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Preti sposati non hanno lasciato un mestiere. Il sacerdozio è uno stile di vita che resta per sempre

“Il sacerdozio non è un mestiere o un ufficio burocratico che si può svolgere in un tempo e poi basta. Il presbitero è uno stile di vita e non un lavoro”: è quanto sottolineato dal cardinale Fernardo Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione di popoli, in visita pastorale in Guinea Equatoriale.

Raccoglie lo stimolo, immediatamente, il Movimento Internazionale dei sacerdoti lavoratori sposati che commenta le parole del cardinale Filoni: “Dato che il sacerdozio non è un mestiere o un ufficio burocratico, anche per i preti sposati validamente ordinati, i preti sposati stessi devono essere immediatamente richiamati in servizio pastorale dal Papa Francesco”

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Come si muoverà Papa Francesco sui preti sposati

“Dobbiamo riflettere se i viri probati siano una possibilità e dobbiamo anche stabilire quali compiti possano assumere, ad esempio in comunità isolate. La Chiesa deve riconoscere il momento giusto nel quale lo Spirito chiede qualcosa”.

Per il Movimento Internazionale dei Sacerdoti Lavoratori Sposati è ora il tempo dello Spirito che invita Papa Francesco oltre a riflettere sui “viri probati” a riaccogliere nel ministero i preti sposati (ndr).

E’ uno dei passaggi più significativi dell’ampia intervista che il Papa ha concesso al settimanale tedesco Zeit. Francesco si mostra assai possibilista su un tema su cui si discute da anni, ma che ha iniziato a entrare con forza nel dibattito vaticano dopo la sua elezione al Soglio pontificio.

LA PROPOSTA DEL CARDINALE HUMMES

Il Papa ha parlato di “comunità isolate” e il riferimento implicito è al caso particolare dell’Amazzonia. Due anni fa, nel corso di un’udienza in Vaticano, mons. Erwin Kraeutler, responsabile della più estesa prelatura brasiliana (quella di Xingu), spiegava a Francesco quanto fosse difficile – per non dire impossibile – garantire la vita liturgica (e sacramentale) in una regione vastissima e abitata da settecentomila cattolici potendo contare solo su ventisette sacerdoti. Mons. Kraeutler si faceva così latore di una proposta che già tempo prima aveva fatto il cardinale Claudio Hummes, già prefetto della congregazione per il Clero e molto ascoltato da Bergoglio: aprire ai viri probati.

CHI SONO I VIRI PROBATI

I viri probati sono uomini maturi, di provata fede ed esperienza, sposati, con figli, che ricevono l’ordinazione. Non è una novità dell’ultim’ora. Più di dieci anni fa, era il 2005, sempre il cardinale Hummes aveva riproposto il tema, non ottenendo però molti consensi tra i padri sinodali. “Certuni hanno fatto riferimento ai viri probati, ma questa ipotesi è stata valutata come una strada da non percorrere”, si legge nel Documento finale.

LE OPPOSIZIONI

Diversi padri, allora, si opposero alle tesi di Hummes in quanto le consideravano il grimaldello che avrebbe portato in una seconda fase all’abolizione del celibato sacerdotale. E non è un caso che il Comitato centrale dei cattolici tedeschi abbia subito proposto di rivedere le norme in merito per far fronte alla carenza di preti.

IL CELIBATO SACERDOTALE RESTA

Il problema è che il primo a non volere ciò è il Papa stesso, che più volte ha riaffermato l’importanza di mantenere il celibato sacerdotale, nonostante questo non sia un dogma, come da lui stesso sottolineato. “La chiesa cattolica ha preti sposati, nel rito orientale. Perché il celibato non è un dogma di fede, è una regola di vita che io apprezzo tanto e credo che sia un dono per la chiesa. Non essendo un dogma di fede, sempre c’è la porta aperta”, diceva ad esempio conversando con i giornalisti di ritorno dal viaggio in Terrasanta, nel maggio del 2014. Ancora prima, nel libro-conversazione con l’amico rabbino Abrahm Skorka, diceva: “Per il momento io sono a favore del mantenimento del celibato, con tutti i pro e i contro che comporta, perché sono dieci secoli di esperienze positive più che di errori”. Alla Zeit, ha confermato che “il celibato libero non è una soluzione”, benché questo la carenza di vocazioni sia “un problema enorme” e la Chiesa “dovrà risolverlo”.

