USA, carneficina presso una chiesa a Chicago: 2 morti e 18 feriti

Nel parcheggio di una chiesa battista americana di Chicago sono state uccise con colpi di arma da fuoco 2 persone, mentre altre 18 sono rimaste ferite.

Durante la sparatoria nella chiesa si celebrava il 117° anniversario di fondazione; per l’occasione il luogo di culto era gremito di fedeli.

Secondo le prime ricostruzioni, l’autore della mattanza è un uomo 47enne, che aveva litigato con 2 parrocchiani. Dopo l’alterco era tornato in macchina ed aveva aperto il fuoco sulla folla.
Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/news/2014_07_13/USA-carneficina-presso-una-chiesa-a-Chicago-2-morti-e-18-feriti-7730/

Il nuovo capo del governo presenta il programma

di Federico Garimberti

ROMA – Mario Monti fa il pieno di voti, ben 281 su 315, nella la prima fiducia in Senato. Ma soprattutto ottiene una larga maggioranza su un programma ambizioso e articolato in cui, pur senza entrare nei dettagli delle misure, prefigura interventi su temi delicati come Ici, pensioni, lavoro. Ma, Lega a parte, ottiene il sostegno di tutti i principali partiti. Nel farlo respinge al mittente l'accusa di essere a capo di un governo dei poteri forti, compiacente con l'asse franco-tedesco, sostenendo che il suo curriculum da commissario Ue all'Antitrust è lì a dimostrare che ha dato parecchi dispiaceri a Parigi, Berlino e multinazionali. E ciò proprio nel giorno in cui, in videoconferenza, ottiene il pieno sostegno di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy.

Certo, non mancano i distinguo: Pdl e Idv ammoniscono che vigileranno sulle misure che saranno proposte. Ma di fatto, l'ex commissario esce da palazzo Madama con una maggioranza amplissima. E ciò nonostante nel suo lungo discorso, un vero e proprio manifesto programmatico, non siano mancati accenni a misure che rischiano di scontentare sia il centrodestra che il centrosinistra. Pur essendo un tecnico, il Professore conosce bene l'arte diplomatica e lo dimostra dicendosi "ossequioso" verso il primato della politica. Parla della necessità di "riscattare il Paese" e chiede ai partiti senso di responsabilità perché se non si troverà "unità di intenti" saranno i più deboli a pagare le conseguenze della crisi.

Il professore della Bocconi, ai senatori, sottolinea che il suo sarà un "governo di impegno nazionale" e chiede che si superi la fase di un dibattito politico "molto acceso". Parla di tre pilastri per la sua azione di governo: rigore di bilancio, crescita ed equità. E riassume così quello che è già il leit motiv: "I sacrifici necessari per ridurre il debito e per far ripartire la crescita dovranno essere equi". Insiste particolarmente sullo sviluppo perché, sottolinea, la bassa crescita ha vanificato gli sforzi di risanamento degli ultimi vent'anni. Segue un lungo elenco dei campi in cui intende intervenire, alcuni dei quali in continuità con l'azione del precedente esecutivo: dal pareggio di bilancio in Costituzione, all'attuazione delle manovre estive (su una aggiuntiva deciderà nei prossimi giorni); dalla celere approvazione della delega fiscale, ai tagli dei costi della politica.

Ma le novità più importanti arriveranno dalla lotta all'evasione (in cui deve contare la ricchezza complessiva, non il reddito) grazie alla quale potranno arrivare le risorse per far scendere le aliquote; dalla casa (con il possibile ritorno dell'Ici); dall'ipotesi di un prelievo sulla "ricchezza immobiliare" (che suona come una patrimoniale); dal mercato del lavoro in cui vige un sistema "duale" che deve essere superato; ed infine dal sistema pensionistico italiano (in cui ci sono "ampie disparità tra diverse generazioni e categorie di lavoratori"). Insomma un pacchetto corposo che per tanti versi preoccupa i due schieramenti: il Pdl che non vuole né Ici, né patrimoniale; il Pd che teme i contraccolpi di riforme radicali del mercato del lavoro e delle pensioni. Ma durante i loro interventi (e nonostante le parole di Berlusconi contro la patrimoniale e sul potere di staccare la spina al governo quando vorrà) nessun partito lancia affondi. Ad eccezione della Lega che, per bocca di Federico Bricolo, conferma il suo 'no' e attacca il governo delle lobby.

Monti ascolta tutti e prende copiosamente appunti. E nella sua replica ci tiene a tranquillizzare i senatori sui presunti "complotti" dei poteri forti, delle multinazionali e delle potenze europee. Nel farlo richiama la sua esperienza europea come prova del fatto che non è stato "servitore di nessuno", come dimostra la multa inflitta a Microsoft. Monti ottiene la fiducia e forte dei tanti voti, oltre che del nuovo sostegno di Giorgio Napolitano (che si sente gratificato dai commenti positivi sul governo) si appresta ad affrontare il voto di Montecitorio. Poi, forse, un Cdm per definire la struttura del governo. Mentre per viceministri e sottosegretari ( probabilmente tutti tecnici) bisognerà attendere l'inizio della prossima settimana.

SCHIFANI A MONTI: BUON LAVORO NELL'INTERESSE DEL PAESE

– "Mi permetto di augurarle buon lavoro nell'interesse del Paese". Così il presidente del Senato, Renato Schifani, rivolto a Mario Monti, ha chiuso i lavori dell'aula dopo aver proclamato il risultato della fiducia al nuovo governo.

GOVERNO MONTI IL PIU' VOTATO A SENATO IN STORIA REPUBBLICA – Con i suoi 281 sì (e 25 no), il governo Monti è quello che al Senato ha avuto più voti al suo insediamento nella storia della Repubblica. In precedenza, solo l'Andreotti IV aveva raggiunto i 267 sì (con soli 5 no), ma quell'esecutivo fu votato da entrambe le Camere il 16 marzo del 1978, lo stesso giorno del rapimento di Aldo Moro. Si trattava allora del momento dell'emergenza per il terrorismo e il Pci votò la fiducia insieme alla Dc, in uno spirito di solidarietà nazionale. Oggi, nei giorni in cui l'emergenza è economica, l'esecutivo Monti ottiene un consenso ancora più ampio. Nel '95 si fermo' a 191 sì il governo Dini. Che resta il terzo esecutivo per numero di voti a Palazzo Madama, avendo battuto per un solo sì altri due governi. Il Rumor IV ottenne infatti la fiducia il 18 luglio del 1973 con 190 sì contro 120 no e il Moro IV ebbe al Senato il 5 dicembre 1974 190 voti favorevoli e 113 no.

PROSSIMO CDM FORSE GIA' DOMANI – Come confermato dal ministro Paola Severino, è emersa la possibilità di un Cdm già domani, al termine del voto alla Camera. Anche se, spiegano fonti ministeriali, tutto dipenderà dalla tempistica e non è detto che si possa fare. Le stesse fonti riferiscono che l'ipotesi sarebbe quella di varare un provvedimento per definire la struttura del governo, vista la decisione di accorpare alcuni dicasteri. In ogni caso, la riunione non dovrebbe affrontare il nodo dei sottosegretari e dei viceministri. Che sarebbe invece discussa nel Cdm previsto a inizio della prossima settimana.

DOMANI POSSIBILE SALUTO DI MONTI AL PAPA A FIUMICINO – Conferme ufficiali non ce ne sono ma è possibile che il presidente del Consiglio Mario Monti si rechi domani a Fiumicino per un saluto a Papa Benedetto XVI che venerdì partirà per il Benin. E' quanto si apprende in ambienti governativi.

IMPRESE: BENE MONTI, OK SU FISCO E LAVORO

– "Accogliamo con soddisfazione le linee programmatiche esposte oggi dal Presidente Monti. Riteniamo importanti gli impegni assunti in materia di riequilibrio della pressione fiscale con la finalità di ridurne il peso su imprese e lavoratori". Così le imprese in una nota di Confindustria, Abi, Rete Imprese, Ania, Alleanza Coop.

 


IL DISCORSO PROGRAMMATICO DI MONTI AL SENATO

CASTELLI: DISCORSO MONTI RAFFORZA NO LEGA – "Dopo aver conosciuto i nomi dei ministri e il discorso del presidente del Consiglio il convincimento a votare no alla fiducia al governo è ulteriormente rafforzato": lo ha detto nell'Aula del Senato Roberto Castelli della Lega.

BERLUSCONI: ESCLUSO NOSTRO APPOGGIO A PATRIMONIALE – "Con il professore Monti ho escluso la possibilità di un nostro appoggio alla patrimoniale; credo che non sia quello che ci vuole perché abbatterebbe il valore degli immobili del 15% e anche oltre perché svilupperebbe un fatto psicologico negativo. Ci vogliono misure per lo sviluppo". Lo afferma l'ex premier Silvio Berlusconi.

PASSERA: CAMBIERA' TUTTO CIO' CHE SERVE, CREARE LAVORO  – Passaggio di consegne al Ministero dello Sviluppo Economico tra l'ex ministro Paolo Romani e il neo titolare Corrado Passera. "Ora si inizia a lavorare", ha detto Passera, aggiungendo che "l'impegno più immediato è capire. Ovviamente cambierà tutto ciò che serve per creare sviluppo sostenibile e creare posti di lavoro nel nostro Paese".

FORNERO: RISANAMENTO, CRESCITA E COESIONE – Risanamento, crescita e coesione sociale: saranno queste le "parole "chiave" del Governo – secondo quanto annunciato dal ministro del Welfare, Elsa Fornero intervistata stamani da 'Radio anch'iò. Risanamento e crescita – ha detto dovranno essere accompagnate da coesione sociale e equità.
"Devono valere, come ha detto il presidente del Consiglio, – ha precisato Fornero – tre parole chiave, risanamento, necessario e urgente perché senza quello non ci si salva, crescita, coesione sociale e equità. Questo ispirerà l'azione di Governo e anche la mia".

GASPARRI: INTERVENTO MONTI CONSENTE VOTO FAVOREVOLE – "L'intervento del presidente del Consiglio ci consente di dare un voto favorevole. Ho colto, per quanto riguarda il mercato del lavoro, una coerenza con le azioni intraprese dal nostro governo così come i riferimenti alla lettera europea". Così il capogruppo del Pdl alla Camera Maurizio Gasparri, dopo l'intervento di Mario Monti. Commentando con i cronisti in Transatlantico l'intervento del premier Mario Monti Gasparri ci tiene a precisare che "interventi diversi saranno valutati nel dettaglio quando ne verremo a conoscenza". A chi gli chiede se al momento delle votazioni possano esserci dei distinguo, il capogruppo del Pdl risponde: "Non credo, abbiamo fatto anche una riunione del gruppo e ci sono stati diversi interventi ma nessuno in dissenso da quella che è la linea del gruppo".

SACCONI: DICHIARAZIONI CONDIVISIBILI SU LAVORO – Le comunicazioni al Parlamento del presidente del Consiglio Mario Monti "sono condivisibili per quanto riguarda le politiche del lavoro e si collocano in assoluta continuità con quanto il governo Berlusconi ha realizzato o avviato a realizzazione per un mercato del lavoro più efficiente ed inclusivo". Lo ha detto l'ex ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. "E' apprezzabile in particolare – afferma in una nota – la volontà di conciliare la flessibilità organizzativa delle imprese con la sicurezza dei lavoratori favorendo la maggiore occupazione attraverso una regolazione più europea della risoluzione del rapporto del lavoro e più intense attività di ricollocamento dei disoccupati a cura delle regioni. Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali il governo potrà avvalersi della delega ricevuta dal Parlamento dal precedente governo. Condivisibile è infine la sottolineatura del maggiore impiego di giovani e donne, obiettivo per il quale sono state varate la riforma dell'apprendistato – che deve essere ora attuata – e l'introduzione dei contratti agevolati di inserimento per donne disoccupate da oltre sei mesi. Il Pdl – conclude – saprà essere parte attiva per la definizione delle misure utili a raggiungere gli obiettivi indicati".

ansa
 

Il nuovo capo del governo presenta il programma

di Federico Garimberti

ROMA – Mario Monti fa il pieno di voti, ben 281 su 315, nella la prima fiducia in Senato. Ma soprattutto ottiene una larga maggioranza su un programma ambizioso e articolato in cui, pur senza entrare nei dettagli delle misure, prefigura interventi su temi delicati come Ici, pensioni, lavoro. Ma, Lega a parte, ottiene il sostegno di tutti i principali partiti. Nel farlo respinge al mittente l'accusa di essere a capo di un governo dei poteri forti, compiacente con l'asse franco-tedesco, sostenendo che il suo curriculum da commissario Ue all'Antitrust è lì a dimostrare che ha dato parecchi dispiaceri a Parigi, Berlino e multinazionali. E ciò proprio nel giorno in cui, in videoconferenza, ottiene il pieno sostegno di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy.

Certo, non mancano i distinguo: Pdl e Idv ammoniscono che vigileranno sulle misure che saranno proposte. Ma di fatto, l'ex commissario esce da palazzo Madama con una maggioranza amplissima. E ciò nonostante nel suo lungo discorso, un vero e proprio manifesto programmatico, non siano mancati accenni a misure che rischiano di scontentare sia il centrodestra che il centrosinistra. Pur essendo un tecnico, il Professore conosce bene l'arte diplomatica e lo dimostra dicendosi "ossequioso" verso il primato della politica. Parla della necessità di "riscattare il Paese" e chiede ai partiti senso di responsabilità perché se non si troverà "unità di intenti" saranno i più deboli a pagare le conseguenze della crisi.

Il professore della Bocconi, ai senatori, sottolinea che il suo sarà un "governo di impegno nazionale" e chiede che si superi la fase di un dibattito politico "molto acceso". Parla di tre pilastri per la sua azione di governo: rigore di bilancio, crescita ed equità. E riassume così quello che è già il leit motiv: "I sacrifici necessari per ridurre il debito e per far ripartire la crescita dovranno essere equi". Insiste particolarmente sullo sviluppo perché, sottolinea, la bassa crescita ha vanificato gli sforzi di risanamento degli ultimi vent'anni. Segue un lungo elenco dei campi in cui intende intervenire, alcuni dei quali in continuità con l'azione del precedente esecutivo: dal pareggio di bilancio in Costituzione, all'attuazione delle manovre estive (su una aggiuntiva deciderà nei prossimi giorni); dalla celere approvazione della delega fiscale, ai tagli dei costi della politica.

Ma le novità più importanti arriveranno dalla lotta all'evasione (in cui deve contare la ricchezza complessiva, non il reddito) grazie alla quale potranno arrivare le risorse per far scendere le aliquote; dalla casa (con il possibile ritorno dell'Ici); dall'ipotesi di un prelievo sulla "ricchezza immobiliare" (che suona come una patrimoniale); dal mercato del lavoro in cui vige un sistema "duale" che deve essere superato; ed infine dal sistema pensionistico italiano (in cui ci sono "ampie disparità tra diverse generazioni e categorie di lavoratori"). Insomma un pacchetto corposo che per tanti versi preoccupa i due schieramenti: il Pdl che non vuole né Ici, né patrimoniale; il Pd che teme i contraccolpi di riforme radicali del mercato del lavoro e delle pensioni. Ma durante i loro interventi (e nonostante le parole di Berlusconi contro la patrimoniale e sul potere di staccare la spina al governo quando vorrà) nessun partito lancia affondi. Ad eccezione della Lega che, per bocca di Federico Bricolo, conferma il suo 'no' e attacca il governo delle lobby.

Monti ascolta tutti e prende copiosamente appunti. E nella sua replica ci tiene a tranquillizzare i senatori sui presunti "complotti" dei poteri forti, delle multinazionali e delle potenze europee. Nel farlo richiama la sua esperienza europea come prova del fatto che non è stato "servitore di nessuno", come dimostra la multa inflitta a Microsoft. Monti ottiene la fiducia e forte dei tanti voti, oltre che del nuovo sostegno di Giorgio Napolitano (che si sente gratificato dai commenti positivi sul governo) si appresta ad affrontare il voto di Montecitorio. Poi, forse, un Cdm per definire la struttura del governo. Mentre per viceministri e sottosegretari ( probabilmente tutti tecnici) bisognerà attendere l'inizio della prossima settimana.

SCHIFANI A MONTI: BUON LAVORO NELL'INTERESSE DEL PAESE

– "Mi permetto di augurarle buon lavoro nell'interesse del Paese". Così il presidente del Senato, Renato Schifani, rivolto a Mario Monti, ha chiuso i lavori dell'aula dopo aver proclamato il risultato della fiducia al nuovo governo.

GOVERNO MONTI IL PIU' VOTATO A SENATO IN STORIA REPUBBLICA – Con i suoi 281 sì (e 25 no), il governo Monti è quello che al Senato ha avuto più voti al suo insediamento nella storia della Repubblica. In precedenza, solo l'Andreotti IV aveva raggiunto i 267 sì (con soli 5 no), ma quell'esecutivo fu votato da entrambe le Camere il 16 marzo del 1978, lo stesso giorno del rapimento di Aldo Moro. Si trattava allora del momento dell'emergenza per il terrorismo e il Pci votò la fiducia insieme alla Dc, in uno spirito di solidarietà nazionale. Oggi, nei giorni in cui l'emergenza è economica, l'esecutivo Monti ottiene un consenso ancora più ampio. Nel '95 si fermo' a 191 sì il governo Dini. Che resta il terzo esecutivo per numero di voti a Palazzo Madama, avendo battuto per un solo sì altri due governi. Il Rumor IV ottenne infatti la fiducia il 18 luglio del 1973 con 190 sì contro 120 no e il Moro IV ebbe al Senato il 5 dicembre 1974 190 voti favorevoli e 113 no.

PROSSIMO CDM FORSE GIA' DOMANI – Come confermato dal ministro Paola Severino, è emersa la possibilità di un Cdm già domani, al termine del voto alla Camera. Anche se, spiegano fonti ministeriali, tutto dipenderà dalla tempistica e non è detto che si possa fare. Le stesse fonti riferiscono che l'ipotesi sarebbe quella di varare un provvedimento per definire la struttura del governo, vista la decisione di accorpare alcuni dicasteri. In ogni caso, la riunione non dovrebbe affrontare il nodo dei sottosegretari e dei viceministri. Che sarebbe invece discussa nel Cdm previsto a inizio della prossima settimana.

DOMANI POSSIBILE SALUTO DI MONTI AL PAPA A FIUMICINO – Conferme ufficiali non ce ne sono ma è possibile che il presidente del Consiglio Mario Monti si rechi domani a Fiumicino per un saluto a Papa Benedetto XVI che venerdì partirà per il Benin. E' quanto si apprende in ambienti governativi.

IMPRESE: BENE MONTI, OK SU FISCO E LAVORO

– "Accogliamo con soddisfazione le linee programmatiche esposte oggi dal Presidente Monti. Riteniamo importanti gli impegni assunti in materia di riequilibrio della pressione fiscale con la finalità di ridurne il peso su imprese e lavoratori". Così le imprese in una nota di Confindustria, Abi, Rete Imprese, Ania, Alleanza Coop.

 


IL DISCORSO PROGRAMMATICO DI MONTI AL SENATO

CASTELLI: DISCORSO MONTI RAFFORZA NO LEGA – "Dopo aver conosciuto i nomi dei ministri e il discorso del presidente del Consiglio il convincimento a votare no alla fiducia al governo è ulteriormente rafforzato": lo ha detto nell'Aula del Senato Roberto Castelli della Lega.

BERLUSCONI: ESCLUSO NOSTRO APPOGGIO A PATRIMONIALE – "Con il professore Monti ho escluso la possibilità di un nostro appoggio alla patrimoniale; credo che non sia quello che ci vuole perché abbatterebbe il valore degli immobili del 15% e anche oltre perché svilupperebbe un fatto psicologico negativo. Ci vogliono misure per lo sviluppo". Lo afferma l'ex premier Silvio Berlusconi.

PASSERA: CAMBIERA' TUTTO CIO' CHE SERVE, CREARE LAVORO  – Passaggio di consegne al Ministero dello Sviluppo Economico tra l'ex ministro Paolo Romani e il neo titolare Corrado Passera. "Ora si inizia a lavorare", ha detto Passera, aggiungendo che "l'impegno più immediato è capire. Ovviamente cambierà tutto ciò che serve per creare sviluppo sostenibile e creare posti di lavoro nel nostro Paese".

FORNERO: RISANAMENTO, CRESCITA E COESIONE – Risanamento, crescita e coesione sociale: saranno queste le "parole "chiave" del Governo – secondo quanto annunciato dal ministro del Welfare, Elsa Fornero intervistata stamani da 'Radio anch'iò. Risanamento e crescita – ha detto dovranno essere accompagnate da coesione sociale e equità.
"Devono valere, come ha detto il presidente del Consiglio, – ha precisato Fornero – tre parole chiave, risanamento, necessario e urgente perché senza quello non ci si salva, crescita, coesione sociale e equità. Questo ispirerà l'azione di Governo e anche la mia".

GASPARRI: INTERVENTO MONTI CONSENTE VOTO FAVOREVOLE – "L'intervento del presidente del Consiglio ci consente di dare un voto favorevole. Ho colto, per quanto riguarda il mercato del lavoro, una coerenza con le azioni intraprese dal nostro governo così come i riferimenti alla lettera europea". Così il capogruppo del Pdl alla Camera Maurizio Gasparri, dopo l'intervento di Mario Monti. Commentando con i cronisti in Transatlantico l'intervento del premier Mario Monti Gasparri ci tiene a precisare che "interventi diversi saranno valutati nel dettaglio quando ne verremo a conoscenza". A chi gli chiede se al momento delle votazioni possano esserci dei distinguo, il capogruppo del Pdl risponde: "Non credo, abbiamo fatto anche una riunione del gruppo e ci sono stati diversi interventi ma nessuno in dissenso da quella che è la linea del gruppo".

SACCONI: DICHIARAZIONI CONDIVISIBILI SU LAVORO – Le comunicazioni al Parlamento del presidente del Consiglio Mario Monti "sono condivisibili per quanto riguarda le politiche del lavoro e si collocano in assoluta continuità con quanto il governo Berlusconi ha realizzato o avviato a realizzazione per un mercato del lavoro più efficiente ed inclusivo". Lo ha detto l'ex ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. "E' apprezzabile in particolare – afferma in una nota – la volontà di conciliare la flessibilità organizzativa delle imprese con la sicurezza dei lavoratori favorendo la maggiore occupazione attraverso una regolazione più europea della risoluzione del rapporto del lavoro e più intense attività di ricollocamento dei disoccupati a cura delle regioni. Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali il governo potrà avvalersi della delega ricevuta dal Parlamento dal precedente governo. Condivisibile è infine la sottolineatura del maggiore impiego di giovani e donne, obiettivo per il quale sono state varate la riforma dell'apprendistato – che deve essere ora attuata – e l'introduzione dei contratti agevolati di inserimento per donne disoccupate da oltre sei mesi. Il Pdl – conclude – saprà essere parte attiva per la definizione delle misure utili a raggiungere gli obiettivi indicati".

ansa
 

Il nuovo capo del governo presenta il programma

di Federico Garimberti

ROMA – Mario Monti fa il pieno di voti, ben 281 su 315, nella la prima fiducia in Senato. Ma soprattutto ottiene una larga maggioranza su un programma ambizioso e articolato in cui, pur senza entrare nei dettagli delle misure, prefigura interventi su temi delicati come Ici, pensioni, lavoro. Ma, Lega a parte, ottiene il sostegno di tutti i principali partiti. Nel farlo respinge al mittente l'accusa di essere a capo di un governo dei poteri forti, compiacente con l'asse franco-tedesco, sostenendo che il suo curriculum da commissario Ue all'Antitrust è lì a dimostrare che ha dato parecchi dispiaceri a Parigi, Berlino e multinazionali. E ciò proprio nel giorno in cui, in videoconferenza, ottiene il pieno sostegno di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy.

Certo, non mancano i distinguo: Pdl e Idv ammoniscono che vigileranno sulle misure che saranno proposte. Ma di fatto, l'ex commissario esce da palazzo Madama con una maggioranza amplissima. E ciò nonostante nel suo lungo discorso, un vero e proprio manifesto programmatico, non siano mancati accenni a misure che rischiano di scontentare sia il centrodestra che il centrosinistra. Pur essendo un tecnico, il Professore conosce bene l'arte diplomatica e lo dimostra dicendosi "ossequioso" verso il primato della politica. Parla della necessità di "riscattare il Paese" e chiede ai partiti senso di responsabilità perché se non si troverà "unità di intenti" saranno i più deboli a pagare le conseguenze della crisi.

