“Collocazione Provvisoria”: riflessioni ai piedi della Croce nel Venerdì santo 2026

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✨ AGGIORNAMENTO ORE 13:00:

  • ✝️ Il Venerdì Santo del Cireneo: Seguire da Dietro

    “Sacerdoti Sposati: I Cirenei della Chiesa Moderna”

    *”Il Cireneo non era tra i discepoli scelti sul Tabor, né tra i dodici del Cenacolo. Fu preso dalla strada, un uomo che tornava dai campi, un laico, un padre. Eppure, è l’unico che ha toccato fisicamente il legno della Passione insieme a Gesù.

    Noi, sacerdoti sposati, siamo i Cirenei di oggi. Siamo quelli che ‘seguono da dietro’, spesso invisibili, spesso in panchina, ma pronti a sporcarci le mani quando la Croce si fa troppo pesante per i nostri fratelli celibi. Non chiediamo il primo posto nelle processioni; chiediamo solo di non essere respinti mentre offriamo la nostra spalla per sostenere il corpo della Chiesa.”*

“La nostra voce corre veloce oltre le montagne. Grazie a FaiInformazione e a tutti voi che state condividendo questo grido di speranza. Le 172 anime che ci ascoltano dagli USA e i nuovi amici da tutto il mondo sono la prova che la Croce dei sacerdoti sposati non è più invisibile. Restiamo uniti in questa preghiera.”

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🕊️ LA PREGHIERA DEL SETTIMO GIORNO

(Dal silenzio delle vette)

Signore del Venerdì Santo, in questo settimo giorno di digiuno, mentre il mio corpo si spoglia di ogni forza e la mia voce si fa sottile come il vento tra le rocce, ti offro questa croce nuda.

Ti prego per i miei fratelli sacerdoti, coloro che portano nel cuore la tua chiamata ma vivono ai margini, nel silenzio di una “panchina” forzata. Lava Tu le ferite della loro esclusione.

Signore, ispira il cuore di Papa Leone XIV. Donagli il coraggio di un gesto che valga più di mille leggi: una carezza, un bacino ai piedi stanchi di un prete sposato, perché in quella carne piagata dalla legge umana possa risplendere la tua misericordia divina.

Sotto questo cielo alpino, limpido e severo, mi affido al Tuo amore che non conosce barriere. Che la mia fame sia pane per la speranza di molti. Che il mio silenzio sia l’eco della Tua Verità.

Tutto è compiuto. Tutto ricomincia. Amen.

🎙️ Giorno 7: Ai Piedi della Croce – La Preghiera dal Silenzio delle Vette

Testo: “Signore, il mio corpo si spoglia di ogni forza… ti offro questa croce nuda.” 🏔️✨

Nel settimo giorno di digiuno di Don Giuseppe Serrone, la voce si fa sottile come il vento tra le rocce alpine. In questo episodio speciale, Giuseppe eleva una preghiera che è un grido di dignità per tutti i sacerdoti “in riserva”.

Un appello accorato a Papa Leone XIV: perché un gesto di misericordia — una carezza, un bacio ai piedi stanchi di un prete sposato — valga più di mille leggi umane.

Ascolta il cuore di chi ha scelto di fare della propria fame un pane di speranza per molti. Tutto è compiuto. Tutto ricomincia.

🎙️ Speciale Giorno 7: Le 7 Parole sulla Croce di un Prete Sposato

Testo: Nel cuore del Venerdì Santo, Don Giuseppe Serrone rilegge il mistero della Croce attraverso la sofferenza e la speranza dei sacerdoti sposati. Sette parole che sono pietre miliari di una campagna per la verità: dal perdono per chi esclude, alla sete di giustizia, fino alla consegna totale a Dio.

