Roma «Abusi su una suora, Padre Salonia a processo»

Giovanni Salonia

Il Messaggero

Ci sono certe ferite destinate a non guarire. Mai. Una suora abusata da un sacerdote rischia di ammalarsi nell’anima, di precipitare in un tunnel senza luce, fino a non vedere più nemmeno Dio. Sono passati quattro mesi dal summit in Vaticano sugli abusi che un caso emblematico riaffiora dalle sabbie mobili grazie alla magistratura italiana. La Procura di Roma ha deciso di chiedere il rinvio a giudizio per padre Giovanni Salonia, tra i più affermati psicoterapeuti operanti nel mondo ecclesiale, accusato da una suora di violenza sessuale, con l’aggravante, per i pm, di «avere agito per motivi abietti». 

IL PERSONAGGIO
Salonia, appartenente all’Ordine dei cappuccini, con alle spalle amicizie importanti, tra cui l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, si è sempre proclamato innocente. «Nella veste di psicoterapeuta e nello stesso tempo di sacerdote – si legge nel capo di imputazione – costringeva la sua suora, sua paziente, a compiere e subire atti sessuali» in diverse incontri tra il 2009 e il 2013. L’incidente probatorio, disposto a marzo dal Tribunale, deve avere fugato ogni dubbio al magistrato che ha ritenuto necessario richiedere il processo. Se la giustizia italiana avanza, esaminando quanto accaduto per arrivare a una sentenza, la giustizia vaticana sembra essersi inceppata. 
SEGNALAZIONI
Naturalmente alla Congregazione per i Religiosi il dossier era arrivato puntuale, corredato da diverse segnalazioni interne. Le vittime per il Vaticano sarebbero tre, per fatti avvenuti anni addietro. Ma come spesso succede al di là del Tevere molte carte finiscono in una specie di limbo. 
Due anni fa Papa Francesco era intenzionato a promuovere Salonia vescovo ausiliare di Palermo, dietro sponsorizzazione di Lorefice. L’investitura era già pronta poi ad un tratto è saltata la promozione. Il Pontefice aveva cambiato idea. In genere, in Vaticano, queste cose accadono solo davanti a informazioni interne ritenute gravi. In quei giorni Salonia diffondeva una lettera spiegando ai fedeli di aver rinunciato volontariamente all’incarico per non creare problemi al Papa. I religiosi che avevano denunciato in Vaticano certe anomalie sul frate, venivano messi da parte nelle strutture ecclesiali palermitane, accusati di calunnia. A difesa di Salonia si era mosso anche il ministro della Sicilia dei cappuccini («Le accuse sono infondate e inconsistenti»). A questo punto Papa Francesco ha convocato a Roma il generale dei cappuccini per chiedere provvedimenti su Salonia. Da quel momento, inspiegabilmente è iniziata la sua riabilitazione. 
L’Antonianum, come altre università cattoliche, lo ha chiamato a tenere lezioni e master, la San Paolo gli ha pubblicato un volume (con prefazione del Papa) sulla vita del beato Puglisi. 
PIETRA D’ANGOLO
A mettere a tacere definitivamente tutto è stato un incontro il 15 settembre 2018 a Palermo durante la visita del Papa. Nel palazzo arcivescovile, il vescovo Lorefice ha presentato padre Salonia a Francesco. Un saluto breve con foto di rito, ma sufficiente a garantire al sacerdote una nuova luce. La notizia del rinvio a giudizio è rimbalzata in Vaticano amareggiando diverse persone. Una suora, in particolare, si è ricordata delle parole coraggiose che a febbraio, al summit sugli abusi, sono state pronunciate da suor Veronica Openibo, superiora generale della Società del Santo Bambino Gesù, davanti al Papa: «Al presente viviamo uno stato di crisi e di vergogna. Abbiamo gravemente offuscato la grazia della missione di Cristo. È possibile per noi passare dalla paura dello scandalo alla verità?».
Certo dell’innocenza di Salonia è il suo avvocato, Pier Paolo Dell’Anno: «Dimostreremo l’infondatezza dell’accusa. L’eccentricità del lungo tempo trascorso tra il termine della terapia e la denuncia, più di quattro anni; la riconosciuta efficacia della stessa, sia da parte della religiosa, che anche da professionisti terzi, e infine la circostanza che vede totalmente taciuto l’asserito abuso, nonostante negli anni intercorsi dopo il termine della terapia la suora sia stata, per di più, seguita da varie figure professionali».

