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Preti pedofili, molto da fare Papa Francesco ha promesso mai più coperture contro la piaga degli abusi sessuali nella Chiesa, ma è stato tradito. La Bishop accoutability presenta un bilancio un anno dopo

Tolleranza zero sugli abusi nella chiesa e misure concrete per contrastarle. È la promessa fatta da Papa Francesco un anno fa, in occasione dello storico summit sulla Pedofilia organizzato in Vaticano. L’organizzazione Bishop accoutability, associazione americana che documenta i casi di pedofilia, ha presentato oggi un bilancio a Roma, ma se i dati dicono che sono aumentate le denunce sul passato, le situazioni variano di Paese in Paese e, in alcuni posti, gli abusi continuano.

“Quello che è cambiato è il dibattito pubblico, ora c’è un’attenzione maggiore, dopo che il Papa ha mandato un messaggio chiaro nei confronti di chi ha commesso abusi e di chi li ha coperti. Persone messe sotto inchiesta dal Vaticano, ma senza mai specificare con quali conseguenze concrete per chi è stato ritenuto colpevole”, spiega alle telecamere della RSI Phil Saviano, co-direttrice dell’associazione BishopAccountability.org”. Dal canto suo, l’altra co-direttrice, Anne Barrett Doyle, sottolinea che: “Ciò che più è mancato sono state le riforme canoniche, indispensabili per combattere il problema. Una per rimuovere in modo permanente preti che hanno commesso abusi e un’altra per destituire quei vescovi o quei superiori che non hanno rimosso gli abusatori”.

Una forte critica arriva da Matthias Katsch, fondatore dell’associazione “Eckiger Tisch”. “È come in quelle danze, dove si fanno tre passi avanti e due indietro, perché di fronte alle aperture della Chiesa ci sono state le reazioni di molte diocesi che, in alcuni Paesi, non hanno aperto gli archivi”. E in molti Paesi, denuncia Anne Barrett Doyle, “le chiese locali hanno invocato i concordati con il Vaticano come scudo legale per bloccare l’acceso ai documenti o addirittura le testimonianze dei vescovi”.

Vuoti di collaborazione, insomma, per cui le aperture di Papa Francesco sono state importanti, ma non sufficienti. “Lui non ha ben colto che la questione degli abusi non riguarda solo alcuni preti colpevoli od omertosi, ma riguarda l’intera Chiesa nelle sue strutture e nel suo insieme”, sottolinea Matthias Katsch.

rsi.ch

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