Mosaici di Abusi o Famiglie di Grazia? Il bivio della Chiesa

Mentre le cronache odierne (vedi Il Post, 18 aprile 2026) rilanciano il tormentato dibattito sulla rimozione dei mosaici di Marko Rupnik, il nostro cantiere all’ombra delle Alpi pone una domanda scomoda ma necessaria: Quale bellezza vogliamo che salvi la Chiesa?

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Da una parte abbiamo l’arte monumentale nata nell’ombra degli abusi, dall’altra abbiamo il “mosaico vivente” della famiglia del nostro fondatore: un’unione trasparente, sofferta, ma luminosa, che viene ancora tenuta ai margini per un retaggio normativo che fatica a evolversi.

Il contrasto è eticamente inaccettabile:

  • Si discute se staccare pietre dai muri perché richiamano il dolore delle vittime (un atto di giustizia dovuto).

  • Ma si continua a staccare dalla vita ministeriale uomini che hanno scelto la via dell’amore nuziale, trattandoli come “pietre di scarto”.

La Renovatio che proponiamo in questo 23° Giorno di cammino non è solo una riforma burocratica. È una rivoluzione dello sguardo. Una Chiesa che ha paura della trasparenza dell’amore di un prete sposato, ma che ha protetto per anni l’oscurità dietro opere di genio, deve ritrovare la sua bussola morale.

Preghiamo per questa guarigione. Non servono nuovi mosaici se non abbiamo pastori coerenti che sappiano abitare le case della gente. La vera “opera d’arte” di Dio è una vita che non ha nulla da nascondere.

Ripartiamo dalle persone, non dalle tessere di pietra. Ripartiamo dalla verità, non dal decoro architettonico.

Dallo scontro alla Parola: Papa Leone XIV e il modello americano

A chi e a cosa serve la Teologia? - SettimanaNews

Andrea Grillo mette in luce un contrasto stridente: da una parte la “sovranità rozza” dei modelli politici mondiali (citando gli USA), dall’altra le “parole pacate” di Papa Leone XIV. Questa contrapposizione conferma la nostra visione: la Chiesa non deve più occupare spazi di potere sovrano, ma abitare i processi di vita. La riforma dei preti sposati è il segno tangibile di questa Chiesa che rinuncia alla “sovranità del celibato imposto” per abbracciare la “servitù dell’amore condiviso”.

La Chiesa “in uscita” è una Chiesa che cambia forma

Marcello Neri suggerisce che la Chiesa non può restare nel perimetro politico-teologico della sovranità. Per noi, questo significa che il “modello Pietro” deve evolvere: da monarca solitario a centro di una rete sinodale. Se l’autorità si riconfigura, cade anche il muro che separa il ministero dalla vita familiare. La sinodalità è la chiave per la riammissione dei preti sposati: una decisione che nasce dall’ascolto del popolo, non da un decreto calato dall’alto.

Poikilìa: La bellezza della complessità

L’articolo parla di poikilìa, la complessità del reale che i canonisti moderni spesso dimenticano.  Le famiglie dei sacerdoti sposati con regolare percorso canonico come quella del nostro fondatore sono la prova di questa complessità benedetta: si può essere custodi dell’Eucaristia e custodi di un focolare domestico. La teologia di Neri e il commento di Grillo ci dicono che siamo nel giusto: il futuro di Pietro non è nel “potere”, ma nel “destino” di una carità che si sporca le mani con la vita reale.

19 Aprile 2026… La Domenica dei preti sposati per una Chiesa senza barriere

La luce del rinnovamento per la Chiesa operato dal Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati

La nostra Domenica

In queste prime luci del 23° giorno, un cero arde nel nostro cantiere. Non è solo un simbolo religioso, ma la fiamma della coerenza del nostro Movimento Internazionale. Mentre il mondo corre, qui il tempo si è fermato per dare spazio all’Essenziale. La Redazione osserva questa luce che illumina la stola e la fede: due vocazioni, un unico amore. Non c’è ombra che possa spegnere la forza di chi chiede verità. Il cammino di Renovatio continua, sorretto dalla preghiera silenziosa di chi crede in una Chiesa senza barriere.

