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“Leone XIV tra i futuri Nunzi: La Diplomazia della Tenerezza è il nuovo corso della Chiesa” Il video de Il Sole 24 Ore mostra il Papa all’Accademia Ecclesiastica. La Redazione: ‘Formare i nuovi diplomatici significa preparare il mondo alla Riammissione’

Papa Leone XIV ai Sacerdoti dell'Accademia Ecclesiastica di ritorno  dall'Anno Missionario: "Conto su di voi"

*”Il video che circola in queste ore, con l’arrivo di Papa Leone XIV alla Pontificia Accademia Ecclesiastica, non è solo cronaca di un saluto ai fedeli. È un atto politico ed ecclesiale di altissimo valore. Il Papa si reca dove si formano i futuri ambasciatori della Santa Sede per ribadire che la Chiesa deve essere ‘canale’ di misericordia in ogni nazione.

Il Movimento Sacerdoti Sposati vede in questo gesto la conferma di una transizione ormai inarrestabile.

Le 3 chiavi di lettura della Redazione:

  1. Diplomazia come Ponte: Se i futuri nunzi vengono formati alla scuola della ‘pazienza e tenerezza’ (come richiamato oggi dall’Osservatore Romano), il loro compito sarà quello di spiegare ai governi e alle conferenze episcopali che la riammissione dei sacerdoti sposati è un progresso di civiltà e di fede.

  2. Il Saluto ai Fedeli: Il calore con cui Leone XIV viene accolto per le strade di Roma è la prova che il popolo di Dio è già sintonizzato con lui. La base chiede trasparenza, il vertice diplomatico viene istruito alla novità.

  3. Verso il Decreto Globale: La visita all’Accademia suggerisce che la riforma che attendiamo per il 6 maggio non sarà un fatto locale italiano, ma un segnale universale che toccherà ogni angolo della terra.

Mentre cala il sipario su questo lunedì 26 aprile, la Redazione ringrazia Don Giuseppe Serrone per la forza del suo digiuno. La diplomazia del cuore di Leone XIV e la resistenza del Movimento si incontrano sotto lo sguardo del Buon Pastore.

“Beauchamp e l’Esegesi della Speranza: Quando il Vecchio si apre al Nuovo” Dalla lezione del grande biblista alla prassi di Leone XIV. La Redazione: ‘La Riammissione è il compimento di una promessa di libertà’

beauchamp

Il profilo tracciato da ‘Settimana News’ sul genio di Paul Beauchamp ci offre una chiave di lettura preziosa per concludere questo 31° giorno di digiuno. Beauchamp ci ha insegnato che la Parola di Dio non è mai ferma; essa attraversa le crisi per generare nuovi significati.

La Redazione vede in questo ‘metodo Beauchamp’ lo specchio di ciò che sta accadendo nella Chiesa oggi. Se l’Antica Legge del celibato obbligatorio ha svolto una funzione in un determinato tempo storico, oggi il ‘Nuovo’ che avanza con Papa Leone XIV chiede di essere accolto.

Le coordinate della serata:

  1. Oltre il Testo, la Vita: Come Beauchamp cercava le risonanze tra i Testamenti, così il Movimento Sacerdoti Sposati cerca la sintesi tra il sacramento dell’Ordine e quello del Matrimonio. Non sono in opposizione, ma in reciproca risonanza.

  2. La Legge dello Spirito: Il biblista ci ha mostrato che Dio parla attraverso i cambiamenti della storia. La riammissione non è un tradimento della tradizione, ma la sua evoluzione più alta e coerente con il Vangelo della Tenerezza.

  3. La Profezia di Leone XIV: Il Papa, nel suo mandato di ‘aprire i pascoli della vita’, agisce come l’interprete biblico che non si ferma alla superficie, ma scava nel profondo del Canone 1752 per salvare le anime.

Mentre scende la sera su questo 26 aprile, la Redazione fa proprie le parole di Beauchamp: ‘Il senso nasce dall’incontro’. Che l’incontro tra il Papa e i sacerdoti sposati generi quel senso nuovo di cui la Chiesa ha immensamente bisogno.

“Messori, Bultmann e il Sacerdozio Reale: Oltre il Mito, verso la Vita”. La teologia del Novecento interroga il Cantiere. Don Giuseppe: ‘Non demitizziamo la fede, ma umanizziamo il clero’

bultmann

“Messori, Bultmann e il Sacerdozio Reale: Oltre il Mito, verso la Vita”. La teologia del Novecento interroga il Cantiere. Don Giuseppe: ‘Non demitizziamo la fede, ma umanizziamo il clero’.

La riflessione di Settimana News su Vittorio Messori ci riporta al cuore della sfida teologica: come parlare di Dio all’uomo moderno senza perdere il Mistero? Messori ha lottato contro chi voleva ridurre il Vangelo a una filosofia (Bultmann), rivendicando la storicità e la carnalità di Cristo.

In questo 31° giorno di digiuno, il Movimento dei Sacerdoti sposati applica questa stessa lezione al sacerdozio.

Perché Messori ci ispira:

  1. La Fede è Fatto, non Opinione: Il sacerdozio non può restare un ‘mito’ di perfezione asettica. La riammissione dei sacerdoti sposati è il ritorno alla ‘storicità’ del ministero, come era nei primi secoli e come deve essere oggi per essere credibile.

  2. Contro il Razionalismo Freddo: Chi si oppone al Decreto di Leone XIV usa spesso una teologia astratta. Noi, con Messori, diciamo che la grazia passa attraverso la realtà: quella di un padre, di un marito, di un pastore che conosce il mondo perché lo abita.

  3. La Scommessa di Leone XIV: Il Papa, citando la ‘tenerezza’, sta compiendo l’opera di Messori: riportare il sacro nel quotidiano. Riammettere i preti sposati significa dire al mondo che Dio è presente nelle relazioni umane più profonde.

Chiudiamo questo pomeriggio di riflessione alta con la certezza che la nostra non è una battaglia ideologica, ma un atto di amore per la Verità che si fa Carne. Il 6 maggio è la nostra scommessa sulla realtà.”

