Milingo nel 2009 tornato come filmaker sotto la finestra di Ratzinger

da il Giornale 23 Gennaio 2009

Per una scomunica che va, una che rimane. Il vescovo-esorcista Emmanuel Milingo si dice convinto di aver agito bene consacrando vescovi quattro sacerdoti sposati ed è venuto a dirlo sotto le finestre del Papa.

Mercoledì sera, alle 20, nel centro «Russia ecumenica» diretto da don Sergio Mercanzin, a Borgo Pio, Milingo è riapparso al fianco della moglie Maria Sung per partecipare alla presentazione di un film-documentario a lui dedicato e intitolato Io, la Chiesa e il diavolo. Di fronte a un gruppetto di selezionati spettatori e a qualche telecamera, dopo la visione del ben realizzato documentario, l’ex arcivescovo di Lusaka, vestito di tutto punto con talare, fascia rossa, zucchetto e croce pettorale, ha risposto alle domande affermando di non essersi pentito del matrimonio con l’agopunturista coreana (dalla quale si era già separato una volta nell’estate 2001 dopo aver implorato in ginocchio davanti a Papa Wojtyla di essere perdonato e reintegrato) né della scelta scismatica di consacrare nuovi vescovi. «Io non cerco il Papa, il Papa non cerca me e comunque io ho ragione», ha detto.

Milingo ha ribadito la necessità di riaccogliere nella Chiesa i preti sposati e alla domanda precisa sul fatto se fosse cosciente delle conseguenze dell’atto che ha fatto scattare la scomunica, ha risposto: «Io non intendevo fare uno scisma, ma in coscienza – e la coscienza è superiore al Papa – ho accolto la richiesta di questi vescovi sposati che volevano essere consacrati secondo il rito cattolico. Non ero cosciente di fare un gesto di rottura, non sapevo di tutte queste complicazioni».

Ad essere sinceri, si fa un po’ di fatica a credere che un uomo di Chiesa con l’esperienza di Milingo non sapesse a che cosa andava incontro. Uno dei presenti ha chiesto a bruciapelo all’ex arcivescovo se lui, che ha combattuto il diavolo con gli esorcismi per tutta la vita non finisca per essere l’Anticristo: «Posso dire – ha dichiarato Milingo – che ci sono più anticristi nella Chiesa cattolica. Io comunque sto lavorando per far tornare la vera fede».

In un crescendo, l’ex arcivescovo africano ha detto di essere a capo di un movimento formato da migliaia di preti sposati: «Vedrete che non sono solo!». Ma è stato garbatamente contestato da uno dei sacerdoti sposati presenti, che da decenni ha lasciato l’abito con regolare dispensa papale e che ritiene sarebbe importante introdurre il celibato facoltativo per i preti cattolici: «Lei – ha detto rivolgendosi a Milingo – è il più grande nemico della causa del celibato facoltativo».

L’impressione è che Milingo, nonostante i proclami e l’abbraccio del gruppo del reverendo Moon, sia piuttosto isolato.
Il documentario prodotto dalla «Giadamaster», per la regia di Alessandro Benigni, ha musiche originali di David Scilia, e intende presentare l’attività dell’ex arcivescovo, comprese quelle caritative in Africa.

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La mano del gruppo di Milingo sulla Chiesa Ortodossa e Meluzzi

Mons. Alessandro Meluzzi  consacrato Primate della Chiesa Ortodossa Italiana con il nome di Alessandro I° Arcivescovo d’Italia e Vescovo di Ravenna e Aquileia in una cerimonia pubblica 19 dicembre 2015 nella Cappella del nuovo Campus di Roma dell’Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo.

Tale evento non è stato (almeno sul web) corredato dai nomi dei Vescovi consacranti. Ieri “La Gazzetta d’Asti” aveva pubblicato online un articolo (leggi tutto da >>>qui) che gettava dei sospetti sull’appartenenza ecclesiale Ortodossa di Meluzzi come Vescovo.

