
12 Aprile 2026 | Domenica della Divina Misericordia e Pasqua Ortodossa
Mentre i fratelli d’Oriente celebrano oggi la Resurrezione e il mondo cattolico si immerge nella Domenica della Divina Misericordia, il mio sedicesimo giorno di digiuno diventa un ponte tra due mondi. Il titolo che ho scelto per questa tappa della mia “Supplica” non è solo un grido, ma una sintesi di vita: il centuplo lo sto già vivendo nel deserto, camminando verso quella Parusia dove ogni velo cadrà.
L’eco del Regina Coeli: L’Eucaristia come incontro
Oggi, da Piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha ricordato che “la fede nasce dall’incontro” e ha invitato a riscoprire l’Eucaristia come “fonte di vita cristiana”. Queste parole risuonano con forza nel mio digiuno. Se l’Eucaristia è missione e testimonianza di carità, perché la “legge che separa” continua a tenere lontani dall’altare sacerdoti regolarmente dispensati ma pronti a servire il Popolo di Dio?
Il mio è un appello alla coerenza: se la fede è incontro, la legge non può essere un muro che esclude chi, nel matrimonio, ha trovato una nuova via per testimoniare l’Amore di Dio.
La Memoria dei Luoghi e dei Volti
Il silenzio della stampa nazionale di oggi non può cancellare la nostra storia. Nonostante l’indifferenza di questo 2026, la nostra voce ha già abitato i grandi media: da Rai Uno con Michele Cucuzza a Rete 4 con Stella Pende, fino a Radio Rai. Abbiamo portato la nostra verità negli studi di Canale 5, sfidando il pregiudizio e l’odio mediatico. Ricordiamo i volti, le difese accorate e anche gli attacchi, perché ogni parola detta in quegli studi ha scavato la strada verso la giustizia che oggi chiediamo a Leone XIV.
Il Peso delle Pietre e il Coraggio di Albana
Non posso non citare il coraggio di mia moglie Albana. Lei ha trasformato l’umiliazione delle pietre reali del 2004 e le offese gratuite di certa politica integralista (v. Adinolfi e Paola Binetti che in diretta ha giustificato il lancio delle pietre a Albana: “Hanno fatto bene a tirarle le pietre a Chia”) in una testimonianza di “Amore che accoglie”. Quando in TV si arrivò a giustificare chi le tirava le pietre, Albana rispose con la dignità della fede. Lei è la prova vivente che l’amore non divide mai da Dio, ma purifica l’anima attraverso la sofferenza.
La Regolarità del Cammino
Il nostro non è un cammino nell’ombra. Ogni nostro passo è stato regolare, confermato dai protocolli di dispensa e dal matrimonio religioso. Siamo sacerdoti “in eterno” che hanno scelto la trasparenza. Come ricordato dal tweet di @Pontifex, i sacerdoti sposati che seguono un percorso regolare sono nella preghiera del Papa. Se siamo nella sua preghiera, perché non possiamo essere nel suo abbraccio ministeriale?
Verso la Giustizia Finale
In questa Domenica della Misericordia, affido il mio digiuno alla speranza che la giustizia non tarderà. La “legge che separa” è un residuo umano; l’“Amore che accoglie” è la realtà divina verso cui tendiamo. In questo deserto, il centuplo è la pace di chi cammina nella Verità.
Giuseppe Serrone Sacerdote sposato