Preti sposati / Esequie senza Messa: Il razionamento della Grazia

Il nuovo sussidio liturgico di Torino e Susa tenta di nobilitare una necessità logistica trasformandola in scelta teologica. Ci dicono che la Liturgia della Parola è “strumento fecondo di evangelizzazione”, ma la verità è molto più cruda: non ci sono abbastanza preti per celebrare le Messe esequiali. Invece di affrontare il problema alla radice, i liturgisti preferiscono “tagliare” il cuore del rito: l’Eucaristia. Si privano i fedeli del frutto soddisfattorio della Messa e del sacrificio di Cristo proprio nel momento del massimo dolore. È un’operazione di maquillage per nascondere il deserto vocazionale.
Noi gridiamo: Fermatevi! Non mutilate la liturgia, riammettete i ministri. Ci sono 5.000 sacerdoti sposati pronti a celebrare quelle Messe, a stare accanto alle famiglie in lutto, a offrire il sacrificio eucaristico per le anime dei defunti. Se la Chiesa di Leone XIV vuole essere davvero “disarmante”, deponga le armi della burocrazia e riabbracci i suoi figli. Non rassegniamoci a funerali di serie B per mancanza di personale, quando il personale è già qui, formato e desideroso di servire.
💬 “Un addio senza il Sacrificio? Non è questa la Chiesa che vogliamo”
“A Torino e Susa arriva il sussidio per i ‘funerali senza Messa’. La scusa? ‘Ragioni pastorali’. La realtà? Non ci sono preti. 🥀🚫
Mentre la teologia moderna dimentica il valore infinito del sacrificio eucaristico per i nostri defunti, lanciamo una sfida: Perché rinunciare alla Messa quando avete 5.000 sacerdoti pronti al servizio? Un prete sposato, che conosce il valore della vita e della perdita familiare, è la figura ideale per celebrare un funerale con dignità e pienezza. Non vogliamo una Chiesa che ‘sforbicia’ i sacramenti, vogliamo una Chiesa che moltiplica gli operai nella vigna. Papa Leone XIV, non permettere che il commiato dei fedeli diventi una funzione tronca. Riammettici: per la gloria di Dio e il conforto dei sofferenti.”
🧱 Widget “Il Dossier Liturgico” LA MUTILAZIONE DEL RITO ⚖️⛪ IL TESTO: Il sussidio estromette la Messa dalle esequie, puntando sulla sola Liturgia della Parola. IL RISCHIO: Trasformare il funerale in un rito civile mascherato, privando il defunto dei frutti spirituali dell’Eucaristia. LA SOLUZIONE: La riammissione dei sacerdoti sposati garantirebbe la presenza del celebrante in ogni celebrazione esequiale, evitando “riti di serie B”.
“La mancanza di preti non deve diventare una scusa per cambiare la dottrina. Se mancano i preti celibi, ci sono i preti sposati. Il popolo di Dio ha diritto alla Messa, anche nell’ultimo viaggio.”