Il professore della Bocconi, ai senatori, sottolinea che il suo sarà un "governo di impegno nazionale" e chiede che si superi la fase di un dibattito politico "molto acceso". Parla di tre pilastri per la sua azione di governo: rigore di bilancio, crescita ed equità. E riassume così quello che è già il leit motiv: "I sacrifici necessari per ridurre il debito e per far ripartire la crescita dovranno essere equi". Insiste particolarmente sullo sviluppo perché, sottolinea, la bassa crescita ha vanificato gli sforzi di risanamento degli ultimi vent'anni. Segue un lungo elenco dei campi in cui intende intervenire, alcuni dei quali in continuità con l'azione del precedente esecutivo: dal pareggio di bilancio in Costituzione, all'attuazione delle manovre estive (su una aggiuntiva deciderà nei prossimi giorni); dalla celere approvazione della delega fiscale, ai tagli dei costi della politica.

Ma le novità più importanti arriveranno dalla lotta all'evasione (in cui deve contare la ricchezza complessiva, non il reddito) grazie alla quale potranno arrivare le risorse per far scendere le aliquote; dalla casa (con il possibile ritorno dell'Ici); dall'ipotesi di un prelievo sulla "ricchezza immobiliare" (che suona come una patrimoniale); dal mercato del lavoro in cui vige un sistema "duale" che deve essere superato; ed infine dal sistema pensionistico italiano (in cui ci sono "ampie disparità tra diverse generazioni e categorie di lavoratori"). Insomma un pacchetto corposo che per tanti versi preoccupa i due schieramenti: il Pdl che non vuole né Ici, né patrimoniale; il Pd che teme i contraccolpi di riforme radicali del mercato del lavoro e delle pensioni. Ma durante i loro interventi (e nonostante le parole di Berlusconi contro la patrimoniale e sul potere di staccare la spina al governo quando vorrà) nessun partito lancia affondi. Ad eccezione della Lega che, per bocca di Federico Bricolo, conferma il suo 'no' e attacca il governo delle lobby.

Monti ascolta tutti e prende copiosamente appunti. E nella sua replica ci tiene a tranquillizzare i senatori sui presunti "complotti" dei poteri forti, delle multinazionali e delle potenze europee. Nel farlo richiama la sua esperienza europea come prova del fatto che non è stato "servitore di nessuno", come dimostra la multa inflitta a Microsoft. Monti ottiene la fiducia e forte dei tanti voti, oltre che del nuovo sostegno di Giorgio Napolitano (che si sente gratificato dai commenti positivi sul governo) si appresta ad affrontare il voto di Montecitorio. Poi, forse, un Cdm per definire la struttura del governo. Mentre per viceministri e sottosegretari ( probabilmente tutti tecnici) bisognerà attendere l'inizio della prossima settimana.

SCHIFANI A MONTI: BUON LAVORO NELL'INTERESSE DEL PAESE

– "Mi permetto di augurarle buon lavoro nell'interesse del Paese". Così il presidente del Senato, Renato Schifani, rivolto a Mario Monti, ha chiuso i lavori dell'aula dopo aver proclamato il risultato della fiducia al nuovo governo.

GOVERNO MONTI IL PIU' VOTATO A SENATO IN STORIA REPUBBLICA – Con i suoi 281 sì (e 25 no), il governo Monti è quello che al Senato ha avuto più voti al suo insediamento nella storia della Repubblica. In precedenza, solo l'Andreotti IV aveva raggiunto i 267 sì (con soli 5 no), ma quell'esecutivo fu votato da entrambe le Camere il 16 marzo del 1978, lo stesso giorno del rapimento di Aldo Moro. Si trattava allora del momento dell'emergenza per il terrorismo e il Pci votò la fiducia insieme alla Dc, in uno spirito di solidarietà nazionale. Oggi, nei giorni in cui l'emergenza è economica, l'esecutivo Monti ottiene un consenso ancora più ampio. Nel '95 si fermo' a 191 sì il governo Dini. Che resta il terzo esecutivo per numero di voti a Palazzo Madama, avendo battuto per un solo sì altri due governi. Il Rumor IV ottenne infatti la fiducia il 18 luglio del 1973 con 190 sì contro 120 no e il Moro IV ebbe al Senato il 5 dicembre 1974 190 voti favorevoli e 113 no.

PROSSIMO CDM FORSE GIA' DOMANI – Come confermato dal ministro Paola Severino, è emersa la possibilità di un Cdm già domani, al termine del voto alla Camera. Anche se, spiegano fonti ministeriali, tutto dipenderà dalla tempistica e non è detto che si possa fare. Le stesse fonti riferiscono che l'ipotesi sarebbe quella di varare un provvedimento per definire la struttura del governo, vista la decisione di accorpare alcuni dicasteri. In ogni caso, la riunione non dovrebbe affrontare il nodo dei sottosegretari e dei viceministri. Che sarebbe invece discussa nel Cdm previsto a inizio della prossima settimana.

DOMANI POSSIBILE SALUTO DI MONTI AL PAPA A FIUMICINO – Conferme ufficiali non ce ne sono ma è possibile che il presidente del Consiglio Mario Monti si rechi domani a Fiumicino per un saluto a Papa Benedetto XVI che venerdì partirà per il Benin. E' quanto si apprende in ambienti governativi.

IMPRESE: BENE MONTI, OK SU FISCO E LAVORO

– "Accogliamo con soddisfazione le linee programmatiche esposte oggi dal Presidente Monti. Riteniamo importanti gli impegni assunti in materia di riequilibrio della pressione fiscale con la finalità di ridurne il peso su imprese e lavoratori". Così le imprese in una nota di Confindustria, Abi, Rete Imprese, Ania, Alleanza Coop.

 


IL DISCORSO PROGRAMMATICO DI MONTI AL SENATO

CASTELLI: DISCORSO MONTI RAFFORZA NO LEGA – "Dopo aver conosciuto i nomi dei ministri e il discorso del presidente del Consiglio il convincimento a votare no alla fiducia al governo è ulteriormente rafforzato": lo ha detto nell'Aula del Senato Roberto Castelli della Lega.

BERLUSCONI: ESCLUSO NOSTRO APPOGGIO A PATRIMONIALE – "Con il professore Monti ho escluso la possibilità di un nostro appoggio alla patrimoniale; credo che non sia quello che ci vuole perché abbatterebbe il valore degli immobili del 15% e anche oltre perché svilupperebbe un fatto psicologico negativo. Ci vogliono misure per lo sviluppo". Lo afferma l'ex premier Silvio Berlusconi.

PASSERA: CAMBIERA' TUTTO CIO' CHE SERVE, CREARE LAVORO  – Passaggio di consegne al Ministero dello Sviluppo Economico tra l'ex ministro Paolo Romani e il neo titolare Corrado Passera. "Ora si inizia a lavorare", ha detto Passera, aggiungendo che "l'impegno più immediato è capire. Ovviamente cambierà tutto ciò che serve per creare sviluppo sostenibile e creare posti di lavoro nel nostro Paese".

FORNERO: RISANAMENTO, CRESCITA E COESIONE – Risanamento, crescita e coesione sociale: saranno queste le "parole "chiave" del Governo – secondo quanto annunciato dal ministro del Welfare, Elsa Fornero intervistata stamani da 'Radio anch'iò. Risanamento e crescita – ha detto dovranno essere accompagnate da coesione sociale e equità.
"Devono valere, come ha detto il presidente del Consiglio, – ha precisato Fornero – tre parole chiave, risanamento, necessario e urgente perché senza quello non ci si salva, crescita, coesione sociale e equità. Questo ispirerà l'azione di Governo e anche la mia".

GASPARRI: INTERVENTO MONTI CONSENTE VOTO FAVOREVOLE – "L'intervento del presidente del Consiglio ci consente di dare un voto favorevole. Ho colto, per quanto riguarda il mercato del lavoro, una coerenza con le azioni intraprese dal nostro governo così come i riferimenti alla lettera europea". Così il capogruppo del Pdl alla Camera Maurizio Gasparri, dopo l'intervento di Mario Monti. Commentando con i cronisti in Transatlantico l'intervento del premier Mario Monti Gasparri ci tiene a precisare che "interventi diversi saranno valutati nel dettaglio quando ne verremo a conoscenza". A chi gli chiede se al momento delle votazioni possano esserci dei distinguo, il capogruppo del Pdl risponde: "Non credo, abbiamo fatto anche una riunione del gruppo e ci sono stati diversi interventi ma nessuno in dissenso da quella che è la linea del gruppo".

SACCONI: DICHIARAZIONI CONDIVISIBILI SU LAVORO – Le comunicazioni al Parlamento del presidente del Consiglio Mario Monti "sono condivisibili per quanto riguarda le politiche del lavoro e si collocano in assoluta continuità con quanto il governo Berlusconi ha realizzato o avviato a realizzazione per un mercato del lavoro più efficiente ed inclusivo". Lo ha detto l'ex ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. "E' apprezzabile in particolare – afferma in una nota – la volontà di conciliare la flessibilità organizzativa delle imprese con la sicurezza dei lavoratori favorendo la maggiore occupazione attraverso una regolazione più europea della risoluzione del rapporto del lavoro e più intense attività di ricollocamento dei disoccupati a cura delle regioni. Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali il governo potrà avvalersi della delega ricevuta dal Parlamento dal precedente governo. Condivisibile è infine la sottolineatura del maggiore impiego di giovani e donne, obiettivo per il quale sono state varate la riforma dell'apprendistato – che deve essere ora attuata – e l'introduzione dei contratti agevolati di inserimento per donne disoccupate da oltre sei mesi. Il Pdl – conclude – saprà essere parte attiva per la definizione delle misure utili a raggiungere gli obiettivi indicati".

ansa
 

Speleologa ferita: Anna tornata in superficie. I soccorritori l'hanno salvata da 250 metri di profondità

SERLE (BRESCIA) – E' stata riportata in superficie Anna Bonini, la speleologa bresciana di 36 anni rimasta intrappolata, perché ferita, da domenica pomeriggio in una grotta sull'altopiano di Cariadeghe. Le operazioni di salvataggio erano cominciate nel secondo pomeriggio di domenica. La donna, le cui coindizioni non sono preoccupanti, era a 250 metri di profondità.

"Sono stati i miei eroi, con loro non ho mai avuto paura, grazie a tutti quelli che mi hanno aiutata e salvata". Lo ha detto Anna Bonini,. La donna è stata subito fatta salire su un'ambulanza e portata all'ospedale più vicino. "Io mi sento bene, certo sono un po' frastornata – ha detto Anna, che nella caduta si è fratturata due ossa della caviglia sinistra – in tutte queste ore però mi sono anche riposata, hanno fatto tutto loro". Anna ha poi aggiunto che ora vuole solo riprendersi, tornare al suo lavoro, ai genitori e al fidanzato. Alla domanda se continuerà con la sua passione di speleologa ha risposto: "Adesso sono un po' spaventata, ma credo di sì, certo, è la mia passione, è vero ho avuto un incidente ma chi cade deve rialzarsi e continuare".

Anna Bonini è stata ricoverata all'ospedale di Brescia, soprattutto per curare la frattura biossea alla caviglia. Per il resto, come hanno detto i medici che l'hanno tenuta sotto controllo anche nella grotta, le sue condizioni sono discrete. Prima di essere caricata in ambulanza ha risposto con gentilezza alle domande dei numerosi giornalisti. "Mia sorella è così – ha detto il fratello Giampaolo che l'ha aspettata all'imbocco della grotta – è il suo carattere: é forte e, conoscendola, penso che tornerà ancora in grotta". "Le ho parlato via telefono lunedì notte, dal suo tono di voce ho capito che non era grave . ha raccontato -. Io e i miei anziani genitori ci siamo subito tranquillizzati".

ansa

Speleologa ferita: Anna tornata in superficie. I soccorritori l'hanno salvata da 250 metri di profondità

SERLE (BRESCIA) – E' stata riportata in superficie Anna Bonini, la speleologa bresciana di 36 anni rimasta intrappolata, perché ferita, da domenica pomeriggio in una grotta sull'altopiano di Cariadeghe. Le operazioni di salvataggio erano cominciate nel secondo pomeriggio di domenica. La donna, le cui coindizioni non sono preoccupanti, era a 250 metri di profondità.

"Sono stati i miei eroi, con loro non ho mai avuto paura, grazie a tutti quelli che mi hanno aiutata e salvata". Lo ha detto Anna Bonini,. La donna è stata subito fatta salire su un'ambulanza e portata all'ospedale più vicino. "Io mi sento bene, certo sono un po' frastornata – ha detto Anna, che nella caduta si è fratturata due ossa della caviglia sinistra – in tutte queste ore però mi sono anche riposata, hanno fatto tutto loro". Anna ha poi aggiunto che ora vuole solo riprendersi, tornare al suo lavoro, ai genitori e al fidanzato. Alla domanda se continuerà con la sua passione di speleologa ha risposto: "Adesso sono un po' spaventata, ma credo di sì, certo, è la mia passione, è vero ho avuto un incidente ma chi cade deve rialzarsi e continuare".

Anna Bonini è stata ricoverata all'ospedale di Brescia, soprattutto per curare la frattura biossea alla caviglia. Per il resto, come hanno detto i medici che l'hanno tenuta sotto controllo anche nella grotta, le sue condizioni sono discrete. Prima di essere caricata in ambulanza ha risposto con gentilezza alle domande dei numerosi giornalisti. "Mia sorella è così – ha detto il fratello Giampaolo che l'ha aspettata all'imbocco della grotta – è il suo carattere: é forte e, conoscendola, penso che tornerà ancora in grotta". "Le ho parlato via telefono lunedì notte, dal suo tono di voce ho capito che non era grave . ha raccontato -. Io e i miei anziani genitori ci siamo subito tranquillizzati".

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Speleologa ferita: Anna tornata in superficie. I soccorritori l'hanno salvata da 250 metri di profondità

SERLE (BRESCIA) – E' stata riportata in superficie Anna Bonini, la speleologa bresciana di 36 anni rimasta intrappolata, perché ferita, da domenica pomeriggio in una grotta sull'altopiano di Cariadeghe. Le operazioni di salvataggio erano cominciate nel secondo pomeriggio di domenica. La donna, le cui coindizioni non sono preoccupanti, era a 250 metri di profondità.

"Sono stati i miei eroi, con loro non ho mai avuto paura, grazie a tutti quelli che mi hanno aiutata e salvata". Lo ha detto Anna Bonini,. La donna è stata subito fatta salire su un'ambulanza e portata all'ospedale più vicino. "Io mi sento bene, certo sono un po' frastornata – ha detto Anna, che nella caduta si è fratturata due ossa della caviglia sinistra – in tutte queste ore però mi sono anche riposata, hanno fatto tutto loro". Anna ha poi aggiunto che ora vuole solo riprendersi, tornare al suo lavoro, ai genitori e al fidanzato. Alla domanda se continuerà con la sua passione di speleologa ha risposto: "Adesso sono un po' spaventata, ma credo di sì, certo, è la mia passione, è vero ho avuto un incidente ma chi cade deve rialzarsi e continuare".

Anna Bonini è stata ricoverata all'ospedale di Brescia, soprattutto per curare la frattura biossea alla caviglia. Per il resto, come hanno detto i medici che l'hanno tenuta sotto controllo anche nella grotta, le sue condizioni sono discrete. Prima di essere caricata in ambulanza ha risposto con gentilezza alle domande dei numerosi giornalisti. "Mia sorella è così – ha detto il fratello Giampaolo che l'ha aspettata all'imbocco della grotta – è il suo carattere: é forte e, conoscendola, penso che tornerà ancora in grotta". "Le ho parlato via telefono lunedì notte, dal suo tono di voce ho capito che non era grave . ha raccontato -. Io e i miei anziani genitori ci siamo subito tranquillizzati".

ansa

Maltempo, ancora 2 dispersi nel materano

(ANSA) – MATERA, 7 NOV – E' stata ritrovata l'auto travolta ieri sera dalla piena di un torrente ad alcuni chilometri da Matera.

Nessuna traccia però ancora delle due persone che vi erano a bordo: una donna di 44 anni e il padre di 87, entrambi di Altamura (Bari). La vettura è stata raggiunta dai Vigili del fuoco in un'insenatura ad alcune centinaia di metri dal punto dove era stata trascinata via. Le ricerche di Carlo Masiello e della figlia Rosa riprenderanno stamattina all'alba.

 

Maltempo, ancora 2 dispersi nel materano

(ANSA) – MATERA, 7 NOV – E' stata ritrovata l'auto travolta ieri sera dalla piena di un torrente ad alcuni chilometri da Matera.

Nessuna traccia però ancora delle due persone che vi erano a bordo: una donna di 44 anni e il padre di 87, entrambi di Altamura (Bari). La vettura è stata raggiunta dai Vigili del fuoco in un'insenatura ad alcune centinaia di metri dal punto dove era stata trascinata via. Le ricerche di Carlo Masiello e della figlia Rosa riprenderanno stamattina all'alba.

 

Maltempo, ancora 2 dispersi nel materano

(ANSA) – MATERA, 7 NOV – E' stata ritrovata l'auto travolta ieri sera dalla piena di un torrente ad alcuni chilometri da Matera.

Nessuna traccia però ancora delle due persone che vi erano a bordo: una donna di 44 anni e il padre di 87, entrambi di Altamura (Bari). La vettura è stata raggiunta dai Vigili del fuoco in un'insenatura ad alcune centinaia di metri dal punto dove era stata trascinata via. Le ricerche di Carlo Masiello e della figlia Rosa riprenderanno stamattina all'alba.

 

Piena Po allarma il Nord. Un morto nel napoletano

Paura per il Po da Torino all'Emilia. Un morto nel Napoletano. Il rimorso del sindaco di genova, quei morti per sempre sulla coscienza. A Piacenza fiume arriva a 5 metri. Piove in Piemonte, allagata Alessandria. Nubifragio a Napoli, cade albero e uccide un uomo vicino Pozzuoli. Rinviata Napoli-Juve. Si attenua pioggia sulla Liguria. Sindaco Vincenzi: 'Col senno di poi chiudo tutta città, ma allerta-2 non basta'. Due dispersi a Matera.


PIEMONTE: CHIUSI PONTI, STOP SCUOLE

di Renato Botto
Scuole chiuse in molti comuni del Piemonte, quasi tutti quelli nella provincia di Torino. E non ci saranno lezioni neppure negli atenei del capoluogo piemontese, dove oggi sono stati chiusi tre ponti nel centro, lambiti dalla Dora Riparia sempre più minacciosa, ed evacuato un reparto dell'ospedale Amedeo di Savoia, vicino allo stesso corso d'acqua. Nella notte è prevista la piena del Po. Il maltempo, dunque, spaventa ancora in Piemonte dopo tre giorni di piogge intense, ma le previsioni lasciano ben sperare: l'intensità delle precipitazioni dovrebbe attenuarsi e, contemporaneamente, la quota della neve continuerà ad abbassarsi dopo essere già scesa oggi a 1.800-2.000 metri. Nella serata, però, torneranno piogge abbondanti quantomeno nei settori occidentali e meridionali della regione. La domenica è trascorsa all'insegna della "moderata preoccupazione", come ha sintetizzato il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, che nella tarda mattinata ha avuto il quadro della situazione alla sala operativa della Protezione civile della Regione, dove ha incontrato il governatore Roberto Cota. La prima emergenza che si era creata ieri, nell'alessandrino, non preoccupa più, rientrata, "grazie alla tempestività e all'efficienza negli interventi", ha sottolineato l'assessore regionale alla Protezione Civile Roberto Ravello. L'attenzione si è spostata su due nuove aree critiche, le valli del Pinerolese, in particolare la Valle Pellice, e il bacino dell'alto Tanaro, nel cuneese. La furia del Pellice in piena ha distrutto un ponte secondario a Torre e costretto alcune famiglie di alcune borgate di Bricherasio a sfollare. Molti i tratti in cui è straripato. Un centinaio di persone sono state allontanate dalle loro case a Pianezza (Torino). L'esondazione del torrente Mellea, a Savigliano, ha bloccato per alcune ore la ferrovia Torino-Savona, riaperta nel tardo pomeriggio. In via precauzionale non circoleranno i treni sulla Pinerolo-Torre Pellice. Sono interrotti molti tratti di strade provinciali, per frane o allagamenti, o per situazioni di pericolo, nel Torinese e nel Cuneese. A Govone (Cuneo) è stato sbarrato un ponte sul Tanaro. Il Comune di Canosio, in val Maira (Cuneo), è rimasta isolata per alcune ore per una frana caduta sulla strada provinciale. A Chivasso, nel Torinese, i vigili del fuoco sono intervenuti per liberare una donna incinta rimasta intrappolata nella sua auto sulla quale erano caduti due alberi, abbattuti dal vento e dalla pioggia, è stata liberata dai Vigili del fuoco. Ed e già tempo di polemiche: Enrico Borghi, sindaco di Vogogna (Verbano-Cusio-Ossola) e presidente nazionale dell'Uncem, ha emesso un'ordinanza con la quale chiede ad Aipo e Regione Piemonte di pulire entro sette giorni il tratto di fiume Toce che attraversa il paese. "Erano stati sollecitati da mesi – dice – e non hanno fatto nulla".

SINDACO GENOVA, AVRO' SEMPRE VITTIME SU COSCIENZA – "Porterò per sempre le vittime di questo disastro sulla coscienza, la responsabilità ce la prendiamo tutti e io per prima, spero che col tempo si capisca che ciò che è accaduto era da segnalare come disastro e non allerta 2". Lo ha detto il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, in collegamento con il programma 'Domenica Cinque'. "Col senno di poi, avrei fatto chiudere l'intera città – ha aggiunto – A seguito dell'Allarme 2 ricevuto dalla protezione civile, quest'anno a noi segnalato 6 volte, abbiamo seguito un protocollo che però non prevede la chiusura di tutte le scuole né il blocco di tutta la città". "Chiedo che nel decreto sviluppo – ha aggiunto – i primi soldi predisposti per rimettere a posto Genova, vengano tenuti fuori dal patto di stabilita". "Io non ho detto che non ho responsabilità, ognuno si assume le sue responsabilità – ha detto il sindaco di Genova intervistato anche a 'Domenica in' – Dobbiamo capire che nel giro di 15 minuti il Ferreggiano, dove è capitato il massimo del disastro, è passato da nemmeno un metro d'acqua ad oltre quattro metri. Un'alluvione così, con i mezzi di prevenzioni previsti in essere, non è stata possibile né da gestire né da fermare come sarebbe stato giusto".

E' stata prorogata di altre 24 ore, fino alle 18 di domani (lunedi', Ndr), l'allerta 2 per il maltempo su tutta la Liguria.

Intanto la città che non si dà pace per la tragedia si prepara invece a dare l'ultimo saluto alle vittime. Un addio commosso, come quello che centinaia di persone hanno dato nell'obitorio dell'ospedale San Martino a mamma Shiprese e alle sue bimbe, Gioia e Janissa, di 8 e 1 anno. A stringersi attorno a papà Flemur e all'anziana nonna, straziati e sopraffatti dal dolore, tanto da riuscire a rimanere solo pochi minuti accanto alle tre bare di legno chiaro con tanti gigli bianchi sopra, amici e parenti. Le salme delle tre albanesi partiranno per l'Albania in mattinata, in concomitanza con il primo funerale delle altre tre vittime. Il dolore non ferma le indagini della Procura, che ha aperto un'inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo plurimo al momento a carico di ignoti. La città si aspetta una risposta rapida e per questo il procuratore capo Vincenzo Scolastico e il sostituto Stefano Puppo hanno sorvolato per due ore, a bordo di un elicottero della Guardia di finanza, via Fereggiano e le zone invase dalla furia delle acque. Un sopralluogo che potrebbe avere già dato i suoi frutti: non avendo notato detriti o tronchi d'albero a monte del torrente tali da provocare le esondazioni, una delle ipotesi è che a causare la tragedia sia stato un 'tappo idraulico' alla confluenza del Fereggiano con il Bisagno. Tappo che avrebbe fatto da diga al torrente in piena, obbligandolo a uscire dal suo alveo e a invadere la strada, trascinando con sé nella sua corsa vite e cose.

A MATERA AUTO TRAVOLTA DA TORRENTE,2 DISPERSI  – Due persone – una donna di 44 anni, e il padre, di 86, entrambi di Altamura (Bari) – sono disperse dopo che l'automobile sulla quale si trovavano è stata travolta da un torrente in piena, nella zona di Borgo Venusio, ad alcuni chilometri da Matera. Le ricerche sono condotte da Vigili del fuoco, Carabinieri, personale della protezione civile.
L'uomo e la figlia facevano parte di una grossa comitiva di persone giunta nei pressi di Matera stamani alla ricerca di funghi. Nel pomeriggio, quando le condizioni meteorologiche nella zona sono nettamente peggiorate – con una pioggia insistente – tutti hanno deciso di tornare a casa. Un'auto è stata travolta dalla piena del torrente: l'uomo alla guida è riuscito ad uscire a mettere in salvo due nipotine, ma la moglie e il suocero sono rimasti a bordo della vettura, portata via dalla corrente impetuosa. Poi è scomparsa, come inghiottita da acqua e fango. Le ricerche, che si svolgono alla luce di alcuni impianti di illuminazione, sono ostacolate dal corso tortuoso del torrente e dal fango.

