
“Abbiamo mille comunità e solo 172 presbiteri. Come possiamo lavorare?”
Queste parole, rilasciate dal Cardinale Leonardo Steiner all’ANSA nel 2024, risuonano oggi con una forza profetica. Il neo-presidente della CEAMA lo aveva detto chiaramente: sul celibato obbligatorio non sono stati fatti passi sufficienti e il Papa ha la capacità di andare avanti.
Oggi, nel 2026, la Redazione di Sacerdoti Sposati raccoglie quella sfida. Se il Cardinale Steiner chiedeva soluzioni per l’Amazzonia, noi le chiediamo per Roma e per il mondo intero. La riammissione di don Giuseppe Serrone al ministero non è un “capriccio”, ma la risposta concreta a quel grido di aiuto lanciato dal Cardinale due anni fa.
Il Papa non ha chiuso la porta. Noi siamo qui per aiutarlo ad aprirla.
#Steiner #CelibatoOpzionale #SacerdotiSposati #SinodoAmazzonia #GiuseppeSerrone #Controcorrente

Eminenza Reverendissima, caro Fratello Leonardo,
La Redazione di Sacerdoti Sposati e il coordinamento del progetto Controcorrente desiderano esprimerLe le più vive felicitazioni per la Sua elezione a Presidente della Conferenza Ecclesiale dell’Amazzonia (CEAMA).
Conosciamo la Sua sensibilità verso le periferie esistenziali e geografiche della Chiesa e la Sua apertura nel cercare nuove vie affinché al Popolo di Dio non manchi mai il pane dell’Eucaristia. Per questo, guardiamo alla Sua nomina fino al 2030 come a un segno di speranza per tutta la Chiesa universale.
Proprio in questi giorni, la nostra comunità ha inviato un accorato appello a Sua Santità Papa Leone XIV. In tale documento, chiediamo con umiltà ma con speranza che si ponga fine al paradosso dell’esclusione di tanti sacerdoti già consacrati che desiderano tornare a servire attivamente le proprie parrocchie.
In particolare, Le chiediamo di farsi portavoce e di perorare presso il Santo Padre la causa di riammissione al ministero di don Giuseppe Serrone. Don Giuseppe, come tanti altri confratelli, vive la propria vocazione sacerdotale in armonia con la vita familiare, ed è pronto a mettere nuovamente la sua esperienza e il suo amore per la Chiesa al servizio del ministero parrocchiale attivo.
Eminenza, l’Amazzonia ci insegna che “tutto è connesso”. La crisi di clero che attanaglia le missioni è la stessa che svuota le parrocchie romane e italiane. Confidiamo nel Suo cuore di pastore e nella Sua autorevole voce affinché il grido dei preti sposati e delle loro comunità giunga con forza al cuore del Papa.
Assicuriamo la nostra preghiera per il Suo nuovo, gravoso incarico e restiamo in attesa di un segno che indichi un cammino di vera accoglienza e riconciliazione.
In comunione di fede,
La Redazione di “Sacerdoti Sposati” Roma, 27 Marzo 2026
#Steiner #PapaLeoneXIV #DonGiuseppeSerrone #Riammissione #PretiSposati #CEAMA
Assunto: Mensagem de Felicitações ao Cardeal Leonardo Ulrich Steiner e Apelo pela reintegração ao ministério de Padre Giuseppe Serrone
Eminência Reverendíssima, caro Irmão Leonardo,
A Redação de Sacerdoti Sposati (Sacerdotes Casados) e a coordenação do projeto Controcorrente expressam as mais vivas felicitações pela sua eleição como Presidente da Conferência Eclesial da Amazônia (CEAMA).
Conhecemos a sua sensibilidade para com as periferias existenciais e a sua abertura na busca de novos caminhos para que ao Povo de Deus nunca falte o pão da Eucaristia. Por isso, vemos a sua nomeação como um sinal de esperança para toda a Igreja universal.
Nestes dias, enviamos um apelo sincero a Sua Santidade o Papa Leão XIV. Pedimos, com humildade, que se ponha fim ao paradoxo da exclusão de tantos sacerdotes já consagrados que desejam voltar a servir ativamente as suas paróquias.
Em particular, pedimos que Vossa Eminência seja porta-voz e interceda junto ao Santo Padre pela causa de reintegração ao ministério de Padre Giuseppe Serrone. Ele, como tantos outros confrades, vive a sua vocação sacerdotal em harmonia com a vida familiar e está pronto para colocar novamente a sua experiência ao serviço do ministério paroquial ativo.
