Yara Gambirasio 7 anni fa la scomparsa

Erano le 18,40 del 26 novembre di 7 anni fa quando Yara Gambirasio, una ragazzina di 13 anni, scompariva nel nulla, dopo essere uscita dalla palestra di Brembate Sopra, dove si era recata poco prima per riportare uno stereo. La giovane ginnasta era sparita nel tratto di strada tra la palestra e l’abitazione – poche centinaia di metri – e aveva richiamato, nei giorni successivi, centinaia di persone impegnate a lungo nelle ricerche. La speranza che fosse ancora viva si era frantumata esattamente tre mesi dopo: il 26 febbraio 2011, per caso, il suo cadavere venne ritrovato in un campo della zona industriale di Chignolo d’Isola. Sui suoi slip il dna dell’assassino, inizialmente individuato come ‘Ignoto 1’: soltanto dopo anni di indagini e accertamenti, con migliaia di persone sottoposte al test del dna, gli inquirenti sono risaliti a Massimo Giuseppe Bossetti, muratore di Mapello, in carcere dal giugno del 2014 e condannato anche in appello all’ergastolo per l’omicidio di Yara.

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A BRESCIA IL PROCESSO D’APPELLO PER LA MORTE DI YARA GAMBIRASIO

BOSSETTI IN AULA, IN PRIMO GRADO HA AVUTO L’ERGASTOLO Nel palazzo di giustizia di Brescia il processo d’appello a Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, 13enne trovata morta il 26 febbraio 2011 in un campo di Chignolo d’Isola (Bergamo) a 3 mesi dalla scomparsa. L’imputato è presente in aula, seduto accanto ai suoi difensori: i suoi legali hanno depositato una fotografia satellitare che, secondo la difesa, potrebbe dimostrare che il cadavere non è rimasto in quel campo per tre mesi prima del ritrovamento.

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Yara: Pm chiede ergastolo per Bossetti

Il pm di Bergamo, Letizia Ruggeri, ha chiesto oggi pomeriggio la condanna all’ergastolo con isolamento per Massimo Bossetti, accusato dell’omicidio della tredicenne di Brembate di Sopra, Yara Gambirasio.  Oltre all’ergastolo chiesto anche 6 mesi di isolamento. Le accuse nei confronti del muratore sono di omicidio volontario pluriaggravato e calunnia ai danni di un collega di lavoro.

Secondo il pm di Bergamo, Letizia Ruggeri, su Yara Gambirasio “si è voluto infliggere particolare dolore e ci si è riusciti”. Il pubblico ministero lo ha detto per motivare l’aggravante, nei confronti di Massimo Bossetti, delle sevizie e della crudeltà. Per il pm “non vi è dubbio che l’ omicidio sia volontario”. “Abbandonandola in quel campo – ha aggiunto – si è causata volontariamente la morte” della ragazzina.

Nel delitto di Yara Gambirasio “non è possibile individuare un movente certo”, secondo il pm di Bergamo Letizia Ruggeri che ha chiesto l’ergastolo per l’unico imputato, Massimo Bossetti. Ciò, però, “non dà meno significato” all’impianto dell’accusa in quanto Bossetti avrebbe dato “più volte dimostrazione di incapacità di controllarsi”. La stessa incapacità, a detta del pm, dimostrata nel 2002 dal camionista Roberto Paribello che uccise la praticante commercialista Paola Mostosi. L’uomo, che poi fu condannato definitivamente all’ ergastolo, agì dopo che, lungo l’autostrada A4, ebbe un banale incidente con l’auto guidata dalla giovane: fermatisi a una piazzola di sosta, la tramortì, la caricò a bordo del camion e, dopo aver lavorato tutto il giorno, la uccise. “Non è possibile stabilire la dinamica – ha argomentato il pm – Yara potrebbe essere stata convinta a salire, oppure tramortita come si verificò in quell’occasione”.

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Yara Gambirasio, processo a Bossetti riprende il 17

I giudici della Corte d’Assise di Bergamo decideranno il prossimo 17 luglio sulle eccezioni preliminari sollevate dalla difesa di Massimo Bossetti a cui si è opposta la Procura. I giudici, sempre in quella data, decideranno anche sull’ammissione in aula delle telecamere. Anche in questo caso il pm e le parti civili non hanno dato il loro consenso. L’ udienza è stata quindi rinviata al 17 luglio.

Bossetti, sono più tranquillo, mi fido giustizia  – ”Mi sento più tranquillo, ho molta fiducia nella giustizia”. Così ha detto Massimo Bossetti al suo legale, Claudio Salvagni, che si è intrattenuto con lui per qualche minuto a udienza conclusa. Il muratore ha seguito le prime fasi del processo con molta attenzione e senza mai distrarsi.

L’arrivo di Bossetti
– Bossetti ha voluto essere presente per la prima udienza. Il muratore, in carcere dal 16 giugno dell’anno scorso, è stato fatto entrare da un ingresso secondario del Tribunale di Bergamo a bordo di un furgone della Polizia penitenziaria ed è entrato direttamente in aula, prendendo posto nella gabbia degli imputati.
In aula non c’erano i genitori di Yara, che si costituiranno parte civile perché, come spiegato nei giorni scorsi dal loro legale, Enrico Pelillo, intendono evitare il clamore intorno alla vicenda processuale e si limiteranno a essere presenti solo quando dovranno testimoniare.

