Leonardo Boff benedice la ‘Magnifica Humanitas’: ora la Chiesa applichi questo nuovo stile ai preti sposati”

L'IA sia al servizio dell'uomo: che cosa ha detto papa Leone  XIV nella sua prima enciclica

Se persino la teologia globale vede un “nuovo stile” nel Papa, la CEI non può restare ancorata al vecchio clericalismo

Il dibattito attorno all’Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV si arricchisce oggi di un intervento destinato a fare storia. Il celebre teologo brasiliano Leonardo Boff ha pubblicato un lungo e dettagliato commento nel quale analizza il documento pontificio, intravedendovi la nascita di una vera e propria “nuova visione e un nuovo stile pontificio”. Secondo Boff, il Papa sta tracciando una strada ecclesiologica capace di superare le vecchie rigidità, rimettendo al centro l’umanità integrata, l’ascolto e la vicinanza alle realtà periferiche e sofferenti del mondo attuale.

Per il Movimento Sacerdoti Sposati, le parole di Boff non sono solo una conferma intellettuale, ma un mandato d’azione. Se il Papa sta inaugurando un “nuovo stile” basato sull’accoglienza e sul superamento dei vecchi schemi difensivi della curia, l’ostinato rifiuto della CEI di prendere in considerazione i preti sposati appare come un anacronismo ingiustificabile, in totale contrasto con la mente del Pontefice.

1. Il quarto giorno di digiuno: un’offerta per il “nuovo stile” della Chiesa

Mentre don Giuseppe Serrone affronta il quarto giorno del suo secondo Digiuno dei 40 giorni, l’analisi di Boff ci ricorda perché stiamo lottando. Non digiuniamo per rivendicare un tornaconto personale, ma per chiedere che questo “nuovo stile pontificio” diventi carne e sangue nelle nostre parrocchie. Una Chiesa che, come scrive Boff, adotta una nuova visione non può parallelamente rassegnarsi a vedere le proprie chiese chiuse o private dell’Eucaristia (come sta drammaticamente accadendo nella Diocesi di Verona) pur di mantenere il tabù del celibato assolutizzato.

2. Dalla “Magnifica Humanitas” al Decreto di Riammissione

Boff coglie la portata profetica dell’Enciclica. Noi torniamo a bussare alle porte dell’Assemblea Generale della CEI e dello stesso Papa Leone XIV: se l’umanità è “magnifica” proprio nella sua interezza e nelle sue relazioni, allora la famiglia di un prete sposato non è un elemento di disturbo, ma un riflesso di questa stessa bellezza. I sacerdoti sposati con regolare rito sacramentale sono gli operai già formati, pronti ed esperti – molti dei quali inseriti con successo nel mondo della scuola superiore e professionale – che attendono solo un Decreto di Riammissione per tradurre la teoria dell’Enciclica in pratica pastorale sul territorio.

3. La via del dialogo senza paura

Prendendo forza dal commento di Leonardo Boff, il Movimento ribadisce la scelta di percorrere esclusivamente la via del dialogo paziente, filiale e trasparente con Roma. Rifiutiamo le scorciatoie di chi si organizza in prelature autonome o circuiti separati. Noi vogliamo che il “nuovo stile” di Papa Leone XIV trionfi all’interno della comunione cattolica, abbattendo quel muro di gomma clerico-curiale che dal 2003 tenta di mettere a tacere le nostre legittime suppliche.

Comunicato d’Emergenza per il Blog: “La Verità non si silenzia: Bloccata la nostra pagina Facebook”

“Potete bloccare un algoritmo, ma non potete fermare la fame di Eucaristia. La voce dei Sacerdoti Sposati si sposta sul web indipendente.”