“L’ordinazione presbiterale per le mani del vescovo Mancini lo incardina di per sé alla chiesa assira d’Oriente, una chiesa storica presente soprattutto in Siria e Irak e nell’India del sud con qualche migliaio di aderenti in Europa. Conosciuta comunemente come chiesa nestoriana, legata cioè all’eredità teologica di Nestorio, quindi formalmente eretica e non accettata dalla comunione delle chiese ortodosse classiche come quella bizantina, perché considerata come quella che rifiuta tanto il concilio di Calcedonia (451) quanto quello di Efeso (431). Per questo è importante sapere quali sono stati i vescovi ordinanti del 19 dicembre dai quali Meluzzi sarebbe stato consacrato vescovo.
D’altra parte la Chiesa Ortodossa Italiana, stando alle note di Massimo Introvigne, è un’invenzione recentissima, risalendo soltanto agli anni ‘80 del secolo scorso ad opera di un certo mons. Giuseppe De Rosso, creata  per aggregare i pochi (qualche migliaio) ortodossi di lingua italiana. Adesso che Meluzzi ne è stato proclamato primate, cioè guida suprema e a quanto pare insindacabile, elencando i compiti impegnativi che si mette davanti (non solo, ad esempio, un ufficio stampa, ma anche un facoltà teologica!), certamente gli aderenti non sono aumentati per incanto, anche se l’elenco di sedi e di incarichi sul sito citato è impressionante.
Ma basterebbe una citazione per insinuare il sospetto che si tratti di un castello di carte. La sede metropolitana primaziale è indicata come annessa alla cappella di Sant’Antonio Abate, località Vezzolano 12, Albugnano d’Asti con liturgia domenicale e festiva alle ore 18.30. Di questa autocostituzione non è stato comunicato nulla a chi di competenza, parroco di Albugnano e vescovo di Asti. Ci sono già alcune convenzioni diocesane per l’uso di chiese cattoliche da parte di comunità ortodosse (San Silvestro in città, l’Addolorata a San Damiano). Ma si tratta di chiese riconosciute nell’ambito dell’ortodossia, come quella rumena. La chiesa ortodossa italiana, anche se abbinata o fusa con quella assira, non è di questo numero”.

Il 20 dicembre 2015 Meluzzi  assistito da mons. Taddeo e mons. Salvatore Michalef (Vescovo della linea di Milingo) nella Chiesa di San Michele Arcangelo in Roma, ha consacrato mons. Filippo Ortenzi Arcivescovo Vicario della Chiesa Ortodossa Italiana ed Eparca per il Lazio, la Tuscia e le terre di Roma.

La presenza di Micalef (vicario di Milingo per l’Italia Vicario Generale per l’Italia Married Pristers Now! SS. Peter & Paul Prelature ) all’ordinazione di un Vescovo di Meluzzi aumenta i sospetti avanzati dall’articolo della “Gazzetta d’Asti”.

bianco.news

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Gossip: Milingo all’isola dei famosi speriamo non si presenti a nome dei preti sposati

Impazza il Gossip e rispunta anche Milingo.

L’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati si augura che Milingo nel caso di una sua partecipazione al programma televisivo non si autodichiari rappresentante dei sacerdoti sposati. Milingo e il suo staff hanno invece arrecato danni alla causa dei sacerdoti sposati e dei loro diritti civili e religiosi. Secondo l’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati, fondata nel 2003 da don Giuseppe Serrone, sarebbe interessante avere invece una coppia (un sacerdoti sposati e sua moglie, balzata agli onori della cronaca per la questione dei preti sposati. I preti sposati esistono prima ancora di Milingo (ndr).

