catt.ch

Don Giuseppe Serrone, dalla sua stanza d’ospedale, continua a unire la propria sofferenza fisica e l’ansia dei controlli medici alle intenzione di Papa Leone XIV e al bene della Chiesa, offrendo le sue prove per la causa della riammissione al ministero dei preti sposati

A 84 anni chiede di tornare prete: il commovente incontro con il Papa

Il commovente appello di don Gian Franco Nicora a Papa Leone XIV: l’urgenza del Realismo Pastorale tra la testimonianza di Varese e la prova di don Serrone

La storia di don Gian Franco Nicora, l’ottantaquattrenne di Varese che — rimasto vedovo dopo aver vissuto con fedeltà ed edificazione la vita familiare — ha incontrato il Santo Padre per chiedere di poter tornare a esercitare il ministero presbiterale, tocca il cuore di tutta la comunità ecclesiale. La sua testimonianza umile e commovente mostra quanto sia incancellabile la Grazia del sacerdozio e quanto sia vivo il desiderio di servire il Popolo di Dio fino all’ultimo giorno di vita.

Questa vicenda si intreccia drammaticamente con la situazione di don Giuseppe Serrone, attualmente ricoverato in ospedale per complessi accertamenti a seguito delle complicazioni di una pleuro-polmonite e in attesa dei referti bioptici, il cui appello accorato e il cui digiuno d’offerta per la riammissibilità dei presbiteri sposati continuano purtroppo a rimanere inascoltati dalle istituzioni vaticane.

Un segno dei tempi che la Chiesa non può ignorare

Il caso di don Gian Franco Nicora non è un fatto isolato, ma il simbolo di un’esigenza diffusa e profonda:

  1. Fedeltà alla vocazione e maturità umana: Un uomo di 84 anni, forte di un cammino di vita arricchito dal matrimonio e dalla saggezza dell’età, rappresenta una risorsa preziosa per le diocesi strette dalla carenza di clero.

  2. L’offerta nella sofferenza: Don Giuseppe Serrone, dalla sua stanza d’ospedale, continua a unire la propria sofferenza fisica e l’ansia dei controlli medici alle intenzione di Papa Leone XIV e al bene della Chiesa, offrendo le sue prove per la causa del realismo pastorale.

Un appello di Giustizia Evangelica e Misericordia

Ignorare questi segnali o rinviare un provvedimento di equità canonica rischia di privare il Popolo di Dio di pastori esperti e preparati.

La richiesta rivolta a Papa Leone XIV dal Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati è chiara e urgente:

  • Un decreto di riammissione canonica: Permettere ai presbiteri sposati o vedovi di essere riammessi al ministero attivo significa compiere un gesto di grande misericordia e di profonda giustizia evangelica.

  • Dare risposta alle parrocchie: Di fronte al sovraffaticamento del clero celibe e alla chiusura delle comunità, valorizzare sacerdoti formati nelle Pontificie Università è l’unica risposta immediata e concreta.

Preghiamo per la salute di don Giuseppe Serrone e affinché l’incontro tra Papa Leone XIV e don Gian Franco Nicora possa trasformarsi in una svolta di speranza per tutta la Chiesa.

#LaPrealpina, #GianFrancoNicora, #DonGiuseppeSerrone, #PapaLeoneXIV, #SacerdotiSposati

Il Giubileo delle Famiglie e l’eredità di Amoris Laetitia: un’occasione mancata senza la presenza dei sacerdoti sposati

PRETISPOSATI.FAMIGLIA

La celebrazione del Giubileo delle Famiglie, con il richiamo di Papa Leone XIV all’attualità di Amoris Laetitia e al Vangelo della famiglia come missione per il mondo, ha rappresentato un momento di intensa preghiera e festa per la Chiesa universale. Tuttavia, accanto alla gioia per la grande partecipazione dei fedeli, rimane un velo di amarezze per un’assenza significativa: la mancata inclusione dei sacerdoti sposati, che avevano espressamente richiesto alle autorità vaticane di poter partecipare a questo importante appuntamento giubilare.

