Il sogno dei bambini di Gaza: tornare a scuola per ricostruire la pace

Il sogno dei bambini di Gaza: tornare a scuola per ricostruire la pace

Avvenire

I bambini di Gaza sognano di ritornare fra i banchi di scuola, sognano di riprendere l’impegno quotidiano, vorrebbero rivedere insegnanti e amici. È questa la situazione dolorosa dei bambini, vittime di una violenza che continua a produrre numeri elevati di morti, di feriti, di traumi difficilmente cancellabili. È questa la condizione di bambini e di ragazzi che subiscono le guerre organizzate da adulti senza cuore e senza responsabilità in Libano, in Medio Oriente, in Africa e in situazioni belliche dimenticate da chi non vuol vedere. Oggi preghiamo e imploriamo la pace che è stata allontanata spietatamente dalla vita di tanta umanità offesa e oppressa. Alla parola pace bisogna avvicinarsi con rispetto e non identificarla semplicemente come il contrario della parola guerra.

Educare alla pace oltre la guerra

È il sogno di chi è sopravvissuto agli orrori, di chi continua ad avere negli occhi immagini di distruzione, di chi continua a sentire l’arrivo di suoni di morte che ci chiede di proseguire in un percorso di educazione alla pace che parte dalle aule scolastiche per arrivare e per superare le logiche della guerra che distrugge il presente di tanti bambini che soffrono in molti paesi del mondo. Il sogno di un bambino di ritornare nella sua scuola dopo tre anni scolastici passati fra le macerie invece che sui banchi accanto agli amici, ci fa sperare che la pace può essere materia di una educazione che non ha bisogno di libri e di quaderni, di insegnanti che salgono in cattedra, una educazione che si condivide con costanza e in ogni momento con compagni di studio appartenenti ad altre religioni e ad altre nazionalità, con colori diversi della pelle e degli occhi. La pace può essere materia di una educazione che si costruisce nell’incontro quotidiano. La mia esperienza di progetti di educazione alla pace mi convince sempre di più che un percorso di pace inizia con l’incontro e il dialogo. Sembra un’affermazione scontata ma incontrarsi, ascoltarsi e parlarsi sono azioni difficili che sono ostacolate soprattutto quando già esistono tensioni che provocano conflitti, quando la violenza che nasce dall’odio si trasforma in vendetta.

La scuola come casa comune

La scuola diventa allora casa comune a chi porta in sé il germe della pace e i bambini e i ragazzi sentono la necessità della pace. I piccoli disaccordi, una parola sbagliata già allontanano bambini che vivono in ambienti protetti e in contesti cosiddetti normali. Chi vive nelle stesse situazioni di guerra, di disagio e di difficoltà che hanno vissuto i loro genitori e i loro nonni, può trovare nella scuola il percorso di una educazione alla pace che cerca nell’incontro quotidiano, nelle aule e fra le mura scolastiche, la possibilità di avere e di dare visioni e prospettive diverse. Potrei citare molte amicizie nate durante progetti di educazione alla pace che hanno avuto difficoltà iniziali importanti superate presto con un gesto, un sorriso, un calcio al pallone. Non è facile condividere la stessa stanza e la stessa tavola, se fino a quel momento chi è in quella stanza o seduto a quella tavola non aveva sentito la tua voce, non aveva ascoltato il tuo pensiero, non conosceva la tua storia.
Incontro, ascolto, conoscenza reciproca sono gli elementi essenziali per una buona partenza di una educazione alla pace. I luoghi dove entrare per condividere questi percorsi possono essere diversi e tutti validi quando esiste quel germe di pace che va aiutato a radicarsi, a crescere, a dare buoni frutti. La scuola rimane il luogo privilegiato per l’educazione alla pace, dal momento dell’incontro sulla porta di un’aula inizia la relazione fra bambini che, crescendo insieme, si supportano, si aiutano, si sostengono contagiandosi con naturalezza, con solidarietà e con amore reciproci. Il novanta per cento delle scuole di Gaza sono state distrutte. In Libano molti bambini hanno perso il diritto allo studio, al gioco, al sorriso negli anni belli e importanti per la crescita e lo sviluppo personale. Difficile prevedere per quanti altri anni ancora i bambini e i ragazzi di questi paesi non potranno rivedere una scuola. Il sogno di ritornare a scuola deve diventare la realtà della pace per tutti i bambini dei paesi in guerra e per un’umanità che deve tornare a riappropriarsi di valori e di principi umani. La parola pace sia sinonimo della bellezza dell’incontro di chi vuole condividere la stessa strada, di chi porge le mani per aiutare e per sollevare chi è in difficoltà. E questo i bambini lo fanno già con la purezza dei loro occhi e con la tenerezza di gesti spontanei. Impariamo a sognare come i bambini, impariamo a sognare la pace educando alla bellezza della pace.