PIOGGE E ALLAGAMENTI,UN MORTO NEL NAPOLETANO – Che per Napoli e provincia sarebbe stata una gran brutta giornata era stato detto, già ieri (sabato, ndr). L'allerta maltempo per una terra, come la Campania, che per pioggia e fango ha contato parecchi morti, era scattata sabato sera. Oggi la conta dei danni, pesanti visto che un uomo é morto. Un albero, a Pozzuoli, è caduto sulla sua auto. E così, il 64enne Domenico Conte è rimasto schiacciato, senza scampo. E poi, decine e decine sono stati gli automobilisti rimasti bloccati e tratti in salvo, cittadini intrappolati nelle loro case, strade allagate in ogni dove. Finanche la partita Napoli-Juventus, che era in programma stasera, è stata rimandata. Obiettivo: tutelare l'incolumità dei tifosi. La pioggia della notte e soprattutto delle prime ore della mattina ha messo in ginocchio la città e la provincia: chiuse stazioni della metropolitana, fermi alcuni collegamenti ferroviari, chiusa un'uscita dell'autostrada A3, cancellati voli aerei. Lunghissimo l'elenco dei comuni coinvolti: Saviano, Piazzola di Nola, Volla, Casoria, i comuni vesuviani di Torre del Greco, Ercolano, Portici. Problemi a Pompei, anche negli Scavi. E poi l'area flegrea, Pozzuoli in primis dove nella frazione di Arco Felice, in via Miliscola, è morto il pensionato. Sua moglie era andata a un funerale. Lui voleva raggiungerla, poi è arrivata la pioggia. Ha così deciso di aspettarla in auto. Era lì, che sfogliava il giornale quando il pino secolare si è schiantato sulla sua automobile ed è morto sul colpo. Quello stesso pino per il quale i cittadini avevano segnalato la pericolosità: erano stati avvertiti cedimenti, era stato chiesto un sopralluogo. Ma stamattina era ancora lì. Basta scorrere l'elenco delle strade allagate o meglio delle strade che si sono trasformate in veri e propri fiumi, per cercare di capire quanto è successo. Circolazione nel caos in via Cupa Principe di San Nicandro, quartiere San Giovanni a Teduccio; in via Stadera; in via Nicola Miraglia a Poggioreale, dove sono saltati i tombini; in Corso San Giovanni a Teduccio; in via delle Repubbliche Marinare; in viale Umberto Maddalena. Perfino un ponte, quello della Sanità, si è allagato, completamente. E ancora, chiusura della circolazione nel sottopasso di via dei Ciliegi, che collega Chiaiano con l'asse Mediano, caos in via Posillipo dove i tombini saltati hanno trasformato la strada in un torrente in piena. Problemi anche per l'edificio che ospita il Conservatorio di San Pietro a Maiella dove si è verificata la caduta di alcuni cornicioni. E poi, tutta la provincia. In tilt, per ore, il centralino dei vigili del fuoco. E' per tutto questo che, dopo un vertice in Prefettura è stato deciso di rinviare il posticipo di campionato in programma stasera allo stadio San Paolo. Niente partita Napoli – Juventus: non per la pioggia ma soprattutto perché in vista delle criticità legate alla viabilità, si poteva mettere in qualche modo a rischio la sicurezza dei cittadini. L'Ad della Juve ne prende atto: "Siamo dispiaciuti perché avevamo preparato a fondo questa partita – dice Giuseppe Marotta – ma il calcio non può e non deve vivere fuori dalla realtà". Stessa posizione anche quella espressa dal presidente del Napoli, Aurelio de Laurentiis: "Condivido pienamente la decisione del prefetto di Napoli. Peraltro i tragici eventi di Genova imponevano una attenzione particolare".

ansa

Piena Po allarma il Nord. Un morto nel napoletano

Paura per il Po da Torino all'Emilia. Un morto nel Napoletano. Il rimorso del sindaco di genova, quei morti per sempre sulla coscienza. A Piacenza fiume arriva a 5 metri. Piove in Piemonte, allagata Alessandria. Nubifragio a Napoli, cade albero e uccide un uomo vicino Pozzuoli. Rinviata Napoli-Juve. Si attenua pioggia sulla Liguria. Sindaco Vincenzi: 'Col senno di poi chiudo tutta città, ma allerta-2 non basta'. Due dispersi a Matera.


PIEMONTE: CHIUSI PONTI, STOP SCUOLE

di Renato Botto
Scuole chiuse in molti comuni del Piemonte, quasi tutti quelli nella provincia di Torino. E non ci saranno lezioni neppure negli atenei del capoluogo piemontese, dove oggi sono stati chiusi tre ponti nel centro, lambiti dalla Dora Riparia sempre più minacciosa, ed evacuato un reparto dell'ospedale Amedeo di Savoia, vicino allo stesso corso d'acqua. Nella notte è prevista la piena del Po. Il maltempo, dunque, spaventa ancora in Piemonte dopo tre giorni di piogge intense, ma le previsioni lasciano ben sperare: l'intensità delle precipitazioni dovrebbe attenuarsi e, contemporaneamente, la quota della neve continuerà ad abbassarsi dopo essere già scesa oggi a 1.800-2.000 metri. Nella serata, però, torneranno piogge abbondanti quantomeno nei settori occidentali e meridionali della regione. La domenica è trascorsa all'insegna della "moderata preoccupazione", come ha sintetizzato il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, che nella tarda mattinata ha avuto il quadro della situazione alla sala operativa della Protezione civile della Regione, dove ha incontrato il governatore Roberto Cota. La prima emergenza che si era creata ieri, nell'alessandrino, non preoccupa più, rientrata, "grazie alla tempestività e all'efficienza negli interventi", ha sottolineato l'assessore regionale alla Protezione Civile Roberto Ravello. L'attenzione si è spostata su due nuove aree critiche, le valli del Pinerolese, in particolare la Valle Pellice, e il bacino dell'alto Tanaro, nel cuneese. La furia del Pellice in piena ha distrutto un ponte secondario a Torre e costretto alcune famiglie di alcune borgate di Bricherasio a sfollare. Molti i tratti in cui è straripato. Un centinaio di persone sono state allontanate dalle loro case a Pianezza (Torino). L'esondazione del torrente Mellea, a Savigliano, ha bloccato per alcune ore la ferrovia Torino-Savona, riaperta nel tardo pomeriggio. In via precauzionale non circoleranno i treni sulla Pinerolo-Torre Pellice. Sono interrotti molti tratti di strade provinciali, per frane o allagamenti, o per situazioni di pericolo, nel Torinese e nel Cuneese. A Govone (Cuneo) è stato sbarrato un ponte sul Tanaro. Il Comune di Canosio, in val Maira (Cuneo), è rimasta isolata per alcune ore per una frana caduta sulla strada provinciale. A Chivasso, nel Torinese, i vigili del fuoco sono intervenuti per liberare una donna incinta rimasta intrappolata nella sua auto sulla quale erano caduti due alberi, abbattuti dal vento e dalla pioggia, è stata liberata dai Vigili del fuoco. Ed e già tempo di polemiche: Enrico Borghi, sindaco di Vogogna (Verbano-Cusio-Ossola) e presidente nazionale dell'Uncem, ha emesso un'ordinanza con la quale chiede ad Aipo e Regione Piemonte di pulire entro sette giorni il tratto di fiume Toce che attraversa il paese. "Erano stati sollecitati da mesi – dice – e non hanno fatto nulla".

SINDACO GENOVA, AVRO' SEMPRE VITTIME SU COSCIENZA – "Porterò per sempre le vittime di questo disastro sulla coscienza, la responsabilità ce la prendiamo tutti e io per prima, spero che col tempo si capisca che ciò che è accaduto era da segnalare come disastro e non allerta 2". Lo ha detto il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, in collegamento con il programma 'Domenica Cinque'. "Col senno di poi, avrei fatto chiudere l'intera città – ha aggiunto – A seguito dell'Allarme 2 ricevuto dalla protezione civile, quest'anno a noi segnalato 6 volte, abbiamo seguito un protocollo che però non prevede la chiusura di tutte le scuole né il blocco di tutta la città". "Chiedo che nel decreto sviluppo – ha aggiunto – i primi soldi predisposti per rimettere a posto Genova, vengano tenuti fuori dal patto di stabilita". "Io non ho detto che non ho responsabilità, ognuno si assume le sue responsabilità – ha detto il sindaco di Genova intervistato anche a 'Domenica in' – Dobbiamo capire che nel giro di 15 minuti il Ferreggiano, dove è capitato il massimo del disastro, è passato da nemmeno un metro d'acqua ad oltre quattro metri. Un'alluvione così, con i mezzi di prevenzioni previsti in essere, non è stata possibile né da gestire né da fermare come sarebbe stato giusto".

E' stata prorogata di altre 24 ore, fino alle 18 di domani (lunedi', Ndr), l'allerta 2 per il maltempo su tutta la Liguria.

Intanto la città che non si dà pace per la tragedia si prepara invece a dare l'ultimo saluto alle vittime. Un addio commosso, come quello che centinaia di persone hanno dato nell'obitorio dell'ospedale San Martino a mamma Shiprese e alle sue bimbe, Gioia e Janissa, di 8 e 1 anno. A stringersi attorno a papà Flemur e all'anziana nonna, straziati e sopraffatti dal dolore, tanto da riuscire a rimanere solo pochi minuti accanto alle tre bare di legno chiaro con tanti gigli bianchi sopra, amici e parenti. Le salme delle tre albanesi partiranno per l'Albania in mattinata, in concomitanza con il primo funerale delle altre tre vittime. Il dolore non ferma le indagini della Procura, che ha aperto un'inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo plurimo al momento a carico di ignoti. La città si aspetta una risposta rapida e per questo il procuratore capo Vincenzo Scolastico e il sostituto Stefano Puppo hanno sorvolato per due ore, a bordo di un elicottero della Guardia di finanza, via Fereggiano e le zone invase dalla furia delle acque. Un sopralluogo che potrebbe avere già dato i suoi frutti: non avendo notato detriti o tronchi d'albero a monte del torrente tali da provocare le esondazioni, una delle ipotesi è che a causare la tragedia sia stato un 'tappo idraulico' alla confluenza del Fereggiano con il Bisagno. Tappo che avrebbe fatto da diga al torrente in piena, obbligandolo a uscire dal suo alveo e a invadere la strada, trascinando con sé nella sua corsa vite e cose.

A MATERA AUTO TRAVOLTA DA TORRENTE,2 DISPERSI  – Due persone – una donna di 44 anni, e il padre, di 86, entrambi di Altamura (Bari) – sono disperse dopo che l'automobile sulla quale si trovavano è stata travolta da un torrente in piena, nella zona di Borgo Venusio, ad alcuni chilometri da Matera. Le ricerche sono condotte da Vigili del fuoco, Carabinieri, personale della protezione civile.
L'uomo e la figlia facevano parte di una grossa comitiva di persone giunta nei pressi di Matera stamani alla ricerca di funghi. Nel pomeriggio, quando le condizioni meteorologiche nella zona sono nettamente peggiorate – con una pioggia insistente – tutti hanno deciso di tornare a casa. Un'auto è stata travolta dalla piena del torrente: l'uomo alla guida è riuscito ad uscire a mettere in salvo due nipotine, ma la moglie e il suocero sono rimasti a bordo della vettura, portata via dalla corrente impetuosa. Poi è scomparsa, come inghiottita da acqua e fango. Le ricerche, che si svolgono alla luce di alcuni impianti di illuminazione, sono ostacolate dal corso tortuoso del torrente e dal fango.

PIOGGE E ALLAGAMENTI,UN MORTO NEL NAPOLETANO – Che per Napoli e provincia sarebbe stata una gran brutta giornata era stato detto, già ieri (sabato, ndr). L'allerta maltempo per una terra, come la Campania, che per pioggia e fango ha contato parecchi morti, era scattata sabato sera. Oggi la conta dei danni, pesanti visto che un uomo é morto. Un albero, a Pozzuoli, è caduto sulla sua auto. E così, il 64enne Domenico Conte è rimasto schiacciato, senza scampo. E poi, decine e decine sono stati gli automobilisti rimasti bloccati e tratti in salvo, cittadini intrappolati nelle loro case, strade allagate in ogni dove. Finanche la partita Napoli-Juventus, che era in programma stasera, è stata rimandata. Obiettivo: tutelare l'incolumità dei tifosi. La pioggia della notte e soprattutto delle prime ore della mattina ha messo in ginocchio la città e la provincia: chiuse stazioni della metropolitana, fermi alcuni collegamenti ferroviari, chiusa un'uscita dell'autostrada A3, cancellati voli aerei. Lunghissimo l'elenco dei comuni coinvolti: Saviano, Piazzola di Nola, Volla, Casoria, i comuni vesuviani di Torre del Greco, Ercolano, Portici. Problemi a Pompei, anche negli Scavi. E poi l'area flegrea, Pozzuoli in primis dove nella frazione di Arco Felice, in via Miliscola, è morto il pensionato. Sua moglie era andata a un funerale. Lui voleva raggiungerla, poi è arrivata la pioggia. Ha così deciso di aspettarla in auto. Era lì, che sfogliava il giornale quando il pino secolare si è schiantato sulla sua automobile ed è morto sul colpo. Quello stesso pino per il quale i cittadini avevano segnalato la pericolosità: erano stati avvertiti cedimenti, era stato chiesto un sopralluogo. Ma stamattina era ancora lì. Basta scorrere l'elenco delle strade allagate o meglio delle strade che si sono trasformate in veri e propri fiumi, per cercare di capire quanto è successo. Circolazione nel caos in via Cupa Principe di San Nicandro, quartiere San Giovanni a Teduccio; in via Stadera; in via Nicola Miraglia a Poggioreale, dove sono saltati i tombini; in Corso San Giovanni a Teduccio; in via delle Repubbliche Marinare; in viale Umberto Maddalena. Perfino un ponte, quello della Sanità, si è allagato, completamente. E ancora, chiusura della circolazione nel sottopasso di via dei Ciliegi, che collega Chiaiano con l'asse Mediano, caos in via Posillipo dove i tombini saltati hanno trasformato la strada in un torrente in piena. Problemi anche per l'edificio che ospita il Conservatorio di San Pietro a Maiella dove si è verificata la caduta di alcuni cornicioni. E poi, tutta la provincia. In tilt, per ore, il centralino dei vigili del fuoco. E' per tutto questo che, dopo un vertice in Prefettura è stato deciso di rinviare il posticipo di campionato in programma stasera allo stadio San Paolo. Niente partita Napoli – Juventus: non per la pioggia ma soprattutto perché in vista delle criticità legate alla viabilità, si poteva mettere in qualche modo a rischio la sicurezza dei cittadini. L'Ad della Juve ne prende atto: "Siamo dispiaciuti perché avevamo preparato a fondo questa partita – dice Giuseppe Marotta – ma il calcio non può e non deve vivere fuori dalla realtà". Stessa posizione anche quella espressa dal presidente del Napoli, Aurelio de Laurentiis: "Condivido pienamente la decisione del prefetto di Napoli. Peraltro i tragici eventi di Genova imponevano una attenzione particolare".

ansa

Piena Po allarma il Nord. Un morto nel napoletano

Paura per il Po da Torino all'Emilia. Un morto nel Napoletano. Il rimorso del sindaco di genova, quei morti per sempre sulla coscienza. A Piacenza fiume arriva a 5 metri. Piove in Piemonte, allagata Alessandria. Nubifragio a Napoli, cade albero e uccide un uomo vicino Pozzuoli. Rinviata Napoli-Juve. Si attenua pioggia sulla Liguria. Sindaco Vincenzi: 'Col senno di poi chiudo tutta città, ma allerta-2 non basta'. Due dispersi a Matera.


PIEMONTE: CHIUSI PONTI, STOP SCUOLE

di Renato Botto
Scuole chiuse in molti comuni del Piemonte, quasi tutti quelli nella provincia di Torino. E non ci saranno lezioni neppure negli atenei del capoluogo piemontese, dove oggi sono stati chiusi tre ponti nel centro, lambiti dalla Dora Riparia sempre più minacciosa, ed evacuato un reparto dell'ospedale Amedeo di Savoia, vicino allo stesso corso d'acqua. Nella notte è prevista la piena del Po. Il maltempo, dunque, spaventa ancora in Piemonte dopo tre giorni di piogge intense, ma le previsioni lasciano ben sperare: l'intensità delle precipitazioni dovrebbe attenuarsi e, contemporaneamente, la quota della neve continuerà ad abbassarsi dopo essere già scesa oggi a 1.800-2.000 metri. Nella serata, però, torneranno piogge abbondanti quantomeno nei settori occidentali e meridionali della regione. La domenica è trascorsa all'insegna della "moderata preoccupazione", come ha sintetizzato il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, che nella tarda mattinata ha avuto il quadro della situazione alla sala operativa della Protezione civile della Regione, dove ha incontrato il governatore Roberto Cota. La prima emergenza che si era creata ieri, nell'alessandrino, non preoccupa più, rientrata, "grazie alla tempestività e all'efficienza negli interventi", ha sottolineato l'assessore regionale alla Protezione Civile Roberto Ravello. L'attenzione si è spostata su due nuove aree critiche, le valli del Pinerolese, in particolare la Valle Pellice, e il bacino dell'alto Tanaro, nel cuneese. La furia del Pellice in piena ha distrutto un ponte secondario a Torre e costretto alcune famiglie di alcune borgate di Bricherasio a sfollare. Molti i tratti in cui è straripato. Un centinaio di persone sono state allontanate dalle loro case a Pianezza (Torino). L'esondazione del torrente Mellea, a Savigliano, ha bloccato per alcune ore la ferrovia Torino-Savona, riaperta nel tardo pomeriggio. In via precauzionale non circoleranno i treni sulla Pinerolo-Torre Pellice. Sono interrotti molti tratti di strade provinciali, per frane o allagamenti, o per situazioni di pericolo, nel Torinese e nel Cuneese. A Govone (Cuneo) è stato sbarrato un ponte sul Tanaro. Il Comune di Canosio, in val Maira (Cuneo), è rimasta isolata per alcune ore per una frana caduta sulla strada provinciale. A Chivasso, nel Torinese, i vigili del fuoco sono intervenuti per liberare una donna incinta rimasta intrappolata nella sua auto sulla quale erano caduti due alberi, abbattuti dal vento e dalla pioggia, è stata liberata dai Vigili del fuoco. Ed e già tempo di polemiche: Enrico Borghi, sindaco di Vogogna (Verbano-Cusio-Ossola) e presidente nazionale dell'Uncem, ha emesso un'ordinanza con la quale chiede ad Aipo e Regione Piemonte di pulire entro sette giorni il tratto di fiume Toce che attraversa il paese. "Erano stati sollecitati da mesi – dice – e non hanno fatto nulla".

SINDACO GENOVA, AVRO' SEMPRE VITTIME SU COSCIENZA – "Porterò per sempre le vittime di questo disastro sulla coscienza, la responsabilità ce la prendiamo tutti e io per prima, spero che col tempo si capisca che ciò che è accaduto era da segnalare come disastro e non allerta 2". Lo ha detto il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, in collegamento con il programma 'Domenica Cinque'. "Col senno di poi, avrei fatto chiudere l'intera città – ha aggiunto – A seguito dell'Allarme 2 ricevuto dalla protezione civile, quest'anno a noi segnalato 6 volte, abbiamo seguito un protocollo che però non prevede la chiusura di tutte le scuole né il blocco di tutta la città". "Chiedo che nel decreto sviluppo – ha aggiunto – i primi soldi predisposti per rimettere a posto Genova, vengano tenuti fuori dal patto di stabilita". "Io non ho detto che non ho responsabilità, ognuno si assume le sue responsabilità – ha detto il sindaco di Genova intervistato anche a 'Domenica in' – Dobbiamo capire che nel giro di 15 minuti il Ferreggiano, dove è capitato il massimo del disastro, è passato da nemmeno un metro d'acqua ad oltre quattro metri. Un'alluvione così, con i mezzi di prevenzioni previsti in essere, non è stata possibile né da gestire né da fermare come sarebbe stato giusto".

E' stata prorogata di altre 24 ore, fino alle 18 di domani (lunedi', Ndr), l'allerta 2 per il maltempo su tutta la Liguria.

Intanto la città che non si dà pace per la tragedia si prepara invece a dare l'ultimo saluto alle vittime. Un addio commosso, come quello che centinaia di persone hanno dato nell'obitorio dell'ospedale San Martino a mamma Shiprese e alle sue bimbe, Gioia e Janissa, di 8 e 1 anno. A stringersi attorno a papà Flemur e all'anziana nonna, straziati e sopraffatti dal dolore, tanto da riuscire a rimanere solo pochi minuti accanto alle tre bare di legno chiaro con tanti gigli bianchi sopra, amici e parenti. Le salme delle tre albanesi partiranno per l'Albania in mattinata, in concomitanza con il primo funerale delle altre tre vittime. Il dolore non ferma le indagini della Procura, che ha aperto un'inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo plurimo al momento a carico di ignoti. La città si aspetta una risposta rapida e per questo il procuratore capo Vincenzo Scolastico e il sostituto Stefano Puppo hanno sorvolato per due ore, a bordo di un elicottero della Guardia di finanza, via Fereggiano e le zone invase dalla furia delle acque. Un sopralluogo che potrebbe avere già dato i suoi frutti: non avendo notato detriti o tronchi d'albero a monte del torrente tali da provocare le esondazioni, una delle ipotesi è che a causare la tragedia sia stato un 'tappo idraulico' alla confluenza del Fereggiano con il Bisagno. Tappo che avrebbe fatto da diga al torrente in piena, obbligandolo a uscire dal suo alveo e a invadere la strada, trascinando con sé nella sua corsa vite e cose.

A MATERA AUTO TRAVOLTA DA TORRENTE,2 DISPERSI  – Due persone – una donna di 44 anni, e il padre, di 86, entrambi di Altamura (Bari) – sono disperse dopo che l'automobile sulla quale si trovavano è stata travolta da un torrente in piena, nella zona di Borgo Venusio, ad alcuni chilometri da Matera. Le ricerche sono condotte da Vigili del fuoco, Carabinieri, personale della protezione civile.
L'uomo e la figlia facevano parte di una grossa comitiva di persone giunta nei pressi di Matera stamani alla ricerca di funghi. Nel pomeriggio, quando le condizioni meteorologiche nella zona sono nettamente peggiorate – con una pioggia insistente – tutti hanno deciso di tornare a casa. Un'auto è stata travolta dalla piena del torrente: l'uomo alla guida è riuscito ad uscire a mettere in salvo due nipotine, ma la moglie e il suocero sono rimasti a bordo della vettura, portata via dalla corrente impetuosa. Poi è scomparsa, come inghiottita da acqua e fango. Le ricerche, che si svolgono alla luce di alcuni impianti di illuminazione, sono ostacolate dal corso tortuoso del torrente e dal fango.