Eminência, a Amazônia ensina-nos que “tudo está conectado”. Confiamos no seu coração de pastor para que o grito dos sacerdotes casados chegue com força ao coração do Papa.
Em comunhão de fé,
Redação de “Sacerdoti Sposati” Roma, 27 de março de 2026
Una nomina che parla di futuro. Il Cardinale Leonardo Ulrich Steiner, Arcivescovo di Manaus, è il nuovo Presidente della Conferenza Ecclesiale dell’Amazzonia (CEAMA). Succede al Cardinale Barreto e guiderà l’organismo fino al 2030.
Perché questa notizia ci tocca da vicino? Il Cardinale Steiner, francescano e profondo conoscitore delle sfide missionarie, ha più volte sottolineato come la mancanza di sacerdoti non debba privare le comunità dell’Eucaristia. La sua elezione rafforza la speranza di chi, come noi, crede che il ministero dei sacerdoti sposati sia una risposta concreta e necessaria alla fame di Dio dei popoli.
Auguriamo al Cardinale Steiner un buon lavoro, con la preghiera che lo Spirito lo guidi verso scelte coraggiose per una Chiesa sempre più accogliente e meno clericale.
L’elezione del Cardinale Steiner a Presidente della CEAMA non è solo un cambio al vertice, ma un segnale politico ed ecclesiale fortissimo. Steiner è un cugino d’arte (del grande Paulo Evaristo Arns) e porta con sé una visione di Chiesa che non ha paura di interrogarsi sul celibato e sulla riammissione al ministero.
Mentre a Roma ci prepariamo alle ordinazioni del 26 aprile, guardiamo all’Amazzonia come a un laboratorio di Spirito Santo. Se la Chiesa amazzonica cammina verso nuove forme di accoglienza, perché non può farlo anche la nostra?
#SacerdotiSposati #Amazzonia #Steiner #ChiesaInUscita #ViriProbati #Riforma

📍 MONITORAGGIO MEDIA – 27 Marzo 2026
Stiamo assistendo a un fenomeno mediatico straordinario. In Italia, i grandi apparati centrali sembrano aver attivato il “tasto muto”, ma la verità è come l’acqua: trova sempre una fessura.
Il fronte siciliano: Da Ragusa a Palermo, la stampa locale (GDS, La Sicilia, Ragusa Oggi) ha capito che la riammissione dei sacerdoti sposati non è una disputa teologica, ma una necessità per la sopravvivenza delle parrocchie. La Sicilia si conferma l’avamposto di questa riforma.
Il fronte Internazionale: Mentre in Italia si sussurra, in Spagna e America Latina si grida. Grazie a Religión Digital, la nostra proposta è diventata il centro del dibattito in tutto il mondo ispanico. Il salto della notizia in Colombia è la prova che il nostro appello non ha confini.
Conclusione: Il silenzio dei media ufficiali italiani è la conferma che il “Modello Panikkar-Leone” ha colpito nel segno. Non si ignora ciò che è irrilevante; si ignora ciò che fa paura perché troppo vero.
Siamo partiti dal basso, stiamo arrivando ovunque. 🌍

📍 ROMA / RAGUSA / BUCAREST
Il canale Sapiens Sapiens ha recentemente diffuso la storia di Iulian, un ex sacerdote romeno che, dopo 16 anni di ministero e studi filosofici (da Popper a Vattimo), è approdato all’ateismo. Una scelta onesta, certamente, ma che nasconde un paradosso tragico: Iulian si è sentito costretto a scegliere tra la “verità assoluta” del dogma e il “nulla” del dubbio, perdendo non solo la fede ma anche il diritto di insegnare ciò che ha studiato per una vita.
Perché la storia di Iulian è sintomatica? La sua vicenda dimostra che la Chiesa attuale spesso mette i suoi figli davanti a un aut-aut distruttivo. Molti sacerdoti, schiacciati dalla solitudine o dai dubbi intellettuali che il celibato obbligatorio esaspera, finiscono per rigettare tutto.
La nostra risposta: Il Modello Panikkar-Leone Noi del Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati proponiamo una “Terza Via” che Iulian forse non ha trovato:
Fede Incarnata, non Astratta: Non serve fuggire nell’ateismo per essere liberi. La libertà si trova nel vivere il sacerdozio immersi nella realtà umana, inclusa quella della famiglia e dell’amore sponsale.
