I Diaconi distorcono la logica del Vangelo per loro meglio essere serviti e le mogli si imborghesiscono. Meglio i preti sposati e le loro famiglie

“I Diaconi distorcono la logia del Vangelo per loro meglio essere serviti e le mogli si imborghesiscono. Meglio i preti sposati e le loro famiglie” così la dichiarazione del Movimento Internazionale dei sacerdoti lavoratori sposati che commenta le dichiarazioni pubblicate dal Sir di Petrolino Presidente delle Comunità del Diaconato in Italia (ndr)

““Il servizio dei diaconi oggi è prezioso in particolare per gli ammalati e per i migranti”. Lo ha detto Enzo Petrolino, presidente della Comunità del diaconato in Italia, questa mattina durante il convegno nazionale dei diaconi, in corso ad Altavilla Milicia, in provincia di Palermo. Nel suo intervento ha ricostruito come i vescovi nei secoli hanno affidato proprio ai diaconi la cura dei più fragili. “Oggi oltre a questo servizio, il nostro impegno deve essere rivolto all’accoglienza di chi arriva nel nostro Paese”, ha aggiunto. Petrolino ha anche parlato dell’importanza dei momenti di raduno. “I convegni che realizziamo ogni due anni sono un’occasione importante di incontro per verificare l’esperienza che portiamo avanti nelle nostre Chiese locali. È un confronto, da una parte, e, da un’altra, un momento di crescita che ci consente di capire meglio il nostro ruolo nelle comunità”. Numerose anche le mogli dei diaconi che partecipano al convegno. “La loro presenza è per noi un supporto importante e un aiuto nel nostro ministero”.

sir

Vaticano, inizia commissione studio su diaconato delle donne, silenzio invece su riammissione preti sposati

Oggi inizia la prima riunione della Commissione di Studio sul Diaconato delle donne, istituita dal Papa lo scorso 2 agosto per portare avanti uno studio oggettivo sulla situazione nei primi tempi della Chiesa. Lo rende noto la sala stampa della Santa Sede. Sotto la presidenza di monsignor Ladaria, i membri della Commissione si riuniscono nel corso di due giornate, in sessioni mattutine e serali, presso la sede della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Un gesto importante di Papa Francesco.

Il Movimento Internazionale dei sacerdoti lavoratori sposati chiede con insistenza che venga istituita in Vaticano anche una commissione per la riammissione al ministero dei preti sposati

Il diacono non è un ‘super-laico’ o un ‘quasi-prete’

“Il diacono non è un ‘super-laico’ o un ‘quasi-prete’. Al contrario il diacono è ‘diacono’, ossia colui che – nella Chiesa – ricorda il servizio come realtà che appartiene all’istituzione e che, anche sul piano ascetico-spirituale, esprime tale realtà ecclesiale”. Lo ha affermato questa mattina l’arcivescovo di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, presiedendo a Sarmeola (Pd) la celebrazione eucaristica in occasione dell’incontro dei diaconi permanenti della regione ecclesiastica del Triveneto. “Il diacono non è costituito per una sua decisione o, ancor più, per una voglia di primeggiare nella comunità, ma per il bene della Chiesa”, ha osservato Moraglia, ricordando che “il diaconato arricchisce la Chiesa proprio attraverso il ministero inteso come servizio”. Rivolgendosi ai diaconi permanenti, l’arcivescovo ha sottolineato che “siete chiamati a esprimere la vostra identità che è essenziale per la Chiesa, popolo di Dio, corpo di Cristo, suo sacramento”. “E le vostre spose – ha aggiunto – sono chiamate a svolgere, come bene attesta il rito d’ordinazione, un compito che accompagna e, in certi momenti, integra il vostro ministero”. Proseguendo nell’omelia, mons. Moraglia ha evidenziato che “il diacono si impegna anche a mettere in pratica la giustizia sociale ma la sua azione prima di tutto si muove su un altro livello, quello della carità, che ovviamente non dimentica l’ambito socio-politico ma lo sa precedere, con l’azione ministeriale che mira al rinnovamento del cuore”. E ha concluso invitando i diaconi ad essere “capaci di testimoniare una fede gioiosa insieme a quanti beneficiano del vostro ministero”.

