Papa in Corea. Lanciati dalla Corea del Nord 3 missili a corto raggio

Pyongyang ha lanciato 3 missili a corto raggio verso il Mare del Giappone, hanno fatto sapere dal ministero della Difesa della Corea del Sud.

Il lancio è avvenuto alla vigilia dell’arrivo a Seul di Papa Francesco. E’ la prima visita di un Papa in Corea del Sud negli ultimi 25 anni.

Secondo il ministero della Difesa della Corea del Sud, i lanci sono stati effettuati dalla base navale situata nella città di Wonsan, nel nord-est della Corea del Nord. I missili hanno percorso 220 chilometri prima di cadere ed affondare nelle acque ad est della penisola coreana.
Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru

Papa: buddisti, in Corea favorirà dialogo

(ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 11 AGO – “È un grande privilegio dare il benvenuto a Papa Francesco. Noi buddisti crediamo che la visita di Sua Santità renderà il dialogo più significativo e contribuirà a creare un clima più tranquillo in questa penisola ancora divisa”. È quanto scrive il monaco buddista Jaseung, presidente dell’Ordine Jogye. “Attraverso la sua presenza, ci auguriamo che i cittadini coreani impareranno a dimostrare amore e compassione nei confronti dei loro vicini”, sottolinea il monaco buddista.

Ebola: Guinea chiude confine con vicini Per arginare epidemia. Cresce allarme anche in Nigeria

(ANSA) – CONAKRY, 10 AGO – La Guinea ha deciso di chiudere le frontiere con le vicine Liberia e Sierra Leone per cercare di arginare l’epidemia di Ebola. Lo hanno annunciato le autorità governative. Attualmente i tre paesi, i più colpiti dal virus con centinaia di vittime, hanno dichiarato lo stato di emergenza, così come ha fatto anche la Nigeria, dove i casi sono saliti nelle ultime ore a nove.

Pioggia di razzi su Israele, Tel Aviv colpisce obiettivi a Gaza

(AGI) – Gerusalemme, 9 ago. – L’aviazione israeliana ha centrato in mattinata una trentina di obiettivi nella Striscia di Gaza, reagendo cosi’ al lancio di 60 razzi contro il territorio dello Stato ebraico. Lo ha affermato un portavoce dell’esercito israeliano mentre una fonte di Hamas ha sottolineato che nel mirino dei raid vi erano abitazioni, moschee e centri abitati. Questa mattina dalla Striscia erano stati sparati cinque colpi di artiglieria, che non avevano fatto alcuna vittima. I raid israeliani sulla Striscia di Gaza hanno fatto almeno 5 morti tra i palestinesi. Lo ha riferito il portavoce dei Servizi di emergenza Ashraf al-Qudra. Due hanno perso la vita “nel campo di Al-Maghazi” e altre tre corpi sono stati trovati sotto le macerie di una moschea “bombardata dagli aerei”. Intanto proseguono al Cairo i tentativi egiziani di riportare la tavolo della trattativa Hamas e Israele dopo la rottura della tregua. Se il movimento islamista accusa la controparte di voler allungare il negoziato e ignorare la richiesta della fine dell’embargo, da parte israeliana si sottolinea che e’ inutile negoziare mentre continuano i lanci di razzi. Un gruppo di medici dell’Nhs, il servizio sanitario nazionale britannico, verra’ inviato dal governo del Regno Unito a Gaza per aiutare a curare le persone rimaste ferite durante i combattimenti e i bombardamenti israeliani.

Fonti di Downing Street hanno fatto sapere al Daily Mail che il team medico partira’ entro le prossime 48 ore. Il premier, il conservatore David Cameron, ha detto: “L’Nhs ha sempre aiutato le persone in difficolta’ e questo team di esperti avra’ un ruolo cruciale nell’aiutare centinaia di palestinesi coinvolti nel conflitto”. Il gruppo di dottori e’ stato scelto dall’International Emergency Trauma Register, dove gli operatori sanitari (non solo medici ma anche infermieri professionali e tecnici) si registrano per poter prestare servizio all’estero. I britannici inizialmente andranno al centro medico di aiuto per i palestinesi dell’ospedale Al Mokassed a Gerusalemme est. Poi cercheranno, se e quando le ostilita’ si saranno fermate, di entrare nella Striscia di Gaza, per operare direttamente in loco. A finanziare l’operazione sara’ il dipartimento britannico per lo Sviluppo internazionale. (AGI) .

