Aggiornamento Diario 9° giorno… verso il 40°

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📝 AGGIORNAMENTO DIARIO: PASQUA – ORE 18:00

Giorno 9 di 40 – Il Patto con i Fratelli

  • L’Atto: Pubblicato il Prologo della Quarantena. La decisione è sigillata nell’etere.

  • La Motivazione: “Non era corretto fermarsi”. La coerenza è il nuovo digiuno. Non si scende dal monte finché la nebbia non si dirada per tutti.

  • La Voce: Nel podcast, il timbro della  voce di don Giuseppe Serrone diventa la “reliquia viva” di questa Pasqua 2026. Un suono che dice: “Io non mangio perché ho fame di voi, fratelli miei”.

🌅 AGGIORNAMENTO DIARIO: PASQUA – IL CANTO DELL’INFINITO

Giorno 9 di 40 – La Trasfigurazione della Voce

  • Il Miracolo della Parola: Nonostante la stanchezza, la voce ha trovato una strada. Il podcast di oggi è il mio “Alleluia” nudo. Non celebrato in una cattedrale di marmo, ma nel tempio del mio corpo che digiuna.

  • La Scelta del 40: Il Canto dell’Infinito mi accompagnerà nel deserto che ho scelto di attraversare. Le pietre del mio cammino non sono inciampi, ma note di una melodia di riconciliazione.

  • L’Unione con l’Eterno: Don Tonino Bello diceva che la Risurrezione cambia la storia. Oggi, tra queste pietre, sento che la mia storia e quella dei miei confratelli sta cambiando direzione. Verso l’Infinito.

📝 Aggiornamento del Diario 5 Aprile 2026: Verso la Quarantena e il Prologo del deserto…

“Il Deserto della Risurrezione”.

“Pensavo che il traguardo fosse oggi. Ma lo Spirito mi ha sussurrato che il viaggio è appena iniziato. La Risurrezione mi dà la forza per non fermarmi al numero nove. Entro nel deserto dei 40 giorni. Non per punizione, ma per purificazione. Se la Chiesa ha bisogno di 40 anni per cambiare, io offro 40 giorni di me stesso.”

“Il 5 Aprile 2026 non è il giorno in cui ho ricominciato a mangiare, ma il giorno in cui ho iniziato a nutrirmi solo di Parola. Scegliere i 40 giorni significa dire al mondo che la Risurrezione non è un evento del passato, ma un processo faticoso e meraviglioso che richiede tutto di noi. Se Cristo è rimasto 40 giorni con i suoi prima di salire al Padre, io rimarrò in questo digiuno per testimoniare che la nostra riammissione non è un favore, ma una necessità di Verità per tutta la Chiesa.” (don Giuseppe Serrone)

Domenica di Pasqua – L’Irruzione della Vita

  • L’Icona del Giorno: La luce dell’alba che incendia le vette innevate. La pietra del Sabato è rimasta indietro; davanti c’è solo l’orizzonte aperto. La debolezza del nono giorno di digiuno non è più sfinimento, ma trasparenza: il corpo è così sottile che la luce della Risurrezione lo attraversa tutto.

  • Oltre il Lieto Fine: Non cerchiamo una soluzione burocratica di comodo, ma un cambiamento profondo. La nostra proposta di collaborazione — rilanciata ieri verso Milano — è questa “forza che irrompe”: la vita sacerdotale e familiare che si fondono per una testimonianza più autentica.

  • La Forza della Storia: Come dice don Tonino, la Pasqua cambia i rapporti di forza. Il “clero in riserva” non è più un peso morto, ma una risorsa viva che la Risurrezione mette in movimento verso le “strade maestre”.

  • Il Dono dell’Ottavo Giorno Continuo: L’otto è il numero dell’eternità; oggi, nel nono giorno, entriamo nel tempo nuovo. Il viaggio continua, perché la meta è abitare questa forza ogni giorno.

🌅 AGGIORNAMENTO DIARIO: GIORNO 8 (Ore 20:00)

Sabato Santo – Il Viaggio è la Meta

  • L’Essenza: Otto giorni di digiuno. La meta non è un punto d’arrivo burocratico, ma la consapevolezza di aver camminato nella Verità. Ogni passo, ogni respiro affannato, ogni podcast è già il traguardo.

