#ParliamoneSabato @RaiUno @peregopaola ospita i preti sposati

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Il 5 novembre 2016 è andata in onda una puntata di “Parliamone Sabato”, il programma, condotto da Paola Perego, che promette d’intrattenere tutta la famiglia. Si tratta di un vero e proprio people-show, atto principalmente da gente comune che si racconta e si confronta. C’è stato spazio per storie emozionanti, divertenti ma anche per riflettere su temi di grande attualità. Non sono mancati momenti dedicati ad ospiti vip e interviste a personaggi noti.

Nella puntata del 5 novembre 2016 di “Parliamone Sabato”, sono stati protagonisti all’interno della trasmissione anche i preti sposati con in studio  il nostro fondatore don Giuseppe Serrone e sua moglie Albana …. che hanno raccontato a Paola Perego la loro storia e portato una testimonianza diretta di vita sulla questione dei diritti civili e religiosi dei preti sposati.   Un altro ottimo contributo al dibattito è stato l’intervento di don Antonio Rizzolo (direttore della rivista “Credere”) dei periodici San Paolo  ospite in studio.

Venale e provocatorio invece l’intervento di Ana Laura Ribas, ridimensionata dalla risposta di Albana Ruci e dai rilievi della brava conduttrice Paola Perego che insieme a Vladimir Luxuria hanno riportato il tema dello spazio della puntata sui preti sposati a un dibattito propositivo. Don Giuseppe ha concluso affermando che  “non è in gioco la questione del celibato dei preti ma la riammissione dei preti sposati al ministero pastorale. I preti sposati sono una grande ricchezza per la nostra Chiesa”

Dal link (anche in alto)  >>>http://www.raiplay.it/video/2016/10/Parliamone-Sabato-1596014b-91b7-4f87-877f-98c3edf90c43.html è possibile visualizzare tutta la puntata del 5 Novembre.

Parliamone Sabato ha raccolto 1.598.000 spettatori con l’11.9%.

 

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Incontri zonali preti sposati: dal 31 Maggio 2015 al 2 Giugno 2015 a Verbania (Lago Maggiore)

Da Domenica 31 Maggio fino al Pranzo del 2 Giugno 2015 è un’occasione per ritrovarci…. Saremo nella zona di Verbania (Lago Maggiore) per incontri: Cena il 31 Maggio 2015. e Cena e Pranzo del 1 Giugno per concludere con il Pranzo insieme di Martedì 2 Giugno 2015

Il contributo previsto è di 50 euro

Chi darà l’adesione e il contributo potrà usufruire gratuitamente di un pranzo o di una cena a scelta nel periodo di incontri a Verbania.

Per informazioni e prenotazioni mail sacerdotisposati@alice.it

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Preti sposati chiedono di collaborare per una revisione della normativa sul celibato

Preti sposati chiedono di collaborare per una revisione della normativa sul celibato

Alcuni fatti: Parrocchie, comunità, istituti  sempre più senza sacerdoti per la Celebrazione della S. Messa; canoniche e chiese abbandonate al degrado;   preti sempre più anziani  impegnati in più luoghi  trasformandosi spesso solo in funzionari.

È la denuncia dell’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati da anni impegnata per i diritti civili e religiosi dei preti sposati e delle loro famiglie. Papa Francesco ponga mano alla riforma della Chiesa Cattolica e riammetta nel ministero i preti sposati

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Preti sposati. Ha ancora senso la castità per i sacerdoti? La risposta di uno psicologo

Ha ancora senso la castità per i sacerdoti?

Silvio Ciappi, psicologo e criminologo forense, moltissimi sacerdoti, tra questi tanti stranieri giunti in Italia, sono coinvolti in reati a sfondo sessuale. Una escalation che fa riflettere sulla castità richiesta dal sacerdozio.

Oggi, secondo lei c’è una percezione diversa della vocazione sacerdotale e del senso di castità?

