Genova, calo delle vocazioni. I “preti sposati” a Papa Francesco: “Torniamo in servizio”

A Genova, il movimento internazionale dei sacerdoti lavoratori sposati si fa avanti: “Ci accettino come hanno fatto coi pastori protestanti”

Arriva da Genova una singolare proposta per arginare il crollo dell vocazioni.

Non ci sono più aspiranti sacerdoti? Tornano alla carica gli ex religiosi dell’Associazione Sacerdoti Sposati. Non è uno scherzo da prete, ma l’inusuale proposta inoltrata al cardinale Bagnasco e a Papa Francesco. “Siamo pronti a rientrare in servizio se solo ci accettaste – scrivono gli ex sacerdoti -, come la Chiesa ha fatto con i pastori protestanti e i sacerdoti anglicani accolti con mogli e figli come sacerdoti cattolici romani”. Il tema è tanto dibattuto e scivoloso da fare sembrare la richiesta una provocazione. Al momento nessuno, né dal Vaticano né da Genova, ha risposto all’audace richiesta. Ma non si sa mai.

fonte: ilgiornale.it

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Studente Usa morto: un fermo per omicidio

Un uomo è stato fermato dalla polizia per la morte di Beau Solomon, lo studente americano di 19 anni trovato morto nel Tevere a Roma. Secondo quanto si è appreso, si tratta di un romano, senza fissa dimora, di 41 anni che è stato fermato perché gravemente indiziato di omicidio aggravato da futili motivi. Il fermo del pm sarà sottoposto alla convalida del gip. Sulla vicenda indagano gli agenti della Squadra mobile e del Commissariato Trevi.

LA STORIA – Beau Solomon Jordan era sparito nel nulla qualche ora dopo il suo arrivo a Roma e poi trovato morto nel Tevere. Lo studente universitario americano di 19 anni, originario di Spring Green nel Wisconsin, era atterrato giovedì nella Capitale per frequentare un corso di 5 settimane all’università John Cabot. Del ragazzo non si avevano più notizie dalla notte tra il 30 giugno e il 1 luglio, poi la tragica scoperta.

Il suo corpo è stato recuperato dai vigili del fuoco e dalla polizia fluviale nelle acque del fiume, all’altezza di ponte Marconi, incastrato tra la vegetazione. A Beau sono stati rubati telefonino e portafogli: dalla sua carta di credito risultano spese per 1500 dollari a Milano. Due testimoni, ascoltati a lungo, avrebbero detto di aver visto un uomo gettare lo studente nel fiume all’altezza di ponte Garibaldi la notte del 30 giugno. “Abbiamo visto un uomo che ha gettato una persona nel Tevere”, hanno detto i due ragazzi dando l’allarme quella notte. Le ricerche della polizia fluviale sono subito scattate fino alla tragica scoperta di stamane. E il riconoscimento effettuato dai parenti dello studente arrivati a Roma dagli Usa.

Da un primo esame esterno del cadavere sono state riscontrate ferite, una sulla testa e altre sul corpo, compatibili con una caduta e con la permanenza in acqua. Secondo una prima ipotesi lo studente sarebbe morto annegato dopo essere rimasto tramortito sbattendo dopo essere stato scaraventato nel fiume. E’ stata disposta dal pm Marcello Monteleone l’autopsia che stabilirà con esattezza le cause del decesso. Sulla vicenda indagano i poliziotti della Squadra Mobile di Roma e del commissariato Trevi, a cui il direttore della John Cabot University aveva presentato la denuncia di scomparsa.

Gli investigatori al lavoro per ricostruire le ultime ore di vita di Beau, un ragazzo forte e sportivo e che in passato aveva anche sconfitto una rara forma tumorale. Diverse le piste seguite, tra cui quella della rapina finita in tragedia. Al ragazzo gli sono stati rubati portafogli e telefonino e con la sua carta di credito sarebbero stati effettuati acquisti a Milano per 1.500 dollari. Ascoltato anche il compagno di stanza di Beau con cui ha trascorso la serata. Il giovane ha raccontato che sono stati insieme in un bar di piazza Trilussa, a Trastevere, nel centro storico. “Beau mi ha detto ‘Vado al bagno’ poi non l’ho più visto. No, non era ubriaco”, ha detto il giovane agli inquirenti. Il giorno dopo non vedendolo a lezione il ragazzo ha dato l’allarme all’università. Al vaglio degli investigatori le immagini delle telecamere della zona che potrebbero averlo immortalato mentre era in strada in compagnia di qualcuno. O potrebbero anche avere immortalato la tragica scena raccontata dai testimoni. “Mio fratello è scomparso da più di 48 ore – aveva scritto su Facebook il fratello quando ancora si nutrivano speranze – L’ultima volta è stato visto con un gruppo di 11 studenti intorno a mezzanotte di giovedì. La sua carta di credito e telefono sono stati rubati e lui non è stato visto da allora. Stiamo lavorando con l’ambasciata degli Stati Uniti per cercare di trovarlo. Vi chiediamo di condividere una foto di Beau e dire una preghiera”. Chi lo conosceva lo ha definito “un incredibile giovane che ha già superato così tanto in vita sua” alludendo a una malattia che era riuscito a sconfiggere. Ma in una notte a Roma forse Beau ha incontrato la persona sbagliata.