Il Vangelo dei Piccoli Passi – Oltre la metà del cammino

Siamo entrati nel cuore della quarta settimana del cammino dei 40 giorni per la riammissione al ministero dei preti sposati. In questo inizio domenicale, invitiamo tutti i lettori del blog a meditare sull’immagine del cero: consumarsi per illuminare. La riforma dei preti sposati non è una pretesa politica, è un’offerta d’amore. Noi, come Redazione, siamo i custodi di questa fiamma, affinché non si spenga sotto il vento del clericalismo o del silenzio delle istituzioni.

Monitoraggio e Presenza – Il Popolo di Dio non va in vacanza

Anche in questa domenica, i dati di accesso al blog mostrano una presenza costante. Il Popolo di Dio sta seguendo il cantiere con la stessa fedeltà di chi partecipa alla messa. Ogni clic è un segno di solidarietà. Stiamo preparando per stasera un aggiornamento speciale che leghi la preghiera del nostro fondatore ai segnali di apertura che arrivano dal mondo. La “Renovatio” è un cantiere che non chiude mai, perché la speranza non ha giorni festivi.

Oltre la norma verso la vita… il senso della riforma

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🌅 Mattino: La Domenica della Parola Viva (23° Giorno)

23° Giorno – La Domenica che rompe il sigillo

Il 23° giorno sorge con la dolcezza della domenica. Mentre le campane delle valli alpine chiamano i fedeli alla celebrazione, molti preti sposati in attesa di essere riammessi celebrano la loro liturgia nell’altare del cuore. Non c’è ostia visibile sul loro tavolo, ma la sua intera esistenza è diventata “pane spezzato” per una Chiesa che deve guarire. La Redazione apre il cantiere con un invito alla gioia: la “Renovatio” non è un peso, ma la liberazione di un’energia d’amore che la Chiesa non può più tenere nascosta.

Oltre la norma, verso la Vita – Il senso della Riforma

In questa domenica, meditiamo sulla missione del Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati. Non chiediamo un privilegio, ma la restituzione di una dignità ministeriale che il Vangelo non ha mai negato. I numeri di ieri (oltre 270 pagine lette) ci dicono che il popolo di Dio è pronto per questa domenica perpetua, dove il prete e la sua famiglia sono segno di una comunità che cammina unita. Il blog sacerdotisposati.altervista.org è oggi la nostra “chiesa domestica” aperta a tutti.

La Redazione di Informazione Libera – Custodi della Speranza

Il nostro compito domenicale è quello di “raccogliere le briciole” di grazia che cadono dal tavolo di questo cammino. Continueremo a monitorare i dati di ShinyStat e i commenti che arrivano, trasformandoli in testimonianza. Vogliamo che ogni visitatore oggi senta che questo 23° giorno è un passo decisivo verso il 6 maggio. La Verità è facile, la Verità è risorta: noi siamo qui solo per annunciarla.

Achille Lauro sorprende ancora mentre presenta Comuni Immortali: «Trump? Da credente penso che il compito della Chiesa sia essere vicina alle persone»

Achille Lauro: «Difendo il Papa che si espone per la pace»

