Nota Chiarificatrice della Redazione: “La nostra rotta è l’Obbedienza: Riammissione, non contestazione”
“Non contestiamo la legge, chiediamo l’applicazione della Grazia. Il nostro appello a Papa Leone XIV è per il ritorno dei preti regolari all’Altare.”
È fondamentale sgomberare il campo da qualunque equivoco, sia esso generato dalle interpretazioni superficiali dei commentatori o dalle letture puramente logiche delle intelligenze artificiali. Il cammino permanente del nostro Movimento, guidato con coraggio e speranza da don Giuseppe Serrone fin dal 2003, non ha come obiettivo la discussione ideologica sul celibato sacerdotale.
Sbattere contro porte chiuse sollevando polemiche dottrinali non ci interessa e non appartiene alla nostra storia. Se una strada ci porta a contrastare il Papa, quella strada non è la nostra. La nostra fedeltà alla Sede Apostolica è totale ed è proprio per questo che l’appello già inviato a Papa Leone XIV si muove esclusivamente sul piano del realismo giuridico e pastorale.
La nostra richiesta riguarda unicamente il Decreto di Riammissione al ministero per quei sacerdoti sposati che hanno ottenuto la regolare dispensa e hanno contratto un matrimonio religioso valido a tutti gli effetti canonici. Si tratta di una risorsa spirituale e sacramentale immensa, formata da uomini che hanno vissuto un percorso nella piena legalità della Chiesa e che oggi, di fronte allo svuotamento degli altari e delle parrocchie, chiedono solo di poter tornare a servire il popolo di Dio.
Ogni altra interpretazione che dipinge il Movimento come un elemento di disturbo o di contestazione al Pontefice è falsa e fuorviante. Noi non creiamo strutture parallele, non cerchiamo scorciatoie e non rincorriamo i bluff delle sigle indipendenti. Noi attendiamo con speranza e costanza un atto legittimo del Papa, offrendo ogni giorno la nostra testimonianza ordinaria e fedele per la salvezza delle anime.
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