Le derive di Vocatio. Non rappresenta i preti sposati. Preti sposati nella Chiesa con regolare percorso non sono ridotti a stato laicale. “Siamo sacerdoti per sempre”

“L’ordinazione validamente ricevuta rimane per sempre anche per i preti sposati regolarmente con dispensa e matrimonio religioso. Vocatio da anni alimenta confusione e blocca i tentativi di rinnovamento vero delineati dai preti sposati italiani che non si riconoscono in Vocatio (Associazione che mina la figura sacerdotale).

Ora i vertici del Vaticano raccolgano l’invito concreto, più volte riaffermato dal Movimento Internazionale dei Sacerdoti Sposati, fondato nel 2003 da don Giuseppe Serrone.

Un articolo del Messaggero a cura della vaticanista Franca Giansoldati crea ulteriore confusione facendo una pubblicità di parte a Vocatio. Replica il Movimento Internazionale dei Sacerdoti Lavoratori Sposati: “le varie associazioni dei sacerdoti sposati non hanno Vocatio come referente. Vocatio segna il passo, ed è sostenuta da persone che negano il sacerdozio come impegno vocazionale e missionario. Molti membri di Vocatio sono fautori di un sacerdozio laico e con queste premesse non hanno voce in capitolo per richiedere la riammissione nel ministero sacerdotale dei preti sposati.

Vocatio, da un certo punta di vista, sta danneggiando la giusta causa dei preti sposati alla stessa maniera di Milingo che nel 2006 gettò un’ombra sulla questione dei preti sposati e dei loro giusti diritti civili e religiosi”.

Mistero sulla scomparsa di Milingo dallo Zambia dopo sospetta malattia malaria

I parenti di Emmanuel Milingo, l’arcivescovo cattolico scomunicato, hanno chiesto al governo dello Zambia di interessarsi al suo benessere. Il portavoce della famiglia, George Zulu, ha detto che la famiglia è stata tenuta all’oscuro di quello che stava succedendo a Milingo.

Una quindicina di giorni fa Milingo, 88 anni, è stato ricoverato all’ospedale universitario con sospetta malaria.

Ma in un’intervista di ieri, Zulu ha detto che la moglie di Milingo, Maria Sung, aveva firmato per le dimissioni dell’arcivescovo contro il parere dei medici e ha portato il paziente fuori dal paese senza che la sua famiglia ne fosse a conoscenza.

“… La moglie ha forzato una dimissione, così l’hanno dimesso e lo hanno portato a Twikatane. Quello che non sapevamo era che lei aveva già i biglietti, quindi sono fuggiti. Sono in [Sud] Corea adesso. Partirono giovedì su un aereo Ethiopian Airways. Quando volevamo vederlo in ospedale, non c’era più. I familiari di Milingo sono molto preoccupati. Mi ha mandato un messaggio che si trovano in Corea”, ha detto Zulu.

I familiari di Milingo hanno fatto appello al governo affinché intervenga per il suo rientro Zambia.

Il ministro degli Affari esteri Joe Malanji afferma che la questione della “scomparsa” di Emmanuel Milingo è una questione complicata che impone alla famiglia di assumere una posizione precisa prima che il governo entri in azione.

Ha detto che se l’ex arcivescovo cattolico avesse lasciato il paese contro la sua volontà, la questione doveva essere denunciata alla polizia dalla sua famiglia. Lunedi, il portavoce della famiglia George Zulu ha chiesto al governo di prendere vivo interesse per il benessere di Milingo. Zulu ha detto che la famiglia è stata tenuta all’oscuro su quello che stava succedendo a Milingo e che stava cercando un intervento del governo per la sua “scomparsa”.

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Marisela Federici: «Chávez? Simpatico. Milingo? Un ubriacone»

Vestito nero, calze a rete nere, scarpe nere. Marisela Federici Rivas y Cardona non cammina: volteggia in tacco 12 sui mosaici della sua villa, La Furibonda. Al braccio, una borsetta nera, come se dovesse uscire sull’Appia antica per far visita al sepolcro di Seneca, il dirimpettaio. Indossa il colore del lutto da 521 giorni, dalla morte del marito Paolo Federici, dinastia romana di banchieri e costruttori edili, pupillo di Enrico Cuccia. «Se n’è andato in grazia di Dio, una cosa importantissima, per me. All’estrema unzione ha sollevato una mano per dirmi addio. È stato un dolore più acuto di quello del parto, mai provato prima, neppure quando morirono i miei genitori. Una sola carne che si lacera. Guardi il tuo uomo e ti vedi riflessa in uno specchio, ecco il senso del matrimonio. Sa che cos’è la morte? Un silenzio spaventoso». L’urna con le ceneri del caro estinto, avvolta da un copripisside, è su un altare domestico, vegliata da un antico crocifisso, da icone mariane e da un lume. «Paolo non ha voluto il funerale, solo una messa in casa: io con i figli, due preti, il notaio, i famigli, Umberto Pizzi e Luciano Di Bacco, i fotografi che ci avevano immortalato tante volte per Dagospia, e il chitarrista Mario Mio. Mi aveva chiesto di cantargli La noche de mi mal. Non so come ci sono riuscita». Da quel giorno, le feste alla Furibonda si sono rarefatte. «Paolo era malato, sapeva di dover morire. Per cinque anni è stato questo il mio modo di tenerlo allegro: i ricevimenti. Gli altri ci vedevano solo vacuità». Oggi la nobildonna trova conforto in Oracolo manuale e arte di prudenza, libro seicentesco del gesuita Baltasar Gracián che detta 300 norme morali. Il libro è tenuto insieme con lo scotch e zeppo di orecchie alle pagine.

Non la facevo così devota.
«Il mio confessore era San Josemaría Escrivá de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei. A 13 anni ho anche provato il cilicio».

Non posso crederci.
«Me lo regalò suor Elena, una spagnola. Cara! Un ferro terribile, pieno di aculei. Ce l’ho ancora da qualche parte».

Lei è contessa, giusto?
«Io sono vedova. Me lo vogliono scrivere anche sulla carta d’identità: “vedova Federici”. Il dolore si rinnova».

Il dolore segnò anche la sua infanzia.
«Il padre di mia mamma, Carlos Delgado Chalbaud, che era stato presidente del Venezuela, fu fatto assassinare dal dittatore Marcos Pérez Jiménez. Mi chiamo Marisela come la protagonista del romanzo Doña Bárbara scritto dal loro predecessore Rómulo Gallegos, perché costui era in carica quando mia madre andò a supplicarlo: “Sono incinta, liberi mio marito”. Papà era stato arrestato per motivi politici. Venne rilasciato».

Considera la mondanità un dovere?
«Un gioco. Il salotto serve a far parlare le persone fra di loro. Internet e i cellulari hanno distrutto la conversazione».

Che dote occorre per essere invitati?
«La curiosità. Ecco il mio regalo di Natale, dissi a una cena con 400 persone, ed entrò Emmanuel Milingo, il vescovo esorcista. Aveva cercato di salvare il povero Giovannino Agnelli. Indovinò i malanni di alcuni ospiti. Lo portai in camera a benedire i miei due figli, che dormivano. A Margherita era caduta una spallina del pigiama. Ricordo il suo sguardo lubrico sul seno. Beveva smodatamente, uno spettacolo imbarazzante. Che cialtrone».

I suoi ricevimenti pullulano di prelati.
«Conferiscono un tocco di nobiltà agli eventi. Cardinali e donnine».

Non credo che papa Francesco sarebbe d’accordo.
«Guardi che Paolo studiò nel Collegio Mondragone della Compagnia di Gesù, a Frascati. Sono stata in udienza da Bergoglio con un cesto di rosari. Me li ha benedetti. E io li ho consegnati agli amici durante la “colazione dei rosari”».

Ha aperto le porte di casa anche a Hugo Chávez.
«Simpatico, folle, dotato di un carisma irresistibile. Si credeva il Libertador, la reincarnazione di Simón Bolívar. Venne qui con una decina di ragazze bellissime. La loro età non superava il numero delle bottiglie di champagne che si scolarono. Questo grassone che c’è oggi, Nicolás Maduro, era il suo autista. Un mostro. Ha distrutto il Venezuela. Sono appena tornata da Caracas. Non ci sono più né cibo né medicine. Gli scolari svengono in classe per la fame. Le donne sono tutte incinte perché mancano i condom».

Quanto le costano i suoi buffet?
«Tanta fatica, pochi soldi».

Vabbè, ma il catering…
«Che orrore! Qui non è mai entrato. Facciamo tutto da soli. Siamo attrezzati. Possiamo cucinare per 500 persone».

Mi hanno detto che ha 12 frigoriferi e intere collezioni di Chäteau Margaux.
«Forse sono più di 12. Tutti spenti».

Che cos’è per lei il lusso?
«Il privilegio di saper distinguere il bello dal brutto. Piantare un ulivo qui fuori, quello è un vero lusso».

È molto ricca?
«Sono molto paziente e molto ordinata. Il denaro mi dà angoscia. Ci pensa mio figlio Eduardo, così non mi vengono le rughe».

Ma lei ha mai lavorato?
«Come no! Appena laureata alla Pro Deo, oggi Luiss, ho inventato le pubbliche relazioni per Gianni e Paolo Bulgari. Stavano dietro il banco di via Condotti, perciò nessuno li invitava, erano considerati alla stregua dei bottegai. Con me sono diventati personaggi. Paolo è il padrino di battesimo di mio figlio».

Va dal parrucchiere ogni giorno?
«Siccome detesto i pettegolezzi delle donne sotto il casco, ci sono stata due volte in tutta la mia vita. La prima fu dalle sorelle Rosy e Maria Carita, a Parigi, che inventarono le acconciature di Maria Callas, Farah Diba e Juliette Greco. Da loro ho imparato l’arte dello chignon che oggi mi faccio da sola. Federici ne fu così colpito da inseguirmi fino a Gstaad, dov’ero in vacanza con Alfonso de Borbón, cugino del re di Spagna. Per abbordarmi, Paolo si finse parrucchiere. Devo molto a questa pettinatura, sa?».