Turchia: verso il trionfo di Erdogan, nuovo presidente ‘sultano’

Con la notizia di buon auspicio – per lui – delle dimissioni di Enis Berberoglu, direttore del quotidiano d’opposizione “Hurriyet”, l’islamista Recep Tayyip Erdogan, da 12 anni al potere in Turchia, si appresta domani a vincere le elezioni presidenziali. Tutti i sondaggi lo danno l’attuale premier per super-favorito in elezioni (le prime dirette con mandato di 5 anni rinnovabile una volta, dopo la riforma voluta da Erdogan e ratificata da un referendum nel 2010) il cui unico dubbio resta il margine del suo trionfo, ed anche l’ipotesi che sia necessario un ballottaggio (eventualmente il 24 agosto), e’ considerata minoritaria.
I sondaggi lo danno ampiamente sopra il 50% con il suo principale rivale, l’ex diplomatico Ekmeleddin Ihsanoglu, staccato di 20 punti. Settanta anni e studioso dell’Islam, Ihsanogl e’ candidato di consenso tra i maggiori partiti d’opposizione, i laici del CHP e i nazionalisti del MHP. Terzo sfidante, Selahattin Demirtas, che piu’ che leader del partito curdo e’ riuscito a presentarsi come candidato della sinistra.
Erdogan – che a sorpresa stravinse le amministrative del 30 marzo, dove era prevista una batosta dopo la sanguinosa repressione la scorsa estate delle proteste di Gezi Park – non ha fatto misteri che l’obiettivo del suo mandato sara’ trasformare la Turchia in un repubblica presidenziale dopo le legislative del 2015. Al momento non puo’ perche’ non non dispone dei due terzi del Parlamento. In ogni caso da presidente, Erdogan otterra’ – secondo i suoi denigratori – la cosa che al momento gli sta piu’ a cuore: l’immunita presidenziale che lo mettera’ al riparo dalle indagini in corso per presunte storie di corruzione che hanno visto coinvolti suoi ministri, dimissionati, ed anche il figlio intercettato. (AGI) .

Ebola, morta una suora congolese

La missionaria congolese Chantal Pascaline, una delle due suore che prestava le sue cure insieme ai due religiosi spagnoli affetti dal virus Ebola ed evacuati giovedì a Madrid, è morta oggi a Monrovia dopo essere stata colpita da questa febbre emorragica. Lo ha annunciato l’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio per il quale lavorava.

Dello stesso ordine religioso fa parte anche il prete spagnolo Miguel Pajares, primo malato infetto dal virus ad essere stato rimpatriato in Europa. Miguel Pajares, 75 anni, è arrivato in Spagna con un aereo sanitario militare insieme alla religiosa Juliana Bonoha, anche lei spagnola, che lavorava con lui in quest’ospedale della capitale liberiana, ma i test ai quali quest’ultima è stata sottoposta sono risultati fino ad oggi negativi. Miguel Pajares e Juliana Bonoha sono ora ricoverati sotto stretta sorveglianza all’ospedale Carlos III di Madrid. Le condizioni del sacerdote sono “stabili”.

L’Ordine di San Giovanni di Dio aveva chiesto a Madrid il trasferimento d’urgenza in Spagna anche di Pascaline e della suora guineana Paciencia Melgar, anche lei colpita da Ebola. Ma il governo spagnolo aveva fatto sapere che prevedeva l’evacuazione “solo degli spagnoli”. Le due suore, come Juliana Bonoha, appartengono alla congregazione delle Missionarie dell’Immacolata concezione.

avvenire

 