Il nervosismo di Bossetti nella gabbia degli imputati – Bossetti indossava jeans e polo grigio scuri, ai piedi un paio di snaker. Nel gabbiotto in vetro dell’aula era seduto su una sedia, i gomiti appoggiati ad un tavolo, in modo da guardare i giudici e dare le spalle al pubblico. Il suo nervosismo trapelava dal continuo movimento dei piedi. L’aula era stracolma, ma il muratore ha dato solo una rapida occhiata entrando e poi non si è più voltato. Con lui nel gabbiotto c’erano tre agenti.

Difesa Bossetti chiede nullità prelievo Dna  – I difensori di Massimo Bossetti hanno chiesto ai giudici della Corte d’assise di Bergamo la nullità del prelievo del Dna con un boccaglio, nel corso di un controllo stradale simulato, da cui derivò che il Dna del muratore era lo stesso di Ignoto 1. Secondo gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, quel prelievo doveva essere eseguito con le garanzie difensive in quanto “non si può dire che il signor Bossetti il 15 giugno dell’anno scorso non fosse indagato” (il muratore fu arrestato il 16). Nullo, per la difesa, anche il capo d’imputazione che fa riferimento a due luoghi diversi per l’omicidio di Yara Gambirasio: Brembate di Sopra e Chignolo d’Isola.

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Yara, trovato sui leggins un altro Dna. Inquirenti al lavoro per la prova decisiva

BERGAMO – Proseguono le indagni sul caso Yara, così come le analisi del Dna trovato sui legging della ragazza scomparsa a Brembate.
Sembra che sui pantaloni della piccola Gambirasio sia stato trovato un altro Dna, ma ancora non è stato detto se appartiene al principale indagato Massimo Bossetti.

Sulla vicenda c’è il massimo riserbo e si attende la prova schiacciante, visto che gli inquirenti sembrano essere molto vicini alla soluzione del caso.

Dal carcere Bossetti continua a dichiararsi innocente ma intanto si sta proseguendo per ripetere la prova del Dna che potrebbe scagionarlo, oppure confermare tutti i sospetti.

corriereadriatico.it

Fermato il presunto assassino di Yara Gambirasio

È stato individuato l’assassino di Yara Gambirasio, la 13enne di Brembate (Bergamo) rapita il 6 novembre 2010 e trovata morta tre mesi dopo in un campo a dieci chilometri dal luogo della scomparsa. Lo ha annunciato il ministro degli Interni Angelino Alfano. L’assassino di Yara, “secondo quanto rilevato dal profilo genetico in possesso degli inquirenti, è una persona del luogo, dunque della provincia di Bergamo”, ha aggiunto Alfano.

L’uomo fermato dai carabinieri e interrogato in una caserma di Bergamo dalla pm della Procura sarebbe Massimo Giuseppe Bossetti. L’uomo, incensurato, originario di Clusone e residente a Mapello, ha 44 anni e tre figli, fa il muratore e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo avvocato, nominato d’ufficio, ha spiegato che l’uomo ha respinto le accuse  L’avvocatessa Silvia Gazzetti ha aggiunto di non sapere quando Bossetti dovrà comparire davanti al gip per la convalida del fermo.

“Siamo in una fase delicatissima”, si è limitato a dire il procuratore della Repubblica di Bergamo, Francesco Dettori. Stando a quanto si apprende, Bossetti sarebbe il figlio nato fuori dal matrimonio di un autista della zona che circa 40 anni fa ebbe una relazione con una donna. Gli inquirenti erano da tempo sulle tracce dei figli dell’autista, proprio perché il suo Dna era risultato compatibile al 99% con quello trovato su Yara, ma poiché l’uomo è deceduto da tempo non è stato facile ricostruirne il passato.

“Se è vero siamo felici, era un atto dovuto alla famiglia e a tutta la comunità”, ha detto il sindaco di Brembate Sopra (Bergamo). “Da quando è scomparsa da casa, a Brembate, e da quando è stata trovata uccisa a Chignolo Po (Bergamo), attendevamo questo momento. Ringrazio tutti quelli che hanno messo tante risorse in campo per arrivare a questo risultato”.

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Yara Gambirasio, una stele nel giardino dell’oratorio di Brembate per ricordarla

BERGAMO – La parrocchia di Brembate Sopra ha deciso di ricordare Yara Gambirasio, la ragazzina rapita e uccisa, con una stele in vetro. L’iniziativa si inserisce all’interno della ‘Settimana della vita’ promossa dall’oratorio e che prosegue fino a domenica. Lo riporta L’Eco di Bergamo. La stele è opera dell’artista Carmelo Brembilla, di Bergamo, ed è stata collocata nel piccolo giardino dell’oratorio: sarà benedetta dal vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, giovedì alle 21,30.

