Nota Chiarificatrice della Redazione: “La nostra rotta è l’Obbedienza: Riammissione, non contestazione”

Liberta.fede.pretisposati

“Non contestiamo la legge, chiediamo l’applicazione della Grazia. Il nostro appello a Papa Leone XIV è per il ritorno dei preti regolari all’Altare.”

È fondamentale sgomberare il campo da qualunque equivoco, sia esso generato dalle interpretazioni superficiali dei commentatori o dalle letture puramente logiche delle intelligenze artificiali. Il cammino permanente del nostro Movimento, guidato con coraggio e speranza da don Giuseppe Serrone fin dal 2003, non ha come obiettivo la discussione ideologica sul celibato sacerdotale.

Sbattere contro porte chiuse sollevando polemiche dottrinali non ci interessa e non appartiene alla nostra storia. Se una strada ci porta a contrastare il Papa, quella strada non è la nostra. La nostra fedeltà alla Sede Apostolica è totale ed è proprio per questo che l’appello già inviato a Papa Leone XIV si muove esclusivamente sul piano del realismo giuridico e pastorale.

La nostra richiesta riguarda unicamente il Decreto di Riammissione al ministero per quei sacerdoti sposati che hanno ottenuto la regolare dispensa e hanno contratto un matrimonio religioso valido a tutti gli effetti canonici. Si tratta di una risorsa spirituale e sacramentale immensa, formata da uomini che hanno vissuto un percorso nella piena legalità della Chiesa e che oggi, di fronte allo svuotamento degli altari e delle parrocchie, chiedono solo di poter tornare a servire il popolo di Dio.

Ogni altra interpretazione che dipinge il Movimento come un elemento di disturbo o di contestazione al Pontefice è falsa e fuorviante. Noi non creiamo strutture parallele, non cerchiamo scorciatoie e non rincorriamo i bluff delle sigle indipendenti. Noi attendiamo con speranza e costanza un atto legittimo del Papa, offrendo ogni giorno la nostra testimonianza ordinaria e fedele per la salvezza delle anime.

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Chi cammina nella legalità dello Stato e della Chiesa non teme la luce. La nostra impronta digitale si fa istituzionale

Nel quadro della nuova strategia impressa da don Giuseppe Serrone — che ha superato i segni esterni temporanei per inaugurare un Cammino Permanente e quotidiano — la formalizzazione giuridica del nostro spazio di informazione era il tassello mancante. Con la pubblicazione della pagina ufficiale dedicata alle Note Legali, il blog Informazione Libera compie un fondamentale salto di qualità istituzionale.

Questo passaggio non è una semplice formalità tecnica. In un momento storico in cui i colossi dei social commerciali applicano censure algoritmiche (come il blocco immotivato della nostra pagina Facebook) e in cui settori confusi cercano di usare la rete per fini personali o scismatici, il Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati sceglie la via della trasparenza totale.

Le Note Legali definiscono chiaramente chi siamo, la natura giornalistica e culturale del nostro operato, e la tutela dei contenuti che da anni mettiamo a disposizione del popolo di Dio. Chi ci monitora dalle Curie, dalla CEI o dalle redazioni delle agenzie stampa laiche sa ora di interfacciarsi con una realtà strutturata, che opera nel pieno rispetto delle leggi dello Stato e che, sul piano ecclesiale, persegue unicamente l’obiettivo legittimo della riammissione al ministero dei sacerdoti sposati con regolare percorso canonico di dispensa e matrimonio religioso.

Nessun fango, nessuna struttura parallela, nessun sotterfugio. La nostra firma è pubblica, la nostra rotta è l’obbedienza, la nostra base giuridica è da oggi scritta nero su bianco.

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L’IDENTITÀ AUTENTICA DEL MOVIMENTO sacerdoti sposati cosa non siamo, cosa siamo…

 “La Bussola del Cantiere per la riammissione al ministero dei preti sposati”

L’IDENTITÀ AUTENTICA DEL MOVIMENTO 🧭📖 COSA NON SIAMO: Non siamo un movimento di contestazione dottrinale, non attacchiamo il celibato e rifiutiamo ogni contrasto con Papa Leone XIV. COSA SIAMO: Un’unione di sacerdoti regolari, dispensati e sposati in Chiesa, che offrono la propria disponibilità immediata per coprire il deserto sacramentale delle diocesi. IL MANDATO: Il nostro cammino permanente è attivo ogni giorno per sostenere l’appello di riammissione inviato al Papa, nell’obbedienza e nella speranza.