Mentre il Cammino dei 100 Giorni avanza e raccogliamo i primi frutti per l’apertura della sede a Roma, denunciamo pubblicamente il blocco unilaterale della pagina Facebook ufficiale del nostro Movimento. Dopo le segnalazioni di anomalie sul blog, questo nuovo stop forzato impedisce la diffusione dei nostri editoriali dedicati a San Paolo VI, alla Magnifica Humanitas e alla denuncia delle parrocchie senza Messa a Trento e Vicenza.

Non ci illudiamo: sappiamo che i巨头 (giganti) del digitale rispondono a logiche di potere e a segnalazioni di massa orchestrate dai settori clericali più retrogradi. Ma come ha ricordato ieri Papa Leone XIV, la Chiesa deve essere “libera di annunciare Cristo nella piccolezza”. Se ci chiudono le porte dei social commerciali, noi spalanchiamo i canali proprietari e la rete del passaparola cattolico. La Redazione è già al lavoro per ripristinare i contatti con l’assistenza tecnica, ma la nostra risposta più forte sarà l’azione sul campo.

Lettura e Vangelo del giorno 29 Maggio 2026

Speranze.rinascitedigermogli
Letture del Giorno
Prima Lettura

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
1Pt 4,7-13

Carissimi, la fine di tutte le cose è vicina. Siate dunque moderati e sobri, per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto conservate tra voi una carità fervente, perché la carità copre una moltitudine di peccati.
Praticate l’ospitalità gli uni verso gli altri, senza mormorare.
Ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l’energia ricevuta da Dio, perché in tutto sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen!
Carissimi, non meravigliatevi della persecuzione che, come un incendio, è scoppiata in mezzo a voi per mettervi alla prova, come se vi accadesse qualcosa di strano. Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 95 (96)

R. Vieni, Signore, a giudicare la terra.
Oppure:
R. Viene il Signore a giudicare la terra.

Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
È stabile il mondo, non potrà vacillare!
Egli giudica i popoli con rettitudine. R.

Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta. R.

Davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli. R.

Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 11,11-25

[Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.
La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:
“La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni”?
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.
La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».

Nota Tecnica: Segnalazione anomalie sul Blog “Informazione Libera”

Cuore.versoRoma

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 Attacco informatico e blocco delle visite sul blog: la nostra voce non si ferma

Desideriamo informare tutti i nostri lettori, i sacerdoti iscritti e i sostenitori del Movimento che nelle ultime ore il nostro blog storico di riferimento, Informazione Libera, sta subendo forti anomalie tecniche. Abbiamo riscontrato un crollo improvviso delle visite online e un blocco della diffusione dei contenuti, causato da un massiccio attacco coordinato di bot provenienti da Facebook.

Questi profili automatizzati (bot) stanno inondando e segnalando i nostri link sulla piattaforma social, provocando una restrizione della visibilità e, di fatto, un tentativo di censura informatica proprio nei giorni cruciali del secondo Digiuno dei 40 giorni intrapreso da don Giuseppe Serrone per la riammissione al ministero dei preti sposati.

Cosa stiamo facendo e come aiutarci:

  • Intervento tecnico: I nostri amministratori sono già al lavoro per ripulire il database del blog, bloccare gli IP dei bot dannosi e segnalare a Meta le attività fraudolente che colpiscono la nostra pagina.

  • Non interrompiamo il dialogo: Nonostante questo attacco miri a isolarci e a far crollare le visite online, la nostra linea non cambia. Proseguiamo nel nostro cammino di preghiera, dignità e silenzio strategico, per tutelare i contatti e i passi formali avviati con le diocesi.

  • Condivisione manuale: Chiediamo a tutti voi, per superare questo blocco algoritmico, di non affidarvi solo alla condivisione automatica, ma di copiare e inviare i testi del Movimento direttamente tramite canali privati (WhatsApp, Telegram o email) ai vostri contatti e ai sacerdoti amici.

La verità e il desiderio di servire la Chiesa non si fermano davanti a un blocco informatico. Continuiamo a sostenere don Giuseppe nel suo digiuno e a sperare nel Decreto di Riammissione di Papa Leone XIV.