‘Palermo in serie C’, Lega B cambia: cancellati playout

(AGGIORNA E SOSTITUISCE SERVIZIO DELLE 19.06) (ANSA) – ROMA, 13 MAG – Resta poco rosa e tanto nero nell’incubo del Palermo, retrocesso in serie C per irregolarità gestionali dopo un travagliato periodo dal punto di vista della società che, almeno secondo il tribunale della Figc, è stata gestita con eccessiva spregiudicatezza tra il 2014 e il 2018. Resta fuori l’ex patron Maurizio Zamparini, dato che i giudici ne hanno dichiarato inammissibile il deferimento per mancato rispetto dei termini a difesa. La sentenza che accoglie quasi in toto le richieste della procura “per responsabilità diretta” del club era attesa ma non per questo fa meno male – “Una decisione che colpisce tutta la città”, dichiara il sindaco Leoluca Orlando – e ha riflessi importanti e inattesi anche su altre squadre. La Lega di serie B ha riunito a stretto giro il Consiglio e deciso che il Palermo è la quarta squadra retrocessa con Foggia, Padova e Carpi, ‘cadute’ sul campo. Niente playout, quindi, con Venezia e Salernitana salve, mentre il Perugia entra di diritto come ottava nei playoff, che cominceranno secondo il calendario previsto, senza rinvii.

Il Consiglio direttivo della lega cadetta, davanti alla prospettiva di dover gestire un altro momento complesso dopo il terremotato avvio di stagione, ha tagliato la testa al toro, varando senza indugi i playoff che vedranno anche l’esordio della Var, voluta dal presidente, Mauro Balata, in vista di una sperimentazione nella prossima stagione. A Palermo ora le preoccupazioni sono ben altre. Orlando si rammarica del fatto che la sentenza “dolorosa non tiene conto dei risultati sportivi” e annuncia che “si valuterà, anche come amministrazione comunale, quali siano i margini di appello”. “E’ una sentenza pesantissima che non riesco a comprendere”, ha detto il presidente del Palermo, Alessandro Albanese, secondo il quale Arkus Network, che ha acquistato il club, non cambia i piani di rilancio del club: “Confidiamo nell’appello, la sentenza va ribaltata, e non ci sentiamo in C”.

Il dispositivo della sentenza del tribunale traccia un quadro preoccupante. Il Collegio ha rilevato, nelle stagioni sotto esame, una “sistematica attività volta ad eludere i principi di sana gestione finanziaria e a rappresentare in maniera non fedele alla realtà lo stato di salute della società”. Ci sarebbero state, secondo i giudici, per “responsabilità degli odierni deferiti”, varie “attività chiaramente elusive, proseguite dal 2015 al 2018”, con un bilancio al 30 giugno 2016 con tali alterazioni “da permettere di conseguire l’iscrizione al campionato di calcio 2017/2018”.

Tra queste attività, c’erano la “dichiarazione di crediti inesistenti” anche per decine di milioni di euro, o “l’occultamento di una situazione perdita di capitale”. In tutte, secondo l’accusa, era coinvolto Zamparini, attualmente agli arresti domiciliari e in attesa di processo con rito immediato per falso in bilancio e false comunicazioni sociali nella gestione del Palermo. L’ex presidente è stato escluso dal procedimento della giustizia sportiva per aver ricevuto l’atto di deferimento “lo stesso giorno in cui la Procura Federale lo ha emesso, “in palese violazione dei termini a difesa”. (ANSA).

Borsellino: Fava, chiarezza su depistaggi. La figlia Fiammetta, i pm rendano conto del loro operato

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(ANSA) – PALERMO, 18 LUG – “Tra il ’92 e il ’94 si è assistito al più clamoroso depistaggio che la storia della Repubblica ricordi. Per questo chiederemo agli attuali responsabili dell’intelligence cosa è accaduto tra il ’92 e il ’94”. L’ha detto il presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava nella conferenza stampa seguita all’audizione di Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato ucciso nella strage di Via D’Amelio il 22 luglio 1992. Per Fiammetta Borsellino “se la procura di Caltanissetta e i magistrati del tempo hanno fatto male, è giusto che rendano conto del loro operato”. In vista dell’anniversario della strage, la figura di Paolo Borsellino è stata ricordata oggi, fra l’altro, in aula, dalla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, dal vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, dall’Anm e da diversi esponenti politici.

