Iran, siamo in grado di combattere questa guerra per almeno altri sei mesi

Dall'Iran al Libano fino a Cipro: il fronte della guerra si sta allargando

L’Iran ha affermato oggi di essere in grado di combattere per almeno altri sei mesi contro Stati Uniti e Israele, in una guerra entrata nel suo nono giorno. “Le forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran sono in grado di continuare almeno sei mesi di intensa guerra al ritmo attuale delle operazioni”, ha dichiarato Ali Mohammad Naini, portavoce del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica citato dall’agenzia di stampa Fars.

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Iran, raid su Kuwait e Arabia Saudita. Teheran: “In grado di combattere per 5 mesi”

epa12802328 Smoke rises from Tehran's oil refinery after airstrikes in Tehran, Iran, 07 March 2026. A joint Israeli and US military operation continues to target multiple locations across Iran since the early hours of 28 February 2026.  EPA/ABEDIN...

L’Iran ha affermato di essere in grado di sostenere la guerra contro Stati Uniti e Israele, entrata oggi nel suo nono giorno. La Repubblica islamica annuncia che lo stretto di Hormuz è chiuso solo per le navi americane e israliane e risponde a Trump: “Non ci arrenderemo mai”. Pezeshkian si scusa coi Paesi vicini per gli attacchi, che promette di fermare se da lì non partiranno altre incursioni nemiche. Ma nella notte nuovi raid su Kuwait e Arabia Saudita. Israele attacca Hezbollah in Libano

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Medio Oriente, Wang Yi: “Guerra mai dovuta scoppiare, no alla legge della giungla”

Il mondo questa settimana: la guerra all'Iran vista da Arabia Saudita,  Israele, Cina e Africa - Limes

La guerra in Medio Oriente “non sarebbe mai dovuta scoppiare” e il rischio di un ritorno alla “legge della giungla” nei rapporti internazionali va respinto con forza. A dichiararlo è il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, intervenuto durante una conferenza stampa a Pechino per fare il punto sulle tensioni globali.

“Di fronte a un Medio Oriente avvolto dalle fiamme del conflitto, ciò che voglio dire è che questa è una guerra che non avrebbe mai dovuto avere inizio e che non porta alcun beneficio a nessuna delle parti coinvolte”, ha affermato il capo della diplomazia cinese. Wang Yi ha poi lanciato un monito alla comunità internazionale, sottolineando che “il mondo non può permettersi di tornare alla legge della giungla”, ribadendo la necessità di una soluzione diplomatica che superi l’attuale fase di violenza.

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La nuova via. I preti sposati in aiuto per la formazione


Benvenuti a Informazione Libera. Oggi apriamo con una notizia che segna un possibile cambio di rotta nella Chiesa cattolica.

Il recente Sinodo, nel solco di una riflessione profonda sulla missione della Chiesa, ha messo al centro la formazione dei futuri sacerdoti. Tra le novità più rilevanti emerge la richiesta di una presenza significativa di donne nelle équipe formative dei seminari. L’obiettivo? Superare la logica della chiusura per abbracciare quella della corresponsabilità, con l’intento di formare presbiteri più capaci di ascolto e discernimento.

Ma il dibattito si allarga. Il Movimento Internazionale dei sacerdoti sposati, fondato nel 2003 da don Giuseppe Serrone, è tornato a farsi sentire, rivolgendo un appello al Papa e ai vertici vaticani: l’invito è quello di integrare, proprio in questo percorso di formazione, l’esperienza dei preti sposati, definita dal Movimento come una risorsa preziosa, e non un ostacolo, per sopperire alla crisi vocazionale e arricchire l’accompagnamento dei futuri ministri.

Una Chiesa che si interroga, dunque, tra nuove aperture al femminile e il richiamo, da parte di chi ha fatto altre scelte di vita, a una visione del ministero sacerdotale più vicina alle sfide della realtà contemporanea.

Per Informazione Libera, appuntamento alla prossima edizione.

Preti sposati uniti in un Movimento Internazionale per la riforma della Chiesa

La gerarchia ecclesiastica non approva, ma sono migliaia i preti sposati in Italia. Un fenomeno che è in crescita e suscita reazioni contrastanti in parte delle alte sfere Vaticane, che deve fare i conti con il grave problema della carenza dei sacerdoti, e che preferisce non divulgare notizie in proposito. Ma i preti sposati con a fianco le loro mogli si sono uniti da tempo dal 2003 in un’associazione quella dei Movimento Internazionale dei Sacerdoti sposati con il sito internet “Informazione Libera” (sacerdotisposati.altervista.org). “Una necessità quella di sbarcare in Rete” “perché è l’unico mezzo che permette di esprimere liberamente le proprie opinioni, rivolgendosi al mondo intero”.
Informazione Libera è la versione online del Movimento  che opera anche con l’associazione di Volontariato Chi – Liberi e solidali (chif.altervista.org) , con il preciso scopo di “entrare in comunicazione con tutti coloro che vogliono rinnovare la Chiesa Cattolica, seguendo le istanze innovatrici del Concilio Vaticano Secondo”.
Una sfida al tabù sui preti sposati ancora presente in parte della Chiesa Cattolica, che però sembra non reagire con  cambi sostanziali della normativa canonica.
Il Movimento non ha ancora una sede fissa in Italia e opera momentaneamente solo online.
L’associazione è alla ricerca di sedi in comodato d’uso gratuito nelle città italiane.
Il blog e i nostri canali social, oltre a voler sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione preti sposati nella Chiesa cattolica, si offrono anche come spunto di discussione, con proposte e segnalazioni.
“Il celibato” dei sacerdoti “fu stabilito nel decimo secolo, cioè 900 anni dopo la morte di nostro Signore.   Il Movimento ha più volte invitato i  Papi in carica a riaccogliere nel ministero attivo nelle parrocchie senza sacerdoti i sacerdoti sposati che lo desiderano….