In che senso?
«Così esco di casa e così torno».

L’adulterio scompone i capelli?
«Esatto. Lasciai dopo sette anni il mio primo marito, Roger Tamraz, proprio per i suoi frequenti tradimenti. “Ma è come farmi una doccia”, si stupiva delle mie scenate. E io gli rispondevo: falla con me, la doccia, non con le mie amiche».

Perché questa tenuta si chiama La Furibonda?
«Paolo me la comprò, ma io preferivo stare nel centro di Roma, in via 24 Maggio, nel palazzo che fu di Luigi Albertini, direttore del Corriere della Sera, dove abitavano Gianni, Umberto e Susanna Agnelli. Da lì si domina il Quirinale. C’erano così tante telecamere che persino Alberto Sordi restò stupito: “Marisela, qua dentro non posso darti nemmeno un bacio”. Vedendo le palme spuntare dal giardino sottostante, un giorno mio figlio Eduardo scrisse in un tema: “Gli alberi crescono dal cielo verso la terra”. Capii che i bambini dovevano vivere a contatto con la natura. Venni qui, spalancai le finestre e avviai i lavori di restauro. Salvo scoprire che la villa era stata progettata da Marcello Piacentini, l’architetto del fascismo, e non si poteva toccare neanche una maniglia. Tornavo in città ogni sera con un diavolo per capello. La governante diceva ai miei figli: “Arriva la mamma, è furibonda”».

Si vocifera che abbia chiesto a Mario Tozzi, commissario per l’Appia antica, di coprire con un cristallo il basolato del 312 avanti Cristo perché mette a dura prova le auto dei suoi ospiti.
«Ho solo mendicato un po’ di manutenzione. La Regina viarum è un disastro, terra di nessuno, casa d’appuntamenti. Sotto i pini si trovano mutande e preservativi. I pochi residenti, Gina Lollobrigida, gli stilisti Valentino e Roberto Capucci, Sandra Verusio, non interessano ai politici. Per arrivare a casa sobbalziamo fra sanpietrini e crepidini».

E come fate a superarli?
«Abbiamo un ottimo rapporto con Riccardo, il gommista del Quarto Miglio».

Non ha paura a star qui tutta sola?
«Non sono sola. C’è Paolo con me. E poi i rapinatori sono già venuti. In tre. Mi ritrovai il capobanda in camera e lo apostrofai duramente: che cosa fa lei qui, come si permette? Restò disorientato. M’inginocchiai davanti a lui: la supplico, non faccia del male a mio marito, è molto malato e sordo. Quando ebbe finito di svuotare la cassaforte, mi ribellai: eh no, lei non può ridurmi così, qualcosa mi deve lasciare! Mi scaraventò per terra. Poi si accucciò accanto a me: “Chevvoi?”. Aprì il fagotto e mi lasciò scegliere quattro gioielli. Io afferrai un orologio antico di Bulgari regalatomi da mia madre. “Questo me serve”, ringhiò, e se lo riprese, lasciandomi gli orecchini con zaffiri, primo regalo di Roger, assai più preziosi».

È contenta del sindaco Virginia Raggi?
«Poverina, mi fa tenerezza. Ha ereditato una situazione molto più grande di lei. Mi dà fastidio quando la chiamano la sindaca. Sembra una malattia».

Nelle cronache Marisela Federici è – cito testualmente – icona, vamp, primadonna, ultima star, gran dama capitolina, regina dei salotti, bellissima levigata tipo porcellana di Meissen. Si riconosce?
«Regina dei salotti è umiliante. Non sono mica la signora Aiazzone!».

E allora mi dia lei una definizione.
«Buona moglie e brava madre. Soprattutto timorata di Dio».

corriere.it

in http://www.corriere.it/cronache/18_marzo_16/marisela-federici-chavez-simpatico-milingo-ubriacone-ee2dc9e8-2955-11e8-b8d8-0332a0f60590.shtml

Milingo nel 2009 tornato come filmaker sotto la finestra di Ratzinger

da il Giornale 23 Gennaio 2009

Per una scomunica che va, una che rimane. Il vescovo-esorcista Emmanuel Milingo si dice convinto di aver agito bene consacrando vescovi quattro sacerdoti sposati ed è venuto a dirlo sotto le finestre del Papa.

Mercoledì sera, alle 20, nel centro «Russia ecumenica» diretto da don Sergio Mercanzin, a Borgo Pio, Milingo è riapparso al fianco della moglie Maria Sung per partecipare alla presentazione di un film-documentario a lui dedicato e intitolato Io, la Chiesa e il diavolo. Di fronte a un gruppetto di selezionati spettatori e a qualche telecamera, dopo la visione del ben realizzato documentario, l’ex arcivescovo di Lusaka, vestito di tutto punto con talare, fascia rossa, zucchetto e croce pettorale, ha risposto alle domande affermando di non essersi pentito del matrimonio con l’agopunturista coreana (dalla quale si era già separato una volta nell’estate 2001 dopo aver implorato in ginocchio davanti a Papa Wojtyla di essere perdonato e reintegrato) né della scelta scismatica di consacrare nuovi vescovi. «Io non cerco il Papa, il Papa non cerca me e comunque io ho ragione», ha detto.

Milingo ha ribadito la necessità di riaccogliere nella Chiesa i preti sposati e alla domanda precisa sul fatto se fosse cosciente delle conseguenze dell’atto che ha fatto scattare la scomunica, ha risposto: «Io non intendevo fare uno scisma, ma in coscienza – e la coscienza è superiore al Papa – ho accolto la richiesta di questi vescovi sposati che volevano essere consacrati secondo il rito cattolico. Non ero cosciente di fare un gesto di rottura, non sapevo di tutte queste complicazioni».

Ad essere sinceri, si fa un po’ di fatica a credere che un uomo di Chiesa con l’esperienza di Milingo non sapesse a che cosa andava incontro. Uno dei presenti ha chiesto a bruciapelo all’ex arcivescovo se lui, che ha combattuto il diavolo con gli esorcismi per tutta la vita non finisca per essere l’Anticristo: «Posso dire – ha dichiarato Milingo – che ci sono più anticristi nella Chiesa cattolica. Io comunque sto lavorando per far tornare la vera fede».

In un crescendo, l’ex arcivescovo africano ha detto di essere a capo di un movimento formato da migliaia di preti sposati: «Vedrete che non sono solo!». Ma è stato garbatamente contestato da uno dei sacerdoti sposati presenti, che da decenni ha lasciato l’abito con regolare dispensa papale e che ritiene sarebbe importante introdurre il celibato facoltativo per i preti cattolici: «Lei – ha detto rivolgendosi a Milingo – è il più grande nemico della causa del celibato facoltativo».

L’impressione è che Milingo, nonostante i proclami e l’abbraccio del gruppo del reverendo Moon, sia piuttosto isolato.
Il documentario prodotto dalla «Giadamaster», per la regia di Alessandro Benigni, ha musiche originali di David Scilia, e intende presentare l’attività dell’ex arcivescovo, comprese quelle caritative in Africa.

Gossip: Milingo all’isola dei famosi speriamo non si presenti a nome dei preti sposati

Impazza il Gossip e rispunta anche Milingo.

L’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati si augura che Milingo nel caso di una sua partecipazione al programma televisivo non si autodichiari rappresentante dei sacerdoti sposati. Milingo e il suo staff hanno invece arrecato danni alla causa dei sacerdoti sposati e dei loro diritti civili e religiosi. Secondo l’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati, fondata nel 2003 da don Giuseppe Serrone, sarebbe interessante avere invece una coppia (un sacerdoti sposati e sua moglie, balzata agli onori della cronaca per la questione dei preti sposati. I preti sposati esistono prima ancora di Milingo (ndr).

In basso la notizia apparsa su Il Gazzettino

Con l’arrivo della seconda edizione dell’Isola dei Famosi su Mediaset a marzo, chiude definitivamente il sipario sull’ipotetica versione vip del Grande Fratello.
Gli autori naturalmente sono in cerca di personaggi capaci di attirare l’attenzione del pubblico e sembra proprio che le idee non manchino. Dopo Rocco Siffredi infatti potrebbe naufragare Eva Henger ( Sarà vero – scriva Alberto Dandolo per Oggi – che dopo Rocco Siffredi, all’”Isola dei Famosi” arriva l’ex pornodiva Eva Henger? Ah, saperlo…) e Monsignor Milingo (Ma sarà – fa sapere Dagospia – vero che quei gran para-guri degli autori dell’”Isola dei Penosi” si sono messi in testa di provinare niente meno che il mitologico Monsignor Milingo? Ah, saperlo…).

 

Preti sposati sono altre storie diverse dal racconto di Claudia ingannata

La relazione con un prete durata un anno e mezzo, nata dopo la fine del matrimonio. È questo il racconto di Claudia, una romana che aveva 32 anni all’epoca dei fatti. La testimonianza è andata in onda a Radio Cusano, nel corso di Ecg Regione, il format condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. “Sono stata con lui, è un vero e proprio predatore sessuale”.
Roma, 07/10/2015 (informazione.it – comunicati stampa) I sacerdoti sposati, fondati nel 2003 da don Giuseppe Serrone, sottolineano che la storia di Claudia emersa a Radio Cusano è una “squallida storia” e non ha niente a che fare con i preti sposati e il dibattito sul celibato dei preti. I preti dalla doppia vita non fanno parte della nostra associazione. Noi abbiamo avuto un regolare percorso di dimissioni dagli incarichi pastorali e successivamente di matrimonio religioso.

Queste storie come anche quelle balzate agli onori della cronaca, in passato, di Milingo e di Sante Sguotti, rappresentano solo chi le ha provocate e sono pessime manifestazioni di degrado del sacerdozio”.

