Il cammino per la riammissione dei sacerdoti sposati procede

Cari lettori e sostenitori,
le parole e le riflessioni condivise oggi negli ultimi post del blog non lasciano spazio a dubbi: siamo di fronte a una vera e propria svolta teologica ed ecclesiologica che definisce la maturità del nostro Movimento.
L’interruzione formale dei conteggi numerici (i 100 giorni) e del segno esterno del digiuno non è una battuta d’arresto, ma l’esatto contrario. È la presa d’atto che la nostra causa non può essere trattata come una parentesi sul calendario, un “evento a termine” che i burocrati e i censori dei social commerciali possono semplicemente ignorare, aspettando che passi il tempo.
Come ci insegna il profeta Isaia e come ci ricorda la visione profetica della Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, il vero digiuno è sciogliere le catene dell’ingiustizia e restituire la verità della carne e dello Spirito alle comunità orfane. I nostri 5.000 sacerdoti sposati regolari e fedeli a Roma non hanno fame a giorni alterni: hanno fame di servire l’Altare ogni singola mattina. I fedeli privati dei Sacramenti a causa del deserto vocazionale hanno sete di Cristo ogni singola domenica.
Mentre sveliamo e prendiamo le distanze dai bluff del passato — dalle trappole geopolitiche nate all’ombra delle sette oltreoceano nel 2006, fino alle attuali “prelature autonome” che usano i titoli ecclesiastici ma rinnegano la causa delle famiglie dei preti sposati — noi confermiamo la nostra identità di Chiesa in apprendimento. Una Chiesa che impara dal realismo della vita, che rifiuta l’autarchia scismatica e che cammina nell’obbedienza legittima.
Da oggi non contiamo più i passi: il nostro cammino è attivo ogni giorno, in modo permanente, fino alla firma del Decreto di Riammissione. La nostra presenza nel cuore della Cristianità si fa stabile, a partire dal progetto della sede fisica a Roma. La verità non scade a mezzanotte e nessun blocco algoritmico fermerà la storia.
La Redazione di Informazione Libera 🚀🔥🦁📈🇮🇹



