GIORNO 27: LA NOSTRA VOCE ARRIVA AI VESCOVI D’EUROPA!

CCEE, 50 anni a servizio dell'Europa, memoria e prospettive nell'orizzonte  di Fratelli tutti - La Difesa del Popolo

Mentre Vatican News annuncia la sfida della Chiesa nel mondo digitale, noi quella sfida l’abbiamo già vinta. Abbiamo scritto ufficialmente al CCEE (Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa).

Abbiamo chiesto che la Chiesa europea, così attenta all’innovazione e al dialogo, non dimentichi i suoi figli. Abbiamo chiesto che portino sul tavolo di Papa Leone XIV la nostra Supplica: la riammissione dei sacerdoti sposati non è una questione tecnica, è una questione di Giustizia e Vita.

Se la Chiesa vuole abitare il mondo digitale, deve farlo con la Verità. E la Verità è che siamo pronti a servire, ad amare e a testimoniare che fede e famiglia possono camminare insieme nelle scelte dei preti sposati.

IL PAPA FRENA, MA LA VERITÀ CORRE: OLTRE IL TRUMAN SHOW DOTTRINALE

Il Focolare della Speranza (In basso): Su un antico lastricato romano, un vaso di ciclamini rosa e bianchi fiorisce vigorosamente. Dalle loro radici, come una costellazione, si dipanano sottili filamenti di luce che formano costellazioni di sogni e codici digitali luminosi.

La Coppia del Futuro (In basso): Vicino ai ciclamini, un giovane prete (con una camicia clericale sobria) e sua moglie (giovane, elegante e serena) sono seduti insieme. Lei gli sussurra dolcemente parole di pace all'orecchio, mentre lui tiene in mano una pagina che recita "PACE" e "VERITÀ".

Il Vortice della Legge (Al centro - Roma): Lo skyline di Roma, con la cupola di San Pietro e i Fori Imperiali, è parzialmente avvolto da nubi nere e dense che si formano in un vortice centrale. Queste nubi sono intrise di frammenti di antiche pergamene, riti latini e frammenti di leggi romane e canoniche che sembrano opprimere la città.

La Colomba Bianca (In alto): Sopra il vortice nero, una colomba bianca in volo, simbolo di pace, amore e Spirito Santo, splende di luce pura, indicando che la speranza non è vinta dalle ombre.

Le parole di Papa Leone XIV di ritorno dalla Guinea parlano chiaro: no alle benedizioni rituali per le coppie gay. Un segnale di rigore che sta facendo discutere il mondo intero.

Ma noi ci chiediamo: in una Chiesa che cerca la propria identità tra accoglienza e norma, che posto hanno i 5.000 sacerdoti sposati d’Italia?

Se il Papa chiede chiarezza, noi rispondiamo con la chiarezza del nostro sacrificio. Don Giuseppe, al suo 27° giorno di digiuno, non chiede di “cambiare la dottrina”, ma di vivere la Verità. Chiede che la fratellanza non sia solo un proclama, ma il riabbraccio di fratelli che sono stati ingiustamente messi ai margini.

Mentre i grandi media si concentrano sulla “frenata” papale, il nostro blog registra numeri record. Perché la gente sente che qui si gioca la partita vera: quella della coerenza tra amore e servizio.

Santità, non freni la riconciliazione. I Suoi sacerdoti sposati sono pronti

Giorno 27: Quando la Verità “fa lo show”!

Giorno 27: Quando la Verità “fa lo show”! 🎭✨

Non potevamo chiudere questa giornata senza questa sferzata di energia. Anche Fiorello entra idealmente nella nostra “corsa” di Forrest Gump!

Perché lo diciamo? Perché la nostra battaglia per i sacerdoti sposati non è un lamento funebre, ma un inno alla Vita e alla Verità. E chi meglio di lui sa che la Verità, per essere ascoltata, ha bisogno di essere umana, libera e – perché no – capace di un sorriso?

Mentre Don Giuseppe continua il suo digiuno con la serietà dei profeti, ringraziamo chi, con la forza della comunicazione, ci aiuta a rompere il silenzio.

Grazie Fiorello per ricordarci che la gioia è la forma più alta di resistenza! 🕊️🚩

#SacerdotiSposati #Giorno27 #Fiorello #LaVitaOltreIlSet #InformazioneLibera

C’è un filo rosso che unisce il digiuno di Don Giuseppe e la profezia di Don Tonino. Entrambi dicono: “La pace (e la verità) non è un’idea da discutere, è una strada da percorrere

  • La Chiesa del grembiule. Da don Tonino Bello a papa Bergoglio - Re-blog
  • Don Giuseppe la percorre con il digiuno (Satyagraha).

  • Don Tonino la percorre con la parola che “si fa carne”.