Chiambretti Night, i retroscena della lite Milingo-Maria Sung: precedente e segreto matrimonio di Maria Sung con un elettricista

Ricorderete la ormai ‘mitica’ lite tra l”ex’ monsignor Milingo, ospite del Chiambretti Night, e la moglie (ancora in carica) Maria Sung in quella che Piero Chiambretti ha definito ‘”la meledetta notte coreana“, andata in scena alla fine di gennaio.
Memorabile (quasi quanto il finto svenimento di Maurizia Paradiso) l’intervento furioso di Maria Sung, che dopo la danza del ventre di una ballerina a ‘favore’ di monsignor Milingo salì infuriata sul palco per interrompere la registrazione urlando “Io picchia te“, diventato poi un tormentone. A bocce ormai ferme, a sei mesi dall’evento e a trasmissione ormai finita, Piero Chiambretti ha deciso di rivelare i retroscena di quella registrazione, che fu mandata in onda ma in versione ridotta. Di fatto le invasioni di campo della signora Milingo furono ben tre in brevissimo tempo. L’innocente danza del ventre non sarebbe stata la causa scatenante dell’ira della signora, piuttosto un’imbarazzante domanda rivolta da Chiambretti a Milingo e riguardante un precedente e segreto matrimonio di Maria Sung con un elettricista di origini napoletane, Salvatore, appartenente alla setta Moon, la stessa cui appartengono i due coniugi. Un dettaglio di cui neanche Milingo era a conoscenza e che ha evidentemente determinato l’ira furiosa della consorte, che ha cercato di mettere fine all’intervista.

La domanda scottante fu poi tagliata dal montaggio per mancanza di una fonte accertata: fonte poi giunta per mezzo del vaticanista de La Stampa che, lavorando a un’inchiesta sulla setta, è giunto a svelare il precedente matrimonio della combattiva signora Sung.

A questo punto, per difendere il ‘proprio onore’, Chiambretti ha svelato l’arcano.

Altro che gelosia coreana: il geloso, a questo punto, dovrebbe essere monsignor Milingo. Attendiamo reazioni.

 AdnKronos

La teologia errata di Milingo: i preti sposati non sono malati nella Chiesa

Le dichiarazione di Milingo pubblicate sul sito del Corriere della Sera:  “la chiesa considera i sacerdoti sposati «come dei malati», allora deve trovare il modo di risolvere la questione. Secondo Milingo essere scomunicati «è una grande umiliazione». Da Papa Francesco, ha aggiunto, i sacerdoti che si sono poi sposati stanno «aspettando un segno che finora non è arrivato»”.

L’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati, fondata nel 2003 da don Giuseppe Serrone ha affermato che le dichiarazioni di Milingo non rappresentano la campagna avviata da anni per rendere il celibato dei preti facoltativo e per i diritti civili e religiosi dei sacerdoti sposati e delle loro famiglie. 

La Chiesa Cattolica Romana Latina considera i sacerdoti sposati, non scomunicati, se hanno un regolare percorso canonico, di dimissioni, dispensa dagli obblighi del celibato e matrimonio religioso.

Il percorso di Milingoè diverso e non ci rappresenta affatto.

per informazioni: sacerdotisposati@alice.it

 

Preti sposati: oltre Milingo

Milingo non rappresenta i preti sposati. I preti sposati con un regolare percorso canonico di dispensa e matrimonio religioso non sono scomunicati come Milingo. La Chiesa li considera ancora come parte di se stessa, attualmente ne limita solo il servizio pastorale attivo.

Da Milano arriva la notizia che ex arcivescovo Emmanuel Milingo ha partecipato al pranzo organizzato dai City Angels a Milano per senzatetto e profughi. Con addosso la pettorina da volontario, ha ballato insieme agli ospiti del pranzo e alla moglie Maria Sung. Un episodio marginale dell’impegno dei sacerdoti sposati per i diritti civili e religiosi. E sull’appello lanciato a papa Francesco chiedendo che i preti sposati non vengano messi da parte, l’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati fondata nel 2003 da don Giuseppe Serrone, ha commentato: “Papa Francesco darà a breve un segno efficace, che ancora non c’è, con il cambio della normativa ecclesiastica.

I preti sposati con un regolare percorso canonico di dispensa e matrimonio religioso non sono scomunicati come Milingo. La Chiesa li considera ancora come parte di se stessa, attualmente ne limita solo il servizio pastorale attivo”.

 

Milingo, fuori dalla Chiesa, dimesso dallo stato clericale non dice nulla sui preti sposati

È fuori dalla Chiesa, dimesso dallo stato clericale sei anni fa dopo aver riempito parrocchie, alberghi e centri congressi con chi gli chiedeva e chiede di sconfiggere Satana. Emmanuel Milingo, l’esorcista scomunicato nel 2006 quando ordinò vescovi quattro preti sposati negli Stati Uniti, è tornato a Roma. Ospite di amici con la moglie Maria Sung, non ha fatto in tempo ad arrivare che la sua agenda si è riempita di appuntamenti con cristiani di fede che credono nel suo potere contro il maligno.

L’ex vescovo sacerdote dal 1958, che in Corea dice di vivere di offerte e con i guadagni della moglie agopunturista, è rientrato con un visto turistico di quaranta giorni. La voce è girata in fretta e la processione è ricominciata come se niente fosse accaduto. Lui si spiega tutto questo affetto condito da ottima considerazione con una frase semplice semplice: faccio quello che so fare.

La Chiesa di lui non vuol più saperne. Era arcivescovo emerito di Lusaka quando, il 27 maggio 2001, si sposò con il rito Moon. Quel Sun Myung Moon, fondatore della chiesa dell’unificazione, che gli scelse la moglie dopo che l’allora settantunenne Emmanuel aveva abbracciato la setta e contestualmente pregato la chiesa cattolica di fare uno sforzo per superare il celibato ecclesiastico dal momento che anche «gli apostoli avevano moglie». Successe l’inferno. Non arrivò nessun esorcista a salvarlo, ma Giovanni Paolo II fece la prima mossa sperando di riportarlo a miti consigli anche considerando la popolarità di cui Milingo godeva in tutto il mondo. Fu così che arrivò il perdono papale. Ma l’esorcista non resse a lungo la lontananza dalla moglie. Tornò nel talamo e dal 2006 non se ne è più allontanato. Tanto da far chiosare al suo amico Gabriele Amorth, il re degli esorcisti in carica che «ha subito un lavaggio del cervello da parte della setta di Moon». Nel frattempo è trascorsa una vita durante la quale, stando alle prime dichiarazioni appena rese in Italia, non molto è cambiato. L’esorcista Milingo continua a fare quello che faceva quando era prete. Non si è ravveduto e gli piacerebbe incontrare Bergoglio: «Lo vedrei volentieri – dice – ma non ho pentimenti. Del resto di cosa dovrei pentirmi se continuo ad aiutare il prossimo secondo la volontà di Dio?». La fama insegue l’africano Milingo dagli anni Settanta quando divenne famoso come guaritore. Lui e le sue parole dirette a chi, sconosciuto nel pubblico, invocava un aiuto contro il male oscuro dell’anima e contro ogni tipo di malattia, ammaliavano senza possibilità di resistere. La forza atavica della sua gente nera, unita a una grande capacità di comunicare lo trasformarono in un faro sempre acceso. Usava radio e tv come vi fosse nato. Incise anche un paio di cd e andò ospite a Sanremo nel 1997 con Chiambretti. Grande conoscitore della potenza della parola e della forza dell’immagine visionaria, Milingo che oggi ha 85 anni e una moglie di 28 anni più giovane, ha conosciuto fama e punizione. Si è ritirato a pregare in Argentina e ha cercato di sconfiggere l’amor terreno nell’isolamento a Zagarolo. Quel che avanza è solo l’età. Manipolato o no, l’esorcista porta l’Africa e la sua ancestrale magia nella valigia al seguito. Puntuto conoscitore delle debolezze umane continua a essere Milingo. Ha suscitato sin da giovane le perplessità della gerarchia cattolica che pure ha fatto carte false, vedi la mediazione del cardinal Tarcisio Bertone, per tenerlo nella Casa di Dio. La sua capacità di ammaliare le folle, l’amore che riceve dai disperati non faceva male alla Chiesa delle parrocchie spopolate. L’esorcista non sempre ha avuto bisogno di essere perdonato, anche perché spesso ha risolto casi difficili e delicati. Ma quel tempo è finito. Resta la questione delle questioni: aver preso moglie dopo essere diventato troppo famoso. Il palcoscenico della celebrità non glielo ha tolto nessuno. Sulla questione dei preti sposati o sposabili, la sua voce non è più così stonata, così come assumono nuovo significato le accuse che sin dal 2001 lanciava contro i preti pedofili e pervertiti di cui la Chiesa ha cominciato diligentemente a occuparsi. Ma ora è tempo di vacanze. E quelle dell’esorcista sono romane, in beffa al Vaticano che gli ha tolto il passaporto diplomatico pensando di lasciarlo al confino. Il sig. Milingo è tornato.

È fuori dalla Chiesa, dimesso dallo stato clericale sei anni fa dopo aver riempito parrocchie, alberghi e centri congressi con chi gli chiedeva e chiede di sconfiggere Satana. Emmanuel Milingo, l’esorcista scomunicato nel 2006 quando ordinò vescovi quattro preti sposati negli Stati Uniti, è tornato a Roma. Ospite di amici con la moglie Maria Sung, non ha fatto in tempo ad arrivare che la sua agenda si è riempita di appuntamenti con cristiani di fede che credono nel suo potere contro il maligno.

L’ex vescovo, che in Corea dice di vivere di offerte e con i guadagni della moglie agopunturista, è rientrato con un visto turistico di quaranta giorni. La voce è girata in fretta e la processione è ricominciata come se niente fosse accaduto. Lui si spiega tutto questo affetto condito da ottima considerazione con una frase semplice semplice: faccio quello che so fare.

