Maltempo, ancora 2 dispersi nel materano

(ANSA) – MATERA, 7 NOV – E' stata ritrovata l'auto travolta ieri sera dalla piena di un torrente ad alcuni chilometri da Matera.

Nessuna traccia però ancora delle due persone che vi erano a bordo: una donna di 44 anni e il padre di 87, entrambi di Altamura (Bari). La vettura è stata raggiunta dai Vigili del fuoco in un'insenatura ad alcune centinaia di metri dal punto dove era stata trascinata via. Le ricerche di Carlo Masiello e della figlia Rosa riprenderanno stamattina all'alba.

 

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Piena Po allarma il Nord. Un morto nel napoletano

Paura per il Po da Torino all'Emilia. Un morto nel Napoletano. Il rimorso del sindaco di genova, quei morti per sempre sulla coscienza. A Piacenza fiume arriva a 5 metri. Piove in Piemonte, allagata Alessandria. Nubifragio a Napoli, cade albero e uccide un uomo vicino Pozzuoli. Rinviata Napoli-Juve. Si attenua pioggia sulla Liguria. Sindaco Vincenzi: 'Col senno di poi chiudo tutta città, ma allerta-2 non basta'. Due dispersi a Matera.


PIEMONTE: CHIUSI PONTI, STOP SCUOLE

di Renato Botto
Scuole chiuse in molti comuni del Piemonte, quasi tutti quelli nella provincia di Torino. E non ci saranno lezioni neppure negli atenei del capoluogo piemontese, dove oggi sono stati chiusi tre ponti nel centro, lambiti dalla Dora Riparia sempre più minacciosa, ed evacuato un reparto dell'ospedale Amedeo di Savoia, vicino allo stesso corso d'acqua. Nella notte è prevista la piena del Po. Il maltempo, dunque, spaventa ancora in Piemonte dopo tre giorni di piogge intense, ma le previsioni lasciano ben sperare: l'intensità delle precipitazioni dovrebbe attenuarsi e, contemporaneamente, la quota della neve continuerà ad abbassarsi dopo essere già scesa oggi a 1.800-2.000 metri. Nella serata, però, torneranno piogge abbondanti quantomeno nei settori occidentali e meridionali della regione. La domenica è trascorsa all'insegna della "moderata preoccupazione", come ha sintetizzato il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, che nella tarda mattinata ha avuto il quadro della situazione alla sala operativa della Protezione civile della Regione, dove ha incontrato il governatore Roberto Cota. La prima emergenza che si era creata ieri, nell'alessandrino, non preoccupa più, rientrata, "grazie alla tempestività e all'efficienza negli interventi", ha sottolineato l'assessore regionale alla Protezione Civile Roberto Ravello. L'attenzione si è spostata su due nuove aree critiche, le valli del Pinerolese, in particolare la Valle Pellice, e il bacino dell'alto Tanaro, nel cuneese. La furia del Pellice in piena ha distrutto un ponte secondario a Torre e costretto alcune famiglie di alcune borgate di Bricherasio a sfollare. Molti i tratti in cui è straripato. Un centinaio di persone sono state allontanate dalle loro case a Pianezza (Torino). L'esondazione del torrente Mellea, a Savigliano, ha bloccato per alcune ore la ferrovia Torino-Savona, riaperta nel tardo pomeriggio. In via precauzionale non circoleranno i treni sulla Pinerolo-Torre Pellice. Sono interrotti molti tratti di strade provinciali, per frane o allagamenti, o per situazioni di pericolo, nel Torinese e nel Cuneese. A Govone (Cuneo) è stato sbarrato un ponte sul Tanaro. Il Comune di Canosio, in val Maira (Cuneo), è rimasta isolata per alcune ore per una frana caduta sulla strada provinciale. A Chivasso, nel Torinese, i vigili del fuoco sono intervenuti per liberare una donna incinta rimasta intrappolata nella sua auto sulla quale erano caduti due alberi, abbattuti dal vento e dalla pioggia, è stata liberata dai Vigili del fuoco. Ed e già tempo di polemiche: Enrico Borghi, sindaco di Vogogna (Verbano-Cusio-Ossola) e presidente nazionale dell'Uncem, ha emesso un'ordinanza con la quale chiede ad Aipo e Regione Piemonte di pulire entro sette giorni il tratto di fiume Toce che attraversa il paese. "Erano stati sollecitati da mesi – dice – e non hanno fatto nulla".

SINDACO GENOVA, AVRO' SEMPRE VITTIME SU COSCIENZA – "Porterò per sempre le vittime di questo disastro sulla coscienza, la responsabilità ce la prendiamo tutti e io per prima, spero che col tempo si capisca che ciò che è accaduto era da segnalare come disastro e non allerta 2". Lo ha detto il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, in collegamento con il programma 'Domenica Cinque'. "Col senno di poi, avrei fatto chiudere l'intera città – ha aggiunto – A seguito dell'Allarme 2 ricevuto dalla protezione civile, quest'anno a noi segnalato 6 volte, abbiamo seguito un protocollo che però non prevede la chiusura di tutte le scuole né il blocco di tutta la città". "Chiedo che nel decreto sviluppo – ha aggiunto – i primi soldi predisposti per rimettere a posto Genova, vengano tenuti fuori dal patto di stabilita". "Io non ho detto che non ho responsabilità, ognuno si assume le sue responsabilità – ha detto il sindaco di Genova intervistato anche a 'Domenica in' – Dobbiamo capire che nel giro di 15 minuti il Ferreggiano, dove è capitato il massimo del disastro, è passato da nemmeno un metro d'acqua ad oltre quattro metri. Un'alluvione così, con i mezzi di prevenzioni previsti in essere, non è stata possibile né da gestire né da fermare come sarebbe stato giusto".

E' stata prorogata di altre 24 ore, fino alle 18 di domani (lunedi', Ndr), l'allerta 2 per il maltempo su tutta la Liguria.

Intanto la città che non si dà pace per la tragedia si prepara invece a dare l'ultimo saluto alle vittime. Un addio commosso, come quello che centinaia di persone hanno dato nell'obitorio dell'ospedale San Martino a mamma Shiprese e alle sue bimbe, Gioia e Janissa, di 8 e 1 anno. A stringersi attorno a papà Flemur e all'anziana nonna, straziati e sopraffatti dal dolore, tanto da riuscire a rimanere solo pochi minuti accanto alle tre bare di legno chiaro con tanti gigli bianchi sopra, amici e parenti. Le salme delle tre albanesi partiranno per l'Albania in mattinata, in concomitanza con il primo funerale delle altre tre vittime. Il dolore non ferma le indagini della Procura, che ha aperto un'inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo plurimo al momento a carico di ignoti. La città si aspetta una risposta rapida e per questo il procuratore capo Vincenzo Scolastico e il sostituto Stefano Puppo hanno sorvolato per due ore, a bordo di un elicottero della Guardia di finanza, via Fereggiano e le zone invase dalla furia delle acque. Un sopralluogo che potrebbe avere già dato i suoi frutti: non avendo notato detriti o tronchi d'albero a monte del torrente tali da provocare le esondazioni, una delle ipotesi è che a causare la tragedia sia stato un 'tappo idraulico' alla confluenza del Fereggiano con il Bisagno. Tappo che avrebbe fatto da diga al torrente in piena, obbligandolo a uscire dal suo alveo e a invadere la strada, trascinando con sé nella sua corsa vite e cose.

A MATERA AUTO TRAVOLTA DA TORRENTE,2 DISPERSI  – Due persone – una donna di 44 anni, e il padre, di 86, entrambi di Altamura (Bari) – sono disperse dopo che l'automobile sulla quale si trovavano è stata travolta da un torrente in piena, nella zona di Borgo Venusio, ad alcuni chilometri da Matera. Le ricerche sono condotte da Vigili del fuoco, Carabinieri, personale della protezione civile.
L'uomo e la figlia facevano parte di una grossa comitiva di persone giunta nei pressi di Matera stamani alla ricerca di funghi. Nel pomeriggio, quando le condizioni meteorologiche nella zona sono nettamente peggiorate – con una pioggia insistente – tutti hanno deciso di tornare a casa. Un'auto è stata travolta dalla piena del torrente: l'uomo alla guida è riuscito ad uscire a mettere in salvo due nipotine, ma la moglie e il suocero sono rimasti a bordo della vettura, portata via dalla corrente impetuosa. Poi è scomparsa, come inghiottita da acqua e fango. Le ricerche, che si svolgono alla luce di alcuni impianti di illuminazione, sono ostacolate dal corso tortuoso del torrente e dal fango.