La Lotta contro il Clericalismo: Iulian oggi non può insegnare religione in Italia nonostante i titoli accademici. È la stessa discriminazione che subiamo noi sacerdoti sposati, trattati come “cittadini di serie B” sia dallo Stato che dalla Chiesa.
Oltre il Dubbio, verso la Vita: Mentre Iulian ha scelto la “filosofia del dubbio”, noi scegliamo la “teologia della vita”. Crediamo che un prete sposato sia più attrezzato per dialogare con Popper, Vattimo e con l’uomo contemporaneo, perché vive le stesse sfide quotidiane dei fedeli.
Un appello a chi è al bivio: Se sei un sacerdote in crisi, non sentirti obbligato a scegliere tra l’altare e il nulla. Esiste una comunità pronta ad accoglierti, dove la tua cultura e la tua vocazione possono fiorire nel matrimonio.
Non lasciamo che il talento di uomini come Iulian vada disperso nel vuoto. La Chiesa ha bisogno di preti che sappiano pensare, amare e servire.
#SacerdotiSposati #Iulian #SapiensSapiens #Ateismo #Fede #ModelloPanikkar #RiformaChiesa #DirittoAlLavoro #Filosofia #Vattimo
📍 ROMA / MODENA / BOGOTÀ
Era il giugno 2021 quando la rivista Jesus lanciava una copertina profetica: “Una Chiesa senza preti o pluriministeriale?”. Si parlava di clericalismo, di calo delle vocazioni e di nuovi ministeri. Ma oggi, nel 2026, la domanda resta la stessa: perché continuare a ignorare la risorsa dei presbiteri sposati?
Come ricordava la pagina “Presbiteri Sposati”, il ministero latino diventerebbe meno “clericale” e più vicino al Popolo di Dio se fosse illuminato dalla dimensione sponsale. Non è solo una teoria da sociologi o da convegni (come quelli citati di mons. Castellucci o Marco Marzano), è una necessità vitale per le parrocchie che restano senza guida.
Il Salto di Qualità del 2026: Mentre nel 2021 si “dibatteva”, oggi noi agiamo. La nostra “Supplica” e il “Modello Panikkar-Leone” non chiedono solo di “discutere”, ma di riammettere ufficialmente al ministero chi, come noi, vive la “doppia vocazione” con dignità e trasparenza.
Non vogliamo una “Chiesa senza preti”, vogliamo una Chiesa con preti sposi che portino l’Eucaristia ovunque, portando con sé la ricchezza della propria famiglia.
Dall’Italia alla Colombia, la voce di chi ha chiesto la dispensa e si è sposato non è una voce di “uscita”, ma una voce di servizio rinnovato.
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📍 BOGOTÀ / ROMA – La voce dei Sacerdoti Sposati in Colombia
Dalla Colombia arriva il grido di Padre Alexander Ravelo, che si unisce alla nostra “Supplica” a Papa Leone XIV. Le sue parole squarciano il velo di ipocrisia che ancora avvolge gran parte del clero in America Latina.
Il Paradosso dell’Ipocrisia: Padre Alex denuncia una realtà amara: mentre molti sacerdoti “nel sistema” vivono doppie vite nascoste, chi sceglie l’onestà della luce del sole viene marchiato come “infedele”. È inaccettabile che nel 2026 dei bambini debbano essere definiti “figli del peccato” da chi dovrebbe insegnare la Misericordia.
Ponti, non Rivalità: La nostra missione con il “Modello Panikkar – Leone” punta proprio a questo: sanare le ferite. Non vogliamo divisioni o chiese separate. Vogliamo che la “doppia vocazione” (all’Altare e alla Famiglia) sia riconosciuta come una risorsa, non come un errore. Come dice Padre Alex: la famiglia è un regalo di Dio, non un ostacolo al ministero.
L’Unità Internazionale: Dall’Italia alla Colombia, la richiesta è la stessa: onestà e riammissione. Non siamo “in panchina” per scelta, ma per una burocracia che ignora il bene delle anime. Grazie Alexander, per il tuo coraggio. La tua famiglia e la tua fede sono la prova che un altro modo di essere Chiesa è già realtà.