“Non lo chiamerei monumento ma un segno di luce, di speranza e di riflessione – spiega il parroco, don Corinno Scotti -. Per le parti di testo che sono state ‘inserite’ nel corpo stilizzato della ginnasta sono stati scelti riflessioni e pensieri tratti dai quattro quadernoni messi nella sala parrocchiale dal giorno dopo il rapimento fino al ritrovamento del corpo di Yara. Ho voluto che si collocasse questo segno per ricordare la giovane Yara, in accordo con i genitori. La mia preoccupazione era che questo fatto venisse dimenticato e si facesse finta che non fosse successo niente”. (Foto L’Eco di Bergamo).

Nuova pista per Yara, si cerca una 46enne

 

 (foto: ANSA)

Nuova pista sul caso Yara. Una segnalazione giunta agli inquirenti riferisce di una ragazza madre dell’Altopiano di Clusone che, secondo alcune voci, avrebbe avuto un figlio da una relazione clandestina con un conducente di pullman, proprio il lavoro di Giuseppe Guerinoni, l’autista di Gorno morto nel 1999 a 61 anni e indicato dal dna quale padre naturale di ‘Ignoto 1’, l’assassino di Yara. La donna, che oggi avrebbe 46 anni, sarebbe rimasta incinta nel 1985, quand’era diciassettenne e frequentava un istituto superiore di Clusone. Lo scrive oggi L’Eco di Bergamo. In questi giorni i carabinieri del Ros di Brescia si stanno presentando nei vari istituti superiori di Clusone per acquisire i registri degli studenti che frequentavano le scuole in quegli anni. Si cercano nomi femminili da raffrontare con quelli delle giovani madri che, tra il 1985 e il 1986, hanno partorito negli ospedali della Bergamasca e del Bresciano. A fornire la nuova pista è stato un uomo, che nei giorni scorsi si è presentato dai carabinieri raccontando di aver sentito la storia da una conoscente che avrebbe frequentato lo stesso istituto superiore della ragazza madre.

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La denuncia choc di una madre “Mio figlio è l’assassino di Yara”

Una madre ha denunciato il figlio adottivo perche’ teme che possa essere l’assassino di Yara. Dopo il messaggio trovato nella chiesa dell’ospedale di Rho, un’altra storia si aggiunge alla vicenda della tredicenne di Brembate Sopra uccisa nel novembre 2010. La protagonista e’ una donna abitante in provincia di Milano, che ha letto di come le indagini ruotino attorno a un presunto figlio illegittimo del camionista Giuseppe Guerinoni.

La signora ha visto una grande somiglianza tra la foto dell’uomo, morto nel 1999, e il proprio figlio adottivo, e dopo mesi di tormento ha deciso di comunicare il suo dubbio ai carabinieri. I militari hanno effettuato le verifiche, sottoponendo il figlio della donna al test del Dna, che hanno poi confrontato con quello ritrovato sul corpo della ragazzina. Ma il risultato e’ stato negativo.

affaritaliani.it

Scrive al prete: «Il killer di Yara è passato di qui» Scatta l’indagine

Un messaggio inquietante, forse di un mitomane, ma in casi tragici come un omicidio, non si può trascurare nulla. Così dopo il ritrovamento del messaggio di un fedele che lasciato scritto che nella chiesa dell’ospedale di Rho è passato l’assassino di Yara Gambirasio, sono subito scattati gli accertamenti da parte del polizia.
Mentre proseguono senza sosta le comparazioni del Dna lasciato dall’assassino sul corpo della povera ragazza, con quello di ogni possibile sospetto. L’adolescente, 13 anni, sparì da Brembate, in provincia di Bergamo, nel novembre del 2010 e il suo corpo senza vita venne trovata tre mesi dopo a pochi chilometri di distanza. Uccisa da un maniaco rimasto ancora senza nome nonostante le indagini non si siano mai fermate seguendo tutte le piste, anche le più stravaganti. E tra le tante segnalazioni, ora dovranno tenere conto anche quella del sacerdote che gestisce la cappella dell’ospedale Salvini di Rho. Il prete infatti ha trovato sul libro delle intenzioni un messaggio inquietante «Informate la polizia di Bergamo che qui è passato l’assassino di Yara Gambirasio, che la Madonna mi perdoni».
Gli investigatori si sono subito messi al lavoro per individuare eventuali telecamere attorno alla cappella, nella speranza abbiano catturato qualche immagine utili. Nel frattempo hanno mandato il libro al gabinetto scientifico per isolare impronte digitali e soprattutto tracce di dna. Gli inquirenti infatti hanno in mano la «sequenza» del sicuro assassino, lasciate sugli indumenti della povera ragazza che prima di morire aveva subito un tentativo di violenza. Seguendo quell’esile filo gli investigatori sono giunti fino a Gorno, fermandosi però sulla tomba di uomo morto nel 1999 di cui ora si cerca un possibile figlio illegittimo

ilgiornale.it

Yara Gambirasio, per pm non servono altri esami dna

-“Non ho disposto nuove analisi perchè al momento non sono necessarie”.Così il pm di Bergamo Letizia Ruggeri sulle osservazioni di Giorgio Portera, genetista e consulente della famiglia di Yara Gambirasio, la 13/enne rapita e uccisa il 26 novembre 2010 a Brembate Sopra (Bergamo) e ritrovata morta tre mesi dopo.”Per le analisi su tracce e dna mi sono affidata ai Ris, massimi esperti in materia che conoscono ogni aspetto di questa indagine:mi fido delle loro valutazioni”.