Tira aria di repulisti nel mondo dei megafoni della destra. Del Debbio in pensione aveva contribuito nel confondere la causa dei preti sposati

Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole

Paolo Del Debbio ha infatti annunciato a sorpresa che dal primo giugno va in pensione, a 68 anni: oltre a Dritto e Rovescio, pure 4 di Sera chiude i battenti. Nella serata di giovedì 28 maggio Corrado Formigli col suo Piazzapulita (La7) l’ha superato in termini di ascolti, mentre addirittura nella fascia access prime time è stato doppiato da Otto e mezzo di Lilli Gruber. Ma in un settore in cui l’età non è certo uno scoglio per tenersi la poltrona (l’82enne Bruno Vespa sulla Rai non molla l’osso di un centimetro), l’accompagnamento forzato di Del Debbio ai parchetti assieme ai giocatori di bocce («Continuerò a lavorare», ha però giurato lui) sembra più una mossa figlia della strategia dei Berlusconi che vorrebbero una Mediaset più moderata e meno sdraiata sull’animo populista e destrorso di Meloni-Salvini.

UCG

“In passato nel 2019 il conduttore di Rete 4 aveva contribuito con Cruciani e Adinolfi a gettare fango sul nostro fondatore” (v. Link articolo: Confusione a “Dritto e Rovescio” di Rete4. La storia di don Serrone trasparente e prevista dalla Chiesa. I preti sposati regolarmente sono dentro la Chiesa – Informazione Libera)

2 Giugno: negli anni precedenti i preti-soldato non erano mai stati visti alla parata. Segnale evidente di una militarizzazione che sempre più coinvolge la società

Cappellani militari

Il 2 giugno alla parata militare lungo via dei Fori imperiali – con cui viene festeggiata in armi e mimetica la Repubblica che compie ottant’anni – sfilerà anche un plotone di cappellani militari. Ai preti-soldato è richiesta la divisa di ordinanza: veste talare con stellette, fascia, basco nero con fregio dell’Ordinariato militare e guanti neri, come si legge nella comunicazione interna inviata da monsignor Siddi, vicario generale della diocesi castrense, che ha i gradi e il salario di generale di divisione, ovviamente pagato dallo Stato.

Da ieri i cappellani militari provenienti da una ventina di strutture di tutta Italia – dall’Accademia dell’esercito di Modena all’aeroporto militare di Cameri, dal Comando del IX stormo di Grazzanise all’Accademia navale di Livorno – si trovano all’aeroporto militare di Guidonia per le prove della sfilata. La mattina del 2 giugno verranno trasferiti ai Fori imperiali per marciare insieme ai loro commilitoni laici. «La missione è a carico dell’ente di appartenenza per vitto e alloggio», precisa Siddi.

Da un lato fila tutto: essendo inseriti nella struttura militare con i gradi e gli stipendi degli ufficiali – il vescovo che guida l’Ordinariato è generale di corpo d’armata – i cappellani hanno pienamente titolo a sfilare. Ma negli anni precedenti i preti-soldato non erano mai stati visti alla parata. Segnale evidente di una militarizzazione che sempre più coinvolge la società.

C’è poi uno scontro tutto interno all’episcopato. L’Assemblea generale della Cei ha recentemente approvato una nota pastorale (Educare a una pace disarmata e disarmante) in cui per i cappellani si avanza l’ipotesi di «prospettare diverse forme di presenza, meno direttamente legate a un’appartenenza alla struttura militare», ovvero la loro smilitarizzazione. Una nota contestata dal vescovo castrense, monsignor Saba, che al contrario rilancia in vari modi la presenza pubblica dei cappellani militari. Con il pieno sostegno del ministero della Difesa che si fa carico di tutte le spese: ora la parata, pochi mesi fa le celebrazioni dei cento anni dell’Ordinariato.

