Maradona invitato da Papa a Partita pace

Ci sarà anche Diego Maradona in campo per la Partita della pace del primo settembre allo stadio Olimpico di Roma, voluta da Papa Francesco. Ed è stato proprio il Pontefice, fa sapere l’ex fuoriclasse del Napoli, ad averlo invitato. “È un onore – scrive Maradona su un social network – essere stato invitato da Papa Francesco a partecipare alla Partita interreligiosa della pace”. Il messaggio, scritto anche in spagnolo e in inglese, si conclude così: “#FreeGaza #Palestina #Irak, #Israel”.

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«Come fa la Comunità di Sant’Egidio ad organizzare una marcia per la pace quando la sua solidarietà va a braccetto con la vendita delle armi, accettando finanziamenti da una azienda come Finmeccanica?».

È la domanda diretta ed esplicita che alcuni fiorentini, cattolici e no – fra cui lo studioso del pacifismo Alberto L’Abate, don Alessandro Santoro della Comunità delle Piagge, la consigliera comunale della lista civica perUnaltracittà Ornella De Zordo e il giornalista Lorenzo Guadagnucci –, hanno rivolto alla Comunità di Sant’Egidio, anche in seguito all’articolo di Adista (n. 1/12) in cui si rilevavano le contraddizioni del movimento fondato da Andrea Riccardi, “diviso” fra armi e solidarietà: l’impegno per la pace e la solidarietà, unito alle sponsorizzazioni assai discutibili di aziende armiere come Finmeccanica, “banche armate” come Unicredit e Intesa-San Paolo, industrie farmaceutiche più attente al profitto che alla salute.

Risposte dalla Comunità di Sant’Egidio, come era prevedibile – anche perché di queste stesse contraddizioni Adista parlò già nel 2007 (n. 21/07) –, non sono arrivate, ma le domande, e le contraddizioni, rimangono tutte.

Pubblichiamo di seguito il testo integrale della lettera. (l. k.)

Lettera alla Comunità di Sant’Egidio

Carissime amiche e carissimi amici della Comunità di S. Egidio,

abbiamo visto che avete organizzato per il primo gennaio 2012 una Marcia per la pace in varie città d’Italia; a Firenze in particolare è stata legata al problema del razzismo, in solidarietà con la comunità senegalese, colpita recentemente, dal barbaro assassinio che ha portato alla morte di due dei suoi membri ed al ferimento di altri tre.

Ma questa volta ci viene un dubbio. Come fa la Comunità di Sant’Egidio ad organizzare una marcia per la pace e la solidarietà quando, come risulta dalla stampa, la sua solidarietà va a braccetto con la vendita delle armi, accettando finanziamenti da una azienda come Finmeccanica? O quando il suo fondatore, Andrea Riccardi, come ministro dell’attuale governo, ha approvato il totale rifinanziamento delle nostre missioni e spese militari, e se ne è fatto addirittura il portavoce presso la stampa?

In questo momento la crisi economica viene fatta pagare ai più poveri, e non si approfitta, invece, di questa crisi per ridurre almeno del 5%  ogni anno, come richiesto da varie organizzazioni nonviolente italiane, queste spese che, investite nella società civile, porterebbero sicuramente un maggiore sviluppo ed una maggiore occupazione. Sarebbe  importante che si ricordasse ai ministri, colleghi del governo, la frase di Bonhoeffer: «Le armi uccidono anche se non vengono usate». Come può un membro di un ente religioso come il vostro approvare che il governo italiano continui a spendere enormi cifre per le armi e per le guerre (ad esempio in Afghanistan) e non le riduca invece per investirle nella società civile?

Perché, invece di approvare il mantenimento delle spese militari attuali, non ci si adopera, all’interno del governo, perché questo prenda coscienza dell’assurdità di seguire questa strada, cercandone piuttosto di radicalmente alternative?

È questo che chiede il mondo del volontariato e della solidarietà cui ci si vanta di appartenere. Solo se ci fosse stato un impegno in questo senso ci saremmo sentiti di partecipare, con gli amici senegalesi, alla marcia per la pace e la solidarietà da voi promossa a Firenze. La vostra comunità cristiana ricorda le parole di Gesù: «Sia il vostro parlare sì, sì; no, no»? Alla guerra noi possiamo dire soltanto No ed essere duri come pietre. In attesa di un riscontro a questa nostra vi salutiamo cordialmente.

Alberto L’Abate, Carlo Maria Boni, Tiziano Cardosi, Pietro Maffezzoli, Pierluigi Ontanetti, Mariapia Passigli (ulteriori firmatari: Myriam Bartolucci, Francesco Benvenuti, Moreno Biagioni, Franca Bonichi Rastrelli, Ornella De Zordo, Tommaso Grassi, Lorenzo Guadagnucci, Isabella Horn, Camilla Lattanzi, Luca Lovato, Lapo Miccinesi, Roberto Pelozzi, Luisa Petrucci, Mariateresa Saltarelli, Alessandro Santoro, Sandro Targetti, Riccardo Torregiani).

adista notizie 3 – 2012