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Cosa succede quando due cammini diversi si incrociano sotto lo stesso tetto spirituale? ⛪✨ A Oradea Mare, nella Chiesa Greco-Cattolica Romena, il celibato e il matrimonio non sono frontiere, ma ponti. In questo nuovo episodio del podcast, vi portiamo nel cuore di una diocesi dove sacerdoti sposati e celibi camminano fianco a fianco, sostenendosi a vicenda nelle fatiche e nelle gioie del ministero.
Una storia di unità che parla al cuore dell’Europa e della Chiesa.
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Le Chiese greco-cattoliche sono nate dal desiderio di ristabilire l’unità della Chiesa, distrutta dallo scisma del 1054, secondo il modello ecclesiologico del Concilio di Ferrara-Firenze (1437-1439).
Una parte dei fedeli delle Chiese ortodosse, a partire da quel tempo, è rientrata nella comunione cattolica mediante il riconoscimento dell’unità con la Chiesa di Roma, dando così origine alle Chiese Unite, cioè alle Chiese greco-cattoliche.
In Europa Centrale e Orientale, questo ideale si è concretizzato attraverso le Unioni di Brest-Litovsk (1596), Ujhorod (1646) e Alba Iulia (1700), che hanno raccolto attorno a sé le Chiese greco-cattoliche dell’odierna Ucraina, Slovacchia, Ungheria e Romania.
Le Chiese Unite hanno garantito la conservazione integra della dottrina della fede e hanno compiuto il primo passo verso il ristabilimento dell’unità nella diversità dei riti e delle tradizioni disciplinari, ancorate all’apostolicità della Chiesa di Cristo.
L’apertura verso l’universalità della Chiesa cristiana si è concretizzata, anzitutto, nell’emancipazione del clero e del popolo, attraverso l’apertura di scuole e seminari in lingua romena. Le prime scuole sistematiche in lingua romena furono fondate dal vescovo Petru Pavel Aron nel 1754, a Blaj, «senza richiedere alcun pagamento dagli allievi». Qui si formarono i primi sacerdoti e maestri delle scuole romene. Le élites si formarono a Budapest, Vienna o Roma.
La diocesi di Oradea fu fondata nel 1777 e, nel 1784, il vescovo Moise Dragoș aprì a Oradea la prima istituzione in lingua romena per la formazione degli insegnanti, la prima scuola. Nel 1792 lo stesso vescovo aprì anche il Seminario teologico, per garantire la formazione spirituale e intellettuale dei futuri sacerdoti, i quali potevano scegliere tra il celibato e il matrimonio.
Queste istituzioni si sono sviluppate secondo le esigenze del tempo, divenendo centri nei quali si è delineata una scuola di pensiero teologico specificamente greco-cattolica, fedele alla spiritualità dell’Oriente cristiano, promossa nella comunione dottrinale e nel linguaggio della teologia accademica dell’ambiente cattolico.
Nel 1948 la Chiesa Romena Unita con Roma, greco-cattolica, fu dichiarata fuori legge in Romania, in seguito a un decreto imposto da Stalin: le scuole confessionali furono soppresse; i beni furono confiscati dallo Stato o concessi in uso alla Chiesa Ortodossa; i vescovi e i sacerdoti furono arrestati, mentre i fedeli subirono persecuzioni dirette contro la Chiesa greco-cattolica.
Nelle carceri morirono di morte martiri 7 dei 12 vescovi; oltre 200 sacerdoti e numerosi fedeli testimoniarono la loro fedeltà all’unità della Chiesa nelle prigioni comuniste, nei campi di lavoro forzato o in altri luoghi di detenzione.
Dopo la caduta del regime comunista totalitario nel 1989, la Chiesa greco-cattolica è riemersa alla luce, rinascendo tra molte difficoltà: lo Stato non ha restituito nulla di quanto confiscato; anche i fratelli ortodossi non hanno restituito le chiese e le case parrocchiali.