Playoff B: 1-1 col Cittadella, Frosinone in finale. Affronterà il Palermo per la A

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Il Frosinone pareggia con il Cittadella 1-1, stesso risultato dell’andata, ma grazie al miglior piazzamento in campionato, accede alla doppia finale con il Palermo avendo anche contro i siciliani il vantaggio della migliore classifica. Contro i veneti i giallazzurri hanno accusato assenze pesanti, oltre a Daniel Ciofani e Ariaudo, Paganini, Beghetto e anche Maiello portato in panchina ma non al meglio. Nel primo tempo,il Cittadella ha sfiorato il vantaggio al 29′ con Strizzolo arrivato di un soffio in ritardo su cross di Bartolomei. Due paratone di Alfonso hanno negato il gol a Ciano su punizione al 31′ e a Gori, sventola da fuori area al 39′. Padroni di casa in vantaggio al 2′ della ripresa con Gori, Ciociaro doc, bravo a infilare di piattone destro Alfonso, dopo traversone basso di Soddimo, respinto corto dalla difesa del Cittadella. Il Frosinone ha scelto la linea del contenimento, cosa che aveva fatto per ampi tratti anche nei primi 45′. Al 30′ doccia gelata sullo Stirpe, con il nuovo entrato Kouamé bravo e fortunato nello sfruttare un pallone deviato dalla difesa di casa su tiro di Chiaretti e a battere con un diagonale chirurgico Vigorito. Il Cittadella si è riversato tutto all’attacco creando mischie in area ma il Frosinone, questa volta, ha evitato la beffa. Nei secondi finali veneti in dieci per il doppio giallo Varnier. Nel Frosinone sono stati ammoniti Crivello e Ciano. Mercoledì sera finale di andata a Palermo a casa del grande ex Stellone l’artefice della promozione in A del Frosinone tre stagioni fa e che ora, ovviamente, proverà a sbarrare la strada ai suoi ex.

Il Palermo è la prima finalista dei playoff per la promozione in Serie A. Davanti a un Barbera gremito da quasi trentamila spettatori, i rosanero battono per 1-0 il Venezia grazie alla pressione iniziale che porta subito buoni risultati e soprattutto il vantaggio. Al 5′ il tiro da fuori di Rispoli, dopo una carambola, finisce nei piedi di Trajkovski che tira, la respinta di Audero in uscita va sui piedi di Domizzi che, per anticipare Coronado, la mette nella sua porta. Come era successo all’andata, Il Palermo passa e si rintana nella sua metà campo. E subisce il ritorno degli ospiti. Sinistro al volo di Pinato sugli sviluppi di un calcio di punizione e grande risposta di Pomini. Stellone incita i suoi a uscire e, quando il Palermo va avanti, è sempre pericoloso. Mettono i brividi ad Audero prima un colpo di testa di La Gumina e poi con una conclusione da fuori di Murawski. I rosanero capiscono che devono continuare a pressare e cercano il raddoppio, sfiorato da Rispoli al 36′, il suo tiro dalla sinistra viene deviato e finisce sull’esterno della rete. Inzaghi striglia i suoi nell’intervallo e il Venezia, in avvio di ripresa, sembra più pimpante. Al 19′ la grande occasione con Pomini bravo a mettere il piede sul colpo di testa ravvicinato di Geijo. L’estremo difensore rosanero si ripete su Litteri al 28′. La partita diventa nervosa e i pochi tifosi del Venezia vengono fatto uscire dallo stadio. Al 36′ Pinato si fa superare da Jajalo e poi lo falcia da dietro. Per l’arbitro Aureliano è rosso e gli ospiti rimangono in dieci. Il momento negativo del Venezia culmina nel rigore assegnato per fallo di Domizzi su La Gumina al 44′. Sul dischetto va proprio il bomber palermitano ma il tiro è debole e poco angolato: Audero para.

