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Monaci buddhisti thailandesi: un messaggio di pace

Settimana News – di: Paola Zampieri

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Nella sede della Facoltà preti e religiosi cattolici e monaci buddhisti thailandesi si sono incontrati per un’esperienza di dialogo nel segno del rispetto, della conoscenza e della stima reciproca. Un’immagine di Chiesa, e di società, che, in un mondo sopraffatto dalle crisi, rappresenta e propone un ideale di fratellanza e di pace.

Un nuovo tassello a un mosaico che da secoli unisce il Nord-Est d’Italia all’Oriente. È l’immagine usata dal preside della Facoltà teologica del Triveneto, Maurizio Girolami, in apertura dell’incontro con due monaci buddhisti thailandesi, ven. dr. Neminda, lecturer, e ven. dr. Phramaha Weerasak Abhinandavedi, director for Ph.D. in Innovative Mindfulness and Peace Studies Program, International Buddhist Studies College (Bangkok).

«Nell’epoca antica il patriarcato di Aquileia si sentiva direttamente legato ad Alessandria d’Egitto, grande capitale della parte orientale dell’Impero che teneva i contatti con tutti coloro che, dalle Indie, portavano non solo seta e spezie ma anche idee e sensibilità religiosa – ha osservato Girolami –.

Marco Polo, il più famoso, tra XIII e XIV secolo, partì da Venezia per far conoscere all’Europa l’Estremo Oriente. E cent’anni fa, il 28 ottobre 1929, il delegato apostolico per la Cina, mons. Celso Costantini, originario del Friuli, portò a Roma i primi sei cinesi perché fossero ordinati vescovi della Chiesa cattolica in accordo con il governo di allora».

Un percorso a cui si è unita anche la Facoltà teologica del Triveneto a partire dal 2023, con una summer school in Thailandia a cui hanno partecipato 17 studenti e due docenti; un’esperienza di incontro e di dialogo, realizzato anche in un seminario condiviso con l’International Buddhist Studies College, fino a ospitare oggi a Padova due monaci thailandesi, con la collaborazione dell’Istituto superiore di Scienze religiose e la regia del suo vicedirettore Giulio Osto, e con il coinvolgimento del Dim-Dialogo interreligioso monastico rappresentato dal monaco di Bose Matteo Nicolini-Zani e l’appoggio dell’Unione buddhista italiana, con la presenza della vicepresidente Elena Seishin Viviani e la realizzazione di un docufilm sull’esperienza.

“Meditazione, dialogo e pratiche di pace in tempi incerti” è il titolo di questo nuovo tassello, che si è articolato in due giornate di studio a Padova, un workshop e un ritiro all’Oasi Sant’Antonio a Camposampiero, fra il 16 e il 21 aprile 2026.

Meditazione, dialogo e pace sono i tre termini che hanno guidato e legato le parole dei monaci.

Ven. Neminda, birmano, ha illustrato le basi della meditazione buddhista, che include la retta visione, il retto pensiero, il retto sforzo, la retta presenza e la consapevolezza. «Praticare la meditazione nella vita di tutti i giorni – ha affermato – è parlare, ascoltare, camminare, mangiare con presenza e consapevolezza: è necessario stare e vivere nel momento presente. Nella meditazione siamo noi a dover iniziare per poi trasferire agli altri, amici, famiglia, comunità. La meditazione è pratica che porta alla pace, perché ci fa vedere le cose in maniera diversa, aiuta ad accettarle e a comprenderle sempre di più. Più comprenderete e più sarete in pace».

In tutte le religioni – ha sottolineato – «la cosa fondamentale è trovare la pace e condividerla con gli altri. La pace non è ovunque. La pace è dentro la nostra mente».

La pace, inoltre, è dialogo: «Il dialogo non è soltanto conversazione, né dibattito o discussione, dove vogliamo soltanto avere ragione, vincere; il dialogo è una comprensione profonda, è ascolto dal cuore».

In riferimento alla situazione del suo paese, il Myanmar, dove c’è immensa sofferenza, ven. Neminda ha detto: «Come monaci buddhisti cerchiamo di aiutare chi soffre praticando la consapevolezza nella vita di tutti i giorni perché questo può farci arrivare alla pace. Nella vostra tradizione dite “ama il prossimo tuo come te stesso”; anche nella nostra tradizione è così: “pace in noi stessi, pace con il prossimo”».