ansa

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“Sacerdozio alle donne”. In zona Vaticano la mostra a cielo aperto della fotografa Giulia Bianchi per l’uguaglianza nella Chiesa

Gli abitanti dei quartieri che circondano il Vaticano si sveglieranno venerdì 27 maggio con un centinaio di poster affissi dal Comune recanti un messaggio che certamente non sarà gradito alla Chiesa: la richiesta del sacerdozio per le donne.

A realizzare le foto per i manifesti con l’hashtag #OrdainWomen è una fotografa femminista, Giulia Bianchi, che ormai da quattro anni sta approfondendo il suo”Women Priests Project” sulle donne prete intorno al mondo. Sono 150, in maggioranza teologhe o ex suore che sono diventate sacerdote attraverso una celebrazione che la Chiesa non approva e per questo sono state scomunicate. Finora Bianchi ne ha incontrate 70, documentando la loro vita e la loro vocazione all’uguaglianza nel nome di Dio.

“Non è una campagna politica ma una mostra fotografica a cielo aperto”, spiega Bianchi all’HuffPost. La fotografa ha fatto richiesta al Comune di Roma per l’affissione regolare dei manifesti e ha ottenuto il via libera. “In Campidoglio mi hanno fatto i complimenti. Non sono foto offensive, alcune sono misteriose e portano messaggi che portano alla consapevolezza”, dice ancora la professionista.

I poster ricopriranno i muri di Trastevere, Borgo Santo Spirito e Prati, ossia le zone della Capitale prossime al Vaticano. Donne con i paramenti sacerdotali che celebrano la messa, la foto di una bambina che sogna di diventare prete, le gambe di un Cristo-donna: sono queste alcune delle dieci immagini fortemente simboliche e in qualche modo provocatorie che verranno ripetute lungo le vie del centro storico, ciascuna con un messaggio scritto come “Alcune donne disobbediscono” oppure citazioni da Santa Caterina.

La mostra open air rimarrà visibile fino al 7 giugno in concomitanza con l’iniziativa “Jubilee for Women Priests” organizzata alla Casa Internazionale delle Donne dall’associazione americana “Women Ordination Worldwide” che ormai da 40 anni si batte per parificare l’accesso al sacerdozio.

Il giubileo delle donne prete non a caso avviene negli stessi giorni del giubileo per i preti che si terrà in Vaticano: una risposta anche mediatica per chiedere maggiore attenzione a una Chiesa che, nonostante le recenti parole di papa Francesco sulla possibilità di aprire alle donne diacone, concepisce le donne prete come un tabù assoluto.

Le organizzatrici della “Women Ordination Conference” hanno apprezzato il lavoro della fotografa Bianchi tanto da sostenere il suo progetto con donazioni e invitando la stessa Bianchi ad associarsi al programma del “Jubilee for Women Priests”

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Coniugi uccisi: figlio confessa omicidio genitori

Ha confessato Igor Diana, il figlio 28enne dei coniugi uccisi nella loro abitazione a Settimo San Pietro (Cagliari). Durante la notte è stato sentito dal magistrato nell’ospedale di Iglesias dove è stato ricoverato per essere rimasto ferito durante le fasi della sua cattura da parte di Carabinieri e Polizia. Il giovane, arrestato con l’accusa di tentato omicidio nei confronti delle forze dell’ordine, ha ammesso di aver ucciso i genitori. E’ quanto reso noto durante una conferenza stampa in questura a Cagliari. Il ragazzo è ancora ricoverato nell’ospedale di Iglesias con una prognosi di 60 giorni. Nelle prossime ore sarà operato per le ferite alle braccia riportate nel corso del conflitto a fuoco avvenuto durante le fasi della cattura, avvenuta ieri sera sulla statale 293 a Nuxis, nel Sulcis. Nel corso della notte Daniele Caria, il magistrato che coordina le indagini sul duplice delitto lo ha sentito a lungo. Il momento non trapela né cosa abbia detto il giovane e nemmeno nulla sull’eventuale provvedimento che potrebbe scattare nei suoi confronti nell’ambito dell’inchiesta sull’uccisione dei genitori i cui cadaveri sono stati trovati mercoledì mattina. Di sicuro il giovane è indagato e verrà arrestato per tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale proprio per il conflitto a fuoco con le forze dell’ordine.