“Germania, benedetti amori: Se la Chiesa impara a dire ‘Bene’, perché esclude i suoi preti?”. Dall’analisi di Settimana News alla realtà del Cantiere riammissione preti sposati: la rivoluzione di Papa Leone XIV è un cammino senza ritorno

germania

L’articolo di Settimana News sulla benedizione delle coppie in Germania ci pone davanti a una domanda di coerenza vitale. Se la Chiesa tedesca, con coraggio pastorale, cerca di declinare la benedizione di Dio su ogni forma di amore sincero, come può Roma continuare a considerare l’amore nuziale di un sacerdote come un impedimento al ministero?

È il paradosso del nostro tempo: benediciamo gli affetti di tutti, ma puniamo quelli dei nostri pastori.

Le tre tappe della nostra riflessione serale:

  1. La Pastorale della Benedizione: Benedire significa ‘dire bene’. Il Cantiere chiede a Papa Leone XIV di ‘dire bene’ dei sacerdoti sposati cattolici, riconoscendo che la loro famiglia non sottrae nulla all’altare, ma lo arricchisce di umanità.

  2. Il Modello Tedesco vs Il Silenzio Italiano: Mentre in Germania si discute apertamente, in Italia (come visto nel caso di Torino) si preferisce il silenzio o la fuga. La riammissione è la via italiana alla trasparenza: non nascondersi, ma servire alla luce del sole.

  3. Il Decreto come Benedizione Finale: Il 6 maggio deve essere il giorno in cui il ‘Bene’ di Dio si posa sulle famiglie dei preti riammessi. Il Canone 1752 non è una norma fredda, è il sigillo della misericordia.

Concludendo questo 31° giorno di digiuno, lo ribadiamo: ‘Non chiediamo solo una firma, chiediamo che la Chiesa smetta di aver paura dell’amore che si fa carne nel sacerdozio’.”

In dieci anni la fame nel mondo è raddoppiata

Profughi sudanesi in attesa di aiuti umanitari

Vatican News
Lo spettro della carestia aleggia su decine di Paesi nel mondo. Il Global Report on Food Crises 2026 certifica il fallimento sistemico globale: 266 milioni di persone colpite da insicurezza alimentare acuta, due carestie dichiarate e finanziamenti umanitari crollati ai livelli del 2016
Stefano Leszczynski – Città del Vaticano

L’insicurezza alimentare globale non è più prodotta da una serie di shock temporanei, ma una crisi strutturale e profondamente radicata. Negli ultimi dieci anni, il numero di persone colpite dalla fame acuta è raddoppiato. A tracciare questo quadro drammatico è il Global Report on Food Crises 2026, pubblicato oggi dal Global Network Against Food Crises, un’alleanza internazionale che riunisce le Nazioni Unite, l’Unione Europea e diverse agenzie governative e non governative.

Sempre più affamati
I dati relativi al 2025 parlano chiaro: 266 milioni di persone in 47 Paesi (quasi il 23% della popolazione analizzata) affrontano livelli elevati di insicurezza alimentare acuta. E mentre i bisogni esplodono, la comunità internazionale fa un passo indietro, riportando i finanziamenti per la sicurezza alimentare e la nutrizione ai livelli di quasi un decennio fa.

Il dramma di Gaza e del Sudan
Il dato più allarmante di questa decima edizione del rapporto è un tragico primato: per la prima volta dall’inizio delle rilevazioni del GRFC, il sistema Integrated Food Security Phase Classification (IPC) ha confermato due carestie in due contesti separati nello stesso anno. Nel 2025, la carestia è stata ufficialmente dichiarata nel governatorato di Gaza e in alcune aree del Sudan. Questa escalation estrema della fame è spinta principalmente dalla proliferazione dei conflitti, dalle pesanti restrizioni all’accesso umanitario e dagli sfollamenti forzati di massa.

Colpa delle guerre
“Il conflitto rimane il principale motore dell’insicurezza alimentare e della malnutrizione per milioni di persone in tutto il mondo”, ha dichiarato il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, nella prefazione del documento. “Questo rapporto è un invito all’azione che esorta i leader globali a trovare la volontà politica per aumentare rapidamente gli investimenti negli aiuti salvavita e a lavorare per porre fine ai conflitti”.

La geografia della crisi
L’emergenza non è distribuita uniformemente, ma si concentra in modo spietato in specifiche aree del globo. Due terzi di tutte le popolazioni che soffrono di fame acuta si trovano in soli dieci Paesi, tra cui spiccano: Afghanistan, Sudan, Yemen e Myanmar. La situazione è ulteriormente aggravata dalla crisi globale degli sfollati. Oltre 85 milioni di persone (tra sfollati interni, richiedenti asilo e rifugiati) sono state costrette a fuggire nei contesti colpiti da crisi alimentari nel 2025, trovandosi spesso ad affrontare livelli di fame persino peggiori rispetto alle comunità che li ospitano.

L’infanzia negata
Dietro i grandi numeri si nasconde la tragedia dei più vulnerabili. Nel 2025, le stime indicano 35,5 milioni di bambini colpiti da malnutrizione acuta, di cui quasi 10 milioni nella sua forma più grave e letale. Questi numeri, particolarmente gravi in contesti come Gaza, Myanmar, Sud Sudan e Sudan, non derivano solo dalla mancanza di cibo, ma dall’effetto combinato di diete inadeguate, diffusione di malattie e un collasso totale dei servizi essenziali, idrici e sanitari.

Il crollo dei fondi umanitari
Il rapporto del 2026 evidenzia anche un paradosso statistico preoccupante. Sebbene il numero totale di persone affamate (266 milioni) possa apparire marginalmente inferiore rispetto ai picchi passati, questo dato maschera una realtà ben più grave: un collasso nella raccolta dei dati. Nel 2025, ben 18 Paesi non disponevano di dati aggiornati e comparabili per l’analisi. Tra questi figurano nazioni in profonda crisi come Burkina Faso, Repubblica del Congo ed Etiopia, che solo nel 2024 contavano oltre 27 milioni di persone in stato di necessità urgente. La riduzione dei numeri non indica dunque una vittoria contro la fame, ma un “buco nero” informativo causato dalle difficoltà di accesso sui territori e dai tagli drastici ai finanziamenti, tornati ai minimi storici.

