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Germania: “nuova via sacerdotale” tema centrale plenaria vescovi. Card. Marx, “rispondere a nuove aspettative dei fedeli”

Con la tradizionale conferenza stampa di fine lavori, si è conclusa l’Assemblea plenaria primaverile della Conferenza episcopale tedesca (Dbk). Il card. Reinhard Marx, presidente della Dbk, ha evidenziato l’importanza del luogo, la città di Bensberg, nell’arcidiocesi di Colonia, perché ”25 anni fa proprio a Bensberg è nata la Conferenza episcopale tedesca come è oggi: ci si tenne la prima Assemblea plenaria con i vescovi della ex Germania ovest e della ex Germania est riuniti”. Nella riflessione centrale della plenaria, che ha toccato il tema del futuro della vita sacerdotale ed episcopale, il card. Marx ha rilevato dei punti che dovranno caratterizzare le scelte apostoliche ed ecclesiali sulla formazione dei giovani sacerdoti e sull’assistenza e utilizzo dei sacerdoti anziani, in un senso profondo di “testimonianza della libertà, una libertà per quelle persone che non condividono la nostra fede. Che implica l’impegno per assicurare la libertà a coloro che sono presi a calci, picchiati e violentati, per coloro che sono oppressi e messi a tacere”. Il cardinale ha evidenziato come nella discussione generale si è parlato della necessità “di rispondere alle nuove aspettative che i fedeli hanno verso i nuovi sacerdoti” i quali “dovrebbero impreziosire il loro carattere religioso con le domande aperte del nuovo complesso sociale con il quale si confrontano”. In questo senso è stato elogiato il progetto mediatico e sociale “Valerie e il sacerdote”, con il quale molti giovani, attraverso il confronto quotidiano di una ragazza atea con un giovane prete, hanno potuto conoscere aspetti nascosti e sconosciuti della vita sacerdotale.

sir

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“In ogni vicariato una mensa comune per i sacerdoti”

“In ogni vicariato una mensa comune per i sacerdoti”. È una delle proposte per favorire la “fraternità sacerdotale”, contenuto non secondario della riforma del clero, alla quale la Cei sta lavorando da due anni ed è arrivata ora “al  momento conclusivo”. Ne ha parlato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nella conferenza stampa di chiusura del Consiglio permanente, annunciando che “i vescovi hanno condiviso la proposta di realizzare entro la primavera un testo che affronti i diversi tasselli del mosaico della formazione permanente”.  Tra le proposte, quella di realizzare nelle diocesi delle “forme concrete” grazie alle quali i sacerdoti possano “non necessariamente vivere insieme, sullo stesso tempo”, ma comunque sperimentare forme di maggiore comunione con il presbiterio locale. “Alcune sono già in atto, come le mense comuni”, ha ricordato il cardinale citando l’esperienza di Genova e auspicando che “in tutti i vicariati ci sia una mensa comune, non solo magari per avere un piatto caldo pronto, ma per incontrarsi con i fratelli: anche se non si fanno discorsi teologici, va benissimo, perché la fraternità passa in mille modi”. “Fare un po’ di vacanza insieme, un ritiro, una gita”, le altre proposte per “forme micro” di fraternità sacerdotale: “Tutte le occasioni sono buone: basta incontrarsi e il cuore si apre”. Tutto ciò, naturalmente, non esclude “i grandi incontri del clero con il vescovo, con un occhio particolare al clero più giovane” e la pratica degli esercizi spirituali, “tutti gli anni ma non come un compito pesante, una armatura da mettere indosso”, bensì come occasione di “ristoro spirituale”. “Le collaborazioni pastorali vengono dopo”, ha detto il cardinale: “dobbiamo stare insieme innanzitutto per incontrarci tra di noi, non soltanto per fare qualcosa. Il punto fondamentale non è programmare, ma incontrare i confratelli”.

sir

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Nuovo superiore generale per la comunità che aiuta i sacerdoti