PIOGGE E ALLAGAMENTI,UN MORTO NEL NAPOLETANO – Che per Napoli e provincia sarebbe stata una gran brutta giornata era stato detto, già ieri (sabato, ndr). L'allerta maltempo per una terra, come la Campania, che per pioggia e fango ha contato parecchi morti, era scattata sabato sera. Oggi la conta dei danni, pesanti visto che un uomo é morto. Un albero, a Pozzuoli, è caduto sulla sua auto. E così, il 64enne Domenico Conte è rimasto schiacciato, senza scampo. E poi, decine e decine sono stati gli automobilisti rimasti bloccati e tratti in salvo, cittadini intrappolati nelle loro case, strade allagate in ogni dove. Finanche la partita Napoli-Juventus, che era in programma stasera, è stata rimandata. Obiettivo: tutelare l'incolumità dei tifosi. La pioggia della notte e soprattutto delle prime ore della mattina ha messo in ginocchio la città e la provincia: chiuse stazioni della metropolitana, fermi alcuni collegamenti ferroviari, chiusa un'uscita dell'autostrada A3, cancellati voli aerei. Lunghissimo l'elenco dei comuni coinvolti: Saviano, Piazzola di Nola, Volla, Casoria, i comuni vesuviani di Torre del Greco, Ercolano, Portici. Problemi a Pompei, anche negli Scavi. E poi l'area flegrea, Pozzuoli in primis dove nella frazione di Arco Felice, in via Miliscola, è morto il pensionato. Sua moglie era andata a un funerale. Lui voleva raggiungerla, poi è arrivata la pioggia. Ha così deciso di aspettarla in auto. Era lì, che sfogliava il giornale quando il pino secolare si è schiantato sulla sua automobile ed è morto sul colpo. Quello stesso pino per il quale i cittadini avevano segnalato la pericolosità: erano stati avvertiti cedimenti, era stato chiesto un sopralluogo. Ma stamattina era ancora lì. Basta scorrere l'elenco delle strade allagate o meglio delle strade che si sono trasformate in veri e propri fiumi, per cercare di capire quanto è successo. Circolazione nel caos in via Cupa Principe di San Nicandro, quartiere San Giovanni a Teduccio; in via Stadera; in via Nicola Miraglia a Poggioreale, dove sono saltati i tombini; in Corso San Giovanni a Teduccio; in via delle Repubbliche Marinare; in viale Umberto Maddalena. Perfino un ponte, quello della Sanità, si è allagato, completamente. E ancora, chiusura della circolazione nel sottopasso di via dei Ciliegi, che collega Chiaiano con l'asse Mediano, caos in via Posillipo dove i tombini saltati hanno trasformato la strada in un torrente in piena. Problemi anche per l'edificio che ospita il Conservatorio di San Pietro a Maiella dove si è verificata la caduta di alcuni cornicioni. E poi, tutta la provincia. In tilt, per ore, il centralino dei vigili del fuoco. E' per tutto questo che, dopo un vertice in Prefettura è stato deciso di rinviare il posticipo di campionato in programma stasera allo stadio San Paolo. Niente partita Napoli – Juventus: non per la pioggia ma soprattutto perché in vista delle criticità legate alla viabilità, si poteva mettere in qualche modo a rischio la sicurezza dei cittadini. L'Ad della Juve ne prende atto: "Siamo dispiaciuti perché avevamo preparato a fondo questa partita – dice Giuseppe Marotta – ma il calcio non può e non deve vivere fuori dalla realtà". Stessa posizione anche quella espressa dal presidente del Napoli, Aurelio de Laurentiis: "Condivido pienamente la decisione del prefetto di Napoli. Peraltro i tragici eventi di Genova imponevano una attenzione particolare".

ansa

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Piena Po allarma il Nord. Un morto nel napoletano

Paura per il Po da Torino all'Emilia. Un morto nel Napoletano. Il rimorso del sindaco di genova, quei morti per sempre sulla coscienza. A Piacenza fiume arriva a 5 metri. Piove in Piemonte, allagata Alessandria. Nubifragio a Napoli, cade albero e uccide un uomo vicino Pozzuoli. Rinviata Napoli-Juve. Si attenua pioggia sulla Liguria. Sindaco Vincenzi: 'Col senno di poi chiudo tutta città, ma allerta-2 non basta'. Due dispersi a Matera.


PIEMONTE: CHIUSI PONTI, STOP SCUOLE

di Renato Botto
Scuole chiuse in molti comuni del Piemonte, quasi tutti quelli nella provincia di Torino. E non ci saranno lezioni neppure negli atenei del capoluogo piemontese, dove oggi sono stati chiusi tre ponti nel centro, lambiti dalla Dora Riparia sempre più minacciosa, ed evacuato un reparto dell'ospedale Amedeo di Savoia, vicino allo stesso corso d'acqua. Nella notte è prevista la piena del Po. Il maltempo, dunque, spaventa ancora in Piemonte dopo tre giorni di piogge intense, ma le previsioni lasciano ben sperare: l'intensità delle precipitazioni dovrebbe attenuarsi e, contemporaneamente, la quota della neve continuerà ad abbassarsi dopo essere già scesa oggi a 1.800-2.000 metri. Nella serata, però, torneranno piogge abbondanti quantomeno nei settori occidentali e meridionali della regione. La domenica è trascorsa all'insegna della "moderata preoccupazione", come ha sintetizzato il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, che nella tarda mattinata ha avuto il quadro della situazione alla sala operativa della Protezione civile della Regione, dove ha incontrato il governatore Roberto Cota. La prima emergenza che si era creata ieri, nell'alessandrino, non preoccupa più, rientrata, "grazie alla tempestività e all'efficienza negli interventi", ha sottolineato l'assessore regionale alla Protezione Civile Roberto Ravello. L'attenzione si è spostata su due nuove aree critiche, le valli del Pinerolese, in particolare la Valle Pellice, e il bacino dell'alto Tanaro, nel cuneese. La furia del Pellice in piena ha distrutto un ponte secondario a Torre e costretto alcune famiglie di alcune borgate di Bricherasio a sfollare. Molti i tratti in cui è straripato. Un centinaio di persone sono state allontanate dalle loro case a Pianezza (Torino). L'esondazione del torrente Mellea, a Savigliano, ha bloccato per alcune ore la ferrovia Torino-Savona, riaperta nel tardo pomeriggio. In via precauzionale non circoleranno i treni sulla Pinerolo-Torre Pellice. Sono interrotti molti tratti di strade provinciali, per frane o allagamenti, o per situazioni di pericolo, nel Torinese e nel Cuneese. A Govone (Cuneo) è stato sbarrato un ponte sul Tanaro. Il Comune di Canosio, in val Maira (Cuneo), è rimasta isolata per alcune ore per una frana caduta sulla strada provinciale. A Chivasso, nel Torinese, i vigili del fuoco sono intervenuti per liberare una donna incinta rimasta intrappolata nella sua auto sulla quale erano caduti due alberi, abbattuti dal vento e dalla pioggia, è stata liberata dai Vigili del fuoco. Ed e già tempo di polemiche: Enrico Borghi, sindaco di Vogogna (Verbano-Cusio-Ossola) e presidente nazionale dell'Uncem, ha emesso un'ordinanza con la quale chiede ad Aipo e Regione Piemonte di pulire entro sette giorni il tratto di fiume Toce che attraversa il paese. "Erano stati sollecitati da mesi – dice – e non hanno fatto nulla".

SINDACO GENOVA, AVRO' SEMPRE VITTIME SU COSCIENZA – "Porterò per sempre le vittime di questo disastro sulla coscienza, la responsabilità ce la prendiamo tutti e io per prima, spero che col tempo si capisca che ciò che è accaduto era da segnalare come disastro e non allerta 2". Lo ha detto il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, in collegamento con il programma 'Domenica Cinque'. "Col senno di poi, avrei fatto chiudere l'intera città – ha aggiunto – A seguito dell'Allarme 2 ricevuto dalla protezione civile, quest'anno a noi segnalato 6 volte, abbiamo seguito un protocollo che però non prevede la chiusura di tutte le scuole né il blocco di tutta la città". "Chiedo che nel decreto sviluppo – ha aggiunto – i primi soldi predisposti per rimettere a posto Genova, vengano tenuti fuori dal patto di stabilita". "Io non ho detto che non ho responsabilità, ognuno si assume le sue responsabilità – ha detto il sindaco di Genova intervistato anche a 'Domenica in' – Dobbiamo capire che nel giro di 15 minuti il Ferreggiano, dove è capitato il massimo del disastro, è passato da nemmeno un metro d'acqua ad oltre quattro metri. Un'alluvione così, con i mezzi di prevenzioni previsti in essere, non è stata possibile né da gestire né da fermare come sarebbe stato giusto".