Cina: ‘curano’ i gay con elettroshock e cavi elettrici, a processo

(AGI) – Pechino, 31 lug. – Processo storico in Cina dove, in un tribunale di Pechino, si e’ tenuta oggi la prima causa legale contro il “trattamento correttivo gay”. La sentenza, che arrivera’ entro un mese, rappresentera’ una pietra miliare nel campo giuridico cinese e nella lotta alle discriminazioni che ogni giorno combattono gli oltre 50 milioni di omosessuali cinesi. Dentro le stanze della corte di Haidian, Yang Teng, 30 anni, ha parlato della terapia cui la clinica Xinyu Piaoxiang di Chongqing, da lui denunciata, lo ha sottoposto: un trattamento a base di elettroshock e ipnosi per ‘curarlo’ dall’attrazione verso le persone del proprio sesso che gli ha lasciato disturbi mentali e psichici. Il ragazzo si era sottoposto volontariamente lo scorso febbraio al trattamento, spinto dalle pressioni dei genitori impazienti di vederlo sposato e con un figlio. “La mia citta’ e’ un piccolo centro e le persone tengono molto in considerazione il parere dei propri familiari” si e’ difeso Yang che ora assicura di aver accettato la sua omosessualita’. E di voler giustizia. Oltre alla clinica, il ragazzo ha infatti denunciato anche il motore di ricerca Baidu per lo spazio pubblicitario concesso a questo tipo di trattamenti. Fuori dal tribunale un gruppo di attivisti si e’ radunato per manifestare contro chi vede nell’omosessualita’ una malattia nonostante in Cina sia stata cancellata dall’elenco dei disordini mentali nel 1997 e depenalizzata nel 2001. “Tribunale di Haidian, opponiti alla terapia di conversione”, “L’omosessualita’ non necessita di cure” si leggeva su alcuni striscioni sventolati dai manifestanti. Yang Teng non e’ il solo ad aver fatto ricorso alla terapia. A gennaio scorso, Zhang, 25 anni, aveva raccontato all’agenzia AFP che tre anni fa “per non deludere la famiglia o causare problemi” si sottopose a una delle terapie per la correzione della sessualita’ dei dottori dello Haiming Psychological Consulting Centre di Pechino. La seduta durava all’incirca 30 minuti durante i quali Zhang, con dei cavi collegati ai genitali, guardava film porno a tema omosessuale: “ogni volta che avevo una reazione ricevevo una scossa elettrica”. “Non era scioccante, ma dolorosa” raccontava il ragazzo all’agenzia France Presse. Poi la situazione precipito’: “Avevo sempre mal di testa, mi sono licenziato, facevo debiti per pagare le cure. Ero depresso. Volevo morire”.
La “terapia di conversione” come viene definita e’ conosciuta da oltre un secolo in tutto il mondo – viene ancora praticata anche in Gran Bretagna, Usa e Singapore – ma e’ abbandonata da tempo negli ambienti di medicina. La Pan American Health Organization, ufficio americano dell’OMS, nel 2012 ha precisato che le terapie correttive “mancano di prove scientifiche e mediche e sono eticamente inaccettabili”.

31 Luglio 2014 ore 21,24

 

 

Missile abbatte aereo malese 295 civili a bordo, tutti morti Scontro tra Kiev e Mosca

E’ un Boeing 777 della Malaysia Airlines partito da Amsterdam

Un Boeing 777 della Malaysia Airlines è stato abbattuto in Ucraina vicino al confine con la Russia. Era in volo da Amsterdam a Kuala Lumpur con a bordo 280 passeggeri e 15 membri dell’equipaggio, sono tutti morti secondo fonti locali. L’aereo ha cominciato a perdere quota circa 50 chilometri prima di entrare nello spazio aereo russo ed e’ precipitato in territorio ucraino. La regione in cui e’ quella di Shiaktiorsk, 40 chilometri a est di Donetsk, una zona di combattimenti.

A bordo dell’aereo ci sarebbero stati 23 americani. Lo riportano fonti Usa.