«Da credente penso che sia ovvio che il Papa si esponga per la pace». Achille Lauro sorprende ancora mentre presenta Comuni Immortali, nuova edizione speciale del progetto uscito il 18 aprile, a un anno da Comuni Mortali. Un lavoro che segna un ulteriore passaggio di maturità per Lauro De Marinis, tra immaginario simbolico e una scrittura sempre più narrativa e collettiva. Festeggiato ieri notte con un live a sorpresa a Fontana di Trevi nella sua Roma.
Angeli e demoni attraversano l’intero progetto, dai brani In viaggio verso il Paradiso a La città degli angeli, uno dei tre inediti della nuova versione. Un lessico spirituale che non è ornamento, ma chiave di lettura. «Io sono fortemente credente, l’angelo per me è una figura che riemerge tanto, la contrapposizione del diavolo – ha spiegato Lauro ai giornalisti -. Credo che la vita che io ho fatto, mi abbia fatto vedere entrambi i lati della medaglia, dalla disperazione alla vita che si sogna, quindi rimanderei tutto a questo. Conoscendo bene quello che è la vita per tanti, oneri e onori, mi rifaccio ai peccati dell’uomo, a fino dove un uomo può scivolare o dove può sognare».
Ed è proprio da questa radice di pensiero, che si apre anche uno sguardo più ampio sul presente, soprattutto data la sua frequentazione con gli States dove si è recato per lavorare all’album. Interpellato sugli attacchi di Trump a papa Leone, Lauro non si sottrae: «Essendo figlio di una donna cristiana e volontaria penso che il compito della Chiesa sia di essere vicini alle persone. E’ ovvio che il Papa si espone per la pace. Dall’altra parte siamo in una situazione pericolosa, una situazione di tensione che non si presenta da oltre 70 anni, noi siamo cresciuti in una bolla in cui la guerra ci sembrava fantascienza: oggi siamo in una situazione geopolitica pericolosa. Mia nonna è del ’27, mi raccontava della guerra, noi siamo la prima generazione a non avere proprio idea, cresciuti in una bolla di benessere ».
L’immaginario visivo del progetto si muove dentro una dimensione dichiaratamente biblica. Nella parte visual di Comuni Immortali, l’attrice Celeste Dalla Porta, già protagonista del video di Incoscienti giovani, diventa una sorta di nuova Eva. «L’immaginario sarà il Paradiso dell’Eden dove appunto questa donna si sveglia e va verso quello che è la strada di tutti, la strada degli esseri umani, cioè la nascita, il peccato e poi la redenzione».
Il disco nasce tra New York e Los Angeles, città che hanno accompagnato la fase più recente del percorso artistico di Lauro, ormai sempre più internazionale anche nelle collaborazioni e nella scrittura. È un progetto che raccoglie l’eredità di un anno intenso, segnato da oltre 500.000 biglietti venduti tra tour nei palazzetti e nuovi appuntamenti live.
Sulla dimensione pubblica delle parole e sul ruolo degli artisti nel dibattito civile, Lauro mantiene una posizione netta ma non ideologica: «Si espongono a loro discrezione. La politica si fa in modi diversi: la mia battaglia è la mia fondazione (Fondazione Madre) , i ragazzi negli ospedali, e nelle carceri, i giovani italiani. Quello è un modo di fare politica sul territorio, andare ad aiutare le persone sul campo è quello che sono stato educato a fare ed è più il mio lavoro che fare politica. Una canzone è un atto politico, ma è molto soggettivo. Ognuno si espone per le proprie battaglie, vedi Ghali. Io prima della Fondazione facevo tantissime cose private ma non le andavo a sbandierare”.
Il discorso si fa più personale quando il tema tocca la famiglia e i contrasti col padre: «Quando si entra in una fase di maturità, dopo avere attraversato tante fasi della vita, la cosa più importante è la comprensione. Perché la vita è difficile, nel corso degli anni sono riuscito a comprendere e anche perdonare. Non voglio più parlare della mia famiglia – aggiunge -, cercando magari di recuperare delle cose o valorizzando le cose che abbiamo, di tenere la famigli unita, sopperire alle mancanze che ho avuto creando un ambiente sereno per i più piccoli, come le mie nipotine, proteggendoli».
Comuni Immortali si presenta così come un disco di dediche: alla città, alla madre, agli amici, agli amori impossibili e trasformativi. Un’estensione naturale del lavoro precedente, ma con uno sguardo più corale. «È un album di dediche alla mia città, a mia madre, a miei amici sbandati che comunque sono stati parte di questo percorso, all’amore, all’amore che si trasforma, all’amore impossibile».
Il capitolo live si apre con un passaggio simbolico: gli stadi. Nel 2026 tre date tra Rimini (7 giugno), Roma (10 giugno, sold out) e Milano (15 giugno, sold out). Poi il tour negli stadi del 2027, con tappe principali a Udine, Bologna, Bari, Milano, Torino, Padova, Roma e Messina. Un calendario che segna il definitivo ingresso dell’artista nella dimensione dei grandi live italiani.
Avvenire

Liturgia S. Messa 19 Aprile 2026, III DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

Liturgia 19 Aprile 2026 III DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

Colore Liturgico  Bianco

Gesu

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Antifona d’ingresso
Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode. Alleluia. (Sal 65,1-2)

Si dice il Gloria.