Una specificità delle Chiese cattoliche orientali è che, fin dall’antichità, il clero è stato scelto sia tra i celibi sia tra gli uomini sposati. La formazione spirituale è unitaria, e ogni giovane è libero di scegliere la via del celibato o del matrimonio prima dell’ordinazione.
I sacerdoti, celibi o sposati, sono molto amati e rispettati dai fedeli in ogni parrocchia. A Oradea, diocesi con circa 72.000 fedeli, vi sono 216 sacerdoti: 51 celibi e 165 sposati. Il rapporto tra sacerdoti sposati e celibi è molto buono; si sostengono reciprocamente e non vi sono problemi tra loro.
Inoltre, nell’Eparchia di Oradea operano due scuole: il Liceo greco-cattolico “Iuliu Maniu” con 1.000 alunni e il Liceo “Don Orione” con 780 alunni. Sotto il patrocinio delle nostre istituzioni educative e con la guida spirituale assicurata dalla Chiesa, si presta particolare attenzione alle vocazioni al sacerdozio, alla vita consacrata, ma anche alla formazione di buoni cittadini della società in cui viviamo.
In quanto Chiesa, rispettiamo la Costituzione e le leggi del nostro Paese, così come le norme del CCEO e le tradizioni locali proprie dell’Oriente cristiano.
Nella formazione del clero dedichiamo particolare attenzione alla pastorale familiare e alla formazione di personalità mature, capaci di assumere, nel contesto attuale, sia la vocazione al matrimonio sia quella al sacerdozio, con dedizione e responsabilità verso tutti i figli spirituali ricevuti da Dio.
Le mogli dei sacerdoti assumono una vocazione particolare, altrettanto importante e complementare alle attività svolte in tutte le parrocchie accanto ai loro mariti sacerdoti. Secondo le tradizioni del cristianesimo orientale, il ruolo della donna nella Chiesa è legato a un coinvolgimento attivo sia come modello di vita cristiana nella società, sia, soprattutto, come testimonianza viva dei valori evangelici vissuti nella famiglia cristiana, modello di comunione, amore, responsabilità e impegno sociale, con gli stessi diritti e doveri.
La Chiesa greco-cattolica nutre un profondo rispetto per la donna, sia essa moglie di sacerdote o no, sul modello della Madre di Dio, uguale in dignità al sacerdote e complementare nella vocazione. Molte mogli di sacerdoti hanno sopportato con forza e dignità la persecuzione, altrettanto dura quanto quella dei loro mariti incarcerati, e hanno trasmesso ai loro figli la fede, l’amore, la speranza e il perdono. Donne veramente sante!
tratto da Settimana News (parte del testo) – Immagine e podcast a cura della Redazione del Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati – Per l’uso pubblico e la pubblicazione dell’immagine e del podcast scrivere a sacerdotisposati@gmail.com
AGI – Il nuovo conflitto in Medio Oriente obbliga il governo a modificare l’agenda del Cdm, con una possibile revisione delle priorità di spesa per i prossimi mesi. Uno dei focus dell’attività dell’esecutivo potrebbe essere dedicato proprio ai fondi per la difesa, sempre però nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e delle regole Ue. Sarebbero al vaglio, riferiscono fonti della maggioranza, i provvedimenti di spesa in programma per i prossimi mesi.
La preoccupazione principale dell’esecutivo, viene riferito, sarebbe legata all’andamento del prezzo dell’energia, in particolare a quello del gas, che in Italia incide in modo determinante sull’importo delle bollette. Gli stoccaggi al momento sono alti, sopra al 50%, tra i più elevati in Europa, con la stagione invernale che volge al termine porterà ad una diminuzione dei consumi per il riscaldamento. I timori riguarderebbero soprattutto l’eventualità che le ostilità possano trasformarsi in un conflitto di lunga durata, che coinvolge molti partner commerciali nell’area del Golfo Persico.
