Cei: eletti i presidenti delle dodici Commissioni episcopali e i membri del Consiglio per gli affari economici

77ª Assemblea generale dei Vescovi italiani – Chiesacattolica.it

L’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (Cei), riunita oggi in Vaticano per la 82ª sessione, ha eletto i presidenti delle dodici Commissioni episcopali per il prossimo quinquennio e i membri del Consiglio per gli affari economici. Per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi: mons. Riccardo Battocchio, vescovo di Vittorio Veneto. Per la liturgia: mons. Claudio Maniago, arcivescovo di Catanzaro-Squillace. Per il servizio della carità e la salute: mons. Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico. Per il clero e la vita consacrata: mons. Francesco Beneduce, vescovo ausiliare di Napoli. Per il laicato: mons. Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia. Per la famiglia, i giovani e la vita: mons. Bernardino Giordano, vescovo di Grosseto e di Pitigliano-Sovana-Orbetello. Per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese: mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti. Per l’ecumenismo e il dialogo: mons. Gaetano Castello, vescovo ausiliare di Napoli. Per l’educazione cattolica, la scuola e l’università: mons. Daniele Gianotti, vescovo di Crema. Per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace: mons. Michele Tomasi, vescovo di Treviso. Per la cultura e le comunicazioni sociali: mons. Domenico Beneventi, vescovo di San Marino-Montefeltro. Per le migrazioni: mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo. Eletti anche i quattro membri del Consiglio per gli affari economici: mons. Vincenzo Calvosa, vescovo di Vallo della Lucania; mons. Fabio Dal Cin, arcivescovo-prelato di Loreto; mons. Maurizio Gervasoni, vescovo di Vigevano; mons. Mauro Parmeggiani, vescovo di Tivoli e di Palestrina.
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Editoriale del Giorno: “L’inganno dell’autarchia spirituale: la vera comunione non si separa da Pietro”

La pubblicazione dell’elenco dei quattro futuri vescovi da parte della FSSPX (don Pascal Schreiber, don Michael Goldade, don Michel Poinsinet de Sivry e don Jean de Lassus) viene giustificata con la consueta retorica apologetica della “sopravvivenza della Tradizione”. Ma le reazioni autorevoli erette a difesa dell’unità non si sono fatte attendere: il Cardinale Gerhard Müller ha duramente liquidato l’operazione ricordando che «senza Papa Leone XIV non si è pienamente cattolici» e che nessuna associazione di diritto umano può frantumare la Chiesa per tutelare i propri interessi organizzativi.

Qui sta la differenza abissale tra le fughe in avanti dei tradizionalisti e il realismo d’amore del nostro Movimento. I lefebvriani pretendono di salvare la Chiesa creando una gerarchia parallela, scivolando di fatto in quel “libero esame” di stampo soggettivo che a parole dicono di combattere. Noi, al contrario, non vogliamo palazzi alternativi. Non nominiamo “vescovi” nostri, né cerchiamo scappatoie canoniche indipendenti. Di fronte al deserto delle parrocchie, noi digiuniamo, preghiamo e offriamo le nostre braccia a Papa Leone XIV, l’unica roccia su cui è fondata la Chiesa. Se l’Enciclica Magnifica Humanitas ci chiama a rimettere al centro il realismo della carne e delle relazioni, questo realismo deve fecondare le parrocchie romane, non alimentare trincee scismatiche o autarchiche. La Tradizione vive se c’è l’Eucaristia in comunione con il Papa, non se ci si arrocca in un’illusione di purezza separata dal Corpo Mistico.

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Lettera Aperta ai Vescovi CEI in Assemblea: Chiediamo a codesta Conferenza Episcopale un atto di coraggio sinodale: farsi portavoce presso il Santo Padre per la definizione del Decreto di Riammissione al ministero dei sacerdoti sposati

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Eminenza Reverendissima, Eccellenze Reverendissime,

Mentre codesto Venerabile Consiglio guida i lavori dell’Assemblea Generale incentrati sullo “stile ordinario” della sinodalità, sul territorio italiano le comunità locali stanno affrontando un drammatico razionamento dell’Eucaristia. I recenti casi di Verona (con l’affidamento delle parrocchie a guide laiche e la rinuncia alla Messa domenicale) e i tagli liturgici nel Nord-Ovest certificano che la crisi del clero celibe ha superato il livello di guardia.