In basso la notizia apparsa su Il Gazzettino

Con l’arrivo della seconda edizione dell’Isola dei Famosi su Mediaset a marzo, chiude definitivamente il sipario sull’ipotetica versione vip del Grande Fratello.
Gli autori naturalmente sono in cerca di personaggi capaci di attirare l’attenzione del pubblico e sembra proprio che le idee non manchino. Dopo Rocco Siffredi infatti potrebbe naufragare Eva Henger ( Sarà vero – scriva Alberto Dandolo per Oggi – che dopo Rocco Siffredi, all’”Isola dei Famosi” arriva l’ex pornodiva Eva Henger? Ah, saperlo…) e Monsignor Milingo (Ma sarà – fa sapere Dagospia – vero che quei gran para-guri degli autori dell’”Isola dei Penosi” si sono messi in testa di provinare niente meno che il mitologico Monsignor Milingo? Ah, saperlo…).

 

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Preti sposati sono altre storie diverse dal racconto di Claudia ingannata

La relazione con un prete durata un anno e mezzo, nata dopo la fine del matrimonio. È questo il racconto di Claudia, una romana che aveva 32 anni all’epoca dei fatti. La testimonianza è andata in onda a Radio Cusano, nel corso di Ecg Regione, il format condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. “Sono stata con lui, è un vero e proprio predatore sessuale”.
Roma, 07/10/2015 (informazione.it – comunicati stampa) I sacerdoti sposati, fondati nel 2003 da don Giuseppe Serrone, sottolineano che la storia di Claudia emersa a Radio Cusano è una “squallida storia” e non ha niente a che fare con i preti sposati e il dibattito sul celibato dei preti. I preti dalla doppia vita non fanno parte della nostra associazione. Noi abbiamo avuto un regolare percorso di dimissioni dagli incarichi pastorali e successivamente di matrimonio religioso.

Queste storie come anche quelle balzate agli onori della cronaca, in passato, di Milingo e di Sante Sguotti, rappresentano solo chi le ha provocate e sono pessime manifestazioni di degrado del sacerdozio”.

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Chiambretti Night, i retroscena della lite Milingo-Maria Sung: precedente e segreto matrimonio di Maria Sung con un elettricista

Ricorderete la ormai ‘mitica’ lite tra l”ex’ monsignor Milingo, ospite del Chiambretti Night, e la moglie (ancora in carica) Maria Sung in quella che Piero Chiambretti ha definito ‘”la meledetta notte coreana“, andata in scena alla fine di gennaio.
Memorabile (quasi quanto il finto svenimento di Maurizia Paradiso) l’intervento furioso di Maria Sung, che dopo la danza del ventre di una ballerina a ‘favore’ di monsignor Milingo salì infuriata sul palco per interrompere la registrazione urlando “Io picchia te“, diventato poi un tormentone. A bocce ormai ferme, a sei mesi dall’evento e a trasmissione ormai finita, Piero Chiambretti ha deciso di rivelare i retroscena di quella registrazione, che fu mandata in onda ma in versione ridotta. Di fatto le invasioni di campo della signora Milingo furono ben tre in brevissimo tempo. L’innocente danza del ventre non sarebbe stata la causa scatenante dell’ira della signora, piuttosto un’imbarazzante domanda rivolta da Chiambretti a Milingo e riguardante un precedente e segreto matrimonio di Maria Sung con un elettricista di origini napoletane, Salvatore, appartenente alla setta Moon, la stessa cui appartengono i due coniugi. Un dettaglio di cui neanche Milingo era a conoscenza e che ha evidentemente determinato l’ira furiosa della consorte, che ha cercato di mettere fine all’intervista.

La domanda scottante fu poi tagliata dal montaggio per mancanza di una fonte accertata: fonte poi giunta per mezzo del vaticanista de La Stampa che, lavorando a un’inchiesta sulla setta, è giunto a svelare il precedente matrimonio della combattiva signora Sung.

A questo punto, per difendere il ‘proprio onore’, Chiambretti ha svelato l’arcano.

Altro che gelosia coreana: il geloso, a questo punto, dovrebbe essere monsignor Milingo. Attendiamo reazioni.

