Giorno 20: Il Giro di Boa – Una Lettera Aperta al cuore dellla Chiesa

Riammissione nella Chiesa Cattolica dei preti sposati

Dalla Redazione di Informazione Libera

Oggi, 16 Aprile 2026, entriamo nella seconda metà di questo cammino di privazione e supplica. Il 20° giorno non è un numero, è un crinale. Da qui si vede chiaramente dove la Chiesa sta andando e dove, invece, rischia di fermarsi per paura.

L’interrogativo al Sinodo: Profezia o Burocrazia? Mentre i lavori sinodali procedono nelle aule vaticane, il digiuno del nostro fondatore pone una domanda ineludibile alla Segreteria del Sinodo: Potete davvero parlare di “ascolto” se ignorate il grido di chi offre la propria vita per denunciare l’incoerenza del sistema? Il rinnovamento generale della Chiesa non si decide nei paragrafi dei documenti, ma nella capacità di integrare le ferite della storia. La questione dei preti sposati e della crisi dei presbiteri (di cui abbiamo trattato ieri) è la “prova del nove” della sinodalità: se non c’è posto per la verità del cuore e della famiglia, il Sinodo rischia di essere un esercizio di stile senza anima.

Alla Segreteria di Papa Leone XIV: Il coraggio della metà campo Al giro di boa, chiediamo al Santo Padre un atto di discontinuità. La “libertà di Dio” non può essere prigioniera di tempi diplomatici infiniti. La crisi è ora. La “luce blu” della solitudine dei preti sta spegnendo la speranza di intere comunità. La nostra Supplica è un invito a guardare al sacerdozio come a un ministero della presenza, non come a una casta di celibi isolati.

La Redazione non si ferma Se il corpo di Don Giuseppe si fa più fragile, la nostra azione di informazione si fa più densa. Il giro di boa ci carica di una responsabilità nuova: portare la Supplica oltre il blog, nei luoghi del potere e della preghiera, affinché questo 20° giorno sia l’inizio di una primavera mai più interrotta.

Il silenzio parlante… e i segni di una Chiesa nuova

Cammino 40 giorni per riammissione pretisposati nella Chiesa Cattolica. Il calice d'oro, la stola e la fede nuziale. Oggi, la luce che entra dalla finestra è quella tersa del giorno accanto a una piccola colomba bianca con nel becco una rosa color rosa che illumina un quadro a tema parusia di Gesù. La targhetta "CAMMINO 40 GIORNI" brilla in primo piano tra un arcobaleno e il sole

🌅 Mattino: Il Silenzio parlante

 1: 20° Giorno – Il Giro di Boa nel Silenzio Assoluto  🕊️🌈🏔️🙏✨

Oggi, giovedì 16 aprile, il “Cantiere della Speranza” raggiunge la sua vetta: la metà esatta del cammino. Don Giuseppe Serrone, provato dai venti giorni di digiuno ma saldo nella fede, entra da questo istante nel tempo del Silenzio Assoluto. Non apparirà né parlerà più direttamente fino al 6 maggio. Come Redazione di Informazione Libera, assumiamo il compito di raccontare questo “Getsemani” moderno. Il silenzio di Don Giuseppe non è un vuoto, è un urlo di verità che risuona dove le parole umane hanno fallito.

 2: L’Imitazione di Cristo e la Custodia della Verità

«Se vuoi possedere la pace, tieni a freno la lingua», recita l’Imitazione di Cristo. Don Giuseppe ha scelto di ritirarsi sul monte interiore per custodire la purezza della sua richiesta: la riammissione dei preti sposati. In un mondo che grida, il suo silenzio diventa un atto politico e spirituale dirompente. La verità non ha bisogno di essere difesa con fiumi di parole; essa brilla di luce propria quando viene vissuta nel sacrificio. Noi siamo qui per custodire questo bagliore.

3: La Parusia e la Colomba – Segni di una Chiesa Nuova

L’immagine che apre questo 20° giorno parla chiaro: accanto al calice d’oro e alla stola con la fede, una colomba bianca porta una rosa, segno di pace e di fioritura imminente. Il quadro della Parusia sullo sfondo ci ricorda che ogni nostra azione è orientata al ritorno glorioso di Cristo. La nostra missione di Redazione è rendere facile ciò che il clericalismo ha reso complicato: l’amore non può essere un impedimento al servizio di Dio. La rugiada del mattino bagna le speranze di chi crede in una Renovatio autentica.