In concomitanza con l’apertura dei Vostri lavori, oggi 26 Maggio 2026, il Movimento Sacerdoti Sposati inizia ufficialmente il suo secondo “Digiuno di 40 giorni”. Un’offerta ascetica di preghiera e di testimonianza che non è mossa da spirito di ribellione, ma dalla profonda fame di Sacramenti del popolo di Dio che noi, come padri e presbiteri, non possiamo ignorare.

Alla luce del magistero espresso da Papa Leone XIV nella recente Enciclica “Magnifica Humanitas”, che invita la Chiesa al realismo della carne e degli affetti, e confortati dalle storiche aperture del Segretario Generale del Sinodo, il Cardinale Mario Grech (il quale proprio in queste ore ha definito le mogli dei sacerdoti cattolici sposati un «dono immenso e fattore di stabilità»), vi rivolgiamo un appello accorato:

Non si scelga la via del declino burocratico. Valorizzare i laici è un dovere, ma usarli per sostituire il ministero sacramentale laddove vi sono braccia già pronte per la mietitura è un paradosso teologico che ferisce le anime. I 5.000 sacerdoti sposati regolari, formati e residenti in Italia sono una risorsa immediata per coprire i vuoti dei campanili orfani.

Chiediamo a codesta Conferenza Episcopale un atto di coraggio sinodale: farsi portavoce presso il Santo Padre per la definizione del Decreto di Riammissione dei sacerdoti sposati che lo desiderano nella Chiesa Cattolica autorizzandoli a celebrare la S. Messa. La sinodalità permanente fino al 2028 non può prescindere dalla salvezza degli altari oggi.

Assicurando la nostra preghiera in questo tempo di digiuno per il buon esito dei Vostri lavori in piena comunione con Pietro, restiamo a totale disposizione delle singole Curie diocesane per un servizio ordinato e obbediente.

In Cristo,

L’Ufficio di Presidenza Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati

Roma, 26 Maggio 2026

Editoriale del Giorno: “Il Modello Libanese e l’Ipocrisia Italiana: Se il Vaticano applaude le mogli dei preti”

Il cardinal Grech esalta il ruolo dei sacerdoti sposati della Chiesa maronita e delle loro mogli

L’articolo di Adista a firma di Eletta Cucuzza lancia una bomba teologica nel bel mezzo dell’Assemblea Generale della CEI a Roma. Il Cardinale Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo, ha inviato un videomessaggio ufficiale al primo storico incontro nazionale in Libano delle khouriyètes (le mogli dei sacerdoti cattolici di rito maronita), definendo la loro realtà un «dono immenso» e un «elemento di stabilità» per il percorso sacerdotale dei mariti. Le parole di Grech sono state accolte come «sorprendentemente aperte».

Questo crea un corto circuito politico insostenibile per i Vescovi italiani. Come può la gerarchia cattolica, per mano del Segretario del Sinodo, esaltare il ruolo delle mogli dei preti in Libano come parte integrante della missione ecclesiale e, contemporaneamente, ignorare l’appello di 5.000 sacerdoti sposati in Italia? Perché a Verona o a Torino si preferisce lasciare le comunità al buio sacramentale o inventarsi “guide laiche” sostitutive pur di non applicare lo stesso identico realismo approvato a livello universale? L’apertura del Cardinale Grech dimostra che la svolta della “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV è già legge nei fatti. La resistenza delle Curie italiane non è teologica, è pura ideologia burocratica. Il nostro digiuno, iniziato oggi, assume una forza d’urto enorme: il Vaticano ha già legittimato la nostra identità familiare.

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“La profezia di ‘Magnifica Humanitas’: i preti sposati sono le ‘pietre scartate’ di cui parla Papa Leone XIV”

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Riceviamo e pubblichiamo con gioia la riflessione di una nostra lettrice, L.F., che con uno sguardo teologico limpido e profondo ci invita a rileggere l’Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV alla luce della sofferenza e dell’offerta di servizio dei sacerdoti sposati. È un invito al dialogo paziente che facciamo nostro, specialmente oggi, mentre le istituzioni ecclesiali sembrano arroccarsi dietro soluzioni di ripiego che escludono i presbiteri con matrimonio religioso.