 AdnKronos

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La teologia errata di Milingo: i preti sposati non sono malati nella Chiesa

Le dichiarazione di Milingo pubblicate sul sito del Corriere della Sera:  “la chiesa considera i sacerdoti sposati «come dei malati», allora deve trovare il modo di risolvere la questione. Secondo Milingo essere scomunicati «è una grande umiliazione». Da Papa Francesco, ha aggiunto, i sacerdoti che si sono poi sposati stanno «aspettando un segno che finora non è arrivato»”.

L’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati, fondata nel 2003 da don Giuseppe Serrone ha affermato che le dichiarazioni di Milingo non rappresentano la campagna avviata da anni per rendere il celibato dei preti facoltativo e per i diritti civili e religiosi dei sacerdoti sposati e delle loro famiglie. 

La Chiesa Cattolica Romana Latina considera i sacerdoti sposati, non scomunicati, se hanno un regolare percorso canonico, di dimissioni, dispensa dagli obblighi del celibato e matrimonio religioso.

Il percorso di Milingoè diverso e non ci rappresenta affatto.

per informazioni: sacerdotisposati@alice.it

 

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Preti sposati: oltre Milingo

Milingo non rappresenta i preti sposati. I preti sposati con un regolare percorso canonico di dispensa e matrimonio religioso non sono scomunicati come Milingo. La Chiesa li considera ancora come parte di se stessa, attualmente ne limita solo il servizio pastorale attivo.

Da Milano arriva la notizia che ex arcivescovo Emmanuel Milingo ha partecipato al pranzo organizzato dai City Angels a Milano per senzatetto e profughi. Con addosso la pettorina da volontario, ha ballato insieme agli ospiti del pranzo e alla moglie Maria Sung. Un episodio marginale dell’impegno dei sacerdoti sposati per i diritti civili e religiosi. E sull’appello lanciato a papa Francesco chiedendo che i preti sposati non vengano messi da parte, l’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati fondata nel 2003 da don Giuseppe Serrone, ha commentato: “Papa Francesco darà a breve un segno efficace, che ancora non c’è, con il cambio della normativa ecclesiastica.

I preti sposati con un regolare percorso canonico di dispensa e matrimonio religioso non sono scomunicati come Milingo. La Chiesa li considera ancora come parte di se stessa, attualmente ne limita solo il servizio pastorale attivo”.

 

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Milingo, fuori dalla Chiesa, dimesso dallo stato clericale non dice nulla sui preti sposati

È fuori dalla Chiesa, dimesso dallo stato clericale sei anni fa dopo aver riempito parrocchie, alberghi e centri congressi con chi gli chiedeva e chiede di sconfiggere Satana. Emmanuel Milingo, l’esorcista scomunicato nel 2006 quando ordinò vescovi quattro preti sposati negli Stati Uniti, è tornato a Roma. Ospite di amici con la moglie Maria Sung, non ha fatto in tempo ad arrivare che la sua agenda si è riempita di appuntamenti con cristiani di fede che credono nel suo potere contro il maligno.

L’ex vescovo sacerdote dal 1958, che in Corea dice di vivere di offerte e con i guadagni della moglie agopunturista, è rientrato con un visto turistico di quaranta giorni. La voce è girata in fretta e la processione è ricominciata come se niente fosse accaduto. Lui si spiega tutto questo affetto condito da ottima considerazione con una frase semplice semplice: faccio quello che so fare.