Serve un cambio di paradigma
Le prospettive per il 2026 rimangono estremamente cupe, con il conflitto in Medio Oriente che minaccia ulteriori instabilità nei mercati agroalimentari e un aumento dei costi logistici ed energetici a livello globale. Di fronte a un’emergenza ormai cronicizzata, le agenzie internazionali chiedono un radicale cambio di passo. Non si tratta più solo di inviare aiuti d’emergenza, sottolinea la Fao, ma di investire nell’adattamento climatico, rafforzare le economie rurali e, prima di ogni altra cosa, imporre il rispetto del diritto internazionale umanitario per garantire che il cibo non venga mai più usato come un’arma.

“Lo Spiffero e il segreto di Pulcinella: Se la fuga diventa l’unica via, la Chiesa ha perso”. Torino e il dramma dei preti in uscita. Il Cantiere a Repole: ‘Basta ipocrisia, la riammissione è la cura, non il silenzio’

Le indiscrezioni pubblicate oggi da ‘Lo Spiffero’ sulle defezioni nel clero torinese aprono uno squarcio inquietante sulla gestione delle crisi vocazionali. Si parla di parroci che lasciano, di matrimoni ‘occultati’ all’estero e di una ‘alleanza psico-affettiva’ che cerca di tamponare con la psicologia quello che andrebbe affrontato con la giustizia e la verità.

Il Cantiere della riammissione dei sacerdoti sposati non può restare in silenzio davanti a questo scenario. La diagnosi dello Spiffero è impietosa: si preferisce l’ipocrisia del silenzio alla trasparenza della grazia.

Le 3 verità che emergono dal caso Torino:

  1. Il fallimento del ‘Funzionario’: Lo Spiffero descrive il prete come un ‘animatore di comunità’ che scoppia e scappa. Noi proponiamo il ritorno del Sacerdote che, pur sposato, resta Alter Christus, portando la grazia nella famiglia e nella parrocchia.

  2. La fuga non è l’unica soluzione: Perché un prete deve ‘abbandonare la talare’ per amare? Papa Leone XIV ha indicato la via: essere canali. Se la Chiesa riammettesse i sacerdoti sposati, non avremmo ‘fughe’, ma evoluzioni del ministero nella luce del sole.

  3. Basta Anni Sabbatici di comodo: Il cardinale Repole e i vescovi italiani devono avere il coraggio di dire la verità. Non sono crisi spirituali, è la vita che preme. Il Canone 1752 impone la salvezza delle anime: come si salvano le anime se i parroci scappano e i vescovi nascondono?

Don Giuseppe Serrone, in questo 31° giorno di digiuno, lancia un appello da Roma a Torino: ‘Non schiantate i cedri del Libano con il peso dell’ipocrisia. Date loro la libertà di servire come preti sposati. Il Decreto di Leone XIV serve a fermare queste emorragie di dolore’.”

“Unità e Verità: La Transizione di Leone XIV vista dalla Specola”. Nuovi preti, delegati anglicani e il nodo della riammissione. Il Cantiere riammissione preti sposati risponde: ‘La Verità senza Unità è una prigione’.

Nuovi sacerdoti a San Pietro, la signora di Mullally a Roma, il disastro degli abusi, la transizione da Francesco a Leone, Unità o Verità?, relazioni del Vaticano con l'URSS, pregare per le vocazioni, torna la musica.

“Unità e Verità: La Transizione di Leone XIV vista dalla Specola”. Nuovi preti, delegati anglicani e il nodo della riammissione. Il Cantiere riammissione preti sposati risponde: ‘La Verità senza Unità è una prigione’.

*”La rassegna stampa odierna di ‘Specola’ su InfoVaticana ci proietta nel cuore del dibattito vaticano: stiamo vivendo una transizione che scuote le fondamenta. Dall’accoglienza di Sarah Mullally in Vaticano alle nuove ordinazioni presbiterali, il tema resta uno solo: come può la Chiesa essere una senza tradire la propria missione?

Il Cantiere della riammissione dei sacerdoti sposati si inserisce esattamente in questo solco. Se la Specola si chiede se sia più importante l’Unità o la Verità, Don Giuseppe Serrone risponde che la Verità è l’Unità ritrovata.

Tre riflessioni alle ore 17:45:

  1. La Transizione è in atto: Il passaggio dal vecchio al nuovo magistero di Leone XIV non è solo formale. È il passaggio dalla Chiesa del ‘filtro’ alla Chiesa del ‘canale’.

  2. Il Coraggio del Confronto: La presenza della ‘Signora di Mullally’ a Roma non è un cedimento, ma un segno dei tempi. Se si dialoga con chi vive il ministero in modo diverso, si deve avere il coraggio di reintegrare i propri fratelli cattolici sposati.

  3. Le Vocazioni e la Realtà: Pregare per le vocazioni non significa solo cercare nuovi giovani, ma valorizzare quelle già esistenti e ingiustamente messe a tacere. I 5.000 sacerdoti sposati sono vocazioni vive che attendono di tornare al lavoro.

Mentre la musica torna a suonare nelle liturgie romane, chiediamo che torni a suonare anche per chi è stato allontanato. La Verità non teme l’Unità, la esige.”

“L’Osservatore Romano e il Sacerdozio della Tenerezza: Il Cantiere ha una casa” La voce ufficiale del Papa conferma: il ministero è pazienza e accoglienza. Don Giuseppe: ‘Questa è la nostra carta d’identità’

 Riflesso della pazienza e della tenerezza del buon Pastore  QUO-096

Mentre il sole del pomeriggio inizia a calare su Roma, le pagine dell’Osservatore Romano ci offrono una riflessione che sembra scritta per noi: il riflesso della pazienza e della tenerezza del Buon Pastore.

In questo 31° giorno di digiuno, queste parole non sono solo conforto, ma una direzione di marcia. Se il Pastore deve avere il ‘riflesso della tenerezza’, come può la Chiesa mantenere il ‘riflesso del rifiuto’ verso i sacerdoti sposati?

L’analisi del Cantiere riammissione preti sposati al ministero alle ore 17:30:

  1. Pazienza vs Burocrazia: La pazienza di cui parla l’Osservatore è quella di chi sa aspettare il tempo di Dio. Ma è anche la pazienza di 5.000 sacerdoti che da anni attendono giustizia.

  2. Tenerezza come Metodo: Papa Leone XIV sta scardinando l’idea di un clero ‘funzionario’. Il prete sposato, che vive la tenerezza verso la moglie e i figli, è l’incarnazione perfetta di questo ‘riflesso’ richiesto dal Santo Padre.