L’esclusione di famiglie formate da presbiteri regolarmente ordinati rappresenta una contraddizione rispetto allo spirito di accoglienza, integrazione e valorizzazione di ogni realtà familiare promossa dallo stesso Magistero.

Una testimonianza di fede e famiglia che merita ascolto

I sacerdoti che hanno contratto matrimonio dopo l’ordinazione e che custodiscono una solida formazione teologica pontificia non vivono la famiglia come una rottura, ma come un compimento umano e spirituale:

  1. Testimoni diretti dell’amore familiare: Chi ha vissuto sia la consacrazione presbiterale che la Grazia del Sacramento del Matrimonio incarna in modo unico i valori di Amoris Laetitia, potendo offrire un contributo prezioso alla pastorale familiare delle diocesi.

  2. Il desiderio di piena comunione: La richiesta di partecipazione al Giubileo non nasceva da intenti rivendicativi o di protesta, ma dal desiderio filiale di pregare insieme al Santo Padre e a tutte le famiglie del mondo, riaffermando l’appartenenza all’unico Corpo della Chiesa.

Realismo Pastorale: superare le marginalizzazioni per il bene della Chiesa

Nonostante questa occasione mancata, la via del dialogo e della testimonianza prosegue con fermezza. La proposta del Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati, coordinato da don Giuseppe Serrone, continua a sollecitare a Papa Leone XIV e ai Vescovi una scelta di realismo pastorale:

  • Dal sospetto all’integrazione: Riconoscere la dignità delle famiglie dei sacerdoti sposati e concedere un decreto di riammissibilità canonica al ministero attivo significa arricchire la Chiesa di pastori vicini ai problemi reali della gente.

  • Coerenza evangelica: Riaprire le porte a chi ha dedicato la propria vita al Vangelo e oggi vive la bellezza del matrimonio è il miglior modo per testimoniare che la misericordia e la comunione superano ogni rigidità burocratica.

  • #VaticanNews, #GiubileoFamiglie, #PapaLeoneXIV, #SacerdotiSposati, #RealismoPastorale

Nella prova della malattia: la biopsia di don Serrone e la vicinanza a Papa Leone XIV di fronte alla diagnosi tumorale

Preghiera per la prova: i sacerdoti sposati uniti nella preghiera per don Serrone e il Papa

Ci sono momenti nella vita in cui le vicende personali e quelle della Chiesa si intrecciano in modo profondo e doloroso attorno alla fragilità della salute. Nella giornata di ieri, il nostro fondatore don Giuseppe Serrone è stato sottoposto a una broncoscopia con biopsia polmonare a seguito delle complicazioni della pleuro-polmonite che lo ha colpito. Don Giuseppe rimarrà sotto stretto monitoraggio medico nei prossimi giorni in attesa dell’esito dei referti.

In questo stesso clima di apprensione, la comunità ecclesiale e il mondo intero hanno appreso con forte commozione la notizia della diagnosi di tumore maligno al polmone per Papa Leone XIV, formulata dai medici a seguito dell’operazione al Policlinico Gemelli.

La dignità della sofferenza e il conforto della fede

Di fronte alla gravità di una patologia tumorale per il Papa e all’attesa degli esiti bioptici per don Serrone, la prospettiva della fede offre una luce di speranza e di senso:

  1. La solidarietà nella malattia: Sperimentare l’ansia degli esami e della diagnosi medica permette di comprendere ancora meglio il dolore di quanti vivono la prova della malattia, trasformando la sofferenza individuale in offerta spirituale per il Santo Padre.

  2. Il valore della preghiera e della vicinanza: La presenza dei medici, la vicinanza dei cari e la preghiera dei fedeli costituiscono la rete di sostegno fondamentale per chi affronta momenti di grande fragilità fisica.