PIOGGE E ALLAGAMENTI,UN MORTO NEL NAPOLETANO – Che per Napoli e provincia sarebbe stata una gran brutta giornata era stato detto, già ieri (sabato, ndr). L'allerta maltempo per una terra, come la Campania, che per pioggia e fango ha contato parecchi morti, era scattata sabato sera. Oggi la conta dei danni, pesanti visto che un uomo é morto. Un albero, a Pozzuoli, è caduto sulla sua auto. E così, il 64enne Domenico Conte è rimasto schiacciato, senza scampo. E poi, decine e decine sono stati gli automobilisti rimasti bloccati e tratti in salvo, cittadini intrappolati nelle loro case, strade allagate in ogni dove. Finanche la partita Napoli-Juventus, che era in programma stasera, è stata rimandata. Obiettivo: tutelare l'incolumità dei tifosi. La pioggia della notte e soprattutto delle prime ore della mattina ha messo in ginocchio la città e la provincia: chiuse stazioni della metropolitana, fermi alcuni collegamenti ferroviari, chiusa un'uscita dell'autostrada A3, cancellati voli aerei. Lunghissimo l'elenco dei comuni coinvolti: Saviano, Piazzola di Nola, Volla, Casoria, i comuni vesuviani di Torre del Greco, Ercolano, Portici. Problemi a Pompei, anche negli Scavi. E poi l'area flegrea, Pozzuoli in primis dove nella frazione di Arco Felice, in via Miliscola, è morto il pensionato. Sua moglie era andata a un funerale. Lui voleva raggiungerla, poi è arrivata la pioggia. Ha così deciso di aspettarla in auto. Era lì, che sfogliava il giornale quando il pino secolare si è schiantato sulla sua automobile ed è morto sul colpo. Quello stesso pino per il quale i cittadini avevano segnalato la pericolosità: erano stati avvertiti cedimenti, era stato chiesto un sopralluogo. Ma stamattina era ancora lì. Basta scorrere l'elenco delle strade allagate o meglio delle strade che si sono trasformate in veri e propri fiumi, per cercare di capire quanto è successo. Circolazione nel caos in via Cupa Principe di San Nicandro, quartiere San Giovanni a Teduccio; in via Stadera; in via Nicola Miraglia a Poggioreale, dove sono saltati i tombini; in Corso San Giovanni a Teduccio; in via delle Repubbliche Marinare; in viale Umberto Maddalena. Perfino un ponte, quello della Sanità, si è allagato, completamente. E ancora, chiusura della circolazione nel sottopasso di via dei Ciliegi, che collega Chiaiano con l'asse Mediano, caos in via Posillipo dove i tombini saltati hanno trasformato la strada in un torrente in piena. Problemi anche per l'edificio che ospita il Conservatorio di San Pietro a Maiella dove si è verificata la caduta di alcuni cornicioni. E poi, tutta la provincia. In tilt, per ore, il centralino dei vigili del fuoco. E' per tutto questo che, dopo un vertice in Prefettura è stato deciso di rinviare il posticipo di campionato in programma stasera allo stadio San Paolo. Niente partita Napoli – Juventus: non per la pioggia ma soprattutto perché in vista delle criticità legate alla viabilità, si poteva mettere in qualche modo a rischio la sicurezza dei cittadini. L'Ad della Juve ne prende atto: "Siamo dispiaciuti perché avevamo preparato a fondo questa partita – dice Giuseppe Marotta – ma il calcio non può e non deve vivere fuori dalla realtà". Stessa posizione anche quella espressa dal presidente del Napoli, Aurelio de Laurentiis: "Condivido pienamente la decisione del prefetto di Napoli. Peraltro i tragici eventi di Genova imponevano una attenzione particolare".

ansa

Genova, inferno di fango

Genova è un inferno di acqua e fango che sommerge le auto, attraversato da uomini e donne fradici e immersi fino ai fianchi. In molte strade non c'è illuminazione. I morti sono sette. Una donna anziana schiacciata dalle auto travolte dall'acqua, una mamma albanese con i suoi due figli, annegati in uno scantinato allagato in zona Marassi. Poi due adulti, e un terzo bambino. «Sono sempre i più poveri a pagare per primi», osserva con amarezza Haidi Giuliani che osserva dall'alto la zona di Marassi solcata da un fiume che pare l'Arno ma che poche ore prima non c'era. Il Bisagno. Le stanno giungendo decine di messaggi con offerte di sostegno. Il primo quello di Nicoletta Dosio a nome dei valsusini. «Loro conoscono bene il valore della solidarietà», dice la mamma di Carlo a Liberazione. 

Colpite soprattutto la zona della Foce e della stazione Brignole, nate sul letto di questo torrente quando, negli anni '30, il fiume venne ricacciato sottoterra per fare la piazza della Vittoria, lo spazio delle adunate di regime. L'onda alta è qui che si scarica ma il dissesto è a monte e viene da anni di tagli e condoni anche se la sindaca Vincenzi continua a dire che la tragedia era imprevedibile smentita dal capogruppo pd a Tursi che parla di mancata pulizia degli alvei e dei tombini. Ringrazia tutti gli operai e i vigili della municipalità che dalle dieci sono sulla strada, Ciccio Gianelli, del Prc, presidente del Municipio 4° Media Valbisagno: «Questa è la riprova degli effetti devastanti di anni di tagli, condoni e speculazioni. Penso agli abusi edilizi sulle colline di Molassana, penso alle zone popolari, da sempre le più colpite dalle alluvioni genovesi perché costruite nel peggior modo possibile come Piazzale Adriatico a San Gottardo, tra Molassana e Staglieno».
La protezione civile ha fatto i conti prima del diluvio: i palazzi a rischio alluvione sono 1.250, 325 quelli minacciati da 35 frane, 33 i corsi d'acqua che possono esondare.
Col fiato sospeso si aspetta l'ondata della notte. E' l'alluvione più disastrosa da oltre quarant'anni a Genova (ce ne saranno anche nel 1977, nel '90, nel 92, nel '99 e l'anno scorso a Sestri). «Era ottobre anche allora», ricorda Angela, albergatrice vicino a Brignole. Da lì può vedere la stazione di sotto che pare una Venezia postatomica come guardava la sua 127, nel '70, sparire nella fiumana che invase il centro storico. Si trattava, allora, delSoziglia e dal Sant'Anna, torrenti ormai sotterranei, sbottati all'improvviso tra il 7 e l'8 ottobre. Morirono 44 persone. Il fratello di Angela, contadino per passione, le ripete ogni volta che dall'Appennino, sempre più disboscato e senza manutenzione, l'acqua scende come una valanga. Come una bomba. Le scene sono quelle di allora. Vigili con le persone sulle spalle. I sottopassi allagati. Le auto ammucchiate dopo il passaggio dello tsunami.
Aveva iniziato a piovere nella notte ma il primo dispaccio di agenzia che dava, poco prima delle 10, un quadro rassicurante avvertiva di un nuovo peggioramento previsto per la mattinata. Poco dopo l'escalation. I primi allagamenti, i guasti ai treni, le prime scuole chiuse a Bogliasco e a Recco, gli aerei dirottati dal Colombo, una famiglia di Quarto che si arrampica sul tetto. In via Mogadiscio si ribalta un bus. L'Aurelia che si blocca. I tombini di Camogli che non ne vogliono sapere di inghiottire tutto. Un vagone, al binario 1 di Brignole accoglie gli sfollati. Intanto inizia il conto dei morti. Vanno in tilt le autostrade e i tunnel pedonali di tutta la città. Si allaga il cantiere del metrò dove gli operai sono senza stipendio per via del Patto di stabilità. Cede l'asfalto in Corso Gastaldi, uno dei nomi dell'Aurelia in città. Staziona sul mare di Quinto, prima di mezzogiorno, il temporale "autorigenerante" perché continua a ricaricare umidità. Il previsto spostamento avviene molto lentamente. Marassi si allaga e salterà Genoa-Inter di domenica. Si allagano case, negozi, chiese. Il livello del Bisagno e del Fereggiano, suo affluente, sale a vista d'occhio. Fino a sbottare. Saltano le fogne, si alza anche lo Sturla. I liceali del classico Doria, a fianco della questura, vengono fatti salire ai piani alti della scuola come i bambini delle suore di S.Agata. E, a Molassana, due classi di via Archimede resteranno bloccate a scuola fino a sera. Cadono alberi, straripano fossi, si scontrano macchine. I tronchi e i detriti sbucano su corso Sardegna tra i bus ormai arenati. I pompieri girano in gommone per il quartiere Sturla. Un uomo rischia di annegare in via Cagliari. Altri lo fanno davvero. L'Alta Valpolcevera, a Ponente, rischia di replicare le scene di Levante. Alle 13, la Val Bisagno è isolata. Alle 14 la pioggia caduta è la stessa che ha devastato la val di Vara qualche giorno prima, 500 millimetri dalla mezzanotte. Un auto della Prefettura batte a tappeto la Valbisagno con un megafono per avvertire del pericolo e invitare tutti a non uscire dalle case. Verso le tre del pomeriggio, il temporale si sposta verso Sampierdarena, Cornigliano e Sestri Ponente. In via Fereggiano si avverte soffocante la puzza di gas.Una trentina di persone si rifugia sul tetto della Coop in Valbisagno. Le vittime sono due, poi cinque, infine sette. Viene annunciata una piena del Caravagna per il tardo pomeriggio e ci sono problemi alla foce del Branega.
«Incuria e mancanza di un piano di riassetto idrogeologico sono i due elementi chiave di queste tragedie – spiega Paolo Ferrero, segretario Prc – è sempre più evidente la necessità di una grande opera da fare con urgenza in Italia: la messa in sicurezza del paese e la manutenzione del territorio. Come abbiamo fatto e stiamo facendo a Borghetto Vara, saremo a fianco delle popolazioni».


05/11/2011

Checchino Antonini . liberazione.it

Genova, inferno di fango

Genova è un inferno di acqua e fango che sommerge le auto, attraversato da uomini e donne fradici e immersi fino ai fianchi. In molte strade non c'è illuminazione. I morti sono sette. Una donna anziana schiacciata dalle auto travolte dall'acqua, una mamma albanese con i suoi due figli, annegati in uno scantinato allagato in zona Marassi. Poi due adulti, e un terzo bambino. «Sono sempre i più poveri a pagare per primi», osserva con amarezza Haidi Giuliani che osserva dall'alto la zona di Marassi solcata da un fiume che pare l'Arno ma che poche ore prima non c'era. Il Bisagno. Le stanno giungendo decine di messaggi con offerte di sostegno. Il primo quello di Nicoletta Dosio a nome dei valsusini. «Loro conoscono bene il valore della solidarietà», dice la mamma di Carlo a Liberazione. 

Colpite soprattutto la zona della Foce e della stazione Brignole, nate sul letto di questo torrente quando, negli anni '30, il fiume venne ricacciato sottoterra per fare la piazza della Vittoria, lo spazio delle adunate di regime. L'onda alta è qui che si scarica ma il dissesto è a monte e viene da anni di tagli e condoni anche se la sindaca Vincenzi continua a dire che la tragedia era imprevedibile smentita dal capogruppo pd a Tursi che parla di mancata pulizia degli alvei e dei tombini. Ringrazia tutti gli operai e i vigili della municipalità che dalle dieci sono sulla strada, Ciccio Gianelli, del Prc, presidente del Municipio 4° Media Valbisagno: «Questa è la riprova degli effetti devastanti di anni di tagli, condoni e speculazioni. Penso agli abusi edilizi sulle colline di Molassana, penso alle zone popolari, da sempre le più colpite dalle alluvioni genovesi perché costruite nel peggior modo possibile come Piazzale Adriatico a San Gottardo, tra Molassana e Staglieno».
La protezione civile ha fatto i conti prima del diluvio: i palazzi a rischio alluvione sono 1.250, 325 quelli minacciati da 35 frane, 33 i corsi d'acqua che possono esondare.
Col fiato sospeso si aspetta l'ondata della notte. E' l'alluvione più disastrosa da oltre quarant'anni a Genova (ce ne saranno anche nel 1977, nel '90, nel 92, nel '99 e l'anno scorso a Sestri). «Era ottobre anche allora», ricorda Angela, albergatrice vicino a Brignole. Da lì può vedere la stazione di sotto che pare una Venezia postatomica come guardava la sua 127, nel '70, sparire nella fiumana che invase il centro storico. Si trattava, allora, delSoziglia e dal Sant'Anna, torrenti ormai sotterranei, sbottati all'improvviso tra il 7 e l'8 ottobre. Morirono 44 persone. Il fratello di Angela, contadino per passione, le ripete ogni volta che dall'Appennino, sempre più disboscato e senza manutenzione, l'acqua scende come una valanga. Come una bomba. Le scene sono quelle di allora. Vigili con le persone sulle spalle. I sottopassi allagati. Le auto ammucchiate dopo il passaggio dello tsunami.
Aveva iniziato a piovere nella notte ma il primo dispaccio di agenzia che dava, poco prima delle 10, un quadro rassicurante avvertiva di un nuovo peggioramento previsto per la mattinata. Poco dopo l'escalation. I primi allagamenti, i guasti ai treni, le prime scuole chiuse a Bogliasco e a Recco, gli aerei dirottati dal Colombo, una famiglia di Quarto che si arrampica sul tetto. In via Mogadiscio si ribalta un bus. L'Aurelia che si blocca. I tombini di Camogli che non ne vogliono sapere di inghiottire tutto. Un vagone, al binario 1 di Brignole accoglie gli sfollati. Intanto inizia il conto dei morti. Vanno in tilt le autostrade e i tunnel pedonali di tutta la città. Si allaga il cantiere del metrò dove gli operai sono senza stipendio per via del Patto di stabilità. Cede l'asfalto in Corso Gastaldi, uno dei nomi dell'Aurelia in città. Staziona sul mare di Quinto, prima di mezzogiorno, il temporale "autorigenerante" perché continua a ricaricare umidità. Il previsto spostamento avviene molto lentamente. Marassi si allaga e salterà Genoa-Inter di domenica. Si allagano case, negozi, chiese. Il livello del Bisagno e del Fereggiano, suo affluente, sale a vista d'occhio. Fino a sbottare. Saltano le fogne, si alza anche lo Sturla. I liceali del classico Doria, a fianco della questura, vengono fatti salire ai piani alti della scuola come i bambini delle suore di S.Agata. E, a Molassana, due classi di via Archimede resteranno bloccate a scuola fino a sera. Cadono alberi, straripano fossi, si scontrano macchine. I tronchi e i detriti sbucano su corso Sardegna tra i bus ormai arenati. I pompieri girano in gommone per il quartiere Sturla. Un uomo rischia di annegare in via Cagliari. Altri lo fanno davvero. L'Alta Valpolcevera, a Ponente, rischia di replicare le scene di Levante. Alle 13, la Val Bisagno è isolata. Alle 14 la pioggia caduta è la stessa che ha devastato la val di Vara qualche giorno prima, 500 millimetri dalla mezzanotte. Un auto della Prefettura batte a tappeto la Valbisagno con un megafono per avvertire del pericolo e invitare tutti a non uscire dalle case. Verso le tre del pomeriggio, il temporale si sposta verso Sampierdarena, Cornigliano e Sestri Ponente. In via Fereggiano si avverte soffocante la puzza di gas.Una trentina di persone si rifugia sul tetto della Coop in Valbisagno. Le vittime sono due, poi cinque, infine sette. Viene annunciata una piena del Caravagna per il tardo pomeriggio e ci sono problemi alla foce del Branega.
«Incuria e mancanza di un piano di riassetto idrogeologico sono i due elementi chiave di queste tragedie – spiega Paolo Ferrero, segretario Prc – è sempre più evidente la necessità di una grande opera da fare con urgenza in Italia: la messa in sicurezza del paese e la manutenzione del territorio. Come abbiamo fatto e stiamo facendo a Borghetto Vara, saremo a fianco delle popolazioni».


05/11/2011

Checchino Antonini . liberazione.it

Genova, inferno di fango

Genova è un inferno di acqua e fango che sommerge le auto, attraversato da uomini e donne fradici e immersi fino ai fianchi. In molte strade non c'è illuminazione. I morti sono sette. Una donna anziana schiacciata dalle auto travolte dall'acqua, una mamma albanese con i suoi due figli, annegati in uno scantinato allagato in zona Marassi. Poi due adulti, e un terzo bambino. «Sono sempre i più poveri a pagare per primi», osserva con amarezza Haidi Giuliani che osserva dall'alto la zona di Marassi solcata da un fiume che pare l'Arno ma che poche ore prima non c'era. Il Bisagno. Le stanno giungendo decine di messaggi con offerte di sostegno. Il primo quello di Nicoletta Dosio a nome dei valsusini. «Loro conoscono bene il valore della solidarietà», dice la mamma di Carlo a Liberazione. 

Colpite soprattutto la zona della Foce e della stazione Brignole, nate sul letto di questo torrente quando, negli anni '30, il fiume venne ricacciato sottoterra per fare la piazza della Vittoria, lo spazio delle adunate di regime. L'onda alta è qui che si scarica ma il dissesto è a monte e viene da anni di tagli e condoni anche se la sindaca Vincenzi continua a dire che la tragedia era imprevedibile smentita dal capogruppo pd a Tursi che parla di mancata pulizia degli alvei e dei tombini. Ringrazia tutti gli operai e i vigili della municipalità che dalle dieci sono sulla strada, Ciccio Gianelli, del Prc, presidente del Municipio 4° Media Valbisagno: «Questa è la riprova degli effetti devastanti di anni di tagli, condoni e speculazioni. Penso agli abusi edilizi sulle colline di Molassana, penso alle zone popolari, da sempre le più colpite dalle alluvioni genovesi perché costruite nel peggior modo possibile come Piazzale Adriatico a San Gottardo, tra Molassana e Staglieno».
La protezione civile ha fatto i conti prima del diluvio: i palazzi a rischio alluvione sono 1.250, 325 quelli minacciati da 35 frane, 33 i corsi d'acqua che possono esondare.
Col fiato sospeso si aspetta l'ondata della notte. E' l'alluvione più disastrosa da oltre quarant'anni a Genova (ce ne saranno anche nel 1977, nel '90, nel 92, nel '99 e l'anno scorso a Sestri). «Era ottobre anche allora», ricorda Angela, albergatrice vicino a Brignole. Da lì può vedere la stazione di sotto che pare una Venezia postatomica come guardava la sua 127, nel '70, sparire nella fiumana che invase il centro storico. Si trattava, allora, delSoziglia e dal Sant'Anna, torrenti ormai sotterranei, sbottati all'improvviso tra il 7 e l'8 ottobre. Morirono 44 persone. Il fratello di Angela, contadino per passione, le ripete ogni volta che dall'Appennino, sempre più disboscato e senza manutenzione, l'acqua scende come una valanga. Come una bomba. Le scene sono quelle di allora. Vigili con le persone sulle spalle. I sottopassi allagati. Le auto ammucchiate dopo il passaggio dello tsunami.
Aveva iniziato a piovere nella notte ma il primo dispaccio di agenzia che dava, poco prima delle 10, un quadro rassicurante avvertiva di un nuovo peggioramento previsto per la mattinata. Poco dopo l'escalation. I primi allagamenti, i guasti ai treni, le prime scuole chiuse a Bogliasco e a Recco, gli aerei dirottati dal Colombo, una famiglia di Quarto che si arrampica sul tetto. In via Mogadiscio si ribalta un bus. L'Aurelia che si blocca. I tombini di Camogli che non ne vogliono sapere di inghiottire tutto. Un vagone, al binario 1 di Brignole accoglie gli sfollati. Intanto inizia il conto dei morti. Vanno in tilt le autostrade e i tunnel pedonali di tutta la città. Si allaga il cantiere del metrò dove gli operai sono senza stipendio per via del Patto di stabilità. Cede l'asfalto in Corso Gastaldi, uno dei nomi dell'Aurelia in città. Staziona sul mare di Quinto, prima di mezzogiorno, il temporale "autorigenerante" perché continua a ricaricare umidità. Il previsto spostamento avviene molto lentamente. Marassi si allaga e salterà Genoa-Inter di domenica. Si allagano case, negozi, chiese. Il livello del Bisagno e del Fereggiano, suo affluente, sale a vista d'occhio. Fino a sbottare. Saltano le fogne, si alza anche lo Sturla. I liceali del classico Doria, a fianco della questura, vengono fatti salire ai piani alti della scuola come i bambini delle suore di S.Agata. E, a Molassana, due classi di via Archimede resteranno bloccate a scuola fino a sera. Cadono alberi, straripano fossi, si scontrano macchine. I tronchi e i detriti sbucano su corso Sardegna tra i bus ormai arenati. I pompieri girano in gommone per il quartiere Sturla. Un uomo rischia di annegare in via Cagliari. Altri lo fanno davvero. L'Alta Valpolcevera, a Ponente, rischia di replicare le scene di Levante. Alle 13, la Val Bisagno è isolata. Alle 14 la pioggia caduta è la stessa che ha devastato la val di Vara qualche giorno prima, 500 millimetri dalla mezzanotte. Un auto della Prefettura batte a tappeto la Valbisagno con un megafono per avvertire del pericolo e invitare tutti a non uscire dalle case. Verso le tre del pomeriggio, il temporale si sposta verso Sampierdarena, Cornigliano e Sestri Ponente. In via Fereggiano si avverte soffocante la puzza di gas.Una trentina di persone si rifugia sul tetto della Coop in Valbisagno. Le vittime sono due, poi cinque, infine sette. Viene annunciata una piena del Caravagna per il tardo pomeriggio e ci sono problemi alla foce del Branega.
«Incuria e mancanza di un piano di riassetto idrogeologico sono i due elementi chiave di queste tragedie – spiega Paolo Ferrero, segretario Prc – è sempre più evidente la necessità di una grande opera da fare con urgenza in Italia: la messa in sicurezza del paese e la manutenzione del territorio. Come abbiamo fatto e stiamo facendo a Borghetto Vara, saremo a fianco delle popolazioni».


05/11/2011

Checchino Antonini . liberazione.it

1.500 sfollati tra Liguria e Piemonte

1.500 SFOLLATI TRA LIGURIA E PIEMONTE – Sono circa 1.500 gli sfollati in Liguria e Piemonte a causa del maltempo. Sono i dati raccolti dalla Protezione civile attraverso le Prefetture delle province interessate dall'emergenza. Il numero maggiore di evacuati resta quello della provincia di La Spezia, dove sono circa 1.300 persone, la maggior parte delle quali però sono state allontanate dalle proprie abitazioni la scorsa settimana.

IN 24 ORE 100 MM PIOGGIA, 320 NELL'ALESSANDRINO – Nelle ultime 24 ore è dell'Alessandrino, con 320 mm, il record di pioggia nelle ultime 24 in Piemonte, dove la media è stata di 100. Per il momento l'unica situazione critica per il maltempo si è avuta, tra la scorsa notte e la mattinata, nell'alessandrino. E ci sono alcuni elementi che inducono un cauto ottimismo: uno di questi è lo spostamento della perturbazione da est verso ovest, quindi da valle verso i monti, direzione che contribuisce a non rendere eccessiva la piena dei fiumi. L'altro fattore che potrebbe mitigare gli effetti rispetto ai timori della vigilia è la lunga siccità che ha preceduto le piogge, interrotta da poche precipitazioni che tuttavia hanno ammorbidito il terreno: i livelli dei corsi d'acqua erano molto più bassi rispetto alla media autunnale. Ed erano poco piene anche le dighe di montagna. E' questo il quadro fatto dai vertici della Protezione Civile al governatore del Piemonte Roberto Cota che oggi pomeriggio è stato a lungo nella sala operativa regionale, a Torino.

PIOGGIA E FORTE VENTO, STRADE ALLAGATE IN SARDEGNA – Come annunciato dalle previsioni, la pioggia battente è arrivata anche in Sardegna dove si registrano acquazzoni un po' ovunque, accompagnati dal forte vento di scirocco, che stanno creando disagi e soprattutto timore nelle zone colpite dalle alluvioni di tre anni fa, in Ogliastra, nel Sarrabus e a Capoterra, vicino a Cagliari, dove nell'ottobre del 2008 morirono quattro persone. Dal primo pomeriggio su Cagliari si è abbattuto un violento acquazzone. Piove ininterrottamente anche nelle altre province sarde e cominciano i primi interventi di Vigili del Fuoco e volontari della Protezione Civile per strade e scantinati allagati. Colpite in particolare Assemini e Villasor, nel Cagliaritano, dove sono a lavoro diverse squadre dei Vigili del Fuoco. La Protezione civile della Sardegna stamani aveva diramato un'allerta meteo per rischio idrogeologico nelle prossime 24-36 ore, invitando la popolazione a seguire alcune precauzioni al fine di evitare pericoli e danni: in particolare di non mettersi in viaggio sino al rientro dell'allarme. Si consiglia, inoltre, di trascorrere il fine settimana in casa o in luoghi protetti e di non stazionare in scantinati o seminterrati.

VALLE D'AOSTA: VERTICE PROTEZIONE CIVILE AD AOSTA – In vista di una intensificazione delle piogge nelle prossime ore nel settore sud-orientale della Valle d'Aosta, il presidente della Regione Augusto Rollandin ha riunito nel pomeriggio un vertice del sistema di protezione civile. "La situazione in atto – ha spiegato Rollandin – al momento, non porta a rilevare particolari criticità sul territorio valdostano. Informazioni corrette e coordinamento delle varie strutture operative sono alla base di un buon funzionamento del sistema di protezione e tutela del territorio e della popolazione". I corsi d'acqua – secondo quanto è emerso nella riunione – al momento presentano tutti i valori al di sotto dei livelli di attenzione, con innalzamenti minimi sulla Dora Baltea e innalzamenti più significativi sul torrente Lys, nella valle di Gressoney. Limitati i dissesti fino ad ora segnalati.

SUD FRANCIA, ALLERTA ESTESA A ZONE CONFINE ITALIA – Lo stato di allerta per il maltempo nel sud della Francia è stato esteso anche ai dipartimenti al confine con l'Italia, le Alpi Marittime, in cui si trova la Costa Azzurra, e le Alpi di Alta Provenza. Diventano così 16 i dipartimenti interessati dall'allarme, tutti quelli della fascia costiera sud-est del Paese, da Nizza a Narbonne, e alcuni dell'interno, dove spaventano in particolare le piene dei fiumi (Herault, Aveyron e Lozere). Allerta piena anche per il Rodano nella zona di Arles, nel cuore della Provenza, gonfiato dalle forti piogge che proseguiranno per tutto il weekend. Le autorità, secondo quanto riferiscono i media locali, non escluderebbero la possibilità di evacuare parte della popolazione dalle zone più a rischio.

Le intense precipitazioni sul Piemonte hanno provocato fenomeni di piena di elevata criticità sui fiumi Bormida, Orba, Scrivia e nell'area alessandrina nella zona di confluenza tra Bormida e Tanaro. Lo rileva l'ultimo aggiornamento dell'Aipo, l'Agenzia interregionale per il Po. I livelli lungo Bormida e Orba hanno poi cominciato a decrescere, ma "le previsioni meteo per le prossime 24 ore su tutto il territorio piemontese sono impegnative e se risultassero confermate determineranno ulteriori fenomeni di piena sui fiumi piemontesi".