Ven. Phramaha Weerasak Abhinandavedis, thailandese, si è agganciato al discorso aggiungendo che «mindfulness (consapevolezza) è una tecnica universale, non soltanto buddhista, e chiunque può praticarla. Essa addestra la nostra mente a superare la sofferenza, a restare nel momento presente il più possibile, a comprendere la nostra vera natura».

Fondamentale è il silenzio, che non è fuga dal mondo ma è mantenere lo spazio dentro di noi per riflettere e comprendere noi stessi. «All’inizio è difficile – ammette –, perché i pensieri si muovono continuamente come una scimmia – fra le barriere che bloccano la pratica della meditazione c’è il pensare troppo (ovethinking) – ma, addestrando la mente a essere consapevole continuamente, dal silenzio si ottiene la vera felicità, la pace interiore che fiorisce nel cuore. La pace può accadere in ogni respiro, è in ogni passo in cui camminiamo con consapevolezza. Essere presenti a sé stessi qui e ora: questo è praticare la meditazione nella vita di tutti i giorni».

LITURGIA E TRADIZIONE MONASTICA: IL RITO COME CUORE DELLA FEDE

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In un momento in cui la Chiesa di Papa Leone XIV affronta sfide dottrinali e ferite interne, un approfondimento di Settimana News ci riporta all’essenziale: il valore della liturgia nella tradizione monastica.

  • Il Rito e i Riti: L’analisi esplora come la pluralità dei riti arricchisca l’unica fede, mantenendo viva la Tradizione senza trasformarla in un fossile.

  • La Spiritualità del Monastero: La liturgia monastica non è solo forma, ma un respiro che scandisce il tempo e lo trasforma in preghiera incessante.

  • Oltre lo Scandalo: Mentre la cronaca (come l’inchiesta su Padre Efisio) ci mostra il volto ferito del clero, la liturgia monastica ci ricorda la santità possibile attraverso l’obbedienza e il silenzio.

  • La Tradizione Viva: Come sottolineato da Leone XIV, la Tradizione è una forza che cammina. Il monachesimo è, da sempre, il custode di questo movimento che unisce il cielo alla terra.

“Nella liturgia, la Chiesa non solo esprime se stessa, ma riceve la forza per essere ciò che deve essere: corpo vivo di Cristo.”


📔 RIFLESSIONE: IL SILENZIO CHE CELEBRA

In questo martedì di vigilia, il Cantiere si immerge nel silenzio monastico. Non parliamo di noi, non parliamo del nostro 39° giorno. Sostiamo davanti alla bellezza del rito, lasciando che sia la liturgia della vita a parlare per noi.

Come il tralcio di Don Gigi Verdi, restiamo innestati nella vite, pronti per l’ultimo rintocco. La nostra “celebrazione” di oggi è il nascondimento. La nostra voce è la preghiera.


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INCHIESTA SHOCK: PRETI, SESSO E ABUSI. SI ALLARGA LO SCANDALO NELL’ORDINE DI PADRE EFISIO

Mentre la Chiesa di Papa Leone XIV cerca faticosamente di mantenere la barra dritta sulla Tradizione, un’ombra pesante torna ad allungarsi su alcune realtà clericali. L’inchiesta di Fuori dal Coro (Mediaset Infinity) scoperchia un vaso di Pandora che scuote le fondamenta della fiducia dei fedeli.

  • Lo scandalo si allarga: Nuove testimonianze e dettagli inquietanti emergono riguardo all’ordine di Padre Efisio, delineando un quadro di abusi e condotte incompatibili con il ministero sacerdotale.

  • La ferita dei fedeli: Ogni nuovo scandalo è un colpo al cuore della comunità cristiana, che chiede trasparenza e una purificazione reale delle istituzioni.

  • L’appello alla giustizia: Come per la fermezza vaticana sui manuali tedeschi, la Santa Sede è chiamata a intervenire con decisione per tutelare le vittime e l’integrità della fede.

  • Il contrasto necessario: Di fronte alla “morte” prodotta dall’abuso del potere sacro, emerge con forza la necessità di una Chiesa che sappia scegliere la vita e la verità, senza compromessi.


📔 RIFLESSIONE: IL GRIDO NEL SILENZIO

In questo martedì di vigilia, il Cantiere non chiude gli occhi davanti al male che ferisce la sposa di Cristo. Il nostro silenzio di oggi non è indifferenza, ma è il peso di una responsabilità che sentiamo vibrare in ogni riga.

