LA PREGHIERA DEL SACERDOTE “IN RISERVA”

(Da recitare in comunione con il digiuno di don Giuseppe Serrone)

Signore Gesù, Pastore dei Pastori, stasera bussiamo alla Tua porta con il corpo stanco e il cuore colmo di speranza. Ti offriamo il digiuno di don Giuseppe e il desiderio di tanti Tuoi figli che chiedono solo di poter tornare a servire la Tua vigna.

Guarda le nostre comunità: Dove le porte delle case restano chiuse, dove le benedizioni diventano frettolose per mancanza di tempo, dove il popolo cerca un volto e trova un banco vuoto.

Illumina Papa Leone XIV: Dona a lui il coraggio di Pietro nel riconoscere i segni dei tempi. Sia la sua voce la nostra liberazione, il suo “Sì” la nostra nuova missione. Rendi il suo cuore attento al sacrificio che oggi offriamo in silenzio.

Purifica noi, o Signore: Che questo digiuno non sia vanto, ma offerta. Che la nostra nonviolenza sia la forza della Verità (Satyagraha). Insegnaci ad attendere con la pazienza dei giusti, perché la Chiesa torni a essere casa di tutti, con pastori pronti a ogni chiamata.

Maria, Madre della Chiesa, prega per noi. Amen.

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CONGEDO DAL GIORNO 1: IL SILENZIO CHE PARLA

una ciotola di riso accanto a un ramoscello d'ulivo. Digiuno per riammissione preti sposati al ministero

“La carne è debole, ma lo spirito è pronto.”

Si chiude la prima giornata di Satyagraha. Non nascondo che il corpo inizia a sentire il peso di questa scelta: i giramenti di testa e la spossatezza sono la prova tangibile di quanto costi testimoniare la Verità. Ma è proprio in questa fragilità che sento più forte la vicinanza di Cristo e di tutti voi.

Offro questo malessere per ogni sacerdote che si sente solo, per ogni malato che non riceve visita, per ogni comunità che attende invano una carezza sacramentale.

La mia preghiera stasera:

“Signore, sostieni i miei passi e il mio cuore affaticato. Fa’ che questa debolezza fisica diventi forza spirituale per smuovere le coscienze. Accetto questa prova con umiltà, affidando la mia vita nelle Tue mani.”

Grazie per i vostri messaggi. Mi danno la forza di continuare. Don Giuseppe Serrone

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2019–2026: Sette anni di coerenza. La nostra voce non si è mai spenta

sera 25 Marzo 2026... Appello per don Giuseppe Serrone al Papa

Dal primo annuncio ANSA alla realtà di oggi: il cammino di Don Giuseppe Serrone.

Era il 30 ottobre 2019 quando l’agenzia ANSA batteva la notizia: “Io, prete sposato, spero nel ritorno all’altare”. Quel grido di speranza di Don Giuseppe Serrone non era un semplice desiderio personale, ma l’inizio di un movimento di trasparenza che oggi, nel 2026, è più forte e autorevole che mai.

Una battaglia che attraversa il tempo

Se sette anni fa parlavamo di “speranza”, oggi parliamo di continuità e fatti. Mentre in questo arco di tempo abbiamo visto nascere e morire blog improvvisati, siti “eclettici” e figure che hanno cercato di mercificare la fede (spesso nascondendosi dietro foto di circostanza con alti prelati per millantare un’autorità che non hanno), il nostro Movimento ha scelto la via della legalità e della stampa ufficiale.

Perché parlarne oggi?

Le recenti pubblicazioni su La Sicilia, Il Giornale di Sicilia e RagusaOggi dimostrano che la nostra rassegna stampa non è un archivio del passato, ma un diario in corso d’opera. La coerenza tra ciò che dicevamo nel 2019 e ciò che sosteniamo nel 2026 è il nostro miglior biglietto da visita contro la simonia moderna e la confusione dottrinale.

“Non cerchiamo scorciatoie o investiture private. Chiediamo trasparenza per i sacerdoti sposati, nel rispetto del diritto canonico e della verità evangelica.”

La nostra distinzione è la nostra forza

In questi anni abbiamo visto di tutto: dai “vescovi” autonomi ai venditori di benedizioni. Noi restiamo qui, fermi sui punti che ci hanno reso un riferimento:

  • Fedeltà alla Chiesa, ma con la schiena dritta.

  • No al commercio del sacro: la fede non è un business per attirare clic o donazioni private.

