Usa, la Corte boccia il ricorso del Dipartimento di Giustizia

La Corte d’Appello ha respinto il ricorso urgente presentato ieri sera dal Dipartimento di Giustizia americano che chiedeva la sospensione della decisione del giudice federale di Seattle che aveva bloccato il bando di ingresso negli Stati Uniti per persone provenienti da 7 Paesi a maggioranza musulmana emesso dal presidente Donald Trump.

La sfida legale era partita dagli stati di Washington e Minnesota che avevano chiesto per primi il blocco del provvedimento, cui pero’ i legali del governo avevano posto giudizio negativo, che il giudice di Seattle James Robart ha invece respinto affermando che la causa ha fondamento. Il giudice federale James Robart ha quindi emesso una ingiunzione restrittiva verso il provvedimento, su richiesta degli stati di Washington e Minnesota, che ha effetto a livello nazionale.

L’opinione di questo cosiddetto giudice, che essenzialmente priva il nostro paese della legalità, è ridicola e verrà rovesciata“. Così, su Twitter, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si scaglia contro il giudice federale di Seattle che ha bloccato il decreto per le restrizioni sugli ingressi negli Usa alle persone provenienti da 7 paesi a maggioranza musulmana. Donald Trump è in Florida per il primo weekend da presidente nel suo lussuoso resort di Mar-A-Lago, ma questa mattina ha mostrato la sua ira in una serie di tweet contro la decisione del giudice James Robart. “Quando un Paese non è più in grado di dire chi può e chi non può entrare e uscire, specialmente per ragioni di sicurezza, è un grosso problema”, ha scritto il presidente.

Poi in un altro tweet, Trump ha scritto: “E’ interessante che alcuni Paesi del Medio Oriente siano d’accordo con il bando. Sanno che se a certe persone viene concesso di entrare è morte e distruzione!”.

Il dipartimento di Stato ha annullato la cancellazione dei visti per l’ingresso negli Usa che aveva messo in pratica dopo la firma del decreto da parte del presidente Donald Trump che limitava l’ingresso a cittadini provenienti da sette paesi a maggioranza musulmana, dopo che un giudice federale ha disposto il blocco temporaneo del provvedimento.

Il dipartimento Usa per la Sicurezza Interna non imporrà alle compagnie aeree lo stop per passeggeri dotati di visto interessati dal bando disposto dal presidente Donald Trump per gli ingressi da sette paesi a maggioranza musulmana. Così facendo anche il dipartimento in questione sospende di fatto l’applicazione del provvedimento voluto dal presidente, alla luce della decisione di un giudice federale che blocca temporaneamente l’ordine esecutivo.

IL FATTO – Negli Stati Uniti ”nessuno e’ sopra la legge, nemmeno il presidente”. E’ l’attorney general dello Stato di Washington, Bob Ferguson, che commenta cosi’ la decisione di un giudice federale di Seattle di bloccare temporaneamente e su base nazionale il decreto del presidente Donald Trump che impone restrizioni all’ingresso negli Stati Uniti di persone provenienti da sette paesi a maggioranza musulmana. Decisione che apre un caso destinato secondo diversi esperti ad arrivare fino alla Corte Suprema, ma non prima di una guerra legale gia’ dichiarata dalla Casa Bianca che, determinata a difendere l’ordine esecutivo di Trump, ha annunciato un ricorso di emergenza.

La svolta e’ giunta a sorpresa nella serata di venerdi’, quando Donald Trump era gia’ atterrato in Florida, accolto da Melania, pronto a passare il primo weekend da presidente nel suo lussuoso resort di Mar-a-Lago. La sfida legale era pero’ gia’ partita nei giorni scorsi, dagli stati di Washington e Minnesota che avevano chiesto per primi il blocco del provvedimento, cui pero’ i legali del governo avevano posto giudizio negativo, che il giudice di Seattle James Robart ha invece respinto affermando che la causa ha fondamento. Robart ha quindi emesso una ingiunzione restrittiva verso il provvedimento, su richiesta degli stati di Washington e Minnesota, che ha effetto a livello nazionale.

In sostanza dopo la firma dell’ordine esecutivo da parte del presidente Donald Trump, lo Stato di Washington ne aveva denunciato gli effetti discriminatori e il danno significativo che la decisione procurava ai residenti. Il Minnesota si era poi accodato e i due stati avevano chiesto un’ingiunzione restrittiva temporanea affinche’ la loro denuncia potesse essere valutata, incentrata tra l’altro sulla possibilita’ che sezioni chiave del provvedimento siano incostituzionali.