Il 13° Capitolo generale della Congregazione di Gesù Sacerdote, fondata da padre Mario Venturini nel 1926 e composta da una trentina di religiosi, ha eletto ieri a Trento il nuovo superiore generale: è il padovano padre Carlo Bozza, 64 anni, in Brasile dal 1984, che sostituisce dopo 12 anni padre Gianluigi Pastò. Vice superiore è stato nominato il trevisano padre Gino Gatto, 70 anni, in servizio a Zevio, Trento e Loreto. Gli altri tre consiglieri generali sono il veronese padre Giuseppe Stegagno, il brasiliano padre Antonio de Sousa e il trentino fratel Antonio Lorenzi. Nel corso del Capitolo, che è stato preceduto da una settimana di esercizi spirituali a Loreto e che prosegue fino al 15 luglio sul tema “Ut in corde tuo maneant”, i padri Venturini si confrontano sulla loro vocazione specifica, che attira giovani in Italia e nelle comunità in Brasile: tre quest’anno le ordinazioni sacerdotali. “Vogliamo essere fedeli al nostro carisma – spiega padre Carlo Bozza – che si caratterizza per la preghiera e l’aiuto concreto ai sacerdoti, dentro le realtà in cui vivono”.

sir

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Papa Francesco stravolge la teologia del Giubileo sui sacerdoti: preti sposati emarginati

Bastoni e rimproveri di Bergoglio che stravolgono la natura dell’evento giubilare; sui preti sposati poi una vera discriminazione attuata da Papa Francesco e dagli organizzatori dell’evento romano: del tutto esclusi dalla Celebrazioni (ndr).

Le origini del Giubileo risalgono all’Antico Testamento. Infatti la parola “giubileo” deriva da Jubilaeum che a sua volta deriva dalle tre parole ebraiche Jobel (ariete), Jobil (richiamo) e Jobal (remissione). Nel capitolo XXV del Levitico, infatti, il popolo ebraico viene incoraggiato a far suonare il corno (Jobel) ogni quarantanove anni per richiamare (Jobil) la gente di tutto il paese, dichiarando santo il cinquantesimo anno e proclamando la remissione (Jobal) di tutti gli abitanti.

Infatti secondo l’Antico Testamento il Giubileo portava con sé la liberazione generale da una condizione di miseria, sofferenza ed emarginazione. Così la legge stabiliva che nell’anno giubilare non si lavorasse nei campi, che tutte le case acquistate dopo l’ultimo Giubileo tornassero senza indennizzo al primo proprietario e che gli schiavi fossero liberati. Gesù trasformò i precetti dell’anno giubilare in una grande prospettiva ideale, in cui l’emancipazione, il perdono e l’inizio di un anno di grazia di Dio assumevano un nuovo significato. Un sabato infatti Gesù spiegò che era lui il Messia di cui si parla in un passo di Isaia, e che quel giorno prendeva inizio la salvezza e la “pienezza del tempo”.

(testo sul Giubileo tratto da “Famiglia Cristiana)

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Persi quasi ottanta sacerdoti in vent’anni a Cremona: offerta al Vescovo dai preti sposati

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Continua a calare il numero di religiosi nella diocesi cremonese: oggi sono 316. Nel ’96 erano 392.

Continua a calare il numero dei preti nella diocesi di Cremona, mentre la loro età media s’innalza. Parliamo di un fenomeno generalizzato, che non riguarda solo la Chiesa cremonese; ma che costituisce senz’altro una sfida da raccogliere per il nuovo vescovo Antonio Napolioni. Ed è proprio al nuovo Vescovo che il movimento dei sacerdoti lavoratori sposati (fondati nel 2003 da don Giuseppe Serrone, offre la collaborazione per la gestione delle chiese senza sacerdoti.

“Speriamo che Mons. Napolioni chieda a Roma al Vaticano e a Papa Francesco di porre mano alla riforma e riaccogliere nella Chiesa i preti sposati desiderosi di ritornare ad esercitare il ministero pastorale”.

tratto da Gazzetta di Mantova

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Preti sposati per le vocazioni: è a rischio la sostituibilità generazionale dei sacerdoti

I cattolici battezzati nel mondo sono circa 1 miliardo e 272 milioni e crescono ad un ritmo superiore a quello della popolazione mondiale. L’Europa arranca, rispetto ad Africa e Asia, sia nell’incremento dei battezzati che delle nuove vocazioni: è a rischio la sostituibilità generazionale dei sacerdoti. Dal 2005 al 2014 il clero diocesano e religioso è aumentato di quasi 10mila unità ma, negli ultimi tre, è di nuovo in calo. Forte evoluzione per il diaconato permanente, lieve diminuzione per i religiosi fratelli e flessione per le suore. È quanto emerge dall’Annuario Pontificio 2016 e dell’Annuarium Statisticum Ecclesiae 2014 che registrano il polso della Chiesa cattolica nel mondo e mostrano alcune tendenze in atto

L’Europa smarrisce la capacità di essere modello di riferimento e il baricentro della Chiesa si sposta sempre più verso l’Africa e l’Asia, dove le fila del cattolicesimo non cessano di ingrossarsi. L’incremento significativo del clero diocesano, che fa da contrappunto a una marcata flessione dei sacerdoti religiosi. Il fenomeno del diaconato permanente in forte espansione. La tendenza globalmente positiva dei candidati al sacerdozio. Sono i dati principali che emergono dall’Annuario Pontificio 2016 e dell’Annuarium Statisticum Ecclesiae 2014 presentati oggi. Le pubblicazioni, curate dall’Ufficio centrale di statistica della Santa Sede, registrano il polso della Chiesa cattolica nel mondo e mostrano alcune tendenze in atto.