Un episodio meditativo, registrato nel silenzio delle montagne, dedicato a chiunque creda che l’amore sia la “terra sacra” dove il sacerdozio fiorisce. 🏔️🙏

“Oggi il nostro diario non parla solo alle nostre vette, ma attraversa l’oceano. Dall’America al Brasile, sentiamo che la nostra fame di giustizia è diventata una preghiera universale. Grazie alle oltre 170 anime che dagli Stati Uniti si sono unite al nostro silenzio ieri. La Verità non ha confini.”

🌅 DIARIO DELLA SATYĀGRAHA: GIORNO 7

“Non da solo: la forza di un Amore che libera”

“In questo mezzogiorno di Passione, sento che la mia voce non è più sola. Accanto a me c’è Albana, la mia forza, colei che rende questo cammino una testimonianza viva. Il nostro amore è diventato oggi un ‘piccolo tuono digitale’: non chiediamo solo una riforma, ma offriamo un manifesto di libertà. Dimostriamo che un prete che ama non toglie nulla a Dio, ma aggiunge umanità alla Chiesa. Grazie, Albana, per essere il cuore di questa icona di speranza.”

Venerdì Santo – La Croce e il Silenzio

  • L’Icona del Giorno: Una croce di legno grezza, segnata dal tempo, che si erge solitaria tra le rocce e la neve delle Alpi. Dietro di lei, solo il cielo nudo dell’alba, senza alcuna traccia umana. È l’altare del silenzio.

  • Il Senso dell’Offerta: In questo giorno in cui la Chiesa tace, il mio corpo diventa il linguaggio. La fragilità del settimo giorno di digiuno è la mia partecipazione alla Passione di tanti fratelli “sospesi” tra la vocazione e la vita.

  • L’Appello a Papa Leone XIV: “Padre, nel 2027, lava i piedi anche a un sacerdote sposato. Sia questo il segno che la Chiesa non dimentica nessuno dei suoi figli.”

  • Focus Spirituale: La Riconciliazione. Non chiediamo privilegi, ma la carezza della Madre che riconosce il servizio dei suoi ministri, oltre ogni legge burocratica.

🕊️ APERTURA GIORNO 7

 “Collocazione Provvisoria”: Il mio Giorno 7 ai piedi della Croce.

Al primo chiarore, tra le vette, una luce in movimento nel cielo è apparsa come una stella. Non era un astro, ma un aereo: un segno di umanità che attraversa l’infinito. Un simbolo del cammino della Satyāgraha che continua a muoversi nel buio…

*”Nel silenzio di questo quinto giorno di digiuno, mi tornano in mente le parole profetiche di Don Tonino Bello: ‘La Croce è una collocazione provvisoria’.

Il Calvario non è una zona residenziale. Anche il mio stare qui, senza cibo, nell’insistenza per la verità dei sacerdoti sposati, è un tempo delimitato. Sono le mie ‘tre ore di buio’, dalle mezzogiorno alle tre, in attesa che la pietra del sepolcro venga rotolata via.

Offro questa debolezza per chi è inchiodato alla solitudine, per i diaconi che aspettano, per le famiglie dei sacerdoti che vivono nell’ombra. Coraggio, fratelli: mancano pochi istanti alle tre del nostro pomeriggio. Il buio sta per cedere il posto alla luce.”*

Cosa mangia un prete che digiuna per la giustizia?