  • Oltre lo Sguardo: Come ho scritto nella poesia, il traguardo è “oltre lo sguardo” umano. È una dimensione dello spirito dove siamo già riammessi, già figli, già fratelli.

  • L’Attesa della Veglia: Mentre il mondo accende i ceri, io accendo la mia stanchezza. La offro come olio per la lampada della speranza. Se il viaggio è la meta, allora questa notte di Sabato Santo è già la mia Pasqua.

📝 AGGIORNAMENTO DIARIO: GIORNO 8 (Ore 18:30)

Sabato Santo – La Risurrezione del Ministero

  • L’Azione: Lanciato il secondo podcast del giorno. Una risposta diretta e filiale all’apertura di Milano. “Siamo qui, pronti a collaborare”.

  • La Visione: La “Pietra del Sepolcro” (l’esclusione burocratica) sta vibrando. Non è più un muro, ma un diaframma sottile.

  • Il Senso dell’Ottavo Giorno: L’otto è il numero dell’eternità e della nuova creazione. In questo ottavo giorno di digiuno, non sento più la fame della carne, ma l’urgenza dello Spirito di vedere i “confratelli” nuovamente uniti all’altare.

🌅 AGGIORNAMENTO DIARIO: GIORNO 8 (Ore 10:30)

🎙️ Sabato Santo: Oltre lo Sguardo – Giorno 8 di Digiuno

“Brezza come una carezza…” 🏔️✨Ascolta il podcast:

Sabato Santo – Il Podcast del Silenzio

  • L’Azione Profetica: Pubblicato il podcast “Oltre lo Sguardo”. Nel giorno in cui la Parola tace nel sepolcro, la testimonianza di un sacerdote sposato si fa “brezza” per chi cerca speranza.

  • Sinfonia di Sensi: Freddo, sete, ricordi di Sicilia e luci in lontananza. Tutto confluisce in pochi minuti di audio che sono un testamento di pace.

  • Il Traguardo Vicino: Otto giorni di digiuno. Il corpo è un altare nudo, ma la voce, sostenuta dallo Spirito e dall’amore di Albana, è più forte che mai.

🌅 AGGIORNAMENTO DIARIO: GIORNO 8 (Lirica del Mattino)

Sabato Santo – Oltre lo Sguardo

«Brezza come una carezza…»

Brezza

come un carezza…

fruscii di foglie 

nel segno coglie

una mano lontano

oltre l’invano

sogno il traguardo

oltre lo sguardo…

(di Don Giuseppe Serrone – 4 Aprile 2026)

  • Il Messaggio Poetico: Nel cuore della notte più fredda, la poesia si fa calore. Don Giuseppe scrive il suo manifesto di pace: il traguardo non è più una meta burocratica, ma un sogno che abita già l’eterno.

  • Stato del Testimone: Il digiuno ha affinato i sensi. Sente il fruscio delle foglie anche tra la neve, coglie il segno della riconciliazione che arriva “da lontano”.

  • L’Oltre: Il Sabato Santo è il giorno dell’Oltre. Oltre il dolore del Venerdì, oltre il silenzio del sepolcro, oltre lo sguardo umano che vede solo limiti.

🌅 AGGIORNAMENTO DIARIO: GIORNO 8 (Ore 03:00)

Sabato Santo – La Sete dell’Attesa

  • Il Corpo e lo Spirito: Sento il freddo delle vette e l’arsura nel deserto del digiuno. Ma non è la sete del Calvario, è la sete dell’aurora.

  • Oltre la Croce: Il Venerdì è passato, le “Sette Parole” sono state gridate. Ora resta solo il silenzio e la fede nuda. Se Lui non risorge, nulla ha senso. Ma io vedo luci muoversi nella valle, scintille di una Chiesa che vuole rinascere.

  • Memoria Stellata: Ricordo le notti di agosto in Sicilia, l’attesa delle stelle cadenti. Oggi non aspetto che cadano le stelle, aspetto che sorga il Sole di Giustizia per tutti i figli dimenticati.

