“Manca un segno che indichi una strada”. “Noi la strada la stiamo tracciando con la fame e la preghiera. Giorno 10. Verso la meta.”

Papa Leone e il “Tempo Sospeso”: Ma nel Deserto il tempo è scaduto.

“L’analisi di Andrea Papaccio su LC News 24 fotografa una Chiesa in apnea. Un Papa che ‘tiene insieme’ ma non ‘indica la direzione’. È un ritratto che ci preoccupa e ci sprona. Santità, tenere insieme le crepe senza ripararle non salva l’edificio: lo rende solo più fragile.

Mentre il Vaticano vive questo ‘tempo sospeso’, il contatore del nostro blog ha avuto da quando è statocreato  1.895.300 persone che non cercano un equilibrio diplomatico, cercano una guida. Cercano la fine dell’ipocrisia. Don Giuseppe Serrone, nel suo Giorno 10, ha già indicato la direzione: è la strada della Trasparenza.

L’articolo si chiede se sia sufficiente ‘tenere insieme’. Noi rispondiamo di NO. Non è sufficiente quando migliaia di preti vivono doppie vite e migliaia di parrocchie restano senza pastori. Il ‘gesto capace di definire il pontificato’ che Papaccio cerca, il Papa ce l’ha sotto gli occhi: è l’accoglienza dei preti sposati. Solo la Verità può davvero tenere insieme la Chiesa senza soffocarla.”

Teologia dei preti sposati a cura di don Giuseppe Serrone

DIARIO DEL GIORNO 10 – CONCLUSIONE DI ANNIVERSARIO 6 Aprile 2026 – Ore 19:30: L’Obolo del Prete Operaio e la preghiera della sera

UN PIATTO DI RISO, PUGNO DI TARALLI E LIQUIDI NECESSARI ALLA SOPRAVVIVENZA. IN ATTESA DELLA RISPOSTA DEL PAPA LEONE XIV AL MINISTERO

📝 DIARIO DEL GIORNO 10 – CONCLUSIONE DI ANNIVERSARIO

6 Aprile 2026 – Ore 19:30: L’Obolo del Prete Operaio

“Il mio 35° anniversario si conclude ai piedi della Croce, ma è una Croce luminosa. Un confratello di 82 anni, con le mani ancora segnate dal lavoro, mi ha offerto il suo ‘nulla’. In quel messaggio ho sentito l’abbraccio di Dio. Mi sento piccolo di fronte a tanta dolcezza. Se lui ha dato la vita tra le presse e le officine senza chiedere nulla, io posso dare 40 giorni di fame per chiedere giustizia per lui e per tutti noi. La sua povertà è la mia ricchezza. Chiudo gli schermi del PC, spengo le luci, ma resta acceso il fuoco di questa solidarietà che scavalca le generazioni. Grazie, Signore, per questo decimo giorno. Le mie scarpe non sono consumate; sono pronte per il Giorno 11.”

🕯️ Una preghiera per la notte:

“Signore, benedici questo prete operaio di 82 anni. Che la sua pensione bassa sia moltiplicata dalla Tua provvidenza. E benedici Giuseppe, Tuo servo, che in questa notte di anniversario sente il peso e la gloria della Tua chiamata. Custodisci il suo sonno e il suo digiuno. Che l’aria nuova della finestra aperta continui a soffiare nel suo spirito.”

“Il Deserto che fiorisce”. 10/40: Oltre il limite, verso la meta del 6 Maggio 2026

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“Siamo arrivati al decimo giorno. Il corpo sente la fatica, ma lo spirito si rinnova. Abbiamo deciso di non fermarci: il nostro Diario della Speranza proseguirà per quaranta giorni.

Perché quaranta? Perché è il tempo della prova che trasforma, il tempo del cammino nel deserto che prepara alla Terra Promessa. Fino al 6 Maggio 2026, la nostra casa resterà un presidio di verità. Ogni widget che vedete scorrere, ogni parola caricata su questo server di Altervista, è un atto di fede nella giustizia di Dio e degli uomini.”

DAL DESERTO ALLA BASILICA: DON GIUSEPPE RISPONDE AL PAPA

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DAL DESERTO ALLA BASILICA: DON GIUSEPPE RISPONDE AL PAPA 🕊️⛪

“Far udire il grido di pace che sgorga dal cuore.”