Scene apocalittiche davanti a soccorritori del Boeing – Lamiere bruciate, pezzi di aereo, fuoco e fumo ovunque. E soprattutto corpi. Tantissimi corpi senza vita finiti tra i detriti. E’ una scena apocalittica quella che si sono trovati di fronte i soccorritori del boeing 777 precipitato nel piccolo villaggio di Grabove, nella regione di Donetsk, da mesi al centro di scontri tra insorti filorussi e forze ucraine. E infatti i primi ad accorrere dopo il terribile impatto sono stati proprio i ribelli, accanto ai pompieri. Con i fucili ancora in spalla si sono messi a dare una mano ai vigili del fuoco che cercavano di domare le fiamme. Attorno, solo desolazione. Nemmeno una delle 295 persone salite sull’aereo ad Amsterdam per andare in vacanza a Kuala Lumpur, tra le quali anche bambini, è sopravvissuta. I corpi sono tutti lì, incastrati tra le lamiere, sbalzati a metri e metri di distanza, gettati a terra, tra sedili dell’aereo, pezzi di fusoliera e la coda del Boeing, sulla quale si legge ancora il logo della Malaysia Airlines. Un impatto impressionante che ha spazzato via la campagna coprendo di cadaveri e detriti una vastissima zona del piccolo villaggio. Ma risparmiando fortunatamente le zone abitate, dalle quali la gente, attonita, continua a guardare l’impressionante colonna di fumo che si è levata dalla campagna. Che ora sembra una zona spettrale. Un aereo sul quale erano salite 280 persone provenienti da tutto il mondo e dirette in vacanza o a concludere affari di lavoro. Accolti da 15 persone dell’equipaggio, sul boeing erano decollati francesi, americani, belgi, olandesi. Uno di loro, prima di partire aveva fatto uno scherzo dissacrante, forse per scacciare un presentimento. Aveva postato una foto dell’aereo su Facebook, scrivendo: “Se dovesse sparire, questo è il suo aspetto da fuori”. Un ironico riferimento all’aereo della stessa compagnia scomparso l’8 marzo scorso in volo da Kuala Lampur a Pechino, che ora ha il sapore di un tragico presagio.

Sarebbe stato abbattuto ad una altezza di 10 mila metri il Boeing 777 caduto nell’Ucraina dell’est: lo riferisce Interfax citando una fonte dell’aviazione russa.

Renzi: ‘Verifiche autorità italiane’
“Le nostre autorità stanno facendo le loro verifiche, l’intera comunità internazionale segue con enorme apprensione questa dolorosa vicenda”m dice il premier Matteo Renzi, commentando la vicenda.

Poroshenko: ‘Atto terroristico’
“Un atto terroristico”. Così il presidente ucraino Petro Poroshenko ha commentato la tragedia dell’aereo della Malaysia Airlines precipitato in Ucraina vicino al confine russo. In un tweet del suo portavoce Sviatoslav Tsegolko si legge:”Poroshenko sull’aereo abbattuto: non è né un incidente, nè una catastrofe, è un atto terroristico”.

L’aereo precipitato in Ucraina è una “terribile tragedia”, afferma il presidente americano, Barack Obama.

Ue, serve indagine internazionale
L’Alto rappresentate Ue Catherine Ashton si dice “scioccata dalle notizie sulle circostanze per la tragica perdita” dell’aereo della Malaysian Airlines. “Le circostanze devono essere chiarite senza ritardo – afferma – ed un’indagine internazionale deve fare piena luce su questa tragedia”.

I separatisti filorussi hanno riferito di aver già rinvenuto nel luogo dove è caduto il Boeing malese, in una zona verde dell’Ucraina dell’est, decine di corpi, tra cui molti di bambini. Andrei Purghin, primo vicepremier dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, ha promesso che le scatole nere, appena verranno ritrovate, saranno consegnate alle autorità russe “per una indagine obiettiva”.

Il servizio aeronautico civile ucraino aveva chiuso lo scorso 8 luglio lo spazio aereo a est del Paese, in seguito ai combattimenti contro i secessionisti filorussi, autorizzando il transito dei velivoli solo sopra i 7900 metri. Il Boeing malese volava a 10 mila metri di quota.