LA VICENDA  – È durata 35 ore la fuga di Igor Diana, 28 anni, il figlio dei coniugi Giuseppe Diana, 67 anni, e Luciana Corgiolu, di 62, massacrati a bastonate e finiti a coltellate nella loro abitazione al numero 13 di via Copernico, a Settimo San Pietro, in provincia di Cagliari. Dopo il duplice delitto – avvenuto con molta probabilità la notte tra domenica e lunedì ma scoperto solo mercoledì mattina – il giovane, di origine russa adottato insieme al fratello di 24 anni, aveva fatto perdere le tracce allontanandosi con il fuoristrada del padre e portando via una pistola

Dopo la scoperta dei cadaveri, la Polizia ha fatto prima le ricerche e poi con il passare delle ore una vera e propria caccia all’uomo, mentre il fratello minore, che lavora a Roma, era stato subito rintracciato e avvisato della tragedia. La Squadra mobile di Cagliari, coordinata dal primo dirigente Alfredo Fabbrocini, ha diramato una nota di ricerche con il modello dell’auto a bordo della quale si era allontanato il 28enne e con la sua foto. Coinvolti accanto alla Polizia, i Carabinieri del Comando provinciale con i Cacciatori di Sardegna, il Corpo forestale e la Guardia di finanza. Oggi pomeriggio, un elicottero dell’Arma impegnato nelle ricerche del giovane in fuga, lo ha intercettato lungo la Statale 293, nel Comune di Nuxis, un piccolo paese del Sulcis dove i genitori avevano una casa.

Il pick-up grigio è stato inseguito lungo la strada da Polizia e Carabinieri, che lo hanno bloccato. Il giovane, a quanto pare, avrebbe tentato anche una fuga a piedi e durante l’inseguimento c’è stato un conflitto a fuoco. Il 28enne è rimasto lievemente ferito ed è stato trasportato all’ospedale di Iglesias per essere medicato, prima di essere trasferito in Questura, a Cagliari, per essere interrogato dagli inquirenti. Nei suoi confronti, ufficialmente, non c’è alcun provvedimento, ma la sua posizione potrebbe presto cambiare tenuto conto di tutte le contestazioni che potrebbero essergli mosse anche solo per la fuga ed il conflitto a fuoco.

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Vittima di pedofilia da parte di un sacerdote. “La Curia di Napoli del cardinale Sepe mi ha offerto 250 euro per risarcirmi”

“Avevo 13 anni. Il sacerdote mi ha detto se volevo andare a pranzo da lui e a me è sembrato un onore. Non avrei mai immaginato quello che è successo dopo”. Diego (nome di fantasia) adesso di anni ne ha 39 e da sei giorni ha iniziato lo sciopero della fame. La Curia di Napoli del Cardinal Crescenzio Sepe, racconta il Fatto Quotidiano, avrebbe stabilito per lui un risarcimento di soli 250 euro per la violenza subita da un sacerdote quando era ancora ragazzino e l’uomo ha deciso di protestare rifiutando di mangiare. Allo sciopero si sono uniti anche il suo avvocato Sergio Cavaliere e Francesco Zanardi, presidente della rete abuso.

Si legge sul Fatto Quotidiano:

Tutto comincia all’improvviso sei anni fa, quando Diego prova un dolore fortissimo al ventre. “Mi mancava il fiato, mi sentivo morire”, racconta. E Diego attraverso quella frattura vede un capitolo del suo passato che aveva completamente rimosso: “È riemersa la violenza. Avevo 13 anni, il mio professore di religione era don S., un sacerdote molto stimato. Io venivo da una famiglia religiosissima, mio padre quando andavamo in vacanza ci portava a visitare i santuari. Così quando il sacerdote mi ha detto se volevo andare a pranzo da lui a me è sembrato un onore. Non avrei mai immaginato quello che è successo dopo”. Il racconto ricorda quello di tanti altri bambini: il prete che si siede sul letto, che gli chiede di mettersi vicino a lui. Che poi lo bacia, gli fa violenza approfittando di quello stato di sottomissione e vergogna.