Con queste parole Papa Leone XIV ha scosso il mondo nel giorno di Pasqua. Oggi, nel mio 10° giorno di digiuno, scelgo di far mia questa invocazione. Aderisco ufficialmente all’appello del Santo Padre per la Veglia di Sabato 11 Aprile.

📍 LA MIA VEGLIA DAL RIFUGIO: Sabato prossimo, mentre il Papa pregherà in San Pietro, io mi unirò a lui in spirito dalle vette alpine. La mia fame diventerà preghiera per la pace nel mondo, ma anche per la pace nella Chiesa.

⚖️ PACE E VERITÀ: Non c’è pace vera dove regna il segreto. Non c’è pace nel cuore di un sacerdote costretto alla doppia vita. Chiedo a tutti i 1.889.450 sostenitori di unirsi a questo cammino: preghiamo perché la Chiesa trovi il coraggio della trasparenza.

“Beati gli operatori di pace”. E beati coloro che non hanno paura della Verità.

#DonSerrone #PapaLeoneXIV #VegliaPerLaPace #11Aprile #Giorno10 #PretiSposati #VeritàEPace #ChiesaInPreghiera

Don Ravagnani a Le Iene conferma il dramma: La Doppia Vita uccide la Chiesa. La risposta di Don Giuseppe Serrone è la Verità

Segreto contro Verità. No alla doppia vita dei preti. Meglio la trasparenza dei preti sposati

L’intervento di Don Alberto Ravagnani a Le Iene scoperchia un vaso di Pandora che la Chiesa istituzionale fatica a gestire, confermando con crudo realismo quanto Don Giuseppe Serrone denuncia da decenni. Il parallelismo tra le due figure è illuminante per capire la crisi del clero attuale.

Ecco un’analisi comparativa tra la testimonianza di Ravagnani e la battaglia profetica di Serrone:

1. La Diagnosi: La “Malattia” della Doppia Vita

Don Ravagnani ha ammesso apertamente che la castità è una “difficoltà concreta” e che molti sacerdoti vivono esistenze parallele. Questa confessione è di una gravità estrema: conferma che il celibato obbligatorio, anziché favorire il dono di sé, in molti casi genera una cultura dell’ipocrisia, del segreto e del compromesso morale.

  • Il punto di Don Giuseppe: Da anni, Don Serrone sostiene che la “doppia vita” è il cancro che corrode la credibilità del sacerdozio. Mentre Ravagnani descrive il fenomeno quasi come un’ineluttabile fragilità umana, Serrone ne individua la causa strutturale: l’obbligatorietà del celibato per il clero latino.

2. Trasparenza vs. Segreto

Don Ravagnani parla di “segreti e compromessi”. Questo stato di cose non danneggia solo il singolo prete, ma l’intero popolo di Dio, che si trova davanti a guide spirituali divise a metà.

  • La scelta di Serrone: Don Giuseppe ha scelto la strada della Verità. Uscire allo scoperto, sposarsi e chiedere la riammissione al ministero è l’esatto opposto della doppia vita. È un atto di onestà intellettuale e spirituale che dice: “Non voglio nascondermi, voglio servire Dio nella verità della mia condizione umana”.

3. La Soluzione: Riforma o Rassegnazione?

Qui emerge la differenza sostanziale tra la narrazione mediatica e l’azione profetica:

  • La visione di Ravagnani: Sembra suggerire una sorta di “accoglienza della fragilità”, che però rischia di tradursi in una tolleranza del sommerso se non si mette mano alle regole.

  • La visione di Serrone (Supportata dal Documento di Cattaneo): Come abbiamo visto analizzando i testi teologici, la soluzione non è la tolleranza del peccato (la doppia vita), ma la riforma della disciplina. Se, come ammette lo studio di Cattaneo, il clero sposato era la “sintonia originale” della Chiesa, tornare a quella forma significa eliminare la necessità stessa del segreto.

4. Il “Deserto” come risposta all’Ipocrisia

In questo 10° Giorno di digiuno, la scelta di Don Giuseppe di entrare nel “deserto dei 40 giorni” acquista un significato ancora più potente alla luce delle parole di Ravagnani.

Mentre Ravagnani descrive il fango della doppia vita, Serrone offre il suo corpo come sacrificio di purificazione. Il suo digiuno urla: “Basta con i compromessi! Meglio un prete sposato alla luce del sole che mille preti celibi che vivono nell’ombra”.