Uniti per il bene della Chiesa

Nonostante il silenzio dei media generalisti, la testimonianza di fede e di fedeltà al Papa non viene meno. Il Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati si stringe attorno a Papa Leone XIV con amore filiale, augurandogli la forza necessaria per sostenere le terapie e continuare a guidare il Popolo di Dio con la testimonianza del suo realismo pastorale e della sua dedizione fino all’ultimo.

A don Giuseppe Serrone vanno i nostri auguri più sinceri per un rapido recupero e per esiti rassicuranti dai controlli effettuati.

#PapaLeoneXIV, #DonGiuseppeSerrone, #Salute, #Preghiera,

A Papa Leone XIV diagnosticato un cancro ai polmoni; quali sono le possibilità di guarigione?

Papa Leone XIV aveva un cancro ai polmoni - Foto 1.

in vietnam.vn

Al Papa è stato diagnosticato un cancro ai polmoni.
Secondo Reuters, il Vaticano ha annunciato che Papa Leone XIV è stato sottoposto a un intervento chirurgico per la rimozione del lobo inferiore del polmone destro il 13 ottobre e gli è stato diagnosticato un adenocarcinoma polmonare, una forma comune di tumore ai polmoni.
Il Papa, 71 anni, è stato ricoverato all’ospedale Gemelli di Roma il 13 ottobre per un intervento chirurgico di rimozione di un tumore al polmone, scoperto dai medici durante un recente controllo di routine.

Il chirurgo capo del Papa, Stefano Margaritora, e il suo medico personale, Luigi Carbone, hanno affermato che l’intervento, durato circa 90 minuti, è riuscito senza complicazioni.

“Per un trattamento radicale, abbiamo rimosso il lobo inferiore del polmone destro mediante chirurgia video- assistita”, hanno affermato i due medici, sottolineando che l’obiettivo dell’intervento era rimuovere tutto il tessuto canceroso.

I polmoni umani sono composti da cinque lobi: il polmone destro ne ha tre, mentre il polmone sinistro ne ha due.
Potrebbe interessarti
L’Ucraina rileva attività insolite da parte del suo alleato, nonostante la potenza di fuoco russa.(Dan Tri Newspaper) – Il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato che l’Ucraina non ha ricevuto alcun avvertimento dai suoi alleati riguardo agli attacchi missilistici russi.
Armi ipersoniche: la corsa tecnologica e la sfida alla sicurezza in Asia.La Corea del Sud ha appena testato la sua prima arma ipersonica di produzione nazionale, segnando un nuovo passo negli sforzi per dotarsi di un’arma che, secondo Seul, potrebbe rivoluzionare le sue capacità militari.
Con gli Stati Uniti che interrompono i servizi di intelligence, Dobropillia rischia il collasso.GD&TĐ – Il signor Zelensky ha confermato che gli Stati Uniti hanno interrotto le informazioni di intelligence all’esercito ucraino, mentre i combattimenti a Dobropillia (regione di Donetsk) sono molto sfavorevoli per l’Ucraina.

Un esperto medico ha affermato che per valutare le condizioni del Papa è necessario conoscere le dimensioni del tumore e se il cancro si è diffuso ai linfonodi. Il Vaticano non ha ancora fornito queste informazioni.

Il Papa ha ripreso conoscenza e si sta riposando nella sua stanza d’ospedale. In precedenza, il Vaticano aveva annunciato che il Papa sarebbe rimasto ricoverato per una settimana per riprendersi e che tutti i suoi impegni pubblici erano stati annullati fino al 20 ottobre.

Cosa ne dicono gli esperti?
L’AFP, citando una fonte vaticana, ha riferito che sono in corso ulteriori esami per determinare se il tumore ha metastatizzato.
“Anche con una diagnosi, non sappiamo a che stadio si trovi la malattia. Questo è fondamentale per la prognosi e il trattamento”, ha affermato il dottor Stephen Liu, specialista in tumori polmonari presso la Georgetown University (USA).