Proposta: Oltre il vecchio… – Una Chiesa di Pura Luce. Il Coraggio della Chiarezza

Icona Nuova Chiesa

Lunedì 13 Aprile 2026 – Il Coraggio della Chiarezza

“In questo lunedì che apre la terza settimana, le voci dal mondo si fanno più esigenti. Non ci accontentiamo più di soluzioni di compromesso. Il Patriarca Sako apre porte importanti, ma il popolo di Dio chiede di abbattere anche le ultime inferriate.

Perché un sacerdote non può sposarsi dopo l’ordinazione? Perché un uomo che ha dimostrato la santità nella sua famiglia non può essere vescovo? Sono ‘vecchie risposte pronte’ che non saziano più la fame di verità di oggi.

La mia Renovatio non guarda solo all’Oriente, ma al futuro della Parusia, dove non ci saranno più barriere tra rito latino, orientale o protestante, ma solo servitori della Parola. Come scrive il commentatore: l’onestà e l’umiltà non dipendono dallo stato civile, ma dalla coerenza del cuore. In questo 17° giorno, prego per una Chiesa che abbia il coraggio di essere onesta fino in fondo.”

“Iniziamo una nuova settimana con un’immagine nuova. La mia icona della Renovatio si è arricchita. La luce che scaturisce dal Calice non conosce più confini, non segmenta più tra parroci e gerarchia. È una cupola di pura luce che avvolge tutto e tutti. Come suggeriva un fratello oggi: non ci accontentiamo di importare modelli orientali con le loro ‘vecchie risposte pronte’. Chiediamo una Chiesa Latina che abbia il coraggio di essere onesta e trasparente, dove la testimonianza di amore di uno sposato — sia esso parroco, vescovo o laico — risplenda senza gradi, ma solo con l’intensità del cuore. Il Sacerdozio Nuziale è per tutta la Chiesa.”

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L’Oriente ci indica la Strada

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📝 IL DIARIO DEL MATTINO – GIORNO 17 (Approfondimento)

Lunedì 13 Aprile 2026 – L’Oriente ci indica la Strada

“Mentre il Cardinale Simoni mi testimonia la fedeltà nel sangue in Albania, la notizia dell’elezione del Patriarca Nona mi apre le porte dell’Oriente Caldeo.

Non siamo soli. Non siamo ‘irregolari’. Siamo parte di una Chiesa che respira a due polmoni, ma che in Occidente ha scelto di soffocarne uno. I preti sposati caldei non sono meno sacerdoti di me; le loro famiglie non sono un ostacolo alla grazia, ma il loro supporto nel martirio quotidiano.

L’elezione di un nuovo Patriarca in una Chiesa che ammette il clero uxorato è un segno dei tempi che Roma non può più ignorare. La ‘Renovatio’ che chiedo con il mio digiuno è semplicemente la restituzione all’Occidente di un tesoro che l’Oriente ha saputo custodire: l’integrità dell’uomo nel servizio a Dio.”