“Le parole di Don Ravagnani sono la prova provata che il sistema attuale è al collasso. Ma se Ravagnani descrive la ferita, Don Giuseppe Serrone propone la cura. Il No alla doppia vita non è solo uno slogan, è il motivo per cui oggi Don Giuseppe è nel deserto, senza cibo, a chiedere che il matrimonio non sia più un motivo di esclusione, ma una risorsa di autenticità per il ministero sacerdotale. La Chiesa non ha bisogno di segreti, ha bisogno di risorgere nella luce della Verità.”

Il Papa all’Angelus: “Siate annunciatori di Verità”. Don Giuseppe risponde dal Giorno 10 del suo cammino di Verità

2026.03.22 Angelus

“Oggi, nel Regina Coeli del Lunedì dell’Angelo, Papa Leone XIV ha pronunciato parole che vibrano nel silenzio del mio decimo giorno di digiuno. Ha chiesto alla Chiesa di essere ‘annunciatrice di verità’ e di praticare una ‘comunicazione onesta’.

Santità, noi siamo qui. Il nostro Widget della Verità non è un atto di ribellione, ma di obbedienza a questo Suo invito. La verità che annunciamo è semplice: il sacerdozio non teme l’amore familiare. L’onestà che pratichiamo è quella di chi ha smesso di nascondersi.

Se la malvagità corrompe la storia attraverso la menzogna della doppia vita, la nostra Pasqua vuole essere, come dice Lei, ‘una nuova voce alla speranza’. Il mio decimo giorno senza cibo è l’inchiostro con cui scrivo questa speranza. Non siamo violenti, siamo testimoni. Siamo nel deserto per ridare fiato a una verità troppo a lungo soffocata.”

don Giuseppe Serrone

#PapaLeoneXIV, #ReginaCoeli, #VaticanNews, #DonGiuseppeSerrone, #Giorno10, #Verità, #Speranza, #PretiSposati

La Stampa e la Petizione per riammettere i preti sposati al ministero: Il Popolo di Dio ha già scelto la Verità

“Leggendo i commenti sulla pagina de La Stampa riguardo alla nostra petizione internazionale (in L’appello dei preti sposati al Papa “Abbiamo una moglie, ma vogliamo dire messa” – La Stampa), emerge un dato inequivocabile: la gente è stanca dei segreti. Mentre il vaticanista Giacomo Galeazzi analizza le dinamiche politiche tra vescovi, il ‘popolo dei social’ pone una domanda brutale: perché costringere un uomo alla doppia vita quando potrebbe servire la comunità nella luce del sole?

Don Giuseppe Serrone, nel suo 10° giorno di digiuno, risponde proprio a quel fiume di commenti. Non cerchiamo lo scontro con i vescovi, ma la fine di un’ipocrisia che allontana i fedeli. Se la Chiesa è ‘Madre’, non può chiedere ai suoi figli di mentire su ciò che sono.

Le migliaia di interazioni su Facebook sono la prova che il nostro Widget della Verità non è solo un numero sul blog, ma il battito di una riforma che parte dal basso. La petizione non è contro qualcuno, è PER la coerenza del sacerdozio.”

Tag #LaStampa #Vaticano #PetizioneInternazionale #DonSerrone #PretiSposati #Giorno10 #VeritàControSegreto

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L’Eco del Silenzio: Nasce “Il Deserto dei Quaranta”

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Mentre il mondo rallenta per il Lunedì dell’Angelo, qui tra le vette il tempo ha cambiato ritmo. Oggi entriamo nel 10° Giorno di questo cammino. Abbiamo superato la soglia dei primi nove giorni; abbiamo visto la “Pietra Rotolata” della Pasqua, ma lo Spirito ci ha indicato che la meta è più avanti.

Per accompagnare i passi di questo nuovo viaggio, da oggi il nostro podcast e i nostri video avranno una nuova voce. Una voce fatta di musica e di vento.

🎧 Ascolta la Sigla del Cammino: “Il Deserto dei Quaranta”

🎼 Note di un Viaggio Spirituale

Questa composizione non è un semplice sottofondo. È il diario sonoro di una scelta radicale:

  • Il Violoncello Profondo: Rappresenta la nostra umanità, ferita ma ferma. È la voce dei preti sposati che, come emerge dalle ricerche storiche (anche quelle più prudenti come il testo di Cattaneo), affondano le radici in una “sintonia originale” con la Chiesa dei primi secoli.

  • Il Vento delle Cime: È il soffio dello Spirito che non si lascia imprigionare dai codici giuridici. È il vento che sposta Don Giuseppe verso i 40 giorni, trasformando la protesta in purificazione.

