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CULTURA A lezione dagli ultimi pensando a Barbiana

La parola per capire e spiegare il mondo e il Vangelo. La lingua per contrastare l’arroganza dei potenti, demistificare la storia scritta dai vincitori, costruire un’alleanza fra uomini, donne e popoli oppressi alla ricerca di verità e in lotta per la giustizia, non nell’aldilà ma su questa terra. C’è un filo rosso che attraversa la vita e la missione di prete e di maestro di don Lorenzo Milani, nato il 27 maggio di 94 anni fa, e di cui il prossimo 26 giugno ricorrerà il cinquantesimo anniversario della morte. Un filo doppio, intrecciato di parole e lingua, strumento di libertà e di liberazione per gli impoveriti.

NON UNA CATEGORIA generica e astorica perché, come Milani scrive in una lettera alla studentessa napoletana Nadia Neri, «non si può amare tutti gli uomini», «si può amare una classe sola», anzi «solo un numero di persone limitato, forse qualche decina, forse qualche centinaio». Ovvero i giovani operai di Calenzano, la sua prima parrocchia, dove resta fino al 1954 e crea una scuola popolare serale. E i giovanissimi montanari del Mugello che, respinti da una scuola statale ancora rigidamente classista (denunciata con grande forza argomentativa e linguistica in Lettera a una professoressa), salgono a Barbiana per andare «a scuola dal prete», dove i valori borghesi sono sovvertiti: «io baso la scuola sulla lotta di classe, non faccio altro dalla mattina alla sera che parlare di lotta di classe», spiega Milani in una conferenza ai direttori didattici di Firenze nel 1962.

A BARBIANA e a Calenzano si studia essenzialmente la lingua, «perché è solo la lingua che fa eguali». «Una parola dura, affilata, che spezzi e ferisca», scrive a Gaetano Carcano, capace di arrivare al cuore dei problemi, «senza prudenza, senza educazione, senza pietà, senza tatto», rifiutando galateo e ipocrisie lessicali e clericali e praticando la parresìa. Arma «incruenta» di cambiamento sociale: «i 12-15 anni sono l’età adatta per impadronirsi della parola, i 15-21 per usarla nei sindacati e nei partiti», e poi «in Parlamento», perché – ancora Lettera a una professoressa – come «i bianchi non faranno mai le leggi che occorrono per i negri», così i borghesi non si cureranno dei proletari.

LINGUA italiana e lingue del mondo, per costruire un internazionalismo degli oppressi. «Più lingue possibile, perché al mondo non ci siamo soltanto noi – scrivono i ragazzi di Barbiana ai ragazzi della scuola elementare di Piadena del maestro Mario Lodi – Vorremmo che tutti i poveri del mondo studiassero lingue per potersi intendere e organizzare fra loro. Così non ci sarebbero più oppressori, né patrie, né guerre». Quello sulla parola e sulla lingua è solo uno dei temi che è possibile percorrere attraverso gli scritti di don Milani, per la prima volta annotati criticamente e raccolti tutti insieme in due volumi appena pubblicati nei Meridiani Mondadori, grazie a una collaborazione tra la Fondazione per le Scienze religiose di Bologna (diretta da Alberto Melloni) e l’Istituto di Storia del cristianesimo della Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale di Napoli, diretto da Sergio Tanzarella (Don Milani, Tutte le opere, a cura di Anna Carfora, Valentina Oldano, Fedrico Ruozzi, Sergio Tanzarella, pp. 2976, euro 140): Esperienze Pastorali (ritirato dal commercio per ordine del sant’Uffizio nel 1958 perché «inopportuno» e solo recentemente «riabilitato» dalla Congregazione per la dottrina della fede), il Catechismo (lezioni di catechismo «secondo uno schema storico»), gli articoli, gli interventi pubblici, la Lettera ai cappellani militari e ai giudici, Lettera a una professoressa (firmata Scuola di Barbiana, perché frutto di un lavoro di scrittura collettiva) e oltre 1100 lettere private, di cui cento inedite, riportate nella loro integrità testuale.

UNA MINIERA DI TESTI, per leggere don Milani nella sua interezza e verificare la “profezia” che egli stesso scrive in una lettera alla madre, poco prima di lasciare Calenzano per l’esilio di Barbiana: «Ho la superba convinzione che le cariche di esplosivo che ci ho ammonticchiato in questi cinque anni non smetteranno di scoppiettare per almeno 50 anni sotto il sedere dei miei vincitori».