sir

Papa Francesco apre al sacerdozio femminile (diaconato): rivoluzione in Vaticano

Dopo “intensa preghiera e matura riflessione” Papa Francesco ha deciso di istituire la Commissione di Studio sul Diaconato delle donne. Lo si legge in una nota ufficiale della Sala stampa vaticana e che sugella una rivoluzione in Vaticano che potrebbe consentire al sacerdozio femminile. La commissione conterà 13 membri e sarà presieduta da monsignor Luis Francisco Ladaria Ferrer, arcivescovo di Tibica e segretario della Congregazione per la dottrina della Fede.

La decisione di Papa Francesco nasce dall’incontro del 12 maggio scorso, svoltosi in forma di dialogo nell’Aula Paolo VI con le partecipanti all’Assemblea plenaria dell’Unione internazionale delle superiore generali, quando Bergoglio ha espresso l’intenzione di “costituire una commissione ufficiale che possa studiare la questione” del Diaconato delle donne, “soprattutto riguardo ai primi tempi della Chiesa”.

LA COMMISSIONE DI STUDIO. Docenti e teologi, la Commissione scelta dal Santo Padre sarà composta da: suor Nuria Calduch-Benages, membro della Pontificia Commissione Biblica; Francesca Cocchini, docente presso l’Universita’ “La Sapienza” e presso l’Istituto Patristico “Augustinianum” di Roma; monsignor Piero Coda, preside dell’Istituto Universitario “Sophia” di Loppiano e membro della Commissione Teologica Internazionale; padre Robert Dodaro, preside dell’Istituto Patristico “Augustinianum” di Roma e docente di patrologia; padre Santiago Madrigal Terrazas, docente di ecclesiologia presso l’Universita’ Pontificia “Comillas” di Madrid; suor Mary Melone, rettore magnifico della Pontificia Universita’ “Antonianum” di Roma; padre Karl-Heinz Menke, docente emerito di teologia dogmatica presso l’Universita’ di Bonn e membro della Commissione Teologica Internazionale; don Aimable Musoni, docente di ecclesiologia presso la Pontificia Universita’ Salesiana di Roma; padre Bernard Pottier, docente presso l'”Institut d’Etudes The’ologiques” a Bruxelles e membro della Commissione Teologica Internazionale; Marianne Schlosser, docente di teologia spirituale presso l’Universita’ di Vienna e membro della Commissione Teologica Internazionale; Michelina Tenace, docente di teologia fondamentale presso la Pontificia Universita’ Gregoriana di Roma; Phyllis Zagano, docente presso la “Hofstra University” di Hempstead, New York.

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Il diaconato femminile? E’ un tema da affrontare

Vaticano, Don Cereti: Donne diacono? Aprire fino all’episcopato

Intervista al prete e teologo Giovanni Cereti dopo l’apertura di Papa Francesco al diaconato femminile

Il diaconato femminile? E’ un tema da affrontare “urgentemente”, per passare gradualmente “dal diaconato al presbiterato, fino all’episcopato”. A parlare con LaPresse è don Giovanni Cereti, prete e teologo illuminato. Si batte dagli anni ’70 per l’eucarestia ai divorziati, promuove l’abolizione del celibato e il ministero per le donne. A Roma è rettore della chiesa di San Giovanni Battista dei Genovesi, nel quartiere popolare di Trastevere. Non ci sono nelle Scritture riferimenti che vietano l’ordinazione delle donne, spiega, e in più lo ha stabilito il Concilio Vaticano II che ogni discriminazione fra uomo e donna va eliminata. “Prima di criticare altri per i loro errori o lacune – commenta don Cereti -, la Chiesa dovrebbe interrogare se stessa e guardare alla trave che esiste nel suo occhio”.