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Mafia: salpa la Nave della Legalità. A Palermo la mostra fotografica dell’ANSA ‘L’eredità di Falcone e Borsellino’

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Partirà martedì sera dal porto di Civitavecchia alla volta di Palermo, alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, la Nave della Legalità con a bordo gli oltre mille ragazze e ragazzi che arriveranno, la mattina del 23 maggio, a Palermo per le celebrazioni in occasione del XXVI anniversario delle Stragi di Capaci e di via d’Amelio. Gli studenti troveranno a bordo un “equipaggio” speciale composto da 50 giovani dell’Università degli Studi di Milano accompagnati dal loro docente, il prof. Nando Dalla Chiesa, e parteciperanno a momenti di riflessione e attività sul tema della lotta alla criminalità organizzata. Sulla nave dibatterà con i ragazzi anche Claudia Loi, sorella di Emanuela Loi, agente della scorta di Borsellino. Il viaggio è reso possibile grazie alla collaborazione con Grandi Navi Veloci (GNV), società del Gruppo MSC.

Le celebrazioni istituzionali il 23 mattina si terranno nell’Aula Bunker dell’Ucciardone, luogo simbolo del Maxiprocesso a Cosa Nostra. Alle manifestazioni parteciperà il Presidente della Camera, Roberto Fico, che sarà presente a Palermo. L’Aula Bunker dell’Ucciardone, al cui interno sarà allestita la mostra fotografica realizzata dall’agenzia di stampa ANSA “L’eredità di Falcone e Borsellino”, ospiterà la cerimonia istituzionale che sarà trasmessa in diretta su Rai Uno dalle 10 alle 13.

Interverranno, tra gli altri, il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli, il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho, il Capo della Polizia Franco Gabrielli, il rappresentante del Federal Bureau of Investigation (FBI) John Brosnan, la presidente della Fondazione Falcone e sorella di Giovanni, Maria Falcone, due dei magistrati protagonisti del Maxiprocesso, Pietro Grasso e Giuseppe Ayala, rispettivamente giudice a latere e pubblico ministero dello storico processo contro Cosa Nostra istruito da Falcone e Borsellino.

Durante la cerimonia, Franco Gabrielli, Maria Falcone e Tina Montinaro, vedova di Antonio, caposcorta del giudice Falcone, premieranno le studentesse e gli studenti vincitori del concorso “Angeli custodi: l’esempio del coraggio, il valore della memoria”, mentre il coro dell’Istituto Comprensivo “Sperone Pertini” di Palermo intonerà il brano rap dal titolo “In questa città”, preparato per l’occasione. I primi classificati avranno l’opportunità di volare negli Stati Uniti, dal 23 al 30 giugno, per un viaggio della legalità tra Washington e New York che li porterà anche a Quantico, sede dell’Accademia dell’FBI. Sono previste, poi, attività nelle piazze e nelle scuole della città.

Il “no” alle mafie verrà inoltre rilanciato in 10 Regioni da migliaia di studentesse e studenti in una sorta di “staffetta” a distanza. A coordinare le attività nelle città coinvolte saranno gli Uffici Scolastici Regionali. Complessivamente oltre 70.000 ragazze e ragazzi sono coinvolti in tutta Italia nelle iniziative di #PalermoChiamaItalia promosse dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone. Nel pomeriggio di mercoledì 23 maggio, dopo le celebrazioni nell’Aula Bunker, le manifestazioni proseguiranno con i due tradizionali cortei di #PalermoChiamaItalia: il primo si muoverà alle ore 15.30 da via D’Amelio, il secondo alle ore 16 dall’Aula Bunker. Entrambi si ricongiungeranno sotto l’Albero Falcone, in via Notarbartolo, per il Silenzio, alle 17.58, l’ora della strage di Capaci. La giornata si concluderà con una messa, alle ore 19, presso la Chiesa di San Domenico, in ricordo delle vittime di mafia.

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Figlia Borsellino a boss, chiedete perdono e parlate A Palermo manifestazione per ricordare vittime stragi