  • Identità chiara: siamo quelli dell’ANSA del 2019 e siamo quelli della rassegna stampa odierna.

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Io, prete sposato, spero di tornare all’altare

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Commiento ad Aricolo Ansa del 2019 in ‘Io prete sposato spero ritorno a altare’ – Chiesa in Italia – Ansa.it

L’appello di Don Serrone ripreso dall’ANSA

La voce della verità rompe il silenzio dei media ufficiali

Mentre il web è spesso inquinato da blog improvvisati e figure che mercificano il sacro, la vera missione del nostro Movimento continua a trovare spazio nelle sedi più autorevoli. L’agenzia ANSA aveva rilanciato con forza il grido del nostro fondatore, Don Giuseppe Serrone: un appello accorato a Papa Francesco affinché i sacerdoti sposati possano tornare a esercitare il ministero attivo.

Oltre il pregiudizio: Una risorsa per la Chiesa

Nell’articolo ripreso dalle principali testate nazionali, Don Serrone ribadva un concetto fondamentale: non c’è incompatibilità teologica tra il sacramento dell’Ordine e quello del Matrimonio. Migliaia di sacerdoti in Italia, regolarmente dispensati e sposati, rappresentano una risorsa umana e spirituale immensa che potrebbe colmare il vuoto di vocazioni nelle nostre parrocchie.

“Non abbiamo lasciato la Chiesa, ci sentiamo dentro la Chiesa. La riammissione non sarebbe solo una gioia per noi, ma un dono per l’intera comunità cristiana” – Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati.

Una distinzione netta: Verità contro Confusione

Questa visibilità mediatica (che ha visto coinvolti anche La Sicilia, Il Giornale di Sicilia e RagusaOggi) serve a marcare una linea di confine invalicabile. Mentre noi portiamo avanti una battaglia legale e canonica fondata sulla trasparenza e sulla fedeltà al Vangelo, prendiamo le distanze da chi:

  • Sfrutta la causa per vendere sacramenti o esorcismi privati;

  • Apre e chiude blog per scopi personali o mercimonio;

  • Crea confusione cambiando versione dottrinale a seconda della convenienza.

Il nostro impegno continua

La pubblicazione su ANSA non è un punto di arrivo, ma un’ulteriore conferma della serietà del nostro percorso. Continueremo a lottare affinché il “sigillo” sacerdotale, che nulla può annullare, possa tornare a splendere nel servizio liturgico e pastorale, lontano dalle ombre di chi inquina il messaggio della fede.

La forza della coerenza: il digiuno di don Giuseppe Serrone per un ministero di pace

Donne, Digiuno e Nonviolenza: L'impatto del Metodo della Pace Disarmata sul Concilio Vaticano II – Ente di Ricerca Scientifica ed Alta Formazione – ERSAF

“Il digiuno è la preghiera più alta.” — Citando il Mahatma Gandhi, don Giuseppe Serrone inizia oggi un percorso di purificazione e testimonianza. Nonostante le sfide della salute, il corpo si fa voce laddove le parole sembrano non bastare più.

L’offerta: Un piatto di riso, un cuore pulito e una richiesta chiara. Come Raimon Panikkar, don Giuseppe chiede a Papa Leone XIV non una deroga, ma una concessione speciale per tornare a servire l’Eucaristia.

«Il nostro non è un atto di debolezza, ma la prova della forza che nasce dalla Verità. Chiediamo solo il diritto di servire.»

Giorno 1: L’Offerta (28 Marzo 2026)

Testo: “Oggi offro il mio primo piatto di riso. Non è una protesta, è un’offerta di servizio. Seguendo l’esempio di Gandhi, il digiuno pulisce lo spirito per far risplendere la Verità. Chiedo a Papa Leone XIV una ‘Concessione Speciale’, come fu per Raimon Panikkar. Il sacerdozio è in aeternum, l’amore familiare è la sua medicina.”

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IL DIARIO DELLA SATYAGRAHA: Giorno 1 “La forza della Verità non ha bisogno di urla, ma di silenzio e sacrificio.”

UN PIATTO DI RISO, PUGNO DI TARALLI E LIQUIDI NECESSARI ALLA SOPRAVVIVENZA. IN ATTESA DELLA RISPOSTA DEL PAPA LEONE XIV AL MINISTERO

🕊️ IL DIARIO DELLA SATYAGRAHA: Giorno 1

“La forza della Verità non ha bisogno di urla, ma di silenzio e sacrificio.”