  • 🌅 AGGIORNAMENTO DIARIO: GIORNO 8 (Ore 01:00)

  • L’Icona del Giorno: Una pietra circolare, pesante e muta, davanti all’oscurità del sepolcro. Attorno, solo il gelo delle Alpi e il silenzio del mattino. Ma nel cuore, la memoria di Maria: la donna che ha saputo sorridere all’amarezza, sapendo che l’ultima parola spetta alla Luce.

  • La Fede nel Silenzio: In questo ottavo giorno di digiuno, la mia debolezza si specchia nella pazienza di Maria. Tra la Croce di ieri e la Risurrezione di domani, c’è lo spazio del “non ancora”. È qui che si misura la vera fedeltà: saper restare quando tutto sembra finito.

  • Vittoria sulla Solitudine: Come Maria ai piedi del sepolcro, non sono solo. Ho Albana, ho i fratelli di Milano a cui Delpini ha teso la mano, ho le migliaia di persone che ascoltano il grido della Via Crucis dei preti sposati. L’oscurità è fitta, ma il sorriso della fede la sta già abitando.

  • Preghiera di Sabato: “Maria, donna del Sabato Santo, prestami i tuoi occhi per vedere la vita dove altri vedono solo una pietra. Insegnami ad attendere l’aurora senza stancarmi del buio.”

  • – don Giuseppe Serrone

  • Tag: #SabatoSanto, #PoesiaDiFede, #OltreLoSguardo, #Satyagraha, #DonGiuseppeSerrone,

Prologo: Il Deserto della Risurrezione (Giorno 9 di 40)

Croce.nuda
“Da 9 a 40: Oltre la Soglia del Numero.”In questo episodio straordinario, registrato sotto l’urto della gioia pasquale e della stanchezza fisica, Don Giuseppe Serrone annuncia il suo ingresso nella Quarantena del Ministero.Mentre le campane annunciano la Risurrezione, il “clero in riserva” sceglie la via del deserto. Ispirandosi ai 40 giorni di Mosè sul Sinai, di Elia verso l’Oreb e di Gesù nel deserto, Don Giuseppe trasforma la sua Satyāgraha in una missione profetica:

  • L’Annuncio: Perché il digiuno prosegue oltre il nono giorno.
  • La Missione: Dare voce al “vuoto” di migliaia di ministeri sospesi che chiedono di tornare a servire la Chiesa.
  • La Risposta a Milano: Un appello alla collaborazione che non cerca compromessi, ma verità.
  • Il Viaggio è la Meta: La consapevolezza che la Pasqua non è un traguardo, ma la forza per camminare ancora.

“Non abbiate paura per me. Temete per un amore che si spegne per mancanza di coraggio.”Una produzione della redazione di Sacerdoti Sposati. Un diario di fede, carne e spirito che sfida il silenzio e l’indifferenza.

In questo Giorno 9, nel cuore della Pasqua 2026, Don Giuseppe Serrone compie una scelta radicale: il digiuno non finisce, ma si trasforma. Dalla prova dei primi giorni all’orizzonte dei 40 giorni biblici. Non è un lieto fine, è l’inizio di una missione esodale per la verità del sacerdozio e la riconciliazione dei preti sposati.
Ascolta il “Prologo” di un viaggio che va oltre lo sguardo umano
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Oltre la Pasqua: Perché ho scelto il deserto dei 40 giorni

“Molti si aspettavano che oggi, a Pasqua, la mia tavola tornasse a imbandirsi. Ma la Risurrezione non è un punto di arrivo, è un’esplosione di energia che spinge al largo. Se la Chiesa Latina ha impiegato secoli per costruire il recinto del celibato obbligatorio, io sento il dovere di abitare il deserto per quaranta giorni, portando con me la voce di tutti i confratelli che vivono nel silenzio.