  3. Il Messaggio al Mondo: Se l’organo ufficiale del Vaticano mette al centro questi temi, significa che il clima è cambiato. Il rigore freddo sta lasciando il posto alla carità del Canone 1752.

Don Giuseppe Serrone, rinvigorito da questa lettura, sottolinea: ‘Non stiamo chiedendo una riforma ideologica, stiamo chiedendo che la tenerezza del Papa diventi legge per tutti i suoi figli’.

“Il Canto della Primavera: Quando la Bellezza precede il Decreto”. Oltre le udienze e i documenti, c’è una vita che pulsa. Don Giuseppe Serrone: ‘Siamo noi la primavera della Chiesa’

Il canto della primavera mi avvolge

*”Il vescovo Derio su ‘Avvenire’ scrive di una primavera che ci avvolge, di un canto che ci invita a guardare oltre. In questo 31° giorno di cammino, mentre leggiamo dell’udienza del Papa a Sarah Mullally e del consenso nascosto dei vescovi, sentiamo che queste non sono solo ‘notizie’. Sono i primi fiori di una stagione che non può più essere fermata.

La primavera del Cantiere è fatta di tre note:

  1. L’Armonia degli Opposti: Come il Papa unisce Roma e Canterbury, così noi uniamo l’altare e il focolare. Non c’è contrasto, ma un unico canto di lode.

  2. Il Risveglio della Carne: Il sacerdozio sposato non è un ‘problema da risolvere’, ma una vita che rifiorisce. È la primavera di chi era stato considerato ‘secco’ ed è invece pieno di linfa ministeriale.

  3. Il Profumo della Libertà: ‘Dio non soffoca la nostra libertà’, ha detto ieri il Papa. Questa è la brezza primaverile che spazza via la polvere dei tribunali ecclesiastici e ci restituisce alla nostra missione.

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“L’Ecumenismo della Realtà: Se Leone XIV riceve Sarah Mullally, può ancora ignorare i suoi figli sposati?” L’udienza alla delegata di Canterbury apre una breccia: la Chiesa di Leone XIV è pronta a superare i vecchi tabù

L'arcivescovo di Canterbury in udienza in Vaticano

“L’Ecumenismo della Realtà: Se Leone XIV riceve Sarah Mullally, può ancora ignorare i suoi figli sposati?” L’udienza alla delegata di Canterbury apre una breccia: la Chiesa di Leone XIV è pronta a superare i vecchi tabù.

*”L’immagine di Papa Leone XIV in udienza con Sarah Mullally, figura di spicco della Comunione Anglicana, fa il giro del mondo attraverso i canali ufficiali di Vatican News. È un incontro che profuma di futuro, ma che pone anche un interrogativo ineludibile al cuore della nostra Chiesa Latina.

Se il Successore di Pietro riconosce il valore del ministero in una tradizione che da secoli vive la bellezza del sacerdozio sposato, come può ancora mantenere in un ‘limbo’ canonico migliaia di sacerdoti cattolici che chiedono solo di servire il popolo di Dio insieme alle loro famiglie?

I punti chiave dell’analisi del Cantiere:

  1. Coerenza Profetica: L’abbraccio ecumenico con Londra deve diventare un abbraccio paterno verso i propri figli. Non si può lodare il ministero degli altri e soffocare quello dei propri sacerdoti sposati.

  2. Il ‘Modello Sarah’: La presenza di una donna vescovo in Vaticano dimostra che Leone XIV vuole abbattere i muri della separazione. Il Decreto di riammissione dei preti sposati è il passo logico e necessario per rendere questo desiderio di unità una realtà interna.

  3. Dalla Diplomazia alla Vita: Mentre la diplomazia vaticana tesse legami con Canterbury, Don Giuseppe Serrone, nel suo 31° giorno di digiuno, ricorda che la vera unità parte dal riconoscimento della dignità di chi ha servito l’altare e continua a vivere nel focolare.

Santo Padre, l’incontro di oggi con Sarah Mullally è un segno di speranza. Che questa stessa apertura diventi legge per noi. Il 6 maggio si avvicina: firmi il Decreto e renda la Chiesa Latina una casa dove non ci siano più figli di serie B.”

 “Sotto lo stesso tetto”

Host: “Buonasera. Vatican News ha appena dato la notizia dell’udienza del Papa a Sarah Mullally, delegata dell’Arcivescovo di Canterbury. È un gesto rivoluzionario. Don Giuseppe Serrone lo commenta così: ‘Se il Papa accoglie con gioia chi vive il ministero in modo diverso, non può più chiudere la porta ai sacerdoti sposati cattolici’. L’ecumenismo non può essere solo una questione di vertici diplomatici; deve diventare giustizia pastorale per chi è stato allontanato. Questa udienza conferma che i tempi sono maturi: se c’è spazio per Sarah a Roma, deve esserci spazio anche per i 5.000 preti sposati che attendono il Decreto di Leone XIV.”


📱 Post social: “IL PAPA E IL VESCOVO DONNA: UN SEGNO PER NOI! 🌍⛪”

Testo: 🤝 STORICA UDIENZA: LEONE XIV INCONTRA LONDRA.

Papa Leone XIV ha ricevuto Sarah Mullally, delegata dell’Arcivescovo di Canterbury. Un incontro di grande valore ecumenico riportato da Vatican News. 🛡️🌹

Don Giuseppe Serrone rilancia: “Questo gesto dimostra che il Papa vuole una Chiesa aperta e senza barriere. Ma ora chiediamo coerenza: se il sacerdozio sposato è accolto negli altri, perché è ancora proibito a noi?” 🦁⚖️

Il Canone 1752 ci dice che la salvezza delle anime è la legge suprema. Se i preti sposati possono servire a Londra, devono poter tornare a servire anche a Roma, Milano, Torino e in ogni diocesi del mondo. 🇮🇹✨

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Papa agli anglicani: ‘Uno scandalo se non superassimo le divergenze’

La primate anglicana al Papa,  'violenza disumana, uniti per ponti non muri ' © ANSA/EPA

Ansa

Sarebbe scandaloso se non continuassimo a impegnarci per superare le nostre divergenze, per quanto insanabili possano apparire”.