  • Il Rintocco Finale: Un suono che vibra nel vuoto. È la sveglia per una Chiesa che deve avere il coraggio di guardare in faccia la Verità.

📜 Le Parole del Deserto

“Nono giorno… la pietra è rotolata via. Ma lo Spirito soffia oltre il traguardo. Lascio le vette per il deserto dei Quaranta. Non è punizione, è purificazione. Se la Chiesa attende da anni, io offro i miei giorni. Non di pane vivrò, ma di sola Parola.”

🚶‍♂️ Un Quarto di Cammino

Oggi il nostro Widget del Countdown segna il 25%. Un quarto dell’opera è compiuto. Mentre molti oggi si mettono in viaggio per una gita fuori porta, noi vi invitiamo a un viaggio interiore.

Siamo 1.868.000. Non siamo numeri, siamo persone che chiedono coerenza. La sigla che ascoltate oggi è il battito del cuore di questa comunità che non si ferma davanti a una porta chiusa, ma cammina finché quella porta non verrà aperta dalla forza della Verità.

Buon Lunedì dell’Angelo. Il viaggio continua.


#IlDesertoDeiQuaranta #DonSerrone #Giorno10 #PretiSposati #VeritàPerLaChiesa #SacerdozioEfamiglia #PodcastCattolico

📌 Tag Principali (Focus: Don Giuseppe e il Digiuno)

  • Don Giuseppe Serrone,

  • Digiuno Profetico,

  • Deserto dei 40 Giorni,

  • 10 Giorno,

  • Diario di un prete sposato,

  • Resistenza Nonviolenta,

  • 40 Giorni di Purificazione,

⛪ Tag Teologici e Storici (Rif. Documento Cattaneo)

  • Preti Sposati,

  • Celibato Sacerdotale,

  • Sacerdozio Uxorato,

  • Sintonia Originale,

  • Storia del Celibato,

  • Riforma della Chiesa,

  • Concilio Vaticano II,

  • Diritto Canonico,

🎙️ Tag Podcast e Media

  • Il Cammino è la Meta,

  • Podcast Sacerdoti Sposati,

  • Il Deserto dei Quaranta (Sigla),

  • Musica Sacra Ambient,

  • Comunicato Stampa Pasqua 2026,

🕊️ Tag Appelli e Istituzioni

  • Papa Leone XIV,

  • Mons. Mario Delpini,

  • Supplica Preti Sposati,

  • Curia di Milano,

  • Vaticano 2026,

Leone XIV annuncia una veglia di preghiera per la pace sabato prossimo in San Pietro. Il Movimento dei sacerdoti sposati si unirà alla preghiera per la pace

Il Papa a Pasqua: «Chi scatena le guerre deponga le armi. Facciamo udire il nostro grido di pace»

Papa Leone XIV, al termine della benedizione “Urbi et Orbi”, saluta i fedeli arrivati in piazza San Pietro per la Messa di Pasqua / AFP
Don Giuseppe Serrone aderisce all’iniziativa dal suo cammino di 40 giorni per la riammissione al ministero dei preti sposati. Nel messaggio “Urbi et Orbi” il monito del Pontefice: «La pace si persegue con il dialogo, non con la forza. No all’indifferenza e alla rassegnazione». Alla Messa davanti a 60mila fedeli: «Guerre, profitto, soprusi: il mondo minacciato dagli abissi di morte»

L’anniversario nel deserto…: Giorno 10 di 40 – 35 Anni di Carattere Sacerdotale

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📝 AGGIORNAMENTO DEL DIARIO: IL GIUBILEO DEL DESERTO

Giorno 10 di 40 – 35 Anni di Carattere Sacerdotale

“Oggi, 6 aprile, compio 35 anni di sacerdozio. Nel 1991 iniziavo la risposta alla chiamata di Dio. Oggi, nel 2026, onoro quella promessa nel modo più radicale che conosca: offrendo il mio vuoto perché la Chiesa si riempia di verità. Non sono un prete ‘ex’; sono un prete che espia, che intercede, che ama. Il mio dono di oggi è questo silenzio che si fa più profondo, un soffio di vita per ogni sacerdote sposato che aspetta di poter dire ancora: ‘Eccomi’.” (don Giuseppe Serrone)

Teologia preti sposati: ANALISI / STORIA DI UNA “SINTONIA” SOSPESA

Un prete sposato celebra la S. Messa... Un sogno nelle mani del Papa

In questo 10° Giorno di Pasqua, mentre celebriamo la “Pietra Rotolata” e la risurrezione di un carisma sacerdotale che non si è mai spento, analizziamo un documento significativo che tocca il cuore della nostra battaglia: “Preti sposati? 30 domande scottanti sul celibato” (2011), curato da Arturo Cattaneo.