Il rinvio del Cdm e il Piano Casa
Domani avrebbe dovuto tenersi un Consiglio dei ministri, la convocazione non era stata ancora formalizzata, ma la riunione non avrà luogo. Ora viene ipotizzata una possibile seduta martedì 10 marzo nel pomeriggio ma con un ordine del giorno che sarebbe ancora tutto da costruire. La Lega spinge per portare in discussione in Cdm il primo provvedimento del Piano Casa già la prossima settimana. “Porterò un primo decreto che mette a disposizione delle Ater e le Aler circa 950 milioni destinati al recupero del patrimonio di edilizia residenziale e sociale, attualmente non assegnato perché non a norma”, per ristrutturare tra “50 e 60mila appartamenti”, spiega il vice premier Matteo Salvini.
Perplessità sul Piano Casa e revisione della spesa
Fonti però spiegano che il provvedimento non sarebbe ancora completo e ci sarebbero alcune perplessità su alcune misure tra gli altri partiti della maggioranza. Non sarebbe scontato, dunque, che il provvedimento approdi in Cdm martedì visto il contesto. Il provvedimento inizialmente potrebbe non avere a disposizione l’intera somma prevista originariamente, a quanto filtra, proprio in virtù della necessità di passare al setaccio ogni voce di spesa.
Confronto sui prezzi dell’energia e lotta alla speculazione
Nel prossimo Cdm, viene riferito, potrebbe svolgersi anche un confronto sull’andamento dei prezzi dell’energia, a partire da quello del gas, e sul monitoraggio dei prezzi al consumo dopo i primi giorni del nuovo conflitto. “Sono pronta ad aumentare le tasse ad aziende che dovessero speculare sulle bollette”, assicura la premier Giorgia Meloni. Poi la presidente del Consiglio ricorda: “Abbiamo già sentito in queste ore il presidente di Arera, che ha già attivato i meccanismi che servono a evitare fenomeni speculativi, ha una apposita task force soprattutto per monitorare i prezzi del gas, faremo tutto quello che possiamo per non darla vinta”.
Rallentamenti per il Dl fiscale e altre questioni
Tra i provvedimenti che potrebbero subire un rallentamento ci sarebbe anche il nuovo Dl fiscale, che dovrebbe contenere misure in materia di iperammortamento per le imprese, il rinvio a luglio della tassa da 2 euro sui piccoli pacchi e un possibile scudo per i condomini sui controlli del fisco sul Superbonus per salvare i proprietari dalle responsabilità incolpevoli legate alle irregolarità. Quest’ultima misura, a quanto filtra, sembrerebbe avere incontrato uno stop. Resta nel limbo anche la questione del rinnovo del vertice della Consob, in scadenza l’8 marzo.

Comunicato Stampa – Bologna 6 Marzo 2026 – Bologna senza bambini al catechismo: il segno di una Chiesa che deve uscire da sé stessa aprendo anche alla riammissione dei preti sposati….
“Benvenuti a questo approfondimento. Siamo a Bologna, marzo 2026. Un’inchiesta recente ha sollevato un velo su una realtà che molti sussurravano: nel centro storico, le aule del catechismo sono deserte. Su novemila abitanti in alcune zone, non un solo bambino iscritto. Il Cardinale Zuppi l’ha definita una ‘vetrina vuota’. Ma è solo un problema demografico o il segno di una Chiesa che deve cambiare pelle?”
“La crisi non è solo nei numeri, ma nella connessione con il tessuto sociale. Le famiglie si spostano, ma chi resta sente spesso l’istituzione lontana. Da qui nasce una proposta forte, che sta rimbalzando tra le mura del Vaticano e le parrocchie emiliane: riammettere al ministero i sacerdoti che hanno scelto il matrimonio. Non si tratta solo di ‘tappare i buchi’ della carenza vocazionale, ma di una ‘Chiesa in uscita’ che accoglie l’esperienza umana e familiare come valore aggiunto.”