Ha spiegato: “Se il tumore al polmone è piccolo e il cancro non si è diffuso ai linfonodi, molto probabilmente la sola chirurgia è sufficiente per la guarigione. Tuttavia, se l’analisi finale mostra che il cancro si è diffuso ulteriormente, ciò significa una prognosi meno favorevole.”

Juanita Mora, portavoce medica dell’American Lung Association, ha sottolineato che se questo tipo di cancro viene diagnosticato precocemente, la prognosi è molto buona.

Ha affermato che molti fattori determineranno l’esito del trattamento, tra cui lo stadio in cui viene diagnosticato il tumore e la presenza o meno di metastasi.
Potrebbe interessarti
L’accordo sul diesel rivela il più ampio piano del presidente Trump nei confronti della Russia.L’ex presidente serbo Aleksandar Vučić ritiene che l’accordo sul diesel tra Stati Uniti e Russia possa celare calcoli che vanno ben oltre il settore energetico, in un contesto di crescente competizione strategica tra Washington e Pechino.
Dal 2022 l’Europa ha speso 209 miliardi di dollari per acquistare energia dalla Russia.Secondo la Commissione europea, tra marzo 2022 e luglio 2026 l’UE ha speso 197 miliardi di euro per importare energia dalla Russia, mentre la quota di forniture provenienti dalla Russia è diminuita dal 42-45% al ​​12%.
Il Pakistan esorta gli Stati Uniti e l’Iran a esercitare moderazione e a garantire la sicurezza marittima.Il presidente pakistano Asif Ali Zardari ha esortato gli Stati Uniti e l’Iran a rispettare gli impegni assunti nell’ambito del Memorandum di Islamabad e a risolvere le loro divergenze attraverso il dialogo e la diplomazia, in un contesto di crescenti tensioni nel Golfo e di rischio di perturbazioni marittime che minacciano la sicurezza energetica globale.

Secondo lei, nei casi in cui il tumore viene rimosso chirurgicamente, quando il cancro viene diagnosticato precocemente ed è ancora localizzato, il tasso di sopravvivenza a 5 anni per i pazienti affetti da adenocarcinoma polmonare è compreso tra l’80% e il 98%.

“Saranno i medici a stabilire se per curare l’adenocarcinoma polmonare ha bisogno di chemioterapia, radioterapia, terapia mirata o immunoterapia”, ha affermato.

Dopo l’intervento chirurgico, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che lui e sua moglie hanno pregato per la salute di Papa Leone dopo la diagnosi. “Che Dio gli dia forza”, ha scritto Rubio sui social media.

Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha dichiarato di aver pregato anche lui per il Papa, definendolo “una voce di pace, compassione e ragione nel nostro mondo moderno”.

PACE

Papa operato al Gemelli, asportato un tumore maligno al polmone

Il Papa al Gemelli - RIPRODUZIONE RISERVATA

Tolto il lobo destro. Il Vaticano: ‘Intervento per un adenocarcinoma concluso positivamente’

Il verdetto era in qualche modo atteso: il Papa è stato operato per un tumore maligno, tecnicamente “un adenocarcinoma polmonare”, come hanno comunicato i medici.

Una diagnosi dunque non positiva ma il Vaticano assicura che “l’intervento si è concluso positivamente, nei tempi e nei modi previsti e il Santo Padre è rientrato in stanza”.

Il tumore c’era, dunque, e il Papa se lo aspettava. Ma lo stadio iniziale del nodulo polmonare, come il fatto che fosse circoscritto, lasciano ai medici comunque una conclusione positiva. Anche perché chirurgicamente è stata asportata tutta la parte malata. Sono il dottor Luigi Carbone, il medico personale del Papa, e il professor Stefano Margaritora, che ha guidato l’equipe in sala operatoria, a comunicare che “il Santo Padre è stato sottoposto, come programmato, all’intervento di chirurgia toracica.