Quello delle spese è un altro capitolo. La diocesi castrense costa allo Stato oltre dieci milioni di euro l’anno fra stipendi, pensioni, logistica e addirittura ostie, paramenti e oggetti liturgici da usare nelle caserme. «Cappellani militari tra sfilate e privilegi: uno scandalo normativo ed etico che il Parlamento e l’opinione pubblica non possono più ignorare», denuncia il sindacato dei militari.

Intanto all’assemblea generale della Cei che si è chiusa ieri, il cardinale presidente dei vescovi italiani Matteo Zuppi denuncia l’incremento della spesa militare e – con le parole di papa Leone XIV alla “Sapienza” di Roma – la nuova corsa agli armamenti: «Non si chiami “difesa” un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune».

Il Manifesto

La Scuola dell’Affetto: Perché la pedagogia di Leone XIV ha bisogno di testimoni integrali

L’analisi dell’ex ministro Bianchi coglie la rivoluzione antropologica della Magnifica Humanitas: l’insegnamento non è trasmissione fredda di nozioni o algoritmi, ma un atto d’amore incarnato, una “forma di carità”. Una scuola “affettuosa” e “inclusiva” ha bisogno di educatori che conoscano la grammatica degli affetti, la fatica della crescita e il valore dell’accoglienza quotidiana.

Qui si apre il grande interrogativo che giriamo immediatamente a mons. Daniele Gianotti, neoeletto Presidente della Commissione CEI per la Scuola e l’Università. Come può la Chiesa italiana pretendere di educare i giovani all’affettività e al realismo se continua a escludere dall’insegnamento e dalle facoltà teologiche i sacerdoti sposati? Castrare il patrimonio umano e intellettuale di cinquemila presbiteri regolari, padri di famiglia e accademici stimati, solo per un pregiudizio burocratico sul celibato, è l’antitesi della scuola “aperta” invocata dal Papa.

Mentre il quotidiano il manifesto tenta di sollevare dubbi sulla “mano del Papa” dietro l’enciclica, il mondo della scuola ne riconosce la potenza profetica. Il sacerdote sposato porta nella cattedra una sintesi unica: la profondità del mistero divino e il realismo dell’amore familiare. Nel quarto giorno di digiuno, chiediamo che il Decreto di Riammissione apra finalmente le porte delle scuole cattoliche e delle università a chi vuole insegnare Cristo con il coraggio dell’affetto e della carne.

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L’Inchiostro del Papa e il fango del dubbio: Perché la ‘Magnifica Humanitas’ fa paura

Papa Leone XIV - Foto Ap

La tesi rilanciata da il manifesto, secondo cui l’Enciclica del Papa sull’era digitale e il realismo antropologico sarebbe il frutto di laboratori curiali estranei al pensiero intimo del Pontefice, è il classico tentativo del giornalismo laico di depotenziare la portata rivoluzionaria del documento. Quando la Chiesa parla al mondo con la durezza della verità — attaccando i monopoli del capitalismo algoritmico e richiamando l’umanità al realismo delle relazioni ordinate, dei corpi e della carne — la reazione del mondo è sempre la stessa: dividere il Papa dal suo entourage, creare la narrazione del “Papa ostaggio” o del “testo manipolato”.

A questi dubbi intellettualistici noi rispondiamo con la teologia e la prassi romana. L’Enciclica porta la firma di Papa Leone XIV. È sua la mano che impegna l’autorità apostolica, ed è sua l’indicazione di superare le astrazioni per “restare profondamente umani”. Se l’enciclica rigetta la smaterializzazione della vita operata dalle macchine, essa demolisce anche la smaterializzazione della Chiesa operata dalle Curie periferiche. Chi dubita della “mano del Papa” a sinistra, spesso lo fa perché teme che quel richiamo al realismo della carne costringa la Chiesa a fare i conti con le sue contraddizioni più profonde, a partire dall’obbligo del celibato per i preti. La Magnifica Humanitas è lo scudo teologico con cui noi, nel quarto giorno di digiuno, respingiamo le scappatoie burocratiche (come le parrocchie date ai laici a Trento e Vicenza) per chiedere il Decreto di Riammissione. L’inchiostro è del Papa, la firma è del Papa, e a quel testo noi chiediamo a tutta la CEI di obbedire.