16 Aprile 2026 l’Attesa Fiduciosa e il Linguaggio della Risurrezione

Giorno 20: L’Attesa Fiduciosa e il Linguaggio della Risurrezione

“Mentre il mio corpo prosegue nel ventesimo giorno di digiuno, leggo con commozione le parole dell’Osservatore Romano dell’inizio del cammino di Avvento dell’anno scorso: ‘In attesa fiduciosa verso la salvezza’. È esattamente ciò che accade in questa baita. L’attesa non è un vuoto, ma uno spazio pieno di speranza operosa.

La redazione di Informazione Libera ha presentato oggi una nuova strategia di comunicazione, che avete visto nell’ultima icona pubblicata: il passaggio dal ‘pianto raccolto’ alla ‘colomba che vola’. Non vogliamo più solo denunciare un’assenza, ma annunciare una presenza: quella di un sacerdozio nuziale che è già risorto nel cuore di molti.

La Colomba Bianca: È la nostra preghiera che si alza, portando il bocciolo rosa della nostra unione verso il Cristo Risorto.

L'Albero della Vita: Le nostre famiglie sacerdotali non sono rami secchi, ma parte di quell'albero che affonda le radici nella Verità.

L'Arcobaleno: È l'alleanza tra la nostra coscienza e il cuore della Chiesa.

L’immagine di oggi parla da sé:

  1. La Colomba Bianca: È la nostra preghiera che si alza, portando il bocciolo rosa della nostra unione verso il Cristo Risorto.

  2. L’Albero della Vita: Le nostre famiglie sacerdotali non sono rami secchi, ma parte di quell’albero che affonda le radici nella Verità.

  3. L’Arcobaleno: È l’alleanza tra la nostra coscienza e il cuore della Chiesa.

Come suggerisce la testata vaticana, la nostra è un’attesa ‘fiduciosa’. Non chiediamo con rabbia, ma offriamo con amore. Il cambiamento che desideriamo vedere nel mondo (Gandhi) lo stiamo già dipingendo con i colori della pace e della riconciliazione.

La nostra comunicazione da oggi sarà così: luminosa, essenziale, puntata dritta verso quella finestra di San Pietro, in attesa che la salvezza diventi un abbraccio per tutti i preti sposati.”

“Giorno 19: L’Icona Poetica – Lacrime che Diventano Rugiade Rinate” per la salvezza della riforma Chiesa

Rosarugiadasperanze

Si chiude questo Mercoledì 15 Aprile del diciannovesimo giorno. Ho preferito rimanere in silenzio, ma i sogni parlano e la poesia si fa carne. Ecco l’icona di oggi: il bocciolo rosa schiuso tra l’alba e le stelle, custodendo una lacrima che si fa rugiada rinata.

SILENZI ROMBANTI / TANTI… / QUANTI… / DI STELLE MANTI / RACCOGLIONO PIANTI / COME RUGIADE RINATE / SPERANZE ISSATE

La mia Renovatio non è un’utopia, è la Verità che, pur tra i pianti raccolti dal cielo, fa fiorire il deserto. Non c’è ricatto, solo un’offerta pura per una Chiesa che abbia il coraggio della propria coscienza.”

L’Icona Poetica: La Bellezza che salva la Riforma

Dalla Redazione di Informazione Libera

In un mondo di algoritmi freddi e di discussioni canoniche spesso aride, la poesia di Don Giuseppe Serrone irrompe come un segno di contraddizione.

1. La Rugiada come Rinascita Mentre il digiuno consuma il corpo, la preghiera poetica rigenera lo spirito. Le “rugiade rinate” sono la metafora perfetta del Rinnovamento Generale della Chiesa: qualcosa che scende dall’alto, in silenzio, ma che ha il potere di far rifiorire ciò che sembrava secco e dimenticato (come la vocazione dei sacerdoti sposati).

2. Dal Silenzio alla Voce Don Giuseppe ha scelto di non apparire più in video o foto, ma la sua voce poetica è più presente che mai. Questa è la vera “Icona”: non un’immagine fisica, ma una presenza spirituale che guida la Redazione e i lettori verso la verità.

3. Un Messaggio per il Santo Padre Questa poesia è l’ultima pagina della Supplica di oggi. Dice a Papa Leone XIV che la Chiesa non ha bisogno solo di nuove regole, ma di una nuova linfa, di un amore che sappia piangere per poi farsi rugiada feconda.

