Forzature mediatiche su gesto papale… L’indulgenza come concessa dal Vaticano vale solo per i cattolici. Ma la misericordia dell’Unico Dio è più grande di quella degli uomini. Anche le altre religioni hanno grandi ricchezze

Forzature mediatiche su gesto Papa Francesco… L’indulgenza come concessa dal Vaticano vale solo per i cattolici. Ma la misericordia dell’Unico Dio è più grande di quella degli uomini. Anche le altre religioni hanno grandi ricchezze

Per il Movimento Internazionale dei sacerdoti sposati,  il gesto di Papa Francesco del 27 marzo 2020 ha una grandissima rilevanza esclusivamente per i fedeli cattolici…

Ha sottolineare e rendere esplicita le intenzioni del Papa è la nota della Penitenzieria Apostolica indicando che condizioni poste dalla Chiesa sono chiare esono riferite dall’ultimo decreto del 20 marzo: «Si concede l’Indulgenza plenaria ai fedeli affetti da Coronavirus, sottoposti a regime di quarantena per disposizione dell’autorità sanitaria negli ospedali o nelle proprie abitazioni se, con l’animo distaccato da qualsiasi peccato, si uniranno spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione alla celebrazione della Santa Messa o della Divina Liturgia, alla recita del Santo Rosario o dell’Inno Akàthistos alla Madre di Dio, alla pia pratica della Via Crucis o dell’Ufficio della Paràklisis alla Madre di Dio oppure ad altre preghiere delle rispettive tradizioni orientali, ad altre forme di devozione, o se almeno reciteranno il Credo, il Padre Nostro e una pia invocazione alla Beata Vergine Maria, offrendo questa prova in spirito di fede in Dio e di carità verso i fratelli, con la volontà di adempiere le solite condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), non appena sarà loro possibile».

Il gruppo dei preti sposati impegnato da anni per la riforma della Chiesa condivide l’analisi riportata in un testo pubblicato in ladige.it del 24 Marzo 2020:

«Ci voleva il coronavirus per far emergere in campo cattolico una questione ormai dimenticata: il papa ha rimesso in auge le indulgenze, tema che nel Cinquecento aveva scatenato la Riforma protestante e che infine il Concilio di Trento aveva incanalato, rendendola una pratica più sobria, diventata ai nostri giorni quasi residuale.

La settimana scorsa era stato annunciato che Francesco aveva deciso di concedere speciali indulgenze ai fedeli affetti dal morbo Covid-19, nonché agli operatori sanitari, ai familiari e a tutti coloro che a qualsivoglia titolo, anche con la preghiera, si prendono cura di essi.
Che cosa sono, le indulgenze? Secondo la Chiesa cattolica, sono la remissione dinanzi a Dio della pena temporale legata ai peccati, già rimessi in confessione quanto alla colpa: l’indulgenza “parziale” libera da una parte di pena; la “plenaria”, da tutta.

Cinque secoli fa l’indulgenza si pagava: tanti denari e tante indulgenze. Per ricostruire la basilica vaticana, iniziata nel 1506, con la vendita delle indulgenze il papato riuscì a raccogliere molti soldi. Contro questo traffico nel 1517 si levò il monaco Martin Lutero, poi scomunicato da Roma. Gran parte della Germania si schierò con il ribelle: per contrastare la Riforma, con il Concilio di Trento (1545-63) il papato avviò la Controriforma che, tra l’altro, cercò di debellare lo scandalo della compravendita delle indulgenze.

Pur depurata dagli eccessi, la loro pratica – spesso quantificata: ad esempio liberante, nel purgatorio, l’equivalente di sette anni terreni – induceva molti fedeli a pensare di “comprare” il perdono di Dio. Il Vaticano II sfiorò la questione ma, infine, nei suoi documenti ignorò le indulgenze. Del resto, gran parte del Concilio si era ritrovata in quanto aveva allora detto il cardinale Julius Dopfner, arcivescovo di Monaco: il tesoro della Chiesa non sono le indulgenze, ma Gesù Cristo.
Tuttavia, anche per venire incontro ai “conservatori” delusi dal silenzio del Concilio, nel 1967 Paolo VI sfrondò le indulgenze di aspetti peregrini, salvandone però la sostanza. In realtà, però, esse andarono scomparendo dal vissuto del popolo cattolico.

Ha meravigliato molti, perciò, che ora, in occasione della tremenda epidemia del Coronavirus, Francesco l’abbia ripresa, a conforto dei morenti a causa del morbo, e a incoraggiamento di quanti con molta generosità assistono i contagiati. E allorché – lui stesso ha dato ieri l’annuncio – venerdì prossimo pregherà in una piazza san Pietro vuota, otterranno l’indulgenza plenaria quanti, pentiti dei loro peccati, si uniranno spiritualmente a lui invocando il Signore di liberare il mondo dal virus.

La rivisitazione delle indulgenze, ora che la pandemia scuote l’Italia e il pianeta, consolerà quei cattolici che sanno ciò che significano? Però molti, che pur lo sanno, non se ne curano: e tuttavia si impegnano al massimo per salvare vite umane, sapendo che questo, oggi, è per essi l’unico modo serio di essere seguaci di Gesù di Nazareth».

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