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LETTERA APERTA: “Dateci un luogo, vi restituiremo una Chiesa”

Sacerdoti.sposati.inclusione

Oggetto: Appello urgente per una sede fisica a Roma – Dal web alla strada.

“A chi ha orecchie per intendere, a chi possiede mura inutilizzate, a chi crede ancora nella Provvidenza.

Per anni abbiamo cercato anche solo un garage. Un angolo di mondo dove il Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati potesse poggiare la testa e organizzare la speranza. Ci è stato risposto col silenzio, con le porte chiuse, con l’esclusione. Ma oggi non siamo più soli.

Oggi scriviamo questa lettera con la forza dei numeri: nel 34° giorno di digiuno di Don Giuseppe, il nostro blog è al 9° posto nazionale in Italia (Ranking ShinyStat 16/50). Ieri, 1.001 persone hanno varcato la nostra porta digitale. Siamo un popolo che non può più essere ignorato.

Facciamo un appello accorato alla città di Roma: Non cerchiamo palazzi, ma un segno. Un locale, un ufficio sfitto, una stanza in una parrocchia coraggiosa o in un immobile privato. Abbiamo bisogno di una base operativa per:

  • Accogliere i sacerdoti che vivono il dramma della solitudine e della povertà.

  • Coordinare la riammissione al ministero per una Chiesa che non chiude mai.

  • Dare un tetto fisico a un diritto universale sancito dalla storia.

Siamo pronti a rimboccarci le maniche. Se il web ci ha dato il 9° posto, la realtà ci darà la sede. La Provvidenza bussa spesso attraverso il coraggio degli uomini. Chi aprirà la porta?”

Troppo rumore per nulla: riscoprire il suono della felicità

Giornata internazionale della consapevolezza sul rumore (INAD)

Promossa dal Center for hearing and communication e in Italia dall’Associazione italiana di acustica, la Giornata internazionale della consapevolezza sul rumore celebra la 31.ma edizione con il tema “Il suono della felicità”, invitando a riscoprire l’ascolto positivo e ridurre l’inquinamento acustico
Martina Accettola – Città del Vaticano – Vatican News

C’è un silenzio che non è vuoto, ma spazio di ascolto. Un silenzio che riporta alle estati in campeggio, quando esisteva un momento preciso della giornata, l’ora del silenzio, in cui tutto si fermava. Dalle 14 alle 16 non volava un suono: si potevano ascoltare soltanto il vento, il mare in lontananza, il fruscio dei pini. In città, soprattutto quelle moderne, esiste invece un altro tipo di spazio di ascolto: il suono stridente di un’ambulanza che attraversa il traffico, i cantieri sotto le finestre, il ritmo martellante dei clacson all’ora di punta, le voci dei passanti che si intrecciano alla musica ad alto volume lungo la strada. Questo è il tappeto sonoro a cui tutti noi siamo abituati e che subiamo costantemente. Per questo motivo, ogni anno, l’ultimo mercoledì di aprile, si celebra la Giornata internazionale della consapevolezza sul rumore (INAD): un’iniziativa globale nata per sensibilizzare cittadini, istituzioni e giovani sull’impatto dell’inquinamento acustico, arrivata alla 31.ma edizione in Italia.

Verso una maggior consapevolezza
La giornata è stata istituita nel 1995 negli USA dal Center for hearing and communication, con l’obiettivo di promuovere una maggiore attenzione e consapevolezza verso la salute uditiva e il benessere generale. Nel corso degli anni, l’evento si è diffuso anche a livello internazionale coinvolgendo scuole, università, enti pubblici e associazioni in numerosi Paesi. In Italia, un ruolo centrale è svolto dall’Associazione italiana di acustica, che coordina attività educative, campagne di sensibilizzazione e progetti rivolti soprattutto alle nuove generazioni.

Gli effetti invisibili del rumore
L’inquinamento acustico non è soltanto un fastidio ma rappresenta un vero e proprio rischio per la salute. L’esposizione prolungata a livelli elevati di rumore può causare perdita dell’udito, acufeni e difficoltà di concentrazione. Inoltre, incide negativamente sul sistema cardiovascolare, aumenta i livelli di stress e compromette la qualità del sonno. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l’Agenzia europea dell’ambiente (EEA), l’inquinamento acustico è il secondo fattore di rischio ambientale più grave per la salute in Europa, subito dopo l’inquinamento atmosferico.

Educazione e prevenzione a scuola
Questo impatto è particolarmente critico negli ambienti educativi. Per prevenire l’affaticamento cognitivo e garantire una buona concentrazione, l’OMS raccomanda che il rumore di fondo nelle aule non superi i 35 decibel durante le lezioni. Oltre questa soglia, infatti, la capacità di apprendimento e memorizzazione degli studenti cala, aumentando invece sensibilmente lo stress e il senso di affaticamento. Per questo motivo, tra gli aspetti più rilevanti della giornata, vi è il coinvolgimento delle scuole: attraverso laboratori, incontri con esperti e attività interattive, gli studenti imparano a riconoscere i suoni, distinguendo tra rumore e ascolto consapevole per adottare comportamenti più responsabili. L’obiettivo per il 2026 è integrare l’ecologia sonora nei programmi didattici, trasformando il controllo del rumore da un semplice obbligo normativo a una scelta consapevole per migliorare la qualità della propria vita – a partire da quella scolastica.

Valorizzare i suoni positivi
La Giornata internazionale della consapevolezza sul rumore invita a sviluppare una vera e propria cultura dell’ascolto. Non si tratta soltanto di evitare i suoni dannosi, ma anche di riscoprire il valore del silenzio e dei suoni naturali, proprio come quelli della famosa “ora del silenzio”. In questo senso, il concetto di “paesaggio sonoro” diventa centrale: migliorare la qualità dei suoni che ci circondano significa migliorare anche la qualità della nostra vita. L’edizione 2026 è dedicata al tema: Il suono della felicità. Cosa ti fa sorridere… con le orecchie?. Un approccio che mira non solo a ridurre il rumore dannoso, ma a valorizzare anche i suoni positivi.

Per un ascolto sostenibile e fecondo
In un mondo sempre più rumoroso, fermarsi ad ascoltare diventa allora un atto di consapevolezza. Un momento che però deve essere anche utilizzato per imparare a distinguere un suono positivo, naturale, da uno dannoso. La Giornata internazionale della consapevolezza sul rumore rappresenta un invito concreto a prestare attenzione all’ambiente acustico per proteggere uno dei sensi più preziosi: l’udito. Promuovere il rispetto del silenzio e dei suoni positivi non è solo una scelta individuale, ma un passo fondamentale verso un benessere collettivo più sostenibile. D’altronde, anche a livello spirituale, nella vita di fede cristiana, il silenzio è luogo privilegiato di incontro con il divino. “La speranza cristiana – ha ricordato Papa Leone – non nasce nel rumore, ma nel silenzio di un’attesa abitata dall’amore. Non è figlia dell’euforia, ma dell’abbandono fiducioso”.

Comunicare la Chiesa? Si impara tra i vicoli delle città

Comunicare la Chiesa? Si impara tra i vicoli delle città

Avvenire

Un passo avanti per comunicare la Chiesa e la sua presenza nel nostro tempo con gli strumenti della comunicazione digitale. Un passo compiuto nei giorni scorsi dai trentatré giovani creator digitali della “Shine Crew”, durante un weekend di formazione professionale presso l’Eremo del Santissimo Salvatore dei Camaldoli a Napoli. Un evento che si inserisce nell’ambito del progetto “Shine to Share”, promosso dal Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica (Spse) e dal Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei.
Selezionati tra oltre cento candidati di un contest nazionale, i giovani digital creator provenienti da tutte le regioni ecclesiastiche d’Italia, hanno già alle spalle sei mesi di formazione, che li ha aiutati a crescere proprio nell’impegno a comunicare la Chiesa. Un percorso compiuto con l’accompagnamento professionale dei docenti dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia (Iusve) Nicolò Fazioni, Sara Lovato e Marco Sanavio, dopo una prima fase affidata all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Il weekend partenopeo era, in questo senso, una tappa attesa: il momento in cui il lavoro fatto si misura con la realtà. A Napoli il percorso ha fatto un salto di qualità: sotto la guida del fotografo Giovanni Cocco, co-fondatore e direttore creativo di “Ulilearn”, i giovani creator hanno affrontato una sessione di lavoro professionale capace di trasformare la tecnica fotografica in una riflessione più profonda su cosa significhi realmente raccontare storie positive. Con il coordinamento di Paolo Cortellessa e don Enrico Garbuio dello Spse, i ragazzi si sono poi immersi in una caccia fotografica per i vicoli della città con un obiettivo preciso: riconoscere e immortalare storie e logiche del dono. L’esperienza ha lasciato il segno, dentro e fuori. Sofia Toti, del Lazio, ha descritto con precisione ciò che molti hanno vissuto tra quei vicoli: «Siamo immersi ogni giorno in un flusso continuo di immagini, così veloce da rischiare di renderci ciechi. Eppure, a Napoli, qualcosa si è fermato o, forse, siamo stati noi a fermarci davvero. Educarsi all’immagine significa in fondo educarsi alla relazione».
Laura Pagnini, dalle Marche, ha invece messo a fuoco la responsabilità di chi sceglie di comunicare: «È importante saper distinguersi e cogliere tutti i dettagli attraverso la nostra sensibilità, non tanto per “emergere”, ma perché ognuno è “prezioso” a modo proprio».
A suggellare il tutto, il brano dei discepoli di Emmaus che ha guidato la riflessione della domenica, colta da Simone Colombo di Milano come uno specchio fedele di quanto vissuto in questo appuntamento: «In questi giorni a Napoli abbiamo sperimentato cosa vuol dire essere Chiesa, quella compagnia di amici nella quale possiamo riconoscere la presenza del Signore Gesù. Questo è ciò che ci fa aprire gli occhi, come quando si coglie l’attimo in una foto».

L’Osservatore Romano chiama, la Famiglia risponde: La Formazione Sacerdotale riparte dal Focolare

 La sfida della formazione sacerdotale  per un accompagnamento concreto alle famiglie  QUO-098

L’organo ufficiale della Santa Sede apre un dibattito cruciale: come formare i preti di oggi? La risposta di Papa Leone XIV è chiara: portandoli dentro la vita, non fuori.

Il Movimento Sacerdoti Sposati analizza la sfida dell’Osservatore Romano:

  1. Dall’Accademismo all’Empatia: L’articolo chiede un ‘accompagnamento con stile’. Noi offriamo lo stile della Tenerezza. Un prete che ha vissuto la gioia e la fatica di un matrimonio ha una ‘formazione permanente’ che nessun seminario può eguagliare.