La Chiesa di lui non vuol più saperne. Era arcivescovo emerito di Lusaka quando, il 27 maggio 2001, si sposò con il rito Moon. Quel Sun Myung Moon, fondatore della chiesa dell’unificazione, che gli scelse la moglie dopo che l’allora settantunenne Emmanuel aveva abbracciato la setta e contestualmente pregato la chiesa cattolica di fare uno sforzo per superare il celibato ecclesiastico dal momento che anche «gli apostoli avevano moglie». Successe l’inferno. Non arrivò nessun esorcista a salvarlo, ma Giovanni Paolo II fece la prima mossa sperando di riportarlo a miti consigli anche considerando la popolarità di cui Milingo godeva in tutto il mondo. Fu così che arrivò il perdono papale. Ma l’esorcista non resse a lungo la lontananza dalla moglie. Tornò nel talamo e dal 2006 non se ne è più allontanato. Tanto da far chiosare al suo amico Gabriele Amort, il re degli esorcisti in carica che «ha subito un lavaggio del cervello da parte della setta di Moon». Nel frattempo è trascorsa una vita durante la quale, stando alle prime dichiarazioni appena rese in Italia, non molto è cambiato. L’esorcista Milingo continua a fare quello che faceva quando era prete. Non si è ravveduto e gli piacerebbe incontrare Bergoglio: «Lo vedrei volentieri – dice – ma non ho pentimenti. Del resto di cosa dovrei pentirmi se continuo ad aiutare il prossimo secondo la volontà di Dio?». La fama insegue l’africano Milingo dagli anni Settanta quando divenne famoso come guaritore. Lui e le sue parole dirette a chi, sconosciuto nel pubblico, invocava un aiuto contro il male oscuro dell’anima e contro ogni tipo di malattia, ammaliavano senza possibilità di resistere. La forza atavica della sua gente nera, unita a una grande capacità di comunicare lo trasformarono in un faro sempre acceso. Usava radio e tv come vi fosse nato. Incise anche un paio di cd e andò ospite a Sanremo nel 1997 con Chiambretti. Grande conoscitore della potenza della parola e della forza dell’immagine visionaria, Milingo che oggi ha 85 anni e una moglie di 28 anni più giovane, ha conosciuto fama e punizione. Si è ritirato a pregare in Argentina e ha cercato di sconfiggere l’amor terreno nell’isolamento a Zagarolo. Quel che avanza è solo l’età. Manipolato o no, l’esorcista porta l’Africa e la sua ancestrale magia nella valigia al seguito. Puntuto conoscitore delle debolezze umane continua a essere Milingo. Ha suscitato sin da giovane le perplessità della gerarchia cattolica che pure ha fatto carte false, vedi la mediazione del cardinal Tarcisio Bertone, per tenerlo nella Casa di Dio. La sua capacità di ammaliare le folle, l’amore che riceve dai disperati non faceva male alla Chiesa delle parrocchie spopolate. L’esorcista non sempre ha avuto bisogno di essere perdonato, anche perché spesso ha risolto casi difficili e delicati. Ma quel tempo è finito. Resta la questione delle questioni: aver preso moglie dopo essere diventato troppo famoso. Il palcoscenico della celebrità non glielo ha tolto nessuno. Sulla questione dei preti sposati o sposabili, la sua voce non è più così stonata, così come assumono nuovo significato le accuse che sin dal 2001 lanciava contro i preti pedofili e pervertiti di cui la Chiesa ha cominciato diligentemente a occuparsi. Ma ora è tempo di vacanze. E quelle dell’esorcista sono romane, in beffa al Vaticano che gli ha tolto il passaporto diplomatico pensando di lasciarlo al confino. Il sig. Milingo è tornato.

iltempo.it

Milingo torna a Roma a caccia di visibilità e… non rappresenta preti sposati

Milingo è a caccia di visibilità e non rappresenta i preti sposati e la loro giusta causa che da decenni l’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati fondata nel 2003 da don Giuseppe Serrone, porta avanti in Italia e nel mondo.

Milingo e il suo staff hanno ridicolizzato la causa dei preti sposati (v. Milingo con Chiambretti quando dopo aver ricevuto per l’intervista una ingente somma di denaro litigò in diretta con la moglie v. foto in basso)

Milingo ormai fa solo guai alla causa dei sacerdoti sposati e malgrado l’enfasi delle notizie sugli esorcismi ha solo un risvolto negativo.

Papa Francesco non ha bisogno di referenti alla Milingo. Noi come sacerdoti sposati aspettiamo presto un intervento di Papa Francesco che ci riaccolga nelle parrocchie. (ndr)

Emmanuel Milingo è tornato a Roma. L’arcivescovo esorcista scomunicato nel settembre 2006 per aver ordinato vescovi quattro preti sposati negli Usa è ritornato nella capitale con un visto turistico. “Vedrei il Papa volentieri ma non ho pentimenti”, afferma Milingo all’Adnkronos.

Lex ’arcivescovo emerito di Lusaka, che nel maggio del 2001 sposò con rito Moon l’agopunturista coreana Maria Sung, è tornato a Roma con la consorte. Ospite da amici. “Anche gli apostoli erano sposati – dice – Non mi sono mai fermato nemmeno un giorno, neanche dopo la scomunica, nel fare del bene al prossimo. La Chiesa non mi dovrebbe voltare le spalle”.

Milingo resterà nella capitale una quarantina di giorni, il tempo della durata del visto. “Anche qui continuo a fare gli esorcismi – racconta – In tanti, in questi giorni, mi sono venuti a trovare e mi hanno chiesto preghiere di guarigione. Io cerco di aiutare tutti, facendo la volontà di Dio”.

Dopo il matrimonio con la Sung, l’arcivescovo africano aveva ottenuto il perdono da Giovanni Paolo II. Poi però il ritorno da Moon con la fondazione dell’associazione Married Priest Now e la rottura definitiva con le gerarchie ecclesiastiche. Milingo però – che in Corea vive di offerte e del lavoro di agopunturista della moglie – sostiene di non avere rimpianti: “Perché dovrei? Aiuto il prossimo, secondo la volontà di Dio”, insiste. E ora che è a Roma vorrebbe incontrare Bergoglio.

Un tema, quello dei sacerdoti sposati, verso il quale papa Francesco non ha mostrato indifferenza. La questione dei sacerdoti sposati, ha avuto modo di dire lo stesso Francesco, è presente nella sua agenda. Lo disse lo stesso Bergoglio in occasione dell’incontro, lo scorso febbraio, con sette preti che festeggiavano il 50esimo anniversario di sacerdozio. Erano presenti anche cinque sacerdoti spretati perché si sono sposati. A sollevare la questione fu don Giovanni Cereti, rettore della chiesa di San Giovanni Battista dei Genovesi, che ha ricordato il caso delle Chiese Orientali, dove chi è sposato può anche essere ordinato prete. “Il problema – fu la risposta di Bergoglio – è presente nella mia agenda”.

Ag. Red.

Milingo pensa di incontrare Papa Francesco: non è il referente dei sacerdoti sposati

L’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati, fondata nel 2003 da don Giuseppe Serrone, ha avviato da anni un contatto con alcuni Vescovi italiani, la Conferenza Episcopale Europea e alcuni uomini del Vaticano e dei media della Santa Sede per favorire il cambio della normativa sul celibato obbligatorio dei preti e la riforma della Chiesa Cattolica Romana latina che consenta ai preti sposati di essere reintegrati nel ministero.

Milingo non ha le carte e i titoli per rappresentare i preti sposati presso Papa Francesco che presto potrebbe mettere mano alla riforma sui preti sposati.

per maggiori informazioni

sacerdotisposati@alice.it

Milingo ex vescovo cancellato dalla gerarchia vaticana in Italia. Non rappresenta affatto i preti sposati

L’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati (http://sacerdotisposati.altervista.org), fondata nel 2003 da don Giuseppe Serrone, inviata i preti sposati e le varie organizzazioni dei preti sposati a stare attenti alla presenza di Milingo in Italia annunciata in questi giorni da agenzie gionalistiche.

Siamo alla vigilia del Giubileo e del Sinodo dei Vescovi. Milingo e il suo staff hanno già rovinato in passato l’impegno dei sacerdoti sposati per i diritti civili e religiosi. Ormai Milingo e il suo staff non hanno seguito ed è stato scoperto il loro tentativo di introfularsi fra le varie associazioni per carpire informazioni sui preti sposati da inserire per usarli nella sua autonominata prelatura Personale.

Ora Milingo cerca di rientrare in scena usando la questione degli esorcisti…

L’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati in passato aveva appoggiato il movimento internazionale dei preti sposati, ma in seguito allo stravolgimento delle finalità del movimento, operato da Milingo e il suo staff si è dissociata.

Milingo si vanta di ripettare la Tradizione ma ordina donne e anche ragazzi al sacerdozio, viene chiamato Patriarca d’Africa e presidente di numerose chiese che sono in contraddizioni di dottrina fra di loro. crea solo confusione alla giusta causa dei sacerdoti sposati.

 

Milingo scrive al Papa, ma non rappresenta i preti sposati

Milingo ha scritto una lettera a papa Francesco chiedendo che i preti sposati non vengano messi da parte, ma siano “utilizzati per fare del bene a chi ne ha più bisogno”. Proprio nel giorno in cui Bergoglio ha ricevuto i sacerdoti della capitale e, nel corso del botta e risposta, ha fatto sapere che la questione dei preti sposati è presente “in agenda”, a quanto apprende l’Adnkronos da fonti qualificate, l’ex arcivescovo esorcista Emmanuel Milingo ha preso carta e penna e ha scritto una missiva al Pontefice che nei giorni scorsi gli dovrebbe essere stata recapitata.