Sara’ questo infatti il punto cruciale della disputa che avra’ come scopo ultimo stabilire la costituzionalita’ dell’ordine esecutivo. Dal punto di vista degli effetti immediati, il blocco del bando dovrebbe consentire adesso a coloro che detengono un visto di entrare negli Stati Uniti, non e’ tuttavia ancora chiaro cosa stia accadendo ai posti di frontiera, quindi agli aeroporti. La Casa Bianca non ha tardato a rispondere alla ‘sfida’ e, in una note dal tono perentorio, ha fatto sapere che ”al piu’ presto possibile” il dipartimento di Giustizia intende presentare un ricorso di emergenza alla decisione del giudice federale nello Stato di Washington, dicendosi quindi determinata alla difesa dell’ordine esecutivo ”che siamo convinti essere legale e appropriato”.

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Manifesti contro Papa Francesco mentre commissaria l’Ordine di Malta, avamposto dell’offensiva dei conservatori

Quei manifesti abusivi contro Papa Francesco che hanno tappezzato il centro di Roma questa mattina sono una coincidenza? Oppure, com’è più probabile, non lo sono?

La nomina di monsignor Angelo Becciu, il sostituto (numero due) della Segreteria di Stato vaticana, come “delegato speciale“ del Papa presso il Sovrano Militare Ordine di Malta, quasi un suo commissario, era attesa per questa settimana. Si parlava di giovedì o venerdì (e infatti la lettera del Papa porta la data di giovedì 2 febbraio). Ed è stata comunicata pubblicamente dalla Sala Stampa oggi, sabato, tradizionalmente una giornata dedicata ad importanti annunci di Oltretevere. Ed ecco che sui muri di Roma anche il caso dell’Ordine di Malta compare tra quelli rinfacciati a Francesco sui manifesti dei “tradizionalisti anonimi”, che è difficile catalogare come semplici pasquinate, e che richiamano il volo di corvi.

Anche se il Papa, trapela dal Vaticano, ha appreso la notizia “con serenità e distacco”, alla domanda iniziale è più razionale, oltre che ragionevole, rispondere di no.

Fin dall’inizio, il caso dell’Ordine di Malta è apparso come l’avamposto di una nuova guerra vaticana mossa al Papa. E di questo Francesco stesso deve essere stato ben consapevole, se l’annuncio della commissione d’indagine sull’Ordine (seguita alla defenestrazione del Gran Cancelliere, ora di nuovo al suo posto, da parte del Gran Maestro, ora dimissionato) è stato dato il 22 dicembre in concomitanza con il discorso per gli auguri di Natale alla Curia. In quell’occasione, Francesco aveva parlato delle resistenze malevole alle riforme che “germogliano in menti distorte e si presentano quando il demonio ispira intenzioni cattive (spesso ‘in veste di agnelli’)“.

Il cardinale Patrono dell’Ordine di Malta – verosimilmente promotore della destituzione del Gran Cancelliere abusando della parola del Papa – è il cardinale americano conservatore Raymond Burke, uno dei quattro firmatari dei Dubia contro l’Esortazione apostolica Amoris Letitia. Un porporato che solo pochi giorni dopo l’inizio del caso Malta (il 10 novembre, il primo colloquio con il Papa) ha sfidato apertamente l’autorità papale e posto addirittura un ultimatum, annunciando che avrebbe proceduto ad una “correzione formale” di Francesco se, appena passate le feste natalizie, il Papa non avesse risposto ai Dubia.