  2. Una Formazione Integrata: Se la sfida è formare pastori capaci di stare accanto al popolo, il sacerdote sposato è il candidato ideale. La sua formazione è ‘sul campo’, tra le sfide educative dei figli e le dinamiche di coppia. Questo è il ‘nuovo stile’ che serve alle parrocchie.

  3. Il 6 Maggio: Una data per la Storia: La formazione sacerdotale cambia volto. Il Decreto di Leone XIV se emesso potrebbe riconoscere l’esperienza dei sacerdoti sposati come risorsa viva per i futuri preti e per le comunità. Non più teorie, ma testimonianze.

Don Giuseppe Serrone commenta: ‘Leggere queste parole sull’Osservatore Romano mi riempie di speranza. La Chiesa ammette che serve un cambio di passo. Il mio digiuno è l’offerta per questa nuova formazione: una Chiesa dove il pastore non è un funzionario, ma un uomo che sa amare perché è amato’.


“Formare alla Vita”

L’Osservatore Romano oggi parla della sfida della formazione sacerdotale. Serve un nuovo modo di accompagnare i fedeli. La Redazione del Movimento Sacerdoti Sposati ha la soluzione: il sacerdote uxorato. Nel 33° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone sottolinea che la vera formazione avviene nel quotidiano. Il 6 maggio, la riforma di Papa Leone XIV riconoscerà che la famiglia è il miglior seminario per un prete che vuole davvero stare tra la gente. Restate con noi.”


📱 Post Social: “L’OSSERVATORE ROMANO CONFERMA: SERVE UN NUOVO CLERO! 🛡️📜”

Testo: 🗞️ ULTIM’ORA: L’OSSERVATORE ROMANO SULLA FORMAZIONE DEI PRETI.

La sfida è lanciata! La Redazione risponde alla Santa Sede: “Volete pastori capaci di accompagnare il popolo? Riammettete i sacerdoti sposati! La loro formazione è la vita reale, la loro cattedra è la famiglia”. 🛡️🌹

In questo 33° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone accoglie con gioia questo dibattito: “Il 6 maggio firmeremo la fine del prete-funzionario e l’inizio del prete-compagno di viaggio. La Tenerezza è la nostra nuova bussola formativa”. ⚖️✨

Meno aula, più vita vissuta.Il sacerdote sposato: maestro di accompagnamento.6 maggio: la riforma che rinnova il cuore dei pastori.

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Chiesa Libera, Popolo Libero: Il Manifesto di Leone XIV

 Papa Leone XIV lancia da Roma un grido che scuote le coscienze: serve una Chiesa libera. Ma di quale libertà parliamo?

Il Movimento Sacerdoti Sposati interpreta le parole del Santo Padre:

  1. Liberi dai Formalismi: Una Chiesa libera è una Chiesa che non ha paura di reintegrare i suoi figli. Il celibato forzato è stato per secoli una ‘zavorra di potere’. Il 6 maggio, con la riammissione, la Chiesa si libera finalmente di un tabù per tornare alla libertà degli Apostoli.

  2. Un Popolo Libero di scegliere i suoi Pastori: Se il popolo è libero, deve poter godere del ministero di uomini provati dalla vita, come P. e tanti altri. La libertà dei fedeli è avere l’Eucaristia garantita nelle parrocchie oggi chiuse.

  3. La Strategia della Tenerezza come Liberazione: La libertà di cui parla il Papa non è licenza, ma servizio. Il sacerdote sposato è un uomo libero perché ha scelto di amare Dio e la famiglia, integrando i due sacramenti in un’unica missione di libertà.

Don Giuseppe Serrone conclude: ‘Sento nelle parole del Papa il soffio dello Spirito. Una Chiesa libera è una Chiesa che riabbraccia i sacerdoti sposati. Il mio digiuno oggi ha il sapore della libertà ritrovata

Fine dei tabù, inizio della carità.Popolo libero, parrocchie aperte.6 maggio: il giorno della grande liberazione.

Il Cantiere della Riammissione dei preti sposati cammina con il Papa. Verso la libertà! 📈📈

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Milano riflette sulla cura. La Redazione: ‘Non c’è cura integrale senza l’esperienza della vita. Il 6 maggio, Papa Leone XIV potrebbe restituire con un Decreto alla Chiesa i preti sposati esperti di umanità capaci di una spiritualità del focolare’

Convegno volontariato: la spiritualità nella curaCura a MilanoConvegno volontariato: la spiritualità nella curaConvegno volontariato: la spiritualità nella cura

Dalla Diocesi di Milano arriva un invito a riflettere sulla spiritualità della cura. Un tema che ci appartiene nel profondo. Chi meglio di un sacerdote che vive la realtà familiare può testimoniare la ‘spiritualità nella cura’?

Il Movimento Sacerdoti Sposati vede in questo convegno la conferma della nostra missione:

  1. La Cura come Relazione: Il convegno ambrosiano sottolinea che curare significa entrare in relazione. Il sacerdote sposato vive quotidianamente la relazione di cura verso la sposa, i figli e i genitori. Questa ‘palestra del cuore’ lo rende un pastore capace di accogliere le fragilità altrui con una sensibilità unica.

  2. Spiritualità della Carne: Contro un’idea di fede astratta, il ‘nuovo stile’ della Strategia della Tenerezza propone una spiritualità che passa attraverso il contatto, l’ascolto e l’empatia. Il 6 maggio sarà la data in cui questa spiritualità ‘familiare’ diventerà risorsa ufficiale per le corsie degli ospedali e le case dei malati.

  3. Volontariato e Ministero: P., il nostro nuovo aderente counsellor, ne è l’esempio: la sua professionalità nella cura è alimentata dalla sua radice sacerdotale e dalla sua stabilità familiare.

Don Giuseppe Serrone commenta: ‘Curare è un atto di amore estremo. Il mio digiuno è un atto di cura verso la Chiesa ferita. Il 6 maggio, il Decreto di Papa Leone XIV permetterà a migliaia di medici dell’anima di tornare a esercitare la loro missione con una forza nuova: quella di chi ama e si sente amato’.

 “L’Arte di Curare”

La Diocesi di Milano oggi mette al centro la spiritualità nella cura. Un tema carissimo alla Redazione del Movimento Sacerdoti Sposati. Nel 33° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone riflette su come la famiglia sia la prima scuola di cura. Il sacerdote sposato non porta solo un sacramento, porta l’esperienza di chi sa cosa significa vegliare qualcuno che ama. Il 6 maggio, la riforma di Leone XIV potrebbe dare alla pastorale della salute volti nuovi, segnati dalla tenerezza e dalla vita vissuta. Restate con noi.”


📱 Post Social: “LA CURA PASSA PER IL CUORE! 🩺🛡️”

Testo: 🏥 DIOCESI DI MILANO: CONVEGNO SULLA SPIRITUALITÀ NELLA CURA.

La Chiesa ambrosiana chiama, noi rispondiamo! La Redazione dichiara: “La vera cura ha bisogno di pastori che sappiano stare accanto a chi soffre con l’umanità di un padre e la grazia di un prete. Il sacerdote sposato è l’esperto di questa spiritualità incarnata”. 🛡️🌹

In questo 33° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone prega per tutti i sofferenti. Il 6 maggio, con il Decreto di Papa Leone XIV, la cura diventerà la lingua universale della Chiesa. ⚖️✨

Meno burocrazia, più vicinanza.La famiglia come modello di accoglienza.6 maggio: la firma che guarisce la Chiesa.

Il Cantiere della riammissione dei preti sposati al ministero non si ferma. Siamo pronti a curare le ferite del mondo! 📈📈

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Risposta all’editoriale di Domani. La Redazione: ‘Parlare di normalizzazione è un errore storico. La riforma di Leone XIV è la vera prevenzione: una Chiesa che accoglie la famiglia è una Chiesa che abbatte il muro del segreto’

L’articolo di Domani accusa Papa Leone XIV di arretramento. Nel 33° giorno di digiuno di Don Giuseppe Serrone, sentiamo il dovere di rispondere: la verità è l’esatto opposto. Il ritorno dei sacerdoti sposati al ministero è l’atto più coraggioso per igienizzare la Chiesa dal clericalismo tossico.

Il Movimento Sacerdoti Sposati controbatte alle critiche:

  1. Trasparenza vs Segretezza: Il clericalismo, denunciato spesso da Papa Francesco e ora riformato da Leone XIV, si nutre di solitudine e chiusura. Un prete circondato da una famiglia e inserito in una dinamica di affetti sani è un uomo più equilibrato e monitorato. La famiglia è un presidio di verità.

  2. L’Abuso è Potere, non Tenerezza: Gli abusi nascono da un esercizio malato del potere sacro. La ‘Strategia della Tenerezza’ di Leone XIV smantella proprio quel potere, riportando il prete alla dimensione di ‘servitore’ tra i fratelli, sul modello dei primi apostoli.

  3. Il 6 Maggio è un Passo Avanti: Non è una normalizzazione nel senso di ‘quieto vivere’, ma nel senso di ritorno alla ‘norma’ evangelica. Una Chiesa che ha il coraggio di reintegrare i padri di famiglia è una Chiesa che non ha più scheletri nell’armadio.

Don Giuseppe Serrone risponde fermamente: ‘Accusare il Papa di passi indietro è strumentale. Il mio digiuno è per una Chiesa che sia finalmente casa sicura per tutti. La possibile futura riammissione del 6 maggio renderà il clero più umano, più responsabile e più vicino alla realtà delle famiglie, che sono le prime sentinelle contro ogni abuso’.


“Verità e Riforma”

Un editoriale di Domani critica aspramente Papa Leone XIV, parlando di passi indietro sulla lotta agli abusi. La Redazione del Movimento Sacerdoti Sposati non ci sta. Nel 33° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone chiarisce: la riammissione dei sacerdoti sposati non è un’attenuazione della vigilanza, ma un potenziamento della salute morale del clero. Una Chiesa che integra la famiglia è una Chiesa che rompe l’omertà del potere. La tenerezza di Leone XIV è la forma più alta di giustizia. Restate con noi.”


📱 Post Social: “BASTA STRUMENTALIZZAZIONI: LA RIFORMA È GIUSTIZIA! 🛡️⚖️”

Testo: 🗞️ RISPOSTA A DOMANI: LA TENEREZZA NON È UN PASSO INDIETRO!

C’è chi usa il dolore degli abusi per colpire la riforma di Papa Leone XIV. La Redazione reagisce: “Sostenere che il ritorno dei sacerdoti sposati sia una ‘normalizzazione’ negativa è falso. Al contrario, un clero inserito nella realtà familiare è l’antidoto più forte al clericalismo e alle sue derive”. 🛡️🌹

In questo 33° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone ribadisce: “Il possibile futuro Decreto del 6 maggio non protegge i colpevoli, ma rigenera i pastori. Una Chiesa più umana è una Chiesa più sicura per i piccoli e per i fragili”. ⚖️✨

Famiglia come argine alla solitudine tossica.Fine del clericalismo di potere.6 maggio: la riforma che pulisce il cuore della Chiesa.