ansa

Yara Gambirasio non ha ancora il suo assassino dietro le sbarre

Yara Gambirasio non ha ancora il suo assassino dietro le sbarre, ma pare che si stia cercando lo si sta cercando con insistenza verso un paesino Gorno, con circa 1700 abitanti.
E’ da tempo che le notizie di cronaca portano a Gorno, alla ricerca di due ventenni.
Si spera che sia giunta l’ora giusta, con l’arresto dell’assassino, ma …. temo che sia la solita caccia al mostro là dove non c’è.
Da troppo tempo si vuole un mostro tipico da sbattere in prima pagina: sono già apparsi troppi mostri inesistenti, il marocchino, il bergamasco giovane e vecchio, il meridionale di passaggio, filo mafioso.
Intanto si attende ……. qualcosa di serio.
Pubblicato da Notizie News

 

23 Aprile 2012 ore 20:34

Si avvalorebbe la tesi dell’omicidio a sfondo sessuale per la morte di Yara Gambirasio

Le tracce di Dna rinvenute sugli slip e sui leggins sarebbero di liquido seminale e apparterrebbero a un uomo. Un’indiscrezione ancora tutta da confermare.

news cronaca   Yara: probabile una lunghissima agonia in un campo

BREMBATE SOPRA (BERGAMO) – Si avvalorebbe la tesi dell’omicidio a sfondo sessuale per la morte di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate Sopra, ritrovata morta a febbraio del 2011. Le tracce biologiche ritrovate sugli slip e sui leggings della giovane sarebbero di liquido seminale, entrambe corrispondenti alla stessa persona, un uomo. Si tratta però ancora di indiscrezioni tutte da confermare. L’esistenza delle due tracce, ritenute “altamente indiziarie”, è nota da tempo, anche se non c’erano mai state conferme sulla sostanza dalla quale è stato estratto il profilo genetico ritenuto dell’assassino. Il dettaglio avvalora la tesi dell’omicidio a sfondo sessuale, ma non si tratta ancora di un elemento decisivo per risolvere il caso. Il profilo genetico dell’assassino non corrisponde, per ora, a nessuno dei 14 mila Dna estratti a Bergamo, provincia e non solo.

tg1.rai.it

12 Aprile 2012 ore 07:12

Yara, un anno dopo il ritrovamento del corpo ancora nessun colpevole. Ma è solo questione di tempo

Il luogo del ritrovamento di Yara Gambirasio a Chignolo d'Isola (Credits: ANSA)Il luogo del ritrovamento di Yara Gambirasio a Chignolo d’Isola (Credits: ANSA)

Lo troveranno. Non c’è dubbio. A un anno dal ritrovamento del corpo di Yara Gambirasio, la giovane scomparsa il 26 novembre del 2010 da Brembate Sopra (Bergamo) e trovata morta nei campi di Chignolo d’Isola il 26 febbraio del 2011, ancora non esiste nome né profilo dell’assassino. Ma è solo una questione di tempo.

Chi ha ucciso Yara non è mai andato via da Brembate. Dopo mesi trascorsi a seguire la vicenda abbiamo capito che le prove, gli indizi sono pochi ma chiari. E portano lì, a Brembate, intorno alle conoscenze del padre di Yara.

Tra gli investigatori e la polizia c’è ottimismo e non tanto per le analisi dei dna che saranno solo la certificazione finale di un lavoro svolto fino ad oggi e che ancora non ha portato il risultato sperato. Ma perché alla fine le indagini sono rimaste intorno a una zona ben circoscritta: l’area di Brembate. E lì si concluderanno.

Yara Gambirasio (Credits: Ansa/Facebook)Yara Gambirasio (Credits: Ansa/Facebook)

Siamo stati noi i primi a dare la notizia relativa al fatto che i genitori di Yara hanno nominato in settembre un nuovo legale che ha fatto richiesta di accesso agli atti relativi all’indagine sulla giovane Yara. Accesso negato in un primo momento dal pubblico ministero.

Questo ci suggerisce che il fascicolo è sensibile e contiene qualcosa di davvero concreto. Una conferma, oltre al fatto che le ipotesi investigative vengano tenute sotto segreto, del fatto che c’è più di un indizio. Che, tutti ci auguriamo, diventi presto un nome, un cognome. Un colpevole.

 

blog.panorama.it

Yara Gambirasio attende giustizia

Yara Gambirasio

Yara Gambirasio attende giustizia e per questo motivo che in tanti sperano che i riscontri sul Dna siano sufficienti per individuare l'assassino. Intanto un Dna pare abbia dato qualche speranza, o meglio ha permesso di riconoscere alcune caratteristiche che dovrebbero portare all'assassino: in pratica si tratterebbe non del Dna dell'omicida, ma quello di un parente. A quale grado di parentela non si sa: non si sa neppure se si tratta di un italiano o di uno straniero, ma l'assassino ha caratteristiche europee ed è certamente un bianco. In pratica un terzo degli abitanti di questo pianeta ha queste caratteristiche, poi un parente alla lontana dell'omicida non aiuta moltissimo: serve sapere a che grado di parentela, all'incirca assomiglia a quello dell'assassino. In certe famiglie ci sono decine di cugini di primo grado sino a centinaia di cugini di secondo grado: sarà necessario aprire gli archivi anagrafici delle famiglie, sperando che non sia un figlio ….. illegittimo il nostro mostro.