1. Il numero 12 e le “pietre scartate”

Nel capitolo centrale dell’Enciclica, al numero 12, Papa Leone XIV offre una straordinaria meditazione sulle “pietre scartate” della società e della Chiesa, ricordando che proprio da ciò che il mondo (o la burocrazia) rifiuta, Dio costruisce le sue opere più grandi.

Come Movimento, sentiamo questa definizione cucita sulla nostra pelle. Centinaia di sacerdoti regolari, formati, abilitati all’insegnamento e desiderosi di curare le anime, vengono oggi “scartati” dalle diocesi a causa del loro stato familiare, mentre le parrocchie vengono lasciate senza Messa domenicale. Chiediamo formalmente al Santo Padre: non siamo forse noi quelle pietre scartate che attendono solo di essere rimesse al loro posto per sostenere le mura di una Chiesa in perenne crisi vocazionale?

Un altro passaggio formidabile dell’Enciclica mette in guardia dal tentativo utopico e ideologico di “eliminare le fragilità” umane attraverso strutture rigide. L’assolutizzazione del celibato obbligatorio risponde esattamente a questa logica: l’illusione di un sacerdote astratto, privo di affetti e legami, che la storia e la realtà odierna stanno drammaticamente smentendo.

Accettare il sacerdozio sposato non significa sminuire il celibato, ma riconoscere la realtà incarnata dell’uomo, accogliere la fragilità e trasformarla, attraverso il sacramento del matrimonio, in una risorsa di empatia, paternità e vicinanza per il Popolo di Dio.

2. La via del dialogo paziente (anche davanti al rifiuto)

Il nostro lettore ci esorta a percorrere con il Papa “la via del dialogo paziente, anche mettendo in conto il rifiuto”. È quello che facciamo dal 2003 e che don Giuseppe Serrone testimonia da oggi con il suo secondo Digiuno dei 40 giorni. Il rifiuto o il silenzio della Curia non ferma la nostra marcia, perché sappiamo che la nostra offerta di gestire le chiese chiuse e celebrare i Sacramenti è un atto di puro amore. Se le istituzioni preferiranno ignorarci ancora, lasciando i tabernacoli vuoti per non aprire alle famiglie dei preti, la responsabilità storica di questo rifiuto non sarà nostra.

Ringraziamo L.F. per questa illuminazione e preghiamo affinché lo Spirito Santo apra gli occhi dei Vescovi della CEI e di Papa Leone XIV sul valore profetico della Magnifica Humanitas.

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“La svolta del Papa: L’umanità al centro del Ministero”. Spazio anche per i preti sposati 

Magnifica Humanitas, Papa Leone XIV lancia un appello per disarmare  l'intelligenza artificiale - Startmag

“Nel Giorno 1 del nostro Digiuno di Testimonianza, arriva la luce della nuova Enciclica di Papa Leone XIV: ‘Magnifica Humanitas’. Un testo straordinario che invita tutta la Chiesa a riscoprire il valore delle relazioni autentiche e il realismo dell’incarnazione. 📜❤️

Il Papa ci ricorda che la grazia non distrugge l’umanità, ma la santifica. Come possono allora i Vescovi della CEI continuare a ignorare l’appello dei sacerdoti sposati, lasciando le parrocchie senza Eucaristia? Le suggestioni della ‘Magnifica Humanitas’ confermano che la nostra battaglia è teologicamente matura e pienamente inserita nel magistero di Leone XIV. Chiediamo che alle parole del Papa seguano i fatti delle Curie: firmate il Decreto di Riammissione! Condividete se credete in una Chiesa che unisce ministero e famiglia! 🚀🇮🇹”

Il Papa mette in guardia da una spiritualità “disincarnata” e astratta, richiamando la Chiesa al “realismo della carne e degli affetti” come via di santificazione

Testo integrale Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV

Editoriale del Giorno: “Magnifica Humanitas: Se il Papa sdogana il realismo familiare”

Leggi anche per approfondire:

Adista Articolo:

L’Enciclica di Papa Leone XIV non è solo un documento dottrinale; è il manifesto di una Chiesa che sceglie finalmente di non mutilare la propria umanità. Laddove il testo parla della “magnifica cura” della creazione e delle relazioni umane, emergono suggestioni potentissime che colpiscono al cuore il tabù del celibato obbligatorio come unico criterio di idoneità al ministero. Il Papa mette in guardia da una spiritualità “disincarnata” e astratta, richiamando la Chiesa al “realismo della carne e degli affetti” come via di santificazione.