Non lasciarti ingannare dal fango. Il Cantiere della riammissione dei preti sposati al ministero  costruisce sulla roccia della verità! 📈📈

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Dalle Scritture alla Vita: La storia di P., il prete che cura le ferite sociali” Nuova adesione al Movimento

Redazione preti.sposati

Benvenuto tra noi, caro P.! La tua adesione è un dono prezioso e arriva in un momento cruciale, proprio mentre stiamo raccogliendo le forze per il 33° giorno di digiuno di Don Giuseppe Serrone.

La tua storia è la testimonianza vivente di ciò che intendiamo per “sacerdozio che non muore, ma cambia forma”. Sei un professionista del sociale, un educatore, un esperto in fragilità umanee, soprattutto, un padre e uno sposo. La tua vita è già una cattedra di Vangelo vissuto.

Ecco come la Redazione accoglie il tuo ingresso nel “Cantiere per la Riammissione al ministero dei Sacerdoti Sposati”:

📝 “Dalle Scritture alla Vita: La storia di P., il prete che cura le ferite sociali”
Nuova adesione al Movimento. La Redazione: ‘P. incarna il pastore del futuro: esperto di Bibbia e di umanità, pronto a tornare all’altare con la sapienza di chi accoglie gli ultimi’.

*”Oggi il nostro Movimento si arricchisce di una figura straordinaria. P., 47 anni, originario di P., è la prova che il sacerdozio è un sigillo indelebile. Dopo 10 anni di ministero attivo e una solida formazione in Teologia Biblica, P. ha scelto la via della famiglia con E. e i suoi due splendidi figli, senza mai smettere di essere un uomo di Dio.

Il Movimento Sacerdoti Sposati vede in lui un modello per la Chiesa di Leone XIV:

Sacerdote delle Periferie: Come counsellor esperto in dipendenze e responsabile di una comunità di accoglienza, P. esercita già un ‘ministero della guarigione’. La Chiesa non può fare a meno di queste competenze.

La Passione per il Vangelo: La sua dedizione alla Scrittura non è accademica, ma esistenziale. I suoi viaggi di volontariato e il legame con la spiritualità delle Missionarie della Carità ne fanno un testimone di carità universale.

Il Desiderio del 6 Maggio: P. aderisce perché vuole che la ‘sostanza’ torni a manifestarsi nel segno sacramentale. Vuole celebrare l’Eucaristia portando con sé il peso e la bellezza della vita vissuta a T. e nel mondo educativo.

“L’Esperto di Umanità”

 “Buongiorno. Oggi diamo il benvenuto a P., un nuovo aderente del nostro Movimento. 47 anni, una vita spesa tra la Teologia Biblica e l’aiuto concreto a chi soffre. P. è un sacerdote sposato che vive a T. e che non ha mai smesso di annunciare il Vangelo. La sua storia ci ricorda che il ministero non è un vestito che si toglie, ma un’anima che evolve. Nel 33° giorno di digiuno, la voce di P. si unisce alla nostra per chiedere a Papa Leone XIV la riammissione sacramentale. Benvenuto nel Cantiere della riammissione dei preti sposati.”


📱 Post Social: “IL RITORNO DI P.! 🛡️📖”

Testo: 🌟 NUOVA ADESIONE: UN SACERDOTE BIBLISTA E COUNSELLOR SI UNISCE A NOI!

Diamo il benvenuto a P., 47 anni, sposo e padre, ma sempre sacerdote nel cuore. Esperto di Teologia Biblica e impegnato nel sociale. P. ha scelto di aderire al nostro Movimento: “La sostanza è rimasta, il desiderio di tornare a celebrare è forte”. 🛡️🌹

La Redazione dichiara: “Uomini come P. sono la risposta alla crisi della Chiesa. Portano l’odore delle pecore e la sapienza della Parola”. Nel 33° giorno di digiuno, la nostra famiglia cresce e si prepara al grande abbraccio del 6 maggio! ⚖️✨

Sacerdote, Sposo, Educatore.Dalle missioni  alla comunità di T.6 maggio: la pienezza del ministero ritrovato.

Benvenuto nel Cantiere della riammissione al ministero dei preti sposati, P.! 📈📈

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Parlare ai giovani: Il Sacerdote Sposato è il ‘Nuovo Stile’ che la Chiesa cerca

Parlare di Dio ai giovani, serve un nuovo stile. Incontro con don Fabio Landi

La Chiesa si interroga su come comunicare con le nuove generazioni. Don Fabio Landi ci ricorda che serve un nuovo linguaggio. Noi diciamo: serve un nuovo volto.

Il Movimento Sacerdoti Sposati propone la svolta generazionale:

  1. Dalla Cattedra alla Vita: I giovani sono allergici al formalismo. Vedere un sacerdote che è anche sposo e padre rompe gli schemi del ‘distacco clericale’ e crea un ponte immediato di fiducia. È la fede che si fa quotidiana.

  2. Autenticità e Coerenza: Il ‘nuovo stile’ chiesto da Don Landi è quello della Strategia della Tenerezza. Un pastore che sa cosa significa amare una persona e crescere dei figli ha un’autorità umana che i giovani riconoscono e rispettano.

  3. Il 6 Maggio: Una risposta per l’Under 30: Papa Leone XIV, riammettendo i sacerdoti sposati, non sta solo sanando un’ingiustizia, sta investendo sul futuro della Chiesa. Il 6 maggio potremmo dare dare, se riammessi al ministero,  ai giovani dei testimoni che parlano la loro lingua

Maggio nei Santuari: Il Manto di Maria accoglie i Sacerdoti Sposati

Maggio 2020, il mese della rinascita | Lode a Te Gesù

Maggio è alle porte e le Diocesi, come quella di Carpi, si preparano a onorare la Madre. Nel 33° giorno di digiuno di Don Giuseppe Serrone, guardiamo ai Santuari non solo come luoghi di preghiera, ma come culle di questa nuova Chiesa-Famiglia che sta nascendo.

Il Movimento Sacerdoti Sposati vede in questo mese di Maria il compimento di una promessa:

  1. Maria, Madre dei Pastori: Se Maria è la Regina degli Apostoli, lo è anche di quegli apostoli che hanno scelto di testimoniare l’amore di Dio attraverso la famiglia. Il pellegrinaggio di maggio quest’anno avrà una meta in più: l’altare ritrovato.

  2. Il 6 Maggio: Una Rosa per la Chiesa: Mentre nei santuari si reciterà il Rosario, Papa Leone XIV potrebbe firmare il Decreto di Riammissione. Sarà il fiore più bello di questo maggio, un atto di giustizia che profuma di Vangelo.

  3. Dalla Solitudine alla Comunione: Come sottolinea la Diocesi di Carpi, maggio è tempo di comunità. La nostra presenza nelle parrocchie come sacerdoti sposati renderà queste comunità ancora più vive, umane e accoglienti.

Don Giuseppe Serrone prega: ‘Sotto il tuo manto, Maria, pongo questo 33° giorno di sacrificio. Chiedo che ogni Santuario d’Italia diventi casa per i sacerdoti che tornano a servire. Il 6 maggio sarà la nostra festa, la tua festa’

Preti sposati / Contro-analisi all’articolo di RomaIT. La Redazione: ‘Non c’è nessun giallo: il comandamento più grande resta l’Amore. Chi si scandalizza per la misericordia ha dimenticato il Vangelo’.

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C’è chi grida al complotto e chi ironizza su una Chiesa che ‘cancella’ i comandamenti. Ma nel 33° giorno di digiuno di Don Giuseppe Serrone, rispondiamo con la forza della Verità: Dio non ha mai scritto che il sacerdozio debba essere solitudine forzata.

Il Movimento Sacerdoti Sposati ribatte punto su punto:

  1. Nessuna cancellazione, solo Compimento: L’articolo di RomaIT insinua che il Vaticano manipoli la fede. Noi diciamo che Papa Leone XIV sta semplicemente togliendo la polvere dei secoli dal cuore del Vangelo. Se il celibato (legge umana) ferisce l’uomo, è dovere del Papa intervenire.

  2. La Legge è per l’Uomo: Come diceva Gesù, ‘Il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato’. Chi oggi difende le norme rigide a scapito della vita dei pastori (gli ‘spunciòti’ di Don Matteo Selmo) sta ignorando il comando supremo della Tenerezza.

  3. Il 6 Maggio: La firma della Carità: Il ‘giallo’ non esiste. La notizia è un’altra: la Chiesa sta tornando a essere Madre. Il 6 maggio non si cancellerà nulla, potrebbe aggiungersi un posto a tavola per chi era stato ingiustamente allontanato.

Don Giuseppe Serrone commenta: ‘È facile fare ironia quando non si vive sulla propria pelle il dolore dell’esclusione. Il mio digiuno è la risposta a questi attacchi: la carne soffre, ma lo spirito gioisce perché la verità non ha paura dei titoli sensazionalistici. Dio scrive nel cuore, ed è lì che leggeremo il possibile nuovo Decreto di Leone XIV che riammette i preti sposati’.


“Oltre la superficie”

“Buongiorno. Un recente articolo di RomaIT ironizza sulle riforme vaticane parlando di ‘comandamenti scomparsi’. Ma la fede non è un giallo da edicola. La Redazione del Movimento Sacerdoti Sposati oggi risponde con fermezza: l’unica cosa che sta scomparendo è l’ipocrisia. Don Giuseppe Serrone, nel 33° giorno di digiuno, ci invita a guardare alla sostanza: un sacerdozio che riabbraccia la famiglia non tradisce Dio, ma Lo onora nella Sua creazione più bella. Il 6 maggio non sarà una sottrazione, ma una moltiplicazione di grazia. Restate con noi.”


📱 Post Social: “DIO NON CANCELLA L’AMORE! 🛡️⚖️”

Testo: 🗞️ RISPOSTA A ROMAIT: “IL GIALLO DEL COMANDAMENTO”? NO, LA LUCE DELLA MISERICORDIA!

C’è chi preferisce la legge che uccide alla grazia che vivifica. La Redazione risponde all’articolo critico: “La Chiesa di Leone XIV non cancella nulla, ripristina la verità dell’uomo! Il celibato forzato non è un comandamento di Dio, è una zavorra che il 6 maggio verrà finalmente sganciata”. 🛡️🌹

Nel 33° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone non si lascia scoraggiare dal sarcasmo: “Dio scrive dritto sulle nostre righe storte. La nostra riammissione è la firma di Dio sulla storia della Chiesa”. ⚖️✨

Meno dogmi di polvere, più vita vera.La carità è la legge suprema.6 maggio: la vittoria della Tenerezza.