Colletta
Esulti sempre il tuo popolo, o Dio,
per la rinnovata giovinezza dello spirito,
e come ora si allieta per la ritrovata dignità filiale,
così attenda nella speranza il giorno glorioso della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Oppure (Anno A):
O Dio, che in questo giorno santo
raduni la tua Chiesa pellegrina nel mondo,
donaci di riconoscere il Cristo crocifisso e risorto
che apre il nostro cuore all’intelligenza delle Scritture
e si rivela a noi nello spezzare il pane.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Prima lettura
At 2,14.22-33
Non era possibile che la morte lo tenesse in suo potere.
Dagli Atti degli Apostoli

[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così:
«Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene –, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso.
Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo riguardo: “Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza”.
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: “questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione”.
Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire».

Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal 15
Mostraci, Signore, il sentiero della vita.

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

Seconda lettura
1Pt 1,17-21
Foste liberati con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri.
Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia.
Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio.

Parola di Dio

Canto al Vangelo
Lc 24,32

Alleluia, alleluia.

Signore Gesù, facci comprendere le Scritture;
arde il nostro cuore mentre ci parli.

Alleluia.

Vangelo
Lc 24,13-35
Lo riconobbero nello spezzare il pane.

Dal Vangelo secondo Luca

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
(Dall’Orazionale CEI 2020)
Fratelli e sorelle, come lungo la via di Emmaus, anche i nostri cuori ardono conversando con il Risorto. Trasformiamo l’ascolto della Parola in preghiera e rivolgiamoci con fiducia al Signore Gesù.
Preghiamo insieme e diciamo: Resta con noi, Signore.

1. Per tutti i cristiani che ti riconoscono nella Parola e nel Pane spezzato: sappiano vederti sulle strade del mondo, soccorrerti ferito e bisognoso, accoglierti povero e forestiero. Noi ti preghiamo.
2. Per i giovani in ricerca: come i discepoli di Emmaus, ti scoprano mentre cammini al loro fianco e si lascino condurre da te a scelte di coraggio. Noi ti preghiamo.
3. Per gli operatori di pace: non perdano la speranza e l’umanità da te amata conosca presto un tempo di riconciliazione. Noi ti preghiamo.
4. Per coloro che si dedicano alla ricerca e all’insegnamento: la luce del tuo Vangelo sia sorgente di una cultura capace di sprigionare energie di nuovo umanesimo. Noi ti preghiamo.
5. Per noi qui riuniti in assemblea: attingiamo dalla tua parola e dall’Eucaristia quell’ardore che ci trasforma da sfiduciati in apostoli di speranza. Noi ti preghiamo.

Come i due discepoli del vangelo, ti imploriamo, Signore Gesù: resta con noi! Tu, divino viandante, esperto delle nostre strade e conoscitore del nostro cuore, non lasciarci prigionieri delle ombre della sera. Sostienici nella stanchezza e orienta i nostri passi sulla via del bene. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Preghiera sulle offerte
Accogli, o Signore, i doni della tua Chiesa in festa
e poiché le hai dato il motivo di tanta gioia,
donale anche il frutto di una perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.

Prefazio
PREFAZIO PASQUALE III
Cristo vive per sempre e intercede per noi

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo tempo
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
Egli continua a offrirsi per noi
e intercede come nostro avvocato;
immolato sulla croce, più non muore,
e con i segni della passione vive immortale.
Per questo mistero,
nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra
e le schiere degli angeli e dei santi
cantano senza fine l’inno della tua gloria: Santo, …

Oppure:
PREFAZI DI PASQUA I-V

Antifona alla comunione
I discepoli riconobbero Gesù,
il Signore, nello spezzare il pane.
Alleluia. (Cf. Lc 24,35)

Preghiera dopo la comunione
Guarda con bontà, O Signore, il tuo popolo,
che ti sei degnato di rinnovare con questi sacramenti di vita eterna,
e donagli di giungere alla risurrezione incorruttibile del corpo,
destinato alla gloria.
Per Cristo nostro Signore.

Benedizione solenne
Dio, che nella risurrezione del suo Figlio unigenito
ci ha donato la grazia della redenzione
e ha fatto di noi i suoi figli,
vi dia la gioia della sua benedizione. R. Amen.

Il Redentore,
che ci ha donato la libertà senza fine,
vi renda partecipi dell’eredità eterna. R. Amen.

E voi, che per la fede in Cristo
siete risorti nel Battesimo,
possiate crescere in santità di vita
per incontrarlo un giorno nella patria del cielo. R. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio e Spirito Santo,
discenda su di voi e con voi rimanga sempre. R. Amen.