“Nessuna polemica, solo fedeltà all’Altare. Il lavoro di don Serrone è limpido: chiedere che la regolarità canonica delle nostre dispense diventi fecondità pastorale per tutta la Chiesa.”

È morto Edgar Morin a 104 anni: filosofo, antropologo e gigante della cultura contemporanea

È morto Edgar Morin a 104 anni: filosofo, antropologo e gigante della cultura contemporanea

È morto Edgar Morin, il filosofo, antropologo e sociologo francese aveva 104 anni. Nato l’8 luglio 1921, l’intellettuale si è imposto come uno dei giganti della cultura contemporanea. Particolarmente apprezzate sono state le sue ricerche sul “pensiero complesso“.

La difficile nascita. All’anagrafe era Edgar Nahoum, Morin era uno pseudonimo che assunse mentre partecipava alla Resistenza contro gli invasori nazisti. La sua nascita, agli occhi dei genitori, era decisamente improbabile. Alla madre Luna Beressi i medici avevano consigliato di non avere figli. Una lesione cardiaca che affliggeva la donna, avrebbe reso il parto fatale. La prima gravidanza, infatti, fu interrotta. Quando rimase incinta di nuovo, i metodi abortivi non funzionarono e così, l’8 luglio 1921, nacque Edgar Morin. Emettere il primo vagito non fu facile, per mezz’ora tentarono di rianimarlo. Dieci anni più tardi, la vita presentò il conto e la madre morì durante un viaggio in treno. Da quell’evento traumatico, nel 1951 nacque l’opera antropologica intitolata L’uomo e la morte.

Nel 1951 fu espulso dal Partito Comunista Francese. Esperienza da cui germogliarono le riflessioni contenute in tre opere: Autocritica, La natura dell’Urss e I miei demoni. Non mise mai da parte la sua curiosità. Lavorando presso il Centro nazionale della ricerca scientifica francese, si occupò di analizzare la cultura di massa. Nel 1969 trascorse un anno in California. Grazie all’esperienza vissuta presso il Salk Institute for Biological Studies, nacque l’opera Il paradigma perduto: che cos’è la natura umana?. Nel corso della sua brillante carriera è stato anche presidente dell’Associazione per il Pensiero Complesso, con sede a Parigi. La sua visione dell’essere umano era chiara:

L’individuo non si dissolve né nella specie né nella società che sono in lui come lui è in esse. […] Homo nello stesso tempo sapiens e demens, affettivo, ludico, immaginario, poetico, prosaico, isterico, posseduto dai suoi sogni e tuttavia capace di oggettività di calcolo, di razionalità.

Quanto alle nuove generazioni, rimarcava – come nel saggio La testa ben fatta – quanto fosse importante stimolare in loro la capacità di collegare e organizzare le informazioni. Tenere viva la loro curiosità e sete di scoperta e non lasciare sbiadire la loro intelligenza.

Edgar Morin è stato attivo fino agli ultimi sgoccioli della sua vita. A 103 anni, infatti, aveva pubblicato il romanzo L’anno ha perso la sua primavera, scritto nel 1948. A Repubblica confidò: “Non sapevo se avessi abbastanza talento per scrivere un buon romanzo“. La trama racconta una storia simile a quella di Edgar Morin. Un ragazzino di dieci anni, Albert Mercier, si chiude in se stesso e vive un’adolescenza solitaria dopo il dolore per la morte della madre. Tra le opere più recenti del filosofo anche Introduzione a una politica dell’uomo, Lo spirito del tempo, l’autobiografia pubblicata nel 2019 I ricordi mi vengono incontro e tante altre.

Fanpage.it

L’Editoriale della Svolta: “Oltre il Segno Esterno: Perché la nostra Battaglia diventa un Cammino Permanente”

Pace.riscatto.pretisposati

“Non un calendario da sfogliare, non un digiuno da esibire: la richiesta di riammissione dei sacerdoti sposati è un fatto storico quotidiano, irrevocabile e perenne.”

Ci sono momenti in cui lo Spirito impone di superare le strutture umane che noi stessi ci siamo dati per misurare la nostra fede. Oggi, 30 Maggio 2026, l’Ufficio di Presidenza del Movimento e la Redazione di Informazione Libera annunciano l’interruzione formale della seconda iniziativa del “Digiuno dei 40 giorni” e del “Cammino dei 100 giorni”.