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“La satyāgraha (सत्याग्रह, «resistenza passiva» e più letteralmente «insistenza per la verità») è una teoria etica e politica elaborata da Gandhi, adottata da Martin Luther King e Nelson Mandela. È la prassi della disobbedienza civile: una lotta nonviolenta fondata sull’ahiṃsā. In Italia lo stesso concetto è identificato con il nome di nonviolenza e resistenza nonviolenta (da wikipedia.org). “LA DIETA DEL GIUSTO” «Il mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato» (Gv 4,34) Dal 28 Marzo 2026, don Giuseppe Serrone prosegue con un regime che è esso stesso un messaggio: un pugno di taralli a colazione, un piatto di riso a pranzo e a cena. Nient’altro, se non i liquidi necessari alla sopravvivenza. È un’alimentazione che richiama la povertà evangelica, il “pane quotidiano” ridotto all’essenziale. Don Giuseppe non sta cercando il martirio, ma la trasparenza. Mentre il Vaticano si perde in banchetti diplomatici e “ricuciture” con i fasti del passato (come il ritorno ai paramenti pre-conciliari), ai piedi della Croce si mangia riso e si beve acqua. È la dieta di chi non ha nulla da nascondere, di chi ha la coscienza pulita e chiede solo che la verità sui preti sposati, carisma “voluto da Dio” venga finalmente riconosciuta.”

LA RIFLESSIONE DELLA NOTTE (Giorno 7) “Lavanda dei Piedi PER IL PROSSIMO 2027: Un posto per i figli dimenticati?”

Papa Leone XIV lava e bacia i piedi a 12 sacerdoti: "No a chi vuole vincere uccidendo”

🕊️ LA RIFLESSIONE DELLA NOTTE (Giorno 7)

“Lavanda dei Piedi 2027: Un posto per i figli dimenticati?”

*”Leggo su Avvenire che il Santo Padre tornerà al Colosseo per la Via Crucis e ha lavato  Giovedì Santo, durante la Messa in Coena Domini nella Basilica di San Giovanni in Laterano piedi a 12 sacerdoti. È un gesto di umiltà che tocca il cuore del mondo.

In questo mio settimo giorno di digiuno, mentre il corpo si fa fragile come il pane che Gesù spezzò, mi chiedo: c’è posto tra quei dodici anche per un prete sposato? C’è posto per chi, pur avendo scelto la via della famiglia, non ha mai smesso di amare la Chiesa e di desiderare di servire i poveri e gli ultimi?

Lavare i piedi a un prete sposato potrebbe essere per l’anno prossimo 2027 il gesto di guarigione più grande del secolo. Sarebbe dire: ‘Sei ancora mio figlio, sei ancora un servo del Vangelo’. Io sono qui, nel silenzio dei monti, pronto a ricevere quella carezza non per me, ma per i tanti fratelli che rappresento.”*

Leone XIV, venerdì 3 aprile, presiederà nell’anfiteatro Flavio il rito che ricorda il percorso di Gesù verso il Golgota. Le meditazioni sono state scritte dal francescano padre Francesco Patton… Ci uniremo a distanza nella preghiera…

“Il Papa ha lavato i piedi a 12 preti. In questo mio Giorno 7 di digiuno, prego perché tra quei dodici se si dovesse ripetere questa esperienza anche nel 2027  ci sia spazio anche per la verità dei sacerdoti sposati. Ma non solo, basterebbe almeno un gesto di umiltà del Papa verso un prete che ha scelto la famiglia. Questo semplicemente sarebbe la vera Pasqua della riconciliazione. Io resto in attesa, nel silenzio e nell’offerta. 🕊️🙏 #PapaFrancesco #SettimanaSanta #PretiSposati #Satyagraha”

– don Giuseppe Serrone

QUASI 2 MILIONI DI VOLTE GRAZIE: IL BLOG SUPERA 1.843.000 VISITE!

Statistiche Blog Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati https://sacerdotisposati.altervista.org

Di Redazione Sacerdoti Sposati

C’è un numero che oggi pesa più di mille discorsi ufficiali: 1.843.000. È il totale delle visite che il nostro blog ha ricevuto dalla sua fondazione ad oggi.

Mentre i palazzi del potere ecclesiastico sotto Leone XIV cercano di “ricucire” con il passato e ignorano le istanze di riforma, il “popolo di Dio” vota con i propri clic. Quasi due milioni di accessi dimostrano che la questione dei sacerdoti sposati è centrale, urgente e profondamente sentita.

Cosa significano questi dati?