La Chiesa di lui non vuol più saperne. Era arcivescovo emerito di Lusaka quando, il 27 maggio 2001, si sposò con il rito Moon. Quel Sun Myung Moon, fondatore della chiesa dell’unificazione, che gli scelse la moglie dopo che l’allora settantunenne Emmanuel aveva abbracciato la setta e contestualmente pregato la chiesa cattolica di fare uno sforzo per superare il celibato ecclesiastico dal momento che anche «gli apostoli avevano moglie». Successe l’inferno. Non arrivò nessun esorcista a salvarlo, ma Giovanni Paolo II fece la prima mossa sperando di riportarlo a miti consigli anche considerando la popolarità di cui Milingo godeva in tutto il mondo. Fu così che arrivò il perdono papale. Ma l’esorcista non resse a lungo la lontananza dalla moglie. Tornò nel talamo e dal 2006 non se ne è più allontanato. Tanto da far chiosare al suo amico Gabriele Amorth, il re degli esorcisti in carica che «ha subito un lavaggio del cervello da parte della setta di Moon». Nel frattempo è trascorsa una vita durante la quale, stando alle prime dichiarazioni appena rese in Italia, non molto è cambiato. L’esorcista Milingo continua a fare quello che faceva quando era prete. Non si è ravveduto e gli piacerebbe incontrare Bergoglio: «Lo vedrei volentieri – dice – ma non ho pentimenti. Del resto di cosa dovrei pentirmi se continuo ad aiutare il prossimo secondo la volontà di Dio?». La fama insegue l’africano Milingo dagli anni Settanta quando divenne famoso come guaritore. Lui e le sue parole dirette a chi, sconosciuto nel pubblico, invocava un aiuto contro il male oscuro dell’anima e contro ogni tipo di malattia, ammaliavano senza possibilità di resistere. La forza atavica della sua gente nera, unita a una grande capacità di comunicare lo trasformarono in un faro sempre acceso. Usava radio e tv come vi fosse nato. Incise anche un paio di cd e andò ospite a Sanremo nel 1997 con Chiambretti. Grande conoscitore della potenza della parola e della forza dell’immagine visionaria, Milingo che oggi ha 85 anni e una moglie di 28 anni più giovane, ha conosciuto fama e punizione. Si è ritirato a pregare in Argentina e ha cercato di sconfiggere l’amor terreno nell’isolamento a Zagarolo. Quel che avanza è solo l’età. Manipolato o no, l’esorcista porta l’Africa e la sua ancestrale magia nella valigia al seguito. Puntuto conoscitore delle debolezze umane continua a essere Milingo. Ha suscitato sin da giovane le perplessità della gerarchia cattolica che pure ha fatto carte false, vedi la mediazione del cardinal Tarcisio Bertone, per tenerlo nella Casa di Dio. La sua capacità di ammaliare le folle, l’amore che riceve dai disperati non faceva male alla Chiesa delle parrocchie spopolate. L’esorcista non sempre ha avuto bisogno di essere perdonato, anche perché spesso ha risolto casi difficili e delicati. Ma quel tempo è finito. Resta la questione delle questioni: aver preso moglie dopo essere diventato troppo famoso. Il palcoscenico della celebrità non glielo ha tolto nessuno. Sulla questione dei preti sposati o sposabili, la sua voce non è più così stonata, così come assumono nuovo significato le accuse che sin dal 2001 lanciava contro i preti pedofili e pervertiti di cui la Chiesa ha cominciato diligentemente a occuparsi. Ma ora è tempo di vacanze. E quelle dell’esorcista sono romane, in beffa al Vaticano che gli ha tolto il passaporto diplomatico pensando di lasciarlo al confino. Il sig. Milingo è tornato.

È fuori dalla Chiesa, dimesso dallo stato clericale sei anni fa dopo aver riempito parrocchie, alberghi e centri congressi con chi gli chiedeva e chiede di sconfiggere Satana. Emmanuel Milingo, l’esorcista scomunicato nel 2006 quando ordinò vescovi quattro preti sposati negli Stati Uniti, è tornato a Roma. Ospite di amici con la moglie Maria Sung, non ha fatto in tempo ad arrivare che la sua agenda si è riempita di appuntamenti con cristiani di fede che credono nel suo potere contro il maligno.

L’ex vescovo, che in Corea dice di vivere di offerte e con i guadagni della moglie agopunturista, è rientrato con un visto turistico di quaranta giorni. La voce è girata in fretta e la processione è ricominciata come se niente fosse accaduto. Lui si spiega tutto questo affetto condito da ottima considerazione con una frase semplice semplice: faccio quello che so fare.