E' stata prorogata di altre 24 ore, fino alle 18 di domani (lunedi', Ndr), l'allerta 2 per il maltempo su tutta la Liguria.

Intanto la città che non si dà pace per la tragedia si prepara invece a dare l'ultimo saluto alle vittime. Un addio commosso, come quello che centinaia di persone hanno dato nell'obitorio dell'ospedale San Martino a mamma Shiprese e alle sue bimbe, Gioia e Janissa, di 8 e 1 anno. A stringersi attorno a papà Flemur e all'anziana nonna, straziati e sopraffatti dal dolore, tanto da riuscire a rimanere solo pochi minuti accanto alle tre bare di legno chiaro con tanti gigli bianchi sopra, amici e parenti. Le salme delle tre albanesi partiranno per l'Albania in mattinata, in concomitanza con il primo funerale delle altre tre vittime. Il dolore non ferma le indagini della Procura, che ha aperto un'inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo plurimo al momento a carico di ignoti. La città si aspetta una risposta rapida e per questo il procuratore capo Vincenzo Scolastico e il sostituto Stefano Puppo hanno sorvolato per due ore, a bordo di un elicottero della Guardia di finanza, via Fereggiano e le zone invase dalla furia delle acque. Un sopralluogo che potrebbe avere già dato i suoi frutti: non avendo notato detriti o tronchi d'albero a monte del torrente tali da provocare le esondazioni, una delle ipotesi è che a causare la tragedia sia stato un 'tappo idraulico' alla confluenza del Fereggiano con il Bisagno. Tappo che avrebbe fatto da diga al torrente in piena, obbligandolo a uscire dal suo alveo e a invadere la strada, trascinando con sé nella sua corsa vite e cose.

A MATERA AUTO TRAVOLTA DA TORRENTE,2 DISPERSI  – Due persone – una donna di 44 anni, e il padre, di 86, entrambi di Altamura (Bari) – sono disperse dopo che l'automobile sulla quale si trovavano è stata travolta da un torrente in piena, nella zona di Borgo Venusio, ad alcuni chilometri da Matera. Le ricerche sono condotte da Vigili del fuoco, Carabinieri, personale della protezione civile.
L'uomo e la figlia facevano parte di una grossa comitiva di persone giunta nei pressi di Matera stamani alla ricerca di funghi. Nel pomeriggio, quando le condizioni meteorologiche nella zona sono nettamente peggiorate – con una pioggia insistente – tutti hanno deciso di tornare a casa. Un'auto è stata travolta dalla piena del torrente: l'uomo alla guida è riuscito ad uscire a mettere in salvo due nipotine, ma la moglie e il suocero sono rimasti a bordo della vettura, portata via dalla corrente impetuosa. Poi è scomparsa, come inghiottita da acqua e fango. Le ricerche, che si svolgono alla luce di alcuni impianti di illuminazione, sono ostacolate dal corso tortuoso del torrente e dal fango.

PIOGGE E ALLAGAMENTI,UN MORTO NEL NAPOLETANO – Che per Napoli e provincia sarebbe stata una gran brutta giornata era stato detto, già ieri (sabato, ndr). L'allerta maltempo per una terra, come la Campania, che per pioggia e fango ha contato parecchi morti, era scattata sabato sera. Oggi la conta dei danni, pesanti visto che un uomo é morto. Un albero, a Pozzuoli, è caduto sulla sua auto. E così, il 64enne Domenico Conte è rimasto schiacciato, senza scampo. E poi, decine e decine sono stati gli automobilisti rimasti bloccati e tratti in salvo, cittadini intrappolati nelle loro case, strade allagate in ogni dove. Finanche la partita Napoli-Juventus, che era in programma stasera, è stata rimandata. Obiettivo: tutelare l'incolumità dei tifosi. La pioggia della notte e soprattutto delle prime ore della mattina ha messo in ginocchio la città e la provincia: chiuse stazioni della metropolitana, fermi alcuni collegamenti ferroviari, chiusa un'uscita dell'autostrada A3, cancellati voli aerei. Lunghissimo l'elenco dei comuni coinvolti: Saviano, Piazzola di Nola, Volla, Casoria, i comuni vesuviani di Torre del Greco, Ercolano, Portici. Problemi a Pompei, anche negli Scavi. E poi l'area flegrea, Pozzuoli in primis dove nella frazione di Arco Felice, in via Miliscola, è morto il pensionato. Sua moglie era andata a un funerale. Lui voleva raggiungerla, poi è arrivata la pioggia. Ha così deciso di aspettarla in auto. Era lì, che sfogliava il giornale quando il pino secolare si è schiantato sulla sua automobile ed è morto sul colpo. Quello stesso pino per il quale i cittadini avevano segnalato la pericolosità: erano stati avvertiti cedimenti, era stato chiesto un sopralluogo. Ma stamattina era ancora lì. Basta scorrere l'elenco delle strade allagate o meglio delle strade che si sono trasformate in veri e propri fiumi, per cercare di capire quanto è successo. Circolazione nel caos in via Cupa Principe di San Nicandro, quartiere San Giovanni a Teduccio; in via Stadera; in via Nicola Miraglia a Poggioreale, dove sono saltati i tombini; in Corso San Giovanni a Teduccio; in via delle Repubbliche Marinare; in viale Umberto Maddalena. Perfino un ponte, quello della Sanità, si è allagato, completamente. E ancora, chiusura della circolazione nel sottopasso di via dei Ciliegi, che collega Chiaiano con l'asse Mediano, caos in via Posillipo dove i tombini saltati hanno trasformato la strada in un torrente in piena. Problemi anche per l'edificio che ospita il Conservatorio di San Pietro a Maiella dove si è verificata la caduta di alcuni cornicioni. E poi, tutta la provincia. In tilt, per ore, il centralino dei vigili del fuoco. E' per tutto questo che, dopo un vertice in Prefettura è stato deciso di rinviare il posticipo di campionato in programma stasera allo stadio San Paolo. Niente partita Napoli – Juventus: non per la pioggia ma soprattutto perché in vista delle criticità legate alla viabilità, si poteva mettere in qualche modo a rischio la sicurezza dei cittadini. L'Ad della Juve ne prende atto: "Siamo dispiaciuti perché avevamo preparato a fondo questa partita – dice Giuseppe Marotta – ma il calcio non può e non deve vivere fuori dalla realtà". Stessa posizione anche quella espressa dal presidente del Napoli, Aurelio de Laurentiis: "Condivido pienamente la decisione del prefetto di Napoli. Peraltro i tragici eventi di Genova imponevano una attenzione particolare".

ansa

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Piena Po allarma il Nord. Un morto nel napoletano

Paura per il Po da Torino all'Emilia. Un morto nel Napoletano. Il rimorso del sindaco di genova, quei morti per sempre sulla coscienza. A Piacenza fiume arriva a 5 metri. Piove in Piemonte, allagata Alessandria. Nubifragio a Napoli, cade albero e uccide un uomo vicino Pozzuoli. Rinviata Napoli-Juve. Si attenua pioggia sulla Liguria. Sindaco Vincenzi: 'Col senno di poi chiudo tutta città, ma allerta-2 non basta'. Due dispersi a Matera.