L’apertura di Papa Francesco a una commissione che studi la possibilità di un diaconato femminile si può considerare una svolta?
Sì, Io credo che sia una svolta, perché del diaconato femminile o dell’ordinazione delle donne a un ministero nella Chiesa cattolica non si era mai parlato ufficialmente, anche se è molto desiderato da grande parte del mondo cattolico. Credo che la Chiesa cattolica dovrebbe impegnarsi in questo cammino, perché nel mondo contemporaneo c’è stato uno sviluppo relativamente alla posizione della donna e la Chiesa cattolica, che in passato era all’avanguardia, adesso si pone alla retroguardia in questo campo. Credo sia fortemente necessario, per contribuire alla testimonianza cristiana, l’ammissione della donna al ministero del diaconato ed eventualmente anche agli altri ministeri.

Aprirebbe la strada a un sacerdozio e addirittura all’episcopato?
Sì, con gradualità, come accade nella Chiesa cattolica. Ricordo quello che dice un documento del dialogo ecumenico tra la chiesa ortodossa e la chiesa anglicana negli Stati Uniti che dice: ‘Gli ortodossi non ordinano le donne per fedeltà alla Tradizione, perché non si è mai fatto. Gli anglicani ordinano le donne per fedeltà alla Tradizione, perché questa non consiste nel ripetere meccanicamente il passato, ma nel fare oggi ciò che si è convinti che Gesù Cristo farebbe oggi’. Gli anglicani sono convinti che oggi Cristo certamente ordinerebbe le donne.

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Diaconato per le donne, domande e risposte

CHE COS’È IL DIACONATO?
È il terzo grado dell’ordine ministeriale, insieme all’episcopato e al sacerdozio. I diaconi hanno l’incarico di aiutare nell’organizzazione della liturgia e nelle attività pastorali. Un aspirante prete deve ricevere l’ordinazione diaconale prima di quella sacerdotale ma ci sono anche diaconi permanenti, sposati o celibi.
QUANTO È STATO COSTITUITO?
È una figura che esiste sin dalla Chiesa delle origini. Il primo riferimento ai diaconi nelle sacre scritture si trova nella Lettera ai Filippesi, attorno all’anno 50.
CI SONO GIÀ DONNE DIACONO?
Nella Chiesa cattolica attuale no, ma ne esistono tracce nelle prime comunità cristiane. In una Costituzione apostolica dell’anno 386 si legge una preghiera per l’ordinazione della donna diacono, parallela a quella per gli uomini.
COSA POSSONO FARE OGGI LE DONNE NELLA CHIESA?
Possono distribuire la comunione, leggere le scritture (escluso il Vangelo) durante la messa. Ci sono donne nei dicasteri vaticani: una è sottosegretario di Congregazione. Secondo il cardinale Parolin potrebbero arrivare anche al ruolo di segretario di Stato che non è vincolato all’ordinazione episcopale.
COSA POTRANNO FARE CON IL DIACONATO?
Potranno celebrare tutti i sacramenti tranne la confessione e l’estrema unzione. Avranno facoltà quindi di battezzare, unire in matrimonio e presiedere i funerali. Potranno inoltre leggere il Vangelo durante la messa e tenere l’omelia. In assenza del sacerdote possono guidare una liturgia che però non comprende la consacrazione del pane e del vino.
QUAL ERA LA POSIZIONE DI WOJTYLA?
In diverse occasioni aveva esaltato il «genio femminile», aprendo ad un coinvolgimento nella vita ecclesiale, ma aveva scartato l’ipotesi del sacerdozio. In una lettera apostolica del 1994 aveva ripreso l’affermazione di Paolo VI, secondo il quale la Chiesa «non si riconosce l’autorità di ammettere le donne all’ordinazione sacerdotale ».
E QUALE QUELLA DI RATZINGER?
In linea con i predecessori aveva detto: «La nostra fede e la costituzione del Collegio degli Apostoli non ci permettano di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne». Aveva però aggiunto: «Non bisogna neppure pensare che nella Chiesa l’unica possibilità di avere un qualche ruolo di rilievo sia di essere sacerdote»
COSA AVVIENE NELLE ALTRE CONFESSIONI CRISTIANE?
Anglicani, luterani e alcune comunità evangeliche ammettono le donne anche al sacerdozio e all’episcopato. Porte sbarrate tra gli ortodossi.
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