Una lettera nella quale l’esorcista africano, che nel 2001 si è sposato con rito moon insieme all’agopunturista coreana Maria Sung, chiede a Bergoglio di “valorizzare i preti sposati”. Milingo, che ha ordinato dei vescovi senza mandato pontificio è stato scomunicato ‘latae sententiae’ nel 2006 ed è stato dimesso dallo stato clericale nel 2009. Negli Usa ha fondato l’associazione che raccolgie preti sposati ‘Married Priest Now’. Ora con la nuova lettera a papa Bergoglio, l’esorcista chiede di essere ricevuto per spiegare le sue ragioni.

Nella missiva, Milingo ricorda che “anche un prete sposato, in caso di emergenza, potrebbe confessare e dare l’assoluzione. Oggi – scrive l’ex vescovo esorcista che fa la spola con Maria Sung tra lo Zambia e la Corea – ci sono molti parroci costretti a dividersi tra mille incombenze e tante parrocchie. Perchè non valorizzare i preti sposati e farli sentire utili?”. Nella lettera al Papa, Milingo ricorda anche che “ci sono casi di persone che muoiono nel completo anonimato senza nemmeno una benedizione. Perchè non essere utilizzati anche per situazioni tanto pietose?”.

I responsabili dei sacerdoti lavoratori sposati chiedono a Papa Francesco di essere ricevuti con le loro mogli.

fonte adnkronos

Milingo: L’ulteriore pena della dimissione dallo stato clericale, che ora “si aggiunge alla grave pena della scomunica”, comporta le seguenti conseguenze

Già scomunicato per i suoi comportamenti scismatici, la Santa Sede ha sospeso definitivamente dallo stato clericale l’ex
arcivescovo di Lusaka: “Milingo non potrà compiere nuovi gravi delitti”

Roma – Spretato dopo la scomunica. Il Vaticano, che aveva già scomunicato per i suoi comportamenti scismatici l’ex arcivescovo di Lusaka monsignor Emmanuel Milingo, ha deciso di sospenderlo definitivamente dallo stato clericale per impedirgli di continuare a compiere nuovi “gravi delitti”, come l’ordinazione di nuovi sacerdoti o vescovi.

La decisione della Santa Sede Il papa Benedetto XVI ha deciso la riduzione di monsignor Milingo allo stato laicale. Il vescovo esorcista, sospeso a divinis dopo il matrimonio del 2001 con Maria Sung e già incorso nella scomunica latae sententiae nel 2006, aveva continuato infatti a ordinare vescovi senza il premesso del Pontefice. Ne ha dato notizia il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, precisando che il decreto di “dimissione dallo stato laicale di Emmanuel Milingo” è stato notificato all’ex presule dal nunzio in Zambia, monsignor Girasoli. “Milingo – ricorda la nota resa pubblica oggi – si era trovato nella condizione di irregolarità a seguito dell’attentato matrimonio con Maria Sung, incorrendo nella pena medicinale di sospensione”.

L’ordinazione dei vescovi “Successivamente si era posto a capo di alcune correnti per l’abolizione del celibato sacerdotale e non mancava di moltiplicare i suoi interventi nei mezzi di comunicazione sociale, in aperta ribellione ai ripetuti interventi della Santa Sede e creando grave sconcerto e scandalo nei fedeli. In particolare, il 24 settembre 2006 aveva effettuato a Washington l’ordinazione di quattro vescovi senza mandato pontificio” e incorse pertanto nella pena della scomunica latae sententiae dichiarata dalla Santa Sede il 26 settembre 2006 e che rimane in vigore. “Purtroppo – continua la Santa Sede – il predetto sig. Milingo non ha dato prove dello sperato pentimento in vista del ritorno alla piena comunione con il Sommo Pontefice e con i membri del Collegio episcopale, ma ha continuato nell’esercizio illegittimo degli atti dell’ufficio episcopale, attentando nuovi delitti contro l’unità della santa Chiesa.

In particolare, nei mesi scorsi egli ha proceduto ad alcune nuove ordinazioni episcopali. Tali gravi delitti, recentemente accertati, che sono da ritenere segno comprovante della persistente contumacia del sig. Emmanuel Milingo, hanno costretto la Sede Apostolica ad aggiungergli l’ulteriore pena della dimissione dallo stato clericale”.

Le conseguenze dello stato laicale L’ulteriore pena della dimissione dallo stato clericale, che ora “si aggiunge alla grave pena della scomunica”, comporta le seguenti conseguenze: “La perdita dei diritti e dei doveri connessi allo stato clericale, eccetto l’obbligo del celibato; la proibizione dell’esercizio del ministero, salvo per i casi di pericolo di morte; la privazione di tutti gli uffici, di tutti gli incarichi e di qualsiasi potestà delegata, nonchè il divieto di utilizzare l’abito ecclesiastico”. Di conseguenza, precisa la Santa Sede, viene dichiarata “illegittima la partecipazione dei fedeli ad eventuali nuove celebrazioni promosse dal sig. Emmanuel Milingo”. Circa le persone ordinate recentemente da Milingo, la nota vaticana ricorda “la disciplina della Chiesa riguardante la pena della scomunica latae sententiae per quelli che ricevono la consacrazione episcopale senza Mandato Pontificio” ed esprime “speranza nella loro conversione”.

Ordinazioni non riconosciute La Chiesa non riconosce e non intende riconoscere nel futuro tali ordinazioni e tutte le ordinazioni da esse derivate e pertanto lo stato canonico dei presunti vescovi resta quello in cui si trovavano prima dell’ordinazione conferita da Milingo. “In quest’ora segnata da un profondo dolore della Comunità ecclesiale per i gravi gesti compiuti da Milingo”, la Santa Sede “si affida alla forza della preghiera il ravvedimento del colpevole e quello di quanti – sacerdoti o fedeli laici – hanno in qualche modo collaborato con lui nel porre atti contro l’unità della Chiesa di Cristo”. La nota rileva infine che “la dimissione dallo stato clericale di un vescovo è un fatto del tutto eccezionale, a cui la Santa Sede si è vista costretta per la gravità delle conseguenze che derivavano per la comunione ecclesiale dal susseguirsi di ordinazioni episcopali senza mandato pontificio; la Chiesa conserva tuttavia la speranza nel suo ravvedimento”.

tratto da “Il Giornale” 17  Dicembre 2009

Pope Francis opens to married priests and reappears Milingo. Attention Milingo only opportunist

The association of priests married workers, founded in 2003 by Don Giuseppe Serrone, invites you to pay attention to the statements of Milingo reported by reuters. Milingo and his staff have bluffed on married priests.

We have had direct experience with Miligno who called us in 2006 in the United States: its staff has tried to destroy our cause on the issue of civil and religious rights of married priests and their families

sacerdotisposati@alice.it

Papa Francesco apre ai preti sposati e rispunta Milingo. Attenzione Milingo solo opportunista

L’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati, fondata nel 2003 da don Giuseppe Serrone, invita a stare attenti per le dichiarazioni di Milingo riportate da adnkronos. Milingo e il suo staff hanno bleffato sui preti sposati.

Abbiamo avuto esperienza diretta con Miligno che ci chiamò nel 2006 negli Usa: il suo staff ha cercato di distruggere la nostra causa sulla questione dei diritti civili e religiosi dei preti sposati e delle loro famiglie

da qui l’articolo adnkronos

Milingo ha scritto una lettera a papa Francesco chiedendo che i preti sposati non vengano messi da parte, ma siano “utilizzati per fare del bene a chi ne ha più bisogno”. Proprio nel giorno in cui Bergoglio ha ricevuto i sacerdoti della capitale e, nel corso del botta e risposta, ha fatto sapere che la questione dei preti sposati è presente “in agenda”, a quanto apprende l’Adnkronos da fonti qualificate, l’ex arcivescovo esorcista Emmanuel Milingo ha preso carta e penna e ha scritto una missiva al Pontefice che nei giorni scorsi gli dovrebbe essere stata recapitata.

Una lettera nella quale l’esorcista africano, che nel 2001 si è sposato con rito moon insieme all’agopunturista coreana Maria Sung, chiede a Bergoglio di “valorizzare i preti sposati”. Milingo, che ha ordinato dei vescovi senza mandato pontificio è stato scomunicato ‘latae sententiae’ nel 2006 ed è stato dimesso dallo stato clericale nel 2009. Negli Usa ha fondato l’associazione che raccolgie preti sposati ‘Married Priest Now’. Ora con la nuova lettera a papa Bergoglio, l’esorcista chiede di essere ricevuto per spiegare le sue ragioni.

Nella missiva, Milingo ricorda che “anche un prete sposato, in caso di emergenza, potrebbe confessare e dare l’assoluzione. Oggi – scrive l’ex vescovo esorcista che fa la spola con Maria Sung tra lo Zambia e la Corea – ci sono molti parroci costretti a dividersi tra mille incombenze e tante parrocchie. Perchè non valorizzare i preti sposati e farli sentire utili?”. Nella lettera al Papa, Milingo ricorda anche che “ci sono casi di persone che muoiono nel completo anonimato senza nemmeno una benedizione. Perchè non essere utilizzati anche per situazioni tanto pietose?”. Quindi la richiesta di essere ricevuto “insieme a Maria Sung”.

Sedicente associazione di sacerdoti sposati collegata a Milingo si auto-pubblicizza nel web

Ha adesso anche un sito ufficiale la sedicente associazione di Sacerdoti Sposati che si autodefinisce prelatura nata dal movimento Married Priests Now, stravolgendone la fondazione….

Onnipresente Salvatore Micalef che si autoproclama “Vicario Generale per l’Italia Married Pristers Now! Catholic Prelature”.

Tale Salvatore Micalef fu presentato a da uno dei nostri sacerdoti… Micalef poi ha cercato di combattere per distruggere non riuscendoci il nostro gruppo… Attenzione dunque a tale sedicente associazione di sacerdoti sposati… che si autodefinisce “No Profit” e chiede di versare donazioni attraverso Western Union Trasfer…

 

Milingo e i suoi sedicenti Vescovi gonfiano le loro pseudo-chiese

Lo scomunicato monsignor Milingo continua a costruire il movimento scismatico in Africa…

Emmanuel Milingo sostiene ora di avere 30.000 seguaci per le sue “chiese riformate cattoliche” in Africa, un movimento scismatico che ha incoraggiato i sacerdoti a  sposarsi.