Per rendere l’intervento radicale, è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita”. Dunque non solo il nodulo, visto che “l’esame istologico estemporaneo ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami pre-operatori”. Il Pontefice è stato in sala operatoria per circa tre ore, ha comunicato ancora il Vaticano, mentre la durata vera e propria dell’intervento è stata della metà, circa 90 minuti. “L’intervento è riuscito e non ci sono state complicanze” è la conclusione.

Dopo l’operazione il Papa si è svegliato regolarmente ed è rientrato, dopo un breve periodo di osservazione, nella sua stanza al decimo piano. “Il Papa ha anche chiesto la cena”, fa sapere ai giornalisti il portavoce Matteo Bruni. L’équipe chirurgica era composta da sette medici e guidata dal prof. Stefano Margaritora, coadiuvato dalla prof.ssa Elisa Meacci, dalla dott.ssa Maria Teresa Congedo, e dal dott. Leonardo Petracca Ciavarella. L’équipe anestesiologica era composta dal prof. Massimo Antonelli, dal dott. Giovanni Punzo e dal dott. Giuseppe Bello.

Papa Leone era arrivato poco dopo le 13 al Policlinico Gemelli. Sorridente e sereno per affrontare questa prova, l’intervento al polmone, che ha tenuto in apprensione la Chiesa, perché comunque la notizia annunciata dallo stesso Pontefice domenica all’Angelus era del tutto inattesa. L’immagine di Leone era, e tutti si augurano che possa restare, quella di un uomo sportivo, più giovanile rispetto ai suoi 71 anni.

Accanto al Papa, nella giornata, ci sono stati i suoi segretari, don Edgar e don Marco, e le suore peruviane che si occupano di lui. La Chiesa nel mondo si è stretta davanti a quella sala operatoria. “Speriamo che al più presto possa risolvere questo problema. Siamo fiduciosi”, ha detto il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin che ha ammesso di avere appreso la notizia come un fulmine a ciel sereno. D’altronde Papa Leone aveva abituato, in questi sedici mesi di pontificato, alla sua immagine sportiva e salutista. Il controllo di routine dopo il viaggio in Francia aveva fatto emergere un problema da risolvere.

E il Papa, ligio alle indicazioni dei medici, ha deciso che questo passo doveva essere fatto il più presto possibile, anche per cercare di salvare il viaggio in Sudamerica, a novembre, per il quale è già tutto pronto. Anche se l’esito dell’intervento mette in forte dubbio questo appuntamento. Tanti oggi hanno pregato per lui. L’amico agostiniano ed Elemosiniere, il vescovo agostiniano Luis Marín de San Martín, invita a non fare troppi “drammatismi”. Si è pregato per Papa Leone anche a Gaza: “Lo accompagniamo da qui con il nostro affetto e la nostra preghiera, sapendo che lui, come sempre, ci rassicura, prega per noi e ci invia la sua benedizione”, ha fatto sapere il parroco della Sacra Famiglia, padre Gabriel Romanelli.

ansa

Sacerdoti sposati nella Chiesa cattolica, Zuppi conferma: esistono nel rito bizantino

Cardinale Zuppi e Daniele Grassucci

skuola.net

Nella Chiesa cattolica esistono sacerdoti sposati, anche se non nel rito seguito dalla maggioranza dei fedeli in Italia. A confermarlo è il cardinal Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, in un’intervista rilasciata a Skuola.net.

L’intervista fa parte della serie “Vero o Falso” di Skuola.net, in cui il cardinale risponde a una sequenza di affermazioni sulla Chiesa cattolica dicendo se sono vere o false. Una delle domande riguarda proprio l’esistenza di preti sposati all’interno della Chiesa cattolica.