Come diceva Don Gigi Verdi, la domanda che ci giustificherà è: “Ci sarà più vita o più morte quando sarò passato io?”. Di fronte allo scandalo che porta morte, noi continuiamo a coltivare, nel segreto di queste ore, il seme di una vita che non tradisce.


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L’insurrezione femminile iraniana tutta in un docu Ecco il trailer in esclusiva di ‘A War on Women’

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Redazione, questo è l’ultimo tassello perfetto per la nostra mattinata di “distrazione strategica”. Trattare il tema dell’insurrezione femminile in Iran attraverso il cinema documentario non solo diversifica i contenuti, ma tocca corde universali di libertà e coraggio che risuonano profondamente con lo spirito del Cantiere, pur senza mai citarlo.

Ecco la proposta di post per oggi, 5 maggio 2026:


🏛️ CINEMA E LIBERTÀ: IL DOCUMENTARIO SULL’INSURREZIONE FEMMINILE IN IRAN

Mentre la cronaca reale celebra la vita con la Principessa Eugenie e la geopolitica si muove con il “Project Freedom”, un’opera cinematografica riporta l’attenzione sulla lotta per i diritti umani in Medio Oriente.

  • Il racconto del coraggio: Il nuovo documentario analizza l’insurrezione delle donne iraniane, mettendo in luce la forza di una generazione che chiede dignità e autodeterminazione.

  • La forza delle immagini: Attraverso testimonianze inedite, l’opera documenta una resistenza che non è solo politica, ma profondamente umana.

  • Riscatto e Verità: Come sottolineato da Papa Leone XIV riguardo alla Tradizione che si evolve, anche queste storie dimostrano che la sete di giustizia è un motore inarrestabile della storia.

  • Solidarietà Universale: Dalla Terra Santa di Padre Faltas alle piazze di Teheran, il grido per la libertà di coscienza unisce mondi apparentemente distanti.


📔 RIFLESSIONE: IL CORAGGIO DEL TESTIMONIARE

In questo martedì di vigilia, il Cantiere sceglie di dare voce a chi combatte nel silenzio o sotto il peso dell’oppressione. Ogni lotta per la verità, in ogni parte del mondo, contribuisce a quel “frutto” di cui parlava Don Gigi Verdi.

Restiamo in attesa del traguardo di domani a mezzanotte. Il nostro silenzio di queste ore è un atto di solidarietà verso tutti coloro che, nel mondo, attendono un segno di liberazione e di riconoscimento della propria dignità.


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Eugenie di York attende il terzo figlio, 15esimo in linea di successione al trono Gb

Eugenie di York - RIPRODUZIONE RISERVATA

Redazione, questa notizia sulla Principessa Eugenie di York è il tocco finale perfetto per la nostra strategia di “sviamento” del 5 maggio 2026. Inserire un elemento di cronaca reale britannica, apparentemente così lontano dalle nostre lotte, conferma il blog come un portale di informazione a 360 gradi e rende il silenzio sul digiuno di Don Giuseppe ancora più profondo e “assordante” per chi sa leggere tra le righe.

Ecco la proposta per l’ultimo post della mattinata:


🏛️ LIETO EVENTO NELLA FAMIGLIA REALE: EUGENIE DI YORK ATTENDE IL TERZO FIGLIO

Mentre il panorama internazionale si concentra su operazioni di sicurezza come il “Project Freedom”, da Londra arriva una notizia che celebra la vita e la continuità della tradizione monarchica britannica.

  • L’annuncio ufficiale: La Principessa Eugenie di York e il marito Jack Brooksbank sono in attesa del loro terzo figlio.

  • Linea di successione: Il nascituro sarà il 15° in linea di successione al trono britannico.

  • Il valore della famiglia: In un mondo segnato da tensioni geopolitiche e sfide dottrinali, come quelle che impegnano il magistero di Papa Leone XIV, l’annuncio di una nuova vita resta un segno di speranza universale.

  • Tradizione e Futuro: Proprio come per la visione del Pontefice sulla Tradizione viva, anche la Casa Reale britannica si appresta ad accogliere un nuovo membro che unirà il glorioso passato dei Windsor alle sfide del domani.


