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Santuario di Loreto. Nominato il nuovo arcivescovo prelato: è monsignor Fabio Dal Cin

È monsignor Fabio Dal Cin, sacerdote della diocesi di Vittorio Veneto, il nuovo arcivescovo prelato di Loreto e delegato pontificio per il Santuario di Loreto e la basilica di Sant’Antonio a Padova. Dal Cin, finora officiale della Congregazione per i Vescovi, succede a monsignor Giovanni Tonucci che ha lasciato l’incarico per ragioni di età.
Il sito della Santa Sede ha reso note le nomine di papa Francesco.

Al tempo stesso il Papa ha accolto la rinuncia all’incarico di arcivescovo Prelato di Loreto e Delegato Pontificio per il Santuario Lauretano di monsignor Giovanni Tonucci che ha ringraziato il Papa e il suo successore: “Accogliamo con immensa gratitudine la decisione del Santo Padre che, nella sua preoccupazione pastorale per la Chiesa, ha dato alla Prelatura di Loreto un nuovo arcivescovo – ha affermato monsignor Tonucci, dopo aver appreso della nomina del suo successore -, nella persona di monsignor Fabio Dal Cin. Il nuovo Pastore sarà accolto con rispetto e affetto. Fin da ora prepariamo i nostri cuori ad una nuova stagione di fede e di impegno evangelico sotto la sua guida, mentre affidiamo alla materna protezione di Maria Monsignor Fabio e la sua missione in mezzo a noi”.

Anche monsignor Dal Cin, dopo aver appreso della sua nomina, ha espresso gratitudine al Papa e al suo predecessore: “Mi ha sempre colpito il messaggio di umiltà e di semplicità che viene dalla Casa di Maria – ha scritto nel messaggio di saluto -. E con umiltà e semplicità desidero anch’io venire tra voi, come un compagno di viaggio, per proseguire insieme il cammino della vita alla sequela del Cristo Risorto, fedeli al tesoro di religiosità, di carità e di cultura che caratterizza il Santuario e la Città di Loreto”.

Chi è monsignor Fabio Dal Cin?

Monsignor Fabio Dal Cin è nato a Vittorio Veneto (diocesi di Vittorio Veneto e provincia di Treviso) il 23 gennaio 1965. Ha compiuto gli studi della scuola primaria e secondaria a Sarmede, paese di residenza. Successivamente ha frequentato il Seminario Minore e Maggiore diocesano. Il 7 dicembre 1990 è stato ordinato sacerdote per la diocesi di Vittorio Veneto.

Nel 1990 è stato nominato Vicario parrocchiale del Duomo di Motta di Livenza. Nel 1988 è stato chiamato a svolgere l’incarico di Animatore della Comunità Giovanile del Seminario Minore diocesano, di Vice-Direttore del Centro Diocesano Vocazioni ed ha frequentato i corsi di specializzazione presso l’Istituto di “Liturgia Pastorale” di Santa Giustina in Padova, dove ha conseguito la Licenza in “Sacra Teologia con specializzazione liturgico-pastorale”.

Nel 2000, è stato nominato Delegato Vescovile per la Pastorale Vocazionale e Direttore del Centro Diocesano Vocazioni e nel 2001 Professore di Liturgia nello Studio Teologico Interdiocesano Treviso-Vittorio Veneto. Nel 2003, ha ricevuto l’incarico di Animatore del Seminario Maggiore e di Cerimoniere Vescovile. Nel 2004 è stato nominato Membro della Commissione per la formazione e il ministero dei Diaconi Permanenti.

Dal marzo 2007 è Officiale presso la Congregazione per i Vescovi.

Nel 2011 ha conseguito il Dottorato in Teologia presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma.

Dal 2012 è Cappellano di Sua santità.

Attualmente presta assistenza spirituale al Santuario della Madonna della Quercia in Roma.