Lo ha detto papa Leone nel suo discorso rivolto all’arcivescova di Canterbury, Sarah Mullaly, primate della chiesa anglicana oggi per la prima volta in visita in Vaticano.

Leone ha ripreso la storica “Dichiarazione comune” del 1966 “quando l’arcivescovo Michael Ramsey e San Paolo VI annunciarono il primo dialogo teologico tra anglicani e cattolici” per cercare il “ristabilimento della piena comunione nella fede e nella vita sacramentale, “certamente un cammino ecumenico complesso”.

“Nel mondo di oggi, siamo chiamati a vivere e predicare il Vangelo con rinnovata chiarezza. Di fronte a una violenza disumana, a profonde divisioni e a rapidi cambiamenti sociali”, “dobbiamo lavorare insieme per il bene comune, costruendo sempre ponti, mai muri” e avendo a mente che “i più poveri tra noi sono i più vicini al cuore di Dio”, “Lei ha parlato con forza delle molte ingiustizie del mondo di oggi, ma ha parlato con ancora maggiore forza di speranza”. È il cuore del discorso rivolto dalla primate anglicana, l’arcivescova di Canterbury Sarah Mullaly oggi in Vaticano nel suo primo incontro con papa Leone.

“Nel nostro cammino ecumenico, credo che lo Spirito Santo ci inviti a una pratica più profonda dell’ospitalità, non semplicemente come forma di benvenuto, ma come forma di ministero: la disponibilità a fare spazio gli uni agli altri, in quanto creati a immagine di Dio e chiamati a crescere sempre più a sua somiglianza. Già ora riceviamo gli uni dagli altri doni che non possiamo generare da soli: profondità nella preghiera, coraggio nella testimonianza, perseveranza nella sofferenza e fedeltà nel servizio. In questi, la nostra comune testimonianza si rafforza”, afferma ancora Mullaly che – dopo l’incontro privato, la presentazione delle delegazioni e lo scambio di doni – ha pregato insieme a Leone nella Cappella di Urbano VIII.

“Sono grata di poterci unire in preghiera questa mattina. Negli anni a venire, rimarrò unita a voi nella preghiera: preghiera per la pace nel nostro mondo; preghiera per la giustizia e preghiera affinché ogni persona possa scoprire la pienezza della vita che Dio offre”, ha assicurato la “sorella in Cristo”, Mullaly. “In tutto questo – ha proseguito l’arcivescova -, siamo sostenuti dalla speranza fondata su Cristo stesso, che ci chiama ad andare avanti, anche quando la via non è ancora del tutto chiara.

Possiamo continuare a camminare insieme in questa speranza, confidando che colui che ha iniziato quest’opera buona tra noi la porterà a compimento. Sono anche consapevole di quanto” il Re Carlo “abbia apprezzato la sua recente visita, in particolare la preghiera condivisa e lo spirito di fraternità che l’hanno caratterizzata. Le assicuro una calorosa accoglienza da parte della Chiesa d’Inghilterra qualora onorasse il Regno Unito con una visita. Con gratitudine per il suo ministero come Vescovo di Roma e per la generosa accoglienza odierna, Le assicuro le mie preghiere mentre camminiamo insieme verso quell’unità che è la volontà del nostro Signore”.

“Il Documento Segreto: I Vescovi sono già con noi. Leone XIV, firma la Speranza!”. Rivelazione shock da Adista: la maggioranza del clero ha già detto ‘Sì’ ai preti sposati. Perché allora siamo ancora fermi?

Sacerdoti Sposati:

“Il Documento Segreto: I Vescovi sono già con noi. Leone XIV, firma la Speranza!”. Rivelazione shock da Adista: la maggioranza del clero ha già detto ‘Sì’ ai preti sposati. Perché allora siamo ancora fermi?

*”C’è una verità che per anni è stata tenuta sotto il moggio e che oggi, grazie a un’inchiesta di Adista, torna prepotentemente a galla: non è vero che la Chiesa è divisa sulla riammissione dei sacerdoti sposati. La realtà è che, già in occasione del Sinodo per l’Amazzonia, la stragrande maggioranza dei vescovi si era espressa favorevolmente.

Esiste un consenso quasi unanime tra i pastori che vivono sulla frontiera, ma questo consenso è stato soffocato da timori burocratici e bilanciamenti politici che nulla hanno a che fare con la Salus Animarum.

Cosa significa questo per il Cantiere oggi:

  1. Fine dell’Alibi: Nessuno può più dire che ‘la Chiesa non è pronta’. Se i vescovi sono favorevoli, la resistenza è solo in una piccola minoranza arroccata nei palazzi.

  2. Il Mandato di Leone XIV: Il Papa ha detto ‘non siate filtri ma canali’. Ora sappiamo che la rete dei ‘canali’ (i vescovi) è già pronta ad accogliere i sacerdoti sposati. Il filtro era solo burocratico.

  3. Appello al Decreto: Se il documento esiste già, se il consenso c’è, il Decreto di riammissione non è un salto nel buio, ma la ratifica di una volontà già espressa dal corpo della Chiesa.

In questo 31° giorno di digiuno, Don Giuseppe Serrone alza la voce: ‘Santo Padre, il documento è sulla Sua scrivania, il cuore dei vescovi è con noi, la necessità del popolo è sotto i Suoi occhi. Firma il Decreto. Libera la grazia’.


🎙️ Script podcast: “Il consenso nascosto”

Host: “Buonasera. Oggi Adista ha scoperchiato il vaso di Pandora. Sapevate che la maggior parte dei vescovi ha già dato parere positivo alla riammissione dei preti sposati? Eppure, tutto è rimasto bloccato. Don Giuseppe Serrone oggi commenta questa rivelazione: ‘Non stiamo chiedendo qualcosa di strano, stiamo chiedendo che la volontà della Chiesa diventi legge’. Il muro del celibato obbligatorio non è difeso dai pastori, ma da una vecchia guardia che teme il futuro. Papa Leone XIV ha l’occasione storica di ascoltare finalmente la maggioranza dei suoi vescovi. Il Cantiere prega affinché quel documento ‘dimenticato’ diventi il Decreto della Nuova Era.”