PIEMONTE: CHIUSI PONTI, STOP SCUOLE

di Renato Botto
Scuole chiuse in molti comuni del Piemonte, quasi tutti quelli nella provincia di Torino. E non ci saranno lezioni neppure negli atenei del capoluogo piemontese, dove oggi sono stati chiusi tre ponti nel centro, lambiti dalla Dora Riparia sempre più minacciosa, ed evacuato un reparto dell'ospedale Amedeo di Savoia, vicino allo stesso corso d'acqua. Nella notte è prevista la piena del Po. Il maltempo, dunque, spaventa ancora in Piemonte dopo tre giorni di piogge intense, ma le previsioni lasciano ben sperare: l'intensità delle precipitazioni dovrebbe attenuarsi e, contemporaneamente, la quota della neve continuerà ad abbassarsi dopo essere già scesa oggi a 1.800-2.000 metri. Nella serata, però, torneranno piogge abbondanti quantomeno nei settori occidentali e meridionali della regione. La domenica è trascorsa all'insegna della "moderata preoccupazione", come ha sintetizzato il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, che nella tarda mattinata ha avuto il quadro della situazione alla sala operativa della Protezione civile della Regione, dove ha incontrato il governatore Roberto Cota. La prima emergenza che si era creata ieri, nell'alessandrino, non preoccupa più, rientrata, "grazie alla tempestività e all'efficienza negli interventi", ha sottolineato l'assessore regionale alla Protezione Civile Roberto Ravello. L'attenzione si è spostata su due nuove aree critiche, le valli del Pinerolese, in particolare la Valle Pellice, e il bacino dell'alto Tanaro, nel cuneese. La furia del Pellice in piena ha distrutto un ponte secondario a Torre e costretto alcune famiglie di alcune borgate di Bricherasio a sfollare. Molti i tratti in cui è straripato. Un centinaio di persone sono state allontanate dalle loro case a Pianezza (Torino). L'esondazione del torrente Mellea, a Savigliano, ha bloccato per alcune ore la ferrovia Torino-Savona, riaperta nel tardo pomeriggio. In via precauzionale non circoleranno i treni sulla Pinerolo-Torre Pellice. Sono interrotti molti tratti di strade provinciali, per frane o allagamenti, o per situazioni di pericolo, nel Torinese e nel Cuneese. A Govone (Cuneo) è stato sbarrato un ponte sul Tanaro. Il Comune di Canosio, in val Maira (Cuneo), è rimasta isolata per alcune ore per una frana caduta sulla strada provinciale. A Chivasso, nel Torinese, i vigili del fuoco sono intervenuti per liberare una donna incinta rimasta intrappolata nella sua auto sulla quale erano caduti due alberi, abbattuti dal vento e dalla pioggia, è stata liberata dai Vigili del fuoco. Ed e già tempo di polemiche: Enrico Borghi, sindaco di Vogogna (Verbano-Cusio-Ossola) e presidente nazionale dell'Uncem, ha emesso un'ordinanza con la quale chiede ad Aipo e Regione Piemonte di pulire entro sette giorni il tratto di fiume Toce che attraversa il paese. "Erano stati sollecitati da mesi – dice – e non hanno fatto nulla".

SINDACO GENOVA, AVRO' SEMPRE VITTIME SU COSCIENZA – "Porterò per sempre le vittime di questo disastro sulla coscienza, la responsabilità ce la prendiamo tutti e io per prima, spero che col tempo si capisca che ciò che è accaduto era da segnalare come disastro e non allerta 2". Lo ha detto il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, in collegamento con il programma 'Domenica Cinque'. "Col senno di poi, avrei fatto chiudere l'intera città – ha aggiunto – A seguito dell'Allarme 2 ricevuto dalla protezione civile, quest'anno a noi segnalato 6 volte, abbiamo seguito un protocollo che però non prevede la chiusura di tutte le scuole né il blocco di tutta la città". "Chiedo che nel decreto sviluppo – ha aggiunto – i primi soldi predisposti per rimettere a posto Genova, vengano tenuti fuori dal patto di stabilita". "Io non ho detto che non ho responsabilità, ognuno si assume le sue responsabilità – ha detto il sindaco di Genova intervistato anche a 'Domenica in' – Dobbiamo capire che nel giro di 15 minuti il Ferreggiano, dove è capitato il massimo del disastro, è passato da nemmeno un metro d'acqua ad oltre quattro metri. Un'alluvione così, con i mezzi di prevenzioni previsti in essere, non è stata possibile né da gestire né da fermare come sarebbe stato giusto".

E' stata prorogata di altre 24 ore, fino alle 18 di domani (lunedi', Ndr), l'allerta 2 per il maltempo su tutta la Liguria.

Intanto la città che non si dà pace per la tragedia si prepara invece a dare l'ultimo saluto alle vittime. Un addio commosso, come quello che centinaia di persone hanno dato nell'obitorio dell'ospedale San Martino a mamma Shiprese e alle sue bimbe, Gioia e Janissa, di 8 e 1 anno. A stringersi attorno a papà Flemur e all'anziana nonna, straziati e sopraffatti dal dolore, tanto da riuscire a rimanere solo pochi minuti accanto alle tre bare di legno chiaro con tanti gigli bianchi sopra, amici e parenti. Le salme delle tre albanesi partiranno per l'Albania in mattinata, in concomitanza con il primo funerale delle altre tre vittime. Il dolore non ferma le indagini della Procura, che ha aperto un'inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo plurimo al momento a carico di ignoti. La città si aspetta una risposta rapida e per questo il procuratore capo Vincenzo Scolastico e il sostituto Stefano Puppo hanno sorvolato per due ore, a bordo di un elicottero della Guardia di finanza, via Fereggiano e le zone invase dalla furia delle acque. Un sopralluogo che potrebbe avere già dato i suoi frutti: non avendo notato detriti o tronchi d'albero a monte del torrente tali da provocare le esondazioni, una delle ipotesi è che a causare la tragedia sia stato un 'tappo idraulico' alla confluenza del Fereggiano con il Bisagno. Tappo che avrebbe fatto da diga al torrente in piena, obbligandolo a uscire dal suo alveo e a invadere la strada, trascinando con sé nella sua corsa vite e cose.

A MATERA AUTO TRAVOLTA DA TORRENTE,2 DISPERSI  – Due persone – una donna di 44 anni, e il padre, di 86, entrambi di Altamura (Bari) – sono disperse dopo che l'automobile sulla quale si trovavano è stata travolta da un torrente in piena, nella zona di Borgo Venusio, ad alcuni chilometri da Matera. Le ricerche sono condotte da Vigili del fuoco, Carabinieri, personale della protezione civile.
L'uomo e la figlia facevano parte di una grossa comitiva di persone giunta nei pressi di Matera stamani alla ricerca di funghi. Nel pomeriggio, quando le condizioni meteorologiche nella zona sono nettamente peggiorate – con una pioggia insistente – tutti hanno deciso di tornare a casa. Un'auto è stata travolta dalla piena del torrente: l'uomo alla guida è riuscito ad uscire a mettere in salvo due nipotine, ma la moglie e il suocero sono rimasti a bordo della vettura, portata via dalla corrente impetuosa. Poi è scomparsa, come inghiottita da acqua e fango. Le ricerche, che si svolgono alla luce di alcuni impianti di illuminazione, sono ostacolate dal corso tortuoso del torrente e dal fango.