Questo testo è fondamentale perché, pur sostenendo la disciplina attuale, ammette verità storiche che rafforzano la nostra consapevolezza di preti sposati in cammino.


📜 ANALISI: STORIA DI UNA “SINTONIA” SOSPESA

Il documento offre una prospettiva storica e teologica che merita di essere commentata alla luce del nostro digiuno profetico.

1. L’Ammissione Storica: Il Clero Sposato alle Origini

Il testo riconosce esplicitamente che nei primi secoli la Chiesa ammetteva sacerdoti sposati. La prassi comune, sia in Oriente che in Occidente, prevedeva candidati spesso in età avanzata e già coniugati.

  • Il Commento: Questo conferma che il matrimonio e il sacerdozio non sono ontologicamente incompatibili, ma sono stati uniti fin dalle origini della Chiesa.

2. L’Evoluzione della Continenza

Secondo gli autori, l’evoluzione verso il celibato obbligatorio nella Chiesa Latina nacque dalla percezione di una “sconvenienza” nel proibire il rapporto coniugale a chi era legittimamente sposato. Piuttosto che permettere il matrimonio vissuto pienamente, la Chiesa Latina scelse di cercare quasi esclusivamente candidati celibi a partire dal IX secolo.

  • La Sfida: Oggi, nell’Ottavo Giorno che non tramonta, noi testimoniamo che il “senso sponsale” del sacerdozio può essere vissuto non nonostante la propria moglie, ma attraverso l’amore familiare, rendendo il sacerdote ancora più vicino al vissuto del popolo di Dio.

3. Il Paradosso d’Oriente e gli Ordinariati

Il testo cita il Sinodo di Trullo (691), che permise ai chierici orientali l’uso del matrimonio, una disciplina accettata anche dalla Chiesa di Roma. Inoltre, menziona l’apertura agli ex anglicani attraverso gli Ordinariati personali.

La Riflessione: Se la Chiesa riconosce la validità e la “mitigazione” della disciplina per i fratelli orientali e anglicani, perché negare la stessa accoglienza ai sacerdoti latini che hanno scelto la via del matrimonio?


🕊️ CONCLUSIONE: IL VIAGGIO CONTINUA

Il libro di Cattaneo conclude che il celibato riflette una “pienezza sponsale” sull’esempio di Cristo. Noi, in questo Giorno di Pasqua, rispondiamo che la nostra Risurrezione ministeriale passa proprio per la sintesi tra questi due sacramenti.

Come indicato nel testo, il Concilio Vaticano II raccomandò il celibato senza però voler imporre cambiamenti alle Chiese orientali. Noi chiediamo che questa stessa libertà e autonomia disciplinare possa finalmente aprirsi anche per il clero latino, riconoscendo che il carisma sacerdotale uxorato e i preti sposati riammessi al ministero sono, come scriveva don Basilio Petrà, un dono dello Spirito per la Chiesa di oggi.

La pietra è rotolata. La storia è scritta, ma il futuro è nelle nostre mani (e nei nostri passi).


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PROSEGUIMENTO DEL DIGIUNO PER 40 GIORNI PER LA RIAMMISSIONE DEI PRETI SPOSATI

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COMUNICATO STAMPA

OGGETTO: DON GIUSEPPE SERRONE ANNUNCIA IL PROSEGUIMENTO DEL DIGIUNO PER 40 GIORNI PER LA RIAMMISSIONE DEI PRETI SPOSATI”

6 APRILE 2026 – Nel giorno di Pasqua, mentre la cristianità ha celebrato la Risurrezione, arriva un annuncio destinato a scuotere profondamente il dibattito ecclesiale e l’opinione pubblica. Don Giuseppe Serrone, giunto oggi al suo 10° giorno di digiuno profetico a base di solo riso e acqua, ha comunicato ufficialmente la decisione di non interrompere la sua azione di testimonianza, ma di estenderla a 40 giorni, ricollegandosi alla simbologia biblica del deserto e della purificazione.