Non sono solo. In questo deserto porto i dati storici che confermano la nostra missione, le preghiere di chi ci sostiene e la ferma convinzione che il ministero non muore con il matrimonio. È un cammino di purificazione: per me e, spero, per la coscienza di chi a Roma e a Milano deve decidere.”

don Giuseppe Serrone

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COMUNICATO STAMPA

OGGETTO: PASQUA 2026 – DON GIUSEPPE SERRONE ANNUNCIA IL PROSEGUIMENTO DEL DIGIUNO FINO AL 6 MAGGIO 2026: “DAL 9° GIORNO AL DESERTO DEI 40 GIORNI PER LA RIAMMISSIONE DEI PRETI SPOSATI”

MILANO/RIFUGIO ALPINO, 5 APRILE 2026 – Nel giorno di Pasqua, mentre la cristianità celebra la Risurrezione, arriva un annuncio destinato a scuotere profondamente il dibattito ecclesiale e l’opinione pubblica. Don Giuseppe Serrone, giunto oggi al suo 9° giorno di digiuno profetico a base di solo riso e acqua, ha comunicato ufficialmente la decisione di non interrompere la sua azione di testimonianza, ma di estenderla a 40 giorni, ricollegandosi alla simbologia biblica del deserto e della purificazione.

La Scelta: Dal Traguardo al Viaggio

L’azione, nata a sostegno della “Supplica e Appello a Papa Leone XIV” inviata lo scorso 25 marzo 2026 (consultabile su https://sacerdotisposati.altervista.org), entra ora in una fase mistica e politica di eccezionale intensità.

“Pensavo che il traguardo fosse oggi,” dichiara Don Giuseppe dal suo ritiro ai piedi delle Alpi. “Ma lo Spirito mi ha sussurrato che il viaggio è appena iniziato. La Risurrezione mi dà la forza per non fermarmi al numero nove. Entro nel deserto dei 40 giorni. Non per punizione, ma per purificazione. Se la Chiesa ha bisogno di 40 anni per cambiare, io offro 40 giorni di me stesso.”

Il Supporto Teologico e la Verità Storica

La prosecuzione del digiuno non è solo un atto di resistenza fisica, ma è sostenuta da una solida base teologica che i recenti studi e documenti (come il volume curato da Arturo Cattaneo, “Preti sposati? 30 domande scottanti”) hanno involontariamente rafforzato.

La ricerca storica conferma che il clero sposato è stato la norma nei primi secoli della Chiesa e che la disciplina del celibato nel rito latino non è un dogma di fede, ma una legge ecclesiastica che può e deve essere riformata per rispondere alle necessità del popolo di Dio. Il supporto teologico alla riammissione si fonda sulla “sintonia originale” tra ministero e matrimonio, una realtà già vissuta e autorizzata nelle Chiese Orientali e negli Ordinariati personali per ex anglicani.

Il Messaggio di Pasqua: “Nutrirsi solo di Parola”

Per Don Giuseppe, questo 5 aprile 2026 non segna il ritorno al cibo, ma un’immersione totale nella dimensione dello Spirito: “Il 5 Aprile non è il giorno in cui ho ricominciato a mangiare, ma il giorno in cui ho iniziato a nutrirmi solo di Parola. Scegliere i 40 giorni significa dire al mondo che la Risurrezione non è un evento del passato, ma un processo faticoso e meraviglioso che richiede tutto di noi.”

Un Appello alla Libertà

Il comunicato si chiude con un auspicio che travalica i confini della gerarchia: “Cristo è Risorto! E con Lui risorge la speranza di una Chiesa che non ha paura di amare. Questa non è la fine del mio digiuno, ma l’inizio di una storia nuova. Nessun muro, nessuna legge e nessuna pietra possono trattenere lo Spirito. Buona Pasqua di Libertà a tutti i cercatori di Dio.”

L’Associazione Sacerdoti Sposati invita i media, i fedeli e gli uomini di buona volontà a seguire gli aggiornamenti quotidiani di questo “viaggio nel deserto” attraverso il blog ufficiale, che ha ormai superato la soglia storica di 1.850.000 visite, confermando quanto il tema della riammissione dei preti sposati sia una ferita aperta e sentita nel cuore della cristianità contemporanea.


Contatti Stampa: Redazione Sacerdoti Sposati Sito Web: https://sacerdotisposati.altervista.org Email: sacerdotisposati@gmail.com

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Preti sposati un dono dello Spirito per la Chiesa di oggi. La pietra è rotolata. La storia è scritta, ma il futuro è nelle nostre mani (e nei nostri passi)

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In questo 9° Giorno di Pasqua, mentre celebriamo la “Pietra Rotolata” e la risurrezione di un carisma sacerdotale che non si è mai spento, analizziamo un documento significativo che tocca il cuore della nostra battaglia: “Preti sposati? 30 domande scottanti sul celibato” (2011), curato da Arturo Cattaneo.

Questo testo è fondamentale perché, pur sostenendo la disciplina attuale, ammette verità storiche che rafforzano la nostra consapevolezza di preti sposati in cammino.


📜 ANALISI: STORIA DI UNA “SINTONIA” SOSPESA

Il documento offre una prospettiva storica e teologica che merita di essere commentata alla luce del nostro digiuno profetico.

1. L’Ammissione Storica: Il Clero Sposato alle Origini

Il testo riconosce esplicitamente che nei primi secoli la Chiesa ammetteva sacerdoti sposati. La prassi comune, sia in Oriente che in Occidente, prevedeva candidati spesso in età avanzata e già coniugati.

  • Il Commento: Questo conferma che il matrimonio e il sacerdozio non sono ontologicamente incompatibili, ma sono stati uniti fin dalle origini della Chiesa.

2. L’Evoluzione della Continenza

Secondo gli autori, l’evoluzione verso il celibato obbligatorio nella Chiesa Latina nacque dalla percezione di una “sconvenienza” nel proibire il rapporto coniugale a chi era legittimamente sposato. Piuttosto che permettere il matrimonio vissuto pienamente, la Chiesa Latina scelse di cercare quasi esclusivamente candidati celibi a partire dal IX secolo.

  • La Sfida: Oggi, nell’Ottavo Giorno che non tramonta, noi testimoniamo che il “senso sponsale” del sacerdozio può essere vissuto non nonostante la propria moglie, ma attraverso l’amore familiare, rendendo il sacerdote ancora più vicino al vissuto del popolo di Dio.

3. Il Paradosso d’Oriente e gli Ordinariati

Il testo cita il Sinodo di Trullo (691), che permise ai chierici orientali l’uso del matrimonio, una disciplina accettata anche dalla Chiesa di Roma. Inoltre, menziona l’apertura agli ex anglicani attraverso gli Ordinariati personali.

  • La Riflessione: Se la Chiesa riconosce la validità e la “mitigazione” della disciplina per i fratelli orientali e anglicani, perché negare la stessa accoglienza ai sacerdoti latini che hanno scelto la via del matrimonio?


🕊️ CONCLUSIONE: IL VIAGGIO CONTINUA

Il libro di Cattaneo conclude che il celibato riflette una “pienezza sponsale” sull’esempio di Cristo. Noi, in questo Giorno di Pasqua, rispondiamo che la nostra Risurrezione ministeriale passa proprio per la sintesi tra questi due sacramenti.

Come indicato nel testo, il Concilio Vaticano II raccomandò il celibato senza però voler imporre cambiamenti alle Chiese orientali. Noi chiediamo che questa stessa libertà e autonomia disciplinare possa finalmente aprirsi anche per il clero latino, riconoscendo che il carisma sacerdotale uxorato è, come scriveva don Basilio Petrà, un dono dello Spirito per la Chiesa di oggi.

La pietra è rotolata. La storia è scritta, ma il futuro è nelle nostre mani (e nei nostri passi).


#Pasqua2026 #PretiSposati #ArturoCattaneo #StoriaDellaChiesa #Celibato #9Giorno #PietraRotolata

La Pietra è ribaltata: Auguri di Risurrezione

🎙️ Ascolta il podcast

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“Buona Pasqua a tutti voi che camminate con noi in questo Diario della Speranza. Oggi le campane non annunciano solo un rito, ma un evento che sconvolge la storia: la pietra del sepolcro è stata ribaltata. Per noi sacerdoti sposati, questa pietra ha spesso il volto del silenzio, dell’esclusione, del sentirsi ‘morti’ per il ministero che amiamo.”