👉 Leggi la Supplica completa e unisciti a noi: APPELLO A PAPA LEONE – Informazione Libera
#SacerdotiSposati #Colombia #PadreAlexanderRavelo #ModelloPanikkar #Verità #Misericordia #PapaLeoneXIV #FineIpocrisia
📍 BOGOTÁ / ROMA
Desde Colombia llega el eco de una voz valiente: el Padre Alexander Ravelo se une a nuestra “Súplica” al Papa León XIV. Sus palabras desgarran el velo de hipocresía que aún envuelve a gran parte del clero en América Latina.
La Paradoja de la Hipocresía: El Padre Alex denuncia una realidad amarga: mientras muchos sacerdotes “dentro del sistema” viven dobles vidas ocultas, quienes eligen la honestidad de la luz del sol son marcados como “infieles”. Es inaceptable que en pleno 2026 haya niños que tengan que ser definidos como “hijos del pecado” por quienes deberían enseñar la Misericordia.
Puentes, no Rivalidades: Nuestra misión con el “Modelo Panikkar – Leone” busca precisamente esto: sanar las heridas. No queremos divisiones ni iglesias separadas. Queremos que la “doble vocación” (al Altar y a la Familia) sea reconocida como un recurso, no como un error. Como dice el Padre Alex: la familia es un regalo de Dios, no un obstáculo para el ministerio.
Unidad Internacional: De Italia a Colombia, la petición es la misma: honestidad y readmisión. No estamos “en el banquillo” por elección, sino por una burocracia que ignora el bien de las almas. Gracias Alexander, por tu coraje. Tu familia y tu fe son la prueba de que otra forma de ser Iglesia ya es una realidad.

📍 ROMA
È tempo di fare chiarezza. Per anni, la causa dei sacerdoti sposati in Italia è stata rappresentata da associazioni che, col tempo, si sono trasformate in gusci vuoti o, peggio, in ostacoli al rinnovamento. Il caso di Vocatio è emblematico.
Già nel 2022 denunciavamo l’ambiguità di figure come l’allora Direttore Alessandro Manfridi. Di fronte alle sfide del Sinodo sull’Amazzonia e alle parole di Papa Francesco, la dirigenza di Vocatio scelse la via del “neutralismo”, pubblicando riflessioni unilaterali che non si schieravano mai a favore del ministero. Come ebbi modo di dichiarare allora: “La questione non è solo l’obbligatorietà del celibato, ma l’urgenza di riammettere al ministero attivo i preti sposati con regolare percorso canonico.”
Un’associazione che non rappresenta più la base Il tempo ci ha dato ragione. Se la dirigenza di Vocatio (dai nomi storici come Mocciaro e Ciambriello fino ai coordinatori attuali) ha scelto di ostacolare l’impegno per i diritti religiosi, noi abbiamo scelto la verità. Mentre loro parlavano di “operai del Vangelo” in termini generici e laicizzanti, noi abbiamo difeso la specificità del Sacerdozio Ministeriale.
Il Salto Strategico: Aperti a tutti i Sacerdoti di Buona Volontà Oggi non è più tempo di polemiche, ma di azione. Il nostro “Modello Panikkar – Leone” e la “Supplica” al Papa hanno rotto l’isolamento italiano.
Apertura Totale: Siamo pronti ad accogliere ogni forza, ogni sacerdote e ogni famiglia che desideri unirsi alla nostra causa. Non importa se venite da esperienze associative passate: ciò che conta è la volontà di riprendere l’Altare con dignità.
Oltre i Confini: Grazie alla spinta di Religion Digital e al sostegno di confratelli come Alexander Ravelo (Colombia), la nostra voce è ora internazionale. Dialoghiamo con ADVENT (Inghilterra), MOCEOP (Spagna) e PRÊTRES MARIÉS (Francia).
Basta Infiltrati: Non permetteremo più a chi vuole “segnalare” o “ostacolare” il cammino di riforma di minare la nostra speranza. La trasparenza di Albana Ruci e la memoria di Hamit Ruci sono la nostra garanzia di libertà.
La Chiesa Cattolica ha bisogno della ricchezza dei sacerdoti sposati. Noi siamo qui, aperti al dialogo con chiunque voglia costruire, non con chi vuole solo conservare il proprio piccolo recinto di potere.
👉 Unisciti al nostro Movimento. La porta è aperta: Redazione – Informazione Libera
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📍 BOGOTÁ / ROMA
Desde Colombia llega el eco de una voz valiente: el Padre Alexander Ravelo se une a nuestra “Súplica” al Papa León XIV. Sus palabras desgarran el velo de hipocresía que aún envuelve a gran parte del clero en América Latina.