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Mentre Palermo si prepara a commemorare il XXVI anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio, la figlia più piccola di Paola Borsellino, Fiammetta, lancia un ultimo, disperato appello ai killer che uccisero suo padre invitandoli “a chiedere perdono” e a raccontare tutta la “verità”. Lo ha fatto guardando in faccia i boss Giuseppe e Filippo Graviano, che ha incontrato nel dicembre scorso in carcere, dove sono detenuti al 41 bis, dopo avere ottenuto il permesso dal ministro della Giustizia Andrea Orlando. “Sono andata da Giuseppe e Filippo Graviano con l’idea che può vivere e morire con dignità non soltanto il magistrato che sacrifica la propria vita, ma anche chi pur avendo fatto del male è capace di riconoscere il grave male che ha inflitto alle famiglie e alla società, è capace di chiedere perdono e di riparare il danno”, scrive Fiammetta Borsellino in una lettera pubblicata dal quotidiano La Repubblica. “Riparare il danno – sottolinea – per me vuol dire non passare il resto della propria vita all’interno di un carcere, ma dare un contributo concreto per la ricerca della verità”.
Ma i due padrini di Brancaccio, davanti alle parole accorate della figlia di Borsellino che manifestava il “dolore profondo inflitto non solo alla mia famiglia ma alla società intera”, sarebbero rimasti in silenzio. “Ora è importante – prosegue Fiammetta Borsellino – che io possa continuare quel dialogo che è stato interrotto. Con enorme dispiacere registro la mancanza di una risposta ufficiale da parte delle istituzioni preposte a fronte di una mia richiesta reiterata alcuni mesi fa”. E conclude ricordando i ritardi nel deposito delle motivazioni della sentenza del Borsellino quater e invitando “a far luce su ruoli e responsabilità di coloro che hanno determinato il falso pentito Scarantino alla calunnia”. Un depistaggio a causa del quale “sono passati infruttuosamente 25 anni”.
Intanto sono cominciate le manifestazioni che culmineranno il 23 maggio con la partecipazione di oltre 70 mila studenti coinvolti nelle iniziative promosse in tutta Italia dal Miur e dalla Fondazione Falcone e con l’arrivo a Palermo della “nave della Legalità”. Il primo appuntamento è per domani 20 maggio, con una serata dedicata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e agli uomini della scorta che si svolgerà nella Chiesa della Magione. La manifestazione, promossa dall’ANSA e dall’Inner Wheel Palermo Normanna, inaugurerà le celebrazioni per ricordare l’anniversario delle stragi. La serata si aprirà con il “Concerto d’amore” eseguito dall’Orchestra “La nuova generazione” diretta dal maestro Giovanni La Mattina. Seguiranno le testimonianze di alcuni familiari delle vittime e la lettura di una intervista rilasciata da Antonio Montinaro, capo scorta del giudice Giovanni Falcone, dieci giorni prima dell’attentato di Capaci. Prevista anche la presenza di Pif e di due piccoli protagonisti della serie televisiva “La mafia uccide solo d’estate”, gli attori Edoardo Buscetta ed Enrico Gippetto.
Subito dopo sarà proiettato il docufilm dell’ANSA “L’eredità di Falcone e Borsellino” che raccoglie le testimonianze di familiari e colleghi dei due magistrati uccisi, ricostruendo le tappe fondamentali della loro vita anche attraverso le immagini della mostra fotografica dell’ANSA, che accompagna il docufilm.
Al termine della proiezione si svolgerà un dibattito con la partecipazione, tra gli altri, degli ex magistrati Pietro Grasso, già Procuratore nazionale antimafia, e Giuseppe Ayala, pm nel maxiprocesso a Cosa Nostra, del Procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e del Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Palermo Roberto Scarpinato. (ANSA).

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La vittima di pedofilia attacca il Papa: “Perchè ha fatto scadere la Commissione anti abusi?”

Marie Collins contro Papa Bergoglio.“Al momento la Commissione è solo sulla carta, un nome vuoto, perchè di fatto non è stato ancora nominato nessun membro”, ha twittato la mite signora irlandese, vittima di un abuso sessuale all’età 13 anni da parte di un prete cattolico.

La Collins, nel 2014, fu chiamata a fare parte della Pontificia Commissione, scaduta il 17 dicembre, ma si è dimessa da quell’incarico non senza polemiche per le troppe omissioni della Curia. Marie Collins chiedeva venisse istituito una specie di tribunale per i vescovi che avevano dato copertura ai preti pedofili per evitare scandali ma non se ne fece nulla. Stavolta, invece, il bersaglio è Papa Francesco, reo di avere fatto scadere la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori senza aver previsto un suo rinnovo e aver, quindi, nominato nuovi membri. Dal Vaticano il cardinale O’Malley, presidente della Commissione, ha ricevuto assicurazioni che la struttura avrebbe continuato a lavorare come prima, mentre Padre Hans Zoellner, gesuita della Gregoriana in prima linea sul tema degli abusi, ripete che le nomine sono ancora al vaglio del Papa e che la struttura è ancora in piedi.