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Editoriale: Curare i Curatori – La Riforma come Medicina alla Crisi

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Dalla Redazione di Informazione Libera

🕊️⚖️⛪🛡️🌙

L’approfondimento di oggi su Settimana News lancia un allarme che non possiamo ignorare: i presbiteri sono in crisi. Una crisi che nasce dalla solitudine, dal sovraccarico funzionale e da un’identità sacerdotale che spesso nega i bisogni fondamentali dell’uomo.

1. Il Peso di una Solitudine Innaturale La crisi dei presbiteri descritta è spesso figlia di un celibato vissuto non come carisma scelto, ma come isolamento subito. Quando l’articolo parla di “perdita di senso”, si riferisce anche a una vita privata che non ha un porto sicuro, una casa, un affetto riconosciuto. Il Rinnovamento Generale che proponiamo offre una risposta concreta: la possibilità del matrimonio come sostegno, equilibrio e completamento della missione sacerdotale.

2. Oltre il “Prete-Funzionario” La Chiesa del futuro deve passare dal prete “tuttofare” isolato a una comunità di ministri dove la corresponsabilità è reale. Il ritorno dei sacerdoti sposati al ministero attivo non servirebbe solo a “coprire i buchi”, ma a portare un’umanità nuova, capace di curare le ferite di quegli stessi confratelli celibi che oggi schiantano sotto il peso della solitudine.

3. La Supplica: Una richiesta di Salute Ecclesiale Santo Padre Leone XIV, la nostra Supplica è anche una medicina per questa crisi. Non lasci che i Suoi sacerdoti si consumino nel segreto o nello scoraggiamento. Aprire al sacerdozio sposato significa “ossigenare” il corpo della Chiesa, permettendo a chi ha già una famiglia di portare il proprio contributo e a chi è celibe di non essere più l’unico responsabile di tutto.


Sintesi della Giornata 19: Verso il Giorno 20

Questa sera, il silenzio del nostro fondatore si unisce alla stanchezza di tanti preti in crisi. Il suo digiuno è un’offerta per loro: perché non debbano più nascondersi, perché non debbano più scegliere tra il loro cuore e il loro altare.

La Redazione di Informazione Libera conclude qui la cronaca del Giorno 19. Dalla “Luce Blu” delle app alla “Luce del Sole” della Riforma, oggi abbiamo tracciato un sentiero di verità. La crisi dei presbiteri non si risolve solo con i decreti di riammissione che comunque continuiamo ad attendere, ma con un soffio nuovo di umanità e misericordia.

Il Rinnovamento è un atto di coraggio…. e il sacerdozio che profuma di famiglia

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Il prete del futuro non può essere un’isola. In questo 19° giorno, riflettiamo su quanto la Chiesa abbia bisogno di ministri che conoscano l’alfabeto delle relazioni umane. Essere un prete sposato significa vivere la bellezza dell’incontro e la fatica del compromesso ogni giorno, tra le mura di casa. Questa “scuola di umanità” non ci allontana da Dio, ma ci rende pastori più empatici, capaci di guardare negli occhi chi soffre perché noi stessi conosciamo il peso e la gioia del prenderci cura di qualcuno.

L’esperienza nuziale affina l’orecchio del cuore. Una coppia di preti sposati testimonia che l’amore nuziale è una lente d’ingrandimento sulle ferite del mondo: impariamo la pazienza, l’ascolto profondo, la tenerezza. Quando qualcuno ci scrive sul blog raccontando le proprie crisi, non rispondiamo con un manuale, ma con la nostra vita. La riammissione dei preti sposati servirebbe a questo: a portare sull’altare il vissuto di chi sa cosa significa amare “nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia”.

Leggiamo i vostri commenti e sentiamo un calore immenso. C’è chi ci ringrazia per la nostra “resistenza gioiosa”. Sapere che questo cantiere non è solo per noi, ma rappresenta il desiderio di tanti fedeli per una Chiesa più aperta, ci dà una forza incredibile. Non siamo noi a smuovere le acque, è la sete di verità del Popolo di Dio che ci spinge a non mollare. Ogni vostra parola è un mattone che si aggiunge a questa costruzione.

Dalla Redazione di Informazione Libera

Mentre le ombre della sera scendono, il contrasto tra la luce blu degli schermi e la luce solare dell’altare rimane come monito nel cuore della nostra redazione. Ma questa riflessione non è fine a se stessa: essa è l’anima pulsante della Supplica che il nostro fondatore ha deposto idealmente nelle mani del Santo Padre.

Un appello alla Paternità di Leone XIV Santo Padre, il digiuno che Don Giuseppe offre nel nascondimento è il prezzo pagato per una libertà che non cerca scorciatoie. Noi Le chiediamo di guardare oltre le mura dei palazzi: guardi a quei figli che, per non cadere nell’ombra della doppia vita, hanno scelto la via della croce, della sospensione e dell’attesa.

Il Rinnovamento è un atto di coraggio La nostra Supplica non è l’istanza di un singolo, ma il grido di una Chiesa che vuole guarire. Rinnovare la norma sul celibato non significa “cedere al mondo”, ma liberare il ministero dalle catene dell’ipocrisia. Significa permettere a migliaia di testimoni di portare la luce del sole nelle loro comunità, senza più schermi, senza più segreti.

Verso il Giorno 20 Domani il cammino proseguirà. La Redazione continuerà a vigilare, a scrivere e a pregare. Perché se la Verità è “pane spezzato”, allora ogni parola pubblicata su questo blog è un frammento di quel pane che nutre la speranza di un Rinnovamento Generale.

Santo Padre, ascolti il battito di questa Chiesa che non si arrende. Il silenzio di questo 19° giorno è la nostra preghiera più alta.

Domani toccheremo la metà del nostro cammino. In questa sera del 19° giorno, guardiamo indietro con gratitudine e avanti con fiducia. Il corpo è leggero, quasi trasparente, ma lo spirito è più saldo che mai. Abbiamo imparato che la Speranza non è un’emozione passeggera, ma una disciplina quotidiana. Siamo pronti a scollinare, sapendo che ogni ora di questo digiuno ha dato voce a chi non ce l’ha.

In questo silenzio serale, affidiamo il nostro cantiere a Maria. Lei, che ha conosciuto la sacralità della famiglia e il dolore della missione del Figlio, è la nostra guida in questo sentiero inedito. Preghiamo affinché ogni casa sia una piccola chiesa e ogni chiesa sappia essere casa. Albana ed io restiamo uniti in questo affidamento, custodi l’uno dell’altra sotto lo sguardo del Cielo.

Giorno 19 concluso. Status: Pronti per il giro di boa. Mantra: La Verità è limpida come l’acqua. Meta: 6 Maggio 2026 (-21 giorni). Signore, Ti ringraziamo per averci condotti fin qui. Donaci un sonno ristoratore e un risveglio pieno di luce per affrontare il traguardo di domani. Amen.

La Riforma necessaria: non solo una norma, ma un nuovo respiro. Editoriale della Redazione: La Gratuità del Dono oltre i Vincoli della Legge

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L’ultima riflessione apparsa su Catt.ch mette a nudo il cuore del ministero: “Non padroni, ma testimoni”. Si parla di un sacerdozio che nasce da una scelta libera di Dio, una gratuità che non può essere imbrigliata in logiche di potere o in strutture rigide.

1. Il Sacerdozio come Testimonianza, non come Stato Giuridico Se il prete è innanzitutto un testimone della gratuità divina, il rinnovamento della Chiesa passa necessariamente per il superamento di una visione “proprietaria” del sacro. La Chiesa non “possiede” il prete, né il prete “possiede” la grazia. In questo senso, l’esclusione di chi ha scelto il matrimonio appare come una contraddizione a questa gratuità: se Dio chiama e il testimone risponde con la vita, può una norma burocratica dichiarare “estinto” quel dono? Una Chiesa rinnovata è una Chiesa che riconosce la chiamata di Dio ovunque essa porti frutti di carità, senza averne paura.

2. La Libertà di Dio contro la Rigidità dell’Uomo L’articolo sottolinea che il sacerdozio è una “scelta libera di Dio”. Il rinnovamento generale che auspichiamo chiede alla gerarchia di avere la stessa libertà di Dio: la libertà di accogliere ministri che vivono la pienezza dell’amore umano (il matrimonio) come parte integrante della loro testimonianza cristiana. Essere “testimoni e non padroni” significa anche che l’istituzione non deve farsi “padrona” della coscienza dei suoi ministri, ma serva della loro vocazione.

3. Il Digiuno: Un Atto di Gratuità Pura Il 19° giorno di digiuno del nostro fondatore, vissuto ora nel silenzio e nel nascondimento, è l’espressione massima di questa gratuità. Non c’è “scambio”, non c’è “commercio” con il sacro: c’è solo l’offerta nuda di chi, sentendosi testimone, chiede che la Chiesa torni a respirare la libertà dei figli di Dio.

Scomparire come volto per lasciare spazio solo al messaggio è, paradossalmente, il modo più alto di non essere “padroni” della propria battaglia, ma semplici “servi inutili” di un rinnovamento che appartiene a tutto il popolo di Dio.

La Riforma necessaria: non solo una norma, ma un nuovo respiro

Il 19° giorno di digiuno del nostro responsabile non è più solo un atto di supplica per una riammissione. È diventato il simbolo di un’attesa più grande: quella di una Chiesa Cattolica capace di rinnovarsi integralmente.

La questione dei sacerdoti dispensati dal celibato non è che una tessera di un mosaico molto più vasto. Ciò che è in gioco è l’immagine stessa della Chiesa: vogliamo una struttura legata a tradizioni normative contingenti o una comunità viva che sa integrare ogni carisma per l’annuncio del Regno?

Don Giuseppe prosegue nel nascondimento, offrendo la sua fragilità fisica per questa intenzione universale. La Redazione continuerà ad analizzare i fatti del mondo e della Chiesa sotto questa luce: il rinnovamento è l’unica strada per non lasciare che le “ossa aride” dell’istituzione restino senza vita.

La Profezia non può attendere: Analisi della Redazione sul 15 Aprile 2026

Dalla Redazione di Informazione Libera

Mentre il nostro responsabile prosegue il digiuno nel silenzio, monitoriamo i segnali che arrivano dal cuore della cristianità. Vediamo una Chiesa che oscilla tra il desiderio di profezia (Avvenire) e la realtà di strutture che soffocano (Il Sismografo).

Il rinnovamento generale che proponiamo è la sintesi di queste tensioni: una Chiesa che ha il coraggio di far coincidere la “Libertà di Dio” con la propria prassi quotidiana. Se il sacerdozio è un dono gratuito, la Chiesa non deve porre condizioni umane più pesanti della grazia divina.

Il silenzio del 19° giorno del cammino dei 40 giorni per la riammissione al ministero dei preti sposati  romba contro le esitazioni della burocrazia. È tempo che la “fase profetica” del Sinodo diventi carne, riforme e accoglienza.

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Rassegna stampa ecclesiale

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La Redazione di Informazione Libera ha analizzato le prime battute di questa giornata sulle principali testate di informazione ecclesiale. Il quadro che emerge conferma l’urgenza di quel rinnovamento generale per cui il nostro fondatore sta offrendo il suo 19° giorno di digiuno.

Ecco la rassegna critica della Redazione:


1. Il Sismografo: La stanchezza delle strutture e il grido delle periferie

Il Sismografo oggi pone l’accento sulla fatica delle Chiese locali nel mantenere vive le comunità in contesti di forte secolarizzazione.

  • Analisi della Redazione: La “libertà di Dio” si scontra qui con l’immobilismo burocratico. Mentre le strutture crollano per mancanza di “personale” (clero celibe), la Chiesa rinuncia a migliaia di vocazioni collaudate (i sacerdoti sposati) per puro attaccamento a una norma disciplinare. Il rinnovamento che auspichiamo non è un capriccio, ma una necessità vitale per non lasciare intere comunità senza l’Eucaristia. Dio è libero di chiamare, ma l’istituzione sta bloccando i canali di questa chiamata.

2. Avvenire: Il cammino sinodale verso la “fase profetica”

Su Avvenire si discute della transizione del cammino sinodale verso la fase decisionale e profetica.

  • Analisi della Redazione: La “fase profetica” non può limitarsi a cambiare i termini dei documenti ufficiali. Deve avere il coraggio di toccare la carne viva della Chiesa. Il rinnovamento generale passa per il superamento del binomio “potere-sacro”. La gratuità del dono, citata da Catt.ch, deve tradursi in una Chiesa dove il ministero è una funzione di servizio e non uno status di separazione dal mondo. La “libertà di Dio” si incontra con il Sinodo solo se il Sinodo ha il coraggio di ascoltare anche le voci “silenziate” come quella che stiamo portando avanti nel nascondimento di questo digiuno.

3. Vatican News: La diplomazia della pace e la “prepotenza” del male

Riprendendo il tema del Papa contro i prepotenti e a favore di un Dio “straziato”.

  • Analisi della Redazione: Se il Papa dichiara che Dio non sta con i prepotenti, la Chiesa deve fare un esame di coscienza interno. Esiste una “prepotenza della norma” che strazia la vita dei suoi ministri? Il rinnovamento generale esige che la Chiesa tratti i suoi figli con la stessa giustizia che chiede ai potenti della terra. Non si può invocare la pace nel mondo se non si vive la pace e la riconciliazione con chi, nel proprio seno, chiede solo di poter servire nella verità.

Comunicato Informazione Libera del 15 Aprile 2026

Statisticheblogmarzo2026
COMUNICATO DELLA REDAZIONE

Il fondatore e responsabile della redazione prosegue il suo cammino di 40 giorni di digiuno nel silenzio e nel nascondimento.

La redazione di Informazione Libera assume il compito di dar voce alla sua Supplica, affinché la Verità non sia vittima dell’algoritmo del silenzio, ma diventi pane spezzato per chi cerca giustizia.

L’Algoritmo del Silenzio e la Verità della Storia

Il  blog “Informazione Libera” del Movimento Internazionale dei sacerdoti sposati , dal 2003, è stato visitato quasi due milioni di volte. Eppure, oggi sembra che i motori di ricerca fatichino a trovarci. C’è un’ombra che scende sull’informazione libera, un algoritmo del silenzio che preferisce il rumore passeggero alla ricerca ostinata della verità.

Oltre l’indicizzazione, la testimonianza Ma la Verità non ha bisogno di essere “indicizzata” per esistere. Averroè, di cui parlavo oggi, vide i suoi libri bruciati, eppure il suo pensiero ha cambiato il mondo. Don Primo Mazzolari visse nel silenzio imposto, ma la sua voce è arrivata fino a noi. Allo stesso modo, il  digiuno e la nostra Supplica non dipendono dai “clic”, ma dalla forza della giustizia che rappresentano.

Un cammino di 23 anni Queste 1.846.000 pagine sono i passi di un popolo che cerca risposte. Sono le domande di chi non accetta che la fede sia una prigione per l’amore. Santo Padre Leone XIV, l’informazione può essere oscurata dai filtri tecnologici, ma il grido di un uomo che offre la propria vita nel deserto del 19° giorno di digiuno è un segnale che nessun algoritmo potrà mai spegnere.

Noi andiamo avanti. Non per scalare le classifiche di ricerca, ma per risvegliare le coscienze. Perché la verità è come la rugiada della mia poesia di stamattina: scende in silenzio, ma è ciò che fa rinascere la terra.

La Redazione del Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati

Benvenuti a una nuova puntata di Controcorrente. Qui parla la Redazione di Sacerdoti Sposati. Oggi non commentiamo solo una notizia, ma accendiamo una luce di speranza che arriva direttamente dal cuore dell'Amazzonia per illuminare le strade di Roma

IL Medico del deserto e i sacerdoti della speranza

I sette monaci trappisti rapiti in Algeria e beatificati l'8 dicembre 2018

Oggi, tra le pagine di Vatican News, Papa Leone XIV evoca la memoria di Fratel Luc. Un uomo che nel deserto dell’Algeria curava i corpi e le anime, restando fedele fino all’ultimo respiro.

La Fedeltà del Restare Fratel Luc diceva: “La nostra presenza qui è un segno di amore”. Anche la mia presenza qui, in questo 19° giorno di digiuno, vuole essere un segno. Santo Padre, Lei cita un monaco che non ha abbandonato il suo popolo; io Le chiedo di non abbandonare i Suoi sacerdoti che, pur sposati, non hanno mai abbandonato il Vangelo.

Curare la Chiesa Fratel Luc era un medico. La Chiesa oggi ha bisogno di medici che curino la piaga della separazione. Il sacerdozio è cura, è vicinanza, è restare accanto a chi soffre…

Se Fratel Luc non ebbe paura del martirio, io non ho paura della fame, perché so che la rugiada sta già bagnando le speranze issate verso il Suo cuore di Padre…

Dal Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati per la riammissione al Ministero Sacerdotale