Una cena qualunque diventa occasione per interrogarsi sullo sguardo mistico: andare oltre le apparenze e riconoscere il mistero negli incontri inattesi

Codice mistico

Avvenire

Sono a tavola con persone che non conosco per nulla. Provo ad apparire, inutilmente, leggero e a mio agio. Cerco di non far pesare il mio imbarazzo. Ascolto. Sorrido. Abbozzo qualche domanda. Ma in me qualcosa rimane come contratto, come se non riuscissi ad aprirmi alla semplicità dell’incontro. Attendo che tutto si concluda per scivolare alle molte cose che mi aspettano e che io solo sto mentalmente etichettando come urgenti.

Loro sono attenti, sono contenti che io sia lì. Questo mi fa sentire ancora più povero: vorrei essere all’altezza della loro gioia. Ma non riesco.
La cena si conclude e io, a casa, mi imbatto nell’introduzione a “La mistica ebraica” di Giuseppe Laras. Leggo quasi per cercare una fuga. Leggo per staccarmi da quell’episodio. Ottengo il risultato opposto: “Se si volesse sinteticamente definire il pensiero mistico, si potrebbe dire che tale pensiero tende ad andare oltre a ciò che appare, nello sforzo di interpretare i simboli di cui è intessuta la realtà”.
Credevo di leggere qualcosa che mi portasse lontano dall’esperienza appena conclusa, e invece le parole mi riportano a quella tavola. Provo a riavvolgere il nastro del tempo e mi chiedo quanto poco mistico sia stato il mio sguardo nell’incontro con quelle persone.

Così impegnato a cercare, invano, di essere presentabile, alla fine, ancora una volta, mi sono chiuso. Protetto. La città, le sue regole, i suoi ritmi, i suoi riti mi hanno come bloccato. Tutto si è alleato per farmi sentire inadeguato.
Se avessi avuto uno sguardo mistico, sarei riuscito ad andare oltre la differenza di età, la differenza di interessi, la differenza di linguaggio? Se avessi avuto uno sguardo più mistico, di sicuro, avrei abbandonato la carcassa pesante delle mie paure e, forse, avrei potuto anche individuare i simboli di cui è intessuta la realtà: quella che mi si presenta davanti, quella che non scelgo.
Perché è facile essere profondi e attenti con persone che condividono lo stesso stile di stare al mondo. Quasi nessuno sforzo. Ma lì, invece, avrei potuto sforzarmi in modo diverso: passare dalla paura del giudizio degli altri a un lavoro sul mio cuore per provare a mettermi veramente in ascolto dell’anima di quelle persone. Così come erano. Per quel che dicevano. Per quello che in quel momento mostravano. Per ciò a cui la realtà alludeva.

Ancora Laras: “La vita, nella prospettiva del mistico, è allusiva. La realtà è costituita da simboli che è necessario riconoscere e penetrare al fine di cogliere il loro più profondo significato”.
Forse sto solo caricando di eccessivo peso un evento senza troppa importanza. Eppure.
Eppure, credo che una Città possa mostrarsi nella sua altezza solo se è innervata di mistici sguardi che non franano nell’immediato. Facile e quasi scontato lasciare che l’animo venga rapito e portato Altrove quando è a cospetto dell’arte, della poesia, di una liturgia fatta bene.

Ma lì, nell’apparente banalità di un incontro qualsiasi, lì, non c’è davvero nulla da fare? Come guardare anche quel mondo, quel pezzo di realtà che non abbiamo scelto di vedere, come un’epifania del mistero?
Mi sento misero nella mia poca fede, continuo a leggere Giuseppe Laras: “La constatazione che la realtà fisica, e specificatamente quella metafisica, non sono come appaiono, impone la necessità di un codice interpretativo di accesso per spiegarle. E solo il mistico possiede questo codice”.
Chiudo il libro, lascio stare la mistica ebraica, chiudo anche gli occhi, cerco il codice mistico e vedo Gesù, seduto a tavola, tra amici e peccatori, tra avversari, dotti e semplici, tra sacerdoti, prostitute e ladri.