Anche se le cifre di adesione del suo movimento sono probabilmente gonfiate, l’Arcivescovo Milingo ha reclutato un certo numero di sacerdoti cattolici per unirsi alla sua campagna, che ora ha le sue chiese in diversi paesi africani.  Religion News Service cita un leader del movimento, un ex sacerdote cattolico, ora ordinato vescovo da Milingo,  Peter Njogu che sostiene “non siamo cattolici”  contraddicendo quanto inve afferma milingo stesso e la sua pseudo prelatura guidata negli Usa da un altro sedicente Arcivescovo Peter Brennan.

Peter Brennan, Bill Manseau e Gerry Grudzen

Milingo, che si era sposato con una cerimonia di gruppo 2001,  fu scomunicato nel 2006, dopo aver illecitamente ordinato quattro vescovi per il suo movimento, movimento che è stato sovvenzionato dalla Chiesa dell’Unificazione del Rev. Moon.

Movimento internazionale che è stato stravolto dallo staff di Milingo facendolo diventare una pseudo Prelatura Cattolica.

Peter Njogu

Milingo annuncia dimissioni: la parabola discendente di un impegno per i preti sposati

E’ arrivata dagli Stati Uniti la notizia delle dimissioni di Milingo, a causa dell’età, da Presidente delle  associazioni “Married Priests Now” e Prelatura che si autodefinisce Cattolica dei “Santi Pietro e Paolo”. Milingo ha conservato tuttavia il titolo onorifico con cui  è Stato Proclamata da alcuni vescovi  Patriarca d’Africa.

Una parabola discendente che è arrivata alla fine dopo aver portato solo note negative alla causa dei sacerdoti sposati e delle loro famiglie…. per l’infiltrazione nel movimento di vescovi e sacerdoti che hanno deviato la traccia originaria.

L’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati ha diffuso in Italia la notizia che è stata comunicata dal  Vescovo Brennan eletto da Milingo nel 2006. Peter Paul Brennan gestisce un gruppo su Yahoo che ha attaccato gratuitamente la nostra associazione Sacerdoti Lavoratori Sposati” il nostro impegno e il nostro Fondatore…  L’associazione dei sacerdoti Lavoratori Sposati prende le distanza da Brennan e dalle sue associazioni che risentono di mania di potere.

L’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati ha commentato la notizia dichiarando che è arrivato il momento di un cambiamento nel collegamento tra le varie associazione dei sacerdoti sposati nel mondo.

Le dimissioni risalgono ufficialmente al 16 Aprile 2013 ma sono state comunicate solo oggi. Milingo è stato vittima nell’ultimo periodo di alcune malattie: ha avuto una paralisi facciale con difficoltà a parlare… Il Primo  Maggio sarà operato di cataratta.

Milingo ha comunicato di vivere in Zambia dove ha fondato una nuova Chiesa…

L’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati ha comunicato che intende continuare nel sostenere in Italia la campagna per il celibato facoltativo e la riammissione nel ministero pastorale attivo dei sacerdoti sposati e delle loro famiglie… I sacerdoti sposati con dispensa e regolare percorso canonico di dispensa e matrimonio religioso sono una realtà…

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segnalazione web a cura di sacerdotisposati@alice.it

http://nuovisacerdoti.altervista.org

Fallimento di Milingo sui preti sposati

La notizia di qualche mese fa riporta a galla la questione dei preti sposati legata a Milingo e alla sua sedicente associazione. Milingo ha arrecato solo confusione alla causa dei preti sposati e alla campagna per il celibato facoltativo…

L’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati si è dissociata da anni dall’azione di Milingo e dei suoi gruppi. (ndr)

Il vescovo Harold con Milingo. Tradita la causa dei preti sposati

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Harold James Norwood era stato ordinato dall’arcivescovo africano scomunicato e dimesso dallo stato clericale
Andrea Tornielli – vaticaninsider
Città del Vaticano

Per aver disubbidito al Papa consacrando alcuni vescovi nel 2006 era stato scomunicato e quindi, nel 2009, dimesso dallo stato clericale. Alle vicissitudini di Emmanuel Milingo – l’ex arcivescovo di Lusaka, noto esorcista, protagonista nel 2001 di un clamoroso matrimonio con l’agopunturista Maria Sung celebrato dal Reverendo Moon – è legata la storia altrettanto complicata di Harold James Norwood, passato dalle fila dell ICAB (la «Chiesa cattolica apostolica brasiliana», separata da Roma) a quelle del prelato africano. Norwood è stato ordinato diacono e prete e quindi consacrato vescovo da Milingo nel dicembre 2007, prima della riduzione di quest’ultimo allo stato laicale ma dopo la scomunica vaticana latae sententiae. Nato in Irlanda nel 1959 e battezzato nella Chiesa cattolica, Norwood è sposato (come altri «vescovi» ordinate da Milingo) ma ora si dice pentito e chiede di poter tornare cattolico.

«Ho conosciuto Milingo quando studiava Scienze della Comunicazione a Dublino, in Irlanda, presso l’Istituto dei Gesuiti e anche quando era a Roma come delegato speciale del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. Lui conoscendomi mi ha giudicato un candidato idoneo».

Perché ha accettato di diventare vescovo?

«Ho accettato di diventare vescovo per la salvezza eterna delle anime e di servire la Chiesa, che a mio avviso è la Chiesa di Pietro, “Ubi Petrus, ibi Ecclesia”. Io sono totalmente leale nel presentare tutti gli insegnamenti della Chiesa, compresi ovviamente quelli del Concilio Vaticano II. Ora mi rendo conto che il celibato è più che necessario per il sacerdozio ed è assolutamente indispensabile per l’esercizio dell’episcopato. Purtroppo Milingo in questo ha sbagliato e io sinceramente spero e prego che lui stesso si sottometta all’autorità di Santa Madre Chiesa. Io mi sono sposato in realtà il mio “matrimonio” ​​non è mai stato canonico e vivo in un perfetto stato di continenza. Mia “moglie” ha infatti deciso di separarsi in modo che io possa vivere la mia vocazione di vescovo».

Scusi, ma non sapeva che c’era la scomunica latae sententiae per chi riceve la consacrazione episcopale senza il mandato del Papa?

«Non ero a conoscenza della necessità di ottenere un mandato pontificio di essere ordinato vescovo e non sapevo che Milingo fosse stato scomunicato! Per la mia comprensione in quel momento credevo bastasse l’essere ordinato da un arcivescovo metropolitano quale Milingo era. Monsignor Lefebvre era stato avvertito per lettera che sarebbe incorso nella scomunica se avesse fatto le consacrazioni del 1988. Io non sono stato così fortunato, né qualcuno mi ha consigliato del contrario, altrimenti non avrei disobbedito al Papa. Io non sapevo che stavo commettendo un reato grave contro la Chiesa e il Papa.

Perché ora ha deciso di lasciare Milingo e il suo gruppo?

«In primo luogo, in tutta onestà, vorrei dire che Milingo non ha mai tentato di fondare una nuova Chiesa, né è stato mai accusato di eresia o scisma. Ha disobbedito al Papa perché ha voluto ordinare uomini sposati, ma continua a celebrare la messa, recitare il rosario e a pregare per il Papa. Ho deciso di interrompere i contatti con lui perché è stato ridotto allo stato laicale e continua nel suo errore mantenendo la sua posizione sul celibato».

Che cosa chiede lei alla Santa Sede?

«Chiedo di mostrare misericordia verso di me, così com’è avvenuto con la cancellazione della scomunica ai vescovi lefebvriani. Desidererei essere accolto dal Santo Padre, come un vescovo “in pensione” con una funzione minore, accettando la sua autorità assoluta in totale e obbedienza».

Foto al mare con donna, rimosso vescovo. Quanti casi simili ancora coperti? I preti sposati con regolare percorso ancora discriminati

Le gerarchie vaticane fanno bene ad adottare simili provvedimenti. L’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati ha denunciato anche la copertura di vescovi compiacenti alla doppia vita nel ministero di tanti preti. L’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati fondata nel 2003 da don Giuseppe Serrone, ex parroco di Chia (VT) ha fra i suoi menbri un regolare percorso canonico di dimissioni dagli incarichi pastorali, di dispensa dagli obblighi del celibato e di matrimonio religioso. Preti e vescovi con la doppia vita taciuta  per tanti anni come Milingo e Sguotti hanno rovinato la giusta causa dei sacerdoti sposati.

Di seguito la notizia tratta da ansa

Il Papa ha accettato la rinuncia del vescovo della diocesi di Merlo-Moreno (Argentina), Fernando Maria Bargallo’, e ha nominato al suo posto mons. Alcides Jorge Pedro Casaretto. Lo scorso 23 giugno la televisione argentina aveva diffuso le foto di mons. Bargallo’ in atteggiamento affettuoso con una donna su una spiaggia messicana. Il presule aveva ammesso di avere una relazione sentimentale con lei e aveva presentato le dimissioni.

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segnalazione web a cura della redazione

sacerdotisposati@alice.it

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27 Giugno 2012 07:42

Cattolici irlandesi favorevoli ai preti sposati

Da una recentissima indagine sociologica, che sarà pubblicata in Irlanda oggi 12 Aprile 2012, si è riscontrato che i cattolici in Irlanda sono a favore dei sacerdoti  sposati.

La ricerca è stata condotta da Amárach per l’Associazione dei sacerdoti cattolici. Essa rivela che esiste una significativa discrepanza tra gli insegnamenti ufficiali della Chiesa cattolica e quello che i cattolici credono davvero.