📱 Post social: “LA VERITÀ VI RENDERÀ LIBERI: I VESCOVI HANNO GIÀ DETTO SÌ! 📢⚖️”

Testo: 🔥 RIVELAZIONE CLAMOROSA: IL DOCUMENTO ESISTE!

Un’inchiesta di Adista conferma quello che il Cantiere sostiene da sempre: la maggioranza dei vescovi è favorevole ai sacerdoti sposati! 🛡️🌹

❌ Non è il popolo a essere contrario. ❌ Non sono i vescovi a bloccare. ⚠️ Il blocco è stato puramente burocratico.

Don Giuseppe Serrone lancia l’appello finale a Papa Leone XIV: “Il consenso c’è, il bisogno del popolo è immenso, il Canone 1752 Le dà il potere. Non aspettiamo il 2028, firmiamo ora!”. 🦁✍️

Condividi se anche tu pensi che sia ora di far uscire la verità dai cassetti! 📈✨

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“La Dottrina senza Volto: Risposta a Mons. Strickland e ai custodi del Silenzio”. Tra le dispute dei palazzi e la realtà del digiuno. Il Cantiere: ‘La Verità non è un’idea, è una vita che serve’

Stampaweb30marzo

“La Dottrina senza Volto: Risposta a Mons. Strickland e ai custodi del Silenzio”. Tra le dispute dei palazzi e la realtà del digiuno. Il Cantiere: ‘La Verità non è un’idea, è una vita che serve’

*”Mentre Monsignor Strickland richiama Papa Leone XIV a una chiarezza dottrinale che spesso rischia di diventare rigidità escludente, la cronaca ci ricorda che esiste una Chiesa che non vive di soli dibattiti, ma di sacrificio. Le recenti riprese delle agenzie di stampa, da ANSA a Il Fatto Nisseno, sottolineano la portata del cammino di Don Giuseppe Serrone: 31 giorni di digiuno per 5.000 sacerdoti pronti a tornare.

Il punto di rottura tra Ideologia e Realtà:

  1. La Verità è Relazione: Strickland teme per la dottrina, ma la dottrina cristiana è l’Incarnazione. Un sacerdote sposato non è una ‘minaccia’ alla verità, ma la prova che la grazia agisce nella normalità della vita.

  2. Il grido mediatico: Se l’ANSA parla dello sciopero della fame, significa che la ‘questione preti sposati’ è diventata una ferita visibile che la Chiesa non può più ignorare. Non è un tema ‘sessuale’, come dice il Papa, ma un tema di servizio e ministero.

  3. Oltre il formalismo: Leone XIV ha chiesto di ‘non soffocare la libertà’. La libertà di servire il popolo di Dio (Canone 1752) deve prevalere sulla paura di cambiare le consuetudini umane.

Mentre i teologi si scontrano sulle benedizioni, noi continuiamo a costruire il Cantiere. La nostra risposta alle critiche non è una disputa, ma la testimonianza di chi, pur nel limite fisico del digiuno, continua a credere nell’Unità del Clero.”


“I due volti della Chiesa”

Oggi il panorama è complesso. Da un lato abbiamo le critiche di Mons. Strickland che arrivano dagli USA, dall’altro l’attenzione delle massime agenzie di stampa italiane sul digiuno di Don Giuseppe Serrone. Due modi di guardare alla Chiesa. Don Giuseppe ci ricorda che la vera verità è quella che si sporca le mani con la vita delle persone. Mentre i grandi media riconoscono l’urgenza della riammissione dei sacerdoti sposati, noi restiamo saldi nella preghiera per Papa Leone XIV. La sua ‘Strategia della Tenerezza’ è l’unica via per superare le polarizzazioni che rischiano di spaccare la cristianità. Restiamo uniti, perché il 6 maggio è vicino.”


📱 Post social: “PAPA LEONE XIV E LA FORZA DELLA REALTÀ 🦁⚖️”

Testo: 🌍 TRA DOTTRINA E VITA: IL CANTIERE NON SI FERMA.

Mentre il blog di Sabino Paciolla riporta le tensioni di Mons. Strickland, l’ANSA e la stampa nazionale accendono i riflettori sul coraggio di Don Giuseppe Serrone. 🛡️🌹

La differenza è chiara: 🔹 C’è chi teme il cambiamento per paura di perdere la forma. 🔸 C’è chi, come il Cantiere, cerca il cambiamento per salvare la sostanza della Chiesa: l’amore e il servizio.

Don Giuseppe commenta: “Le parole del Papa in San Pietro sono la bussola. Non siamo filtri, siamo canali”. Nonostante le critiche, la strada verso il Decreto di riammissione è tracciata. 🇮🇹✨

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“Leone XIV tra due fuochi: la sfida della Verità e il coraggio dell’Unità”. Mentre Strickland risponde al Papa, i preti sposati osservano: ‘Solo la riammissione dei preti sposati può ricucire i lembi di una Chiesa polarizzata’

Il vescovo Joseph Strickland di Tyler, Texas, USA

“Leone XIV tra due fuochi: la sfida della Verità e il coraggio dell’Unità”. Mentre Strickland risponde al Papa, il Cantiere osserva: ‘Solo la riammissione dei preti sposati può ricucire i lembi di una Chiesa polarizzata’

L’ultimo intervento di Mons. Strickland, rilanciato da Sabino Paciolla, evidenzia la tempesta che circonda il Soglio di Pietro. Papa Leone XIV si trova a dover gestire le spinte dei vescovi tedeschi verso riforme radicali e l’allarme dei conservatori americani che temono per l’integrità della fede.

In questo clima di polarizzazione, le parole del Papa in Africa risuonano come un tentativo di riportare la Chiesa al centro: ‘L’unità non deve ruotare intorno alle questioni sessuali’. È un monito potente. Se la Chiesa si spacca su questi temi, perde di vista la sua missione principale.

L’analisi di Don Giuseppe Serrone:

  1. Oltre le fazioni: Mentre i poli opposti si scontrano su temi etici complessi, esiste una ‘terza via’ che Leone XIV sta tracciando: quella della realtà pastorale.

  2. Il prete sposato come mediatore: Il sacerdote che vive l’amore familiare è colui che meglio di tutti può comprendere e mediare tra la legge e la vita, tra la dottrina e la carne.