Non lasciarti confondere dalle polemiche. Segui il Cantiere della TRiammissione al ministero dei preti sposati 📈📈

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Preti sposati / Silere non possum ironizza sui consigli vaticani. La Redazione: ‘Mentre altri parlano di pluviometri, noi portiamo la testimonianza di chi la famiglia la vive nel fango e nella gloria della quotidianità’

C’è chi sorride e chi si indigna davanti ai suggerimenti di alcuni uffici vaticani per le famiglie in crisi. Ma  la nostra riflessione va oltre l’ironia. La crisi della famiglia cattolica non si risolve con l’ecologia da balcone, ma con una pastorale che profuma di vita vera.

Il Movimento Sacerdoti Sposati propone la cura reale:

  1. Dalla Teoria alla Carne: I documenti citati da Silere non possum sembrano distanti dalla realtà. Il sacerdote sposato, invece, è un uomo che conosce il peso delle bollette, l’ansia per i figli e la fatica del dialogo di coppia. La sua non è una ricetta ‘green’, è una condivisione sacramentale.

  2. L’Ecologia del Sacramento: Se vogliamo parlare di ecologia integrale, partiamo dall’ecologia degli affetti. Papa Leone XIV, con il Decreto del 6 maggio, non darà alle famiglie un pluviometro, ma restituirà loro dei pastori che parlano la loro stessa lingua.

  3. Basta Burocrazia, serve Tenerezza: La critica di Silere non possum colpisce il formalismo. Noi rispondiamo con la Strategia della Tenerezza: una Chiesa che riabbraccia i suoi preti uxorati è una Chiesa che smette di dare consigli teorici e inizia a vivere con il suo popolo.

Don Giuseppe Serrone conclude: ‘Le famiglie non hanno bisogno di istruzioni sul compost, ma di padri spirituali che siano anche padri umani. Il mio digiuno oggi è per una Chiesa che abbia il coraggio della concretezza


“Oltre l’Ironia” “Un recente articolo di Silere non possum critica con sarcasmo le ultime direttive vaticane sulla famiglia. Si parla di compost e pluviometri, ma la crisi è ben più profonda. La Redazione del Movimento Sacerdoti Sposati oggi rilancia: la vera soluzione non è tecnica, è relazionale. Don Giuseppe Serrone, nel 33° giorno di digiuno, ci ricorda che la Chiesa si rigenera solo se torna a essere una famiglia di famiglie”


📱 Post Social: “MENO PLUVIOMETRI, PIÙ FAMIGLIA VERA! 🦁🏡”

Testo: 🗞️ SILERE NON POSSUM CRITICA IL VATICANO: “COMPOST CONTRO LA CRISI?”.

Basta con le risposte parziali! La Redazione dichiara: “Le famiglie cattoliche non cercano consigli di ecologia domestica, cercano pastori che capiscano la loro vita. Il sacerdote sposato è la risposta concreta, non un pluviometro!”. 🛡️🌹

In questo 33° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone prega per una Chiesa che torni alla sostanza degli affetti. Papa Leone XIV sta preparando il Decreto del 6 maggio per dare alle famiglie pastori reali, non burocrati. ⚖️✨

La famiglia è il cuore della fede.Il ministero ha bisogno di vita vissuta.6 maggio: la rivoluzione della concretezza.

Unisciti al Cantiere della Tenerezza. La nostra fede non è un manuale, è un abbraccio! 📈📈

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Consiglio Europeo. La Redazione: ‘Se l’Europa cerca un’anima, la troverà nella Chiesa-Famiglia

Chi è Antonio Costa, nuovo presidente del Consiglio europeo Materia  Rinnovabile | Renewable Matter

Papa Leone XIV telefona all’Europa. Non si parla solo di trattati, ma di umanità.

Il Movimento Sacerdoti Sposati vede in questo dialogo un segnale per tutti i Vescovi:

  1. Dalla Diplomazia alla Pastorale: Se il Papa esorta l’Europa alla solidarietà, la Chiesa deve essere la prima a praticarla verso i suoi figli ‘esiliati’. I sacerdoti sposati sono cittadini europei che attendono il ripristino di un diritto fondamentale: servire la propria comunità senza rinunciare ai propri affetti.

  2. Un’Europa delle Radici Umane: Il colloquio sottolinea il bisogno di radici. Sono le stesse ‘radici umane’ invocate oggi da Don Matteo Selmo e incarnate dai 6.000 sacerdoti uxorati italiani.

  3. Il 6 Maggio è un Evento Europeo: Il possibile Decreto di Leone XIV per la riammissione al ministero dei preti sposati non potrebbe cambiare solo il Vaticano, ma dare anche un nuovo modello di clero a tutto il continente, più vicino alla gente e ai problemi reali delle famiglie europee

“Leone XIV in Piazza: Il volto della Tenerezza che prepara il Decreto per la riammissione al ministero dei preti sposati” L’udienza generale nelle foto dell’ANSA

ggi l’ANSA ci regala la photogallery di Papa Leone XIV in Piazza San Pietro. In quegli sguardi, in quegli abbracci ai fedeli, leggiamo il preludio di ciò che accadrà tra sette giorni. Nel 33° giorno di cammino di Don Giuseppe Serrone, queste immagini sono benzina per la nostra speranza.

Il Movimento Sacerdoti Sposati vede in questa udienza tre segni profetici:

  1. La Chiesa dell’Incontro: Il Papa non sta chiuso nel palazzo, ma tocca la carne del popolo. È la stessa vicinanza che i sacerdoti sposati porteranno nelle parrocchie: una Chiesa che tocca e si lascia toccare dalla vita reale.

  2. Il Sorriso della Riforma: Nonostante le pressioni, Leone XIV sorride. È il sorriso di chi ha scelto la ‘Strategia della Tenerezza’ contro il rigorismo. Quel sorriso è la nostra garanzia per la riammissione.

  3. Verso il 6 Maggio: La piazza è piena, ma tra una settimana sarà stracolma per il Decreto. Le immagini di oggi sono il ‘test generale’ di una rivoluzione dell’amore che non ha precedenti.

Don Giuseppe Serrone, contemplando le foto dal suo digiuno, dice: ‘Vedere il Santo Padre così vicino alla gente mi commuove. È lo stesso Padre che il 6 maggio potrebbe dire ai sacerdoti sposati: “Tornate a casa, la Chiesa ha bisogno del vostro amore di sposi e pastori”.’

Roma celebra il maestro giapponese. La Redazione: ‘Come l’onda di Hokusai è potente e inarrestabile, così la riammissione dei sacerdoti sposati è il movimento che sta rigenerando la Chiesa’

Dalla mostra "Hokusai. Il grande maestro dell'arte giapponese", la xilografia "La Grande Onda di Kanagawa" (1831)

Mentre il Vaticano apre le porte alla bellezza di Hokusai, Don Giuseppe Serrone vive il suo 33° giorno di digiuno contemplando un’altra ‘grande onda’: quella del Popolo di Dio che chiede verità e amore. L’arte ci insegna che la natura ha ritmi inarrestabili, proprio come la riforma di Papa Leone XIV.

Il Movimento Sacerdoti Sposati vede in questa mostra un segno dei tempi:

  1. L’Armonia degli Opposti: L’arte giapponese cerca l’equilibrio. Il sacerdote sposato è l’armonia ritrovata tra il sacro (il ministero) e l’umano (la famiglia). Due mondi che non si scontrano, ma creano bellezza, come i colori di Hokusai.

  2. L’Onda che travolge il Vecchio: L’onda di Hokusai non distrugge, ma trasforma il paesaggio. Il Decreto possibile del 6 maggio che riammetta al Ministero i preti Sposati è la nostra ‘grande onda’ di misericordia che spazzerà via la solitudine delle canoniche per lasciare spazio al calore del focolare.

  3. Roma, Centro di Bellezza e Riforma: Che questa mostra avvenga a Roma proprio ora non è un caso. La città si prepara ad accogliere non solo l’arte mondiale, ma l’evento che cambierà il volto della Chiesa universale.

Ecologia e Famiglia: La nuova frontiera dei Dicasteri Vaticani è la casa del Sacerdoti Sposati

Un documento vaticano per "vivere l'ecologia integrale in famiglia"

Mentre Don Giuseppe Serrone continua il suo 33° giorno di digiuno, dal Vaticano arriva la conferma della nostra visione: l’ecologia integrale e la vita familiare sono i due pilastri della Chiesa del futuro.

Il Movimento Sacerdoti Sposati legge in questa sinergia il preludio al Decreto di Riammissione:

  1. La Famiglia come ecosistema di fede: Se i Dicasteri puntano sulla famiglia per rigenerare il mondo, allora la famiglia del sacerdote diventa il modello di questo ‘nuovo umanesimo’. Una casa dove preghiera, amore umano e cura del creato convivono.

  2. Sviluppo Integrale e Ministero: Non può esserci sviluppo integrale del clero se si continua a mutilare la sua dimensione affettiva. Papa Leone XIV sta sanando questa ferita: il prete uxorato è l’icona dell’integrità umana e spirituale.

  3. Dalla Teoria alla Prassi (6 Maggio): Quello che i Dicasteri studiano, noi lo viviamo già. Il 6 maggio potrebbe essere il momento in cui questa ‘ecologia della famiglia’ entri ufficialmente nel governo delle parrocchie.