No non credo che ci sia una percezione diversa e davanti a un ristretto gruppo di sacerdoti che ‘sbagliano’ ce ne sono tantissimi che invece prendono molto sul serio la loro vocazione. C’è da dire piuttosto che bisognerebbe domandarsi il senso oggi della ‘castità’, non solo sul piano teologico che non mi compete, quanto sul piano personale: si tratta di una grossa privazione personale, che genera costi inconsci pesanti.

panorama.it

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In Svizzera fedeli abbandonano Chiesa cattolica anche per il no ai preti sposati

L’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati impegnata per i diritti civili e religiosi dei preti sposati e per il cambio della normativa a favore della riammissione dei preti sposati che potrebbe fermare la fuga dei fedeli

« I servizi proposti dalla Chiesa riformata e da quella cattolica sono apprezzati dalla popolazione, tuttavia l’immagine del cattolicesimo ha fortemente risentito in questi anni degli scandali sessuali. Lo rileva uno studio dell’Istituto svizzero di sociologia pastorale.

Anche le posizioni in materia di morale sessuale, uguaglianza dei sessi e celibato dei preti hanno influito sul giudizio negativo dei fedeli verso la chiesa cattolica, che viene screditata nella sua interezza, scrive l’Istituto in un comunicato odierno, senza dimenticare che la cattiva reputazione spinge i credenti ad abbandonare la Chiesa.

Per rifarsi l’immagine – secondo gli autori dello studio – è necessaria l’apertura, evitando “qualsiasi tentativo di nascondere i problemi o gli errori interni, comunicando in modo trasparente”.

Le persone interrogate per la realizzazione dello studio (1400 negli ultimi due anni) si sono espresse in maniera più positiva nei riguardi della Chiesa riformata, che gode nell’insieme di una migliore reputazione. Tutti comunque ritengono “utili” le offerte ecclesiali quali il battesimo e il matrimonio e apprezzano l’impegno sociale delle Chiese.» (Ticinonline)

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In una chiesa cattolica d’Inghilterra arriva un nuovo parroco. Sposato e con sei figli al seguito

Parliamo della chiesa parrocchiale St John’s Wood vicino a Londra. Il prete in questioen si chiama Jeff Steel. Perché è sposato e ha figli?

Presto detto: Padre Jeff ha servito come cappellano al Chelsea e Westminster Hospital, e come vicario in Shepherds Bush ed è un ex ministro della Chiesa d’Inghilterra e quindi ha avuto facoltà di sposarsi, in passato. Lui e sua moglie, Rhea hanno avuto sei figli e vivranno nella casa parrocchiale.

Il Mattino.it

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L’età media avanzata e il calo delle nuove vocazioni rischia di portare a esaurimento il clero friulano. Si offrono i sacerdoti sposati

Parrocchie sguarnite, calo delle vocazioni, riduzione e riorganizzazione delle attività pastorali sono problemi quotidiani con cui ogni sacerdote e ogni fedele del Friuli si trova a confrontarsi quotidianamente. La situazione è ben presente anche ai vertici del clero del Nordest: qualche mese fa, lo scorso gennaio, i vescovi si sono riuniti per due giorni per discutere sul tema ‘Chiesa particolare e sua presenza sul territorio. Nuove opportunità’. È stato proprio l’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, a stilare un resoconto della situazione delle varie esperienze in atto. Anche se non tutte le Diocesi del Triveneto stanno già attuando nuove forme di organizzazione ecclesiale (cioè di presenza e azione pastorale della Chiesa sul territorio), tutte, però, hanno programmi e progetti per a far crescere la comunione e la collaborazione tra laici e clero.

Focus parrocchie
I soggetti maggiormente stimolati ad aprirsi a questa tendenza sono le parrocchie, spinte a cercare nuove forme di organizzazione ecclesiale da alcune cause ben note: la manifesta ‘insufficienza’ della parrocchia, la carenza di sacerdoti, la maggiore mobilità della popolazione e il venir meno di molti “confini” geografici, la mutata condizione esistenziale, culturale e religiosa della società.
A questo scenario multiforme la Chiesa tenta di rispondere modificando e riorganizzando la sua struttura sul territorio, soprattutto in termini di attività e di coinvolgimento della parte laica della comunità cattolica.
Guardando i dati secchi, però, la situazione sembra al limite dell’emergenza. Se nella Diocesi di Udine, il rapporto tra parrocchie e parroci raggiunge il 74%, a Concordia – Pordenone scende al 64,4% e a Gorizia addirittura al 55,5%. L’età media dei parroci, però, è molto elevata: si va dai 65 anni dei sacerdoti goriziani ai 70 di quelli udinesi, passando per i preti pordenonesi, che hanno in media 68 anni.