La Chiesa di lui non vuol più saperne. Era arcivescovo emerito di Lusaka quando, il 27 maggio 2001, si sposò con il rito Moon. Quel Sun Myung Moon, fondatore della chiesa dell’unificazione, che gli scelse la moglie dopo che l’allora settantunenne Emmanuel aveva abbracciato la setta e contestualmente pregato la chiesa cattolica di fare uno sforzo per superare il celibato ecclesiastico dal momento che anche «gli apostoli avevano moglie». Successe l’inferno. Non arrivò nessun esorcista a salvarlo, ma Giovanni Paolo II fece la prima mossa sperando di riportarlo a miti consigli anche considerando la popolarità di cui Milingo godeva in tutto il mondo. Fu così che arrivò il perdono papale. Ma l’esorcista non resse a lungo la lontananza dalla moglie. Tornò nel talamo e dal 2006 non se ne è più allontanato. Tanto da far chiosare al suo amico Gabriele Amort, il re degli esorcisti in carica che «ha subito un lavaggio del cervello da parte della setta di Moon». Nel frattempo è trascorsa una vita durante la quale, stando alle prime dichiarazioni appena rese in Italia, non molto è cambiato. L’esorcista Milingo continua a fare quello che faceva quando era prete. Non si è ravveduto e gli piacerebbe incontrare Bergoglio: «Lo vedrei volentieri – dice – ma non ho pentimenti. Del resto di cosa dovrei pentirmi se continuo ad aiutare il prossimo secondo la volontà di Dio?». La fama insegue l’africano Milingo dagli anni Settanta quando divenne famoso come guaritore. Lui e le sue parole dirette a chi, sconosciuto nel pubblico, invocava un aiuto contro il male oscuro dell’anima e contro ogni tipo di malattia, ammaliavano senza possibilità di resistere. La forza atavica della sua gente nera, unita a una grande capacità di comunicare lo trasformarono in un faro sempre acceso. Usava radio e tv come vi fosse nato. Incise anche un paio di cd e andò ospite a Sanremo nel 1997 con Chiambretti. Grande conoscitore della potenza della parola e della forza dell’immagine visionaria, Milingo che oggi ha 85 anni e una moglie di 28 anni più giovane, ha conosciuto fama e punizione. Si è ritirato a pregare in Argentina e ha cercato di sconfiggere l’amor terreno nell’isolamento a Zagarolo. Quel che avanza è solo l’età. Manipolato o no, l’esorcista porta l’Africa e la sua ancestrale magia nella valigia al seguito. Puntuto conoscitore delle debolezze umane continua a essere Milingo. Ha suscitato sin da giovane le perplessità della gerarchia cattolica che pure ha fatto carte false, vedi la mediazione del cardinal Tarcisio Bertone, per tenerlo nella Casa di Dio. La sua capacità di ammaliare le folle, l’amore che riceve dai disperati non faceva male alla Chiesa delle parrocchie spopolate. L’esorcista non sempre ha avuto bisogno di essere perdonato, anche perché spesso ha risolto casi difficili e delicati. Ma quel tempo è finito. Resta la questione delle questioni: aver preso moglie dopo essere diventato troppo famoso. Il palcoscenico della celebrità non glielo ha tolto nessuno. Sulla questione dei preti sposati o sposabili, la sua voce non è più così stonata, così come assumono nuovo significato le accuse che sin dal 2001 lanciava contro i preti pedofili e pervertiti di cui la Chiesa ha cominciato diligentemente a occuparsi. Ma ora è tempo di vacanze. E quelle dell’esorcista sono romane, in beffa al Vaticano che gli ha tolto il passaporto diplomatico pensando di lasciarlo al confino. Il sig. Milingo è tornato.

iltempo.it

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Milingo torna a Roma a caccia di visibilità e… non rappresenta preti sposati

Milingo è a caccia di visibilità e non rappresenta i preti sposati e la loro giusta causa che da decenni l’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati fondata nel 2003 da don Giuseppe Serrone, porta avanti in Italia e nel mondo.