Cattolici nel mondo. Dal 2005 al 2014, il numero dei cattolici battezzati nel mondo è cresciuto a un ritmo superiore (14,1%) a quello della popolazione mondiale nello stesso periodo (10,8%). La presenza cattolica si attesta al 17,8% e, in termini assoluti, si contano circa 1 miliardo e 272 milioni di cattolici distribuiti eterogeneamente nelle varie aree geografiche.

L’Europa, cresciuta in nove anni di appena il 2%, ospita quasi il 23% della comunità cattolica mondiale e la presenza sul territorio è stabile al 40%.

È, invece, nel continente africano che il numero dei battezzati prospera (215 milioni nel 2014) e aumenta a un ritmo pari a più del doppio di quello dei Paesi asiatici (quasi il 41%) e di gran lunga superiore alla crescita della popolazione (23,8%).
I vescovi sono aumentati dell’8,2%, attestandosi a 5.237 unità. L’incremento, però, è stato marcato in Asia (+14,3%) e in Africa (+12,9%), mentre in America (+6,9%), in Europa (+5,4%) e in Oceania (+4%) i valori si collocano sotto la media mondiale. La distribuzione per continente è rimasta sostanzialmente stabile nell’arco temporale considerato, con una maggiore concentrazione sul totale in America e in Europa.

Preghiera

Clero. Il numero dei sacerdoti diocesani e religiosi è passato da 406.411 nel 2005 a 415.792 nel 2014 ma, leggendo tra le righe, si scopre che il ritmo di crescita è stato più sostenuto nei primi sei anni e in lenta decrescita negli ultimi tre. L’Africa (+32,6%) e l’Asia (+27,1%) guidano la classifica, mentre l’Europa (-8%) chiude la coda. Le defezioni si sono progressivamente ridotte ma i decessi salgono.

Una situazione che porta a ritenere plausibile una modifica del carico pastorale a livello mondiale, ovvero il numero dei cattolici per sacerdote, che sarà sempre più elevato in Africa e in America di fronte a un’Europa alle prese con l’invecchiamento sacerdotale e il basso tasso di rinnovo.

I sacerdoti diocesani presentano andamenti nel complesso crescenti – fatta eccezione per il Vecchio continente – al contrario di quelli religiosi che sono in declino nelle Americhe, in Europa e in Oceania. Nei nove anni, dunque, l’Africa, l’Asia sud-orientale, l’America Centrale continentale e quella del Sud vedono aumentare il loro peso, l’Asia Medio-orientale e l’Oceania rimangono praticamente stazionarie, l’America del Nord e l’Europa mostrano un peso declinante.

Nuovi sacerdoti. Il numero dei seminaristi maggiori (diocesani e religiosi) passa da 114.439 nel 2005 a 120.616 nel 2011, ma torna a scendere a 116.939 nel 2014. La diminuzione degli ultimi tre anni ha interessato tutti i continenti, con l’eccezione dell’Africa (+3,8%).

È evidente il ridimensionamento del ruolo del continente europeo e di quello americano rispetto alla crescita potenziale del rinnovo delle compagini sacerdotali,

con una quota che passa dal 20,2% al 16,2% per l’Europa e dal 32,2% al 29,1% per l’America, a fronte di un’espansione di quello di Africa e di Asia che rappresentano complessivamente nel 2014 una percentuale del 53,9% del totale mondiale. Il potenziale di sostituibilità generazionale dei sacerdoti è, dunque, assai diversificato: Africa e Asia confermano il loro primato con 66 e 54 candidati ogni 100 sacerdoti, mentre l’America e l’Oceania si posizionano a 28 e 22 candidati. Chiude ancora una volta l’Europa che, con appena 10 candidati ogni 100 sacerdoti, mostra un futuro incerto per il continente.

fonte: agensir

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Il Parroco rinuncia. I devoti: «Da domenica ci facciamo la messa da soli». Si offrono i preti sposati

L’articolo (riportato in basso) suscita la reazione dell’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati: “Se Papa Francesco e il Vescovo o i fedeli ci invitassero potremmo metterci al servizio, con un nostro prete sposato, della parrocchia priva di sacerdoti”. (ndr)

La Spezia – Troppe parrocchie da seguire per don Paolo, che da Beverino doveva avventurarsi pure per i tornanti che portano a Comuneglia e Codivara.