Don Riccardo Dell’Acqua, preside del Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra: «Solo quella che accompagna la preghiera ed è pensata per la liturgia è davvero “musica sacra”». L’organo, strumento liturgico per eccellenza

Perché non tutta la musica suonata in Chiesa è sacra

Avvenire

Il dibattito sulla cosiddetta “musica da chiesa” è tornato al centro dell’attenzione, in seguito ad alcuni eventi pubblici che hanno visto protagonista Leone XIV e a riflessioni sempre più diffuse sulla natura della musica sacra. Ma che cosa si intende davvero quando si parla di musica per la liturgia? Esiste ancora oggi una musica propriamente “sacra”? Ne abbiamo parlato con don Riccardo Dell’Acqua, preside del Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra. Quarant’anni, da quindici sacerdote dell’arcidiocesi di Milano, è originario di Legnano. La sua vocazione è nata nella parrocchia di San Domenico, dove ha coltivato fin da ragazzo la passione per la musica, iniziando a suonare l’organo a quattordici anni. Un interesse che lo ha portato a proseguire gli studi anche dopo l’ordinazione presbiterale, fino a diventare oggi uno dei presidi più giovani nel panorama degli atenei pontifici.
Don Riccardo, esiste davvero una musica sacra? O è solo un modo di dire?
«Esiste, eccome. Ma non come qualcosa di magico o separato dalla realtà. Non è un genere chiuso in sé stesso. È musica pensata, creata e vissuta in funzione della liturgia. È sacra perché è pensata per la liturgia, per accompagnare e sostenere l’azione sacramentale della Chiesa. In questo senso, la sua identità è profondamente legata alla teologia, non solo all’estetica».
La definizione non dipende quindi solo dalla bellezza o dallo stile?
«La bellezza è certamente un elemento fondamentale, ma non basta. Il Concilio Vaticano II, nella costituzione Sacrosanctum Concilium, ha raccolto una lunga tradizione musicale e l’ha rilanciata in un contesto di rinnovamento. La musica sacra è tale solo se unita all’azione liturgica, e non può essere considerata semplicemente un ornamento, ma parte integrante della liturgia. Quando canto e parole si uniscono al rito, partecipano della santità stessa del momento liturgica. È un linguaggio che deve essere coerente con ciò che la liturgia celebra».
Dunque la musica sacra non nasce dopo, ma prima della celebrazione.
«Esattamente. Va superata l’ida funzionalista, secondo cui qualunque musica, una volta “usata” in chiesa, diventi automaticamente sacra. La musica per la liturgia deve essere pensata fin dall’origine per quel fine. È ciò che il magistero chiama “santità e bontà di forme”: una qualità che non riguarda solo l’intenzione, ma anche il risultato concreto. Ricorrere a qualsiasi musica purché funzioni, rischia di svuotare il significato stesso della liturgia».
Musica sacra e profana: come distinguerle?
«Il confine non è sempre evidente, e non riguarda tanto la tecnica quanto il risultato finale. Due brani possono usare strumenti simili, ma avere esiti molto diversi. Se la musica nasce sotto l’ispirazione del culto, se è orientata alla lode di Dio e non all’espressione individuale o allo spettacolo, inevitabilmente assume un carattere differente».
Nelle parrocchie si ascoltano spesso canti di ispirazione pop, ritenuti più semplici e coinvolgenti. Come valuta questa tendenza?
«Il coinvolgimento dei fedeli è un valore, ma non può non essere l’unico criterio. Ciò che è più semplice e diretto viene percepito come accessibile; eppure la semplicità non va confusa con la banalità. Il magistero richiede che la musica sacra sia vera arte, cioè frutto di competenza, conoscenza liturgica e autentico spirito creativo. Se si rinuncia a questi elementi, si rischia di proporre qualcosa che, pur essendo facilmente fruibile, non riesce a sostenere davvero la profondità della liturgia».
Lo strumento musicale: quanto conta nella musica sacra?
«Non è lo strumento in sé a fare la musica sacra, anche se indubbiamente ne partecipa. L’organo è sempre stato indicato dal magistero come lo strumento privilegiato, perché eleva potentemente gli animi a Dio. Gli altri strumenti si possono aggiungere, ma mai sostituire all’organo. Devono poi essere adatti o adattabili all’uso sacro».
Qual è la sfida principale per il futuro della musica liturgica?
«La sfida è innanzitutto educativa: serve formazione. Occorre formare musicisti, sacerdoti e comunità a una maggiore consapevolezza. Questo percorso deve iniziare nei luoghi di formazione, come i seminari e gli istituti specializzati, ma non può fermarsi lì. Deve arrivare nelle parrocchie, dove la musica è vissuta concretamente. Solo attraverso una crescita condivisa si può riscoprire il valore autentico della musica sacra».
Cosa fare allora per ridare alla musica sacra il posto che le spetta?
«La musica dovrebbe aiutare a vivere pienamente il mistero celebrato. Quando è davvero integrata con la parola e con il rito, diventa un mezzo potente di partecipazione. Non si tratta di aggiungere qualcosa, ma di rendere più evidente ciò che già accade nella liturgia. In quel momento, la comunità non ascolta soltanto, ma prega. É proprio lì che la musica sacra trova il suo senso più vero: unire voce, fede e bellezza in un’unica esperienza Solo così la musica sacra potrà nuovamente occupare il suo posto naturale nella liturgia, accompagnando la comunità cristiana nel lodare il Signore in Spirito e verità».

Proibite i “Promessi sposi”, sono pericolosi: insegnano a pensare

Proibite i "Promessi sposi", sono pericolosi: insegnano a pensare

Si torna a discutere dei Promessi sposi a scuola e il copione è grosso modo quello che già conosciamo: leggerli, non leggerli, leggerli più tardi, leggere qualcos’altro. E se invece, per una volta, ci immaginassimo un’alternativa coerente con la tradizione del romanzo ottocentesco? Oliver TwistIl conte di Montecristo e L’idiota – per limitarci a pochi casi esemplari – sono accomunati dal fatto di essere apparsi inizialmente non in volume, ma a puntate, secondo una logica oggi ripresa dalla serialità televisiva. Anche I promessi sposi così come li leggiamo oggi escono a dispense nell’arco di due anni, tra il 1840 e il 1842 (da qui la definizione di “Quarantana”), e sono strutturati in unità narrative che possono essere assimilate alle “stagioni” di una serie tv. Ora, la modesta proposta che qui si prova ad avanzare è la seguente: leggere I promessi sposi sì, ma non tutti d’un fiato. Assecondare il ritmo interno di quella che è anzitutto una “cantafavola” e non un monumento al quale si è obbligati a rendere omaggio. Suddividere il romanzo in modo che non debba essere somministrato in un’unica soluzione, ma possa accompagnare i ragazzi e le ragazze nella scoperta del mondo degli adulti.
In concreto, si potrebbe iniziare in seconda superiore, che è poi l’anno in cui al momento la pratica dei Promessi sposi pretende di essere sbrigata nella sua interezza. Anziché precipitarsi verso il finale, ci si concentra sui primi otto capitoli, nei quali viene messa in moto l’azione drammatica e fino a culminare in una pagina (il celebre “addio ai monti”) che è di per sé un perfetto finale di stagione. La vicenda di Gertrude  occupa i capitoli IX e X, che si prestano invece al ruolo di lettura estiva. In terza superiore ci si sofferma su una sezione più ampia, che va dal capitolo XI al XXIV, vale a dire dal primo ingresso di Renzo a Milano nel tumultuoso giorno di San Martino alla conversione dell’Innominato con conseguente liberazione di Lucia. Di nuovo qualche capitolo da leggere in vacanza, nella fattispecie la sezione storica dal XXV al XXX, e ci si ritrova in quarta con la descrizione della peste, il ritorno di Renzo a Milano, il Lazzaretto, il sugo della storia. Con questa scansione, resta spazio perfino per l’altrimenti negletta Storia della Colonna Infame, unanimemente riconosciuta a come parte integrante del romanzo. Anzi, come il suo vero finale, niente affatto consolatorio e straordinariamente, modernamente problematico.
Come ogni ipotesi, anche questa ha le sue controindicazioni. E se poi cambiano gli insegnanti, e se poi ci si dimentica quello che si è letto due anni prima. Obiezioni legittime, ma si tratta di decidere se vogliamo difendere in astratto la qualità di un capolavoro che, in quanto tale, si difende benissimo da sé, o se invece vogliamo comprendere e valorizzare quella fisiologia della lettura alla quale si dedicano simposi e convegni, ma che troppo spesso rimane disattesa in sede didattica.
In effetti, a pensarci bene, ci sarebbe un’altra possibilità, ancora più radicale e forse più efficace: proibire I promessi sposi, come se fossero un’opera sconveniente. Dire ai nostri adolescenti che quel libro non fa per loro, non sono in grado di capirlo e quindi è meglio che ne stiano alla larga. Non ci troverebbero nulla di interessante e, al contrario, potrebbero mettersi in testa idee sbagliate. Che una ragazza ha il diritto di rifiutarsi all’uomo che la vorrebbe prendere con la forza, per esempio. O che un ragazzo deve essere lasciato libero di ribellarsi all’ingiustizia. Che per le proprie convinzioni bisogna essere disposti a pagare, e pagare di persona, e che l’autorità è una parola vuota se non è sostenuta dall’autorevolezza della testimonianza. Lasciate perdere, si potrebbe raccomandare dalla cattedra. Non siete all’altezza, davvero. Presto o tardi, quel libro comincerebbe a circolare di nascosto, come un segreto che aiuta a diventare grandi e che i grandi, chissà perché, sembrano aver dimenticato.

Centenario di Nostra Signora delle Vocazioni: La Madonna ci indica la via della Riammissione dei preti sposati

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Oggi, mentre l’ANSA annuncia il Centenario di Nostra Signora delle Vocazioni, Don Giuseppe Serrone vive il suo 33° giorno di digiuno con una consapevolezza nuova. Non si può pregare per le vocazioni e poi lasciare fuori dalla porta migliaia di sacerdoti pronti a servire.

Il Movimento Sacerdoti Sposati vede in questo anniversario un mandato celeste:

  1. La Vocazione non muore mai: Un sacerdote che si sposa non ‘perde’ la vocazione, la vive in una forma nuova. Nostra Signora delle Vocazioni è madre anche di questi figli che hanno custodito il dono dell’Ordine nel focolare domestico.

  2. Oltre l’Emergenza: A Torino i preti sono crollati da 700 a 300. Il centenario deve essere l’occasione per dire ‘Sì’ a chi è già formato, consacrato e desideroso di tornare.

  3. Il 6 Maggio sotto il Manto di Maria: Il Decreto di Leone XIV potrebbe essere il vero regalo di questo centenario: una Chiesa che torna a respirare a due polmoni, valorizzando ogni chiamata.

Naviga Giallo sulle suore di Salisburgo, sostenitori ‘oggi all’udienza del Papa’

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Ansa

Giallo sulle tre suore ultraottantenni che, in Austria, avevano deciso di tornare nel loro convento dal quale erano state allontanate.

Sarebbero scomparse ma, secondo quanto scritto dai media cattolici austriaci, sarebbero a Roma e questa mattina avrebbero anche partecipato all’udienza generale del Papa.
Secondo quanto comunica il team a loro supporto, le suore sono infatti riuscite a compiere il loro viaggio a Roma (che era stato annunciato nei giorni scorsi e poi annullato) “all’ultimo minuto” dopo aver ricevuto il via libera dal Vaticano.