Questa decisione nasce da un’illuminazione teologica profonda, maturata nel solco delle riflessioni di questi giorni su Isaia e sulla necessità di una “Chiesa in apprendimento”. Abbiamo compreso che incanalare la nostra battaglia dentro i confini di un conteggio numerico o di una privazione materiale rischiava di ridurla a un “evento” temporaneo, a una parentesi cronologica che le Curie e i censori di Facebook avrebbero potuto semplicemente aspettare che passasse.

Le motivazioni teologiche e la realtà della carne hanno superato il gesto esterno. La Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV ci chiama al realismo dell’essere, non all’estetica del sacrificio. Noi non abbiamo bisogno di dimostrare la nostra fame con i giorni sul calendario: i nostri 5.000 sacerdoti sposati italiani hanno fame di Altare ogni mattina; le parrocchie orfane di Trento, Vicenza e dell’Austria hanno sete di Sacramenti ogni domenica.

Pertanto, da oggi il cammino si libera dei numeri. Non c’è un giorno 5, non c’è un giorno 100. Il cammino è attivo OGGI, domani e ogni giorno che Dio manda in terra, in modo permanente, fino a quando l’ultimo sacerdote sposato regolare non sarà riammesso all’esercizio del suo ministero. La nostra non è più una mobilitazione a termine: è lo stato permanente di una Chiesa che vuole riscoprire l’essenziale.

#MovimentoPermanente, #OltreIlDigiuno, #SacerdotiSposati, #RealismoTeologico, #InformazioneLibera, #LeoneXIV, #ChiesaInApprendimento, #30Maggio

Vingegaard trionfa nella 20esima tappa e ipoteca la vittoria del Giro d’Italia

PIANCAVALLO (ITALPRESS) – Jonas Vingegaard padrone assoluto del Giro d’Italia 2026. Il campione della Visma-Lease a Bike trionfa anche nella ventesima e penultima tappa, la Gemona del Friuli 1976-2026 – Piancavallo di 200 chilometri, e blinda la maglia rosa.

Il danese, autore di cinque successi in questa 109esima edizione della corsa Rcs, precede di oltre un minuto sul traguardo l’austriaco Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale Team) e l’australiano Jai Hindley (Red Bull-Bora-Hansgrohe), rispettivamente secondo e terzo. Entrano nella top 10 di giornata anche Damiano Caruso (Bahrain Victorious) e Davide Piganzoli (Visma Lease a Bike), ottavo e decimo. Giulio Ciccone difende la maglia azzurra e vince la classifica dedicata agli scalatori.

Domani ci sarà il gran finale con la ventunesima ed ultima frazione del Giro d’Italia 2026, la Roma-Roma di 131 chilometri.

“Sono un ciclista, mi piace vincere. Quando è stato possibile, ho cercato di farlo. Sono andato per la tappa oggi, ho avuto una grande giornata e sono stato sostenuto dalla squadra. Dopo cinque vittorie di tappa, domani andrà a Roma per godermela. Sono partito da lontano perché volevo provarci. Abbiamo dovuto cambiare i piani in corsa dopo i problemi di Kuss”. Lo dice il danese della Visma Lease a Bike, Jonas Vingegaard, ai microfoni di Eurosport.

-Foto IPA Agency-

La chiave di volta: riscoprire i valori del vero digiuno tra Isaia e il Vangelo

Dal sacrificio rituale all’amore attivo: l’illuminazione spirituale che guida il nuovo corso del Movimento

Nella storia di ogni cammino spirituale e associativo vi sono momenti di illuminazione interiore che ridefiniscono il senso stesso delle azioni che si compiono. Vivendo sulla propria pelle le fatiche e i limiti della testimonianza, il nostro coordinatore don Giuseppe Serrone ha colto una fondamentale chiave di volta teologica, capace di gettare una luce nuova e più profonda sull’impegno del Movimento Sacerdoti Sposati.

Il vero digiuno, quello autenticamente gradito a Dio, non si misura sulla privazione materiale fine a se stessa, ma sulla capacità di generare giustizia, apertura e carità.

Il vero digiuno secondo il profeta Isaia

La Scrittura, attraverso la voce potente del profeta Isaia, traccia l’identikit del digiuno che il Signore desidera. Non un’ostentazione di sofferenza, ma un atto di liberazione e condivisione. Il testo biblico ci ricorda che digiunare significa:

  • Spezzare le catene dell’ingiustizia e dell’oppressione.

  • Condividere il proprio pane con chi ha fame e spalancare le porte per accogliere i poveri.

  • Vestire chi è nudo e non voltare mai le spalle davanti ai bisognosi.