Prima dell’addio della Collins un’altra vittima, anche Peter Saunders se ne era andato polemicamente accusando Papa Francesco di avanzare lentamente e con poca convinzione. In una lettera aperta anche Francesco Zanardi dell’associazione ‘Rete l’Abuso’ giudica la Commissione istituita nel 2013 uno specchietto per le allodole “utile ad alleggerire quello che nel 2014 sarebbe stato il pesantissimo rapporto della Commissione ONU per la tutela del fanciullo, alla quale la Santa Sede avrebbe dovuto rispondere lo scorso primo settembre”. L’Associazione Rete l’Abuso, infine, rivela che in Italia non tutte le diocesi e le parrocchie hanno avviato programmi per la formazione di personale ecclesiastico e cita il caso di un sacerdote di Palermo, don Turturro che “scontata la pena civile la scorsa estate è stato reintegrato nella sua diocesi e ora predica e dice messa normalmente”.

tratto da Il Giornale

MAFIA: ARRESTATO DA GDF PALERMO AMMINISTRATORE GIUDIZIARIO

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MISURA CAUTELARE PER 5 PERSONE, IN CELLA ANCHE COMMERCIANTE I militari della Guardia di finanza di Palermo hanno arrestato 5 persone, ritenute responsabili di intestazione fittizia di beni, favoreggiamento personale e reale ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Tra gli arrestati, l’amministratore giudiziario incaricato di gestire un centro commerciale confiscato e il commerciante cui l’attività era stata confiscata. Secondo gli investigatori, anche grazie alla complicità dell’amministratore giudiziario, che avrebbe dovuto gestire il centro commerciale, il commerciante avrebbe continuato ad avere il controllo sull’attività economica. Il ministro Orlando: l’arresto di un amministratore di beni conferma l’urgenza del Codice antimafia.

Palermo, scontata la condanna per pedofilia don Turturro torna in chiesa

E’ stato condannato per pedofilia ed ha scontato la pena in carcere. Ed ora don Paolo Turturro, 67 anni, è tornato libero. Vive al Borgo della pace fondato nelle campagne di Baucina (Pa), e celebra messa nelle chiese della diocesi. La Chiesa non lo ha mai sospeso a divinis, malgrado una condanna definitiva a tre anni. Era parroco della chiesa di Santa Lucia al Borgo Vecchio. E proprio durante lo svolgimento del suo ministero Turturro è finito al centro di una vicenda di abusi sessuali nei confronti di minori. La Cassazione ha confermato la condanna: fu accusato da due ragazzini che sostennero di essere stati abusati dal prete: uno con un bacio intimo, l’ altro con una violenza vera e propria.

Gli avvocati Ninni Reina e Vincenzo Gervasi riuscirono a dimostrare che la violenza quasi completa ai danni di un ragazzino era avvenuta un anno prima della contestazione, nel 1999 anziché nel 2000, e per questo il tempo trascorso fece venir meno il reato, grazie alla prescrizione. Rimase in piedi un fatto che, nel secondo giudizio di appello, fu considerato di minore gravità. Il processo portato a una sentenza di colpevolezza. Non sufficiente, però, secondo il Vaticano, per arrivare al più estremo dei provvedimenti, ossia la sospensione dall’ esercizio del ministero sacerdotale e la riduzione allo stato laicale.

Turturro nel novembre 2014 è stato recluso nel carcere

Ucciardone, proprio di fronte alla parrocchia che aveva retto per anni, e lì ha trascorso quindici mesi di detenzione. Successivamente è stato affidato al Santuario di Monte Pellegrino e ora è tornato dal Borgo della pace, da lui fondato nelle campagne tra Baucina e Villafrati, dove opera la storica associazione Dipingi la pace, si svolge attività di accoglienza di gruppi, formazione, ritiri spirituali. Padre

Turturro continua a scrivere quasi quotidianamente i suoi pensieri e le sue poesie, che pubblica sul sito internet di Dipingi la pace o invia al suo lungo indirizzario mail. Ma preferisce mantenere il profilo basso del silenzio. “La gente mi accoglie con affetto”, dice. “Io ho portato la croce in questi anni con la serenità che Dio è amore e perdono. Fino ad ora non ho incontrato nessuno che si mostrasse scandalizzato del mio ritorno. Ma ho scelto il silenzio”.

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