Caso Rupnik, Vaticano: «Infondate» le notizie sull’assoluzione

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Avvenire
Notizie e visione profetica per il rinnovamento della Chiesa

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Avvenire

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Avvenire

Ansa
Naike Rivelli, figlia dell’attrice Ornella Muti, ha dichiarato all’agenzia Ria Novosti che lei e sua madre stanno facendo domanda per la cittadinanza russa.
“Facciamo domanda per la cittadinanza russa per sentirci veramente a casa…
Abbiamo radici russe e non possiamo rinnegare le nostre origini, la nostra famiglia e i nostri amici”, ha affermato Rivelli.
“Molti italiani amano la Russia, le persone che ci vivono e la cultura del Paese. Gli italiani che conoscono la storia non dimenticano i suoi eventi… Anche durante la pandemia di coronavirus, i russi ci hanno sempre sostenuto”, ha aggiunto Rivelli.
Il Giornale
Matteo Lepore è un figlio della Bologna bene. Di professione politico, ha lavorato qualche anno per la rossissima Lega coop. Per il resto, ha sempre fatto lo stesso tragitto: casa, Partito democratico, casa, Partito democratico. Si diploma al Galvani, liceo classico, dove entra in contatto con la borghesia liberal democratica, il soffio prodiano della città. Poi, negli anni universitari, fa la conoscenza di collettivi e centri sociali: gli tornerà utile per il proseguo. Derivato ideologico dell’ex sindaco Virginio Merola, è accusato da destra di aver reso Bologna un hub della droga alla luce del sole. Difficile sostenere il contrario.
Chiunque si avvicini, anche da lontano, lo nota: Bologna, con Lepore, è miele per migranti irregolari, spacciatori e disagiati vari. Scolorito il rosso dei tetti, Bologna assomiglia sempre più a una serra dall’illegalità diffusa. La delinquenza, con questa giunta, è un’infrastruttura sociale.
Spalleggiato dalla Cei di Matteo Maria Zuppi e dall’Ucoii di Yassine Lafram (ex presidente stra-bolognese), Bologna è governata dall’alleanza tra cooperative e centri sociali, entrambi foraggiati volentieri dall’amministrazione Pd/Avs. Nomi che tornano nelle partecipate, porte girevoli tra assisi elettive ed enti gestionali: lo strapotere rosso, a Bologna, è dilagante. Lepore, come chiunque amministri la città metropolitana da sinistra, è alleato fedele degli antagonisti.
Labas, arcinoto centro sociale, se ne sta per gentile concessione del Comune in vicolo Bolognetti, pieno centro. Ieri, i ragazzi di Labas erano a lanciare pietre, nella migliore delle ipotesi, contro le forze dell’ordine. Lepore si affretta: le piazze erano due, dice. Ma anche in quella dei facinorosi ha parecchi conoscenti stretti. Saltato sulla sedia quando IlGiornale ha segnalato il ruolo della moglie nella coop Lai Momo, Lepore, oltre a sostenere i centri sociali, tollera volentieri la proliferazione delle moschee: a Bologna i musulmani hanno toccato quota 40mila. Festeggiano gli «avvocati di strada», architrave della Bologna piddina, impegnatissimi nei ricorsi anti-rimpatri.
Neppure gli universitari si divertono più a Bologna, tra l’insicurezza delle strade e i cantieri che bloccano la viabilità. L’ultima trovata, il naviglio bolognese, è ispirata a Milano ma sta facendo di Bologna una Parigi del XIV secolo: si fa fatica a contare le nutrie e i topi. Poi certo il tram, anche quello in stile meneghino, con la viabilità ingessata, in combinato con la genialata di Bologna 30.
La «rossa e fatale», anche se non lo ammettono, preoccupa anche la sinistra, perché non è più lei. Sotto i portici ci si ripara a fatica. Le mura sono tutte imbrattate. Le osterie, a mano a mano, scompaiono, mentre aumentano i «maranza» che vendono volentieri droga per strada. Poi, a cadenza più o meno regolare, centri sociali e antagonisti vari trovano il pretesto per mettere a ferro e fuoco la città. A Lepore va bene così. E non c’è molto di cui stupirsi. La sorpresa sarebbe se tutto questo andasse bene anche ai bolognesi.