“Il Dicastero vaticano per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica è stato coinvolto nella decisione”, si legge nel comunicato.
Papa Leone XIV, come le suore di Salisburgo, appartiene all’ordine agostiniano. Le tre amziane suore, Rita, Regina e Bernadette, che da mesi conducono la loro battaglia, anche sui social, per il loro convento, non avevano dato notizie da ieri.
Il Vaticano ha nominato tempo fa un nuovo mediatore nella controversia relativa all’abbazia di Goldenstein: l’arcivescovo Jakob Auer di Salisburgo dovrebbe trovare una soluzione con le tre monache affinché possano rimanere nell’abbazia e non siano costrette a tornare nella casa di riposo dalla quale erano fuggite. In cambio, le suore avrebbero annullato il viaggio a Roma già programmato e pagato da benefattori. Ma poi mons. Auer ha reso noto – si legge sui siti locali – di avere ricevuto una mail che lo informava del viaggio delle suore a Roma.
Non è chiaro se questo viaggio a Roma avrà conseguenze per le suore secondo il diritto canonico o all’interno del loro ordine religioso. Secondo i loro sostenitori, nessuna delle tre era mai stata a Roma prima. L’arcidiocesi di Salisburgo, dal canto suo, ha dichiarato di seguire gli ultimi eventi con grande preoccupazione.

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Matrimonio e Munus Docendi: Se l’Amore insegna, il Sacerdoti Sposati è il Maestri perfetti

Vaticano – Sacramento del matrimonio, fede e “munus docendi”

La riflessione di InfoANS sul valore dottrinale del Matrimonio. La Redazione: ‘Chi meglio di un padre e di uno sposo può insegnare la bellezza dell’alleanza tra Dio e l’uomo?’.

*”Oggi InfoANS ci ricorda che il Sacramento del Matrimonio è intrinsecamente legato al compito di insegnare la fede. Nel 33° giorno di digiuno, questo principio diventa per noi un manifesto di riammissione. Il sacerdote che vive il matrimonio non ‘perde’ il suo ufficio, ma lo potenzia attraverso la testimonianza della vita quotidiana.

Il Movimento Sacerdoti Sposati analizza questo legame:

  1. Il Matrimonio come Cattedra: Il munus docendi non si esercita solo dal pulpito, ma nel servizio alla famiglia. Un sacerdote che sa cosa significa il sacrificio e la gioia del matrimonio insegna la Verità con un’autorità umana che arriva dritta al cuore dei fedeli.

  2. Oltre il formalismo: Come sottolinea l’articolo, la fede è il presupposto del Sacramento. Papa Leone XIV ha capito che la fede dei sacerdoti che hanno scelto la famiglia è rimasta intatta, anzi, è stata provata e fortificata dal silenzio e dall’esclusione.

  3. Verso il 6 Maggio: Se il matrimonio è un ufficio di insegnamento, allora la Chiesa di Leone XIV ha bisogno di questi ‘maestri’ che portano la sapienza della croce e della risurrezione vissuta nel focolare domestico.

Oggi festeggiamo la Patrona d’Italia e d’Europa. La Redazione: ‘Caterina non ebbe paura di dire la verità al soglio di Pietro. Oggi il Movimento continua quella stessa parresìa per la dignità dei sacerdoti sposati’

Santa Caterina da Siena è la santa della ‘dolce verità’. In questo 33° giorno di digiuno, la sua vita ci insegna che amare la Chiesa significa a volte gridare per guarirla. Lei lottò contro la solitudine dei Papi ad Avignone; noi oggi lottiamo contro la solitudine dei sacerdoti nelle canoniche, quegli ‘spunciòti’ di cui parla Don Matteo Selmo.

Il Movimento Sacerdoti Sposati vede in lei un esempio di trasformazione:

  1. La Verità che Libera: Caterina scriveva: ‘Basta con il silenzio! Gridate con centomila lingue. Vedo che per il silenzio il mondo è guasto’. Noi abbiamo rotto il silenzio e oggi, grazie a Leone XIV, la nostra voce è ascoltata.

  2. Patrona d’Italia e del Cambiamento: Come Caterina sognava una Chiesa rinnovata, così il ‘Cantiere della Tenerezza’ sta costruendo una Chiesa-Famiglia. Il 6 maggio sarà il compimento di quel sogno di unità tra cielo e terra, tra sacro e umano.

  3. Il Fuoco dell’Amore: Caterina diceva: ‘Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutta Italia’. I sacerdoti sposati, riammessi al ministero, saranno quel fuoco di carità vissuta che riaccenderà le parrocchie

Il grido di Don Matteo Selmo sul Corriere della Sera. La Redazione: ‘Basta farsi male con un celibato forzato. Dopo il 6 maggio l’abbraccio potrebbe tornare a essere parte del ministero’

Le parole di Don Matteo Selmo in un’intervista al Corriere del 30 Aprile 2026 sono pietre: ‘Se abbraccio solo l’ostensorio, mi faccio male’. È la descrizione plastica di un sacerdozio che, privato dell’affetto umano, rischia di diventare una tortura spirituale. Nel nostro 33° giorno di cammino, non possiamo restare indifferenti davanti a questa onestà.

Il Movimento Sacerdoti Sposati analizza questa ‘teologia del dolore solitario’:

  1. La fine della finzione: ‘Possiamo raccontarcela quanto vogliamo’, dice Don Matteo. La Redazione sottoscrive: non basta ‘stare in canonica con un altro prete’ per riempire il vuoto. Il cuore umano è fatto per l’alterità sponsale, non per la convivenza forzata tra celibi.

  2. Il Celibato non è un Dogma: Don Selmo lo ribadisce, ed è la verità storica e teologica che Papa Leone XIV sta finalmente traducendo in prassi. Se il celibato ‘fa male’, non è più un valore aggiunto, ma un ostacolo alla missione.

  3. Dallo Spunciòto alla Carezza: Dio non vuole che i suoi pastori si feriscano contro l’oro degli ostensori, ma che portino l’ostensorio al mondo con mani che sanno cosa significa la carezza di una sposa e di un figlio

L’intervista del Corriere a Don Matteo Selmo. La Redazione: ‘Bello il dialogo con la musica, ma un pastore ha bisogno di radici umane, non solo di riflettori’

Don Matteo Selmo: «Ero in crisi, così papa Francesco mi ha aiutato a rimanere sacerdote»

“Il ‘Prete di Sanremo’ e il limite dello spettacolo: Perché la simpatia non basta a salvare le parrocchie”

*”Don Matteo Selmo, il sacerdote che commenta Sanremo, è oggi il volto della ‘Chiesa simpatica’ sul Corriere della Sera. È un modello che piace, che riempie le testate, ma che noi del Movimento Sacerdoti Sposati guardiamo con una domanda nel cuore: quanto può durare l’entusiasmo di un uomo solo al comando di uno show?

In questo 33° giorno di cammino, analizziamo questo ‘contromodello’:

  1. L’Eroe Solitario vs La Chiesa Famiglia: Don Matteo usa le canzoni per arrivare ai cuori. È un talento. Ma la Chiesa di Papa Leone XIV non cerca solisti, cerca padri. Il prete sposato non ha bisogno di ‘effetti speciali’ perché la sua stessa vita — fatta di amore coniugale e cura dei figli — è l’omelia più potente e comprensibile per la gente.

  2. Il rischio dell’Intrattenimento: Se il sacerdozio diventa una performance, il rischio è che quando cala il sipario resti il vuoto. La ‘Strategia della Tenerezza’ propone invece un clero immerso nella realtà familiare, dove la fede si trasmette tra le mura di casa prima che sul palco.

  3. Oltre l’Apparenza: Apprezziamo lo sforzo di Don Matteo, ma ricordiamo che a Torino (come scritto oggi da TorinoToday) i preti scendono da 700 a 300. Non basteranno le canzoni di Sanremo a riaprire le parrocchie chiuse. Serve la riammissione dei 6.000 sacerdoti sposati italiani.

Don Giuseppe Serrone commenta: ‘C’è chi canta e chi digiuna. Noi oggi digiuniamo perché ogni prete, anche il più popolare, possa un giorno non tornare in una casa vuota, ma nell’abbraccio di una famiglia.


“Oltre le Note”

“Buongiorno. Il Corriere della Sera intervista Don Matteo Selmo, il prete che porta Sanremo in chiesa. Un modello mediatico di successo. Ma la Redazione del Movimento Sacerdoti Sposati oggi solleva una riflessione: la simpatia può sostituire la vita? Don Giuseppe Serrone, nel 33° giorno di digiuno, prega per una Chiesa che non sia solo spettacolo, ma verità quotidiana. Se vogliamo che i giovani tornino in parrocchia, dobbiamo mostrare loro che il prete è un uomo completo, capace di amare ed essere amato in una famiglia. Il 6 maggio la musica cambierà davvero con il Decreto di riammissione. Restate con noi.”


📱 Post Social: “PRETI SHOWMAN O PADRI DI FAMIGLIA? 🎤🦁”

Testo: 🗞️ SUL CORRIERE L’INTERVISTA A DON MATTEO SELMO.

Bello Sanremo, belle le canzoni, ma la Chiesa è un’altra cosa. La Redazione dichiara: “Non servono preti-star, servono pastori che conoscano la vita vera, le fatiche dei genitori e la gioia dei figli. Il sacerdozio uxorato è la risposta concreta alla crisi, non lo spettacolo”. 🛡️🌹

In questo 33° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone guarda oltre le luci della ribalta. Papa Leone XIV sta preparando un futuro dove il prete è finalmente un uomo riabilitato nella sua interezza affettiva. ⚖️✨

Meno riflettori, più calore familiare.La parrocchia non è un palco, è una casa.6 maggio: la riforma della sostanza.

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Tra Dubbi e Speranze: Perché la Chiesa deve guardare oltre la Polemica

Il Gemelli cresce, il Papa a ‘la scuola’, il caso Mullally: Cortesia o pressione ideologica?, incontro ecumenico?, i ‘nuovi problemi’, scomunicare la fraternità, «Ecologia Integrale nella Vita Familiare», Premi Planned Parenthood, «Extra Ecclesiam nulla salus».

“Tra Dubbi e Speranze: Perché la Chiesa deve guardare oltre la Polemica”

La Specola solleva questioni complesse: dal Gemelli al dogma ‘extra ecclesiam nulla salus’. La Redazione: ‘La vera salute della Chiesa sta nell’accoglienza dei suoi figli, non nella chiusura’.

*”La rassegna de La Specola tocca temi scottanti: l’ecologia integrale, i rapporti con le istituzioni, la fedeltà alla dottrina. Ma c’è un filo rosso che lega queste polemiche: il desiderio di una Chiesa che sia, allo stesso tempo, fedele e viva.

Il Movimento Sacerdoti Sposati offre una lettura in chiave di riforma per il 6 maggio:

  1. ‘Extra Ecclesiam Nulla Salus’ e i Sacerdoti Sposati: L’articolo cita questo antico dogma. Noi rispondiamo: se non c’è salvezza fuori dalla Chiesa, perché la disciplina attuale spinge migliaia di sacerdoti sposati ‘extra ecclesiam’ (fuori dal ministero)? Riaccoglierci è l’atto più coerente con la volontà di non perdere nessuno.