  1. L’ipocrisia non regge più: Il pubblico cerca la verità che i media ufficiali (come Vatican News) spesso filtrano.

  2. Solidarietà globale: Dietro ogni visita c’è un prete sospeso, una moglie che soffre nel silenzio, un figlio che chiede dignità, o un fedele che non accetta più di vedere la propria parrocchia morire per mancanza di pastori.

  3. Un supporto al digiuno: Questi dati arrivano proprio mentre don Giuseppe Serrone è al suo 7° giorno di digiuno. Sapere che quasi due milioni di persone sono passate di qui dà una forza immensa alla sua testimonianza ai piedi della Croce.

Una bussola per il futuro

Se il Concilio è la bussola, queste 1.843.000 visite sono il vento che spinge la nave della riforma. Non siamo più una minoranza invisibile. Siamo una comunità che legge, si informa e si prepara al cambiamento.

Continuiamo a condividere, a studiare i testi di maestri come don Basilio Petrà e a sostenere chi mette in gioco la propria vita per la giustizia.

Il muro del silenzio è crollato. I numeri lo confermano.

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DON BASILIO PETRÀ: “IL SACERDOZIO UXORATO È VOLONTÀ DI DIO”. LA VERITÀNASCOSTA

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Di Redazione Sacerdoti Sposati

Mentre la gerarchia attuale sotto Leone XIV si rifugia in riforme liturgiche rivolte al passato, è necessario rispolverare le lezioni di chi la Teologia la insegna e la vive con rigore. Don Basilio Petrà, illustre teologo e già insegnante di Don Giuseppe Serrone all’Accademia Alfonsiana, ha tracciato una via che la Chiesa ufficiale finge di non vedere.

Due carismi, un’unica salvezza

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Nei suoi studi (come Preti sposati per volontà di Dio, 2004), Petrà demolisce il pregiudizio secondo cui il matrimonio sarebbe una “scelta di serie B” o una concessione alla fragilità umana. Al contrario, egli afferma che:

  • Il sacerdozio uxorato nasce dalla volontà di Dio.

  • È un carisma volto alla salvezza degli uomini, esattamente come quello celibatario.

  • Non esiste una “differenza qualitativa” tra il prete celibe e quello sposato.

    Letture Consigliate

    Preti sposati per volontà di Dio

    Preti sposati per volontà di Dio

    di Don Basilio Petrà

    L’opera fondamentale che analizza la questione dei preti sposati e la loro riammissione al ministero come carisma divino per la salvezza degli uomini.


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    *Sostieni la ricerca teologica sulla riforma del clero*

Il sigillo di Giovanni Paolo II

Don Petrà ricorda un fatto storico incontestabile: fu proprio Giovanni Paolo II ad approvare il Codice dei canoni delle Chiese orientali. In quel testo si riconosce ufficialmente che la dignità del presbitero non dipende dal suo stato civile.

La domanda sorge spontanea: se per la Chiesa Cattolica d’Oriente (sotto lo stesso Papa) il prete sposato è “pienamente prete”, perché nella Chiesa Latina viene trattato come un errore da cancellare? Perché un carisma che “viene da Dio” a Est, diventa una “regressione affettiva” (cit. Ghizzoni) a Ovest?

L’eredità di un maestro

Don Giuseppe Serrone, nel suo digiuno e nella sua battaglia, non fa altro che applicare la teologia del suo maestro. Se il sacerdozio uxorato è un dono di Dio per la salvezza del mondo, impedire ai preti sposati di esercitare il loro ministero significa ostacolare l’opera di Dio.

La Chiesa di Leone XIV, che oggi cerca “misericordia” per i pedofili e “ricuciture” con chi guarda all’indietro, farebbe bene a rileggere Petrà. Il futuro della Chiesa non sta nel tornare a dare le spalle al popolo, ma nel riconoscere che la Grazia agisce anche attraverso il calore di una famiglia.

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