Miss Italia fa retromarcia, torna il bikini

di Giorgiana Cristalli

(ANSA) – Torna il bikini a Miss Italia. Due anni dopo la decisione di metterlo in soffitta per lasciare la scena al costume intero, il concorso fa retromarcia e rilancia in passerella il succinto due pezzi. E’ una delle novità della 75/a edizione che si concluderà con la finale di Jesolo condotta, in diretta su La7 domenica 14 settembre, da Simona Ventura.

“Il bikini – spiega Patrizia Mirigliani – fa parte della storia di Miss Italia ed appare oggi evidente che la tutela della bellezza e la difesa delle donne non passano di certo dal suo accantonamento in tv. Lo dimostrano le varie, importanti iniziative sociali del concorso, dalla promozione in gara delle miss ‘curvy’ con la taglia 44 alla battaglia antistalking”.

I tempi non sono cambiati in due anni “ma un certo clima sì”, spiega ancora l’organizzatrice di Miss Italia. “L’anno scorso – ricorda – la finale è andata in onda a fine ottobre, in un periodo non certo ideale per presentare le ragazze in tv con un costume succinto. Ma ora la stagione è diversa e Miss Italia è tornata alle sue date classiche di metà settembre”. Così la decisione di tornare al passato con il particolare, forse decisivo, di un’edizione tutta al femminile con l’impronta, oltre che della ‘patron’, di Simona Ventura e di alcune firme del programma televisivo, realizzato con Magnolia.

Il bikini fa parte della storia di Miss Italia e, più in generale, della storia del costume italiano. Basta guardare le immagini delle miss attraverso i decenni: dal due pezzi improvvisato di Lucia Bosè e Gina Lollobrigida nel 1947, a quello sofisticato – per i tempi – di Sofia Loren tre anni dopo. Sfogliando le pagine della storia del concorso appare Miss Marche che presenta il suo bikini fra gli applausi e gli sguardi di un pubblico tutto maschile: siamo nel ’71. La carrellata arriva ai nostri giorni con i bikini di Edelfa Chiara Masciotta (2005) e Claudia Andreatti (2006), di Miriam Leone e Marianna De Martino De Cecco nel 2008. E infine lei, l’ultima reginetta di bellezza, Giulia Arena, che, dopo l’elezione in costume intero, riporta in scena il bikini di Linea Sprint, il più moderno di Miss Italia.

Il bikini sarà protagonista di un momento clou della finale di Miss Italia 2014: a quel punto ognuna delle ragazze rimaste in gara si esibirà in passerella sulle note di una hit estiva italiana che racconta l’Italia, dagli anni 50 ad oggi.

Fiction. Con preti e suore la tv diventa più vera

L’anno scorso, parlando con i giornalisti alla presentazione della seconda stagione di Che Dio ci aiuti, Elena Sofia Ricci aveva stupito i presenti raccontando, con la serenità e la schiettezza che le è propria, di avere «incontrato una giovane religiosa che mi ha un po’ cambiato la vita». E, aggiungiamo, che aveva cambiato un po’ anche suor Angela, la protagonista di Che Dio ci aiuti perché, come aveva spiegato la Ricci, «quando, nella prima serie, ho dovuto costruire il personaggio, l’ho fatto immaginando la suora che avrei voluto incontrare. E mi sono ispirata un po’ a don Matteo, un po’ a don Camillo e un po’ a
Sister Act». Dopo l’incontro con «una suor Angela in carne e ossa, invece, ho capito che esistono tante persone come lei, capaci di unire umanità e spiritualità». E, probabilmente, è anche per questo che ha finito «per innamorarmi del personaggio di suor Angela come non avrei mai immaginato. Perché quell’incontro mi ha riaperto alla fede e tante cose che potevano sembrare retoriche hanno assunto un significato diverso. E un’allegria diversa: una suora non deve essere pesante e bigotta perché solo attraverso la gioia può trasmettere l’amore puro di Dio».

È con questo spirito e con questo entusiasmo che Elena Sofia Ricci sta affrontando le riprese di Che Dio ci aiuti 3 che si stanno svolgendo a Fabriano. Perché è questa la prima novità della serie: le suore hanno cambiato convento. Sfrattate dal vecchio convento di Modena, ne hanno ricevuto uno nuovo da un misterioso benefattore ed è qui, nella cittadina delle Marche, in provincia di Ancona, celebre per la produzione di carta, che si svolgeranno le loro nuove avventure. Venti gli episodi targati Lux Vide e Rai Fiction (per dieci prime serate che andranno in onda su Raiuno nel prossimo autunno) che il regista Francesco Vicario sta girando, forte del successo da sette milioni di spettatori a puntata della stagione precedente.

Naturalmente al centro delle nuove puntate c’è sempre lei, suor Angela, che stavolta si cimenterà anche nell’insegnamento in un liceo: «Rimettere il suo abito è come incontrare una vecchia amica, mi dà la gioia del ritorno in famiglia durante le vacanze di Natale» racconta l’attrice che, come in ogni fiction seriale che si rispetti, in Che Dio ci aiuti 3 ritroverà alcuni personaggi che hanno fatto il successo della stagione precedente. Come Azzurra (Francesca Chillemi), ad esempio, che ha finalmente coronato il suo sogno d’amore con Guido (Lino Guanciale); o come Margherita (Miriam Dalmazio), che nella stagione precedente ha sposato Emilio (Ludovico Fremont) e ora è in dolce attesa. Non mancherà, naturalmente, suor Costanza (Valeria Fabrizi), la madre superiora burbera ma dal cuore d’oro. Tra tanti personaggi che sono rimasti, ce ne sono anche alcuni che hanno salutato
Che Dio ci aiuti alla fine della seconda stagione: Chiara, ad esempio, la giovane che si è fatta suora, o l’affascinante medico Francesco.

Qualche tempo fa, dopo il suo successo a The Voice, si era sparsa la voce che nel cast di Che Dio ci aiuti 3 , magari solo come guest star
in una puntata, di suor Cristina Scuccia. La giovane, invece, non ci sarà e a spiegarne il perché sono i produttori della Lux Vide Luca e Matilde Bernabei: «È una suora vera e preferiamo lasciarla stare, anche se ha scelto di fare un’operazione a nostro avviso fantastica. Suor Cristina piace a tutti e tutti vorremmo conoscerla ma metterla in una fiction come Che Dio ci aiuti rischierebbe di sembrare una banale operazione di marketing». Per i Bernabei, tuttavia, «il suo successo dovrebbe far riflettere », perché se «in questo momento i personaggi più amati della fiction sono religiosi come don Matteo e suor Angela, questo può voler dire solo una cosa: c’è un bisogno profondissimo di avere punti di riferimento e la gente li trova in personaggi televisivi da cui si sente accolta, che percepisce come amici e a cui, incontrandoli per strada, dà del tu. Per questo noi della Lux ci arrabbiamo quando ci dicono che siamo buonisti: non lo siamo affatto, raccontiamo il bene e il male, esattamente come si presentano nella vita. Anche perché, se proponi qualcosa che non corrisponde alla realtà, il pubblico non ti guarda».

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