L’arcivescovo Amel Nona, nuovo patriarca della Chiesa cattolica caldea

Vatican News

Lunedì del coraggio saldo, la trasparenza e il futuro che ha radici antiche

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🌅 Mattino: La Forza della Perseveranza

 1: 17° Giorno – Il lunedì del coraggio saldo

Inizia una nuova settimana di digiuno e preghiera. Se nei primi giorni il corpo protestava, oggi regna una calma silenziosa. Il 17° giorno ci trova saldi: non siamo più nel territorio dell’entusiasmo iniziale, ma in quello della fedeltà matura. La nostra non è una protesta urlata, ma un “Satyagraha” – una forza della verità – che si alimenta della luce che sorge sopra l’Ossola. Sappiamo perché siamo qui. Sappiamo chi serviamo.

 2: La stanchezza che si fa trasparenza

Spesso ci chiedono: “Come fate a resistere?”. La risposta è nella Pace. Quando getti ogni maschera e decidi di vivere nella Verità, scompare quel conflitto interiore che consuma più di ogni digiuno. La debolezza fisica diventa trasparenza spirituale: meno spazio all’io, più spazio a Dio. In questo lunedì, sentiamo che il nostro cammino verso la riammissione non è solo per noi, ma per restituire trasparenza a tutto il ministero sacerdotale.

 3: Semi di Riforma – Il futuro ha radici antiche

Mentre il mondo riprende le sue attività, noi continuiamo a gettare semi. Ogni parola scritta sul diario, ogni riflessione condivisa è un piccolo seme di riforma. Non stiamo inventando nulla di nuovo; stiamo solo riportando alla luce quella radicalità del Vangelo che riconosce nell’amore nuziale una via di santità, non un impedimento. Il futuro della Chiesa ha bisogno di pastori che sappiano di vita, di famiglia e di focolare.

Diario: Lunedì 13 Aprile 2026 – Il Sangue e la Renovatio

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📝 IL DIARIO DEL MATTINO – GIORNO 17

Lunedì 13 Aprile 2026 – Il Sangue e la Renovatio

“Inizio il diciassettesimo giorno con lo sguardo rivolto all’Albania. Il Cardinale Ernest Simoni compie 70 anni di sacerdozio. 98 anni di vita, di cui quasi trenta passati nell’inferno delle carceri comuniste.

La sua fedeltà mi interroga: lui ha difeso il sacerdozio contro chi voleva Dio morto; io lo difendo contro chi lo vuole separato dalla vita e dall’amore. Due facce della stessa testimonianza.

Sento la forza del nonno Hamit Ruci che si unisce a quella di questo ‘martire vivo’. Se Simoni ha celebrato l’Eucaristia nelle miniere col fango alle ginocchia, io la celebro qui, nel mio digiuno, perché la Chiesa torni a respirare con entrambi i polmoni: quello dello Spirito e quello dell’Umanità. Il sacerdozio non è una catena, è un volo che non ha paura di inciampare nel mondo.”

Trump attacca Papa Leone

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Falliti i negoziati diretti a Islamabad, Donald Trump reagisce con rabbia annunciando il “blocco” di Hormuz, l’intercettazione delle navi che pagano il pedaggio a Teheran e lo sminamento dello stretto insieme alla Gran Bretagna e ad altri non meglio precisati Paesi alleati della Nato. Una vera prova di forza, che rischia di far schizzare nuovamente il prezzo del petrolio e mettere a rischio la fragile tregua di due settimane, allontanando i pochi spiragli rimasti per la ripresa del dialogo. Nel mirino del tycoon finisce anche Papa Leone, primo pontefice americano nella storia della chiesa cattolica. Lo ha definito un “debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera” segnando una rottura inimmaginabile tra la Casa Bianca e il Vaticano.