“Il Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati ha intensificato i suoi appelli in questo anno giubilare. L’idea è quella di una Chiesa meno burocratica e più vicina alla vita quotidiana delle persone. Bologna, con il suo vuoto educativo, diventa così il laboratorio di una possibile riforma: riaprire le porte a chi ha servito l’altare e oggi vive l’amore familiare. Sarà questa la chiave per riportare i bambini nelle parrocchie? La discussione è aperta.”
per maggiori informazioni
sacerdotisposati@gmail.com

Con 179 voti a favore via libera al documento che prevede, tra l’altro, sostegno per la difesa ai Paesi Ue, supporto a partner del Golfo e conferma accordi su basi Usa. Tajani: “Doveroso rispondere alla richiesta di aiuto di alleati”. Schlein: “Serve ora il no all’uso delle basi Usa”
Roma, 5 marzo 2026 – La crisi in Medio Oriente rischia di allargarsi di produrre effetti diretti anche sull’Europa e sull’Italia. È il quadro tracciato alla Camera dal ministro degli Esteri e della Difesa Antonio Tajani e Guido Crosetto nelle comunicazioni del governo sulla situazione internazionale, segnate da una forte escalation regionale ma anche dalla volontà dell’esecutivo di evitare un coinvolgimento diretto del Paese. Riguardo l’eventuale utilizzo delle basi militari presenti in Italia per operazioni legate alla crisi, Crosetto ha chiarito che, allo stato attuale, la questione non è sul tavolo. “Ad oggi non ci è pervenuta alcuna richiesta, non c’è un tema di basi da concedere”, ha affermato, sottolineando che un’eventuale richiesta verrebbe sottoposta al Parlamento”, come anticipato stamani dalla premier Giorgia Meloni.
Sul piano geopolitico la preoccupazione principale riguarda l’azione militare dell’Iran, che rischia di ampliare il perimetro del conflitto. Tajani ha parlato di “ulteriore peggioramento della situazione”, con Teheran che “continua a sferrare attacchi indiscriminati in tutti i Paesi del Golfo e oggi anche contro l’Azerbaigian”. Il ministro degli Esteri ha anche espresso solidarietà a Cipro, Paese membro dell’Ue colpito dagli attacchi, sottolineando che per l’Europa è “doveroso garantire assistenza”. Infine ha rinnovato l’appello al Parlamento a non dividersi sulla politica estera.
Quotidiano nazionale

Il clima a Palazzo Madama si scalda proprio nel momento in cui il ministro degli Esteri sottolinea l’importanza del consiglio dato di «stare lontani alle finestre per via dei droni»
«Risus abundat in ore stultorum” (“Il riso abbonda sulla bocca degli stolti”)». Con queste parole il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle sue comunicazioni nell’Aula del Senato sul conflitto in Iran e la richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo ha ribattuto a chi, dai banchi dell’opposizione lo ha criticato. «Qualcuno, non conoscendo evidentemente le misure di sicurezza, aveva ironizzato perché abbiamo dato alcune indicazioni di massima per evitare di essere colpiti in caso di attacco, soprattutto in caso di attacco si sa che quando c’è un’esplosione si rompono i vetri e possono entrare nelle schegge dentro, ma anche i vetri che si rompono formano schegge quindi come quando c’è un terremoto si dice di non prendere l’ascensore così abbiamo detto soprattutto ai giovani che c’erano di stare lontani dalle finestre e di stare a terra», aveva detto Tajani prima di essere interrotto. Perché la frase ha scatenato una certa bagarre in aula, con il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha cercato di calmare gli animi.