E così, suo malgrado, il sacerdote ha dovuto fare delle scelte: tagliare le funzioni religiose nelle due frazioni del comune di Varese Ligure.

Ma la comunità deli due borghi, almeno centocinquanta abitanti e «da sempre particolarmente unita», come sottolinea anche il sindaco di Varese, Giancarlo Lucchetti, s’è come sempre rimboccata le maniche.

«Da domenica ci facciamo la messa da soli – dice Paola Ghiggeri, anima del paese e gerente del bar-alimentari del luogo – Faremo delle letture, a turno e dei gruppi di preghiera». A “dire messa”, almeno per il battesimodella funzione fai da te, è stato incaricato il diacono Amedeo Cerisola.

Emozioni particolari? «No, no, e poi non sono tipo da finire sul giornale», dice sorridendo.

Ma poi gli amici del bar lo sostengono, ed emerge così la volontà della comunità di non perdere anche la chiesa, dopo le mille difficoltà affrontate ogni mattina per percorrere chilometri di strade dissestate. Un luogo di fede, un punto di incontro per tutti. Anche per questo la comunità è sempre stata legata ai suoi sacerdoti, che pure hanno rischiato per andare a dire messa a Comuneglia. Come accadde a don Franco, nel 2012, finito fuori strada per una lastra di ghiaccio sul dissestato manto stradale.

O come quando gli stessi abitanti si sono rimboccati le maniche e hanno messo bitume per tappare le buche e permettere il passaggio della processione, in occasione della festa dellaMadonna del Carmine. Mancava giusto di dirsi la messa da soli. Domenica accadrà pure questo.

ilsecoloXIX.it

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CHIESA, A ROMA RITIRO MONDIALE SACERDOTI CON PAPA FRANCESCO DAL 10 GIUGNO. Apra ai preti sposati

“Trasformati dall’amore e per l’amore”, questo il tema della meditazione che Papa Francesco proporrà il prossimo 12 giugno ai sacerdoti in arrivo nella Capitale da tutto il mondo. L’occasione: il terzo Ritiro mondiale, organizzato dall’Iccrs (International Catholic Charismatic Renewal Services) e dalla Catholic Fraternity (Cf) dal 10 al 14 giugno, dedicato alla riflessione su “Chiamati alla santità per la nuova evangelizzazione”. Lo scrive RomaSette.it, organo di informazione online del Vicariato di Roma. Ognuna delle 5 giornate in programma sarà dedicata a una delle prospettive nelle quali il tema generale verrà articolato: Radunati, Riconciliati, Trasformati, Fortificati e, da ultimo, Inviati per la nuova evangelizzazione. A fare da filo conduttore, l’esortazione apostolica Evangelii gaudium. Si comincia il 10 giugno con la Messa di apertura presieduta dal cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici. Seguirà il saluto di benvenuto di Michelle Moran (presidente Iccrs) e Gilberto Barbosa (presidente Cf). La meditazione della giornata sarà affidata a padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, e sarà dedicata al tema del ritiro: “Chiamati alla santità per la nuova evangelizzazione”. L’11 giugno il cardinale Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio giustizia e pace, guiderà la meditazione del giorno su “Riconciliati con Dio”. A presiedere la Messa sarà il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano. Nel pomeriggio poi la parola passerà a don Livio Tacchini per una meditazione su “Il prezzo della riconciliazione”, seguita da un tempo di riconciliazione guidato da padre Daniel Ange. Il 12 giugno padre Jonas Abib interverrà su “Lascia che l’amore di Dio ti trasformi”; subito dopo suor Briege McKenna e padre Kevin Scallon guideranno l’adorazione eucaristica e la preghiera di guarigione. Nel pomeriggio l’incontro con Papa Francesco, che proporrà la sua riflessione: “Trasformati dall’amore e per l’amore”. Quindi, dopo un tempo di dialogo con i sacerdoti, celebrerà la Messa e consegnerà ai partecipanti il mandato missionario. “Fortificati per essere più pienamente discepoli-missionari” è il tema sul quale si soffermerà, il 13 giugno, padre Raniero Cantalamessa. A seguire, la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero. Nel pomeriggio ci sarà la meditazione su “Vivere il sacerdozio nella potenza dello Spirito Santo” di monsignor Joseph Malagreca. Dal Brasile arriverà la testimonianza di monsignor José Luis Azcona. La giornata sarà conclusa dalla preghiera per una nuova effusione di Spirito Santo con Patti Gallagher Mansfield e monsignor Alberto Taveira. Il ritiro si concluderà domenica 14 giugno con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale vicario della diocesi di Roma Agostino Vallini. (29 aprile 2015) (omniroma.it)