Sto in silenzio. Provo a immaginare il suo stile di incontro, provo a gustare il suo semplice stare tra gli uomini. Sento sempre più nostalgia di intimità con Lui. Mio mistico codice.

Non solo Pirlo: Leonardo e Maldini, tutti dimissionari. Il giorno del caos nel calcio azzurro

Andrea Pirlo

Andrea Pirlo ct? È la nostra scommessa», aveva annunciato raggiante lo scorso weekend la Triade federale Malagò-Maldini-Leonardo. Invece, dalla scommessa siamo passati alla non candidabilità “causa scommesse”. Non le sue personali, sia chiaro, ma per il fatto che Pirlo ha un contratto in essere con un’agenzia russa specialista del betting, la Fonbet. Cartellino rosso dunque decretato dall’olimpico presidente della Federcalcio Giovanni Malagò che deve dire «no, Pirlo non può essere il ct della Nazionale».

Una bocciatura etica che è anche uno schiaffo morale al direttore tecnico Paolo Maldini e all’advisor, alias consulente strategico, Leonardo, i quali c’avevano messo il cuore, quello rossonero, e la faccia, riguardo alla candidatura a ct dell’amico ed ex compagno di battaglie in campo. Dopo la febbre delle voci del sabato sera e una domenica di passione, Malagò ha sbattuto la porta in faccia a Pirlo che ha vissuto un risveglio farsesco da Processo del lunedì. «Ho appreso di non essere più il candidato commissario tecnico», questa la nota amara con cui l’attuale tecnico del Dubai Fc ha informato il popolo della Repubblica fondata sul pallone, la quale si era già spaccata all’annuncio della firma imminente del quadriennale da 1,5 milioni che avrebbe legato Pirlo alla Nazionale. Il Pirlo triste e solitario, da sempre abituato allo spunto offensivo ora è costretto a retrocedere in difesa: «Con la società russa ho esclusivamente un accordo di natura commerciale e sportiva. Nulla di politico». Precisazione quanto mai gradita, anche se nessuno aveva mai pensato a un Pirlo uomo di fiducia del dittatore russo Putin nel deserto arabo e ancor meno in Italia. Il problema qui non è di natura politica, ma rientra in quella pagina nera, da Azzurro Vergogna: titolo della campagna promossa da Avvenire nel 2016 che contestava alla Figc l’accordo di sponsorizzazione siglato con l’agenzia di scommesse e gioco d’azzardo Intralot. Esiste un codice etico che vieta tassativamente ingerenze di queste agenzie nel nostro calcio. Oltretutto la Fonbet da ieri è stata inserita nella black list dei domini dei siti di gioco online non autorizzati alla raccolta in Italia.
Cartellino rosso dunque anche dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Come per l’americana Polymarket, main sponsor della Lazio, facente capo ai gruppi di potere vicini alla famiglia Trump, anche per l’agenzia russa è scattata l’inibizione dei domini Fonbet.com, Fonbet.info e Fonbetpoker.com. Pertanto, doppio fuorigioco per Pirlo che, dal 2025, dai bookmaker della società moscovita era stato nominato global ambassador di Fonbet. In merito, l’Agenzia delle Dogane sta indagando e qualora riscontrasse attività promozionali rilevanti sul territorio nazionale