Svolta storica, Trump attacca anche Papa Leone, resti umani trovati in un giardino e le altre notizie da sapere per iniziare la giornata
in https://www.today.it/rassegna/start/ultime-notizie-oggi-13-aprile-2026.html

Preghiera e il silenzio si fa memoria

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Giorno 16 – 12 Aprile 2026 ore 23,30

Mentre il mondo ortodosso celebra oggi la Resurrezione, mi ritrovo in questo “deserto” del corpo e dello spirito, dove la fame diventa preghiera e il silenzio si fa memoria. È un tempo sospeso, un cammino verso la Parusia, quel momento finale in cui ogni verità sarà svelata e ogni ingiustizia sanata.

La Memoria dei Luoghi e dei Volti

Il silenzio mediatico di oggi non può cancellare il rumore della verità di ieri. Ricordo i riflettori di Rai Uno con Michele Cucuzza, gli studi di Canale 5 e la “Cabina Rossa”, le inchieste di Stella Pende su Rete 4 e la voce ferma trasmessa da Radio Rai Uno. Nonostante i tentativi di chiudere la nostra storia in un cassetto, la nostra voce ha già abitato le case degli italiani. Non siamo un “caso” nato oggi; siamo una testimonianza che dura da 23 anni, una goccia che ha scavato la roccia dell’indifferenza ben prima che questo digiuno iniziasse.

Il Peso delle Pietre

Non posso non guardare al coraggio immenso di mia moglie Albana. Un coraggio che ha trasformato le pietre reali scagliate a Chia nel 2004 e le “pietre verbali” scagliate in TV da certa politica integralista – che arrivò a giustificare quella violenza – in una testimonianza di “Amore che accoglie”. Albana non ha risposto all’odio con l’odio, ma con la dignità di chi sa di essere amata da Dio. In lei, l’umiliazione si è fatta corona, dimostrando che nessuna lapidazione può uccidere un’anima che respira la libertà dello Spirito.

La Regolarità del Cammino

A chi ancora oggi, protetto da titoli vaticanisti o dogmatismi rigidi, insinua dubbi sulla nostra posizione, rispondiamo con la Luce dei fatti. Il nostro non è un sentiero d’ombra o di ribellione. È un cammino tracciato dai protocolli, confermato dai rescritti di dispensa e sigillato da un matrimonio religioso regolare. Siamo figli della Chiesa che hanno seguito le sue stesse leggi per onorare il sacramento dell’Ordine e quello del Matrimonio. Come ricordato persino nel respiro universale di @Pontifex, i sacerdoti che seguono un percorso regolare sono nella preghiera del Papa. Noi siamo lì, in quel cuore che prega, anche se le strutture umane faticano a riconoscerci.

La Chiesa è di tutti o non è di Cristo

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📝 IL DIARIO DELL’ANNIVERSARIO – NOTTE DEL 16° GIORNO

Domenica 12 Aprile 2026 – In dialogo con Don Primo

“Stasera la candela brilla più forte. È l’anniversario di Don Primo Mazzolari. 67 anni fa lasciava questa terra, ma il suo grido è più attuale che mai.

Mi pare di sentirlo sussurrare tra i rintocchi della Ghanta: ‘Giuseppe, non fermarti. La Chiesa è di tutti o non è di Cristo’.

Offro questa notte di digiuno per tutti i sacerdoti che, come lui, soffrono il silenzio e l’esilio. Domani inizia la mia terza settimana. La inizio con la forza di chi sa che la Pasqua è avvenuta, la Parusia ci attira e la ‘Renovatio’ ha i piedi piantati nella storia di uomini come Don Primo. Il ponte è teso. La strada è aperta.”