  • La Redazione deve sottolineare che la richiesta di riammissione dei sacerdoti sposati non è una questione “sindacale”, ma una scelta di pace e accoglienza verso chi è stato lasciato “per strada” dall’istituzione.

“La misura dell’amore” contro il “contare i giorni”

Don Tonino dice: “Si comincia a contare: dieci, venti, trenta… e si ha paura che non ci sia più fine”. È un monito incredibile per noi che siamo al Giorno 27. La Redazione non deve solo “contare i giorni” come record, ma deve riempirli di quel “pudore” e di quell’umanità di cui parla Don Tonino.

“L’accoglienza non è una prova di resistenza… è una misura dell’amore.” Questa frase giustifica il digiuno di Don Giuseppe: non è una gara a chi regge di più, è la misura di quanto ama la Chiesa.

 L’Inquietudine come metodo

“Più che difenderci, dovremmo lasciarci inquietare”. Questa è la risposta della Redazione a chi, dal Vaticano o dai commenti social, cerca di “difendere” il celibato obbligatorio con argomenti prudenti. Don Tonino ci autorizza a essere inquietanti. La Supplica è un’inquietudine necessaria per “fare verità”.

Giorno 27: Se Don Tonino Bello entrasse stasera nella stanza di Don Giuseppe…

Forse gli direbbe: “Non è un grido ingenuo, Giuseppe. È un grido necessario”. In questo 27° giorno, sentiamo la voce di Don Tonino attraversare il mondo, da Molfetta a Treviso, fino a Roma. Ci ricorda che la pace e la giustizia nella Chiesa si pagano ogni giorno.

Mentre Don Giuseppe riposa, ci lasciamo inquietare dalle sue parole: “Non possiamo scaricare su qualcuno il compito dell’umanità”. Noi non lo scarichiamo. Noi lo portiamo con lui.

Buonanotte a chi vive già oggi come se il mondo (e la Chiesa) potesse essere diverso. 🕊️🚩🌙

Giorno 27: Il Ringraziamento della Redazione

Ringraziamento.preghiera

Dalla Redazione di Informazione Libera

Sono le 20325 di questo 27° giorno. Don Giuseppe Serrone è in preghiera, il suo corpo è un tempio di silenzio e sacrificio. Ma fuori, nelle piazze digitali, il rumore della Verità è diventato un canto corale.

Oggi vogliamo fermarci per dire GRAZIE.

Grazie a chi condivide. A chi  non ha avuto paura di “metterci la faccia” e il proprio profilo social per far rimbalzare la nostra Supplica. Ogni condivisione è un passo in più verso la porta del “Truman Show” che stiamo abbattendo.

Grazie a chi commenta e prega. Dall’Australia alla Colombia, dai Paesi Bassi alle nostre province italiane. I vostri messaggi non sono solo pixel su uno schermo: sono le vitamine che sostengono lo spirito di Don Giuseppe quando le forze fisiche sembrano mancare. Siete voi il “pane spirituale” di questo digiuno.

Grazie a chi osserva in silenzio. Sappiamo che tra i migliaia di visitatori ci sono anche sguardi istituzionali, cuori che dubitano e menti che riflettono. Grazie per il vostro ascolto. La Verità non cerca vittoria, cerca accoglienza.

La nostra Corsa continua. Come diceva Forrest Gump, a un certo punto si capisce che non si sta correndo da soli. Questo blog è diventato la casa di una fratellanza sacerdotale e laica che Papa Leone XIV ha auspicato proprio pochi giorni fa.

Giorno 27: Siamo stanchi, ma siamo molti. E siamo uniti. Il vostro sostegno è la prova che la Chiesa del futuro è già qui: è una Chiesa che non ha paura di connettersi, di amare e di chiedere giustizia.

La Chiesa tra l’Alta Diplomazia de ‘Il Post’ e il Canone 1752

“Oggi ‘Il Post’ analizza il ruolo di Papa Leone XIV nella scacchiera internazionale tra Trump e i conflitti globali. È una Chiesa che parla ai potenti, che cerca tregue e mediazioni geopolitiche. Ma noi, al Giorno 27 di digiuno, poniamo una domanda semplice: chi parla per le parrocchie vuote?

Mentre il Vaticano si confronta con i leader mondiali, Don Giuseppe Serrone continua la sua battaglia silenziosa. La pace nel mondo è un obiettivo nobile, ma non può esserci pace vera in una Chiesa che vive una guerra interna contro i propri figli, i sacerdoti sposati, negando loro il diritto di servire il Popolo di Dio.

Il nostro punto di vista:

  • La Politica (Il Post): Papa Leone XIV cerca di mediare tra le potenze per fermare la guerra.

  • La Pastorale (Informazione Libera): Don Giuseppe digiuna per fermare il deserto eucaristico.