Anche i cardinali inascoltati sono citati nei manifesti anonimi di ieri. Davanti alla Curia il Papa aveva ricordato che “la sua potestà singolare, ordinaria, piena, suprema, immediata ed universale” si esercita nei confronti di tutti i fedeli. Ed è questo quello che è avvenuto nei confronti del Gran Maestro dell’Ordine, Mattew Festin, cui il Pontefice ha chiesto le dimissioni il 25 gennaio, dopo aver ricevuto e letto quello che potremmo chiamare “il Rapporto Tomasi”. Cioè le risultanze di un mese di indagini su quanto che stava succedendo all’Ordine di Malta. Alcuni siti di informazione religiosa esteri hanno parlato a riguardo di problemi finanziari, ma anche sottovalutazioni di casi di pedofilia e affiliazione di alcuni membri ad associazioni che non sono compatibili con l’insegnamento cattolico (la massoneria?). A Natale il Papa aveva inoltre ricordato che compito della Curia è quello di sostenere il Pontefice nell’esercizio di questa sua potestà. Ecco perché tutta la vicenda di Malta è stata gestita dal segretario di Stato cardinale Pietro Parolin (a sua firma anche la lettera in cui sono state annullate tutte le decisioni prese da Festin), la cui azione proprio per questo è difficilmente configurabile come un’ingerenza nella sovranità di un altro ente sovrano.

L’Ordine infatti è a tutti gli effetti una parte della Chiesa cattolica, un ordine religioso composto da laici e professi e non un club di nobili, e la sua indipendenza non può essere invocata in sé (ha scritto papa Francesco al Sovrano Consiglio) ma deve essere funzionale al suo servizio di salvaguardare la fede cattolica e servire i poveri. Solo così si giustifica.

Adesso sarà il sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Becciu, a dover accompagnare l’Ordine di Malta durante un periodo di transizione “per il suo rinnovamento morale e spirituale”. Becciu avrà – come gli ha scritto Francesco – “tutti i poteri necessari” e sarà il suo unico portavoce nei confronti dell’Ordine di Malta. Fino all’elezione del nuovo Gran Maestro.

Quanto durerà questo affiancamento? La Costituzione attuale dell’Ordine prevede che una volta che venga a mancare il Gran Maestro (normalmente si tratta di un incarico a vita) il Consiglio compito di Stato chiamato a scegliere il successore debba essere convocato tra i 15 giorni e i tre mesi successivi. Ma durante una conferenza stampa tenuta giovedì scorso, a specifica domanda, il Gran Cancelliere Boeselager ha risposto che c’è anche la possibilità che “per un anno” possa governare un Luogotenente. Fino alla nomina del nuovo Gran Maestro, il delegato speciale Becciu agirà in ogni caso in stretta collaborazione con l’attuale luogotenente interinale Fra’ von Rumerstein. E insieme dovranno decidere anche come procedere perché venga compiuto uno studio “in vista dell’opportuno aggiornamento della Carta Costituzionale dell’Ordine e dello Statuto”.

http://www.huffingtonpost.it/

WikiLeaks, “il Vaticano sa dell’esistenza degli alieni”. La rivelazione dell’ex astronauta Mitchell

Una mail del gennaio 2015 dell’ex membro dell’equipaggio dell’Apollo 14 è stata intercettata dai whistleblower. Il destinatario del messaggio era l’attuale direttore della campagna elettorale di Hillary Clinton, il cui staff però replica: l’associazione di Julian Assange “è manovrata dalla Russia che vuole far vincere Trump”

La rivelazione l’ha fatta Edgar Mitchell, il sesto uomo a mettere piede sulla Luna. E avrebbe del clamoroso: ilVaticano è consapevole dell’esistenza di forme di intelligenzaextraterrestre. L’ex astronauta, morto nel febbraio 2016, lo ha affermato in una mail risalente al gennaio 2015, e resa nota daWikiLeaks nelle scorse ore, insieme ad altri 2mila messaggi riservati.

La mail incriminata era stata inviata da Mitchell a John Podesta, l’attuale direttore della campagna elettorale di HillaryClinton. Mentre parlava di un imminente incontro, e degli argomenti che vi si sarebbero trattati, Mitchell scriveva al suo destinatario: “Il mio collega cattolico Terri Mansfield ci… aggiornerà sulla consapevolezza del Vaticano rispetto all’ETI”, ovvero le forme di intelligenza extraterrestre. Mitchell non è nuovo a dichiarazioni su questo argomento: sin dalla metà degli anni ’90, l’ex membro dell’equipaggio dell’Apollo 14 si era detto sicuro dell’esistenza degli UFO, anche in virtù di fonti militari che aveva potuto consultare.

