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Prete San Lazzaro, l’ex amante di don Andrea Contin a Pomeriggio Cinque „Scandalo di San Lazzaro, l’ex amante di don Contin: “La curia non mi ha compresa”

Prete San Lazzaro, l’ex amante di don Andrea Contin a Pomeriggio Cinque

L’ex amante di don Andrea Contin, l’ex parroco di San Lazzaro indagato per violenza privata e favoreggiamento della prostituzione proprio a seguito della denuncia resa dalla donna, una parrocchiana 49enne, è stata ospite, venerdì pomeriggio, della trasmissione Pomeriggio Cinque condotta, su Canale Cinque, da Barbara D’Urso.

LE VIOLENZE. La donna, intervistata dalla conduttrice, ha raccontato la sua storia con il sacerdote. Una relazione fatta di violenza e minacce, come è lei stessa a raccontare: “Le violenze sono iniziate già dall’inizio, ma poi lui piangeva, chiedeva scusa”. Calci, pugni, ma “sono entrati in gioco i sentimenti, mi sono innamorata”. Don Contin la voleva tutta per sé: “Pian piano mi ha fatto terra bruciata attorno, togliendomi dalle mie amicizie e dai miei impegni”. L’aveva persino presentata ai suoi genitori: “Mi portava da loro a cena, ovviamente mi presentava come l’amica, la confidente”.

“LA CURIA NON MI HA CAPITA”. Poi la decisione di dire tutto: “Ho visto che erano coinvolte altre donne, anche molto giovani e mi sono detta che non era possibile”. La prima richiesta d’aiuto è stata nei confronti della curia: “Hanno ascoltato, ma non mi sono sentita compresa. Non hanno capito la gravità. Lui era ancora lì e non so come si sarebbero mossi né con quali tempi”.

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Parroco diventa ortodosso, scomunicato

(ANSA) – CASERTA, 06 FEB – Parroco diventa abate ortodosso, e il vescovo lo scomunica. Succede nella diocesi di Alife-Caiazzo, in provincia di Caserta: monsignor Valentino Di Cerbo, ha proceduto alla scomunica del sacerdote Salvatore Zagaria, per più di 4 anni (gennaio 2011-luglio 2015) parroco a Liberi, ritenuto responsabile del “delitto di scisma”. La decisione, definita “un atto dovuto” in una nota della diocesi, è stato presa in quanto il 27 ottobre del 2016 Zagaria è stato “illecitamente ordinato ‘corepiscopo” della Chiesa ortodossa della Nazioni, assumendo l’incarico di abate di un Monastero Ortodosso Celestino dell’Ordine Patriarcale dei Monaci celestini, contestualmente inaugurato a Casapesenna”.
Zagaria già nel luglio del 2016 aveva lasciato spontaneamente la diocesi di Alife-Caiazzo.

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Scandalo in Curia: prete attore in un video hard

NOLA. Scandalo alla Diocesi di Nola: prete sospeso perché colto più volte in orge con ragazzi gay. Un giovane sacerdote sarebbe stato colto ben due volte sul fatto, ripreso dai filmati che poi sono stati girati al vescovo andato in pensione, Beniamino Depalma.

Nel primo caso, il giovane sacerdote si trovava in una parrocchia di Scafati, quando al vescovo venne fatto recapitare un primo video. Il capo della Diocesi spostò il prete a Marigliano, molto più vicino e con la possibilità di tenerlo sotto occhio.

Don G. ci sarebbe ricascato finendo in un altro filmino hard con due o più persone dello stesso sesso tra cui anche dei parrocchiani, a questo punto la decisione di trasferire il parroco in Piemonte, ma poichè anche al Nord il sacerdote ha continuato, il vescovo ha quindi emesso un provvedimento di sospensione a divinis ovvero di interruzione della vita clericale, dopo aver visto le scene che ritraggono il prete in sesso gay.

fonte: La Città di Salerno

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La denuncia al Papa: «La Curia di Napoli ha coperto gli abusi del prete pedofilo»

L’esposto di una vittima al Pontefice: «Dall’arcivescovo Sepe gravi negligenze»

La Curia di Napoli ha coperto il caso di un prete pedofilo e il cardinale Crescenzio Sepe ha compiuto «gravi negligenze». È quanto si sostiene in un esposto inviato lo scorso ottobre al Papa e al cardinale Marc Ouelle, il prefetto della Congregazione per i vescovi, da un uomo che da bambino fu vittima di abusi sessuali da parte di un sacerdote. A raccontarlo è oggi Repubblica in un articolo a firma di Elena Affinito e Giorgio Ragnoli.