fatte dallo stesso Pirlo, potrebbe far scattare una denuncia nei suoi confronti. Ma i suoi sponsor personali Maldini e Leonardo, che, anche nel momento del triste commiato dall’incarico andato in fumo Andrea Pirlo ringrazia fraternamente, avrebbero dovuto sapere e informare il presidente Malagò che un “caso Pirlo” era già scoppiato nel maggio scorso quando il tecnico era volato a Mosca per prendere parte al “Football Day”, il megaevento organizzato da Fonbet allo stadio Luzhniki. In Ucraina quello stesso giorno a seguito degli attacchi militari sferrati dall’esercito russo avevano letto in quella visita di cortesia – sì fa per dire – di Pirlo, un messaggio di filoputinismo. Noi che conosciamo il nostro Pirlo, sappiamo bene che quello fu un viaggio di lavoro ma l’incidente diplomatico resta e poteva essere un altro elemento ostativo in fase di candidatura. Così non è stato.
Tornando all’oggi, è in programma un caldissimo consiglio federale in cui Malagò sarà costretto a dare risposte convincenti su questo primo flop gestionale che il ministro dello Sport Andrea Abodi bolla come «una pessima figura». La Triade dopo quest’ultima bordata del governo alza bandiera bianca ed è costretta a sciogliersi. Paolo Maldini, che aveva accettato l’incarico dietro pressing quasi asfissiante di Malagò, esce clamorosamente di scena assieme al fido scudiero Leonardo. Oltre al “caso Pirlo” sono volati altri stracci in Federcalcio. Vedi il conflitto di interessi concernente il figlio Christian Maldini che collabora con Gr Sports, l’agenzia del procuratore Giuseppe Riso, il quale da anni controlla diversi calciatori azzurri. La normativa federale parla chiaro in merito: incompatibilità tra incarichi in Figc e rapporti di parentela con agenti sportivi. Maldini jr non risulta iscritto all’albo degli agenti sportivi e lo stesso valeva per il figlio dell’ormai “ct scaricato”, Nicolò Pirlo, che da un anno lavora alla You First-Garsh Sports, in cui svolge attività di intermediazione e scouting per la società che assiste i campioni del mondo spagnoli Fabian Ruiz e il suo ct Luis de la Fuente. L’ex ct campione del mondo nel 2006 con la Nazionale che fu anche di Pirlo, Marcello Lippi, a fronte di quella norma nel 2016 rinunciò all’incarico di direttore tecnico degli azzurri in virtù del fatto che suo figlio Davide, ex operatore della società moggesca della Gea, lavorava alacremente come procuratore di diversi campioni azzurri. In mezzo al caos di questo clima da azzurro tenebra permanente oggi, giornata di Consiglio Federale c’è da rifare la squadra. Malagò oltre a sostituire i due dimissionari al vertice deve risolvere la questione ct che si sta facendo imbarazzante. In pole per la panchina torna prepotentemente in auge il suo pupillo Roberto Mancini. La Lega di Serie A non lo vuole e chiede Antonio Conte. La giornata degli addii si chiude con lo spiazzato Giancarlo Abete presidente della Lega Nazionale Dilettanti che uscendo dalla Federcalcio sospira: «Ora dobbiamo ripartire da un progetto serio». Ecco, siamo seri se potete.

Avvenire

Eclissi solare, il 12 agosto l’evento astronomico (che si potrà ammirare anche dall’Italia). Ecco dove e quanto staremo al buio

Eclissi solare, l'evento astronomico sarà visibile il 12 agosto, lo si potrà ammirare anche dall'Italia, ecco dove

Il Messaggero

Nel corso del prossimo mese, precisamente il 12 agosto, sarà possibile ammirare un fenomeno astronomico che non si verifica da diverso tempo, l’eclissi totale di sole, nella quale il disco solare interamente oscurato dalla luna.

Secondo quanto riporta l’Istituto Nazionale di Astrofisica sarà possibile osservarla lungo un arco sottile che attraversa la Groenlandia, lambisce l’estremità occidentale dell’Islanda, per poi solcare la Spagna da nord-ovest a sud-est, fino alle Isole Baleari.
La particolarità di questa eclissi è che, solamente per pochi istanti, rivela la parte più esterna dell’atmosfera del sole, ovvero la corona. Gli esperti sottolineano inoltre che l’eclissi avrà una durata relativamente breve, con la fase di totalità che durerà tra un minuto e mezzo e due minuti, nel momento in cui il Sole sarà prossimo al tramonto.

In Italia

L’eclissi sarà visibile anche dall’Italia, però in forma parziale, per coloro che vivono o si trovano in quel momento nelle regioni del nord-ovest e in Sardegna, location con l’orizzonte ovest e nord-ovest completamente libero da ostacoli come montagne, alberi o palazzi alti. Il luogo migliore in assoluto lungo lo Stivale sarà Ventimiglia, in Liguria, dove la copertura del disco solare raggiungerà lo straordinario picco del 94,84%. Secondo l’Inaf, oltre il 90% del disco solare sarà occultato e, proprio a causa della prossimità con l’orario del tramonto, il fenomeno interesserà il Sole quando quest’ultimo sarà già piuttosto basso sull’orizzonte.
Gli esperti inoltre raccomandano la massima attenzione per chi visionerà questo fenomeno. Infatti, è indispensabile non guardare mai il Sole direttamente, né durante un’eclissi né in qualsiasi altro momento per evitare danni alla vista. Bisogna utilizzare opportuni sistemi di protezione e/o strumenti per l’osservazione sicura del Sole, come ad esempio occhiali appositi per eclissi, facilmente reperibili cercando la sigla ISO 12312-2. Il professor Paolo De Bernardis, docente di Astrofisica alla Sapienza di Roma, avverte«i filtri devono essere molto neri e molto riflettenti, facendo passare una frazione minuscola della luce».

Casti, poveri, obbedienti ma non perfetti: La rivoluzione umanistica nella formazione dei sacerdoti

Introduzione: La fragilità come risorsa nel ministero pastorale

In una società che richiede costantemente performance impeccabili e modelli esteriori di perfezione, le istituzioni formative e spirituali stanno ripensando i propri percorsi educativi. Riconoscere la fragilità umana non significa abbassare l’asticella dei valori, ma radicare il servizio e la leadership spirituale nella realtà quotidiana e nella vicinanza empatica alle persone.

La Notizia: La tappa “configuratrice” al Seminario di Posillipo

Il reportage sul quotidiano Avvenire svela le dinamiche della formazione dei futuri sacerdoti attraverso l’esperienza del Seminario di Posillipo a Napoli:

  • I Consigli Evangelici e la Vita Reale: La seconda fase del percorso di studi e discernimento (chiamata “configuratrice”) mette al centro l’assimilazione di castità, povertà e obbedienza non come rigidi dogmi formali, ma come scelte di vita e donazione al servizio della comunità.

  • L’Umanità al Posto della Perfezione: Educatori e seminaristi sottolineano come al sacerdote di oggi non sia richiesta una figura d’infallibilità “iper-perfetta”, ma la capacità di riconoscere le proprie vulnerabilità per accogliere con reale umanità le fragilità altrui.

  • Un Percorso Corresponsabile: Il modello formativo coinvolge attivamente anche famiglie e coppie di sposi, creando una sinergia tra la vocazione presbiterale e il tessuto sociale e laicale del territorio.

La missione del presbitero nella società complessa: Il Consiglio Presbiterale di Milano rimette al centro la preghiera

Un momento di preghiera

Introduzione: Il ministero sacerdotale di fronte alle sfide della modernità In una società contemporanea caratterizzata da ritmi frenetici, secolarizzazione e bisogni sociali sempre più complessi, le figure di riferimento comunitario e spirituale sono chiamate a ridefinire il senso profondo del proprio servizio. La vita presbiterale oggi non è solitudine, ma corresponsabilità e ricerca di radici profonde per guidare i territori.

La Notizia: I lavori del Consiglio Presbiterale della Diocesi di Milano I canali ufficiali della Diocesi di Milano riportano le sintesi e le riflessioni emerse dalle sessioni del Consiglio Presbiterale Diocesano incentrate sulla figura e sulla vita spirituale del sacerdote:

  • Il Valore Fondativo della Preghiera: Al centro dei lavori del Consiglio è emersa la riflessione sulla preghiera non come semplice adempimento formale, ma come vera e propria linfa vitale per la vita del prete, indispensabile per evitare l’affaticamento pastorale e il burnout.

  • Comunità e Corresponsabilità: Il confronto diocesano ha evidenziato la necessità di rafforzare la fraternità presbiterale e la collaborazione con i laici nei decanati e nelle comunità pastorali, affinché il sacerdote sia solido riferimento umano e spirituale.

  • Attenzione al Territorio: L’incontro ha sottolineato come una solida vita interiore permetta ai presbiteri di rispondere con maggiore empatia, equilibrio e creatività alle fragilità sociali, culturali ed economiche che attraversano la metropoli milanese e i comuni della Diocesi.

Un messaggio universale da Castel Gandolfo: Il “Cantico di Pace” con il Papa e Andrea Bocelli

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Introduzione: La diplomazia della cultura e dello spirito In un contesto geopolitico segnato da forti tensioni internazionali, l’arte e la spiritualità tornano ad affiancare la diplomazia tradizionale come potenti strumenti di dialogo e riconciliazione tra i popoli. La residenza pontificia si trasforma così in un palcoscenico globale per lanciare un accorato appello di pace.

La Notizia: L’evento a Castel Gandolfo con Papa e Bocelli Le principali agenzie di stampa riportano l’evento tenutosi a Castel Gandolfo, un momento di altissimo valore simbolico e culturale che ha visto protagonisti il Santo Padre e il tenore Andrea Bocelli:

  • Un Incontro Speciale: Papa Francesco e il Maestro Andrea Bocelli si sono ritrovati insieme a Castel Gandolfo per un grande momento di preghiera, musica e riflessione sul tema della pace e della fraternità tra i popoli.

  • La Musica come Bridge culturale: L’esibizione del tenore italiano ha fatto da sfondo all’accorato appello del Pontefice per il disarmo, il dialogo tra le nazioni e il sostegno alle popolazioni colpite dai conflitti globali.

  • Eco Internazionale: L’evento ha richiamato l’attenzione di diplomatici, rappresentanti delle istituzioni ed esponenti delle diverse religioni, confermando il ruolo guida della diplomazia vaticana nel promuovere incontri di distensione e costruzione della pace globale.

Il cammino della Chiesa verso le Assemblee 2027: Dalla Segreteria del Sinodo il sussidio “Fare memoria” per le Chiese locali

I lavori dell'Assemblea generale del Sinodo 2023-24

Introduzione: La recezione del Sinodo nei territori

Il processo sinodale entra in una fase cruciale di attuazione e maturazione. La sfida principale per la Chiesa contemporanea non è rappresentata dall’applicazione rigida di direttive centralizzate, ma dalla capacità delle singole comunità locali di rileggere il proprio percorso, valorizzare i frutti maturati sul campo e promuovere una reale cultura della corresponsabilità.

La Notizia: Il nuovo sussidio per le tappe 2027-2028

Le ultime notizie diffuse dagli organi di informazione vaticani riportano la pubblicazione del sussidio intitolato “Fare memoria”, curato dalla Segreteria Generale del Sinodo a supporto del percorso verso le Assemblee del 2027 e l’Assemblea ecclesiale del 2028:

  • Scopo del Sussidio: Lo strumento è pensato per aiutare le Chiese locali, le Conferenze episcopali e le Équipe sinodali a verificare come sia stato recepito il Documento finale del Sinodo sulla sinodalità.

  • Fare Memoria per Progettare: Il testo non richiede nuove consultazioni da zero, ma invita a “fare memoria” dei processi già avviati, valutando quali prassi di discernimento condiviso abbiano radicato la sinodalità nel quotidiano e quali difficoltà siano emerse.

  • Verso le Assisi Continenti ed Ecclesiali: Le verifiche territoriali serviranno a comporre le relazioni teologico-pastorali in vista delle prossime tappe continentali del 2027 e della grande Assemblea ecclesiale a Roma del 2028.