Quando tutto è riemerso in superficie e Diego ha scoperto che il sacerdote ancora insegnava si è recato da lui registrando una conversazione nella quale il prete non avrebbe negato le violenze. Sapendo che il fatto era ormai prescritto l’uomo, anziché recarsi in Tribunale, si è rivolto alla Chiesa e dalla Curia di Napoli, secondo il suo racconto, sarebbe arrivata solo una busta bianca, contenente 250 euro.

Diego va avanti per la sua strada e fa arrivare un messaggio al Vaticano. Il 26 marzo parte una lettera dalla Segreteria di Stato: “Sua Santità la ringrazia e invoca su di lei la protezione della Vergine Maria. Quanto è stato da lei cpomunicato è stato portato all’attenzione dell’autorità competente”.

Sono trascorsi due anni dal quel giorno e Diego ancora aspetta giustizia. Alle sue minacce di uccidersi se quel silenzio fosse continuato è stato risposto con una segnalazione alla Questura e gli è stato tolto il porto d’armi, di cui era in possesso in quanto guardia giurata. Il suo sciopero della fame continua.

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Uccisa a Bergamo donna di 39 anni

Giallo a Bergamo, dove ieri pomeriggio è stata uccisa una donna di 39 anni raggiunta da quattro colpi di pistola e poi precipitata dal quarto piano del palazzo in cui abitava.Il fatto nel pomeriggio in via Carnovali, nel quartiere della Malpensata, proprio di fronte al piazzale che tutti i lunedì mattina ospita il mercato settimanale. A dare l’allarme sono stati alcuni testimoni. La polizia indaga per risalire all’autore dell’omicidio.
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Gita a Gardaland con il gruppo parrocchiale, minorenni denunciati per furti

Bergamo, 15 luglio 2014 – Una gita a Gardaland molto particolare e illegale. E’ quanto hanno deciso di vivere alcuni ragazzini beragamaschi, lunedì 14 luglio, insieme al gruppo parrocchiale. Più che al divertimento sulle montagne russe, infatti, i giovani hanno pensato alle macchine fotografiche e ai portafogli che potevano razziare tra i turisti.

I minorenni, tutti tra i 15 e i 16 anni, residenti nella provincia di Bergamo, facevano parte di un gruppo che desiderava vivere una giornata di relax nel parco di Castelnuovo del Garda. I carabinieri della stazione di Peschiera del Garda li hanno denunciati per furto aggravato in concorso. Il controllo e’ scattato lunedì sera, quando il gruppetto stava per lasciare il parco. I nove teenager sono stati fermati in blocco e perquisiti dai Carabinieri, intervenuti su segnalazione della vigilanza interna che aveva notato i loro movimenti sospetti. Dagli zaini sono spuntati telefoni cellulari, macchine fotografiche, portafogli e denaro contante per oltre 5.000 euro di valore. Verificando la refurtiva i militari sono risaliti ai dodici proprietari, derubati dai minori che in gruppo depredavano le loro vittime. I giovanissimi sono stati tutti accompagnati in caserma dove nel corso della notte i rispettivi genitori sono andati appositamente dal bergamasco a riprendere i loro figli. Gli investigatori hanno riferito che, nonostante l’imbarazzo della situazione, il parroco ha condiviso il valore educativo dell’esperienza vissuta dai nove ragazzi.

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Spari al volto, ucciso imprenditore

NAPOLI, 15 LUG – Un imprenditore edile, Cesare Basile, di 68 anni è stato ucciso con un colpo di pistola al volto. Il cadavere è stato trovato sotto un albero lungo in via Domiziana, a Giugliano. Basile, molto conosciuto a Giugliano per le sue attività imprenditoriali, è stato uno dei fondatori del parco acquatico Magic World. Sulla vicenda indaga la polizia.
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Bimbo ostaggio per far prostituire madre

I Carabinieri di Brescia, compagnia di Gardone Val Trompia, hanno fermato due romeni con l’accusa di sfruttamento della prostituzione, lesioni personali e sequestro di persona. Le loro vittime erano tre ragazze romene, che avevano attirato con il miraggio di un lavoro onesto. I due sfruttatori tenevano anche in ostaggio il bambino di 4 anni di una di loro per costringerla a prostituirsi nei nightclub e sulle strade.

ansa

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