La pubblicazione dell’ultima serie di messaggi riservati suscita polemiche nello staff di Hillary Clinton: in particolare, il coinvolgimento di John Podesta viene considerato un tentativo di screditare gli uomini di fiducia dell’ex first lady. Dalla direzione della campagna presidenziale della candidata democratica hanno replicato denunciando che alcuni agenti dell’intelligence russastanno utilizzando WikiLeaks per “immischiarsi nelle nostre elezioni” e aiutare Donald Trump ad essere eletto alla Casa Bianca. Un portavoce è andato anche oltre, attaccando direttamente Julian Assange, affermando che lo scopo del fondatore di WikiLeaks è quello di “danneggiare” la Clinton.

In un altro messaggio intercettato dai whistleblower, Mitchell avverte Podesta della probabilità che un nuovo conflitto scoppiare nello spazio. “Possiamo ragionevolmente ritenere – scrive l’ex astronauta – che siamo più vicini che mai ad una guerra nello spazio. La maggior parte dei satelliti che orbitano intorno alla Terra appartengono appartengono a Stati Uniti, Cina e Russia. E i recentitest di armi anti-satellite – prosegue Mitchell – non aiutano esattamente a rasserenare il clima di paura”.

fonte: Fatto Quotidiano

BUFERA SUL CANDIDATO Il presidente dei senatori Repubblicani: ‘Trump lasci’

Secondo un sondaggio Abc il 43% degli americani vuole il passo indietro dopo il video del Washington Post e le frasi volgari del tycoon su due donne. I suoi pensano di sostituirlo con Pence, che lo attacca: ‘E’ indifendibile’. E lui replica: “Ipocriti moralisti”. Anche la moglie non è tenera ma dice: ‘Spero che la gente lo perdoni, resta un leader’. E arriva l’appello di Hillary alle donne: ‘Fermiamolo’.

ansa

Per il 43% degli americani Trump dovrebbe lasciare

USA 2016.

E’ quanto risulta da un sondaggio Abc. E’ scontro nel partito repubblicano dopo il video del Washington Post e le frasi volgari del tycoon su due donne. I suoi pensano di sostituirlo con Pence, che lo attacca: ‘E’ indifendibile’. Anche la moglie non è tenera ma dice: ‘Spero che la gente lo perdoni, resta un leader’. E arriva l’appello di Hillary Clinton alle donne: ‘Fermiamolo’

ansa

Yemen, ospedale Msf colpito in bombardamento: 11 morti e 20 feriti

E’ salito a 11 morti e 20 feriti il bilancio del raid aereo che ha colpito un ospedale di Medici senza frontiere (Msf) nello Yemen settentrionale. Lo ha comunicato la stessa organizzazione umanitaria, precisando che l’ospedale è situato vicino a Saada, città-roccaforte dei ribelli sciiti Houthi dove pochi giorni fa i bombardamenti della coalizione a guida saudita avevano colpito una scuola affollata di bambini.

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Il prete del telefilm “Settimo cielo” accusato di aver fatto sesso con minori

LOS ANGELES. L’attore Stephen Collins, star dello sceneggiato ‘Settimo cielò in cui impersona un reverendo, integerrimo padre di famiglia, è sospettato di molestie nei confronti di ragazzine minorenni. La polizia di Los Angeles ha confermato di voler riesaminare un’inchiesta sull’attore alla luce di una intercettazione nella quale avrebbe ammesso di avere molestato almeno tre ragazzine, una delle quali di appena 11 anni.

E, secondo la rivista Tmz, che si dice in possesso della registrazione, Collins sarebbe stato già escluso dalla produzione della commedia ‘Ted 2’. La vicenda risalirebbe a tempo addietro. «Stiamo riesaminando la nostra inchiesta per essere sicuri che non manchi nulla e lavoriamo con le autorità di New York», ha precisato un portavoce della polizia di Los Angeles, precisando che l’inchiesta, tuttavia, non è stata riaperta. Intanto però la rete televisiva Uptv – rivela Variety – avrebbe deciso di non replicare gli episodi di ‘Settimo cielò dopo la rivelazione dell’intercettazione, registrata durante una seduta di terapia coniugale nel 2012. Tmz riferisce anche che Stephen Collins si sarebbe dimesso dal Sindacato americano degli Attori.