formiche.net

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Preti sposati, Papa Francesco e Card. Müller stravolgono la teologia dei carismi con errori sul celibato
Giu14

Preti sposati, Papa Francesco e Card. Müller stravolgono la teologia dei carismi con errori sul celibato

Il documento, per il Movimento dei Sacerdoti Lavoratori sposati esagera sul celibato.

Davanti alle “tensioni” che spesso nella Chiesa accompagnano il processo di riconoscimento della validità di un nuovo Movimento, cioè ai “momenti di prova nel discernimento dei carismi”, la Congregazione della Dottrina della Fede “intende chiarire la collocazione teologica ed ecclesiologica delle nuove aggregazioni ecclesiali a partire dalla relazione tra doni gerarchici e doni carismatici, così da favorire l’individuazione concreta delle modalità più adeguate per il riconoscimento ecclesiale di questi ultimi”. E’ quanto si riassume nella Lettera “Iuvenescit Ecclesia” indirizzata dalla Congregazione della Dottrina della Fede ai vescovi della Chiesa Cattolica sulla relazione tra doni gerarchici e carismatici per la vita e la missione della Chiesa. Il documento è stato presentato presso la sala stampa della Santa Sede dal cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e dal cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i Vescovi.

La sintesi riportata in alto e il commento in basso son tratti da “farodiroma.it”:

Nel documento non manca infine un riferimento al tema del celibato sacerdotale, presentato come un dono dello Spirito Santo al pari degli altri carismi (anche se in effetti lo stesso Spirito Santo dona il matrimonio al clero di rito orientale, come nel caso dei greco-cattolici in Ucraina e Romania, ma anche in altri paesi balcanici, dei maroniti in Libano e dei siriaci in tutto il Medio Oriente, per non parlare delle diaspore). Secondo la CDF, infatti, “è significativo che lo spirito dei consigli evangelici venga raccomandato dal Magistero anche ad ogni ministro ordinato. Anche il celibato, richiesto ai presbiteri nella venerabile tradizione latina, è chiaramente nella linea del dono carismatico; esso non è primariamente funzionale, ma ‘rappresenta una speciale conformazione allo stile di vita di Cristo stesso’, in cui si realizza la piena dedizione di sé in riferimento alla missione conferita mediante il sacramento dell’Ordine”.

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Preti sposati: Documento Vaticano sui carismi approvato da Papa Francesco contro la riforma
Giu14

Preti sposati: Documento Vaticano sui carismi approvato da Papa Francesco contro la riforma

Il movimento dei sacerdoti lavoratori sposati è intervenuto su alcuni testi della Lettera Iuvenescit Ecclesia (La Chiesa ringiovanisce), approvata da Papa Francesco e pubblicata oggi dalla Congregazione per la Dottrina della Fede del cardinale Gerhard Ludwig Mueller.

“Un documento che non affonda le radici nel Vaticano II, lontano dall’attualità”.

Ribadisce tesi tradizionaliste sulla riforma del Celibato dei preti e sulla possibilità di reinserimento dei preti sposati nella Chiesa.

In basso il testo relativo al celibato da un articolo de “La Stampa”:

Nel testo, peraltro, si sottolinea che «anche il celibato, richiesto ai presbiteri nella venerabile tradizione latina, è chiaramente nella linea del dono carismatico; esso non è primariamente funzionale, ma “rappresenta una speciale conformazione allo stile di vita di Cristo stesso”, in cui si realizza la piena dedizione di sé in riferimento alla missione conferita mediante il sacramento dell’Ordine».

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