PIOGGE E ALLAGAMENTI,UN MORTO NEL NAPOLETANO – Che per Napoli e provincia sarebbe stata una gran brutta giornata era stato detto, già ieri (sabato, ndr). L'allerta maltempo per una terra, come la Campania, che per pioggia e fango ha contato parecchi morti, era scattata sabato sera. Oggi la conta dei danni, pesanti visto che un uomo é morto. Un albero, a Pozzuoli, è caduto sulla sua auto. E così, il 64enne Domenico Conte è rimasto schiacciato, senza scampo. E poi, decine e decine sono stati gli automobilisti rimasti bloccati e tratti in salvo, cittadini intrappolati nelle loro case, strade allagate in ogni dove. Finanche la partita Napoli-Juventus, che era in programma stasera, è stata rimandata. Obiettivo: tutelare l'incolumità dei tifosi. La pioggia della notte e soprattutto delle prime ore della mattina ha messo in ginocchio la città e la provincia: chiuse stazioni della metropolitana, fermi alcuni collegamenti ferroviari, chiusa un'uscita dell'autostrada A3, cancellati voli aerei. Lunghissimo l'elenco dei comuni coinvolti: Saviano, Piazzola di Nola, Volla, Casoria, i comuni vesuviani di Torre del Greco, Ercolano, Portici. Problemi a Pompei, anche negli Scavi. E poi l'area flegrea, Pozzuoli in primis dove nella frazione di Arco Felice, in via Miliscola, è morto il pensionato. Sua moglie era andata a un funerale. Lui voleva raggiungerla, poi è arrivata la pioggia. Ha così deciso di aspettarla in auto. Era lì, che sfogliava il giornale quando il pino secolare si è schiantato sulla sua automobile ed è morto sul colpo. Quello stesso pino per il quale i cittadini avevano segnalato la pericolosità: erano stati avvertiti cedimenti, era stato chiesto un sopralluogo. Ma stamattina era ancora lì. Basta scorrere l'elenco delle strade allagate o meglio delle strade che si sono trasformate in veri e propri fiumi, per cercare di capire quanto è successo. Circolazione nel caos in via Cupa Principe di San Nicandro, quartiere San Giovanni a Teduccio; in via Stadera; in via Nicola Miraglia a Poggioreale, dove sono saltati i tombini; in Corso San Giovanni a Teduccio; in via delle Repubbliche Marinare; in viale Umberto Maddalena. Perfino un ponte, quello della Sanità, si è allagato, completamente. E ancora, chiusura della circolazione nel sottopasso di via dei Ciliegi, che collega Chiaiano con l'asse Mediano, caos in via Posillipo dove i tombini saltati hanno trasformato la strada in un torrente in piena. Problemi anche per l'edificio che ospita il Conservatorio di San Pietro a Maiella dove si è verificata la caduta di alcuni cornicioni. E poi, tutta la provincia. In tilt, per ore, il centralino dei vigili del fuoco. E' per tutto questo che, dopo un vertice in Prefettura è stato deciso di rinviare il posticipo di campionato in programma stasera allo stadio San Paolo. Niente partita Napoli – Juventus: non per la pioggia ma soprattutto perché in vista delle criticità legate alla viabilità, si poteva mettere in qualche modo a rischio la sicurezza dei cittadini. L'Ad della Juve ne prende atto: "Siamo dispiaciuti perché avevamo preparato a fondo questa partita – dice Giuseppe Marotta – ma il calcio non può e non deve vivere fuori dalla realtà". Stessa posizione anche quella espressa dal presidente del Napoli, Aurelio de Laurentiis: "Condivido pienamente la decisione del prefetto di Napoli. Peraltro i tragici eventi di Genova imponevano una attenzione particolare".

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Genova, inferno di fango

Genova è un inferno di acqua e fango che sommerge le auto, attraversato da uomini e donne fradici e immersi fino ai fianchi. In molte strade non c'è illuminazione. I morti sono sette. Una donna anziana schiacciata dalle auto travolte dall'acqua, una mamma albanese con i suoi due figli, annegati in uno scantinato allagato in zona Marassi. Poi due adulti, e un terzo bambino. «Sono sempre i più poveri a pagare per primi», osserva con amarezza Haidi Giuliani che osserva dall'alto la zona di Marassi solcata da un fiume che pare l'Arno ma che poche ore prima non c'era. Il Bisagno. Le stanno giungendo decine di messaggi con offerte di sostegno. Il primo quello di Nicoletta Dosio a nome dei valsusini. «Loro conoscono bene il valore della solidarietà», dice la mamma di Carlo a Liberazione. 

Colpite soprattutto la zona della Foce e della stazione Brignole, nate sul letto di questo torrente quando, negli anni '30, il fiume venne ricacciato sottoterra per fare la piazza della Vittoria, lo spazio delle adunate di regime. L'onda alta è qui che si scarica ma il dissesto è a monte e viene da anni di tagli e condoni anche se la sindaca Vincenzi continua a dire che la tragedia era imprevedibile smentita dal capogruppo pd a Tursi che parla di mancata pulizia degli alvei e dei tombini. Ringrazia tutti gli operai e i vigili della municipalità che dalle dieci sono sulla strada, Ciccio Gianelli, del Prc, presidente del Municipio 4° Media Valbisagno: «Questa è la riprova degli effetti devastanti di anni di tagli, condoni e speculazioni. Penso agli abusi edilizi sulle colline di Molassana, penso alle zone popolari, da sempre le più colpite dalle alluvioni genovesi perché costruite nel peggior modo possibile come Piazzale Adriatico a San Gottardo, tra Molassana e Staglieno».
La protezione civile ha fatto i conti prima del diluvio: i palazzi a rischio alluvione sono 1.250, 325 quelli minacciati da 35 frane, 33 i corsi d'acqua che possono esondare.
Col fiato sospeso si aspetta l'ondata della notte. E' l'alluvione più disastrosa da oltre quarant'anni a Genova (ce ne saranno anche nel 1977, nel '90, nel 92, nel '99 e l'anno scorso a Sestri). «Era ottobre anche allora», ricorda Angela, albergatrice vicino a Brignole. Da lì può vedere la stazione di sotto che pare una Venezia postatomica come guardava la sua 127, nel '70, sparire nella fiumana che invase il centro storico. Si trattava, allora, delSoziglia e dal Sant'Anna, torrenti ormai sotterranei, sbottati all'improvviso tra il 7 e l'8 ottobre. Morirono 44 persone. Il fratello di Angela, contadino per passione, le ripete ogni volta che dall'Appennino, sempre più disboscato e senza manutenzione, l'acqua scende come una valanga. Come una bomba. Le scene sono quelle di allora. Vigili con le persone sulle spalle. I sottopassi allagati. Le auto ammucchiate dopo il passaggio dello tsunami.
Aveva iniziato a piovere nella notte ma il primo dispaccio di agenzia che dava, poco prima delle 10, un quadro rassicurante avvertiva di un nuovo peggioramento previsto per la mattinata. Poco dopo l'escalation. I primi allagamenti, i guasti ai treni, le prime scuole chiuse a Bogliasco e a Recco, gli aerei dirottati dal Colombo, una famiglia di Quarto che si arrampica sul tetto. In via Mogadiscio si ribalta un bus. L'Aurelia che si blocca. I tombini di Camogli che non ne vogliono sapere di inghiottire tutto. Un vagone, al binario 1 di Brignole accoglie gli sfollati. Intanto inizia il conto dei morti. Vanno in tilt le autostrade e i tunnel pedonali di tutta la città. Si allaga il cantiere del metrò dove gli operai sono senza stipendio per via del Patto di stabilità. Cede l'asfalto in Corso Gastaldi, uno dei nomi dell'Aurelia in città. Staziona sul mare di Quinto, prima di mezzogiorno, il temporale "autorigenerante" perché continua a ricaricare umidità. Il previsto spostamento avviene molto lentamente. Marassi si allaga e salterà Genoa-Inter di domenica. Si allagano case, negozi, chiese. Il livello del Bisagno e del Fereggiano, suo affluente, sale a vista d'occhio. Fino a sbottare. Saltano le fogne, si alza anche lo Sturla. I liceali del classico Doria, a fianco della questura, vengono fatti salire ai piani alti della scuola come i bambini delle suore di S.Agata. E, a Molassana, due classi di via Archimede resteranno bloccate a scuola fino a sera. Cadono alberi, straripano fossi, si scontrano macchine. I tronchi e i detriti sbucano su corso Sardegna tra i bus ormai arenati. I pompieri girano in gommone per il quartiere Sturla. Un uomo rischia di annegare in via Cagliari. Altri lo fanno davvero. L'Alta Valpolcevera, a Ponente, rischia di replicare le scene di Levante. Alle 13, la Val Bisagno è isolata. Alle 14 la pioggia caduta è la stessa che ha devastato la val di Vara qualche giorno prima, 500 millimetri dalla mezzanotte. Un auto della Prefettura batte a tappeto la Valbisagno con un megafono per avvertire del pericolo e invitare tutti a non uscire dalle case. Verso le tre del pomeriggio, il temporale si sposta verso Sampierdarena, Cornigliano e Sestri Ponente. In via Fereggiano si avverte soffocante la puzza di gas.Una trentina di persone si rifugia sul tetto della Coop in Valbisagno. Le vittime sono due, poi cinque, infine sette. Viene annunciata una piena del Caravagna per il tardo pomeriggio e ci sono problemi alla foce del Branega.
«Incuria e mancanza di un piano di riassetto idrogeologico sono i due elementi chiave di queste tragedie – spiega Paolo Ferrero, segretario Prc – è sempre più evidente la necessità di una grande opera da fare con urgenza in Italia: la messa in sicurezza del paese e la manutenzione del territorio. Come abbiamo fatto e stiamo facendo a Borghetto Vara, saremo a fianco delle popolazioni».