Tajani a Renzi: «Facile andare nel Golfo per fare conferenze bene pagate, è molto più difficile tutelare cittadini italiani»
A far rumore dalla parte degli scranni il senatore ed ex presidente del Consiglio Matteo Renzi. «Non capisco perché l’onorevole Renzi si agita così, è un po’ nervoso», ha detto il ministro degli Affari esteri. Poi davanti alle critiche del leader di Italia Viva ha perso la pazienza. «La salvezza della vita di ogni cittadino italiano è un fatto politico, non un fatto di cronaca», ha gridato Tajani. «La nostra priorità, lo è stata continuerà ad esserlo», ha aggiunto per poi rivolgersi all’ex premier. «Facile andare nel Golfo per fare conferenze bene pagate, è molto più difficile tutelare cittadini italiani», ha dichiarato Tajani. Parole che hanno fatto saltare la tensione alle stelle, con La Russa che ha ripreso più volte le critiche dell’opposizione.
Open
AGI – L’attacco di Usa e Israele “è certamente avvenuto al di fuori delle regole del diritto internazionale”, ma “lo stesso scenario ci sarebbe stato con qualsiasi altro governo”: del resto, “nessun governo, italiano, europeo o di altra parte del mondo, in questo momento può fermare l’attacco”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nella replica seguita alle comunicazioni alla Camera sulla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo.

“Nessun Paese al mondo è stato informato dell’attacco all’Iran, non lo sapeva nemmeno l’alta catena di comando Usa perché l’attacco israeliano è scattato solo nel momento in cui è diventata nota la posizione di Khamenei. Si tratta di un attacco all’insaputa del mondo, le cui conseguenze ci troviamo a dover gestire”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nella replica seguita alle comunicazioni alla Camera sulla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo.
Gli effetti della crisi e le preoccupazioni internazionali
“La Farnesina – ha ricordato Crosetto – sta facendo un lavoro straordinario per far rientrare gli italiani bloccati nell’area; gli effetti economici della guerra entreranno nelle case di tutti ed avranno un impatto drammatico; è preoccupante che la crisi possa innescarne altre, penso alla Russia e alle pressioni che i nazionalisti stanno facendo su Putin per spingerlo a fare cose che nemmeno Putin vorrebbe fare.”
Supporto al parlamento e cooperazione europea
“La parte per la quale chiediamo supporto al Parlamento è nelle cose che ci devono vedere uniti. L’uso delle basi che concede l’Italia è lo stesso di quello spagnolo perché identico è il trattato. Quindi noi concederemo lo stesso uso che concede Sanchez, che è l’eroe…”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nella replica seguita alle comunicazioni alla Camera sulla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo. “L’aiuto che stiamo dando ai Paesi del Golfo, che trovo sacrosanto – ha proseguito il ministro – lo stiamo discutendo con le altre nazioni europee, perché cinque navi insieme hanno un valore diverso di cinque navi diverse. E se c’è un Paese che ha ancora canali di dialogo aperti con l’Iran, quello è l’Italia”.
La reazione dell’Iran e l’impatto globale
“La novità, grave, è nella reazione dell’Iran, che ha un impatto non preventivato: attacchi non contro Israele, ma contro un’area molto più vasta, con una conseguente crisi energetica e un impatto sull’economia mondiale”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nella replica seguita alle comunicazioni alla Camera sulla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo. “Turchia e Cipro – ha concluso Crosetto – dimostrano che il raggio d’azione del caos che mira a creare l’Iran dipende solo dalla portata dei missili di cui dispone: se ne avesse la capacità, colpirebbe qualsiasi obiettivo, e questo è un ulteriore elemento di preoccupazione.”

Il Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) propone di celebrare una Santa Messa per pregare per le vittime della guerra e invocare dal Signore una pace “disarmata e disarmante” in Ucraina, Terra Santa e in tutto il mondo.
L’iniziativa coinvolge tutti i paesi europei che si alterneranno nella preghiera secondo un calendario predisposto dal CCEE.
Il giorno scelto dai sacerdoti sposati per l’Italia è Venerdì 6 marzo 2026.
Tema Seamless Keith, sviluppato da Altervista
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