Oggi, 28 Marzo 2026, don Giuseppe Serrone ha iniziato il suo percorso di digiuno nonviolento. Non è una sfida, ma un atto di purificazione e di attesa fiduciosa.

Perché il digiuno?

Ispirandosi a Gandhi, don Giuseppe sceglie di nutrire l’anima riducendo il nutrimento del corpo. Un piatto di riso, un pugno di taralli, l’acqua necessaria: elementi poveri per una ricchezza spirituale immensa.

  • Purificare se stesso: Per porsi davanti a Dio e al Santo Padre con cuore limpido.

  • Unire i seguaci: Per trasformare un movimento di opinione in una comunità di preghiera.

  • Esercitare pressione morale: Per ricordare a Papa Leone XIV che dietro ogni “no” burocratico ci sono uomini pronti a dare tutto per il Vangelo.

“Il digiuno è la preghiera del corpo. Mentre le parrocchie restano vuote di pastori, io scelgo di svuotare me stesso, affinché lo Spirito possa riempire i vuoti lasciati dall’indifferenza.”Don Giuseppe Serrone

IL DIGIUNO DELLA SPERANZA: DON GIUSEPPE SERRONE SCEGLIE LA VIA DELLA NONVIOLENZA PER PAPA LEONE XI

una ciotola di riso accanto a un ramoscello d'ulivo. Digiuno per riammissione preti sposati al ministero

📢 IL DIGIUNO DELLA SPERANZA: DON GIUSEPPE SERRONE SCEGLIE LA VIA DELLA NONVIOLENZA PER PAPA LEONE XIV

Roma, 28 Marzo 2026 – Non è una protesta, ma un’offerta. Non è un atto di rottura, ma un cammino di purificazione. La Redazione del Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati annuncia che da oggi, il coordinatore don Giuseppe Serrone intraprende un digiuno di testimonianza e preghiera, ispirato alla Satyagraha — la forza della Verità — resa celebre dal Mahatma Gandhi.

🍞 Un Sacrificio per la Chiesa

In un momento in cui le comunità cristiane, come sta accadendo a Genova, soffrono per la carenza di clero e vedono ridursi i momenti di incontro individuale come la benedizione delle case, don Giuseppe ha deciso di porre il proprio corpo come “pegno” spirituale.

Il suo regime sarà strettamente ascetico:

  • Nutrimento: Un unico piatto di riso ai pasti principali e un pugno di taralli a colazione.

  • Sostentamento: Solo i liquidi necessari alla sopravvivenza.

  • Scopo: Attendere in umile preghiera una risposta di Papa Leone XIV all’appello per la riammissione dei sacerdoti sposati al ministero attivo.

🕊️ L’Esempio di Gandhi: La Forza della Nonviolenza

Gandhi utilizzò il digiuno come la suprema arma politica e spirituale. Non per costringere, ma per esercitare una pressione morale e per unire i propri seguaci sotto un unico segno di sacrificio.

“Il digiuno trasforma le proteste in cambiamenti sociali,” scriveva il Mahatma.

Allo stesso modo, don Giuseppe intende trasformare questa richiesta burocratica e canonica in un atto di amore estremo per la Chiesa. È un appello silenzioso che grida nelle orecchie di chi deve decidere: la “riserva” di sacerdoti è pronta, formata e desiderosa di servire.

⛪ In Attesa del Successore di Pietro

Questo digiuno non ha una scadenza prefissata. È un’attesa fiduciosa rivolta al cuore di Papa Leone XIV. Chiediamo che il Santo Padre guardi a questo piccolo seme di sacrificio come al desiderio di migliaia di pastori che non hanno mai smesso di amare la propria vocazione e che chiedono solo di poter tornare a “odorare di pecore”, portando conforto nelle case deserte.

🙏 Unisciti a Noi

Invitiamo tutti i fedeli, i sacerdoti sposati e gli uomini di buona volontà a sostenere don Giuseppe in questo percorso:

  1. Nella Preghiera: Dedicate un momento della vostra giornata a questa intenzione.

  2. Nell’Adesione: Firmate il modulo in calce a questa pagina per far sentire la vostra vicinanza.

  3. Nella Condivisione: Fate girare questo appello. La voce della Verità cresce solo se condivisa.

    🙏 LA PREGHIERA DEL SACERDOTE “IN RISERVA”

    (Da recitare in comunione con il digiuno di don Giuseppe Serrone)

    Signore Gesù, Pastore dei Pastori, stasera bussiamo alla Tua porta con il corpo stanco e il cuore colmo di speranza. Ti offriamo il digiuno di don Giuseppe e il desiderio di tanti Tuoi figli che chiedono solo di poter tornare a servire la Tua vigna.

    Guarda le nostre comunità: Dove le porte delle case restano chiuse, dove le benedizioni diventano frettolose per mancanza di tempo, dove il popolo cerca un volto e trova un banco vuoto.

    Illumina Papa Leone XIV: Dona a lui il coraggio di Pietro nel riconoscere i segni dei tempi. Sia la sua voce la nostra liberazione, il suo “Sì” la nostra nuova missione. Rendi il suo cuore attento al sacrificio che oggi offriamo in silenzio.

    Purifica noi, o Signore: Che questo digiuno non sia vanto, ma offerta. Che la nostra nonviolenza sia la forza della Verità (Satyagraha). Insegnaci ad attendere con la pazienza dei giusti, perché la Chiesa torni a essere casa di tutti, con pastori pronti a ogni chiamata.

    Maria, Madre della Chiesa, prega per noi. Amen.


“La Chiesa non chiude le porte, le riapre con chi ha il cuore pronto al servizio. Noi siamo qui, pronti a tornare nel campo.”La Redazione di Sacerdoti Sposati

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NEWSLETTER MARZO 2026 | Dalla Svizzera a Genova: il “clero in riserva” è pronto al servizio!

📢  NEWSLETTER MARZO 2026 | Dalla Svizzera a Genova: il “clero in riserva” è pronto al servizio!

Cara sorella, caro fratello nel Signore,

il mese di marzo 2026 segna un punto di non ritorno per la nostra causa. I segnali che arrivano dal cuore dell’Europa e dalle nostre città confermano ciò che sosteniamo da tempo: la Chiesa ha bisogno dei sacerdoti sposati per non spegnersi.

Ecco i principali aggiornamenti tratti dal nostro blog ufficiale sacerdotisposati.altervista.org:

🇨🇭 1. IL “BIVIO” SVIZZERO (Inchiesta RSI)

L’inchiesta di Mise au point (RSI) ha scosso le coscienze. Mons. Charles Morerod, Vescovo di Friburgo, è stato chiaro: la decisione sulla riammissione dei sacerdoti sposati spetta unicamente al Papa. Se in passato c’è stata esitazione, oggi, sotto il Pontificato di Papa Leone XIV, quel “bivio” non può più essere ignorato. La nostra Redazione ha rilanciato questo grido: la coscienza del Papa è la chiave per riaprire le porte del ministero.

🇧🇷 2. L’IMPULSO DEL CARDINALE STEINER (CEAMA)

Dal Brasile arriva un vento di speranza. Il Cardinale Leonardo Steiner, presidente della CEAMA, ha ribadito che la questione del celibato e dei viri probati non è chiusa. Il modello amazzonico non è più un’eccezione lontana, ma una necessità universale che bussa alle porte del Vaticano.

🇮🇹 3. EMERGENZA GENOVA: ADDIO ALLE BENEDIZIONI NELLE CASE

L’attualità italiana ci mette davanti a una realtà amara. A Genova, la carenza di clero ha portato alla soppressione delle benedizioni individuali delle case, sostituite da riti collettivi. È la fine della vicinanza del pastore alle famiglie. La nostra risposta è stata netta: non servono riti di massa, serve il “clero in riserva”. Abbiamo inviato un comunicato ufficiale alla stampa ligure chiedendo la riammissione di don Giuseppe Serrone e di tutti i sacerdoti pronti a tornare in parrocchia.

🎙️ 4. PODCAST “CONTROCORRENTE”

Non perdere le ultime puntate del nostro podcast. Approfondiamo le basi teologiche e giuridiche per una riammissione che non sia una “deroga”, ma una nuova stagione per la Chiesa.


🔥 COSA PUOI FARE TU OGGI?

  1. CONDIVIDI: Fai girare l’ultimo articolo del blog sui tuoi canali social. Usiamo la forza della rete per rompere il silenzio.
  2. SOSTIENI L’APPELLO: Scrivi un messaggio di sostegno per don Giuseppe Serrone. Ogni voce conta per far capire a Papa Leone XIV che il popolo di Dio è pronto.
  3. RESTA IN CONTATTO: Segui gli aggiornamenti in tempo reale su Altervista.

“La Chiesa non chiude le porte, le riapre con chi ha il cuore pronto al servizio.”

Fraternamente,

La Redazione di Sacerdoti Sposati Don Giuseppe Serrone 📍 Roma – Marzo 2026 📞 Info: +39 3534552007 🌐 sacerdotisposati.altervista.org

Raimon Panikkar e la Riammissione al Ministero: Verso un Nuovo Modello per i Preti Sposati?

Raimon Panikkar e la Riammissione al Ministero: Verso un Nuovo Modello per i Preti Sposati?

Carissimi amici e lettori di Sacerdoti Sposati,

Oggi vogliamo condividere con voi un contenuto speciale, nato dalla collaborazione con la web radio Informazione Libera. Abbiamo dedicato un intero episodio del podcast “Oltre il Confine” a una figura che è stata, e continua a essere, un faro per chiunque creda in una Chiesa capace di riconciliazione: Raimon Panikkar.

Perché parlare di Panikkar proprio ora?

La vicenda di Panikkar non è solo quella di un grande teologo del dialogo interreligioso. È la storia di un uomo che, pur avendo vissuto l’amore umano e il matrimonio, non ha mai smesso di sentirsi ed essere sacerdote.

Nel 2008, poco prima della sua nascita al cielo, avvenne qualcosa di profetico: la sua piena riammissione al ministero sacerdotale da parte del Vescovo di Vic, con il tacito ma significativo consenso di Roma. Un atto che ha abbattuto il muro tra “scelta di vita familiare” e “servizio all’altare”.

Il “Modello Panikkar”: Una speranza per tutti noi

In questo podcast esploriamo quello che molti oggi definiscono il “Modello Panikkar”. Può questa eccezione diventare una strada percorribile per i tantissimi preti sposati che ancora oggi attendono di poter mettere il proprio carisma a disposizione della comunità?

Cosa ascolterete in questa puntata:

  • La vita “oltre il confine” di Panikkar: tra India, Spagna e Italia.

  • I dettagli della sua riconciliazione con la Chiesa sotto il pontificato di Benedetto XVI.

  • Un’analisi sull’iniziativa dei preti sposati e su come la visione “cosmoteandrica” possa aiutare a superare il tabù del celibato obbligatorio.


🎧 ASCOLTA IL PODCAST QUI:

Raimon Panikkar diceva: “La verità non è qualcosa che si possiede, ma qualcosa che ci possiede”. Forse è giunto il momento che la Chiesa si lasci possedere dalla verità di tanti suoi figli che chiedono solo di poter servire, senza rinnegare la propria identità di uomini, padri e mariti.

Vi invitiamo ad ascoltare, a condividere questo post e a lasciarci le vostre riflessioni nei commenti. Il cammino verso un ministero rinnovato passa anche attraverso la conoscenza di questi grandi pionieri.

In comunione, La Redazione di Sacerdoti Sposati

La campagna per la riammissione al ministero dei sacerdoti sposati è promossa da don Giuseppe Serrone, fondatore e coordinatore del Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati

La campagna per la riammissione al ministero dei sacerdoti sposati è promossa da don Giuseppe Serrone, fondatore e coordinatore del Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati.

Questa iniziativa non mira a contestare il celibato sacerdotale in quanto valore, ma propone una riforma del Diritto Canonico per permettere ai sacerdoti che hanno ottenuto una regolare dispensa e contratto un matrimonio religioso di tornare all’esercizio attivo del ministero, specialmente per sopperire alla crisi delle vocazioni.

Di seguito sono riportati i riferimenti a articoli e comunicati che descrivono questa campagna, redatti secondo lo stile APA:


Riferimenti Bibliografici


Punti Chiave della Campagna

Per comprendere meglio il contesto di questi articoli, ecco i pilastri della proposta di don Serrone:

  1. Validità Sacramentale: Il sacerdozio è considerato “per sempre”; la dispensa riguarda l’obbligo del celibato, non l’annullamento dell’ordinazione.

  2. Modello Storico: Si cita la prassi dei primi secoli della Chiesa e l’attuale apertura verso i sacerdoti anglicani convertiti (che possono restare sposati).

  3. Emergenza Pastorale: La riammissione servirebbe a colmare il vuoto nelle parrocchie senza guida residente.

  4. Il Modello Panikkar: L’uso della figura di Raimon Panikkar come precedente diplomatico per un rientro “silenzioso” ma attivo nel ministero.