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«Fede troppo debole», nella diocesi di Albenga allontanati 7 seminaristi

L’iniziativa è del vescovo coadiutore Borghetti, che affianca Oliveri dopo anni di gestione «disinvolta»: 5 mandati via, 2 ritirati; a un altro è stato consigliato di diventare diacono

Sette aspiranti sacerdoti hanno lasciato il seminario della diocesi di Albenga per volontà del vescovo coadiutore Guglielmo Borghetti. Cinque sono stati allontanati, due si sono ritirati volontariamente, a un altro è stato consigliato di intraprendere il percorso solo da diacono anziché da sacerdote. Quattro i confermati. I seminaristi allontanati provenivano da altre diocesi dove non erano stati ritenuti idonei. Nelle decisioni avrebbero pesato non solo la provenienza,  ma anche preparazione spirituale e comportamenti.

Riformare il seminario è uno dei compiti con cui Borghetti, già vescovo della diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello (Grossetto), è stato mandato da papa Francesco ad Albenga, per affiancare il vescovo titolare Mario Oliveri. Dal seminario diocesano uscivano «preti deboli» che successivamente hanno dato scandalo: preti accusati di pedofilia, che sono fuggiti con le casse della parrocchia, che importunavano donne, preti tatuati o barman in locali notturni, preti che si mostravano nudi su Facebook.

Il vescovo Guglielmo Borghetti era stato chiaro: «I futuri sacerdoti della diocesi saranno persone provenienti dal territorio diocesano».

La decisione di inviare un «tutor» per Oliveri era stata comunicata dal Vaticano il 10 gennaio, dopo segnalazioni su una gestione pastorale della diocesi che appariva «disinvolta». Le segnalazioni avrebbero trovato conferma nell’indagine compiuta dal nunzio Adriano Bernardini, da qui la scelta di inviare un vescovo coadiutore.

vaticaninsider

Pubblicato da

Movimento Internazionale Sacerdoti Sposati PER LA RIFORMA DELLA CHIESA

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