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I sacerdoti sposati chiedono semplicemente l’applicazione di quel principio di discernimento che Paolo VI ha insegnato a tutta la Chiesa: saper cambiare gli schemi umani per salvare l’essenziale di Cristo

San Paolo VI, Papa: il riformatore mite che guidò e concluse il Concilio Vaticano II

🏛️ Editoriale del Giorno: “L’Eredità di San Paolo VI e il coraggio di aggiornare la Legge alla Realtà”

Celebrare San Paolo VI oggi, 29 maggio, nel pieno del collasso pastorale delle parrocchie italiane, non è un semplice esercizio di memoria. Significa interrogare il Papa che più di ogni altro ha sofferto e amato le trasformazioni della Chiesa moderna. Giovanni Battista Montini è stato l’uomo dell’“aggiornamento”, colui che ha saputo traghettare le strutture millenarie della Chiesa dentro i flutti della contemporaneità, affrontando tempeste immani ma tenendo sempre saldo il timone della comunione romana.

Nessuno può dimenticare che fu proprio Paolo VI a ribadire il valore del celibato ecclesiastico in anni di fortissima contestazione. Ma il contesto odierno, a quasi sessant’anni da quel pronunciamento, è radicalmente mutato. I dati emersi in questi giorni dall’Assemblea CEI e le cronache da Trento, Vicenza e Verona — dove si preferisce applicare in modo difensivo il diritto canonico per dare le parrocchie in gestione ai laici pur di non richiamare i sacerdoti sposati — dimostrano che la “mancanza di clero” non è più un’ipotesi, ma un deserto sacramentale in atto.

Se Paolo VI fosse qui oggi, da Papa del dialogo e del realismo storico, non esiterebbe ad ascoltare il grido delle comunità orfane. Il diritto della Chiesa non è un idolo immobile; la stessa ecclesiologia montiniana si fondava sulla consapevolezza che le forme istituzionali devono servire alla vita dello Spirito, non soffocarla. Papa Leone XIV, con l’Enciclica Magnifica Humanitas, sta raccogliendo questa eredità, invitandoci a superare le rigidità ideologiche per guardare alla verità della carne e degli affetti ordinati. I 5.000 sacerdoti sposati italiani che oggi, nel quarto giorno di digiuno, pregano per il Papa, chiedono semplicemente l’applicazione di quel principio di discernimento che Paolo VI ha insegnato a tutta la Chiesa: saper cambiare gli schemi umani per salvare l’essenziale di Cristo.

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29 Maggio 2026 CAMMINO DEI 100 GIORNI per riammissione preti sposati nella Chiesa

🏜️ IL CAMMINO DEI 100 GIORNI per Riammissione Preti SposatiRiammisione.preti.sposati.gioia

Dal sinodo alla prassI: il cammino continua

GIORNO 22 di …100 verso la riammissione nella Chiesa

Verso la riammissione ministeriale dei sacerdoti sposati nella Chiesa Cattolica:

Sostegno alla Supplica a Papa Leone XIV per riammissione preti sposati nella Chiesa.

IL CALCOLO DEL CAMMINO Giorni già compiuti: 21 (dal 7 Maggio 2026).

Traguardo finale: 100 giorni.

Giorni rimanenti:  da oggi  29 Maggio 2026

🕒Mancano 78 giorni

OBIETTIVO: Riammissione dei preti sposati e Verità per la Chiesa.

META: 100 giorni 


LEGGI APPELLO / SUPPLICA