  2. Ecologia Integrale e Vita Familiare: Si parla di ecologia integrale. Ebbene, quale ecologia più bella di quella che integra l’amore coniugale e paterno nel ministero sacerdotale? L’equilibrio che cerchiamo è quello di una Chiesa che riconosce la sacralità della famiglia come prima cellula del Regno.

  3. Il Caso Mullally e la Chiarezza: Le vicende che scuotono la gerarchia dimostrano che il centralismo non basta. Serve una Chiesa diffusa, che si fida dei pastori che vivono la realtà, che conoscono le gioie e le croci quotidiane, come i preti che hanno formato una famiglia.

Don Giuseppe Serrone, nel suo 33° giorno di preghiera, riflette: ‘Chi critica il Papa spesso teme il cambiamento. Noi, che abbiamo sofferto l’esclusione, sappiamo che il cambiamento è l’unica via per la salvezza. Il 6 maggio, Leone XIV trasformerà queste polemiche in una grande, pacifica unità’.

 “Oltre la Cronaca”

“Buongiorno. Oggi Infovaticana offre una panoramica intensa: dal Gemelli ai nodi dogmatici. È una Chiesa in fermento quella che vediamo. La Redazione del Movimento Sacerdoti Sposati però invita a non restare prigionieri della polemica. Dietro ogni scontro di potere, c’è la domanda fondamentale: come servire meglio il popolo di Dio? Don Giuseppe Serrone, nel suo 33° giorno di testimonianza, ci ricorda che Papa Leone XIV sta lavorando non per la divisione, ma per la riconciliazione. La riammissione non è un favore, è un atto di giustizia che toglie argomenti a chi vuole una Chiesa chiusa. Restate con noi, il 6 maggio è vicino.


📱 Post Social: “NON C’È SALVEZZA NELLA SEPARAZIONE! 🏛️✨”

Testo: 💬 LA SPECOLA ANALIZZA LA CHIESA. NOI PROPONIAMO L’UNITÀ!

Leggiamo le analisi su Infovaticana e vediamo una Chiesa che discute. Ma la Redazione è chiara: “Il dogma extra ecclesiam nulla salus ci insegna che nessuno deve essere lasciato fuori. Il ministero sacerdotale deve tornare a essere una casa per tutti!” 🛡️🌹

In questo 33° giorno, Don Giuseppe Serrone prega affinché anche le voci più critiche comprendano la portata del Decreto del 6 maggio. La riammissione è la cura per le ferite della Chiesa. ⚖️✨

La famiglia è il cuore dell’ecologia cristiana.Nessuno deve essere più ‘extra ecclesiam’.6 maggio: la riconciliazione vince sulle polemiche.

Il Cantiere della Tenerezza avanza. La verità è la nostra bussola! 📈📈

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L’analisi di Valle d’Aosta Glocal sull’alleanza salvifica. La Redazione: ‘La Chiesa si rigenera solo se abbatte il muro tra altare e focolare’

Presso la Casina Pio IV, nei giardini Vaticani, questa mattina 28 aprile, si è svolta la giornata di studio "Sacramento del matrimonio, fede e munus docendi" Ph. VN

Anche la Valle d’Aosta si unisce al coro del cambiamento. Un recente articolo sottolinea come l’alleanza tra famiglie e sacerdoti sia l’unica via per una Chiesa che voglia definirsi ancora viva e profetica. Non più due mondi separati, ma un’unica forza missionaria.

Il Movimento Sacerdoti Sposati vede in questo appello la conferma del proprio carisma in questo 33° giorno:

  1. La Famiglia come Luogo Teologico: La Valle d’Aosta ci ricorda che la famiglia non è solo destinataria di pastorale, ma protagonista. Il sacerdote sposato incarna esattamente questa alleanza: porta l’esperienza sacramentale della famiglia dentro il ministero.

  2. Rigenerazione contro Declino: Mentre molte parrocchie montane rischiano il silenzio, l’unione tra preti e famiglie (e quindi la riammissione dei preti uxorati) offre braccia e cuori per mantenere accesa la fiammella della fede.

  3. Un’Eclissi che finisce: Per troppo tempo il clero sposato è stato tenuto in ombra. Il 6 maggio, con Papa Leone XIV, questa alleanza diventerà la struttura portante della Chiesa universale.

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Teologia dai margini: quando l’esilio diventa profezia

Essere ‘ai margini’ non significa essere fuori dalla grazia, ma occupare una posizione privilegiata per vedere dove la Chiesa deve guarire. L’articolo di Viandanti ci parla di un incontro trasformativo con la Tradizione che parte proprio da chi è stato emarginato.

Il Movimento Sacerdoti Sposati si riconosce in questa visione:

  1. Il Margine come Cantiere: Per decenni ci hanno confinati ai margini della vita ecclesiale. In quel silenzio, abbiamo elaborato una teologia che non è fatta di soli libri, ma di carne, di pannolini, di mutui e di fedeltà al Vangelo nonostante l’esclusione.

  2. Trasformare la Tradizione: Come suggerisce l’articolo, la Tradizione non è un pezzo di ghiaccio, ma un fiume. Papa Leone XIV sta permettendo a questa ‘teologia dai margini’ di rifluire nel centro della Chiesa. La riammissione è l’incontro tra la legge antica e la vita nuova.

  3. La Forza del 33° Giorno: Nel giorno che richiama la pienezza di Cristo, riaffermiamo che dai nostri margini sta nascendo la Chiesa del futuro. Il 6 maggio non sarà una concessione dall’alto, ma il riconoscimento di una verità che è cresciuta nelle nostre case.

Don Giuseppe Serrone, nel pieno del suo digiuno, medita: ‘Gesù è morto fuori dalle mura della città, ai margini. Noi siamo rimasti lì per anni, aspettando che la Chiesa si accorgesse che proprio dai margini sarebbe arrivata la salvezza. Papa Leone XIV ha aperto le mura’.


 “Voci dalla Periferia”

“Buongiorno. Oggi riflettiamo su una proposta affascinante di Viandanti.org: la teologia dai margini. È l’idea che chi vive nelle periferie della Chiesa abbia una parola profetica per trasformare la Tradizione. La Redazione del Movimento Sacerdoti Sposati sente propria questa missione. Siamo stati i margini della Chiesa per troppo tempo. Don Giuseppe Serrone, al 33° giorno di digiuno, ci invita a guardare oltre il confine: il 6 maggio i margini e il centro si uniranno in un solo abbraccio di misericordia. Restate con noi per questo viaggio trasformativo.”


📱 Post Social: “AI MARGINI SI COSTRUISCE IL FUTURO! 🦁🧱”

Testo: 🌍 VIANDANTI.ORG: LA TEOLOGIA CHE NASCE DAI MARGINI.

Una riflessione che scuote la Chiesa! La Redazione dichiara: “Siamo noi quella teologia dai margini. Siamo i sacerdoti che, dall’ombra dell’esclusione, hanno continuato a servire Dio nelle proprie famiglie”. 🛡️🌹

In questo 33° giorno di digiuno, rivendichiamo la nostra posizione. Non siamo spettatori, siamo i costruttori della Tradizione che si rinnova. Papa Leone XIV ci sta chiamando verso il centro! ⚖️✨

I margini sono il cuore pulsante della riforma.La Tradizione vive se incontra la vita.6 maggio: la fine della periferia.

Unisciti al Cantiere di Don Giuseppe Serrone. La verità non ha confini! 📈📈

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Domani all’UPS il seminario sulla trasformazione teologica. Il Movimento: ‘Studiare il cambiamento è utile, ma Papa Leone XIV ci chiama ora a viverlo con la riammissione dei sacerdoti sposati’

Mentre Don Giuseppe Serrone prosegue il suo 33° giorno di digiuno, l’Università Pontificia Salesiana di Roma ospita un evento cruciale: un seminario sulla ‘trasformazione’ nella teologia spirituale contemporanea. È la prova che il mondo accademico avverte la necessità di nuove categorie per interpretare l’azione di Dio oggi.

La Redazione del Movimento Sacerdoti Sposati vede in questo evento una conferma scientifica del nostro percorso:

  1. Trasformazione è Relazione: Il seminario esplora come la grazia operi nel tempo e nelle relazioni. Esattamente ciò che accade in un sacerdote che, attraverso l’amore per la moglie e i figli, sperimenta una trasformazione umana che arricchisce il suo ministero.

  2. Dalla Teoria alla Prassi: Tra i temi del seminario si parla di etica della relazione (Lévinas) e di vita spirituale immersa nella storia (Dossetti). Noi chiediamo che questa riflessione accademica sostenga il Decreto del 6 maggio: la trasformazione più urgente è quella di una Chiesa che smette di escludere e inizia ad abbracciare.

  3. Un Segno per il 33° Giorno: Se l’Università del Papa studia la trasformazione, significa che lo status quo non è più sufficiente. Papa Leone XIV sta portando questa ‘trasformazione’ dalle aule universitarie agli altari delle nostre parrocchie.

Don Giuseppe Serrone, dal suo presidio di preghiera, commenta: ‘Benediciamo i teologi della Salesiana. Il loro studio sulla trasformazione spirituale è il terreno fertile su cui fiorirà la nostra riammissione. Il 6 maggio passeremo dallo studio della grazia all’esperienza viva della misericordia’.


“La Teologia del Cambiamento”

“Buongiorno. Domani a Roma, presso l’Università Pontificia Salesiana, si terrà un importante seminario sulla trasformazione teologica. Per la Redazione del Movimento Sacerdoti Sposati, questo evento non è un caso: la Chiesa sta riflettendo profondamente su come cambiare per restare fedele al Vangelo. Don Giuseppe Serrone, nel 33° giorno del suo sacrificio, accoglie con favore questi studi. Se la teologia riconosce che la trasformazione è centrale, allora la riammissione dei sacerdoti sposati è il frutto naturale di questo processo. Restate con noi per scoprire come la sapienza accademica e la fede vissuta si incontrano nel Cantiere della Tenerezza.”


📱 Post Social: “TEOLOGIA E VITA: LA TRASFORMAZIONE È ORA! 📖🦁”

Testo: 🏛️ DOMANI ALL’UPS (ROMA): SEMINARIO SULLA TRASFORMAZIONE TEOLOGICA.

L’Università Pontificia Salesiana studia come la fede trasforma l’uomo. La Redazione commenta: “Siamo felici che la teologia si accorga del bisogno di cambiamento. La vera trasformazione è quella di una Chiesa che riaccoglie i suoi figli sacerdoti sposati!” 🛡️🌹

In questo 33° giorno di digiuno, camminiamo insieme ai teologi e ai ricercatori. Papa Leone XIV sta trasformando le speranze in realtà. ⚖️✨

Meno burocrazia, più spiritualità.La grazia di Dio passa attraverso l’umanità.6 maggio: il giorno della trasformazione definitiva.