Per noi del Movimento, questo è un mandato chiaro. Se l’umanità è “magnifica” nel disegno di Dio, come può essere considerata una colpa o un limite la vocazione matrimoniale di un sacerdote regolare e formato? Mentre i burocrati della CEI riuniti a Roma si arroccano su percorsi infiniti e la Diocesi di Verona si rassegna a sostituire la Messa con guide laiche, Papa Leone XIV scrive parole che sembrano guardare proprio ai nostri 5.000 sacerdoti sposati. Il legame tra l’amore familiare e il servizio all’altare non è una minaccia, ma la massima espressione di quella Humanitas che il Pontefice vuole rimettere al centro della Chiesa Cattolica Romana. Il nostro digiuno, iniziato oggi, non è contro Roma, ma con il Papa, per dare gambe e vita alla sua stessa Enciclica.

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“Diario del Digiuno” CRONACA DELLA TESTIMONIANZA – 26 Maggio 2026

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🧱 Widget “Diario del Digiuno”

CRONACA DELLA TESTIMONIANZA 🗓️🌾 DATA: 26 Maggio 2026 | GIORNO: 1 di 40. L’ATTO DI OGGI: Avvio nazionale dell’astinenza e invio del Comunicato Stampa ufficiale alle principali agenzie e redazioni giornalistiche. IL MONITORAGGIO: ShinyStat registra un picco di attenzione sul blog: la base dei fedeli segue con trepidazione questa svolta spirituale.

“La nostra non è una protesta ideologica, ma un’offerta sacramentale. Rinunciamo al pane per chiedere l’Eucaristia per tutte le comunità rimaste al buio.”

26 Maggio 2026 CAMMINO DEI 100 GIORNI per riammissione preti sposati nella Chiesa

🏜️ IL CAMMINO DEI 100 GIORNI per Riammissione Preti SposatiRiammisione.preti.sposati.gioia

Dal sinodo alla prassI: il cammino continua

GIORNO 19 di …100 verso la riammissione nella Chiesa

Verso la riammissione ministeriale dei sacerdoti sposati nella Chiesa Cattolica:

Sostegno alla Supplica a Papa Leone XIV per riammissione preti sposati nella Chiesa.

IL CALCOLO DEL CAMMINO Giorni già compiuti: 18 (dal 7 Maggio 2026).

Traguardo finale: 100 giorni.

Giorni rimanenti:  da oggi  26 Maggio 2026

🕒Mancano 81 giorni

OBIETTIVO: Riammissione dei preti sposati e Verità per la Chiesa.

META: 100 giorni 


LEGGI APPELLO / SUPPLICA

Oggi, 26 maggio 2026, non celebriamo una scadenza burocratica, ma iniziamo un percorso di purificazione e di forte denuncia per la riammissione al ministero dei sacerdoti sposati

Il paradosso emerso in questi giorni è sotto gli occhi di tutti: la Diocesi di Verona e molte altre realtà nazionali scelgono la ritirata strategica, preferendo nominare “guide laiche” e tagliare le Messe domenicali piuttosto che attingere alla risorsa già pronta dei sacerdoti sposati con matrimonio religioso.

Il nostro secondo Digiuno dei 40 giorni nasce da qui. Non è un atto di ribellione, ma il massimo gesto di fedeltà e di amore verso la Chiesa Cattolica Romana e verso Papa Leone XIV. Laddove i canali diplomatici si scontrano con il silenzio assordante dei palazzi, il Movimento mette in gioco la propria carne. Chiediamo risposte precise, non commissioni che rimandino il problema al 2028. Un decreto di riammissione ordinato è l’unica via per non spegnere gli altari e per ridare dignità a centinaia di presbiteri pronti a servire le comunità orfane. Il nostro digiuno inizia oggi, alla luce del sole, davanti alla Cupola di San Pietro.

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