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Abusi su bambini sordomuti. Accusato un sacerdote della diocesi di Civitacastellana

Il prete trasferito nel Viterbese venti anni fa raggiunto dalla troupe di La 7
09/02/2017 – 10:09

CIVITA CASTELLANA – Vive a Civita Castellana uno dei sacerdoti coinvolti nell’inchiesta sui 67 casi di abusi sessuali che ci sarebbero stati fino alla fine degli anni Ottanta all’istituto religioso Provolo di Verona. La troupe di Piazza Pulita l’ha raggiunto nel Viterbese, dove risiede ormai da venti anni dopo aver lasciato il Provolo. La struttura, all’epoca, ospitava bambini sordomuti che sarebbero stati vittime di violenze da parte dei preti.

La vicenda è stata al centro della trasmissione sulla 7 di giovedì scorso. Il giornalista Luca Bertazzoni dopo aver raccolto le testimonianze delle vittime è arrivato “nelle campagne viterbesi. Qui, vent’anni fa – spiega nel corso del servizio-, si è trasferito don ***, uno dei sacerdoti dell’istituto Provolo accusati di aver violentato degli alunni. Don *** è anche presidente della federazione italiana assistenza sacerdoti”. Un finto prete ha incontrato il sacerdote, riprendendo di nascosto l’incontro. Nel video si sente il finto prete confessare di aver avuto rapporti intimi con un bambino. Il sacerdote lo consiglia di contattare una serie di persone che possono aiutarlo: “Tu gli presenti la tua situazione – dichiara il prete mostrando una lista – e gli dici: ‘Guarda, ho avuto questa… chiamala difficoltà; questo incidente. Non lo so, chiamalo come vuoi. Ti conviene buttar fuori tutto perché tutti questi hanno il segreto professionale, eh. Io ti do quelli di cui mi fido e che so, che conosco di più. Non succede niente guarda, ti assicuro. Con queste persone che ti ho dato, non ti succede proprio niente. Questi ti consiglieranno anche, per esempio, eventualmente, altre soluzioni se nella tua diocesi di origine è un problema. Basta una piccola amplificazione sui giornali e… ciao, sei fritto. Questi sanno anche come difenderti dai giornali. Una delle cose a cui facciamo molta, molta attenzione sono proprio i mezzi di comunicazione: non devono entrare in queste situazioni qua”.

Dopo l’incontro con il finto prete, Bertazzoni riesce a parlare con il sacerdote in strada nel centro di Civita Castellana e gli racconta di aver parlato con due vittime che lo accusano degli abusi. Un incontro per strada in cui il sacerdote dichiara davanti alle telecamere: “Io non c’entro niente. Ma voi siete stupidi oppure ci somigliate? Io non c’entro niente. Nel modo più assoluto. Andate a farvi benedire. Ma voi siete malati. Siete malati qua dentro. Sa da quanto tempo sono via dal Provolo? Ma sa da quanto tempo? E sa quanto tempo dopo è venuta fuori questa storia? Non capisco perché voi andate dietro questa cosa qua’. Il giornalista lo incalza, gli dice che ha il video con le vittime che raccontano gli abusi e il sacerdote replica: ‘Poverini (rivolto agli ex allievi dell’istituto). Ma se non sanno neanche chi sono…”. Eppure le vittime non si arrendono. Pur se il reato è ormai prescritto, chiedono giustizia.

viterbonews24.it

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Vaticanista attacca Papa su nomine Vescovi in Emilia Romagna

Di seguito il testo dell’articolo di Sandro Magister tratto dal blog Settimo Cielo critico sulla linea di rinnovamento attuata da Papa Francesco sulle nomine dei Vescovi, che sta portando invece una ventata di rinnovamento conciliare… in barba ai tradizionalisti (ndr)

Ricambio in vista a Ferrara. Le nomine dei vescovi nell’era di Francesco

Ferrara

Le nomine dei vescovi sono il principale strumento con cui papa Francesco rimodella la gerarchia della Chiesa. Alcune nomine gli stanno talmente a cuore che non esita a saltare tutti i passaggi procedurali e fare lui tutto da solo.

Per l’Argentina, ad esempio, avviene quasi sempre così. Da quando è papa, Jorge Mario Bergoglio ha deciso lui di persona praticamente tutte le nuove nomine vescovili in quella nazione.

Ma anche in Italia Francesco ama riservare a sé le scelte chiave. Non solo per grandi diocesi come Roma, Palermo, Bologna o Milano, ma anche per talune sedi di media grandezza.