 

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Parte da giugno il bonus di 80 euro ai sacerdoti

I sacerdoti che ricevono la remunerazione dall’Istituto centrale per il sostentamento del clero trovano nel cedolino di questo mese anche il bonus di 80 euro previsti per i lavoratori dipendenti. Il clero italiano, e quello straniero in Italia al servizio delle diocesi, riceve questo sussidio (in realtà una detrazione fiscale) in virtù della equiparazione della remunerazione sacerdotale alla retribuzione da lavoro dipendente (legge 222/85). Gli 80 euro non spettano ai sacerdoti inseriti nel sistema di previdenza integrativa, almeno per quest’anno.
Il decreto 66/2014 ha previsto il pagamento del bonus sin dal mese di maggio, ma l’Istituto centrale, a causa delle difficoltà di gestione di un importo che è semplice solo all’apparenza, non ha potuto liquidare in tempo il beneficio. Anche se la prima rata è stata posticipata al mese di giugno, la cifra annuale complessiva di 640 euro resta tuttavia immutata e viene semplicemente distribuita su sette mesi invece di otto.
A monte di queste operazioni, è stato necessario accertare per ogni sacerdote inserito nel sistema il rispetto dei limiti di reddito stabiliti dal decreto 66 (sotto gli 8mila euro e sopra i 26mila euro lordi), confrontando i dati reddituali in possesso dell’Istituto centrale e sempre ipotizzando che l’interessato resti nel sostentamento per tutto l’anno in corso.
Fra le «annotazioni» che accompagnano il cedolino di giugno potrà risultare l’avviso di alcune situazioni collegate alla condizione reddituale del singolo sacerdote. Spetta al singolo riscontrare infatti la presenza di redditi da rapporti di lavoro in corso e non conosciuti dall’Istituto centrale. Questi redditi devono essere segnalati tempestivamente tramite il rispettivo Istituto diocesano. Questa circostanza può indurre il sacerdote a chiedere l’attribuzione del bonus ora mancante, oppure la sospensione.
È concreto il rischio di dover restituire tutta o parte della somma percepita nel corso di quest’anno, in sede di dichiarazione dei redditi col 730 o con Unico del 2015. La presenza di altri sostituti di imposta (datori di lavoro dipendente) non facilita infatti la corretta attribuzione del bonus. Possono incidere sul diritto anche variazioni ai redditi personali nel corso dei restanti mesi del 2014. L’eventuale addebito di quanto erroneamente percepito verrà effettuato da parte dell’Istituto centrale in occasione del conguaglio fiscale per il 2014.
Nel determinare il diritto agli 80 euro non si devono considerare gli importi da pensione qualora il reddito da lavoro sia inferiore ad 8 mila euro. Negli altri casi, le pensioni rientrano nel reddito complessivo che si aggiunge a quello lavorativo.

avvenire.it
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Apertura importante e per certi aspetti inedita da parte del Papa sul celibato dei sacerdoti

Apertura importante e per certi aspetti inedita da parte del Papa sul celibato dei sacerdoti. “Forse lei non sa – ha spiegato Bergoglio a Scalfari – che il celibato fu stabilito nel X secolo, cioè 900 anni dopo la morte di nostro Signore. La Chiesa cattolica orientale ha facoltà fin d’ora che i suoi presbiteri si sposino. Il problema certamente esiste ma non è di grande entità. Ci vuole tempo ma le soluzioni ci sono e le troverò”. Non a caso Francesco ha citato l’esempio della Chiesa orientale per valutare un cambiamento nella dottrina che riguarda il celibato sacerdotale. Proprio l’esempio concreto che viene dall’Oriente sarà al centro della discussione del Sinodo dei vescovi che si terrà a ottobre in Vaticano per valutare l’altra apertura significativa, e molto attesa all’interno della Chiesa, ovvero quella verso i divorziati risposati.

ilfattoquotidiano.it

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