Preti sposati: il requisito del celibato “un suicidio istituzionale”

Patrick J. McCloskey, un direttore di progetto presso l’ University Chicago, ha scritto un pezzo sul New York Times proponendo soluzioni o come la chiama lui “salvezza” per le difficoltà in cui versa  il cattolicasimo. Primo fra tutti è a favore di un sacerdozio sposato e dichiara il requisito del  celibato “un suicidio istituzionale.”

Una soluzione è a portata di mano. Alla fine del 1960, il Vaticano ha permesso agli uomini di essere ordinati diaconi. Oggi ce ne sono quasi 17.000 negli Stati Uniti, circa lo stesso numero di sacerdoti diocesani attivi. Nel prossimo decennio, il diaconato continuerà a crescere, mentre il numero dei sacerdoti ordinati dovrebbe ridursi a 12.500 entro il 2035.

Molti diaconi hanno valide competenze professionali, manageriali e imprenditoriali che potrebbero rivitalizzare l’istruzione parrocchiale.   Il celibato deve essere un sacrificio offerto liberamente, non una scusa per un suicidio istituzionale.

fonte: http://www.cardinalnewmansociety.org/CatholicEducationDaily/DetailsPage/tabid/102/ArticleID/1856/Loyola-Chicago-Prof-Advocates-Married-Priesthood-in-NY-Times.aspx

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