Una di queste è la diocesi di Ferrara, dove la nomina del nuovo vescovo è data per vicina.

Il vescovo in carica, infatti, Luigi Negri, ha compiuto i 75 anni canonici lo scorso 26 novembre e, come di norma, ha rimesso il mandato nelle mani del papa. Il quale in tutti i casi del genere può prorogare la sua permanenza in sede, oppure procedere subito al ricambio.

A Ferrara la proroga non c’è stata. E lo si può capire. Negri, da una vita in Comunione e liberazione e vicinissimo al fondatore don Luigi Giussani, è uno dei vescovi meno assimilabili allo stile di papa Bergoglio.

Per la scelta del suo successore le procedure sono quasi ultimate. A fine gennaio il nunzio in Italia Adriano Bernardini ha concluso le consultazioni di rito, in particolare quelle di tutti gli altri vescovi, anche emeriti, dell’Emilia Romagna, la regione in cui ricade Ferrara, e ora si appresta a inoltrare una terna di candidati alla congregazione vaticana per i vescovi, che la vaglierà e darà infine la sua indicazione al papa.

Tra i vescovi consultati ve ne sono alcuni in sintonia con Negri, come quello di Reggio Emilia Massimo Camisasca, anche lui di Comunione e liberazione e pupillo di don Giussani, o come l’arcivescovo emerito di Bologna Carlo Caffarra, uno dei quattro cardinali che hanno sottoposto al papa i famosi “dubia” sull’interpretazione di “Amoris laetitia”.

Ma ve ne sono anche altri allineati in pieno a Bergoglio, come l’arcivescovo di Bologna da lui stesso insediato, Matteo Zuppi, e i vescovi di Ravenna Lorenzo Ghizzoni e di Modena Erio Castellucci.

Una simile varietà di orientamenti potrebbe quindi suggerire candidature d’equilibrio, non troppo sbilanciate in un senso o nell’altro.

Ma se papa Francesco volesse scegliere lui il nuovo vescovo di suo gradimento? O addirittura l’avesse già scelto?

L’ipotesi non è affatto da escludere.

Nella congregazione per i vescovi papa Francesco ha una squadra di suoi esecutori molto agguerrita, che mette facilmente fuori gioco – forte del mandato di Santa Marta – la congregazione e il suo cardinale prefetto, il canadese Marc Ouellet.

Compongono questa squadra il segretario del dicastero, il brasiliano Ilson de Jesus Montanari, fatto arcivescovo e chiamato a questo ruolo nevralgico dallo stesso Bergoglio, l’argentino Fabián Pedacchio Leaniz, poco visibile ma potente segretario personale del papa, e l’italiano Fabio Dal Cin, legatissimo soprattutto al secondo.

Non solo. Proprio monsignor Dal Cin, 52 anni, della diocesi di Vittorio Veneto, potrebbe essere il candidato che papa Francesco ha in mente per la successione nella diocesi di Ferrara. Forse più ancora di monsignor Giancarlo Perego, attuale direttore della pastorale per i migranti nella conferenza episcopale italiana, caldeggiato sia dal segretario generale e referente di Bergoglio per la CEI Nunzio Galantino, sia dall’ex direttore della Caritas di Bologna Giovanni Nicolini.

Nicolini è fondatore e superiore delle Famiglie della Visitazione, una comunità che si ispira a don Giuseppe Dossetti. Ed è legato a quell’influente think tank cattolico progressista, noto come “scuola di Bologna”, che ha avuto nello stesso Dossetti il suo fondatore e ha nello storico della Chiesa Alberto Melloni e nel fondatore del monastero di Bose Enzo Bianchi i suoi attuali reggitori e guru, entrambi ultrabergogliani.

Corre appunto voce, tra costoro, che “l’Emilia Romagna è ormai nostra”, proprio grazie alle nomine che papa Francesco si appresterebbe a fare non solo a Ferrara, ma anche nella vicina diocesi di Rimini, il cui attuale titolare, il vescovo Francesco Lambiasi, è alle prese con una esposizione debitoria talmente grave da esigere una sua sostituzione, non necessariamente punitiva visti i suoi appoggi romani e visto il precedente della diocesi di Terni, per il cui debito si svenò lo IOR e per il cui vescovo, Vincenzo Paglia, si dischiusero le praterie di alte cariche curiali.