05/11/2011

Checchino Antonini . liberazione.it

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Genova, inferno di fango

Genova è un inferno di acqua e fango che sommerge le auto, attraversato da uomini e donne fradici e immersi fino ai fianchi. In molte strade non c'è illuminazione. I morti sono sette. Una donna anziana schiacciata dalle auto travolte dall'acqua, una mamma albanese con i suoi due figli, annegati in uno scantinato allagato in zona Marassi. Poi due adulti, e un terzo bambino. «Sono sempre i più poveri a pagare per primi», osserva con amarezza Haidi Giuliani che osserva dall'alto la zona di Marassi solcata da un fiume che pare l'Arno ma che poche ore prima non c'era. Il Bisagno. Le stanno giungendo decine di messaggi con offerte di sostegno. Il primo quello di Nicoletta Dosio a nome dei valsusini. «Loro conoscono bene il valore della solidarietà», dice la mamma di Carlo a Liberazione. 

Colpite soprattutto la zona della Foce e della stazione Brignole, nate sul letto di questo torrente quando, negli anni '30, il fiume venne ricacciato sottoterra per fare la piazza della Vittoria, lo spazio delle adunate di regime. L'onda alta è qui che si scarica ma il dissesto è a monte e viene da anni di tagli e condoni anche se la sindaca Vincenzi continua a dire che la tragedia era imprevedibile smentita dal capogruppo pd a Tursi che parla di mancata pulizia degli alvei e dei tombini. Ringrazia tutti gli operai e i vigili della municipalità che dalle dieci sono sulla strada, Ciccio Gianelli, del Prc, presidente del Municipio 4° Media Valbisagno: «Questa è la riprova degli effetti devastanti di anni di tagli, condoni e speculazioni. Penso agli abusi edilizi sulle colline di Molassana, penso alle zone popolari, da sempre le più colpite dalle alluvioni genovesi perché costruite nel peggior modo possibile come Piazzale Adriatico a San Gottardo, tra Molassana e Staglieno».
La protezione civile ha fatto i conti prima del diluvio: i palazzi a rischio alluvione sono 1.250, 325 quelli minacciati da 35 frane, 33 i corsi d'acqua che possono esondare.
Col fiato sospeso si aspetta l'ondata della notte. E' l'alluvione più disastrosa da oltre quarant'anni a Genova (ce ne saranno anche nel 1977, nel '90, nel 92, nel '99 e l'anno scorso a Sestri). «Era ottobre anche allora», ricorda Angela, albergatrice vicino a Brignole. Da lì può vedere la stazione di sotto che pare una Venezia postatomica come guardava la sua 127, nel '70, sparire nella fiumana che invase il centro storico. Si trattava, allora, delSoziglia e dal Sant'Anna, torrenti ormai sotterranei, sbottati all'improvviso tra il 7 e l'8 ottobre. Morirono 44 persone. Il fratello di Angela, contadino per passione, le ripete ogni volta che dall'Appennino, sempre più disboscato e senza manutenzione, l'acqua scende come una valanga. Come una bomba. Le scene sono quelle di allora. Vigili con le persone sulle spalle. I sottopassi allagati. Le auto ammucchiate dopo il passaggio dello tsunami.
Aveva iniziato a piovere nella notte ma il primo dispaccio di agenzia che dava, poco prima delle 10, un quadro rassicurante avvertiva di un nuovo peggioramento previsto per la mattinata. Poco dopo l'escalation. I primi allagamenti, i guasti ai treni, le prime scuole chiuse a Bogliasco e a Recco, gli aerei dirottati dal Colombo, una famiglia di Quarto che si arrampica sul tetto. In via Mogadiscio si ribalta un bus. L'Aurelia che si blocca. I tombini di Camogli che non ne vogliono sapere di inghiottire tutto. Un vagone, al binario 1 di Brignole accoglie gli sfollati. Intanto inizia il conto dei morti. Vanno in tilt le autostrade e i tunnel pedonali di tutta la città. Si allaga il cantiere del metrò dove gli operai sono senza stipendio per via del Patto di stabilità. Cede l'asfalto in Corso Gastaldi, uno dei nomi dell'Aurelia in città. Staziona sul mare di Quinto, prima di mezzogiorno, il temporale "autorigenerante" perché continua a ricaricare umidità. Il previsto spostamento avviene molto lentamente. Marassi si allaga e salterà Genoa-Inter di domenica. Si allagano case, negozi, chiese. Il livello del Bisagno e del Fereggiano, suo affluente, sale a vista d'occhio. Fino a sbottare. Saltano le fogne, si alza anche lo Sturla. I liceali del classico Doria, a fianco della questura, vengono fatti salire ai piani alti della scuola come i bambini delle suore di S.Agata. E, a Molassana, due classi di via Archimede resteranno bloccate a scuola fino a sera. Cadono alberi, straripano fossi, si scontrano macchine. I tronchi e i detriti sbucano su corso Sardegna tra i bus ormai arenati. I pompieri girano in gommone per il quartiere Sturla. Un uomo rischia di annegare in via Cagliari. Altri lo fanno davvero. L'Alta Valpolcevera, a Ponente, rischia di replicare le scene di Levante. Alle 13, la Val Bisagno è isolata. Alle 14 la pioggia caduta è la stessa che ha devastato la val di Vara qualche giorno prima, 500 millimetri dalla mezzanotte. Un auto della Prefettura batte a tappeto la Valbisagno con un megafono per avvertire del pericolo e invitare tutti a non uscire dalle case. Verso le tre del pomeriggio, il temporale si sposta verso Sampierdarena, Cornigliano e Sestri Ponente. In via Fereggiano si avverte soffocante la puzza di gas.Una trentina di persone si rifugia sul tetto della Coop in Valbisagno. Le vittime sono due, poi cinque, infine sette. Viene annunciata una piena del Caravagna per il tardo pomeriggio e ci sono problemi alla foce del Branega.
«Incuria e mancanza di un piano di riassetto idrogeologico sono i due elementi chiave di queste tragedie – spiega Paolo Ferrero, segretario Prc – è sempre più evidente la necessità di una grande opera da fare con urgenza in Italia: la messa in sicurezza del paese e la manutenzione del territorio. Come abbiamo fatto e stiamo facendo a Borghetto Vara, saremo a fianco delle popolazioni».


05/11/2011

Checchino Antonini . liberazione.it

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Genova, inferno di fango

Genova è un inferno di acqua e fango che sommerge le auto, attraversato da uomini e donne fradici e immersi fino ai fianchi. In molte strade non c'è illuminazione. I morti sono sette. Una donna anziana schiacciata dalle auto travolte dall'acqua, una mamma albanese con i suoi due figli, annegati in uno scantinato allagato in zona Marassi. Poi due adulti, e un terzo bambino. «Sono sempre i più poveri a pagare per primi», osserva con amarezza Haidi Giuliani che osserva dall'alto la zona di Marassi solcata da un fiume che pare l'Arno ma che poche ore prima non c'era. Il Bisagno. Le stanno giungendo decine di messaggi con offerte di sostegno. Il primo quello di Nicoletta Dosio a nome dei valsusini. «Loro conoscono bene il valore della solidarietà», dice la mamma di Carlo a Liberazione. 