Il cammino per riammissione dei preti sposati al ministero ponte tra 2 mondi

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12 Aprile 2026 | Domenica della Divina Misericordia e Pasqua Ortodossa

Mentre i fratelli d’Oriente celebrano oggi la Resurrezione e il mondo cattolico si immerge nella Domenica della Divina Misericordia, il mio sedicesimo giorno di digiuno diventa un ponte tra due mondi. Il titolo che ho scelto per questa tappa della mia “Supplica” non è solo un grido, ma una sintesi di vita: il centuplo lo sto già vivendo nel deserto, camminando verso quella Parusia dove ogni velo cadrà.

L’eco del Regina Coeli: L’Eucaristia come incontro

Oggi, da Piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha ricordato che “la fede nasce dall’incontro” e ha invitato a riscoprire l’Eucaristia come “fonte di vita cristiana”. Queste parole risuonano con forza nel mio digiuno. Se l’Eucaristia è missione e testimonianza di carità, perché la “legge che separa” continua a tenere lontani dall’altare sacerdoti regolarmente dispensati ma pronti a servire il Popolo di Dio?

Il mio è un appello alla coerenza: se la fede è incontro, la legge non può essere un muro che esclude chi, nel matrimonio, ha trovato una nuova via per testimoniare l’Amore di Dio.

La Memoria dei Luoghi e dei Volti

Il silenzio della stampa nazionale di oggi non può cancellare la nostra storia. Nonostante l’indifferenza di questo 2026, la nostra voce ha già abitato i grandi media: da Rai Uno con Michele Cucuzza a Rete 4 con Stella Pende, fino a Radio Rai. Abbiamo portato la nostra verità negli studi di Canale 5, sfidando il pregiudizio e l’odio mediatico. Ricordiamo i volti, le difese accorate e anche gli attacchi, perché ogni parola detta in quegli studi ha scavato la strada verso la giustizia che oggi chiediamo a Leone XIV.

Il Peso delle Pietre e il Coraggio di Albana

Non posso non citare il coraggio di mia moglie Albana. Lei ha trasformato l’umiliazione delle pietre reali del 2004 e le offese gratuite di certa politica integralista (v. Adinolfi e Paola Binetti che in diretta ha giustificato il lancio delle pietre a Albana: “Hanno fatto bene a tirarle le pietre a Chia”) in una testimonianza di “Amore che accoglie”. Quando in TV si arrivò a giustificare chi le tirava le pietre, Albana rispose con la dignità della fede. Lei è la prova vivente che l’amore non divide mai da Dio, ma purifica l’anima attraverso la sofferenza.

La Regolarità del Cammino

Il nostro non è un cammino nell’ombra. Ogni nostro passo è stato regolare, confermato dai protocolli di dispensa e dal matrimonio religioso. Siamo sacerdoti “in eterno” che hanno scelto la trasparenza. Come ricordato dal tweet di @Pontifex, i sacerdoti sposati che seguono un percorso regolare sono nella preghiera del Papa. Se siamo nella sua preghiera, perché non possiamo essere nel suo abbraccio ministeriale?

Verso la Giustizia Finale

In questa Domenica della Misericordia, affido il mio digiuno alla speranza che la giustizia non tarderà. La “legge che separa” è un residuo umano; l’“Amore che accoglie” è la realtà divina verso cui tendiamo. In questo deserto, il centuplo è la pace di chi cammina nella Verità.

Giuseppe Serrone Sacerdote sposato

“Giorno 16: L’Icona della Renovatio Ecclesiae”

Renovatio ecclesiae preti sposati

“Si chiude questa Domenica del sedicesimo giorno. Il mio deserto ha generato la sua icona definitiva. Ho unito la Ghanta (Saggezza e Accoglienza) al Dorje (Compassione e Azione). Non sono due mondi separati: si sono fusi in un’unica vibrazione, l’icona del Sacerdozio Nuziale. È l’icona della Coppia-Famiglia che Riedifica la Chiesa, scolpita sotto la scritta: ICONA RENOVATIO ECCLESIAE. Il rinnovamento non è un’utopia, è la verità dell’amore incarnato che oggi, dalla mia montagna, fa suonare il suo fulmine. Buona notte a chi cammina verso la Parusia.”