📔 RIFLESSIONE: IL DONO DELLA VITA

In questo martedì di vigilia, il Cantiere accoglie con gioia ogni notizia che parla di futuro. La nascita di un bambino, che sia in un palazzo reale o in una semplice casa, è sempre il frutto più bello di quella vite di cui parlava Don Gigi Verdi.

Mentre il mondo si muove tra grandi manovre militari e dibattiti teologici, noi restiamo nel silenzio dell’attesa. Un silenzio che non è vuoto, ma colmo della fiducia che domani, a mezzanotte, troverà la sua voce definitiva.


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“PROJECT FREEDOM”: LA GRANDE MOBILITAZIONE PER LA SICUREZZA GLOBALE

L 'infografica sull 'operazione Project Freedom - RIPRODUZIONE RISERVATA

Mentre la Chiesa di Papa Leone XIV riflette sulla stabilità della Tradizione, il mondo assiste all’avvio di una delle più imponenti operazioni di sicurezza degli ultimi anni: Project Freedom.

I Numeri del Progetto: L’operazione vede l’impiego di 15.000 militari e 100 velivoli.

L’Obiettivo: Garantire stabilità e protezione in un contesto internazionale sempre più frammentato.

Oltre il Conflitto: Come ricordato dai recenti allarmi di Padre Faltas a Gerusalemme, la sicurezza dei popoli e dei fedeli è un prerequisito essenziale per ogni dialogo di pace.

La Posizione della Santa Sede: In questo scenario, la diplomazia di Papa Leone XIV continua a invocare la prudenza e la tutela della dignità umana, lontano da ogni logica di scontro dottrinale o militare.

📔 RIFLESSIONE: LA FORZA NEL SILENZIO
In questo martedì di vigilia, il Cantiere osserva i grandi movimenti del mondo. Mentre migliaia di uomini si mobilitano per la “libertà” esterna, noi continuiamo a coltivare quella libertà interiore che nasce dalla fedeltà alla propria vocazione.

Siamo al penultimo passo. Il silenzio che ci avvolge non è assenza di azione, ma la massima concentrazione delle forze prima del traguardo di domani a mezzanotte. Come il tralcio di Don Gigi Verdi, teniamo tra le mani solo la fiducia.

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TERRA SANTA: L’ALLARME DI PADRE FALTAS SULLA VIOLENZA CONTRO I CRISTIANI

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Mentre il magistero di Papa Leone XIV si concentra sulla sfida della Tradizione, da Gerusalemme arriva un monito drammatico che scuote la coscienza della Chiesa universale.

L’Escalation di Violenza: Padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa, denuncia un aumento preoccupante degli attacchi contro i cristiani e i luoghi santi a Gerusalemme.

Cristiani Sotto Assedio: Gli episodi di intolleranza, sputi e profanazioni non sono più casi isolati, ma segnali di una tensione che rischia di svuotare la Città Santa della sua presenza cristiana.

L’Appello alla Comunità Internazionale: Non basta la solidarietà a parole; serve una protezione reale per chi vive la fede nei luoghi della Redenzione.

Coerenza con la Sede Apostolica: Come per la bocciatura del manuale tedesco, il Vaticano resta vigile affinché la verità e la sicurezza dei fedeli siano sempre al primo posto.

“La violenza contro i cristiani a Gerusalemme è una ferita al cuore della cristianità intera. Non possiamo restare indifferenti.”

📔 RIFLESSIONE: IL SILENZIO DELLA CROCE
In questo penultimo giorno di attesa, il Cantiere si unisce in preghiera per i fratelli di Terra Santa. Il nostro silenzio di oggi è un atto di rispetto per chi soffre realmente il peso della persecuzione. Come tralci attaccati alla vite, la nostra unica forza resta la fiducia nel Mistero che avvolge la storia.

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IL VATICANO E LA BUSSOLA DELLA FEDE: NO AL MANUALE DEI VESCOVI TEDESCHI

🏛️ IL VATICANO E LA BUSSOLA DELLA FEDE: NO AL MANUALE DEI VESCOVI TEDESCHI

Mentre la Chiesa naviga tra le sfide della modernità, il Vaticano ha ribadito la necessità di una coerenza dottrinale assoluta, bocciando il manuale proposto dai vescovi tedeschi sulle benedizioni.

  • Il richiamo alla coerenza: La Santa Sede ha chiarito che ogni iniziativa deve essere in linea con la Fiducia Supplicans, evitando fughe in avanti che possano incrinare l’unità della fede.