Il Centro Funzionale piemontese ha emesso livelli di criticità superiori a '2' per la maggior parte del territorio. Per quanto riguarda l'asta principale del fiume Po, i fenomeni di piena in atto e gli apporti degli affluenti piemontesi previsti potrebbero portare nelle prossime 24/36 ore – presumibilmente a partire dalla notte tra domenica e lunedì – al formarsi di un'onda di piena che, afferma l'Aipo, potrà raggiungere agli idrometri piemontesi di Carignano, S.Sebastiano, Crescentino, Isola S.Antonio anche livelli di elevata criticità. In particolare, verrà seguito "con molta attenzione" il tratto del Po compreso tra la confluenza della Dora Riparia e la confluenza con il Tanaro e le zone di confluenza della Dora Baltea e del Sesia.

Aipo ha già attivato la sala Servizio di Piena centrale, a Parma, e tutte le sue strutture territoriali. Nicola Dell'Acqua, del Dipartimento nazionale della Protezione civile, ha coordinato questa mattina a Parma una riunione operativa per avviare l'attività dell'Unità di comando e controllo di bacino in vista della possibile piena sul Po.

ansa

1.500 sfollati tra Liguria e Piemonte

1.500 SFOLLATI TRA LIGURIA E PIEMONTE – Sono circa 1.500 gli sfollati in Liguria e Piemonte a causa del maltempo. Sono i dati raccolti dalla Protezione civile attraverso le Prefetture delle province interessate dall'emergenza. Il numero maggiore di evacuati resta quello della provincia di La Spezia, dove sono circa 1.300 persone, la maggior parte delle quali però sono state allontanate dalle proprie abitazioni la scorsa settimana.

IN 24 ORE 100 MM PIOGGIA, 320 NELL'ALESSANDRINO – Nelle ultime 24 ore è dell'Alessandrino, con 320 mm, il record di pioggia nelle ultime 24 in Piemonte, dove la media è stata di 100. Per il momento l'unica situazione critica per il maltempo si è avuta, tra la scorsa notte e la mattinata, nell'alessandrino. E ci sono alcuni elementi che inducono un cauto ottimismo: uno di questi è lo spostamento della perturbazione da est verso ovest, quindi da valle verso i monti, direzione che contribuisce a non rendere eccessiva la piena dei fiumi. L'altro fattore che potrebbe mitigare gli effetti rispetto ai timori della vigilia è la lunga siccità che ha preceduto le piogge, interrotta da poche precipitazioni che tuttavia hanno ammorbidito il terreno: i livelli dei corsi d'acqua erano molto più bassi rispetto alla media autunnale. Ed erano poco piene anche le dighe di montagna. E' questo il quadro fatto dai vertici della Protezione Civile al governatore del Piemonte Roberto Cota che oggi pomeriggio è stato a lungo nella sala operativa regionale, a Torino.

PIOGGIA E FORTE VENTO, STRADE ALLAGATE IN SARDEGNA – Come annunciato dalle previsioni, la pioggia battente è arrivata anche in Sardegna dove si registrano acquazzoni un po' ovunque, accompagnati dal forte vento di scirocco, che stanno creando disagi e soprattutto timore nelle zone colpite dalle alluvioni di tre anni fa, in Ogliastra, nel Sarrabus e a Capoterra, vicino a Cagliari, dove nell'ottobre del 2008 morirono quattro persone. Dal primo pomeriggio su Cagliari si è abbattuto un violento acquazzone. Piove ininterrottamente anche nelle altre province sarde e cominciano i primi interventi di Vigili del Fuoco e volontari della Protezione Civile per strade e scantinati allagati. Colpite in particolare Assemini e Villasor, nel Cagliaritano, dove sono a lavoro diverse squadre dei Vigili del Fuoco. La Protezione civile della Sardegna stamani aveva diramato un'allerta meteo per rischio idrogeologico nelle prossime 24-36 ore, invitando la popolazione a seguire alcune precauzioni al fine di evitare pericoli e danni: in particolare di non mettersi in viaggio sino al rientro dell'allarme. Si consiglia, inoltre, di trascorrere il fine settimana in casa o in luoghi protetti e di non stazionare in scantinati o seminterrati.

VALLE D'AOSTA: VERTICE PROTEZIONE CIVILE AD AOSTA – In vista di una intensificazione delle piogge nelle prossime ore nel settore sud-orientale della Valle d'Aosta, il presidente della Regione Augusto Rollandin ha riunito nel pomeriggio un vertice del sistema di protezione civile. "La situazione in atto – ha spiegato Rollandin – al momento, non porta a rilevare particolari criticità sul territorio valdostano. Informazioni corrette e coordinamento delle varie strutture operative sono alla base di un buon funzionamento del sistema di protezione e tutela del territorio e della popolazione". I corsi d'acqua – secondo quanto è emerso nella riunione – al momento presentano tutti i valori al di sotto dei livelli di attenzione, con innalzamenti minimi sulla Dora Baltea e innalzamenti più significativi sul torrente Lys, nella valle di Gressoney. Limitati i dissesti fino ad ora segnalati.

SUD FRANCIA, ALLERTA ESTESA A ZONE CONFINE ITALIA – Lo stato di allerta per il maltempo nel sud della Francia è stato esteso anche ai dipartimenti al confine con l'Italia, le Alpi Marittime, in cui si trova la Costa Azzurra, e le Alpi di Alta Provenza. Diventano così 16 i dipartimenti interessati dall'allarme, tutti quelli della fascia costiera sud-est del Paese, da Nizza a Narbonne, e alcuni dell'interno, dove spaventano in particolare le piene dei fiumi (Herault, Aveyron e Lozere). Allerta piena anche per il Rodano nella zona di Arles, nel cuore della Provenza, gonfiato dalle forti piogge che proseguiranno per tutto il weekend. Le autorità, secondo quanto riferiscono i media locali, non escluderebbero la possibilità di evacuare parte della popolazione dalle zone più a rischio.

Le intense precipitazioni sul Piemonte hanno provocato fenomeni di piena di elevata criticità sui fiumi Bormida, Orba, Scrivia e nell'area alessandrina nella zona di confluenza tra Bormida e Tanaro. Lo rileva l'ultimo aggiornamento dell'Aipo, l'Agenzia interregionale per il Po. I livelli lungo Bormida e Orba hanno poi cominciato a decrescere, ma "le previsioni meteo per le prossime 24 ore su tutto il territorio piemontese sono impegnative e se risultassero confermate determineranno ulteriori fenomeni di piena sui fiumi piemontesi".

Il Centro Funzionale piemontese ha emesso livelli di criticità superiori a '2' per la maggior parte del territorio. Per quanto riguarda l'asta principale del fiume Po, i fenomeni di piena in atto e gli apporti degli affluenti piemontesi previsti potrebbero portare nelle prossime 24/36 ore – presumibilmente a partire dalla notte tra domenica e lunedì – al formarsi di un'onda di piena che, afferma l'Aipo, potrà raggiungere agli idrometri piemontesi di Carignano, S.Sebastiano, Crescentino, Isola S.Antonio anche livelli di elevata criticità. In particolare, verrà seguito "con molta attenzione" il tratto del Po compreso tra la confluenza della Dora Riparia e la confluenza con il Tanaro e le zone di confluenza della Dora Baltea e del Sesia.

Aipo ha già attivato la sala Servizio di Piena centrale, a Parma, e tutte le sue strutture territoriali. Nicola Dell'Acqua, del Dipartimento nazionale della Protezione civile, ha coordinato questa mattina a Parma una riunione operativa per avviare l'attività dell'Unità di comando e controllo di bacino in vista della possibile piena sul Po.

ansa

1.500 sfollati tra Liguria e Piemonte

1.500 SFOLLATI TRA LIGURIA E PIEMONTE – Sono circa 1.500 gli sfollati in Liguria e Piemonte a causa del maltempo. Sono i dati raccolti dalla Protezione civile attraverso le Prefetture delle province interessate dall'emergenza. Il numero maggiore di evacuati resta quello della provincia di La Spezia, dove sono circa 1.300 persone, la maggior parte delle quali però sono state allontanate dalle proprie abitazioni la scorsa settimana.

IN 24 ORE 100 MM PIOGGIA, 320 NELL'ALESSANDRINO – Nelle ultime 24 ore è dell'Alessandrino, con 320 mm, il record di pioggia nelle ultime 24 in Piemonte, dove la media è stata di 100. Per il momento l'unica situazione critica per il maltempo si è avuta, tra la scorsa notte e la mattinata, nell'alessandrino. E ci sono alcuni elementi che inducono un cauto ottimismo: uno di questi è lo spostamento della perturbazione da est verso ovest, quindi da valle verso i monti, direzione che contribuisce a non rendere eccessiva la piena dei fiumi. L'altro fattore che potrebbe mitigare gli effetti rispetto ai timori della vigilia è la lunga siccità che ha preceduto le piogge, interrotta da poche precipitazioni che tuttavia hanno ammorbidito il terreno: i livelli dei corsi d'acqua erano molto più bassi rispetto alla media autunnale. Ed erano poco piene anche le dighe di montagna. E' questo il quadro fatto dai vertici della Protezione Civile al governatore del Piemonte Roberto Cota che oggi pomeriggio è stato a lungo nella sala operativa regionale, a Torino.

PIOGGIA E FORTE VENTO, STRADE ALLAGATE IN SARDEGNA – Come annunciato dalle previsioni, la pioggia battente è arrivata anche in Sardegna dove si registrano acquazzoni un po' ovunque, accompagnati dal forte vento di scirocco, che stanno creando disagi e soprattutto timore nelle zone colpite dalle alluvioni di tre anni fa, in Ogliastra, nel Sarrabus e a Capoterra, vicino a Cagliari, dove nell'ottobre del 2008 morirono quattro persone. Dal primo pomeriggio su Cagliari si è abbattuto un violento acquazzone. Piove ininterrottamente anche nelle altre province sarde e cominciano i primi interventi di Vigili del Fuoco e volontari della Protezione Civile per strade e scantinati allagati. Colpite in particolare Assemini e Villasor, nel Cagliaritano, dove sono a lavoro diverse squadre dei Vigili del Fuoco. La Protezione civile della Sardegna stamani aveva diramato un'allerta meteo per rischio idrogeologico nelle prossime 24-36 ore, invitando la popolazione a seguire alcune precauzioni al fine di evitare pericoli e danni: in particolare di non mettersi in viaggio sino al rientro dell'allarme. Si consiglia, inoltre, di trascorrere il fine settimana in casa o in luoghi protetti e di non stazionare in scantinati o seminterrati.

VALLE D'AOSTA: VERTICE PROTEZIONE CIVILE AD AOSTA – In vista di una intensificazione delle piogge nelle prossime ore nel settore sud-orientale della Valle d'Aosta, il presidente della Regione Augusto Rollandin ha riunito nel pomeriggio un vertice del sistema di protezione civile. "La situazione in atto – ha spiegato Rollandin – al momento, non porta a rilevare particolari criticità sul territorio valdostano. Informazioni corrette e coordinamento delle varie strutture operative sono alla base di un buon funzionamento del sistema di protezione e tutela del territorio e della popolazione". I corsi d'acqua – secondo quanto è emerso nella riunione – al momento presentano tutti i valori al di sotto dei livelli di attenzione, con innalzamenti minimi sulla Dora Baltea e innalzamenti più significativi sul torrente Lys, nella valle di Gressoney. Limitati i dissesti fino ad ora segnalati.

SUD FRANCIA, ALLERTA ESTESA A ZONE CONFINE ITALIA – Lo stato di allerta per il maltempo nel sud della Francia è stato esteso anche ai dipartimenti al confine con l'Italia, le Alpi Marittime, in cui si trova la Costa Azzurra, e le Alpi di Alta Provenza. Diventano così 16 i dipartimenti interessati dall'allarme, tutti quelli della fascia costiera sud-est del Paese, da Nizza a Narbonne, e alcuni dell'interno, dove spaventano in particolare le piene dei fiumi (Herault, Aveyron e Lozere). Allerta piena anche per il Rodano nella zona di Arles, nel cuore della Provenza, gonfiato dalle forti piogge che proseguiranno per tutto il weekend. Le autorità, secondo quanto riferiscono i media locali, non escluderebbero la possibilità di evacuare parte della popolazione dalle zone più a rischio.

Le intense precipitazioni sul Piemonte hanno provocato fenomeni di piena di elevata criticità sui fiumi Bormida, Orba, Scrivia e nell'area alessandrina nella zona di confluenza tra Bormida e Tanaro. Lo rileva l'ultimo aggiornamento dell'Aipo, l'Agenzia interregionale per il Po. I livelli lungo Bormida e Orba hanno poi cominciato a decrescere, ma "le previsioni meteo per le prossime 24 ore su tutto il territorio piemontese sono impegnative e se risultassero confermate determineranno ulteriori fenomeni di piena sui fiumi piemontesi".

Il Centro Funzionale piemontese ha emesso livelli di criticità superiori a '2' per la maggior parte del territorio. Per quanto riguarda l'asta principale del fiume Po, i fenomeni di piena in atto e gli apporti degli affluenti piemontesi previsti potrebbero portare nelle prossime 24/36 ore – presumibilmente a partire dalla notte tra domenica e lunedì – al formarsi di un'onda di piena che, afferma l'Aipo, potrà raggiungere agli idrometri piemontesi di Carignano, S.Sebastiano, Crescentino, Isola S.Antonio anche livelli di elevata criticità. In particolare, verrà seguito "con molta attenzione" il tratto del Po compreso tra la confluenza della Dora Riparia e la confluenza con il Tanaro e le zone di confluenza della Dora Baltea e del Sesia.

Aipo ha già attivato la sala Servizio di Piena centrale, a Parma, e tutte le sue strutture territoriali. Nicola Dell'Acqua, del Dipartimento nazionale della Protezione civile, ha coordinato questa mattina a Parma una riunione operativa per avviare l'attività dell'Unità di comando e controllo di bacino in vista della possibile piena sul Po.

ansa

Po salito di 4,5 metri in un giorno

Il livello idrometrico del fiume Po è già salito ancora di quasi 4,5 metri in un solo giorno per effetto delle intense precipitazioni che hanno accompagnato la nuova ondata di maltempo. E' quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti alle 19,00 di oggi al Ponte della Becca (Pavia). Lo stato del principale fiume italiano ''e' significativa delle difficolta' negli altri corsi d'acqua in una situazione in cui la situazione critica con danni nelle città e nelle campagne''.

ansa

Po salito di 4,5 metri in un giorno

Il livello idrometrico del fiume Po è già salito ancora di quasi 4,5 metri in un solo giorno per effetto delle intense precipitazioni che hanno accompagnato la nuova ondata di maltempo. E' quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti alle 19,00 di oggi al Ponte della Becca (Pavia). Lo stato del principale fiume italiano ''e' significativa delle difficolta' negli altri corsi d'acqua in una situazione in cui la situazione critica con danni nelle città e nelle campagne''.

ansa

Po salito di 4,5 metri in un giorno

Il livello idrometrico del fiume Po è già salito ancora di quasi 4,5 metri in un solo giorno per effetto delle intense precipitazioni che hanno accompagnato la nuova ondata di maltempo. E' quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti alle 19,00 di oggi al Ponte della Becca (Pavia). Lo stato del principale fiume italiano ''e' significativa delle difficolta' negli altri corsi d'acqua in una situazione in cui la situazione critica con danni nelle città e nelle campagne''.

ansa

Genova, rabbia contro sindaco: 'Vergogna' Procura indaga per disastro e omicidio

di Matteo Guidelli e Alessandro Galavotti

GENOVA – Dopo la rabbia, esplode la contestazione nella Genova alluvionata che piange sei morti. Per il sindaco Marta Vincenzi il sopralluogo in via Feraggiano, cuore della tragedia, scatena la protesta della gente: "vergogna, vai via, dimettiti", sono le urla che l'accompagnano. E mentre la Procura ha aperto un fascicolo per disastro e omicidio colposo plurimo, dal Colle arriva l'invito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "Cerchiamo di capire quali siano state le cause di questa tragedia". Genova si risveglia sotto un cielo di nuvole da cui continua a piovere a intermittenza. La città di prima mattina è deserta per il blocco del traffico deciso dall'amministrazione comunale. Per le strade si vedono solo i mezzi di soccorso, mentre in via Feraggiano le ruspe sono al lavoro sin dalle prime ore della mattina per spalare il fango e rimuovere le centinaia di auto accartocciate dall'alluvione.

"E' terribile – dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, da Roma – assistere impotenti alla tv al dramma di Genova che ha coinvolto così tante persone. Ma le parole servono a poco". Il premier ha assicurato che si farà tutto il possibile per "evitare che ciò che è successo non accada più in futuro". Dal cavaliere, però, è arrivata anche una stoccata. "E' evidente – sottolinea – che si è costruito laddove non si doveva costruire". Parole che scatenano l'ira del Pd. "Sono affermazioni senza vergogna – dice Ermete Realacci – le migliaia di case abusive sono il risultato dei due condoni che portano la sua firma". Nel capoluogo ligure, intanto, arriva il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, per un vertice operativo con il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, e il sindaco Vincenzi, che proclama il lutto cittadino per lunedì, quando resteranno ancora chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Al termine della riunione lo stato di allerta 2, il massimo grado, viene prorogato dalle 12 alle 18 di domani. Il maltempo non concede tregue: "Abbiamo dovuto alzare l'asticella a tutta la giornata di domani", spiega il prefetto Gabrielli, che si sofferma poi sulla polemica relativa all'apertura delle scuole. "Potevano essere tranquillamente chiuse, per ridurre gli spostamenti, ma bisogna decidere – afferma Gabrielli – se si vuole accettare o meno una sorta di patto sociale per evitare che in certe situazioni i sindaci possano essere poi crocifissi.

E' accaduto anche a Obama, che ha preso misure eccezionali per non ripetere quanto accaduto durante Katrina e poi è stato criticato". "E' difficile decidere – ammette anche Burlando – se chiudi le scuole magari ci si arrabbia, se non le chiudi idem. Il problema grande è la difficoltà a fare prevenzione, perché i finanziamenti e le procedure sono lente". "Capisco la rabbia, ma non si può dire che non abbiamo fatto niente", è la difesa del primo cittadino, che ricorda: "Abbiamo ripulito il Bisagno, abbiamo speso 6 milioni sul Fereggiano. Non abbiamo colpe, se non quella di non aver spiegato meglio cosa significa allerta 2". E mentre si continua a spalare fango in via Fereggiano arriva un nuovo allarme che innesca il fuggi-fuggi generale. Gira voce che abbia ceduto una 'diga' a monte del torrente, ma fortunatamente si rivelerà una notizia infondata. Non esiste nessuna diga e l'allarme rientra. Agli abitanti del quartiere si rivolge l'arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco: "Siate forti, il dolore è grande, ma ora è il momento di rimboccarsi le maniche".

Al presidente della Cei arriva anche la telefonata del Papa, per manifestargli "la sua personale vicinanza e la sua preghiera per le vittime". Ma non è solo Genova a preoccupare. Nel Levante alluvionato la scorsa settimana si teme per le frane, e nel Tigullio fa paura l'Entella che rischia di esondare. La più piovosa, però, é la provincia di Savona, dove in 36 ore sono caduti 250 millimetri di pioggia. E il mare forza nove tiene con il fiato sospeso. Disagi, al momento limitati, anche nell'Imperiese. Trema anche il Piemonte. Le incessanti piogge che da 24 ore stanno interessando la Regione, oltre che provocare allagamenti e a costringere vigili del fuoco a evacuare diverse abitazioni, fa salire il rischio piena per il Po. Se le previsioni verranno confermate, l'ondata è prevista nella notte tra domenica e lunedì, nel tratto della Valle del Tanaro e raggiungerà i livelli massimi storici sul Po casalese. Gli sfollati, tra le due Regioni, sono circa 1.500. Non resta dunque che aspettare e sperare che la perturbazione passi senza creare altri danni.

ansa

Genova, rabbia contro sindaco: 'Vergogna' Procura indaga per disastro e omicidio

di Matteo Guidelli e Alessandro Galavotti

GENOVA – Dopo la rabbia, esplode la contestazione nella Genova alluvionata che piange sei morti. Per il sindaco Marta Vincenzi il sopralluogo in via Feraggiano, cuore della tragedia, scatena la protesta della gente: "vergogna, vai via, dimettiti", sono le urla che l'accompagnano. E mentre la Procura ha aperto un fascicolo per disastro e omicidio colposo plurimo, dal Colle arriva l'invito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "Cerchiamo di capire quali siano state le cause di questa tragedia". Genova si risveglia sotto un cielo di nuvole da cui continua a piovere a intermittenza. La città di prima mattina è deserta per il blocco del traffico deciso dall'amministrazione comunale. Per le strade si vedono solo i mezzi di soccorso, mentre in via Feraggiano le ruspe sono al lavoro sin dalle prime ore della mattina per spalare il fango e rimuovere le centinaia di auto accartocciate dall'alluvione.

"E' terribile – dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, da Roma – assistere impotenti alla tv al dramma di Genova che ha coinvolto così tante persone. Ma le parole servono a poco". Il premier ha assicurato che si farà tutto il possibile per "evitare che ciò che è successo non accada più in futuro". Dal cavaliere, però, è arrivata anche una stoccata. "E' evidente – sottolinea – che si è costruito laddove non si doveva costruire". Parole che scatenano l'ira del Pd. "Sono affermazioni senza vergogna – dice Ermete Realacci – le migliaia di case abusive sono il risultato dei due condoni che portano la sua firma". Nel capoluogo ligure, intanto, arriva il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, per un vertice operativo con il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, e il sindaco Vincenzi, che proclama il lutto cittadino per lunedì, quando resteranno ancora chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Al termine della riunione lo stato di allerta 2, il massimo grado, viene prorogato dalle 12 alle 18 di domani. Il maltempo non concede tregue: "Abbiamo dovuto alzare l'asticella a tutta la giornata di domani", spiega il prefetto Gabrielli, che si sofferma poi sulla polemica relativa all'apertura delle scuole. "Potevano essere tranquillamente chiuse, per ridurre gli spostamenti, ma bisogna decidere – afferma Gabrielli – se si vuole accettare o meno una sorta di patto sociale per evitare che in certe situazioni i sindaci possano essere poi crocifissi.

E' accaduto anche a Obama, che ha preso misure eccezionali per non ripetere quanto accaduto durante Katrina e poi è stato criticato". "E' difficile decidere – ammette anche Burlando – se chiudi le scuole magari ci si arrabbia, se non le chiudi idem. Il problema grande è la difficoltà a fare prevenzione, perché i finanziamenti e le procedure sono lente". "Capisco la rabbia, ma non si può dire che non abbiamo fatto niente", è la difesa del primo cittadino, che ricorda: "Abbiamo ripulito il Bisagno, abbiamo speso 6 milioni sul Fereggiano. Non abbiamo colpe, se non quella di non aver spiegato meglio cosa significa allerta 2". E mentre si continua a spalare fango in via Fereggiano arriva un nuovo allarme che innesca il fuggi-fuggi generale. Gira voce che abbia ceduto una 'diga' a monte del torrente, ma fortunatamente si rivelerà una notizia infondata. Non esiste nessuna diga e l'allarme rientra. Agli abitanti del quartiere si rivolge l'arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco: "Siate forti, il dolore è grande, ma ora è il momento di rimboccarsi le maniche".

Al presidente della Cei arriva anche la telefonata del Papa, per manifestargli "la sua personale vicinanza e la sua preghiera per le vittime". Ma non è solo Genova a preoccupare. Nel Levante alluvionato la scorsa settimana si teme per le frane, e nel Tigullio fa paura l'Entella che rischia di esondare. La più piovosa, però, é la provincia di Savona, dove in 36 ore sono caduti 250 millimetri di pioggia. E il mare forza nove tiene con il fiato sospeso. Disagi, al momento limitati, anche nell'Imperiese. Trema anche il Piemonte. Le incessanti piogge che da 24 ore stanno interessando la Regione, oltre che provocare allagamenti e a costringere vigili del fuoco a evacuare diverse abitazioni, fa salire il rischio piena per il Po. Se le previsioni verranno confermate, l'ondata è prevista nella notte tra domenica e lunedì, nel tratto della Valle del Tanaro e raggiungerà i livelli massimi storici sul Po casalese. Gli sfollati, tra le due Regioni, sono circa 1.500. Non resta dunque che aspettare e sperare che la perturbazione passi senza creare altri danni.

ansa

Genova, rabbia contro sindaco: 'Vergogna' Procura indaga per disastro e omicidio

di Matteo Guidelli e Alessandro Galavotti

GENOVA – Dopo la rabbia, esplode la contestazione nella Genova alluvionata che piange sei morti. Per il sindaco Marta Vincenzi il sopralluogo in via Feraggiano, cuore della tragedia, scatena la protesta della gente: "vergogna, vai via, dimettiti", sono le urla che l'accompagnano. E mentre la Procura ha aperto un fascicolo per disastro e omicidio colposo plurimo, dal Colle arriva l'invito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "Cerchiamo di capire quali siano state le cause di questa tragedia". Genova si risveglia sotto un cielo di nuvole da cui continua a piovere a intermittenza. La città di prima mattina è deserta per il blocco del traffico deciso dall'amministrazione comunale. Per le strade si vedono solo i mezzi di soccorso, mentre in via Feraggiano le ruspe sono al lavoro sin dalle prime ore della mattina per spalare il fango e rimuovere le centinaia di auto accartocciate dall'alluvione.