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Yara Gambirasio attende giustizia

Yara Gambirasio

Yara Gambirasio attende giustizia e per questo motivo che in tanti sperano che i riscontri sul Dna siano sufficienti per individuare l'assassino. Intanto un Dna pare abbia dato qualche speranza, o meglio ha permesso di riconoscere alcune caratteristiche che dovrebbero portare all'assassino: in pratica si tratterebbe non del Dna dell'omicida, ma quello di un parente. A quale grado di parentela non si sa: non si sa neppure se si tratta di un italiano o di uno straniero, ma l'assassino ha caratteristiche europee ed è certamente un bianco. In pratica un terzo degli abitanti di questo pianeta ha queste caratteristiche, poi un parente alla lontana dell'omicida non aiuta moltissimo: serve sapere a che grado di parentela, all'incirca assomiglia a quello dell'assassino. In certe famiglie ci sono decine di cugini di primo grado sino a centinaia di cugini di secondo grado: sarà necessario aprire gli archivi anagrafici delle famiglie, sperando che non sia un figlio ….. illegittimo il nostro mostro.

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Yara Gambirasio attende giustizia

Yara Gambirasio

Yara Gambirasio attende giustizia e per questo motivo che in tanti sperano che i riscontri sul Dna siano sufficienti per individuare l'assassino. Intanto un Dna pare abbia dato qualche speranza, o meglio ha permesso di riconoscere alcune caratteristiche che dovrebbero portare all'assassino: in pratica si tratterebbe non del Dna dell'omicida, ma quello di un parente. A quale grado di parentela non si sa: non si sa neppure se si tratta di un italiano o di uno straniero, ma l'assassino ha caratteristiche europee ed è certamente un bianco. In pratica un terzo degli abitanti di questo pianeta ha queste caratteristiche, poi un parente alla lontana dell'omicida non aiuta moltissimo: serve sapere a che grado di parentela, all'incirca assomiglia a quello dell'assassino. In certe famiglie ci sono decine di cugini di primo grado sino a centinaia di cugini di secondo grado: sarà necessario aprire gli archivi anagrafici delle famiglie, sperando che non sia un figlio ….. illegittimo il nostro mostro.

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Yara Gambirasio. Indagini concentrate su famiglia italiana

Yara Gambirasio

E' trascorso ormai quasi un anno dal delitto di Brembate, in cui è stata uccisa la tredicenne Yara Gambirasio.
Secondo alcune indiscrezioni, sembra che le indagini abbiano preso una ben recisa direzione, ma gli inquirenti mantengono assoluto riserbo. Si sa solamente che l'attenzione pare sia concentrata nell'ambito di una famiglia di nazionalità italiana, in base ai risultati sui test del Dna.

Smentita invece la voce secondo la quale l'assassino di Yara sarebbe mancino. Gli investigatori stanno cercando una persona di sesso maschile, potrebbe trattatrsi di un ragazzo o di un adulto, che dovrebbe essere un componente della famiglia al cui interno è stato identificato il profilo genetico.
A Brembate, la palestra dove la giovane vittima si allenava adesso a un nuovo nome: "Centro Sportivo Yara Gambirasio".

edizionioggi.it

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Yara Gambirasio. Indagini concentrate su famiglia italiana

Yara Gambirasio

E' trascorso ormai quasi un anno dal delitto di Brembate, in cui è stata uccisa la tredicenne Yara Gambirasio.
Secondo alcune indiscrezioni, sembra che le indagini abbiano preso una ben recisa direzione, ma gli inquirenti mantengono assoluto riserbo. Si sa solamente che l'attenzione pare sia concentrata nell'ambito di una famiglia di nazionalità italiana, in base ai risultati sui test del Dna.

Smentita invece la voce secondo la quale l'assassino di Yara sarebbe mancino. Gli investigatori stanno cercando una persona di sesso maschile, potrebbe trattatrsi di un ragazzo o di un adulto, che dovrebbe essere un componente della famiglia al cui interno è stato identificato il profilo genetico.
A Brembate, la palestra dove la giovane vittima si allenava adesso a un nuovo nome: "Centro Sportivo Yara Gambirasio".

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Yara Gambirasio. Indagini concentrate su famiglia italiana

Yara Gambirasio

E' trascorso ormai quasi un anno dal delitto di Brembate, in cui è stata uccisa la tredicenne Yara Gambirasio.
Secondo alcune indiscrezioni, sembra che le indagini abbiano preso una ben recisa direzione, ma gli inquirenti mantengono assoluto riserbo. Si sa solamente che l'attenzione pare sia concentrata nell'ambito di una famiglia di nazionalità italiana, in base ai risultati sui test del Dna.

Smentita invece la voce secondo la quale l'assassino di Yara sarebbe mancino. Gli investigatori stanno cercando una persona di sesso maschile, potrebbe trattatrsi di un ragazzo o di un adulto, che dovrebbe essere un componente della famiglia al cui interno è stato identificato il profilo genetico.
A Brembate, la palestra dove la giovane vittima si allenava adesso a un nuovo nome: "Centro Sportivo Yara Gambirasio".

