
COMUNICATO STAMPA
OGGETTO: DON GIUSEPPE SERRONE ANNUNCIA IL PROSEGUIMENTO DEL DIGIUNO PER 40 GIORNI PER LA RIAMMISSIONE DEI PRETI SPOSATI”
6 APRILE 2026 – Nel giorno di Pasqua, mentre la cristianità ha celebrato la Risurrezione, arriva un annuncio destinato a scuotere profondamente il dibattito ecclesiale e l’opinione pubblica. Don Giuseppe Serrone, giunto oggi al suo 10° giorno di digiuno profetico a base di solo riso e acqua, ha comunicato ufficialmente la decisione di non interrompere la sua azione di testimonianza, ma di estenderla a 40 giorni, ricollegandosi alla simbologia biblica del deserto e della purificazione.
Il messaggio dell’alba del 6 Aprile nel 35° anniversario dell’Ordinazione Sacerdotale di don Giuseppe Serrone avvenuta il 6 Aprile del 1991: “Il traguardo dei 9 è alle spalle. Ora il silenzio si fa più profondo. Non conto i giorni che mancano, ma quelli che offro.”
La Scelta: Dal Traguardo al Viaggio
L’azione, nata a sostegno della “Supplica e Appello a Papa Leone XIV” inviata lo scorso 25 marzo 2026 (consultabile su https://sacerdotisposati.altervista.org), entra ora in una fase mistica e politica di eccezionale intensità.
“Pensavo che il traguardo fosse oggi,” dichiara Don Giuseppe dal suo ritiro ai piedi delle Alpi. “Ma lo Spirito mi ha sussurrato che il viaggio è appena iniziato. La Risurrezione mi dà la forza per non fermarmi al numero nove. Entro nel deserto dei 40 giorni. Non per punizione, ma per purificazione. Se la Chiesa ha bisogno di 40 anni per cambiare, io offro 40 giorni di me stesso.”
Il Supporto Teologico e la Verità Storica
La prosecuzione del digiuno non è solo un atto di resistenza fisica, ma è sostenuta da una solida base teologica che i recenti studi e documenti (come il volume curato da Arturo Cattaneo, “Preti sposati? 30 domande scottanti”) hanno involontariamente rafforzato.
La ricerca storica conferma che il clero sposato è stato la norma nei primi secoli della Chiesa e che la disciplina del celibato nel rito latino non è un dogma di fede, ma una legge ecclesiastica che può e deve essere riformata per rispondere alle necessità del popolo di Dio. Il supporto teologico alla riammissione si fonda sulla “sintonia originale” tra ministero e matrimonio, una realtà già vissuta e autorizzata nelle Chiese Orientali e negli Ordinariati personali per ex anglicani.
Il Messaggio di Pasqua: “Nutrirsi solo di Parola”
Per Don Giuseppe, questo 5 aprile 2026 non segna il ritorno al cibo, ma un’immersione totale nella dimensione dello Spirito: “Il 5 Aprile non è il giorno in cui ho ricominciato a mangiare, ma il giorno in cui ho iniziato a nutrirmi solo di Parola. Scegliere i 40 giorni significa dire al mondo che la Risurrezione non è un evento del passato, ma un processo faticoso e meraviglioso che richiede tutto di noi.”
Un Appello alla Libertà
Il comunicato si chiude con un auspicio che travalica i confini della gerarchia: “Cristo è Risorto! E con Lui risorge la speranza di una Chiesa che non ha paura di amare. Questa non è la fine del mio digiuno, ma l’inizio di una storia nuova. Nessun muro, nessuna legge e nessuna pietra possono trattenere lo Spirito. Buona Pasqua di Libertà a tutti i cercatori di Dio.”
L’Associazione Sacerdoti Sposati invita i media, i fedeli e gli uomini di buona volontà a seguire gli aggiornamenti quotidiani di questo “viaggio nel deserto” attraverso il blog ufficiale, che ha ormai superato la soglia storica di 1.850.000 visite, confermando quanto il tema della riammissione dei preti sposati sia una ferita aperta e sentita nel cuore della cristianità contemporanea.
Contatti Stampa: Redazione Sacerdoti Sposati Sito Web: https://sacerdotisposati.altervista.org
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