"E' terribile – dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, da Roma – assistere impotenti alla tv al dramma di Genova che ha coinvolto così tante persone. Ma le parole servono a poco". Il premier ha assicurato che si farà tutto il possibile per "evitare che ciò che è successo non accada più in futuro". Dal cavaliere, però, è arrivata anche una stoccata. "E' evidente – sottolinea – che si è costruito laddove non si doveva costruire". Parole che scatenano l'ira del Pd. "Sono affermazioni senza vergogna – dice Ermete Realacci – le migliaia di case abusive sono il risultato dei due condoni che portano la sua firma". Nel capoluogo ligure, intanto, arriva il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, per un vertice operativo con il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, e il sindaco Vincenzi, che proclama il lutto cittadino per lunedì, quando resteranno ancora chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Al termine della riunione lo stato di allerta 2, il massimo grado, viene prorogato dalle 12 alle 18 di domani. Il maltempo non concede tregue: "Abbiamo dovuto alzare l'asticella a tutta la giornata di domani", spiega il prefetto Gabrielli, che si sofferma poi sulla polemica relativa all'apertura delle scuole. "Potevano essere tranquillamente chiuse, per ridurre gli spostamenti, ma bisogna decidere – afferma Gabrielli – se si vuole accettare o meno una sorta di patto sociale per evitare che in certe situazioni i sindaci possano essere poi crocifissi.

E' accaduto anche a Obama, che ha preso misure eccezionali per non ripetere quanto accaduto durante Katrina e poi è stato criticato". "E' difficile decidere – ammette anche Burlando – se chiudi le scuole magari ci si arrabbia, se non le chiudi idem. Il problema grande è la difficoltà a fare prevenzione, perché i finanziamenti e le procedure sono lente". "Capisco la rabbia, ma non si può dire che non abbiamo fatto niente", è la difesa del primo cittadino, che ricorda: "Abbiamo ripulito il Bisagno, abbiamo speso 6 milioni sul Fereggiano. Non abbiamo colpe, se non quella di non aver spiegato meglio cosa significa allerta 2". E mentre si continua a spalare fango in via Fereggiano arriva un nuovo allarme che innesca il fuggi-fuggi generale. Gira voce che abbia ceduto una 'diga' a monte del torrente, ma fortunatamente si rivelerà una notizia infondata. Non esiste nessuna diga e l'allarme rientra. Agli abitanti del quartiere si rivolge l'arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco: "Siate forti, il dolore è grande, ma ora è il momento di rimboccarsi le maniche".

Al presidente della Cei arriva anche la telefonata del Papa, per manifestargli "la sua personale vicinanza e la sua preghiera per le vittime". Ma non è solo Genova a preoccupare. Nel Levante alluvionato la scorsa settimana si teme per le frane, e nel Tigullio fa paura l'Entella che rischia di esondare. La più piovosa, però, é la provincia di Savona, dove in 36 ore sono caduti 250 millimetri di pioggia. E il mare forza nove tiene con il fiato sospeso. Disagi, al momento limitati, anche nell'Imperiese. Trema anche il Piemonte. Le incessanti piogge che da 24 ore stanno interessando la Regione, oltre che provocare allagamenti e a costringere vigili del fuoco a evacuare diverse abitazioni, fa salire il rischio piena per il Po. Se le previsioni verranno confermate, l'ondata è prevista nella notte tra domenica e lunedì, nel tratto della Valle del Tanaro e raggiungerà i livelli massimi storici sul Po casalese. Gli sfollati, tra le due Regioni, sono circa 1.500. Non resta dunque che aspettare e sperare che la perturbazione passi senza creare altri danni.

ansa

Agguato in Curia, al vaglio 6 sospettati

ANSA) – FIRENZE, 5 NOV – Sei persone il cui aspetto corrisponde alla descrizione del responsabile dell'agguato alla Curia di Firenze in cui e' rimasto ferito il segretario di mons.Betori, sono state condotte in questura, e sottoposte alla prova dello stub. Uno di loro e' stato preso con una pistola, poi rivelatasi una scacciacani. Gli investigatori cercano un uomo sui 65-70 anni, con la barba incolta e un cappello di lana, forse un clochard. Pare fosse pronto a sparare un secondo colpo, forse contro lo stesso Betori.

Agguato in Curia, al vaglio 6 sospettati

ANSA) – FIRENZE, 5 NOV – Sei persone il cui aspetto corrisponde alla descrizione del responsabile dell'agguato alla Curia di Firenze in cui e' rimasto ferito il segretario di mons.Betori, sono state condotte in questura, e sottoposte alla prova dello stub. Uno di loro e' stato preso con una pistola, poi rivelatasi una scacciacani. Gli investigatori cercano un uomo sui 65-70 anni, con la barba incolta e un cappello di lana, forse un clochard. Pare fosse pronto a sparare un secondo colpo, forse contro lo stesso Betori.

Agguato in Curia, al vaglio 6 sospettati

ANSA) – FIRENZE, 5 NOV – Sei persone il cui aspetto corrisponde alla descrizione del responsabile dell'agguato alla Curia di Firenze in cui e' rimasto ferito il segretario di mons.Betori, sono state condotte in questura, e sottoposte alla prova dello stub. Uno di loro e' stato preso con una pistola, poi rivelatasi una scacciacani. Gli investigatori cercano un uomo sui 65-70 anni, con la barba incolta e un cappello di lana, forse un clochard. Pare fosse pronto a sparare un secondo colpo, forse contro lo stesso Betori.

Tragedia a Genova: 6 morti, anche 2 bimbe Nubifragio devasta la citta', un disperso

di Alessandro Galavotti

GENOVA – Trecento millimetri in poco più di 12 ore, dalla mezzanotte alle 13 di oggi, un terzo della pioggia che in media cade sulla città in un anno. E' un autentico tsunami quello che si è abbattuto su Genova. Un 'monsone tropicale', con tanto di tuoni, fulmini e raffiche di vento che ha fatto tracimare fiumi e torrenti e ha trasformato in un fiume d'acqua e di fango le strade del capoluogo della Liguria, colpita per la seconda volta dalla natura a soli dieci giorni dall'alluvione che ha messo in ginocchio il Levante. I morti accertati al momento sono sei, tra cui due bambine, rispettivamente di appena uno e otto anni, e una ragazza di 19.

TRACIMA IL FERAGGIANO, TORRENTE SEMINA MORTE TRA CASE MARASSI A differenza di quarant'anni fa, questa volta ad uccidere non è stato il Bisagno, ma un suo affluente, il Feraggiano. Alle ore 12 un volontario appostato sul suo argine, segnala che è tutto in regola. Il suo livello è "giallo basso", che nel linguaggio della protezione civile vuol dire che non è necessario evacuare la zona. Diciassette minuti dopo è un inferno d'acqua: "ciò che è accaduto in un quarto d'ora tra le 12 e le 12.17 è il risultato di una pioggia intensa monsonica – spiega il sindaco di Genova, Marta Vincenzi – uno tsunami che nel giro di 17 minuti ha fatto esondare un muro d'acqua".

ANDRONE VIA FERAGGIANO SI TRASFORMA IN UNA TOMBA Sono passate da poco le 13 in via Feraggiano, a Genova, quando l'androne del civico 2/b si trasforma in una trappola mortale. La donna albanese Shpresa Djala, madre di Janissa Diann, di 1 anno, e Gioia, di 8 anni, è all'angolo della strada, ma piove troppo. Con le figlie cerca rifugio in quell'androne. Muoiono tutte. Insieme a loro altre due donne: Angela Chiaramonte, 40 anni, che viveva nel condominio, e Evelina Pietranera, 50 anni, edicolante che vendeva riviste e giornali poco più in là.

MORTA PER ANDARE A PRENDERE IL FRATELLO A SCUOLA Fuori da quell'androne una ragazza di 19 anni, Maria Costa, detta Serena, più o meno nello stesso momento ha trovato la morte in strada. Era uscita di casa per andare a prendere il fratello di 14 anni a scuola. I due sono stati travolti dall'onda di piena a bordo del loro motorino. Il ragazzo si è salvato, lei no.

GIALLO SETTIMA VITTIMA, DATO PER MORTO SI SCOPRE CHE E' VIVO Nel bilancio ufficiale dell'alluvione genovese per alcune ore è risultato anche un giovane di 21 anni, S.C.. Attorno sua morte, però, il mistero: le forze dell'ordine non erano in grado di affermare con certezza se il decesso fosse stato causato dal maltempo o meno. Poi dopo alcune ore, grazie a una segnalazione alla Questura del quotidiano Corriere Mercantile, la buona notizia: il giovane è a casa, indaffarato a rispondere su Facebook agli amici preoccupati per lui. La settima salma segnalata all'obitorio dell'ospedale San Martino è risultata essere di una persona deceduta indipendentemente dall'alluvione.

ALLERTA CONTINUA, LEVANTE IN ANSIA, DOMANI AUTO VIETATE A GENOVA La pioggia che cade a intermittenza non darà tregua ancora per diverse ore. L'allerta meteo cesserà soltanto alle ore 12 di domenica. Il comune ha vietato, dalle 6 di domani mattina e fino a cessate esigenze, la circolazione delle auto private. Nel Levante alluvionato la scorsa settimana si attende con paura un nuovo peggioramento delle condizioni meteo.

GENOA-INTER NON SI GIOCA Rinviata la partita di serie A tra Genova e Inter che si sarebbe dovuta disputare alle 12.30 di domenica nello stadio Luigi Ferraris, anche quello allagato.

DOMANI SCUOLE CHIUSE, E' POLEMICA SU MANCATA CHIUSURA DI OGGI E' polemica per la mancata chiusura odierna delle scuole. Il Pdl ha esplicitamente attaccato il sindaco, Marta Vincenzi. "Con le scuole chiuse – sostiene il partito – la tragedia si poteva evitare". "Polemica inutile", ha replicato il sindaco.

INGENTI I DANNI, PRIMA STIMA PARLA DI 300 MILIONI EURO E' ancora presto per quantificare con esattezza i danni provocati dall'alluvione, che ha allagato condomini, spazzato via attività commerciali e danneggiato seriamente molte infrastrutture, tra cui la stazione ferroviaria di Genova Brignole. L'aeroporto Cristoforo Colombo è rimasto aperto, ma cinque voli sono stati dirottati su altri scali. Evacuate oltre 120 persone. Nell'area del Bisagno le case sono rimaste senza acqua, luce e gas.

GOVERNO PREPARA DECRETO, GABRIELLI SARA' COMMISSARIO Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi firmerà nelle prossime ore il decreto per la dichiarazione "dell'eccezionale rischio di compromissione degli interessi primari" in conseguenza del maltempo che sta interessando il Nord Ovest del Paese. Il capo della protezione civile Franco Gabrielli sarà commissario delegato.

APPELLO CARD. BAGNASCO, CI SI MOBILITI PER AIUTARE "Sono stato anch'io testimone della violenza e delle conseguenze devastanti del nubifragio di oggi a Genova" e "mi auguro che si accresca la mobilitazione di ogni persona di buona volontà per alleviare le difficoltà più urgenti di queste ore". Lo afferma l'arcivescovo di Genova card. Angelo Bagnasco, esprimendo la sua "vicinanza" alle persone colpite e la sua preghiera per le vittime. "I parroci con le loro comunità sin da ora si rendono disponibili per affrontare i problemi più impellenti", aggiunge Bagnasco.

ansa

Tragedia a Genova: 6 morti, anche 2 bimbe Nubifragio devasta la citta', un disperso

di Alessandro Galavotti

GENOVA – Trecento millimetri in poco più di 12 ore, dalla mezzanotte alle 13 di oggi, un terzo della pioggia che in media cade sulla città in un anno. E' un autentico tsunami quello che si è abbattuto su Genova. Un 'monsone tropicale', con tanto di tuoni, fulmini e raffiche di vento che ha fatto tracimare fiumi e torrenti e ha trasformato in un fiume d'acqua e di fango le strade del capoluogo della Liguria, colpita per la seconda volta dalla natura a soli dieci giorni dall'alluvione che ha messo in ginocchio il Levante. I morti accertati al momento sono sei, tra cui due bambine, rispettivamente di appena uno e otto anni, e una ragazza di 19.

TRACIMA IL FERAGGIANO, TORRENTE SEMINA MORTE TRA CASE MARASSI A differenza di quarant'anni fa, questa volta ad uccidere non è stato il Bisagno, ma un suo affluente, il Feraggiano. Alle ore 12 un volontario appostato sul suo argine, segnala che è tutto in regola. Il suo livello è "giallo basso", che nel linguaggio della protezione civile vuol dire che non è necessario evacuare la zona. Diciassette minuti dopo è un inferno d'acqua: "ciò che è accaduto in un quarto d'ora tra le 12 e le 12.17 è il risultato di una pioggia intensa monsonica – spiega il sindaco di Genova, Marta Vincenzi – uno tsunami che nel giro di 17 minuti ha fatto esondare un muro d'acqua".

ANDRONE VIA FERAGGIANO SI TRASFORMA IN UNA TOMBA Sono passate da poco le 13 in via Feraggiano, a Genova, quando l'androne del civico 2/b si trasforma in una trappola mortale. La donna albanese Shpresa Djala, madre di Janissa Diann, di 1 anno, e Gioia, di 8 anni, è all'angolo della strada, ma piove troppo. Con le figlie cerca rifugio in quell'androne. Muoiono tutte. Insieme a loro altre due donne: Angela Chiaramonte, 40 anni, che viveva nel condominio, e Evelina Pietranera, 50 anni, edicolante che vendeva riviste e giornali poco più in là.

MORTA PER ANDARE A PRENDERE IL FRATELLO A SCUOLA Fuori da quell'androne una ragazza di 19 anni, Maria Costa, detta Serena, più o meno nello stesso momento ha trovato la morte in strada. Era uscita di casa per andare a prendere il fratello di 14 anni a scuola. I due sono stati travolti dall'onda di piena a bordo del loro motorino. Il ragazzo si è salvato, lei no.

GIALLO SETTIMA VITTIMA, DATO PER MORTO SI SCOPRE CHE E' VIVO Nel bilancio ufficiale dell'alluvione genovese per alcune ore è risultato anche un giovane di 21 anni, S.C.. Attorno sua morte, però, il mistero: le forze dell'ordine non erano in grado di affermare con certezza se il decesso fosse stato causato dal maltempo o meno. Poi dopo alcune ore, grazie a una segnalazione alla Questura del quotidiano Corriere Mercantile, la buona notizia: il giovane è a casa, indaffarato a rispondere su Facebook agli amici preoccupati per lui. La settima salma segnalata all'obitorio dell'ospedale San Martino è risultata essere di una persona deceduta indipendentemente dall'alluvione.

ALLERTA CONTINUA, LEVANTE IN ANSIA, DOMANI AUTO VIETATE A GENOVA La pioggia che cade a intermittenza non darà tregua ancora per diverse ore. L'allerta meteo cesserà soltanto alle ore 12 di domenica. Il comune ha vietato, dalle 6 di domani mattina e fino a cessate esigenze, la circolazione delle auto private. Nel Levante alluvionato la scorsa settimana si attende con paura un nuovo peggioramento delle condizioni meteo.

GENOA-INTER NON SI GIOCA Rinviata la partita di serie A tra Genova e Inter che si sarebbe dovuta disputare alle 12.30 di domenica nello stadio Luigi Ferraris, anche quello allagato.

DOMANI SCUOLE CHIUSE, E' POLEMICA SU MANCATA CHIUSURA DI OGGI E' polemica per la mancata chiusura odierna delle scuole. Il Pdl ha esplicitamente attaccato il sindaco, Marta Vincenzi. "Con le scuole chiuse – sostiene il partito – la tragedia si poteva evitare". "Polemica inutile", ha replicato il sindaco.

INGENTI I DANNI, PRIMA STIMA PARLA DI 300 MILIONI EURO E' ancora presto per quantificare con esattezza i danni provocati dall'alluvione, che ha allagato condomini, spazzato via attività commerciali e danneggiato seriamente molte infrastrutture, tra cui la stazione ferroviaria di Genova Brignole. L'aeroporto Cristoforo Colombo è rimasto aperto, ma cinque voli sono stati dirottati su altri scali. Evacuate oltre 120 persone. Nell'area del Bisagno le case sono rimaste senza acqua, luce e gas.

GOVERNO PREPARA DECRETO, GABRIELLI SARA' COMMISSARIO Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi firmerà nelle prossime ore il decreto per la dichiarazione "dell'eccezionale rischio di compromissione degli interessi primari" in conseguenza del maltempo che sta interessando il Nord Ovest del Paese. Il capo della protezione civile Franco Gabrielli sarà commissario delegato.

APPELLO CARD. BAGNASCO, CI SI MOBILITI PER AIUTARE "Sono stato anch'io testimone della violenza e delle conseguenze devastanti del nubifragio di oggi a Genova" e "mi auguro che si accresca la mobilitazione di ogni persona di buona volontà per alleviare le difficoltà più urgenti di queste ore". Lo afferma l'arcivescovo di Genova card. Angelo Bagnasco, esprimendo la sua "vicinanza" alle persone colpite e la sua preghiera per le vittime. "I parroci con le loro comunità sin da ora si rendono disponibili per affrontare i problemi più impellenti", aggiunge Bagnasco.

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Tragedia a Genova: 6 morti, anche 2 bimbe Nubifragio devasta la citta', un disperso

di Alessandro Galavotti

GENOVA – Trecento millimetri in poco più di 12 ore, dalla mezzanotte alle 13 di oggi, un terzo della pioggia che in media cade sulla città in un anno. E' un autentico tsunami quello che si è abbattuto su Genova. Un 'monsone tropicale', con tanto di tuoni, fulmini e raffiche di vento che ha fatto tracimare fiumi e torrenti e ha trasformato in un fiume d'acqua e di fango le strade del capoluogo della Liguria, colpita per la seconda volta dalla natura a soli dieci giorni dall'alluvione che ha messo in ginocchio il Levante. I morti accertati al momento sono sei, tra cui due bambine, rispettivamente di appena uno e otto anni, e una ragazza di 19.

TRACIMA IL FERAGGIANO, TORRENTE SEMINA MORTE TRA CASE MARASSI A differenza di quarant'anni fa, questa volta ad uccidere non è stato il Bisagno, ma un suo affluente, il Feraggiano. Alle ore 12 un volontario appostato sul suo argine, segnala che è tutto in regola. Il suo livello è "giallo basso", che nel linguaggio della protezione civile vuol dire che non è necessario evacuare la zona. Diciassette minuti dopo è un inferno d'acqua: "ciò che è accaduto in un quarto d'ora tra le 12 e le 12.17 è il risultato di una pioggia intensa monsonica – spiega il sindaco di Genova, Marta Vincenzi – uno tsunami che nel giro di 17 minuti ha fatto esondare un muro d'acqua".

ANDRONE VIA FERAGGIANO SI TRASFORMA IN UNA TOMBA Sono passate da poco le 13 in via Feraggiano, a Genova, quando l'androne del civico 2/b si trasforma in una trappola mortale. La donna albanese Shpresa Djala, madre di Janissa Diann, di 1 anno, e Gioia, di 8 anni, è all'angolo della strada, ma piove troppo. Con le figlie cerca rifugio in quell'androne. Muoiono tutte. Insieme a loro altre due donne: Angela Chiaramonte, 40 anni, che viveva nel condominio, e Evelina Pietranera, 50 anni, edicolante che vendeva riviste e giornali poco più in là.

MORTA PER ANDARE A PRENDERE IL FRATELLO A SCUOLA Fuori da quell'androne una ragazza di 19 anni, Maria Costa, detta Serena, più o meno nello stesso momento ha trovato la morte in strada. Era uscita di casa per andare a prendere il fratello di 14 anni a scuola. I due sono stati travolti dall'onda di piena a bordo del loro motorino. Il ragazzo si è salvato, lei no.

GIALLO SETTIMA VITTIMA, DATO PER MORTO SI SCOPRE CHE E' VIVO Nel bilancio ufficiale dell'alluvione genovese per alcune ore è risultato anche un giovane di 21 anni, S.C.. Attorno sua morte, però, il mistero: le forze dell'ordine non erano in grado di affermare con certezza se il decesso fosse stato causato dal maltempo o meno. Poi dopo alcune ore, grazie a una segnalazione alla Questura del quotidiano Corriere Mercantile, la buona notizia: il giovane è a casa, indaffarato a rispondere su Facebook agli amici preoccupati per lui. La settima salma segnalata all'obitorio dell'ospedale San Martino è risultata essere di una persona deceduta indipendentemente dall'alluvione.

ALLERTA CONTINUA, LEVANTE IN ANSIA, DOMANI AUTO VIETATE A GENOVA La pioggia che cade a intermittenza non darà tregua ancora per diverse ore. L'allerta meteo cesserà soltanto alle ore 12 di domenica. Il comune ha vietato, dalle 6 di domani mattina e fino a cessate esigenze, la circolazione delle auto private. Nel Levante alluvionato la scorsa settimana si attende con paura un nuovo peggioramento delle condizioni meteo.

GENOA-INTER NON SI GIOCA Rinviata la partita di serie A tra Genova e Inter che si sarebbe dovuta disputare alle 12.30 di domenica nello stadio Luigi Ferraris, anche quello allagato.

DOMANI SCUOLE CHIUSE, E' POLEMICA SU MANCATA CHIUSURA DI OGGI E' polemica per la mancata chiusura odierna delle scuole. Il Pdl ha esplicitamente attaccato il sindaco, Marta Vincenzi. "Con le scuole chiuse – sostiene il partito – la tragedia si poteva evitare". "Polemica inutile", ha replicato il sindaco.

INGENTI I DANNI, PRIMA STIMA PARLA DI 300 MILIONI EURO E' ancora presto per quantificare con esattezza i danni provocati dall'alluvione, che ha allagato condomini, spazzato via attività commerciali e danneggiato seriamente molte infrastrutture, tra cui la stazione ferroviaria di Genova Brignole. L'aeroporto Cristoforo Colombo è rimasto aperto, ma cinque voli sono stati dirottati su altri scali. Evacuate oltre 120 persone. Nell'area del Bisagno le case sono rimaste senza acqua, luce e gas.

GOVERNO PREPARA DECRETO, GABRIELLI SARA' COMMISSARIO Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi firmerà nelle prossime ore il decreto per la dichiarazione "dell'eccezionale rischio di compromissione degli interessi primari" in conseguenza del maltempo che sta interessando il Nord Ovest del Paese. Il capo della protezione civile Franco Gabrielli sarà commissario delegato.

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ansa

Altri 14 indagati a Parma, assessori o ex. Ipotesi abuso d'ufficio per riconversione edificio storico

(ANSA) -PARMA, 30 SET – Altre 14 persone, tra cui 11 tra assessori e ex assessori della Giunta del dimissionario sindaco Pietro Vignali, sono state iscritte a Parma nel registro degli indagati, dopo la bufera tangenti che ha portato nei giorni scorsi all'arresto di un assessore. L'indagine, che non ha nulla a che fare con le due precedenti che hanno portato a 15 arresti, e' legata alla ristrutturazione dell'Ospedale vecchio, un antico edificio che il Comune avrebbe voluto riconvertire in residence e negozi.

Altri 14 indagati a Parma, assessori o ex. Ipotesi abuso d'ufficio per riconversione edificio storico

(ANSA) -PARMA, 30 SET – Altre 14 persone, tra cui 11 tra assessori e ex assessori della Giunta del dimissionario sindaco Pietro Vignali, sono state iscritte a Parma nel registro degli indagati, dopo la bufera tangenti che ha portato nei giorni scorsi all'arresto di un assessore. L'indagine, che non ha nulla a che fare con le due precedenti che hanno portato a 15 arresti, e' legata alla ristrutturazione dell'Ospedale vecchio, un antico edificio che il Comune avrebbe voluto riconvertire in residence e negozi.