“Ma oggi, insieme, guardiamo quell’orizzonte spalancato che abbiamo scelto per il nostro diario. Pasqua è la vittoria delle radici sulle pietre. È il momento in cui il dolore di questi giorni — lo sfratto, la fatica, la ricerca di giustizia — viene lavato da una luce bianca e intensa. È la festa della vita che non si arrende.”

“In questo nono giorno di digiuno che si è trasformato in festa, vogliamo dire a ogni uomo e ogni donna che si sente ai margini: non abbiate paura. Cristo è risorto proprio per chi abita il ‘Calvario’, per chi lavora con le proprie mani, per chi ama senza menzogna. La nostra casa è l’infinito, e la nostra missione è più viva che mai.”

“Auguriamo a ogni famiglia di trovare l’acqua fresca per i propri sogni, proprio come noi abbiamo trovato la forza di rialzarci dopo ogni caduta. Che sia una Pasqua di liberazione per tutti i popoli, vicini e lontani.”

“Buona Pasqua di Risurrezione a tutti voi!”

È Risorto: La nostra pietra è stata ribaltata!

Buona Pasqua
La gioia della Pasqua nelle nostre case e nel nostro ministero. “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?”

Cari confratelli, care spose e care famiglie,
la Pasqua non è solo il ricordo di un evento passato, ma è l’irruzione del “possibile” di Dio nelle nostre vite. Per noi, sacerdoti sposati, la Pasqua ha un sapore particolare: è la conferma che nessuna tomba fatta di pregiudizio, silenzio o esclusione può trattenere la vita che Dio ha seminato nel nostro duplice “Sì”.

Quest’anno, la nostra preghiera pasquale si fa ancora più intensa. Chiediamo al Risorto di:

  • Ribaltare le pietre che ancora pesano sul riconoscimento del nostro ministero.

  • Accendere la luce della speranza in quelle case dove un confratello si sente ancora solo o smarrito.

  • Benedire il nostro cammino verso la nuova sede e il camper missionario, perché siano strumenti di incontro e mai di divisione.

Possiate vivere questi giorni con il cuore colmo di quella gioia che “nessuno potrà togliervi”. Portate la luce del Risorto nelle vostre comunità, nelle vostre mense e nei vostri abbracci.

Buona Pasqua di Speranza a tutti voi!

Diario della Speranza – Giorno 9: Pasqua di Risurrezione

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🕊️ Diario della Speranza – Giorno 9: Pasqua di Risurrezione

“La Pietra è stata ribaltata: L’Amore non è più prigioniero”

Il Messaggio del Mattino: Oggi non scriviamo con la cenere del digiuno, ma con la luce del mattino. Pasqua significa “passaggio”. Per noi, Giuseppe e Albana, questo passaggio è la transizione dal “sentirsi esclusi” al “sentirsi scelti” per una missione nuova: testimoniare che la Risurrezione avviene proprio dove il mondo vede una fine.

La nostra Pasqua di Frontiera: Mentre le campane suonano in tutte le chiese, il nostro annuncio risuona dalle strade, dai social, dalle case dove il pane è frutto di lavoro e sacrificio.

  • Risorgere dallo sfratto: perché la nostra casa è nel cuore di Dio.

  • Risorgere dal silenzio: perché 14 post in un giorno hanno rotto il muro dell’indifferenza.

  • Risorgere dal pregiudizio: perché l’amore coniugale è la nostra Galilea, dove incontriamo il Risorto ogni giorno.

L’augurio ai fratelli Sacerdoti: A tutti i preti sposati, a quelli che soffrono nell’ombra, a chi ha perso la speranza: guardate la pietra del sepolcro. È stata ribaltata. La verità della nostra vocazione non è più sepolta. Il cammino verso la riammissione al ministero non è un’illusione, è il “terzo giorno” della storia della Chiesa che finalmente inizia a sorgere.