I corpi delle vittime del Boeing malese sono sparsi in un raggio di 4 km, secondo una fonte delle autorità regionali ucraine locali. La zona è presidiata dai secessionisti filorussi, che non lasciano entrare né i soccorritori né gli inquirenti ucraini. Porte aperte invece per una troupe della tv russa Lifenews, che sta trasmettendo in diretta le immagini del disastro, con corpi straziati, rottami ovunque, oggetti personali, passaporti spesso intatti, molti di cittadini olandesi e malesi

E’ scambio di accuse, per ora solo velate, tra Mosca e Kiev sulle responsabilità dell’abbattimento dell’aereo civile malese nell’Ucraina dell’est, a 10 mila metri di altezza. Una fonte russa autorevole citata da Interfax spiega che un aereo può essere colpito a quell’altezza solo da missili S-300 o Buk. Secondo la stessa fonte, i secessionisti filorussi non dispongono di tali armamenti, mentre “secondo dati di controllo obiettivo, ieri nella zona di Donetsk è stata trasportata una divisione di sistemi anti aerei Buk delle forze militari ucraine e a Kharkov stanno per inviare una divisione della stessa arma”. Dal canto suo, il portavoce del consiglio nazionale ucraino di Difesa Andrei Lisenko afferma che tra i separatisti sarebbero stati avvistati alcuni sistemi missilistici capaci di colpire aerei ad alta quota, tra cui i Buk. Nelle ultime settimane i miliziani hanno abbattuto diversi velivoli ucraini, tra cui Antonov, Ilushin, caccia Sukhoi ed elicotteri Mi.

L’aereo malese precipitato in Ucraina vicino al confine con la Russia sarebbe stato abbattuto da un caccia ucraino, a sua volta poi colpito dalle forze filorusse. E’ la ricostruzione che fa il sito ufficiale della Repubblica di Lugansk, in mano ai separatisti filorussi. “Testimoni-si legge-hanno visto il Boeing 777 attaccato da un caccia ucraino. Il Boeing si è spaccato in due ed è caduto nel territorio della repubblica di Lugansk. Dopo l’attacco il caccia è stato abbattuto ed è caduto sullo stesso territorio”.

L’allarme nel mondo

L’unità di crisi della Farnesina è in contatto con la rete diplomatica consolare per verificare l’eventuale presenza di italiani a bordo del Boeing 777 caduto nell’Ucraina dell’est con a bordo 280 passeggeri e 15 membri dell’equipaggio. Lo si apprende dalla Farnesina

La Casa Bianca e’ a conoscenza delle informazioni media sull’aereo caduto e sta monitorando la situazione. Lo riporta la stampa americana.

Affondano le compagnie aeree in Borsa dopo la notizia dell’area della Malaysia Airlines caduto in Ucraina. Delta Airlines perde il 3,8%, United Continental il 4,3% e American Airlines il 4,2%. In calo anche le compagnie aree europee. Lufthansa chiude in calo del 2,4%.

Boeing e’ a conoscenza delle informazioni sull’aereo della Malaysia Airlines caduto in Ucraina e sta raccogliendo informazioni. Il velivolo era un Boieng 777.

Il servizio di azione esterna dell’Ue sta seguendo la vicenda dell’aereo della Malaysia Airlines partito da Amsterdam e precipitato in Ucraina, al confine con la Russia. Al momento, tuttavia, non ci sono commenti ufficiali sulla vicenda.

Il presidente americano, Barack Obama, e’ stato aggiornato sull’aereo caduto in Ucraina. Lo afferma la Casa Bianca. Obama ha annunciato ieri un inasprimento delle sanzioni contro la Russia per la crisi Ucraina.

Compagnie aeree corrono ai ripari

La Francia chiede alle compagnie aeree di evitare di sorvolare lo spazio aereo dell’Ucraina: è quanto si legge sul sito internet del quotidiano Le Figaro.

Le rotte lungo le quali si è verificata la tragedia dell’aereo precipitato tra Russia e Ucraina “sono state inibite, quindi non ci passiamo”. E’ quanto fanno sapere da Alitalia, che assicura comunque come non ci fosse nessun velivolo della compagnia italiana in zona quando è successo il fatto.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Pena morte: esecuzione in Missouri

NEW YORK – La pena di morte torna anche in Missouri dove il condannato John Middleton e’ stato sottoposto all’iniezione letale dopo che l’ultimo appello in extremis alla Corte Suprema e’ stato respinto da uno dei ”togati” di Washington. L’uomo doveva essere messo a morte ieri notte ma l’esecuzione era stata rinviata perché un giudice federale aveva chiesto in extremis un riesame delle sue condizioni mentali. A dire l’ultima parola e’ stato il giudice Samuel Alito, cattolico e conservatore.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA