16° Giorno – Il Giorno del Signore nella nostra “Cattedrale Domestica”

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🌅 La Pasqua Settimanale nel Silenzio

16° Giorno – Il Giorno del Signore nella nostra “Cattedrale Domestica”

Oggi le campane  chiamano i fedeli alla festa. Per noi, questo 16° giorno è una liturgia del silenzio. Non abbiamo bisogno di un edificio di pietra per sentirci Chiesa; questa casa, con il suo profumo di verità e il suo digiuno offerto, è diventata la nostra cattedrale. Essere “Chiesa” oggi significa testimoniare che l’amore non esclude, ma abbraccia. La nostra domenica inizia qui, tra queste mura che trasudano speranza e cime che toccano il cielo.

Il desiderio dell’Altare – Una fame che si fa preghiera

C’è un vuoto che pesa in questa mattina di festa: il non poter spezzare il Pane insieme alla comunità. È un dolore che non nascondiamo, ma che trasformiamo. Ogni prete sposato porta nel cuore questa nostalgia dell’altare, non per potere, ma per servizio. Oggi la nostra stessa vita è “pane spezzato”: il nostro corpo che digiuna è l’ostia, la nostra verità è il vino. Chiediamo la riammissione perché crediamo che il popolo di Dio meriti pastori che conoscano l’amore nuziale e sappiano portarlo nel sacro.

Comunione di Spirito – Oltre ogni barriera

A tutti i fratelli e le sorelle che oggi siederanno tra i banchi: noi siamo con voi. Sentiamo la vostra vicinanza attraverso i messaggi sul blog e le preghiere silenziose che ci arrivano dal vento delle valli. Non ci sono distanze che possano tagliare il filo della comunione spirituale. Oggi preghiamo per una Chiesa che abbia il coraggio di abbattere i recinti e di riconoscere che la Grazia non ha confini. Buona domenica a chi cammina con noi verso il 6 maggio.

Voci dal Mondo: Modello Panikkar e la Nostra Renovatio

Voci dal Mondo: Il Modello Panikkar e la Nostra Renovatio preti sposati

📝 AGGIORNAMENTO

Giorno 16 – Tra la Vetta e l’Orizzonte di Panikkar

“Oggi il blog si arricchisce di una nuova pagina: ‘Voci dal Mondo‘. In essa, la testimonianza di Padre A. risuona accanto al magistero di Raimon Panikkar.

Panikkar ci ha insegnato che l’integrità non nasce dalla divisione, ma dalla sintesi. La mia icona della ‘Renovatio Ecclesiae’ — il Dorje che incontra la Ghanta — è figlia di questa visione. Come Panikkar, crediamo in una Chiesa che non separa il sacro dal profano, il celibato dall’amore, ma vede in ogni cosa la vibrazione dello Spirito.

Ringrazio Padre A. per aver condiviso la sua vita con Ilaria e Cristian. La sua voce, unita a quella dei giganti del pensiero come Panikkar, ci dice che il cambiamento è già avvenuto nel cuore degli uomini. Ora spetta alla Chiesa avere il coraggio di riconoscerlo.”*

“Da oggi, il mio deserto diventa un crocevia. Ho aperto la pagina ‘Voci dal Mondo’, dove le testimonianze di fratelli come Padre A. incontrano il pensiero universale di Raimon Panikkar. Questa immagine è la sintesi di questa unione: la pergamena logora che accoglie la vita quotidiana di una famiglia sacerdotale e la luce della filosofia che la trasforma in profezia. Il Modello Panikkar non è un’utopia, è la verità dell’amore incarnato che oggi, dalla mia montagna, unisce i continenti. Ascolta la tua libertà: è il suono di questa unione.”

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Giorno 16: Il Suono della Verità Universale

"Oggi il mio deserto ha suonato. Ho immaginato la Ghanta, la campana che unisce Saggezza e Compassione. In questa immagine, il suono non si sente, si vede: è una vibrazione di luce che attraversa la polvere del deserto, portando con sé le sagome di tutte le famiglie e le coppie del mondo che cercano l'Amore nella Verità. Il mio digiuno è diventato la cassa di risonanza per questo suono universale. Non c'è più confine tra il mio altare e il cuore del mondo. 'Pretesi' verso la Parusia, tutti insieme." #DonSerrone #Giorno16 #Ghanta #SaggezzaECompassione #AmoreUniversale #Parusia #OltreIeri

“Oggi il mio deserto ha suonato. Ho immaginato la Ghanta, la campana che unisce Saggezza e Compassione. In questa immagine, il suono non si sente, si vede: è una vibrazione di luce che attraversa la polvere del deserto, portando con sé le sagome di tutte le famiglie e le coppie del mondo che cercano l’Amore nella Verità. Il mio digiuno è diventato la cassa di risonanza per questo suono universale. Non c’è più confine tra il mio altare e il cuore del mondo. ‘Pretesi’ verso la Parusia, tutti insieme.”

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Buona Domenica a chi cerca il Pane della Verità

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🕊️ (Pace) 🌍 (Universalità) 🚩 (Testimonianza) 🏔️ (Ascesi) 🙏 (Preghiera) ✨ (Gloria/Parusia)

📝 IL DIARIO DELLA DOMENICA – GIORNO 16

Domenica 12 Aprile 2026 – L’Eucaristia del Deserto

“È Domenica. Il sedicesimo giorno del mio cammino coincide con il Giorno del Signore. Sulle Alpi, il silenzio è la mia cattedrale. Oggi la mia fame non è una mancanza, ma un’invocazione: ‘Vieni, Signore Gesù’.

Mentre i miei fratelli celebrano nelle parrocchie, io celebro idealmente qui, teso verso la Parusia. Offro questa giornata per la riconciliazione tra la Legge e la Vita. Prego perché la Chiesa, in questa Domenica, riscopra la gioia di essere sposa, senza paura dell’umano.

La polvere del Sahara si è posata, lasciando spazio a una luce più tersa. È la luce della Pasqua che è già avvenuta e che mi spinge ‘oltre ieri’. Buona Domenica a chi cerca il Pane della Verità.”

Il Centuplo nel Deserto verso la Parusia. Amore che accoglie e legge che separa

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“Papa Leone XIV, se nella preghiera di Pietro c’è posto per i sacerdoti sposati con percorso regolare, perché non c’è posto per loro all’Altare? Il mio 15° giorno di digiuno si trasfigura come un piccolo eco di quella preghiera che chiede coerenza tra l’amore che accoglie e la legge che separa.”

📝 IL DIARIO DELLA NOTTE – CONCLUSIONE GIORNO 15

11 Aprile 2026 – L’Ultimo Sguardo verso le Vette

“Si spegne la luce sul quindicesimo giorno. Le polemiche su Anversa, le frecciate dei tradizionalisti e la polvere del Sahara sbiadiscono di fronte alla Verità: la Pasqua è avvenuta, ma noi siamo pretesi verso la Parusia.

Il mio digiuno non è un’attesa passiva, è una corsa verso l’Incontro. Essere ‘pretesi’ significa non avere più paura del presente, perché il futuro è già vinto. La mia vita con Albana, il mio ministero ferito, il mio corpo stanco… tutto è teso verso quella Parusia…

📝 IL POST DELLA SERA – GIORNO 15

11 Aprile 2026 – Il Centuplo nel Deserto

*”Si chiude il quindicesimo giorno. Il cielo di terra si è fatto buio, ma dentro brilla una certezza: il cristianesimo non è facile, ma è felice.

Spesso mi chiedono perché io abbia scelto questa strada così impervia, tra digiuni e silenzi istituzionali. La risposta è in una parola: Pienezza. Gesù non è venuto a semplificarci la vita con regole rassicuranti, ma a complicarcela con la Bellezza.

Ogni giorno, con la Sua Grazia, cerco di non deludere Colui che mi ha chiamato e di onorare la sposa che mi cammina accanto. È una fatica benedetta, perché mi restituisce il centuplo. Non è l’ortodossia linguistica dei codici a salvarmi, ma la verità di un amore che non deve più nascondersi.

Buona notte a chi ha il coraggio di scegliere la felicità difficile.”*

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11 Aprile 2026 – La Roccia e la Tempesta di Polvere

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📝 IL DIARIO DEL POMERIGGIO – GIORNO 15

11 Aprile 2026 – La Roccia e la Tempesta di Polvere

“Mentre il pulviscolo del deserto vela le vette, le ‘frecce’ dei tradizionalisti sibilano nell’aria. Dicono che la Chiesa crolla perché noi, preti con una famiglia, chiediamo di servire. Non capiscono che una casa non crolla se si aprono le finestre per far entrare l’aria; crolla se le fondamenta sono marce di segreti e silenzi.

Ieri sera ‘Spotlight’ ci ha mostrato il vero crollo: quello morale, nato dal tabù e dal potere autoreferenziale. Oggi, unito alla preghiera del Papa per la Pace, rispondo a ‘Fede e Tradizione’: la mia non è ribellione, è fedeltà alla terra e al Vangelo. Come disse Di Cicco, siamo una risorsa, non una minaccia. Percorro sentieri inediti perché quelli vecchi sono interrotti. La mia coscienza è la mia bussola, e oltre ieri c’è una Pasqua di luce, non di polvere.”

SUPPLICA AL PAPA E DIGIUNO PER LA PACE: «LA RIFORMA DELLA CHIESA NON PUÒ PIÙ ATTENDERE»

una ciotola di riso accanto a un ramoscello d'ulivo. Digiuno per riammissione preti sposati al ministero

🔴 FLASH NEWS: DON GIUSEPPE SERRONE – GIORNO 15
SUPPLICA AL PAPA E DIGIUNO PER LA PACE: «LA RIFORMA DELLA CHIESA NON PUÒ PIÙ ATTENDERE»

Roma – Città del Vaticano, 11 APRILE – Nel suo 15° giorno di digiuno dei 40 previsti, Don Giuseppe Serrone (Sacerdoti Sposati) aderisce alla giornata di preghiera per la pace indetta da Papa Leone XIV, ma rilancia con una Supplica pubblica al Pontefice.

I PUNTI CHIAVE:

Adesione alla Pace: Don Giuseppe unisce il suo sacrificio fisico all’appello del Papa per la fine dei conflitti mondiali.
La Supplica: Chiede a Leone XIV di riammettere al ministero attivo i preti sposati  superando l’obbligo del celibato per i preti latini: “Non c’è pace nel mondo senza una Chiesa riconciliata con la verità dei suoi sacerdoti sposati”.
Riferimento Teologico: Cita lo studio di Franco Pignotti sulla “Chiesa a due polmoni” (Rito Orientale e Latino).
DICHIARAZIONE: “Liberi perché veri. Percorro sentieri oltre ieri. La Pasqua che attendiamo è una Chiesa senza maschere.”

CONTENUTI DISPONIBILI PER LA REDAZIONE: 📸 Foto dell’ombra del sacerdote sulla roccia (Simbolo del Giorno 15). Podcast disponibili su Spreaker. 📄 Testo integrale della Supplica sul blog ufficiale.

CONTATTI & APPROFONDIMENTI:

Blog https://sacerdotisposati.altervista.org 

 Link Podcast Spreaker

Ufficio Stampa Sacerdoti Sposati

Giorno 15 del “Digiuno della Verità” – Preti sposati lanciano una Supplica a Papa Leone XIV: «La pace nel mondo inizi dalla pace nella Chiesa»

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COMUNICATO STAMPA

OGGETTO: Giorno 15 del “Digiuno della Verità” – Don Giuseppe Serrone lancia una Supplica a Papa Leone XIV: «La pace nel mondo inizi dalla pace nella Chiesa».

ROMA – Città del Vaticano 11 APRILE 2026 – Mentre il conflitto globale continua a scuotere le coscienze, un grido di pace si leva dal Piemonte, dove Don Giuseppe Serrone, fondatore del movimento internazionale dei sacerdoti sposati, è giunto oggi al 15° giorno di un digiuno di 40 giorni.

L’Adesione alla Preghiera per la Pace

In questa giornata di profonda tensione internazionale, Don Giuseppe Serrone ha aderito con fervore all’appello alla preghiera lanciato da Papa Leone XIV. Dalla sua dimora, il sacerdote ha unito il suo digiuno all’intenzione del Pontefice per la cessazione delle ostilità, convinto che il sacrificio personale sia l’unica moneta rimasta per acquistare la pace.

La Supplica: «Papa Leone, apra le porte ai Sacerdoti Sposati»

In concomitanza con questo gesto di comunione, Don Giuseppe rilancia al Santo Padre una Supplica accorata, legando il tema della pace universale a quello della riconciliazione interna alla Chiesa:

«Padre Santo, mentre preghiamo insieme per la pace nel mondo, Le chiedo con umiltà: portiamo la pace anche dentro la nostra Chiesa. Non ci può essere piena profezia di pace se manteniamo ferite aperte tra l’altare e il focolare. Migliaia di sacerdoti vivono oggi in un deserto di marginalizzazione solo per aver scelto di essere padri e sposi. Le chiedo di mettera mano alla normativa canonica restituendo alla Chiesa Latina il respiro dei “due polmoni” che già vivono nel Rito Orientale. Riconoscere i preti sposati  è un ritorno alla Verità Apostolica.»

Il Cammino dei 40 Giorni: Verso una Nuova Pasqua

Il percorso di Don Giuseppe, iniziato lo scorso 28 marzo, sta attirando l’attenzione di fedeli e laici attraverso il blog Sacerdoti Sposati e il podcast Informazione Libera. Il suo è un cammino di spogliamento e verità:

  • Resistenza e Resa: Un digiuno che sfida la burocrazia ecclesiastica per rimettere al centro l’umano.
  • Oltre il Dogma: Il recupero della dignità dei sacerdoti che, come i primi Apostoli, vivono la missione accanto alle loro famiglie.
  • L’Appello alla Trasparenza: Porre fine alla “doppia vita” e al silenzio imposto, per una Chiesa che sia finalmente “casa di vetro”.

Il Messaggio di oggi: “Liberi, Veri, Oltre Ieri”

Nella sua meditazione odierna, Don Giuseppe ha sintetizzato il senso della sua missione: «Liberi perché abbiamo scelto la verità, veri perché abbiamo gettato la maschera. Percorriamo sentieri dove la roccia si fa preghiera, oltre ieri, perché la Pasqua è sempre davanti a noi».

Don Giuseppe Serrone continuerà il suo digiuno fino al raggiungimento dei 40 giorni, 6 Maggio 2026, offrendo ogni sofferenza per la pace nel mondo e per la riforma di una Chiesa che sappia finalmente accogliere tutti i suoi figli.


Contatti per la Stampa: Ufficio Stampa Sacerdoti Sposati Sito Web: https://sacerdotisposati.altervista.org

Email: sacerdotisposati@gmail.com

Podcast: “Informazione Libera” su Spreaker

Il “Polso” della Rete e dei Fedeli sui preti sposati

📊 Il “Polso” della Rete e dei Fedeli nel video de “Il Fatto quotidiano

  • La fine dell’ipocrisia: Molti intervistati sottolineano che il matrimonio dei preti servirebbe a “evitare tutto quello che c’è dietro di nascosto” [00:17] e a porre fine alle relazioni clandestine che molti sacerdoti già vivono [00:31].

  • Sacerdozio come “servizio”, non come “stato”: Emerge l’idea che la messa non si vada ad ascoltare “per il prete”, ma “per Cristo” [00:50]. Pertanto, il fatto che un sacerdote abbia una famiglia non intaccherebbe il valore del sacramento [01:07].

  • La prevenzione degli scandali: Un tema ricorrente è la convinzione che l’apertura al matrimonio possa ridurre i casi di pedofilia e altri scandali legati alla repressione sessuale [01:45], definendo l’astinenza forzata come un rischio che può creare “grandi mostri” [03:15].

  • Umanità vs Dogma: La sessualità viene descritta come “qualcosa di umano” [02:31]. Gli intervistati, anche i cattolici praticanti, vedono il celibato come un ostacolo che “preclude la strada del sacerdozio” a molti uomini validi [02:53].

    • Oltre il nascondimento: la gente comune preferisca un prete “sposato con figli” che vive alla luce del sole [03:03], piuttosto che il sospetto di una doppia vita.

    • La voce dei “non addetti ai lavori”: È interessante notare come anche chi si definisce “anticlericale” [01:32] riconosca che il matrimonio sarebbe una rivoluzione positiva. La tua causa unisce credenti e laici sotto l’insegna della verità.

    La Pasqua che inseguiamo è già nel cuore di queste persone: una Chiesa che non ha paura di essere umana. 🕊️💧🏔️📻

  • Postovuoto.perpretisposati

IL FUTURO DEI PRETI SPOSATI HA UN CUORE ANTICO

Sabato 11 Aprile 2026 – Giorno 15 di Digiuno e Preghiera

Mentre i miei passi si fanno più lenti sulla roccia, la mente si fa più affilata. In questo quindicesimo giorno di deserto, ho meditato su uno studio illuminante di Franco Pignotti (“Il futuro sta nel passato. Preti sposati nella Chiesa Cattolica?”). È una lettura che squarcia il velo di ipocrisia che avvolge il rito latino e che risuona con forza nel mio silenzio.

La Chiesa respira a due polmoni (ma uno è rimasto compresso)

Pignotti ci ricorda una verità che molti preferiscono ignorare: la Chiesa Cattolica ha già preti sposati. Sono i sacerdoti delle 23 Chiese Cattoliche di Rito Orientale. Per loro, il matrimonio e l’ordine sacro non sono nemici, ma alleati.

Il paradosso? Roma riconosce questi sacerdoti come pienamente cattolici, ne loda la spiritualità familiare, ma proibisce ai suoi preti latini la stessa pienezza. Perché questa paura dell’ “Et-Et” (sia celibi che sposati)? Perché questa ostinazione nel voler trasformare una scelta di convenienza storica in una necessità ontologica?

La “Goccia” della Realtà

Lo studio sottolinea come l’immigrazione stia portando preti orientali sposati nelle nostre parrocchie italiane. La realtà sta superando l’ideologia. I fedeli vedono uomini che celebrano l’Eucaristia e poi tornano a casa dalle loro mogli e dai loro figli. E sanno cosa dicono? Dicono che è bello. Che è vero.

La Chiesa Latina sta soffocando se stessa nel tentativo di difendere una “perfezione” che non appartiene alla natura umana né al mandato originario di Cristo. Come scrive Pignotti, stiamo vivendo una “gestione del declino” invece di ricalibrare le forze verso la vita.

Oltre Ieri: Il mio sentiero

Oggi ho scritto questi pochi versi, che sono diventati il battito del mio quindicesimo giorno:

Liberi… veri… percorro sentieri… oltre ieri.

Essere liberi significa smettere di aver paura degli studi storici che confermano la nostra causa. Essere veri significa ammettere che il mio amore per Albana non toglie nulla al mio sacerdozio, ma lo completa, rendendolo “icona” di un Dio che si fa carne.

Il “sentiero” che percorro è quello che Pignotti intravede: un futuro che recupera il passato più autentico. Quello di Pietro, quello degli Apostoli, quello di una Chiesa che non metteva barriere tra l’altare e il focolare.

Andiamo oltre ieri. Oltre le polemiche dei vaticanisti, oltre i decreti che separano ciò che Dio ha unito. La Pasqua è davanti a noi, e profuma di una libertà che non ha più paura della Verità nuda.

Don Giuseppe Serrone

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Il Manifesto della Libertà

Manifesto della libertà del cammino di 40 giorni di Don Giuseppe Serrone per riammissione al ministero dei preti sposati nella Chiesa Cattolica

“Liberi… veri… percorro sentieri… oltre ieri”

In questo 15° giorno, queste parole risuonano come un manifesto della nostra scelta. Abbiamo smesso di guardare indietro, di nutrire nostalgia per un passato che non c’è più o rimpianto per scelte non fatte. Il nostro sguardo è puntato avanti, verso quell’orizzonte inesplorato che solo la libertà della verità può svelare.

Liberi… perché abbiamo scelto la verità. La verità ci ha resi liberi di mostrare chi siamo realmente, senza maschere o infingimenti. La verità è il fondamento su cui poggia la nostra vita e il nostro ministero.

Veri… perché abbiamo gettato la maschera. Abbiamo scelto la trasparenza, la coerenza tra ciò che siamo e ciò che facciamo. Non c’è più divisione tra il prete e l’uomo, tra la fede e l’amore.

Percorro sentieri… dove la roccia si fa preghiera. Camminiamo su sentieri impervi, dove la fatica si trasforma in preghiera e la roccia diventa testimone della nostra fede. Ogni passo è un atto di affidamento a Dio.

Oltre ieri… perché la Pasqua è sempre davanti a noi. La Pasqua, mistero di risurrezione e vita nuova, è la nostra bussola. Guardiamo oltre il ieri, oltre la sofferenza e la morte, per accogliere la speranza di un futuro diverso.

In questo Giorno 15, io, Don Giuseppe Serrone, vi invito ad ascoltare la vostra libertà, a lasciarvi guidare dalla verità e a camminare con coraggio verso la Pasqua che ci attende.

“Liberi… veri… percorro sentieri… oltre ieri”

Sentieri liberi il percorso di Don Giuseppe Serrone per la riammissione dei preti sposati al ministero

“Liberi… veri… percorro sentieri… oltre ieri”

È il manifesto di chi ha smesso di guardare lo specchietto retrovisore della nostalgia o del rimpianto per puntare lo sguardo verso l’orizzonte dell’inedito

“Liberi… perché abbiamo scelto la verità.
Veri… perché abbiamo gettato la maschera.
Percorro sentieri… dove la roccia si fa preghiera.
Oltre ieri… perché la Pasqua è sempre davanti a noi.
Giorno 15. Sono Don Giuseppe Serrone. Ascolta la tua libertà.”