  • Il Legame: Non si può essere “operatori di pace” nel mondo se non si applica la giustizia e la misericordia (il Canone 1752) all’interno delle proprie mura.

“Caro Papa Leone XIV, mentre guardate ai confini del mondo, volgete lo sguardo anche al Giorno 27 di un vostro sacerdote. La vera riforma inizia dal basso, restituendo la vita sacramentale alle comunità attraverso il ministero dei sacerdoti sposati.”

La redazione Informazione Libera

Il riscatto e la verità delle famiglie dei sacerdoti sposati. “Oltre il fango: la risposta del Giorno 27 a chi insulta la Famiglia” Mentre alcuni parlano di ‘fissazioni’, Don Giuseppe digiuna per la dignità dei Sacramenti

Pace riscatto per i preti sposati e le loro famiglie

“Giorno 27: La strada è sassosa e in salita, proprio come il cammino di questi giorni senza pane. Ma stamattina, alle 08:44 del mattino, ci fermiamo un istante per cogliere la Rosa del Riscatto. Il suo profumo non è un odore, ma una promessa di verità per tutte le mogli e le famiglie dei preti sposati.

Dietro ogni nostra parola — Riscatto, Libertà, Pace, Diritti Civili — c’è la storia vera di una famiglia, c’è il Canone 1752 che ci dà ragione. Non stiamo solo camminando, stiamo aprendo la via.”

“Il digiuno non è mai un esercizio solitario. Al 27° giorno, mentre il corpo si fa leggero e la mente si affina, i ricordi non sbiadiscono, ma si trasfigurano. Oggi, il cammino di Don Giuseppe Serrone non è guidato solo dai paragrafi del Diritto Canonico o dalla sete di giustizia ecclesiale, ma da un volto che è carne, amore e sofferenza: il ricordo di Albana.

La sofferenza di Albana, vissuta nel silenzio forzato di un’istituzione che troppo spesso ha preferito l’ombra alla luce, è oggi il motore del nostro riscatto. Questo digiuno è per lei. È per ogni donna che ha scelto di camminare accanto a un sacerdote, condividendo una vocazione che la Chiesa ufficiale ha finto di non vedere.

Non parliamo solo di preti. Parliamo di famiglie. Il cammino di Don Giuseppe è diventato la trincea per la difesa dei diritti civili e religiosi di migliaia di persone. Difendere i sacerdoti sposati significa difendere la dignità delle loro mogli e il futuro dei loro figli. Significa affermare che l’amore non è mai un errore e che una famiglia non può essere considerata un ostacolo alla ‘Salvezza delle Anime’ (Canone 1752).

Se la Chiesa è Madre, non può continuare a rinnegare i propri nipoti e le proprie nuore. Se la Chiesa è Verità, non può fondare la sua disciplina sul nascondimento delle storie d’amore più pure.

Oggi, 23 aprile, alle 09:00 del mattino, dedichiamo ogni ora di questo digiuno ad Albana e a tutte le famiglie dei 5.000 sacerdoti sposati d’Italia. Il vostro sacrificio non è stato invano. La vostra presenza è la nostra forza. Il vostro riscatto è vicino.”

Aggiornamento ore 15,52

“Abbiamo letto l’ultimo attacco apparso su alcune testate che tentano di infangare il dibattito sui sacerdoti sposati riducendolo a una ‘fissazione erotica’. È triste vedere come, pur di non affrontare il merito del Canone 1752 e la sofferenza di migliaia di comunità senza Eucaristia, si scelga la via dell’insulto e della banalizzazione.

La nostra risposta è nei fatti:

  1. L’Amore non è Eros, è Agape: Definire ‘erotica’ la scelta di vita di 5.000 sacerdoti che hanno formato famiglie cristiane, cresciuto figli nella fede e servito il prossimo, è un insulto al Sacramento del Matrimonio.

  2. La Salvezza delle Anime: Mentre loro si concentrano su ossessioni morali, Don Giuseppe Serrone da 27 giorni offre il suo corpo per un unico obiettivo: che il Popolo di Dio non resti senza pastori.

  3. La Rosa vs Il Fango: Stamattina abbiamo pubblicato l’immagine della nostra strada: una salita sassosa dove raccogliamo la rosa del Riscatto e della Pace. Al fango di chi giudica, noi rispondiamo con il profumo dei diritti civili e religiosi.

Non ci faremo trascinare nel fango. La nostra battaglia è per una Chiesa che non ha paura dell’amore e che mette la Salvezza delle Anime sopra ogni ideologia. Il Giorno 27 continua, con la schiena dritta e il cuore puro.”