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Omicidio Gambirasio, intitolata palestra a Yara

È passato circa un anno dalla sua morte, ma la gente continua a ricordare con omaggi e tantissime manifestazioni d’affetto Yara Gambirasio la ragazzina scomparsa mentre usciva dalla palestra del suo paese e ritrovata dopo diversi giorni senza vita.

Il consiglio d’istituto della scuola che frequentava la ragazzina di Brembate Sopra la media “Maria Regina” delle Orsoline di Somasca, che ha deciso di intitolare a Yara la palestra dell’istituto.

L’idea è nata in considerazione della grande passione della ragazza per la ginnastica, che l’aveva portata a far parte della squadra di ginnastica ritmica di Brembate Sopra. Per l’anniversario della tragedia, il 26 novembre, a Brembate si svolgerà una veglia di preghiera e sarà presentato un libro che raccoglie i messaggi scritti sul registro lasciato in Chiesa.

A tutt’oggi, l’assassino di Yara non ha ancora un nome e un volto. Si sa che il dna appartiene ad un uomo ma si è ancora molto lontani dalla soluzione.   “Se sapessimo a quale famiglia appartiene il Dna dell’assassino di Yara avremmo già portato in caserma tutto il parentado, invece ci siamo ancora molto lontani”, hanno spiegato gli inquirenti. Le smentite, secondo alcuni osservatori, potrebbero anche essere una precisa strategia investigativa per non infrangere il segreto istruttorio.

G.L. – Basilic.it

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Omicidio Gambirasio, intitolata palestra a Yara

È passato circa un anno dalla sua morte, ma la gente continua a ricordare con omaggi e tantissime manifestazioni d’affetto Yara Gambirasio la ragazzina scomparsa mentre usciva dalla palestra del suo paese e ritrovata dopo diversi giorni senza vita.

Il consiglio d’istituto della scuola che frequentava la ragazzina di Brembate Sopra la media “Maria Regina” delle Orsoline di Somasca, che ha deciso di intitolare a Yara la palestra dell’istituto.

L’idea è nata in considerazione della grande passione della ragazza per la ginnastica, che l’aveva portata a far parte della squadra di ginnastica ritmica di Brembate Sopra. Per l’anniversario della tragedia, il 26 novembre, a Brembate si svolgerà una veglia di preghiera e sarà presentato un libro che raccoglie i messaggi scritti sul registro lasciato in Chiesa.

A tutt’oggi, l’assassino di Yara non ha ancora un nome e un volto. Si sa che il dna appartiene ad un uomo ma si è ancora molto lontani dalla soluzione.   “Se sapessimo a quale famiglia appartiene il Dna dell’assassino di Yara avremmo già portato in caserma tutto il parentado, invece ci siamo ancora molto lontani”, hanno spiegato gli inquirenti. Le smentite, secondo alcuni osservatori, potrebbero anche essere una precisa strategia investigativa per non infrangere il segreto istruttorio.

G.L. – Basilic.it

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Omicidio Gambirasio, intitolata palestra a Yara

È passato circa un anno dalla sua morte, ma la gente continua a ricordare con omaggi e tantissime manifestazioni d’affetto Yara Gambirasio la ragazzina scomparsa mentre usciva dalla palestra del suo paese e ritrovata dopo diversi giorni senza vita.

Il consiglio d’istituto della scuola che frequentava la ragazzina di Brembate Sopra la media “Maria Regina” delle Orsoline di Somasca, che ha deciso di intitolare a Yara la palestra dell’istituto.

L’idea è nata in considerazione della grande passione della ragazza per la ginnastica, che l’aveva portata a far parte della squadra di ginnastica ritmica di Brembate Sopra. Per l’anniversario della tragedia, il 26 novembre, a Brembate si svolgerà una veglia di preghiera e sarà presentato un libro che raccoglie i messaggi scritti sul registro lasciato in Chiesa.

A tutt’oggi, l’assassino di Yara non ha ancora un nome e un volto. Si sa che il dna appartiene ad un uomo ma si è ancora molto lontani dalla soluzione.   “Se sapessimo a quale famiglia appartiene il Dna dell’assassino di Yara avremmo già portato in caserma tutto il parentado, invece ci siamo ancora molto lontani”, hanno spiegato gli inquirenti. Le smentite, secondo alcuni osservatori, potrebbero anche essere una precisa strategia investigativa per non infrangere il segreto istruttorio.

G.L. – Basilic.it

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Ultime news Brembate di Sopra, caso Yara Gambirasio

Importantissime novità emergono nell'ambito delle indagini sull'omicidio della giovane Yara Gambirasio. Indiscrezioni che trovano sempre maggiori conferme parlano di una svolta nell'ambito degli studi sui confronti del Dna. Un lavoro lunghissimo e costosissimo confrontare le tracce biologiche riscontrate sui vestiti di Yara Gambirasio con le migliaia di profili genetici prelevati agli abitanti di Brembate.