Caserta: falso dentista, vero operatore turistico. Alt dalla Gdf

Un falso dentista è stato sorpreso dagli uomini della Guardia di Finanza di Caserta mentre applicava la dentiera a una ignara cliente. Lo studio e le attrezzature sono state sequestrate, e il finto medico, un uomo di 39 anni, è stato denunciato all'autorità giudiziaria di Santa Maria Capua Vetere dove, per così dire, "esercitava".Il particolare curioso è che il sedicente professionista aveva una doppia personalità dal punto di vista fiscale: mentre i suoi pazienti lo credevano odontotecnico, al fisco risultavata essere, invece, un assistente turistico. In realtà organizzava viaggi all'estero, principalmente in Olanda, dove nel giro di tre giorni, venivano consegnate ai suoi clienti dentiere complete.Durante il controllo, inoltre, le Fiamme Gialle hanno identificato un lavoratore in nero intento a effettuare riparazioni alle protesi dentarie.

tmnews

Caserta: falso dentista, vero operatore turistico. Alt dalla Gdf

Un falso dentista è stato sorpreso dagli uomini della Guardia di Finanza di Caserta mentre applicava la dentiera a una ignara cliente. Lo studio e le attrezzature sono state sequestrate, e il finto medico, un uomo di 39 anni, è stato denunciato all'autorità giudiziaria di Santa Maria Capua Vetere dove, per così dire, "esercitava".Il particolare curioso è che il sedicente professionista aveva una doppia personalità dal punto di vista fiscale: mentre i suoi pazienti lo credevano odontotecnico, al fisco risultavata essere, invece, un assistente turistico. In realtà organizzava viaggi all'estero, principalmente in Olanda, dove nel giro di tre giorni, venivano consegnate ai suoi clienti dentiere complete.Durante il controllo, inoltre, le Fiamme Gialle hanno identificato un lavoratore in nero intento a effettuare riparazioni alle protesi dentarie.

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Napoli, scoperta piantagione industriale di marijuana

Una piantagione industriale di marijuana – con tanto di sofisticato sistema di irrigazione automatico – è stata scoperta e sequestrata dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza in località San Marco, comune di Marano di Napoli.La piantagione si estende per circa 3.000 metri quadrati – 150 piante di notevoli dimensioni tra i 2 e 5 metri mimetizzate tra la fitta vegetazione – e ha un capacità produttiva di circa 63 chili di stupefacente.Dopo una mirata attività di intelligence i finanzieri, grazie anche a un elicottero che ha sorvolato la zona, sono intervenuti nel terreno dove hanno trovato un uomo di 55 anni – poi arrestato – intento alla cura delle piante.Nel corso dei successivi accertamenti è stato individuato anche il luogo di essiccazione delle piante: una cantina in uso al coltivatore dove sono stati sequestrati altri 3 chili di marijuana – pronta per essere immessa sul mercato – e circa 10.000 semi di canapa indiana che avrebbero fruttato almeno 700mila euro.

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Napoli, scoperta piantagione industriale di marijuana

Una piantagione industriale di marijuana – con tanto di sofisticato sistema di irrigazione automatico – è stata scoperta e sequestrata dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza in località San Marco, comune di Marano di Napoli.La piantagione si estende per circa 3.000 metri quadrati – 150 piante di notevoli dimensioni tra i 2 e 5 metri mimetizzate tra la fitta vegetazione – e ha un capacità produttiva di circa 63 chili di stupefacente.Dopo una mirata attività di intelligence i finanzieri, grazie anche a un elicottero che ha sorvolato la zona, sono intervenuti nel terreno dove hanno trovato un uomo di 55 anni – poi arrestato – intento alla cura delle piante.Nel corso dei successivi accertamenti è stato individuato anche il luogo di essiccazione delle piante: una cantina in uso al coltivatore dove sono stati sequestrati altri 3 chili di marijuana – pronta per essere immessa sul mercato – e circa 10.000 semi di canapa indiana che avrebbero fruttato almeno 700mila euro.

tmnews

Ruby/ Lunedì doppia udienza, il premier e Fede Minetti Mora

Milano, 30 set. (TMNews) – Lunedì prossimo al palazzo di giustizia di Milano il caso Ruby raddoppia. Nella stessa giornata infatti sono in programma due udienze: quella del processo a Silvio Berlusconi imputato di concussione e prostituzione minorile e quella del procedimento in cui il gup Maria Grazia Domanico dovrà decidere se rinviare o meno a giudizio Emilio Fede, Lele Mora, Nicole Minetti per induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile. Silvio Berlusconi, preannunciano i suoi legali, non sarà presente in aula. Al processo per il caso Ruby il premier non è mai venuto. L'udienza ha in programma l'illustrazione dei temi di prova e i difensori Niccolò Ghedini e Piero Longo torneranno alla carica con la tesi dell'inutilizzabilità delle intercettazioni perchè sarebbero state violate le prerogative del parlamentare Berlusconi.

E' molto probabile però che i legali del premieri presentino ai giudici della quarta sezione penale la richiesta di sospendere il processo fino a quando la Corte Costituzionale non deciderà, presumibilmente la prossima primavera, sul conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato sollevato dal Parlamento secondo il quale la competenza a indagare e giudicare il caso sarebbe del Tribunale dei ministri. Berlusconi avrebbe chiamato a maggio del 2010 la questura per evitare una crisi internazionale perchè convinto che Ruby fosse la nipote dell'allora presidente egiziano Hosni Mubarak. Per la procura e per il gip che ha disposto il rinvio a giudizio invece il premier agi abusando della qualità dell'incarico di primo ministro e non delle funzioni.

Nell'udienza a carico di Fede, Minetti e Mora la procura dovrebbe replicare alle arringhe dei difensori soprattutto in materia di competenza. I legali avevano chiesto il trasferimento del fascicolo a Monza, del cui distretto giudiziario fa parte Arcore, o Messina a causa del concorso di bellezza dove Fede avrebbe "reclutato" Ruby. La decisione sul rinvio a giudizio potrebbe arrivare in giornata o slittare, a causa del protarsi degli interventi delle difese, all'udienza successiva ancora da fissare.

Ruby/ Lunedì doppia udienza, il premier e Fede Minetti Mora

Milano, 30 set. (TMNews) – Lunedì prossimo al palazzo di giustizia di Milano il caso Ruby raddoppia. Nella stessa giornata infatti sono in programma due udienze: quella del processo a Silvio Berlusconi imputato di concussione e prostituzione minorile e quella del procedimento in cui il gup Maria Grazia Domanico dovrà decidere se rinviare o meno a giudizio Emilio Fede, Lele Mora, Nicole Minetti per induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile. Silvio Berlusconi, preannunciano i suoi legali, non sarà presente in aula. Al processo per il caso Ruby il premier non è mai venuto. L'udienza ha in programma l'illustrazione dei temi di prova e i difensori Niccolò Ghedini e Piero Longo torneranno alla carica con la tesi dell'inutilizzabilità delle intercettazioni perchè sarebbero state violate le prerogative del parlamentare Berlusconi.

E' molto probabile però che i legali del premieri presentino ai giudici della quarta sezione penale la richiesta di sospendere il processo fino a quando la Corte Costituzionale non deciderà, presumibilmente la prossima primavera, sul conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato sollevato dal Parlamento secondo il quale la competenza a indagare e giudicare il caso sarebbe del Tribunale dei ministri. Berlusconi avrebbe chiamato a maggio del 2010 la questura per evitare una crisi internazionale perchè convinto che Ruby fosse la nipote dell'allora presidente egiziano Hosni Mubarak. Per la procura e per il gip che ha disposto il rinvio a giudizio invece il premier agi abusando della qualità dell'incarico di primo ministro e non delle funzioni.

Nell'udienza a carico di Fede, Minetti e Mora la procura dovrebbe replicare alle arringhe dei difensori soprattutto in materia di competenza. I legali avevano chiesto il trasferimento del fascicolo a Monza, del cui distretto giudiziario fa parte Arcore, o Messina a causa del concorso di bellezza dove Fede avrebbe "reclutato" Ruby. La decisione sul rinvio a giudizio potrebbe arrivare in giornata o slittare, a causa del protarsi degli interventi delle difese, all'udienza successiva ancora da fissare.

Allarme onlus: nel sud Italia 410mila bimbi in povertà assoluta

Roma, 30 set. (TMNews) – Bambini poveri in Italia, soprattutto al sud: nel mezzogiorno sono 410mila i minori che vivono in povertà assoluta, 98 bambini su 100 senza asilo nido in Campania e Calabria. E' la triste fotografia del Belpaese presentata alla prima conferenza programmatica sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza nel Mezzogiorno promossa da Fondazione con il Sud e Save the Children, "Crescere al Sud", organizzata a Napoli alle Catacombe di San Gennaro.

Sono 410mila bambini e adolescenti che al sud vivono in condizioni di povertà assoluta, più in generale le famiglie con bambini fanno invece i conti con una povertà relativa doppia rispetto al resto del paese. Su un totale di 1.876.000 minori che in Italia vivono in condizioni di povertà relativa, 354mila si concentrano nella sola Campania. Crescere al sud – sottolinea Save the Children – è di fatto una corsa ad ostacoli che inizia prestissimo, dall'asilo nido, con una frequenza di 4 volte inferiore alla media nazionale e di 2 bambini su 100 in Campania e Calabria. Al termine del percorso scolastico, invece, c'è il muro della dispersione con 3 studenti su 10 iscritti nei 5 anni precedenti che mancano all'appello del diploma. Grande assente in questo tragitto il tempo pieno, con un divario nord-sud enorme: nel 2008, nel Nord-Ovest, le classi a tempo pieno hanno raggiunto il 42,6%, nelle regioni del sud sono ferme complessivamente all'8,6% per scendere al 7,1% nelle isole. Tra gli ostacoli più gravi per i diritti dei minori al sud, l'illegalità diffusa nei 601 comuni ad alta densità criminale manifesta (il 37% del totale, 1.608) dove vive il 76% della popolazione. Il coinvolgimento diretto dei minori in reati nel 2007 ha riguardato 14.931 casi.

Anche sul fronte delle risorse il quadro tracciato è allarmante: i fondi per gli interventi sociali trasferiti dallo Stato centrale alle regioni si sono ridotti tra il 2008 e il 2011 dell'85% (da 1.213,2 milioni a 178,5). La spesa in Italia per l'educazione nel 2008 l'Italia si è collocata al 29 posto su 34 paesi secondo le stime dell'Ocse, con il 4,8% del Pil contro una media del 6,1%. Negli ultimi cinque anni il Sevizio Civile nazionale ha visto ridursi di oltre il 60% i finanziamenti con il conseguente decremento del numero dei giovani in servizio, da 57.119 nel 2006 a 19.412 nel 2010.

Allarme onlus: nel sud Italia 410mila bimbi in povertà assoluta

Roma, 30 set. (TMNews) – Bambini poveri in Italia, soprattutto al sud: nel mezzogiorno sono 410mila i minori che vivono in povertà assoluta, 98 bambini su 100 senza asilo nido in Campania e Calabria. E' la triste fotografia del Belpaese presentata alla prima conferenza programmatica sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza nel Mezzogiorno promossa da Fondazione con il Sud e Save the Children, "Crescere al Sud", organizzata a Napoli alle Catacombe di San Gennaro.

Sono 410mila bambini e adolescenti che al sud vivono in condizioni di povertà assoluta, più in generale le famiglie con bambini fanno invece i conti con una povertà relativa doppia rispetto al resto del paese. Su un totale di 1.876.000 minori che in Italia vivono in condizioni di povertà relativa, 354mila si concentrano nella sola Campania. Crescere al sud – sottolinea Save the Children – è di fatto una corsa ad ostacoli che inizia prestissimo, dall'asilo nido, con una frequenza di 4 volte inferiore alla media nazionale e di 2 bambini su 100 in Campania e Calabria. Al termine del percorso scolastico, invece, c'è il muro della dispersione con 3 studenti su 10 iscritti nei 5 anni precedenti che mancano all'appello del diploma. Grande assente in questo tragitto il tempo pieno, con un divario nord-sud enorme: nel 2008, nel Nord-Ovest, le classi a tempo pieno hanno raggiunto il 42,6%, nelle regioni del sud sono ferme complessivamente all'8,6% per scendere al 7,1% nelle isole. Tra gli ostacoli più gravi per i diritti dei minori al sud, l'illegalità diffusa nei 601 comuni ad alta densità criminale manifesta (il 37% del totale, 1.608) dove vive il 76% della popolazione. Il coinvolgimento diretto dei minori in reati nel 2007 ha riguardato 14.931 casi.

Anche sul fronte delle risorse il quadro tracciato è allarmante: i fondi per gli interventi sociali trasferiti dallo Stato centrale alle regioni si sono ridotti tra il 2008 e il 2011 dell'85% (da 1.213,2 milioni a 178,5). La spesa in Italia per l'educazione nel 2008 l'Italia si è collocata al 29 posto su 34 paesi secondo le stime dell'Ocse, con il 4,8% del Pil contro una media del 6,1%. Negli ultimi cinque anni il Sevizio Civile nazionale ha visto ridursi di oltre il 60% i finanziamenti con il conseguente decremento del numero dei giovani in servizio, da 57.119 nel 2006 a 19.412 nel 2010.

San Raffaele: per Pm Milano e' fallimento

La procura di Milano ha depositato l'istanza per chiedere il fallimento dell'ospedale San Raffaele, gravato da circa 1,5 miliardi di debiti. E' stata fissata per il prossimo 12 ottobre l'udienza davanti al Tribunale fallimentare di Milano per discutere della richiesta di fallimento per il gruppo ospedaliero San Raffaele formulata dai pm Luigi Orsi e Laura Pedio.

ansa

San Raffaele: per Pm Milano e' fallimento

La procura di Milano ha depositato l'istanza per chiedere il fallimento dell'ospedale San Raffaele, gravato da circa 1,5 miliardi di debiti. E' stata fissata per il prossimo 12 ottobre l'udienza davanti al Tribunale fallimentare di Milano per discutere della richiesta di fallimento per il gruppo ospedaliero San Raffaele formulata dai pm Luigi Orsi e Laura Pedio.

ansa

Erika verso libertà, 'Sogno spesso mia madre'

"Mia mamma mi manca da morire. Vorrei tanto fosse qui con me. Io sono spaventata. Ho perso mia mamma e mio fratello, ancora non riesco ad accettare che non ci siano più": è quello che – secondo la ricostruzione che ne ha fatto Panorama nel numero che sarà domani (venerdi' 30 settembre, ndr) in edicola – dice, alle amiche, Erika De Nardo, la ragazza che insieme al fidanzato, Omar, dieci anni fa uccise a coltellate la madre e il fratellino in una villetta di Novi Ligure (Alessandria).

Erika – racconta Panorama "grazie a una serie di fonti attendibili e verificate" pubblicando anche alcune foto inedite della ragazza che ora ha 27 anni e sta per uscire dal carcere – sogna spesso la madre, che le sta vicino, la abbraccia, le dice di stare tranquilla perché lei le vuole bene. In carcere – secondo il racconto di Panorama, del quale è stata diffusa un'anticipazione – Erika legge poesie, ascolta la musica di Jay Ax e di Robbie Williams, e scrive di suo pugno favole per la figlia di un'amica. Nella ricostruzione, Panorama riferisce della vita quotidiana di Erika, di cosa mangia, di come si presenta e dei suoi incubi notturni. Alle amiche – riferisce Panorama – Erika ne ha raccontato uno nel quale, vestita di nero, entra in una casa dove c'é un gatto, il quale le dice che la notte stessa un uomo verrà a prenderla. Lei non respira, si sveglia, piange e ha paura. Una volta tornata in libertà – racconta Panorama – la prima cosa che Erika vorrebbe fare è bere una birra. La mamma di Erika – Susy Cassini, 41 anni – e il figlio Gianluca, di 11 – furono uccisi con 97 coltellate, per mano della ragazza e del suo 'fidanzatino' Omar, che all'epoca aveva 17 anni. Lui è tornato in libertà l'anno scorso, ha lasciato il carcere di Asti e il Piemonte, spera che nessuno più lo cerchi per parlare di quei giorni. "Voglio solo essere lasciato in pace", ha detto alcuni mesi fa.


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Erika verso libertà, 'Sogno spesso mia madre'

"Mia mamma mi manca da morire. Vorrei tanto fosse qui con me. Io sono spaventata. Ho perso mia mamma e mio fratello, ancora non riesco ad accettare che non ci siano più": è quello che – secondo la ricostruzione che ne ha fatto Panorama nel numero che sarà domani (venerdi' 30 settembre, ndr) in edicola – dice, alle amiche, Erika De Nardo, la ragazza che insieme al fidanzato, Omar, dieci anni fa uccise a coltellate la madre e il fratellino in una villetta di Novi Ligure (Alessandria).

Erika – racconta Panorama "grazie a una serie di fonti attendibili e verificate" pubblicando anche alcune foto inedite della ragazza che ora ha 27 anni e sta per uscire dal carcere – sogna spesso la madre, che le sta vicino, la abbraccia, le dice di stare tranquilla perché lei le vuole bene. In carcere – secondo il racconto di Panorama, del quale è stata diffusa un'anticipazione – Erika legge poesie, ascolta la musica di Jay Ax e di Robbie Williams, e scrive di suo pugno favole per la figlia di un'amica. Nella ricostruzione, Panorama riferisce della vita quotidiana di Erika, di cosa mangia, di come si presenta e dei suoi incubi notturni. Alle amiche – riferisce Panorama – Erika ne ha raccontato uno nel quale, vestita di nero, entra in una casa dove c'é un gatto, il quale le dice che la notte stessa un uomo verrà a prenderla. Lei non respira, si sveglia, piange e ha paura. Una volta tornata in libertà – racconta Panorama – la prima cosa che Erika vorrebbe fare è bere una birra. La mamma di Erika – Susy Cassini, 41 anni – e il figlio Gianluca, di 11 – furono uccisi con 97 coltellate, per mano della ragazza e del suo 'fidanzatino' Omar, che all'epoca aveva 17 anni. Lui è tornato in libertà l'anno scorso, ha lasciato il carcere di Asti e il Piemonte, spera che nessuno più lo cerchi per parlare di quei giorni. "Voglio solo essere lasciato in pace", ha detto alcuni mesi fa.


ansa

Tangenti, si dimette Vignali sindaco di Parma

Il sindaco di Parma Pietro Vignali

ansa

PARMA – A fine giugno gli arresti per presunte tangenti sulla manutenzione del verde pubblico (11 persone in carcere e tra loro tre dirigenti comunali), all'inizio di questa settimana altre quattro persone in galera, una delle quali, Giovanni Paolo Bernini, faceva l'assessore alla Scuola. Anche in questo caso l'accusa è di tangenti, sugli appalti dei pasti ai bambini. Lui, Pietro Vignali, giovane sindaco di una Giunta civica sostenuta dal centrodestra, ha resistito al primo tornado, nonostante le richieste di dimissioni arrivare da sinistra e da una decina di manifestazioni di 'Indignati' e nonostante lo sfaldamento della sua maggioranza, ma non ha retto alla seconda. In serata, con una lettera "ai cari parmigiani" ha annunciato le dimissioni.

Una trentina di persone hanno subito brindato davanti al Palazzo comunalé ritmando in coro 'Parma libera'. Ma ha resistito fino all'ultimo. Lunedì sera alla fine di una riunione di maggioranza a dieci ore dagli arresti della Guardia di Finanza aveva insistito: "Andiamo avanti finché abbiamo la maggioranza". Poi però si è tirata indietro la sua lista 'Unione per Parma' e il giorno dopo si è sfilato anche il Pdl, fa il suo principale sostegno.

"Questa non è per me una decisione facile, perché non è semplice cancellare più di 13 anni di vita dedicati a tempo pieno alla mia città, non risparmiandomi mai e mettendoci tutta la mia volontà e le mie capacità – ha scritto Vignali -. Se avessi compiuto una scelta nel mio interesse personale mi sarei dimesso già a giugno: mi sarei risparmiato tre mesi di difficoltà e di pressioni enormi, di estenuanti mediazioni, di attacchi personali. Non mi sono dimesso allora perché bisognava portare a termine alcune opere fondamentali e garantire la realizzazione di eventi fondamentali come il Festival Verdi". E ha rivendicato: "In questi ultimi tre mesi siamo riusciti a fare cose che erano assolutamente indispensabili, cose che andavano fatte".

"Altre sarebbero ancora da fare, ma ora è accaduto un altro fatto grave che vede coinvolto un assessore. Adesso le inchieste giudiziarie riguardano non più solo dei funzionari comunali ma esponenti politici dell'Amministrazione. La differenza è decisiva. E mi obbliga ad affrontare tutte le mie responsabilità, che non sono personali ma politiche". Vignali ha anche voluto ricordare qualcosa che, dice, gli ha procurato dei nemici: "Un'opera che invece ho deciso di fermare é stata la metropolitana, un progetto da 365 milioni che il nuovo contesto economico rendeva insostenibile. Una rinuncia che i cittadini hanno condiviso, perché hanno compreso che era stata fatta nel loro interesse, ma che ho pagato cara. La nostra é una città che non tollera certi sgarri e certa autonomia della politica, soprattutto quando in ballo ci sono affari milionari".

"Faccio un passo indietro e mi faccio carico anche di responsabilità non mie ha sottolineato -, se può aiutare la città a ritrovare la serenità e le condizioni per ripartire. Ripartire dagli oltre 70 milioni inizialmente destinati alla metropolitana, che siamo riusciti, tra grandi difficoltà, a portare a casa e che permetteranno, in questi tempi di crisi, di completare la nuova stazione, di costruire case di edilizia sociale, di portare a termine tanti altri progetti veramente utili".

La notizia sui 70 milioni è arrivata nella mattina e anche questo ha fatto pensare che Vignali resistesse ancora. Ma poi è arrivato lo stop dal Pdl. Il sindaco, non ancora ex, ha peròlasciato capire che potrebbe non chiudere con la politica.

"Lascio da persona onesta che ha sempre lavorato per il bene della città. Ringrazio tutti i cittadini che in questi anni mi hanno dato fiducia, i tanti che continuano a dimostrarmi il loro affetto, e mi scuso con quanti ho deluso. Io ce l'ho messa tutta. L'amore per Parma mi ha guidato in questi anni, e continuerà guidarmi anche in futuro, se i parmigiani lo riterranno. Questo è l'impegno a cui non mi sottrarrò mai".

Tangenti, si dimette Vignali sindaco di Parma

Il sindaco di Parma Pietro Vignali

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PARMA – A fine giugno gli arresti per presunte tangenti sulla manutenzione del verde pubblico (11 persone in carcere e tra loro tre dirigenti comunali), all'inizio di questa settimana altre quattro persone in galera, una delle quali, Giovanni Paolo Bernini, faceva l'assessore alla Scuola. Anche in questo caso l'accusa è di tangenti, sugli appalti dei pasti ai bambini. Lui, Pietro Vignali, giovane sindaco di una Giunta civica sostenuta dal centrodestra, ha resistito al primo tornado, nonostante le richieste di dimissioni arrivare da sinistra e da una decina di manifestazioni di 'Indignati' e nonostante lo sfaldamento della sua maggioranza, ma non ha retto alla seconda. In serata, con una lettera "ai cari parmigiani" ha annunciato le dimissioni.

Una trentina di persone hanno subito brindato davanti al Palazzo comunalé ritmando in coro 'Parma libera'. Ma ha resistito fino all'ultimo. Lunedì sera alla fine di una riunione di maggioranza a dieci ore dagli arresti della Guardia di Finanza aveva insistito: "Andiamo avanti finché abbiamo la maggioranza". Poi però si è tirata indietro la sua lista 'Unione per Parma' e il giorno dopo si è sfilato anche il Pdl, fa il suo principale sostegno.

"Questa non è per me una decisione facile, perché non è semplice cancellare più di 13 anni di vita dedicati a tempo pieno alla mia città, non risparmiandomi mai e mettendoci tutta la mia volontà e le mie capacità – ha scritto Vignali -. Se avessi compiuto una scelta nel mio interesse personale mi sarei dimesso già a giugno: mi sarei risparmiato tre mesi di difficoltà e di pressioni enormi, di estenuanti mediazioni, di attacchi personali. Non mi sono dimesso allora perché bisognava portare a termine alcune opere fondamentali e garantire la realizzazione di eventi fondamentali come il Festival Verdi". E ha rivendicato: "In questi ultimi tre mesi siamo riusciti a fare cose che erano assolutamente indispensabili, cose che andavano fatte".

"Altre sarebbero ancora da fare, ma ora è accaduto un altro fatto grave che vede coinvolto un assessore. Adesso le inchieste giudiziarie riguardano non più solo dei funzionari comunali ma esponenti politici dell'Amministrazione. La differenza è decisiva. E mi obbliga ad affrontare tutte le mie responsabilità, che non sono personali ma politiche". Vignali ha anche voluto ricordare qualcosa che, dice, gli ha procurato dei nemici: "Un'opera che invece ho deciso di fermare é stata la metropolitana, un progetto da 365 milioni che il nuovo contesto economico rendeva insostenibile. Una rinuncia che i cittadini hanno condiviso, perché hanno compreso che era stata fatta nel loro interesse, ma che ho pagato cara. La nostra é una città che non tollera certi sgarri e certa autonomia della politica, soprattutto quando in ballo ci sono affari milionari".