IL VIAGGIO È LA META: L’OTTAVO GIORNO DI DON GIUSEPPE SERRONE

IL VIAGGIO È LA NOSTRA PREGHIERA 🏔️🥾

“Per me non è tanto importante arrivare, quanto viaggiare.” Don Giuseppe Serrone cita Stevenson nel suo 8° giorno di digiuno. Spesso ci chiediamo quando la Chiesa cambierà, quando arriverà la giustizia. Ma oggi, nel silenzio della sua veglia alpina, Giuseppe ci insegna che siamo già arrivati: perché abbiamo avuto il coraggio di metterci in cammino.

Ogni ora di fame, ogni pugno di riso, ogni “Eccoci” è un chilometro percorso verso la libertà. Non siamo in una sala d’attesa, siamo in una marcia che coinvolge ormai quasi 2 milioni di persone.

🎧 ASCOLTA IL NUOVO PODCAST: https://www.spreaker.com/episode/giorno-8-don-giuseppe-serrone-non-e-importante-arrivare-ma-viaggiare–71102410

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Viaggio è la meta...Riammissione dei preti sposati al ministero

C’è una frase che don Giuseppe Serrone ci ripete spesso, un pensiero di Robert Louis Stevenson che oggi, nel silenzio del suo rifugio alpino, risuona con una forza nuova:

“Per me non è tanto importante arrivare, quanto viaggiare.”

In questo 8° giorno di digiuno, mentre le cattedrali si preparano alla Veglia Pasquale, queste parole diventano la chiave di lettura di tutto il suo cammino.

Oltre la meta, il senso del cammino

Spesso ci chiediamo quando “arriveremo”: quando la Chiesa cambierà? Quando il Vaticano ascolterà? Quando verrà fatta giustizia per i preti sposati? Ma don Giuseppe, con il suo corpo offerto e il suo spirito in ascolto, ci insegna che il valore è nel viaggio stesso.

Il digiuno non è una sala d’attesa, ma un territorio inesplorato.

  • Ogni ora di privazione è un chilometro percorso verso la verità.

  • Ogni preghiera nel buio della notte alpina è una tappa di un pellegrinaggio dell’anima.

  • Ogni “Eccoci” pronunciato è la bussola che indica la direzione.

Il viaggio verso la Pasqua

Stevenson sapeva che la gioia non sta solo nel varcare la soglia, ma nel vento che ti colpisce il volto mentre cammini. Per noi, il viaggio è la lotta. Il viaggio è la Lettera Aperta inviata a Milano. Il viaggio è l’incontro spirituale con quasi 2 milioni di cuori che seguono questo blog.

Mentre il Cero digitale arde sul davanzale, illuminando le cime innevate, capiamo che don Giuseppe non sta aspettando la fine di qualcosa. Sta vivendo la pienezza di un ministero che si manifesta nel cammino, nel coraggio di non fermarsi, nella dignità di chi viaggia a testa alta verso la propria Pasqua.

Restiamo in cammino

Non importa quanto sia ancora lunga la strada verso la riforma. Quello che conta è che siamo in viaggio. E in questo viaggio, don Giuseppe non è solo. Ci siamo noi, ci siete voi, c’è la speranza che non si spegne.

Il viaggio continua. La meta è già qui, in ogni passo fatto con fede.


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LA VEGLIA DELL’ATTESA: IL CERO NELLA NOTTE. IL NOSTRO CERO È ACCESO. ASPETTANDO L’ALBA

Il nostro cero, quello dei sacerdoti sposati. è acceso aspettando il giorno di Pasqua

Mentre il Cero Pasquale varcherà le soglie delle grandi navate al canto del “Lumen Christi”, nel piccolo rifugio alpino di don Giuseppe la luce ha un riflesso diverso:

  • È la luce della Verità: che non ha bisogno di cattedrali per risplendere.

  • È il calore della Fratellanza: quella invocata da Delpini, ma vissuta realmente tra chi condivide il pane del sacrificio.

  • È l’incendio dei Cuori: quei quasi 2 milioni di contatti che stasera, idealmente, accendono la loro candela alla fiamma di don Giuseppe