Avvenire
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Avvenire
Ogni anno è punto di arrivo di milioni di visitatori che vi si recano per apprezzarne i tesori d’arte e le architetture religiose, tra cui la basilica di San Francesco, la chiesa di Santa Chiara, fondatrice dell’ordine delle Clarisse, il duomo di San Rufino e la basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, solo per citare i più importanti, ma anche per apprezzarne i palazzi civici, i musei, le architetture militari e per respirare la storia e la spiritualità di una città senza tempo.
Terra di ulivi e vigne, Assisi è anche luogo di buona tavola, dove apprezzare ricette di grande tradizione.
Dove si trova Assisi
Tra le terre di Perugia e Foligno, Assisi sorge a poco meno di trenta chilometri a sud di Perugia, sul versante nord-occidentale del monte Subasio. Il suo territorio si divide tra zone collinari, di bassa montagna e aree pianeggianti, mentre la città è posta sulla collina.
Dove Viaggi
Colore Liturgico Verde
Antifona d’ingresso
Dio sta nella sua santa dimora:
a chi è solo fa abitare una casa;
dà forza e vigore al suo popolo. (Cf. Sal 67,6.7.36)
Colletta
O Dio, nostra forza e nostra speranza,
senza di te nulla esiste di valido e di santo;
effondi su di noi la tua misericordia
perché, da te sorretti e guidati,
usiamo saggiamente dei beni terreni
nella continua ricerca dei beni eterni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Oppure (Anno A):
O Padre, fonte di sapienza,
che in Cristo ci hai svelato il tesoro nascosto
e ci hai donato la perla preziosa,
concedi a noi un cuore saggio e intelligente,
perché, fra le cose del mondo, sappiamo apprezzare
il valore inestimabile del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Prima lettura
1Re 3,5.7-12
Hai domandato per te la sapienza.
Dal primo libro dei Re
In quei giorni a Gàbaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte. Dio disse: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda».
Salomone disse: «Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per la quantità non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso?».
Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse domandato questa cosa. Dio gli disse: «Poiché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te molti giorni, né hai domandato per te ricchezza, né hai domandato la vita dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, ecco, faccio secondo le tue parole. Ti concedo un cuore saggio e intelligente: uno come te non ci fu prima di te né sorgerà dopo di te».
Parola di Dio
Salmo responsoriale
Sal 118
Quanto amo la tua legge, Signore!
La mia parte è il Signore:
ho deciso di osservare le tue parole.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento.
Il tuo amore sia la mia consolazione,
secondo la promessa fatta al tuo servo.
Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
perché la tua legge è la mia delizia.
Perciò amo i tuoi comandi,
più dell’oro, dell’oro più fino.
Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti
e odio ogni falso sentiero.
Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti:
per questo li custodisco.
La rivelazione delle tue parole illumina,
dona intelligenza ai semplici.
Seconda lettura
Rm 8,28-30
Ci ha predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno.
Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.
Parola di Dio
Canto al Vangelo
Mt 11,25
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
Alleluia.
Vangelo
Mt 13,44-52
Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Parola del Signore.
Forma breve (Mt 13,44-46):
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
(Dall’Orazionale CEI 2020)
Riuniti con fede nella casa del Signore, rivolgiamo al Padre celeste la mente e il cuore, nella fiducia filiale che egli ci è accanto in tutte le necessità.
Preghiamo insieme e diciamo: Padre della vita, ascoltaci.
1. Per la santa madre Chiesa: nel suo pellegrinaggio terreno tenga sempre fisso lo sguardo alle realtà eterne e possa un giorno vedere i suoi figli riuniti al banchetto del cielo. Preghiamo.
2. Per i vescovi e i presbiteri: spezzando quotidianamente il pane della Parola e dell’Eucaristia, offrano ai fedeli il nutrimento efficace per la vita spirituale. Preghiamo.
3. Per i popoli della terra: accogliendo l’invito alla conversione, volgano i loro passi verso Cristo, fonte della vera pace e vincolo di unità. Preghiamo.
4. Per i poveri, i sofferenti e gli affamati: sperimentino la compassione del Figlio nella fraterna sollecitudine di chi si fa loro incontro in sincera condivisione. Preghiamo.
5. Per noi che partecipiamo a questa santa Eucaristia: toccati dalla grazia, crediamo realmente che nulla potrà mai separarci dall’amore di Dio, che si è manifestato in Cristo Gesù. Preghiamo.
Ascolta, Signore, le invocazioni che la Chiesa ti rivolge: la tua premurosa presenza nella nostra vita doni conforto alla nostra debolezza. Per Cristo nostro Signore.
Preghiera sulle offerte
Accetta, o Signore, queste offerte
che la tua generosità ha messo nelle nostre mani,
perché il tuo Spirito, operante nei santi misteri,
santifichi la nostra vita presente
e ci guidi alla felicità senza fine.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Benedici il Signore, anima mia:
non dimenticare tutti i suoi benefici. (Sal 102,2)
Oppure:
Beati i misericordiosi: troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore: vedranno Dio. (Mt 5,7-8)
Oppure (Anno A):
«Così sarà alla fine del mondo.
Verranno gli angeli
e separeranno i cattivi dai buoni», dice il Signore. (Mt 13,49)
Preghiera dopo la comunione
O Dio, nostro Padre,
che ci hai dato la grazia di partecipare a questo divino sacramento,
memoriale perpetuo della passione del tuo Figlio,
fa’ che il dono del suo ineffabile amore
giovi alla nostra salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