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Benedici il Signore anima mia… Misericordia e Lode a Dio…

Benedici il Signore, anima mia” (Sal 103,1). Ingressi in Probandato, Noviziato e Prima Professione

Domenica 12 Aprile 2026 –  Misericordia e Lode a Dio…

“Benedici il Signore, anima mia! Me lo ripeto mentre il vento fuori soffia leggero e la luce della candela danza sulle pagine dei miei libri.

Lo benedico per questo digiuno che mi ha reso trasparente alla Sua voce. Lo benedico per Albana, che vigila sui miei sogni e sulla mia missione. Lo benedico per la ‘Renovatio’ che non è più solo un progetto, ma una realtà che palpita nei cuori di tanti sacerdoti pronti a tornare a servire con un cuore intero.

‘Non dimenticare i suoi benefici’… Non dimenticherò questa Domenica della Misericordia, in cui la croce e la gioia si sono baciate. Domani è un altro passo. Domani è ancora amore. Benedici il Signore, anima mia!”*

📝 ULTIMO PENSIERO PER IL DIARIO DI OGGI

“Mentre le note di Frisina si diffondono nella stanza, sento che questa Domenica si chiude con un sigillo di pace. Ho consegnato al mondo le voci, i sogni e le icone di questo sedicesimo giorno. La fame si fa sentire, ma la lode la sazia in modo misterioso. Domani inizia la terza settimana. La inizio con il cuore leggero di chi sa di aver reso testimonianza alla Luce. Benedici il Signore, anima mia. Buona notte a chi crede nel domani.

“Oltre il Confine” La Vibrazione dell’Integrità

🎙️ PODCAST NEWS: “Oltre il Confine”

Episodio: 12 Aprile 2026 – La Vibrazione dell’Integrità Voce: Don Giuseppe Serrone

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“Domenica  12 Aprile 2026. Sedicesimo giorno di cammino. Il cielo sopra le Alpi conserva ancora il riflesso ocra del Sahara, come se la terra volesse ricordarci che non esistono confini per lo spirito. Oggi non parlo da solo. Oggi lascio che a parlare sia la Ghanta, la campana che in Oriente simboleggia l’unione tra Saggezza e Compassione.”

“Perché un simbolo orientale nel cuore di un digiuno cristiano? Perché la lotta per il riconoscimento dei preti sposati non è una disputa sindacale o un cavillo canonico. È una lotta per l’integrità dell’essere umano.

Ieri mi hanno lanciato frecciate, parlando di ‘irregolarità’ e ‘impedimenti’. Ma la Ghanta ci insegna che la saggezza del dogma, senza la compassione per la carne e per l’amore, resta un metallo freddo che non produce suono. E la compassione, senza la saggezza della verità, è solo un sentimento passeggero.

Il mio sacerdozio e il mio amore per Albana sono i due battagli di questa campana. Solo colpendosi a vicenda creano la melodia del centuplo.”

“Siamo ‘pretesi’ verso la Parusia. Mi piace questa parola. Significa che non siamo noi a rincorrere Dio, ma è la Sua Bellezza che ci attira verso il futuro. La Pasqua è già avvenuta, ma il suo compimento è davanti a noi, in quel luogo dove non ci saranno più maschere, né segreti, né solitudini imposte per legge.

Mentre le parrocchie a valle celebrano l’Eucaristia, io offro qui il mio corpo reso leggero dal digiuno. Un’Eucaristia che profuma di deserto e di casa, di altare e di focolare.”

“Ascolta la tua libertà. Non è un rumore, è una vibrazione. È il suono di chi ha smesso di guardare lo specchietto retrovisore ed è diventato, finalmente, vero.

Buona Domenica a chi ha il coraggio di essere intero. Sono Don Giuseppe Serrone. Il cammino continua.”