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SCHEDA

APPRENDITATI ALLA SCRITTURA E RELAZIONI PATERNE

La “fede” nella parola e nella lingua non nasce improvvisamente in don Milani, già adulto e prete. È una pratica che apprende fin da piccolo, in famiglia, quando era ancora solo Lorenzo.

Le biografie e gli studi si sono soffermati in termini generali sull’ambiente familiare borghese e laico dei Milani Comparetti, rintracciando le origini dell’attenzione alla lingua da parte di don Milani nelle sue frequentazione adolescenziali e giovanili dell’intelligencija fiorentina (come con il filologo amico di famiglia Giorgio Pasquali) e, quasi un’eredità “genetica”, nella discendenza dal bisnonno Domenico Comparetti, grande filologo, papirologo ed epigrafista.

Mai era stata approfondita la figura del padre di don Milani, Albano, eclissato dalla ben più presente madre, Alice Weiss, ebrea, destinataria di centinaia di lettere da parte del figlio. Lo fa adesso Valeria Milani Comparetti (nipote di don Milani, essendo figlia del fratello maggiore, Adriano), che ha ritrovato negli archivi di famiglia lettere e documenti finora sconosciuti di Albano, svelando scenari inediti di una fase poco illuminata della vita del futuro priore di Barbiana (Don Milani e suo padre. Carezzarsi con le parole, Edizioni Conoscenza, Roma 2017, pp. 320, € 20).

Fra i tanti, ne segnaliamo due. L’educazione e la passione linguistica di Milani, che devono molto proprio al padre il quale, per esempio, insegna al figlio di cinque anni a scrivere a macchina ed è solito condividere in famiglia i testi che redige, anche per ricevere suggerimenti (anticipazione del metodo della scrittura collettiva con cui sarà redatta Lettera a una professoressa?). E la religiosità. Se la madre Alice, ebrea non praticante, è totalmente disinteressata alla religione, invece il padre Albano, benché non credente, è molto attento, tanto da comporre un testo intitolato Ragione Religione Morale in cui valorizza il «dubbio» e scrive: «L’ateo nega Dio, il materialista ha fede nelle leggi della materia. Invece l’uomo propriamente moderno nel senso scientista non nega nulla ma non ha fede in nulla, tranne forse nella ragione». Elementi che rimettono in discussione la «narrazione semplificata della cultura della famiglia Milani Comparetti» atea e agnostica e aprono la strada a nuove interpretazioni sulla conversione “fulminea” di don Milani. (Luca Kocci)

ilmanifesto.it

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Case vacanze in nero, evasi 2 milioni di euro

CAGLIARI – Pubblicavano sulle principali piattaforme online di settore inserzioni in cui inserivano foto delle loro ville di lusso sul mare, dettagli delle case da sogno o dei piccoli villini a pochi metri dalla spiaggia o vicino alla principali località turistiche, proponendo affitti nei periodi di maggiore affluenza turistica. Ma una volta affittate le case, non dichiaravano nemmeno un euro.
La Guardia di finanza di Cagliari, dopo un anno di indagini, ha concluso in questi giorni un’importante operazione, denominata Domus Aurea, contro gli affitti in nero nelle zone a più elevata vocazione turistica, scoprendo una evasione fiscale di quasi due milioni di euro. Molte le posizioni analizzate, 83 quelle risultate irregolari. Le case, le ville da sogno e i mini appartamenti vicini al mare si trovavano nelle località turistiche costiere più rinomate: da Portoscuso a Villaputzu, da Castiadas a Carloforte, passando per Teulada, Chia, Pula, Villasimius, Cagliari e Quartu S.Elena.

ansa

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I turisti ignorano il G7, ‘meglio mare, bagni e sole’