Papa Leone XIV risponde al giornalista Davide Romano: la Segreteria di Stato mantiene aperto il canale dell’ascolto

Il Papa a Davide Romano: «Prestare attenzione alla presenza di Dio nel nostro cuore»

Attraverso una nota ufficiale della Segreteria di Stato, Papa Leone XIV ha inviato il proprio riscontro al giornalista Davide Romano, autore di diversi interventi e analisi sulle dinamiche interne al mondo cattolico e sulle riforme ecclesiali, come riportato dal CorrierePL. La notizia della lettera vaticana, giunta in questo mese di luglio 2026, evidenzia lo stile di attenzione e di cortesia istituzionale del Pontefice nei confronti di chi sollecita la Santa Sede su temi di rilevanza pubblica.

Pur senza affrontare direttamente le richieste formali avanzate dal Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati in merito alla riammissione al ministero attivo, l’episodio viene accolto con rispetto e speranza da parte delle comunità del clero coniugato. L’apertura dimostrata dalla Segreteria di Stato verso il mondo del giornalismo conferma che la voce delle periferie e delle fragilità della Chiesa può giungere al tavolo del Papa. I sacerdoti sposati — uomini dotati di una solida formazione formale e di titoli accademici legittimi conseguiti nelle pontificie università — rinnovano la propria disponibilità verso i Vescovi e il Papa, fiduciosi che il realismo pastorale e la cura delle anime guidino i prossimi passi del ministero petrino per la riapertura delle parrocchie e il sostegno al clero.

Oltre 1.400 morti nell’epidemia di Ebola in Congo

Oltre 1.400 morti nell'epidemia di Ebola in Congo

ansa

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a diffondersi. Secondo i dati forniti dalle autorità sanitarie congolesi, dalla fine di aprile 1.405 persone sono morte a causa del virus. Il numero dei contagi confermati in laboratorio è salito a 3.200. Lo riferisce l’agenzia tedesca Dpa. Secondo i dati delle autorità, il tasso di mortalità si attesta attualmente al 43,9 per cento: ciò significa che quasi la metà di tutti i contagi accertati ha avuto esito fatale. Gli esperti ipotizzano che vi sia un elevato numero di casi non registrati, ovvero di infezioni che finora non sono state individuate o segnalate. (ANSA).

Diritti e coesione urbana: Duemila persone in corteo al Pilastro di Bologna per Abderrahim Fakir

Bologna, in duemila al corteo per Abderrahim Fakir nel quartiere Pilasto:  “Verità e giustizia” - La Stampa

Introduzione: La piazza come spazio di richiesta sociale e trasparenza Le periferie delle grandi metropoli europee tornano a essere il fulcro di profonde dinamiche sociali, dove le comunità locali chiedono chiarezza, giustizia e dialogo con le istituzioni. Gli eventi che attraversano i quartieri urbani riflettono spesso questioni più ampie legate all’integrazione, alla tutela dei diritti e al rapporto tra cittadini e organi dello Stato.

La Notizia: La manifestazione nel quartiere Pilastro I media locali e nazionali riportano la cronaca dell’imponente manifestazione di solidarietà e protesta svoltasi nelle scorse ore a Bologna:

  • La Partecipazione Popolare: Oltre duemila persone si sono radunate per sfilare in un corteo composto ed emblematico lungo le strade del quartiere Pilastro, manifestando in memoria del trentottenne Abderrahim Fakir.

  • Le Richieste della Piazza: La mobilitazione, promossa da familiari, residenti, associazioni territoriali e collettivi, ha messo al centro la richiesta unanime di “verità e giustizia” per chiarire la dinamica e le responsabilità dei fatti che hanno portato alla morte dell’uomo.

  • Il Rapporto con la Città e le Istituzioni: La giornata si è svolta sotto lo sguardo attento delle forze dell’ordine, ponendo l’accento sulla necessità di garantire trasparenza nelle indagini e di mantenere aperto un canale di comunicazione costruttivo tra i quartieri periferici e le istituzioni cittadine.

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