VITTIME DEGLI ABUSI SESSUALI DI UN PRETE PEDOFILO, LA STORIA

La storia comincia in un sobborgo di Napoli nel 1989, quando un 13enne, oggi sposato con moglie e figli, viene abusato dal suo insegnante di religione. A molti anni di distanza, nel 2010, dopo un malore, l’uomo è costretto a cominciare una terapia con uno psichiatra. I test psichiatrici confermano il suo vissuto di abusi sessuali. Lui decide allora di appellarsi alla giustizia canonica. Chiede un incontro con il cardinale Sepe, ma non ottiene risposta. Dopo un anno, nel 2011, incontra il vescovo ausiliare, senza tuttavia ottenere l’apertura di un procedimento. Dopo quattro anni di battaglie, nel 2014, scrive a Papa Francesco. Che promette di occuparsi del caso. Alcuni mesi dopo la curia di Napoli apre un’indagine. L’uomo viene convocato per una deposizione, ma non si vedono sviluppi. A luglio 2015 invia una mail nella quale minaccia di spararsi con l’arma di ordinanza (lui è una guardia giurata) davanti alla Curia se non otterrà notizie della sua denuncia. Viene segnalato all’autorità giudiziaria. Perde il porto d’armi. A maggio 2016 decide di sottoporsi ad una visita psichiatrica presso un perito nominato dalla diocesi. Infine, arriva la denuncia al Pontefice. Si legge su Repubblica:

«Con la presente lettera intendo denunciare il cardinale Crescenzio Sepe, per grave negligenza nell’esercizio del proprio ufficio». Inizia così l’esposto di Diego Esposito (il nome è di fantasia), inviato al Papa e al prefetto della Congregazione per i vescovi, cardinale Marc Ouellet, lo scorso 11 ottobre. Si tratta della prima denuncia che si appella alla lettera apostolica motu proprio “Come una madre amorevole”, scritta dal Pontefice e diventata legge canonica il 5 settembre 2016, che stabilisce la rimozione dei vescovi colpevoli di grave negligenza nella gestione dei casi di abusi sessuali da parte di sacerdoti. Per mesi una commissione di giuristi nominati da Bergoglio si è riunita in segreto per studiare i termini della nuova norma. L’intenzione era quella di rendere più trasparente la gestione dei casi, limitando il potere dei vescovi e permettendo alle vittime, nel caso di colpevolezza delle diocesi, di ottenere il giusto risarcimento.

(Foto:  ANSA / CLAUDIO PERI)

in giornalettismo.com

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Vescovo di Savona incontrerà le vittime dei preti pedofili

Lo annuncia la Rete “L’abuso” sul proprio sito: “Stiamo accordando un appuntamento”

Annuncia Francesco Zanardi, portavoce della Rete “L’Abuso”, attraverso il sito istituzionale: “Monsignor Calogero Marino, Vescovo della Diocesi di Savona-Noli, si era detto da subito disponibile ad incontrare le vittime dei preti pedofili savonesi e ieri lo ha ribadito rinnovando la sua disponibilità.

Il primo invito fatto proprio il giorno del suo insediamento a Savona era stato accolto con entusiasmo dalle vittime le quali avevano subito risposto al suo appello, scegliendo tre rappresentanti destinati all’incontro con il nuovo Vescovo, due vittime di don Giraudo, la terza di don Pinetto.

Lunedì la nostra associazione si metterà in contato con gli uffici di Curia per accordare un appuntamento”.

savonanews.it

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