  • Rimuovere ogni forma di vessazione, di malvagità e quel linguaggio accusatorio che troppo spesso divide le comunità.

Questo insegnamento sposta radicalmente l’attenzione: il sacrificio personale non è un traguardo, ma uno strumento che deve tradursi in carità vissuta, giustizia sociale e amore attivo verso il prossimo. È la fine dell’immobilismo formale per fare spazio all’azione dello Spirito.

La purezza del cuore nel Vangelo di Matteo

A compiere e sigillare questa rivoluzione interiore sono le parole stesse di Gesù nel Vangelo secondo Matteo (15,11):

“Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!”

Si tratta di un ribaltamento totale della concezione religiosa ritualistica. Cristo sposta l’asse dall’osservanza puramente esteriore — come i precetti rigidi sui cibi o i lavaggi rituali — all’autenticità dell’atteggiamento interiore. Ciò che contamina e sporca la nostra coscienza, ciò che ci allontana da Dio e dai fratelli, non è il cibo, ma le parole, i pensieri e le intenzioni che nascono dal cuore: l’odio, l’inganno, la calunnia, l’invidia e l’esclusione dell’altro.

Una nuova linfa per la sensibilizzazione

Questa consapevolezza diventa la bussola per il futuro del Movimento e per la gestione di questo blog. La nostra richiesta di riammissione al ministero non è una battaglia di regole, ma un appello alla giustizia evangelica. Vogliamo spezzare le catene di un’isolamento burocratico che da troppi anni tiene lontani dall’altare presbiteri regolari e qualificati, desiderosi solo di offrire il proprio pane spirituale ed educativo alla vita della gente.

Con questa forza interiore, che mette la salute e la carità al di sopra di ogni ritualismo, lo staff di Informazione Libera continua la sua opera di sensibilizzazione, con lo sguardo rivolto al bene comune e alla costruzione di una Chiesa che parla il linguaggio del cuore.

Tag: Vero Digiuno, Profeta Isaia, Vangelo di Matteo, Giuseppe Serrone, Chiave di volta, Teologia e spirituale, Purezza del cuore, Giustizia sociale, Carità attiva, Sacerdoti Sposati, Movimento Sacerdoti Sposati, Preti Sposati, Informazione Libera, Sensibilizzazione culturale.

Ecco la visualizzazione grafica dell'illuminazione spirituale di don Giuseppe Serrone: "La chiave di volta: riscoprire i valori del vero digiuno".

L'immagine rappresenta visivamente questo fondamentale salto di qualità teologico:

La Chiave di Volta: In primo piano, su un antico arco in pietra che simboleggia l'osservanza rituale, è incisa la scritta centrale: "LA CHIAVE DI VOLTA: IL VERO DIGIUNO". Questo elemento architettonico sostiene la nuova visione.

Isaia e la Giustizia Sociale: Oltre l'arco, la comunità mette in pratica l'insegnamento profetico: un anziano presbitero sposato (con la fede nuziale visibile e la moglie al fianco, a simboleggiare la famiglia come risorsa pastorale) unta simbolicamente le catene e i lacci che tengono oppresso un giovane. Altri membri condividono il pane e vestono i bisognosi, traducendo il digiuno in carità e amore attivo.

Il Vangelo e la Purezza del Cuore: La scena è illuminata da una luce calda e divina che sconfigge l'osservanza puramente esteriore. L'enfasi è posta sul cuore e sull'azione dei personaggi, incarnando le parole di Gesù: ciò che contamina non è il cibo, ma le intenzioni egoistiche che partono dall'odio e dall'esclusione.

Identità del Movimento: Nella didascalia in basso, il titolo completo è reso con un font elegante e pulito: "Riscoprire i valori del vero digiuno tra Isaia e il Vangelo", accompagnato dal logo e dal riferimento ufficiale: "Movimento Sacerdoti Sposati - Informazione Libera".

“Riprendiamo il cammino: oltre l’immobilismo, la voce di Informazione Libera torna a correre”

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Una comunicazione rinnovata per rispondere ai segni dei tempi e dare spazio ai progetti del Movimento

Il cammino di una comunità non è mai una linea retta, ma un percorso vivo che richiede ascolto, discernimento e la capacità di sapersi fermare o accelerare quando lo Spirito lo suggerisce. In queste ore, lo staff di Informazione Libera riprende in mano le redini della comunicazione con un obiettivo chiaro: superare l’immobilismo generale che sembra frenare le grandi riforme e rimettere al centro della discussione i progetti concreti del Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati.