Lavoro che sembra stia dando i suoi risultati, in quanto gli inquirenti avrebbero riscontrato alcune corrispondenze per lo meno parziali che potrebbero condurre al possibile assassino della ragazza.
Dunque, se così fosse, potrebbe essere una persona del posto il carnefice di Yara, Gambirasio una persona che forse la ragazza conosceva, e della quale probabilmente si fidava.

Una persona che non ha avuto timore a seguire, accettando magari un passaggio in auto.
Gli inquirenti ci vanno cauti e frenano i fin troppo facili entusiasmi. C'è ancora molto da lavorare e i risultati non sono affatto scontati e sicuri.
Ma finalmente uno spiraglio di verità si comincia a vedere in tutta questa drammatica vicenda.

unonotizie.it

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Ultime news Brembate di Sopra, caso Yara Gambirasio

Importantissime novità emergono nell'ambito delle indagini sull'omicidio della giovane Yara Gambirasio. Indiscrezioni che trovano sempre maggiori conferme parlano di una svolta nell'ambito degli studi sui confronti del Dna. Un lavoro lunghissimo e costosissimo confrontare le tracce biologiche riscontrate sui vestiti di Yara Gambirasio con le migliaia di profili genetici prelevati agli abitanti di Brembate.

Lavoro che sembra stia dando i suoi risultati, in quanto gli inquirenti avrebbero riscontrato alcune corrispondenze per lo meno parziali che potrebbero condurre al possibile assassino della ragazza.
Dunque, se così fosse, potrebbe essere una persona del posto il carnefice di Yara, Gambirasio una persona che forse la ragazza conosceva, e della quale probabilmente si fidava.

Una persona che non ha avuto timore a seguire, accettando magari un passaggio in auto.
Gli inquirenti ci vanno cauti e frenano i fin troppo facili entusiasmi. C'è ancora molto da lavorare e i risultati non sono affatto scontati e sicuri.
Ma finalmente uno spiraglio di verità si comincia a vedere in tutta questa drammatica vicenda.

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Ultime news Brembate di Sopra, caso Yara Gambirasio

Importantissime novità emergono nell'ambito delle indagini sull'omicidio della giovane Yara Gambirasio. Indiscrezioni che trovano sempre maggiori conferme parlano di una svolta nell'ambito degli studi sui confronti del Dna. Un lavoro lunghissimo e costosissimo confrontare le tracce biologiche riscontrate sui vestiti di Yara Gambirasio con le migliaia di profili genetici prelevati agli abitanti di Brembate.

Lavoro che sembra stia dando i suoi risultati, in quanto gli inquirenti avrebbero riscontrato alcune corrispondenze per lo meno parziali che potrebbero condurre al possibile assassino della ragazza.
Dunque, se così fosse, potrebbe essere una persona del posto il carnefice di Yara, Gambirasio una persona che forse la ragazza conosceva, e della quale probabilmente si fidava.

Una persona che non ha avuto timore a seguire, accettando magari un passaggio in auto.
Gli inquirenti ci vanno cauti e frenano i fin troppo facili entusiasmi. C'è ancora molto da lavorare e i risultati non sono affatto scontati e sicuri.
Ma finalmente uno spiraglio di verità si comincia a vedere in tutta questa drammatica vicenda.

unonotizie.it

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Yara Gambirasio: dna riscontrato su vestiti sarebbe di un italiano

ROMA – Il dna sui vestiti di Yara Gambirasio, sarebbe di un italiano. La notizia e' stata data ieri sera nel corso della puntata di Chi l'ha visto?, la trasmissione di Rai3.

Yara Gambirasio

Gli inquirenti, secondo indiscrezioni riportate nel corso del programma, sarebbero risaliti a un familiare di chi ha lasciato il suo DNA sugli indumenti indossati dalla regazzina di Brembate Sopra (Bergamo) sequestrata e uccisa a pochi metri da casa un anno fa.

UNA PISTA C'E', MA SVOLTA SEMBRA ANCORA LONTANA – Una pista che potrebbe condurre all'assassino di Yara Gambirasio c'é, come ce ne sono state tante altre in questi mesi, che purtroppo non si sono rivelate utili ai fini dell'indagine. "Ma al momento non è stata individuata alcuna relazione di parentela tra il dna isolato sui vestiti della ragazzina e quelli raccolti da polizia e carabinieri prima e dopo il ritrovamento del cadavere". E' quanto trapela da fonti investigative, dopo l'ennesimo annuncio in tv in merito a una svolta, data ormai per imminente, dell' inchiesta. Di vero c'é che ad oggi alcuni profili biologici – dunque, non soltanto uno – presentano delle corrispondenze con la traccia di dna presumibilmente lasciata dall'assassino sugli slip e sui pantaloni di Yara. "E' ancora presto, però, per capire se esistano legami di parentela – spiega un investigatore – Dopotutto, in una comunità ristretta come quella di Brembate Sopra e dei paesi limitrofi, non è raro trovare dna che abbiano alcuni punti in comune". Un'impronta biologica che aveva parecchi punti di contatto con quella dell'omicida era già stata trovata a metà giugno. Anche in quel caso si parlò di una svolta delle indagini e dell'individuazione del ceppo familiare, ma anche quella pista non portò a nulla. La presenza di somiglianze tra il profilo biologico dell'assassino e alcuni di quelli raccolti dagli inquirenti, fa pensare che il responsabile del delitto sia un italiano, ma al momento anche questa è un'ipotesi. Quasi certamente il killer non è un lavoratore dell'ormai ex cantiere di Mapello: nessuno dei dna prelevati agli operai coincide con quello dell'assassino, né sono emersi in questi mesi altri elementi in grado di indirizzare i sospetti su qualcuno che lavorava alla costruzione del centro commerciale.

ansa

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ROMA – Il dna sui vestiti di Yara Gambirasio, sarebbe di un italiano. La notizia e' stata data ieri sera nel corso della puntata di Chi l'ha visto?, la trasmissione di Rai3.