La notizia è stata segnalata e anticipata a cura della redazione dei sacerdoti lavoratori sposati. Don G. Serrone ha dichiarato che tale situzione in parte si riflette in ogni nazione con presenza della chiesa cattolica. “Potrebbe essere arrivato il momento della svolta con una presa di posizione teologica imminente da parte di Papa Ratzinger e delle Congregazioni Vaticane competenti. Nel 2006 avviammo come sacerdoti spossati un proficuo contatto, rovinato poi da Milingo, con la Conferenza Episcopale Europea”.

sacerdotisposati@alice.it

http://nuovisacerdoti.altervista.org

 

12 Aprile 2012 ore 09:26

Vaticanista Galeazzi de “La Stampa” commenta nostro post su Milingo

La notizia era stata diffusa sul nostro sito web oggi pomeriggio con un post nel blog sacerdotisposati.altervista.org  (leggi tutto da qui  http://sacerdotisposati.altervista.org/?p=25777555 dal titolo Se Milingo benedice a Pasqua come il papa…).

Giacomo Galeazzi è partito per il suo articolo usando il nostro post citando la fonte ma con inesattezze cronologighe e di titoli… (ndr)

Riportiamo di seguito l’articol di Galeazzi tratto dl suo  blog “oltretevere” in lastampa.it

Sbaglia chi in Vaticano lo immagina isolato e depresso in una stamberga coreana, senza il becco di un quattrino e imprigionato in un matrimonio del quale vorrebbe disfarsi. «Nel mondo ci sono 150 mila sacerdoti sposati, un vero esercito che io sono pronto a guidare verso la liberazione», proclama. A fermare il ribelle Emmanuel Milingo, l’uomo di Chiesa più discusso del mondo, non sono bastate la scomunica e la riduzione allo stato laicale. Nove anni dopo le nozze con Maria Sung e lo scandalo che per un’estate tenne la Santa Sede con il fiato sospeso, l’ex presule esorcista vive in Corea del Sud, vicino Seoul e, con una lettera datata 15 agosto 2010, si è appena proclamato patriarca di Lusaka, capitale dello Zambia, città della quale era arcivescovo prima di essere spretato dopo le nozze-choc a New York e scomunicato per aver consacrato quattro sacerdoti sposati.L’ex arcivescovo Emmanuel Milingo ha impartito ieri una «Benedizione Urbi et Orbi» dalla Sede del Patriarcato di Lusaka in Zambia, dopo essersi autoproclamato «Patriarca d’Africa». Ne dà notizia il sito «sacerdotisposatioraitalia» che riporta anche le parole con le quali l’ex prelato – scomunicato perchè dopo aver contratto matrimonio nella setta di Moon, ha anche ordinato illecitamente e invalidamente altri vescovi – si rivolge «con gioia» ai tutti i fedeli cristiani di tutto il mondo, impartendo «questa speciale Benedizione Urbi et Orbi, per una Santa Pasqua ricca di Grazie e Celesti favori». «Forse che Milingo dopo essersi autoproclamato Patriarca di Africa si è autoproclamato anche nuovo Papa?», contesta in un post don Giuseppe Serrone, leader dei preti sposati che in un primo momento offrì appoggio all’arcivescovo scomunicato. «La benedizione Urbi et Orbi – ricorda l’ex parroco – è la prima benedizione fatta da un Papa al momento della propria elezione al soglio pontificio. Viene inoltre diffusa dal Pontefice nei giorni di Natale e Pasqua alla folla riunita in piazza San Pietro ed in occasioni particolari». «Non bastava il Patriarcato di Africa, Milingo e il suo staff – denuncia inoltre una nota dell’associazione – sono assetati di titoli onorifici e con questo nuovo passo autoreferenziano Milingo come successore papale. Ridicoli».Combatte per l’abolizione del celibato ecclesiastico e celebra nei cinque continenti messe di guarigione canonicamente illegittime ma sempre affollate di devoti che vedono in lui un mistico come Padre Pio e un rivoluzionario come Martin Lutero. Minaccia uno scisma nel Terzo Mondo per creare una nuova Chiesa con quel reverendo Moon che si definisce il «secondo messia» e dialoga di «angeli e demoni» con Dan Brown, autore cult del «Codice Da Vinci». E’ convinto di poter aiutare Roma a «porre rimedio all’antica ingiustizia verso i preti sposati che soffrono e spesso muoiono con rancore». Malgrado sia stato estromesso definitivamente dalla gerarchia ecclesiastica della quale faceva parte dal 1969 (da quando, su segnalazione del nunzio in Zambia, Palladrini e per mano di Paolo VI, a soli 39 anni, divenne il primo capo indigeno della sua arcidiocesi) continua ad essere amato e contestato lungo peregrinazioni missionarie da «apostolo del clero uxorato» in Europa, Africa, Stati Uniti, Brasile. Sempre affiancato da Maria Sung, la vulcanica consorte con cui un anno fa ebbe un clamoroso litigio davanti alle telecamere di «Chiambretti night».L’ex arcivescovo dice di averne parlato «direttamente con Dio» che, racconta, gli ha risposto di «non dare peso a quello che è stato fatto, di lasciar perdere». Infatti, «la Chiesa non si rende conto che con questi provvedimenti getta tristezza e disperazione nella società. Così non è più madre». Milingo sostiene che in vari Paesi (Polonia, Irlanda, Svizzera) prendono sempre più piede le ragioni per il sacerdozio di uomini sposati. In Italia non si fa rivedere di frequente, soprattutto adesso che gli è stato ritirato il passaporto diplomatico del Vaticano, però conserva amicizie granitiche come quella con la sua biografa Raffaella Rosa, un drappello di «fedelissimi» (una decina di sacerdoti) e la galassia di volontari impegnati nei progetti umanitari, religiosi e sociali nel Terzo Mondo: ospedali, scuole per orfani, aziende agricole, congregazioni maschili e femminili.

9 Aprile 2012 ore 20:18

Diario Vaticano / I focolarini alla conquista della curia

In Vaticano è l’ora dei focolarini. Anche la scrittura delle meditazioni che accompagnano la Via Crucis papale del venerdì santo al Colosseo è stata affidata, quest’anno, a una storica coppia del movimento fondato da Chiara Lubich.

Sono i coniugi Anna Maria e Danilo Zanzucchi, che il sito web del movimento indica “tra le prime coppie a seguire lo spirito di fraternità proposto da Chiara Lubich”.

Già consultori del pontificio consiglio per la famiglia, i due sono stati “per circa quarant’anni responsabili del movimento Famiglie Nuove, cui continuano a dare il loro prezioso contributo”.

“È la prima volta che il papa affida questo compito a una coppia”, nota il sito non senza una punta di orgoglio.

Ma l’assegnazione della scrittura delle meditazioni della Via Crucis del 2012 è, per i focolarini, solo il coronamento di una serie ben più importante di nomine che si sono susseguite a loro vantaggio durante il pontificato di Benedetto XVI.

È focolarino, infatti, il cardinale Ennio Antonelli che nel 2008 è stato chiamato alla presidenza del pontificio consiglio per la famiglia, aggiungendosi all’altro focolarino curiale dell’epoca, monsignor Vincenzo Zani, dal 2002 sottosegretario della congregazione per l’educazione cattolica.

È focolarino il neocardinale brasiliano Joao Braz de Aviz che nel 2011 è stato nominato prefetto della congregazione per i religiosi, dove ha impresso una svolta rispetto alla conduzione conservatrice del suo predecessore, lo sloveno Franc Rodè. (Autore di una tesi di dottorato sulla teologia della liberazione, Braz de Aviz ha favorito la scelta come sottosegretario del suo dicastero di suor Nicla Spezzati, che al contrario di chi l’aveva preceduta, suor Enrica Rosanna, non usa vestire l’abito religioso).

È focolarino l’arcivescovo Giovanni Angelo Becciu che nel 2011 è stato scelto come nuovo sostituto della segreteria di Stato, ruolo chiave nel governo centrale della Chiesa cattolica, sul cui tavolo passano tutte le pratiche più importanti della curia romana.

Becciu appartiene alla diplomazia pontificia ed è stato nunzio a Cuba. Ma non è il solo focolarino che faccia parte del corpo diplomatico della Santa Sede. Già dai tempi di Giovanni Paolo II sono numerose le feluche vaticane che possono essere ascritte a membri e simpatizzanti dei Focolari.

Si tratta degli attuali nunzi in Polonia (Celestino Migliore, già vice-ministro degli esteri vaticano e rappresentante all’ONU), Lituania (Luigi Bonazzi), Malta (Tommaso Caputo, già capo del protocollo in segreteria di Stato), Giordania (Giorgio Lingua), Brasile (Giovanni d’Aniello), nonché dell’osservatore permanente a Strasburgo presso il Consiglio d’Europa, monsignor Aldo Giordano.

Inoltre è focolarino, in segreteria di Stato, l’arcivescovo Luciano Suriani, delegato delle rappresentanze pontificie: una sorta di capo del personale non solo della diplomazia vaticana ma di tutta la curia romana.

Si deve aggiungere poi il fatto che non poche focolarine lavorano in vari uffici della curia. Se il papa ha nella sua segreteria una laica consacrata del movimento di Schönstatt, Birgit Wansing, il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone annovera nella sua segreteria personale la focolarina Eurosia Bertolassi, sua collaboratrice fin dai tempi in cui egli era il numero due della congregazione per la dottrina della fede.

I rapporti tra Bertone e i focolarini sono una costante di lunga data. A loro infatti, quando era segretario dell’ex Sant’Uffizio, affidò nel 2000 il tentativo, poi fallito, di riportare sulla retta via il bizzarro arcivescovo africano Emmanuel Milingo.

E proprio con uno dei figli della coppia Zanzucchi, Michele, il cardinale Bertone ha scritto un libro intervista su papa Karol Wojtyla: “Un cuore grande”. Omaggio a Giovanni Paolo II, pubblicato nel maggio 2011 dalla Libreria Editrice Vaticana in occasione della sua beatificazione.