"Faccio un passo indietro e mi faccio carico anche di responsabilità non mie ha sottolineato -, se può aiutare la città a ritrovare la serenità e le condizioni per ripartire. Ripartire dagli oltre 70 milioni inizialmente destinati alla metropolitana, che siamo riusciti, tra grandi difficoltà, a portare a casa e che permetteranno, in questi tempi di crisi, di completare la nuova stazione, di costruire case di edilizia sociale, di portare a termine tanti altri progetti veramente utili".

La notizia sui 70 milioni è arrivata nella mattina e anche questo ha fatto pensare che Vignali resistesse ancora. Ma poi è arrivato lo stop dal Pdl. Il sindaco, non ancora ex, ha peròlasciato capire che potrebbe non chiudere con la politica.

"Lascio da persona onesta che ha sempre lavorato per il bene della città. Ringrazio tutti i cittadini che in questi anni mi hanno dato fiducia, i tanti che continuano a dimostrarmi il loro affetto, e mi scuso con quanti ho deluso. Io ce l'ho messa tutta. L'amore per Parma mi ha guidato in questi anni, e continuerà guidarmi anche in futuro, se i parmigiani lo riterranno. Questo è l'impegno a cui non mi sottrarrò mai".

E' morto Mirigliani, patron di Miss Italia

Enzo Mirigliani e' morto oggi nel Policlinico Gemelli, a Roma, dove era ricoverato da alcuni giorni. Ad annunciarlo, ''con grande dolore'', e' il Concorso Miss Italia. Il patron del concorso era nato il 22 aprile 1917 a Santa Caterina sullo Jonio (Catanzaro). Al momento della morte di Mirigliani erano presenti la moglie Rosy, le figlie Rosaria e Patrizia e il nipote Nicola.  I funerali si svolgeranno mercoledi' alle ore 15 a Roma nella basica di santa Maria del Popolo in piazza del Popolo.

 PATRIZIA MIRIGLIANI,E' MORTO NEL MESE DELLA MISS  – ''E' morto nel mese di Miss Italia''. Lo fa notare frastornata e commossa Patrizia Mirigliani, la figlia che ha 'ereditato' il concorso di bellezza e il titolo di 'patron' dal padre Enzo. La nuova miss, la reginetta del 2011, e' stata infatti eletta da pochi giorni, la notte tra il 19 e il 20 settembre scorsi. ''Stava male da tempo – ricorda all'ANSA con la voce rotta dal pianto – stava male da due mesi. Ho fatto questa edizione del concorso con una forte emozione: mio padre era gia' ricoverato in ospedale, ma non ne volevo parlare durante le finali, non volevo che si venisse a sapere''. Patrizia Mirigliani fatica a parlare tra un singhiozzo e l'altro, ma si dice felice dell'attenzione dei media per il padre: ''Sono felice che abbia un degno tributo per quello che ha fatto per la bellezza e per il mondo delle donne''. Raggiunta al telefono all'ospedale Gemelli, precisa che le esequie non sono state ancora decise: ''Forse dopodomani, a lui piaceva piazza del Popolo a Roma, ma ancora non sappiamo''.

CARLUCCI, MIRIGLIANI UOMO STRAORDINARIO E UNICO – ''Mirigliani e' stato un uomo straordinario, che e' riuscito con il suo intuito e la sua caparbieta' a realizzare qualcosa di unico. Il mondo dello spettacolo e dei concorsi di bellezza perde un protagonista di primo piano''. Cosi' Milly Carlucci, conduttrice di diverse edizioni di Miss Italia, ricorda il patron di Miss Italia, Enzo Mirigliani. ''Quando ho saputo che stava male, ho provato un enorme dispiacere – prosegue Carlucci – ma voglio ricordare Enzo nei suoi anni ruggenti. Uno uomo, ripeto, di una intelligenza acuta che si evinceva nei suoi occhi sin dal suo primo sguardo''.

MARTINA COLOMBARI, E' STATO IL 'MIO' PATRON  – ''Artisticamente e' stato il 'mio' patron perche' il concorso mi ha aperto le porte dello spettacolo'': e' questo il commento a caldo, all'ANSA, di Martina Colombari, Miss Italia 1991, dopo la morte del patron Enzo Mirigliani. Dopo aver conquistato il titolo, alla Colombari si aprirono le porte della moda e in seguito del cinema e della tv con le fiction. ''Io ero una ragazzina sprovveduta e ho visto in loro l'accoglienza, il loro era un approccio familiare – aggiunge l'attrice che conquisto' la corona all'eta' di 16 anni -. Il loro era un approccio non agonistico ma di merito, il loro intento era davvero quello di premiare la ragazza piu' bella. E Mirigliani ha sempre tenuto il concorso pulito, negli ultimi anni grazie anche alla figlia Patrizia''. ''Di lui ho un ricordo particolare – conclude Martina Colombari – aveva quel modo affettuoso di prenderti il viso con le mani e darti un bacio sulla fronte, come un nonno''.

CAPUA, LA MIA CARRIERA LA DEVO A MISS ITALIA – ''La mia carriera televisiva non sarebbe mai decollata senza Miss Italia, un concorso che ho sempre rispettato e che ha dato una grande opportunita', a me e a tantissime altre giovani''. Cosi' Roberta Capua raggiunta al telefono dall'ANSA commenta la notizia della scomparsa del patron del concorso di bellezza Enzo Mirigliani. ''Lo apprendo in questo momento, e francamente mi dispiace moltissimo. Ho un bellissimo ricordo di Mirigliani, un uomo profondo, un gentiluomo dagli occhi bellissimi''. Eletta Miss Italia nel 1986 a soli 18 anni (titolo gia' assegnato a sua madre nel 1959), Capua ha avviato una carriera da modella e indossatrice. Dagli anni novanta ha intrapreso la carriera televisiva debuttando dapprima in piccoli ruoli sulle emittenti Fininvest, poi passando a Telemontecarlo e infine raggiungendo la popolarita' grazie ai contenitori mattutini Rai, In famiglia e Unomattina e di Mediaset. L'ex miss e oggi mamma felice, tiene ad esprimere le sue sincere condoglianze alla figlia di Mirigliani Patrizia che ha ha ''assunto con grande professionalita' il timone del concorso''. Capua ricorda infine che fu proprio sua madre Marisa Jossa la prima miss Italia incoronata da Enzo Mirigliani quando e' diventato patron del concorso.

MIRKA VIOLA, MIRIGLIANI PEZZO STORIA CHE VA VIA – ''Mi dispiace tantissimo per Mirigliani. Ero molto legata a lui e gli ho voluto molto bene. E' un pezzo di storia che se ne va''. E' il ricordo di Mirka, la Miss Italia a cui nel 1987, quando era appena 19enne, fu tolto lo scettro di piu' bella d'Italia, perche' gia' sposata e mamma di un bimbo, Nicolas. Infatti, il regolamento ferreo del concorso non prevedeva concorrenti gia' sposate e Mirka venne detronizzata. Il titolo posso' a Michela Rocco di Torrepadula. Ma l'episodio dell'esclusione di Mirka Viola segno' un momento importante della storia del concorso, che dopo qualche anno, nel 1994, cambio' la regola e ammise anche le concorrenti sposate o con prole. ''Perdere il titolo non ha tolto niente alla mia carriera – aggiunge Mirka Viola – Mirigliani e' stato allora e ha continuato ad essere un mio sostenitore. Oggi dopo aver fatto l'attrice, debutto alla regia di un film a ottobre, L'amore fa male, con Stefania Rocca e Nicole Grimaudo''

DENNY MENDEZ, MI DIFESE COME UN VERO GUERRIERO –  ''La morte di Enzo Mirigliani mi lascia un vuoto immenso''. Cosi' Denny Mendez, prima e unica concorrente di colore ad essere eletta miss Italia a soli 18 anni nel 1996 ricorda il patron del concorso di bellezza. Un elezione che fece scalpore e all'epoca divise l'Italia. ''Mirigliani – fa notare Mendez – e' stato un vero guerriero, che mi ha difesa dalle polemiche seguite alla mia incoronazione. Ero molto giovane, e per me e' stato come un padre, mi ha incoraggiata e rassicurata come uno di famiglia, dandomi consigli preziosi. Non lo dimentichero' mai''
 
FRIZZI, LA MIA VITA MOLTO LEGATA A MIRIGLIANI – "La mia vita è legata a quella di Enzo Mirigliani a doppio filo: sono infatti nato nell'anno in cui Enzo Mirigliani ha preso il timone di Miss Italia, e la mia carriera tv ha subito un'accelerazione, anche grazie al concorso di bellezza". Così Fabrizio Frizzi, che ha condotto la storica manifestazione di bellezza per 15 anni consecutivi, e che proprio quest'anno era tornato alla guida di Miss Italia, ricorda in una conversazione con l'ANSA Enzo Mirigliani, dicendosi addolorato per la sua scomparsa. "L'unica cosa che mi consola è forse sapere che ha smesso di soffrire, stava molto male". Ma Frizzi ci tiene a ricordare l'immagine più bella di Mirigliani che "ha saputo con forza e tenacia regalare un sogno a tante giovani. Era un uomo con una forza d'animo incredibile. Ricordo quando nel 2002, con il fisco già segnato dagli anni, sono riuscito a farlo cantare nella sigla tv. Fu una bella sorpresa". Frizzi sottolinea ancora come, "nonostante i dibattiti e le polemiche che puntualmente ogni anno accompagnano il concorso, il fatto che anche quest'anno si siano raggiunti dei risultati più che soddisfacenti sia la dimostrazione che il pubblico apprezza ancora oggi una rassegna di qualità nel rispetto di tutte le ragazze che hanno partecipato. E questo anche grazie alla professionalità della figlia di Enzo, Patrizia, che in questi anni ha saputo raccogliere l'eredità del padre svolgendo un lavoro egregio".

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E' morto Mirigliani, patron di Miss Italia

Enzo Mirigliani e' morto oggi nel Policlinico Gemelli, a Roma, dove era ricoverato da alcuni giorni. Ad annunciarlo, ''con grande dolore'', e' il Concorso Miss Italia. Il patron del concorso era nato il 22 aprile 1917 a Santa Caterina sullo Jonio (Catanzaro). Al momento della morte di Mirigliani erano presenti la moglie Rosy, le figlie Rosaria e Patrizia e il nipote Nicola.  I funerali si svolgeranno mercoledi' alle ore 15 a Roma nella basica di santa Maria del Popolo in piazza del Popolo.

 PATRIZIA MIRIGLIANI,E' MORTO NEL MESE DELLA MISS  – ''E' morto nel mese di Miss Italia''. Lo fa notare frastornata e commossa Patrizia Mirigliani, la figlia che ha 'ereditato' il concorso di bellezza e il titolo di 'patron' dal padre Enzo. La nuova miss, la reginetta del 2011, e' stata infatti eletta da pochi giorni, la notte tra il 19 e il 20 settembre scorsi. ''Stava male da tempo – ricorda all'ANSA con la voce rotta dal pianto – stava male da due mesi. Ho fatto questa edizione del concorso con una forte emozione: mio padre era gia' ricoverato in ospedale, ma non ne volevo parlare durante le finali, non volevo che si venisse a sapere''. Patrizia Mirigliani fatica a parlare tra un singhiozzo e l'altro, ma si dice felice dell'attenzione dei media per il padre: ''Sono felice che abbia un degno tributo per quello che ha fatto per la bellezza e per il mondo delle donne''. Raggiunta al telefono all'ospedale Gemelli, precisa che le esequie non sono state ancora decise: ''Forse dopodomani, a lui piaceva piazza del Popolo a Roma, ma ancora non sappiamo''.

CARLUCCI, MIRIGLIANI UOMO STRAORDINARIO E UNICO – ''Mirigliani e' stato un uomo straordinario, che e' riuscito con il suo intuito e la sua caparbieta' a realizzare qualcosa di unico. Il mondo dello spettacolo e dei concorsi di bellezza perde un protagonista di primo piano''. Cosi' Milly Carlucci, conduttrice di diverse edizioni di Miss Italia, ricorda il patron di Miss Italia, Enzo Mirigliani. ''Quando ho saputo che stava male, ho provato un enorme dispiacere – prosegue Carlucci – ma voglio ricordare Enzo nei suoi anni ruggenti. Uno uomo, ripeto, di una intelligenza acuta che si evinceva nei suoi occhi sin dal suo primo sguardo''.

MARTINA COLOMBARI, E' STATO IL 'MIO' PATRON  – ''Artisticamente e' stato il 'mio' patron perche' il concorso mi ha aperto le porte dello spettacolo'': e' questo il commento a caldo, all'ANSA, di Martina Colombari, Miss Italia 1991, dopo la morte del patron Enzo Mirigliani. Dopo aver conquistato il titolo, alla Colombari si aprirono le porte della moda e in seguito del cinema e della tv con le fiction. ''Io ero una ragazzina sprovveduta e ho visto in loro l'accoglienza, il loro era un approccio familiare – aggiunge l'attrice che conquisto' la corona all'eta' di 16 anni -. Il loro era un approccio non agonistico ma di merito, il loro intento era davvero quello di premiare la ragazza piu' bella. E Mirigliani ha sempre tenuto il concorso pulito, negli ultimi anni grazie anche alla figlia Patrizia''. ''Di lui ho un ricordo particolare – conclude Martina Colombari – aveva quel modo affettuoso di prenderti il viso con le mani e darti un bacio sulla fronte, come un nonno''.

CAPUA, LA MIA CARRIERA LA DEVO A MISS ITALIA – ''La mia carriera televisiva non sarebbe mai decollata senza Miss Italia, un concorso che ho sempre rispettato e che ha dato una grande opportunita', a me e a tantissime altre giovani''. Cosi' Roberta Capua raggiunta al telefono dall'ANSA commenta la notizia della scomparsa del patron del concorso di bellezza Enzo Mirigliani. ''Lo apprendo in questo momento, e francamente mi dispiace moltissimo. Ho un bellissimo ricordo di Mirigliani, un uomo profondo, un gentiluomo dagli occhi bellissimi''. Eletta Miss Italia nel 1986 a soli 18 anni (titolo gia' assegnato a sua madre nel 1959), Capua ha avviato una carriera da modella e indossatrice. Dagli anni novanta ha intrapreso la carriera televisiva debuttando dapprima in piccoli ruoli sulle emittenti Fininvest, poi passando a Telemontecarlo e infine raggiungendo la popolarita' grazie ai contenitori mattutini Rai, In famiglia e Unomattina e di Mediaset. L'ex miss e oggi mamma felice, tiene ad esprimere le sue sincere condoglianze alla figlia di Mirigliani Patrizia che ha ha ''assunto con grande professionalita' il timone del concorso''. Capua ricorda infine che fu proprio sua madre Marisa Jossa la prima miss Italia incoronata da Enzo Mirigliani quando e' diventato patron del concorso.

MIRKA VIOLA, MIRIGLIANI PEZZO STORIA CHE VA VIA – ''Mi dispiace tantissimo per Mirigliani. Ero molto legata a lui e gli ho voluto molto bene. E' un pezzo di storia che se ne va''. E' il ricordo di Mirka, la Miss Italia a cui nel 1987, quando era appena 19enne, fu tolto lo scettro di piu' bella d'Italia, perche' gia' sposata e mamma di un bimbo, Nicolas. Infatti, il regolamento ferreo del concorso non prevedeva concorrenti gia' sposate e Mirka venne detronizzata. Il titolo posso' a Michela Rocco di Torrepadula. Ma l'episodio dell'esclusione di Mirka Viola segno' un momento importante della storia del concorso, che dopo qualche anno, nel 1994, cambio' la regola e ammise anche le concorrenti sposate o con prole. ''Perdere il titolo non ha tolto niente alla mia carriera – aggiunge Mirka Viola – Mirigliani e' stato allora e ha continuato ad essere un mio sostenitore. Oggi dopo aver fatto l'attrice, debutto alla regia di un film a ottobre, L'amore fa male, con Stefania Rocca e Nicole Grimaudo''

DENNY MENDEZ, MI DIFESE COME UN VERO GUERRIERO –  ''La morte di Enzo Mirigliani mi lascia un vuoto immenso''. Cosi' Denny Mendez, prima e unica concorrente di colore ad essere eletta miss Italia a soli 18 anni nel 1996 ricorda il patron del concorso di bellezza. Un elezione che fece scalpore e all'epoca divise l'Italia. ''Mirigliani – fa notare Mendez – e' stato un vero guerriero, che mi ha difesa dalle polemiche seguite alla mia incoronazione. Ero molto giovane, e per me e' stato come un padre, mi ha incoraggiata e rassicurata come uno di famiglia, dandomi consigli preziosi. Non lo dimentichero' mai''
 
FRIZZI, LA MIA VITA MOLTO LEGATA A MIRIGLIANI – "La mia vita è legata a quella di Enzo Mirigliani a doppio filo: sono infatti nato nell'anno in cui Enzo Mirigliani ha preso il timone di Miss Italia, e la mia carriera tv ha subito un'accelerazione, anche grazie al concorso di bellezza". Così Fabrizio Frizzi, che ha condotto la storica manifestazione di bellezza per 15 anni consecutivi, e che proprio quest'anno era tornato alla guida di Miss Italia, ricorda in una conversazione con l'ANSA Enzo Mirigliani, dicendosi addolorato per la sua scomparsa. "L'unica cosa che mi consola è forse sapere che ha smesso di soffrire, stava molto male". Ma Frizzi ci tiene a ricordare l'immagine più bella di Mirigliani che "ha saputo con forza e tenacia regalare un sogno a tante giovani. Era un uomo con una forza d'animo incredibile. Ricordo quando nel 2002, con il fisco già segnato dagli anni, sono riuscito a farlo cantare nella sigla tv. Fu una bella sorpresa". Frizzi sottolinea ancora come, "nonostante i dibattiti e le polemiche che puntualmente ogni anno accompagnano il concorso, il fatto che anche quest'anno si siano raggiunti dei risultati più che soddisfacenti sia la dimostrazione che il pubblico apprezza ancora oggi una rassegna di qualità nel rispetto di tutte le ragazze che hanno partecipato. E questo anche grazie alla professionalità della figlia di Enzo, Patrizia, che in questi anni ha saputo raccogliere l'eredità del padre svolgendo un lavoro egregio".

ansa

Rai/ Caso Minzolini oggi in Cda, pressing opposizione per cambio

Roma, 22 set. (TMNews) – Calo di ascolti del Tg1, posizione processuale di Augusto Minzolini che nel giro di poche settimane potrebbe essere rinviato a giudizio con l'accusa di peculato (per il caso spese con la carta di credito aziendale). Caso che ritornerà in Cda oggi, sollevato dall'opposizione che chiede al Dg Lorenza Lei di portare a breve un provvedimento in Consiglio per un cambio alla guida del Tg1.

Invece sono a rischio rinvio le nomine all'ordine del giorno. Le proposte che il Dg Lorenza Lei porterebbe in Consiglio riguardano la direzione di Raitre (indicato Antonio Di Bella, che tornerebbe dopo aver lasciato per il reintegro di Paolo Ruffini), Tg2 (si confermerebbe Marcello Masi, ora direttore ad interim), Rai Parlamento (Gianni Scipione Rossi), Gr Parlamento (Giovanni Miele) e Rai Gold (Roberto Nepote). Ma la maggioranza potrebbe opporsi dopo che all'odg non sono state inserite – perché fuori dai termini delle 48 ore vista l'assenza di deroga – le nomine di due condirettori per Rai Parlamento, Giorgio Giovannetti e Simonetta Faverio.

In primo piano al Cda c'è comunque il calo di ascolti, da tempo nel mirino dell'opposizione: si parla di circa 10 punti di share persi questa estate rispetto al 2008 (dal 31 al 22 per cento a giugno, dal 29 al 22 a settembre, diceva ieri sera Paolo Gentiloni, Pd, durante l'audizione di Lei in Vigilanza). Un problema di fronte al quale, ha detto oggi Garimberti, non bisogna "nascondersi dietro un dito" e che la stessa Lei ieri ha ammesso parlando di "flessione". Un problema anche di sostanza, ha chiarito il presidente Rai Garimberti, che ha criticato Minzolini per aver definito il Presidente della Vigilanza "di parte", "dovrebbe imparare a tacere".

Più questioni, ha ammesso Lei, che verranno esaminate e sulle quali, attese "le prossime settimane", si faranno le valutazioni del caso. Forse anche in attesa di cosa deciderà il Gip di Roma dopo che ad agosto il Procuratore aggiunto Alberto Caperna ha deciso di non archiviare l'inchiesta sul caso spese con la carta di credito aziendale (86 mila euro spesi con la carta aziendale tra luglio 2009 e ottobre 2010): Minzolini potrebbe quindi andare a processo, con l'accusa di peculato.

L'opposizione insisterà perché Lei porti un provvedimento in Consiglio. Difficile però che il Dg si esponga senza avere prima il consenso di tutta la maggioranza e dunque l'unanimità del Consiglio, argomento su cui Rizzo Nervo ribatte: serve "la maggioranza dei voti dei presenti e non un 'coro' unanime, come hanno dimostrato del resto anche recenti delibere".

Rai/ Caso Minzolini oggi in Cda, pressing opposizione per cambio

Roma, 22 set. (TMNews) – Calo di ascolti del Tg1, posizione processuale di Augusto Minzolini che nel giro di poche settimane potrebbe essere rinviato a giudizio con l'accusa di peculato (per il caso spese con la carta di credito aziendale). Caso che ritornerà in Cda oggi, sollevato dall'opposizione che chiede al Dg Lorenza Lei di portare a breve un provvedimento in Consiglio per un cambio alla guida del Tg1.

Invece sono a rischio rinvio le nomine all'ordine del giorno. Le proposte che il Dg Lorenza Lei porterebbe in Consiglio riguardano la direzione di Raitre (indicato Antonio Di Bella, che tornerebbe dopo aver lasciato per il reintegro di Paolo Ruffini), Tg2 (si confermerebbe Marcello Masi, ora direttore ad interim), Rai Parlamento (Gianni Scipione Rossi), Gr Parlamento (Giovanni Miele) e Rai Gold (Roberto Nepote). Ma la maggioranza potrebbe opporsi dopo che all'odg non sono state inserite – perché fuori dai termini delle 48 ore vista l'assenza di deroga – le nomine di due condirettori per Rai Parlamento, Giorgio Giovannetti e Simonetta Faverio.

In primo piano al Cda c'è comunque il calo di ascolti, da tempo nel mirino dell'opposizione: si parla di circa 10 punti di share persi questa estate rispetto al 2008 (dal 31 al 22 per cento a giugno, dal 29 al 22 a settembre, diceva ieri sera Paolo Gentiloni, Pd, durante l'audizione di Lei in Vigilanza). Un problema di fronte al quale, ha detto oggi Garimberti, non bisogna "nascondersi dietro un dito" e che la stessa Lei ieri ha ammesso parlando di "flessione". Un problema anche di sostanza, ha chiarito il presidente Rai Garimberti, che ha criticato Minzolini per aver definito il Presidente della Vigilanza "di parte", "dovrebbe imparare a tacere".

Più questioni, ha ammesso Lei, che verranno esaminate e sulle quali, attese "le prossime settimane", si faranno le valutazioni del caso. Forse anche in attesa di cosa deciderà il Gip di Roma dopo che ad agosto il Procuratore aggiunto Alberto Caperna ha deciso di non archiviare l'inchiesta sul caso spese con la carta di credito aziendale (86 mila euro spesi con la carta aziendale tra luglio 2009 e ottobre 2010): Minzolini potrebbe quindi andare a processo, con l'accusa di peculato.

L'opposizione insisterà perché Lei porti un provvedimento in Consiglio. Difficile però che il Dg si esponga senza avere prima il consenso di tutta la maggioranza e dunque l'unanimità del Consiglio, argomento su cui Rizzo Nervo ribatte: serve "la maggioranza dei voti dei presenti e non un 'coro' unanime, come hanno dimostrato del resto anche recenti delibere".

Bimba muore travolta da statua

Tragedia all'Outlet di Citta Sant'Angelo dove una bambina di 5 anni e' stata travolta ed uccisa da una statua di marmo che si trova nel parco del Centro Commerciale. Non si conosce ancora il nome della vittima ed e' ancora tutta da chiarire la dinamica dell'incidente. I soccorsi dei sanitari del 118 sono stati tempestivi, ma quando il personale e' giunto sul posto la piccola era gia' morta. Sull'incidente sono in corso indagini dei carabinieri di Montesilvano (Pescara).

ansa

Bimba muore travolta da statua

Tragedia all'Outlet di Citta Sant'Angelo dove una bambina di 5 anni e' stata travolta ed uccisa da una statua di marmo che si trova nel parco del Centro Commerciale. Non si conosce ancora il nome della vittima ed e' ancora tutta da chiarire la dinamica dell'incidente. I soccorsi dei sanitari del 118 sono stati tempestivi, ma quando il personale e' giunto sul posto la piccola era gia' morta. Sull'incidente sono in corso indagini dei carabinieri di Montesilvano (Pescara).

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