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Arrivo del Papa in Albania: esempio di proficua convivenza fra confessioni diverse

Città del Vaticano, 21 settembre 2014 (VIS). Questa mattina ha avuto inizio il Viaggio del Santo Padre Francesco a Tirana (Albania), quarto del suo Pontificato, e secondo di un Pontefice nel Paese delle Aquile. Il primo fu quello di Giovanni Paolo II nel 1993, due anni dopo la fine della dittatura e il ristabilimento di relazioni diplomatiche tra Santa Sede e Repubblica d’Albania. In quella occasione Papa Giovanni Paolo II celebrò la Santa Messa nella Cattedrale di Scutari, trasformata in palazzo dello sport dal regime comunista, e benedì la prima pietra per il “Santuario della Madonna del Buon Consiglio”, costruito nel 1895 e demolito nel 1967. Negli ultimi anni sono state ricostruite la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù dei Padri Gesuiti a Tirana e la Cattedrale ortodossa della Risurrezione di Cristo.

Partito dall’aeroporto romano di Fiumicino alle 7:30 e giunto a Tirana alle 9:00, il Santo Padre è stato accolto, all’aeroporto internazionale “Madre Teresa”, dai rappresentanti delle Autorità religiose e civili, fra le quali, il Nunzio Apostolico in Albania, Arcivescovo Ramiro Moliner Inglés e dal Primo Ministro della Repubblica di Albania, Edi Rama. Raggiunto in automobile il Palazzo Presidenziale di Tirana per la cerimonia di benvenuto, il Papa è stato accolto dal Presidente della Repubblica d’Albania Bujar Nishani e, al termine di un breve colloquio, il Presidente ha accompagnato il Papa nel Salone Scanderberg per l’incontro con le Autorità, il Corpo Diplomatico ed alcuni leader religiosi del Paese.

Nel discorso, che riportiamo di seguito, il Santo Padre Francesco, soffermandosi sul cammino intrapreso dall’Albania per ritrovare la libertà, ha avuto parole di ammonimento contro la strumentalizzazione delle differenze tra le diverse confessioni, e nel contempo ha elogiato la convivenza pacifica e la collaborazione fra gli appartenenti alle diverse religioni in Albania.

“Sono molto lieto di essere qui con voi, nella nobile terra di Albania, terra di eroi, che hanno sacrificato la vita per l?indipendenza del Paese, e terra di martiri, che hanno testimoniato la loro fede nei tempi difficili della persecuzione”.

“È trascorso ormai quasi un quarto di secolo da quando l?Albania ha ritrovato il cammino arduo ma avvincente della libertà. Essa ha permesso alla società albanese di intraprendere un percorso di ricostruzione materiale e spirituale, di mettere in moto tante energie e iniziative, di aprirsi alla collaborazione e agli scambi con i Paesi vicini dei Balcani e del Mediterraneo, con l?Europa e con il mondo intero. La libertà ritrovata vi ha permesso di guardare al futuro con fiducia e speranza, di avviare progetti e di ritessere relazioni di amicizia con le nazioni vicine e lontane”.

“Il rispetto dei diritti umani, – rispetto è una parola essenziale fra voi – il rispetto dei diritti umani tra cui spicca la libertà religiosa e di espressione del pensiero, è infatti condizione preliminare per lo stesso sviluppo sociale ed economico di un Paese. Quando la dignità dell?uomo viene rispettata e i suoi diritti vengono riconosciuti e garantiti, fioriscono anche la creatività e l?intraprendenza e la personalità umana può dispiegare le sue molteplici iniziative a favore del bene comune”.

“Mi rallegro in modo particolare per una felice caratteristica dell?Albania, che va preservata con ogni cura e attenzione: mi riferisco alla pacifica convivenza e alla collaborazione tra gli appartenenti a diverse religioni. Il clima di rispetto e fiducia reciproca tra cattolici, ortodossi e musulmani è un bene prezioso per il Paese e acquista un rilievo speciale in questo nostro tempo nel quale, da parte di gruppi estremisti, viene travisato l?autentico senso religioso e vengono distorte e strumentalizzate le differenze tra le diverse confessioni, facendone però un pericoloso fattore di scontro e di violenza, anziché occasione di dialogo aperto e rispettoso e di riflessione comune su ciò che significa credere in Dio e seguire la sua legge”.

“Nessuno pensi di poter farsi scudo di Dio mentre progetta e compie atti di violenza e di sopraffazione! Nessuno prenda a pretesto la religione per le proprie azioni contrarie alla dignità dell?uomo e ai suoi diritti fondamentali, in primo luogo quello alla vita ed alla libertà religiosa di tutti!”.

“Quanto accade in Albania dimostra invece che la pacifica e fruttuosa convivenza tra persone e comunità appartenenti a religioni diverse è non solo auspicabile, ma concretamente possibile e praticabile. La pacifica convivenza tra le differenti comunità religiose, infatti, è un bene inestimabile per la pace e per lo sviluppo armonioso di un popolo. È un valore che va custodito e incrementato ogni giorno, con l?educazione al rispetto delle differenze e delle specifiche identità aperte al dialogo ed alla collaborazione per il bene di tutti, con l?esercizio della conoscenza e della stima gli uni degli altri. È un dono che va sempre chiesto al Signore nella preghiera. Possa l?Albania proseguire sempre su questa strada, diventando per tanti Paesi un esempio a cui ispirarsi!”.

“Dopo l?inverno dell?isolamento e delle persecuzioni, è venuta finalmente la primavera della libertà. Attraverso libere elezioni e nuovi assetti istituzionali, si è consolidato il pluralismo democratico e questo ha favorito anche la ripresa delle attività economiche. Molti, specialmente all?inizio, mossi dalla ricerca di lavoro e di migliori condizioni di vita, hanno preso la via dell?emigrazione e contribuiscono a loro modo al progresso della società albanese. Molti altri hanno riscoperto le ragioni per rimanere in patria e costruirla dall?interno. Le fatiche e i sacrifici di tutti hanno cooperato al miglioramento delle condizioni generali”.

“La Chiesa Cattolica, da parte sua, ha potuto riprendere un?esistenza normale, ricostituendo la sua gerarchia e riannodando le fila di una lunga tradizione. Sono stati edificati o ricostruiti luoghi di culto, tra i quali spicca il Santuario della Madonna del Buon Consiglio a Scutari; sono state fondate scuole e importanti centri educativi e di assistenza, a disposizione dell?intera cittadinanza. La presenza della Chiesa e la sua azione vengono perciò giustamente percepite non solamente come un servizio alla comunità cattolica, bensì all?intera Nazione”.

“La beata Madre Teresa, insieme ai martiri che hanno eroicamente testimoniato la loro fede ? a loro va il nostro più alto riconoscimento e la nostra preghiera ? certamente gioiscono in Cielo per l?impegno degli uomini e donne di buona volontà nel far rifiorire la società e la Chiesa in Albania”.

“Ora, però, si presentano nuove sfide a cui dare risposta. In un mondo che tende alla globalizzazione economica e culturale, occorre fare ogni sforzo perché la crescita e lo sviluppo siano posti a disposizione di tutti e non solo di una parte della popolazione. Inoltre, tale sviluppo non sarà autentico se non sarà anche sostenibile ed equo, vale a dire se non terrà ben presenti i diritti dei poveri e non rispetterà l?ambiente. Alla globalizzazione dei mercati è necessario che corrisponda una globalizzazione della solidarietà; alla crescita economica deve accompagnarsi un maggior rispetto del creato; insieme ai diritti individuali vanno tutelati quelli delle realtà intermedie tra l?individuo e lo Stato, prima fra tutte la famiglia. L?Albania oggi può affrontare queste sfide in una cornice di libertà e di stabilità, che vanno consolidate e che fanno ben sperare per il futuro”.

“Ringrazio cordialmente ciascuno di voi per la squisita accoglienza e, come fece san Giovanni Paolo II nell?aprile del 1993, invoco sull?Albania la protezione di Maria, Madre del Buon Consiglio, affidando a lei le speranze dell?intero popolo albanese. Dio effonda sull?Albania la sua grazia e la sua benedizione”.

Al termine del discorso il Papa ha raggiunto Piazza Madre Teresa a Tirana per la celebrazione della Santa Messa.

 

Islanda: trema il vulcano Bardarbunga Allerta rossa, si teme forte eruzione

(ANSA) – Continua a fare paura il vulcano islandese Bardarbunga, il piu’ grande del Paese, dove anche oggi si sono registrate due scosse che hanno fatto tornare al massimo livello l’allerta per il rischio di eruzione imminente. Lo ha annunciato il Servizio meteorologico locale. Le scosse, di magnitudo 5,3 e 5,1, sono le più importanti dall’inizio dell’attività del vulcano la settimana scorsa. Fra i timori, cresce quello dell’impatto di una possibile eruzione forte sul traffico aereo.

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