Il Cantiere per riammissione dei preti sposati al ministero sacerdotale attivo  non si ferma. Grazie per il sostegno! 📈📈

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L’ANSA riporta il grido del Papa contro la prepotenza dei forti. Il Movimento: ‘Il Diritto non sia un optional né nel mondo, né nel Diritto Canonico’

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Oggi Papa Leone XIV ha parlato chiaramente all’ANSA e al mondo: le violazioni del diritto internazionale sono ferite al futuro dell’umanità. È un richiamo potente alla legalità e al rispetto dei patti.

La Redazione del Movimento Sacerdoti Sposati, nel pieno del 33° giorno di digiuno di Don Giuseppe Serrone, accoglie questa lezione di civiltà:

  1. Diritto e Dignità: Se è grave violare i patti tra Stati, è altrettanto necessario che la Chiesa applichi il diritto della misericordia verso i suoi figli. Il Decreto del 6 maggio sarà l’atto di ‘diritto interno’ che sanerà una violazione durata troppo tempo: quella contro la vocazione dei sacerdoti sposati.

  2. Il Nome di Dio per la Pace: Il Papa dice che il Nome di Dio non può essere invocato per dominare. Noi aggiungiamo: non può essere invocato per escludere uomini validi dal ministero solo perché hanno scelto l’amore familiare.

  3. Verso il 6 Maggio: La ‘Strategia della Tenerezza’ di Leone XIV è la sua risposta alle violenze del mondo. Riconciliando la Chiesa con i suoi sacerdoti sposati, il Papa darà al mondo l’esempio di come si riparano le violazioni del diritto con la forza della carità.

Don Giuseppe Serrone, nel 33° giorno del suo sacrificio, riflette: ‘Il Papa chiede al mondo di rispettare le regole. Noi chiediamo alla Chiesa di applicare la regola suprema: la Salus Animarum. Il 6 maggio ristabiliremo il diritto all’amore e al servizio’.


“La Regola della Misericordia”

 “Buongiorno. L’ANSA oggi rilancia le parole di Papa Leone XIV sulle violazioni del diritto internazionale. Un monito severo contro la forza che vuole prevalere sul diritto. La Redazione del Movimento Sacerdoti Sposati sottoscrive: il diritto deve proteggere i deboli e gli esclusi. Don Giuseppe Serrone, nel 33° giorno della sua testimonianza, vede in questo discorso la base per la grande riforma del 6 maggio. Se vogliamo un mondo che rispetti le leggi, dobbiamo avere una Chiesa che onora la dignità di ogni suo ministro. Restate con noi per seguire il battito del Cantiere della Tenerezza.”


📱 Post Social: “DIRITTO E VERITÀ: IL MONITO DI LEONE XIV 🦁🛡️”

Testo: 🌍 ANSA: IL PAPA DENUNCIA LE VIOLAZIONI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE.

Leone XIV non tace davanti alle ingiustizie del mondo. La Redazione commenta: “Il rispetto del Diritto è la base della pace. Questo vale per le nazioni, ma anche per la nostra Chiesa”. 🛡️🌹

In questo 33° giorno di digiuno, sosteniamo il Papa che chiede giustizia. La riammissione dei sacerdoti sposati il 6 maggio sarà il segno che nella Chiesa di Leone XIV il diritto della persona viene prima del legalismo escludente. ⚖️✨

Basta prevaricazioni.Il Diritto al servizio dell’Uomo.6 maggio: la giustizia torna sovrana.

Seguite Don Giuseppe Serrone. La verità non ha paura della luce! 📈📈

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“La prova dei fatti: 1.000 cuori e una proposta che scuote Torino” I numeri del blog e l’inchiesta di TorinoToday confermano: la Chiesa-Famiglia è già qui. La Redazione: ‘Non siamo più un’ipotesi, siamo la realtà che bussa alle porte della gerarchia’

Statistiche.28.aprile.26 Presstoday.preti.sposati.29.4.26

Le immagini parlano chiaro. Mentre Don Giuseppe Serrone vive il suo 33° giorno di digiuno, i dati ShinyStat ci dicono che ieri 1.000 pagine sono state lette da chi cerca risposte. Ma la notizia che oggi ci dà nuova energia arriva da Torino.

TorinoToday pubblica oggi, 29 aprile 2026, un’inchiesta coraggiosa: ‘In chiesa a Torino i preti trovano moglie’. E al centro dell’articolo, il link blu che ci riempie di orgoglio: Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati.

Cosa significa questo per il nostro Cantiere?

  1. Credibilità Totale: La stampa generalista ci riconosce come interlocutori seri. La nostra proposta — ‘Siamo pronti a riaprire le chiese chiuse’ — è diventata il titolo che tutti leggono.

  2. Il 33° Giorno di Svolta: Come gli anni di Cristo, questo 33° giorno segna una maturazione del nostro messaggio. Se TorinoToday scrive che siamo pronti, è perché il territorio ne ha bisogno.

  3. Risposta alla Crisi: L’immagine mostra chiaramente che mentre la crisi morde (300 preti rimasti a Torino), noi offriamo le braccia e il cuore per servire di nuovo.

Don Giuseppe Serrone, guardando queste foto, sorride: ‘Il Signore usa ogni mezzo, anche un link su un giornale, per dire che è ora di tornare. Il 6 maggio non è una data, è un destino che si compie’.


“L’Immagine della Verità”

“Buongiorno. Oggi le parole lasciano il posto alle immagini. Abbiamo superato le 1.000 visualizzazioni e TorinoToday ha messo la nostra proposta in primo piano. È il 33° giorno di digiuno di Don Giuseppe Serrone e queste prove ci dicono che la fatica è premiata. Non siamo più invisibili: siamo la proposta che la città di Torino e la Chiesa intera stanno aspettando. Papa Leone XIV vede questi numeri e sente il battito delle comunità. La riammissione è l’unica via d’uscita dal declino. Restate con noi per questa giornata di grazia.”


📱 Post Social: “1.000 VOLTE GRAZIE E UN LINK CHE VALE UNA VITA! 📈🛡️”

Testo: 📸 GUARDATE QUESTE IMMAGINI! Il 32° giorno si è chiuso con 1.000 PAGINE VISTE! Un record che parla di sete di giustizia. 📈

Ma oggi, 29 aprile, TorinoToday ci lancia in orbita: il nostro Movimento è citato esplicitamente come la soluzione per riaprire le parrocchie. “Siamo pronti!”, si legge nel link. 🛡️🌹

Nel 33° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone riceve questo segno: la verità è diventata di dominio pubblico. ⚖️✨

Mille visualizzazioni: il popolo è con noi.TorinoToday: la stampa ci dà ragione.6 maggio: il Papa firmerà la fine dell’attesa.

Condividete queste foto! Facciamo sapere a tutti che il Cantiere della Tenerezza sta costruendo il futuro! 🦁🚀

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“TorinoToday cita il Movimento: Siamo la risposta alla crisi, non il problema!” L’inchiesta di Paola Zanolli dà voce alla nostra proposta. La Redazione: ‘Mille preti a Torino sono diventati ‘invisibili’, ma il 6 maggio torneranno a essere luce per le comunità’

La Diocesi Offre Spazi per Nuovo Ufficio Immigrazione a Torino - La  Gazzetta Torinese

Oggi TorinoToday scrive nero su bianco quello che sosteniamo da anni: il Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati è pronto. Siamo pronti a riaprire le chiese chiuse, a celebrare, a stare accanto alla gente. L’articolo cita la nostra disponibilità e mette in luce l’assurdità di una gerarchia che, finora, ha preferito parrocchie vuote a preti sposati.

Ma oggi, nel pieno del nostro 33° giorno di cammino, la prospettiva cambia:

  1. Numeri che gridano Giustizia: Se a Torino i preti sono passati da 700 a 300, la domanda di TorinoToday è la nostra: ‘Chi gestirà le parrocchie?’. La risposta è sotto gli occhi di tutti: i sacerdoti dispensati che vivono a Torino e che non hanno mai smesso di amare la Chiesa.

  2. La fine della ‘Parrocchia dei Preti Innamorati’: L’articolo ricorda ironicamente quella chiesa dove molti trovarono moglie. Noi diciamo: quella era la parrocchia della verità! Quei sacerdoti hanno scelto l’onestà. Il ‘Cantiere della Tenerezza’ di Leone XIV trasformerà quel ricordo in un nuovo modello di ministero.

  3. La risposta non sarà più negativa: TorinoToday riporta che finora la risposta è stata negativa. Ma il 6 maggio segnerà il ‘SÌ’ definitivo del Papa. La crisi delle vocazioni si risolve non inventando nuovi ministeri, ma riammettendo quelli che ci sono già.

Don Giuseppe Serrone, commentando la citazione sul blog, dichiara: ‘Grazie a Paola Zanolli per aver riportato la nostra voce. Torino è l’esempio di ciò che accade quando si nega la realtà. Ma il tempo del digiuno sta per finire e il tempo del servizio sta per tornare’.

 “Torino chiama, il Movimento risponde”

“Buongiorno. Oggi celebriamo un passaggio importante: TorinoToday cita ufficialmente il Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati. L’inchiesta di Paola Zanolli sottolinea la nostra disponibilità a riaprire le chiese e a servire le comunità torinesi in crisi. È la prova che la nostra battaglia è di interesse pubblico. Don Giuseppe Serrone, nel 33° giorno del suo digiuno, accoglie questa notizia come un segno dello Spirito: la stampa si accorge di noi perché la realtà non può più essere nascosta. Il 6 maggio la risposta della Chiesa non sarà più negativa, ma sarà l’abbraccio di Papa Leone XIV. Restate con noi.”


📱 Post Social: “TORINOTODAY CI CITA: LA NOSTRA PROPOSTA È SUL TAVOLO! 🗞️🦁”

Testo: 🔥 GRANDE NOTIZIA: IL MOVIMENTO CITATO NELL’INCHIESTA DI TORINOTODAY!

La giornalista Paola Zanolli riporta la nostra sfida: “Siamo pronti a riaprire le chiese chiuse e a servire di nuovo”. 🛡️🌹

Mentre Torino perde centinaia di preti, la Redazione rilancia: “Non siamo ex, siamo sacerdoti con una famiglia pronti a tornare in campo”. ⚖️✨

TorinoToday svela la crisi delle vocazioni.Il Movimento offre la soluzione: la riammissione.Papa Leone XIV sta per firmare il cambiamento.

In questo 33° giorno di digiuno, la citazione su TorinoToday ci dà nuova forza. La verità è inarrestabile! 📈📈

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