La Paradoja de la Hipocresía: El Padre Alex denuncia una realidad amarga: mientras muchos sacerdotes “dentro del sistema” viven dobles vidas ocultas, quienes eligen la honestidad de la luz del sol son marcados como “infieles”. Es inaceptable que en pleno 2026 haya niños que tengan que ser definidos como “hijos del pecado” por quienes deberían enseñar la Misericordia.
Puentes, no Rivalidades: Nuestra misión con el “Modelo Panikkar – Leone” busca precisamente esto: sanar las heridas. No queremos divisiones ni iglesias separadas. Queremos que la “doble vocación” (al Altar y a la Familia) sea reconocida como un recurso, no como un error. Como dice el Padre Alex: la familia es un regalo de Dios, no un obstáculo para el ministerio.
Unidad Internacional: De Italia a Colombia, la petición es la misma: honestidad y readmisión. No estamos “en el banquillo” por elección, sino por una burocracia que ignora el bien de las almas. Gracias Alexander, por tu coraje. Tu familia y tu fe son la prueba de que otra forma de ser Iglesia ya es una realidad.

Le cronache ecumeniche di oggi registrano un evento storico: l’insediamento di Sarah Mullally come nuovo Arcivescovo di Canterbury, primate della Comunione Anglicana. In questa occasione, Papa Leone XIV ha inviato un messaggio significativo, tracciando una via alta per l’unità dei cristiani:
“Il dialogo nella verità offre al mondo misericordia e pace”.
Queste parole ci colpiscono profondamente. Come cristiani che vivono la ferita dell’esclusione, accogliamo l’appello al dialogo e alla ricerca della verità. Ma non possiamo non vedere un’incoerenza dolorosa che tocca le radici stesse della nostra fede e della nostra missione.
Come può la Chiesa Cattolica predicare il “dialogo nella verità” all’esterno se lo nega al suo interno?
Qui nasce un paradosso teologico che non possiamo tacere. La Chiesa Cattolica, pur non riconoscendo la validità delle ordinazioni anglicane (secondo l’Apostolicae Curae di Leone XIII), intrattiene un dialogo fraterno e riconosce la leadership spirituale di Sarah Mullally, una donna, sposata e madre. Il Papa le invia auguri di misericordia e pace.
Nello stesso momento, migliaia di sacerdoti cattolici in tutto il mondo – uomini che hanno ricevuto un’ordinazione che la Chiesa considera valida e indelebile – rimangono esclusi dal ministero attivo per il solo “crimine” di aver scelto l’onestà dell’amore familiare e del matrimonio alla luce del sole.
È questo il “dialogo nella verità” o l’applicazione di “due pesi e due misure”?
La nostra “Supplica” a Papa Francesco, sostenuta dal “Modello Panikkar – Leone” e rilanciata internazionalmente da Religion Digital, chiede proprio questo: che la stessa misericordia e “riflessione pastorale” applicata nel dialogo ecumenico sia applicata all’interno della nostra Chiesa.
Non chiediamo un’eccezione, chiediamo coerenza teologica.
Se la Chiesa può dialogare e riconoscere la grazia nel ministero di una donna sposata anglicana, come può continuare a trattare i propri sacerdoti sposati come reietti o peccatori da nascondere? Ricordiamo ciò che il nuovo Rescritto stabilisce: i sacerdoti sposati con dispensa sono “fratelli da accogliere”, non un’ombra da cancellare.
Il messaggio del nostro confratello A.R. dalla Colombia 🇨🇴 e la memoria del patriota Hamit Ruci 🇦🇱, che vide la sua casa bruciata dai comunisti senza perdere la speranza, ci confermano che questa richiesta di verità interna è universale. La “Colomba della Pace” non può volare solo sopra Canterbury, ma deve posarsi anche sopra la nostra richiesta di giustizia.
Invitiamo i Vescovi e i fedeli a riflettere su questo paradosso teologico. La Chiesa del futuro non si costruisce sull’esclusione di chi ama, ma sull’accoglienza di tutti i suoi figli.
👉 Leggi la nostra Supplica completa e unisciti alla nostra missione: LA SICILIA RISPONDE: IL GIORNALE DI SICILIA PUBBLICA L’APPELLO AL PAPA – Informazione Libera
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