Il messaggio dell’alba del 6 Aprile nel 35° anniversario dell’Ordinazione Sacerdotale di don Giuseppe Serrone avvenuta il 6 Aprile del 1991: “Il traguardo dei 9 è alle spalle. Ora il silenzio si fa più profondo. Non conto i giorni che mancano, ma quelli che offro.”

La Scelta: Dal Traguardo al Viaggio

L’azione, nata a sostegno della “Supplica e Appello a Papa Leone XIV” inviata lo scorso 25 marzo 2026 (consultabile su https://sacerdotisposati.altervista.org), entra ora in una fase mistica e politica di eccezionale intensità.

“Pensavo che il traguardo fosse oggi,” dichiara Don Giuseppe dal suo ritiro ai piedi delle Alpi. “Ma lo Spirito mi ha sussurrato che il viaggio è appena iniziato. La Risurrezione mi dà la forza per non fermarmi al numero nove. Entro nel deserto dei 40 giorni. Non per punizione, ma per purificazione. Se la Chiesa ha bisogno di 40 anni per cambiare, io offro 40 giorni di me stesso.”

Il Supporto Teologico e la Verità Storica

La prosecuzione del digiuno non è solo un atto di resistenza fisica, ma è sostenuta da una solida base teologica che i recenti studi e documenti (come il volume curato da Arturo Cattaneo, “Preti sposati? 30 domande scottanti”) hanno involontariamente rafforzato.

La ricerca storica conferma che il clero sposato è stato la norma nei primi secoli della Chiesa e che la disciplina del celibato nel rito latino non è un dogma di fede, ma una legge ecclesiastica che può e deve essere riformata per rispondere alle necessità del popolo di Dio. Il supporto teologico alla riammissione si fonda sulla “sintonia originale” tra ministero e matrimonio, una realtà già vissuta e autorizzata nelle Chiese Orientali e negli Ordinariati personali per ex anglicani.

Il Messaggio di Pasqua: “Nutrirsi solo di Parola”

Per Don Giuseppe, questo 5 aprile 2026 non segna il ritorno al cibo, ma un’immersione totale nella dimensione dello Spirito: “Il 5 Aprile non è il giorno in cui ho ricominciato a mangiare, ma il giorno in cui ho iniziato a nutrirmi solo di Parola. Scegliere i 40 giorni significa dire al mondo che la Risurrezione non è un evento del passato, ma un processo faticoso e meraviglioso che richiede tutto di noi.”

Un Appello alla Libertà

Il comunicato si chiude con un auspicio che travalica i confini della gerarchia: “Cristo è Risorto! E con Lui risorge la speranza di una Chiesa che non ha paura di amare. Questa non è la fine del mio digiuno, ma l’inizio di una storia nuova. Nessun muro, nessuna legge e nessuna pietra possono trattenere lo Spirito. Buona Pasqua di Libertà a tutti i cercatori di Dio.”

L’Associazione Sacerdoti Sposati invita i media, i fedeli e gli uomini di buona volontà a seguire gli aggiornamenti quotidiani di questo “viaggio nel deserto” attraverso il blog ufficiale, che ha ormai superato la soglia storica di 1.850.000 visite, confermando quanto il tema della riammissione dei preti sposati sia una ferita aperta e sentita nel cuore della cristianità contemporanea.


Contatti Stampa: Redazione Sacerdoti Sposati Sito Web: https://sacerdotisposati.altervista.org

Email: sacerdotisposati@gmail.com

Tag: #DonSerrone, #PretiSposati, #Digiuno40Giorni, #Pasqua2026, #RiformaChiesa, #LeoneXIV, #VeritàSacerdotale,

Giorno 10 di 40 verso la Verità

🏜️ IL CAMMINO DEI 40 GIORNI

Contatore.camminosperanza

Il Deserto dei 40 Giorni

“Non di solo pane…”

GIORNO 10 DI 40 verso la verità

Verso la Verità: Sostegno alla Supplica per Papa Leone XIV. IL CALCOLO DEL DESERTO: Giorni già compiuti: 10 (dal 28 marzo al 5 aprile).

Traguardo finale: 40 giorni.

Giorni rimanenti:  (dal 7 aprile al 6 maggio compreso)

🕒 Mancano 30 giorni al termine del digiuno profetico.

STATO: Purificazione e Testimonianza

OBIETTIVO: Riammissione dei preti sposati e Verità per la Chiesa.


LEGGI IL DIARIO DEL DIGIUNO