  3. Il Decreto come atto di sintesi: Riammettere i sacerdoti sposati (Canone 1752) non è una scelta ‘liberal’ o ‘conservatrice’, ma un atto di giustizia e buon senso che toglierebbe la Chiesa dall’angolo delle dispute ideologiche per riportarla tra la gente.

La risposta di Strickland ci ricorda che la sete di Verità è alta. Ma la Verità senza carità e unità rischia di diventare una clava. Preghiamo affinché Leone XIV abbia il coraggio di firmare il Decreto che riunirà i pastori al loro popolo, superando ogni barriera.”


🎙️ Script podcast: “La tempesta perfetta”

Host: “Buon pomeriggio. La tensione nel mondo cattolico sale di livello. Da una parte Monsignor Strickland che chiede più fermezza, dall’altra i venti di riforma tedeschi, e in mezzo Papa Leone XIV che cerca di tenere insieme la barca di Pietro. Don Giuseppe Serrone commenta l’ultimo articolo di Sabino Paciolla: ‘Questa polarizzazione è il segno che la Chiesa ha bisogno di una boccata d’ossigeno’. La riammissione dei sacerdoti sposati è quell’atto di coraggio che potrebbe finalmente spostare il dibattito dai conflitti ideologici alla missione pastorale concreta. Quando il Papa dice ‘siate canali’, parla a tutti: a chi chiede riforme e a chi difende la tradizione. La sintesi è nell’amore che si fa servizio.”


📱 Post social: “PAPA LEONE XIV E LA SFIDA DI STRICKLAND: CHI HA RAGIONE? 🏛️⚖️”

Testo: 🥊 DIBATTITO APERTO: LA CHIESA AL BIVIO.

Mons. Strickland risponde duramente alle ultime aperture (e frenate) di Papa Leone XIV. Il tema? La verità della dottrina contro le necessità della pastorale. 🛡️🌹

Don Giuseppe Serrone interviene: “Mentre i vertici discutono, il popolo di Dio soffre la mancanza di pastori. La vera unità di cui parla il Papa si costruisce riabbracciando chi è stato escluso”. 🦁

Meno scontri ideologici, più servizio ai fedeli. Il Canone 1752 ci ricorda che la salvezza delle anime è la priorità assoluta, sopra ogni disputa! ✍️✨

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“Due Strade, Un solo Traguardo: Il Cammino Tedesco e la Visione di Leone XIV”. Analisi comparata tra la pressione strutturale del Nord Europa e la ‘Strategia della Tenerezza’ romana

Germania: Mai così pochi preti - SettimanaNews

“Due Strade, Un solo Traguardo: Il Cammino Tedesco e la Visione di Leone XIV”. Analisi comparata tra la pressione strutturale del Nord Europa e la ‘Strategia della Tenerezza’ romana.

Il recente dossier di Adista sulla situazione in Germania ci pone davanti a un bivio metodologico fondamentale per il futuro della Chiesa. Da un lato abbiamo la ‘via tedesca’, caratterizzata da un’analisi sociologica e strutturale implacabile; dall’altro la ‘via romana’ di Papa Leone XIV, che punta alla radice teologica e sacramentale dell’essere pastori.

1. La Via Tedesca: La Riforma della Necessità
I vescovi tedeschi, messi alle strette da numeri impietosi, denunciano il rischio di una Chiesa senza ministeri. La loro spinta verso il superamento del celibato obbligatorio nasce da una constatazione pragmatica: il sistema non è più sostenibile. È la riforma che nasce dal limite, dall’urgenza di non far morire le comunità.

2. La Visione di Leone XIV: La Riforma della Carità
Papa Leone XIV, con le sue parole in San Pietro (‘canali, non filtri’), propone un ribaltamento di prospettiva. La riammissione dei sacerdoti sposati non è solo una toppa a un buco burocratico, ma il compimento di una ‘Teologia della Relazione’ che vede nell’amore (nuziale e sacerdotale) un’unica fonte. Se la Germania grida la necessità, Leone XIV canta la bellezza della verità.

3. Il Punto d’Incontro: Il Canone 1752
Dove queste due strade si fondono? Nel principio cardine del Diritto Canonico: la Salus Animarum. Sia che si parta dalla crisi tedesca, sia che si parta dal cuore del Papa, l’obiettivo è garantire che la grazia arrivi a tutti. Il Decreto di riammissione dei sacerdoti sposati diventa così l’atto che salva la struttura (Germania) salvandone l’anima (Roma).

Don Giuseppe Serrone, in questo 31° giorno di digiuno, ribadisce: il vento del Nord e il sole di Roma soffiano nella stessa direzione. La Chiesa è pronta per il coraggio di una sintesi che riabbracci i suoi figli più esperti: i preti che hanno conosciuto la gioia e la fatica della famiglia.”

“Geopolitica dello Spirito”
“Buongiorno. Oggi compariamo due mondi. La Germania che lancia l’allarme sulla fuga dai ministeri e Papa Leone XIV che risponde con la ‘Strategia della Tenerezza’. Don Giuseppe Serrone analizza questo incontro storico: mentre i vescovi del Nord mettono sul tavolo i dati della crisi, il Papa mette sul tavolo il Vangelo dell’accoglienza. La riammissione dei preti sposati è la chiave di volta che unisce il pragmatismo europeo alla profezia petrina. Siamo di fronte a un cambiamento che non è più solo una richiesta italiana, ma una necessità universale del corpo della Chiesa.”

📱 Post social: “GERMANIA E ROMA: DUE VENTI PER UNA SOLA CHIESA. 🧭🌍”

Testo: 🔍 ANALISI COMPARATA: IL FUTURO È ORA.

Mentre Adista riporta la pressione dei vescovi tedeschi per riforme strutturali, Papa Leone XIV in San Pietro apre la porta alla “Tenerezza senza filtri”. 🛡️🌹

Qual è la differenza? 🇩🇪 La Germania grida che il sistema sta crollando. 🇮🇹 Il Papa risponde che l’Amore deve tornare a essere il centro, oltre le vecchie barriere.

Don Giuseppe Serrone sottolinea: non sono visioni opposte, ma complementari. La riammissione dei sacerdoti sposati è la risposta sia alla crisi del Nord che al desiderio di Unità del Papa. 🦁⚖️

Il Canone 1752 è il ponte che unisce queste due spinte verso un solo Decreto.