Le ultime parole pronunciate a terra al quartiere Pilastro, la morte dopo il fermo e la rabbia esplosa nelle strade di Bologna.
In questo episodio ripercorriamo la tragica vicenda di Abderrahim Fakir, 43 anni, e analizziamo il primo vero banco di prova del nuovo “scudo penale” (l’Articolo 45-bis del codice di procedura penale) introdotto dal Decreto Sicurezza per tutelare le forze dell’ordine nell’esercizio del dovere.
In questa puntata troverai:
I Fatti: La ricostruzione di quanto accaduto e il profilo di Fakir.
La Scheda Tecnica: Come funziona l’iscrizione nel “registro delle annotazioni preliminari” e cosa cambia rispetto al passato per agenti e soccorritori.
La Politica e la Piazza: Le dichiarazioni del Ministro Piantedosi, la reazione dei familiari con l’avvocato Anselmo e le cariche tra polizia e manifestanti in Piazza Roosevelt.
⏱️ Durata: 5 minuti circa
📩 Iscriviti al canale per non perdere i prossimi approfondimenti di cronaca e politica.
in https://www.spreaker.com/episode/la-morte-di-fakir-lo-scudo-e-la-piazza–73081181

Avvenire
Ingombri di derrate e merci, i camion diventati lamiere roventi attendono a più di 40 gradi l’ingresso a rilento in Palestina dalla Giordania. Sono aiuti destinati a Gaza. Devono essere ispezionati da meticolose guardie israeliane. A pochi tornanti, sopra il deserto giordano, il frastuono dei caccia che scendono sulle piste delle basi americane indica un’altra rotta della stessa guerra.
I missili iraniani che hanno colpito le postazioni Usa hanno fatto tre morti fra i marines e riacceso paure e rabbia mai sopite. Con il Regno hashemita che deve rassicurare la popolazione e al contempo chiedere aiuto a chi può convincere gli ayatollah. Gli attacchi incrociati sono proseguiti anche ieri. A Shiraz, testimoni iraniani hanno riferito di forti esplosioni. L’agenzia Fars le ha confermate senza precisarne l’origine, mentre la testata dell’opposizione all’estero Iran International sostiene che sia stato colpito un impianto della Iran electronics industries, legata al comparto militare. Quasi contemporaneamente i media di Stato hanno denunciato raid su Bushehr, sede dell’unica centrale nucleare civile iraniana. Il governatore Mohammad Mozaffari ha parlato di «località colpite dai proiettili del nemico americano», senza chiarire gli obiettivi.
Non scorrono i camion di aiuti e si tentano anche nuovi blocchi in mare, dopo quello di Hormuz. In un discorso televisivo, il portavoce militare degli Houthi ha annunciato che risponderanno «al blocco con un blocco» e «a ogni escalation con un’escalation». Nel mirino ci sono i sauditi, accusati per gli attacchi sull’aeroporto della capitale yemenita. Perciò da Sanaa si dicono pronti ad attuare il blocco della navigazione ai bastimenti direttamente o indirettamente riconducibili a Riad nel Mar Rosso. E mentre i Pasdaran tentano di controllare la navigazione nello Stretto di Hormuz, Washington intensifica i bombardamenti e l’Iran colpisce gli alleati regionali degli Stati Uniti. Nel Golfo, Bahrain e Kuwait hanno annunciato nuove intercettazioni di droni e missili di Teheran.