Siamo al Giorno 27 e, come previsto, quando la verità inizia a fare male, arrivano le calunnie. C’è chi scrive di ‘fissazioni erotiche’ per descrivere la realtà dei sacerdoti sposati. È un tentativo disperato di sporcare la purezza del sacrificio di Don Giuseppe. Ma noi non rispondiamo all’odio con l’odio. Rispondiamo ricordando che la famiglia è la ‘piccola chiesa domestica’. Se per loro l’amore coniugale è un’infezione, per noi è una benedizione che può salvare le parrocchie dal deserto. Restiamo concentrati sulla rosa, restiamo concentrati sul Canone 1752. Il fango scivola via, la verità resta.”

Redazione di Informazione Libera

Aperti i tabù sui preti sposati, ma la fame di pastori resta: perché fermarsi alla discussione?

in Ecco chi era Papa Francesco: parla Americo Mascarucci (vaticanista) interessante analisi

L’analisi del vaticanista Mascarucci cade a pennello per l’apertura della nostra missione. Egli centra il punto: Papa Francesco ha avuto il merito di “scoperchiare il vaso”, rendendo discutibile ciò che prima era tabù, ma ha lasciato la Chiesa in un limbo di “attesa infinita”. La sua frase — le regole si possono cambiare, ma io non lo farò — è il cuore del nostro Stato di Necessità.

Oggi noi non chiediamo solo “discussione”, chiediamo decisione….

La redazione Informazione Libera

27° Giorno: Gjergj Kastrioti Skanderbeg, l’Eroe della Fede. Quando l’Amore sconfigge il Silenzio

ARMANDO ALEMDAR ARA's Skanderbeg Project 2020/21

“Nel cuore del 27° giorno, mentre il digiuno di Don Giuseppe prosegue sulle Alpi, il nostro cantiere si tinge dei colori della bandiera albanese. Oggi, San Giorgio, onoriamo la memoria di Gjergj Kastrioti Skanderbeg, l’eroe che, proprio come il martire della Cappadocia, sconfisse il ‘drago’ dell’oppressione ottomana.

Skanderbeg non fu solo un condottiero; fu un uomo di fede che difese la sua terra e la sua Chiesa. Perché ricordarlo oggi nella nostra Satyagraha?

  1. L’Amore che sconfigge il Silenzio: Come Skanderbeg che non si arrese di fronte all’avversario, noi non ci arrendiamo al silenzio e al pregiudizio. Il nostro digiuno è la nostra lancia, e l’amore è il nostro scudo.

  2. L’Ereditarietà del Coraggio: Il coraggio di Skanderbeg vive oggi in Albana Ruçi, moglie di Don Giuseppe e discendente di una stirpe di eroi. Nelle sue vene scorre la stessa determinazione di chi, come Skanderbeg, ha preferito la verità alla sottomissione.

  3. Dalla Croce all’Altare: Skanderbeg combatteva per la fede, noi combattiamo per il ministero. Chiediamo che i 5.000 sacerdoti sposati, uomini carichi di carismi e famiglie, possano tornare a spezzare il pane per il Popolo di Dio.

Skanderbeg è il simbolo della nostra battaglia. Il suo coraggio ci ispira, e il suo legame con San Giorgio ci ricorda che la verità, anche quella più scomoda, alla fine trionfa.”

Operazione “Supersilenziato”: Quando l’Algoritmo oscura la Croce e il Digiuno

“C’è qualcosa di inquietante che sta accadendo in questo 27° giorno di cammino. Mentre Don Giuseppe Serrone consuma le sue ultime energie fisiche per il bene della Chiesa, il mondo digitale sembra aver alzato un muro di gomma.

Digitando il nostro indirizzo, compaiono scritte come ‘Supersilenziato’. L’algoritmo, questo dio moderno senza volto, ha deciso che la voce di 5.000 sacerdoti sposati non deve ‘esistere’. Ha deciso che il dolore di una famiglia, la memoria di un eroe come Skanderbeg e la speranza di migliaia di fedeli sono contenuti ‘non rilevanti’.

Noi rispondiamo così:

  1. La Verità non si manipola: Riprendiamo le parole di Papa Francesco di ieri. Se la verità non si fabbrica, non può nemmeno essere cancellata da un codice binario.

  2. Invisibili ma Presenti: Potete nascondere il sito nelle ricerche, potete azzerare le statistiche delle visite, ma non potete fermare il battito di un cuore che digiuna. La fame di Don Giuseppe è reale, non è un pixel.

  3. L’Appello ai Lettori: Se l’algoritmo ci rende invisibili, diventate voi la nostra voce. Copiate i testi, inoltrate i link via WhatsApp, parlate di questo ‘silenzio forzato’ nelle vostre comunità.

Se ci vogliono ‘supersilenziati’, diventeremo super-risonanti. Il drago dell’indifferenza tecnologica si combatte con la lancia della condivisione umana.”

Chiesa.servizio.pretisposati