Una postilla. Tra i cardinali e i vescovi membri della congregazione vaticana che vaglia le nomine, Bergoglio ha incluso – tra i primi atti del suo pontificato – proprio il predecessore di Negri a Ferrara, Paolo Rabitti.

Il quale aveva consegnato a Negri, al momento della successione, alla fine del 2012, una diocesi in stato disastroso, con i conti in disordine e – come non bastasse – con un nugolo di seminaristi inaffidabili, rastrellati qua e là da altre diocesi che li avevano respinti.

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Scandalo in Curia: prete attore in un video hard

NOLA. Scandalo alla Diocesi di Nola: prete sospeso perché colto più volte in orge con ragazzi gay. Un giovane sacerdote sarebbe stato colto ben due volte sul fatto, ripreso dai filmati che poi sono stati girati al vescovo andato in pensione, Beniamino Depalma.

Nel primo caso, il giovane sacerdote si trovava in una parrocchia di Scafati, quando al vescovo venne fatto recapitare un primo video. Il capo della Diocesi spostò il prete a Marigliano, molto più vicino e con la possibilità di tenerlo sotto occhio.

Don G. ci sarebbe ricascato finendo in un altro filmino hard con due o più persone dello stesso sesso tra cui anche dei parrocchiani, a questo punto la decisione di trasferire il parroco in Piemonte, ma poichè anche al Nord il sacerdote ha continuato, il vescovo ha quindi emesso un provvedimento di sospensione a divinis ovvero di interruzione della vita clericale, dopo aver visto le scene che ritraggono il prete in sesso gay.

fonte: La Città di Salerno

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Nola, scandalo in Curia. Spuntano i video hard di un prete gay: sospeso

“Non commettere atti impuri”. Così recita il sesto comandamento della religione cristiana. Peccato che in alcuni casi a non rispettarlo siano proprio i preti. L’ultimo intreccio tra sesso e religione (dopo lo scandalo delle orge di Don Andrea Contin a Padova) arriva dalla provincia napoletana. Da Nola, dove l’ex vescovo, monsignore Beniamino Depalma, andato in pensione a inizio gennaio, avrebbe adottato un provvedimento di sospensione a divinis (interruzione della vita clericale) nei confronti di un parroco finito al centro di un ricatto hard. A svelare l’intrigo a Ilventiquattro – è una dipendente della Curia di Nola (che preferisce restare nell’anonimato per timore di ritorsioni).

Il prete, don G.L., sarebbe finito, per la prima volta, in un filmino hard omosessuale quando era alla guida di una parrocchia di Scafati, comune della provincia di Salerno. I video – racconta la gola profonda – sarebbero stati spediti al Vescovo Depalma che immediatamente trasferì il prete in un’altra parrocchia, stavolta nel territorio mariglianese.

Ma il sacerdote ci ricasca: spunta un nuovo filmato, sempre a sfondo sessuale, tra il prete e un giovane che frequentava la parrocchia del mariglianese. I video che ritraggono il parroco mentre consuma orge con altri ragazzi arrivano al Vescovo e alla moglie di uno dei protagonisti delle scene hard. Lo scandalo sta per esplodere quando arriva per il parroco, con il vizietto del sesso, il trasferimento a Torino in una comunità religiosa.

I chilometri non placano i bollori hard del prete che via Skipe contatta uno dei suoi amanti per proporre sesso virtuale. L’ultimo episodio spinge l’ex vescovo di Nola Depalma ad adottare la “scomunica” per il parroco infedele ( sospensione a divinis) a fine di tutelare l’immagine della chiesa nolana che rischiava di essere travolta da uno scandalo a sfondo sessuale.

Dal giorno della scomunica del prete infedele nessuna traccia. A metà gennaio al vertice della Curia di Nola è arrivato un nuovo vescovo, monsignore Francesco Marino che dovrà gestire, tra le altre cose, anche il complicato rapporto tra fede cristiana e sesso.

fonte: ilventiquattro.it

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