La guerra ormai corre lungo una linea che unisce le città iraniane alle basi americane in Giordania, gli impianti energetici del Golfo alle macerie di Gaza e ai villaggi palestinesi della Cisgiordania. Le esplosioni segnalate a Shiraz e Bushehr, gli attacchi contro il territorio giordano e la nomina di Khalil al-Hayya alla guida di Hamas compongono la mappa di un unico conflitto che continua ad aprire fronti mentre la diplomazia non li richiude. Teheran sostiene che i contatti indiretti con Washington proseguano. «Abbiamo ricevuto messaggi attraverso i mediatori», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei che ieri è arrivato in Pakistan, principale mediatore nella crisi. Ma la tregua tra Stati Uniti e Iran è ormai svuotata.
La Giordania è diventata il punto più esposto della catena di rappresaglie. Il Pentagono ha confermato la morte di due militari americani negli attacchi iraniani e la scomparsa di un terzo. Il Central Command ha riferito del ritrovamento di resti umani ancora da identificare. Domenica le difese giordane hanno intercettato tre missili diretti verso Aqaba, mentre un quarto è caduto in una zona remota. Nuovi raid iraniani anche ieri mattina. Amman ha convocato l’incaricato d’affari di Teheran denunciando i «continui e ingiustificati attacchi» contro il regno. «La sicurezza della Giordania rappresenta una linea rossa», ha dichiarato il portavoce Fuad al-Majali. Il ministro degli Esteri Ayman Safadi continua a respingere l’idea che il Paese sia parte del conflitto, negando che dal territorio giordano siano partite azioni contro l’Iran. Ha ricordato che la presenza di forze statunitensi è nota da tempo, ma proprio questa cooperazione ha trasformato la Giordania in un bersaglio. I Guardiani della rivoluzione iraniana sostengono di aver colpito le basi di al-Azraq e Prince Hassan, senza conferme indipendenti. Teheran insiste di non avere «alcuna ostilità verso la Giordania», sostenendo di prendere di mira soltanto le forze americane. La traiettoria dei missili attraversa però non solo i deserti sassosi, ma centri abitati e snodi logistici e molti temono che prima o poi qualche ordigno cadrà dove non deve. Il dibattito pubblico alterna rassicurazioni a preoccupazioni. Il politologo Amer Sabaileh osserva che «hanno effettivamente cominciato a colpire le basi», mentre l’analista Areej Jabr parla di «uno scontro su più fronti» volto a sovraccaricare le capacità militari americane e israeliane.
La pressione regionale investe anche Gaza. Hamas ha nominato Khalil al-Hayya nuovo leader del movimento in sostituzione di Yahya Sinwar, ucciso il 16 ottobre 2024 da un attacco di Tel Aviv. Secondo l’analista palestinese Reham Owda, la scelta conferma il rifiuto del disarmo e la volontà di mantenere l’alleanza con l’Iran. «I negoziati sul disarmo – preconizza – incontreranno ostacoli significativi». A Khan Younis un attacco israeliano contro un’automobile ha ucciso almeno tre palestinesi, mentre in Cisgiordania nell’area di Masafer Yatta, decine di coloni mascherati e armati hanno attaccato il villaggio di al-Tuwani, incendiato una moschea, abitazioni, un caseificio e un’automobile. Una donna incinta è rimasta ferita. Sui muri hanno lasciato un messaggio: «Vendetta» e una stella di David, alludendo a precedenti scontri con i palestinesi. Secondo gli abitanti, esercito e polizia israeliani non sarebbero intervenuti.
Dalle aride alture giordane, dove le greggi cercano l’ombra inseguendo le rocce, si sente ancora l’amara profezia dell’allora ee Hussein: «Il confine non passa tra la Giordania e Israele, ma tra i sostenitori della pace e gli oppositori della pace».
© RIPRODUZIONE RISERVATA