Nelle ultime settimane abbiamo vissuto momenti di fortissima intensità spirituale e di testimonianza. Ora, tuttavia, è il momento di far evolvere la nostra narrazione. Sentiamo l’esigenza di una comunicazione più distesa, che non si limiti alla reazione quotidiana, ma che sappia seminare a lungo termine, sensibilizzando l’opinione pubblica e la base ecclesiale sulla legittimità e sulla ricchezza della riammissione al ministero dei presbiteri sposati.

Mettere le ali ai progetti: la Sede e la Sensibilizzazione

C’è un cantiere fondamentale che attende di essere riattivato con vigore: il progetto per la realizzazione di una sede stabile per il Movimento. Una sede non è semplicemente un luogo fisico, un insieme di mura, ma il cuore pulsante delle nostre attività, un centro di ascolto per i tanti confratelli che vivono nel limbo dell’isolamento e un punto di coordinamento per tutte le iniziative editoriali e di studio. L’immobilismo non può e non deve bloccare questa urgenza.

Accanto a questo, la nostra azione si concentrerà sulla sensibilizzazione diffusa. Vogliamo raccontare la normalità feconda delle nostre vite, l’equilibrio delle nostre famiglie e il valore del servizio che tanti di noi offrono già nella società, in particolare nel mondo della scuola e della formazione.

Una voce libera e in ascolto

Il blog Informazione Libera torna a essere uno spazio di approfondimento sereno, capace di guardare alla Chiesa intera con uno sguardo costruttivo. Non abbiamo bisogno di ripetere formule prestabilite a ogni articolo; la nostra posizione è nota, la nostra lealtà è chiara. Vogliamo semplicemente essere una finestra aperta sul futuro, offrendo spunti di riflessione a chi, nelle istituzioni e nelle parrocchie, ha ancora il coraggio di sognare una Chiesa vicina alla vita reale delle persone.

Restiamo in cammino, con la sobrietà e la fermezza di sempre.

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Dall’Austria il realismo della vita: il caso del parroco e dell’amica interroga una Chiesa in apprendimento

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Oltre il tabù del segreto: se l’onestà di un prete e di una donna diventa una risorsa pastorale

La rivista Settimana News accende i riflettori su una vicenda emblematica avvenuta in Austria, intitolata emblematicamente “Austria: il parroco e l’amica”. È la storia di un sacerdote che, rifiutando la via della doppia vita o della clandestinità affettiva, ha deciso di vivere apertamente e con trasparenza il proprio legame con una donna, mantenendo al contempo un profondo e stimato impegno pastorale all’interno della sua comunità parrocchiale. Una vicenda che ha suscitato un forte dibattito ma anche una sorprendente ondata di maturità e comprensione tra i fedeli.

Per il Movimento Sacerdoti Sposati, questo fatto dimostra nei fatti cosa significhi essere – come scrivevamo ieri – una “Chiesa in apprendimento” che riparte dalla “vita della gente”. L’onestà di questo parroco austriaco squarcia il velo di ipocrisia che per secoli ha circondato il celibato obbligatorio, dimostrando che l’affettività e la responsabilità familiare non distruggono il ministero, ma possono integrarsi con esso.

1. La fine della doppia vita: la trasparenza che genera fiducia

Il caso austriaco mette in luce un dato pastorale straordinario: quando un sacerdote sceglie la via della verità e della trasparenza, il Popolo di Dio non si scandalizza, ma comprende e sostiene. Il vero scandalo per le comunità non è l’amore o la presenza di una donna, ma la menzogna, il segreto e l’ipocrisia clericale. I preti sposati del nostro Movimento, che hanno scelto la via del matrimonio sacramentale e della legalità civile e religiosa, offrono da anni questa stessa testimonianza di limpidezza, pagando spesso il prezzo dell’emarginazione burocratica.

Oggi, nel quinto giorno del suo secondo Digiuno dei 40 giorni, il coordinatore nazionale unisce la sua voce a questo dibattito europeo. Mentre all’estero si sperimentano percorsi di accoglienza e realismo pastorale, in Italia la CEI e la burocrazia curiale continuano ad applicare una rigida censura. Dal 2003 ad oggi, gli innumerevoli appelli del Movimento per la riammissione al ministero dei sacerdoti sposati restano inascoltati. Si preferisce il dramma delle chiese chiuse e delle Messe razionate (come a Verona) pur di non legittimare una realtà che ormai bussa con forza alle porte della storia.