Nessun allarme
“La situazione è seria, ma non allarmante – commenta don Roberto Tondato, cancelliere della Diocesi di Concordia – Pordenone -. Potrebbe diventarlo entro qualche anno, però, se si considera che l’età media dei sacerdoti è elevata. Nella nostra zona avremo a breve cinque ordinazioni, tre preti e due diaconi, ma salta agli occhi che c’è necessità di un cambio di prospettiva. Io non parlerei di allarme, però, perché la questione non va vista solo da un punto di vista numerico. La comunità è chiamata ad operare attivamente, a prendersi certe responsabilità, a collaborare con il sacerdote. Qui la questione non è più solo sostituire un prete in una parrocchia, si tende ad andare in un’altra direzione che porterà a un cambio di tutta la Chiesa”.
“I laici non sono chiamati a sostituire i sacerdoti – specifica Mauro Ungaro, portavoce della Diocesi di Gorizia e direttore del settimanale diocesano ‘La voce isontina’ -, ma a cooperare per realizzare determinate attività. Come la catechesi o il sostegno ai poveri. Nella nostra zona, sono presenti un sacerdote ogni due parrocchie: una situazione omogenea, che non crea particolari problemi. Fra qualche anno però, si prevede che la presenza del clero sul territorio vada diminuendo. È adesso il momento di iniziare a  cambiare”.

Raccoglie l’invito l’associazione dei sacerdoti sposati. Un cambio utilissimo potrebbe essere quello del rientro in servizio attivo nelle parrocchie dei preti sposati.

 

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Preti sposati desiderano raggiungere Papa Francesco

L’impegno dell’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati  può cambiare la Storia bimillenaria della Chiesa.

L’attuale periodo storico della Chiesa è segnato  dai passaggi decisivi delle scelte sul celibato, sulla famiglia, sui figli illegittimi dei preti e sulle loro donne segrete, costrette a vivere fuori da qualsiasi logica della scala sociale.

Nel mondo sono più di 120.000 i preti che abbandonano il sacerdozio per farsi una famiglia o che hanno una donna segreta. È un segnale così importante che la Chiesa non può più ignorare.

L’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati è impegnata e mobilitata in materia di diritti umani rivolgendosi non solo al Vaticano, ma anche alle istituzioni civili per ottenere la libertà e il diritto di sposarsi. È Papa Francesco che potrebbe abolire in tempi brevi l’obbligo del celibato restituendo a questi uomini i loro diritti naturali e umani. La regola del celibato ecclesiastico è una legge voluta e istituita dagli uomini ma non da Dio”.

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In Svizzera altri 150 figli di sacerdoti cattolici e 500 donne che avrebbero avuto legami sentimentali con un prete

Critiche di Avvenire con il giornalista Andrea Fagioli a un trasmissione televisiva….

Comunque il problema resta ed è di grande attualità… L’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati impegnata dal 2003….

Ecco il testo di Avvenire

Il celibato dei preti: Cielo disinforma tanto per farsi pubblicità
Siamo a Vacallo, in Svizzera. Alessandro era un padre passionista fino a che, a 35 anni, ha incontrato la donna che avrebbe poi sposato. Quella di Alessandro è la prima delle storie raccontate dal documentario Per amor di Dio, andato in onda venerdì in seconda serata su Cielo, uno dei due canali in chiaro di Sky, a firma di Renato Pugina, regista varesino che lavora molto in Svizzera, non nuovo a certe “indagini” avendo all’attivo titoli come Due padri per David, In un corpo sbagliato e Finché vita non vi separi. A proposito del suo passato, Alessandro afferma che «i preti vengono formati a essere isolati» e che di fatto sono «dei disadattati sociali incapaci di avere delle relazioni normali con le persone».
Accanto alla storia dell’ex passionista, vengono raccontate quella di Palmiro, figlio mai riconosciuto di un prete cattolico, e quella di Gabriella, presidente dell’associazione “Donne toccate dal celibato dei preti”, che avrebbe rintracciato in Svizzera altri 150 figli di sacerdoti cattolici e 500 donne che avrebbero avuto legami sentimentali con un prete. La stessa Gabriella è sposata con un ex domenicano dopo 20 anni di relazione clandestina.
Nella vicina Francia, Dominique è un’ex suora che ha vissuto una “vita amputata”, come lei stessa la definisce, per non aver messo su famiglia e avuto dei figli dal prete che ha frequentato per un decennio. Avanti a casi estremi (di cui non si nega l’esistenza, ma che non sono la norma), il documentario propone commenti della serie «gli amori clandestini sorti all’ombra del campanile sono sempre esistiti», «certe cose come la pedofilia sono sempre state tollerate e coperte», «la Chiesa di oggi é disumana»….
L’intento, infatti, è proprio quello di dare l’idea di una Chiesa senz’anima, ottusa, che fa violenza psicologica sui propri membri e sembra non offrire nessuna parola di speranza. Tra preti che vanno con le donne e preti pedofili (non si citano stranamente gli omosessuali) viene fuori che quasi nessuno è “in regola”. O meglio, gli unici sarebbero i cristiano maroniti del Libano, di cui vengono presentate le storie di don Pierre e di padre Ibrahim, entrambi sposati. Nessuna testimonianza di preti capaci di vivere con serenità il celibato e nessuna parola in ogni caso a favore di questa condizione. Se aggiungiamo che a questo documentario ne seguiva uno sull’oggettistica erotica, vien fuori un calderone che non fa certo onore a Sky i cui canali in chiaro, anziché essere una vetrina di prodotti tv di qualità (di cui sono peraltro capaci), diventano provocazioni di basso profilo per far parlare di sé.