GIARDINI NAXOS (MESSINA) – C’è il G7 fatto di negozi ‘blindati’ con tavole di legno color giallo pallido, e un altro con spiagge frequentate da turisti che prendono il sole, incuranti del resto. E’ il contrasto antitetico, sia cromatico che di emozioni, che vivono i Giardini Naxos: commercianti preoccupati per il corteo di domani pomeriggio contro il G7 di Taormina e visitatori che sembrano ignorare il summit, perché sono in vacanza e non saranno i ‘Sette Grandi’ a rovinargliela.
In spiaggia c’è chi legge un libro sotto un ombrellone e chi prende la ‘tintarella’, nonostante il sole sia indeciso e si nasconda spesso dietro le nuvole. Per lo più famiglie di stranieri, con qualche coraggioso che fa il bagno nell’acqua ancora non proprio calda e attento a non superare i 50 metri, distanza dalla costa in cui è possibile nuotare. “Il G7? Sapevamo – osserva una coppia svedese con due figli piccoli – ma non importa, abbiamo deciso di venire lo stesso. Sensazione di pericolo? Nessuno, siamo sereni. Peccato che la prossima settimana dobbiamo andare via”. “Qualche disagio nei trasporti l’abbiamo avuto – ammettono due francesi – avremmo voluto vedere Taormina, ma non è stato possibile”. Una donna inglese gioca con il suo biondo e riccio bambino scalzo davanti la chiesa San Giovanni Paolo II: “Il summit? Penso a mio figlio e a questa vacanza così divertente”, dice andando via.
Anche all’Isola Bella, uno dei posti più incantevole di Taormina, sembra un giorno come un altro e non col G7 ‘accanto’.
Sotto gli ombrelloni, vicino all’acqua cristallina, diverse famiglie consumano pranzi completi, nonostante il gran caldo: spaghetti con le vongole e arrosto misto di pesce sono i piatti ‘forte’. La percezione al ‘Servizio regionale turismo’ dei Giardini Naxos è che le presenze siano in aumento, influenzate anche dalla ‘zona rossa’ di Taormina che ha fatto ‘dirottare’ i viaggiatori nei paesi vicini. Ma a ‘l’altro G7’ il cambiamento non sembra essere dispiaciuto, quasi non se ne è accorto.

ansa

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Papa nomina mons. De Donatis nuovo vicario della Diocesi di Roma

Papa Francesco ha accolto la rinuncia presentata dal cardinale Agostino Vallini quale Suo Vicario Generale per la Diocesi di Roma e Arciprete della Basilica Papale di San Giovanni in Laterano ed ha chiamato a succedergli nel medesimo incarico mons. Angelo De Donatis, vescovo titolare di Mottola, finora Ausiliare di Roma, elevandolo in pari tempo alla dignità arcivescovile.

radiovaticana

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Nuova strage di cristiani in Egitto: almeno 28 morti

Nuova strage di cristiani in Egitto. Almeno 28 copti che viaggiavano in autobus nel Sud del Paese sono stati uccisi da un gruppo di uomini armati che indossavano divise militari. Tra le vittime ci sono anche bambini. Una ventina i feriti, di cui alcuni in gravi condizioni. L’attacco è avvenuto a Minya. Gli assalitori hanno bloccato il bus, sono saliti a bordo e hanno iniziato a sparare mentre uno di loro filmava il massacro, ha poi raccontato un testimone. I copti si stavano recando in pellegrinaggio nel Monastero di San Samuele. L’attentato avviene a meno di due mesi da quello della Domenica delle Palme, quando i terroristi massacrarono 48 fedeli durante la Messa a Tanta e Alessandria. Mons. Antonios Aziz Mina, vescovo copto-cattolico emerito di Guizeh, ha lanciato ai nostri microfoni un appello ai grandi del mondo riuniti a Taormina perché fermino il traffico di armi e di droga e isolino i Paesi che appoggiano i terroristi. Su questo ennesimo massacro di cristiani in Egitto – che il nunzio al Cairo, mons. Bruno Musarò, interpellato dal Sir, definisce “vile” – ascoltiamo il padre comboniano Alberto Sanchez al Cairo al microfono di Stefano Leszczynski

radiovaticana

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Egitto, assalto al bus: è strage di cristiani copti

Assalto armato ai danni di un bus che trasportava cristiani copti a Minya, città nel sud dell’Egitto dove vive una numerosa comunità copta.

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NOTTE TRANQUILLA PER VALENTINO ROSSI IN OSPEDALE A RIMINI

LIEVE TRAUMA TORACICO ADDOMINALE DOPO UNA CADUTA IN MOTOCROSS È trascorsa tranquillamente all’ospedale ‘Infermi’ di Rimini la notte per Valentino Rossi, il pilota della Yamaha ricoverato nella struttura dopo essere rimasto vittima di un incidente ieri durante un allenamento di motocross sulla pista di Cavallara, nel Pesarese.

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LUTTO NELLA MODA, E’ MORTA LAURA BIAGIOTTI

LA STILISTA ERA RICOVERATA DOPO UN ARRESTO CARDIACO E’ morta Laura Biagiotti. La stilista, che avrebbe compiuto 74 anni ad agosto, era ricoverata da mercoledì sera all’ospedale Sant’Andrea di Roma dopo essere stata colpita da un arresto cardiaco.

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