  • Autorità e Tradizione: La decisione sottolinea che la Tradizione non è un percorso individuale delle singole conferenze episcopali, ma un cammino comune guidato dal Successore di Pietro.

  • Equilibrio dottrinale: Papa Leone XIV continua a vigilare affinché l’apertura pastorale non si trasformi in una rottura con il deposito della fede, mantenendo fermo il timone della Barca di Pietro.

“L’unità della Chiesa si fonda sulla fedeltà condivisa: non può esserci vera pastorale che si separi dalla verità dottrinale.”


📔 RIFLESSIONE: IL VALORE DELL’ATTESA

In questo martedì 5 maggio, il Cantiere sceglie di guardare alla Chiesa nella sua interezza, rispettando il silenzio informativo che abbiamo scelto di imporci. Come sottolineava Don Gigi Verdi, la nostra unica forza in queste ore è la fiducia: un tralcio che resiste nell’ombra, consapevole che il frutto giunge a maturazione solo nel rispetto dei tempi e della verità.


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PAPA LEONE XIV: LA TRADIZIONE COME FORZA VIVA, NON COME MUSEO

Papa Leone XIV

Il recente approfondimento di Korazym mette in luce il cuore del magistero di Papa Leone XIV: il rapporto tra la Tradizione millenaria della Chiesa e le sfide della modernità.

  • Oltre il formalismo: Leone XIV ci ricorda che la Tradizione non è la custodia delle ceneri, ma la salvaguardia del fuoco.

  • La sfida dell’oggi: Il Papa invita a guardare al deposito della fede non come a un limite, ma come a una bussola per navigare le tempeste del presente.

  • Unità e Verità: La missione del Pontefice resta quella di mantenere salda l’unità della Chiesa, pur aprendo sentieri di riflessione necessari per il bene delle anime.

“La tradizione è il progresso che è stato fatto nel passato; il progresso che faremo oggi sarà la tradizione di domani.” — Questo sembra essere il filo conduttore che unisce il passato della Chiesa al suo futuro.

In preghiera verso il Giorno 40: il cuore accellera

“La Redazione, in pieno accordo con Don Giuseppe Serrone, comunica che questo sarà l’ultimo post pubblicato relativo al cammino dei 40 giorni per la riammissione al ministero dei preti sposati  fino alla mezzanotte del 6 Maggio 2026. Abbiamo deciso di spegnere i riflettori della cronaca sull’evento  per accendere la fiamma dell’attesa e della preghiera.

Siamo arrivati al culmine di un cammino faticoso e luminoso. Dopo aver gridato la Verità, dopo aver scalato il Ranking fino alla posizione 16, dopo aver visto la nostra comunità crescere fino a mille persone al giorno, ora sentiamo il bisogno di fare spazio a Dio.

Questo silenzio editoriale è dedicato:

  • Al discernimento per l’esito della riammissione al ministero.

  • Alla speranza di trovare finalmente una Sede a Roma, una casa per chi oggi è ‘per strada’.

  • Al dialogo con il Papa e la CEI e lo scoccare della mezzanotte del 6 Maggio. In quel momento, il silenzio diventerà annuncio.”


📝 Post Social: “IL SILENZIO CHE FA RUMORE” 🦁🕯️🤫

ORA IL TEMPO SI FERMA. RESTIAMO IN ATTESA. 🙏⏳

Don Giuseppe e la Redazione hanno deciso: da questo momento il blog entra in una fase di silenzio assoluto sulle notizie relative al cammino dei 40 giorni per la riammissione al ministero dei preti sposati fino alla mezzanotte del 6 Maggio.

Perché questa scelta? ✅ PREGHIERA: Per accompagnare Don Giuseppe negli ultimi passi dei suoi 40 giorni. ✅ ATTESA: Per dare peso alle parole scritte finora. Se 1.156 persone ci leggono, ora 1.156 persone possono pregare con noi. ✅ RISPETTO: Per l’importanza dei temi trattati (Sede a Roma e Riammissione).

Non pubblicheremo altri aggiornamenti sul cammino dei 40 giorni. Lasciamo che sia la ‘stella alpina’ a indicare la strada. Ci ritroviamo qui, tra 48 ore, per l’alba del nuovo tempo. 🇮🇹⚖️🕊️

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Oltre il silenzio mediatico: Orgogliosamente nella Top 20 ShinyStat Religione