Colpite soprattutto la zona della Foce e della stazione Brignole, nate sul letto di questo torrente quando, negli anni '30, il fiume venne ricacciato sottoterra per fare la piazza della Vittoria, lo spazio delle adunate di regime. L'onda alta è qui che si scarica ma il dissesto è a monte e viene da anni di tagli e condoni anche se la sindaca Vincenzi continua a dire che la tragedia era imprevedibile smentita dal capogruppo pd a Tursi che parla di mancata pulizia degli alvei e dei tombini. Ringrazia tutti gli operai e i vigili della municipalità che dalle dieci sono sulla strada, Ciccio Gianelli, del Prc, presidente del Municipio 4° Media Valbisagno: «Questa è la riprova degli effetti devastanti di anni di tagli, condoni e speculazioni. Penso agli abusi edilizi sulle colline di Molassana, penso alle zone popolari, da sempre le più colpite dalle alluvioni genovesi perché costruite nel peggior modo possibile come Piazzale Adriatico a San Gottardo, tra Molassana e Staglieno».
La protezione civile ha fatto i conti prima del diluvio: i palazzi a rischio alluvione sono 1.250, 325 quelli minacciati da 35 frane, 33 i corsi d'acqua che possono esondare.
Col fiato sospeso si aspetta l'ondata della notte. E' l'alluvione più disastrosa da oltre quarant'anni a Genova (ce ne saranno anche nel 1977, nel '90, nel 92, nel '99 e l'anno scorso a Sestri). «Era ottobre anche allora», ricorda Angela, albergatrice vicino a Brignole. Da lì può vedere la stazione di sotto che pare una Venezia postatomica come guardava la sua 127, nel '70, sparire nella fiumana che invase il centro storico. Si trattava, allora, delSoziglia e dal Sant'Anna, torrenti ormai sotterranei, sbottati all'improvviso tra il 7 e l'8 ottobre. Morirono 44 persone. Il fratello di Angela, contadino per passione, le ripete ogni volta che dall'Appennino, sempre più disboscato e senza manutenzione, l'acqua scende come una valanga. Come una bomba. Le scene sono quelle di allora. Vigili con le persone sulle spalle. I sottopassi allagati. Le auto ammucchiate dopo il passaggio dello tsunami.
Aveva iniziato a piovere nella notte ma il primo dispaccio di agenzia che dava, poco prima delle 10, un quadro rassicurante avvertiva di un nuovo peggioramento previsto per la mattinata. Poco dopo l'escalation. I primi allagamenti, i guasti ai treni, le prime scuole chiuse a Bogliasco e a Recco, gli aerei dirottati dal Colombo, una famiglia di Quarto che si arrampica sul tetto. In via Mogadiscio si ribalta un bus. L'Aurelia che si blocca. I tombini di Camogli che non ne vogliono sapere di inghiottire tutto. Un vagone, al binario 1 di Brignole accoglie gli sfollati. Intanto inizia il conto dei morti. Vanno in tilt le autostrade e i tunnel pedonali di tutta la città. Si allaga il cantiere del metrò dove gli operai sono senza stipendio per via del Patto di stabilità. Cede l'asfalto in Corso Gastaldi, uno dei nomi dell'Aurelia in città. Staziona sul mare di Quinto, prima di mezzogiorno, il temporale "autorigenerante" perché continua a ricaricare umidità. Il previsto spostamento avviene molto lentamente. Marassi si allaga e salterà Genoa-Inter di domenica. Si allagano case, negozi, chiese. Il livello del Bisagno e del Fereggiano, suo affluente, sale a vista d'occhio. Fino a sbottare. Saltano le fogne, si alza anche lo Sturla. I liceali del classico Doria, a fianco della questura, vengono fatti salire ai piani alti della scuola come i bambini delle suore di S.Agata. E, a Molassana, due classi di via Archimede resteranno bloccate a scuola fino a sera. Cadono alberi, straripano fossi, si scontrano macchine. I tronchi e i detriti sbucano su corso Sardegna tra i bus ormai arenati. I pompieri girano in gommone per il quartiere Sturla. Un uomo rischia di annegare in via Cagliari. Altri lo fanno davvero. L'Alta Valpolcevera, a Ponente, rischia di replicare le scene di Levante. Alle 13, la Val Bisagno è isolata. Alle 14 la pioggia caduta è la stessa che ha devastato la val di Vara qualche giorno prima, 500 millimetri dalla mezzanotte. Un auto della Prefettura batte a tappeto la Valbisagno con un megafono per avvertire del pericolo e invitare tutti a non uscire dalle case. Verso le tre del pomeriggio, il temporale si sposta verso Sampierdarena, Cornigliano e Sestri Ponente. In via Fereggiano si avverte soffocante la puzza di gas.Una trentina di persone si rifugia sul tetto della Coop in Valbisagno. Le vittime sono due, poi cinque, infine sette. Viene annunciata una piena del Caravagna per il tardo pomeriggio e ci sono problemi alla foce del Branega.
«Incuria e mancanza di un piano di riassetto idrogeologico sono i due elementi chiave di queste tragedie – spiega Paolo Ferrero, segretario Prc – è sempre più evidente la necessità di una grande opera da fare con urgenza in Italia: la messa in sicurezza del paese e la manutenzione del territorio. Come abbiamo fatto e stiamo facendo a Borghetto Vara, saremo a fianco delle popolazioni».


05/11/2011

Checchino Antonini . liberazione.it

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1.500 sfollati tra Liguria e Piemonte

1.500 SFOLLATI TRA LIGURIA E PIEMONTE – Sono circa 1.500 gli sfollati in Liguria e Piemonte a causa del maltempo. Sono i dati raccolti dalla Protezione civile attraverso le Prefetture delle province interessate dall'emergenza. Il numero maggiore di evacuati resta quello della provincia di La Spezia, dove sono circa 1.300 persone, la maggior parte delle quali però sono state allontanate dalle proprie abitazioni la scorsa settimana.

IN 24 ORE 100 MM PIOGGIA, 320 NELL'ALESSANDRINO – Nelle ultime 24 ore è dell'Alessandrino, con 320 mm, il record di pioggia nelle ultime 24 in Piemonte, dove la media è stata di 100. Per il momento l'unica situazione critica per il maltempo si è avuta, tra la scorsa notte e la mattinata, nell'alessandrino. E ci sono alcuni elementi che inducono un cauto ottimismo: uno di questi è lo spostamento della perturbazione da est verso ovest, quindi da valle verso i monti, direzione che contribuisce a non rendere eccessiva la piena dei fiumi. L'altro fattore che potrebbe mitigare gli effetti rispetto ai timori della vigilia è la lunga siccità che ha preceduto le piogge, interrotta da poche precipitazioni che tuttavia hanno ammorbidito il terreno: i livelli dei corsi d'acqua erano molto più bassi rispetto alla media autunnale. Ed erano poco piene anche le dighe di montagna. E' questo il quadro fatto dai vertici della Protezione Civile al governatore del Piemonte Roberto Cota che oggi pomeriggio è stato a lungo nella sala operativa regionale, a Torino.

PIOGGIA E FORTE VENTO, STRADE ALLAGATE IN SARDEGNA – Come annunciato dalle previsioni, la pioggia battente è arrivata anche in Sardegna dove si registrano acquazzoni un po' ovunque, accompagnati dal forte vento di scirocco, che stanno creando disagi e soprattutto timore nelle zone colpite dalle alluvioni di tre anni fa, in Ogliastra, nel Sarrabus e a Capoterra, vicino a Cagliari, dove nell'ottobre del 2008 morirono quattro persone. Dal primo pomeriggio su Cagliari si è abbattuto un violento acquazzone. Piove ininterrottamente anche nelle altre province sarde e cominciano i primi interventi di Vigili del Fuoco e volontari della Protezione Civile per strade e scantinati allagati. Colpite in particolare Assemini e Villasor, nel Cagliaritano, dove sono a lavoro diverse squadre dei Vigili del Fuoco. La Protezione civile della Sardegna stamani aveva diramato un'allerta meteo per rischio idrogeologico nelle prossime 24-36 ore, invitando la popolazione a seguire alcune precauzioni al fine di evitare pericoli e danni: in particolare di non mettersi in viaggio sino al rientro dell'allarme. Si consiglia, inoltre, di trascorrere il fine settimana in casa o in luoghi protetti e di non stazionare in scantinati o seminterrati.

VALLE D'AOSTA: VERTICE PROTEZIONE CIVILE AD AOSTA – In vista di una intensificazione delle piogge nelle prossime ore nel settore sud-orientale della Valle d'Aosta, il presidente della Regione Augusto Rollandin ha riunito nel pomeriggio un vertice del sistema di protezione civile. "La situazione in atto – ha spiegato Rollandin – al momento, non porta a rilevare particolari criticità sul territorio valdostano. Informazioni corrette e coordinamento delle varie strutture operative sono alla base di un buon funzionamento del sistema di protezione e tutela del territorio e della popolazione". I corsi d'acqua – secondo quanto è emerso nella riunione – al momento presentano tutti i valori al di sotto dei livelli di attenzione, con innalzamenti minimi sulla Dora Baltea e innalzamenti più significativi sul torrente Lys, nella valle di Gressoney. Limitati i dissesti fino ad ora segnalati.

SUD FRANCIA, ALLERTA ESTESA A ZONE CONFINE ITALIA – Lo stato di allerta per il maltempo nel sud della Francia è stato esteso anche ai dipartimenti al confine con l'Italia, le Alpi Marittime, in cui si trova la Costa Azzurra, e le Alpi di Alta Provenza. Diventano così 16 i dipartimenti interessati dall'allarme, tutti quelli della fascia costiera sud-est del Paese, da Nizza a Narbonne, e alcuni dell'interno, dove spaventano in particolare le piene dei fiumi (Herault, Aveyron e Lozere). Allerta piena anche per il Rodano nella zona di Arles, nel cuore della Provenza, gonfiato dalle forti piogge che proseguiranno per tutto il weekend. Le autorità, secondo quanto riferiscono i media locali, non escluderebbero la possibilità di evacuare parte della popolazione dalle zone più a rischio.