Milingo e il suo staff hanno ridicolizzato la causa dei preti sposati (v. Milingo con Chiambretti quando dopo aver ricevuto per l’intervista una ingente somma di denaro litigò in diretta con la moglie v. foto in basso)

Milingo ormai fa solo guai alla causa dei sacerdoti sposati e malgrado l’enfasi delle notizie sugli esorcismi ha solo un risvolto negativo.

Papa Francesco non ha bisogno di referenti alla Milingo. Noi come sacerdoti sposati aspettiamo presto un intervento di Papa Francesco che ci riaccolga nelle parrocchie. (ndr)

Emmanuel Milingo è tornato a Roma. L’arcivescovo esorcista scomunicato nel settembre 2006 per aver ordinato vescovi quattro preti sposati negli Usa è ritornato nella capitale con un visto turistico. “Vedrei il Papa volentieri ma non ho pentimenti”, afferma Milingo all’Adnkronos.

Lex ’arcivescovo emerito di Lusaka, che nel maggio del 2001 sposò con rito Moon l’agopunturista coreana Maria Sung, è tornato a Roma con la consorte. Ospite da amici. “Anche gli apostoli erano sposati – dice – Non mi sono mai fermato nemmeno un giorno, neanche dopo la scomunica, nel fare del bene al prossimo. La Chiesa non mi dovrebbe voltare le spalle”.

Milingo resterà nella capitale una quarantina di giorni, il tempo della durata del visto. “Anche qui continuo a fare gli esorcismi – racconta – In tanti, in questi giorni, mi sono venuti a trovare e mi hanno chiesto preghiere di guarigione. Io cerco di aiutare tutti, facendo la volontà di Dio”.

Dopo il matrimonio con la Sung, l’arcivescovo africano aveva ottenuto il perdono da Giovanni Paolo II. Poi però il ritorno da Moon con la fondazione dell’associazione Married Priest Now e la rottura definitiva con le gerarchie ecclesiastiche. Milingo però – che in Corea vive di offerte e del lavoro di agopunturista della moglie – sostiene di non avere rimpianti: “Perché dovrei? Aiuto il prossimo, secondo la volontà di Dio”, insiste. E ora che è a Roma vorrebbe incontrare Bergoglio.

Un tema, quello dei sacerdoti sposati, verso il quale papa Francesco non ha mostrato indifferenza. La questione dei sacerdoti sposati, ha avuto modo di dire lo stesso Francesco, è presente nella sua agenda. Lo disse lo stesso Bergoglio in occasione dell’incontro, lo scorso febbraio, con sette preti che festeggiavano il 50esimo anniversario di sacerdozio. Erano presenti anche cinque sacerdoti spretati perché si sono sposati. A sollevare la questione fu don Giovanni Cereti, rettore della chiesa di San Giovanni Battista dei Genovesi, che ha ricordato il caso delle Chiese Orientali, dove chi è sposato può anche essere ordinato prete. “Il problema – fu la risposta di Bergoglio – è presente nella mia agenda”.

Ag. Red.

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Milingo pensa di incontrare Papa Francesco: non è il referente dei sacerdoti sposati

L’associazione dei sacerdoti lavoratori sposati, fondata nel 2003 da don Giuseppe Serrone, ha avviato da anni un contatto con alcuni Vescovi italiani, la Conferenza Episcopale Europea e alcuni uomini del Vaticano e dei media della Santa Sede per favorire il cambio della normativa sul celibato obbligatorio dei preti e la riforma della Chiesa Cattolica Romana latina che consenta ai preti sposati di essere reintegrati nel ministero.

Milingo non ha le carte e i titoli per rappresentare i preti sposati presso Papa Francesco che presto potrebbe mettere mano alla riforma sui preti sposati.

per maggiori informazioni

sacerdotisposati@alice.it

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