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CHIESA, A ROMA RITIRO MONDIALE SACERDOTI CON PAPA FRANCESCO DAL 10 GIUGNO. Apra ai preti sposati

“Trasformati dall’amore e per l’amore”, questo il tema della meditazione che Papa Francesco proporrà il prossimo 12 giugno ai sacerdoti in arrivo nella Capitale da tutto il mondo. L’occasione: il terzo Ritiro mondiale, organizzato dall’Iccrs (International Catholic Charismatic Renewal Services) e dalla Catholic Fraternity (Cf) dal 10 al 14 giugno, dedicato alla riflessione su “Chiamati alla santità per la nuova evangelizzazione”. Lo scrive RomaSette.it, organo di informazione online del Vicariato di Roma. Ognuna delle 5 giornate in programma sarà dedicata a una delle prospettive nelle quali il tema generale verrà articolato: Radunati, Riconciliati, Trasformati, Fortificati e, da ultimo, Inviati per la nuova evangelizzazione. A fare da filo conduttore, l’esortazione apostolica Evangelii gaudium. Si comincia il 10 giugno con la Messa di apertura presieduta dal cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici. Seguirà il saluto di benvenuto di Michelle Moran (presidente Iccrs) e Gilberto Barbosa (presidente Cf). La meditazione della giornata sarà affidata a padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, e sarà dedicata al tema del ritiro: “Chiamati alla santità per la nuova evangelizzazione”. L’11 giugno il cardinale Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio giustizia e pace, guiderà la meditazione del giorno su “Riconciliati con Dio”. A presiedere la Messa sarà il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano. Nel pomeriggio poi la parola passerà a don Livio Tacchini per una meditazione su “Il prezzo della riconciliazione”, seguita da un tempo di riconciliazione guidato da padre Daniel Ange. Il 12 giugno padre Jonas Abib interverrà su “Lascia che l’amore di Dio ti trasformi”; subito dopo suor Briege McKenna e padre Kevin Scallon guideranno l’adorazione eucaristica e la preghiera di guarigione. Nel pomeriggio l’incontro con Papa Francesco, che proporrà la sua riflessione: “Trasformati dall’amore e per l’amore”. Quindi, dopo un tempo di dialogo con i sacerdoti, celebrerà la Messa e consegnerà ai partecipanti il mandato missionario. “Fortificati per essere più pienamente discepoli-missionari” è il tema sul quale si soffermerà, il 13 giugno, padre Raniero Cantalamessa. A seguire, la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero. Nel pomeriggio ci sarà la meditazione su “Vivere il sacerdozio nella potenza dello Spirito Santo” di monsignor Joseph Malagreca. Dal Brasile arriverà la testimonianza di monsignor José Luis Azcona. La giornata sarà conclusa dalla preghiera per una nuova effusione di Spirito Santo con Patti Gallagher Mansfield e monsignor Alberto Taveira. Il ritiro si concluderà domenica 14 giugno con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale vicario della diocesi di Roma Agostino Vallini. (29 aprile 2015) (omniroma.it)

 

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