Le intense precipitazioni sul Piemonte hanno provocato fenomeni di piena di elevata criticità sui fiumi Bormida, Orba, Scrivia e nell'area alessandrina nella zona di confluenza tra Bormida e Tanaro. Lo rileva l'ultimo aggiornamento dell'Aipo, l'Agenzia interregionale per il Po. I livelli lungo Bormida e Orba hanno poi cominciato a decrescere, ma "le previsioni meteo per le prossime 24 ore su tutto il territorio piemontese sono impegnative e se risultassero confermate determineranno ulteriori fenomeni di piena sui fiumi piemontesi".

Il Centro Funzionale piemontese ha emesso livelli di criticità superiori a '2' per la maggior parte del territorio. Per quanto riguarda l'asta principale del fiume Po, i fenomeni di piena in atto e gli apporti degli affluenti piemontesi previsti potrebbero portare nelle prossime 24/36 ore – presumibilmente a partire dalla notte tra domenica e lunedì – al formarsi di un'onda di piena che, afferma l'Aipo, potrà raggiungere agli idrometri piemontesi di Carignano, S.Sebastiano, Crescentino, Isola S.Antonio anche livelli di elevata criticità. In particolare, verrà seguito "con molta attenzione" il tratto del Po compreso tra la confluenza della Dora Riparia e la confluenza con il Tanaro e le zone di confluenza della Dora Baltea e del Sesia.

Aipo ha già attivato la sala Servizio di Piena centrale, a Parma, e tutte le sue strutture territoriali. Nicola Dell'Acqua, del Dipartimento nazionale della Protezione civile, ha coordinato questa mattina a Parma una riunione operativa per avviare l'attività dell'Unità di comando e controllo di bacino in vista della possibile piena sul Po.

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1.500 sfollati tra Liguria e Piemonte

1.500 SFOLLATI TRA LIGURIA E PIEMONTE – Sono circa 1.500 gli sfollati in Liguria e Piemonte a causa del maltempo. Sono i dati raccolti dalla Protezione civile attraverso le Prefetture delle province interessate dall'emergenza. Il numero maggiore di evacuati resta quello della provincia di La Spezia, dove sono circa 1.300 persone, la maggior parte delle quali però sono state allontanate dalle proprie abitazioni la scorsa settimana.

IN 24 ORE 100 MM PIOGGIA, 320 NELL'ALESSANDRINO – Nelle ultime 24 ore è dell'Alessandrino, con 320 mm, il record di pioggia nelle ultime 24 in Piemonte, dove la media è stata di 100. Per il momento l'unica situazione critica per il maltempo si è avuta, tra la scorsa notte e la mattinata, nell'alessandrino. E ci sono alcuni elementi che inducono un cauto ottimismo: uno di questi è lo spostamento della perturbazione da est verso ovest, quindi da valle verso i monti, direzione che contribuisce a non rendere eccessiva la piena dei fiumi. L'altro fattore che potrebbe mitigare gli effetti rispetto ai timori della vigilia è la lunga siccità che ha preceduto le piogge, interrotta da poche precipitazioni che tuttavia hanno ammorbidito il terreno: i livelli dei corsi d'acqua erano molto più bassi rispetto alla media autunnale. Ed erano poco piene anche le dighe di montagna. E' questo il quadro fatto dai vertici della Protezione Civile al governatore del Piemonte Roberto Cota che oggi pomeriggio è stato a lungo nella sala operativa regionale, a Torino.

PIOGGIA E FORTE VENTO, STRADE ALLAGATE IN SARDEGNA – Come annunciato dalle previsioni, la pioggia battente è arrivata anche in Sardegna dove si registrano acquazzoni un po' ovunque, accompagnati dal forte vento di scirocco, che stanno creando disagi e soprattutto timore nelle zone colpite dalle alluvioni di tre anni fa, in Ogliastra, nel Sarrabus e a Capoterra, vicino a Cagliari, dove nell'ottobre del 2008 morirono quattro persone. Dal primo pomeriggio su Cagliari si è abbattuto un violento acquazzone. Piove ininterrottamente anche nelle altre province sarde e cominciano i primi interventi di Vigili del Fuoco e volontari della Protezione Civile per strade e scantinati allagati. Colpite in particolare Assemini e Villasor, nel Cagliaritano, dove sono a lavoro diverse squadre dei Vigili del Fuoco. La Protezione civile della Sardegna stamani aveva diramato un'allerta meteo per rischio idrogeologico nelle prossime 24-36 ore, invitando la popolazione a seguire alcune precauzioni al fine di evitare pericoli e danni: in particolare di non mettersi in viaggio sino al rientro dell'allarme. Si consiglia, inoltre, di trascorrere il fine settimana in casa o in luoghi protetti e di non stazionare in scantinati o seminterrati.

VALLE D'AOSTA: VERTICE PROTEZIONE CIVILE AD AOSTA – In vista di una intensificazione delle piogge nelle prossime ore nel settore sud-orientale della Valle d'Aosta, il presidente della Regione Augusto Rollandin ha riunito nel pomeriggio un vertice del sistema di protezione civile. "La situazione in atto – ha spiegato Rollandin – al momento, non porta a rilevare particolari criticità sul territorio valdostano. Informazioni corrette e coordinamento delle varie strutture operative sono alla base di un buon funzionamento del sistema di protezione e tutela del territorio e della popolazione". I corsi d'acqua – secondo quanto è emerso nella riunione – al momento presentano tutti i valori al di sotto dei livelli di attenzione, con innalzamenti minimi sulla Dora Baltea e innalzamenti più significativi sul torrente Lys, nella valle di Gressoney. Limitati i dissesti fino ad ora segnalati.

SUD FRANCIA, ALLERTA ESTESA A ZONE CONFINE ITALIA – Lo stato di allerta per il maltempo nel sud della Francia è stato esteso anche ai dipartimenti al confine con l'Italia, le Alpi Marittime, in cui si trova la Costa Azzurra, e le Alpi di Alta Provenza. Diventano così 16 i dipartimenti interessati dall'allarme, tutti quelli della fascia costiera sud-est del Paese, da Nizza a Narbonne, e alcuni dell'interno, dove spaventano in particolare le piene dei fiumi (Herault, Aveyron e Lozere). Allerta piena anche per il Rodano nella zona di Arles, nel cuore della Provenza, gonfiato dalle forti piogge che proseguiranno per tutto il weekend. Le autorità, secondo quanto riferiscono i media locali, non escluderebbero la possibilità di evacuare parte della popolazione dalle zone più a rischio.

Le intense precipitazioni sul Piemonte hanno provocato fenomeni di piena di elevata criticità sui fiumi Bormida, Orba, Scrivia e nell'area alessandrina nella zona di confluenza tra Bormida e Tanaro. Lo rileva l'ultimo aggiornamento dell'Aipo, l'Agenzia interregionale per il Po. I livelli lungo Bormida e Orba hanno poi cominciato a decrescere, ma "le previsioni meteo per le prossime 24 ore su tutto il territorio piemontese sono impegnative e se risultassero confermate determineranno ulteriori fenomeni di piena sui fiumi piemontesi".

Il Centro Funzionale piemontese ha emesso livelli di criticità superiori a '2' per la maggior parte del territorio. Per quanto riguarda l'asta principale del fiume Po, i fenomeni di piena in atto e gli apporti degli affluenti piemontesi previsti potrebbero portare nelle prossime 24/36 ore – presumibilmente a partire dalla notte tra domenica e lunedì – al formarsi di un'onda di piena che, afferma l'Aipo, potrà raggiungere agli idrometri piemontesi di Carignano, S.Sebastiano, Crescentino, Isola S.Antonio anche livelli di elevata criticità. In particolare, verrà seguito "con molta attenzione" il tratto del Po compreso tra la confluenza della Dora Riparia e la confluenza con il Tanaro e le zone di confluenza della Dora Baltea e del Sesia.

Aipo ha già attivato la sala Servizio di Piena centrale, a Parma, e tutte le sue strutture territoriali. Nicola Dell'Acqua, del Dipartimento nazionale della Protezione civile, ha coordinato questa mattina a Parma una riunione operativa per avviare l'attività dell'Unità di comando e controllo di bacino in vista della possibile piena sul Po.

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