La risposta introduce una distinzione poco conosciuta tra i fedeli italiani, quella tra il rito seguito dalla maggior parte delle parrocchie e le Chiese cattoliche orientali, che hanno regole diverse sul matrimonio dei sacerdoti.

Indice

La risposta di Zuppi a Skuola.net
Da dove nasce la scelta del celibato
La risposta di Zuppi a Skuola.net
Nel format dell’intervista la domanda è diretta: nella Chiesa cattolica esistono sacerdoti sposati, vero o falso?

“Vero”, risponde il cardinale. “La Chiesa cattolica ha per esempio il quei preti cattolici di rito bizantino, quindi le chiese che erano le chiese orientali, per esempio le comunità albanesi in italia, dove i preti cattolici possono essere sposati”.

La sua risposta conferma quindi che il celibato non è una regola applicata allo stesso modo in tutta la Chiesa cattolica. Dipende, piuttosto, dal rito a cui una comunità appartiene.

Da dove nasce la scelta del celibato
La domanda sui preti sposati nasce da un contesto preciso. Nell’intervista, Daniele Grassucci ricorda la vicenda di un sacerdote diventato noto sui social che ha lasciato la Chiesa proprio per il celibato richiesto ai sacerdoti di rito latino. Da qui la domanda: “Da dove deriva questa questa scelta della Chiesa cattolica del celibato?”

“È la scelta della donazione di sé, del non avere famiglia, di pensarsi totalmente per gli altri”, risponde il cardinale Zuppi. E poi precisa “Questo in realtà è chiesto a tutti: noi dobbiamo imparare a voler bene a tutti quanti, dobbiamo imparare a voler bene agli altri, al prossimo, se siamo cristiani. Ma la scelta del celibato è dire: ‘Io scelgo di non avere una famiglia, di non avere dei rapporti proprio perché do tutta quanta la mia vita per la Chiesa, cioè per la comunità, cioè per i fratelli, per le sorelle, per le persone che il Signore mi dona di incontrare e di servire'”.

Papa è giunto al Gemelli per intervento. Sarà operato nel pomeriggio

Papa è giunto al Gemelli per intervento

Papa Leone XIV ha lasciato il Vaticano in auto ed è giunto al Policlinico Gemelli di Roma.

Ricoverato per un intervento chirurgico per rimuovere un nodulo a un polmone, che si terrà nel pomeriggio. E’ sceso dall’auto ed è entrato a piedi dall’ingresso principale dell’ospedale. Il Papa ha salutato le tante persone che lo hanno accolto con calorosi applausi nel grande piazzale antistante. Era sorridente ed è apparso sereno. Accolto dai vertici del Gemelli. Con lui c’era il medico curante, Luigi Carbone.

rai news

 

Live Papa Leone, la conferma della Santa Sede: oggi pomeriggio l’intervento. L’arrivo al Gemelli poco dopo le 13: il saluto sorridente ai fedeli in attesa

Papa Leone, oggi l'intervento | Il ricovero in tarda mattinata, poi l'operazione. Parolin: «Un fulmine a ciel sereno, ma siamo fiduciosi»

Leone XIV deve essere sottoposto a un intervento chirurgico per asportare un nodulo al polmone. La degenza non nella suite papale (che è in ristrutturazione) ma sempre al decimo piano del «Vaticano terzo». Preghiere da tutto il mondo

  • Oggi ricovero, in tarda mattinata, e operazione del Papa. A capo dell’èquipe, Stefano Margaritora, esperto di tecniche mininvasive e robotiche.
  • Il Pontefice è seguito da Luigi Carbone, capo della direzione di sanità e igiene del Vaticano
  • La degenza post operatoria del Papa al Gemelli dovrebbe durare circa una settimana. La Santa Sede ha fatto sapere che le udienze sono sospese fino al 20 ottobre
  • Il cardinale vicario Baldo Reina, alle 18, presiede il Rosario nella cappella San Giovanni Paolo II del Gemelli
  • corriere.it