Yara Gambirasio

Gli inquirenti, secondo indiscrezioni riportate nel corso del programma, sarebbero risaliti a un familiare di chi ha lasciato il suo DNA sugli indumenti indossati dalla regazzina di Brembate Sopra (Bergamo) sequestrata e uccisa a pochi metri da casa un anno fa.

UNA PISTA C'E', MA SVOLTA SEMBRA ANCORA LONTANA – Una pista che potrebbe condurre all'assassino di Yara Gambirasio c'é, come ce ne sono state tante altre in questi mesi, che purtroppo non si sono rivelate utili ai fini dell'indagine. "Ma al momento non è stata individuata alcuna relazione di parentela tra il dna isolato sui vestiti della ragazzina e quelli raccolti da polizia e carabinieri prima e dopo il ritrovamento del cadavere". E' quanto trapela da fonti investigative, dopo l'ennesimo annuncio in tv in merito a una svolta, data ormai per imminente, dell' inchiesta. Di vero c'é che ad oggi alcuni profili biologici – dunque, non soltanto uno – presentano delle corrispondenze con la traccia di dna presumibilmente lasciata dall'assassino sugli slip e sui pantaloni di Yara. "E' ancora presto, però, per capire se esistano legami di parentela – spiega un investigatore – Dopotutto, in una comunità ristretta come quella di Brembate Sopra e dei paesi limitrofi, non è raro trovare dna che abbiano alcuni punti in comune". Un'impronta biologica che aveva parecchi punti di contatto con quella dell'omicida era già stata trovata a metà giugno. Anche in quel caso si parlò di una svolta delle indagini e dell'individuazione del ceppo familiare, ma anche quella pista non portò a nulla. La presenza di somiglianze tra il profilo biologico dell'assassino e alcuni di quelli raccolti dagli inquirenti, fa pensare che il responsabile del delitto sia un italiano, ma al momento anche questa è un'ipotesi. Quasi certamente il killer non è un lavoratore dell'ormai ex cantiere di Mapello: nessuno dei dna prelevati agli operai coincide con quello dell'assassino, né sono emersi in questi mesi altri elementi in grado di indirizzare i sospetti su qualcuno che lavorava alla costruzione del centro commerciale.

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ROMA – Il dna sui vestiti di Yara Gambirasio, sarebbe di un italiano. La notizia e' stata data ieri sera nel corso della puntata di Chi l'ha visto?, la trasmissione di Rai3.

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Gli inquirenti, secondo indiscrezioni riportate nel corso del programma, sarebbero risaliti a un familiare di chi ha lasciato il suo DNA sugli indumenti indossati dalla regazzina di Brembate Sopra (Bergamo) sequestrata e uccisa a pochi metri da casa un anno fa.

UNA PISTA C'E', MA SVOLTA SEMBRA ANCORA LONTANA – Una pista che potrebbe condurre all'assassino di Yara Gambirasio c'é, come ce ne sono state tante altre in questi mesi, che purtroppo non si sono rivelate utili ai fini dell'indagine. "Ma al momento non è stata individuata alcuna relazione di parentela tra il dna isolato sui vestiti della ragazzina e quelli raccolti da polizia e carabinieri prima e dopo il ritrovamento del cadavere". E' quanto trapela da fonti investigative, dopo l'ennesimo annuncio in tv in merito a una svolta, data ormai per imminente, dell' inchiesta. Di vero c'é che ad oggi alcuni profili biologici – dunque, non soltanto uno – presentano delle corrispondenze con la traccia di dna presumibilmente lasciata dall'assassino sugli slip e sui pantaloni di Yara. "E' ancora presto, però, per capire se esistano legami di parentela – spiega un investigatore – Dopotutto, in una comunità ristretta come quella di Brembate Sopra e dei paesi limitrofi, non è raro trovare dna che abbiano alcuni punti in comune". Un'impronta biologica che aveva parecchi punti di contatto con quella dell'omicida era già stata trovata a metà giugno. Anche in quel caso si parlò di una svolta delle indagini e dell'individuazione del ceppo familiare, ma anche quella pista non portò a nulla. La presenza di somiglianze tra il profilo biologico dell'assassino e alcuni di quelli raccolti dagli inquirenti, fa pensare che il responsabile del delitto sia un italiano, ma al momento anche questa è un'ipotesi. Quasi certamente il killer non è un lavoratore dell'ormai ex cantiere di Mapello: nessuno dei dna prelevati agli operai coincide con quello dell'assassino, né sono emersi in questi mesi altri elementi in grado di indirizzare i sospetti su qualcuno che lavorava alla costruzione del centro commerciale.

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