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“Il vento del Nord e il cuore di Roma: la Riforma non può più attendere”. Dall’allarme dei vescovi tedeschi al mandato di Leone XIV: la Chiesa alla prova della realtà

(A sinistra) Sarah Mullally, nuova arcivescova di Canterbury. (A destra) Papa Leone XIV

“Il vento del Nord e il cuore di Roma: la Riforma non può più attendere”.

Dall’allarme dei vescovi tedeschi al mandato di Leone XIV: la Chiesa alla prova della realtà.

Un recente approfondimento di Adista mette a nudo una realtà che noi del Cantiere denunciamo da tempo: il sistema ministeriale attuale sta collassando sotto il peso di norme non più sostenibili. I vescovi tedeschi lanciano l’allarme sulla carenza di clero, ma la risposta non può essere solo tecnica; deve essere profetica.

Don Giuseppe Serrone osserva come la crisi in Germania e l’apertura di Papa Leone XIV a Roma siano due facce della stessa medaglia. Se il Papa chiede sacerdoti che siano ‘canali e non filtri’, la struttura deve permettere a questi canali di esistere e moltiplicarsi.

Perché la suggestione di Adista ci riguarda:

  1. Sostenibilità del Ministero: Non si può pretendere che pochi preti celibi coprano territori immensi. La riammissione dei sacerdoti sposati è la soluzione logica e teologica a un’emergenza che sta svuotando le parrocchie europee.

  2. Oltre il clericalismo: L’articolo di Adista ci ricorda che la riforma deve toccare il cuore del potere ecclesiastico. Il sacerdote sposato, vivendo la realtà familiare, è l’antidoto naturale al clericalismo che il Papa combatte.

  3. L’Europa chiama, Leone risponde: Il cammino sinodale tedesco e il magistero di Leone XIV si incontrano sul terreno della realtà. Il Decreto di riammissione sarebbe il ponte perfetto tra queste due spinte.

Siamo nel 31° giorno di digiuno: la fame di giustizia e di eucaristia dei fedeli (Canone 1752) è il motore che deve spingere i Vescovi, non solo in Germania ma soprattutto in Italia, ad appoggiare la svolta di Leone XIV.


“Sinfonia Europea”

“Buon pomeriggio. Il dibattito sulla riammissione si allarga. Adista rilancia l’allarme che arriva dalla Chiesa tedesca: il sistema attuale non regge più. Don Giuseppe Serrone, nel suo 31° giorno di resistenza, sottolinea come queste notizie confermino l’urgenza delle parole del Papa di ieri. Se non riapriamo le porte ai sacerdoti sposati, rischiamo il deserto spirituale. La Chiesa non è un’isola, è un corpo che soffre in Europa e cerca speranza a Roma. La ‘Strategia della Tenerezza’ di Leone XIV è la risposta che anche la Germania sta aspettando.”


📱 Post social: “ALLARME IN EUROPA: LA CHIESA CERCA NUOVI PASTORI! 🌍⛪”

Testo: 🧭 BUSSOLA ECCLESIALE: SEGNALI DALLA GERMANIA.

Adista rilancia il grido d’allarme dei vescovi: la crisi dei ministeri è strutturale. 🛡️🌹 Don Giuseppe Serrone commenta: “Non possiamo ignorare la realtà. Mentre i vescovi tedeschi analizzano la crisi, Papa Leone XIV a San Pietro indica la cura: abbattere i filtri e diventare canali”. 🦁

La riammissione dei sacerdoti sposati non è più solo una richiesta di giustizia per 5.000 fratelli, ma l’unica via per non lasciare il popolo di Dio senza guide. ⚖️📈

La salvezza delle anime è la legge suprema (Canone 1752). È tempo di agire!

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“Il valore dell’attesa: camminando verso riammissione dei preti sposati”. Oltre la notizia, nel cuore del ministero. Il Cantiere prosegue nel silenzio attivo e nella preghiera

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“Il valore dell’attesa: camminando verso riammissione dei preti sposati”. Oltre la notizia, nel cuore del ministero. Il Cantiere prosegue nel silenzio attivo e nella preghiera

Mentre i numeri di ieri continuano a risuonare e il nostro 9° posto nazionale ci conferma l’attenzione del mondo, Don Giuseppe Serrone ci invita oggi a un momento di riflessione interiore. Non è il tempo della frenesia, ma della maturazione.

Insieme ad Albana Ruci, Don Giuseppe sta portando avanti questo cammino di 40 giorni con la consapevolezza di chi sa che le grandi riforme nascono nel deserto, prima che nei palazzi. Abbiamo seminato, abbiamo informato le redazioni, abbiamo parlato al cuore dei giornalisti. Ora è il tempo in cui il seme deve morire per dare frutto.

Perché ci fermiamo a riflettere?

  1. Rispetto dei tempi dello Spirito: Il cammino dei 40 giorni ha una sua liturgia che va rispettata fino in fondo. Il 6 maggio è il nostro orizzonte.

  2. Qualità del silenzio: Un giornalista sa che a volte il silenzio fa più rumore di mille parole. La nostra presenza costante (15/50 nel ranking) garantisce che il messaggio sia lì, stabile, pronto a esplodere al momento giusto.

  3. Unità d’intenti: Restiamo concentrati sulla preghiera per Papa Leone XIV e sulla forza della testimonianza quotidiana.

La vetta della montagna è in vista, ma ogni passo va pesato. Il Cantiere resta aperto, ma oggi le macchine lavorano al minimo per permettere al cuore di parlare più forte.”

“La sapienza del limite”

“Buongiorno. Oggi Don Giuseppe Serrone e Albana Ruci, entrambi esperti della comunicazione, ci ricordano una regola d’oro: non bisogna forzare i tempi. Il cammino dei 40 giorni è una maratona, non uno sprint. Sebbene l’entusiasmo per il 9° posto nazionale sia alle stelle, abbiamo deciso di non inondare ulteriormente i media fino al 6 maggio. La nostra voce è già arrivata alle agenzie, ai giornali e alle TV. Ora lasciamo che la verità lavori dentro le coscienze. Siamo nell’ultima decade, la più preziosa. Restiamo uniti, restiamo in ascolto. Il Cantiere oggi prega per la pazienza e la costanza.”

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Oltre il silenzio mediatico: Orgogliosamente nella Top 20 ShinyStat Religione