 

fonte. CHIESA.ESPRESSO.REPUBBLICA.IT

Ancora confusione portata da Milingo sui preti sposati

tratto da: http://www.africareview.com

Un ex prete cattolico dell’arcidiocesi di Nyeri nel Kenya centrale è stato ridotto allo stato laicale  ieri dal Vaticano dopo aver rotto il voto sul celibato sposandosi.
L’arcivescovo Peter Kairo di Nyeri, ha dichiarato che  P. Peter Njogu Kibutu non è  più un prete cattolico.

Il Vescovo ha sottolineato che il sacerdote ha accettato di essere ordinato dal controverso ex  arcivescovo cattolico Emmanuel Milingo e che non ha più confermato il celibato, dopo si è sposato. Milongo lo ha anche ordinato vescovo della sua sedicente chiesa Renewed Universal Church

“Ancora confusione portata da Milingo sui preti sposati e sulla loro giusta causa – ha dichiarato don Giuseppe Serrone, fondatore dell’associazione sacerdoti lavoratori sposati -, non ci sevono altre chiese ma abbiamo bisogno di essere valorizzati per il dono del sacerdozio ricevuto e ancora attivo se l’ordinazione è stata ricevuta validamente”.

 

Segnalazione web a cura della redazione

sacerdotisposati@alice.it

http://nuovisacerdoti.altervista.org

Preti sposati: servono iniziative nuove

Seguaci del vescovo Milingo hanno creato un blog dal titolo sacerdotisposatioraitalia. Il blog pubblica  in parte vecchi articoli ovvi e risaputi con temi legati a devozionalismi  e  vecchi testi senza data sui preti pedofili. Da  alcuni anni, Milingo  è stato auto proclamato Patriarca dell’Africa, creando ad hoc una nuova  chiesuola  ed un sedicente patriarcato. Nessuna iniziativa concreta per i sacerdoti sposati da parte dello staff di Milingo e del blog appena nato. 

Da anni come redazione dei sacerdoti lavoratori sposati siamo impegnati nella causa per i i diritti civili e religiosi dei preti sposati e delle loro famiglie. Servono nuove e concrete iniziative

Per eventuali proposte

mail: sacerdotisposati@alice.it

Sedicenti organizzazioni di sacerdoti sposati confondono la giusta causa sul celibato e i diritti civili

Da qualche mese un anonimo ha creato un blog sacerdotisposatioraitalia  che a scadenza giornaliera pubblica post in parte ricopiando vecchi articoli pubblicati sul web inserendoli a distanza di anni come nuovi post, contribuendo notevolmente in tal modo a confondere e distorcere la giusta causa sui diritti civili e religiosi che la nostra associazione dei sacerdoti lavoratori sposati porta avanti dal 2003.
Tali post su sacerdotisposatioraitalia sono vecchi comunicati  smentiti poi dalla pratica… di tali sedicenti associazioni di sacerdoti sposati (i sacerdoti sposati hanno un regolare percorso canonico e non hanno attentato al matrimonio che comporta la riduzione allo stato laicale) Corpus ha di fatto usato Milingo per far ordinare validamente suoi membri come sacerdoti e vescovi per sviluppare l’organizzazione…
Come ad esempio il caso sottoriportato del Presidente di Corpus (prete sposato) William Manseau ordinato vescovo da discepolo Milingo. La notizia arriva dagli Stati Uniti e la consacrazione valida, ma illecita, e’ stata celebrata a Detroit nella cattedrale di Sant’Antonio. (v. http://sacerdotisposati.splinder.com/post/24835700/il-presidente-di-corpus-prete-sposato-william-manseau-ordinato-vescovo-da-discepolo-milingo) Peter Paul Brennan, dell’Ordine Reunion Corporate, è stato il consacrante principale di William Manseau. Un legame tra due entita’ disomogenee. Corpus e l’autoproclamata prelatura Married Priests (collegata all’altra autoproclamata prelatura di Milingo. Brennan e gli altri vescovi ordinati da Milingo nel 2007 si erano distaccati successivamente da Milingo stesso). Una serie di ordinazioni che non chiarisce bene che cosa ci sia dietro: da parte nostra come associazione dei sacerdoti lavoratori sposati, non condividiamo tale stile senzazionalistico. Milingo in passato e lo stesso Brennan hanno gettato cattiva luce alla giusta causa dei sacerdoti sposati con le loro scelte orientate all’accaparramento numerico dei sacerdoti sposati con la collaborazione per un periodo anche della organizzazione del Rev. Moon.
Milingo, Brennan e l’organizzazione di Moon hanno in passato carpito la buona fede di molti sacerdoti sposati italiani e hanno tentato anche di far scomparire la nostra associazione dei sacerdoti lavoratori sposati, con il sito e il blog. Sembra esserci dietro il tentativo di bloccare le fuoriuscite dei sacerdoti e delle suore riconsacrandoli e richiamandoli nel ministero. Sembra esserci dietro la mano di una regia attenta piu’ alla conquista di potere sociale ed economico che al bene della causa dei sacerdoti sposati. Per esperienza diretta Milingo, Brennan, Corpus e l’organizzazione del Rev. Moon hanno altre finalita’ prevalenti diversissime dalla nostra causa che utilizzano per i loro interessi. I quattro vescovi ordinati da Milingo nel settembre 2006 si distaccarono apparentemente da Milingo a causa dei rapporti con la chiesa dei Moon che riconoscono il Rev. Moon come Messia (ma non è Gesù l’unico nostro Messia? – ndr…).
Di fatto non hanno mai smesso di essere collegati alla Prelatura. Qualche tempo fa Milingo scrisse sulla fine delle organizzazioni dei preti sposati, che secondo lui non avrebbero più oggi la ragione di esistere. Un affermazione abbastanza presuntuosa come se la sua organizzazione fosse la sola ad agire. In seguito a tale affermazione sulla fine delle organizzazioni dei preti sposati Brennan, vescovo ordinato da Milingo, ha creato una nuova sedicente diocesi in America: http://www.ecumenicalcatholicdioceseofamerica.org/index.html
segnalazione web a cura della redazione

Sedicente blog attacca i sacerdoti sposati

Il blog sacerdotisposatioraitalia in un post dal titolo “Le idiozie non hanno mai messo radici stabili” (visibile online DA QUi>>>) riferendosi a un nostro articolo sostiene che ci consideriamo parte integrante della Chiesa mentre per il webmaster (o l’autore anomimo del post che si firma sacerdoti19) siamo fuori dalla Chiesa in tutti i sensi canonici.
Non siamo noi a considerarci dentro la Chiesa ma è la natura ontologica dei sacerdoti sposati con regolare percorso canonico che li inserisce validamente e legittimamente all’interno della comunità cristiana.

Tali sacerdoti anonimi DEL BLOG sacerdotisposatioraitalia  sostengono il matrimonio segreto di Vescovi e preti (brano tratto dal loro blog: “Finché il Papa manterrà l’attuale legge di obbligatorietà del celibato ecclesiastico i Vescovi e i Preti di Rito Latino hanno il diritto divino di sposarsi validamente e lecitamente in segreto: il matrimonio segreto consiste nel consenso matrimoniale reciprocamente espresso dai due contraenti”.).

Il matrimonio segreto fa vivere ai preti e ai vescovi una doppia vita nel ministero illudendo i fedeli affidati alla loro cura pastorale e costringendo le loro donne a una situazione di anonimato in violazione dei diritti civili e religiosi.
Un fatto gravissimo che alimenta la non trasparenza e la vigliaccheria.
Ci invitano alla fine del post a lavorare insieme a loro “per risanare la Chiesa da tutti questi scandali e mali infernali che, sta subendo ingiustamente da un manipolo di pervertiti”

Noi come sacerdoti sposati italiani non accogliamo il loro invito: non ci rappresentano minimamente, anzi dal 2007 hanno gettato fango sulla causa dei  sacerdoti sposati e dei diritti civili e religiosi dei sacerdoti sposati. Lo staff di Milingo di “Married Priests Now” ha usato decine di nostri contatti mail di sacerdoti sposati; ha cercato di fare chiudere il nostro sito web.

La prelatura personale di Milingo ha al suo interno un vescovo da lui ordinato (in passato sacerdote cattolico) per il quale la sua diocesi di origine ha patteggiato un rimborso per abusi sessuali (clicca qui per visualizzare la fonte della notizia in lingua originale inglese tratta dal Washington Post del 30 Aprile 1990, confermata nel comunicato del 2009 – clicca qui per visualizzare il secondo testo del Washington Post in lingua originale inglese).

Diano inizio, Milingo e il suo staff, a risanare la Chiesa, dalla loro struttura.

Milingo è considerato dai media non essere più sacerdote essendo stato ridotto allo stato laicale dal Papa Benedetto XVI (come riportato in un articolo del dicembre 2009). Ecco di seguito il testo di Paola Ganci. 
La lunga storia di Milingo, ex arci-vescovo di Lusaka, famoso per i suoi esorcismi, per l’improvvisa rottura del celibato e il matrimonio celebrato nel 2001 con la coreana Maria Sung, l’adesione al movimento a sostegno dei preti sposati e infine con la scomunica da parte della Santa Sede, arrivata per aver continuato ad ordinare dei vescovi, pur senza il mandato ufficiale della Chiesa,  si conclude oggi con un distacco definitivo e la riduzione allo stato laicale da parte del Papa.
Dopo le ripetute fughe, i suoi vari ritorni e pentimenti, le disobbedienze ai precetti previsti dalla religione cattolica, Milingo oggi è un uomo sposato qualunque che non può più rappresentare la Chiesa. Già nel 2007 gli era stato ritirato il passaporto della Città del Vaticano, che gli consentiva di mantenere lo status di diplomatico della Santa Sede.
Oggi Benedetto XVI ha messo la parola fine a questa complicata vicenda. – per la fonte  della notizia clicca qui).

La redazione
sacerdotisposati@alice.it