3. Un appello a Papa Leone XIV per un Decreto di Riammissione europeo

Le parole di stima espresse dal teologo Leonardo Boff sulla Magnifica Humanitas ci ricordano che il Papa auspica un “nuovo stile” ecclesiastico. Questo nuovo stile deve tradursi in norme certe. Chiediamo a Papa Leone XIV un atto di coraggio: un Decreto di Riammissione che superi l’assolutizzazione del celibato e permetta ai presbiteri sposati regolari – molti dei quali già inseriti nella società come stimati docenti e formatori – di tornare a servire gratuitamente l’altare. La Chiesa non perda l’occasione di accogliere queste “pietre scartate” che possono ridare vita e calore umano alle parrocchie deserte.

Tag: Settimana News, Austria parroco amica, Celibato dei preti, Trasparenza ecclesiale, Sacerdoti Sposati, Movimento Sacerdoti Sposati, Preti Sposati, Giuseppe Serrone, Secondo digiuno 40 giorni, Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, Riforma del clero, Crisi delle parrocchie

Una Chiesa in apprendimento deve ascoltare la vita reale delle famiglie dei preti sposati”

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Se la pastorale riparte dalla “vita della gente”, crolli l’ideologia del celibato assolutizzato

Apriamo questo sabato 30 maggio 2026 con una preziosa chiave di lettura teologica offerta dalla rivista Settimana News, che in un recente editoriale parla di una “Chiesa in apprendimento” capace di rimettere al centro “la vita della gente”. L’articolo sottolinea l’urgenza di una conversione pastorale che non parta da schemi rigidi o da dottrine astratte calate dall’alto, ma dall’ascolto attento, umile e partecipato dell’esistenza quotidiana degli uomini e delle donne del nostro tempo.

Per il Movimento Sacerdoti Sposati, questa prospettiva è l’essenza stessa della nostra vocazione. I preti sposati sono, per definizione, ministri di Dio totalmente immersi nella “vita della gente”: ne condividono le fatiche economiche, le gioie e i dolori della crescita dei figli, la precarietà del lavoro e l’impegno quotidiano (come l’esperienza pluriennale nell’insegnamento scolastico superiore e professionale). Se la Chiesa vuole davvero essere “in apprendimento”, deve iniziare ad apprendere dalla ricchezza spirituale e umana delle nostre famiglie.

1. Il quinto giorno di digiuno: testimonianza contro l’astrazione clericale

Oggi il nostro coordinatore nazionale don Giuseppe Serrone entra nel quinto giorno del suo secondo Digiuno dei 40 giorni. Questa azione di forte protesta spirituale è necessaria proprio per denunciare il rifiuto di una burocrazia ecclesiastica che preferisce l’astrazione clericale alla realtà dei fatti. Il paradosso vissuto nella Diocesi di Verona – dove si preferisce rassegnarsi a parrocchie senza Messa domenicale pur di non richiamare all’altare i sacerdoti sposati – dimostra che una parte della Chiesa non vuole affatto “apprendere”, ma preferisce arroccarsi nei vecchi divieti, ignorando gli appelli che il nostro Movimento lancia incessantemente fin dal 2003.

2. La famiglia del prete come risorsa per sconfiggere la “solitudine”

Pochi giorni fa, Papa Leone XIV ha denunciato davanti all’Europarlamento la “pandemia della solitudine” che affligge l’Europa. Una Chiesa in apprendimento dovrebbe capire che l’isolamento forzato imposto ai presbiteri celibatari aggrava questa stessa solitudine, svuotando le canoniche. Il matrimonio religioso dei sacerdoti riammessi al ministero non è un limite, ma una risorsa pastorale straordinaria: porta nelle comunità una testimonianza di amore coniugale e genitoriale capace di intercettare i bisogni reali delle famiglie moderne, ferite e isolate.

3. Un Decreto di Riammissione per essere operai nel cantiere reale

Accogliendo l’invito al dialogo e alla flessibilità espresso anche dal teologo Leonardo Boff nel suo commento alla Magnifica Humanitas, chiediamo alla CEI e a Papa Leone XIV di passare dalle parole ai fatti. Essere una Chiesa in apprendimento significa riconoscere che le “pietre scartate” possono essere utili. Chiediamo l’emanazione di un Decreto di Riammissione per i preti sposati regolari. Siamo pronti a mettere la nostra esperienza di vita e la nostra ordinazione sacra al servizio delle chiese chiuse e delle comunità abbandonate.

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